BLEEDING FIRST RESPONDER

 
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Anteprima manuale BLEEDING FIRST RESPONDER

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Salvamento Academy Srl Via Carpani, 121 - 57037 Portoferraio (LI) info@salvamentoacademy.com www.salvamentoacademy.it

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International Academy of Rescue and Resuscitation L’International Academy of Rescue and Resuscitation (IARR) è un’associazione scientifica senza scopo di lucro, libera, apartitica, apolitica, volontaria, di utilità sociale, che unisce coloro che hanno conseguito una certificazione Salvamento Academy. L’Associazione persegue finalità di utilità sociale nell’interesse generale, realizzando attività di ricerca scientifica e formazione di tutti i soggetti impegnati nel Primo Soccorso e salvataggio, nella ricerca e recupero persone, nella protezione civile, nell’emergenza sanitaria, con il preciso obiettivo di diffondere la cultura del soccorso e della sicurezza a favore della Comunità, in particolare verso le persone svantaggiate e con bisogni speciali. Iscriviti e sostieni anche tu i nostri progetti a favore della cultura del soccorso. www.iarr.eu Salvamento Academy Il progetto della Salvamento Academy è principalmente dedicato a tutti quelli che intendono promuovere e diffondere la cultura del Primo soccorso e della sicurezza nella comunità attraverso corsi di formazione, in particolare per le Associazioni già impegnate a vario titolo nell’ambito sanitario, del volontariato, in quello sportivo, sociale o culturale, idem per i soggetti pubblici e privati. La nostra organizzazione didattica promuove corsi di addestramento base e avanzati di primo soccorso e salvataggio per soccorritori professionisti e occasionali su tutto il territorio nazionale, in un contesto di eccellenza dei contenuti seguiti dagli istruttori e dai Centri di Formazione che aderiscono al progetto di formazione continua della Salvamento Academy. Se desideri diventare un Istruttore o un Centro di Formazione accreditato della Salvamento Academy e contribuire a diffondere la cultura dell’emergenza segui le pagine del nostro sito e scoprirai come partecipare al programma didattico. www.salvamentoacademy.it

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Gli autori Dott. Michele Romeo Jasinski Laureato in Scienze Politiche alla Cesare Alfieri di Firenze con una tesi in Mezzi e metodi di combattimento, Master in Economia all’Università di Pisa con un focus sul Project Management. Si occupa di formazione in ambito civile e militare da quindici anni ed è Operatore di Soccorso Tattico (TCCC) e Istruttore Combat Life Saver. Le sue pubblicazioni sono incentrate sul diritto dei conflitti armati (IHL), sul terrorismo e sull’evoluzione della figura del personale sanitario in teatro operativo. Dott. Giuseppe Piras Militare Effettivo al 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” con incarico specifico nel settore Sanitario (a.sa) ed esperienza in ambito di Combat Trauma. Ha partecipato a numerose missioni in Teatro operativo rivestendo ruoli attivi nel dispositivo sanitario di emergenza. Istruttore di Tactical Combat Casualty Care, si è formato negli Stati Uniti (North Carolina Training Centre) ai principali protocolli di risposta sanitaria (ACLS, TCCC, ATCCC, PCCC, DMOC ADVANCED). Dott. Giovanni Sbrana Medico Specialista in Anestesia e Rianimazione, in servizio presso la Centrale Operativa 118, opera in Elisoccorso HEMS SAR (Helicopter for Emergency Medical Service Search and Rescue) con abilitazione HEMS HHO (Helicopter for Emergency Medical Service Hoist Helicopter Operations). Si occupa di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e procedure nel campo del trauma, del trasporto neonatale, della gestione delle vie aeree. Precedentemente impiegato nell’Esercito Italiano come ufficiale medico nel 187° Reggimento Paracadutisti Folgore, ha ricoperto il ruolo di Istruttore Corso Medevac per Medici, Infermieri ed Aiutanti di Sanità, occupandosi dello studio della fattibilità operativa ed addestrativa per la capacità di evacuazione sanitaria con elicotteri militari in teatro operativo.

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Indice Introduzione • Bleeding First Responder 6 Capitolo 01 • Scena dell’evento • Evento traumatico senza presenza ostile • Evento traumatico con presenza ostile Capitolo 02 • La Minaccia “Active Shooting” • Approfondimento sui sistemi d’arma • Procedure Active Shooting Safety • Identificazione/Comunicazione minaccia Capitolo 03 • Le priorità nell’autosoccorso • Apparato circolatorio e funzioni vitali • Autosoccorso/Primo Soccorso (First Responder) Capitolo 04 • ABC Modificato (Safety Zone) • Trauma Essential Skills 9 11 14 18 20 22 24 27 27 29 33 39 Autori Michele Romeo Jasinski Giuseppe Piras Giovanni Sbrana Foto e immagini - Stefano Mazzei - ©Depositphotos - ©Istockphoto Revisione testi Matteo Mazzei Progetto grafico e impaginazione Sara Profeti info@saraprofeti.it Disegni Rodolfo Ercolani ErreDue Grafica www.erreduegrafica.it L’utilizzo in questa pubblicazione di denominazioni generiche e marchi commerciali, anche se non esplicitamente identificati, non significa che questi non siano registrati e protetti dalla legge. ©2016 Salvamento Academy www.salvamentoacademy.it Tutti i diritti sono riservati. La riproduzione parziale o totale del presente manuale, viola i diritti di copyright e privativa ed è punibile a norma di legge. La presente pubblicazione può essere utilizzata per scopi didattici esclusivamente dai docenti della Salvamento Academy. Per alcune foto pubblicate in questo manuale non è stato possibile risalire all’autore. L’editore si rende comunque disponibile ad assolvere i diritti di utilizzo delle immagini qualora l’autore ne facesse richiesta. Seguici su: Stampa Press up srl Via Cassia, Km 36,300 Zona ind.le Settevene 01036 - Nepi (VT) ISBN: 978-88-99404-03-1 € 18.00 Finito di stampare Dicembre 2016

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Introduzione Bleeding First Responder Introduzione Bleeding First Responder [ 5

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Bleeding First Responder Il progetto “Bleeding First Responder” (BFR) nasce dalla volontà di Salvamento Academy e di un team di professionisti del mondo sanitario, sia civile che militare, di creare uno strumento di risposta, pratico e semplice, nel caso di ferite massive, siano esse causate da armi da fuoco, da armi bianche, da esplosioni o da cadute accidentali. In ambito militare, questo problema si è posto alcuni anni fa quando si è iniziato ad indagare sulla tipologia di ferite mortali subite dal personale in teatro operativo: la risposta è stata il protocollo TCCC, acronimo di Tactical Combat Casualty Care. Nel mondo civile, invece, gli strumenti presenti sono inseriti nei protocolli di risposta al trauma (SVT, PTC, ATLS...) che prevedono, però, una formazione specifica e complessa, destinata, solitamente, al personale sanitario o di assistenza. L’idea di questo testo è di rendere una parte di questi strumenti accessibile al resto della popolazione per preservare le funzioni vitali in attesa dell’arrivo dei soccorsi o della neutralizzazione della minaccia. Il corso BFR non ha la presunzione di creare dei piccoli “Combat Life Saver” armati di tourniquet e garze emostatiche, ma solo di diffondere una cultura del soccorso qualsiasi sia la sua professionalità o le sue esperienze pregresse, una cultura del soccorso (o, nella sua versione basilare, di autosoccorso) incentrata sulla capacità di individuare ed evitare la minaccia (prevenzione), mettersi in sicurezza (attiva o passiva a seconda del proprio ruolo e delle proprie dotazioni), soccorrere o auto soccorrersi nel minor tempo possibile, allertare la Centrale Operativa competente e fare tutto il possibile per mantenersi in vita. Nella prima parte del corso andremo ad individuare le tipologie di minacce possibili per ottenere la più repentina risposta personale (allontanarsi, porsi in sicurezza...) e strutturale (attivazione 112-118 o altro). Vedremo poi quali sono le principali lesioni da arma da fuoco o arma bianca e come possono essere trattate in caso di minaccia ancora presente: parliamo del Care Under Fire. 6 ] Bleeding First Responder

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Per farlo illustreremo le principali dinamiche fisiologiche del corpo umano: dal sistema circolatorio e respiratorio, fino ad arrivare al problema principale di come trattare e contenere il sanguinamento. Una volta soppressa la minaccia o guadagnata una posizione di sicurezza, applicheremo il protocollo MARCH (trattato nel capitolo 4, pag. 33): una serie di azioni semplici e ben definite per aumentare al massimo la sopravvivenza del ferito, sempre in attesa dei soccorsi sanitari inviati sul posto a seguito della nostra o altrui segnalazione. Introduzione Bleeding First Responder [ 7

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Capitolo 01 Scena dell’evento Evento traumatico senza presenza ostile Evento traumatico con presenza ostile 8 ] Bleeding First Responder

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Capitolo 01 Scena dell’evento Chiunque abbia partecipato ad un corso di Primo Soccorso, saprà che alla base di ogni intervento c’è l’autoprotezione: ovvero massima attenzione alla valutazione dei rischi presenti sulla scena e alla loro possibile evoluzione. L’acronimo di riferimento è il GAS (Guardo-Ascolto-Sento), preso in prestito dalla valutazione dello stato di coscienza dal Basic Life Support (BLS) e adeguato ai propri bisogni. In una condizione di “evento traumatico senza presenza ostile” questa regola permane e deve essere sempre seguita al fine di tutela qualsiasi soccorritore dal rischio di trasformarsi in vittima: • Persona caduta in casa con lesione agli arti inferiori: valuto la presenza di elementi su cui può essere scivolata. • Persona trovata in casa priva di sensi: valuto la presenza di sostanze volatili come il monossido di carbonio rilasciate da stufe, caldaie... • Incidente stradale con coinvolgimento di auto: prima di avvicinarvi al mezzo valuto di essere ben visibile (indossando un giubbotto alta visibilità), segnalo la presenza dell’incidente agli altri automobilisti (ponendo il triangolo rosso ad opportuna distanza)... La scena è sicura? Bleeding First Responder [ 9

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Tutte queste semplici procedure sono frutto di un sistema di ANALISI > AZIONE: individuo il possibile elemento di rischio per la mia persona (o per gli altri soccorritori) ed intervengo neutralizzandolo: tale analisi deve sempre essere fatta in modo scrupoloso e valutando anche l’elemento EVOLUTIVO; quindi massima attenzione non solo ai rischi presenti, ma anche a quelli che, col passare del tempo, potrebbero manifestarsi, incrementarsi o diventare pericolosi. L’esempio migliore, restando sull’incidente stradale, è la prassi di spengere il quadro della macchina, togliere le chiavi ed inserire il freno a mano prima di andare a valutare le persone coinvolte: tale misura serve a prevenire un possibile incendio (causato dal contatto tra liquido infiammale ed alimentazione del quadro) e movimenti accidentali della macchina durante le operazioni di soccorso. 10 ] Bleeding First Responder

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Evento traumatico senza presenza ostile Se volessimo analizzare le più comuni tipologie di “eventi traumatici senza presenza ostile” dovremo porre la nostra attenzione alle differenze che intercorrono tra le varie casistiche: • Incidente domestico: avviene solitamente in un ambiente conosciuto (casa), assolutamente accessibile ai soccorsi, data la facilità di comunicare il proprio indirizzo (comune, via, civico, piano, nome sul campanello, punti di riferimento). Il numero delle persone colpite è noto o facilmente ipotizzabile (quante persone ci sono in casa?), ma vista la possibile appartenenza allo stesso nucleo familiare di colui che, per primo, provvederà al soccorso in attesa della risposta del Sistema d’emergenza territoriale, il coinvolgimento emotivo è sicuramente molto alto. Trovandoci in un spazio conosciuto e confinato, la sicurezza dello scenario è assolutamente gestibile. Al limite, ci si può trovare ad interrompere l’energia elettrica o a mettere in sicurezza animali domestici per evitare la loro reazione. • Infortunio sul lavoro: anche in questo caso, il luogo è solitamente conosciuto (posto di lavoro) ed accessibile ai soccorsi, visto che tutti siamo in grado di comunicare facilmente il proprio indirizzo lavorativo (comune, via, civico, piano, nome dell’azienda, vie di accesso, punti di riferimento). Analogamente, il numero delle persone coinvolte è noto o facilmente ipotizzabile (numero dei lavoratori dell’ufficio/reparto/stabilimento) mentre il coinvolgimento emotivo è medio-alto (colleghi, collaboratori...). La risposta all’evento, però, deve sempre seguire le procedure aziendali previste dalla normativa vigente (come l’attivazione del preposto alla sicurezza, la richiesta della cassetta di primo soccorso e l’individuazione dei pericoli in base al rischio derivante dall’attività dell’azienda). Capitolo 01 Bleeding First Responder [ 11

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1) Cartello arancione riportante il numero di identificazione del pericolo: KEMLER ONU Il trasporto di materiali pericolosi richiede, in caso di incidente, di poter identificare rapidamente la natura del carico al fine di poter intervenire in modo adeguato per mettere in sicurezza l’automezzo ed evitare eventuali danni ai soccorritori. X33 1088 La parte superiore identifica il tipo di pericolo (Kemler). La X, se presente, indica il divieto assoluto di usare acqua. La parte inferiore identifica il materiale trasportato (Numero ONU) • Incidente stradale: qui la situazione si complica. Non sempre l’ambiente è conosciuto o si è in grado di localizzarlo facilmente (indirizzo, incrocio, km autostradale, direzione di marcia, ultima uscita o svincolo...) e il numero delle persone coinvolte deve essere attentamente valutato (numero di mezzi incidentati, tipologia...). Il coinvolgimento emotivo è solitamente medio-basso (escluso il coinvolgimento diretto nell’incidente). Le risorse disponibili sono o quelle presenti in loco, come la cassetta del pronto soccorso in auto, o attivabili tramite 112-118, a cui occorre comunicare la localizzazione dell’evento e la tipologia dei mezzi coinvolti, con particolare attenzione alla presenza di mezzi pesanti e, quindi, all’individuazione e trasmissione del codice Kemler1. 12 ] Bleeding First Responder

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• Incidente in montagna o in grotta: questo tipo di evento ha, tra le sue caratteristiche peculiari, il fatto di avvenire solitamente in un ambiente impervio o difficile da raggiungere; motivo per cui la tipologia di soccorsi attivati deve essere assolutamente specifica e idonea al tipo di intervento necessario. La priorità deve essere data al raggiungimento del paziente, all’esecuzione delle manovre di base (vedi protocollo MARCH) e all’attivazione dei soccorsi. In ciascuna di queste fasi, l’attenzione del First Responder deve sempre essere posta sulla propria sicurezza e sull’analisi oggettiva delle proprie capacità (se il ferito è in una zona che non sono in grado di raggiungere per difficoltà o mancanza di attrezzatura idonea, la mia priorità sarà l’attivazione dei soccorsi). • Crollo accidentale: in queste situazioni, i primi soccorritori devono assolutamente valutare la sicurezza della scena in cui operano e dare priorità alla propria incolumità (allontanandosi dalla scena dell’evento) e magari, istruire, scegliendo strategie diverse, all’autosoccorso il ferito non raggiungibile. Il numero di persone coinvolte deve essere valutato tenendo conto del numero e della tipologia degli edifici coinvolti (quante persone c’erano all’interno al momento dell’evento? Quanti siamo all’esterno?) e delle circostanze (orario, turni lavorativi, festività...). • Terremoto: è come la situazione precedente, ma su larga scala, in questo caso, la priorità diventa quella di allontanarsi e far allontanare le persone dalla scena verso zone di sicurezza (possibilmente all’aperto se non specificatamente indicate come “Aree di raccolta”). Va considerato che il numero dei feriti può aumentare in modo importante così come, in base all’estensione della zona colpita, va sicuramente considerato il possibile ritardo dei soccorsi: in questo contesto la conoscenza di basilari tecniche di auto-soccorso e soccorso a persona possono diventare fondamentali nell’attesa della risposta istituzionale. Capitolo 01 Bleeding First Responder [ 13

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Evento traumatico con presenza ostile Lo scenario cambia totalmente nel momento in cui la minaccia non è più statica ma diventa dinamica e, soprattutto, attiva. La minaccia dinamica è in grado di cambiare il suo meccanismo di azione, di renderlo imprevedibile e difficile da gestire con gli strumenti di analisi tipici dei protocolli Trauma Care. La soluzione più facile, se proponibile, è quella di allontanarsi dal raggio di azione della minaccia o di nascondersi ad essa, in posizioni di sicurezza, in attesa che tale elemento sia neutralizzato: ovviamente la prima e la seconda soluzione non sempre sono praticabili e la soppressione talvolta necessita di tempo e, quindi, dovremo trovare il modo di porre in essere semplici azioni in attesa della soluzione del problema. Negli ultimi anni la maggior parte delle minacce con Active Shooters (soggetti armati che sparano) hanno creato grandi problemi ai soccorritori professionisti in quanto, per definizione, l’attività di soccorso deve avvenire quando lo scenario è sicuro e, quindi, quando la minaccia è stata neutralizzata. Molto spesso la tipologia di ferite (lo vedremo nel capitolo successivo) non è compatibile con la scala temporale di intervento e, quindi, l’unica speranza per i soggetti coinvolti nella scena è mettersi in sicurezza (allontanarsi, nascondersi, ripararsi da possibili traiettorie...), autosoccorrersi se feriti, spiegare a voce alle persone ferite come mettersi in sicurezza e, come ultima possibilità, intervenire direttamente in attesa dei soccorsi. Gli eventi con presenza ostile possono essere classificati come: Rapina o aggressione in ambiente domestico: avvenendo in un luogo conosciuto, si ha la possibilità immediata di valutare le possibili vie di fuga (porte, finestre, cantine, panic room...) oltre che la certezza del numero delle persone coinvolte (nucleo familiare, persone presenti in casa...). Ovviamente il coinvolgimento emotivo è ai massimi livelli, mentre le risorse disponibili sono sia quelle attivabili tramite i servizi di emergenza (112-118) che quelle disponibili in abitazione (garze, disinfettanti, cassetta del pronto soccorso...). L’identificazione della minaccia è certa e una volta constatata la violazione del proprio ambiente diventa essenziale capire il numero degli aggressori e il loro armamento in modo da porre in essere la migliore strategia di difesa e/o soccorso. 14 ] Bleeding First Responder

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