Rivista AParte N 8

 

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la rivista aparte periodico culturale e organizzativo dell associazione pecci arte n° 8 marzo 2010

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cose nostre l associazionepecciarte si interessa di arte contemporanea e dei campi culturali a essa correlati nel presente e nel passato svolge attività di assistenza volontaria alle mostre del centro pecci organizza gite corsi di studio e pubblica la rivista aparte chi vuol partecipare o soltanto saperne di più è invitato all assemblea l ultimo giovedì di ogni mese alle ore 17:30 presso l auditorium del centro pecci a prato o ci può contattare all indirizzo info@aparte.prato.it attività fatte da novembre 2009 a febbraio 2010 monterchi e città di castello da piero della francesca a burri un percorso ragionato torino mostre e musei milano mostra su hopper padova mostre su telemaco signorini zaha hadid e palazzo della ragione giotto e cappella degli scrovegni firenze incontro dibattito e cena futurista al caffè storico letterario giubbe rosse firenze visita galleria bagnai e galleria frittelli firenze visita alla mostra itinerante alla maniera d oggi prato museo pecci ,incontro con lena liv incontro con alessandro vezzosi direttore del museo ideale leonardiano di vinci attività da fare da marzo 2010 milano inaugurazione nuovi spazi espositivi pecci firenze visita guidata alle istallazioni della mostra alla maniera d oggi parma mostra nove100 ravenna mar mostra sui preraffaelliti roma inaugurazione maxxi si inaugura sabato 20 marzo presso il centro per l arte contemporanea luigi pecci paolo canevari nobody knows a cura di germano celant la mostra allestita nelle sale espositive ripercorre le tappe fondamentali della sua attività e presenta lavori realizzati per l occasione il lavoro di canevari è legato alla riflessione sull impermanenza nell arte sul significato della scultura e su come questa si metta in relazione con il contesto sociale contemporaneo fin dai primi anni novanta l artista adotta come materiale la gomma delle camere d aria e dei pneumatici rivisitando il mondo quotidiano e agli aspetti più intimi della memoria dove si sovrappongono simboli icone cultura pop rappresentazione storica e coscienza politica la sua opera appare come tra le attuali sintesi delle espressioni linguistiche maturate dagli anni sessanta in poi e non conosce confini di genere spaziando dal disegno al video dall installazione alla performance tuttavia nel suo lavoro l artista evita l idea di monumento e ogni retorica insita nell idea di tradizione e di classico i materiali primari e semplici che compongono i suoi lavori sono messi in rapporto con il concetto di rappresentazione e fungono da chiavi che permettono infinite possibilità di lettura allo stesso tempo testimoniano la continua metamorfosi della materia la cui instabilità è sinonimo di apertura a diverse interpretazioni ringraziamenti per le immagini dalle mostre al centro per l arte contemporanea luigi pecci caffè storico letterario giubbe rosse aparte la rivista n° 8 marzo 2010 periodico trimestrale culturale e organizzativo aut n° 8/2006-trib prato dell associazione pecci arte sede operativa centro per l arte contemporanea viale della repubblica 277 prato sede legale c/o studio compagnini via tintori 31 prato codice fiscale 92028030481 e-mail info@aparte.prato.it direttore responsabile fabio barni capo redattore attilio maltinti redazione roberto badiani cristina bellini giovanni bianchi mattia crisci lucia giovannelli maria cristina mengozzi antonella mezzadri alessia vitolo art director baldassare amodeo pierattini alessandro stampa tipografia la marina calenzano ottobre 2009 saluti del nuovo presidente aparte olgo l occasione per presentarmi e salutare i lettori di questo periodico mi chiamo alessandro pierattini e sono docente presso l istituto polimoda di firenze la mia grande passione per l arte in particolare per quella contemporanea mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza ringrazio l associazione per la fiducia ed i componenti del nuovo direttivo che mi supporteranno in questo incarico i auguro una buona lettura c v a.p.

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2 3 4 5 6arte paura terrore 7 8 9 1 0 1 2 mario maffii sboom tito regolo mattia crisci alla maniera d oggi giubbe rosse mattia crisci zaha hadid luna crisci burri giuseppe billi la porta della luce spagnulo maria cristina mengozzi malaparte fedrico berti attilio maltinti spazio scenico m.luconi anish kapoor in copertina maurizio nannucci uffizi firenze in questa pagina paolo parisi chiostro dello scalzo firenze in ultima di copertina paolo canevari nobody knows 2010 foto di marco anelli sommari

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lo sboom il decennio dell arte pazza tra bolla finanziaria e flop concettuale a proposito del libro di adriana polveroni silvana edit 2009 la lungimirante e fortunata esperienza di bilbao con il museo guggenheim che accoglie un milione di visitatori ogni anno ha portato molte località a credere che la progettazione di musei di arte contemporanea affidata ad architetti di grande grido possa da sola realizzare il successo del museo e della città che lo ospita ma se il contenuto non è adeguato al contenitore e se le risorse finiscono con la realizzazione dei progetti delle archistars e non sono più sufficienti per la manutenzione delle strutture e l organizzazione delle mostre a volte poco importa ciò che viene esposto nel museo l importante è troppo spesso l ubicazione scelta per prevalenti interessi immobiliari o per dare lustro politico a governi nazionali e locali fatte queste premesse l autrice afferma che oggi nel mondo esistono 17856 tra musei e gallerie di arte contemporanea e si va dal moma alla galleria promossa in provincia da una associazione culturale dal costruendo beijing yihaodi internatinal artbase in cina che diventerà il museo più grande del mondo al centro per l arte contemporanea di passariano di codroipo con una vera esplosione dei visitatori che si mettono in fila più o meno consapevoli di quello che vedranno il rilievo e la pubblicità data dai media all arte moderna e contemporanea ha fatto sorgere musei gallerie biennali e triennali riempite da opere di artisti di ogni genere innestando la speculazione non a caso adriana polveroni fa notare che grossi investimenti nell arte erano fatti dai famigerati hedge fund con risultati devastanti per gli investitori le quotazioni delle opera d arte sono volate spinte da operazioni poco chiare e commissioni scandalose tra critici galleristi curatori di mostre e direttori di musei ma dopo il boom è giunto finalmente lo sboom quotazioni crollate e gran parte delle opere invendute l autrice sostiene che questo sarà salutare per l arte caduta la speculazione e allontanati quei soggetti attratti solo dal guadagno forse gli artisti e l arte sapranno riacquistare quel senso che hanno sempre avuto nella postfazione pierluigi sacco rileva che se la riduzione delle risorse disponibili per mostre nuovi spazi per manifestazioni puramente mercantili con crollo delle quotazioni è effettivamente uno sboom tuttavia permane una grande attenzione sociale su tutto ciò che gira intorno all arte contemporanea con ampi spazi disponibili sia dal punto di vista fisico che comunicativo si può pertanto affermare che il settore gode di buona salute con prospettive di ripartenza non false e gonfiate mario maffii

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l arte è sempre stata contemporanea tito regolo il percorso artistico intrigante suggestivo coinvolgente che si muove per le strade di firenze annodando arte antica e contemporanea situandosi fra chiostri piazze musei chiese refettori e palazzi offre all osservatore motivo di riflessione su quale sia oggi il ruolo e lo spazio dell arte e per l arte quando essa ponga se stessa nella prospettiva di un confronto storico meglio sarebbe dire quando un gruppo di artisti mettono se stessi ossia le loro opere in rispettoso rapporto con altrettante opere del passato ne nasce sicuramente un dialogo umile e silenzioso ma al tempo stesso affiora la consapevolezza di un intervento basato sulla propria contemporaneità e sul proprio personale modo contemporaneo di vedere l arte stessa accade così che dentro il piccolo e bellissimo chiostro dello scalzo del sangallo fra sottili colonne e pitture parietali senza colore in segno penitenziale paolo parisi abbia effettuato il suo intervento sottolineando il valore della luce spiovente regolando in misurata sospensione lastre di plexiglass che disegnano nei loro punti di contatto linee di luce che cambia col variare delle ore del giorno mario airò installazione in s.marco firenze e come in quel silenzio seduti su ondulate basi di cartone sia possibile raccordare in una performance suoni da spartiti trasparenti e colorati che concorrono ad una finale armonia mario airò installa invece nella volta della quattrocentesca biblioteca di s.marco aureole di neon attraversate da ferri guizzanti angeli moderni colloquianti con le vicine celle affrescate dal beato angelico nella cornice di un laser verde,ellittico che attraversa come una cometa tutto lo spazio nell alto soffitto fino a perdersi all infinito e paolo masi colloca nello stesso chiostro i suoi specchi circolari come a raccogliere e restituire in esterno luce da luce e in interno nella sala del capitolo pittura da pittura altrove nella galleria dell accademia massimo bartolini colloca con gesto veramente minimale un mazzo di fiori di fronte ad una icona trecentesca omaggio e memoria antica devozionale delle campagne toscane massimo nannucci nel cenacolo di ognissanti sfida invece il reale e l apparente col simmetrico inserimento di un pulpito opposto a quello esistente ma soprattutto tracciando in parete la sua ombra trompe l oeil nel virtuale incavo che non c è marco bagnoli offre in s.miniato al monte un opera di grande spiritualità posta sul pavimento centrale della basilica é giocata fra olle allungate con una figura di ombra e di luce che ricorda la forma del cristo spasmodico del cimabue sempre bagnoli inserisce in palazzo sacrati-strozzi sotto le rifrazioni di cristallo di un lampadario metafora di un cielo stellato una voce che parla di antico e una forma parabolica come orecchio in ascolto dell universo mistero del passato e del futuro remo salvatori attorno alla colonna di s.zanobi sulla piazza duomo poggia il solido cerchio del suo continuo infinito presente mentre maurizio mannucci dalla fronte degli uffizi offre la dichiarazione al neon che all art has been contemporary la cui luce blu si riflette come monito tremolante sull acqua dell arno che scorre

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arte contemporanea questione aperta il titolo del dibattito promosso da m mori responsabile culturale degli incontri letterari alla giubbe rosse a cui la rivista aparte era stata invitata a presentarsi per dibattere appunto sull arte contemporanea mori aprendo l incontro ha voluto ricordare che dal 93 anno in cui direttore artistico del pecci era amnon barzel il locale le giubbe rosse non ospitava un confronto aperto sulla realtà dell arte contemporanea di prato e firenze stefano pezzatto responsabile dell area artistica del pecci nel suo intervento ha lodato molto l ultima iniziativa ospitata per l appunto nel `93 che gli ha permesso di fare un excursus storico delle attività del pecci ha spaziato dagli anni `80 90 ai giorni nostri evidenziando le numerose mostre e le iniziative artistico-culturali di cui il centro pecci è promotore ha poi sottolineato anche l aspetto economico che un museo di tali proporzioni deve affrontare fino a denunciare il pericolo di crisi dell ultimo periodo che ha visto invece il felice approdo a polo museale regionale ha poi illustrato in maniera dettagliata con l ausilio di un video il futuro edificio progettato dall architetto nio evidenziandone gli aspetti logistici e culturali dalle sale espositive ad una collezione permanente dalla sezione didattica che si è candidata ad essere una nuova realtà progettuale territoriale il nuovo edificio avrà poi dei laboratori artistici in cui potranno operare e confrontarsi giovani artisti e altre realtà toscane nazionali e internazionali sensibilizzare i soci all arte contemporanea sottolineando che il tutto viene svolto con volontariato personale attilio maltinti ha esposto le finalità e gli obbiettivi della rivista sottolineando che essa non ha un credo estetico da privilegiare ma è aperta alle itelligenze e allo spirito critico dei collaboratori in particolare ha ricordato l impegno dei redattori non professionisti nel seguire con articoli mirati le varie iniziative che si svolgono sia al centro pecci che nel territorio nazionale a volte anche internazionale la rivista ha lo scopo di mantenere vivo un contatto con i lettori su tematiche che vanno dall arte contemporanea alla poesia da recensioni di libri al cinema a tematiche sociali in cui è coinvolta la nostra comunità mattia crisci collegandosi a pezzato e mori ha ricordato che è stata un istallazione fatta da d karavan negli anni `90 ad unire le città di prato e firenze il contatto virtuale consisteva in due raggi laser verdi che partivano dal castello dell imperatore di prato e colpivano la cupola del duomo luciana schinco presidente dell associazione aparte ha poi illustrato le finalità dell associazione che oltre al compito di assistenza alle sale museali durante le mostre ha quello di di firenze sottolineando l emozione che tale visione creava nello spettatore l intervento concludeva invitando i presenti a prendere in considerazione le problematiche legate sia ai contenitori dell arte che ai molti personaggi che vi ruotano intorno si è aperto poi il dibattito in cui hanno preso la parola il gruppo bau di viareggio rappresentato da antonino bove paola bartolotti federico napoli e ugo barlozzetti la serata è continuata con una cena ad arte ove lo chef ha elaborato gustose preparazioni futuriste si sono poi esibiti artisti con performance molto interessanti claudio scardini si è esibito in una performance dal titolo lo scudo di perseo i commensali muniti di gessetti colorati hanno scritto con accanimento sopra uno scudo-cartone simboleggiando l attacco delle meduse a perseo salendo su una sedia massimo mori con un imbuto in testa ha letto in maniera goliardica il manifesto futurista che vide i suoi natali proprio alle giubbe rosse infine il gruppo bau composto dagli artisti gianni broi antonino bove marco maffei gianluca cupisti e luca brocchini ha fatto incappucciare i presenti con una busta di carta che serviva per disintossicarsi dalla visione inflazionata dell arte il titolo della performance era appunto art detox alla fine della serata tra sorrisi crespelle bolliti castagnaccio e vin brulé c era la consapevolezza di aver vissuto una serata magica ove l arte ci ha davvero coinvolti trasportandoci almeno per una volta in un mondo lontano dalla noia quotidiana con la promessa di un esperienza senz altro da ripetere mattia crisci

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l meraviglioso salone del palazzo della ragione di padova si è dimostrato lo spazio migliore per ospitare una mostra di architettura e design contemporaneo l decostruttivismo architettonico dei numerosi progetti innovativi presentati dall architetto irachena zaha hadid ci fanno subito capire il contesto spaziale e la raffinata ricerca estetica con cui opera prima vista le istallazioni fatte di tante stele bianche rettangolari di dimensioni decrescenti e distanziate una dall altra creano un movimento di forme fluide che si muovono nell intero spazio espositivo creando un vero e proprio disorientamento nello spettatore facendogli perdere il punto di vista globale orse è proprio questa fluidità che sfida apertamente la razionalità del maestoso edificio medievale a trovare un elemento di sintesi nella fuga verso l alto sia delle stele che della meravigliosa volta del soffitto l enorme cubatura dello spazio infatti crea un z i aha hadid a padova vi materiali sia tecnici agglomerati metalli leggeri ecc che informatici aha hadid con questa mostra si rivela uno degli interpreti più significativi nella scena mondiale non a caso è stata la prima donna a vincere nel 2004 il premio pritzker che equivale al premio nobel per l architettura attualmente hadid sta lavorando a numerosi progetti tra i quali l aquatic center per le olimpiadi di londra del 2012 le signature towers a dubai il teatro dell opera a guangzhou cina varie residenze private in medio oriente stati uniti russia ecc voglio naturalmente ricordare le numerose realizzazioni fatte qui in italia il maxxi di roma la stazione ferroviaria di afragola na la rigenerazione del lungo ziaf senso di smarrimento che trova un punto fermo nell enorme cavallo ligneo m.5,75 x 6.20 attribuito forse a donatello l percorso della mostra si sviluppa come un enorme labirinto ove il visitatore decide da solo l itinerario da seguire facendosi coinvolgere dalle soluzioni progettuali delle opere realizzate sia nel campo dell urbanistica che in quello d arredo interno colpisce infatti la capacità del design di manipolare la forma sfidando i limiti di regole finora conosciute complice senz altro di questa straordinaria capacità di elaborazione è la conoscenza di nuo i mare di reggio calabria il museo di arte nuragica a cagliari il terminale del porto di salerno tutt ora partecipa al progetto citylife di milano lla fine del labirinto dopo aver visionato anche il video dei lavori sopracitati verrebbe voglia di fare come perseo ritornare indietro per approfondire e gustare ancora di più la mostra ma i miei amici di aparte mi aspettano per gustare il famoso caffè pedrocchi nel centro di questa bella città a mattia crisci

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arte paura terrore un indagine filosofica di cosa si occupa l arte sicuramente di tutto ciò che sta a cuore all uomo compresi i suoi problemi e i suoi sentimenti anche quelli più quotidiani come il senso dello stupore della paura e del terrore.e quanto ci presenta una intelligente mostra allestita con importanti artistiwurm doherty alla galleria gentili a prato ecco cosa dicono i due curatori helmut friedel e giovanni iovane secondo platone e aristotele la filosofia nasce con thauma di solito si traduce questa parola greca con meraviglia .questa parola ha tuttavia significati diversi thauma è anche stupore senza parole shock ma anche terrore paura edmund burke in a philosophical enquiry into the origin of our ideas of the sublime and beautiful 1757 parla del bello e del sublime questo significativo trattato parla anche e sopratutto della paura e del terrore come meraviglia senza parole con le avanguardie storiche e con il modernismo la paura diviene un elemento centrale del linguaggio artistico un elemento strutturale della sua esperienza il 900 e la contemporaneità adoperano la paura e il terrore sia come elementi del fare e pensare arte sia come riflesso di una generale condizione psicologico sociale e politica in un suo trattato al di là del principio del piacere 1920 freud descrive tre tipi di paura spavento schreck paura furcht angoscia angst se l angoscia si pone come una sorta di protezione e preparazione dinanzi al pericolo la paura e lo spavento descrivono invece una condizione di meraviglia in presenza o in assenza di un oggetto di cui si ha timore dal punto di vista sociale e politico basterà pensare alle varie declinazioni della parola terrore e terrorismo il desiderio della mostra philosophical enquiry into the origin of our ideas of fear and terror è quello di mostrare come la paura sia una forma espressiva del linguaggio dell arte contemporanea a partire dal modernismo e dalla modernità e come questo linguaggio specifico si confronti con quello della società attuale in cui la paura e il terrore e le loro manipolazioni sono elementi determinanti del nostro essere nel mondo d oggi foto title artist erwin wurm deleuze kneeling down

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alberto burri alchimia della materia l itinerario alla scoperta delle opere di alberto burri ha condotto l associazione aparte a città di castello pg presso la fondazione palazzo albizzini collezione burri costituita nel 1978 per volontà dello stesso artista a lui si devono infatti la scelta degli spazi architettonici la selezione delle opere e la loro sistemazione con una doppia sede la prima collocata presso il monumentale palazzo albizzini la quale comprende opere datate dal 1948 al 1981 e tutta l opera grafica e i plastici che riproducono scenografie realizzate dall artista per il teatro la seconda sede situata presso gli straordinari ex seccatoi del tabacco contiene opere create da burri fra il 1970 e il 1993 questi edifici di insolita grandezza completamente dipinti di nero all esterno per desiderio di burri sono stati così trasformati in una gigantesca scultura contenitore ideale per i grandi cicli pittorici alberto burri città di castello 1915 ­ nizza 1995 a mio avviso può essere contemplato tra gli artisti che hanno dato il maggior contributo italiano al panorama artistico internazionale del secondo dopoguerra la sua ricerca artistica ha spaziato dalla pittura alla scultura avendo come unico fine l indagine sulle qualità espressive della materia ciò gli fa occupare a pieno titolo un posto di primo piano in quella tendenza che viene definita «informale» di cui egli rappresenta il versante materico uno degli aspetti più interessanti dell opera di burri può essere considerato l impianto non figurativo e uno spiccato accento sulle qualità dei materiali impiegati infatti chi non si è fermato ad osservare e lasciarsi attrarre dall affascinante sperimentazione che l artista fa dell uso del colore a olio assieme a frammenti di tessuto tela di juta sacchi legno ferro plastica combusta fino alle composizioni in caolino e vinavil cretti e alle ultime in cellotex in queste opere non si riconoscono forme definite sono i materiali stessi che attentamente organizzati conferisco efficacia alla composizione burri amava ripetere la motivazione di fondo nella creazione dei miei quadri è indagare la materia per trovare la bellezza una formidabile tensione scaturisce dal contrasto tra due opposti elementi da una parte l ordine il rigore compositivo che governa l opera dall altra l energia espressiva del materiale dal 1956 in poi con la serie delle combustioni compie una svolta significativa nella sua arte introducendo il fuoco tra i suoi strumenti operativi la fiamma è usata dall artista come se fosse un pennello per evocare colore e sfumature che la natura stessa del materiale impiegato può offrire l artista nel progredire della sua opera accentua sempre più il rigore compositivo a scapito dell espressività le opere esposte negli ex seccatoi del tabacco hanno caratteristiche diverse per quanto attiene la tecnica di esecuzione ma soprattutto per una maggiore ricerca della monumentalità credo che la maestria con cui alberto burri ha sperimentato la materia lo collochi nella cerchia degli artisti più affascinanti ed eclettici del xx secolo luna crisci

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porta della luce opera di pino spagnulo nel duomo di prato come si rapporta l arte contemporanea al senso del sacro quale orizzonte è possibile intravedere ogni volta che osserviamo il panorama dell arte di ogni tempo rivolto ai problemi umani sociali filosofici laici o religiosi e quanto ci possiamo domandare sugli spazi occupati dall arte oggi ed è quanto possiamo continuare a risponderci osservando ad esempio l opera di spagnolo collocata da poco sulla parete sinistra della navata del duomo di prato ecco un contributo del critico giuseppe billi la porta della luce è forse l opera più importante dell artista pino spagnulo nell ambito religioso un monumento assoluto di uno dei maggiori artisti viventi coniuga il valore e il peso storico dell oggetto e l aspirazione al trascendente in questo caso l incontro con la spiritualità della luce il divino mistero l opera è formata da una enorme lastra d acciaio quasi 4 metri per 3 sostenuta da un vasto capitello trattato a solchi di ferro che ricordano la terra ma anche la roccia e la forza della natura la lastra è percorsa e percossa da fiumi di fuoco che lasciano profonde ferite come reliquie nella carne del ferro sintesi del travaglio infinito di un umanità ferita sin dalle origini il taglio del tau segno della croce sulla lastra apre a un ondata di luce che intenzionalmente realizza l incontro uomo-dio morte-vita relativo-assoluto cioè apre a tutti gli spiragli d eternità per questo la porta della luce è un alto e significativo monumento che anticipa il grande scenario della gerusalemme celeste scheda su l artista pino spagnulo nasce a grottaglie nel 1936 studia ceramica a faenza allievo di angelo biancini nel 1958 si reca a milano ed è assistente di lucio fontana e arnaldo pomodoro.dopo l uso del gres nascono i suoi lavori in ferro con figure concettuali astratte sbilanciate e forgiate dal fuoco nel 1972 vince la biennale di venezia per la scultura e subito dopo viene chiamato a prato a installare grandi opere i p.za s.marco a stoccarda è chiamato a insegnare scultura cattedra che tuttora detiene le sue ultime installazioni nel 2005 le torri al guggenheim di venezia nel 2007 il monumento ai martiri di nassiriya una foresta di stele d acciaio a roma e infine a prato la suggestiva porta della luce per il sepolcro dei vescovi in cattedrale.

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tutta a prato va a finire la storia d italia e d europa tutta a prato in stracci malaparte alla lazzerini i libri lavorano lentamente apre così il saggio scritto in occasione del centenario della nascita da g b guerri in riferimento a l arcitaliano 1981 primo libro scritto su malaparte accolto all inizio con maggior favore all estero che in italia perciò essere diventata la biblioteca lazzerini depositaria di un importante raccolta di opere di curzio malaparte non può che risultare una decisiva prova della ammissione del nostro concittadino ­ che pratese scelse di sentirsi e professarsi nato a prato da padre tedesco-sassone e madre milanese nel gota degli intellettuali e scrittori di chiara fama al di là di tutti gli equivoci e i travisamenti di cui il personaggio è stato a lungo oggetto in vita e dopo proprio con l essere considerato più personaggio appunto e problema politico anziché autore quale in effetti è stato perché il nostro visse senza risparmio la vitalità del suo temperamento la sincera disponibilità all esplorazione delle possibili geografie del pensiero politico e letterario che ne determinarono l eclettica adesione a scuole di pensiero non sempre contraddittorie dal repubblicanesimo al fascismo dall antifascismo al filocomunismo non sempre in quanto è stato proprio lui a comprendere fra i primi come le ideologie fossero molto più affini di quanto non abbiano mai voluto ammettere con la loro presunzione di possedere verità indiscutibili e assolute all indomani del 45 seppe denunciare assai prima di pansa o altri la degenerazione dell antifascismo in una rigida dogmatica autoreferenziale mentre per lui il problema basilare era invece trovare degli uomini che non siano compromessi né con il fascismo né con l antifascimo e il cui patriottismo non consista solo nell amore o nell odio per mussolini un precursore dunque anche rispetto a quel dibattito che impegna con fin troppa passione il presente italiano giornalista ­ fondatore di prospettive condirettore della fiera letteraria direttore de la stampa inviato del corriere della sera scrittore di libri tradotti in molte lingue da kaputt a la pelle persino regista dell unico film da lui scritto e sceneggiato cristo proibito la sua popolarità è da noi soprattutto legata a maledetti toscani spassionata e pungente apologia di una toscanità guardata nella sua più verace e pulsante umanità in sé portatrice di quanto fa di un individuo un uomo in sostanza di quell ampia costellazione di vizi e virtù schiettamente riconosciute senza ipocrisie e moralismi di facciata vissuti con l intelligenza e lo spirito pugnace di un popolo quello pratese in particolare da sempre avvezzo al nocciolo delle questioni seppur un tantino sprezzante vocato a far da sé cresciuto alla scuola di quei grandi che hanno reso possibile chiamare le cose col loro nome i toscani son la cattiva coscienza d italia cap 17 malaparte alla lazzerini deve alla fine essere salutato come occasione concreta di cultura che vuol dire di pensiero in una stagione distratta e sbiadita delle idee assorbite dal cicaleccio furbo e inconcludente della globalizzazione perché uomo che pensava è stato e che pensava in modo non omologato maria cristina mengozzi

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volevo costruire un idea espressiva di un teatro di regia che unisse alla drammaturgia della parola una forte attenzione allo spazio scenico e a un rapporto non convenzionale con il pubblico intervista a cura di federico berti 1 com è cambiato il concetto di spazio scenico nel corso della tua carriera ho iniziato a lavorare con ronconi a metà degli anni settanta quando era molto forte la tendenza a uscire dai confini del palcoscenico per stabilire un rapporto diverso con il pubblico e con un altri tipi di pubblico l esperienza del laboratorio di prato nasce proprio a seguito di questa corrente di pensiero molto stimolante per la ricerca teatrale di tutto il teatro europeo nell ultimo decennio mi sembra che in italia la sperimentazione sullo spazio si sia attenuata e la ricerca spostata soprattutto sull aspetto linguistico e tematico della nuova drammaturgia penso ad esempio al nuovo teatro in dialetto o all interesse per alcuni temi forti della società di oggi come il disagio giovanile o l immigrazione di altre culture per quanto mi riguarda il rapporto continuo con lo spazio scenico è sicuramente la matrice culturale che ha segnato la mia formazione di regista dal mio primo spettacolo i turbamenti del giovane torless tratto dal romanzo di r.musil ideato nel 1980 all interno dell ex orfanotrofio magnolfi di prato fino all ultimo tratto da il dolore di m duras con mariangela melato di cui ho curato oltre alla regia anche le scene dopo trent anni di regia ho vinto una forma di pudore che avevo addosso come una zavorra dedicandomi anche alla ideazione e cura della scenografia dei miei spettacoli non mi considero uno scenografo ma non avere filtri fra il mio lavoro di regista l uso dello spazio e il segno estetico mi ha dato una grande libertà espressiva e ha reso il mio lavoro concettualmente più efficace e forse più semplice 2 hai lavorato a contatto con i grandi del teatro da ronconi a zeffirelli registi diversi anche per la concezione stessa di spazio scenico dal minimalismo a scenografie faraoniche cosa e quanto hai rubato da questi grandi registi ho avuto la fortuna di lavorare molto giovane con alcuni grandi maestri di teatro e di cinema che mi hanno trasmesso sguardi e atteggiamenti creativi anche molto diversi fra loro sull organizzazione dello spazio e sulle modalità di realizzazione di un progetto spettacolare ho cercato di prendere quello che mi serviva a volte anche voracemente per costruirmi un mio mondo e un mio alfabeto linguistico e spesso non è stato facile togliersi di dosso dei maestri così forti ma a volte ingombranti e fagocitanti mi è rimasto sicuramente un plurilinguismo e una poliedricità espressiva che mi hanno permesso di lavorare sulla ricerca e su progetti con budget ridotti e per allestimenti imponenti in grandi teatri l insegnamento che mi è stato trasmesso da tutti è il grande senso di sacrificio non solo come sforzo o fatica ma come senso della sacralità per l attenzione e il rispetto a volte anche ossessivo per i rituali del lavoro creativo eduardo aspettava in camerino in silenzio per ore l inizio dello spettacolo ronconi normalmente arriva in teatro prima di tutti anche dell ultimo attrezzista zeffirelli lavora anche con la febbre a quaranta bolognini pur con il suo fare pacioso era un perfezionista maniacale anche per il più piccolo dettaglio questi sono solo alcuni degli esempi ma quando si è giovani si impara dagli esempi dei maestri 3 hai lavorato molto anche per la televisione e per la radio fare il regista di un radiodramma vuol dire lavorare nell assenza dello spazio scenico come cambia in questi casi la concezione dello spazio scenico la regia è una forma raffinata di organizzazione dello spazio che mette insieme più elementi in una armonia comunicativa lo spazio può essere un set cinematografico un palcoscenico o uno spazio sonoro come la radio il lavoro che si compie è sempre su una drammaturgia a lla ricerca dello spazio scenico massimo luconi le pareti della solitudine di tahar ben jelloun con fernando maraghini teatro fabbricone 2003 installazione di jaume plensa

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in questo caso sonora formata da parole suoni musiche e pause la radio è un linguaggio straordinario e affascinante e un mezzo nobile che ha avuto anche grandi autori che hanno scritto per il mezzo radiofonico come gadda o pinter negli anni ottanta ho realizzato molte trasmissioni come regista e autore e ho concretizzato il sogno della mia infanzia quando passavo lunghe ore ad ascoltare radiodrammi e storie che mi facevano viaggiare con la fantasia 4 negli ultimi anni della tua carriera hai pensato e diretto testi e spettacoli che guardavano ad altre culture in particolare quella africana quanto ti hanno cambiato queste incursioni in una società così complessa e dove spesso dobbiamo districarci nel mezzo di una giungla concettuale penso sia importante trovare nuove energie e frequentare nuovi paesaggi anche interiori il progetto di formazione e produzione di uno spettacolo con giovani senegalesi che ho portato a termine pochi mesi fa in senegal è stata una esperienza molto forte sia dal punto di vista professionale che di impegno e motivazione personale per un parte del mondo che ha meno mezzi economici ma grandi mezzi espressivi e difficile far passare l idea che non esiste solo un africa malata e martoriata dalle guerre e dalle epidemie ma anche un continente che si muove con dignità coraggio e creatività e cerca la propria strada verso la modernità senza rinunciare alla tradizione i nostri stereotipi interpretativi spesso ci impediscono di vedere e collaborare con quello che c è di fortemente positivo nella cultura africana ad esempio il grande senso di solidarietà e ospitalità le profonde radici nella tradizione il rispetto per gli anziani cioè tutto quello che noi abbiamo perso 5 dirigere un attore vuol dire entrare in sintonia con un altro mondo creativo una specie di creta da modellare con quali attori sei riuscito a creare maggiormente un feeling il rapporto fra un regista e un attore è una alchimia molto particolare che unisce professionaltà ed empatia rispetto fiducia recipoca e voglia di mettersi in gioco se un attore non mi piace anche a livello personale non riesco a dirigerlo bene non sono capace di stabilire un rapporto solamente professionale devo cercare una osmosi completa riconosco che è un mio limite ma che spesso ha fatto nascere delle forti amicizie ho avuto un bellissimo rapporto con molti attori da remo girone che a fatto il protagonista di uno dei miei primi spettacoli a lucilla morlacchi che ho diretto più volte fino a mariangela melato protagonista de il dolore di m duras andato in scena due anni fa e che ora riprendiamo in questa stagione inoltre mi piace molto lavorare con i giovani che spesso hanno meno schemi dei professionisti affermati e riescono a trovare una linea di comunicazione efficace e assoluta fra regia e messa in scena 6 e cosa fa di un attore un grande attore la ricerca della semplicità all interno di un carisma e di una forza comunicativa che ogni grande attore possiede naturalmente 7 parliamo della tua città prato in quale spazio scenico vorresti ambientare uno spettacolo i turbamenti del giovane torless era concepito dentro uno spazio con una memoria molto forte del passato di orfanotrofio nel castello dell imperatore nell 87 ho ambientato un recital su malaparte con le musiche dal vivo dei litfiba e l anno dopo un d annunzio liceale all interno del cicognini recentemente mi sono molto divertito ad ideare una lettura di maledetti toscani di malaparte nel magazzino di stracci di giovanni masi a vergaio e allo stesso modo mi ha emozionato allestire alcune letture in collaborazione con la diocesi di prato all interno di san niccolò che è uno spazio che amo molto per la forte spiritualità e semplicità che trasmette ci sono molti luoghi della prato meno conosciuta che mi stimolano la voglia di costruire progetti teatrali non convenzionali ma in particolare da sempre sono attratto dalla forza e dalla arcaicità della calvana molto simile al paesaggio dell antica grecia il dolore di marguerite duras con mariangela melato teatro goldoni maggio musicale fiorentino 2008

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anish kapoor il fagiolo di chicago esperienza visiva e concettuale ci sono vari artisti contemporanei che con le loro opere affrontano in maniera diversa il rapporto dell uomo con la dimensione dell infinito dimensione che può essere o assolutamente interiore e concretamente legata alla propria esistenza e alla propria filosofia di vita o può diventare campo di esplorazione e di indagine in ambito diretto come quello dell esperienza percettiva un piano si badi bene che non esclude implicazioni concettuali ecco anish kapoor è uno di questi artisti non che il suo lavoro sia riconducibile esclusivamente a questo tema ma è certo che in più tappe del suo percorso artistico si sia fatto catturare dall intrigante rapporto tra l individuo e la continuità delle superfici senza fine il che significa rapportare se stessi con un al di là del confine con l oltre-limite cioè con la dimensione di un in-finito lo scavo delle pareti bluprofondo nella pietra opera in collezione al pecci le sue tele anch esse blu profondo con valenze tridimensionali al museo di sarajevo rimandano ad uno spazio sconfinato che è un oltre dell anima e della mente queste superfici implodenti di colore blu o giallo solare hanno la forza di una attrazione visiva ed emotiva invito verso un altra misteriosa dimensione dietro la curva dell orizzonte visivo allo stesso modo i suoi lavori fatti di grandi anelli concavi scavati all internoopera esposta alla mostra in palazzo fortuny infinitum o alla tate modern catturano nella loro continuità circolare e invitano all esplorazione percettiva di nuovi spazi come se le dimensioni della realtà non fossero mai chiuse una volta per tutte ma rivolte a nuove aperture anch esse da percepire e sperimentare il grosso ferro a forma di pallone di rugby esposto mesi fa al guggenheim di new york del quale non vedevi altro che limitate porzioni per quanto ti spostassi da più punti di vista e da spazi diversi è un altra dimostrazione di questa ricerca di un oltre della necessità di andare al di là del limite delle cose che non sempre puoi cogliere nella loro interezza e come seguire continuamente lo spostarsi del punto di attilio maltinti

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fuga il tuo orizzonte vederlo andare ancora oltre ogni volta che ti sembra di averlo raggiunto così osservare la sua recente opera poggiata sulla piazza del millennium park di chicago non è solo guardare una scultura è una esperienza visiva e concettuale e simile ad una gigantesca forma di fagiolo posto a schiena in sù autoportante splendente come una enorme bolla di mercurio calotta inondata di luce forma organica di argentea medusa sottratta all acqua e ai suoi movimenti ma i movimenti li conserva nelle curve delle sue superfici riflettenti in una continuità senza soluzione ne termine nelle ondulazioni delle immagini dei grattacieli che affacciandosi sul parco si riflettono su di essa creando un ulteriore rapporto ambientale il gioco della sua superficie liscia e lucentissima non si fa ostacolo alla vista e alla esplorazione ma ti invita a seguire la continuità della forma a osservarla a girargli intorno per individuarne un inizio e una fine e sei sempre invece in un oltre sei appunto dentro una condizione di finito e una percezione di infinito questa scultura non è solo forma è anche espressione di sé e idea e concetto poichè vedi in essa una realtà altra contenuta in quella massa e percepibile attraverso di essa per la sua concavità in essa ci puoi stare anche sotto ed è come esserne dentro percepisci uno spazio a dimensione indefinita cerchi un punto di riferimento riconoscibile e scopri solo te stesso da qualche parte riflesso e de-formato in un angolo di questo universo curvo argenteo generatore di forme e di immagini gli sei dentro e sei distante allunghi la mano per toccare e non tocchi eppure sei lì coi piedi per terra in questa cupola incantata in questo guscio lucentissimo e apparentemente polimorfo lo vedi da lontano e dici e una forma semplice eccolo là il grande fagiolo così come lo chiamano affettuosamente gli abitanti di chicago che ne hanno fatto quasi un emblema della loro città un logo identitario e riconoscibile della loro comunità civile della loro moderna polis.

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