Department Book - Luglio-Agosto 2016

 

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DB Registrazione del Tribunale di Catania n. 004 del 26-01-2016 Biometec Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Università degli Studi di Catania Department Book Luglio-Agosto 2016 Direttore: Prof. Filippo Drago Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Le ultime dal Dipartimento A Catania, il 67° Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisiologia A cura di Adriana Carol Eleonora Graziano, Venera Cardile, Rosalba Parenti Da mercoledì 21 a venerdì 23 settembre, al Monastero dei Benedettini di Catania, si svolgerà il 67° Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisiologia. Tale evento, a cadenza annuale, rappresenta uno dei momenti di maggior rilievo della vita societaria ed una importante occasione di condivisione dello stato di avanzamento delle ricerche in corso, di pianificazione delle attività future, di aggiornamento e di ispirazione. A capo dell’organizzazione il Prof. Vincenzo Perciavalle e la Prof.ssa Rosalba Parenti, i quali sono stati supportati dai colleghi Venera Cardile, Lucia Ciranna, Marinella Coco, Rosario Giuffrida, Adriana Carol Eleonora Graziano, Rosario Gulino, Massimo Gulisano, Agostino Palmeri e Daniela Puzzo. Il programma scientifico è interamente volto a coniugare le pietre miliari della fisiologia classica con la poliedricità e la multi-sfaccettatura che contraddistinguono la fisiologia moderna. Non a caso, il simposio pre-meeting verterà sulle nuove frontiere della fisiologia cellulare e molecolare con particolare attenzione all’epigenetica, alla medicina personalizzata, alla nutrizione, all’ingegneria tissutale ed alla biomedicina. La cerimonia inaugurale, che prevede il saluto delle autorità civili e accademiche, sarà seguita dall’opening lecture dal titolo “Causes and consequences of microRNA dysregulation in cancer”, tenuta dal chiar.mo Professore Carlo Maria Croce (Columbus, OH, USA). Le altre giornate saranno coronate dall’intervento di altri illustri scienziati. È prevista, infatti, la conferenza plenaria del Professore Stefano Pluchino (Cambridge, UK) che tratterà il tema “Neural stem cell-mediated brain repair”. Particolarmente atteso, inoltre, il momento della Fabio Ruzzier Lecture che, tenuta dal Professore Ulrich Pohl (Munich, Germany), riguarderà i meccanismi di controllo calciodipendenti e indipendenti del tono della muscolatura liscia vasale. Nel complesso, il programma scientifico prevede sei simposi e sei workshop. I simposi verranno presenziati da esperti nazionali ed internazionali nelle seguenti tematiche: “Structural and functional adaptations to physical exercise at the cerebrovascular, cardiovascular and skeletal muscle level”; “Emerging role of lipids in metabolism and disease”; “New insights on hippocampal plasticity: from development to age-related neurodegenerative diseases”; “Old drugs-new uses: novel therapies targeting the beta adrenergic system”, mentre il tema “Vascular signaling to protect the heart and the brain” sarà oggetto del simposio congiunto tra la Società Italiana delle Ricerche Cardiovascolari e quella di Fisiologia. Anche quest’anno, verrà tenuto un simposio proposto dai giovani fisiologi che riguarderà “Action and perception: learning, integration and representation”. Di ampio respiro i sei workshop durante i quali i fisiologi avranno la possibilità di divulgare gli ultimi dati sperimentali alla comunità scientifica. Importante fase di confronto sarà rappresentata anche dalle sessioni riservate ai poster che verranno raggruppati secondo quattro principali aree: fisiologia cellulare; fisiologia dei sistemi motori e dell’esercizio; neurobiologia e neurofisiologia; metabolismo, nutrizione e fisiologia dei sistemi. Per maggiori informazioni è possibile consultare l’intero programma, disponibile on-line, al sito http://sif2016.azuleon.org/welcome.php. Non mancheranno i momenti di relax e di gioviale convivenza, tra cui il “Best Poster” Pitch Contest e l’evento Art & Science Photography Prize. Questa competizione fotografica, giunta ormai alla terza edizione, avrà una giuria di eccezione presieduta da Carmelo Nicosia (Head of the School of Photography, Accademia di Belle Arti, Catania) e composta da Carmen Cardillo (Accademia di Belle Arti, Catania), Daniele Cascone (Photographer) Giuseppe Pappalardo (Photography critic) e Elsa Tornabene (Accademia di Belle Arti, Catania). A loro spetterà il compito di selezionare il vincitore di una fotocamera digitale mirrorless. Reminiscenze... La chiamata Estratto da “Una Stanza in Ateneo” di F. Drago Bollettino d’Ateneo del 2001. Nel gergo universitario, la chiamata è l’atto amministrativo che dà inizio alla carriera di un professore. La facoltà esercita così la propria specifica prerogativa di dotarsi di un docente che ritiene necessario, sulla base (in teoria) di criteri di progettualità didattica di cui essa stessa si è fornita. La chiamata dovrebbe essere quindi un riconoscimento ed insieme un’espressione di fiducia nei confronti del docente. Essa è invece, oggi, il risultato di un intreccio fittissimo di veti incrociati e di equilibri improbabili, l’ultimo atto di un romanzo infinito fatto di promesse, diffide, giuramenti, minacce, incomprensioni, furbizie. E’ quindi il faticoso capolavoro di un leader che ha saputo esercitare con maestria l’arte antica della mediazione, che è quella di saper unire senza appiattire e del saper dividere senza creare contrasti. La chiamata, sotto quest’aspetto, assume allora i connotati di un’assunzione più che di un’elezione o di una nomina. Ma è proprio questo che rende simili tutti i professori universitari: l’idea di esercitare un potere che trova la sua massima espressione nella discrezionalità nei confronti dei propri colleghi…

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I fatti del mese Nomine Il Prof. Michele Purrello, membro della sezione di Biologia e Genetica, è stato nominato Presidente del Corso di Laurea in Biotecnologie. Journal of Global Antimicrobial Resistance La Prof.ssa Stefania Stefani, Editor in Chief della rivista Journal of Global Antimicrobial Resistance (JGAR) edita da Elsevier, in seguito a comunicazione ricevuta da Thomson Reuters, comunica che la suddetta rivista è stata indicizzata su Science Citation Index e Journal Citation Reports (IF = 1,087 - 2015). Visiting Student La studentessa Irina Dachesky, della Universidad National de Rosario, Argentina, sarà ospite di Biometec come Visiting Student sotto la supervisione del Prof. Giovanni Li Volti. Terzo Meeting di Anatomia e Video Chirurgia “Dissection project: rectal and mesorectal dissection” Catania 23 Settembre 2016 – Aula Magna Torre Biologica “Ferdinando Latteri” Morbo di Canavan: a Catania diagnosi precisa, immediata e a basso costo Estratto da “aismme news” n. 17, Gennaio-Agosto 2016 di Giuseppe Lazzarino È a Catania l’eccellenza per la diagnosi del morbo di Canavan. Unica in Italia e forse in Europa, l’equipe del professor Giuseppe Lazzarino nel Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche è in grado di effettuare la diagnosi biochimica di pazienti Canavan, misurando con esattezza l’N-acetilaspartato (NAA) su qualunque campione biologico con un’analisi veloce, riproducibile e a basso costo (al paziente costa 100 euro l’analisi di NAA su sangue e urina) con tempi di risposta tra le 24 e le 72 ore e soprattutto fornendo la quantificazione esatta dell’NAA. In più, vengono anche svolte le analisi molecolari per la ricerca delle mutazioni causa della stessa Canavan. E questo grazie a una metodica inventata proprio dall’equipe catanese. Un’eccellenza poco conosciuta, dal momento che sono ancora molte le famiglie costrette al doloroso pellegrinaggio da un ospedale all’altro per avere diagnosi, che non riescono trovare neppure in strutture considerate d’eccellenza, pur a fronte di spese importanti e di attese lunghissime. “La Prof. Tavazzi e io facciamo (bene, in fretta e a costi contenuti) quello che gli altri o non fanno o fanno male – spiega Giuseppe Lazzarino, Professore di biochimica dell’Università di Catania Non è presunzione: è che l’unica metodica analitica valida per il dosaggio dell’NAA nei liquidi biologici (urina, plasma, liquor) l’abbiamo ‘inventata’ noi. L’abbiamo pubblicata nel 2005* ed è quindi nota a tutti e tutti la potrebbero usare, ma la usiamo solo noi. Fino ad ora l’abbiamo usata per circa una ventina di nuove diagnosi di Canavan. Non solo: facciamo pagare, poco, le analisi solo perché non abbiamo più fondi di ricerca con cui sostenere le spese del test che, all’inizio, era gratuito e pagato con i nostri fondi personali di ricerca”. Nel Dipartimento si effettuano anche diagnosi per una trentina di malattie metaboliche ereditarie. Per il morbo di Canavan viene effettuata anche la diagnosi prenatale. Per informazioni: Lazzarino: lazzarig@unict.it; Tavazzi: barbara.tavazzi@unicatt.it *Tavazzi B, Lazzarino G, Leone P, Amorini AM, Bellia F, Janson CG, Di Pietro V, Ceccarelli L, Donzelli S, Francis JS, Giardina B. Simultaneous high performance liquid chromatographic separation of purines, pyrimidines, N-acetylated amino acids, and dicarboxylic acids for the chemical diagnosis of inborn errors of metabolism. Clin Biochem. 2005 Nov;38(11):997-1008. Le ultime dall’Ateneo I Terremoti in Italia: gestire l’emergenza o adottare una seria strategia di prevenzione? Dal Bollettino d’Ateneo del 30 Agosto 2016 Un intervento del Gruppo di Geofisica del dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dopo il sisma dello scorso 24 agosto. La drammaticità del forte evento sismico verificatosi la notte del 24 agosto, che ha interessato una vasta area, provocando enormi danni e numerose vittime soprattutto nei comuni di Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto, ha nuovamente riportato in primo piano il cronico problema della carenza e/o mancanza di studi sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio nazionale, finalizzati alla messa in sicurezza dello stesso, con conseguente riduzione del rischio sismico. Allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, com’è noto, non è possibile effettuare una affidabile previsione di tali eventi tuttavia, la comunità geofisica internazionale è concorde nel ritenere che una seria politica di prevenzione possa significativamente ridurre i potenziali rischi. La valutazione della Pericolosità sismica e della Vulnerabilità del patrimonio edilizio rappresentano insieme alla stima della Risposta Sismica Locale gli approcci fondamentali per una successiva corretta pianificazione territoriale. Dal punto di vista legislativo, ricordiamo che a seguito del crollo della scuola di S. Giuliano di Puglia causato dall’evento sismico del 31/10/2002, è stata emanata l’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20.03.2003 che ha introdotto, tra l’altro, l’obbligo, per gli Enti pubblici proprietari di patrimonio edilizio, di procedere, entro 5 anni dall’emanazione della norma, alla valutazione della sicurezza di tutti i loro edifici destinati ad uso pubblico strategico e rilevante. Ciò nonostante, considerati anche i reiterati appelli formulati dalla comunità scientifica dei Geofisici, Geologi, Ingegneri e Architetti e non ultimi i relativi Ordini Professionali, poco o nulla è stato fatto. Una strategia di intervento è stata intrapresa da qualche anno mediante la realizzazione di studi di microzonazione sismica di primo livello affidati dalla Protezione Civile della Regione Siciliana alle

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locali Università. Sono state quindi redatte numerose carte tematiche, relative a ogni Comune interessato da queste indagini, e i risultati ottenuti sono stati resi disponibili alla comunità tramite il sito web della Protezione Civile Regionale. Recentemente, l’Ateneo di Catania, tramite i propri Organi di Governo, si è mostrato particolarmente sensibile nell’applicazione della suddetta O.P.C.M., promuovendo nell’ambito di un Programma triennale 2015-2018, per la realizzazione di “Interventi per adeguamento sismico”, uno studio di verifica e caratterizzazione sismica del suo intero patrimonio edilizio. Utilizzando le competenze e le attrezzature presenti nel Laboratorio di Geofisica Applicata (Resp. S. Imposa), del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali (DipBioGeo), è stata avviata la realizzazione di una serie di misure sperimentali. Tali indagini sono state finalizzate all’acquisizione dei dati necessari per la valutazione della risposta dinamica degli edifici, costituenti il patrimonio edilizio dell’Università di Catania, quando soggetti ad una sollecitazione sismica. Questa attività è coordinata dai Proff. Sebastiano Imposa e Giuseppe Lombardo, geofisici in servizio presso la sezione di Scienze della Terra del Dipartimento ed è supportata dai responsabili dell’Ufficio Ri.S.P.E. (Rischio Sismico Patrimonio Edilizio), che curano il censimento delle caratteristiche strutturali e delle diverse tipologie edilizie degli edifici dell’Ateneo. La metodologia utilizzata, consente la valutazione della risposta locale ad una sollecitazione sismica basandosi sull’impiego di misure di tremore ambientale. Tale tecnica geofisico-strumentale è ampiamente applicata dalla Comunità Scientifica Nazionale e Internazionale, dimostrando di essere affidabile e rapida. Il metodo permette, attraverso appositi algoritmi e mediante l’utilizzo di tecniche di rapporti spettrali del segnale sismico registrato, di quantificare specifici indicatori delle proprietà dinamiche del terreno e di un edificio. Nello specifico, le indagini consentono di: - valutare la frequenza naturale del sito e definire la presenza di un significativo contrasto di impedenza che può causare l’incremento dell’azione sismica in superficie; - risalire alle frequenze naturali dell’edificio, stimando e individuando la propensione dello stesso a subire effetti torsionali; - evidenziare l’eventuale presenza di effetti direzionali dovuti sia alle caratteristiche fisico-meccaniche del terreno su cui sorge l’edificio sia alle sue caratteristiche costruttive (forma, dimensione, altezza e tipologia edilizia). Conoscendo pertanto le frequenze naturali del sito e dell’edificio è possibile, dallo studio dell’interazione suolo-struttura, valutare la propensione al fenomeno della doppia risonanza tra sito e edificio su di esso realizzato. E’ utile ricordare che la stima della presenza dell’effetto della doppia risonanza è molto importante, poiché può causare un incremento dell’azione sismica sulla struttura aumentando notevolmente il grado di danneggiamento. L’Ateneo di Catania dispone di un notevolissimo patrimonio edilizio, variamente dislocato sul territorio della città e composto da svariate tipologie di edifici. Tale patrimonio ricade nel centro storico settecentesco della città, dove hanno sede le ex facoltà di impronta umanistica ed è costituito da edifici di pregio artistico-storico (vedasi ad esempio il Monastero dei Benedettini, Villa Cerami, palazzo dell’Università, palazzo San Giuliano, Orto Botanico, complesso della Purità ed altri). Inoltre, nella zona nord di Catania è presente la Cittadella Universitaria, di recente fondazione, dove hanno sede le ex facoltà di impronta tecnico-scientifica. I risultati ottenuti dalle indagini suddette saranno raccolti in un database e rappresenteranno un utile strumento indispensabile all’individuazione delle procedure necessarie alla messa in sicurezza degli edifici, consentendo così di porre l’Ateneo catanese tra quelli all’avanguardia in Italia in tema di prevenzione e riduzione del rischio connesso al verificarsi di un evento sismico. Queste iniziative dovrebbero rappresentare un esempio da perseguire anche nell’ambito di altre amministrazioni pubbliche, così come imposto dalla normativa vigente, sia in sede locale che regionale e nazionale. Le peculiarità geologiche dell’intero territorio nazionale, pongono l’Italia in una situazione di elevata propensione verso i rischi da catastrofi naturali (sismico, vulcanico, idrogeologico). Per quanto ci riguarda più da vicino, il territorio catanese, classificato nella seconda categoria sismica, è stato più volte soggetto a violenti terremoti che hanno comportato la distruzione della città. Tuttavia, solo nel 1981 è stato classificato come zona sismica di 2° categoria, ovvero zona nella quale le costruzioni dovevano essere progettate e realizzate in maniera tale da “opporre resistenza” alle sollecitazioni dovute ad un terremoto di prefissata intensità. Le normative tecniche che si sono succedute nel tempo hanno modificato il criterio di classificazione sismica del territorio e per ultima l’O.P.C.M. 3274/03 ha delegato alle Regioni tale competenza. La Regione Sicilia, con i provvedimenti del 19/12/2003 e del 15/01/2004, ha pubblicato l’elenco dei singoli Comuni siciliani con la corrispondente zona sismica; infine, l’attuale normativa tecnica, D.M. 14/01/2008, ha modificato ulteriormente la classificazione sismica del territorio. Le strategie di intervento precedentemente descritte, prevedono l’ulteriore coinvolgimento sinergico di diverse figure professionali ai fini della successiva messa in sicurezza dell’edificato e dovrebbero costituire lo stimolo per i politici e gli amministratori in genere, affinché diventino una prassi consolidata per la messa in sicurezza degli edifici strategici (scuole, ospedali, uffici pubblici etc.) e possano, tramite opportuni sistemi di incentivazione fiscale, essere estese anche al patrimonio edilizio privato. In accordo con quanto recentemente scritto dall’Arch. Scannella (La Sicilia del 24.8.2016), considerando anche l’ineluttabilità del verificarsi “dell’evento terremoto”, è auspicabile che le iniziative intraprese non si limitino solo alla naturale reazione emotiva e alla “gestione dell’emergenza” ma che servano da sprone agli amministratori e alla classe politica affinché si applichi un serio sistema di prevenzione dei rischi e pianificazione territoriale. Le ultime dal Mondo Epatite C, il diritto a guarire è ancora per pochi: i viaggi della speranza Estratto da “Il Corriere del 9 Settembre 2016” di Maria Giovanna Faiella I malati lamentano scarse informazioni sulle nuove terapie e attese anche di sei mesi prima di accedervi. All’estero chi, non rientrando nei criteri di gravità individuati dall’Agenzia del farmaco, non può permettersi di acquistare i costosi farmaci Una persona su due che soffre di epatite C ha ancora scarse informazioni sulle nuove terapie innovative e più di un malato su quattro dice di essere escluso dai criteri di eleggibilità individuati dall’Agenzia italiana del farmaco e dalle delibere regionali per l’accesso ai nuovi farmaci. Chi invece accede alle nuove terapie ha atteso anche sei mesi prima di riceverle. In diverse Regioni, poi, non c’è un quadro chiaro sull’effettivo numero dei pazienti da trattare, su quelli che hanno coinfezioni (virus HIV e HCV) e sui trattamenti erogati in carcere; inoltre, restano disomogenei decisioni e accesso ai nuovi farmaci per chi si cura fuori dalla Regione di residenza. Scarse informazioni È quanto emerge dal Rapporto nazionale “Epatite, C siamo!” nell’ambito del programma nazionale per la tutela sociale e legale delle persone con epatite C, promosso da “CittadinanzattivaTribunale per i diritti del malato” in collaborazione con

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associazioni dei malati e società scientifiche. In otto mesi, fra luglio 2015 e febbraio 2016, più di tremila cittadini si sono rivolti a Cittadinanzattiva attraverso il servizio di consulenza telefonico, email dedicata e sito web. Sono stati inoltre monitorati oltre cinquanta centri prescrittori delle nuove terapie e sono stati intervistati assessori e funzionari di 15 Regioni. Un malato su due, che si è rivolto al servizio di informazione, consulenza e tutela “Epatite, C siamo!”, lo ha fatto per segnalare soprattutto difficoltà di accesso alle terapie innovative: la metà di questi cittadini denuncia di non avere sufficienti informazioni sui nuovi farmaci; uno su tre ha chiesto delucidazioni sui criteri di accesso stabiliti dall’Aifa ritenuti troppo restrittivi e il 9,5% sui Centri prescrittori. Fuori dall’Italia «Molti malati, anziani e soli, non sanno come raggiungere i centri prescrittori – dice la coordinatrice del rapporto, Tiziana Nicoletti di Cittadinanzattiva – Il 4,5% di coloro che hanno contattato il nostro sportello ha segnalato l’impossibilità di accedere ai farmaci a causa del loro elevato costo, non rientrando nei restrittivi criteri di eleggibilità al trattamento stabiliti da Aifa». C’è poi chi non rientrando tra i criteri di gravità individuati da Aifa ha deciso di usufruire della terapia acquistandola a proprie spese (circa 50mila euro il costo) e chi, non potendo permettersela, è andato all’estero, principalmente in India. Differenze tra Regioni A luglio 2015 tutte le Regioni hanno emanato delibere regionali per recepire le Determinazioni Aifa e hanno individuato i centri abilitati alla prescrizione dei farmaci innovativi. Il rapporto rileva una disomogenea ubicazione dei centri sul territorio: per fare un esempio, nel Lazio, nella provincia di Rieti, non vi è alcuna struttura abilitata alla prescrizione, costringendo i cittadini a percorrere tragitti di 160 chilometri tra andata e ritorno: oltre 2 ore se si fa il viaggio in auto, 4 ore se si va al centro col trasporto pubblico locale. Liste di attesa Le sezioni locali del Tribunale per i diritti del malato hanno condotto tra settembre e dicembre 2015 rilevazioni periodiche sull’accesso alle terapie innovative nei centri abilitati alla prescrizione. A novembre 2015 , dei 10 centri che hanno risposto, risultavano senza terapia 3770 persone, di cui 1401 in lista di attesa e 2369 respinte. A dicembre 2015 in 13 centri restavano ancora 462 persone senza terapia. Sono stati anche intervistati gli Assessorati regionali alla sanità per conoscere il numero di pazienti trattati, quelli con coinfezioni, quanti provengono da altre Regioni e quante sono le persone affette da epatite C trattate in carcere. In generale, emerge una carenza di informazioni delle Regioni sui numeri, anche perché il software non permette di registrare alcuni dati. Superare le discriminazioni «Il diritto a guarire è per pochi, ovvero quelli che sono ammalati abbastanza e che riescono a superare lo scoglio delle liste d’attesa anche di sei mesi, gli altri, invece, devono i diritti del malato e responsabile del Coordinamento delle Associazioni dei Malati Cronici di Cittadinanzattiva – Occorre superare le attuali disuguaglianze tra malati nell’accesso alle terapie, fornire loro informazioni chiare per garantire pari opportunità, eliminare le liste d’attesa. Per sostenere i costi elevati dei nuovi farmaci che eradicano il virus – suggerisce Aceti – va stimolata una maggiore concorrenza tra produttori in modo che vengano abbassati i prezzi, va rifinanziato il fondo per i farmaci innovativi - a partire dalla prossima legge di Stabilità - con risorse nuove e senza intaccare il Fondo Sanitario nazionale». A cura di Gian Marco Leggio, Gianluca Romano, Domenico Sicari Pubblicazioni (da Pubmed, Luglio-Agosto 2016) Signorelli SS, Li Volsi G, Fiore V, Mangiafico M, Barbagallo I, Parenti R, Rizzo M, Li Volti G. Plasma heme oxygenase-1 is decreased in peripheral artery disease patients. Mol Med Rep. 2016 Aug 19. doi: 10.3892/ mmr.2016.5644. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 27572090. Raffaele M, Li Volti G, Barbagallo IA, Vanella L. Therapeutic Efficacy of Stem Cells Transplantation in Diabetes: Role of Heme Oxygenase. Front Cell Dev Biol. 2016 Aug 5;4:80. doi: 10.3389/fcell.2016.00080. eCollection 2016. Review. PubMed PMID: 27547752; PubMed Central PMCID: PMC4974271. Fabiano A, Gavilanes AW, Zimmermann LJ, Kramer BW, Paolillo P, Li Volti G, Picone S, Bressan K, Gazzolo D. The development of lung biochemical monitoring can play a key role in the early prediction of bronchopulmonary dysplasia. Acta Paediatr. 2016 May;105(5):535-41. doi: 10.1111/apa.13233. Epub 2015 Dec 14. PubMed PMID: 26439807. Peila C, Coscia A, Bertino E, Li Volti G, Galvano F, Barbagallo I, Visser GH, Gazzolo D. The Effect of Holder Pasteurization on Activin A Levels in Human Milk. Breastfeed Med. 2016 Aug 16. [Epub ahead of print] PubMed PMID: 27529435. Barresi V, Trovato-Salinaro A, Spampinato G, Musso N, Castorina S, Rizzarelli E, Condorelli DF. Transcriptome analysis of copper homeostasis genes reveals coordinated upregulation of SLC31A1, SCO1, and COX11 in colorectal cancer. FEBS Open Bio. 2016 Jul 8;6(8):794806. doi: 10.1002/2211-5463.12060. ISSN: 2211-5463 Cardullo N, Pulvirenti L, Spatafora C, Musso N, Barresi V, Condorelli DF, Tringali C. Dihydrobenzofuran Neolignanamides: Laccase-Mediated Biomimetic Synthesis and Antiproliferative Activity. J Nat Prod. 2016 Aug 26;79(8):2122-34. doi: 10.1021/acs. jnatprod.6b00577. Urbano F, Filippello A, Di Pino A, Barbagallo D, Di Mauro S, Pappalardo A, Rabuazzo AM, Purrello M, Purrello F, Piro S. Altered expression of uncoupling protein 2 in GLP-1producing cells after chronic high glucose exposure: implications for the pathogenesis of diabetes mellitus. Am J Physiol Cell Physiol. 2016 Apr 1;310(7):C558-67. doi: 10.1152/ajpcell.00148.2015. Epub 2016 Jan 6. Amadio M, Pascale A, Cupri S, Pignatello R, Osera C, D’Agata V, D’Amico AG, Leggio GM, Ruozi B, Govoni S, Drago F, Bucolo C. Nanosystems based on siRNA silencing HuR expression counteract diabetic retinopathy in rat. Pharmacol Res. 2016 Jul 27;111:713-720. doi: 10.1016/j.phrs.2016.07.042

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