tracce 120

 

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120 Tracce GRAZIELLA CAREGGIO GIOACCHINO CUSIN CRISTINA FELICI EMILIO FERRO LHURA LUIGI NASCIMBEN OPHELIA NYM CIRYATAN ROSARIO ROBERTO RECCHIA MARCO REGGIMENTI MAURIZIO ROMITI GIUSEPPE SORRENTINO GIORGIO ANTONIO TAIDELLI PALMIZI ANTONIO VARIO

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GRAZIELLA CAREGGIO INDICE GIOACCHINO CUSIN CRISTINA FELICI EMILIO FERRO LHURA LUIGI NASCIMBEN OPHELIA NYM CIRYATAN 5 11 17 24 33 38 45

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ROSARIO ROBERTO RECCHIA MARCO REGGIMENTI MAURIZIO ROMITI GIUSEPPE SORRENTINO GIORGIO ANTONIO TAIDELLI PALMIZI ANTONIO VARIO 52 59 66 73 79 86

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GRAZIELLA CAREGGIO «Nasco e Vivo in una piccola cittadina vicino a Torino, Chivasso, il 06/10/1964, piccola e deliziosa. Madre di Francesca e Paolo, sono innamorata della vita, della lettura e della scrittura». I Pirati Rapiscono cuore sogni e animi di Donzelle in bilico tra amarsi ed odiarsi e portate ad innamorarsi di loro stesse le lasciano lì, con un Amore dato ed un Amore strappato e tornano in mare tornano Pirati a rapire e curare altri cuori malati di solitudine. 5

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GIOACCHINO CUSIN «La passione per le parole e la poesia era presente fin dai giorni passati sui banchi di scuola e ora allieta le mie giornate. Sono un ex fanciullo di quasi mezzo secolo dove, tra crogiolare piatti nel proprio ristorante e scritte sui muri, non dimentico le mie origini della Città di Vinci». Ardore di un cerino Già… una sigaretta prima di salutare, prima di un ultimo sguardo dove le parole non finiscono mai, ma solo una vera amicizia porta al nuovo giorno senza consumare qualcosa che solo può esser l’ardore di un cerino. 6

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Autrice. CRISTINA FELICI Il suo infinito Il cerchio si chiude e il respiro si placa. L’orizzonte, non è più così lontano. La rugiada si posa sulla pelle arsa e un brivido sulla pelle mi commuove e mi rallegra. Il cielo osserva, ed io “guardando oltre la siepe” accolgo il suo infinito. 7

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EMILIO FERRO Nato a Tunisi nell’ottobre del 1956 da famiglia italiana costretta, nel 1962, a rimpatriare, è di carattere socievole, gioviale. Attraverso la scrittura trasforma in versi una certa sua innata malinconia. Nel 2007 viene colpito da una grave emorragia cerebrale; seguono sei lunghi anni di riabilitazione, che lo vedono costretto a lunghe sedute di fisioterapia e ad affrontare varie terapie di recupero delle sue capacità psichiche e intellettive. Fisime infantili Lo so, d’aver qualche fisima infantile ma, non voglio rinunciarci, benché, essa stupida ed inutile sia. Lo so, d’aver difetti insormontabili ma, non posso cancellarli od abbuiarli, oscurerei con loro una parte di me. Ed io vorrei essere solo luce. o perlomeno le mie poesie lo sono. Che quando s’è esplorato il buio più profondo anche le carenze valgono, riportano a galla l’animo e l’illuminano 8

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Autrice. LHURA Ti chiudi Ti chiudi come un’ostrica vuoi dirlo senza parlarne. Al solo pensiero ritorni bambina tu, nonna. E ancora non comprendi il tuo errare. Per anni hai finto del nulla desiderato il perdono, anni di mute scuse. Nessuno mai ti ha chiesto, la coperta del silenzio nasconde le tue paure le tue domande. Ancora oggi rivedi gli sguardi adulti, additarti sentenza irrevocabile. Bimba il peso t’affligge nel deserto di persone nessun ti solleva armeggi con mille perché. Ora sai che non v’è. 9

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LUIGI NASCIMBEN (Cori, 09/07/1993) Studente della facoltà di Scienze Politiche, la sua vita si concentra a Latina dove vive e nascono le sua prime ispirazioni. La sua carriera da poeta si concretizza dopo l’incontro fugace con una ragazza. La sua esplosione si deve a seguito di eventi traumatici familiari che provocano in lui la necessità di chiudersi in una realtà ispirata da tutte le emozioni forti ed estreme di quegli anni e che ne consolidano il suo modo di esprimersi. È tua la vita quando morirai ricordalo Una corona per te, nel petto pien di spine In capo luccica diamante Libera triste, un attimo soave distinta dal respiro Umano riflesso del noi soli Murato perdi l’orizzonte Armonia di un colpo di frusta impassibile il fantoccio piange Consapevole della coscienza, Che non utopia costruisce castelli di roccia. Ego idolo del possesso. Male. Così luce viva, sgrida il noi. Ed io guardavo parole fiduciose Nella mattina rugiada, quasi pioggia. 10

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OPHELIA NYM CIRYATAN «Scribacchina per necessità, fotografa per passione. Cammino sulle spume del mondo per raccontare questa nostra stagione. Abbiate pietà, abbiate pazienza, rispondo ad una mia intima e nuda esigenza». Così è, così non è Così è, così non è Tanto non ha grande importanza. Attendo il primo caffè Poi dò inizio a un’altra danza. Cerco negli occhi del cielo grigio La risposta ad una domanda, poi mi precipito senza indugio in quel che vita par che comanda Senza risposte o indicazioni Srotolo i giorni tutti uguali Cedendo a tutte le esitazioni Sono la causa di tutti i miei mali. Galleggiare non è così complicato Non è un merito saperlo fare Ma guardare al proprio passato e decidere di continuare a sognare Chi rinuncia, è storia antica, a lottar per ciò che sogna, è inutile che lamenti fatica per celare la vergogna. Se poi s’abbandona la voglia di far vivere la Vita si è ormai giunti sulla soglia oltre la quale è già finita 11

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ROSARIO ROBERTO RECCHIA «Nato il 20/05/1976, abito a Ferrandina. Sono disoccupato da poco tempo. Ho fatto il cammino di Santiago nel 2015. Amo leggere». Ti vedo Occhi neri Capelli bruni Viso angelico Di una ventenne Gambe che sembrano due colonne greche Bellissima… Ma vedo anche che sei Un traguardo irraggiungibile Come un arcobaleno O la luna dietro un monte Ma comunque Uno spettacolo stupendo… 12

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MARCO REGGIMENTI Nasce nella capitale. Ancora scolaro viene trasferito nel contado abruzzese, sulle colline adriatiche, dove cresce nella natura agraria a contatto con gli animali d’allevamento, i cortili di campagna e gli alberi; in piena libertà. I suoi sensi possono così riempirsi di profumi, colori, sapori e suoni naturali che ricorrono nella sua poesia e narrativa. Notti di partenze Mi fermerei ancora una volta in quelle spente stazioni di servizio in notti silenziose e stellate quando solitario varcavo i monti; campagne benedette seleniche colline riarse da incendi montagne glabre e bianche di pietre da luna pallida illuminate. Ora la mia mente inferma su di un sedile a rotelle rulla tra piste solitarie e sgombre in notti di partenze per impieghi lontani. Maggio 2016 13

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Autore. MAURIZIO ROMITI Sono qui seduto in un banco e guardo il cielo con malinconia, il mio pensiero è stanco pensando a te che non sei più mia… Sono rassegnato per tutto quello che tra noi c’è stato, e mi sono innamorato del tuo dolce sguardo intenerito… ma guardando la natura dalla finestra mi rallegro un po’, paragonandola alla tua bellezza… ho una dolce sensazione ora visto che sta finendo la lezione… ma anche se ora vado via, mi porto dietro la tua scia, in questa malinconia che spero col passar del tempo vada via… 14

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