Tempi di Unità - N.13-14

 

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Rivista della Comunità di Gesù di Bari

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n°13 14 gennaio dicembre 2009 poste italiane spa sped in a.p d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n° 46 art 1 comma 2 dcb ba in caso di mancato recapito inviare a cmp bari per la restituzione al mittente previo pagamenti resi

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in questo numero u sommario u l editoriale u voce della chiesa u il contributo dei laici e delle associazioni di fedeli alla u pag 3 u secondo incontro internazionale di vescovi interessati alle nuove comunità del rinnovamento carismatico cattolico promozione dell unità dei cristiani alla luce del magistero della chiesa e nello stato attuale del movimento ecumenico dialogo tra il segretariato vaticano per l unione dei cristiani della chiesa cattolica romana ed alcuni membri di chiese pentecostali rapporto finale 1985 1989 pag 6 pag 10 pag 16 pag 20 pag 24 pag 26 pag 30 u u u il discernimento spirituale dei carismi nella chiesa locale con riferimento al rinnovamento carismatico cattolico i movimenti ecclesiali e le nuove comunità nel pensiero del card joseph ratzinger chiesa particolare movimenti ecclesiali e nuove comunità pag 82 pag 96 pag 96 pag 102 pag 104 u formazione ecumenica u giovanni battista più che un profeta u le radici del pentecostalismo ­ prima parte u la teologia ecumenica u il dialogo ecumenico in brasile u 1° incontro di evangelici e cattolici in brasile u i dialoghi della comunità con i non denominazionali u lo spirito santo e la parola u i dialoghi della comunità con le chiese evangeliche e pentecostali in argentina u le nuove comunità e i movimenti ecclesiali u testimonianza su chiara lubich u chiara lubich alla catholic fraternity u visita alle nuove comunità in asia e oceania u resoconto della visita del prof matteo calisi uuuuuu il rinnovamento carismatico cattolico presentazione del documento di malines n 4 rinnovamento e potenze delle tenebre orientamenti teologici e pastorali le comunità carismatiche cattoliche presidente della catholic fraternity in asia e oceania luglio agosto 2008 pag 108 u u gesù al luna park iv incontro fraterno del creces iii incontro unito di rinnovamento spirituale uniti con causa pag 36 pag 39 pag 40 pag 44 pag 48 pag 106 pag 108 pag 116 pag 117 u i dialoghi della comunità con gli ebrei messianici u il movimento ebreo messianico ­ terza parte u un segno dei tempi u ebrei che tornano a cristo u testimonianza di riconciliazione u già e non ancora quello che ci unisce quello che ci divide quarta parte colloquio internazionale a roma sui carismi nella chiesa promosso dal rinnovamento carismatico cattolico colloquium sui carismi iccrs/cfcccf/pcl roma 3 ­ 6 aprile 2008 pag 50 pag 58 relazione conclusiva al colloquium sui carismi nella chiesa e nel rinnovamento carismatico cattolico pag 119 rinnovamento carismatico cattolico ed ecumenico la missione della comunità in afica la comunità di gesù e il ministero della riconciliazione in angola la comunità di gesù nella diocesi di bengujela testimonianza di padre ezechiele faria la missione della comunità in albania albania il primo stato ateo del mondo u il pentecostalismo una sfida per la teologia e per le chiese u xiii conferenza internazionale della catholic fraternity u xiii conferenza internazionale della catholic fratenity assisi 2008 uuuuuuu pag 121 pag 124 pag 126 pag 127 pag 128 pag 64 pag 70 pag 74 pag 76 u u u udienza pontificia vescovi amici delle nuove comunità della fraternity assisi 2008 omelia celebrazione ecumenica u la comunità di gesù u tempi di unità la comunità di gesù è una comunità di alleanza del rinnovamento carismatico cattolico dedita all adorazione all evangelizzazione e alla riconciliazione dei cristiani associazione privata di fedeli della chiesa cattolica membro della catholic fraternity of charismatic covenant communities and fellowships associazione privata di fedeli internazionale di diritto pontificio riconosciuta dalla santa sede decreto del pontificio consiglio per i laici prot 1585/90/s-61/b-50 del 30/11/1990 e-mail info@comunitadigesu.org web site www.comunitadigesu.org direttore responsabile francesco grianti capo redattore padre carlo colonna s.j editore associazione kairos iscritto al registro della stampa del tribunale di bari n° 42/2004 del 16/09/2004 stampato da sedit srl via delle orchidee 1 modugno ba italia la redazione padre carlo colonna s.j matteo calisi domenico sambiasi fortuna traversa carmelo ferrara vito loconsole antonio calisi 2 2

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l editoriale rinnovamento e quale é il messaggio che esso ha da inviare alla chiesa affinché esso sia secondo i piani di dio e non secondo le attese umane ma guardando più da vicino alla realtà e allo sviluppo che il rinnovamento ha avuto in questi quarant anni noi vediamo che esso si è diffuso nei più diversi ambienti della chiesa assumendo diverse forme di apostolato che pertanto è puramente illusorio e assurdo volerlo strutturare e controllare il rcc ha suscitato nella chiesa gruppi di preghiera in parrocchie cappelle scuole carceri istituti religiosi campus universitari comunità di alleanza comunità di vita con laici e/o chierici e/o consacrati comunità ed associazioni ecumeniche associazioni di fedeli congregazioni religiose comunità monastiche università private ministeri di guarigione istituti e scuole di evangelizzione cattolica ministeri di liturgia servizi di promozione umana e sociale ministeri per i giovani ministeri per sacerdoti ministeri di musica e di arte cristiana ministeri di evangelizzazione attraverso i mass media editoria stampa radio e televisione ogni realtà carismatica condivide a modo proprio le grazie specifiche del rinnovamento ad esempio il battesimo nello spirito tuttavia pur mostrando un comune denominatore esse sono totalmente autonome le une dalle altre a volte alcune di loro anche se sono riconosciute o erette canonicamente dall autorità ecclesiastica diocesi e santa sede anche nella stessa area geografica sono tuttavia indipendenti le une dalle altre tale asserzione respinge la tentazione di alcuni di fare del rinnovamento carismatico un movimento ecclesiale propriamente detto esso infatti non può e non deve diventare un movimento accanto agli altri come il movimento dei focolari di comunione e liberazione della comunità di sant egidio ecc ossia una nuova associazione ecclesiale ma deve restare una corrente di grazia come più volte affermato dal cardinale suenens che passa portando ad una più alta tensione cosciente la dimensione carismatica inerente alla chiesa lo spirito santo nostra speranza edizioni paoline pag 108-109 matteo calisi unitÀ e diversitÀ nel rinnovamento carismatico cattolico introduzione nell aprile del 1998 il servo di dio papa giovanni paolo ii parlando del rcc affermò che il movimento carismatico cattolico è uno dei tanti frutti del concilio vaticano ii come non rendere grazie per i preziosi frutti spirituali che il rinnovamento ha generato nella vita della chiesa e di tante persone quanti fedeli laici uomini e donne giovani adulti e anziani hanno potuto sperimentare la stupefacente potenza dello spirito e dei suoi doni quante persone hanno riscoperto la fede il gusto della preghiera la forza e la bellezza della parola di dio traducendo tutto ciò in un generoso servizio alla missione della chiesa per tutto questo oggi insieme a voi voglio lodare e ringraziare lo spirito santo 2 parlare nel concreto dell unità e della diversità rinnovamento è solo un tentativo di dire quale messaggio ha da inviare al mondo e ai cristiani ciò che qui è in gioco è il fenomeno stesso preso nella sua globalità e non semplicemente questa o quella pratica come ad esempio le lingue o le guarigioni ecc o degli statuti di qualche organizzazione carismatica internazionale o degli organismi rappresentativi straordinario che sarà destinato a caratterizzare il futuro della chiesa stessa così come profeticamente indicatoci da paolo vi il 19 maggio del 1975 definendolo una chance per la chiesa e per il mondo 3 questo movimento così poco studiato dagli specialisti e persino poco conosciuto nella sua vera natura da parte da alcuni dirigenti nella chiesa è il movimento missionario in più forte crescita nel mondo esso ha una dimensione significativamente ecumenica che ha avuto in quarant anni una crescita esponenziale da zero a oltre centocinquanta milioni di aderenti si tratta del più grande movimento di risveglio e di rinnovamento nella storia del cattolicesimo!4 non si era ancora avuta nell intera storia della chiesa cattolica un movimento di risveglio di così vaste proporzioni di fronte a un movimento di oltre centociquanta milioni di persone che nella stragrande maggioranza sperimentano una genuina esperienza di vita cristiana e un sincero desiderio di missione è difficile negare la presenza dello spirito di dio il rinnovamento è stato per certi aspetti uno shock spirituale per la chiesa nessun uomo avrebbe infatti potuto prevedere o pianificare una effusione di spirito santo all inizio del terzo millennio in milioni e milioni di uomini e donne che ora sono affamate e alla ricerca di dio il rcc come evento straordinario dello spirito io considero il rinnovamento come l evento straordinario dello spirito un evento ciò che dio fa nel rinnovamento ma ora vorrei che avessimo una comprensione profonda di ciò che dio fa nel 3

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l editoriale come il movimento biblico si proponeva prima del concilio di riportare alla riscoperta delle sacre scritture nella vita ordinaria dei cattolici o del movimento liturgico che si proponeva la riforma della liturgia per renderla comprensibile ai fedeli così il movimento carismatico si ripropone di suscitare o rivitalizzare l opera dello spirito santo e dei suoi carismi nella chiesa sarebbe pertanto più corretto parlare di rinnovamento carismatico della chiesa cattolica come di una corrente trasversale al cattolicesimo contemporaneo che rinnova la potenza dei carismi in tutti i battezzati e non semplicemente di un luogo riferibile ad una sola associazione ecclesiale di fedeli laici definito come rinnovamento carismatico cattolico e pur vero che lo spirito santo suscita dall interno di questa corrente di grazia numerose forme ed espressioni organizzate che si rifanno al rcc ma nessuna di queste forme fossero anche riconosciute e stimate dall autorità ecclesiastica potranno mai esaurire o essere l unica forma compiuta di quello che il significato più vasto del rinnovamento carismatico della chiesa cattolica sarebbe uno snaturare quello che allo spirito santo è dato liberamente di compiere in questa corrente di grazia ecumenica che peraltro si è diffusa al di fuori dei confini visibili della chiesa cattolica tra oltre seicento milioni di fedeli di altre chiese e comunità cristiane per analogia il rcc è come il movimento ecumenico che ha suscitato nella chiesa diverse entità a carattere ecumenico ma nessuno di loro potrà mai avere la pretesa di essere l unico modello o il prototipo di riferimento per l ecumenismo allo stesso modo noi ci riferiamo alla natura del movimento carismatico cattolico quale espressione della chiesa tutta e non prero gativa di una singola associazione di fedeli per padre raniero cantalamessa il rcc è una grazia per tutta la chiesa È un opera dello spirito santo che poi si concretizza e direi anche s istituzionalizza in diverse associazioni organizzazioni e comunità che però di per sé non definiscono completamente quella che è la grazia del rinnovamento 5 per questa ragione sarebbe forse più corretto parlare di una pluralità di movimenti carismatici all interno della chiesa poiché il rcc non si presenta come un movimento ecclesiale vero e proprio unico ed uniformato forse non sarebbe neanche corretto definirlo un movimento anche se dal punto di vista sociologico sarebbe legittimo qualificarlo come tale negli ultimi anni ho avuto l onore e la gioia di incontrare in più occasioni a buenos 4 4

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aires argentina padre carlos aldunate s.j uno dei celebri teologi che collaborarono col cardinale suenens ad elaborare i documenti di malines sul rcc ultra ottuagenario e in buona salute egli mi ha riferito che all epoca dei documenti di malines una delle principali preoccupazioni del cardinale suenens era che il rinnovamento rischiava di non vedersi riconosciuto secondo la sua vera identità e natura cioè come un moto dello spirito santo tale da rinnovare molteplici aspetti della chiesa il cardinale mise in guardia i responsabili della chiesa contro la tentazione di trasformare il rinnovamento in un movimento in mezzo a tanti altri cfr ricordi e speranze edizioni paoline 1993 cap vi 9 pag 281 tali affermazioni del padre aldunate mi richiamò alla mente quella che fu anche secondo il padre gesuita paul lebeau teologo privato del porporato belga una convinzione del cardinale suenens e che cioè il rinnovamento carismatico cattolico non fosse un movimento accanto ad altri movimenti né di una manifestazione esclusiva e che supplisce a tutto ma di una corrente di grazia che passa portando a una più alta tensione cosciente la dimensione carismatica inerente alla chiesa une nouvelle pentecôte pag 108-109 in italiano lo spirito santo nostra speranza edizioni paoline roma 1975 e lettera pastorale dell episcopato belga il rcc una grazia che passa la sua stessa dinamica porta questo rinnovamento a dissolversi in quanto movimento ben distinto come le acque di un fiume che perde il proprio nome quando sfocia nel mare pag 110 citato in ricordi e speranze cap vi 9 pag 284 tale preoccupazione spinsero negli anni recenti anche altre istanze autorevoli nella chiesa ad evitare la tentazione di istituzionalizzare l esperienza carismatica del `battesimo nello spirito in uno specifico movimento ecclesiale permettendo ad essa di diffondersi ad ogni cristiano riprendendo così il pensiero fondamentale del cardinale suenens alcuni di questi pensieri sono racchiusi nel testo ravvivare la fiamma elaborato dalla commissione dei teologi ed operatori pastorali the heart of the church nel 1990 a techny illinois usa con il sostegno della commissione `ad hoc dei vescovi per il rinnovamento carismatico e nel testo di padre kilian mcdonnell osb e padre george t montague dal titolo iniziazione cristiana e battesimo nello spirito testimonianza dei padri della chiesa nei primi otto secoli christian initiation and batism in the holy spirit evidence from the first eight centuries the liturgical press collegville minnesota a michael glazier book 1991 in lingua italiana edizioni dehoniane roma 1993 in uno dei miei soggiorni in argentina il padre aldunate mi consegnò un importante locuzione del padre peter-hans kolvenbach già preposito generale della compagnia di gesù ai gesuiti impegnati nel rinnovamento carismatico in un passaggio del suo discorso padre kolvenbach afferma che per il cardinale suenens il suo primo desiderio per il terzo millennio era che si smettesse di parlare del rinnovamento come di un movimento insieme agli altri movimenti se alcuni nella chiesa vivono questa realtà in maniera più forte ed esplicita questa non ha lo scopo di costituire a parte una organizzazione parallela rispetto alla chiesa ma ha lo scopo di manifestare ciò che in fondo essa è e di stare al suo servizio il cardinale parlava dell esistenza di un modo di vedere e di pensare di alcuni alti responsabili della chiesa per i quali tutto debba articolarsi ed organizzarsi in movimenti per meglio dimostrare che la effusione dello spirito deve irradiarsi dentro e per tutta la chiesa egli al posto della parola carismatico secondo lui troppo stretta e un poco ambigua preferiva la parola pentecostale che evoca e promette la presenza attuale e vivificante dello spirito in tutta la chiesa carismi compresi però poco importa se l insieme dei carismatici sia tuttavia considerato e trattato come un movimento fra gli altri più importante è invece il fatto che ci siano cristiani e fra di essi anche gesuiti che danno testimonianza che questo è un dono che si è realizzato per tutti la esperienza di rivivere la pentecoste nella sua potenza e nella sua gratuità di ricevere questo nuovo battesimo nello spirito santo il quale non ha mai cessato di fondare e vivificare la chiesa e di darle in abbondanza la vera vita egli il datore di vita 3 maggio 2000 l allarme di una eccessiva istituziona lizzazione del movimento inoltre è stata oggetto di riflessione nell ultima consultazione e nella conferenza internazionale che i leader del rinnovamento carismatico hanno tenuto a castelgandolfo roma alcuni anni fa secondo il documento di malines n 1 l uso però di questo termine movimento ndr presenta l inconveniente in considerazione della massa di suggerire che il rinnovamento carismatico sia una organizzazione umana e quindi il risultato dell iniziativa umana ed è per questo che si tende a evitarlo come designare il rinnovamento n.3 iii settori specifici di interesse teologico a livello mondiale non c è capo-fondatore né il leader spirituale che lo rappresenti la santa sede ha istituito con riconoscimento a livello pontificio due organismi che hanno il solo scopo di promuovere e coordinare le legittime ed autonome espressioni del rcc a livello mondiale questi sono l iccrs e la catholic fraternity ed hanno sede presso la città del vaticano ma questi due organismi non hanno potere di governo ma di solo servizio né i loro rappresentati sono da considerarsi dei governanti del rcc essi rimandano alla legittima autorità della chiesa che è appartiene solo ai vescovi e al papa iccrs international open conferente fiuggi 8 giugno 2006 2 giovanni paolo ii in l osservatore romano 5 aprile 1998 1 cfr testo francese in insegnamenti di paolo vi città del vaticano vol xiii [1975 536-542 dott david barret nel global evangelization movement cfr charisma magazine new briefs pag 22 marzo 1997 cfr massimo introvigne la sfida pentecostale ldc torino 1996 e aspettando la pentecoste il quarto ecumenismo intervista a matteo calisi e giovanni traettino edizioni messaggero padova 1996 intervento alla conferenza internazionale dei leaders organizzata da iccrs castelgandolfo 2003 5 4 3 5

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voce della chiesa bile per instaurare il dialogo il decreto sull ecumenismo è esplicito «bisogna conoscere l animo dei fratelli separati i cattolici debitamente preparati devono acquisire una maggiore conoscenza della dottrina e della storia della vita spirituale e cultuale della psicologia religiosa e della cultura proprie dei fratelli».4 a queste due esigenze fondamentali occorre aggiungerne una terza una concezione del dialogo sostanzialmente corretta e accompagnata da un adeguata disposizione alle esigenze dialogiche come ogni cosa al mondo anche la lettera e il contenuto del dialogo ecumenico sono esposti a malintesi e abusi qualche volta la lettera del dialogo è diventata uno slogan sotto il quale si cela uno spirito di relativismo indifferentismo e pluralismo di principio largamente diffuso nella nostra civiltà a volte il dialogo ecumenico viene anche scambiato per un falso irenismo che può condurre a simulacri di soluzione a compromessi ridotti a un denominatore comune minimo oppure a un qualunquismo che perde di vista la questione della verità la dichiarazione dominus iesus della congregazione per la dottrina della fede ha giustamente respinto tali atteggiamenti che contraddicono l esigenza di verità del vangelo il dialogo ecumenico deve essere un dialogo nella carità e nella verità poiché la verità senza la carità è fredda e spesso può respingere mentre la carità senza la verità è insincera e vuota si tratta dunque di vivere «secondo la verità nella carità» ef 4 15 correttamente inteso il dialogo ecumenico non è in contraddizione con l esigenza di verità al contrario è al servizio della piena conoscenza e verità essendo il dialogo qualcosa di totalmente diverso da una futile chiacchierata esso entra nell intimo della persona fino a toccare il suo orientamento verso la verità non a caso per giovanni paolo ii «il dialogo è passaggio obbligato del cammino da percorrere verso l autocompimento dell uomo del singolo individuo come anche di ciascuna comunità umana».5 nella storia della salvezza dio ha scelto la via del dialogo con il popolo eletto di israele e con l intera umanità «molte volte e in diversi modi dio [ha parlato ai padri per mezzo dei profeti e ultimamente ha parlalo per mezzo del figlio» eb 1 1-2 nel suo grande amore egli parla agli card walter kasper il contributo dei laici e delle associazioni di fedeli alla promozione dell unitÀ dei cristiani alla luce del magistero della chiesa e nello stato attuale del movimento ecumenico 1 i fondamenti nella professione di fede del simbolo niceno-costantinopolitano i cattolici fanno due affermazioni «credo nella chiesa una» e «professo un solo battesimo» che li impegnano a dare ciascuno il proprio personale contributo alla ricerca della piena unità di tutti i cristiani qualunque sia il suo ruolo nella chiesa non a caso il decreto conciliare unitatis redintegratio magna charta dell impegno ecumenico della chiesa sottolinea esplicitamente che questo compito riguarda l intera compagine cattolica infatti dopo aver delineato le attività e le iniziative ordinate a favorire l unità dei cristiani ­ il dialogo teologico tra esperti delle diverse chiese e comunità ecclesiali la collaborazione in vista del bene comune un azione tesa a eliminare parole giudizi e opere che non rispecchino con equità e verità la condizione dei fratelli separati la preghiera unanime1 ­ il documento afferma che «la sollecitudine di instaurare l unione riguarda tutta la chiesa sia i fedeli sia i pastori e tocca ognuno secondo la propria capacità tanto nella vita cristiana di ogni giorno quanto nelle ricerche teologiche e storiche».2 a motivo della loro presenza in tutti i settori della vita famiglia società ricerca scientifica scuola economia politica i fedeli laici sono coinvolti appieno nei due ambiti specifici di impegno ecumenico richiamati dal concilio essi sono pertanto invitati ad apportare il loro fattivo contributo sia nel vasto campo delle ricerche teologiche e storiche ­ che comprende pure la liturgia il diritto la spiritualità delle varie chiese la sociologia religiosa la psicologia ­ sia nella vita di ogni giorno che fornisce grandi possibilità di creatività per la comunione tra i cristiani e ha una valenza speciale richiamata dal decreto conciliare sull ecumenismo là dove afferma «si ricordino tutti i fedeli cristiani che tanto meglio promuoveranno anzi praticheranno l unione dei cristiani quanto più cercheranno di condurre una vita più pura secondo il vangelo».3 2 la formazione ecumenica per adempiere con efficacia e in modo fecondo e costruttivo questo impegno multiforme i laici ­ e non solo i laici ­ necessitano di un adeguata informazione e formazione ecumenica altrimenti data la complessità e la delicatezza dell argomento si rischia di cadere nella semplificazione nel relativismo e in forme di irenismo a buon mercato che non promuovono l unità anzi forse la compromettono la formazione indispensabile per un apporto costruttivo nel campo ecumenico implica due aspetti basilari ed essenziali la coscienza della propria identità cattolica e la conoscenza delle altre chiese e comunità ecclesiali la coscienza della propria identità cattolica costituisce il punto di riferimento per il rapporto con gli altri la conoscenza degli altri è indispensa 6 6

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uomini come ad amici e si intrattiene con loro per invitarli e ammetterli alla comunione con sé.6 il culmine di questo dialogo di dio con noi uomini è gesù cristo stesso in lui uomo-dio è avvenuto il dialogo più intenso assolutamente unico insuperabile e definitivo tra dio e l uomo perciò gesù cristo è per noi il dono eccelso il fondamento la fonte e la misura perenne di ogni dialogo tuttavia nessuna mente umana nessuna cultura e nessuna formulazione teologica per quanto profonda può esaurire «le imperscrutabili ricchezze di cristo» ef 3 8 abbiamo però la promessa dello spirito di cristo che ci guida alla verità tutta intera cfr gv 16 13 per mezzo dello spirito santo dio non cessa di parlare con la chiesa e introduce i credenti a tutta la verità.7 il dialogo ecumenico è una via per mezzo della quale lo spirito di dio parla con la chiesa e la conduce più a fondo nella verità che le è stata affidata infatti il dialogo ecumenico è molto più di uno scambio di idee che per quanto interessante lascia il tempo che trova o di un dibattito di politica ecclesiale non è una questione pura mente accademica o un colloquio tra esperti il dialogo ecumenico è in qualche modo sempre uno «scambio di doni».8 di conseguenza il dialogo non intende togliere nulla alla verità non intende abbandonare nulla di ciò che ci è dato come ricchezza della nostra fede al contrario esso ci può arricchire con percezioni più profonde e con aspetti nuovi e finora meno considerati dell unica verità che è gesù cristo stesso cfr gv 14 6 pertanto il dialogo ecumenico può essere un aiuto concreto per la più piena manifestazione della cattolicità propria della chiesa.9 inteso in questo modo nella sua dimensione più profonda il dialogo ecumenico è un processo spirituale esso non è possibile senza una conversione personale e un rinnovamento istituzionale l anima di ogni dialogo ecumenico deve essere lo spirito di preghiera.10 in ultima analisi infatti noi non siamo in grado di fare la piena unità possiamo soltanto chiederla come dono dello spirito santo ecco perché la settimana di preghiera per l unità dei cristiani è così importante la formazione all ecumenismo ovvia mente è differenziata in base ai vari ruoli che ciascuno ha nella chiesa ma vi è una informazione di base necessaria e possibile a tutti penso ad esempio al catechismo della chiesa cattolica non è questa la sede per trattarne integralmente la dimensione ecumenica ma va rilevato che nel catechismo l aspetto ecumenico è integrato nella presentazione stessa della nostra fede e coinvolge quindi tutti i membri della chiesa clero e fedeli laici basti citare i riferimenti alla professione di fede del simbolo niceno-costantinopolitano indicato come comune a tutti i cristiani alla chiesa una e alle ferite all unità al movimento per l unità alle implicazioni ecumeniche nei sacramenti al battesimo come vincolo sacramentale dell unità dei cristiani all eucarestia e all unità dei cristiani con possibilità e limiti della communicatio in sacris ai matrimoni misti.11 3 l azione ecumenica il campo vastissimo dell impegno ecumenico dei fedeli laici va dalla famiglia 7

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voce della chiesa al mondo del lavoro ai diversi ambiti della vita sociale e sono molte le possibilità che la loro diversificata presenza nella vita della chiesa e della società offre per svolgere questo compito qualche esempio a l educazione dei figli che consente di aprire le nuove generazioni al dialogo alla tolleranza e al rispetto degli altri e delle loro opinioni oltreché a opzioni spirituali di riconciliazione e di pace ai nostri giorni sembrano proliferare intolleranza violenza fanatismo razzismo un educazione cattolica solida e aperta alla dimensione ecumenica è il migliore antidoto a questi mali che già in passato hanno causato disastri terribili non senza ragione sua santità giovanni paolo ii e sua beatitudine christódoulos arcivescovo di atene e di tutta la grecia nella loro dichiarazione comune letta all areopago di atene il 4 maggio 2001 hanno dichiarato «condanniamo ogni ricorso alla violenza al proselitismo al fanatismo in nome della religione noi crediamo fermamente che le relazioni fra i cristiani in tutte le loro manifestazioni debbano essere caratterizzate dall onestà dalla prudenza e dalla conoscenza dei problemi in questione».12 b il direttorio per l applicazione dei principi e delle norme sull ecumenismo pubblicato dal pontificio consiglio per la promozione dell unità dei cristiani segnala un ampio ventaglio di attività ­ nella vita sociale e culturale ­ nelle quali è possibile e raccomandata la collaborazione ecumenica in particolare si sottolinea lo studio comune delle questioni sociali ed etiche la collaborazione nel campo della sanità la collaborazione nei mezzi di comunicazione sociale,13 tutti settori nei quali i laici sono impegnati in prima persona per competenza e responsabilità e il direttorio offre un principio di comportamento per tutte queste possibili attività affermando «principio generale è che la collaborazione ecumenica nella vita sociale e culturale deve essere realizzata nel contesto globale della ricerca dell unità dei cristiani».14 del resto già il decreto conciliare sull ecumenismo rilevando sia l importanza della collaborazione pratica nella società sia la sua valenza ecumenica asseriva che «la cooperazione di tutti i cristiani esprime vivamente quella unione con la quale sono già uniti tra loro e fa risplendere di una luce più piena il volto di cristo servo».15 non si tratta di una utilità funzionale la collaborazione tra cristiani manifesta il volto stesso di cristo e nel medesimo decreto si legge «da questa cooperazione tutti coloro che credono in cristo possono facilmente imparare come gli uni possano meglio conoscere e maggiormente stimare gli altri e si appiana la via verso l unità dei cristiani».16 c un caso tipico per l impegno dei laici è poi quello dei matrimoni misti il catechismo della chiesa cattolica come si è detto ma in modo più particolareggiato il direttorio citato indicano possibilità condizioni e problemi relativi sia alla celebrazione del sacramento sia alla vita religiosa delle coppie miste sia al battesimo all educazione e all inserimento della prole nella comunità ecclesiale.17 le affermazioni del direttorio sono molto realistiche «la perfetta unione delle persone e la condivisione completa della vita che costituiscono lo stato matrimoniale sono più facilmente assicurate quando i coniugi appartengono alla medesima comunità di fede per tutti questi motivi il matrimonio tra persone che appartengono alla stessa comunità ecclesiale rimane l obiettivo da raccomandare e da incoraggiare».18 d altra parte dinanzi al crescente numero di matrimoni misti in molte parti del mondo ormai sempre più caratterizzato da mobilità e contatti il documento afferma «questi matrimoni nonostante le loro particolari difficoltà presentano numerosi elementi che è bene valorizzare e sviluppare sia per il loro intrinseco valore sia per l apporto che possono dare al movimento ecumenico ciò è particolarmente vero quando ambedue i coniugi sono fedeli ai loro impegni religiosi».19 l attenzione pastorale da riservare ai matrimoni misti e il senso di responsabilità delle singole coppie dovrebbero tendere a trasformare questa situazione di per sé difficile in una occasione di crescita della comunione anche se l esperienza mostra che non è un compito facile fra le tante proposte pastorali fatte al riguardo nel direttorio particolarmente importante sarà certamente la preghiera comune della coppia e della famiglia sorta da un matrimonio misto d la preghiera in comune il decreto conciliare sull ecumenismo l ha posta in quel nucleo centrale che costituisce il motore di propulsione dell ecumenismo «[la conversione del cuore e [la santità di vita insieme alle preghiere private e pubbliche si devono ritenere come l anima di tutto il movimento ecumenico».20 È questo un campo in cui i fedeli laici nella loro stragrande maggioranza possono apportare alla chiesa un contributo spirituale straordinario 4 l azione ecumenica dei laici nelle strutture il direttorio non parla soltanto dell azione individuale dei laici ma prevede pure la loro presenza in varie strutture di promozione ecumenica 4.1 forme e strutture della collaborazione ecumenica la collaborazione ecumenica può assumere la forma di una partecipazione da parte di varie chiese e comunità ecclesiali a programmi già definiti da uno dei loro membri oppure la forma di coordinamento di attività indipendenti per facilitare le relazioni tra chiese e comunità ecclesiali si possono creare vari tipi di consigli o di comitati a carattere più o meno permanente tutti questi incontri e progetti di cooperazione avverranno nel rispetto delle norme stabilite dall autorità ecclesiale locale,21 e vedranno anche la partecipazione di laici che collaboreranno secondo la loro competenza propria 4.2 organizzazioni e associazioni di fedeli alle organizzazioni dei fedeli cattolici diocesane nazionali o internazionali che si propongono come fine per esempio il rinnovamento spirituale l azione per la pace la giustizia sociale l educazione a vari livelli l aiuto economico a paesi e istituzioni il direttorio raccomanda di sviluppare gli aspetti ecumenici delle proprie attività di curare che le dimensioni ecumeniche della propria opera siano oggetto di una sufficiente attenzione e anche se necessario che esse siano espresse negli statuti e nelle strutture di svolgere le loro attività ecumeniche restando in rapporto con le commissioni ecumeniche territoriali e locali e quando le circostanze lo richiedono con il pontificio consiglio per la promozione dell unità dei cristiani.22 la questione che rimane aperta in questo contesto è l interrogativo circa la possibilità che dei non cattolici facciano parte di tali associazioni o che vi siano associazioni interconfessionali infatti «la normativa canonica vigente non prevede a rigore giuridico strutture associative interconfessionali».23 d altra parte «la legislazione canonica attuale latina e orientale non ha 8 8

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voluto escludere forme possibili di aggregazione o partecipazione dei non cattolici alle associazioni di fedeli cattolici come anche la possibilità di fondazione di associazioni inter-confessionali miste nelle quali i membri sono cattolici e cristiani non cattolici».24 per una soluzione dei problemi riguardanti l approvazione delle associazioni interconfessionali la christifideles laici rinvia a ulteriori provvedimenti della santa sede in questi termini «il pontificio consiglio per i laici è incaricato di definire insieme al pontificio consiglio per l unione dei cristiani le condizioni in base alle quali può essere approvata un associazione ecumenica in cui la maggioranza sia cattolica e una minoranza non cattolica stabilendo anche in quali casi non si può dare un giudizio positivo».25 4.3 commissioni ecumeniche il direttorio prevede l esistenza di commissioni ecumeniche diocesane e di commissioni ecumeniche delle conferenze episcopali e dei sinodi delle chiese orientali.26 per le commissioni diocesane si prevede che siano membri anche dei laici che come quelli provenienti dal clero o dai religiosi abbiano una adeguata competenza ecumenica.27 la presenza di laici in tali commissioni richiama tutti i campi specifici di attività laicali le commissioni ecumeniche delle conferenze episcopali e dei sinodi delle chiese orientali sono ovviamente composte da vescovi ma si prevede che dette commissioni siano assistite «da esperti uomini e donne scelti tra il clero tra religiosi e religiose e tra laici».28 per quanto riguarda la valutazione di questi consigli il direttorio afferma che «essi devono essere valutati in base alle loro attività e a come si definiscono nelle loro costituzioni».31 e a proposito delle loro competenze si specifica che essi «hanno esclusivamente la competenza loro accordata dai membri costituenti [e che in generale non hanno poteri di responsabilità nelle trattative in vista dell unione delle chiese».32 la decisione di associarsi a un consiglio è di competenza dei vescovi della regione in cui opera il consiglio i vescovi hanno inoltre «la responsabilità di vigilare sulla partecipazione cattolica a tali consigli».33 per quanto attiene infine alla partecipazione cattolica il direttorio afferma che «la prima preoccupazione deve essere quella della chiarezza dottrinale soprattutto in ciò che concerne l ecclesiologia in effetti i consigli di chiese e i consigli cristiani né in sé stessi e né per sé stessi contengono l inizio di una nuova chiesa che sostituirebbe la comunione attualmente esistente nella chiesa cattolica».34 bibliografia 1 cfr concilio ecumenico vaticano ii decreto sull ecumenismo unitatis redintegratio n 4 2 ibid n 5 3 ibid n 7 4 ibid n 9 5 giovanni paolo ii lettera enciclica ut unum sint n 28 6 cfr concilio ecumenico vaticano ii costituzione dogmatica sulla divina rivelazione dei verbum n 2 7 cfr ibid n 8 8 giovanni paolo ii lettera enciclica ut unum sint n 28 9 cfr concilio ecumenico vaticano ii costituzione dogmatica sulla chiesa lumen gentium n 13 decreto sull ecumenismo unitatis redintegratio n 4 10 cfr giovanni paolo ii lettera enciclica ut unum sint nn 21-27 11 cfr catechismo della chiesa cattolica nn 195 817 820 1271 1398-1401 1633 12 dichiarazione comune del papa giovanni paolo ii e di sua beatitudine christódoulos arcivescovo di atene e di tutta la grecia l osservatore romano edizione settimanale in lingua italiana 11 maggio 2001 6 13 cfr pontificio consiglio per la promozione dell unitÀ dei cristiani direttorio per l applicazione dei principi e delle norme sull ecumenismo città del vaticano 1993 nn 211-218 214-215 216 217-218 14 ibid n 212 15 concilio ecumenico vaticano ii decreto sull ecumenismo unitatis redintegratio n 12 16 ibid 17 cfr pontificio consiglio per la promozione dell unitÀ dei cristiani direttorio per l applicazione dei principi e delle norme sull ecumenismo cit nn 143-160 18 ibid n 144 19 ibid n 145 20 concilio ecumenico vaticano ii decreto sull ecumenismo unitatis redintegratio n 8 21 cfr pontificio consiglio per la promozione dell unitÀ dei cristiani direttorio per l applicazione dei principi e delle norme sull ecumenismo cit nn 163-164 22 cfr ibid n 52 23 d salachas dimensione ecumenica delle associazioni di fedeli e associazioni interconfessionali in aa.vv le associazioni nella chiesa città del vaticano 1999 121 24 ibid 130 25 giovanni paolo ii esortazione apostolica christifideles laici n 31 26 cfr pontificio consiglio per la promozioni dell unita dei cristiani direttorio per l applicazione dei principi e delle norme sull ecumenismo cit nn 42-45 46-49 27 cfr ibid n 43 28 ibid n 46 29 ibid n 166 30 cfr ibid 31 ibid 32 ibid 33 ibid n 168 34 ibid n 169 35 giovanni paolo ii lettera enciclica ut unum sint n 3 36 ibid n 9 conclusione vorrei concludere citando alcuni passi particolarmente significativi dell enciclica di giovanni paolo ii ut unum sint che possono esserci di costante sostegno nel nostro impegno in favore dell unità di tutti i cristiani secondo il papa «con il concilio vaticano ii la chiesa cattolica si è impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca ecumenica ponendosi così all ascolto dello spirito del signore che insegna come leggere attentamente i segni dei tempi ».35 un impegno che lungi dall essere un accessorio o un attributo secondario della comunità dei discepoli di cristo «appartiene invece all essere stesso di questa comunità dio vuole la chiesa perché egli vuole l unità e nell unità si esprime tutta la profondità della sua agape credere in cristo significa volere l unità volere l unità significa volere la chiesa volere la chiesa significa volere la comunione di grazia che corrisponde al disegno del padre da tutta l eternità ecco qual è il significato della preghiera di cristo ut unum sint »,36 che «tutti siano una cosa sola perché il mondo creda» gv 17 21 presidente del pontificio consiglio per la promozione dell unità dei cristiani città del vaticano 4.4 consigli di chiese e consigli cristiani «i consigli di chiese e i consigli cristiani sono le più stabili tra le strutture costituite per promuovere l unità e la collaborazione ecumenica».29 i primi come dice il nome sono composti di chiese i secondi sono composti oltre che di chiese di altre organizzazioni e gruppi cristiani.30 ai consigli cristiani possono prendere parte anche associazioni cattoliche di laici lo scopo di tali consigli è di dare ai propri membri la possibilità di operare insieme avviare dialoghi superare divisioni e incomprensioni sostenere la preghiera e l azione per l unità offrire una testimonianza e un servizio cristiani comuni 9

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voce della chiesa dialogo tra il segretariato vaticano per l unione dei cristiani della chiesa cattolica romana ed alcuni membri di chiese pentecostali classiche rapporto finale 1985 1989 prospettive sulla koinÒnia prima parte introduzione la terza serie di conversazioni dal 1985 al 1989 è stata segnata dalla crescente accettazione del dialogo da parte della comunità pentecostale a livello mondiale costruita sul fondamento posto nelle due precedenti serie di conversazioni questa fase del dialogo ha posto al centro il tema della koinónia lo scopo del dialogo non è l unione organica o strutturale ma di creare un clima di reciproca comprensione in materia di fede e di pratica i koinÓnia e parola di dio a gesù cristo la perfetta parola di dio b la parola scritta di dio ii lo spirito santo e la concezione neotestamentaria della koinÓnia a la «koinónia» con il dio uno e trino b l unicità della chiesa c la «koinónia» e la testimonianza del vangelo iii koinÓnia e battesimo a il significato del battesimo b fede e battesimo c battesimo e chiesa d prassi battesimale e battesimo ed esperienza dello spirito iv la koinÓnia nella vita della chiesa a la «koinónia» nella vita di dio b la chiesa come «koinónia» c «koinónia» sacramenti e ordine della chiesa d la chiesa e la salvezza v la koinÓnia e la comunione dei santi a la chiesa come «communio sanctorum» b santità conversione e ministero nella storia conclusione 3 il rev david j du plessis ha presieduto la delegazione pentecostale durante le prime due fasi del dialogo effettivamente l origine del dialogo internazionale cattolici-pentecostali circa venti anni fa deve molto alle iniziative da lui assunte durante e dopo il concilio vaticano ii d du plessis ha continuato a prendere parte anche alla terza fase del dialogo offrendo importanti spunti per le nostre deliberazioni fino alla sua morte avvenuta nel 1987 i partecipanti al dialogo esprimono tutta la loro gratitudine a dio per l importante contributo offerto da d du plessis all origine e alla continuazione di questo nostro lavoro 4.questa terza serie di conversazioni è stata segnata dalla crescente accettazione del dialogo da parte della comunità pentecostale a livello mondiale per la prima volta diverse chiese pentecostali hanno ufficialmente designato a partecipare a questo dialogo loro rappresentanti fra queste chiese vi sono la chiesa apostolica del messico 1986 la missione della fede apostolica del sud africa 1985-1989 la chiesa di dio cleveland tennessee usa 19851988 la chiesa di dio della profezia usa 1986-1988 le assemblee indipendenti di dio internazionali usa 1987 la chiesa internazionale foursquare gospel usa 1985-1989 la comunione internazionale delle chiese carismatiche usa 1986 5 anche se l unità della chiesa costituisce una vera preoccupazione per pentecostali e cattolici questo dialogo non si è prefisso come scopo l unione organica o strutturale esso ha cercato piuttosto di creare un clima di reciproca comprensione in materia di fede e di pratica di trovare punti di vero accordo nonché di indicare temi sui quali si richiede un supplemento di dialogo noi speriamo che dall esplorazione comune delle tematiche possa derivare una maggiore convergenza teologica 6 costruendo sul fondamento posto nelle due precedenti serie di conversazioni questa fase del dialogo ha posto al centro il tema della koinónia nell incontro del 1985 a riano italia è stato discusso il tema della «comunione dei santi» nel 1986 in sierra madre california usa è stato trattato il tema «lo spirito santo e la concezione neotestamentaria introduzione 1 questo è il rapporto del dialogo condotto a livello internazionale fra il pontificio consiglio per la promozione dell unità dei cristiani1 e alcune chiese e capi di chiese dei pentecostali classici esso contiene i risultati della terza fase del dialogo che si è svolta fra il 1985 e il 1989 2 i contatti informali per il dialogo fra cattolici e pentecostali sono iniziati ne 1969 e nel 1970 durante il primo quinquennio 1972-1976 si sono discussi soprattutto i seguenti temi battesimo nello spirito santo iniziazione cristiana e carismi scrittura e tradizione persona umana e doni spirituali nel secondo quinquennio 1977-1982 sono stati presi in considerazione i seguenti terni fede ed esperienza religiosa parlare in lingue maria i copresidenti del terzo quinquennio 19851989 sono stati il rev kilian mcdonnell osb collegeville minnesota usa e il rev justus t du plessis della missione della fede apostolica del sud africa il dialogo ha avuto come tema «la chiesa come koinònia» 10 10

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rev david du plessis padre kiliam mcdonnel della koinónia» nel 1987 e 1988 la discussione ha riguardato la relazione fra i sacramenti e la koinónia nell incontro di venezia italia del 1987 si è approfondito il tema «koinónia chiesa e sacramenti» ponendo l accento soprattutto sul ruolo dell eucaristia mentre nel 1988 a emmetten svizzera si è trattato il tema «koinónia e battesimo» l incontro del 1989 a roma è servito per sintetizzare il risultato delle nostre scoperte in questo rapporto la presentazione delle conclusioni cui siamo giunti segue in questo rapporto un ordine sistematico e non tanto la sequenza cronologica in cui sono stati discussi i vari temi 7 il tema della koinónia è stato scelto per diversi motivi primo nella seconda fase del dialogo nel contesto della discussione su maria era già affiorato il tema della «comunione dei santi» e già allora i partecipanti a quella fase del dialogo avevano ritenuto che il tema della «comunione» fosse ricco di possibilità secondo essi avevano pure notato che il più vasto dialogo ecumenico in corso a livello mondiale sul tema della «comunione» stava suscitando molto interesse e molte aspettative 8.il tema della koinónia è stato al centro di tutta una serie di dialoghi interna zionali per esempio dialogo cattolici-ortodossi seconda fase del dialogo internazionale anglicani-cattolici dialogo cattolici-metodisti dialogo cattolici-luterani dialogo battisti-cattolici dialogo cattolici-discepoli di cristo 9 il tema della koinónia si è dimostrato molto fruttuoso nella riflessione sulla propria concezione ecclesiologica da parte di molte chiese e comunioni cristiane come ad esempio la comunione anglicana e la federazione luterana mondiale.2 10 durante il concilio vaticano ii la chiesa cattolica romana ha sottolineato l ecclesiologia di comunione il sinodo straordinario dei vescovi che si è riunito nel 1985 per celebrare il ventesimo anniversario della conclusione del concilio vaticano ii ha riconosciuto l importanza che il concilio ha attribuito al concetto di comunione nella dottrina pentecostale la koinónia è intesa come un aspetto essenziale della vita della chiesa dal punto di vista della sua relazione con il mondo e delle relazioni dei cristiani fra di loro sia i cattolici che i pentecostali hanno scoperto l importanza biblica della koinónia descritta in at 2,42 «erano assidui nell ascoltare l insegnamento degli apostoli e nell unione fraterna [koinónia nella frazione del pane e nelle preghiere» 11 una delle difficoltà che abbiamo incontrato nelle nostre conversazioni è stato il diverso sviluppo storico dell ecclesiologia nel cattolicesimo romano e nelle varie tradizioni pentecostali i cattolici possiedono una tradizione secolare di riflessione ecclesiologica mentre il movimento pentecostale ha meno di cento anni e ha avuto ben poche occasioni di impegnarsi in un approfondita riflessione teologica sull ecclesiologia pur non possedendo un ecclesiologia organica i pentecostali comprendono una molteplicità di organizzazioni ecclesiologiche e aderiscono fortemente ad alcune convinzioni ecclesiologiche fondamentali come ad esempio l importanza della comunità locale le convinzioni dei pentecostali hanno influenzato i vari temi discussi nel nostro dialogo 12 anche se i partecipanti al dialogo hanno cercato di rappresentare fedelmente le posizioni delle loro rispettive chiese le idee espresse in questo documento sono quelle della commissione mista che ora sottopone il proprio lavoro alle autorità che l hanno promossa 11

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voce della chiesa la koinónia e parola di dio 13 sebbene il nostro dialogo fosse incentrato sul tema della chiesa come koinónia in tutte le nostre discussioni ha continuato ad affiorare il problema di scrittura e tradizione abbiamo constatato che molta parte del nostro accordo e anche del nostro disaccordo derivava dalle somiglianze e differenze delle nostre concezioni dei fondamenti ultimi su cui basare la dottrina e la prassi della chiesa anche se il tema di scrittura e tradizione è stato già diffusamente affrontato nelle fasi precedenti del nostro dialogo,3 presentiamo qui di seguito un breve sommario dott cecil m robeck delle nostre rispettive conce mons john a radano zioni al riguardo dato il suo mento nel loro insieme questi scritti 17 insieme crediamo che i libri delcollegamento con il tema specifico di contengono il messaggio trasmesso orall antico e del nuovo testamento sono questo dialogo mente dalla primitiva comunità apostolistati interamente scritti sotto l ispirazioca cristiana ripiena di spirito santo e ne dello spirito santo cf gv 20,31 2tm a gesù cristo la perfetta parola costituiscono altresì la testimonianza e la 3,16 2pt 1,19.21 3,1516 la scrittura è di dio risposta del popolo di dio alla verità del la parola di dio scritta in parole umane vangelo nella storia 14 dopo aver parlato in molti luoghi e in diversi modi attraverso i profeti dio 21 la chiesa cattolica romana vede 18 senza sopprimere l umanità degli «ultimamente in questi giorni ha parlato nei testi del nuovo testamento ­ i cui aua noi per mezzo del figlio» eb 1,1-2 scrittori biblici dio si è servito di loro tori erano ispirati ­ l espressione normaegli ha mandato il proprio figlio l eterna per esprimere la sua perfetta volontà nei tiva della rivelazione che si è chiusa con riguardi del suo popolo la scrittura inparola di dio che si è fatto uomo cf gv la morte dell ultimo apostolo gli scritti segna fedelmente e senza errore quella 1,14 del nuovo testamento esprimono perciò verità che dio voleva venisse affidata in modo normativo la tradizione apostoagli scritti sacri per la nostra salvezza cf 15 insieme crediamo che il nostro lica la definizione del canone della 2tm 3,16 signore gesù cristo ha rivelato perfettascrittura da parte della chiesa fa anch esmente dio attraverso il suo ministero le sa parte di quella tradizione il luogo 19 non concordiamo riguardo all esue parole e azioni i suoi segni e prodidell autentica interpretazione della scritstensione del canone delle scritture i catgi ma soprattutto attraverso la sua morte tura è la comunione dei credenti la tratolici e gli ortodossi hanno lo stesso canoe la sua gloriosa risurrezione dai morti e dizione viva che è guidata dallo spirito ne nella loro concezione del canone i infine attraverso l effusione dello spirito santo quello stesso spirito che ha ispipentecostali seguono le chiese della di verità cf gv 15,26 16,7.12 rato le scritture ne apre il senso al popolo riforma le quali fissano in 66 i libri deldi dio in modo che esso possa alimental antico e del nuovo testamento pur 16 gesù cristo è la parola di dio dere la propria fede non negando che i libri che i cattolici confinitiva e permanente la religione cristiana come nuova e definitiva alleanza siderano deuterocanonici abbiano un loro 22 sia i cattolici che i pentecostali rinon avrà più fine e ora noi non aspettiamo valore per l edificazione del popolo di conoscono che i vasi di elezione scelti da dio i pentecostali non li ritengono norpiù alcun altra rivelazione prima della dio per scrivere il nuovo testamento gloriosa manifestazione di nostro signo mativi per la fede e la pratica cristiana erano membri della chiesa e sottolineano re gesù cristo 1tm 6,14 tt 2,13 il fatto che gli scrittori biblici del nuovo 20 i cattolici considerano significatitestamento hanno avuto un posto unico vo il fatto che la chiesa preceda cronolob la parola scritta di dio nella storia della rivelazione avendo gicamente gli scritti del nuovo testa 12 12

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l intero corpo dei fedeli non può errare in materia di fede anche i pentecostali credono che dio ha conferito speciali doni di insegnamento alla comunità dei credenti 1cor 12,28 ef 4,12 ma poiché credono che la scrittura è chiara in se stessa su tutti i punti essenziali essi sono fermamente convinti che ogni cristiano può interpretare la scrittura sotto la guida dello spirito santo e con l aiuto del discernimento della comunità cristiana i cristiani possono quindi decidere responsabilmente per se stessi in materia di fede e di costumi attraverso il loro uso della scrittura 27 i cattolici vorrebbero che i pentecostali prendessero maggiormente in considerazione l interpretazione storica e l ermeneutica biblica della più ampia comunità cristiana sia i cattolici che i pentecostali stanno crescendo insieme nel rispetto dello sforzo esegetico compiuto e del potere arricchente delle sue scoperte 28 a partire dall inizio del xx secolo i cattolici hanno utilizzato più abbondantemente la scrittura nella predicazione nella liturgia nella lettura e preghiera personale in tempi recenti i pentecostali hanno mostrato di apprezzare maggiormente l importanza degli autentici maestri della parola di dio che si sono susseguiti lungo tutta la storia della chiesa il desiderio delle parti in dialogo è che sotto la guida dell unico spirito possa crescere la comune concezione del significato della scrittura come efficace contributo al superamento delle divisioni fra i cristiani ii lo spirito santo e la concezione neotestamentaria della koinónia a la « koinónia » con il dio uno e trino 29 sia i pentecostali che i cattolici credono che la koinónia fra i cristiani è radicata nella vita del padre del figlio e padre raniero cantalamessa dott heribert mulhen ereditato le scritture dal popolo di dio dell antico testamento israele e dallo stesso gesù ed essendo sorta dalla proclamazione degli apostoli scelti da cristo la chiesa deve essere considerata una creazione della parola di dio la chiesa può vivere conformemente alla volontà di dio solo sottomettendosi alla testimonianza profetica e apostolica contenuta nelle scritture accogliendo i libri del nuovo testamento nel canone delle scritture la chiesa ha riconosciuto quegli scritti come parola di dio indirizzata all umanità i pentecostali credono che alcune tradizioni esprimono correttamente la verità salvifica testimoniata dalle scritture per esempio il credo degli apostoli e il credo niceno ma cercano di valutare tutte le tradizioni alla luce della parola di dio espressa nella scrittura che essi ritengono il criterio ultimo della fede e della pratica della chiesa sia i pentecostali che i cattolici concordano sul fatto che la scrittura ispirata dallo spirito può essere adeguatamente interpretata soltanto con l aiuto dello spirito santo «i segreti di dio nessuno li ha mai potuti conoscere eccetto lo spirito di dio» dato che delle cose spirituali «si può giudicare solo per mezzo dello spiri to» 1cor 2,11.14 esiste dunque una significativa divergenza fra cattolici e pentecostali circa la natura dell interpretazione necessaria per comprendere adeguatamente la scrittura nel cattolicesimo romano l interpretazione della scrittura avviene quotidianamente nella vita del fedele a molti livelli come ad esempio in famiglia dal pulpito e in classe l intero corpo dei fedeli che possiede un unzione che viene dallo spirito non può errare in materia di fede cf 1gv 2,20.27 questa caratteristica compare nella valutazione soprannaturale della fede sensus fidei da parte di tutto il popolo di dio quando esso «dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l universale suo consenso in materia di fede e di costumi» lumen gentium n 12 i cattolici sostengono che il magistero della chiesa «non è al di sopra della parola di dio ma la serve insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso in quanto per divino mandato e con l assistenza dello spirito santo piamente la ascolta santamente la custodisce e fedelmente la espone» dei verbum n 10 26 i pentecostali apprezzano il lavoro esegetico compiuto sulla scrittura dalla chiesa cattolica romana ma restano piuttosto scettici riguardo alla pretesa che 13

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voce della chiesa dello spirito santo.4 inoltre essi credono che questa vita trinitaria è la massima espressione di quell unità alla quale insieme aspiriamo «quello che noi abbiamo veduto e udito noi lo annunciamo a voi perché anche voi siate in comunione con noi la nostra comunione è con il padre e con il figlio suo gesù cristo» 1gv 1,3 30 sia i cattolici che i pentecostali concordano sul fatto che lo spirito santo è la fonte della koinónia o comunione la chiesa è stata riunita nello spirito santo cf 2cor 13,13 essi divergono tuttavia sul punto di partenza e sulle sottolineature 31 secondo i cattolici la koinónia è opera di dio e ha un carattere marcatamente trinitario i cattolici vedono nel battesimo il punto di partenza dell iniziazione alla koinónia trinitaria per mezzo della fede attraverso cristo nel suo spirito essi pongono l accento sui mezzi che lo spirito ha dato per sostenere la koinónia la parola il ministero i sacramenti i carismi 32 per i pentecostali il punto di partenza della koinónia si trova nel fatto che lo spirito santo accusa gli uomini di peccato portandoli attraverso il pentimento e la fede personale nella comunione con cristo e fra di loro cf 1cor 1,9 continuando ad essere ripieni di spirito santo cf ef 5,18 i credenti vengono indotti a cercare una maggiore unità nella fede con gli altri cristiani lo spirito santo è spirito di unità cf at 2,1ss come lo spirito è sceso sui gentili e ha mostrato loro che la chiesa era una comunità universale composta di ebrei e di gentili cf at 10 così anche oggi dio effonde il suo spirito in ogni luogo sui cristiani delle diverse chiese promuovendo l unità attorno al nostro comune signore la comune esperienza dello spirito santo ci spinge a cercare una maggiore unità visibile mentre riflettiamo sulla forma che dio desidera dare a questa unità 33 il nostro dialogo ha consentito alle due parti di scoprire e apprezzare reciprocamente le loro specifiche sottolineature da una parte ascoltando i partecipanti cattolici i pentecostali si sono ricordati dell importanza della dimensione comunitaria della concezione neotestamentaria della koinónia dall altra i cattolici rev silvano lilli dott vinson synan ascoltando i pentecostali si sono ricordati dell importanza della dimensione personale della medesima koinónia con dio la quale viene dallo spirito santo che accusa le persone di peccato e le porta alla fede in gesù cristo noi crediamo che queste due sottolineature non si escludono ma si completano piuttosto a vicenda b l unicità della chiesa 34 i cattolici e i pentecostali credono che la chiesa è «una santa cattolica e apostolica» composta da tutti i credenti cf ef 4,4-6 ma divergono sulla concezione di quest unica chiesa e sul modo di appartenere ad essa i cattolici considerano la formazione di denominazioni che derivano da mancanza di amore e/o divergenze in materia di fede un allontanamento dall unità dell unica chiesa la quale in ottemperanza al comando del signore resta sempre visibilmente una e continua nella chiesa cattolica romana lumen gentium n 8 i pentecostali tendono a considerare le denominazioni come manifestazioni più o meno legittime dell unica chiesa universale la loro legittimità dipende dal grado della loro fedeltà alle dottrine fondamentali della scrittura concordiamo sul fatto che lo spirito santo è spirito di unità nella diversità cf 1cor 12,13ss e non spirito di divisione 35 basandosi sull insegnamento di gesù a proposito del grano e della zizzania mt 13,24-30 alcuni cristiani distinguono fra la chiesa invisibile che è una e la chiesa visibile che può essere divisa pur potendo servire per distinguere fra i membri autentici e non autentici della chiesa questa distinzione può determinare dei malintesi dal momento che sia i pentecostali che i cattolici affermano che la chiesa è una realtà al tempo stesso visibile e invisibile la distinzione fra gli aspetti visibile e invisibile della chiesa non dovrebbe essere usata neppure per giustificare e rafforzare la separazione fra i cristiani l unità essenziale della chiesa né implica né comanda l uniformità «come infatti il corpo pur essendo uno ha molte membra e tutte le membra pur essendo molte formano un solo corpo così anche cristo» 1cor 12,12 la diversità è dovuta allo spirito «vi sono poi diversità di carismi ma uno solo è lo spirito vi sono diversità di ministeri ma uno solo è il signore vi sono diversità di operazioni ma uno solo è dio che opera tutto in tutti e a ciascuno è data una manifestazione particolare dello spirito per l utilità comune» 1cor 12,4-7 l unità che lo spirito forgia risplende nella sua diversità il fondamento di quest unità è la signoria di gesù cristo nessuno può confessare questa signoria se non nello spirito santo cf 1cor 12,3 l unità dono dello spirito non deve essere identificata con il semplice fatto di pensare allo stesso modo di essere sociolo 14 14

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gicamente compatibili o di sentire il bisogno di stare insieme c la «koinónia» e la testimonianza del vangelo l attuale condizione di separazione visibile della cristianità contraddice l unità alla quale siamo chiamati da cristo la fedeltà al concetto di koinónia obbliga tutti i cristiani a cercare il superamento delle loro divisioni specialmente attraverso il dialogo abbiamo bisogno di discernere prontamente e permanentemente la natura e la forma dell unità visibile richiesta dalla koinónia i cattolici e i pentecostali lamentano lo scandalo della mancanza di unione fra i cristiani la mancanza di accordo sul modo in cui la koinónia dovrebbe essere vissuta nella chiesa e le divisioni che ne derivano fra di noi impediscono al mondo di percepire l azione riconciliatrice di dio e nella misura in cui la koinónia è impedita è impedita l efficacia della testimonianza per amore di un effettiva testimonianza evangelica dobbiamo preoccuparci continuamente del problema dell unità dei cristiani nostro signore ha pregato per i suoi discepoli «perché tutti siano una cosa sola come tu padre sei in me e io in te siano anch essi in noi una cosa sola perché il mondo creda che tu mi hai mandato» gv 17,21 cf gv 13,34 partecipanti10 cattolici rev raniero cantalamessa ofm cap milano italia 1987 1988 1989 rev john c haughey sj charlotte nord carolina usa 1985 1986 1987 1988 1989 prof hervé legrand op parigi francia 1985 1986 1987 1988 1989 s p kilian mcdonnell osb copresidente collegeville minnesota usa 1985 1986 1987 1988 1989 sua ecc basil meeking vescovo di christchuch nuova zelanda 1985 1986 rev mitchell belobaba chiesa internazionale foursquare gospel vancouver canada 1985 1987 1988 rev rose belobaba chiesa internazionale foursquare gospel vancouver canada 1985 dott omar cabrera vision de futuro santa fe argentina 1988 sig dan crotty chiesa internazionale foursquare gospel ventura california usa 1985 rev edward czajko chiesa pentecostale varsavia polonia 1988 rev olof djurfeldt movimento pentecostale svedese stoccolma svezia 1986 rev david j du plessis copresidente emerito assemblee dio pasadena california usa 1985 1986 1987 s rev justus du plessis copresidente missione della fede apostolica faerie glen sud africa 1985 1986 1987 1988 1989 s dott coleman phillips chiesa internazionale foursquare gospel escondido california usa 1988 1989 s dott cecil m robeck jr assemblee di dio pasadena california usa 1986 1987 1988 1989 s dott jerry l sandidge cosegretario assemblee di dio springfield missouri usa 1985 1986 1987 1988 1989 dott vinson synan chiesa pentecostale della santità oklahoma city oklahoma usa 1986 dott del tarr assemblee di dio fresno california usa 1985 1986 1987 1989 rev h.n van amerom broedershap van pinkstengemeenens houten olanda 1987 dott miroslav volf chiesa pentecostale di cristo osijek iugoslavia 1985 1986 1988 1989 note 1 fino al 1989 il pontificio consiglio per la promozione dell unità dei cristiani recava il nome di segretariato per l unione dei cristiani 2 in occasione della sua ottava assemblea generale nel febbraio del 1990 la federazione luterana mondiale ha votato il cambiamento della propria costituzione essa ora si definisce una «comunione di chiese» 3 rapporto finale 1972-1976 nn 28-30 in eo 1/2295-2297 rapporto finale 1977-1982 nn 18-21 49-57 in eo 3/2073-2076.2104-2112 per le discussioni sul rapporto del 1977-1982 cf j.l sandidge roman catholic pentecostal dialogue 1977-1982 a study in developing ecumenism peter lang frankfurt am main 1987 4 un groppo di pentecostali noti come pentecostali «dell unicità» oneness o del «nome di gesù» non accettano la formulazione trinitaria della fede la loro concezione di dio tende verso il modalismo e nel battesimo essi usano la formula «nel nome di gesù cristo» at 2,38 invece di quella trinitaria tradizionale riferita da mt 28.19 molti pentecostali tuttavia criticano fermamente una tale posizione 10 solo coloro che hanno partecipato al dialogo nel 1989 hanno preso parte attiva alla stesura di questo rapporto finale i loro nomi sono contrassegnati da un asterisco i membri del comitato direttivo di questo quinquennio sono contrassegnati dalla lettera «s» in esponente s dott hugh edwards chiesa di dio della profezia cleveland tennessee usa 1986 1987 1988 dott howard m ervin battista americano tulsa oklahoma usa 1985 1986 1987 1988 1989 dott james a forbes original united holy church international new york usa 1986 rev manuel j gaxiola-gaxiola chiesa apostolica città del messico messico 1986 rev bernice gerard assemblee pentecostali del canada vancouver canada 1986 1987 1988 1989 rev allan hamilton chiesa internazionale foursquare gospel portland oregon usa 1986 dott james d jenkins chiesa di dio cleveland tennessee cleveland tennessee usa 1985 1986 1987 1988 dott veroni krüger missione della fede apostolica white river sud africa 1986 dott peter kuzmi chiesa pentecostale di cristo osijek iugoslavia 1985 rev silvano lilli chiesa evangelicale internazionale roma italia 1985 prof heribert mühlen paderborn germania 1985 1986 mons john a radano cosegretario città del vaticano 1985 1986 1987 1988 1989 rev john redford kent inghilterra 1985 1986 1987 1988 1989 suor helen rolfson osf collegeville minnesota usa 1985 1986 1987 1988 1989 pentecostali classici dott johnamstutz chiesa internazionale foursquare gospel los angeles usa 1986 s continua rev alfred f missen assemblee di dio birmingham inghilterra 1985 dott françois möller missione della fede apostolica auckland park sud africa 1988 dott robert mueller assemblee di dio indipendenti internazionali el toro california usa 1987 vescovo earl paulk comunione internazionale delle chiese carismatiche decatur georgia usa 1986 enchiridium oecumenicum documenti del dialogo teologico interconfessionale ­ 1 diaologhi internazionali 19311984 a cura di sever j voicu e giovanni cereti edizioni dehoniane bologna pubblicato con permesso 15

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