Department book Ottobre 2016

 

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DB Registrazione del Tribunale di Catania n. 004 del 26-01-2016 Biometec Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Università degli Studi di Catania Department Book Ottobre 2016 Direttore: Prof. Filippo Drago Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche Le ultime dal Dipartimento BIOMETEC RETREAT 2016 17-18 Dicembre Il 17-18 dicembre avrà luogo il secondo retreat annuale del dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche presso “il Pìcciolo golf resort” a Castiglione di Sicilia (CT).
Come lo scorso anno, l’evento consentirà di unire l’anima scientica del BIOMETEC a quella collegiale, infatti, i componenti del dipartimento trascorreranno con le loro famiglie presso la suddetta struttura un intero fine settimana. La mattina del 17 dicembre darà il via alle sessioni scientiche, la lettura magistrale del Prof. Vito De Pinto, successivamente si alterneranno delle comunicazioni orali tenute rispettivamente da ricercatori delle sezioni di Fisiologia, Microbiologia, Biologia e Genetica, Farmacologia e Patologia. Chiuderà la sessione pomeridiana, un business meeting che vedrà i docenti impegnati in un confronto su “il trasloco alla TB: vantaggi e problemi aperti” e “La situazione dell’Ateneo e la programmazione dei ruoli”. La seconda giornata sarà aperta dalla lettura magistrale della Prof.ssa Maria Angela Sortino, cui seguiranno cinque comunicazioni orali tenute da ricercatori appartenenti rispettivamente alle sezioni di Microbiologia, Farmacologia, Fisiologia e Biochimica. La sessione mattutina si concluderà con una tavola rotonda dal titolo “Fenotipi neoplastici: basi molecolari, metodologie diagnostiche, strategie terapeutiche” moderata dai Proff. Michele Purrello e Massimo Libra. Al termine il Direttore chiuderà il secondo retreat annuale del BIOMETEC. Reminiscenze... Quest’ascensore non mi va giù Estratto da “Una stanza in Ateneo”di F. Drago Bollettino d’Ateneo, del 2000 Se non avessi l’abitudine di salire in Istituto a piedi ogni mattina, sarei certamente più solidale con tutti quelli che oggi protestano per l’ennesimo guasto all’ascensore. Circa tre mesi fa è stato installato e collaudato nell’edificio 12 della Cittadella, ma da allora è rimasto fermo decine di volte. Com’è possibile che un impianto così nuovo sia difettoso? Perché l’appalto è stato assegnato ad una ditta sconosciuta che non assicura un adeguato servizio di manutenzione? Domande che resteranno probabilmente senza risposta. Ma, intanto, la mia indignazione ha trovato una buona ragione per montare fino al culmine: il guasto impedisce l’accesso ai piani superiori ad uno studente costretto alla sedia a rotelle. Leggo nei suoi occhi tanta tristezza mentre ascolto le giuste lamentele del padre. Mi rendo conto di quanto sia importante l’abbattimento delle cosiddette barriere architettoniche in casi del genere e spero che scrivere questa nota sul Bollettino serva a risolvere il problema. Inoltre, salendo le scale ogni mattina apprezzerò di più la possibilità che mi è concessa di evitare l’uso dell’ascensore anche se perfettamente funzionante… European Frontiers in Biomedical and Biotechnological Sciences Lo scorso 18 novembre, il Prof. Francesco Papaleo, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, ha inaugurato la serie di seminari European Frontiers in Biomedical and Biotechnological Sciences tenendo una lectio magistralis dal titolo: “Genetic dreiven D2-D3 imbalance in the prefrontal cortex as the base for pro-cognitive treatments in schizophrenia” L’evento ha coinvolto docenti, assegnisti di ricerca, dottorandi e studenti che operano nell’ambito delle Scienze Biomediche, offrendo innumerevoli spunti di discussione.

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Biometec su Nature In un recentissimo articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, che vede tra gli autori anche il Prof. Filippo Drago, il gruppo di ricerca diretto dal Prof. Giovanni Marsicano del Neurocenter Magendie di Bordeaux (INSERM U1215 – Universitè de Bordeaux, France), ha dimostrato che gli effetti negativi sulla memoria conseguenti all’uso/abuso di cannabis sono legati alla presenza di recettori CB1 sui mitocondri. Nature. 2016 Nov 9;539(7630):555-559. doi: 10.1038/nature20127. A cannabinoid link between mitochondria and memory Hebert-Chatelain E, Desprez T, Serrat R, Bellocchio L, Soria-Gomez E, Busquets-Garcia A, Pagano Zottola AC, Delamarre A, Cannich A, Vincent P, Varilh M, Robin LM, Terral G, García-Fernández MD, Colavita M, Mazier W, Drago F, Puente N, Reguero L, Elezgarai I, Dupuy JW, Cota D, Lopez-Rodriguez ML, Barreda-Gómez G, Massa F, Grandes P, Bénard G, Marsicano G. Abstract Cellular activity in the brain depends on the high energetic support provided by mitochondria, the cell organelles which use energy sources to generate ATP. Acute cannabinoid intoxication induces amnesia in humans and animals, and the activation of type-1 cannabinoid receptors present at brain mitochondria membranes (mtCB1) can directly alter mitochondrial energetic activity. Although the pathological impact of chronic mitochondrial dysfunctions in the brain is well established, the involvement of acute modulation of mitochondrial activity in high brain functions, including learning and memory, is unknown. Here, we show that acute cannabinoid-induced memory impairment in mice requires activation of hippocampal mtCB1 receptors. Genetic exclusion of CB1 receptors from hippocampal mitochondria prevents cannabinoid-induced reduction of mitochondrial mobility, synaptic transmission and memory formation. mtCB1 receptors signal through intra-mitochondrial Gαi protein activation and consequent inhibition of soluble-adenylyl cyclase (sAC). The resulting inhibition of protein kinase A (PKA)dependent phosphorylation of specific subunits of the mitochondrial electron transport system eventually leads to decreased cellular respiration. Hippocampal inhibition of sAC activity or manipulation of intra-mitochondrial PKA signalling or phosphorylation of the Complex I subunit NDUFS2 inhibit bioenergetic and amnesic effects of cannabinoids. Thus, the G protein-coupled mtCB1 receptors regulate memory processes via modulation of mitochondrial energy metabolism. By directly linking mitochondrial activity to memory formation, these data reveal that bioenergetic processes are primary acute regulators of cognitive functions. Le ultime dall’Ateneo Torre Biologica, intitolata un’aula alla prof.ssa Maria Luisa Carnazza La docente, che fu anche prorettore dell’Ateneo, è stata ricordata nel corso del convegno su “Anatomia umana: i nuovi traguardi della ricerca” di Alfio Russo Estratto dal Bollettino d’Ateneo del 11 novembre 2016 “E’ stata una figura importante e rilevante per l’intera comunità accademica, non solo per l’attività di docente, ma anche per i ruoli gestionali-amministrativi ricoperti all’interno dell’Ateneo nel corso della carriera universitaria”. Con queste parole il rettore Giacomo Pignataro ha ricordato stamattina la prof.ssa Maria Luisa Carnazza, apprezzata docente di Anatomia umana e prorettore dell’Università di Catania dal 2008 al 2013, scomparsa nel dicembre del 2013, nel corso del convegno dal titolo “Anatomia umana: i nuovi traguardi della ricerca - From morphology to clinical progress”, organizzato dal dipartimento di Scienze biomediche e biotecnologiche dell’Ateneo nell’aula magna della Torre Biologica dell’Università di Catania. E a conclusione del convegno – che ha registrato, tra gli altri, gli interventi dei docenti Eugenio Gaudio (presidente della Società Italiana di Anatomia e Istologia e rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma) e Saverio Cinti (Università Politecnica delle Marche) sulla ricerca nel campo dell’anatomia – è stata intitolata alla prof.ssa Carnazza un’aula didattica della Torre Biologica alla presenza della figlia Marcella Marraro, del direttore generale dell’Ateneo Federico Portoghese, del direttore del dipartimento Biometec Filippo Drago e del presidente della Facoltà di Medicina Francesco Basile. Proprio il prof. Basile ha evidenziato la “gentilezza e la determinazione della prof.ssa Carnazza”, ma anche “la professionalità in campo didattico e gestionale che le hanno permesso di far crescere il settore dell’Anatomia all’interno dell’ateneo, di cui è stata anche direttore di dipartimento, e di poter ricoprire diversi ruoli come quello di consigliere d’amministrazione e di prorettore”. La docente, come ha ricordato la prof.ssa Carla Loreto, ha conseguito le lauree in Scienze naturali, in Scienze biologiche e in Medicina e Chirurgia e poi si è dedicata all’insegnamento ricoprendo anche i ruoli di componente del Consiglio di amministrazione dell’Università per due mandati consecutivi come rappresentante dei Docenti di I fascia, dal 1992 al 1997, e dei direttori di dipartimento, dal 2005 al 2008; vicepresidente dell’Opera universitaria (oggi Ersu) dal 1999 al 2005. “Dal 2006 è stata delegata del Rettore alla presidenza del Comitato per le attività sportive e ricreative fino al 2 luglio 2008 – ha aggiunto la prof.ssa Loreto - Ha rivestito anche il ruolo di direttore del Dipartimento di Anatomia, Patologia diagnostica, Medicina legale, Igiene e sanità pubblica “G.F.Ingrassia” e poi di prorettore dal 2008 al 2013. Nonostante la malattia ha continuato con professionalità le lezioni fino a pochi giorni prima della scomparsa avvenuta l’8 dicembre del 2013”. Nel corso del convegno, inoltre, sono intervenuti il prof. Salvatore Castorina sulla scuola anatomica catanese e i docenti Velia D’Agata e Sergio Castorina sulle linee di ricerca del Biometec. E’ stato, inoltre, presentato dal dott. Giuseppe Musumeci l’Anatomage Table, l’unico prodotto al mondo che permette di effettuare una dissezione virtuale oltre ad una visualizzazione 3D di tac e risonanza magnetica. Un risultato che premia “la ricerca in questo campo di Biometec” ha spiegato il direttore Filippo Drago “grazie anche alla nuova struttura rappresentata dalla Torre Biologica voluta fortemente dall’allora rettore Ferdinando Latteri”. Proprio sulla Torre Biologica si è soffermato il rettore Pignataro che ha evidenziato “il ruolo che questa struttura deve ricoprire a Catania nel campo della formazione medica sia per la ricerca di base, sia per la traslazione nella pratica clinica”. “La Torre Biologica si inserisce a pieno titolo in quel contesto di Parco scientifico naturale di Catania composto anche dal Policlinico, dai Laboratori nazionale del Sud dell’Infn e da tutti i dipartimenti d’Ateneo – ha aggiunto Pignataro -, abbiamo investito tanto in questa struttura e adesso dobbiamo dare risposte nel campo della ricerca e dello sviluppo del territorio”. Sulla stessa linea il prof. Basile che ha evidenziato “il lavoro e i traguardi conseguiti dal gruppo di Anatomia nel campo della ricerca e che adesso potrà contare, anche nel campo formativo, dell’Anatomage Table”.

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La ricerca dell’Università di Catania tra nuove prospettive e collaborazioni L’Ateneo si conferma tra le top 400 Università del mondo, tra le prime 15-20 del Paese, tra le prime 2-3 Università del Mezzogiorno, con una chiara posizione di leadership in Sicilia. A fianco dei ricercatori sarà attivo un gruppo di supporto formato da specialisti di progettazione europea e nazionale. di Alfio Russo Estratto dal Bollettino d’ateneo del 22 novembre 2016 “L’impatto della produzione scientifica dell’’Università di Catania è leggermente superiore alla media mondiale confermandosi, nelle diverse dimensioni quantitative e ‘qualitative’ della ricerca, tra le prime 400 università al mondo, tra le prime 15-20 del Paese e tra le prime 2-3 del Mezzogiorno con una chiara posizione di leadership in Sicilia”. Con queste parole il prorettore Alessandra Gentile, delegata alla Ricerca, ha evidenziato i risultati della produzione scientifica dell’Ateneo catanese sulla base del ranking 2015-2016 nel corso dell’incontro dal titolo “Ricerca, nuove prospettive e collaborazioni” che si è tenuto stamattina nell’aula magna della Torre Biologica “Ferdinando Latteri”. “I dati dimostrano che la posizione del nostro Ateneo nel confronto nazionale e internazionale è sensibilmente migliorata rispetto al biennio 2010-2011, primo anno di rilevazione dell’University Ranking of Academic Performance (Urap) e che la performance è piuttosto differenziata per aree scientifiche – ha aggiunto il prorettore, tracciando lo stato dell’arte alla presenza del direttore generale Federico Portoghese –. Per questo in alcune aree dobbiamo migliorare la collaborazione internazionale. A tal fine l’Ateneo ha messo in campo 4 milioni di euro di risorse proprie per il nuovo bando di finanziamento della ricerca (Fir) per sostenere la ricerca dei docenti, stimolare la progettazione internazionale, il protagonismo progettuale dei docenti più giovani e il coordinamento dipartimentale delle iniziative di finanziamento della ricerca. Due le linee di intervento: 750mila euro per sostenere e incentivare la partecipazione ai bandi competitivi europei e internazionali con contributi ai ricercatori che hanno presentato progetti di ricerca con l’obiettivo di rafforzare la capacità progettuale, migliorare alcune criticità in fase di valutazione; 3milioni 250mila euro in attività di ricerca dipartimentale proprio per premiare la centralità del ruolo dei dipartimenti come luogo di programmazione, coordinamento e gestione delle attività di ricerca e incentiva l’autonomia dei dipartimenti stessi nelle decisioni strategiche di investimento in attività di ricerca sui progetti da finanziare e sulle strumentazioni e dotazioni libraria da aggiornare o acquistare”. “Nel 2014 - ha aggiunto la prof.ssa Gentile – abbiamo finanziato ben 196 progetti di ricerca Fir per quasi 3,8 milioni di euro”. Successivamente il prorettore ha citato i dati relativi ai progetti banditi nel periodo 2009-2015 evidenziando il finanziamento di 260 progetti su 879 presentati ai bandi emessi da associazione/fondazioni (6 su 43) e da ministeri/enti territoriali (254 su 836). “E’ stato finanziato il 30% dei progetti presentati per entrate derivate da finanziamenti per quasi 12,5 milioni di euro – ha aggiunto il prorettore – su risorse del 7° programma quadro europeo (47%), poi Italia-Malta (13%), Horizon 2020 (10%), Eranet (7%), Imi (2%), Onr (2%) e altri programmi (19%)”. Nel dettaglio si evidenziano i 49 progetti finanziati su 199 proposte nel 7° programma quadro europeo (2010-2013) e 7 finanziati su 92 proposte in Horizon 2020 (2014-2015). “Risultati da migliorare e per questi motivi abbiamo affidato la partecipazione ai bandi ad un gruppo di supporto tecnico formato da specialisti di progettazione europea e nazionale rappresentato dalla società di consulenza “Ernst & Young”. L’obiettivo è incrementare il numero, migliorare l’integrazione e aumentare la competitività delle proposte, oltre all’attività di formazione del personale d’ateneo responsabile degli uffici dipartimentali di progetto. L’Ateneo, per facilitare la ricerca, punta anche sul Brit e Stabilimento utilizzatore unico, sul Polo tecnologico, sull’Azienda agraria sperimentale e sui Poli museali oltre all’adesione al sistema “Institutional Research Information System” per la gestione dei dati della ricerca, uno strumento fondamentale per l’analisi, monitoraggio, indirizzo e valutazione del ciclo della ricerca” ha aggiunto la prof.ssa Gentile. E ancora la ricerca collaborativa tra impresa del farmaco e istituzioni accademiche (la “GlaxoSmithKline” ha selezionato 10 proposte dell’Ateneo catanese), l’intervento del Fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca e sviluppo in ambiti tecnologici identificati da Horizon 2020 (8 proposte di partenariato, 12 lettere di intenti per attività di consulenza), l’Interreg Italia-Malta 2014-2020 (12 proposte presentate come capofila per un contributo richiesto di 7,2 milioni di euro, 14 proposte come partner per quasi 5 milioni di euro), partecipazione a Cluster Energia, Economia del mare e Patrimonio culturale e la collaborazione con FameLab Italia. Attività di ricerca che saranno “sostenute” anche dalla società di consulenza “Ernst & Young” rappresentata oggi da Sabrina Mucci e Fabio Romagnoli, i quali hanno evidenziato le 4 attività in atto in Ateneo: formazione del personale tramite incontri (in programma altri 4) per approfondire le competenze tecniche di gestione, management e rendicontazione relative ai bandi comunitari; ricerca e individuazione dei finanziamenti per l’Ateneo; consulenza per lo sviluppo e definizione delle idee progettuali e la programmazione delle proposte; consulenza e supporto nell’elaborazione dei documenti e circolari esplicativi necessari la gestione dei programmi comunitari. Le ultime dal Mondo L’analisi della Società Oftalmologica Italiana Sei nato nei mesi invernali? Meno rischi di degenerazione maculare. Una patologia che è destinata ad aumentare, si stima fino a 288 milioni nel 2040. Più si va avanti con gli anni e più cresce il rischio. Anche il fumo può incidere, ma soprattutto conta la carenza di vitamina D durante la vita intrauterina. di Franco Marchetti Estratto da “Il Corriere del 22/11/2016” Occhi più protetti dalla degenerazione maculare senile per i nati nei mesi invernali. Viceversa, chi è venuto alla luce d’estate sembra correre un maggior rischio di andare incontro da anziano a questa alterazione della macula, la zona centrale della retina, quella che ci consente di leggere, di riconoscere i volti, di vedere in maniera distinta. «La degenerazione maculare senile rappresenta la prima causa di ipovisione nei paesi occidentali - sottolinea Teresio Avitabile, direttore della Clinica oculistica dell’Università di Catania e segretario della Società Oftalmologica Italiana (SOI) -; si tratta di una patologia che è destinata ad aumentare, si stima fino a 288 milioni nel 2040. La patogenesi è ancora poco conosciuta: entrano in gioco fattori ambientali e fattori genetici. Un fattore accertato è l’età: più si va avanti con gli anni e più aumenta il rischio. Un altro fattore accertato è il fumo che raddoppia, se non addirittura triplica o quadruplica il rischio». Carenza di vitamina D Altre condizioni in grado di aumentare le probabilità di andare incontro a questa malattia sono la luce e l’esposizione ai raggi ultravioletti, fattori dietetici e l’ipertensione arteriosa. Fra gli elementi

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che entrano in gioco c’è probabilmente anche l’esposizione alla vitamina D nel corso della gravidanza. Sarebbe infatti proprio questo il meccanismo chiamato in causa per spiegare le differenze di rischio presentate dai pazienti in relazione al periodo dell’anno in cui sono nati. Ma procediamo con ordine: l’esistenza di una correlazione fra stagione di nascita e rischio di andare incontro a determinate malattie era già stato osservato per altre condizioni, quali la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la colite ulcerosa e altre malattie coinvolgenti un’alterazione del sistema immunitario. Anche in questi casi l’attenzione era stata attratta da una possibile carenza di vitamina D nel corso della gravidanza e dal suo effetto sul sistema immunitario in via di sviluppo. Da qui l’idea di verificare se anche nel caso della degenerazione maculare senile esiste una simile variabilità. Le donne nate nei mesi estivi Per verificare questa possibilità i ricercatori della SOI hanno raccolto i dati relativi a circa 45mila pazienti nati fra il 1925 e il 1944 che erano in terapia con iniezioni intravitreali per il trattamento di una maculopatia e li hanno confrontati con quelli della popolazione generale, rappresentata da circa 10 milioni di persone nate in quel ventennio. È così emerso come, in particolare nel sesso femminile (negli uomini le differenze non erano rilevanti), si registrassero delle variazioni di rischio significative rispetto a quelle attese. In particolare, le donne nate nei mesi estivi presentavano un rischio di andare incontro da adulte a degenerazione maculare senile superiore del 2,9% rispetto ai controlli e, al contrario, le donne nate in inverno avevano una riduzione del rischio del 3,2%. Gli autori della ricerca giustificano queste differenze chiamando in causa proprio i diversi livelli di vitamina D cui erano stati esposti nel corso della vita intrauterina. Un imprinting che segna per tutta la vita «Per chi è stato partorito in giugno la gravidanza è stata nel periodo invernale, di conseguenza la madre è stata meno esposta alla luce e quindi ha sviluppato meno conversione della vitamina D nella sua forma attiva - puntualizza Avitabile -. Consideriamo inoltre che si tratta di persone nate negli anni ‘25-‘44, quando c’era la stagionalità nella dieta. Quindi durante la gravidanza il nascituro è stato esposto a una carenza di vitamina D, ha avuto una sorta di imprinting che poi lo ha segnato per tutta la vita». Una differenza di rischio in relazione alla stagione di nascita che va però a intrecciarsi con i vari fattori ambientali cui si verrà esposti nel corso della vita, oltre che con la predisposizione genetica. Pubblicazioni (da Pubmed, Ottobre 2016) Heiss K, Vanella L, Murabito P, Prezzavento O, Marrazzo A, Castruccio Castracani C, Barbagallo I, Zappalà A, Arena E, Astuto M, Giarratano A, Li Volti G. (+)-Pentazocine reduces oxidative stress and apoptosis in microglia following hypoxia/reoxygenation injury. Neurosci Lett. 2016 May 18;626:142-148. doi: 10.1016/j.neulet.2016.05.025. Li Volti G, Murabito P. Sigma-1 receptor and neuroprotection: current outlook and potential therapeutic effects. Neural Regen Res. 2016 Sep;11(9):1392-1393. No abstract available. Li Volti G, Zanghì A, Zanghì G. Editorial - PHACTR4/STAT3 axis as a possible target therapy for hepatocellular carcinoma treatment. Eur Rev Med Pharmacol Sci. 2016 Oct;20(19):3953-3954. No abstract available. Vanella L, Barbagallo I, Tibullo D, Forte S, Zappalà A, Li Volti G. The non-canonical functions of the heme oxygenases. Oncotarget. 2016 Sep 9. doi: 10.18632/oncotarget.11923. [Epub ahead of print] Review. Signorelli SS, Li Volsi G, Fiore V, Mangiafico M, Barbagallo I, Parenti R, Rizzo M, Li Volti G. Plasma heme oxygenase-1 is decreased in peripheral artery disease patients. Mol Med Rep. 2016 Oct;14(4):3459-63. doi: 10.3892/ mmr.2016.5644. Raffaele M, Li Volti G, Barbagallo IA, Vanella L. Therapeutic Efficacy of Stem Cells Transplantation in Diabetes: Role of Heme Oxygenase. Front Cell Dev Biol. 2016 Aug 5;4:80. doi: 10.3389/fcell.2016.00080. Review. Calabrese G, Giuffrida R, Forte S, Salvatorelli L, Fabbi C, Figallo E, Gulisano M, Parenti R, Magro G, Colarossi C, Memeo L, Gulino R. Bone augmentation after ectopic implantation of a cell-free collagen-hydroxyapatite scaffold in the mouse. Sci Rep. 2016 Nov 8;6:36399. doi: 10.1038/srep36399. Puzzo D, Raiteri R, Castaldo C, Capasso R, Pagano E, Tedesco M, Gulisano W, Drozd L, Lippiello P, Palmeri A, Scotto P, Miniaci MC. CL316,243, a β3-adrenergic receptor agonist, induces muscle hypertrophy and increased strength. Sci Rep. 2016 Nov 22;5:37504. doi: 10.1038/srep37504. Gennarini G, Bizzoca A, Picocci S, Puzzo D, Corsi P, Furley AJ. The role of Gpi-anchored axonal glycoproteins in neural development and neurological disorders. Mol Cell Neurosci. 2016 Nov 18. pii: S1044-7431(16)30240-8. Doi 10.1016/j.mcn.2016.11.006. Koppensteiner P, Trinchese F, Fà M, Puzzo D, Gulisano W, Yan S, Poussin A, Liu S, Orozco I, Dale E, Teich AF, Palmeri A, Ninan I, Boehm S, Arancio O. Time-dependent reversal of synaptic plasticity induced by physiological concentrations of oligomeric Aβ42: an early index of Alzheimer’s disease. Sci Rep. 2016 Sep 1;6:32553. doi: 10.1038/srep32553. Palmeri A, Mammana L, Tropea MR, Gulisano W, Puzzo D. Salidroside, a Bioactive Compound of Rhodiola Rosea, Ameliorates Memory and Emotional Behavior in Adult Mice. J Alzheimers Dis. 2016 Feb 26;52(1):65-75. doi: 10.3233/JAD151159. Caraci F, Tascedda F, Merlo S, Benatti C, Spampinato SF, Munafò A, Leggio GM, Nicoletti F, Brunello N, Drago F, Sortino MA, Copani A. Fluoxetine Prevents Aβ1-42-Induced Toxicity via a Paracrine Signaling Mediated by Transforming-Growth-Factor-β1. Front Pharmacol. 2016 Oct 25;7:389. Hebert-Chatelain E, Desprez T, Serrat R, Bellocchio L, SoriaGomez E, Busquets-Garcia A, Pagano Zottola AC, Delamarre A, Cannich A, Vincent P, Varilh M, Robin LM, Terral G, GarcíaFernández MD, Colavita M, Mazier W, Drago F, Puente N, Reguero L, Elezgarai I, Dupuy JW, Cota D, Lopez-Rodriguez ML, Barreda-Gómez G, Massa F, Grandes P, Bénard G, Marsicano G. A cannabinoid link between mitochondria and memory. Nature. 2016 Nov 9;539(7630):555-559. doi: 10.1038/ nature20127. Kristiansen PE, Persson C, Fuochi V, Pedersen A, Karlsson GB, Nissen-Meyer , Oppegård C Nuclear Magnetic Resonance Structure and Mutational Analysis of the Lactococcin A Immunity Protein. Biochemistry. 2016 Nov 3. A cura di Gian Marco Leggio, Domenico Sicari, Francesca Caruso

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