Federica

 

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Ve ra feDerica Bonaita

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Federica nasce a Bergamo il 1° Maggio 1990 alle ore 18,10 nel reparto maternità degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Una bella “morettina”, perché nera di capelli come la mamma e scura in viso come il papà. La premura di essere portata a casa, causa nei genitori una dimenticanza: iscriverla al registro dei nascituri del Comune di Bergamo. “Problema” che è stato risolto il giorno successivo. L’essenziale è il dono della vita sacra di Federica che allieta la famiglia Albergoni! I genitori, con l’aiuto di nonna Luigina, donano alla loro piccola WXWWR O·DPRUH FKH VL SXz R੔ULUH D XQ ÀJOLR R D XQD ÀJOLD FRQVLGHrando le proprie possibilità. Lavorando entrambi nella stessa ditta, mamma Mary e papà Maurizio riescono a educare Federica, secon2 do i principi e i valori più profondi della vita: la fede nel Signore, la speranza di avere accanto l’Angelo Custode con cui conversare nei momenti tristi della vita, l’amore da elargire al prossimo, dove, per “prossimo” si intende il fratello o la sorella che ci abitano accanto e a cui urge aiuto e sostegno morale e spirituale. Naturalmente, i JHQLWRULGL)HGHULFDFRQVDFULÀFLHWDOYROWDGLVFXVVLRQLHVSRQJRQRDOODÀJOLDFKHQRQWXWWRFLzFKHVLGHVLGHUDqVHPSUHSRVVLELOH possedere e raggiungere. Siamo in cammino, tutti insieme, per una Meta che ci attende nella Beata Eternità e dobbiamo esercitarci nell’apprezzare alcuni “frutti” che solo lo Spirito di Cristo ci dona e con il quale non esiste “discussione”. Federica apprende e in cuor suo cerca di comprendere mamma e papà.

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Terminata la Scuola Materna, è iscritta e inserita alla scuola di danza classica della Polisportiva Desenzanese, dal momento che papà Maurizio, al tempo, ne era il responsabile. Nel corso delle scuole elementari, Federica “saggia” altre discipline sportive, come la pallacanestro (di breve durata!) e la pallavolo, che, insieme alle sue compagne di classe, si prolungherà anche nelle scuole medie. Lascia l’attività della pallavolo, per dedicarsi totalmente alla danza, non più classica ma moderna. Attività che non ha mai sospeso. La danza è sempre stata la sua passione, soprattutto quando GRYHYD HVLELUVL VLD QHL VDJJL GL ÀQH DQQR FKH LQ PDQLIHVWD]LRQL varie. Oggi, è utile valorizzare il “linguaggio del corpo” e, attraverso 4 di esso, esprimere quei sentimenti e quelle emozioni scaturite dal dono della Creazione Divina: siamo stati modellati dall’Altissimo e il nostro corpo diviene “strumento di bellezza e di gentilezza” che non deve diventare oggetto di piacere esteriore, ma manifestazione di lode al Creatore dell’Universo. Dopo le scuole medie, sceglie di frequentare il liceo artistico con VSHFLDOL]]D]LRQHLQJUDÀFDGDWRO·DPRUHSHULOGLVHJQR$VFXRODQRQ ottiene il massimo dei risultati però, con un pò di sforzo, raggiunge sempre la promozione. È una ragazza allegra e vivace, scherzosa e, talvolta, anche un po’ dispettosa! Papà le dà il soprannome “Bimbi”, ricordando che ama scherzare la sua maestra per il modo con cui fa tacere gli alunni richiamandoli spesso così: “Bimbiii”!!!

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Appassionato di viaggi e di camminate, papà Maurizio desidera SRUWDUHFRQVpODÀJOLD)HGHULFDLQ$IULFDSHUSHUPHWWHUOHGLFRPprendere l’importanza di essere nata in un Paese tranquillo come O·,WDOLD &·q SHUz XQD PRGLÀFD GL SURJUDPPD LQ TXDQWR )HGHULFD e il papà si recheranno a Cuba. Naturalmente, anche in America Latina, la povertà dilaga, soprattutto in diverse località dove la ´PLVHULDµ q GL੔XVD SHU PROWHSOLFL FDXVH IUD FXL O·DVVHQ]D GL HGXcazione e di istruzione per le fasce più indigenti delle popolazioni sparse sul territorio. È la chiamata alla missione e a portare il Vangelo, come si è, semplici e limpidi come fanciulli che vogliono testimoniare il Bene con la pace e la gioia nel cuore. Questo contraddistingue Maurizio 6 che sceglie di consolare i fratelli più piccoli e più poveri, con la FRPSDJQLDGHOODÀJOLROHWWD)HGHULFD

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Raggiunta la maggiore età, Federica avverte il desiderio di essere indipendente; ottiene la patente e la sua prima automobile personale. Durante le vacanze “Fefe”, così chiamata simpaticamente dagli DPLFLYLYHLSULPLD੔HWWLDPRURVL1XOODGLVHULRQpGLGXUDWXURSHU questa ragazza caparbia e determinata che sa ciò che vuole realizzare in futuro. Poi conosce Francesco e si nota subito l’empatia FKHOHJDHQWUDPEL/XLELVRJQRVRGLD੔HWWRSHUFKpVHJQDWRGDXQ LQIDQ]LD GL੕FLOH OHL ÀJOLD XQLFD GHVLGHUD FRVWUXLUH XQD IDPLJOLD H sperimentare i valori che mamma e papà le hanno trasmesso dalla tenera età. Federica, nell’ultimo anno di studi, a dicembre, avvisa che non YXROH SL VWXGLDUH JUDÀFD PD LO SDSj VL LPSHJQD D FRQYLQFHUOD D 8 terminare gli studi e conseguire il diploma. Dopo vari tentativi e numerose discussioni in famiglia, Federica ha la meglio su mamma e papà: sceglie di iscriversi a una Scuola per diventare parrucchiera. Si sa che non sempre è semplice gestire alcune relazioni fra geniWRULHÀJOL&LzFKHFRQWUDGGLVWLQJXHSHUzODIDPLJOLD$OEHUJRQLq quella pace e serenità nel profondo del cuore dei suoi tre componenti. Questo consente di “risolvere” alcuni dubbi e di mantenere la fede nella Provvidenza che potrà intervenire laddove l’umanità è molto fragile. Maurizio e Mary sono persone semplici e profonde, desiderano il meglio per la loro Federica. E lei, pur con una lieve “testardaggine”, si impegna nell’ascoltarli e nel renderli felici. Così, continua la sua avventura: durante l’estate del 2009, si iscrive a un corso per parrucchiera.

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“Fefe” trova un Salone a Bergamo, la cui proprietaria prende a cuore la sua esigenza e l’assume, promettendole di farle imparare la SURIHVVLRQHFRJOLHQGRFKH)HGHULFDQHqSRUWDWD,QXWLOHD੔HUPDUH la felicità di questa ragazza, solare e gioiosa, innamorata della vita e sempre contraddistinta da un sorriso che mamma e papà le hanno trasmesso dalla tenera età. Inoltre, ora, grazie anche a Francesco, il desiderio di realizzarsi personalmente cresce ancor di più nella mente e nell’animo di Federica. Si procede a compiere vari “passi” per l’assunzione professionale, fra cui la “classica” visita medica. Dai risultati delle analisi del sangue, Federica registra una piccola anemia, che sembra essere un fattore normale a quella età, in quanto era un’anemia limitata. 10 Inizia a lavorare, felice di avere un lavoro, Francesco, l’auto e consapevole di vivere in pienezza questo momento importante della sua esistenza. Crede fermamente che c’è un Progetto di Amore da parte del Signore in ciò che medita nel cuore e desidera realizzare, consapevole che la via della vita è aperta dinnanzi a sé. Molto bello pensare a quel versetto di un Salmo della Bibbia, che narra e “canta”: “E, nel deserto, il Signore aprirà una strada…una via…(…)!”.

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Poi, ecco all’improvviso, una notte, Federica chiama mamma e papà perché è in corso una forte emoraggia. Il giorno seguente, il PHGLFR SUHVFULYH XQD FXUD FRQ PHGLFLQH VSHFLÀFKH FKH SDUH IDFFLDQR O·H੔HWWR VSHUDWR H GHVLGHUDWR SHU SODFDUH LO GRORUH 3UHVH OH dovute cautele, Federica continua a lavorare, ma si nota che non è nelle migliori condizioni. Siamo nel periodo natalizio. I saloni sono al culmine del lavoro e Federica lavora anche per 10 ore ma l’attività OHSLDFH3XUWURSSRSHUzXQFHUWRPDOHVVHUHÀVLFRHPRUDOHQRQ consente alla giovane di proseguire con tranquillità, a causa di una stanchezza e mancanza di respiro. Si reca nuovamente dal medico che prescrive delle analisi del sangue. Federica non vuole rimanere a casa dal lavoro, resiste con 12 tutte le forze, ma si nota che qualcosa non va. Tre giorni prima di Natale, allarmati per il suo stato di stanchezza, mamma e papà la portano all’ospedale di Bergamo. Ha un forte mal di testa. Aspettano che il medico si presenti ma è impegnato con un intervento urgente in sala operatoria. Federica, dopo un paio d’ore dice che il mal di testa è passato e che ha fame, si è tranquillizzata, torna a casa, beve un tè e si riposa: il giorno dopo avrà gli esami del sangue. La speranza che tutto prosegua al meglio è nel cuore di Federica, di Francesco e, specialmente, di mamma e papà.

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Alle due di notte, Federica chiama e dice di avere un forte mal di testa; inoltre, non riesce a pronunciare correttamente le parole e a terminare il discorso. Poi, la corsa in ospedale. Durante il trasporto, Federica, con una lievissima voce chiede aiuto: implora i JHQLWRULHFKLOHqDFFDQWRLQTXHOWHUULELOHPRPHQWRGLVR੔HUHQ]D È la forza, forse incomprensibile, di coloro che attendono la Vita, quella Eterna e che, per questo, si impegnano sin da quaggiù, per costruirla secondo il Disegno Divino. Entra al pronto soccorso e, subito, si nota la gravità del male di Federica. Si muove appena e giace sulla barella, mentre viene portata via. Dopo poco ritorna, sembra morta. Si avvicina il medico e dice che ha avuto una forma di leucemia fulminate ed è in corso una emoraggia cerebrale. Si 14 tenta il possibile anche attraverso un intervento chirurgico. Non è possibile comprendere umanamente questo Mistero, ma la fede sostiene e aiuta l’anima. Probabilmente, proprio quando non siamo noi stessi a capire gli eventi che la vita riserva, interviene un Altro, Gesù, che, per ciascuno, è morto ed è risorto. La Salvezza Eterna è possibile sin dalla vita terrena e spetta a noi la scelta del Bene. )HGHULFDKDFUHGXWRHVSHUDWRÀQRDOODÀQHTXDQGRqGLYHQXWDXQ Angelo del Cielo, attratta dalla Bellezza del Suo Dio Creatore. Le speranze (terrene e umane) sono pochissime. Infatti, alle ore 2,00 del 25 Dicembre 2009 Federica si addormenta per sempre nella Luce del Paradiso. Mamma Mary e papà Maurizio la salutano così: “Ciao Bimbi resterai sempre con noi”.

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