Boxmarche dicembre 2016

 

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Una scuola per rinascere

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Periodico bimestrale di Box Marche S.p.A. via S. Vincenzo, 67 - 60013 Corinaldo (AN) www.boxmarche.it - info@boxmarche.it tel. 071 797891 - fax 071 7978950 Aut. del Tribunale di Ancona n. 11 del 24.03.2005 Periodico bimestrale Direttore Responsabile: Eros Gregorini Sede: via San Vincenzo, 67 - 60013 Corinaldo (AN) Hanno collaborato a questo numero: Paolo Bianchi, Cristiano Boggi, Tonino Dominici, Alessandro Gentilucci, Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo, Marta Messina, Sandro Paradisi. Progetto grafico dmpconcept Stampa Flamini srl Osimo (AN) 54 Non ci sarà mai notte così lunga da impedire al nuovo sole di sorgere Una scuola per rinascere Intervista al Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci Pieve Torina, con il 93% degli immobili inagibili e la terra che continua a tremare da più di cento giorni, è forse uno dei comuni simbolo di quell’immane cala- mità che ha colpito la nostra regione. Un terremoto infinito, uno stillicidio che ha piegato questa piccola comunità che pure, come altre, sta fornendo prova di una grande resilienza e di quella forza di caratte- re che è propria delle genti marchigiane. Sono ben quattrocentocinquanta, circa un terzo della popola- zione totale, le persone che nonostante i disagi, il freddo e la paura, hanno deciso di rimanere in pae- se, di non abbandonare le proprie radici. Dormono accampate in sistemazioni d’emergenza, in roulotte e tende in prossimità delle proprie case. Chi può cer- ca ancora di lavorare, di mantenere per quanto pos- sibile quella quotidianità che la natura sembra voler in tutti i modi cancellare. Pieve Torina ha un sindaco giovane, Alessandro Gentilucci, che si è mostrato sin dai primi momenti del sisma operativo e combattivo e che proprio non ne vuole sapere di arrendersi agli eventi. In molti, nel piccolo comune, raccontano di essere stati soccorsi personalmente dal primo citta- dino, ininterrottamente in prima linea a fianco dei soccorsi. Qualcuno sostiene che sia stato proprio lui a salvargli la vita nei momenti più critici del sisma. Anche Gentilucci è un simbolo positivo, è l’emblema di quel modo di amministrare con passione autenti- ca la cosa pubblica, ormai materia rara. Tra tanta de- vastazione e sofferenza, vuole ripartire subito, ben conscio dell’urgenza di ripristinare quei presìdi sociali che rappresentano il fulcro della comunità cittadina. Tra queste, senz’altro, una priorità è rappresentata dalla scuola. Già perché Pieve Torina e tutto il suo comprensorio non dispongono più di plessi scolastici agibili. Per questo, tra i primi interventi messi in can- tiere, c’è quello di realizzare un immobile che possa garantire in tutta sicurezza il ritorno dei giovani nelle proprie classi. Un progetto è già sul tavolo e prevede l’edificazione di una struttura, antisismica, realizzata con materiali totalmente ecologici, capace di conte- nere le scuole primarie e secondarie di primo grado. Un obiettivo impegnativo e ambizioso da realizzare, tanto più se lo si vuole ottenere in tempi certi e con la massima rapidità possibile. I problemi certo non mancano, primo tra tutti quello della sostenibilità economica dell’operazione. Per questo il progetto è stato individuato da un gruppo d’imprenditori che fanno capo all’Accademia della Tacchinella, come ini- ziativa da finanziare con fondi propri e raccolti orga- nizzando specifici eventi di solidarietà. ... X DICEMBRE2016

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A Zio Terry non piace il legno Una scuola per rinascere Intervista al Sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci ... X segue dalla prima pagina Sono trascorsi più di cento giorni dall’inizio del terremoto che ha colpito l’Italia centrale e ancora l’emergenza sembra ben lontana dall’essere terminata. Qual è la situazione di Pieve Torina oggi? A 100 giorni dal sisma che ha colpito il nostro comune, la stima ufficiale è che il 93% delle abitazioni e degli edifici in genere è totalmente inagibile. A questo va aggiunto che tutte le attività commerciali, manifatturiere e i liberi professionisti, da un momento all’altro si sono trovate senza un reddito. Come se qualcuno avesse azionato un interruttore spegnendo tutto in un attimo. Per noi questo è stato il terremoto più forte degli ultimi 300 anni. Il fatto che non ci siano state vittime è solo il frutto degli investimenti che i cittadini hanno fatto per rendere sicure le proprie case dopo gli eventi sismici del 1997. Molti stanno ancora pagando i mutui. Tra l’altro esiste il problema delle seconde case. Non si tratta di semplici immobili per le vacanze ma di case “di ritorno”, di famiglie originarie di Pieve Torina che negli anni si sono trasferite per lavoro. Quelle case rappresentano il legame con le proprie radici e garantiscono alla nostra economia locale un flusso turistico che verrebbe a mancare qualora non fossero ricostruite. La macchina nazionale dei soccorsi e la Protezione Civile si sono dimostrate all’altezza della grave situazione? Avete ricevuto adeguata assistenza e supporto o siete stati lasciati soli? Al di là della gestione dell’emergenza vera e propria, il problema più grande che abbiamo è che i decreti e le ordinanze del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione nei territori dei comuni delle regioni terremotate, non hanno previsto alcun reddito di sussistenza. C’è un intero popolo di Partite Iva, ad esempio, che non ha più nulla di cui vivere. Infine, a tutt’oggi siamo ancora all’anno zero per quanto riguarda i container alloggio e già questo è significativo della situazione che stiamo vivendo. Sappiamo che molte centinaia di cittadini non hanno voluto allontanarsi dalle proprie case e dalle proprie attività, nonostante la terra continui ancora a tremare e il freddo crei molti disagi alle persone sistemate in situazioni d’emergenza. Una condizione oggettivamente difficile da gestire anche logisticamente, per una piccola amministrazione comunale. Può raccontarci la sua esperienza di sindaco in prima linea? Oggi più di due terzi degli abitanti di Pieve Torina sono sparsi da Pedaso a Senigallia. Quasi tutti sono stati strappati dalle loro abituali occupazioni quotidiane e dalla comunità cui erano fortemente legati. Molti anziani avevano un orto, delle piccole coltivazioni di tartufi, degli animali da accudire e svariati andavano a caccia. È nota la laboriosità della nostra gente così come il legame con le proprie radici. Quello che c’è di più preoccupante è che in tanti si sentono deprivati di un futuro, di uno scopo. Sono venuti a mancare tutti i presìdi in cui le persone di tutte le età usavano ritrovarsi, i luoghi di socializzazione. Chi è stato spostato verso la costa vive una grande condizione di disagio. Il 50% delle persone è dovuto ricorrere all’aiuto di psicologi. Immaginiamo che i problemi da risolvere ogni giorno siano numerosissimi e che ci siano continue emergenze da fronteggiare. Eppure tra le sue priorità ha messo quella di realizzare urgentemente un edificio sicuro per far tornare a scuola i giovani di Pieve Torina a scuola. Può descriverci il progetto e le difficoltà che intravede per la sua realizzazione? Ho sempre considerato la scuola una priorità perché è il presìdio intorno al quale può rinascere la nostra comunità. Per questo una delle prime cose che abbiamo fatto è stata quella di riprendere le lezioni all’interno di una tensostruttura che avevamo a disposizione. Le aule le abbiamo realizzate con alcuni divisori mobili che ci sono stati donati persino da Amatrice. Alcune classi si riuniscono in due tende P.I.88 della Protezione Civile. A livello di logistica uno dei problemi principali è quello dei trasporti. Tutte le mattine un pullman con del personale a bordo recupera tutti gli studenti nelle varie località costiere in cui sono disseminati, per accompagnarli a scuola a Pieve Torina. Una condizione faticosa e disagevole, ma è fondamentale che i ragazzi mantengano il legame con la propria comunità. Esiste già un progetto per un nuovo plesso scolastico, sicuro e realizzato con materiali ecologici. Si tratta di un obiettivo non facile da realizzare, ma siamo molto determinati perché pensiamo che la scuola sia un punto importante da cui partire per la rinascita di Pieve Torina. Registriamo anche l’elemento molto positivo di un gruppo d’imprenditori che si sono mobilitati per affiancarci in questo percorso. A loro va il nostro plauso e gratitudine per la sensibilità, la vicinanza e il sostegno concreto che ci stanno dimostrando. Lei è un sindaco molto giovane che ha già dato prova di grandi capacità nella gestione dell’emergenza. Cosa vuole per il futuro della comunità di Pieve Torina? E cosa Teme? Quel che più mi preoccupa per il futuro di Pieve Torina è che i nostri concittadini, persone con grandi capacità e abituate a laSvaonrdarroe Psaordaod,isdi i fronte a un’economia locale ridotta ai minimi termini, siano costrette ad andarsene. Temo una fuga d’imprese, di talenti e di giovani. Rischiamo di ricostruire le case distrutte dal terremoto, più belle, antisismiche, sicure ma desolatamente vuote, involucri inutili. Abbiamo bisogno che le istituzioni ci dimostrino vicinanza con fatti concreti, perché in gioco c’è l’esistenza stessa della nostra collettività. Un progetto per una nuova scuola sicura ed ecologica per i ragazzi di Pieve Torina Zio Terry “Lo zio Terry, quando arriva, non ci avvisa la mattina: non ci fa una telefonata, né una lettera raccomandata. È uno zio un po’ birichino che ci fa ballare un pochettino, ma se le regole noi seguiamo, state certi che lo freghiamo: sotto i banchi ci proteggiamo, stiamo lì ed aspettiamo. Poi al segnale opportuno, calmi in fila ci mettiamo: pian piano, tutti usciamo insieme procediamo, e al punto di raccolta ci rechiamo. Niente strilli e senza spinte perchè il panico non serve a niente, poi l’appello aspettiamo e lo zio Terry salutiamo.” Maestra Marta Messina Zio Terry è arrivato, il 24 agosto è passato da Rieti, era arrabbiatissimo con noi e ha scatenato la sua furia portandosi con se molti bambini e molte persone. Poi, gambe in spalla, si è diretto verso nord e non avendo soddisfatto completamente la sua ira, il 26 ottobre si è di nuovo scatenato: questa volta però zio Terry ha mostrato un po di cuore avvisando tutti alle 19 e 10 che sarebbe arrivato più tardi. Alle 21 e 18 con un grande urlo e sbattendo i forte i piedi si è fermato vicino a Colfiorito nell’alto Maceratese. La sua rabbia questa volta ha trovato soddisfazione distruggendo tutti gli edifici nel raggio di 30 km e danneggiandone moltissimi altri oltre (si stimano circa 300.000 edifici inagibili), ma la sua fame di vittime si era fortunatamente calmata. Pievetorina è uno di quei paesi incantati costruiti in Val Nerina che con le sue 35 frazioni costituisce spesso tappa fissa per coloro che visitano i Sibillini. Norcineria, Caseifici (e pascoli), Fornai e Tartufai, con i loro prodotti unici reggono l’economia del posto. Con 75 kilometri quadrati di estensione è il comune di riferimento della zona dove ha sede anche la Dirigenza scolastica che gestisce l’Istituto Comprensivo “Mons. Paoletti”, dove confluiscono le scuole di Pievebovigliana, Muccia e Visso. A Pievetorina ci sono tre edifici scolastici: l’asilo, la scuola elementare e la scuola media. Ci sono, anche se in realtà il termine giusto è “c’erano”. Zio Terry si è ‘masticato’ due edifici che saranno da demolire e ricostruire e ha cercato di mangiarsi anche il terzo che ha resistito un pò di più ma è talmente malconcio che andrà sventrato, rinforzato e ristrutturato completamente. Zio Terry è una poesia scritta dalla maestra Marta Messina di Gubbio, per spiegare ai bambini il terremoto e le sue conseguenze devastanti, atroci e orribili. Il terremoto non guarda in faccia a nessuno, siamo noi uomini a dover difenderci con la prevenzio- ne, con la responsabilità e con il rispetto per la natura. Incominciamo a rispettare l’ambiente e a rispettare le leggi, in questo caso, edilizie; molte catastrofi si sarebbero potute evitare e tante lacrime per i bambini e adulti coinvolti non si sarebbero versate. “UNA SCUOLA PER I RAGAZZI DI PIEVE TORINA” è un percorso che vuole, attraverso la solidarietà di tutti, aiutare a ricostruire le scuole a Pievetorina. I nuovi edifici saranno costruiti in legno adottando le migliori tecniche costruttive ad oggi note. Il legno non piace a zio Terry che è ghiotto di pietra e mattoni, specialmente quando sono stati impiegati male (malta di scadente qualità, spessori non sufficienti, forme irregolari e ristrutturazioni invadenti). Il legno è leggero, flessibile, resistente e caldo; con esso si costruiscono edifici che zio Terry neanche assaggia. Così quando arriva ci fa ballare come alle giostre ma non riesce ad ucciderci e quando se ne va non lascia calcinacci a terra (e neanche segatura!!!). Insieme, con l’aiuto di tutti, Pieve Torina avrà presto nuovamente le sue scuole, cardine principale per la ricostruzione di queste meravigliose comunità di montagna, dove se ti fermi più di un giorno, ti innamori dei luoghi e delle persone. Paolo Bianchi Cristiano Boggi

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L’identità ferita. Ricostruire per le piccole comunità Gli eventi sismici del 24 agosto, del 26 e 30 otto- magine più caratteristica di sé. L’ecosistema dei bre nell’Italia centrale hanno avuto un profondo Monti Sibillini, la storia e la ricchezza culturale di impatto sull’opinione pubblica nazionale, euro- città come Camerino, i borghi più belli come Vis- pea e mondiale. Il numero delle vittime, i luoghi so, San Ginesio, Sarnano, Amandola, Arquata colpiti, la gara di solidarietà, la tempestiva pre- del Tronto, fino alle città più popolose, capoluo- senza e vicinanza alle popolazioni colpite da par- ghi anch’essi feriti, rappresentano quanto di più te delle istituzioni e dei soggetti preposti (pro- suggestivo la nostra regione ha da proporre al tezione civile, vigili del fuoco, forze dell’ordine, resto d’Italia. L’opera di ricostruzione si prefigura esercito, organizzazioni del volontariato), sono immane e impegnativa, ma non per questo irre- stati tutti elementi che hanno attirato l’atten- alizzabile. Siamo la Regione che insieme all’Um- zione dei media e dei cittadini. Ma più di tutto bria ha affrontato la ricostruzione del 1997, con credo sia stata ammirata la dignità e la compo- efficienza e senza scandali, ricostruzione che ha stezza anche nel dolore di chi in pochi secondi fatto sì che a seguito delle scosse di fine Ottobre, ha perso tutto, il frutto delle fatiche di una vita pari per intensità al terremoto dell’Irpinia, non ci ed è stato costretto a fare i conti con l’impreve- fossero vittime. Ricostruire in loco, far rivivere dibile. Il nostro Paese si riscopre per l’ennesima le comunità delle aree interne e dell’Appennino, volta vulnerabile con ritardi accumulati su un adottare tecniche e metodologie che migliorino versante, quello della sicurezza antisismica, che il livello qualitativo delle costruzioni, essere un avrebbe dovuto essere da tempo una delle prio- modello per il resto dell’Italia che dovrà diven- rità dell’azione pubblica e privata. Ciò che dob- tare più sicura, chiamare il tessuto delle nostre biamo tener presente del terremoto è che esso imprese artigiane e un’intera generazione di gio- ha colpito un’area molto vasta delle Marche e vani tecnici a far rinascere una delle parti più complessivamente dell’Ita- belle d’Italia, sono scommesse lia centrale, con danni ri- In gioco c’è l’identità per cui vale la pena di spender- levanti e diffusi. A pagare stessa delle si. Il Consiglio Regionale delle il prezzo più alto sono sta- regioni colpite te comunità piccole, che e in particolare vivono in centri e borghi storici di grande bellezza delle Marche e con un passato di fede e che proprio nella cultura che li ha resi veri e dimensione delle Marche è stato fin da subito al fianco delle popolazioni colpite. Dalle ore immediatamente successive al dramma fino ad oggi e così sarà anche per il futuro. Insieme ai Presidenti propri scrigni di ricchezze piccole comunità dei Consigli Regionali di tutte preziose. Alcuni dati, rife- dei borghi e dei riti soltanto alle Marche, ci centri storici aiutano a capire l’estensione del danno: 122 Comuni delle bellezze colpiti su 236, 87 di essi diffuse e del inseriti nel cosiddetto “cra- paesaggio rurale le Regioni abbiamo promosso una raccolta fondi nazionale. Con i colleghi di Umbria, Lazio, Abruzzo e la Presidente della Camera On. Laura Boldrini abbiamo costituito un tavo- tere”, 63 edifici comunali collinare e montano lo di coordinamento e moni- inagibili, 286 “zone rosse”, toraggio sulla legislazione per 160 scuole inagibili, 998 attività produttive con l’emergenza e la ricostruzione. Il Consiglio Re- danni, di cui 240 stalle, circa 30.000 persone gionale si è riunito, poi, nei giorni 7 settembre costrette a trovare sistemazione nelle strutture e 9 novembre con all’ordine del giorno la que- di accoglienza, in autonoma sistemazione o ne- stione sismica. Infine, abbiamo orientato l’intera gli alberghi messi a disposizione lungo la costa attività del Consiglio e delle Commissioni intorno adriatica. Ciò che è accaduto, le esigenze del a questa priorità, anche con sedute degli orga- soccorso e dell’emergenza, l’opera di ricostru- nismi itineranti nelle località colpite dal sisma e zione, su cui dovremo continuare a tenere acce- con iniziative rivolte agli studenti delle scuole. Si si i riflettori, sono stati da subito percepiti nella apre davanti a noi una fase complessa della vita loro reale entità dal Governo e dal Commissario regionale a cui ogni territorio, ogni comunità, straordinario. La risposta quanto più rapida ed ogni cittadino è chiamato a concorrere, dimo- efficace agli effetti del sisma è divenuta imme- strando sensibilità e volontà concreta di operare diatamente la priorità delle istituzioni territoriali per aiutare una parte essenziale della nostra re- (Regioni, Province e Comuni) e una priorità na- gione. Può essere un’occasione straordinaria per zionale. La stessa Unione Europea ha l’occasione rimetterci tutti in gioco, per far emergere risorse per mostrare un volto diverso da quello troppo ed energie rimaste compresse, anche a causa spesso algido che ormai prevale nella percezio- della crisi economica, e che intorno alle idee di ne delle diverse opinioni pubbliche nazionali. In solidarietà, ricostruzione e di rinascita possono gioco c’è l’identità stessa delle regioni colpite e ritrovarsi, rilanciarsi e costruire una nuova stagio- in particolare delle Marche, che proprio nella di- ne di sviluppo delle Marche. mensione delle piccole comunità, dei borghi e dei centri storici, delle bellezze diffuse e del pa- Antonio Mastrovincenzo esaggio rurale, collinare e montano, hanno l’im- Presidente Assemblea Legislativa delle Marche I sindaci dall’emergenza al post sisma anci marche Gli sconvolgimenti ai quali il nostro territorio è andato incontro negli ultimi mesi con le due gravissime scosse del 24 agosto e del 30 ottobre alle quali sono seguite migliaia di altre scosse che ancora oggi minano la serenità dei cittadini marchigiani e di tutti noi, continueranno per anni a far sentire i loro effetti. Anci Marche, fin dai primi momenti del sisma, si è attivata per la fase di primo soccorso e poi di ricostruzione. Anche per questo abbiamo voluto fortemente la creazione della Commissione Sisma all'interno di Anci Marche che presiedo personalmente e che si riunisce con frequenza per fare il punto sulla situazione e concertare le azioni. Inoltre facciamo parte della La capacità dei marchigiani di tirar fuori anche nel analoga Commissione Istituzionale voluta dal dolore e nella governatore Ceriscioli nella quale siedono i rappresentanti di tutte le parti coinvolte, non solo i sindaci. A questo si aggiunge il contatto costante con il Commissario Errani ed il capo della protezione civile Curcio. Sottolineo che era motivo di vanto per il sistema di devastazione il carattere forte quell'innato senso di ribellione al destino che aiuti marchigiano e per tutti gli attori coinvolti, che dopo il sisma del 24 agosto, in circa 2 mesi si fosse risolta la fase dell'emergenza e si stesse pianificando quella della ricostruzio- ci fa rimboccare le maniche e ripartire ne. La scossa del 30 ottobre ci ha costretto a ripartire di nuovo e le richieste dei Comuni e sei Sindaci sono tante: dalla certezza dei fondi, al personale per i controlli di agibilità, a quello addetto alle pratiche burocratiche, al controllo del territorio. Tantissime le iniziative intraprese ed innumerevoli le riunioni e gli incontri politici ed istituzionali ai quali come Anci Marche siamo stati coin- volti in veste di organizzatori e partecipanti. L'ultima e con un carattere molto simbolico, è quella del scorso 9 dicembre a Loreto, voluta dall'Associazione dei Comuni Marchigiani e dalla Chiesa italiana, ed in particolare la delega- zione pontificia di Loreto, che hanno accolto il desiderio manifestato dalle popolazioni terremotate ed in particolare dei sindaci, di incontrarsi a Loreto per una preghiera di intercessione dedicata proprio a coloro che sono stati colpiti dal sisma. All'iniziativa hanno partecipato oltre 40 sindaci dei comuni terremotati di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, il Commissario Straordinario Vasco Errani ed il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio. Il messaggio di questa iniziativa guarda alla speranza di una nuova rinascita, all'impegno di tutti i soggetti coinvolti perché ciò avvenga, alla fratellanza che ci ha accu- munato nei momenti dell'emergenza e che ci fa stringere ancora nel tempo della ricostruzione dei territori feriti. Anche il tema scelto per la 12a edizione della Giornate delle Marche tenutasi sabato 10 dicembre a Macerata: Le Marche, i tanti volti della dignità, sintetizza la capacità dei marchigiani di tirar fuori, anche nel dolore e nella devastazione, il carattere forte, quell'innato senso di ribellione al destino che ci fa rimboccare le maniche e ripartire. Come marchigiano e come rappresentante delle istituzioni, sento la respon- sabilità di garantire che tutto quello che deve essere fatto per assistere chi ha perso la casa o il lavoro, è stato stato fatto e continuerà ad essere fatto. Nessuno si deve sentire abbandonato. Maurizio Mangialardi Presidente ANCI Marche DICEMBRE2016

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forNext Per suggerimenti, idee, interventi scrivere a: m.bischi@boxmarche.it Informativa breve ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. n. 196/2003. Per inviarVi Next la BoxMarche, dispone del vostro nome, indirizzo, eventuale ruolo aziendale. I Vostri dati sono trattati con procedure idonee a garantirne la sicurezza e la riservatezza. L’invio rivista avviene tramite FLAMINI TIPO-LITO di Ancona. Nel caso in cui non vogliate più ricevere la rivista siete pregati di comunicarlo alla Box Marche S.p.A. L’informativa completa si trova sul sito www.boxmarche.it o rivolgendosi alla Box Marche S.p.A e-mail:info@boxmarche.it, tel.071797891. NOI PARTECIPIAMO IL PROGETTO ‘SUCCISA VIRESCIT’ UNA SCUOLA PER I RAGAZZI DI PIEVE TORINA facciamo insieme la nuova scuola primaria e secondaria di primo grado di Pieve Torina colpita dal terremoto, una casa sicura per i ragazzi che vogliono tornare a crescere e studiare nel loro paese. per donazioni e contributi erogazione liberale a favore di: Associazione Centro di Solidarietà Marche Sud Onlus C.F. 9002910445 Causale: UNA SCUOLA PER PIEVE TORINA IBAN: IT36L0335901600100000076164 Partecipare alla rinascita nel segno della responsabilità e della trasparenza Succisa Virescit Recisa alla base, torna a ricrescere Le parole che ornano lo stemma dell’abbazia di Montecassino una quercia tagliata al piede, dal cui ceppo rinascono rami nuovi, vanno a significare tutto ciò che dopo la distruzione trova in sé la forza di tornare a nuova vita. È incredibile e paradossale constatare come la storia dell’abbazia di Montecassino assomigli a quella dei paesi e villaggi delle nostre Marche colpite dal recente terremoto. C’è sempre un perché nel fare le cose, c’è sempre un motivo, una convinzione, un sentimento, un interesse che spinge ad agire. La constatazione di un evento di così rara gravità che fa soffrire la popolazione di un territorio a noi vicino, ci ha fatto prendere la decisione di “fare qualcosa” per alleviare le sofferenze di questa Gente. Siamo convinti che questa presa di coscienza sia una questione che riguarda tutti e che con la partecipazione di tutti si possa tornare a far ricrescere le Marche. Crediamo nell’Impresa come una organizzazione di persone e mezzi per costruire Valore attraverso i Valori. L’Azienda è un’Identità narrativa, racconta e vive una storia, costruisce il proprio sé, ha un’Anima, respira attraverso i valori condivisi delle persone; si relaziona con il contesto in cui si trova, in una parola l’Impresa ha una Responsabilità; deve rispettare e farsi carico delle aspettative altrui. “In ogni iniziativa industriale non c’è valore del successo economico se non c’è anche l’impegno nel progresso so- ciale del territorio” (cfr Aristide Merloni). È da queste convinzioni e con queste motivazioni che nasce il progetto Succisa Virescit per la scuola di Pieve Torina: poter dare il nostro contributo alla rinascita mettendo a disposizione oltre ai mezzi, le risorse e le relazioni, la nostra esperienza nella gestione di una Azienda, con trasparenza, competenza e responsabilità operativa. Tutto questo dobbiamo farlo insieme, poiché solo con l’unione di tante forze riusciremo a vincere questa grande sfida per far si che, NON CI SARÀ MAI NOTTE COSÌ LUNGA DA IMPEDIRE AL NUOVO SOLE DI SORGERE. Tonino Dominici grazie! Al progetto ‘SUCCISA VIRESCIT. UNA SCUOLA PER I RAGAZZI DI PIEVE TORINA’ hanno già generosamente contribuito Accademia della Tacchinella z Comune di Corinaldo z Comune di Senigallia z Tonino Dominici z Sandro Paradisi z Giuliano De Minicis z Giovanni Tesei z Paolo Bianchi z SIT Group z BCC Corinaldo z Bucci Autolinee z Ethica Creazioni z Arti Grafiche De Robertis z Gifasp Assografici z Associazione Centro di Solidarietà Marche Sud Onlus z Associazione Pozzo della Polenta z Associazione Visiva z Associazione AISIWH Onlus z Gabriele Moroni z Alberto Polonara z Giannetto Magrini z Silvio Pasquini z Mezzometro La solidarietà è una bella impresa Italiani: popolo di Santi, poeti e navigatori; preferisco questa definizione allo ste- reotipo “pizza, mafia e mandolino” anche perché: chi suona più il mandolino? Nonostante i tanti difetti che abbiamo, il valore della solidarietà fa parte della nostra natura. Puntualmente quando si verifica una calamità, come purtroppo quella del terremoto, riusciamo ad esprimere il meglio di noi stessi attraverso le tante azioni fatte a sostegno delle popolazioni terremotate. Superato, però, il primo momento di commozione, diventa “un’impresa” riuscire a mantenere viva l’atten- zione. Il rischio è che tutto cada nel dimenticatoio come successo a L’Aquila. Ognuno di noi ha giuste motivazioni che lo portano a dire “deve pensarci lo stato”, io ho già tanti problemi con il mio lavoro… Se però pensiamo di essere “impresa”, Simone Terzani ci ricorda: “L’impresa non può essere considerata uni- camente un insieme di fattori finalizzati all’ottenimento di risultati di natura economica, ma va anche vista alla luce del ruolo e del compito che svolge nella società”. Pur condividendo questo pensiero, ci accorgiamo subito che le nostre piccole dimensioni non ci permettono di partecipare a progetti importanti. Certo mettendo insieme più aziende potremmo fare meglio e di più, ma per natura l’imprenditore è individualista e ha difficoltà di aggregazione. Con l’Accademia della Tacchinella siamo riusciti in una “bella impresa”: mettere insieme dieci aziende per il restauro di una pala d’altare del Perugino. Evento eccezionale, perché fino ad oggi conoscevamo il mecenatismo, cosa molto diversa, e tra l’altro, quando abbiamo realizzato questo progetto, non esisteva l’art bonus: c’era soltanto un sogno che abbiamo condiviso superando anche i localismi. Oggi abbiamo la possibilità di sognare ancora. Alessandro Gentilucci è il sindaco di Pieve To- rina, un comune del Maceratese devastato dal terremoto, 1500 abitanti di cui solo 500 rimasti nel paese. L’abbiamo ascoltato e quello che abbiamo percepito è la for- te determinazione nel voler riportare le persone sfollate nelle proprie case. Ma per riuscirci serve ricreare le strutture fondamentali, in primis asili e scuole. È bastato guardarci per convenire che dobbiamo fare qualcosa: una “bella impresa” che serve anche a far più bella la “nostra impresa”. “SUCCI- SA VIRESCIT” questo è il motto attorno al quale vorremmo aggre- gare quante più persone possibili che, attraverso la loro solidarie- tà, rendano possibile la riuscita di questa “bella impresa”. Sandro Paradisi con il patrocinio di CCOOMRUINNAELdDiO spettacolo promosso da con il patrocinio di CCOORMINUANLEDdOi spettacolo promosso da con il contributo di LOAArDBlgPliROeariCaeesRnBonttgiAFtrizoimeoTBoazfirFOoaroeCReaRrRztniIoBrtisSgTIatoeoIbOeoTtaliPnaeesSÀllAAesrfreCirlitiaclFotoornvgoSnneoUsoieCaoRnanTMonnGDlEiIEBUcPenoaNtJiRoaAarREaueAaCRuSAnRsgClsOTAeIlgsdioaeOLiePiji’ALbtapEmlAUeNeRepClISTriremAClGitAinIaoILaaMRnAvROoCSiMIvMOPOMaIERNCEAPSNTEDNaITLAVDtIAACrOiKCzZiHHoZAIINSYAIEUTDELLI INVITO 1S7TaCeDbaOitacRrtoeIoNmGoAobrlLderDoe1nO72i 016dpi‘eSudrpneUsralpopCipeumaCrtteotoaIsagSsreceesAototltleaooVarrraIdfieRacimivrnEseoovoSsriltCtcieadoitItaToar’ideetàlle Marche PIBleRFrBaCFosiBraCgooisRPteonDosanieAoOianrrrLiiargtlrloltegrAloaneieoigaegaloCBotasliJDtdRfROIoAntoToMui’aoRoirmrTnAzGlbentaAbÀizneeeljiTiseSaamuernaFOSszttrstUleoSiRitiaeoCloemfTovIRAavnOaspUiGanIeiRciMtpPRvloAIeeEigIREAeaaSnPRBrSeSOniiAOCLnEPCcnIoMeROoAENSaarTLNMMtEIaDOCArAlTiVAeLINOzCTAUAINiRPoEICKDNECLSHROIAAATAZCAUYZCEDIHTEILNLII iindl‘pgeSrdieivrniUcerofuaCoslanvusiCeatupootIptaoSar€aeerAèlsev1epeiVnl5rnattodIeegRrirrtiercaEaetrmSttmeeoCselo.cdnIt3Tiitat3es’at8oo6ldi2de3al0rl0eie7Mt8àarche Auguri per un Natale di autentica solidarietà La gente di Boxmarche

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