L'Alpino Pavese n° 3/2016

 

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L’Alpino Pavese Anno 31 dicembre 2016 n°3 NOTIZIARIO . . .Sped. in a.p. 70% Pavia Periodico in distribuzione gratuita dell’A.N.A. Sezione di Pavia Centro Operativo di Volontariato Alpino Gdelil APuregsuidrienteCariAlpini eAmici, Nuovo impegno e nuovo percorso Sono stati mesi densi di impegni per la redazione, ma molto gratificanti per il siamo oramai prossimi alle festività di riconoscimento da più parti pervenuto fine anno e quindi è tempo di bilanci e di per la qualità del lavoro compiuto. Non auguri. Prima però dobbiamo rivolgere un ci adagiamo su questo primo risultato. pensiero a tutti i nostri amici che sono an- Molto di più si può fare e questo sarà dati avanti e che purtroppo, specialmente possibile con sostegno e la collaborazio- in questi ultimi tempi, sono stati veramen- ne dei Gruppi e dei singoli alpini. te tanti. L’anno che sta per concludersi è Presente a 23 occasioni d’incontro, tra stato come sempre denso di attività, ma i feste di Gruppo sezionali e di Raggruppa- segni di stanchezza si fanno sempre più mento, ho potuto attingere a conoscenze, evidenti, stanchezza che si manifesta so- idee, persone che sono il patrimonio della prattutto con la ritrosia a partecipare alla Sezione e a cui spero di dare un’ampia vita associativa, ma anche con l’aumento espressione nel rendere sempre più delle difficoltà nei rapporti interpersonali interessante L’Alpino pavese. e tutto questo non va bene. Ricordiamoci Soprattutto la conoscenza delle persone, che godiamo di un grande patrimonio di degli alpini, le loro storie passate e pre- stima e di rispetto e che si parla spesso senti, ha arricchito e stimolato l’impegno. di valori e di ideali, facciamo in modo di Questa conoscenza mi ha reso particolar- non dimenticarlo. mente partecipe, nell’intimo, alla perdita Il momento di difficoltà generale che per i familiari, amici, i Gruppi degli “andati stiamo attraversando è fin troppo noto a avanti”. Sono ben quattordici quelli di cui tutti per parlarne, dobbiamo impegnarci si ha notizia e che ricordiamo in questo tutti, nei limiti delle nostre capacità, delle numero del nostro giornale. La loro nostre possibilità e delle nostre respon- testimonianza e la loro dipartita ci faccia sabilità per superarlo, solo così facendo riflettere sulla necessità del nostro impe- saremo veramente “degni delle glorie dei gno come alpini per aprire le generazioni nostri avi”. più giovani a quei valori in cui crediamo Concludo augurando ai soci della Se- e sono necessari per la sopravvivenza zione, a tutti gli Alpini, in armi e non, e ai dell’umanità. loro famigliari un sereno Natale. La prossimità delle festività del Natale e A chi per un motivo qualsiasi, morale o del Capodanno siano per noi tutti, come materiale, sta soffrendo, di ritrovare al più persone e alpini, occasione di un rinato presto la serenità e che l’anno nuovo pos- spirito d’impegno e l’inizio di un nuovo sa essere per tutti ricco di soddisfazioni. percorso. IL PRESIDENTE Buone Feste!CarloGatti Sergio Guida Lettera ad Antonio Caro Antonio, ho partecipato all’ultima Assemblea sezionale e di conseguenza al tuo commiato da Direttore del nostro giornale sezionale e devo dirti, sinceramente, che un po’ di “magone” mi è venuto. Lo sapevo già, ma il sentirtelo dire è stato diverso. Io non posso che ringraziarti per l’aiuto che mi hai dato nello stimolarmi a fare quei quattro scritti. È giusto che la responsabilità legale della testata passi a chi di fatto ne cura la pubblicazione. Naturalmente, da Direttore Emerito, credo, penso, spero e ne sono sicuro che continuerai ad essere punto di riferimento per l’èquipe che redigerà il giornale L’Alpino pavese con i tuoi consigli, magari con qualche tuo editoriale o con qualsiasi altro aiuto tu voglia offrire ai futuri collaboratori. Il tuo grande impegno, la tenacia, la passione che hanno contraddistinto questo tuo servizio è stato molto importante per il nostro sodalizio. Penso che tutti siano consapevoli che ci verrà a mancare un bravo Direttore ma che MAI ci verrà a mancare un GRANDE AMICO. Grazie Antonio. Gino Mognaschi SOMMARIO Raduno sezionale a Mede Raduno del 2° Raggruppamento Notizie dal Centro Studi Notizie dal coro Angolo dello sport Notizie dalla Protezione civile Notizie dai Gruppi Agosto 1916: la presa di Gorizia La leva, un’opportunità anche contro i disastri Il fiume Po nel Pavese Andati avanti pag.2 pag.3 pag.4 pag.5 pag.5 pag.6-7 pag.8/11 pag.12 pag.13 pag.14 pag.15 Gli auguri di Padre Roda pag.16 Abbeverata Muli pag. 16

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Raduno Sezionale a Mede Lomellina Il 2 ottobre u.s. la Sezione si è riunita a Mede Lomellina per il tradizionale Raduno annuale, che quest’anno era dedicato alla memoria di tre personaggi che con le loro opere e il loro comportamento hanno onorato il Corpo degli Alpini e l’Italia: Don Carlo Gnocchi, il Ten. Teresio Olivelli, il Gen. Franco Magnani. Il Gruppo di Mede si è attivato con grande impegno per organizzare al meglio la manifestazione e bisogna riconoscere che il risultato ha premiato il lavoro. La presenza di numerosi Sindaci, delle rappresentanze di altre Associazioni e di altre Sezioni (quindici, compresa quella Abruzzese), ospiti illustri come il Gen. Luigi Morena e Luigi Magnani (figlio di Franco), la Signora Presidente del Tribunale di Pavia, hanno arricchito la giornata che si è svolta con l’attenta regia del Gen. Abbiati. Numerose sono state anche le manifestazioni collaterali che nei giorni precedenti hanno fatto da cornice all’evento principale. Molto interessanti le mostre allestite con materiali provenienti dal Museo delle TT.AA. di Trento e dalla Brigata Taurinense. Un convegno ha visto i relatori illustrare, alla presenza di un numeroso pubblico, la vita e le opere dei tre personaggi a cui era dedicato il Raduno. Raduno del 2° Raggruppamento a Desenzano del Garda Nei giorni 15 e 16 ottobre u.s., si è svolto a Desenzano il Raduno del 2° Raggruppamento che riunisce gli Alpini della Lombardia e dell’Emilia Romagna. Organizzato in modo impeccabile dalla Sezione di Salò, il Raduno ha goduto di una splendida giornata di sole che, unita alla bellezza paesaggistica del posto, ha certamente reso piacevole il soggiorno ai numerosi partecipanti (si è parlato di circa 15mila presenze). La partecipazione della nostra Sezione non è stata, come purtroppo avviene di frequente, particolarmente esaltante, mancavano un buon numero di gagliardetti, undici per la precisione, e in tutto eravamo un centinaio; decisamente pochi anche per una Sezione non certamente grande come la nostra. È un argomento, quello della partecipazione, di cui si è parlato spesso, i risultati non sono certo incoraggianti, ma continueremo a insistere per chiedere ai soci la loro presenza almeno nelle occasioni più importanti. Sabato 15 oltre alle cerimonie previste, c’è stata la riunione dei Presidenti del Raggruppamento, presenti il Vice Presidente Nazionale Luigi Cailotto e diversi Consiglieri Nazionali appartenenti anche ad altri raggruppamenti. Vari gli argomenti trattati, dagli amici/aggregati, alle candidature per le sedi delle manifestazioni nazionali, alle modalità per l’elezione delle cariche nazionali, alla purtroppo sempre spinosa questione di Costalovara. L’Alpino Pavese 3-2016 Da ricordare anche l’omaggio alla tomba del Gen. Magnani reso sabato pomeriggio da autorità e rappresentanze sezionali. Il successo organizzativo indubbiamente c’è stato, anche nella preparazione del rancio. La partecipazione degli Alpini è stata buona, ma non esaltante. Evidentemente bisogna prendere atto di una situazione che difficilmente cambierà. Comunque è sempre piacevole incontrare tanti amici, vedere Alpini che affrontano lunghi viaggi per presenziare a manifestazioni, che il ricordo di chi con la propria azione e testimonianza ha esaltato la nostra storia è sempre viva. È nostro compito fare in modo che continui ad esserlo. Carlo Gatti 2 Per quanto riguarda la sede del raduno di raggruppamento, attualmente è previsto che si tenga tre anni in Lombardia e uno in Emilia-Romagna. Su proposta del Presidente della Sezione BologneseRomagnola, si è deciso che se l’Adunata Nazionale viene affidata ad una Sezione di una delle due regioni, il raduno di Raggruppamento si tenga nell’altra, anche se il calendario prevederebbe diversamente. La riunione si è conclusa con l’arrivederci al Raduno del prossimo anno in quel di Salsomaggiore Terme sezione di Parma. Carlo Gatti 3 L’Alpino Pavese 3-2016

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Notizie dal Centro Studi Domenica 6 novembre, ore 16,30. La chiesetta di Santa Maria in Gualtieri, in Piazza della Vittoria a Pavia è stracolma di spettatori. Sono rimasti solo posti in piedi. Si attende la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Non sono un eroe” di Claudio Villani, con la partecipazione del nostro coro Italo Timallo, la voce solista di Francesca De Mori e gli arrangiamenti musicali di Carlo Riboni. Sono quattro racconti suggestivi che ricordano, nella celebrazione del quattro novembre, alcuni fatti d’arme di cui non si deve perdere la memoria. Non sono soltanto racconti alpini ma idealmente abbracciano tutte le Forze Armate. E’ stata una scelta pensata e condivisa quella di rendere omaggio non solo ai nostri caduti ma anche a quelli di tutti gli altri corpi militari. Si inizia con la struggente lettura della lettera/testamento del tenente Ferrero, si continua col narrare una guerra particolare, nelle trincee del Carso: quella di un fante d’eccezione: Giuseppe Ungaretti. Le sue poesie ci portano lontano a ricercare uno spiraglio di vita oltre quelli scenari di morte … “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. La seconda parte dello spettacolo inizia con la narrazione dell’eroismo di un carabiniere di cui è in corso la causa di beatificazione: Salvo d’Acquisto. È poi la volta di un marinaio … che sapeva di pane, poiché il suo lavoro era proprio quello di fare il panettiere a Zeccone, e della sua rinascita dal tragico naufragio della motonave Scirocco. Ugo, infine, reduce dalla sacca di Nikolajewka, racconta il suo miracoloso ritorno alla vita per merito di due angeli: uno il cavallo a cui si è aggrappato in una folle corsa verso la salvezza e l’altro il “cappellano” degli Alpini don Carlo Gnocchi che benediceva anche i corpi dei caduti nemici perché… ”qui non ci sono amici e nemici ma solo figli di Dio”. La calda voce di Francesca De Mori è stata la colonna sonora di tutte le scene ed il nostro coro Italo Timallo ci ha offerto la suggestione delle cante alpine per rafforzare col canto le parole recitate da Claudio Villani. Alla fine l’inno di Mameli, cantato dal coro ed anche da tutto il pubblico in un’apoteosi finale di un bellissimo pomeriggio di ricordi e commozione. Per inciso, durante le prove prima dello spettacolo la Fanfara dei Bersaglieri, dinnanzi alla chiesa ha intonato l’inno di Mameli ed il nostro coro, all’interno della chiesa lo ha cantato unendo così idealmente Alpini e Bersaglieri in un unico fraterno abbraccio di libertà. Viva l’Italia! Giacomo Casarino Notizie dal Coro Quest’anno a Mede è grande festa: vengono ricordati il 60° anniversario dalla consegna della medaglia d’oro al generale Franco Magnani, il 60° anniversario dalla scomparsa del beato don Carlo Gnocchi e il 100° anniversario dalla nascita di Teresio Olivelli. I festeggiamenti e le commemorazioni si svolgono nell’arco di ben otto giorni, con grande sforzo organizzativo da parte della sezione di Pavia e, in particolare, del gruppo alpino di Mede. Anche il coro partecipa ed è protagonista, unitamente alla corale San Marziano, del concerto d’apertura che viene tenuto nella Chiesa parrocchiale della città. Viene sentito dal coro come il momento della celebrazione dell’orgoglio e della fierezza alpina, ma anche dell’umiltà e della tenacia, che questi tre splendidi uomini così bene rappresentano. Poniamo particolare attenzione ai brani da eseguire: perché vogliamo che, semplicemente, rappresentino i valori alpini in cui loro hanno creduto e crediamo, con un particolare riguardo ai canti sulla campagna di Russia, che tanto segnò e fece grande il generale Magnani. Per questo all’apertura cantiamo “sul cappello”: un simbolo dell’essere alpini, continuando con “Joska la rossa” fino agli echi de “le voci di Nikolajewka”, canzoni evocative della campagna di Russia, per chiudere con “trentatre”: il nostro inno. Un pubblico attento e numeroso ci applaude calorosamente ed è per noi ricompensa e segno di apprezzamento per la scelta dei canti. Ora dobbiamo pensare al 2 ottobre ed alla Messa. Accompagneremo la celebra- zione e pensiamo di proporre un insieme di canti religiosi e canti alpini: una fusione che coniughi armonicamente la liturgia con le peculiarità alpine. Non siamo soli a cantare: concordiamo la scaletta dei canti con un gruppo vocale che propone cante tradizionali in stile pop. Ne scaturisce un simpatico arricchimento, poi, in chiusura, “stelutis alpinis”: il canto amatissimo dal Beato don Carlo Gnocchi. E’ l’ora del “rompete le righe” e ci aspetta – final- mente - il rancio alpino generosamente offerto dal gruppo di Mede. Come al solito cantiamo e brindiamo: un susse- guirsi di brindisi e canti in allegria e non posso fare a meno di pensare: . Intanto viene intonato “Ta-pum” e tutti pensiamo a Delio. Tenente alpino Adelio Tacconi, indimenticabile basso, andato avanti. Un’ombra malinconica, il caffè e via, la giornata è finita. Pensiamo al prossimo impegno. Ercole Aneomanti Angolo dello sport UN ANNO DI SPORT ALPINO! Prima di predisporre queste poche righe di relazione dell’attività sportiva svolta nel corrente anno 2016, voglio sottolineare una interessante novità che possiamo vedere nel Calendario ANA per l’anno 2017: è stato reso ufficialmente definitivo il “Campionato ANA di Mountain Bike”. Questo mi porta a sollecitare tutti gli amici alpini (e sono tanti….) che si dilettano ad andare in bicicletta e fanno svariati chilometri con questo bellissimo strumento: non abbiate timore a contattarmi e vediamo di portare un’altra specialità nel novero di quelle praticate nel Gruppo Sportivo Sezionale. Per quanto riguarda ora l’attività dell’anno 2016, possiamo valutarla in modo abbastanza positivo. L’exploit delle “Alpiniadi Invernali di Bormio” ad inizio anno faceva prevedere una annata sportiva in netto crescendo, ma poi le dolenti note nel settore Corsa e marcia di Regolarità hanno fatto diminuire un poco l’entusiasmo e la brillantezza delle prestazioni. A salvare positivamente l’annata sportiva, è arrivato il campionato di Tiro a Segno di Como, dove abbiamo potuto registrare una buona partecipazione e per la prima volta anche una squadra di “aggregati” che ha ben figurato sia nella classifica individuale che in quella a squadre, per la specialità carabina libera a terra. Ho già detto della nuova specialità presente nel tabellone del Campionati ANA, ma quello che più mi preme è la volontà di riprendere la partecipazione ai Campionati di Corsa nelle varie discipline: gli atleti disponibili sono tanti e speriamo che non ci siano le solite concomitanze di impegni lavorativi a guastare la festa! Ringrazio tutti gli atleti che hanno preso parte alle nostre manifestazioni e, nell’augurare i migliori auguri per le prossime festività, dò appuntamento al mese di febbraio 2017 per lo sci di fondo. Arrivederci a tutti. Aurelio L’Alpino Pavese 3-2016 4 5 L’Alpino Pavese 3-2016

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Notizie dalla protezione civile: Il terremoto di magnitudo 6.00 in centro Italia In data 5 settembre 2016 il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale invita una delegazione della Protezione Civile ANA Nazionale a recarsi sui luoghi del sisma che il 24 agosto 2016 ha colpito una parte di territorio dell’Italia Centrale, in particolare l’invito prevedeva un sopralluogo nel Comune di Arquata del Tronto (AP) per valutare la possibilità di montare delle tensostrutture atte allo scopo di far iniziare nei tempi stabiliti l’anno scolastico 2016, perché l’edificio esistente è stato danneggiato dal sisma e pertanto inagibile. L’amministrazione comunale ci ha fatto capire che l’apertura delle scuole in loco era di fondamentale importanza per la futura ricostruzione, e il trattenimento in loco delle famiglie. Verificato che l’unica area idonea allo scopo era già occupata dalle strutture dei Vigili del Fuoco che, per liberarla avrebbero dovuto trovare altra collocazione (di difficile reperimento) comunque dagli stessi ci veniva assicurato che l’area sarebbe stata liberata e pronta al montaggio delle strutture nella mattinata di domenica 11 settembre. Purtroppo l’area di competenza è stata resa idonea al montaggio delle tensostrutture solamente nella tarda serata (ore 21) di lunedì 12 settembre, i 34 volontari della Protezione Civile degli Alpini provenienti da sezioni del 2° 3° e 4° raggruppamento (tra questi 3 volontari erano della Sezione ANA di Pavia), hanno iniziato il montaggio delle strutture lavorando fino alle ore 2 di martedì 13 settembre, l’insolito trambusto provocato dalle attività dei volontari ha contagiato la curiosità degli abitanti del vicino campo di accoglienza, molti dei quali si sono soffermati a curiosare e chiedere spiegazioni fino a tarda ora. La giornata di martedì 13 ha visto i volontari impegnati al montaggio delle strutture per tutto il giorno, aspettando altri materiali che doveva fornire il dipartimento della Protezione Civile Nazionale, nel pomeriggio abbiamo avuto la visita della Preside (dirigente scolastico) e di alcune insegnanti, che vedendo il cantiere ancora indietro con i lavori erano molto preoccupate, tanto da chiedere se secondo noi gli alunni giovedì 15 settembre avrebbero potuto entrare nelle classi di competenza e iniziare l’anno scolastico. Rassicurate ma non convinte hanno chiesto a che ora sarebbero potute ritornare il giorno dopo per addobbare le classi all’interno delle tende. Puntualmente mercoledì pomeriggio all’ora stabilita sono ritornate le stesse insegnati accompagnate da altre loro colleghe, la preoccupazione del giorno prima nei loro volti non esisteva più vedendo che i Volontari Alpini lavorando anche durante le ore notturne avevano costruito due grandi tensostrutture dove all’interno di ognuna di esse erano state montate delle altre tende (10 in totale) ognuna di queste fungeva da aula scolastica ed erano già posizionati i banchi e le sedie. La vista di queste insolite aule come per incanto ha fatto tornare il sorriso sui volti delle insegnanti che subito si sono messe all’opera per posizionare in ognuna delle classi quaderni, zainetti e quanto altro sarebbe servito per l’inizio dell’anno scolastico la mattina successiva. Naturalmente noi volontari sapevamo che molte altre cose dovevano essere terminate: il tunnel di congiunzione tra le due grandi tensostrutture, i camminamenti sicuri all’esterno delle aule e delle stesse tensostrutture, l’illuminazione interna ed esterna, il posizionamento e l’allaccio dei moduli adibiti a servizi igienici, i generatori di aria calda e tante altre cose. Comunque il tutto, grazie al grandissimo impegno dei Volontari è stato terminato entro la mezzanotte di mercoledì 14 settembre. La mattina di giovedì 15 settembre alle ore 7,30 all’interno delle tensostrutture era un allegro vociare di ragazzi i quali non hanno aspettato l’apertura delle tende/classi, tutti tranne la prima elementare e l’aula dell’infanzia, aiutati dai cartelli esterne alle tende indicanti la classe di competenza erano all’interno delle aule, ognuno dei ragazzi si era già scelto il proprio posto a sedere, e ufficialmente è iniziato l’anno scolastico. Alle ore 10,30 alla presenza delle autorità locali provinciali e regionali all’esterno delle tensostrutture si è dato inizio alla cerimonia d’inaugurazione ufficiale delle scuole, i volontari già schierati davanti al palo per l’alza bandiera, hanno dovuto arretrare per far posto agli alunni che uscivano dalle aule e convogliavano fuori dalle tensostrutture per partecipare alla cerimonia di inaugurazione. Bellissimo il colpo d’occhio, ma soprattutto emozionante quando durante l’alza bandiera i volontari schierati davanti a loro tutti i ragazzi delle scuole che abilmente preparati dal professore di musica hanno suonato e cantato insieme ai Volontari Alpini l’inno di Mameli, mentre la bandiera saliva lentamente. Prima che la cerimonia terminasse, noi Volontari Alpini abbiamo voluto donare alla Preside, affinché sia di buon auspicio e far si che Arquata del Tronto torni a volare in alto, il simbolo degli Alpini, un’Aquila in metallo opera di un Volontario Alpino che ha partecipato L’Alpino Pavese 3-2016 6 ai lavori per l’apertura dell’anno scolastico. La Preside ha garantito che la nostra Aquila troverà sempre posto sopra una delle torri del castello in miniatura (simbolo di Arquata del Tronto) recuperato con l’aiuto degli Alpini nel corridoio delle scuole distrutte che, con l’aiuto degli Alpini è stato posto all’interno delle tensostrutture. Il pomeriggio di giovedì 15 settembre è coinciso con il rientro di tutti i volontari che hanno partecipato alla costruzione delle tensostrutture, tutti stanchissimi ma soddisfatti per essere riusciti ha completare un intervento che alla luce del poco tempo a disposizione sembrava impossibile. Dal giorno 8 ottobre 2016 i Volontari dell’Associazione Nazionale Alpini sono tornati ancora ad Arquata del Tronto per partecipare alla costruzione di moduli prefabbricati e consentire il trasferimento delle scuole in luogo più idoneo a superare l’inverno. Longo Michele Segretario Nazionale della Protezione Civile A.N.A. La testimonianza Venerdì 4 novembre, Passarella Antonio, Poggi Massimo ed io, assieme a due volontari della Sezione di Varese, chiamati dal Segretario Nazionale Michele Longo, siamo partiti per le Marche, destinazione Arquata del Tronto, uno dei paesi più colpiti dal terremoto, per dare il cambio ai volontari già presenti che stavano ultimando le opere di costruzione della scuola primaria di Borgo di Arquata. Abbiamo collaborato con le maestranze presenti alla realizzazione del marciapiede in blocchetti autobloccanti, all’istallazione dei pluviali di scarico ed alla posa in opera della recinzione perimetrale dell’edificio. I lavori sono stati purtroppo ostacolati dalle cattive condizioni climatiche, sia per la continua pioggia che per un fortissimo vento che, nella stessa giornata ha colpito Roma, ci ha scoperchiato le tende del campo base. Questa struttura scolastica, finanziata interamente dall’A.N.A, la ritengo un’opera importante in un contesto devastato già dal primo sisma del 24 agosto e poi ancora di più da quelli successivi poiché, insieme alle casette che saranno posizionate agli inizi del prossimo anno, permetterà il rientro delle famiglie nel proprio, bellissimo borgo oggi vissuto solo dai Vigili del Fuoco, Protezione Civile e militari. Anche il nostro Coordinatore del 2° Raggruppamento, Ettore Avietti, ha prestato la sua opera, sin dai primi momenti dell’ evento sismico, nel coordinare e gestire le varie attività che si sono rese necessarie. Un doveroso grazie a tutti coloro che dalla Sede sezionale o sul posto hanno collaborato per la realizzazione di questa struttura. Il coordinatore della Protezione Civile A.N.A. Gianni Varesi 7 L’Alpino Pavese 3-2016

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Notizie dai Gruppi Dorno Gran festa a Dorno con la presenza, oltre a una dozzina di gruppi di Pavia, di altri gruppi alpini di Cavaion Veronese, Chiari e Molinetto (BS), Vigevano Sezione di Milano. Hanno partecipato alla manifestazione il sindaco signora Maria Rosa Chiesa con alcuni assessori, che hanno testimoniato i forti rapporti tra Amministrazione e alpini. A conclusione, dopo un lauto rancio allietato dalla banda musicale di Fontanelle (BS), il Gruppo ha donato alla Protezione civile un generatore di corrente. Autorità e gruppi hanno ricevuto in dono, a ringraziamento per la loro presenza, prodotti del territorio pavese. L’Alpino Pavese 3-2016 8 Gropello Cairoli In occasione del 45° Anniversario della fondazione del Gruppo, la Sindaca di Gropello Signora Chiara Rocca ha sottolineato nel suo discorso i fattivi rapporti di collaborazione che da anni intercorrono tra l’amministrazione comunale e gli alpini. Ospite dell’incontro, dedicato al ricordo degli alpini lomellini “andati avanti”, è stato Teodoro Gallego Lopez dell’Associazione Sottufficiali Riservisti Spagnoli che da anni, dopo l’Adunata di Trieste, è sempre presente alle manifestazioni del Gruppo. Teodoro Gallego Lopez ha consegnato al capogruppo Luigi Moroni la medaglia di bronzo donata dal Presidente di Asore (Associacion de Suboficiales Reservistas de Espagna). È la prima volta che questa decorazione viene concessa ad un Gruppo di alpini. È stato un grande onore per il Gruppo e la Sezione. Godiasco Torre del Mangano Il giorno 19 ottobre, l’alpino Aristide Ferrari del Gruppo di Godiasco ha festeggiato i suoi 100 anni, circondato dall’affetto dei suoi alpini. Fraterno incontro tra gli alpini del gruppo Torre del Man- gano e quello di Songovazzo (BG) con i loro ospiti della sezione del SudAfrica. L’occasione è stata una loro visita con due pullman, dopo l’Adunata di Asti, alla Certosa di Pavia. L’incontro si è concluso simpaticamente trascorrendo qualche ora insieme in osteria scambiandosi i gagliardetti. 9 L’Alpino Pavese 3-2016

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Certosa Piani di Lesima Rivanazzano Sannazzaro L’Alpino Pavese 3-2016 10 11 L’Alpino Pavese 3-2016

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Agosto 1916: la presa di Gorizia Alla fine del mese di giugno del 1916 era terminata l’offensiva austriaca denominata “Strafexpedition”, condotta su un fronte che andava dal Trentino al Bellunese e che aveva portato a marginali guadagni territoriali da parte dell’esercito imperiale, guadagni parzialmente annullati da una serie di riuscite controffensive italiane condotte nel successivo mese di luglio. I Comandi austroungarici erano peraltro certi che l’esercito italiano avrebbe tentato un’operazione di larga portata proprio in questo settore e pertanto vi mantenevano il grosso delle loro truppe. Lo Stato Maggiore italiano aveva rilevato questa disposizione strategica degli austroungarici ed aveva pertanto deciso di optare per un’offensiva in un diverso teatro bellico. La scelta era caduta sul fronte dell’Isonzo e l’obbiettivo era quello della conquista di Gorizia. La scelta era stata determinata da varie motivazioni. In primo luogo Gorizia, pur priva di una grande importanza strategia, era nondimeno una città simbolo e la sua conquista avrebbe avuto un grande valore morale. Inoltre una vittoria avrebbe risollevato il morale delle truppe schierate sul fronte dell’Isonzo. Gli attacchi frontali della fanteria a posizioni robustamente difese avevano infatti provocato perdite spaventose tra le file italiane e questo aveva suscitato un diffuso sentimento di ribellione dei soldati verso una tattica di guerra così incurante delle loro vite. Questo sentimento è testimoniato dai canti di trincea diffusi in quella zona come “Fuoco e mitragliatrici” ( O Monte San Michele, bagnato di sangue italiano, tentato più volte ma invano Gorizia pigliar..) o “Gorizia” (Gorizia tu sei maledetta per ogni cuore che sente coscienza...). Infine i Comandi Italiani volevano vendicare degli episodi di inaudita crudeltà avvenuti su questo fronte: il 29 giugno infatti l’esercito austroungarico aveva bombardato le posizioni italiane sul San Michele con i gas asfissianti uccidendo molte centinaia di militari ed in più alcuni dei feriti in quell’attacco erano stati barbaramente trucidati da soldati ungheresi e bosniaci. Per rappresaglia, in molti casi, nelle settimane successive, i reparti italiani, avevano passato per le armi i nemici che cadevano nelle loro mani. L’offensiva iniziò all’alba del 6 agosto. Gli Italiani godevano di una assoluta superiorità numerica (ventidue divisioni contro nove), ma dovevano attaccare linee molto ben fortificate e situate su posizioni dominanti. I Comandi italiani avevano scelto di far precedere l’attacco da una intensa preparazione di artiglieria. All’epoca non vi erano ancora i carri armati e gli elicotteri e l’aviazione aveva una funzione più psicologica che altro e quindi l’unico mezzo per poter cercare di ridurre le perdite in un attacco frontale a posizioni trincerate era quello di sottoporre le linee nemiche ad un pesante fuoco di artiglieria. Su questa linea del fronte erano state quindi concentrate un enorme numero di cannoni, obici e bombarde. Tra l’altro erano state spostate anche diverse batterie di artiglieria da montagna inquadrate nei reparti di artiglieria campale per poter aumentare il volume del fuoco. Questa fu l’unica, ma importantissima funzione svolta dagli alpini in questa battaglia che venne condotta sul campo da Divisioni di Fanteria. La preparazione fu talmente accurata che gli stessi ufficiali austroungarici scrissero nei loro rapporti che non avevano mai visto un simile volume di fuoco e che, in molti settori del fronte, le opere difensive (trincee, reticolati, rifugi e campi minati) erano stati letteralmente cancellati e non erano neppure più visibili. Già nella serata del 6 agosto le truppe italiane erano riuscite ad impadronirsi dell’importantissima posizione del Monte Sabotino mentre nella mattinata del giorno successivo venne raggiunta e superata Oslavia e conquistata la cima del Monte Calvario. Caddero nelle ore successive di fronte all’impeto delle nostre truppe anche il Dosso del Bosniaco e quota 188 e si spalancarono così le porte della città di Gorizia. Il Comando austroungarico, vista la situazione, ordinò nella giornata dell’8 agosto la ritirata sulle posizioni fortificate a est della città. Nella stessa giornata le truppe italiane, per precisione i fanti del 28° Fanteria Pavia, entrarono vittoriosi nell’abitato di Gorizia issando il tricolore L’Alpino Pavese 3-2016 12 sugli edifici pubblici. Nei giorni successivi e fino al 17 agosto le nostre truppe cercarono di allargare l’area controllata intorno a Gorizia, ma gli attacchi si infransero contro sistemi difensivi praticamente impenetrabili e così l’offensiva venne fermata. Gorizia era la prima città di dimensioni significative ad essere conquistata in quindici mesi di guerra. Le perdite della battaglia furono pesanti, da una parte e dall’altra: oltre cinquantamila tra morti e feriti per gli Italiani e quasi quarantamila per gli Austroungarici. Se gli Alpini ebbero un ruolo marginale nella battaglia dell’agosto 1916 furono invece protagonisti di un piccolo, ma significativo fatto bellico avvenuto a Gorizia l’anno successivo. Il 25 ottobre 1917 le nostre truppe, pesantemente sconfitte a Caporetto, erano in ritirata su tutto il fronte friulano e i Comandi decisero quindi di abbandonare anche Gorizia. Per poter permettere la ritirata dei reparti il Comando decise di lasciare una compagnia di Alpini mitraglieri (la 880° della 24° Divisione) a presidiare gli ultimi due ponti sull’Isonzo con l’incarico di impedire il passaggio alle truppe austroungariche che erano già arrivate a Gorizia. I Comandi speravano in una resistenza di qualche ora per permettere una ritirata ordinata agli altri reparti. In realtà gli Alpini resistettero per ben tre giorni all’assalto di preponderanti truppe nemiche e solo il 28 ottobre, ormai quasi circondati, riuscirono a sganciarsi e molti di loro a raggiungere il grosso delle truppe italiane in ritirata. Una piccola pagina di gloria in quello che la canzone del Piave chiama “autunno nero” Mario Villani La leva, un’opportunità anche contro i disastri Quando nel 2004 il governo Dalema dichiarò che intendeva sospendere il servizio militare di leva gli Italiani, ma soprattut- to i giovani, tirarono un grosso sospiro di sollievo. Quando poi il governo Berlusconi attuò il provvedimento dal 1° gennaio 2005, tutti furono contenti. Sono passati 20 anni da allora e molti italiani maturi, cioè i giovani di allora, incominciano ad avere dei dubbi sull’opportunità di quel provvedimento. Molti si rendono conto che, venendo a mancare quella componente formativa della società italiana che insieme alla scuola ed to ai drammatici eventi sismici del centro Italia e andando indietro con la memoria possiamo ricordare periodici eventi drammatici che hanno visto l’intervento dei soccorritori organizzati: la protezio- ne civile alla quale si è sempre affiancata l’opera alla famiglia realizzava sinergicamente l’edu- dei militari che sono, in quantità, sempre meno cazione dei giovani, ha fatto crollare il sistema. Nulla di drammatico: i giovani italiani hanno risorse spirituali sufficienti per crescere e affermarsi, ma sono cer- disponibile. Ma pensiamo ai piccoli eventi che riguardano i piccoli comuni e di cui sono responsabili dei sindaci che hanno le mani nude e non dispon- tamente aumentati i casi di coloro che prendono pieghe sbagliate, anche perché, in parte anche le altre due componenti formative, la scuola e la famiglia, per circostanze varie hanno rinunciato al loro ruolo. Ma c’è un altro motivo che fa scoprire gono di nessuna leva per intervenire se non quella dei volontari. I volontari che, proprio perché tali, possono esserci o non esserci all’occorrenza. Con la leva c’era la mobilitazione e tra le forme di mobilitazione c’era il sistema del cosiddetto “aggancio” che prevedeva, per l’inopportunità di quel provvedimento: il continuo ripetersi di catastrofi naturali causate dalla fragilità del nostro territorio. Catastrofi che rendono indispensabile avere a disposizione braccia generose per soccorrere chi vi è coinvolto. alcuni incarichi, l’obbligo di presentarsi, in caso di mobilitazione presso determinati reparti. Con un servizio militare di leva, opportunamente modificato ed adattato, oltre che alle esigenze della difesa militare Mi è capitato una volta di leggere sui dello Stato, anche alla difesa dalle catastrofi muri di una bella città:” Brucia ogni divisa, di fronte ad un ordine ridi, senza servi nessun padrone” Il commento che io feci fu: è un’idea naturali si potrebbe creare un sistema di aggancio ai comuni di personale in grado di intervenire in caso di necessità. In questa maniera i sindaci non nobile, come sono nobili quasi tutte le utopie. Allora potrà realizzarsi quando nel mondo non ci saranno più contrasti. Non più contrasti tra individui, non più tra gruppi etnici, non più tra nazioni e via via... non più tra l’uomo e l’ambiente. sarebbero completamente a mani nude ma potrebbero contare su un numero di elementi, più o meno giovani, in dovere di collaborare con loro nell’immediatezza dell’emergenza. Gen. Vittorio BIONDI In questi ultimi due mesi abbiamo assisti- 13 L’Alpino Pavese 3-2016

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Il fiume Po nel Pavese Mostra di antiche cartografie presso la Casa Alpina di Sannazzaro de’ Burgondi Nel corso della mia attività, ho svolto alcune ricerche storiche che mi hanno fornito l’occasione di reperire le copie di antiche mappe, conservate presso gli Archivi di Stato, che individuano il Po e i torrenti della Lomellina, dal I secolo fino al 1884. Il Presidente - Emilio Cervio - del Gruppo Alpini di Sannazzaro, di cui ho l’onore di far parte come socio aiutante, ha proposto di esporre tali cartografie in occasione della festa alpina, svolta il 4 settembre u.s. L’argomento ha incontrato l’interesse dei partecipanti, in quanto le mappe permettono di osservare le variazioni del percorso del fiume Po e dei torrenti affluenti attraverso i secoli e la loro influenza nel territorio attraversato. Si tratta di disegni concepiti come indicazione generale e quindi non sono in scala tra di loro. Ogni mappa è orientata in modo diverso, alcune si presentano “capovolte” o inclinate di 90 gradi rispetto all’orientamento classico, verso Nord. Tra le mappe esposte, la più antica è la “Tabula Peutingeriana”, mappa di epoca romana con indicazione molto sommaria dei luoghi d’Italia e del territorio dell’Impero Romano. Sono significative le mappe catastali che riportano lo stato di questi luoghi nel 1760. Le tavole raffiguranti la “Lomellina” nell’Ottocento presentano l’andamento mutevole del Po nel volgere di pochi decenni. La più dettagliata è la mappa dell’Istituto geografico Militare del 1884. È anche possibile notare l’evoluzione, nel tempo, del nome dei centri abitati della Lomellina. In particolare, alcune località derivano il proprio nome dal tipo di territorio modificato dal Po: è il caso di Mezzana Bigli (Meçana nelle tavole antiche), Mezzana Rabattone, Mezzano, Mezzanino Po ecc. In questi casi il territorio si trovava circondato dal Po e l’abitato sorgeva in mezzo alle anse del Grande Fiume. Nei secoli successivi, il cambiamento del corso fluviale ha fatto sì che tali paesi si trovassero infine in territorio libero dalle acque, mentre il nome fu mantenuto per ricordare la storia del borgo nato in mezzo alle acque. Il territorio di Sannazzaro de’ Burgondi, Pieve Albignola, Zinasco Nuovo e Vecchio, Sommo e Cava Manara sorge attualmente su una costa rilevata dal terreno, nei cui andamenti curvilinei è tuttora visibile l’antico percorso delle anse scomparse del corso del Po. La storia locale riferisce che la disastrosa alluvione del 1705 “ingoiò metà dell’abitato di Sannazzaro” che si ergeva ai piedi della costa. Il ritiro delle acque fu attribuito alla “Madonna della Fontana” a cui fu eretto un pregevole Santuario nel 1712-1714, lontano trecento passi dalla costa, in modo che il paese fosse definitivamente protetto da qualsiasi alluvione. Michele Cuzzoni Immagine della Tabula Peutingeriana del I secolo d.C. (che raffigura il mondo come era noto ai Romani; in quest’immagine il Segmento IV corrispon- dente all’Italia centro-settentrionale, in cui si notano chiaramente Pavia (Ticinum) e Lomello (Laumellum), quasi al centro dell’immagine). L’Alpino Pavese 3-2016 14 Andati avanti Cari alpini come potete rilevare da questa pagina l’anno che sta per finire ci ha privato di tanti amici che sono “andati avanti”. Ad iniziare dei reduci Scarabelli e Gabetta, patrimonio della nostra sezione. molti altri che hanno dato il loro contributo di passione e d’impegno ci hanno lasciato. Se per alcuni l’età anagrafica poneva limiti intuibili, per altri imprevedibile e improvvisa è stata la loro dipartita. Ai famigliari, agli amici, ai Gruppi giunga il profondo cordoglio di tutta la Sezione. Il Presidente Carlo Gatti Broni Voghera Menconico Il 26/08/2016 è Adelio Tacconi Costantino Chiap- andato avanti l’Al- Militare nel paroli è “andato pino Mario Maggi 1955/1956 prima a avanti”. Ha presta- classe 1929, ave- Roma alla Scuola to servizio militare va fatto il servizio Ufficiali poi a nel 1° Battaglione militare nel 4° Rgt. Lecce e infine a Aosta. Alpini Btg. Aosta. Malles. Delio ha Persona mite, sempre parteci- buona, generosa pato alle Adunate, e disponibile ad aiutare sia nell’Associazione che nella società civile. Ora ha fatto zaino a terra e riposa nel paradiso di Cantore. è sempre stato iscritto. Nel 1973 è tra i fondatori del Coro che successivamente prenderà il nome di Italo Timallo Rovescala Giacomo Vercesi, classe 1936, ha prestato servizio Montalto Pavese Il 26/07/2016 è andato avanti l’alpino Bruno Pa- Mornico È “andato avanti” Guerrino Setti, classe 1935. militare nella Brigata Julia presso il Comando dell’ 8° Regimento a Tolmezzo, in Carnia. sotti classe 1944 di Pinarolo Pò. Ha svolto il servizio militare in qualità di autista nella brigata Orobica. Sannazzaro Il giorno 05/11/16 è andato avanti l’Alpino Attilio Carnevale, classe Alta Valle Staffora Francesco Pengo Capogruppo. Nato il 9 dicembre 1949 “Andato avanti” il 16 settembre 2016 Santa Maria della Versa Emilio Scarabelli, uno degli ultimi reduci della 2a guerra mondiale iscritto alla nostra Sezione. Ha preso parte alla campagna sul fronte occidentale. Iscritto al gruppo fin dalla sua costituzione, ha sempre preso parte alla vita associativa. 1950, ha prestato servizio nella Com- Barbianello pagnia trasmissioni E’ andato avanti Orobica 5° alpini l’alpino Fausto Se- a Merano, era un gala classe 1960, componente del è stato per breve Coro Timallo ed un valido socio tempo anche ca- del nostro Gruppo. pogruppo. Aveva fatto il militare al 5° Rgt. Alpini a Merano, raccontava che nelle salmerie della caserma, su un pilastro, aveva trovato scritto il nome di suo padre e di suo nonno e vi ha posto anche il suo. Il suo ricordo sarà sempre vivo negli alpini e amici del Gruppo e in tutti quelli che l’hanno conosciuto. Sannazzaro Angelo Vola, alpino caporale della 11° compagnia arresto, classe1951, è “andato avanti” Iscritto al gruppo dalla sua costituzione nel 1974. È sempre stato un socio attivo nel Gruppo e volontario della locale Croce d’Oro. Un caro amico ed un degno Alpino. Stradella È andato avanti l’Alpino Gabetta Giuseppe,classe 1918, uno degli ultimi reduci della 2a G.M. iscritti alla Sezione. Apparte- nente alla specialità del Genio Guastatori ha preso parte alle Stradella campagne sui fronti francese, greco-albanese e russo con il XXX° Btg. di C.d.A. Il 15 gennaio 1943 partecipò agli scontri Il Gruppo Alpini di Stradella, ricorda due contro i carri armati russi che erano entrati nella città di Ros- soci “Andati avanti”. soch. Sopravvissuto alla ritirata e sfuggito alla deportazione -Alpino Artigliere Ezio Versiglia, classe tedesca dopo l’8 settembre, non volle aderire nè alla repubblica 1940, Reparto Comando Tridentina. sociale né al movimento partigiano, vivendo alla macchia fino - Alpino Paracadutista Giorgio Zambian- alla fine del conflitto. La sua testimonianza di quel tragico perio- chiI, classe 1936, Reparto Paracadutisti do è stata raccolta e pubblicata nel libro “ 70 anni dopo la seconda guerra mondiale” Orobica. pubblicato dalla Sezione. Carlo Gatti 15 L’Alpino Pavese 3-2016

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Gli auguri di Padre Roda Carissimi Alpini, amici degli Alpini e fa- miliari tutti, inizio questo mio saluto con le parole pronunciate più di duemila anni fa in un piccolo paesino di Israele chiamato Betlemme dove era nato il Salvatore del mondo. Così ci ricordano, quell’evento gli Evangelisti con queste parole: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Queste parole ci sembrano più attuali che mai in questo nostro mondo in cui viviamo. Stiamo vivendo una situazione alquanto intricata da una parte persone che fuggono dai loro paesi in cerca di un futuro migliore, dall’altra paesi che costruiscono muri o recinsioni di filo spinato che ci riportano alla memoria certe situazioni già viste nel passato e che non vorremmo mai vedere. Abbiamo però davanti a noi segni di speranza per un mondo migliore un mondo dove possa tornare a vivere quella pace per la quale il Figlio di Dio si è fatto uomo. E questa speranza ci viene dall’Anno Santo della Misericordia che abbiamo vissuto insieme sia tra credenti e non. Abbiamo davanti a noi un uomo, Papa Francesco, che con indomito coraggio sta aiutando la Chiesa tutta ad avere Continua l’abbeverata Muli: una nuova visione della società, a non scartare nessuno, saper accogliere tutti. Abbiamo ascoltato durante i suoi interventi parole dure che certamente hanno fatto riflettere tutti sul Comandamento dell’Amore. Diceva San Giovanni della Croce: ”Alla fine della nostra vita saremo giudicati sul come avremo amato i nostri fratelli”. Carissimi Alpini, amici degli Alpini e familiari tutti, nell’auguravi un Felice e Santo Natale desidero che quei giorni di festa siano vissuti con grande gioia da noi tutti voi, senza scordarci di quelle popolazioni duramente colpite da tragedie naturali e da tante persone che trascorreranno le feste di Natale lontano dai propri cari.Un particolare ricordo vada ai nostro Alpini impegnati in Missioni di Pace lontani dalla nostra cara Patria. Vi saluto e vi benedico tutti. Vostro Padre Giuseppe Roda Cappellano della sezione. VIVA GLI ALPINI ! VIVA L’ITALIA! AVVISO AI SOCI Presso i Capigruppo sono disponibili i bollini per il tesseramento 2017 Offerte pervenute dal 15 luglio al 15 novembre Data 20 luglio 2016 Ordinante Riporto Alpini vari Beneficiario Gruppo sportivo 20 luglio2016 Gruppo Pavia-Certosa Gruppo sportivo 10 settembre 2016 Gruppo Dorno Alpino Pavese 10 settembre 2016 Gruppo Dorno Unità Protezione Civile 22 settembre 2016 Sergio Guida Sezione 02 ottobre 2016 Alpini vari Gruppo Sportivo 03 novembre 2016 Carlo Gatti - Presidente Alpino Pavese 03 novembre 2016 Carlo Gatti - Presidente Sezione 03 novembre 2016 Carlo Gatti - Presidente Coro Timallo 03 novembre 2016 Carlo Gatti - Presidente Gruppo Sportivo 03 novembre 2016 Carlo Gatti - Presidente Unità Protezione Civile 12 novembre 2016 Aurelio Bolis Gruppo Sportivo 14 novembre 2016 Barberini Ginetto Sezione Situazione al 15 novembre 2016 Importi 2.123,05 117,12 50,00 100,00 100,00 50,00 150,00 50,00 100,00 50,00 50,00 100,00 75,00 20,00 3.135,17 Finalmente buone notizie dal fronte dell’abbeverata muli!!! È però vero che mancano le offerte dei Gruppi che stanno indirizzando i loro sforzi di raccolta fondi a favore delle persone e delle comunità colpite dai recenti avvenimenti sismici nel Centro Italia: ci auguriamo che tali sforzi siano coronati da successo per consentire alla nostra Associazione di portare a compimento le varie iniziative messe in cantiere. Accontentiamoci quindi di quanto finora raccolto ed auguriamoci che que- sta gara di solidarietà possa dare i frutti sperati. Chiudiamo queste brevi note formulando i migliori Auguri per le prossime festività natalizie !!!.... e arrivederci al 2017 !!! Aurelio L’Alpino Pavese 3-2016 16 L’Alpino Pavese - NOTIZIARIO Periodico della Sezione di Pavia dell’Associazione Nazionale Alpini Direttore responsabile: Guida Sergio Redazione: Biondi Vittorio, Bolis Aurelio, Cartoni Raffaello, Casarino Giacomo, Gatti Carlo, Villani Mario Sito internet: www.pavia.ana.it Indirizzo e-mail: redazione@alpinipavia.it Sede legale: viale Sardegna, 52 27100 Pavia Stampa: Cooperativa Sociale Casa Del Giovane Via Folla di Sotto, 19 27100 Pavia Autorizz. Trib. di Pavia n° 315 del 17/5/86

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