El Campanon - Natale 2012

 

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Anno XXVI - N.2

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NATALE 2012 Parrocchia di San Giorgio - Chirignago

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2 La Cresima a 56 ragazzi Scendi su di noi Scendi su di noi, Spirito Santo Spirito intelligente e penetrante libero e benefico profumo della potenza di Dio riflesso della sua luce immagine della sua bontà. Confermaci col tuo Sigillo riscaldaci il cuore con la tua Grazia rendici testimoni fedeli davanti al mondo segni della vita piena che viene da Te. (Meditazione sul Libro della Sapienza 7, 22-26) Preparati da don Roberto e don Andrea, dalle catechiste suor Ada, Doriana, Nevia, Paola e Valentina, durante la santa messa di sabato 8 dicembre scorso, festa dell’Immacolata, dalle mani del celebrante, mons. Dino Pistolato, hanno ricevuto il sacramento della Confermazione: Giorgia Ardizzon, Giovanna Artuso, Tommaso Barozzi, Matteo Biancato, Nicolò Biancato, Leonardo Biscaro, Giada Borgognone, Caterina Bortolato, Gaia Canziani, Andrea Campi, Mary Carrara, Paola Chiggiato, Sara Colombera, Anna De Faveri, Asia De Marchi, Elisa Diana, Silvia Di Corrado, Marco Di Fresco, Emma Donolato, Martina Enzo, Piergiorgio Favaretto, Luca Fumato, Emma Grandotto, Luca Inchicco, Veronica Lamberti, Alice Landi, Matteo La Camera, Marco Maguolo, Aurora Mazzocca, Lorenzo Mezzato, Massimiliano Jacopo Miatello, Giacomo Milanesi, Flavia Mobilia, Giacomo Padovan, Federica Pavan, Alessandra Pastore, Elisa Pennazzato, Lorenzo Piran, Davide Porcu, Filippo Rapuzzi, Beatrice Scarpa, Asia Scaggiante, Andrea Segato, Gionatan Massimiliano Serafin, Francesca Sorgato, Matteo Tagliapietra, Matteo Tagliapietra, Sara Tamburini, Giorgia Trevisan, Claudia Trinca, Riccardo Vanin, Giacomo Vianello, Aurora Vigo, Lorenzo Vigoni, Anna Volpato, Caterina Zennaro Ballarin. Foto di copertina: Chirignago sotto la neve Foto di Redazione el campanon - Anno XXVI n. 2 Responsabile don Roberto Trevisiol P.zza S. Giorgio – Chirignago (Ve) – Tel. - 041/912943 Fotocomposizione e stampa: - AREAGRAPHICA S.n.c.Marghera - VE

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3 Ci parla il Parroco 21.12.2012: è questa la data pronosticata dal calendario dei Maia sulla fine del mondo? Quando il “CAMPANON” arriverà nelle vostre case, cari amici, mancheranno pochi giorni o forse poche ore alla data fatale. Ma credo di poter dire con assoluta certezza che passerà il 21, il 22, il 23 ed arriverà Natale anche quest’anno. Perché il nostro destino non è nelle mani degli uomini, ma in quelle di Dio. Succede, e anche spesso, che la vita ci sorprenda. Un investimento di cui eri sicuro; un lavoro garantito; un amore vissuto con passione e di cui non dubitavi, una salute di ferro… e poi, dietro l’angolo la sorpresa. “Rien ne va plus” si dice al Casinò. E questo è il bicchiere mezzo vuoto. Poi c’è quello mezzo pieno, per fortuna: un figlio che alle medie non aveva voglia di studiare e alle superiori ha trovato l’insegnante giusto che lo ha cambiato, un amico perso di vista da tanto tempo che ritrovi per strada e l’amicizia rifiorisce; una medicina indovinata che ti permette di star meglio… È giusto fare progetti; è giusto darsi delle scadenze, non si può vivere alla giornata. Ma occorre sapere che non sappiamo. O meglio, che sappiamo una sola cosa: che siamo nelle mani di Dio. Sono mani di cui ci possiamo fidare? Ci sono due immagini, o forse meglio, due oggetti che ci dicono senza possibilità di smentite che delle mani di Dio, che è papà, ci possiamo fidare: uno è la mangiatoia di Betlemme e l’altro è la croce del Calvario. Ad un Dio che si presenta in mezzo a noi nella povertà di una stalla e si congeda da noi nella vergogna di un patibolo, e questo solo per insegnarci con i fatti, con la sua stessa vita, con la sua stessa morte, che cosa significhi “amare”, possiamo credere. Di lui ci possiamo fidare. Ecco, fratelli miei, che cosa vi auguro per questo Natale: che possiate tutti ritrovare la pace del cuore e la speranza confidando non in qualcuno o in qualcosa che, senza colpa, senza cattiveria magari, viene meno e tradisce, ma in colui che rimane fedele sempre al di là delle nostre infedeltà. C’è la crisi. Molte famiglie stanno vivendo momenti difficili: a loro mi sento di dire senza paura di essere smentito: il Padre che provvede agli uccelli del cielo ed ai fiori del campo non si dimenticherà di nessuno di voi, di nessuno di noi. Passeranno questi giorni faticosi, torneremo a tirare il fiato, a sperare e a fare progetti. Ma facciamoli non “senza di Lui”, ma sempre “con lui”. Dice une vecchia storiella ebraica: Un uomo camminava per una strada deserta insieme al suo bambino. Gli diceva: - Cammina innanzi a me. Quando vide delle persone, poco rassicuranti, venirgli incontro, gli disse:- Cammina dietro a me. Quando s’accorse che un lupo affamato li inseguiva, disse: - Mettiti di fianco a me. Ma, ai bordi, la strada era disagevole e il bambino faceva fatica a camminare. Che fece allora il padre? Prese il suo bambino e se lo mise sulle spalle. Così fa con noi il Signore tre volte santo. Fidiamoci di lui. Ci vuol bene. Buon Natale così. Anagrafe della comunità dall’1.11.2011 all’1.11.2012 43 battesimi: Matilda Anne Mc Gowan, Giada Zuccon, Greta Simeone, Gaia Veronese, Lorenzo Michieletto, Lorenzo Bongiorno, Francesco Pellegrini, Aisha Katiusha Corradin, Alvise Pagin, Maria Angela Casarin, Caterina Fiorone, Alberto Favaretto, Simone Martignon, Michael Romano, Thomas Lanuti, Christian Lanuti, Leonardo Picello, Justin Silas, Sofia Carletti, Tosca Martignon, Giulio Angione, Greta Manente, Emma Stocco, Gloria Maria Fontana, Gianluca Basciutti, Luca De Marchi, Alvise Donà, Alessia Causin, Lucia Scola, Giulia Albarelli, Sara Paggiarin, Hilary Natale, Daniel Girardi, Emilia Montagni, Alvise Galetto, Davide Busetto, Chiara Zancanaro, Marco Bernardi, Alessio Bonaldo, Alessandra Mastromanno, Gabriele Rossetto, Alice Altamura, Deva Lissandrini. 12 matrimoni: Cesare Nesi con Simonetta Falco, Thomas Salvagno con Veronica Zappalà, Piero Pettenà con Chiara Vianello, Davide Comin con Vanessa Di Stefano, Livio Ceolin con Giuseppina Ferigo, Simone Chinellato con Palma Capuozzo, Emiliano Girardi con Annusca Tagliapietra, Paolo Montagni con Elisa Casotto, Christian Visentin con Stefania Muzio, Alessio Silvestri con Valentina Da Valle, Francesco Zamborlini con Camilla Perinello, Francesco Semenzato con Giulia Giacomello. 76 defunti: Andreina Scantamburlo, Paola Gerarduzzi, Paolo Bedeschi, Corinna Scaggiante, Francesco Fabris Favaro, Anita Eugeni, Duilio Bertoldi, Laura Grappeggia, Giovanni Foffano, Amelia Pasqualetto, Giovanni Favaro, Bruno Tognasca, Fabrizio Rizzo, Gabriele Bastianotto, Luciano Biancato, Marco Checchin, Mirella Bevilacqua, Corinna De Vecchi, Rinaldo Manente, Severino Pavanello, Danila Naccardi, Elda Simionato, Bruna Sorato, Giuseppina Bonaventura, Amelia Milan, Marisa Simioni, don Carlo Luigi Puppin, Maurizio Chiarin, Silvia Scapin, Albertina Verdini, don Bruno Berton, Ivone Chinellato, Bruno Ranzato, Vincenzo Sportiello, Antonio Ruggero, Giovanni Bortolussi, Amelia Zanon, Rita Boscolo Contadin, Francesco Gasparini, Aida Lugato, Fiorella Checchin, Gabriella Berti, Mario Piasentini, Bruno Martini, Elena Spigariol, Umberto Sfriso, Gianni Pistolato, Natale Cecchinato, Doriano Trevisanato, Massimo Manente, Gemma De Rossi, Flora Causin, Sandro Zambolin, Jole Fabris, Anna Giacomello, Luigia Maritti, Mafalda Rosso, Gino Darisi, Luciano Chieppa, Vittorio Carrer, Ester Marchetti, Vincenzo Marseguerra, Ida Ciprian, Elisabetta Michielutti, Franco Roiter, Stefano Giacometti, Natalina Ferro, Vinicio Cigaina, Armando Fugazzaro, Elio Salviato, Maria Carmela Fasolato, Guido Bonaventura, Patrizia Leone, Caterina Sergi, Teresa Vecchiato, Mario Pesce.

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4 25 anni di vita scout a Chirignago Intervista a Don Roberto Trevisiol, fondatore del Gruppo scout “Chirignago 1”. a cura di Pietro Degani 1) Il 25° del Gruppo scout di Chirignago coincide con il 25° anno di servizio pastorale di Don Roberto parroco. Non è un caso. Come è stato l’inizio? L’inizio, ma ne ho parlato più volte, non è stato semplice per due problemi che subito esporrò e nello stesso tempo è stato facilissimo. Ad opporsi alla nascita di un gruppo scout a Chirignago c’era il Consiglio pastorale, non al completo ma in buona parte. Non si vedeva la necessità di dare il via ad una realtà come questa visto che c’era il catechismo per il tempo scolastico e il campeggio per l’estate. Si aveva paura che si introducessero motivi di divisione all’interno della parrocchia. Io che sapevo quale scoutismo sarebbe nato, e cioè una realtà totalmente legata alla parrocchia e suo punto di appoggio, non avevo dubbi. Ed ho deciso, anche tra il mugugnare di molti. Sapevo che non ce l’avremmo fatta a spuntarla con le società sportive che allora dilagavano e che ora sono tornate alla grande a prendersi tutto il tempo dei nostri ragazzi con un numero sconfinato di allenamenti e di partite. Solo la presenza in parrocchia degli scout e dell’Azione Cattolica ci permettono di avere tra di noi tanti ragazzi e tanti giovani altrimenti, bondì. Una seconda difficoltà veniva dall’AGESCI, l’Associazione cattolica degli scout che non ne voleva sapere che nascesse un nuovo gruppo adducendo due motivi: il primo che non si poteva costituire un gruppo scout senza qualcuno, e più di qualcuno, che desse garanzie di serietà. Capisci? Io facevo scoutismo da una vita e non davo garanzie a questi sbarbatelli che avevano studiacchiato qualcosa sui libri ma di vita scout ne avevano fatta poca o pochissima. E poi dicevano che, se avevamo dei giovani disposti a fare un servizio scout, li mandassimo nei gruppi già costituiti, che mancavano di capi. E mancavano di capi per un modo di fare scoutismo assolutamente inadeguato. Noi, in questi 25 anni, non abbiamo mai sofferto di mancanza di capi. Come mai? Ciò che rese facile la costituzione della prima Unità, il Reparto, fu che a Chirignago c’erano dei giovani bravissimi che attendevano solo che qualcuno desse loro lo spunto per partire. Glielo demmo e tutto cominciò alla grande. 2) Molti conoscono come è strutturato il Gruppo ed il suo funzionamento. Per quanti non sono a conoscenza può illustrare brevemente come funziona? Il Gruppo scout è formato sostanzialmente da 5 realtà: i Lupetti che iniziano il loro cammino all’età di 8 anni e lo finiscono a 11; gli Esploratori/Guide che iniziano a 11 anni e finiscono a 15; poi c’è il Noviziato, ragazzi di 15/16 anni che verificano la scelta fatta per lo più dalle loro famiglie quando erano più giovani ed infine il Clan, dai 16 ai 19 anni che completa la formazione dei giovani fino al momento in cui partono e cioè lasciano il cammino fatto per camminare con le loro gambe e partire Costruzione tenda sopraelevata. 1990 Vacanze di Branco. 1990 Caotes. 1988 Prima route del Noviziato “Monte Bianco”. 1989 BCC CREDITO COOPERATIVO www.bccmarconvenezia.it Marcon - Venezia AugurA buon nAtAle e buon Anno Chirignago - Via Miranese, 403 - Tel. 041 5440688

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5 verso la loro maturità. Infine c’è la Comunità Capi che è l’insieme di tutti coloro che guidano questi primi quattro gruppi, che noi chiamiamo anche Unità, e che si incontra ogni quindici giorni per prendere tutte le decisioni che riguardano il Gruppo nel suo insieme e le singole Unità se hanno problemi particolari. E anche per una formazione permanente che spazia dal campo religioso ai settori più diversi. Per ognuna di queste Unità c’è una proposta diversificata adatta all’età di chi le compone. 3) è appena trascorso il “Fuoco d’Autunno”, cerimonia di inizio del nuovo anno scout: un gruppo numeroso a differenza di altri della nostra provincia. Quale il segreto? Il segreto è: uno scoutismo semplice, legato alle tradizioni, che offre ai ragazzi non proposte astruse, ma quelle che essi apprezzano di più; e ancora un forte, fortissimo legame con la parrocchia e con i sacerdoti, che sostengono e supportano nei momenti difficili, che si fanno garanti davanti alle famiglie, che offrono strumenti a non finire (dalle fotocopie al furgone, alla ricerca dei posti per i campi estivi, alla formulazione dei programmi, ecc.) Uno scoutismo che non tira il collo ai capi con riunioni su riunioni, come avviene spesso in altri gruppi; che non li fa terminare all’una di notte quando il giorno dopo debbono andare a scuola o al lavoro. Insomma: uno scoutismo dal volto umano e fortemente radicato sulla fede. 4) In questi 25 anni ci saranno stati sicuramente dei momenti che ama ricordare di più. Cosa le piacerebbe raccontare? è difficile raccontare a chi non lo ha vissuto ciò che rende bello, bellissimo lo scoutismo. I campi, tutti i campi, ma specialmente i campi mobili; il momento delle promesse, specie di quelle degli Esploratori e delle Guide; le partenze, quando un ragazzo ha finito il suo percorso e poi magari ritorna, ma come capo. No, non è possibile raccontare: sono esperienze che si vivono e che rimangono ancorate nel cuore. Oppure il fatto che dopo 25 anni che non la vedi e non la senti, una ragazzina che hai lasciato a 15 anni ti cerca, ormai donna, con tanti pesi sulle spalle e ti dice: Lupetti. 2008 Fuoco d’autunno. 2009 Fuoco d’autunno. 2012 Reparto. 2011 “Don, come stai?” come se ti avesse visto ieri e comincia a raccontarti di sé. Tutto questo lo permette l’aver portato insieme lo zaino nella fatica, l’aver condiviso un po’ d’acqua nella sete; l’aver affrontato la tempesta e la neve, insieme. 5) Il 25° è una ricorrenza importante da festeggiare: può anticipare qualcosa? Ci sono tante idee ma nessun progetto ancora deciso e definito. Meglio aspettare. Qualcosa, e di grande, dal nostro cilindro verrà fuori. Di sicuro.

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6 Divoratori di notizie a cura di don Andrea Longhini Per questo articolo ho creduto utile rielaborare ed esporvi i contenuti di un incontro tenutosi recentemente con il clan, i giovani degli scout: si è ragionato sui rischi riguardanti l’odierna sovrabbondanza di informazioni inerenti l’attualità politica, sociale ed economica. Si rimane stupiti davanti alla conoscenza dei nuovi canali informatici legati all’internet: Twitter, Wikipedia, Wikileaks e quanto è possibile conoscere attraverso gli smartphone. Penso sia utile procedere per flash in questa riflessione: a) l’informazione si presenta spesso a costo zero: scopriamo poi che la paghiamo attraverso la maggiorazione dei prezzi del prodotto pubblicizzati nei siti oppure in abbonamenti alla rete; b) l’apparente precisione e veridicità delle informazioni viene fatta presupporre al lettore per il solo fatto che è scritta in rete. In realtà si rivela spesso falsa e comunque inaffidabile, inficiando così anche l’affidabilità di chi vuole trasmettere notizie vere e utili al vivere sociale. Dietro la rete infatti ci si gioca meno la faccia; c) il problema che mi sembra più serio è però la quantità di informazioni disponibili: lungi dall’essere una risorsa, si sta rivelando una gabbia. Come il consumismo di prodotti di vario tipo si è dimostrato destrutturante per l’uomo, così lo è e lo sarà il consumismo dell’informazione: “più sai più vali” viene sottilmente inculcato nelle nostre deboli menti umane. Oppure “ perché non sapere tutto se è così facile, rapido ed economico?”. La facilità di accedere alle informazioni ne ha aumentato la fame (più sai e più vuoi sapere) creando quasi un verme solitario nell’informarsi non funzionale all’umanizzazione, neppure dell’uomo del 2012. Vivendo noi in regime di risorse temporali e intellettive scarse (caratteristica propria di ogni uomo), sarebbe opportuno dare alla nostra ricerca di informazione uno scopo decisionale concreto per non rendere questa navigazione telematica fine a se stessa. Posso avere tante informazioni a basso costo e reali. Bene. Ma perché devo cercarle? A cosa mi servono? Perché devo perderci tempo? Il rischio, in particolare per i giovani, è la sproporzione tra il tempo perso ad immagazzinare informazioni e l’utilità di queste per le loro concrete decisioni quotidiane di studenti e di cittadini. Come sempre l’abbondanza, la disponibilità e l’economicità di un prodotto ci hanno fatto cadere nella sua trappola. Come uscirne? Concludo citando un brano di “L’etica in un mondo di consumatori”, del sociologo Z. Bauman riportato in merito da Alice, Capo Clan: ...eccesso di informazione. Come sottolinea Ignacio Ramonet, negli ultimi trent’anni è stata prodotta nel mondo più informazione che nei cinquemila precedenti: “una singola copia dell’edizione domenicale del ‘New York Times’ contiene più informazione di quella che un individuo colto del XIX secolo avrebbe consumato nel corso di una vita”. Quanto sia difficile, per non dire impossibile, - e quanto endemicamente dispendioso -, assorbire e assimilare un simile volume di informazioni lo si può dedurre, ad esempio, dall’osservazione di Eriksen, quando dice che “più della metà di tutti gli articoli pubblicati sulle riviste nel campo delle scienze sociali non vengono mai citati”, e che molti articoli non vengono mai letti da nessuno se non “dagli anonimi revisori inter pares” e dagli editor. Non è difficile immaginare quale limitata percentuale del loro contenuto riesca a farsi strada nel dibattito delle scienze sociali. “C’è decisamente troppa informazione in circolazione” conclude Eriksen: “Una competenza cruciale nella società dell’informazione consiste nel proteggersi dal 99,99 per cento dell’informazione che viene offerta ma non si desidera”. Si potrebbe dire che la linea che separa un messaggio importante, l’oggetto apparente della comunicazione, dal rumore di fondo, suo dichiarato avversario e ostacolo, è praticamente scomparsa. Via Trieste Via Miranese CHIRIGNAGO Via Anna Marovich A.C.A.D. SUPERMERCATI Centro regionAle DellA DAnzA Corsi professionali e amatoriali di danza classica e contemporanea Filiale di CHIRIGNAGO Via F.lli Cavanis, 42 Via Anna Marovich, 5 Mestre - VeneziA Località Chirignago tel 041.5441982 - cell 347.31.54.302 30174 CHIRIGNAGO (VE) tel. 041 5440573

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Cresce l’Azione Cattolica a Chirignago Nel momento in cui scrivo questo articolo la raccolta delle adesioni per l’anno associativo 2012/2013 non è ancora terminata, ma i motivi di soddisfazione sono più di uno. Nel 2009 la nostra Associazione contava 137 iscritti, nel 2010 le iscrizioni sono state 146, nel 2011 151, quest’anno supereranno le 160 unità, gli aderenti sono suddivisi in modo quasi omogeneo tra ragazzi (65), giovani (55) e adulti (41). Certo i numeri non sono sufficienti per confermare lo stato di salute di un’Associazione ma ci sono alcuni aspetti che fanno ben sperare per il futuro, ecco qualche esempio. In Azione Cattolica raccogliamo le adesioni a partire dai bambini che frequentano la terza elementare; quest’anno hanno chiesto di iscriversi per la prima volta 18 bambini, il nostro futuro! Offrire un servizio educativo ma soprattutto far conoscere ai bambini Gesù è un compito importante ed impegnativo che richiede molto tempo ed energie. Dobbiamo ringraziare il Signore perché abbiamo un gruppo di educatori eccezionali, 16 ragazzi dai 18 ai 26 anni, cresciuti nella comunità giovanile della nostra parrocchia che sono un esempio e uno stimolo per i più piccoli, un aiuto decisivo alla loro maturazione umana e religiosa. È anche bello osservare come si sia creato spontaneamente un bel gruppo di genitori dei ragazzi dell’Azione Cattolica Ragazzi, che vedono con simpatia l’Associazione, che sono sempre pronti a darci una mano, e che, già da qualche anno, si organizzano in autonomia per confezionare i vestiti che i ragazzi indossano in occasione della festa parrocchiale del Carnevale. E ci piace pensare che una delle motivazioni che ha spinto il crearsi di questo affiatato gruppo di genitori, sia stato anche l’importante lavoro che i nostri educatori svolgono a favore dei ragazzi. Considerato tutto questo e molte altre belle realtà si potrebbe pensare: “Siamo stati bravi”. Niente di più sbagliato! Le buone cose fatte in Azione Cattolica dipendono solo in piccola parte dal nostro impegno e dalle nostre capacità, il merito va in gran parte al Signore e alla comunità parrocchiale di Chirignago. Una comunità che, a partire dai suoi sacerdoti e fino all’ultimo cristiano, è capace di accogliere con amore ogni persona che si avvicina alla porta della Chiesa, è capace di mostrare il volto umano di Gesù nell’attenzione continua alle necessità dei fratelli. A noi un solo compito, mantenere il cuore aperto perché il Signore vi possa abitare stabilmente, tutto il resto ci verrà dato di conseguenza. Alessandro Molaro 7 Una lettera da Wamba Lucia Trevisiol, promoter della Associazione “Insieme per Wamba Onlus”, oltre che recarsi più volte all’anno in Kenya nella missione di Wamba, tiene un contatto continuo con quei missionari o per telefono o via email. Riportiamo qui lo stralcio di un messaggio del parroco della missione di Wamba, padre Franco Cellana, che permette di capire qualche cosa dei problemi che affliggono quelle popolazioni. WAMBA CATHOLIC PARISH - WAMBA (Maralal ) KENYA 1 Ottobre 2012 Carissimi eccomi pronto a mandarvi un po’ di notizie come ho promesso da tempo. Oggi sono arrivato alla soglia dei 70 e ne ringrazio Dio. Qui passa il tempo in un modo così violento che mi succede cortesemente di ignorare orologi, calendari, email, e skype che ancora non funziona ecc. E guarda caso abbiamo un programma mensile (28 outstations) per le manyatte molto fitto, collocato sulle pareti della casa e dell’ufficio per restare al passo con gli impegni… Di che cosa abbiamo bisogno in questo tempo? - Di voler bene ed apprezzare questi popoli nomadi per camminare insieme verso una vita dignitosa, di educazione, salute e progresso, quello vero. - Di poter continuare a offrire cibo a 400/500 famiglie in tutta l’area della Missione (riso, fagioli, farina, zucchero, olio) per 35 Euro al mese di cibo per famiglia. - Di costruire piccoli asili nei diversi centri delle manyatte (gruppi di capanne nella savana), fornendo anche banchi per studiare, mangiare e pregare, al costo di 70 euro per banco di due alunni. - Di provvedere almeno 10 tanks (PVC) per l’acqua piovana o pompata dai fiumi, da 10 mila litri ciascuno per un costo di 900,00 euro, più 500,00 euro per il basamento. - Di avere del materiale sportivo e scolastico per vivacizzare la vita dei giovani. Un saluto caro a tutti voi e alle vostre famiglie, Dio vi benedica sempre, ciao Eserian pooki, ashe oleng (pace e bene, grazie) Metamayana njae Nkai (Dio vi benedica) p. Franco Cellana Campo ACR Pralungo di Montevaccino (TN). 2012 PASQUALETTO Padre Franco Cellana, parroco nella Missione di Wamba, con Lucia Trevisiol VIA MIRANESE, 492/A - CHIRIGNAGO (VE) Tel. 041 913447 - Fax 041 913447 - E-mail: pasqualettosnc@libero.it

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8 SCUOLA DELL’INFANZIA “SACRO CUORE” a cura di Nicola Da Ronco Di tutto un po’ … - Il nuovo anno scolastico è iniziato a pieno ritmo: i bambini della sezione dei Piccoli si sono inseriti con gradualità, mentre gli altri hanno ricominciato con gioia. Il tema educativo conduttore è “l’alimentazione” che porterà i bambini a conoscere maggiormente ciò che mangiano e a capirne l’importanza. È iniziato il progetto di psicomotricità tenuto da Gaia Marangoni che coinvolge le sezioni dei Medi e dei Grandi; sono ricominciate, inoltre, le lezioni di lingua inglese e il laboratorio musicale. - Il diario di bordo. Da quest’anno ogni sezione dispone di un proprio “diario di bordo” posto fuori dalle aule su di un leggio abilmente costruito dal nostro don Roberto che può essere consultato giornalmente dai genitori in cui vengono riportate, a cura delle insegnanti, le molte attività che ogni giorno impegnano i bambini. - La castagnata. Sabato 23 ottobre tutti i bambini della scuola, accompagnati dai genitori e dalle insegnanti, si sono recati a Combai (TV) per la tradizionale “castagnata”. I bambini, divisi in gruppi guidati da esperti, hanno avuto l’opportunità di addentrarsi nel bosco di castagneti e di percorrere un itinerario naturalistico imparando a riconoscere flora e fauna tipiche del luogo, nonché le molte leggende che circondano quei boschi. La giornata è stata molto positiva, una delle occasioni per fare famiglia tutti assieme. - Le decorazioni. Nel mese di settembre l’infaticabile Nadia con l’aiuto di Irene e Pinuccia, ha ideato alcune decorazioni realizzate sulle pareti dei servizi igienici dei bambini, nonché con l’aiuto di altre gentili mamme ha decorato l’armadio collocato nella nuova aula-laboratorio. A tutte loro un grazie per aver rinnovato alcuni degli spazi in uso ai bambini con buon gusto e simpatia. - Il vino. Nel mese di settembre, ospitati dalla famiglia Franzini di via Marziana, i bambini hanno potuto pigiare l’uva dentro un grande tino come un tempo: entusiasti come sempre, non hanno esitato a togliersi scarpe e calzini e mettersi al lavoro nel grande tino. Questa esperienza ed altre attività “pratico-concrete”, come l’orto didattico, che con gradualità sta prendendo piede, hanno l’obiettivo di far vivere ai bambini momenti forti, valorizzando il rapporto col mondo “naturale”. - Il pane. All’inizio del mese di Novembre i bambini delle tre sezioni si sono impegnati ad impastare il “pane di San Martino”. L’impasto, una volta realizzato, è stato messo nel nuovo forno da poco costruito all’esterno della scuola e già collaudato…con eccellenti risultati e in pochi minuti è stato cucinato con soddisfazione di tutti. Un grazie di cuore al nonno Luciano e ai genitori Alberto e Andrea, resisi generosamente disponibili nella realizzazione di questa attività. Avvicendamenti delle nostre suore Dopo la partenza di Suor Valeria Secondin, Suor Vitaliana Rossi e Suor Emilia Simion alla fine della scorsa estate, sono arrivate a Chirignago Suor Guidalma Zamberlan e Suor Sharon B. Sebastian. Alle prime la comunità esprime un vivissimo grazie per il bene ricevuto, alle nuove rivolge un caloroso benvenuto, invitandole a parlarci della loro vita. Suor Guidalma Zamberlan: “Sono la nuova insegnante della sezione dei Piccoli; in parrocchia seguo una classe del catechismo dei ragazzi di seconda media e faccio anche parte del Consiglio Generalizio della Congregazione delle nostre suore, l’organismo che netraccia il cammino. Arrivando a Chirignago, ho capito di trovarmi in una grande famiglia, un ambiente in cui mi sento a mio agio, circondata da un clima di reciproca benevolenza. La Scuola “Sacro Cuore” è una realtà positiva, carica di tradizione che manifesta la profondità delle radici cristiane. La popolazione sente le suore “di casa” e nutre per noi una profonda fiducia, grazie alle esperienze positive vissute con le sorelle che ci hanno preceduto. Da subito mi ha colpito il saluto di tanti genitori che dicono: “Ci vediamo domenica a messa”, come si fa tra familiari o amici. Colgo inoltre reciproca stima tra sacerdoti e suore e credo che questo faccia crescere tutti: è una importante testimonianza e una grande ricchezza per loro e per noi. Questa “intesa”, fatta di fiducia e condivisione, si pone come un faro per la comunità, a cui indica la direzione giusta verso gli obiettivi da raggiungere. Nella mia parrocchia di origine anch’io ho sperimentato e vissuto questo spirito di famiglia, fondamentale per la scelta di consacrarmi al Signore. In quella realtà c’erano dei punti fermi, dei valori che ritrovo anche qui e l’asilo parrocchiale delle Figlie di San Giuseppe è stato per me luce e guida. Sono originaria di Lancenigo (TV) e qui a Chirignago ho scoperto che Monsignor G.B. Buso, vostro arciprete dal 1861 al 1914, era nativo di Lancenigo e il suo successore, Monsignor R. Bottacin, fu anche lui cappellano nel mio paese prima di essere promosso arciprete di questa comunità; infine suor Agata Spolaor, superiora per un certo periodo dell’Asilo di Lancenigo, era nativa di Chirignago: ecco, anche per queste “coincidenze” mi sento in famiglia! Nel corso degli anni ho sempre insegnato nelle Scuole dell’Infanzia: a S. Bertilla di Spinea, alla “L. Caburlotto” di Mestre, a Fiesso Umbertiano (RO) e a Spinea centro. All’inizio del 2000 fui inviata in Inghilterra per imparare la lingua inglese che mi sarebbe servita nei quattro anni vissuti nella nostra missione in Kenia, aperta assieme ad altre Sorelle nel 2002. La missione mi ha fatto sentire il respiro di Chiesa universale: ACCONCIATURE UOMO E DONNA ORARI: Martedì 9.00 - 20.00 Mercoledì e Giovedì 9.00 - 18.00 Venerdì 9.00 - 20.00 Sabato 8.30 - 17.00 Via Miranese, 201/A - 30174 Chirignago VE - Tel . 041.917665 Filiale di Chirignago Via Miranese, 265/a - Chirignago - Tel. 041 5440851

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devi per forza di cose aprirti ad una cultura diversa e questo ti “costringe” a sentirti “di casa” fin da subito … e poi capisci che è il Signore che ti prepara e ti invia e ti accompagna sempre. Tornata dalla missione nel 2006, sono stata a San Polo di Piave e Oderzo seguendo la didattica nelle due scuole e la catechesi nelle due parrocchie”. Suor Sharon B. Sebastian: “Sono originaria delle Filippine, del paese di Tagaytay, che si trova nella provincia di Cavite. Lì, frequentando il corso di psicologia ho avuto modo di conoscere tre Sorelle, due delle quali sono già state a Chirignago: suor Ederlyn, suor Glenda e suor Iloysa. Mi hanno da subito affascinato la loro accoglienza e la loro testimonianza di vita da consacrate nel servizio reso ai più piccoli con semplicità ed umiltà secondo il carisma delle Figlie di San Giuseppe. Sono qui in Italia da sei mesi: la lingua diciamo che è abbastanza facile… ma continuo ad imparare e arricchire il mio vocabolario, anche se più che di lezioni di italiano, come a suo tempo ho seguito, vedo che attraverso l’esperienza e la quotidianità apprendo continuamente! Prima di arrivare qui tra voi sono stata a Vittorio Veneto nella casa “Mater Dei”, dove sono accolte ragazze madri o comunque donne con figli che si trovano in una situazione di disagio sociale. L’incontro con la vostra comunità è stato positivo: sento che le suore sono amate e anch’io mi sento accolta con gioia da tutti. Vedo una comunità viva e grande disponibilità in tutti: dai più giovani agli anziani e questo è bello perché segno di una comunità che vive nella fede e nell’esperienza di Cristo. 9 Suor Guidalma e Suor Sharon “Una brava persona e un buon cristiano…” dice il parroco don Roberto Trevisiol di Gino Darisi, mancato il 30 giugno scorso, “e un ottimo presidente” aggiunge il personale della Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” con i genitori, per il servizio da lui svolto per decenni con fedeltà e passione singolari nella gestione della struttura. Gino Darisi, vinto a 69 anni da un male incurabile, lascia alla comunità una forte testimonianza di cristiano sempre presente, di fede profonda, forte e serena anche nei giorni difficili della malattia, di laico attivo, impegnato e generoso nei numerosi anni di Presidenza del Comitato di Gestione del “Sacro Cuore” e nella azione di sostenitore e divulgatore del settimanale diocesano “Gente Veneta”. Da Casa Nazareth… Aperta dal gennaio 2004, Casa Nazareth di Chirignago ospita da settembre scorso 15 bambini dai 4 ai 12 anni, per metà figli di immigrati, mentre sono 25 i bambini seguiti nelle Case di Spinea. I volontari in servizio che si alternano accanto ai bambini sono 77, di cui 34 presenti a Chirignago: molti risiedono a Chirignago e Spinea, ma tanti provengono da Mestre, dai comuni di Martellago, Mirano, Mira, Borgoricco e anche Badoere: sono per la maggioranza donne, alcune laureate in materie attinenti ai problemi dell’educazione, una in architettura, un’altra in scienze politiche, mentre le altre sono occupate come impiegate. I volontari aspiranti impegnati nell’anno di formazione sono 19: la loro età va dai 17 ai 40 anni. Le domande di accoglienza dei bambini sono in piena crescita, soprattutto per le situazioni di difficoltà che si verificano frequentemente nelle famiglie di immigrati, che sono sole, sradicate, senza il sostegno dei parenti, talvolta con un solo genitore presente e colpite anche dalla scarsità di lavoro. Per queste famiglie Casa Nazareth diviene importante punto di riferimento. Un’altra emergenza che riguarda però tutte le famiglie, immigrate e non, è la difficoltà che incontrano gli adulti nel crescere i figli, nell’educarli alla vita e nel formare in loro una coscienza. Nella vita di Casa Nazareth l’esperienza più bella si vive quando rifiorisce la vita di un bambino che, dopo essere arrivato con difficoltà di relazioni sociali, impara o reimpara a gustare la vita in tutte le sue espressioni e, prendendo coscienza di essere amato, esprime amore per sé e per gli altri. Una delle cose più impegnative di Casa Nazareth è, invece, gestire con continuità una struttura che si basa solo sul volontariato: è come camminare ogni giorno sulle sabbie mobili, dove non sei sicuro di nulla. Ma la mia esperienza è quella di chi avanza senza sicurezze precostituite, ma, come appoggia il piede, sente un terreno solido: questa solidità è il segno quotidiano e concreto della Provvidenza, a cui mi affido e da cui viene la mia pace. Suor Licia Farinelli CONCESSIONARIA E S C L U S I VA MESTRE VENEZIA Via SanSoVino, 28 30173 MeStre Venezia tel. 041 5315820 Fax 041 5328678 P.iVa 03926390273 www.veneziamoto.com info@veneziamoto.com Autodemolizione 1962 - 2012 50 anni di attività sul territorio Via della Tecnica, 9 - 30175 MARGHERA VENEZIA Tel. 041 5382064 ric. aut. - Fax 041 5382065 www.volpatosrl.com info@volpatosrl.com

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10 2012-2013 Anno della Fede a cura di Luigina Ferrarese È un anno speciale indetto da papa Benedetto XVI e dedicato alla Fede. Per tutta la chiesa lo ha aperto il papa con una celebrazione in San Pietro l’11 ottobre 2012, a cinquanta anni esatti dall’apertura del Concilio Vaticano II e a venti dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Lo concluderà il 24 novembre 2013. Per la Chiesa di Venezia l’ha aperto il Patriarca Francesco Moraglia domenica 14 ottobre in piazza San Marco che ha raccolto quasi 4000 persone nella preghiera e nell’ascolto. Perché il tema della Fede? - Perché oggi la fede è per molti dimenticata o in crisi: ma l’Uomo ne ha ancora bisogno. - Perché la Fede è una porta aperta per chi voglia entrare in comunione con Dio e far parte della sua Chiesa. - Per riscoprire il Concilio Vaticano II, bussola della Chiesa e i contenuti del Catechismo. - Per rinnovare la nostra conversione a Dio, rendendola visibile con le opere di carità. (Da Porta fidei, motu proprio di papa Benedetto XVI) - Per essere più saggi e ricchi di quella sapienza che viene dall’alto e ci permette di camminare lungo le strade della nostra città e dei nostri paesi a testimoniare il Signore Gesù. - Perché abbiamo bisogno di occhi che sappiano guardare oltre il presente e più liberi nel considerarlo secondo verità e giustizia, perché facciamo esodo verso la verità di Dio per una vita piena e buona. (Dall’omelia del Patriarca F. Moraglia del 14 10 2012) Il Sinodo dei vescovi È il primo grande segno dell’Anno della Fede: la XIII Assemblea Generale ordinaria dei vescovi, indetta da Papa Benedetto XVI dal 7 al 28 ottobre 2012, con il tema “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della Fede”. - L’impressione è che i cattolici vivano un complesso di inferiorità nei confronti della modernità. - Il silenzio del cattolico medio, nel dare le ragioni della sua speranza, è fragorosissimo! - Manca un retroterra culturale … una fede che non diventa cultura non è pienamente vissuta. - L’evangelizzazione porta frutti di conversione dove lo Spirito Santo è ascoltato prima e più profondamente dei progetti e delle strutture degli uomini. - La parrocchia va messa al centro della nuova evangelizzazione, va riscoperta come “luogo della testimonianza” ... capace di accogliere e creare spazi umani di dialogo, di catechesi e di preghiera. (Dagli interventi del patriarca F. Moraglia al Sinodo dei Vescovi) Siamo qui per ascoltare ed obbedire al Santo Padre “Tutti ormai sanno che l’anno pastorale che sta iniziando sarà l’anno delle Fede. Lo ha voluto il Santo Padre e siamo qui per ascoltarlo ed obbedirgli. Noi abbiamo già messo in cantiere alcune iniziative come dare alla Messa del mercoledì il tema del “CREDO”, e al ritiro delle catechiste il tema “LA FEDE”. Poca cosa, ma siamo solo agli inizi. E poi ditemi voi che cosa facciamo in parrocchia che non abbia a che fare con la Fede? Non siamo organizzatori di gite, di feste, di campionati, di sagre: tutta la nostra azione ruota attorno a Dio ed al suo Regno.” (Don Roberto Trevisiol nel Foglio “Proposta” n. 1230 del 7 ottobre 2012) Il Patriarca Francesco Moraglia il 14 Ottobre scorso in Piazza San Marco Cosa dici dell’Anno della Fede? Alessandro Molaro, presidente dell’Azione Cattolica di Chirignago: “ Mi sembra che tre parole utilizzate dal Patriarca durante l’omelia per l’apertura dell’Anno della Fede possano essere particolarmente illuminanti per noi. L’anno della fede è: “grazia” cioè dono gratuito che il Signore fa ad ogni uomo, “opportunità” di vera conversione di vita, “compito” che ogni cristiano deve impegnarsi a vivere”. Graziella Fontanel, catechista: “Spero offrirà tante occasioni per accogliere con gratitudine, verificare, approfondire e condividere il dono fecondo della Fiducia in un Dio che ci ama. Per me significa imparare pian piano a riconoscere i segni di questo amore in tutto quello che ci accade, anche nelle cose spiacevoli che ci fanno soffrire, e parteciparlo a chi mi sta vicino. Che ogni uomo nell’Anno della Fede possa ascoltare la Verità, pronunciata proprio per lui: che Dio Padre lo ama come unico ed irripetibile”. Farmacia cometti Il consiglio e la cortesia sono al vostro servizio Delizie e traDizione Bar Pasticceria Piazza San Giorgio, 10 - 30174 Chirignago - VE Tel. 041 5442945 - Fax 041 5038413 - info@clarin.ve.it aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 20.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00 Via miranese, 221 chirignago (Ve) - tel. 041 915622

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Elena Tagliarolo, corista del coro “Le altre note”: “L’Anno della Fede per me, prima della Santa Messa celebrata in Piazza San Marco dal Patriarca, era una semplice puntualizzazione come succede con eventi a cui non si dà tanta importanza e sarebbe passata “inosservata” se non avessi accolto l’invito. Perché? Perché lì è scoccata la scintilla che mi ha fatto capire che questo anno non può essere qualcosa che mi passa sopra la testa come nulla fosse. Tu CRISTIANO e NON non puoi restare indifferente di fronte a gente su gente che si ritrova semplicemente per …PREGARE INSIEME e dire CREDO. Ci viene offerto un grande dono che chiede di rimetterci in gioco e riscoprire i momenti sacri che ciascuno di noi è chiamato a vivere, e riflettere sulle parole che tante volte a Messa pronunciamo per abitudine”. Alessandro Boscolo, responsabile del Gruppo teatrale “La Com-bricola”: “Vorrei che l’Anno della Fede fosse l’occasione per una riscoperta della mia Fede. Questa riscoperta, se concretizzata, non può tradursi in qualcosa di eccezionale”. Aurora Vigoni, segretaria dell’Ass. “Insieme per Wamba Onlus”: “Sarà l’impegno di quest’anno: portare la mia parrocchia con me in ogni posto nuovo che incontrerò e testimoniare con le piccole azioni quotidiane la mia fede. Far così desiderare al mio prossimo il bisogno di condividere questo dono per farlo crescere sempre più, nella convinzione che le piccole cose possono muovere la montagna”. Roberto Ferro, membro del Gruppo Culturale “A. Luciani”: “È l’opportunità di prendere coscienza della nostra Fede Cristiana e trovare il coraggio di esternarla senza vergognarsi”. Papa Benedetto XVI apre l’Anno della Fede. 11 Ottobre 2012 11 Dalla vita della comunità La S. Messa in cimitero. Ogni martedì, dal 2 ottobre 2012 fino a maggio 2013, esclusi alcuni periodi vicini a Natale e Pasqua, il parroco don Roberto Trevisiol celebra la Santa Messa nella cappella del cimitero, preceduta dalla recita del Rosario con inizio alle 14.30. Catechesi degli adulti. Per la formazione cristiana degli adulti che si rende sempre più necessaria la parrocchia offre tre opportunità diverse: 1) il Catechismo del Giovedì sera, in sala “Mons. R. Bottacin” dalle 20.45 alle 22.10, con la lettura approfondita del Vangelo secondo Matteo; 2) la Messa del mercoledì, alle ore 9.00, che propone durante la celebrazione una riflessione sulle verità contenute nel CREDO; 3) i Gruppi Familiari, che sono 17 e propongono incontri mensili, a turno nelle abitazioni di coloro che vi aderiscono, con la lettura continua della Prima Lettera di San Paolo ai cristiani di Corinto. Scegliere una di queste opportunità aiuta a crescere nella fede e a saper dare risposta di essa. La Messa dei Giovani. È una tradizione che risale ai primi anni del 2000: la Santa Messa alle 6,30 del mattino il secondo e il quarto mercoledì del mese. Il cielo è ancora buio e l’aria è fredda ma la cappella si riempie ogni volta di giovani che pregano insieme e poi, prima di allontanarsi per la scuola o il lavoro, fanno colazione servita con i dolci cucinati in canonica dal parroco. Gruppo Anziani. Si riunisce tutti i venerdì nella sala “mons. A. Tenderini”, sotto Casa Nazareth in via Parroco dalle 15.00 alle 17.30. Le porte sono aperte a tutti gli anziani che vogliano vivere un momento di serenità e di amicizia, valori importanti che tengono lontano il freddo della solitudine. Associazione “Insieme per Wamba Onlus”. Il 28 novembre 2012 l’Associazione ha tenuto una assemblea in cui la promoter Lucia Trevisiol, a pochi giorni dal ritorno da Wamba, ha descritto ed illustrato anche con foto la situazione attuale della Missione, la manutenzione ultimata dei pozzi e delle condotte che portano l’acqua dalla sorgente di una collina all’Ospedale, la visita con il parroco di Wamba, Padre Franco Cellana, di alcuni asili sparsi nella savana, fra cui uno appena costruito con un intreccio di rovi e sterpi secondo la tradizione locale, così da tenere lontani gli animali pericolosi. I frequenti viaggi di Lucia sono indispensabili per prendere visione delle necessità più urgenti di quella popolazione e per verificare la realizzazione dei progetti resi possibili dagli aiuti di tanti amici di Chirignago e di Mestre. ADAEDRERNETNETEADAEDRERNETNETE intinertemremdeiiadnzitianeiozrtenimorinemdieiadziaioznioini imimomboilbiaiilmriaiimri omboilbiailriai ri via trieste, 2v4ia9tr(fieiasntec,o2p4o9st(efi)anco poste) A AG GE ENANZAGZI GEAI EAN NZviZiaIninTvfTt33fieorAaoIeii00ne@l@lTt13.fs.1rAo//eti70aea@F7Fl4g1,s.ag4/ate7a2exFcen4gx,4haczne0v92iihxcarzin0i4ai4nhiiiegz(nTra0v14f9iimfniTtiar33feoa4rgeoi1eaiegim09(0nne@m1l@nfgmlnTti13.f1sc.e1aroao9//eatio7m0m9ac5ena@F7Fggli14g1,1(sc.9.eapgveo4/caoteo7ac255e6eooxFcecni4gx,(4)9.h7sm9ac(pizvnce0v.t92ii6ehoeoxcarcz6n0e4i4))h7smiiegoz()ra071t4f9iimeniiarma4gei)1aegm9(nm1nfgmni1ceaao9aomm9c5nggi11(c9.epveocooc556eooci()9.7sm9(pivcv.t6eoeoc6e))7smo)7tem) I MI M MO OB IIBLMII LMAI RAMOEROBEIBLIILAwwI RwwAwwERw..aawEg.geanegzneianzeziwwaimawweemwmmwew.m.acmawig.e.cgeaconecig.mzcinei.oanczmezioaimameemmmemcmi.ececoci.mci.ocmom Produzione piumini, copripiumini Trapunte e guanciali Piume per imbottiture di Claudia Fabris Favaro Spaccio aziendale Via Miranese, 448 • Chirignago - Venezia Tel. 041 912018 - Fax 041 5441444 www.fabrispiumini.com - info@fabrispiumini.com

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12 Ragazzi che crescono a cura di Katia Vanin Nel mese di novembre abbiamo intervistato alcuni ragazzi della nostra parrocchia che a settembre hanno iniziato un nuovo ciclo di scuola, perché ci raccontassero qualcosa di questo importante cambiamento nella propria esperienza formativa. Due di loro dalla scuola primaria sono passati alla secondaria di primo grado, altri due dalla secondaria di primo grado all’istruzione superiore. Ecco le loro impressioni. Antonio Girardi - Frequento la classe 1B della scuola media “P. Calamandrei” di Chirignago. Ripensando all’esperienza delle elementari devo dire … beh, non so se si può scrivere, comunque io dico il mio pensiero. Non mi piaceva il fatto che le insegnanti erano un po’ severe: ti sgridavano per tutto e per nulla. E poi avevano le preferenze sia tra alunni, sia tra classi: ci dicevano sempre che un’altra classe era superiore alla nostra, che i compagni erano più bravi e per noi non era bello. Tante volte saltavamo la ricreazione per lavorare e facevamo poca attività motoria, mentre noi avremmo proprio voluto andare in palestra, e lo stesso era con le lezioni di informatica. Gli aspetti positivi: ci hanno fatto imparare molto e soprattutto ci hanno insegnato veramente bene come deve essere il rapporto tra compagni, cioè di amicizia e collaborazione; e di questo devo essere davvero riconoscente. Infatti la nostra classe era unita, mentre altri compagni litigavano spesso tra loro e molte volte li vedevo piangere in corridoio per questo motivo. Rispetto alle medie l’edificio era cento volte meglio! Adesso infatti abbiamo dei cortocircuiti e tutto si spegne all’improvviso. E poi la scuola elementare era gigante a confronto della media. Però entrambe sono fornite di computer e LIM (lavagna interattiva multimediale). Cosa dire della scuola media? Innanzitutto mi piace l’orario: infatti termino le lezioni all’una e poi ho tutto il pomeriggio per i compiti e per i miei impegni. Mi piace anche il fatto che ci sentiamo un po’ più liberi di esprimerci; per esempio se qualche volta fai una battuta o un intervento senza alzare la mano, l’insegnante non mette una nota, mentre prima non potevamo. Insomma ci sentiamo più a nostro agio, liberi anche di scherzare. Altra cosa bella è che facciamo educazione motoria tutte le settimane! Delle mie professoresse sono molto contento perché sono simpatiche, molto socievoli e spiegano in modo chiaro. Una cosa particolare è che si schiantano tanti piccioni addosso ai vetri delle aule: finora siamo a 24! E poi abbiamo abbastanza compiti da svolgere a casa. Prima dell’inizio della scuola ero piuttosto preoccupato e mi domandavo: come saranno i professori? Simpatici o severi? Ci daranno tanti compiti? Ero anche felice di iniziare un’esperienza nuova di scuola e di rivedere i miei amici e compagni delle elementari e allo stesso tempo, però, ero preoccupato e nervoso. E invece alla fine del primo giorno di scuola ho pensato: troppo bella la prima media! Aurora Spolaor - Ho frequentato la scuola elementare alla “Mantegna” di Spinea e ora sono alla secondaria nella 1C della scuola “Calamandrei” di Chirignago. Alle elementari mi piacevano molto le attività di laboratorio e i lavori per Natale; e poi anche le canzoni che eseguivamo per il concerto di Natale: si svolgeva nell’atrio con tutte le classi e alla presenza dei genitori; era proprio una festa. La maestra di inglese ci ha fatto addirittura imparare una canzone di Michael Jackson in lingua inglese, proprio per Natale, e questo mi è piaciuto tanto. La maestra era un po’ una mamma: quando non capivamo qualcosa ci spiegava di nuovo e ci consolava se prendevamo un brutto voto. Sapeva spiegare in modo simpatico, così imparare diventava divertente anche per i compagni a cui non piaceva. Era molto bello stare a scuola. Invece non mi piacevano i momenti delle verifiche! Separavamo i banchi e non si poteva parlare fra di noi; solo alla fine ci si poteva confrontare. Alla scuola media per il momento mi trovo bene perché i professori sono tutti simpatici e fin dall’inizio ci hanno fatto sentire a nostro agio. Secondo me insegnano anche bene. E poi i compagni della mia classe sono simpatici, sono stata fortunata. La professoressa di arte ha detto che i ragazzi di terza dipingeranno la scuola, che al momento è tutta grigia e sembra un ospedale; nonostante questo è un ambiente accogliente. Quando passi a un’altra scuola tutto sembra diverso. In particolare una differenza importante che ho trovato rispetto alla scuola primaria è il comportamento richiesto: agli insegnanti bisogna dare del “lei” e soprattutto rispettarli, mentre alle maestre si dava del “tu”, le chiamavamo per nome e avevamo più confidenza. Con i prof. è tutta un’altra cosa! Devo ancora abituarmi alla ricreazione: tutti si muovono per andare in cortile e c’è molta confusione; ci sono ragazzi più grandi di noi che hanno un linguaggio e un comportamento diverso, e questo qualche volta mette un po’ in imbarazzo. Ma per il resto è tutto tranquillo. Ci sono tante materie nuove e alcune non semplici, ma è molto interessante perché a poco a poco impari cose nuove. Sì, la scuola media mi piace. Ed è bello sentirsi più grandi! Dott.ssa Sara Ruffato Esperto Contabile Revisore dei conti Via Miranese, 241/B Tel. 041 8020878 Cell. 328 2691550 E-mail: cora.2000@libero.it di Novo Clara Lavanderia - stireria Specializzata in: Capi in pelle - tappeti - trapunte 30174 CHiriGnaGO (ve) VIA MIRANESE, 313 tel./Fax 041 917462 Partita IVA 03017540273

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13 Giulia De Mori - Frequento il primo anno del Liceo Scientifico “Morin” a Gazzera. Per me le medie sono stati tre anni molto belli che rifarei di nuovo e dei quali non ho alcun ricordo negativo. Per le superiori … è ancora un po’ presto per valutare. Una grossa differenza riscontrata è che alla scuola media gli insegnanti sono ancora tanto legati a noi; soprattutto le professoresse sono come mamme, ci seguono molto. Invece alle superiori sono più distaccati, distanti. Per esempio, semplicemente sulla base dei risultati delle verifiche d’ingresso ci hanno subito catalogato. Un’altra differenza è che ora ogni volta che l’insegnante spiega è richiesto di prendere appunti, mentre prima io non lo facevo perché non ne avevo bisogno. Però questo si impara presto. E poi l’edificio è tanto grande e fa una certa impressione. All’inizio in classe tra compagni eravamo tutti un po’ intimiditi, ma quando abbiamo scoperto di avere tante cose in comune siamo andati subito d’accordo e questo per me è stato importante perché avevo molta paura di non trovare amici. Effettivamente le superiori mi spaventavano un poco. Una materia che per me è nuova è il latino; per il momento mi piace e la trovo semplice. Riccardo Pagliaro: - Frequento il Liceo Psicopedagogico “Stefanini” a Mestre. Della scuola media mi piaceva moltissimo il fatto che tra le materie c’era musica e si facevano dei bei concerti; ora non più. C’erano diverse attività didattiche al di fuori delle lezioni vere e proprie, per esempio laboratori e visite d’istruzione. Il legame tra ragazzi e professori era più forte, c’era più comunicazione. Parlavamo con gli insegnanti anche a livello personale, potevamo confidarci se avevamo qualche problema. Ora alle superiori abbiamo rapporti più distaccati e, quindi, o hai un la fortuna di trovare un insegnante che ti ascolta o le cose te le tieni per te. Delle medie non mi piaceva il fatto che l’edificio non era in buone condizioni. Era una ex scuola elementare costruita per i bambini, i bagni per esempio erano per bambini piccoli non per ragazzi come noi; e poi mancava l’aula di arte, nell’aula di tecnologia i PC funzionavano poco, gli strumenti musicali non c’erano e li doveva portare la professoressa. Ma per il resto ero contento. Anche i compiti per casa erano proporzionati alle nostre capacità. Delle superiori mi piace il fatto che ho trovato professori che spiegano bene e sanno appassionarci, specialmente nelle materie per me nuove; certamente usano un linguaggio più complesso, però sanno anche trovare esempi significativi e accattivanti per stimolare la nostra curiosità. Un’altra cosa che mi piace, anche se all’inizio ti senti un po’ in imbarazzo, è l’organizzazione del tutto diversa. Per esempio una novità significativa è la presenza dei rappresentanti di classe e di Istituto: attraverso le assemblee puoi confrontarti e far valere i tuoi diritti di studente. Una delle difficoltà vissute nel passaggio tra una scuola e l’altra è dovuta al fatto che all’inizio avevo scelto il liceo musicale, che richiedeva un esame di ammissione perché è a numero chiuso. Poi, per un problema della scuola, è stata costituita una sola classe prima e io che ero nella seconda sezione ho dovuto, come tutti gli altri, rinunciare e orientarmi verso un’altra scuola. Nonostante questo, adesso mi trovo bene e mi sono fatto degli amici; sono contento della mia scuola e non ho desiderio di cambiare. Cerimonie Addobbi floreali Vendita e Assistenza Piante varie e Bonsai Composizioni funebri Salumi e Formaggi Specialità gastronomiche di nostra produzione Chirignago (VE) - via Miranese, 413 Tel. e Fax 041 915391

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14 Nel centenario della nascita di Giovanni Paolo I°, papa A. Luciani a cura di Pietro Degani Alcune domande a Luigina Ferrarese, coordinatrice del Gruppo Culturale che ne porta il nome. Come e quando è nata l’iniziativa di costituire un Gruppo all'interno della parrocchia dedicato al "Papa del sorriso"? Il Gruppo culturale “A. Luciani”, riprendendo una esperienza degli anni precedenti, è sorto nel 1987 su iniziativa del nuovo parroco don Roberto Trevisiol in una assemblea aperta e da lui convocata per proporre ai laici di farsi carico delle attività culturali nella parrocchia. L’intitolazione a papa Albino Luciani è nata per onorare la figura del pontefice Giovanni Paolo I° scomparso prematuramente nel 1978, che, come patriarca di Venezia, per la sua fede e la sua umanità ha lasciato una memoria indimenticabile nei laici e nel clero, come testimonia la stessa esperienza personale del parroco don Roberto. Il suo pontificato di soli 33 giorni ha stupito credenti e non per lo stile volutamente umile e per alcune decise ed immediate scelte che, a partire da lui, hanno modificato antiche e rigide regole del Vaticano e avvicinato la figura del Vicario di Cristo al popolo dei credenti. Più si approfondisce la conoscenza di Albino Luciani, più si sente l’onore di portarne il nome nel titolo del nostro Gruppo. Quali sono gli scopi del Gruppo culturale e a cosa serve nella realtà di Chirignago? Lo scopo principale del Gruppo culturale è quello di coordinare e realizzare eventi culturali nel rispetto dei valori della nostra fede cristiana, con attenzione rivolta al nostro territorio e alle problematiche del nostro tempo. Dal 1987 ad oggi siamo di fronte ad un percorso che vede la gestione annuale della Festa del Patrono San Giorgio, più di 100 mostre in sala “S. Giorgio” sui temi più diversi, decine di conferenze-dibattito, decine di pubblicazioni, fra cui la realizzazione del giornale parrocchiale “el campanon” e la gestione della Galleria “La Piccola”, alla base del campanile dove si sono susseguite 97 mostre d’arte, che hanno dato vita ad una collezione di altrettante opere collocate nella canonica. Ogni evento ha proposto aggregazione, confronto, riflessione e stimoli culturali. Particolare attenzione è stata data alla raccolta di memorie dei nostri anziani, alle loro esperienze di vita e di lavoro con mostre e pubblicazioni e alla celebrazione di anniversari significativi per la comunità, come il 25° anniversario di sacerdozio del parroco don Roberto Trevisiol nel 1998 o il 25° anno del suo servizio pastorale a Chirignago nel 2011 o il 50° anniversario della morte di mons. Riccardo Bottacin, parroco dal 1914 al 1958, o il centenario dell’Organo Mascioni, 1911-2011, o i 100 anni di vita dell’Asilo “Sacro Cuore” e della presenza delle suore di san Giuseppe del Caburlotto e altri ancora. In parrocchia ci sono molti Gruppi: che rapporto c’è fra questo e gli altri? Il Gruppo “A Luciani” fin dal suo sorgere ha cercato di porsi accanto agli altri in un rapporto di servizio e di collaborazione, come fa per esempio nel coordinare le corali parrocchiali per il Concerto di San Giorgio, o quando aiuta un altro gruppo a realizzare una sua mostra celebrativa, come è accaduto per gli Scout o per la Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore”. Per quanti fossero interessati alla vita del Gruppo può spiegare come opera? Il Gruppo, costituito ora da 55 membri, si rinnova ogni tre anni con una assemblea aperta alla comunità e il prossimo appuntamento sarà per novembre 2013. Il responsabile non è un presidente eletto, ma un coordinatore accettato dai componenti del Gruppo su designazione del parroco, nelle cui mani al termine del triennio il designato rimette l’incarico. Il Gruppo si riunisce alcune volte nel corso dell’anno, per programmare le attività da realizzare e verificare quelle fatte; frequenti sono invece gli incontri di lavoro di gruppi spontanei più ristretti che affrontano singoli eventi, come il coordinamento della Festa del Patrono San Giorgio, il Concorso di Poesia, la Redazione e la distribuzione del giornale “el campanon” o altro. Poi vi sono i giorni di lavoro per l’allestimento e la guardiania delle mostre in sala San Giorgio o nella Galleria “La Piccola”: questi richiedono la presenza di tutti coloro che possono donare del tempo, qualcuno con competenze specifiche, altri disponibili a qualunque servizio. Gli autori delle poesie segnalate per la Festa del patrono S. Giorgio. 2012 SEMENTI FIORI CEREALI MOLINO F.lli DA LIO s.r.l. Via Miranese, 291 - 30100 Venezia - Chirignago Tel. e Fax 041 912043 Dante LugatoR SARTORIA dal 1961 Pronto Moda Abiti su Misura Abiti Sposo Camiceria Maglieria e Accessorio Spinea (Ve) - Via delle Industrie, 20 (vicino supermercato PAM) Tel. e Fax 041 916724 www.sartorialugato.it - info@sartorialugato.it

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15 E si vivono ogni volta ore di amicizia gioiosa e fraterna. Per quanto riguarda la partecipazione al Gruppo, le dinamiche sono le stesse degli altri Gruppi parrocchiali: la porta è aperta a chiunque ne condivida gli obiettivi, stesi anche in uno statuto, e desideri mettere qualcosa di sé a servizio della comunità. Inoltre, per un corretto rapporto con le Istituzioni, il Gruppo è iscritto all’Albo della associazioni del Comune di Venezia e registrato presso la Regione Veneto. Dopo tanti anni di attività si possono trarre dei bilanci: quali gli obiettivi raggiunti? Possiamo dire di esserci posti due obiettivi principali. Il primo era di continuare con costanza a lavorare dentro la comunità con gli eventi elencati in parte sopra; il secondo quello di costruire una rete di rapporti positivi con le realtà del territorio che, assieme alla parrocchia, sono i motori della nostra vita sociale e civica. Per questo il Gruppo ha portato la presenza e la voce della parrocchia nel Centro “don Orione”, nell’Istituto Comprensivo “C. Colombo”, nella Municipalità Chirignago Zelarino e in altre realtà del territorio. Il critico Giulio Gasparotti e Paolo Gomirato, responsabile de “La Piccola”, alla inaugurazione di una mostra. 2012 A noi pare che dopo 25 anni i risultati non manchino e di questo dobbiamo un grazie a molti: al parroco e ai sacerdoti suoi collaboratori, che ci hanno sostenuto, a tutti gli amici, e sono centinaia, che fin dal 1987 hanno fatto parte del Gruppo, alla comunità che ha risposto con attenzione alle nostre proposte, alle realtà del territorio che spesso hanno manifestato apprezzamento sul nostro operare. Un lampo di stupore È il titolo di un libro di Luca Antonucci, giornalista e manager didattico presso l’Università di Ferrara che raccoglie nella sua opera le cronache di sei quotidiani nazionali del 1978 sui trentratrè giorni di pontificato di Giovanni Paolo I°, papa Albino Luciani. Il libro molto apprezzato per il modo insolito di riflettere sulla figura di Giovanni Paolo I° e soprattutto sul suo pontificato sarà presentato venerdì 11 gennaio 2013, ore 20.30, dallo stesso autore a Chirignago presso il Centro Civico in piazza San Giorgio, in un incontro-dibattito organizzato dal Gruppo culturale “A. Luciani”. La serata permetterà di ripercorrere il cammino di papa Luciani in San Pietro con la forza della immediatezza, rivivere un passato che si fa presente attraverso i passi originali dei quotidiani, gustare la freschezza di un pontificato speciale e comprendere meglio certi gesti di un periodo tanto breve quanto indimenticabile. Per l’amico Mario Pesce Il 31 ottobre scorso è mancato all’età di 86 anni Mario Pesce, un amico speciale del Gruppo Culturale “A. Luciani”, un uomo che amava la bellezza in tutte le sue espressioni. Non c’è stata una manifestazione culturale, organizzata dal Gruppo “A. Luciani”, che non lo abbia visto partecipe e attento, presente finché ha potuto e sollecito nel far arrivare il suo messaggio in altri modi quando l’età e i problemi di salute glielo hanno impedito. Mario era conoscitore appassionato di musica, di canto e di Sacra Scrittura e ringraziava di ogni iniziativa culturale con lo stupore di chi riceve un dono e con l’animo di chi cerca le cose belle come l’ossigeno che fa respirare meglio. Amava il suo paese, la sua gente, la chiesa e il Signore e lo esprimeva con parole commoventi nelle piccole poesie che componeva. Che il Signore gli doni di godere quella bellezza che il suo cuore, quando era tra noi, ha cercato come luce che illumina i passi dell’uomo. Panificio L’arte nei mestieri daL 1850 di Francesco Geom. Belliato via Miranese, 247 30174 Chirignago - Ve Tel. / Fax 041 911316 - off.fabbrilebelliato@libero.it Via Trieste, 231/A - Chirignago (VE) - Tel. 041 917260

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