El Campanon - Pentecoste 2013

 

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Anno XXVII - N.1

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PENTECOSTE 2013 Parrocchia di San Giorgio - Chirignago

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2 La Prima Comunione per 56 bambini Un pane profumato vi aspettava sopra l’altare fatto coi chicchi da voi donati. Un pane leggero ha portato Gesù nel vostro cuore. Il vostro respiro per Lui è musica le vostre parole poesia. Tenetelo stretto: è Amico fedele è Guida sicura è Vera Gioia che vince ogni paura. Giovedì 25 aprile 2013 accompagnati dalle famiglie, da suor Ada, dalle catechiste Anna Maria, Chiara, Daniela, Graziella, Laura e Morena hanno ricevuto la Prima Comunione dalle mani del parroco don Roberto Trevisiol: Beatrice Asfodelo, Alessandro Bertaggia, Alex Biagiola, Riccardo Bizio, Sara Borgognone, Mattia Bortolato, Gaia Boschin, Pietro Brunello, Alessandro Carradori, Pietro Causin, Sara Cavecchia, Marco Cinquegrani, Elieo-Enai Simone Dal Bono, Gaia De Iaco, Francesco Alfonso De Martino, Ilenia Defina, Alessandro Gasparello, Vanessa Giliberti, Samuel Bernard Hervieux, Carlotta Lai, Marco La Pignola, Alessandra Lo Console, Thomas Lombardo, Sebastiano Longo, Caterina Maguolo, Greta Manente, Francesco Metruccio, Alessandro Leon Miatello, Giorgia Mirisola, Greta Monico, Ludovico Moschetta, Emma Mozzo, Mattia Musi, Chiara Olivio, Alice Pasqualetto, Davide Pasqualetto, Michela Patron, Lorenzo Perissinotto, Leonardo Piccolo, Jacopo Pitteri, Giulio Puppa, Agata Pizzi, Gaia Ragazzon, Giovanni Maria Rusi, Marco Saccoman, Andrea Sartori, Sara Seno, Gianluca Simion, Marco Solinas, Mattia Testa, Daniele Vanin, Agnese Vianello, Giulia Vianello, Jacopo Voltolina, Agnese Zamengo, Ambra Vanessa Zottino. Gaia Mancini ha ricevuto il Battesimo il 20 novembre 2011, ma per errore non è stata inserita nell’Anagrafe parrocchiale del numero di Natale 2012. Ce ne scusiamo e le facciamo i nostri migliori auguri. La Redazione Foto di copertina: Chiesa di San Giorgio, lato ovest Foto di redazione el campanon - Anno XXVII n. 1 Responsabile don Roberto Trevisiol P.zza S. Giorgio – Chirignago (Ve) – Tel. - 041/912943 Fotocomposizione e stampa: - AREAGRAPHICA S.n.c.Marghera - VE

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3 Ci parla il Parroco Cari amici, con la Pentecoste possiamo dire che un altro anno “pastorale” è passato. Per anno pastorale intendo quel periodo che va da settembre a giugno e nel corso del quale la comunità vive le “cose” più importanti, le feste più significative, il catechismo, i sacramenti (cresime, comunioni, battesimi). Ogni tanto c’è qualcuno che mi chiede, specie quando vado a benedire le famiglie: come va la parrocchia? Confesso che sono imbarazzato nel rispondere perché mi sento così parte in causa da arrischiare di autoincensarmi se dico “bene”, o di sembrare incontentabile se dico “male”. Dunque, come va la parrocchia? In economia si dice che ci sono dei “fondamentali” che occorre valutare per stabilire se una nazione è sana, se le sue prospettive sono positive, o se le cose non vanno. I “fondamentali” della nostra parrocchia mi sembrano (come i risultati degli esami del sangue) nella norma. Le messe della domenica sono sempre molto affollate, ed anche d’estate non si può togliere una messa perché poco partecipata. Ma occorre non illuderci: la popolazione di Chirignago è di circa 8000 abitanti, e se a messa ci vengono 1500/1600 persone siamo tra il 18 ed il 20 per cento del totale. Poco? Se si guarda la media della terraferma, Mestre e dintorni, siamo in una buona se non ottima posizione. Ma le 6.440 persone che non partecipano lasciano tanta amarezza nel cuore. Il catechismo, nel suo impianto e nella partecipazione è sano. Dalla catechesi per i battesimi, a quella dei ragazzi, dei giovani e degli adulti, perché no?, degli anziani possiamo dire che le offerte sono molte e sostanziose. Il fatto che l’uno per cento della parrocchia abbia partecipato agli “esercizi spirituali” che di per sè sono molto impegnativi, dice che non offriamo solo bagigi. Anche la presenza dei giovani alle attività della Comunità ci consola, e ci fa ben sperare anche perché molti di loro sono accompagnati da due associazioni, l’Azione Cattolica e lo Scoutismo, che garantiscono la continuità nel tempo. Anzi, entrambe queste associazioni festeggiano nel 2013 i 25 anni di vita. E 25 anni non sono pochi. Economicamente non siamo ricchi, ma non abbiamo nemmeno grossi debiti e quelli che ci sono sono sotto controllo. Insomma: non siamo i primi ma nemmeno gli ultimi della classe. Davanti a noi ci sono dei punti di domanda. Il primo e più serio è: rimarranno due i preti a servizio della parrocchia? Rimarranno le suore a servizio della scuola materna? A queste domande non è facile rispondere perché le decisioni non sono nelle nostre mani e perché chi deve decidere non sa che pesci pigliare per rispondere a tutte le urgenze che ci sono. E nel caso che a questo proposito ci fossero in un prossimo futuro delle novità, sapremmo o saprebbe la comunità reagire con senso di responsabilità impedendo che nulla di quanto costruito con tanta fatica vada disperso? Siamo nel mese di Maggio, per tradizione dedicato a Maria. A lei ci affidiamo ancora una volta le affidiamo la nostra comunità. Lo faremo davanti ai capitelli recitando fedelmente il rosario, lo faremo il 31 Maggio quando rinnoveremo la consacrazione della parrocchia alla Madonna. E di sicuro non ci tradirà. Auguri a tutti. Esercizi Spirituali in parrocchia: un’esperienza per crescere. a cura di Pietro Degani Anche quest’anno si sono tenuti a Chirignago gli Esercizi Spirituali della parrocchia. È una delle tante opportunità che ci vengono offerte per crescere: nella fede e in comunità. I partecipanti questo anno sono stati una ottantina. L’argomento era incentrato sul tema della sofferenza visto attraverso il Sacramento dell’Unzione degli infermi e il predicatore era don Roberto. Per quanti non li hanno mai frequentati mi permetto di illustrarne il contenuto e lo svolgimento, in punta di piedi perché anch’io (che non sono più un teenger) sono solo alla terza esperienza. Si svolgono in tre giornate consecutive a partire dal venerdì sera, dopo cena, con la prima riflessione/predicazione, per finire la domenica pomeriggio, dopo il pranzo. Nelle giornate del sabato e domenica si inizia con il momento di accoglienza durante il quale il nostro Don si premura di offrire a tutti un caldo caffè o thè con biscotti. Poi le Lodi del mattino, tutti insieme. Si prosegue con la predicazione sul tema della giornata al quale segue un momento individuale di riflessione e meditazione su quanto appena ascoltato. È il momento del deserto: a mio parere è uno dei più belli perché ti permette di assaporare fino in fondo il senso della predicazione e di alcuni aspetti della stessa che magari non hai colto al meglio. C’è infatti la possibilità di leggere con calma (ci viene consegnato il testo scritto della riflessione del predicatore) e quindi si possono rivedere tutti i passaggi, anche quelli che magari erano stati appena accennati. Gli spazi a disposizione per trascorrere con se stessi questo momento sono svariati: in chiesa, in una delle sale del centro parrocchiale, all’aperto nel cortile dietro la chiesa, in cappella, in sala Bottacin. A tutti viene raccomandato il silenzio per migliorare la propria concentrazione su quanto si sta riflettendo. A seguire poi c’è il momento della riflessione di gruppo. Nel mio eravamo in 12. È questo lo spazio dedicato allo scambio delle personali esperienze sul tema trattato e il dialogo con gli altri apre alla conoscenza di aspetti delle persone che formano il proprio gruppo che altrimenti non potrebbero in alcun modo mai manifestarsi. La mattina si chiude con la S.Messa. La giornata prosegue poi con il pranzo comunitario che è un momento bello di amicizia fraterna nella convivialità. Il pomeriggio si replica: predicazione, deserto, discussione di gruppo. La giornata si conclude con la recita del vespero. Personalmente consiglio a tutti questa esperienza ricca di spunti per rasserenare la propria esistenza e dare un senso al vivere quotidiano.

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4 Dal pontificato di Benedetto XVI a Papa Francesco a cura di Daniela e Mario Vettorelli 11 febbraio 2013. La Chiesa vive un avvenimento unico, straordinario. Papa Benedetto XVI annuncia ai Cardinali riuniti in concistoro: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”. Questa decisione lascia stupefatta non solo la Chiesa, ma il mondo intero. Da questo primo evento ne è scaturito un secondo, altrettanto straordinario: la elezione di Papa Francesco. Pochi giorni dopo, a Castel Gandolfo, Benedetto XVI e Papa Francesco si incontrano e si inginocchiano uno accanto all’altro, in preghiera. Colti da meraviglia, nella Chiesa ci si è chiesto quale significato assumessero il gesto di Papa Benedetto e la elezione di Papa Papa Francesco incontra Benedetto XVI Francesco. Per il credente ciò comporta innanzitutto un atto di fede in Dio che, per opera dello Spirito Santo, conduce la Storia della Chiesa e dell’Umanità intera secondo il suo piano di amore per l’uomo. Da subito, invece, i vari mezzi di comunicazione si sono sbizzarriti nel ricercare quali potevano essere i motivi nascosti, i giochi di potere che hanno spinto Benedetto XVI a prendere una simile decisione. Nel giorno della sua elezione, Papa Benedetto XVI si è presentato al mondo come “un umile lavoratore nella vigna del Signore”. Poche, semplici parole, che racchiudono tutto un programma. “Umile lavoratore” è chi affronta le sfide che la vita di ogni giorno presenta consapevole dei propri limiti e delle proprie capacità. “Nella vigna del Signore” perché al centro di tutto, ispiratore e finalità dell’azione, è il Signore Gesù e la sua Chiesa. Chiesa (e umanità intera) che non è del Papa o dei credenti, ma di Dio. Lo ripeterà con fermezza al termine del suo mandato. Perciò da subito si è messo a servizio dell’uomo. Da quel momento, Papa Benedetto, pur nella sua riservatezza, quasi a sembrare timido, si è proposto a tutti con grande umanità e serenità… Ha cominciato a stupire. Impossibile raccogliere in questo breve cenno la portata del suo ministero. Per raccogliere la testimonianza di ciascuno dei Papi che abbiamo conosciuto nella nostra vita non basterebbe un’enciclopedia. Ma un breve cenno di come Papa Benedetto abbia sorpreso con la sua vita e il suo insegnamento lo possiamo fare. Di elevata statura intellettuale, ha saputo parlare con semplicità e chiarezza infondendo fiducia. Da subito ha ricordato che l’uomo non può crearsi tante verità secondo i propri bisogni perché ciò riduce la persona allo stato di una banderuola al vento, senza punti di riferimento interiori. L’uomo sarà veramente tale se ricerca la verità superiore, se indaga sui valori fondamentali. Insomma se vorrà stabilire un dialogo anche con Dio. Fede e ragione non sono una contro l’altra, come purtroppo molti e molto spesso pensano. Quanto più si allarga lo spazio della ragione, maggiore è la comprensione della Fede. Il suo è stato un dialogo continuo tra fede e ragione. Lo ha testimoniato sempre ed in ogni luogo dove si è recato. Anche se, spesso, del suo insegnamento vari mezzi di informazione hanno preferito presentare alcune affermazioni o prendere alcune parole, isolarle dal contesto e generarne polemica. Arrivando in alcune occasioni a suscitare risposte violente. In una delle sue ultime udienze ha detto: “Ho sempre saputo che nella barca della Chiesa c’è il Signore e il Signore non la lascia affondare”. Con la forza che gli deriva da questa certezza ha offerto un’altra sorpresa: in ogni occasione ha mostrato profondo rispetto per qualsiasi altra cultura e per altre fedi religiose. Occasione per dimostrarlo al mondo intero sono stati i numerosi viaggi apostolici che ha compiuto, sulle orme del suo predecessore Papa Giovanni Paolo II. Ricordiamo infine la sua intima, e in parte manifesta sofferenza, nell’impegno profuso per purificare la Chiesa dall’interno. Nel momento della sua rinuncia ha detto come continuerà il suo servizio: “Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”. BCC CREDITO COOPERATIVO www.bccmarconvenezia.it Marcon - Venezia Chirignago - Via Miranese, 403 - Tel. 041 5440688

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5 13 marzo 2013. La grande attesa è terminata. Papa Francesco si presenta al mondo con la sua calda umanità. Si fa vedere con le doti che il Signore gli ha donato e che Egli ha coltivato. Colpisce subito il modo con il quale si propone, si rapporta con le persone, parla. Per dirla con le parole del nostro Patriarca: “Noi siamo grati alla fantasia dello Spirito Santo, che molte volte supera quella degli uomini“. Alcune persone intervistate circa l’impatto avuto con il nuovo Papa, dicono di aver visto in Lui la spontaneità e semplicità di Papa Giovanni XXIII. Si presenta alla folla convenuta in Piazza San Pietro e al mondo intero e chiede di raccogliersi in preghiera “per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI”. Poi chiede a tutti: “Cominciamo questo cammino, vescovo e popolo: un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia fra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro”. Prima di impartire la benedizione, altra sorpresa: “Prima vi chiedo un favore. Prima che il vescovo benedica il popolo vi chiedo la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione del suo vescovo”. Mentre Papa Francesco si china La Tenerezza di Papa Francesco in raccoglimento, nella piazza si fa silenzio perché il Papa aveva chiesto “la preghiera di voi su di me “. Nasce da subito l’attesa frammista a curiosità per vedere come si muoverà il Papa e cosa dirà. Non tradisce le attese. Nei giorni seguenti è un susseguirsi di appuntamenti e di riflessioni. Ne citiamo alcune perché restino a testimonianza di quanto abbiamo vissuto. “Io vorrei che tutti noi, dopo questi giorni di grazia, avessimo il coraggio di camminare in presenza del Signore, con la croce del Signore. Di edificare la Chiesa sul sangue che il Signore ha versato sulla croce e di confessare l’unica gloria: Cristo crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti ”. Inoltre, con semplicità, ma energicamente, ricorda a più riprese che Dio ci è Padre. È nostro Padre. Che Lui è bontà e misericordia. Non si stanca mai di perdonarci. Caso mai siamo noi che ci stanchiamo di chiederglielo. Richiama a varie riprese la necessita che abbiamo di prenderci cura e custodire il Creato. Nello stesso tempo invita ciascuno di noi ad essere “custode” anche del fratello che ci vive accanto. Questo essere custodi è l’esercitare e il vivere la carità. Avremo modo di conoscerlo meglio e di volergli bene cosa del resto valida per tutti i Papi che abbiamo conosciuto personalmente. Sappiamo che essi hanno tutti accettato di servire il Signore con tutte le loro forze e di condurre la Chiesa là dove il Signore vuole. Per quanto riguarda Papa Francesco sono già stati scritti vari libri sulla sua persona, raccolti suoi scritti, raccontati scelte ed episodi della sua vita. Non sappiamo cosa dirà o farà nel futuro. Di una cosa però possiamo essere certi. Assieme a Pietro professerà: “Da chi andremo, Signore? Tu solo hai parole di vita eterna…. Sulla tua parola getterò le reti… Perché Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

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6 Spazio ai giovani a cura di Pierpaolo Bona Nella nostra parrocchia la voce dei giovani trova il suo spazio sulle pagine di CO/GI PROPOSTA notiziario della Comunità Giovanile, che si può prendere liberamente e gratuitamente. Fondato verso la fine degli anni Ottanta da don Roberto Trevisiol con il nome “Il Viandante”, dopo qualche tempo assunse il nome attuale e passò sotto la responsabilità dell’allora cappellano Don Andrea Volpato. Dal 2010 non è un’alternativa a Proposta, il notiziario per tutta la Comunità di Chirignago, ma una sua Integrazione, nata, fin dall’origine, con lo scopo di attirare l’attenzione dei più giovani sui temi di maggiore interesse. Andando a ritroso nel tempo scopriamo articoli ancor oggi di attualità. UN ANNO NUOVO IN UN PAESE CHE CAMBIA Ce ne siamo accorti tutti. Qualche mese fa ha chiuso la Ninea, le antiche mercerie che hanno fatto la storia di Chirignago. Poi ha chiuso Gastone, il calzolaio di via Trieste che assieme a quello in piazza ha aggiustato le scarpe a tutto il paese. E infine, il colpo al cuore, anzi, alla gola, con la chiusura della pasticceria Vidal alla quale tutti attingevamo nei momenti di sconforto. Chirignago sta cambiando. Abbiamo guadagnato una bottega di opere d’arte di rara qualità (da Candiani a Licata, tanto per citarne due), un ufficio delle Poste nuovo di zecca, un negozio per la cura del corpo, un fritoìn… una Casa Nazareth bella come nessun’altra… una piazza che… meglio lasciar perdere. CO/GI Proposta non è Chi apre e chi chiude. Però questi cambiamenti nel loro piccolo lasciano il segno. Una cosa non cambierà: l’animo di Chirignago. Quello spirito per cui ogni volta che entri in un negozio la commessa ti chiede come va a scuola e tu prontamente rispondi dando del “tu” a chi sta dietro al banco. Quella voglia di conoscersi che fa sì che il barista conosca alla perfezione i suoi clienti, con i loro problemi e le loro speranze. In fin dei conti è lo spirito che si vive anche qui da noi, in parrocchia. Ed è lo stile che ci viene chiesto di mantenere con i nuovi arrivati che si aggiungeranno presto alla nostra famiglia. Sto parlando dei residenti del villaggio San Giorgio, appena costruito. Facce nuove, provenienti da altre realtà, da altre esperienze. Non è facile cambiare casa, parrocchia, scuola, amici. Spetta a noi rendere più facile questo salto. Noi, con il nostro stile semplice e accattivante possiamo e dobbiamo fare la nostra parte. Questa è una delle sfide che ci attendono in questo 2004 appena iniziato: “Ero forestiero e mi avete ospitato nella vostra casa” (Mt 25,35). Fabio (2004) CO/GI è anche il modo di presentare “sfidanti” proposte … PERCHÉ UNA MESSA DEI GIOVANI All’inizio eravamo rimasti d’accordo di non divulgare troppo la cosa. Per questo ho tastato il polso con qualche domanda senza impegno. Poi ho inviato una trentina di lettere a giovani delle età più diverse, e la risposta è stata sorprendente. Non mi voglio illudere, ma chi non ha detto un sì pieno si è quasi scusato per non poter partecipare a causa degli orari di scuola. Resta il fatto che non mi illudo, né voglio farlo nei prossimi giorni. E anche se la proposta dovesse fare paf, non mi dispererò. Sarò solo contento di averci almeno provato. Si tratta di questo. Nel passato, fino a qualche anno fa, esisteva una messa dei giovani (il Giovedì sera) molto partecipata. Spesso eravamo più di quaranta. … Col passare degli anni, soprattutto negli ultimi, la partecipazione è calata progressivamente sia di numero che di qualità…. Così fu inevitabile chiudere … Nella mente il pensiero di riprovarci non si è mai attenuato. E così quest’anno, sollecitato da qualche riflessione che mi ha colpito particolarmente, a proposito del fatto che arrischiamo di non fare più proposte forti ed esigenti, ho deciso, d’accordo con don Gianni, di tentare una strada nuova: il secondo e quarto mercoledì del mese, alle 6,30 del mattino, celebreremo una nuova messa dei giovani. Sarà una celebrazione semplice, che dovrà terminare per le 7.00, nel corso della quale non ci sarà l’omelia. Che sarà sostituita dalla lettura di alcuni titoli del quotidiano di giornata, per pregare per le necessità più impellenti del mondo. E, dopo la lettura dei titoli, chiederemo a tutti che impegni scolastici o di altro genere li attendono, per poter pregare insieme per ciascuno: “Cosa ti aspetta, oggi, a scuola?”. “Ho un’interrogazione in inglese”. “Io, invece, ho un compito di italiano”. “Io devo andare dal medico per una visita”. E le preghiere di tutti saranno per coloro che ne avranno particolare bisogno. Certo l’ora è antelucana. Occorrerà avere il coraggio di una levataccia. Spero che qualcuno abbia questo ardire. Dopo Messa spero di essere in grado di offrire almeno un tè con un po’ di biscotti a chi non avesse una fretta del diavolo. Andrà? Non andrà? L’importante è tentare. E … siete tutti attesi. Don Roberto (gennaio 2004) Via Trieste Via Miranese CHIRIGNAGO Via Anna Marovich A.C.A.D. SUPERMERCATI Centro regionAle DellA DAnzA Corsi professionali e amatoriali di danza classica e contemporanea Filiale di CHIRIGNAGO Via F.lli Cavanis, 42 Via Anna Marovich, 5 Mestre - VeneziA Località Chirignago tel 041.5441982 - cell 347.31.54.302 30174 CHIRIGNAGO (VE) tel. 041 5440573

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7 … e, a distanza di tempo aver modo di verificarne il risultato: PROVARE PER CREDERE Devo dire la verità: la Messa dei giovani del mercoledì mi ha subito entusiasmato. Forse sono rimasta un po’ stupita dall’orario ma ciò che m’interessava davvero era quello che si sarebbe fatto: non la solita Messa, ma qualcosa di molto più bello e “geniale”, se così si può definirlo. Ho sentito anche critiche perché secondo tantissime persone è una pazzia svegliarsi così presto per andare a Messa prima di andare a scuola o a lavorare. In tutta onestà, come ho scritto sopra, l’orario aveva colpito anche me. Sono convinta però che non si possono criticare le cose senza averle provate. Non sono riuscita ad essere presente all’esordio ma ho giurato che la seconda volta non me la sarei persa e infatti NE È VALSA LA PENA. Immaginatevi la cappellina alle 6.30 del mattino e una quarantina di giovani e giovani-adulti riuniti per quella che in effetti è cominciata come una Messa normale, ma poi... non illudetevi che stia qui a raccontarvi com’è andato il poi, perché dovete per forza provarlo di persona. Alla faccia dell’orario o della giornata che vi aspetta. Vi assicuro, è stata una cosa tranquilla, piacevole e per niente noiosa. È stata una cosa che mi ha fatto vivere la mia giornata in maniera diversa (l’ora non ha pesato neanche un po’). È stata una cosa che credo durerà nel tempo. Una cosa che, davvero, dovete provare. Poi potrete anche continuare a dire (non credo lo farete) che è una pazzia, ma perlomeno l’avrete constatato con i vostri occhi... Daniela (febbraio 2013) L’anno della Fede … un’occasione per scambiarsi opinioni, per riflettere ad alta voce. Non è un giornalino che parla solo della vita della Chiesa. Ogni argomento è utile per indurre il lettore a riflettere… NOI GIOVANI Stanchi. Dobbiamo ancora cominciare e siamo già stanchi. Abbiamo pensato di scrivere questo articolo perché ci pareva utile esprimere anche la nostra opinione nonostante il fatto che non abbiamo ancora il diritto di votare. È possibile che una generazione di persone che viene chiamata “Il futuro della società” a cui tutti dovrebbero dare molta attenzione ed un buon esempio, sia convinta che gli adulti, ed in particolare i politici, siano solo una gran massa di persone corrotte e senza onore che nonostante tutto ci ostiniamo ancora a chiamare “onorevoli”? Vorremmo proprio sapere perché essi vogliono essere giovani ma nonostante ciò non riescono ad amarci, o perlomeno a farci sentire che per loro siamo veramente importanti, e non oggetti sfruttati da una società del consumo. Forse non si rendono conto che noi guardiamo a loro. Qualcuno diceva: “Devi sempre comportarti bene con i giovani perché saranno loro, in un futuro, a scrivere di te”. Con quest’articolo non vogliamo fare una protesta ma vorremmo, in qualche modo, che ne venisse fuori qualcosa di costruttivo. Vorremmo ci potesse essere un dialogo tra giovani adulti aperto, dove non siano solo gli adulti a lavorare ma in cui giovani ed adulti collaborino insieme. Alla fine di questo dialogo vorremmo poter guardare gli adulti con fiducia e poter essere guardati dagli adulti con speranza. Leonardo e Francesco (febbraio 2013) PASQUALETTO VIA MIRANESE, 492/A - CHIRIGNAGO (VE) Tel. 041 913447 - Fax 041 913447 - E-mail: pasqualettosnc@libero.it

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8 … a confrontarsi con idee diverse fra loro… VOTO: SI O NO? Sgomento e paura. Questo è quello che ho provato leggendo e rileggendo il tuo articolo sulla tua scelta di non andare a votare alle prossime elezioni. Mi faccio una domanda: se molti la pensano come te e non andranno a votare, che fine farà il mio paese? Mi spiego; le elezioni politiche non hanno bisogno di un quorum, questo significa che, se anche solo il 30% della popolazione va a votare, chi in questa minima parte ha la maggioranza sale al governo. Questo significa che il mio governo, si perché che ci piaccia o no, che siamo d’accordo oppure no, quello che verrà sarà anche il mio, il tuo, di governo, e sarà espressione di una piccola parte di noi. Concordo con te che il panorama politico adesso non è molto fornito di opzioni ma il non votare non significa, a mio avviso, dire NO al loro gioco, vuol dire secondo me “fate quello che volete, a me non interessa”; e mi dispiace a questo io non ci sto, vuol dire far morire il primo strumento della democrazia, vuol dire fregarsene completamente del proprio paese e del proprio futuro. Inoltre se ti astieni dal votare, quando il prossimo governo farà qualcosa che non ti andrà bene non avrai il diritto (morale) di protesta, tanto, dalle tue scelte si evince che per te va bene tutto. Pensiamoci; gli assenti hanno sempre torto. Francesco (2012) RISPOSTA A FRANCESCO VOTO: SI O NO? Caro Francesco, grazie per aver risposto al mio articolo. Prima di risponderti, permettimi di fare una premessa: non é mia intenzione convincere qualcuno di voi a non votate, e se porto avanti questa discussione non lo faccio con questa finalità. Ho espresso il mio punto di vista, qualcuno (tu) ha controbattuto (aggiungerei giustamente) ora provo a difendermi. Quello che penso l’ho già detto, non starò a ripetermi, piuttosto vorrei farti capire perché non sono d’accordo con te. Non votare qualcuno non significa ‘fregarsene’ quando vai a votare puoi anche fare mettere agli atti che hai deciso di annullare il tuo voto. Non sto parlando di fare schede nulle, ne di “assenteismo” (sebbene, probabilmente sarà la mia scelta) dico che tu puoi andare dagli addetti alle urne e fare si che scrivano sul loro registro che tu hai deciso di non votare nessuno questa volta. Questo non vuol dire che per me va tutto bene, vuol dire che per me va tutto male!! Utile? Probabilmente no. Esattamente come lo sarebbe votare uno qualsiasi tra i vari candidati. Ma spero concorderai con me se dico che in questo modo, almeno, hai dato un segnale! Sul voto come primo strumento di democrazia... parliamone, puoi eleggere davvero qualcuno che ti piace? O puoi solo limitarti a scegliere individui che il partito ha deciso di promuovere? Puoi davvero indire referendum per abrogare leggi che non ti piacciono? Un referendum deve SEMPRE essere approvato da un organo addetto a questa funzione, prima che si possa votare. E non importa se hai raccolto 60 milioni di firme. Abbiamo fatto un referendum per bocciare il nucleare in Italia... e poi ce lo ripropongono!!! Allora facciamo un altro referendum, tanto lo paghiamo con le nostre tasse è risaputo che i cittadini italiani abbiano soldi da buttare per dire no a cose a cui hanno già detto di no. Caro Francesco, mi rendo conto benissimo che non andare a votare non sia la soluzione ai nostri problemi. Ma, se non altro, è un modo per urlare la nostra indignazione. L’unica vera soluzione, purtroppo, è una presa di coscienza da parte di TUTTO il popolo italiano. Dovremmo sollevarci, tutti insieme, contro questo sistema che tanto “democraticamente” continua a seppellirci. Federico (2012) Federico Cundari e Alice Marianni collaboratori di CoGi Proposta CO/GI proposta “esce se e quando c’è qualcosa da dire”, vale a dire che si tratta di un quindicinale che pubblica gli scritti di chiunque voglia condividere con gli altri le proprie idee, esperienze ed opinioni ricordando sempre che il sentiero è comunque quello CRISTIANO e che quanto viene scritto è opinione e pensiero di chi firma l’articolo e, sempre con rispetto delle opinioni di tutti, non necessariamente condiviso o condivisibile da parte del Parroco (come ha avuto modo di precisare Don Roberto in occasione di un recente articolo apparso su Cogi). Non mancano poi momenti di “leggerezza”: commenti sui testi di canzoni famose e le immancabili vignette satiriche di Francesco Bortolato. ACCONCIATURE UOMO E DONNA ORARI: Martedì 9.00 - 20.00 Mercoledì e Giovedì 9.00 - 18.00 Venerdì 9.00 - 20.00 Sabato 8.30 - 17.00 Via Miranese, 201/A - 30174 Chirignago VE - Tel . 041.917665 Filiale di Chirignago Via Miranese, 265/a - Chirignago - Tel. 041 5440851

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9 Diritto di recessione a cura di don Andrea Longhini Guardo spesso compiaciuto il mio nipotino quando, arrivando a casa sua, risponde un secco ”NO!” all’invito di mia sorella,“saluta lo zio!”. Dopo due minuti infatti risuona il magico… “zio vieni a vedere che ti mostro una cosa bellissima!”, le figurine dei Dino-froz oppure un nuovo dinosauro nella sua infinita collezione. Ha 3 anni e mezzo, cambia idea con niente. È normale. Capisco meno, e guardo con minor compiacimento, quel giovane che cambia sport o hobby ogni anno “perché non mi trovavo più bene”… Cambierà sport, cambierà scuola, cambierà morosa, cambierà moglie, cambierà figli… eh, no, quelli te li tieni. Pensavi che si potesse recedere da tutto nella vita, che ogni impegno fosse reversibile, che si potesse cambiare tutto e invece… al tuo esser padre o madre devi rimanere fedele finché sei su questa terra. E se non te lo dice la coscienza te lo ricorderà presto l’ordinamento giuridico vigente. Eh si, nel mondo degli adulti agli impegni si rimane fedeli…. ma oggi non è così. Nella vita comunitaria e associativa di Chirignago aumentano gli adulti incapaci di fedeltà per se stessi e per le scelte inerenti la crescita umana e religiosa dei figli: mio figlio non viene a quell’uscita perché è via; quella sera non ci siamo perché c’è il compleanno della nonna… mia figlia non partecipa più, perché non ha più voglia. Sono frasi che ritornano e che fanno emergere una grave lacuna dell’adulto del 2013. Viene a galla infatti la facilità con cui oggi si vien meno alla parola data, all’impegno preso all’inizio di un cammino con un gruppo, con una squadra con un’associazione. Il bambino non ha più voglia? Il bambino si sente “stressato” (a 10, 11 anni!)? Lo assecondo, lo tolgo dalla squadra di calcio, dal corso di chitarra o dalla vita dell’A.C.R. Lo tolgo senza insistere, senza fargli capire che altri (educatori ed amici) hanno scommesso su di lei o lui. Che altri hanno preso impegni morali o anche economici, che altri si giocano la vita famigliare, contando sulla sua presenza. Questo atteggiamento non solo è irrispettoso verso gli adulti che “si fanno il mazzo “ per questi figli ma è altamente diseducativo per i bambini che, come detto, cresceranno convinti che nella vita si può sostanzialmente “recedere” tranquillamente da tutto senza pagarne le conseguenze, ad un certo punto anche dal si detto all’altare! … e quanto male si faranno sbattendo un giorno il naso contro la realtà che farà capire loro che questa è una pia illusione. Ma la colpa non sarà loro ma nostra. Di noi, adulti del 2013, che non li abbiamo educati alla fedeltà, al mantenere gli impegni presi ad ogni costo. Infine è triste e difficile da capire perché tra i primi soggetti a farne le spese siano i gruppi e le associazioni della parrocchia, proprio quelli che aiutano i figli a dare un senso più alto a tutte le cose che fanno e faranno nella vita. Li togliamo da quei soggetti comunitari che permettono a Dio di diventare per loro un punto fermo, un’ancora sicura della loro vita. Priviamo i nostri piccoli della possibilità di crescere con la fede in Gesù Cristo quella che noi abbiamo smarrito negli anni e di cui alla fine priveremo anche loro. Poi non veniamo a piangere se si rovinano la vita o se la rovinano a noi, perché sarà troppo tardi. Fedeltà, agli uomini, a Dio, agli impegni, alla comunità. Fedeltà, la parola magica, il segreto della felicità, la chiave di volta di un’esistenza riuscita. CONCESSIONARIA E S C L U S I VA MESTRE VENEZIA Via SanSoVino, 28 30173 MeStre Venezia tel. 041 5315820 Fax 041 5328678 P.iVa 03926390273 www.veneziamoto.com info@veneziamoto.com Autodemolizione Via della Tecnica, 9 - 30175 MARGHERA VENEZIA Tel. 041 5382064 ric. aut. - Fax 041 5382065 www.volpatosrl.com info@volpatosrl.com

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10 Ancora a proposito di scuola…e di passaggi a cura di Katia Vanin Mi chiamoTeresa De Iaco e dallo scorso settembre sono in prima media. Ho frequentato le elementari alla “Colombo” in via Bosso. Ripensando a quel periodo, l’anno che mi è piaciuto di più è stato l’ultimo perché in quinta uscivamo più spesso in giardino per giocare e ci divertivamo tanto; è stato quello il periodo nel quale ho conosciuto l’attuale mia migliore amica. Mi piaceva la nostra aula perché era abbastanza grande e di fronte ai banchi dei ragazzi c’era la finestra da cui entrava una bella luce e si poteva vedere il giardino. Il ricordo più bello che ho è quando facevamo i cartelloni delle gite o degli argomenti studiati; invece una cosa che mi pesava erano le letture animate: prepararle era divertente, ma non mi piaceva esporle perché Teresa De Iaco non mi sento a mio agio nel parlare in pubblico. Un aspetto negativo è stata la mensa per tutti e cinque gli anni: il cibo che preparavano non mi andava molto, preferisco quello di casa! Alle elementari durante la merenda uscivamo poco, non si poteva correre e non potevamo portarci le patatine, mentre ora usciamo in giardino tutti i giorni e siamo più liberi durante la ricreazione. Anche il rapporto con gli insegnanti è diverso, perché meno familiare. Una cosa che apprezzo della scuola media è l’attività motoria che è molto divertente e si prende più sul serio; e poi i compagni che trovo simpatici. Una difficoltà che incontro è l’ora di musica, perché non mi è mai piaciuta molto e non mi sono mai interessata più di tanto, perciò la trovo difficile. E poi danno molti compiti! L’edificio è abbastanza carino, ma è piuttosto vecchio. Ci sarebbe proprio bisogno di un laboratorio di scienze! Prima che iniziasse l’anno, avevo paura di come potessero essere i professori e le interrogazioni. Invece ho trovato i prof abbastanza simpatici e ho scoperto che le verifiche non sono così terribili come pensavo. Sono contenta di andare alla scuola media: è una esperienza nuova ed è bello provare la novità. Mi chiamo Emma Michieletto. A Chirignago ho frequentato le scuole elementari e adesso sono alle medie. Alle elementari mi piaceva quando lavoravamo tutti insieme con i compagni e le maestre, ad esempio per preparare un cartellone. Ricordo che due anni fa abbiamo costruito un bel percorso sul tema della musica. Mi sono rimaste nella memoria anche le uscite didattiche perché ci divertivamo tanto. Devo dire che della scuola non c’era qualcosa che non mi piacesse, era divertente. Emma Michieletto Farmacia cometti Il consiglio e la cortesia sono al vostro servizio Delizie e traDizione Bar Pasticceria Piazza San Giorgio, 10 - 30174 Chirignago - VE Tel. 041 5442945 - Fax 041 5038413 - info@clarin.ve.it aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 20.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00 Via miranese, 221 chirignago (Ve) - tel. 041 915622

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11 Ora che sono alle medie non trovo poi tanta differenza. Pensavo sarebbe stato più difficile, mi aspettavo qualcosa di più impegnativo o che ci fosse un rapporto diverso con gli insegnanti, invece quest’anno l’ho affrontato abbastanza bene e mi sono trovata a mio agio. Direi che la scuola media è un po’ più faticosa per i compiti, ma non eccessivamente. La scuola elementare era più grande e spaziosa; qui alle medie è più piccolo,però riusciamo comunque a fare tutto; forse sarebbe utile che fosse più capiente,più spaziosa per tutti gli alunni che la frequentano. Di solito quando provo qualcosa di nuovo non sono tanto sicura di farcela da sola, ma se sono con altri amici mi sento più tranquilla e più felice. Nel passaggio alle medie con i compagni ci conoscevamo già tutti e questo mi è stato di aiuto; grazie a loro mi sono trovata bene e sono riuscita ad affrontare meglio questa nuova avventura. Il cambiamento ti aiuta a diventare grande e a confrontarti anche con persone che non ti erano proprio simpatiche. È stato così anche per me: sento di essere cresciuta, sono diventata amica di persone che non conoscevo bene e con le quali ora ci frequentiamo di più. Il mio nome è Riccardo Curto. Della mia esperienza a scuola voglio raccontare sia gli aspetti positivi che quelli negativi. Alle elementari la cosa bella è che le nostre maestre ci hanno fatto lavorare molto e ci hanno insegnato proprio bene, abbiamo fatto tante cose interessanti. Il ricordo più bello che mi è rimasto è la prima uscita didattica che abbiamo fatto: siamo stati al Farfallario sui Colli Euganei; c’erano sale immense con le farfalle che si appoggiavano sulle nostre teste! Era la prima volta che uscivamo con le maestre. Un aspetto negativo è che stavamo spesso in aula a lavorare e andavamo poco in giardino a giocare.E poi avrei preferito qualche gita scolastica in più. La scuola media è un luogo totalmente diverso dalle elementari: per esempio devi dare sempre del lei al professore come segno di rispetto. Mi piace il fatto che gli insegnanti non stanno sempre a guardarci, ci danno maggiore autonomia nello svolgere le attività. Purtroppo ti fanno lavorare di più rispetto alle maestre, però è logico perché sto diventando più grande e devo adattarmi a quello che mi viene richiesto. Per quanto riguarda la struttura io preferivo tantissimo le elementari perché avevamo aule ampie, un atrio grande e un bel giardino. Ora invece le aule sono piccole e l’arredamento è vecchio; e poi alcuni materiali li dobbiamo portare noi da casa,come ad esempio le risme di carta.Secondo me la scuola media avrebbe bisogno di essere ampliata o di riprendersi l’edificio che ora è usato per l’asilo.Forse per avere a disposizione materiale nuovo si potrebbe chiedere a qualche sponsor. Nel passare alla scuola media sono stato contento di quello che ho trovato, perché ci sono nuove materie che considero un ampliamento di quelle delle elementari. Non ho incontrato difficoltà nemmeno con i compiti perché le maestre ci avevano già abituati. Me l’aspettavo peggio perché avevo sentito dire che i professori davano tanti compiti o che non ti trattavano bene, ma non è vero. Anzi incentivano la creatività e la fantasia perché le insegnanti di musica, arte e tecnologia propongono dei corsi al pomeriggio dopo la scuola (pianoforte, chitarra, percussioni, coro, lavori di Natale …) . In più ho conosciuto compagni nuovi con i quali mi trovo molto bene! Riccardo Curto ADAEDRERNETNETEADAEDRERNETNETE intinertemremdeiiadnzitianeiozrtenimorinemdieiadziaioznioini imimomboilbiaiilmriaiimri omboilbiailriai ri via trieste, 2v4ia9tr(fieiasntec,o2p4o9st(efi)anco poste) A AG GE ENANZAGZI GEAI EAN NZviZiaIninTvfTt33fieorAaoIeii00ne@l@lTt13.fs.1rAo//eti70aea@F7Fl4g1,s.ag4/ate7a2exFcen4gx,4haczne0v92iihxcarzin0i4ai4nhiiiegz(nTra0v14f9iimfniTtiar33feoa4rgeoi1eaiegim09(0nne@m1l@nfgmlnTti13.f1sc.e1aroao9//eatio7m0m9ac5ena@F7Fggli14g1,1(sc.9.eapgveo4/caoteo7ac255e6eooxFcecni4gx,(4)9.h7sm9ac(pizvnce0v.t92ii6ehoeoxcarcz6n0e4i4))h7smiiegoz()ra071t4f9iimeniiarma4gei)1aegm9(nm1nfgmni1ceaao9aomm9c5nggi11(c9.epveocooc556eooci()9.7sm9(pivcv.t6eoeoc6e))7smo)7tem) I MI M MO OB IIBLMII LMAI RAMOEROBEIBLIILAwwI RwwAwwERw..aawEg.geanegzneianzeziwwaimawweemwmmwew.m.acmawig.e.cgeaconecig.mzcinei.oanczmezioaimameemmmemcmi.ececoci.mci.ocmom Produzione piumini, copripiumini Trapunte e guanciali Piume per imbottiture di Claudia Fabris Favaro Spaccio aziendale Via Miranese, 448 • Chirignago - Venezia Tel. 041 912018 - Fax 041 5441444 www.fabrispiumini.com - info@fabrispiumini.com

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13 Chirignago oggi Molte volte rincasando mi chiedo quale sia la “misura esatta” del territorio in cui vivo. Non è facile o scontato, per chi risiede a Chirignago, rendersi esattamente conto di dove uno in realtà abita, degli esatti confini che delimitano il nostro territorio e di quante persone uno abbia realmente al proprio fianco. Chirignago è da sempre legata all’asse viario di via Miranese e via Trieste, un agglomerato urbano anche densamente abitato, ma senza un vero e proprio centro o ancor peggio senza una propria identità chiaramente identificabile e dire che, se ci guardiamo attorno con attenzione, potremmo notare talune eccellenze architettoniche più vicine di quello che pensiamo! Perché non porle Piazza “Vittorino da Feltre” in maggior risalto o meglio ancora non renderle accessibili? Analizzando però con attenzione il nostro territorio, si possono scoprire dei dati indicativi di una realtà non sempre così negativa come si potrebbe sembrare, perlomeno rispetto ad altre aree del territorio vicino. A tal proposito, cito alcuni dati contenuti in un pregevole lavoro realizzato a cura della nostra Municipalità dal dr. De Marchi nell’ambito del “Progetto Scuola”: è uno studio che spazia dall’esame della popolazione alle strutture scolastiche, dalla viabilità alla ricettività delle nostre scuole, dai flussi della popolazione all’analisi delle fasce d’età. Per questioni di spazio, mi soffermerò solo su alcuni dati, ma invito chi lo potesse a leggere questo lavoro interessante. La popolazione residente nel Comune di Venezia al 30 aprile 2012 contava esattamente 269.743 abitanti, di cui 127.274 di sesso maschile e 142.469 femminile. Dentro questo “macro numero”, possiamo riscontrare i seguenti dati, suddivisi fra le varie Municipalità del Comune di Venezia, espressi in ordine decrescente: - Municipalità di Mestre e Carpenedo - Municipalità di Venezia, Murano, Burano - Municipalità di Chirignago, Zelarino - Municipalità di Marghera - Municipalità di Favaro Veneto - Municipalità di Lido, Pellestrina abitanti complessivi 89.167 abitanti complessivi 67.039 abitanti complessivi 39.391 abitanti complessivi 28.928 abitanti complessivi 23.998 abitanti complessivi 21.220 Possiamo notare che la nostra Municipalità si pone subito dopo le aree, ben più estese, di Venezia e Mestre, ma davanti a Marghera ed a Favaro Veneto che pur farebbero presupporre altri risultati. Ancor più interessante è la variazione anagrafica nel periodo 1999 - 2009: Venezia ed isole hanno registrato un decremento della popolazione di circa 8.500 abitanti; Lido e Pellestrina di circa 1.600 abitanti; Marghera, Mestre e Favaro Veneto hanno mantenuto sostanzialmente lo stesso numero di abitanti complessivi. L’area di Chirignago e Zelarino invece ha incrementato la propria popolazione di ben 2.607 abitanti. La popolazione si è mantenuta sostanzialmente invariata anche nel biennio 2010 - 2012: - Venezia, Murano, Burano - Lido, Pellestrina - Marghera - Mestre - Favaro Veneto - Chirignago, Zelarino meno 1.649 abitanti meno 371 abitanti invariato invariato invariato più 643 abitanti Cerimonie Addobbi floreali Vendita e Assistenza Piante varie e Bonsai Composizioni funebri Salumi e Formaggi Specialità gastronomiche di nostra produzione Chirignago (VE) - via Miranese, 413 Tel. e Fax 041 915391

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14 Il totale della popolazione della Municipalità di Chirignago, Gazzera, Zelarino, Cipressina, Tarù ed Asseggiano al 30 aprile 2012 risultava essere pari a 39.391 abitanti. Altro dato significativo, che dovrebbe far ben sperare per il nostro prossimo futuro, è quello relativo alla presenza dei giovani. Nella fascia “under 19” la situazione risulta essere la seguente: - Chirignago, Zelarino - Marghera - Favaro Veneto - Mestre, Carpenedo - Lido, Pellestrina - Venezia, Murano, Burano 17,12 % della popolazione 16,96 % della popolazione 16,87 % della popolazione 15,85 % della popolazione 15,21 % della popolazione 14,48 % della popolazione Per contro, anche nella fascia d’età “over 60” riscontriamo una percentuale di tutto rispetto e in ogni caso ben più bassa della media nazionale: - Marghera - Chirignago, Zelarino - Favaro Veneto - Mestre, Carpenedo - Lido, Pellestrina - Venezia, Murano, Burano 29,68 % della popolazione 30,02 % della popolazione 31,50 % della popolazione 33,09 % della popolazione 36,57 % della popolazione 36,70 % della popolazione Analizzando con attenzione questi dati, e confortati dal numero dei nuovi nati nel primo semestre del 2012, pari a 165 “nuovi abitanti”, 79 maschietti e 86 femminucce, si può affermare che il nostro territorio ha le carte in regola per poter essere ben strutturato e rappresentato nei prossimi anni. A questo punto però sta a noi usare con intelligenza e spirito Cristiano tutti gli strumenti che ci vengono messi a disposizione. Qualche tempo addietro era molto più in voga il detto “l’unione fa la forza”. Sarebbe oggi utopistico pensare di remare tutti indistintamente nella stessa direzione. Il grado culturale, l’evolversi dei tempi, il sociale in cui viviamo, i media che ci circondano, contribuiscono in moltissime occasioni a livellare i valori assoluti delle persone, ma ci sarà sempre qualcuno che giustamente la penserà in modo alternativo o semplicemente diverso. Credo sia doveroso rispettare i pensieri e le opinioni di chi non la pensa come noi, ma, se perlomeno tutti noi Cristiani avessimo il coraggio di attuare tutti quei buoni proponimenti che il più delle volte rimangono ben nascosti dentro noi stessi, …otterremo di certo un enorme positivo risultato. Ad iniziare proprio da “casa nostra”, da quel territorio così grigio che, magari solo con un po’ di impegno comune, potrebbe divenire un po’ meno “plumbeo”. Fabio Bettin Chirignago a sud della piazza Villaggio “San Giorgio” a Chirignago SEMENTI FIORI CEREALI MOLINO F.lli DA LIO s.r.l. Via Miranese, 291 - 30100 Venezia - Chirignago Tel. e Fax 041 912043 Dante LugatoR SARTORIA dal 1961 Pronto Moda Abiti su Misura Abiti Sposo Camiceria Maglieria e Accessorio Spinea (Ve) - Via delle Industrie, 20 (vicino supermercato PAM) Tel. e Fax 041 916724 www.sartorialugato.it - info@sartorialugato.it

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15 Detto… fatto Con grato ricordo mi capita spesso di ritornare ad uno degli ultimi Consigli pastorali parrocchiali nel cui ordine del giorno, su stimolo di un consigliere subito fatto proprio da tutti gli altri, parroco e viceparroco compresi, si è ritenuto di dover recuperare quella bella e positiva relazione vitale da sempre intercorsa fra parrocchia e Istituto. Molto viva nel passato, in tempi più recenti, per una serie di concause, essa è andata incontro ad uno sfilacciamento di rapporti, confronti e legami di condivisione, di compartecipazione, di effettiva reciproca vicinanza. Ricordo come, con tutta franchezza, in quella serata sia stato riconosciuto il vicendevole allontanamento delle due sponde quasi che Parrocchia e Istituto non avessero più gran che da dirsi, da comparteciparsi sopratutto in termini di idealità umane e cristiane percependo, tuttavia, al contempo la convenienza di un vicendevole riavvicinamento che tornasse a promuovere potenzialità valoriali, atte a dare significativa testimonianza di un costruttivo reciproco rapporto. Ricordo il calore e le incoraggianti espressioni del nostro parroco con le quali ha inteso rinverdire detta relazione proponendo ai singoli gruppi legati alla vita della nostra comunità cristiana – che sono davvero tanti! - a rendersi concretamente disponibili per un servizio di volontariato, di animazione ludica, di partecipazione a qualche iniziativa come, ad esempio, accade ogni prima domenica del mese nella quale, come Istituto, viviamo il nostro mensile incontro con parenti, volontari, dipendenti e... ragazzi. Ricordo come, nel breve volgere di tempo, è stato organizzato un calendario di massima utile a “riempire” i buchi lasciati da altre presenze esterne alla parrocchia e ricordo anche come ben presto siano comparsi i primi nomi a confermare la loro disponibilità ad interagire con noi sulla base di una fantasia davvero amica. Ecco, allora, spiegate le due paroline del titolo “Detto... fatto”. Esse riconoscono come “prova provata” che le riflessioni condivise nella serata di quel Consiglio pastorale parrocchiale si sono concretamente trasformate in... fatto e così hanno cominciato a giungere tra noi i primi scouts, i componenti del coro “Le altre note”, è venuto il buon Piero per cuocere le... castagne d’inizio novembre e, ancor ora, continuano a venire ogni prima domenica del mese un gruppetto di amici con i quali condividiamo, dopo la santa messa, il “caffè di Don Orione”, ecc... ecc... eppoi, da parte nostra, settimanalmente condividiamo con la comunità cristiana del paese la liturgia eucaristica e, quando riceviamo l’invito a partecipare a qualche iniziativa culturale (es: la festa di San Giorgio) la nostra adesione, almeno come rappresentanza, non manca mai. Per davvero, dunque, le due braccia di quell’unico corpo formato da Parrocchia e Istituto sono tornate ad un reciproco vicendevole tendersi nel ben percepito desiderio di stringersi la mano per restare uniti e sempre ben disposti a significativi interscambi per l’utilità comune e per dare il segno forte che vivere in comunione è bello sul serio. don Nello Tombacco Direttore del Centro “Don Orione” ragazzi della Comunità di Scorzè in visita al Centro “Don Orione Panificio L’arte nei mestieri daL 1850 di Francesco Geom. Belliato via Miranese, 247 30174 Chirignago - Ve Tel. / Fax 041 911316 - off.fabbrilebelliato@libero.it Via Trieste, 231/A - Chirignago (VE) - Tel. 041 917260

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16 Il Cardinale Carlo M. Martini ai giovani (2002-2008-2009) a cura di Mario Scantamburlo Non abbiate paura di essere i santi del terzo millennio! Il desiderio di essere felici è il sogno e il progetto più grande che portate nel cuore. Papa Giovanni Paolo II ve lo ha detto a Tor Vergata: “È Gesù che cercate quando sognate la felicità.” Per questo voi, sentinelle del mattino, … abbiate il coraggio di attraversare le città… le nostre città hanno bisogno di voi … non rinchiudetevi mai, la Chiesa è aperta al mondo … vorrei affidare tre consegne decisive: sono le stesse che l’evangelista Luca ha affidato alla comunità cristiana attraverso la pagina di Zaccheo. La prima: abbiate la forza di cercare Gesù. Qualcosa attirava irresistibilmente Zaccheo verso di Lui; tuttavia qualcosa lo faceva sentire molto distante da Lui. A volte ci sentiamo piccoli, non ci sentiamo all’altezza delle situazioni. È necessario salire sull’albero, ascoltare la Parola del Signore …Sostenete il primato della Parola e custodite la Bibbia nel cuore, ve la affido come il dono più bello. …l’Eucaristia e la Riconciliazione siano il sostegno della vostra fede. La seconda: costruite esperienze di vita fraterna. La Parola di Dio ha bisogno di un contesto comunitario, e l’Eucaristia di una mensa intorno alla quale condividere la vita. … Il Signore vuole che il vostro amore sia singolare, fedele, capace del dono grandissimo di voi stessi nella singolarità di ogni vocazione. Amate il matrimonio e tenete alta la considerazione della verginità cristiana: entrambi sono segni dell’amore di Dio che non abbandona mai il suo popolo. ... Possiate essere nella Chiesa adulti nella fede e partecipare in prima persona a qualche ministero. La terza: restate vicino ai poveri, ai poveri di ogni categoria: poveri di pane, di affetto, di cultura, di libertà, di salute, mediante il rapporto personale e attraverso una convinta dedizione alle istituzioni civili. Sappiate prendervi a cuore la dimensione civile della vita. Siate vicini al soffrire e al dolore del mondo. … lavorate per la pace … attraversate la città contemporanea con il desiderio di ascoltarla, di comprenderla, senza schemi riduttivi e senza paure ingiustificate. Favorite i rapporti tra persone diverse per storia, per provenienza, per formazione culturale e religiosa. Possiate essere il fermento e i promotori di nuove «agorà» dove si possa dialogare anche tra color che la pensano diversamente in una ricerca appassionata e comune. Perché la Chiesa ha bisogno soprattutto dei giovani? La Chiesa della “vecchia Europa” ha bisogno di novità e di una ventata di aria fresca. Non è forse vero che anche la gioventù ha bisogno del nuovo, del “magis”, di qualcosa di più del benessere? Nella ricerca del nuovo ho sempre visto un elemento positivo, la volontà di cambiare qualcosa: vi si cela la fede nella Chiesa e la nostra fede nella gioventù. Mi dicono che un tempo la gioventù era più combattiva e critica di oggi. Se la gioventù è diventata silenziosa, ciò desta in me la preoccupazione che il suo cuore sia altrove. Se nella Chiesa regna troppa calma, se nella società si diffonde a macchia d’olio una sensazione di sazietà, sento la nostalgia di Gesù di lanciare sulla terra il fuoco ardente dell’entusiasmo. Qual è il contributo peculiare dei giovani? Nella predica di Pentecoste, Pietro con le parole del profeta Gioele del IV secolo a.C. racconta l’opera dello Spirito Santo in tre fasi della vita, ognuna differente: “I vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno sogni.” I “figli e le figlie saranno profeti” significa che essi devono essere critici. La generazione più giovane verrebbe meno al suo dovere se con spigliatezza e idealismo non sfidasse e criticasse i governanti, i responsabili e gli insegnanti. In tal modo fa progredire noi e soprattutto la Chiesa. Il contributo “dei figli e delle figlie» è fondamentale, sono ancora interessati oggi a criticare noi, la Chiesa, i governanti, oppure si ritirano in silenzio? Dove esistono ancora conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all’opera. Nella ricerca di collaboratori e vocazioni religiose dovremmo forse prestare attenzione innanzitutto a coloro che sono scomodi e domandarci se proprio questi critici non abbiano in sé la stoffa per diventare un giorno responsabili e alla fine sognatori. Responsabili che guidino la Chiesa e la società in un futuro più giusto e “sognatori” che ci mantengano aperti alle sorprese dello Spirito Santo, infondendo coraggio.

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