El Campanon - Natale 2014

 

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Anno XXVIII - N.2

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e la NFOAIMIGLIAINDSIE15RTPAOGSIPNEECIALE NATALE 2014 Parrocchia di San Giorgio - Chirignago

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Una scoperta: l’estate di Lorenzo Perosi a Chirignago di Fabio Cian «Carissimo fratello, ci saranno delle intuizioni per il Congresso Eucaristico, ma finora non fu pubblicato niente. Appena lo saprò, ti scriverò subito. T’aspetto, però non prima del 26 perché passerò qualche giorno in campagna coll’amico Piero per mettermi in buona salute per il Congresso. Non ostante il calore insopportabile sto bene; faccio continuamente bagni freddi che mi conferiscono egregiamente. Saluti a tutti. Addio Tuo fratello Renzo» Questa breve lettera, scritta a Venezia l’8 luglio 1897, a prima vista può sembrare una normale corrispondenza tra fratelli. Ma non è così. L’autore è il 24enne don Lorenzo Perosi, maestro della Cappella Musicale Patriarcale “Marciana”, che l’anno successivo sarà nominato Maestro Direttore Perpetuo della Cappella Musicale Pontificia “Sistina” da Papa Leone XIII. Da questa lettera è stato possibile scoprire che il giovane Perosi soggiornò a Chirignago nell’estate del 1897. Secondo il vescovo mons. Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, “l’amico Piero” è infatti l’architetto Pietro Saccardo, artefice della nostra chiesa (consacrata nel 1880) e proto della Basilica di San Marco a Venezia. Saccardo trascorreva i mesi caldi nella villa di sua proprietà in Via Miranese 329, che tuttora ne porta il nome. In quella villa quindi Lorenzo Perosi dimorò, avendo sicuramente occasione di visitare la nostra chiesa e, forse, anche di celebrarvi la Santa Messa. La lettera, pubblicata sul volume “L’epistolario Vaticano di Lorenzo Perosi (1867-1956)”, edito da Marietti 1820, a cura di mons. Sergio Pagano, è stata presentata durante le prove della Cappella Musicale “Lorenzo Perosi”. Il Coro dedica infatti dieci minuti di ogni prova a leggere e ad approfondire argomenti di carattere liturgico e storico che aiutino a svolgere con maggior consapevolezza il proprio servizio. In questi mesi ha affrontato la situazione della musica sacra agli inizi del 900, il movimento ceciliano, il motu proprio di San Pio X sulla musica sacra, la Costituzione Conciliare “Sacrosanctum Concilium” e il canto liturgico nel sentire popolare contemporaneo, oltre ad analizzare gli anni significativi di Lorenzo Perosi. Per chi volesse fare nuove scoperte, gli incontri sono gratuiti ed aperti a tutti, il martedì sera dalle 20.45 alle 22.15, nella Sala “mons. Albino Tenderini” in Via del Parroco 7. Foto di copertina: Una famiglia all’uscita dalla messa domenicale. Foto di Ornella Voltolina el campanon – Anno XXVIII n. 2 Responsabile: don Roberto Trevisiol P.zza San Giorgio – Chirignago – Venezia Tel. 041/912943 Fotocomposizione e stampa – AREAGRAPHICA Snc Nostra intervista a un prete - falegname Presepi e Pinocchi di Gianni Montagni (foto di Ornella Voltolina) Voleva fare il monaco benedettino, «ora et labora», spiritualità intensa e lavoro manuale. È finito a guidare una grossa parrocchia di periferia, “metalmezzadra” direbbero i sociologi che ricordano ancora il passaggio dei suoi abitanti dai campi alle fabbriche, dove tutto si può trovare fuorché il silenzio e la solitudine. Così, a 65 anni appena compiuti e 40 anni di sacerdozio, don Roberto Trevisiol, nato a Eraclea ma trasferito a Mestre e dintorni dalla fine del Seminario, accetta di raccontarsi come preteartigiano. Già, perché oltre a essere prete di riconosciuto valore, che non si spaventa certo se deve condurre qualche battaglia in difesa della sua parrocchia, don Roberto è anche un falegname di pregio, e anche questo Natale i parrocchiani si contenderanno i presepi che ha costruito, su piccoli tronchi di betulla o d’ulivo (dipende dal legno disponibile) per il mercatino della Scuola Materna del Sacro Cuore. Per non parlare dei Pinocchi, delle culle, delle fioriere…. Mi riceve in un salottino della canonica in una bella mattina di fine ottobre. Prima mi ha fatto visitare il suo piccolo laboratorio, una stanzetta ricavata dentro le grosse mura della chiesa, vi si accede per una scaletta tortuosa e irta di pericoli. Quasi si giustifica: «Ho dovuto ritirarmi qui. Prima lavoravo giù sotto la tettoia accanto alla canonica, poi hanno cominciato a portarmi via le macchine, e allora…». - Adesso, per questo Natale cosa sta preparando? «Il lavoro si differenzia in due settori: uno è tipicamente pastorale, e riguarda i piccoli oggetti che diamo ai bambini durante le quattro domeniche di Avvento per invogliarli a venire a Messa, e l’altro è il lavoro per il mercatino della Scuola Materna». - Per il mercatino cosa ha preparato? «Presepi di tutti tipi, e poi anche altre cose, per esempio 75 fucili di legno, sciòpeti che sparano con l’elastico, portafiori, tutte quelle cose che possono servire, anche lampade. Poi sono in collaborazione diretta con Nadia Ortes e il suo laboratorio “Cusi e Tasi!: queste signore, appunto, cuciono, ma talvolta hanno bisogno di un supporto ligneo, e allora intervengo io. Per esempio, ho fatto un’infinità di cuori, uno diverso dall’altro, ho fatto degli angioletti, ho fatto dei Pinocchi che si muovono, con le braccia e con le gambe, e loro li rivestono, li addobbano…». - E i regalini dell’Avvento? «Mi sono accorto, diciamo una decina di anni fa, che durante le domeniche di Avvento subivamo una concorrenza spietata da parte dei centri commerciali, le nuove cattedrali. I ragazzi andavano lì e non venivano a 3 BCC CREDITO COOPERATIVO www.bccmarconvenezia.it Marcon - Venezia AugurA buon nAtAle e buon Anno Chirignago - Via Miranese, 403 - Tel. 041 5440688

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- Senta, ho conosciuto preti operai, «C’è anche qualcos’altro di non secon- lei stesso ha un cappellano che è un dario. Lei non saprà, e quasi nessuno prete-contabile con tanto di laurea a lo saprà, ma io a 13 anni volevo farmi Ca’ Foscari, suo fratello Armando è monaco benedettino. Ma seriamente. un noto prete-imprenditore sociale, Ho studiato la Regola di San Benedet- lei è un prete artigiano. Ma, non vi to e la sapevo quasi a memoria. Volevo basta fare i preti? andare a vedere un convento benedet- L4 Messa, vuoti infiniti nei banchi. Allora ho cominciato con una stella. Ho detto ai ragazzi: sentite, noi vi regaliamo ogni domenica una stella, così alla fine ne avete quattro da appendere al vostro albero. Più una quinta stella per l’Epifania». - Ha funzionato? «Ha funzionato e come! Dopo le stelle sono venute le candele, poi le pecorelle, a ogni settimana sempre più grandi, poi l’oro, l’incenso e la mirra, l’anno scorso il Presepio, con la capanna la prima domenica, Giuseppe la seconda, Maria la terza, poi le pecorelle e l’angelo, quest’anno abbiamo l’albero in compensato, poi le palline, le candeline e così via. Sembra impossibile, ma ha funzionato perché, se regali a un bambino un trenino lo fai felice, se gli regali una stellina lo fai di più». - Non sembra un lavoro da poco… a domanda è impertinente, la risposta è solare: «Non so per gli altri, rispondo per me. La cosa nasce da un fatto semplice: mio padre era falegname e d’estate io ho sempre lavorato in bottega con lui. Questo fatto ha lasciato nel mio subconscio, nella memoria, nel cuore, non so, una nostalgia, che per un po’ di tempo ha vissuto in me in sonno, non ho fatto niente. Poi un po’ per volta questa passione è riemersa, con piccole cose all’inizio si trattava di rispondere a necessità contingenti: in una parrocchia ci sono tanti piccoli lavoretti da fare, e non è sempre facile trovare persone disponibili a dare una mano, almeno allora non lo era, mentre ora ho persone in pensione che fanno certi lavori meglio di me. Ma ho ricominciato davvero solo con i presepi». - Come le è venuta quest’idea dei presepi, peraltro realizzata con tanto successo? «Veniva qui all’Istituto Don Orione, a far delle mostre in occasione delle fiere franche, un artigiano – meglio, un artista - di Scorzè, Mario Favaro, che io chiamo il mio maestro, che esponeva dei presepi che mi colpivano. Un’estate di una quindicina d’anni fa, durante un campo, m’è venuto un pensiero improvviso: quei presepi, perché non posso farli anch’io? Sono andato a trovare Mario Favaro e gli ho chiesto il permesso di farli anch’io come li fa- tino, quello più vicino – si fa per dire - era a Praglia. Così un giorno d’estate sono partito da Eraclea in bicicletta e sono andato a Praglia, senza domandare prima nemmeno se avrei avuto l’ospitalità. Quando sono arrivato mi hanno spiegato: guarda che adesso ci sono gli alberghi, non si va più nei conventi». - E quindi, come se l’è cavata? «Ho fatto loro talmente tanta pena, perché per tornare a casa dovevo fare altri cento chilometri in bicicletta, che mi hanno ospitato, anche se poi alle due mi hanno svegliato per cantare il Mattutino. Digressione a parte, quello che più mi affascinava della Regola di San Benedetto e del monachesimo benedettino era questo ”ora et labora”, la preghiera ma anche l’uso delle mani. E io sento che senza l’uso delle mani, mi sembrerebbe che la testa mi scoppiasse. Il bisogno di lavorare con le mani era un’esigenza che mi avrebbe tormentato sempre». - Ma a quella Regola non c’è mai arrivato, o sbaglio? «Tornato in Seminario, il Padre spirituale mi spiegò che con il mio carattere estroverso non ero assolutamente adatto a un monastero, non ha proprio voluto saperne. Però io ho continuato a perseguire questo ideale di vita: aggiungere il lavoro manuale al lavoro interiore della vita spirituale». «Assolutamente no, è un gran lavoro! ceva lui, Lui mi rispose: “Sì, purché la ADobbiamo fare tutti i pezzi in alme- tua non sia un’attività commerciale”. desso il quadro è completo. Vi sono le motivazioni familiari e no quattrocento copie, poi dipingerli. Io pensavo di dare i presepi alla Scuola quelle ideali. Sono chiare anche le fina- Ogni pezzo va preparato, gli va legato Materna, quindi non c’erano problemi. lità pastorali che portano don Roberto un cartoncino con il brano del Vange- Lì è rinata la mia passione per il legno a inventarsi stelle, alberi di Natale e lo di quella domenica, con preghiere, e per il lavoro con il legno». presepi. Ma i “sciòpeti” per i ragazzini, suggerimenti, e così via. E allora tutto - Quindi per lei è solo un ritorno alla quelli non li capisco. questo lavoro lo faccio tra giugno e lu- fanciullezza, il riemergere di una - Don Roberto, cosa facciamo, inse- glio, così a dicembre è pronto». passione sopita? gniamo la guerra? SEMENTI FIORI CEREALI MOLINO F.lli DA LIO s.r.l. Via Miranese, 291 - 30100 Venezia - Chirignago Tel. e Fax 041 912043 Autodemolizione Via della Tecnica, 9 - 30175 MARGHERA VENEZIA Tel. 041 5382064 ric. aut. - Fax 041 5382065 www.volpatosrl.com info@volpatosrl.com «Senta, io parto dal fatto che quando ero bambino mio papà mi faceva questi sciòpeti. E mio papà era tutto fuori che un guerrafondaio. Perciò... E poi, per me è anche far rivivere un ricordo: mio papà me li faceva, io che mi sento non padre ma nonno, faccio lo stesso volentieri ai nipotini. Non credo che risveglino lo spirito militare. Adesso non voglio fare lo psicologo, ma semmai è un modo di esorcizzare lo spirito bellico. Perché, un conto è avere un fucile simil-vero, che magari può far correre il rischio di sentirsi Rambo, un conto è usare un fucile di legno con un elastico, che farà anche sognare, ma con una chiara separazione tra gioco e realtà». - L’essere artigiano, la limita nel suo ministero o l’aiuta? «Delle volte mi aiuta e altre mi è d’impaccio. Mi è di aiuto, perché quando sono sotto pressione, e ho bisogno di solitudine, mi chiudo nel mio laboratorio e lì ho la possibilità di riflettere, di stare con me stesso. Io non riesco a stare tre ore davanti al Santissimo Sacramento: morirei. Penso, o prego, mentre con le mani sto facendo anche un’altra cosa. Del resto, credo che siamo fatti tutti in tante maniere. Io non sono certo un contemplativo classico, però non mi sento nemmeno un materialista, perché mentre lavoro sono solo con me stesso e penso. Tanto è vero che amo molto lavorare solitario. Qualche volta i bambini mi chiedono di fare un po’ di scuola, chissà la farò anche. Ho intenzione di fare un’oretta al giorno, d’estate, per chi vuole… …da nonno …sì da nonno. Però io preferisco lavorare da solo». - E quando l’essere artigiano le è d’impaccio? «Mi è d’impaccio nel senso che la tentazione è quella di dedicare a queste attività più tempo di quello che si dovrebbe. Per esempio, durante l’estate potrei approfittare per studiare chissà che cose, e invece…. La realtà è che vivo il lavoro manuale con due cuori». - Come, “con due cuori”? «Sì. E su questo ho avuto bisogno di confrontarmi spesso con uomini di fede. Perché sia il Seminario, sia qualche parrocchiano un po’ bigotto, mi hanno istillato nella mente l’idea che questo non è il mio dovere, che io devo dedicarmi solo alla pastorale, solo alle cose di Dio, che questo perciò è una specie di mezzo peccato se non un peccato intero e questo piccolo tarlo ogni tanto vien fuori». Curiosa questa intervista. Vai alla ricerca dell’artigiano e finisci per ritrovarti a tu per tu con il prete, con la sua spiritualità più profonda. - Come se ne esce, da questo dualismo? «Ricordo che alla fine di un corso di esercizi spirituali andai a confessarmi dal predicatore dal quale, splendido per i contenuti e per la forma, ero rimasto incantato. Tra l’altro gli ho presentato questo problema, e la risposta fu: “Lei faccia tranquillo quello che si sente di fare, perché ogni personalità ha bisogno di esprimersi in un suo modo. Dio ci ha fatti diversi”». - Come dire che la vocazione non annulla i talenti? «Non li annulla, assolutamente no. Io sono sempre del parere che il Cristianesimo si impianta sull’umano. Non parlo di me, perché non voglio essere giudice di me stesso. Parlo però della mia esperienza: ho visto che i preti o i catechisti o i vescovi migliori sono quelli profondamente umani. Senza parlar male degli altri, ricordo Marco Cé, un pastore profondamente umano: quando lo incontravi, sentivi di parlare con un uomo che capiva, che viveva, Quello che è umano, secondo me, è anche profondamente religioso. Per esempio, io non ho nessuna attitudine per la poesia, ma ritengo che se uno ha questi talenti… - Prendi Turoldo, per esempio. …certo, il suo ministero si manifesta anche attraverso la poesia. Io sono convinto che si può tradurre la propria vocazione, il proprio servizio, attraverso questi strumenti profondamente umani». - Qual è il prossimo regalo che farà ai ragazzi per le quattro domeniche di Avvento, dopo l’albero di quest’anno? «Non lo so. Ogni anno è un dramma. Spesso comincio a pensarci già a Natale. Poi mi viene l’idea, magari anche durante una Messa, ed è fatta». - Cos’è, questo dei regali dell’Avvento, il suo modo di fare omelie con le mani? «Potrebbe anche essere, perché alle volte mi chiedo cosa si ricorderanno quei bambini tra vent’anni: le parole certamente no. Ma il fatto che “el don ne fasèva i zogatoi”, quello certamente sì. Come i dolci che facevo una volta, che ne facevo tanti. Quelli certamente li ricorderanno. I rapporti umani spesso hanno un andamento carsico, riemergono dopo lunghi periodi di silenzio, e ovviamente non ti ricordi più il motivo che spinge quel ragazzo di una parrocchia dove hai fatto il giovane cappellano, a telefonarti dopo trent’anni per chiederti di celebrare tu il funerale a suo padre. Ma il motivo c’è, un seme era stato gettato, non necessariamente con le parole». 5 SUPERMERCATI Filiale di CHIRIGNAGO Via F.lli Cavanis, 42 30174 CHIRIGNAGO (VE) tel. 041 5440573

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La Cresima a 59 ragazze e ragazzi Nel pomeriggio dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, i ragazzi di terza media hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione dalle mani del patriarca Francesco Moraglia, accompagnati da don Roberto e don Andrea, dalle catechiste Cristina Bizio, Laura Brigida, Laura Donolato, Zaira Gomirato, Bruna Santi e Daniela Vettorelli. Questi i nomi dei cresimati: Aurora Agostini, Francesca Amodio; Andrea Barberi, Elisa Bellocchi, Martina Biancato, Massimiliano Bizio, Anna Boldini, Alessia Bona, Rocco Gabriele Bonfiglio, Marco Bonifacio, Giovanna Bortolato, Francesco Boscolo, Fabio Brigida; Eva Carletti, Matteo Corno, Riccardo Curto; Marco Dal Bono, Sara Dall’Asta, Giovanni D'Este, Teresa De Iaco, Desirèe Durazzano, Andrea De Micco, Maria Carmela Dotoli, Jacopo Favaro, Lorenzo Folin, Rachele Galasso, Alessandro Gallo, Martina Galvan, Sebastiano Gasparello, Antonio Girardi, Gianluca La Pignola, Leonardo Loffredo Tognon, Leonardo Lucchesi, Riccardo Luciani, Francesca Marton, Andrea Mazzucato, Giorgia Mellinato, Emma Michieletto, Elena Molin Zan, Rachele Pagliaro, Diego Perini, Sara Penzo, Maria Laura Pizzardello, Elena Politano, Marta Polonio, Lidia Puppa, Carlotta Rigobello, Viviana Santi, Matteo Sartori, Tommaso Sbrogiò, Aurora Spolaor, Clara Tamai, Eleonora Tiano, Irene Tiano, Gabriele Vazzorelli, Chiara Veronese Travagnin, Pietro Zamengo, Simone Zennaro, Gaia Zucaro. Leonardo Lucchesi ha ricevuto anche i Sacramenti del Battesimo e dell’ Eucarestia. Sinodo straordinario e comunità locali NOI e la FAMIGLIA a cura di Ivone Bortolato, Gianni Montagni e Ornella Voltolina Noi e la famiglia, perché? Perché la III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si è tenuta a Roma nelle due settimane dal 5 al 19 ottobre scorsi, sul tema «Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione», riguarda proprio noi, famiglie (e single) della parrocchia di San Giorgio, quartiere di Chirignago-Gazzera o, se preferiamo, Municipalità di Chirignago-Zelarino, comunque terraferma del Comune di Venezia. Si parla della famiglia cristiana, e se noi siamo davvero cristiani, anche la nostra famiglia può esserlo. A dire il vero, guardando di sfuggita ai titoli di molti giornali della stampa cosiddetta “laica” sembrava che l’ assemblea dei Vescovi riguardasse solo divorziati e omosessuali: non parlavano che di questi due problemi. Per fortuna c’è anche una stampa di genuina ispirazione cristiana (citiamo l’Avvenire per tutti), che ci ha dato resoconti ampi e completi del dibattito tra i padri sinodali. E inoltre c’è una stampa vaticana che distribuisce via internet i documenti ufficiali completi. Sul messaggio che la Chiesa di papa Francesco ha voluto dare alla famiglie del mondo (quindi anche alle nostre) sappiamo dunque tutto. Paradossalmente sappiamo meno su quel “noi” che abbiamo messo nel titolo e con cui abbiamo aperto il nostro lavoro. Anche se per sapere cosa si fa per le famiglie nell’ambito della parrocchia, basta rivolgersi a qualcuna tra le molte persone che se ne occupano e farsi raccontare qualcosa. Lo abbiamo fatto e così siamo in grado di mostrarvi tante cose che, del resto, sono sotto gli occhi di tutti. Ma se si tratta di raccogliere statistiche è un po’ più complicato. Volevamo sapere quanti sono nell’ambito di Chirignago i matrimoni religiosi, quelli civili e le unioni, quanti sono i divorziati e i risposati. Non per farci i fatti degli altri, ma per capire quanto siano radicate anche sul territorio della nostra parrocchia alcune pratiche di cui molto si è parlato anche al Sinodo. È evidente che basta guardarsi attorno per sapere come va il mondo, ma qualche numero certo aiuterebbe a riflettere meglio sulla vastità del fenomeno, come del resto hanno fatto i padri sinodali. Il questionario allegato al documento preparatorio e diffuso in tutta la Chiesa conteneva ben 7 domande relative alla pastorale per le “situazioni matrimoniali difficili”, 4 domande sulle “unioni di persone dello stesso sesso”, altre 4 sull’”educazione dei figli in seno alle situazioni di matrimoni irregolari”, ben 6 domande sull’ ”apertura degli sposi alla vita”. E le risposte sono confluite nel documento su cui i padri hanno lavorato in Assemblea e nei circoli, il cosiddetto “Instrumentum laboris” (Strumento di lavoro), riempiendo un intero capitolo, 7

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NFOAIMe laIGLIA 41 paragrafi, solo con le “situazioni pastorali difficili”. Diciamo subito che le risposte a queste “situazioni pastorali difficili”, contenute nella terza parte della relazione conclusiva, la “Relatio Synodi”, in tutto 62 paragrafi, votata punto per punto dai padri sinodali, sono quelle che hanno registrato più dissensi: con punte di no che sono andate da 54 a 74, su un totale di 183 presenti. Stupirsi di tanto dibattito? Una risposta convincente può venirci dal discorso conclusivo di papa Francesco pubblicato nel paginone centrale di questo Campanon. Per quanto riguarda invece la situazione delle famiglie sul territorio della nostra parrocchia, dovremo rispondere per deduzione, indicando insieme valori che riguardano Chirignago, ma anche l’intero 8 Comune o la Municipalità o il Quartiere. Secondo i dati messi a disposizione dal Comune nel suo Portale, la località di Chirignago conta 3.446 famiglie con un totale di 7.517 residenti. Il 36%, più di una su tre, sono famiglie composte di una sola persona (celibi e nubili, vedovi, divorziati). Un altro 30% (ancora quasi una su tre) è fatto di coppie. Per vedere un figlio bisogna scendere al 17,7% (una famiglia su sei), per vederne due ulteriore discesa al 12,2% (una ogni nove) e quanto alle famiglie con più figli, quelle che ne hanno tre toccano il 2,4%, oltre si scende sotto l’1%. E il quadro sostanzialmente non cambia se si allarga l’obiettivo da Chirignago al quartiere o alla Municipalità. Nel quartiere Chirignago - Gazzera a fine 2013 si contavano 10.909 fami- glie, 1.200 unità in più nel corso di un decennio. Il numero delle famiglie sale, toccando quota 17.735, se dal quartiere si passa alla Municipalità. Le famiglie con un solo componente, cioè persone che vivono sole per scelta propria o altrui, toccano il 37% sia nel quartiere Chirignago Gazzera, che nella Municipalità di Chirignago-Zelarino, mentre negli stessi ambiti le famiglie con almeno 5 componenti (in ipotesi, almeno 3 figli), superano di poco il 3%. Altri dati: nel 2009 nel Comune di Venezia si celebrano 743 matrimoni con almeno uno sposo residente (nel 2000 erano stati 1.118) e i matrimoni civili superano quelli religiosi (cioè col rito concordatario): 458 contro 285. È un trend che dura dal 2005, e nei cinque anni precedenti c’era stata una situazione di sostanziale parità. Nello stesso 2009 aumentano i divorziati: le donne sono 4.287, gli uomini 2.609, incidenza relativa più elevata l’età tra i 50 e i 59 anni. Il quadro sostanzialmente non cambia nel 2012, ultimi dati a disposizione. Su una popolazione di 259.263 abitanti (137.692 donne e 121.571 uomini) i divorziati salgono a 2.757, pari al 2,2% degli uomini residenti, le divorziate a 4.640, pari al 3.3% delle donne residenti. I celibi sfiorano il 43% degli uomini, le nubili il 34% delle donne, ma uomini e donne hanno ciascuno quasi un 50% di coniugati, perché a bilanciare i conti ci pensa la mortalità: contro 4.011 vedovi ci sono 21.054 vedove. Cresce, anche se lentamente (e comunque già in periodo ante-crisi economica) l’età in cui ci si sposa: nel Comune l’età media passa dai 31,1 anni della sposa e i 34,1 dello sposo dell’anno 2000 ai 33.8 della sposa e 37.0 dello sposo dell’anno 2006. Sono medie, e ci sembrano già lontane dall’oggi, ma comunque ci aiutano a individuare un processo in corso. Certo, Venezia o Mestre non sono Chirignago, ma questo resta comunque il quadro territoriale e sociale nel quale ci muoviamo. SINODO IN PILLOLE ● Il Sinodo dei Vescovi, istituzione permanente del Collegio episcopale della Chiesa Cattolica, creata dal Beato Paolo VI nel 1965 sulla scorta del Concilio Vaticano II, è presieduta dal Papa, vescovo di Roma, ed è composto dai rappresentanti dell’episcopato che collaborano al governo della Chiesa. ● Sulla famiglia il Sinodo ha tenuto la III assemblea straordinaria, con la partecipazione di 253 membri provenienti da tutto il mondo: i capi dei 13 Sinodi delle Chiese Orientali cattoliche; i presidenti delle 114 conferenze episcopali; 3 religiosi dell’Unione dei Superiori generali; 25 membri della Curia; 15 membri del consiglio ordinario del Sinodo; 26 vescovi e religiosi di nomina pontificia; 1 sottosegretario, 16 esperti del segretario speciale, 38 auditori e auditrici; 8 membri delle delegazioni fraterne (chiese ortodosse, chiese riformate, anglicani luterani, battisti). ● Tema dell’Assemblea straordinaria: Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’ evangelizzazione. ● 5 i documenti ufficiali dell’ Assemblea straordinaria: il documento preparatorio, con ampio questionario, distribuito a tutti. il documento di lavoro in aula (Instrumentum laboris) che contiene anche le risposte pervenute, la relazione dopo il primo dibattito generale (Relatio post disceptationem), il Messaggio che deve essere approvato dall’assemblea, la Relazione finale (Relatio Synodi) che viene votata punto per punto dai padri sinodali. La relazione finale è ora la base per il dibattito in vista dell’Assemblea Ordinaria dell’ottobre 2015. ADAEDRERNETNETEADAEDRERNETNETE intinertemremdeiiadnzitianeiozrtenimorinemdieiadziaioznioini imimomboilbiaiilmriaiimri omboilbiailriai ri via trieste, 2v4ia9tr(fieiasntec,o2p4o9st(efi)anco poste) A AG GE ENANZAGZI GEAI EAN NZviZiaIninTvfTt33fieorAaoIeii00ne@l@lTt13.fs.1rAo//eti70aea@F7Fl4g1,s.ag4/ate7a2exFcen4gx,4haczne0v92iihxcarzin0i4ai4nhiiiegz(nTra0v14f9iimfniTtiar33feoa4rgeoi1eaiegim09(0nne@m1l@nfgmlnTti13.f1sc.e1aroao9//eatio7m0m9ac5ena@F7Fggli14g1,1(sc.9.eapgveo4/caoteo7ac255e6eooxFcecni4gx,(4)9.h7sm9ac(pizvnce0v.t92ii6ehoeoxcarcz6n0e4i4))h7smiiegoz()ra071t4f9iimeniiarma4gei)1aegm9(nm1nfgmni1ceaao9aomm9c5nggi11(c9.epveocooc556eooci()9.7sm9(pivcv.t6eoeoc6e))7smo)7tem) I MI M MO OB IIBLMII LMAI RAMOEROBEIBLIILAwwI RwwAwwERw..aawEg.geanegzneianzeziwwaimawweemwmmwew.m.acmawig.e.cgeaconecig.mzcinei.oanczmezioaimameemmmemcmi.ececoci.mci.ocmom Dante LugatoR SARTORIA dal 1961 Pronto Moda Abiti su Misura Abiti Sposo Camiceria Maglieria e Accessorio Spinea (Ve) - Via delle Industrie, 20 (vicino supermercato PAM) Tel. e Fax 041 916724 www.sartorialugato.it - info@sartorialugato.it POPOLAZIONE DI CHIRIGNAGO AL 26/10/2014 Residenti maschi femmine Età media famiglie 7.517 3.653 3.864 46 (44M e 48F) 3.446 Dat in tempo reale dal Portale del Comune di Venezia FNAOMIIeGla LIA CHIRIGNAGO / POPOLAZIONE PER ETÀ E STATO CIVILE Stato civile Celibi/nubili Coniugati Vedovi/Vedove Già coniugati IGNOTO Tutti 0-19 1.211 0 0 0 1.220 20-29 556 72 0 2 30-39 354 352 2 8 40-49 301 722 10 55 674 785 1.118 50-59 154 961 28 74 1.251 60-64 36 473 36 29 65-69 34 392 60 22 583 511 70-79 41 546 192 23 803 80-89 22 197 271 8 498 90-99 1 11 60 0 72 Dati in tempo reale dal Portale del Comune di Venezia (Il totale 7.517 viene raggiunto 100 e * 0 0 2 0 2 totale 2.710 3.726 661 221 199 7.517 Comune di Venezia - Matrimoni civili e religiosi con almeno uno sposo residente Rito 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Civile 503 506 501 481 464 579 524 484 488 458 Concordatario 685 570 534 522 466 409 364 367 361 285 (religioso) Elaborazione del Servizio Statistica e Ricerca del Comune di Venezia su dati Istat CHIRIGNAGO/FAMIGLIE PER COMPONENTI AL 26/10/2014 1 2 3 4 5 oltre 5 totale comp. comp. comp. comp. comp. comp. Una famiglia che si colloca in questo avvio di millennio, e quindi si manifesta anche secondo culture e tradizioni diverse, e mostra ferite e lacerazioni 1261 1.042 610 421 86 26 3.446 Dat in tempo reale dal Portale del Comune di Venezia Quanto al bilancio che se ne può trarre in quel “noi” c’è una fetta consistente di famiglie composte da persone sole, che supera quella composta dalle coppie; che l’età in cui ci si sposa cresce col passare degli anni, e che le coppie preferiscono sposarsi solo in municipio. Infine: che le famiglie numerose sono una rarità, e che i divorzi resta- Questo il quadro complessivo nel quale tutti noi siamo chiamati a operare. Operare sì, ma come? Immaginiamo che di fronte a questa domanda ognuno abbia una sua risposta. Noi ci limitiamo a segnalare le risposte che i Padri Sinodali hanno voluto sottoporre a tutti noi. Una cosa è chiara: è la famiglia, in tut- sulle quali, su queste sì, la Chiesa vuole intervenire. Ma che mantiene sempre al suo centro l’amore attuato nella pienezza del Sacramento, diffuso attraverso la fecondità e la generatività, la famiglia “grembo di gioie e di prove”, ma soprattutto “scuola di umanità” La famiglia scuola di umanitàno in crescita. ti i suoi aspetti, dalla coppia uomo- Il Parroco ha anche cercato di dare una donna ai figli, l’oggetto della rifles- mano all’inchiesta, attraverso un minisondaggio tra le catechiste che dovevano indicare, in modo anonimo, la situa- sione che i Padri sinodali hanno voluto proporci. Si è parlato anche di “ferite”, di quel paio di temi (divorziati e cop- Per questo – dicono i padri - «è necessario che la famiglia si riscopra come soggetto imprescindibile per l’ zione delle famiglie dei bambini loro pie a sesso unico) di cui si è interessata evangelizzazione». E concludendo la affidati. Hanno risposto 30 catechiste smodatamente la stampa laica. prima parte della loro Relazione finale ci su 41, è risultata una netta maggioran- Ma deve essere chiaro: i padri sinoda- dicono che «i grandi valori del matrimo- za di famiglie unite (231) e una percen- li hanno dibattuto sulla famiglia nata nio e della famiglia cristiana corrispon- tuale significativa di famiglie separate da un Sacramento, il Matrimonio, e dono alla ricerca che attraversa l’esi- (20, pari al 7,4% del totale) e di fami- fondata su un altro Sacramento, il stenza umana anche in un tempo segnato glie “allargate” (16). primo, il Battesimo. dall’individualismo e dall’edonismo». 9 Produzione piumini, copripiumini Trapunte e guanciali Piume per imbottiture di Claudia Fabris Favaro Spaccio aziendale Via Miranese, 448 • Chirignago - Venezia Tel. 041 912018 - Fax 041 5441444 www.fabrispiumini.com - info@fabrispiumini.com Panificio Via Trieste, 231/A - Chirignago (VE) - Tel. 041 917260

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NFOAIMe laIGLIA Certo, non è riflessione scontata quella sulla famiglia, perché ad ogni afferma- zione di bellezza e di gioia (matrimo- nio indissolubile, forza che viene dal Sacramento, apertura alla maternità) si accompagnano immagini di famiglie ferite e fragili verso le quali la Chiesa vuole usare misericordia e pazienza, perché a tutte queste famiglie giunga «la consolazione e lo stimolo dell’a- more salvifico di Dio, che opera miste- riosamente in ogni persona, al di là dei suoi difetti e delle sue cadute». Sono affermazioni contenute nel ma- gistero del passato. Di nuovo c’è la volontà di non dare nulla per scontato, di nulla voler perdere della “pedagogia della Grazia”, di impegnare le famiglie in uno sforzo missionario fatto di fede 10 e di carità per i fratelli che certamente soffrono pesanti disagi. Ecco perché i padri sinodali si confron- tano sulle prospettive pastorali, poiché sono cambiati i contesti nei quali le famiglie annunceranno il Vangelo, e la cura pastorale si indirizza non soltanto ai fidanzati casti o agli sposi che accol- gono il gran dono dei figli, ma anche a coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenze. E non sono per- corsi facili. Come non è facile curare le famiglie ferite (separati, divorziati non ri- sposati, divorziati risposati, famiglie monoparentali). Eppure è un progetto sul quale esercitarsi con apertura e fi- ducia in Dio: la carità non cancella la fede nell’indissolubilità. «Trovare vie di verità e di misericordia per tutti»: questo è il messaggio finale sul quale siamo invitati a meditare. Il dibattito dei Padri sinodali sulla pastorale della famiglia oggi ha dedicato all’annuncio del Vangelo della famiglia dieci punti (dal 29 al 38) della relazione finale ora alla nostra attenzione fino all’ottobre 2015. In essa si ricorda che «le famiglie cattoliche in forza della grazia del sacramento nuziale sono chiamate ad essere esse stesse soggetti attivi della pastorale familiare» e che «si richiede a tutta la Chiesa una conversione missionaria». Infine che «tutta la pastorale familiare dovrà lasciarsi modellare interiormente e formare i membri della Chiesa domestica mediante la lettura orante e ecclesiale della Sacra Scrittura». Dovremo riflettere tutti assieme, e dovremo farlo con un metodo che tenga conto delle “sette tentazioni” alle quali papa Francesco ha fatto riferimento nel suo discorso di fine-sinodo. Guardando alla realtà della nostra parrocchia, possiamo già dire che il cammino non parte certo da zero e che la nostra comunità ha alle spalle una bella esperienza, che andrà certo potenziata e allargata, ma che comunque esiste ed è viva. È la realtà della quale ci parlano due giovani padri di famiglia, Michele Girardi e Francesco Bortolato. “Gruppi Familiari”, un’esperienza “nostra”che può crescere di Michele Girardi Quando nel 2000 l’allora Patriarca di Venezia Marco Cè diede corpo all’iniziativa dei gruppi d’ascolto, creando “luoghi di ascolto e confronto con la Parola di Dio, di lectio divina, Un appello che ci riguarda: è cominciato un anno di ricerca per tutto il “Popolo di Dio” «Le riflessioni proposte, frutto del lavoro sinodale svoltosi in grande libertà e in uno stile di reciproco ascolto, intendono porre questioni e indicare prospettive che dovranno essere maturate e precisate dalla riflessione delle Chiese locali nell’anno che ci separa dall’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi prevista per l’ottobre 2015, dedicata alla vocazione e missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo. Non si tratta di decisioni prese né di prospettive facili. Tuttavia il cammino collegiale dei vescovi e il coinvolgimento dell’intero popolo di Dio sotto l’azione dello Spirito Santo, guardando al modello della Santa Famiglia, potranno guidarci a trovare vie di verità e di misericordia per tutti. È l’auspicio che sin dall’inizio dei nostri lavori Papa Francesco ci ha rivolto invitandoci al coraggio della fede e all’accoglienza umile e onesta della verità nella carità». Conclusione della “Relatio Synodi” approvata dai Padri sinodali il 18 ottobre 2014. Farmacia cometti Il consiglio e la cortesia sono al vostro servizio PASQUALETTO aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 20.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00 Via miranese, 221 chirignago (Ve) - tel. 041 915622 VIA MIRANESE, 492/A - CHIRIGNAGO (VE) Tel. 041 913447 - Fax 041 913447 - E-mail: pasqualettosnc@libero.it La sollecitudine di papa Francesco «La famiglia cristiana, la famiglia e il matrimonio, non è mai stata attaccata come ora, diret- tamente o indirettamente». Papa Francesco nell’udienza al movimento Shoenstatt, 25 ottobre 2014 di catechesi degli adulti, di preghiera”, per la parrocchia di Chirignago non fu certo una novità. Sebbene si chiamassero, allora come oggi, ”gruppi familiari”, i momenti d’incontro e di riflessione sulla parola di Dio nelle famiglie e nelle loro case erano già una realtà da molto tempo. Fu nel 1978 infatti che per iniziativa di alcuni parrocchiani cominciò a trovarsi nelle case della parrocchia un gruppetto di laici con l’intento di leggere e meditare “in famiglia” la Parola di Dio. A quel tempo partecipava agli incontri sempre un sacerdote, don Odino Spolaor, e quella fu la regola mano a mano che i gruppi crebbero. Si susseguirono così alla guida dei nuovi gruppi vari altri sacerdoti fra cui anche l’attuale parroco don Roberto Trevisiol. La grande opportunità di poter godere della presenza di un sacerdote durante gli incontri in casa divenne presto un limite alla nascita ed allo sviluppo di nuovi gruppi finché appunto nel 2000 il Patriarca Marco decise di dar vita a questa nuova azione pastorale guidata stavolta da laici “arruolati” dai parroci. Oggi la parrocchia di San Giorgio conta ben 16 gruppi familiari sparsi su tutto il territorio con oltre 300 partecipanti di tutte le età compresi i figli piccoli delle giovani famiglie. Cosa siano oggi i gruppi di ascolto lo si capisce bene da queste parole del Patriarca Francesco: «I Gruppi di Ascolto (…) piccoli cenacoli così importanti nella vita della nostra Chiesa particolare (…) ricercano una conoscenza sapiente del mistero di Dio, sono una vera scuola di preghiera e una vera scuola di vita cristiana. Perseguono una comunione che è vero incontro con Gesù che, proprio nella sua persona, è il Vangelo e cioè il buon annuncio cristiano. I Gruppi di Ascolto (…) non perseguono una finalità culturale e intellettuale ma piuttosto la conoscenza orante della persona di Gesù, attraverso la meditazione amorosa della Sacra Scrittura». Piccoli cenacoli, dunque. Piccole comunità in cui si legge si ascolta e si commenta la parola di Dio, in cui si prega assieme e si condividono fraternamente le preoccupazioni e le gioie della vita di tutti i giorni, in cui spesso si mangia assieme. Piccole comunità che rendono simultanei la lettura e l’ascolto con l’ esperienza umana quotidiana. Piccole comunità che ci fanno ricordare l’esperienza dei primi cristiani che si radunavano nelle case e si conoscevano tutti. Mons. Sorrentino, Vescovo di Assisi scrive a proposito: «La prima Chiesa abitò nelle case, più che nei templi. Ancora oggi, nella dimensione della “casa”, il cristianesimo può ritrovare quel tono caldo, che una volta era assicurato dalle famiglie, dal vicinato, dalla cultura, e faceva della parrocchia il naturale luogo di convergenza dei rapporti umani. Di questo cristianesimo dai rapporti “caldi” c’è oggi particolarmente bisogno (…). «Si tratta di progetti che mirano a rendere tutta la parrocchia una comunità che, senza nulla perdere del suo aspetto comunitario globale, aiuta le persone invitandole a inserirsi in piccoli gruppi dove l’ascolto della parola FNAOMIIeGla LIA di Dio e l’esperienza della fraternità possono favorire e sostenere il cammino di fede di ciascuno». È una straordinaria opportunità, quindi, che la parrocchia offre alle famiglie e alle persone, di sentirsi sotto il suo sguardo materno e la sua attenzione diretta e un momento in cui provare concretamente il calore della presenza di Cristo «perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro».(Mt 18,20). I “lustri”, festa alla fedeltà per far crescere le nostre famiglie di Francesco Bortolato Non è un caso che don Roberto ami definire la parrocchia una famiglia, o forse più propriamente una “famiglia di famiglie”. Proprio a questo aspetto si collega quella festa di amicizia per gli sposi che si celebra da anni in parrocchia e che va sotto il nome de “I lustri”. A maggio il parroco manda un invito personale a tutte le coppie che, in base ai registri parrocchiali, festeggiano nell’anno i lustri di matrimonio, a partire dai 5 anni su fino ai 50 e oltre. L’invito viene esteso a voce a tutte le (segue a pagina 14) 11 ACCONCIATURE UOMO E DONNA ORARI: Martedì 9.00 - 20.00 Mercoledì e Giovedì 9.00 - 18.00 Venerdì 9.00 - 20.00 Sabato 8.30 - 17.00 Via Miranese, 201/A - 30174 Chirignago VE - Tel . 041.917665 CONCESSIONARIA E S C L U S I VA MESTRE VENEZIA Via SanSoVino, 28 30173 MeStre Venezia tel. 041 5315820 Fax 041 5328678 P.iVa 03926390273 www.veneziamoto.com info@veneziamoto.com

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NFOAIMe laIGLIA Con un cuore pieno di riconoscenza e di gratitudine vorrei ringraziare, assieme a voi, il Signore che ci ha accompagnato e ci ha guidato nei giorni passati, con la luce dello Spirito Santo![…] Potrei dire serenamente che - con uno spirito di collegialità e di sinodalità - abbiamo vissuto davvero un'esperienza di "Sinodo", un percorso solidale, un "cammino insieme". Ed essendo stato "un cammino" - e come ogni cammino ci sono stati dei momenti di corsa veloce, quasi a voler vincere il tempo e raggiungere al più presto la mèta; altri momenti di affaticamento, quasi a voler dire basta; altri momenti di entusiasmo e di ardore. Ci sono stati momenti di profonda consolazione ascoltando la testimonianza dei pastori veri (cf. Gv 10 e Cann . 375, 386, 387) che portano nel cuore saggiamente le gioie e le lacrime dei loro fedeli. Momenti di consolazione e grazia e di conforto ascoltando le testimonianze delle famiglie che hanno partecipato al Sinodo e hanno condiviso con noi la bellezza e la gioia della loro vita matrimoniale. Un cammino dove il più forte si è sentito in dovere di aiutare il meno forte, dove il più esperto si è prestato a servire gli altri, anche attraverso i confronti. Epoiché essendo un cammino di uomini, con le consolazioni ci sono stati anche altri momenti di desolazione, di tensione e di tentazioni, delle quali si potrebbe menzionare qualche possibilità: - una: la tentazione dell'irrigidimento ostile, cioè il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio, dal Dio delle sorprese (lo spirito); dentro la legge, dentro la certezza di ciò che conosciamo e non di ciò che dobbiamo ancora imparare e raggiungere. Dal tempo di Gesù, è la tentazione degli zelanti, degli scrupolosi, dei premurosi e dei cosiddetti - oggi- "tradizionalisti" e anche degli intellettualisti. - La tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle; che tratta i sintomi e non le cause e le radici. È la tentazione dei "buonisti", dei timorosi e anche dei cosiddetti "progressisti e liberalisti". - La tentazione di trasformare la pietra in pane per rompere un digiuno lungo, pesante e dolente (cf. Lc 4,1-4) e anche di trasformare il pane in pietra e scagliarla contro i peccatori, i deboli e i malati (cf. Gv 8,7) cioè di trasformarlo in "fardelli insopportabili" (Lc 10, 27). - La tentazione di scendere dalla croce, per accontentare la gente, e non rimanerci, per compiere la volontà del Padre; di piegarsi allo spirito mondano invece di purificarlo e piegarlo allo Spirito di Dio. Discorso di Papa Francesco per la conclusione del Sinodo dei Vescovi Rispondere insieme ai tanti scoraggiamenti che soffocano le famiglie - La tentazione di trascurare il "depositum fidei", considerandosi non custodi ma proprietari e padroni o, dall'altra parte, la tentazione di trascurare la realtà utilizzando una lingua minuziosa e un linguaggio di levigatura per dire tante cose e non dire niente! Li chiamavano "bizantinismi", credo, queste cose... Cari fratelli e sorelle, le tentazioni non ci devono né spaventare né sconcertare e nemmeno scoraggiare, perché nessun discepolo è più grande del suo maestro; quindi se Gesù è stato tentato - e addirittura chiamato Beelzebul (cf. Mt 12, 24) - i suoi discepoli non devono attendersi un trattamento migliore. Personalmente mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni; questo movimento degli spiriti, come lo chiamava Sant'Ignazio (EE , 6) se tutti fossero stati d'accordo o taciturni in una falsa e quietista pace. Invece ho visto e ho ascoltato - con gioia e riconoscenza - discorsi e interventi pieni di fede, di zelo pastorale e dottrinale, di saggezza, di franchezza, di coraggio e di parresia. E ho sentito che è stato messo davanti ai propri occhi il bene della Chiesa, delle famiglie e la "suprema lex", la "salus animarum" (cf. Can . 1752). E questo sempre - lo abbiamo detto qui, in Aula - senza mettere mai in discussione le verità fondamentali del Sacramento del Matrimonio: l'indissolubilità, l'unità, la fedeltà e la procreatività, ossia l'apertura alla vita (cf. Cann. 1055, 1056 e Gaudium et Spes, 48). Equesta è la Chiesa, la vigna del Signore, la Madre fertile e la Maestra premurosa, che non ha paura di rimboccarsi le maniche per versare l’olio e il vino sulle ferite degli uomini (cf. Lc 10, 25-37); che non guarda l’umanità da un castello di vetro per giudicare o classificare le persone. Questa è la Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica e composta da peccatori, bisognosi della Sua misericordia. Questa è la Chiesa, la vera sposa di Cristo, che cerca di essere fedele al suo Sposo e alla sua dottrina. È la Chiesa che non ha paura di mangiare e di bere con le prostitute e i pubblicani (cf. Lc 15). La Chiesa che ha le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti! La Chiesa che non si vergogna del fratello caduto e non fa finta di non vederlo, anzi si sente coinvolta e quasi obbligata a rialzarlo e a incoraggiarlo a riprendere il cammino e lo accompagna verso l'incontro definitivo, con il suo Sposo, nella Gerusalemme Celeste. Questa è la Chiesa, la nostra madre! E quando la Chiesa, nella varietà dei suoi carismi, si esprime in comunione, non può sbagliare: è la bellezza e la forza del sensus fidei, di quel senso soprannaturale della fede, che viene donato dallo Spirito Santo affinché, insieme, possiamo tutti entrare nel cuore del Vangelo e imparare a seguire Gesù nella nostra vita, e questo non deve essere visto come motivo di confusione e di disagio. Tanti commentatori, o gente che parla, hanno immaginato di vedere una Chiesa in litigio dove una parte è contro l'altra, dubitando perfino dello Spirito Santo, il vero promotore e garante dell'unità e dell'armonia nella Chiesa. Lo Spirito Santo che lungo la storia ha sempre condotto la barca, attraverso i suoi Ministri, anche quando il mare era contrario e mosso e i ministri infedeli e peccatori. E, come ho osato di dirvi all'inizio, era necessario vivere tutto questo con tranquillità, con pace interiore anche perché il Sinodo si svolge cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti. Parliamo un po’ del Papa, adesso, in rapporto con i vescovi... Dunque, il compito del Papa è quello di garantire l’unità della Chiesa; è quello di ricordare ai pastori che il loro primo dovere è nutrire il gregge - nutrire il gregge - che il Signore ha loro affidato e di cercare di accogliere - con paternità e misericordia e senza false paure - le pecorelle smarrite. Ho sbagliato, qui. Ho detto accogliere: andare a trovarle. Il suo compito è di ricordare a tutti che l'autorità nella Chiesa è servizio (cf. Mc 9, 33-35) come ha spiegato con chiarezza Papa Benedetto XVI, con parole che cito testualmente: «La Chiesa è chiamata e si impegna ad esercitare questo tipo di autorità che è servizio, e la esercita non a titolo proprio, ma nel nome di Gesù Cristo ... attraverso i Pastori della Chiesa, infatti, Cristo pasce il suo gregge: è Lui che lo guida, lo protegge, lo corregge, perché lo ama profondamente. Ma il Signore Gesù, Pastore supremo delle nostre anime, ha voluto che il Collegio Apostolico, oggi i Vescovi, in comunione con il Successore di Pietro ... partecipassero a questa sua missione di prendersi cura del Popolo di Dio, di essere educatori nella fede, orientando, animando e sostenendo la comunità cristiana, o, come dice il Concilio, "curando, soprattutto che i singoli fedeli siano guidati nello Spirito Santo a vivere secondo il Vangelo la loro propria vocazione, a praticare una carità sincera ed operosa e ad esercitare quella libertà con cui Cristo ci ha liberati" (Presbyterorum Ordinis, 6) ... è attraverso di noi - continua Papa Benedetto - che il Signore raggiunge le anime, le istruisce, le custodisce, le guida. Sant'Agostino, nel suo Commento al Vangelo di San Giovanni, dice: " Sia dunque impegno d'amore pascere il gregge del Signore" (123,5); questa è la suprema norma di condotta dei ministri di Dio, un amore incondizionato, come quello del Buon Pastore, pieno di gioia, aperto a tutti, attento ai vicini e premuroso verso i lontani (cf. S. Agostino, Discorso 340, 1; Discorso 46, 15), delicato verso i più deboli, i piccoli, i semplici, i peccatori, per manifestare l'infinita misericordia di Dio con le parole rassicuranti della speranza (cf. Id., Lettera 95, 1)» (Benedetto XVI, Udienza Generale, Mercoledì, 26 maggio 2010). Quindi, la Chiesa è di Cristo - è la Sua Sposa - e tutti i vescovi, in comunione con il Successore di Pietro, hanno il compito e il dovere di custodirla e di servirla, non come padroni ma come servitori. Il Papa, in questo contesto, non è il signore supremo ma piuttosto il supremo servitore - il "servus servorum Dei"; il garante dell'ubbidienza e della conformità della Chiesa alla volontà di Dio, al Vangelo di Cristo e alla Tradizione della Chiesa, mettendo da parte ogni arbitrio personale, pur essendo - per volontà di Cristo stesso - il "Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli" (Can . 749) e pur godendo "della potestà ordinaria che è suprema, piena, immediata e universale nella Chiesa" (cf. Cann . 331-334). Cari fratelli e sorelle, ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare; a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie. Un anno per lavorare sulla "Relatio synodi" che è il riassunto fedele e chiaro di tutto quello che è stato detto e discusso in questa aula e nei circoli minori. E viene presentato alle Conferenze episcopali come "Lineamenta". Il Signore ci accompagni, ci guidi in questo percorso a gloria del Suo nome con l'intercessione della Beata Vergine Maria e di San Giuseppe! E per favore non dimenticate di pregare per me!

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NFOAIMe laIGLIA (segue da pag.11) coppie che sfuggissero agli elenchi. Durante la Santa Messa domenicale una coppia di sposi rinnova le pro- messe matrimoniali a nome di tutti gli sposi presenti. Nel pomeriggio viene offerto un rinfresco con la consegna di un omaggio, e viene scattata una foto ricordo di famiglia “ufficiale”, che tra- dizionalmente ha sullo sfondo l’edicola mariana di Sala S. Giorgio con il dipin- to del pittore Scaggiante. I numeri dei lustri sono di tutto rispetto, circa 130-150 coppie l’anno, e diversa- mente da altre iniziative parrocchiali questa non risente di stanchezze o calo di partecipazione. Quale il segreto di questo successo? Credo derivi dal fatto che ciascuna coppia viva l’anniversario 14 come una cosa “privata”, e che perciò, quando riceve questo invito, si senta piacevolmente sorpresa nel sentire che alla comunità sta a cuore anche lei, pro- prio lei. Se guardiamo più da vicino i numeri, scopriamo che quest’anno ci saranno circa 30 coppie che faranno le nozze d’oro (50 anni). Ma quelle giovani che arrivano al traguardo dei primi 5 anni saranno solo 5! Nell’insieme è una testimonianza eloquente di due aspetti con i quali siamo costretti a convivere: da un lato la presenza di un consistente numero di coppie che celebra nel sacramento la festa della fedeltà, dell’amore nuziale e della voglia di continuare a stare insieme nella consapevolezza dell’indissolubilità del vincolo, e dall’altro la crisi in cui è oggi il matrimonio. Per i meno giovani che festeggiano i lustri c’è di che essere felici. Per la scarsità di coppie giovani, dobbiamo ricordare che i primi a doversi mobilitare per promuovere il matrimonio siamo proprio noi… gli sposi, e in particolare gli sposi giovani. E allora la festa dei Lustri ci può ricordare due cose importanti. La prima: siamo noi che dobbiamo difendere il nostro matrimonio. Fin che si era “morosi”, c’era il gusto di uscire insieme, di scambiarsi regali, sorprese, fiori e lettere; dopo il matrimonio, la cosa vien data per scontata, con l’arrivo dei figli spesso la coppia si appiattisce tanto tra impegni e affanni che l’anniversario è trascurato o persino dimenticato. Certi slogan meschini sul “matrimonio tomba dell’amore” nascono, con un fondo di triste verità, proprio da queste dinamiche. Anche se il tempo fascinoso dell’innamoramento è passato, come è naturale, l’amore adulto tra due sposi deve essere mantenuto fresco; non è un dato acquisito, come i mobili di casa che là sono e là restano. La seconda: il matrimonio interessa la comunità (religiosa e anche civile), perché i legami stabili sono la base di una società ordinata e serena. Il mondo ha bisogni di veri uomini e donne, non di eterni adolescenti. Coi nostri figli, in ogni ambiente, tra colleghi, amici, parenti e così via dobbiamo essere i testimonial del matrimonio, e i critici, pacati ma decisi, delle scorciatoie comode dei diritti senza doveri e sacrifici (dicasi convivenze). Non possiamo annuire quando ci dicono: «Il mondo è cambiato, ognuno farà le sue scelte, l’importante è volersi bene». Perché il Bene ed il Male non sono equivalenti e la Verità non ha scadenze. È vero, a volte lo sconforto ci fa pensare che ormai il declino sia inarrestabile, ma questa è davvero una trappola del demonio. D’altra parte non riusciremo a salvare il mondo con le nostre poche forze, né questo ci viene chiesto. Il nostro compito è, invece, quello di testimoniare ed annunciare la Verità senza paure e senza rispetti umani. Forse il segreto è prepararsi meglio Al lettore non sarà sfuggito il diverso taglio, con differente severità, dato ai temi trattati dai due giovani padri di famiglia. È un esempio delle diversità di lettura dell’esistente che si trovano anche all’interno della Chiesa, e che sono emerse nel corso dello stesso Sinodo. Per aiutare la partecipazione, non abbiamo voluto censurare e appiattire i testi, ma solo mostrare accanto al bicchiere mezzo vuoto, cioè la crisi, anche quello mezzo pieno, e cioè la realtà degli sposi che celebrano ogni giorno la bellezza del Sacramento, guardando con carità a chi vive in situazioni meno limpide. Poi ci siamo ricordati che, tra le belle realtà della parrocchia, che non sono poche, emergono per importanza proprio quei corsi prematrimoniali che lo stesso Sinodo ha nuovamente sollecitato, nella terza parte della sua Relazione finale, al punto 39, ricordando «l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dell’intera comunità privilegiando la testimonianza delle stesse famiglie…». Nei giorni della Madonna della Salute ne ha parlato anche PROPOSTA, il foglietto che troviamo ogni sabato entrando in chiesa, e ha lanciato un brutto allarme: ATTENZIONE, QUEST’ANNO PER MANCANZA DI ADESIONI IL CORSO ARRISCHIA DI SALTARE. Cerimonie Addobbi floreali Vendita e Assistenza Piante varie e Bonsai Composizioni funebri Cantina 2 Botti di Gianni De Rossi Via Ivancich, 7 - CHIRIGNAGO (VE) cell 328 4589254 Vendita Vini sfusi e in bottiglia liquori - prodotti alimentari - idee regalo consegne a domicilio Meglio un Sacramento che un contratto Almeno qui c’è Dio che dà una mano Per questo abbiamo scelto di parlarne più diffusamente, riprendendo in parte l’esperienza di due fidanzati, Francesca e Fabio, confidata a PROPOSTA, in parte ascoltando le esperienze di due coppie di sposi che si impegnano con generosità in questa attività missionaria: Laura Folin e Stefano Antoniutti, Laura Morandi e Luciano Vedovetto. L’appello di Fabio e Francesca A« tutte le giovani coppie ci sentiamo di dire di non vivere il corso di preparazione come un peso, perché “si deve”, ma anzi di cogliere questa opportunità, per conoscersi di più, avvicinarsi a Dio e apprezzare il vero valore del Matrimonio cristiano»: questo è l’appello nitido e senza forzature che due fidanzati che hanno sentito il 2014 come segnato da un’esperienza memorabile, quella appunto del corso prematrimoniale, lanciano oggi ai tanti giovani che quel corso lo snobbano, o lo temono, o lo sentono come un fastidio imposto. L’appello è posto al termine di una lunga confidenza, che parla di un percorso fatto assieme e con altri, di «matrimonio che è per sempre», di due persone «che si amano veramente, dal profondo del loro cuore». E due affermazioni consolanti. Una: «Il corso ci ha aiutato a capire quanto valore abbia il Matrimonio cristiano e ci ha consolidato ancora di più come coppia». E l’altra: «Il corso è stato un percorso importante a livello personale e di coppia, che ci ha arricchito profondamente e che ha reso ancora più speciale il nostro matrimonio». E poi gli episodi quotidiani, apparentemente banali, in realtà intrisi dello stupore della scoperta, come quando Francesca racconta: «È stato bellissimo arrivare al primo incontro e constatare con piacere che tante erano le coppie dei giovani presenti, ognuno di noi con la propria storia e con un nostro concetto di Fede […] Continuavamo a parlare io e Fabio degli argomenti trattati anche nei giorni successivi, condividendo i valori e le fondamenta, dandoci conferma del fatto che eravamo pronti a unirci in matrimonio e che stavamo facendo la scelta corretta: eravamo la persona giusta l’uno per l’altra per creare una nuova famiglia e vivere insieme ogni giorno della nostra vita». E poi, quasi un refrain, «il matrimonio cristiano è per sempre», un po’ come dire “Meglio un sacramento che un contratto, almeno qui c’è Dio che dà una mano”. È uno slogan, e quasi certamente non basta a convincere chi vede il matrimonio in chiesa come una carnevalata o un’imposizione perbenista. Ma tant’è, bisogna almeno provarci. L’esperienza di Laura Morandi Vedovetto Laura, cosa diresti a un giovane che non vuole sposarsi in chiesa e guarda con sospetto ai corsi come quello che organizzate voi? Direi: «Non aver paura del Matrimonio cristiano, perché alla scuola di Gesù tutto è possibile». E così Laura ha in- FNAOMIIeGla LIA trodotto non un altro slogan, ma un altro tema, più forte, che è anch’esso un appello: «Venite ragazzi, andiamo insieme alla scuola di Gesù, insieme ci prepariamo per questo Sacramento che vale una vita intera». Poi Laura ci racconta vent’anni e passa di animatrice in questi specialissimi corsi, una sera la settimana per otto settimane da gennaio a marzo, nella sala del Caminetto dalle 20.45 alle 22.30, spesso anche oltre. D« a più di vent’anni mio marito Luciano ed io siamo impegnati come animatori degli incontri di preparazione al Matrimonio cristiano, in aiuto a Don Roberto. Abbiamo operato insieme a diverse altre coppie di sposi, ognuna delle quali ha lasciato il suo segno nella memoria o nella storia di chi le ha conosciute. Attualmente condividiamo il cammino con Laura e Stefano, nostri cari amici. Il nostro compito è semplice: aiutare le coppie che si iscrivono, a riflettere sull’importanza del passo che stanno compiendo e a renderle consapevoli del Sacramento che riceveranno, al quale bisogna prepararsi. Nessuno di noi ha una ricetta preconfezionata che garantisca il risultato sicuro (a parte la sua povera, personalissima esperienza), perciò, anche noi, come loro, ci mettiamo alla “scuola di Gesù” che ha molto da dirci per la nostra felicità, e ascoltarlo è utile anche dopo molti anni di matrimonio. È sorprendente scoprire che, pur trattando in pratica ogni anno gli stessi argomenti, questi mostrino aspetti sempre nuovi, 15 di Novo Clara Lavanderia - stireria Specializzata in: Capi in pelle - tappeti - trapunte 30174 CHiriGnaGO (ve) VIA MIRANESE, 313 tel./Fax 041 917462 Partita IVA 03017540273

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NFOAIMe laIGLIA certamente grazie al contributo delle coppie partecipanti, ma anche a prova di quanto la Parola di Dio sia viva e attuale, una ricchezza che si svela gradualmente al momento giusto, quando ne hai bisogno. Durante gli incontri ci confrontiamo dunque con la Parola di Dio (questa è la “linea” scelta fin da principio dal nostro parroco, che si è rivelata molto valida), la quale ci propone una visione della fede, dell’amore, della vita e della vita di coppia, che risulta per molti una sorpresa, soprattutto per chi si riavvicina alla Chiesa dopo anni di indifferenza, magari portandosi dietro pregiudizi e fraintendimenti». «È più bello 16 amare che far l’amore» Sempre più spesso tra i partecipanti sono presenti coppie già conviventi o sposate civilmente, anche con più figli, che così si riavvicinano alla pratica dei sacramenti. Qualcuno suggerisce di fare appello ai giovani riluttanti quasi invitandoli a una sfida: camminiamo insieme perché è più difficile amare che fare l’amore. È più bello, corregge subito Stefano Antoniutti: è più bello amare che far l’amore. Ci racconta le sue esperienze, le stesse dei discorsi nella sala del Caminetto al centro parrocchiale. Non nasconde le difficoltà, un periodo di distacco dalla fede, ma parla della sua storia coniugale come di una storia cristiana, una gioia che si ripete, una sorgente sempre viva. È il senso del sacro che ritorna, quello stesso che, con tono più grave, Luciano Vedovetto richiama rifacendosi all’amore tra Dio e la sua Chiesa, tra Dio e l’umanità. Se è vero che i giovani sentono anche il bisogno della religiosità, qui il cammino è decisamente segnato. Poi tocca a Laura continuare: i temi in discussione riguardano gli elementi del Sacramento del Matrimonio, alla luce della Parola di Dio: il Matrimonio come vocazione, l’indissolubilità del vincolo, l’apertura dichiarata ai figli e alla loro educazione, la libertà su cui fondare la nuova unione. Perché, dice Laura, «per costruire un rapporto solido è bene fidarsi di Dio e del suo progetto, perché Lui ci conosce meglio di noi stessi, ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte per “costruire la casa sulla roccia”. E poi la vita presenta, prima o poi, prove spesso troppo dure se affrontate da soli. Ecco che la Grazia dei Sacramenti ci assicura la presenza di Gesù che ci “porta in braccio”, condividendo il peso. Nel Matrimonio, la Grazia del Sacramento può cambiare “gusto” alla vita, da acqua in vino, come alle Nozze di Cana». Scampoli di saggezza che sono anche riflessioni di fede. Basteranno a convincere i giovani ancora riluttanti? Laura aggiunge alcune riflessioni sulla santità. Ricorda: «Recentemente Don Andrea, proponendo in un’omelia figure di Santi “della porta accanto”, parlava di due coppie di sposi, gente normale, ma innamorata di Cristo: hanno vissuto una vita familiare simile alle nostre, ma nella quale era presente e visibile a tutti “l’impronta della fede” e l’amore per gli insegnamenti di Gesù. Senza compiere miracoli si sono meritati la gloria della Santità. E’ un segno di speranza per tutti noi». Chi ci aiuta a far crescere i figli?Il ruolo dell’AC e dell’AGESCI T ra i punti dolenti del contesto socio-culturale in cui oggi vive la famiglia, il Sinodo ha sottolineato l’ individualismo esasperato e la solitudine. Ebbene, operano nella nostra parrocchia due associazioni che si occupano dell’educazione dei ragazzi e dei giovani dando così un contributo determinante alla vita quotidiana delle famiglie. Sono l’Azione Cattolica e l’AGESCI. Abbiamo chiesto ai loro responsabili di parlarci delle loro attività e del loro ruolo in parrocchia. La “famiglia” dell’AZIONE CATTOLICA cresce ancora di Alessandro e Roberta Molaro Il dibattito aperto sulla famiglia tradizionale ci dà l’occasione di richiamare una scelta che l’Azione Cattolica ha fatto e che cerca ogni giorno di portare avanti con fedeltà: vivere l’esperienza associativa e la propria missione con lo stile tipico della famiglia. Come in una famiglia i più grandi (animatori) si occupano dei più piccoli, attraverso il gioco e il loro esempio trasmettono ai ragazzi importanti valori umani e cristiani: il rispetto delle regole, l’accoglienza dell’altro come persona da ascoltare e da amare, la condivisione, la bellezza di realizzare qualcosa di buono per gli altri, il senso dell’appartenenza ad una comunità cristiana che li valorizza e li guida alla scoperta di Gesù. Come in una famiglia tutti gioiscono nel vedere i ragazzi crescere, i giovani diventare sempre più responsabili e generosi verso gli altri, gli adulti capaci AZIONE CATTOLICA: ECCO IL MOTORE L’Azione Cattolica, per statuto, elegge democraticamente ogni tre anni i suoi responsabili attraverso un’assemblea composta da tutti gli iscritti. I responsabili dei vari settori eletti dall’ assemblea formano il consiglio parrocchiale dell’A.C. che attualmente è così composto: presidente: Roberta Barbacane; responsabili adulti: Alessandro Molaro e Sandra Primon; responsabili giovani: Michela Zanon; responsabili ACR: Ilaria Marzaro e Barbara Boato; segretario: Moreno Garbin; tesoriere: Valentina Mohn. FNAOMIIeGla LIA di condividere momenti di spiritualità intensa e di vita comune. E questa grande famiglia si pone al servizio della Chiesa e dei fratelli, a partire dalla nostra comunità di Chirignago, per estendersi alla dimensione vicariale (partecipazione ad iniziative che coinvolgono le parrocchie a noi vicine) e diocesana (alcuni di noi offrono il proprio servizio all’interno delle equipe diocesane di AC per i vari settori, o collaborano ad alcuni eventi pensati ed organizzati dalla pastorale giovanile). Il tutto con il supporto e la condivisione dei nostri sacerdoti, che ci assistono e ci guidano nei percorsi formativi. La forte attenzione all’aspetto educativo ci porta a coltivare in modo speciale il rapporto con le famiglie dei ragazzi che si iscrivono all’A.C.R. (azione cattolica ragazzi) che cerchiamo di coinvolgere in diversi momenti dell’anno associativo: per esempio nella preparazione delle maschere per la sfilata che 17 Via Trieste 282/A 30174 - CHIRIGNAGO (VE) Tel. e Fax 041 911400 Amministrazione di condomini Consulenze immobiliari Contabilità condominiali Calcoli millesimali Regolamenti di condominio Salumi e Formaggi Specialità gastronomiche di nostra produzione Chirignago (VE) - via Miranese, 413 Tel. e Fax 041 915391

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NFOAIMe laIGLIA si svolge in paese durante il carnevale, in alcuni momenti di preghiera unitari e nelle iniziative di autofinanziamento finalizzate a finanziare parzialmente i campi scuola estivi, a cui i loro figli prendono parte. La gioia dello stare insieme nel nome di Gesù e l’impegno di tutti gli aderenti fanno sì che l’Azione Cattolica della nostra parrocchia di Chirignago sia vitale e, come sottolinea la 18 seconda parte del titolo, in crescita. Gli iscritti sono saliti da 149 dell’anno scorso a 162 di quest’anno e sono suddivisi in otto gruppi: tre gruppi di ragazzi da 8 a 13 anni, due gruppi di giovanissimi da 14 a 18 anni, un gruppo di giovani da 19 a 25 anni, un gruppo di giovani adulti da 25 a 30 anni e infine un gruppo di adulti da 30 anni in su (l’aderente più anziano ha 88 anni). La “famiglia” dell’azione cattolica è aperta a tutti coloro che vogliono iniziare o approfondire il proprio cammino di fede. Non ci sono limiti di età; i nostri gruppi sono aperti ad accogliere a braccia aperte chiunque abbia desiderio autentico di conoscere l’associazione, di sperimentare questa particolare forma di servizio alla nostra Chiesa, di creare nuove amicizie e relazioni basate sull’amore per DIO e per i fratelli. SCOUT/CHIRIGNAGO 1 Ottanta ragazzi con 24 capi. E da quest’anno c’è anche Katia di Francesco Busolin La novità del 2014 per oltre 80 scout (e lupetti e rover e guide) dell’ Agesci di Chirignago si chiama Katia, per la precisione Katia Vanin. Affianca i due Assistenti storici, Don Roberto e Don Andrea. Già dall’anno scorso è diventata l’Assistente del noviziato, ha già partecipato (con qualche timore a suo dire) al primo campo mobile tornando comunque entusiasta dell’esperienza fatta. Non è certo l’unica donna tra i 24 membri della Comunità Capi che guida il Gruppo Chirignago 1, ce ne sono altre 8. Ma qui la novità sta nel ruolo di Katia, quello di Assistente spirituale che fino ad oggi era stato riservato solo a sacerdoti. Un Gruppo all’avanguardia, oltre che numeroso (oltre 100 iscritti), dunque, quello degli scout di Chirignago. Quanto al programma di lavoro, seguiamo il nostro ultimo progetto educativo (che viene stilato ogni 4 anni) con specifiche attività declinate secondo le fasce di età. Si rifà ai 4 punti indicati dal fondatore Baden Powell, che riguardano l’abilità manuale, la salute e la forza fisica, il servizio al prossimo e la formazione del carattere. Per fare un po’ di storia, ricordiamo che il giglio scout rifiorì a Chirignago, dopo l’esperienza del vecchio Gruppo (1946-1951), con l’arrivo, nel 1986, di don Roberto Trevisiol. Quel cappellano che poi sarebbe diventato parroco, capì che bisognava dare ai giovani momenti forti di aggregazione: fece rinascere l’Aziona Cattolica e mise le basi per la fondazione del Gruppo scout, come aveva fatto nella sua precedente esperienza a San Marco Evangelista, a Mestre. Nel suo piano pastorale le due associazioni dovevano vivere in stretta simbiosi con la realtà parrocchiale. Lo scopo era di avere accanto al catechismo altre opportunità di crescita attraverso attività, giochi, uscite basate su metodi educativi collaudati. Nel 1988 il Reparto “Aquile Randage” fece il suo primo campo estivo nella località di Caotès (Alpago). Proprio qui l’anno scorso, in occasione dei 25 anni dalla rifondazione, abbiamo posto una croce realizzata dal Don a ricordo del cammino fatto. Dall’anno della sua fondazione ad oggi il Gruppo ha vissuto in ottima salute, sempre con numero di iscritti (capi e ARTICOLI da REGALO CANCELLERIA Tabaccheria 175e Giornali S. GIORGIO Lotto Superenalotto 10 e Lotto Fotocopie Servizio Fax di Cristina e Gabriele Pagin Via Trieste, 244/B - Chirignago (VE) APERTO DOMENICA MAT TINA STUDIO DENTISTICO DOTT. M. MACCATROZZO MEDICO CHIRURGO ODONTOIATRA AMBULATORIO DIETOTERAPICO SECONDO METODOLOGIA PENTADIET Via Miranese, 289/B 30174 Chirignago - VE TEL. 041912986 – CELL. 340 1535213 FNAOMIIeGla LIA ragazzi) che gli ha consentito di percorrere quasi 30 anni senza problemi particolari. Ciò è dovuto a due scelte fondamentali: profondo inserimento nella vita della parrocchia e nella comunità giovanile, amore e rispetto delle tradizioni. Abbiamo sperimentato che vivere “dentro” la parrocchia è interesse comune; della comunità parrocchiale che ci vede come i “suoi scout”, e del Gruppo che riceve sostegno morale, economico ed organizzativo da una realtà solida come quella della nostra parrocchia. Abbiamo scelto poi di rimanere nel solco delle tradizioni scout, di mantenerle ed onorarle per la forza semplice che hanno in campo educativo. I nostri ragazzi non sopportano le chiacchiere ma sono affascinati dai riti, dai simboli, dai racconti. Imparano il bello vedendo e toccando cose belle, preparate con cura; anche l’uniforme ha la sua importanza: l’ordine esteriore li aiuta a creare in loro stessi un ordine interiore che li accompagnerà per sempre. Non ci riteniamo perfetti ma crediamo che, pur in un mondo pieno di altre “agenzie educative”, solo puntando sulla nostra specificità scout possiamo essere incisivi nell’educare i ragazzi. I ventiquattro LUPETTI: Capi Unità Marco Agostini e Giulia Zampieri, Aiuto Capi Anderson Tommaso Antoniutti, Francesco Bona e Alessandra Titta (nuova, arrivata dal Clan), Assistente don Andrea Longhini. REPARTO SCOUT: Capi Unità Marco Spolaor e Anna Agostini, Aiuto Capi Elena Busolin (nuova, arrivata dal Clan), Celegato Carlo, Giulia De Marchi, Andrea Zamborlini, Assistente don Roberto Trevisiol. NOVIZIATO: Maestri dei novizi Marco Longo, Annavalentina Pagnin e Francesco Giacomin (rientrato da capo a disposizione), Assistente Katia Vanin (nuova). CLAN: Capi Clan Jacopo Iovon e Annachiara Bellin (salita dai Lupetti), Aiuto Capo Giorgio Longo, Assistente don Andrea Longhini. COMUNITÀ CAPI: Capi Gruppo Francesco Busolin e Sonia Marianni, Capo a disposizione Francesca Celegato (nuova), Assistenti don Roberto Trevisiol, don Andrea Longhini e Katia Vanin (nuova). Scuola dell’infanzia Sacro Cuore: aspettando maggio Èprevista per il 16 maggio, in piazza San Marco a Venezia, una festa tutta speciale per la Scuola dell’Infanzia Sacro Cuore: è prevista la proclamazione a Beato di Monsignor Luigi Caburlotto, fondatore della Congregazione delle Figlie di San Giuseppe, le suore che dal 1910 reggono la nostra scuola. L’anno scolastico è iniziato a pieno regime e fin da subito, oltre alla normale attività didattica, hanno ripreso i vari laboratori tra cui quello di lingua inglese, il laboratorio di psicomotricità relazionale e quello musicale. Il tema conduttore di quest’anno scolastico è “l’acqua” che sta coinvolgendo i bambini in particolari attività che faranno loro comprendere l’infinita ricchezza di questo bene prezioso. Con largo anticipo, il Comitato di Gestione ricorda che è possibile sostenere la scuola con il 5 per mille: basta una firma sul modulo per la denuncia dei redditi indicando il codice 82003370275: è un modo in più per aiutare la scuola a svolgere il suo compito senza gravare ulteriormente sulle famiglie. 19 Bon Bon Articoli da regalo - Bomboniere - Oggettistica Confezioni Personalizzate Via Miranese n. 321 - 30174 Chirignago (Ve) Tel. / fax 041 917133 P.Iva 02498350277 www.bonbonregali.com Via Miranese, 411/A Chirignago - VE Tel. 041 916715 - Fax 041 5441600- pv7221@associati.despar.it

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NFOAIMe laIGLIA Anagrafe della comunità dall’1.11.2013 all’1.11.2014 La parrocchia e “gli altri” Fin qui gli strumenti “parrocchiali” e affini con i quali si confronta necessariamente il tema vasto della famiglia a Chirignago. Poi sullo stesso territorio fiorisce una miriade di realtà di ispirazione religiosa o laica che comunque incidono sulla famiglia, ne affrontano alcuni problemi, sono presenti nell’educazione dei ragazzi. Ma lo spazio è tiranno, perciò di alcune parleremo nel prossimo Campanon, quello che vorremmo far uscire per la Quaresima, tempo di riflessione e di cambiamento. Altre le ospitiamo qui, a cominciare da una realtà che non poteva mancare: 20 l’Istituto “Don Orione”, la più impor- tante testimonianza del volto solidale di Chirignago. Il “Don Orione... “ la famiglia più grande di don Nello Tombacco Giunto al settimo anno della mia presenza al Don Orione, sono stato richiesto di offrire questo nuovo articolo per “Il Campanon” natalizio parlando di questa nostra realtà al servizio della disabilità per come è conosciuta in paese. Volentieri vado, allora, all'affermazione con cui il nostro parroco Don Roberto ama considerare e parlare del nostro Centro, riconoscendolo come “la più grande famiglia” non solo della parrocchia ma dell'intero paese. Ogni qualvolta sulle labbra del Don sento affiorare questa bella e significativa definizione subito mi chiedo: ”ma sarà poi vero che il Centro di cui sono responsabile è per davvero la più grande famiglia?”. Beh! Dal punto di vista numerico non è ammissibile alcun dubbio perché le cifre parlano di per se stesse... mi interessa riflettere, invece, a proposito di questo, partendo da un'altra angolatura e cioè dalla diversa prospettiva culturale che si respira nel nostro interno. Per far questo parto dalla etimologia del termine. 33 battesimi: Riccardo Ricci, Silvia Alejandra Rios Avecillas Acosta, Leonardo Jovanovic, Luca Semenzato, Martina Zennaro, Eros Salvatore Bellia, Alvise Bortolussi, Francesco Trevisan, Matteo De Matteo, Sofia Basaldella, Sara Pettenà, Diego Comin, Micol Sophie Ballarin, Leonardo Capra, Vittoria Tonini, Mattia Baldissera, Sebastiano Provenzano, Giacomo Vidal, Roberta Manente, Giulia Da Ronco, Giacomo Girardi, Chiara De Lazzari, Emma Greco, Anna Flora Turri, Greta Angelica Boldrin, Riccardo Maiocchi, Anna De Marchi, Sofia Favaretto Illig, Luca Bertapelle,Arlena Burelli, LorenzoAlbarelli, Carlotta Boschiero, Kim Elisabetta Dei Rossi. 7 matrimoni: Michele Griffoni con Veronica Medici, Yuri Tosatto con Giorgia Gemolo, Davide Favero con Elena Mocellin, Fabio Zuin con Francesca Costantino, Simone Tavella con Marta Santiglia, Luca Vit con Klizia Distefano, Carlo Obber con Elena Salvagno. 76 defunti: Simioni Elio, Castellaro Maria, De Benedetti Giacomo, Vanin Mario, Garbin Ofelia, Checchin Enrico, Staglianò Gregorio, Bolgan Lidia, Stangherlin Nadia, Semenzato Vittorio, Martignon Antonia, Gavagnin Emilio, Pamio Angelo, Rosteghin Giorgio, Manente Ines, Lusiardi Lelia, Porrino Alfonsina, Forcolin Rosanna, Marchiori Clara, Gallo Raffaella, Gatto Giancarlo, Fazzini Emilia, Pavan Verdino, Milan Enrico, Bevilacqua Giorgio, Angi Giancarlo, Toniolo Pierina, Valentini Matilde, Barbato Luciana, Gorghetto Ilario, Centenaro Natalina, Scaggiante Ofelia, Dal Compare Lidia, Berti Valerio, Patron Dorina, Ferrarese Luigia, Vesco Angelo, Giacomin Linda, Caprio Rudia Elisa, Luise Diana, Zin Massimo, Sicari Renata, Zambon Antonio, Bellin Giovanna, Cecchetto Bruna, Scaggiante Nevia, Masiero Giancarlo, Trevisan Carlo, Sambo Enzo, Fava Antonietta, Buscarin Roberto, Pavanello Giovanni, Ferraresso Dino, Stevanato Milena, Gottardo Olivo, Giotto Riccardo, Marton Renzo, Vecchiato Ortensia, Michielotto Isolina, Donolato Giuseppe, Bernardi Redentore, Candiotto Ettore, Trevisanato Alberto, Tonon Maria Lucia, Pacquola Franco, Cappelletto Walter, Dalla Mora Dino, Tavella Giovanni, Carraro Gianni, De Favari Albertina, Massimo Secondo Ettore, Camuffo Gabriella, Rigon Maria, Marangoni Gianluigi, Bertoldi Silvano, Volpato Vanda. Questa, che rimanda alla parola latina “famulus” (=servo, ma non schiavo) indica una realtà sociale dentro la quale si respira un clima di reciproca attenzione, di piena e fattiva disponibilità, di un servizio non costrittivo né obbligante quanto piuttosto un atteggiamento che si qualifica come capacità di leggere, quasi in anticipo, i molti bisogni reciproci di quanti compongono questo nucleo chiamato appunto famiglia. Stando così le cose, almeno da questo punto di vista e ben volentieri, con don Roberto, riconosco che il nostro Centro è per davvero la più grande famiglia del nostro paese. Non è che in essa manchino disattenzioni, arrivismi, opportunismi, indifferenze e, talvolta, tensioni vere e proprie... ugualmente però riconosco che, al nostro interno, dove conviviamo in circa 180/200 persone, godiamo di un clima di soddisfacente attenzione e reciproco rispetto, promosso e favorito dall'azione educativo-assistenziale degli operatori, forti delle rispettive qualifiche ed esperienze professionali. Altra nota positiva di particolare apprezzato colore che contribuisce nel nostro crescere come famiglia, intesa come sopra descritta, è data dalla nutrita e fedele presenza di numerosi gruppi di volontariato tra i quali, da qualche tempo in qua, si sono resi disponibili, con apprezzato interesse continuativo, i componenti del gruppo parrocchiale “Le altre note”, impegnandosi sopratutto, anche se non solo, nel servizio dei nostri ospiti accolti in RSA, settore del Centro maggiormente impegnativo. Accanto a questa significativa presenza nel servizio, sempre dal paese, non mancano altre disponibilità legate a esigenze e circostanze ben definite e che, a modo loro, contribuiscono nel rinforzare il clima della nostra abitazione, perché abbia a restare sempre e comunque la più grande famiglia della quale andare fieri ed orgogliosi. Gioca coi Celestini, aspettando la Fiera Da tre anni si preoccupa di creare momenti di aggregazione per i ragazzi e di socializzazione per le famiglie, in collaborazione con la Municipalità, la scuola e la parrocchia: è l’Associazione I Celestini ACDS, che a settembre, presso il Centro Montessori, ha tenuto la prima edizione di “Aspettando la Fiera”(nella foto) in collaborazione con il Forum delle Associazioni. La sua specialità: le discipline di gioco-sport che si possono fare nel Centro Montessori (beach volley, calcio, calcetto, tennis, basket, pallavolo, gioco libero, palestra di arrampicata, piccola campestre, art-attack, gioco libero, giochi da tavolo, ecc.), tutte rivolte alla partecipazione di bambini, ragazzi e giovani, in un ambiente sano, nel rispetto reciproco e con senso civico. Cercano di dare un sostegno ai genitori per il tempo libero dei figli offrendo, nel contempo, un’attenzione a coloro che vivono situazioni di disagio. Parco Rodari, bocce e solidarietà Non ci sono solo le bocce e le carte, non è solo un ritrovo per i 350 soci, è anche un centro di solidarietà il Circolo Auser “Amatori Bocce - Parco Rodari” che gestisce il bocciodromo comunale aperto da oltre 25 anni. Conoscendo l’Auser nessuno si stupisce degli anziani su quei campi di bocce. Meno noto è il fatto che per due mattine la settimana il bocciodromo è utilizzato dall’Istituto Don Orione e dalla Cooperativa Rosa Blu per l’at- tività sportiva dei loro assistiti e che ogni anno, con la collaborazione della Municipalità, c’è un affollato ciclo di conferenze su sanità e assistenza. «Anche questo - dice Stefano Simion - è sostenere la famiglia. Il nuovo gruppo di gestione intende allargare la partecipazione rivolgendosi a giovani e donne. E ogni cittadino che lo voglia potrà frequentare il circolo con qualsiasi condizione economica e anche con difficoltà fisiche». 21 D D Ristorante Pizzeria all ’Antico Graspo d’ Uva CENTRO ABBRONZATURA ED ESTETICA via Roma, 32 - Spinea (Ve) - Tel. 041.992759 - chiuso il Martedì TRATTAMENTO CORPO Chirignago (VE) - via Trieste, 232 - Tel. 041 5442220 facebook.esteticalacortedelsole

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LA MOSTRA DEL PITTORE GIOVANNI SCAGGIANTE Un paese e la sua anima dell’arte, nella vita del singolo e in quel- la comunitaria, nella consapevolezza di aver parlato sempre attraverso la pittura, e non con discorsi celebrativi. Un’assenza, quella di Luigina Ferra- rese, che evocava tante altre mostre, momenti di impegno generoso per la valorizzazione del complesso tessuto culturale di questo territorio, con la ca- pacità di interpretare gli appuntamenti tradizionali alla luce della fede in Dio e nell’uomo. (Gi.Mo) Spesso un paese – o un quartiere – non sa di avere un’anima. Sembra La luce e il colore gli basti avere una storia. Ma l’anima è Una fede che anche per Giovanni Scag- la forza che permette a una comunità di giante rimane un ancoraggio sicuro nel realizzare le proprie potenzialità, e quin- procedere del suo cammino artistico. di i propri sogni, facendo tesoro di un’e- E forse non è un caso che tra gli esti- sperienza collettiva di generazioni, di un Presenze e assenze matori dichiarati della sua pittura, pre- 22 gusto affinato nei decenni, di un senso del sacro che si nutre di incontri non episodici, di una cultura resa comune dal lavoro di persone preparate e generose. Può anche capitare che lo stesso paese – o quartiere – ne prenda coscienza all’improvviso, magari durante una tradizionale festa paesana quando, ignorati per un momento il frastuono delle giostre e il richiamo accattivante delle fanfare, si ritrova a riflettere sulla vita operosa di qualche suo abitante, meglio se un artista o un organizzatore culturale È stata l’occasione per scoprire insieme un’anima che è contemporaneamente radici contadine, solida fede e voglia di raccontarla, comunità che vive. Cos’altro sarebbero, sennò, i tanti ritratti intensi o quotidiani, i delicati corpi femminili, le trepidanti maternità, i paesaggi ora velati ora ariosi, le pagine dei Vangeli riscritte con il colore e la luce della scuola veneziana? Ma un’anima è una folla di presenze e di assenze. E così è stato nella sala di via Parroco: davanti al pubblico che aveva scelto di festeggiare così il sabato della sente ognuno nella mostra con un suo testo non banale, vi siano ben tre preti: il parroco don Roberto Trevisiol, ma anche suo fratello don Armando, già parroco a Carpenedo, e mons. Orlando Barbaro, autorevole presenza nella Curia diocesana. Percorso di fede, il suo, attraverso una lingua di luce e colore che, nel suo lungo lavoro di autodidatta, traduce in una “sua maniera” come sottolinea il prof. Giulio Gasparotti. Nella sala San Giorgio una deposizione ricca di movimento spande intorno di particolare carisma. tradizionale Fiera Franca, c’era l’86enne a sé una luce inconfondibile, che esce Ed è quello che è successo proprio a Giovanni Scaggiante, consapevole narra- dal colore, dalle carni e dalle vesti, dal- Chirignago, nella sala San Giorgio di tore di una storia di salvezza, e idealmente la morte e dalla vita che continuano a via Parroco, in un sabato pomeriggio di accanto a lui, ma vivo nelle parole dei pre- intrecciarsi. metà settembre, quando una folla attenta sentatori, c’era il ricordo di Luigina Ferra- E luce e colore accompagnano anche e a tratti stupita dagli squarci di bellezza rese, per un quarto di secolo infaticabile la vicenda umana di Giovanni Scag- che venivano proposti, ha salutato con guida di quella particolare espressione di giante, quella raccontata nei ritratti entusiasmo sincero l’apertura della mo- vita comunitaria che è stato ed è il Grup- che sperimentano lezioni diverse di stra antologica dedicata alla pittura di po culturale Luciani. pittori del passato, senza mai rinuncia- Giovanni Scaggiante per iniziativa del Una presenza, quella di Scaggiante, che re alla costante veneziana del colore Gruppo culturale Albino Luciani. richiamava con forza il valore assoluto che genera luce. DE PIERI CLAUDIO & FIGLI OFFICINA AUTO NUOVO CENTRO REVISIONI Banco prova - freni - precollaudo - Analisi gas di scarico - ABS Marmitte - Ammortizzatori - Ricarica condizionatori Elettrauto - Gommista Via Miranese, 492/F - 30174 - VENEZIA - Tel. 041 913452 Via Trieste, 235 - Chirignago (VE) Tel. 339 1956508 Mail: bartolozziirene@gmail.com A maggio il Giro passa per Chirignago Una rosa nel nome di Lorenzo Perosi di Fabio Cian La prima notizia ha colto tutti di sorpresa: venerdì 22 maggio 2015 la 13ma tappa del Giro d’Italia passerà per Chirignago, proveniente da Spinea e diretta verso Mestre, da dove poi raggiungerà Jesolo. La Cappella Musicale “Lorenzo Perosi” celebrerà l’evento mettendo a dimora una rosa speciale, dedicandola al ciclista che per primo passerà per Piazza San Giorgio. L’idea fa parte di un progetto con il quale il Coro intende abbellire il paese con rose rare e pregiate, legate a persone o ad eventi particolari. La prima rosa di questo progetto è stata già piantata, accanto al capitello votivo di viale Attilio Dusso. Si tratta di una pregiata “Golden Celebration” (trad. “celebrazione d’oro”), una varietà inglese, fatta arrivare da un vivaista specializzato di Sanremo, che ha vinto i riconoscimenti come miglior arbusto e varietà più profumata in occasione del Rose Awards Day alla Royal National Rose Society nel 2000. Con questa rosa si è voluto ricordare il Maestro Sante Zanon (1899-1965), primo direttore del Coro, del quale il prossimo 29 gennaio 2015 ricorreranno i 50 anni della morte. Un secondo esemplare di questa rosa è stato donato al Coro Filarmonico Trevigiano “Sante Zanon” che lo scorso 14 settembre ha festeggiato nella nostra chiesa i suoi primi 50 anni di attività, un anniversario d’oro, offrendo un apprezzatissimo concerto nel luogo dove Zanon ha mosso i primi passi come musicista, fino poi ad arrivare a diventare direttore del Coro del Gran Teatro “La Fenice” di Venezia. La seconda notizia non è meno importante: chiunque d’ora in poi potrà ricordare un anniversario, un evento particolare o una persona con una rosa speciale. Basterà contattare i responsabili della Cappella Musicale “Lorenzo Perosi” che, in cambio di una piccola offerta a sostegno delle proprie attività, individuerà la varietà più adatta e provvederà a metterla a dimora in un luogo pubblico di Chirignago. Questo progetto rientra pienamente negli scopi della Cappella Musicale “Lorenzo Perosi” che, oltre ad essere una formazione musicale, è anche un’Associazione Culturale. La valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e storico del territorio, la predisposizione verso il bello ideale, proporre momenti di socializzazione collettiva stimolando lo spirito di amicizia, di solidarietà e l’impegno positivo del tempo libero: queste sono solo alcune delle finalità previste dallo Statuto dell’Associazione. Con le rose, non solo il paese sarà più bello, ma si intende anche stimolare la cura di ognuno per il verde pubblico, con un’idea di social gardening (trad. giardinaggio sociale) aperta alla collaborazione di tutti. Il Giro d’Italia lascerà dunque un segno del suo passaggio. La varietà di rosa e il luogo dove sarà piantata saranno annunciati sulla pagina Facebook della Cappella Musicale “Lorenzo Perosi”: www.facebook.com/perosi.chirignago

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Dal Messaggio del Sinodo alle famiglie «Durante questo cammino […] c’è, poi, un’altra espressione della comunione fraterna ed è quella della carità, del dono, della vicinanza agli ultimi, agli emarginati, ai poveri, alle persone sole, malate, straniere, alle altre famiglie in crisi, consapevoli della parola del Signore: «C’è più gioia nel dare che nel ricevere» ( At 20,35). È un dono di beni, di compagnia, di amore e di misericordia, e anche una testimonianza di verità, di luce, di senso della vita. DPAERUNMSEIDNIOTDAOREALEL’PARLETGRAOR: EUNINASNIENMOE

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