il Cammino inglese (ottobre 2016)

 

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il cammino inglese di Giorgio e Maria Teresa

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___________________________________________________ IL CAMMINO INGLESE da FERROL a SANTIAGO DE COMPOSTELA ___________________________ Diario di un viaggio – Arcioli Giorgio – Tedeschi Maria Teresa Ottobre 2016

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___________________________________________________ IL CAMMINO INGLESE da FERROL a SANTIAGO DE COMPOSTELA _____________________________ Diario di un viaggio – Arcioli Giorgio – Tedeschi Maria Teresa Ottobre 2016

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INTRODUZIONE Quest'anno abbiamo deciso di percorrere il Cammino Inglese, già percorso in solitario da nostra figlia Silvia nel 2013 che con entusiasmo ce l'ha raccontato e descritto ed ora vogliamo conoscerlo anche noi personalmente. Di tutti i cammini che portano a Santiago questo é quello più corto in assoluto, ha due alternative, una con partenza dalla città costiera di A Coruña, per una lunghezza di oltre 75 chilometri, l'altra con partenza sempre dalla costa atlantica dalla città di Ferrol, per una lunghezza di circa 120 chilometri ed un dislivello in salita di circa 2.680 metri. La prima alternativa viene quasi sempre scartata dai pellegrini in quanto essendo più corta di 100 chilometri non dà diritto, una volta arrivati a Santiago, a ricevere la “Compostela”. Questo cammino ha preso il nome dai pellegrini che arrivavano via mare dalla lontana Europa, appunto gli inglesi, compresi gli scozzesi, gli irlandesi, gli scandinavi ed i fiamminghi. Iniziò nel XII° secolo con il pellegrinaggio nell'anno 1147 di un gruppo di crociati che in viaggio verso la Terra Santa, vollero prima visitare la tomba del Santo, appunto l'Apostolo Giacomo. Continuò ad essere praticato anche nei secoli seguenti, in particolar modo nei secoli XIV° e XV° durante la guerra dei cent'anni che vide opposti gli inglesi ai francesi e quindi dai territori di questi ultimi non si poteva passare. Finì di essere praticato nel XVI° secolo con lo scisma anglicano quando la 1

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Chiesa d'Inghilterra si separò dalla Chiesa Romana, per il Suo rifiuto a concedere il divorzio al re inglese Enrico VIII° dalla moglie Caterina D'Aragona e convolare a nozze con la bella cortigiana Anna Bolena. Iniziò così un ostracismo verso questo cammino durato alcuni secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. Ora i tempi sono cambiati e questo solitario cammino inizia a riprendere piede, ogni anno i pellegrini aumentano e con loro anche i servizi lungo tutto il cammino. A settembre abbiamo deciso la data di partenza per il 21 ottobre, con volo Ryan Air da Bergamo a Santiago ed il giorno seguente con bus da Santiago a Ferrol, mentre il ritorno per il 28 ottobre, sempre con volo Ryan Air da Santiago a Bergamo. Una settimana prima della data di partenza siamo andati a Prato Sesia dove risiede il Priore della Confraternita di San Jacopo di Compostela di Perugia, referente per la nostra provincia, il nostro amico Bruno Bosia, a ritirare le Credenziali, i famosi “lasciapassare” che attestano la condizione di pellegrino e permettono di accedere agli ostelli (Albergues) municipali e della chiesa. Ad ogni tappa viene apposto uno o più timbri (sellos) delle località attraversate e al termine, arrivati a Santiago, permettono di ricevere la “Compostela”, documento che certifica il pellegrinaggio per motivi religiosi, attestante che sono stati percorsi almeno gli ultimi 100 chilometri a piedi o a cavallo, oppure gli ultimi 200 in bicicletta. La vigilia della partenza é dedicata quasi esclusivamente alla preparazione degli zaini, sempre molto laboriosa. Teresa non dovrebbe 2

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portarlo ma non se ne vuole privare (piuttosto non viene) e cerchiamo di alleggerirlo il più possibile riempiendolo con i due sacchi a pelo ed un cambio, così arriva a pesare poco meno di 4 chilogrammi, mentre il mio ne pesa 14 abbondanti, considerando anche il litro d'acqua che aggiungeremo. Il mio zaino é ormai al limite, tiri da una parte e si rompe dall'altra, speriamo riesca a tenere per questo suo ultimo cammino. Il suo dovere in questi sei anni l'ha fatto più che egregiamente, ha percorso tra cammini di Santiago e laghi prealpini oltre 3.000 chilometri in 114 giorni senza considerare le frequenti escursioni in montagna ed in più avermi forse salvato la vita agendo da airbag in montagna sul Cammino Primitivo, quando fui investito da un cavallo selvaggio in corsa. Tutto é pronto, siamo felici di partire, però anche se esperti di cammini, rimane sempre quell'ansia, quel timore che regna normalmente alla vigilia di qualsiasi prova o avventura che si sta per intraprendere e che sappiamo sparirà poco dopo aver iniziato a camminare. 3

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CARTINA 4

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Venerdì 21 ottobre 2016 Bergamo-Santiago (aereo) Il fatidico giorno della partenza é arrivato, lo aspettavamo con trepidazione come fosse quello del primo cammino, purtroppo non lo iniziamo nel migliore dei modi, apprendiamo dalla TV che oggi ci sarà uno sciopero generale di vari servizi, tra cui i treni. Noi avevamo già programmato di raggiungere Bergamo in treno ed eravamo già muniti di biglietti da alcuni giorni, ma siamo costretti a cambiare programma, decidiamo di raggiungere Bergamo in auto e meno male che il volo partirà solo alla sera. Lasciamo il nostro paese Premosello, in Valdossola, dopo pranzo, la giornata é splendida ed invoglia ancora di più a partire, viaggiamo bene, solo il tratto autostradale di Milano fino a Milano est é molto congestionato, ma non si sta fermi in coda, e dopo due ore e mezza siamo all'uscita di Bergamo. Seguiamo le indicazioni per l'aeroporto e, dietro consiglio del nostro amico Silvano lo passiamo e poco dopo arriviamo a Grassobbio, dove c'é il “Ciao Parking”, un parcheggio con un ottimo servizio e ad un buonissimo prezzo. Lasciamo la vettura e dopo pochi minuti saliamo sulla navetta che in meno di cinque minuti ci lascia davanti alle partenze dell'aeroporto. Come sempre facciamo incellofanare lo zaino più grande che andrà in stiva, facciamo il check-in ed attendiamo l'orario di partenza girando e curiosando tra i moltissimi negozi “free taxes” dell'aeroporto. Il nostro volo, un Boeing 737-800 della compagnia Ryan Air, alle ore 19.15 decolla in perfetto orario. L'aereo é quasi al completo, rimangono poche 5

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unità di posti liberi. Viaggiamo vicini ad una più che giovanissima passeggera, é al suo primo volo, non sembra avere paura, é Artemisia, ha solo quattro mesi, bellissima come il nome che porta ed anche bravissima, non un lamento, qualche sorriso, qualche poppata poi dorme per un po', quindi ricomincia daccapo. Alle ore 21.45 dopo un volo stupendo ma con un atterraggio un po' brusco, con quindici minuti di anticipo arriviamo a Santiago. Ritiriamo velocemente lo zaino, ci portiamo all'esterno dell'aeroporto e riusciamo a salire sul bus ormai in partenza verso la città. Alle 22.20 lasciamo la stazione degli autobus e ci incamminiamo verso l'ostello “Seminario Menor” seguendo le istruzioni dell'autista del bus. Dopo una camminata di circa venti minuti arriviamo all'ostello dove ci assegnano i nostri posti in una delle camerate del terzo piano. La nostra camerata é già interamente occupata, salvo i due posti a noi assegnati, tutti i pellegrini stanno già dormendo, magari sognando la partenza per il cammino o il rientro nelle loro case, in un attimo li imitiamo, spegniamo la nostra pila frontale e buonanotte. 6

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AEROPORTO DI BERGAMO IMBARCO SANTIAGO VERSO L’OSTELLO “SEMINARIO MENOR” 7

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Sabato 22 ottobre 2016 SANTIAGO - FERROL (bus) 1a Tappa – FERROL – FENE – Km. 21 Partiti h. 11.45 – Arrivati h. 18.00 Fermati: XUBIA 45' Siamo al “Seminario Menor”, alle 6.00 ci alziamo, ci prepariamo poi parliamo con alcuni pellegrini mattinieri che sono in procinto di partire per il Cammino di Finisterre dopo essere giunti dal lungo Cammino Francese, sono ragazze coreane e ragazzi francesi. Prima delle 8.00 lasciamo il “Seminario Menor”, fuori é ancora buio pesto, ripercorriamo lo stesso tragitto fatto ieri notte verso la stazione degli autobus, però a metà strada ci fermiamo in un bar “churreria” a fare colazione con cioccolata e “churros”, sono squisiti. Giunti alla stazione acquistiamo i biglietti per Ferrol al costo di 10,30 euro cadauno e alle 9.30 esatte l'autobus della compagnia Castromil parte; c'é pochissima gente, forse anche perché é sabato, con lo zaino siamo solo in sei, tra cui due ragazze italiane, alle 10.50 siamo a Ferrol. Città di circa 75.000 abitanti, posizionata all'interno della “ria” (fiordo) che porta il suo nome, siamo nella regione della Galizia, sull'Oceano Atlantico. Fu forse la più importante base navale d'Europa durante il XVIII° secolo con un importante arsenale marittimo. Pochi chilometri fuori città si trova il suo monumento più importante, il “Castillo De San Felipe” del XVI° secolo. Città natale del dittatore Francisco Franco, colui che ha guidato la Spagna ininterrottamente per 36 anni, dal 1939 quando terminò la guerra civile spagnola fino al 1975, anno della sua morte. Fu anche colui che modificò il 8

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modo di vivere del popolo spagnolo, da quando nel 1942 su richiesta del suo amico Hitler cambiò il fuso orario di Madrid portandolo uguale a quello di Parigi, Berlino, Roma e tutt'ora é rimasto tale. Ecco perché gli spagnoli mangiano molto più tardi i pasti e vanno a divertirsi alla sera quando é quasi mezzanotte, il loro orario é sfalsato. Ci rechiamo subito in “Plaza De España” all'ufficio del turismo dove ci pongono il “sello” di partenza sulle credenziali e ci danno una cartina con riportate tante notizie utili inerenti al cammino. Camminiamo circa venti minuti per arrivare al porto, al molo “Cruxeiros”. Durante il percorso passiamo la Cattedrale di San Xulian del XVIII° secolo dove entriamo un attimo e ci facciamo apporre il secondo “sello” sulle credenziali. Al molo “Cruxeiros” é posizionato il pilastrino (“Mojon”) Km.0,00 che segna l'inizio di questo Cammino Inglese, ci facciamo scattare una foto insieme e partiamo, manca poco a mezzogiorno, il cielo é totalmente coperto ma non piove. Passiamo prima davanti alla Chiesa di San Francesco del XVIII° secolo, quindi percorriamo la principale via pedonale, quella dei negozi, poi andiamo verso il mare con le coste sempre occupate dai Cantieri navali (immensi) o da caserme della Marina Militare. Proseguiamo verso la periferia della città con palazzoni dozzinali recenti, comunque sempre ordinato e pulito. Passiamo vicino ad un ponte che taglia la “ria” e permette a chi ha fretta di risparmiare circa undici chilometri ed arrivare direttamente a Fene. Noi invece seguiamo il cammino e passiamo la zona industriale “Poligono di Gandara” e proseguendo tra tratti disabitati e terreni incolti arriviamo al piccolo Monastero romanico di San Martin De Xubia o De Couto del VII° secolo, 9

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ricostruito nel XII° secolo dai Monaci dell'ordine di Cluny. Continuando arriviamo nella parte estrema, più interna della “ria” dove c'é un pantano unico, con la bassa marea l'acqua si é ritirata, così la vista é abbastanza squallida. Qui passiamo accanto all'antico Mulino di Marea del XVIII° secolo “Muino De Los Aceñas”, ormai é poco più di un rudere, un tempo con l'acqua alta le paratie si chiudevano e la variazione del livello dell'acqua permetteva di far muovere le pale. Alle 15.15 arriviamo, abbastanza stanchi, non ci fermiamo dalla partenza, al paese di Xubia dove pensiamo di fare uno spuntino, ma attirati dalle leccornie preparate, facciamo un pasto quasi completo, tra “tortillas de patatas, pimientos de Couto y cipirones y bebito-cerveza, y alfin un chupito de hierbas”. Ripartiamo alle 16.00 con morale diverso e poco dopo siamo a Neda, già dall'altra parte della “ria”. Questa é una cittadina di oltre 5.000 abitanti dove c'é la Chiesa di Santa Maria del XVIII° secolo con all'interno una statua, forse inglese, del XVI° secolo che rappresenta Cristo in catene, poi la Chiesa gotica di San Nicolas del XIV° secolo, importanti case signorili con porticati del XVII°-XVIII° secolo, la torre dell'orologio del XVII° secolo ed i resti di un antico “Hospital” per pellegrini. Vediamo anche ”l'Albergue” ostello municipale e continuiamo a camminare su stradine sterrate con tratti asfaltati, la zona é abbastanza urbanizzata, tante case che si susseguono ma che non formano borghi veri e propri. Camminiamo ed anche se i chilometri di questa prima tappa non sono molti, la stanchezza si fa sentire, alle 18.00 arriviamo a Fene, nostro finale di tappa previsto, ma per trovare la pensione da noi 10

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prenotata, (qui non ci sono ostelli), dobbiamo penare ancora un po'. Fene é un comune di oltre 14.000 abitanti, sempre dentro la “ria”, famoso per i suoi cantieri navali, ha anche un originale Museo dell'umorismo. La sera usciamo per una velocissima visita al centro, nessun pellegrino in giro, non ce ne sono proprio, quindi una cena altrettanto veloce e subito a dormire. La tappa di oggi pur non essendo lunghissima e abbastanza pianeggiante, somma comunque circa 270 metri di dislivello in salita. 11

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