Giardino dei Mirabolani 1

 

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Giardino dei Mirabolani 1

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Acero Saccarino Nome scientifico: Acer Saccharinum Famiglia: Sapindaceae L’Acero saccarino o argentato è originario delle regioni nord-occidentali del continente americano a cavallo tra Stati Uniti e Canada e può raggiungere un’altezza di 25 metri. Il fogliame è caduco, palmato, caratterizzato dai cinque lobi tipici di molti aceri, con i due lobi vicini al picciolo della foglia più piccoli degli altri; la lamina è verde chiara nella pagina superiore, mentre è bianco-argentea in quella inferiore. I colori autunnali del fogliame sono molto ornamentali, con tonalità che vanno dal giallo all’arancio al rosso. All’inizio della primavera, prima che compaiano le foglie, l’acero produce piccoli fiori gialloverdi. I frutti sono piccole samare appaiate, dotate di una ala papiracea che permette loro di volare a distanza dalla pianta madre. Come la specie similare Acer saccharum (acero canadese, la cui foglia è simbolo di questo paese), la linfa di questo acero viene utilizzata in America settentrionale per ottenere lo sciroppo d’acero, utilizzato come dolcificante. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Acero Platanoide Nome scientifico: Acer Platanoides - Varietà “Crimson King” Famiglia: Sapindaceae L’acero di Norvegia è una specie originaria dell’Europa orientale e centrale e del sud-ovest dell’Asia e può raggiungere i 15 -20 metri. L’acero cremiso di Norvegia, detto anche acero riccio, è una varietà molto apprezzata per via del colore viola-verde del fogliame che all’arrivo dell’autunno volge al rosso scuro brillante e al marrone bronzo, per poi cadere. Le foglie hanno forma simile a quelle del platano, semplici, caduche, opposte, palmatolobate, di colore rosso cremisi scuro. Con l’esposizione al sole il fogliame tende a perdere la forte tonalità rossa e volge verso il verde, per la maggiore produzione di clorofilla. A differenza di quanto avviene per altri aceri, la fioritura dell’acero di Norvegia è molto ornamentale, con fiori giallo-verdastri, profumati, riuniti in infiorescenze erette, che compaiono in aprile-maggio prima della comparsa delle foglie. i frutti, molto decorativi, sono disamare di colore rossastro, lunghe 3-4 centimetri, dalle punte rivolte verso l’alto. Donazione Piero Armella QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Albicocco var. “Valleggia” Nome scientifico: Prunus Armeniaca Famiglia: Rosaceae L’albicocco è un albero da frutto di origine cinese, creduto da Linneo originario dell’Armenia: da qui deriva l’epiteto specifico “armeniaca”. Fu diffuso in Europa dagli arabi moltissimi secoli fa. È una pianta di media grandezza, alta dai 5 ai 7 metri. Le foglie sono cuoriformi con il margine doppiamente seghettato. I fiori sono dotati di calice e corolla pentameri, sono bianco-rosei, unici o appaiati. La fioritura avviene, come in tutti i Prunus, prima della fogliazione. Il frutto è una drupa vellutata dalla polpa soda, dolce, leggermente aromatica, con un alto contenuto di vitamina A, che presenta una buona consistenza ai trasporti e alle manipolazioni. Ha un epicarpo di colore arancio, sottile e liscio, con una puntinatura rosso mattone. Le albicocche, oltre che per il consumo fresco, sono utilizzate dall’industria per la produzione di succhi, sciroppi, marmellate, mostarde ecc. L’albicocca di Valleggia è di piccole dimensioni ma il suo aroma e il suo sapore sono molto più intensi delle altre varietà. L’albicocco è comunemente innestato sul susino mirabolano. L’epoca di maturazione va da fine giugno a metà luglio. L’albicocco di Valleggia è un presidio Slow Food. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Alloro Nome scientifico: Laurus nobilis Famiglia: Lauraceae L’alloro è un albero sempreverde diffuso nelle zone di clima mediterraneo, introdotto in Europa dall’Asia Minore. Si presenta, poiché sottoposto a potatura, in forma arbustiva di varie dimensioni ma è un vero e proprio albero alto fino a 10-12 m. Il tronco dell’alloro ha la corteccia liscia di colore nero, i rami sono eretti e le foglie di colore verde scuro sono lisce, lucide e di buona consistenza, nella parte superiore e opache in quella inferiore, hanno contorno ondulato e crescono in modo alterno sui rami ai quali sono fortemente attaccate. Le foglie sono dotate di ghiandole contenenti resina che danno alla pianta il caratteristico profumo. La fioritura avviene nel periodo marzo-aprile. L’alloro produce i suoi frutti, drupe, tra ottobre e novembre, caratterizzati da un odore acre e pungente. La pianta dell’alloro è usata in modo particolare in cucina per aromatizzare cibi e intingoli. Nella mitologia greco-romana l’alloro era una pianta sacra e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei giochi Pitici dell’antica Grecia e costituiva il massimo onore per un poeta. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Kaki Nome scientifico: Diospyros kaki Famiglia: Ebenacee Il Kaki o Diospiro è una pianta originaria della Cina ed è stata introdotta in Italia alla fine del secolo scorso. I kaki sono a foglia caduca, con altezza fino a 15–18 m, ma di norma mantenuti con potature a più modeste dimensioni. Le foglie sono grandi, ovali allargate, glabre e lucenti. Nelle forme coltivate per il frutto si riscontrano solo fiori femminili e la fruttificazione avviene spesso per via partenocarpica o in seguito ad impollinazione da parte di alberi della stessa specie provvisti di fiori maschili. I frutti sono costituiti da una grossa bacca tendenzialmente sferoidale, talora appiattita e appuntita di colore giallo-aranciato, normalmente eduli solo dopo che hanno raggiunto la sovra maturazione. Detto Mela d’Oriente, fu definito dai cinesi l’Albero delle sette virtù: vive a lungo; dà una grande ombra; dà agli uccelli la possibilità di nidificare fra i suoi rami; non è attaccabile da parte dei parassiti; le sue foglie giallo-rosse in autunno sono decorative fino ai geli; il legno dà un bel fuoco e grazie agli interessanti valori nutrizionali e alle proprietà correlate, il kaki rappresenta un ottimo espediente per iniziare al meglio l’autunno. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Leccio Nome scientifico: Quercus Ilex Famiglia: Fagaceae Diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, è una specie termofila caratteristica della macchia mediterranea e si trova dal livello del mare fino a 600 m. È una delle querce sempreverdi. Molto longevo, può raggiungere i mille anni. Alto fino a 20 metri, può assumere aspetto cespuglioso qualora cresca in ambienti rupestri. La chioma è densa, sempreverde, molto scura, il tronco è diritto e robusto con corteccia rugosa grigio-brunastra, screpolata in placchette sub rettangolari. Le foglie sono persistenti, coriacee, variano molto nella forma e nelle dimensioni. I frutti sono delle ghiande lunghe fino a 3 cm coperte per un terzo o metà della loro lunghezza da una cupola provvista di squame ben distinte, con punte libere ma non divergenti. Maturano in autunno nello stesso anno della fioritura. Ricco di tannino, il legno di leccio è molto duro e di difficile lavorazione. Usato specialmente come pianta forestale e per alberare strade e parchi. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi Aatrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Ligustro Lucido Nome scientifico: Ligustrum lucidum Famiglia: Oleaceae Il Ligustro lucido può essere sia un grande arbusto sempreverde sia un alberello di medie dimensioni, alto fino a 10-12 metri, di rapido sviluppo, originario di Cina, Corea e Giappone, molto diffuso come pianta ornamentale. Le foglie sono semplici, ad inserzione opposta, ovate ed acuminate, lucide e di consistenza coriacea, col margine intero, di colore verde scuro. Solitamente presentano i lembi rivolti verso l’alto, cosicché la nervatura mediana ne costituisce la porzione più bassa. Le infiorescenze sbocciano in pannocchie e sono formate da piccoli fiori bianchi con 4 petali nei mesi estivi. Successivamente produce delle bacche sferiche nere a maturità. In Oriente il legno è conosciuto come “legno cera bianca” ed era popolare nella cultura cinese per la fabbricazione di bastoni da passeggio. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi Aatrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Mirabolano Nome scientifico: Prunus cerasifera Famiglia: Rosaceae Il mirabolano, chiamato anche ciliegio-susino è un albero originario del Caucaso e dell’Asia occidentale, introdotto in Europa in epoca preromana. Alto fino a 8 metri circa, a fusto eretto, diviso e ramificato fin dalla base o in alto, ha il tronco snello, diritto poi sinuoso e nodoso, e presenta una scorza liscia nei giovani esemplari, ruvida e solcata in quelli adulti e di colore brunastro. La chioma ha un colore da verde tenero fino a rosso-violaceo scuro nella varietà Pissardi. Le foglie sono decidue, lunghe 6-7 cm, con il margine seghettato e una nervatura penninervia ben marcata. I fiori solitari sono larghi più di 2 cm e hanno petali bianchi (rosei nella cv. Pissardi) e stami a filamento più o meno violaceo. Il frutto è una drupa sferica larga fino a 3 cm, rossa o giallo rosea a maturità, dolce e succulenta. In Italia il mirabolano è molto utilizzato in frutticoltura come porta innesto, in particolare per gli albicocchi mentre in Francia esistono coltivazioni da frutto. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi Aatrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Olmo campestre Nome scientifico: Ulmus Minor Famiglia: Ulmaceae Pianta originaria dell’Europa centromeridionale e della regione caucasica, in Italia è frequente in ogni zona climatica fino ai 1.000 metri. L’olmo campestre ha una chioma leggera ed elegante e può raggiungere i 30 metri di altezza. Il tronco è diritto, molto ramoso. La corteccia è opaca, rugosa, il colore varia dal grigio al bruno, fessurata in piccole placche e solcata longitudinalmente. Le foglie sono decidue, semplici, hanno colore verde, che volge al giallo durante l’autunno, prima della caduta. La pagina inferiore è di colore grigio verde. I fiori sono ermafroditi, riuniti a gruppi. Il frutto è una samara. La fioritura avviene prima dell’emissione delle foglie, nel periodo tra inverno e primavera. Un tempo veniva usato come tutore della vite. Il legno di Olmo campestre, di buona qualità, facilmente lavorabile e resistente all’acqua, è usato per la costruzione di mobili, porte, pavimenti e nella produzione di compensato. Non è un buon combustibile. La pianta viene anche impiegata a scopo ornamentale in parchi e giardini. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi Aatrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Palma della gelatina Nome scientifico: Butia Capitata Famiglia: Arecaceae Palma originaria dell’America meridionale può raggiungere un’altezza massima di 5-6 metri. Il tronco, detto stipite, ha colore grigio scuro è abbastanza tozzo, solitario, e si presenta con una bella corona di foglie arcuate. Produce un’infiorescenza eretta che fuoriesce da una brattea molto coriacea di colore scuro di circa 1 metro, con i fiori di color crema disposti a spiga. I fiori femminili sono posizionati vicino al rachide, i fiori maschili a fine ramificazione. I frutti, di colore giallo-arancio, sono quasi sempre tondi e leggermente appiattiti sulla parte superiore. La polpa succulenta e fibrosa aderisce al seme, il suo gusto è molto dolce e profumato, tra l’ananas e l’albicocca. I frutti vengono consumati freschi, e vengono usati per la confezione di marmellata o gelatina. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Pero Nome scientifico: Pyrus communis sativa Famiglia: Rosaceae Il genere Pyrus comprende una trentina di specie diffuse in tutto il mondo. La specie Pyrus communis è tipica dell’Europa e si divide nelle subspecie sativa, il pero coltivato, e piraster, il pero selvatico, che è presente in tutta Italia. Il pero è un albero di medie dimensioni, che raggiunge i 10-17 metri di altezza. La maggior parte dei Pyrus sono decidui, ma una o due specie nell’Asia sud-orientale sono sempreverdi. La chioma assume spontaneamente la forma piramidale. Le foglie sono di colore verde lucido in alcune specie, argenteopelose in altre. I fiori sono di colore giallo o rosa-bianco di diametro 2-4 cm e hanno cinque petali. Sbocciano fra aprile e maggio. L’impollinazione è entomofila, svolta specialmente dalle api e da altri insetti pronubi. Il frutto è un pomo di forma variabile a seconda delle varietà. Il legno è duro ed in passato era utilizzato in ebanisteria, oggi non più perché le nuove forme di allevamento contengono lo sviluppo del tronco. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Roverella Nome scientifico: Quercus Pubescens Famiglia: Fagaceae Originaria dell’Europa meridionale e dell’Asia Minore, è la quercia più comune in Italia, presente in tutte le regioni. Resistente all’aridità, è facilmente riconoscibile d’inverno in quanto mantiene le foglie secche attaccate ai rami a differenza delle altre specie di querce. Non supera i 20 metri di altezza. Presenta un tronco eretto, spesso sinuoso, che si diparte presto in grosse branche anch’esse sinuose. La chioma è irregolare e poco densa, globosa od emisferica negli esemplari adulti. La corteccia è fin dalla giovane età di colore grigio scuro, fessurata molto profondamente in piccole placche ruvide e dure. I rami più giovani sono ricoperti di peli, da cui il nome specifico pubescens. Le foglie sono semplici, ad inserzione alterna, grandi circa 5-10 cm, spesso diverse tra loro anche sulla stessa pianta. La pianta è monoica a fiori unisessuali. I frutti sono ghiande piccole ed affusolate, lunghe 2- 3 cm, con la cupola formata da squame pubescenti, grigiastre. Crescono singolarmente o a gruppi di 3- 4 elementi su brevi peduncoli pubescenti. Maturano tardivamente in autunno e sono molto apprezzate da alcune specie animali. Il legno viene utilizzato come legno da ardere dato l’ottimo valore calorifico e la lenta combustione. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Albero della Vita Nome scientifico: Thuja plicata zebrina Famiglia: Cupressaceae La Thuja plicata è una conifera sempreverde nativa della Columbia Britannica e del Nord America occidentale. Il nome del genere deriva dal greco “thyia”, incenso per il caratteristico odore del legno. È comunemente chiamato Albero della Vita o Cedro Rosso del Pacifico, nonostante non appartenga al genere Cedrus, è molto longevo e raggiunge grandi dimensioni con forma piramidale. L’Albero della Vita è strettamente legato alla vita dei popoli indigeni della costa nord-ovest del Pacifico. Il legno infatti è stato utilizzato per la costruzione delle abitazioni, dei totem e per realizzare molti oggetti, tra cui maschere, utensili e oggetti cerimoniali. La corteccia e le radici sono state utilizzate per produrre ceste, corde, vestiti, coperte e anelli. I corpi fruttiferi detti coni sono molto piccoli, circa 1 cm, di colore verde in estate, per poi volgere al marrone alla maturazione. Sono state sviluppate diverse varietà da coltivazione. La T. zebrina ha una conformazione conica e produce foglie striate di giallo, è utilizzata come albero da siepe alta. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Ulivo Nome scientifico: Olea europaea sativa Famiglia: Oleaceae L’ulivo o olivo è una pianta da frutto. Originario del Vicino Oriente, è utilizzato fin dall’antichità per l’alimentazione. I suoi frutti, le olive, sono impiegate per l’estrazione dell’olio e nell’alimentazione. È una pianta molto longeva: in condizioni climatiche favorevoli un ulivo può vivere anche mille anni. Sempreverde, ha attività pressoché continua con attenuazione nel periodo invernale. L’ulivo ha una chioma rotondeggiante, grigio-argentea e può raggiungere un’altezza di 1213 m. Il fusto è cilindrico e contorto, con corteccia di colore grigio o grigio scuro, il legno è molto duro e pesante. I fiori sono raggruppati in numero di 10-15 in infiorescenze a grappolo, chiamate mignole. La mignolatura ha inizio verso marzo-aprile. Da maggio alla prima metà di giugno, secondo la varietà e la regione, ha luogo la fioritura, piuttosto abbondante, seguita dalle diverse fasi della fruttificazione. Il frutto è una drupa globosa, di dimensioni diverse a seconda della varietà, la tecnica colturale adottata e l’andamento climatico. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi Aatrteraezzata

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Giardino dei Mirabolani Percorso naturalistico di educazione ambientale Nome comune: Bagolaro Nome scientifico: Celtis australis Famiglia: Ulmaceae Albero originario del Bacino del Mediterraneo, è diffuso dalla Spagna meridionale fino al Caucaso e all’Asia occidentale. In Italia è abbastanza comune fino ai 600-700 metri s.l.m. Riesce a vivere anche in terreni sassosi, dove il robusto apparato radicale penetra nelle fessure delle rocce favorendone lo sgretolamento: da ciò deriva un altro nome volgare “spaccasassi”. Può raggiungere i 25 metri di altezza. La chioma è ampia, globosa, densa ma leggera, di colore verde chiaro. La corteccia è sottile, grigio chiaro e liscia. Le foglie sono decidue, di colore verde intenso nella pagina superiore, verde-grigiastro e pubescenti in quella inferiore. La fioritura avviene in tarda primavera con fiori giallastri, solitari o in gruppi. I frutti sono drupe peduncolate di colore nero a maturazione delle quali sono ghiotti gli uccelli. Molto impiegato nelle alberature dei viali, nei parchi e nei rimboschimenti in terreni sassosi e difficili. Il legno, di color grigio-biancastro, è duro ed elastico; è buon combustibile e dà carbone di qualità pregiata. Dalla corteccia si estrae una sostanza gialla utilizzata in tintoria. QCUoCQmIoLUumIIAnLueINAndeONi Odi aAtrteraezzata

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