Rivista Regionale del Volontariato Puglia n. 8

 

Embed or link this publication

Description

Rivista Regionale del Volontariato Puglia n. 8

Popular Pages


p. 1

Volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Continuiamo a costruire insieme un mondo migliore Auguri dai CSV della Puglia Anno 3 - n° 8 Ottobre/Dicembre 2016

[close]

p. 2

Volontariatostorie e notizie di volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Rosa Franco presidente di CSVNET Puglia Rosa Franco è il nuovo presidente del Coordinamento dei Centri di servizio al volontariato della Puglia – CSVNet Puglia, come deciso nell’assemblea dei presidenti dei Csv pugliesi dello scorso 19 ottobre. “È un momento significativo per i CSV che, in seguito alla legge di Riforma del Terzo Settore, sono interpellati ad avere un ruolo ancora più decisivo nella costruzione del welfare del paese” afferma la neo presidente e continua “Per questo, risulta imprescindibile consolidare i rapporti tra i Centri, a partire dal livello regionale, e tra questi e i soggetti pubblici istituzionali e privati del territorio per predisporre azioni sempre più rispondenti ai bisogni della comunità”. Redattori e collaboratori: Ufficio stampa CSV Foggia Ufficio stampa CSV San Nicola Ufficio stampa CSV Poiesis Ufficio stampa CSV Taranto Ufficio stampa CSV Salento Progetto grafico Porzia Spinelli Editore CSVnet Puglia Direttore Responsabile Luigi Russo Caporedattore Ufficio stampa CSV San Nicola in attesa di registrazione 2 Sommario Qui... 03Foggia Caritaclis, un aiuto per famiglie e disoccupati 04 In rete per Parcocittà FormAbility, un B&B speciale 05Bari - Bat Meeting del Volontariato 06 Interpretare i disegni dei bambini per prevenire il disagio 07 Immigrati volontari 08Brindisi Lettori, pronta alla sfida 09 Disabilità Insieme. Diritti, Doveri, Desideri... 10 Alla scoperta dello Sportello di Orientamento al Volontario 11Taranto Il Volontariato raccontato ai giovanissimi 12 Profit-NonProfit: partnership possibile nel tarantino 13Lecce Amministratore di sostegno tra bilanci e prospettive 14 Dalla giustizia punitiva alla giustizia riparativa 15 I cittadini attivi al servizio della salute e dell’ambiente

[close]

p. 3

Qui Foggia Caritaclis, un aiuto per famiglie e disoccupati Continuano con successo le attività del progetto promosso da Caritas diocesana e Acli di Capitanata Fornire un aiuto concreto alle persone che cercano lavoro, come colf o badante, mettendole direttamente in contatto con le famiglie che richiedono questo servizio. Continua con successo a Foggia il progetto “Caritaclis”, l’iniziativa promossa da Caritas Diocesana di Foggia-Bovino e Acli di Capitanata. Le parrocchie sono spesso un punto di partenza sia per le famiglie che richiedono persone qualificate e referenziate, sia per tutti coloro in cerca di una occupazione, in faccende domestiche o assistenza ad anziani e disabili. “Si tratta di un progetto di promozione del lavoro – ha dichiarato Valentina Annarelli, responsabile dell’iniziativa – ossia, il nostro sportello promuove lavoro regolare, attraverso l’incontro tra badanti e famiglie; l’iniziativa nasce dalle esigenze emerse, negli ultimi anni, di tante donne che vengono qui da noi in Caritas a chiedere aiuto. Concretamente – ha continuato – incontriamo le persone che cercano lavoro, molte delle quali ci vengono segnalate dalle parrocchie della Diocesi, raccogliamo i loro curricula e le ascoltiamo in una sorta di colloquio motivazionale; successivamente creiamo l’incontro con tutte le famiglie che, precedentemente, si sono rivolte a noi per la richiesta di personale di assistenza domiciliare. Successivamente, attraverso il patronato delle Acli, formalizziamo i rapporti contrattuali secondo le norme stabilite dal contratto di lavoro. Il servizio è totalmente gratuito e, ribadisco, promuoviamo solo lavoro regolare, al fine di contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento lavorativo, come auspicato anche dal progetto ‘Presidio’ della Caritas Italiana. Per tante di loro che abbiamo incontrato – ha concluso Annarelli – è davvero un nuovo inizio, un punto di partenza grazie al quale riorganizzare la propria vita”. Grazie al servizio, insomma, le famiglie del territorio trovano sostegno e collaborazione nella cura dei propri cari e, allo stesso tempo, i lavoratori e le lavoratrici coinvolti riescono a formalizzare il tanto agognato contratto regolare. In un momento di precarietà lavorativa e non solo, “Cartitaclis” si propone di trovare una piccola e preziosa soluzione ai problemi che la gente comune vive ogni giorno. Damiano Bordasco 3

[close]

p. 4

Qui Foggia In rete per Parcocittà Un bene comune riqualificato restituito alla comunità e al Terzo Settore Lo scorso 5 novembre si è svolta l’inaugurazione del Centro Polivalente “Parcocittà” di Foggia, con la restituzione di un bene pubblico alla sua comunità, dopo lo stato di degrado che lo ha caratterizzato per molti anni. Il progetto è promosso da una ATS composta da una rete di realtà del privato sociale: l’APS Energiovane (Capofila), Ass. L’Aquilone, Coop. Monti Dauni Multiservice Onlus e Fondazione Apulia Felix Onlus. L’intervento di riqualificazione è stato promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Gioventù, finanziato nell’ambito del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” ed ha il sostegno della Fonda- zione Banca del Monte di Foggia. Scopo è quello di riqualificare un bene pubblico e sociale degradato, immerso nel più grande parco cittadino, e valorizzarlo con attività rivolte in particolare ai giovani. Parcocittà è un contenitore a dispo- sizione dell’associazionismo, che in occasione della celebrazione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha organizzato una serie di eventi in rete. Annalisa Graziano FormAbility, un B&B speciale Incontro e presentazione presso la sede del CSV Foggia Lo scorso 5 dicembre, presso il CSV Foggia, si è tenuta la presentazione del Laboratorio di Progettazione Partecipata di “FormAbility”, realizzato dall’Ass. Civico 21 e da Formever Lab, finalizzato alla costituzione e gestione di un Bed&Breakfast da parte di un gruppo di giovani con Sindrome di Down e delle loro famiglie. Il progetto è vincitore di “Orizzonti solidali 2016”, bando promosso dalla Fondazione Megamark, con il patrocinio della Regione Puglia Assessorato al Welfare. Dopo la presentazione del modello “FormAbility”, si è svolta una simulazione di progettazione partecipata, che ha consentito ai partecipanti di sperimentare l’analisi condivisa dei bisogni e la creazione di una rete, per proporre soluzioni innovative ai bisogni individuati. Gli animatori del Progetto ricercano 5 persone disponibili a vivere un’esperienza innova- tiva di volontariato, della durata complessiva di 20 ore, finalizzata all’accompagnamento al lavoro degli 8 ragazzi con sindrome di Down.  A.G. 4

[close]

p. 5

Qui Bari - Bat Meeting del Volontariato La festa del CSV San Nicola e delle associazioni di volontariato dedicata alla gratuità e alla solidarietà “Il Meeting del Volontariato non si può spiegare, bisogna viverlo. La condivisione della gioia dell’essere volontari genera un’atmosfera unica in questo evento”. È l’emozione espressa da una partecipante alla due giorni organizzata dal CSV “San Nicola” e dalle associazioni della provincia di Bari e di larga parte della Bat presso la Fiera del Levante. Una manifestazione dedicata alla gratuità e alla solidarietà, all’incontro delle associazioni con la gente per offrire e condividere il senso dell’impegno a favore della comunità e per fare conoscere le proprie attività. Più di cento le organizzazioni no profit che hanno accolto le migliaia di visitatori che hanno visitato i loro stand, ascoltato le loro storie e conosciuto i mille volti dell’impegno gratuito. Sono state presenti, infatti, associazioni che si occupano di ambiente, di anziani, di bambini, di dipendenze, di cultura, di donne, di immigrati, di disabili, di animali, di donazione. I 1500 studenti provenienti dalle scuole della provincia 5 di Bari e Bat hanno incontrato un mondo sconosciuto ai più e hanno espresso il loro entusiasmo tempestando di bigliettini il cartellone “Il volontario che vorrei essere” in cui hanno dichiarato il desiderio di dedicarsi al volontariato con messaggi toccanti. Un Meeting del Volontariato che ha avuto un tema specifico “C’è un posto per tutti e un bene per ciascuno”, attorno al quale si sono sviluppati sei convegni. “Questo evento è, anche, una proposta culturale” dichiara Rosa Franco, presidente del CSV “San Nicola”. “Ogni anno cerchiamo di approfondire una tematica che costituisce un tassello nel percorso di definizione di cosa sia il volontariato e di quali siano le sue origini”. Quest’anno i convegni hanno avuto il grande merito di avere relatori testimoni di “fatti”, di esperienze concrete attraverso le quali è stato approfondito il tema. “Gli interventi dei relatori hanno permesso di riscoprire che tutti noi abbiamo la stessa umanità che nell’espressione della sua diversità diventa un bene per ciascuno. Allo stesso tempo, ognuno ha un posto in cui questa umanità, anche se assopita dai problemi quotidiani, può rinascere grazie all’incontro con l’altro. Il volontario è colui che si fa provocare dalla realtà, dalla diversità dell’altro, per essere più se stesso”. Nei convegni si è parlato di alcune di queste realtà che si identificano con l’immigrato, il povero, il tossicodipendente, l’ambiente, l’emarginato. Il tema dell’incontro è stato declinato, anche, in musica con il concerto “Se potessi cominciare a dire noi”, un percorso di canzoni di Gaber e Iannacci, e nella mostra fotografica “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”, a cura di Fiaf, Cifa e Csvnet. Infine con performance, cabaret, balli, musica le OdV hanno animato lo spettacolo “Associazioni allo sbaraglio”, che ha chiuso il Meeting del Volontariato. Marilena De Nigris

[close]

p. 6

Qui Bari - Bat Interpretare i disegni dei bambini per prevenire il disagio Il corso di formazione di Artemes per imparare a leggere gli “scarabocchi” “I bambini tendono a comunicare mediante segnali non verbali che noi adulti, distratti da tante attività, siamo portati a trascurare. Basterebbe soffermarsi ad osservare un loro disegno. Esso rappresenta il gesto spontaneo per eccellenza, la prima vera porta verso il mondo interiore di ogni bambino”. È con queste parole che Bruno Morabito, presidente dell’associazione Artemes di Bari, ci introduce al corso di formazione “Il disegno infantile tra creatività e disagio”, vincitore del Bando di formazione del CSV “San Nicola”. Ventitré i corsisti, per lo più giovani, che hanno imparato ad utilizzare i parametri di valutazione del disegno considerando gli aspetti formali, grafologici e contenutistici dello stesso, ponendolo in relazione allo sviluppo cognitivo e alle abilità prassico-visuo-costruttive del bambino. Tanto si può sapere del piccolo autore di un semplice gesto grafico, spiega Antonella Troilo, psicologa clinica dello sviluppo, psicoterapeuta, analista transazionale: “Bisogna porre attenzione ai colori scelti. Colori solo scuri, come nero o viola, possono essere indicativi di un umore basso o rabbia, mentre una scelta più variegata è un indice più positivo. Da notare anche il tratto. Se troppo marcato o troppo leggero, parla del tipo di energia del bambi- no: rabbia e aggressività o eccessivo timore. Inoltre, disegni che incutono sensazioni negative nell’adulto che li osserva possono essere indicativi di qualche vissuto che il bambino porta dentro di sé”. Imparare ad interpretare i disegni al fine di rilevare il disagio e l’abuso infantile. Tanti, infatti, i casi di bambini a rischio “Basti pensare che negli ultimi tre anni dal Progetto GIADA presso l’Ospedale Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari - evidenzia Morabito - sono stati diagnosticati 225 casi in condizioni di abuso o in situazioni di rischio su un totale di 1.344 minori giunti al Servizio di Psicologia. I minori esposti a violenza sono il 69,8%, mentre quelli in condizioni di alto rischio psicosociale sono il 30,2%. Sostanzialmente si tratta di violenza sommersa considerato che il 75,4% viene diagnosticata in occasione di ricoveri ospedalieri, di cui il 12,4 in condizioni di urgenza - emer- genza e solo 20,1% inviati dai PLS e servizi sociali e il 4,5% dal tribunale per i minorenni”. Per questo risulta necessario rafforzare la rete con tutti i soggetti che operano con i bambini. Il corso ha previsto, anche, la progettazione di iniziative atte a diffondere le abilità pratiche acquisite nell’utilizzare il disegno “del” e “con” il bambino in ambito clinico ed educativo. Tra queste, la creazione di sinergie con le istituzioni pubbliche e private che quotidianamente svolgono attività con i minori. Ma anche la creazione di un database contenente bibliografie e strumenti di consultazione dei dati che permettano di accedere ad informazioni sull’utilizzo del disegno come strumento di prevenzione del disagio infantile. M.D.N. 6

[close]

p. 7

Qui Bari - Bat Immigrati volontari Il progetto dell’associazione Angeli della Vita per abbattere le barriere della diversità e realizzare una pacifica convivenza Una fattoria sociale, amici disabili e amici immigrati, tanta voglia di conoscersi e imparare. Sono questi gli ingredienti del progetto “Verde Bianco Rosso: Immigrati Volontari” dell’associazione Angeli della Vita, vincitore del Bando di promozione di idee del volontariato del CSV “San Nicola”. “Il progetto – spiega Giuseppe Tulipani, fondatore dell’Associazione di Giovinazzo – ha dato vita ad un’esperienza integrata e innovativa poiché ha sperimentato un primo approccio di “piccola comunità” in cui sono stati coinvolti 15 immigrati, i volontari e i disabili dell’Associazione, per lo più affetti da disturbi psichici, del comportamento e motori”. Questa “piccola comunità” ha lavorato insieme nell’orto-fattoria dell’Associazione, dove si è occupata dei lavori agricoli e dell’accudimento degli animali e nei terreni agricoli dei partner, la cooperativa sociale Siloe – Comunità San Nicola di Torre a Mare e la cooperativa sociale Tracceverdi. Acquisizione delle tecniche agrico- le e di cura di una fattoria, quindi, ma anche laboratori di cucina povera, realizzazione di manufatti in carta crespa e la produzione della passata di pomodoro, confezionata con una simpatica etichettatura, prodotti venduti durante la “Sagra del volontario immigrato”. Questo è stato il progetto, ma non solo. È stato anche scambi di opinioni e discussioni. Infatti gli immigrati sono stati coinvolti nelle attività dei “Salotti alternativi” e dei “Gruppi di discussione” di Angeli della Vita. “I “Salotti” – spiega Tulipani – sono aperti a chiunque abbia voglia di incontrare degli amici con cui chiacchierare e scambiare idee e opinioni. I “Gruppi” sono formati da persone che condividono e approfondiscono problematiche comuni specifiche, come la disabilità o la dipendenza patologica, da cui, spesso, nasce un aiuto reciproco”. I 15 immigrati, pertanto, hanno potuto avvicinarsi al mondo del volontariato e sperimentare una forma di protagonismo nella comunità. “Nel progetto lo scoglio maggiore è stata la comunicazione – racconta Tulipani – cioè l’impresa di proporre agli immigrati l’azione di volontariato, alla base dell’intervento. In primis abbiamo dovuto guadagnare la loro fiducia. Erano diffidenti, a volte sospettosi, nel ricevere tanta attenzione in forma gratuita. Con il tempo hanno cominciato a presentarsi alle attività con un altro amico connazionale, subito accolto senza formalismi. È stata la testimonianza che tra loro si era sviluppata una comunicazione positiva dell’esperienza”. Cosa è rimasto a conclusione del progetto? “Alcuni immigrati hanno trovato lavoro in aziende agricole – conclude Tulipani – e una decina di loro continua ad essere in contatto costantemente con l’Associazione, partecipando alle attività e alle escursioni organizzate. A me è rimasto un nuovo sogno: creare un’impresa sociale per offrire un futuro ai ragazzi disabili e agli immigrati”. M.D.N. 7

[close]

p. 8

Qui Brindisi Lettori, pronta alla sfida A tu per tu con la presidente che da qualche settimana è alla guida del CSV Poiesis Presidente per il triennio 2016/19, una bella sfida considerato il periodo difficile per il mondo dei CSV... Sarà una bella sfida se ci permetteranno di portare avanti la missione sociale del CSV. A noi basterebbe che fossero confermate le risorse “Legge 266/91” erogate nel 2016. È del tutto evidente che in caso di tagli ragionevoli ai fondi assegnati dalle fondazioni di origine bancaria, ci impegneremo in modo speciale a lavorare sulla possibilità di reperire fondi “extra Legge 266/91”. In tal senso, abbiamo già maturato nel precedente triennio una buona esperienza oltre ad aver approvato un regolamento che definisce le modalità che Poiesis dovrà seguire nello svolgimento di questo impegno “extra” e che potrebbe rivelarsi fondamentale per il consolidamento della nostra struttura e dei nostri servizi. è vero, è un periodo difficile per il sistema dei CSV, ma non impossibile se a guidare l’azione dei CSV in Puglia ed in Italia è la solidarietà, soprattutto nei confronti dei CSV più piccoli, com’è quello di Brindisi. Su cosa intende puntare per continuare a garantire servizi ed attività ad un piccolo Centro come quello di Brindisi? Nello scorso triennio, abbiamo coniato un’espressione che ha caratterizzato l’azione del CSV Poiesis e sulla quale vogliamo continuare a puntare, per assicurare servizi ed attività: “Compagno di viaggio dei volontari”. Un’espressione carica di sano realismo e di concreta speranza, che è stata sperimentata con successo, soprattutto quando a praticarla è un piccolo CSV, come il nostro, dove il rapporto con i volontari è molto intenso. Senza dimenticare che la nostra maggiore attenzione è rivolta ai bisogni delle piccole associazioni, poco strutturate e prive di risorse economiche, che non avrebbero altri punti di riferimento ai quali rivolgersi. Quali caratteristiche di Isabella Lettori vorrebbe che avesse il CSV Poiesis? Il CSV Poiesis è costituito da diverse realtà, con caratteristiche specifiche, ma con un elemento comune “la spinta del cuore”, che è l’elemento che caratterizza anche la mia identità di volontaria. Come intende attuare il gioco “di rete” con gli altri attori sociali del territorio? Anche in questo caso proseguiremo il lavoro svolto nel precedente triennio, durante il quale ho svolto il ruolo di vice presidente vicaria, che ha favorito lo sviluppo di occasioni “istituzionali” di confronto con gli altri soggetti sociali presenti sul territorio provinciale. Il CSV Poiesis ha posto fin dall’inizio di questo percorso la necessità che ciò potesse avvenire in un rap- porto di pari dignità, poichè ogni soggetto è portatore di sensibilità, esperienze, intelligenza, visioni, progettualità e disponibilità. L’insegnamento di Don Tonino Bello continua a richiamarci sulla necessità di cooperare, perchè “da soli non si cammina più”. Il Volontariato è diventato un soggetto politico, organizzato, che ha iniziato a lavorare in rete, che cura la formazione, gli aspetti fiscali, legali, la progettazione sociale e la partecipazione a bandi e concorsi di idee. In tutto questo è stato di grande aiuto il nostro CSV Poiesis. Tiziano Mele 8

[close]

p. 9

Qui Brindisi Disabilità Insieme Diritti, Doveri, Desideri... Venerdì 16 dicembre a Brindisi si presenta una nuova rete Si svolgerà venerdì 16 dicembre (ore 17,30) a Brindisi nella sala del Centro Polifunzionale Anziani del rione Bozzano di Brindisi, il convegno “Disabilità Insieme. Diritti, Doveri, Desideri”, che presenterà alla cittadinanza una rete di diverse associazioni brindisine operanti nel mondo della disabilità. L’evento, organizzato e promosso in collaborazione con il CSV Poiesis, Centro Servizi al Volontariato per la provincia di Brindisi ed il patrocinio del Comune di Brindisi, presenterà la novità assoluta di un network di associazioni che per la prima volta nella storia della provincia decidono di compattarsi e muoversi insieme verso un fine comune. Obiettivo della serata sarà quello di presentare alla cittadinanza la neonata rete “Disabilità Insieme. Diritti, Doveri, Desideri...”, una sinergia tra diverse associazioni ed organizzazioni operanti nel mondo della disabilità, nata con lo scopo preciso di attuare un cambio di mentalità, che ha già avviato un tavolo di lavoro con i Servizi Sociali del Comune di Brindisi. La rete si pone di essere un valido strumento di supporto anche per quelle famiglie che in questo momento non si riferiscono ad un’associazione precisa, ma che avvertono l’esigenza di avere un “compagno di viaggio”. “Partiamo dal principio sempre attuale che l’unione fa la forza – afferma Giuseppe Di Giorgio rappresentante della rete – ed è per questo che abbiamo deciso di camminare uniti per incidere sulla visione che la società ha della disabilità: il nostro sogno è quello di affrontare insieme le grandi tematiche del nostro mondo, dall’integrazione scolastica al mondo del lavoro, passando per lo sport e l’arte, che tanto hanno contribuito a valorizzare il talento e le abilità dei più deboli”. Nel corso del convegno dopo i saluti istituzionali di Angela Carluccio, sindaca di Brindisi, responsabili e volontari delle associazioni coinvolte racconteranno nell’arco di 5 minuti storie che rimandano ai temi di Diritti, Doveri e Desideri. Queste le associazioni aderenti alla rete: AID (Ass. Italiana Dislessia), AIPD (Ass. Italiana Persone Down), AISM (Ass. Italiana Sclerosi Multipla), ANGSA (Ass. Nazionale Genitori Soggetti Autistici), Coop. Eridano, Coop. Oltre l’orizzonte, ENS (Ente Nazionale Sordi), Giochiamo Insieme, Gulliver 180, Il bene che ti voglio, Mente Libera, Oltre il silenzio, UICI (Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti). Previsto un intermezzo musicale con il soprano lirico Teresa Panunzio che presenterà una carrellata di brani natalizi e dirigerà il coro dei piccoli dell’AIPD. Per informazioni ed adesioni Giuseppe Di Giorgio - 345.9737086 T.M. 9

[close]

p. 10

Qui Brindisi Alla scoperta dello Sportello di Orientamento al Volontario L’esperienza formativa presso il CSV di Napoli Il CSV Poiesis, nell’ambito delle iniziative formative rivolte agli operatori dei CSV, a novembre 2016 si è sperimentato nella modalità formativa di tipo cooperativo. Il Responsabile dell’Area Promozione del Volontariato Alessandro Laresca si è recato in visita presso i colleghi del CSV di Napoli per apprendere dalle esperienze dirette nuove modalità di lavoro. Tale iniziativa si inserisce nel programma nazionale “Erasmus.CSVnet” che ha lo scopo di promuovere occasioni per i lavoratori dei CSV per entrare in contatto con realtà differenti, mettendo in gioco le proprie competenze, le proprie energie e passioni; valorizzare l’esperienza dei lavoratori dei CSV permettendo loro di scegliere una realtà in cui trascorrere un periodo di aggiornamento/osservazione; accrescere lo spirito di squadra, la condivisione di valori e il senso di appartenenza al gruppo dei CSV; sperimentare un modello di formazione da rendere permanente all’interno del sistema dei CSV. Nello specifico, nell’ultima settimana di novembre, il tema di approfondimento è stato il coinvolgimento dei giovani nel mondo del volontariato: l’occasione su cui sperimentarsi e confrontare le esperienze è stato il SOV (Sportello di Orientamento al Volontariato) promosso dal CSV di Napoli in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Attraverso momenti di scambio teorico, consultazione e confronto sui modelli e procedure, la visita è diventata “sul campo” operando direttamente presso lo Sportello di Orientamento anche con lo staff dei giovani studenti tirocinanti. Volendo offrire un’istantanea del servizio in questione, i SOV sono spazi di incontro tra studenti, docenti e testimoni del mondo del vo- lontariato; il tutto presso un ufficio messo a disposizione dall’Università ben attrezzato e funzionale ad ogni esigenza di chi vuole entrare in contatto col mondo del volontariato. Di sicuro, I SOV sono un’ottima forma di promozione del volontariato che mira a raggiungere i destinatari presidiando luoghi mirati e frequentati da un vasto numero di giovani.  Una caratteristica davvero stimolante per caratterizzare in maniera nuova il CSV è che le persone che si occupano dell’avvio e della gestione dello sportello sono gli stessi studenti, che a seguito di un periodo di formazione, offrono informazioni e accompagnamento ai loro pari. Una metodologia che richiama i principi della peer education. Indubbio che un primo risultato riguarda proprio gli studenti coinvolti: essi attraverso il percorso formativo acquisiscono conoscenze e competenze rispetto al mondo del volontariato tali da essere in grado di fornire informazioni sul volontariato in generale, orientare alle realtà associative del proprio territorio, nonché di realizzare iniziative di sensibilizzazione al volontariato in sinergia con gli studenti. Insomma uno scambio formativo tra CSV ricco di idee e utile per la programmazione reciproca: in questo senso un ulteriore impegno per migliorare il CSV e il mondo del volontariato. Alessandro Laresca 10

[close]

p. 11

Qui Taranto Il Volontariato raccontato ai giovanissimi Due i fumetti presentati dal CSV Taranto nell’ambito del progetto “Con il volontariato a scuola di cittadinanza” Il 5 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato, il Centro Servizi Volontariato di Taranto ha avviato “Con il volontariato a scuola di cittadinanza”, un nuovo percorso di sensibilizzazione alla cittadinanza attiva rivolto specificamente agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Il progetto va ad affiancarsi all’ormai storico “Giovani in Volo.” rivolto agli studenti delle scuole superiori, del quale sta partendo la dodicesima edizione, e completa la strategia messa in campo dal CSV per la promozione del volontariato nel mondo della scuola. Come sempre protagoniste di questo momento di primo contatto degli alunni con il volontariato sono state le organizzazioni che hanno raccontato il loro essere e il loro fare attraverso testimonianze e attività laboratoriali su temi quali la legalità, l’integrazione, la tutela dell’ambiente, in particolare attraverso il riciclo di materiali, la sicurezza, la cultura e la tutela degli animali e il loro impiego in attività quali ricerca e terapia. Ma in questa occasione c’era anche una novità, uno strumento pensato per introdurre il volontariato in modo semplice e accattivante: il fumetto. In realtà due i fumetti realizzati dal CSV con l’illustratrice e fumettista 11 Giovannella Monaco, in arte Giomo, gonisti sono un lui, un po’ tonto, artista (giomosapiens.blogspot.it/) che ignora completamente cosa con una particolare sensibilità e sia un volontario al di là di “quei predisposizione alle tematiche so- matti” che a scuola si offrono per ciali e alla loro divulgazione tra i essere interrogati, e una lei che giovani. al contrario è molto informata e Due diversi gli storyboard elaborati spiega con pazienza a lui chi ve- affinché potessero essere davve- ramente è un volontario, tutte le ro vicini all’immaginario dei loro cose straordinarie che si possono destinatari e – ce lo auguriamo – fare facendo volontariato. La sto- colpire nel segno: il primo ricorre ria tra i due, il suo essere buffo e alla figura del supereroe, con l’im- l’equivoco finale in cui lui ci pro- mancabile mantello rosso su cui va con lei dicendo “anche io farò il campeggia una grande “V”, per volontario. Ti accompagno a casa catturare l’attenzione dei più pic- … ti aiuto ad attraversare …” fan- coli e racconta di tante “imprese” no sorridere i ragazzi e li fanno che compie in città, per svelare alla fortemente immedesimare nella si- fine della storia che in realtà quel- tuazione raccontata nel fumetto e la figura così speciale non è altro fermano così la loro attenzione sui che un volontario, qualcuno che valori positivi del volontariato e sui con cuore, cervello, occhi attenti, comportamenti responsabili che si sorriso contagioso, scarpe comode, possono adottare anche nelle più mani pronte, ma anche un taglio semplici azioni quotidiane. fashion può contribuire a cambiare le cose con gesti piccoli, in realtà Camilla Lazzoni ciascuno di loro! Il secondo parla ai più pro tgarn-aA.nl1II0IduA..n.CCimCO;S..n.idBci“c“L“iDVAuiiae:aoldfgocpnlieeinAtioaerlaraRetcrPirT”lctlatrdaAEoieeo,-l.3ii.IcgsA.SS0LnehiINIEc0uipTIvpe.Ri'Ca,oAaird.oIdsMlina”“,cSelAtalAtilaClaelalrfiamav”i:te:IiasicsnrAt,.iiad”BeAsdeleFRFleollPOcral,E,aoSNCsAnno.odc.cGPpiaacu&errgoii.VmalriaoAasdi,vor, ieiaIStarganrdn. rao,

[close]

p. 12

Qui Taranto Profit-NonProfit: partnership possibile nel tarantino Lo dicono i primi dati emersi dall’analisi condotta dal CSV Nei mesi scorsi il CSV Taranto ha avviato un’attività di analisi sui rapporti tra mondo profit e mondo nonprofit sul territorio provinciale, condotta mediante la somministrazione di questionari a OdV e imprese locali. I primi risultati emersi sono stati presentati da Giuseppe Ambrosio, collaboratore SDA Bocconi e docente LUMSA Taranto, in occasione della tavola rotonda “Privato, pubblico e volontariato: relazioni di valore che generano comunità”, tenutasi a Taranto il 5 dicembre scorso a chiusura della XII Rassegna provinciale del Volontariato e della Solidarietà, cui sono intervenuti rappresentanti locali del mondo della scuola e dell’università, delle istituzioni, nonché dell’impresa nelle sue diverse espressioni, dalla grande distribuzione alle aziende di nicchia. "Il territorio di Taranto e provincia – ha esordito Giuseppe Ambrosio – mostra, nonostante le profonde criticità e le notevoli contraddizioni che lo caratterizzano, una buona vivacità di iniziative nei rapporti tra il mondo del profit e quello del nonprofit; siamo lontani da realtà all’avanguardia, come Bolzano o Trento, ma siamo perfettamente nella media nazionale: questo è un dato positivo e confortante". Infatti l’analisi dei questionari ha mostrato, pur se su un campione al momento numericamente contenuto, una notevole propensione a creare occasioni di collaborazione tra questi due mondi. Le organizzazioni di volontariato vogliono relazionarsi con il mondo dell’impresa nel quale intravedono una importante occasione per promuovere e realizzare le proprie attività. Le imprese esprimono la volontà di intervenire positivamente nella comunità in cui operano ma allo stesso tempo l’esigenza di conoscere più a fondo il volontariato e il terzo settore e di poter contare su un interlocutore capace e trasparente; centrale si fa, dunque, il tema della fiducia. Al ruolo di soggetto in grado di promuovere occasioni di cono- scenza reciproca e di costruzione di quella fiducia indispensabile per la nascita di una relazione positiva si è candidato – attraverso le parole del presidente Francesco Riondino – proprio il CSV Taranto che proporrà ulteriori iniziative di incontro-confronto, come pure nuovi percorsi formativi per le OdV. La collaborazione tra profit e nonprofit è, infatti, considerata la scommessa con la quale si deve necessariamente misurare il welfare del terzo millennio, mobilitando tutti gli attori della comunità per riportare al centro di ogni processo sociale la persona e il benessere collettivo. Marco Amatimaggio 12

[close]

p. 13

Qui Lecce Amministratore di sostegno tra bilanci e prospettive A Corsano un convegno per fare il punto sulla legge 6/2004 Il 19 novembre scorso si è tenuto a Corsano, presso la sede del CSV Salento, il convegno “L’amministratore di sostegno per persone con disabilità e ridotte o minori abilità. Legge 6/2004, bilanci e prospettive” organizzato da CSV Salento e associazione La Ragnatela. Il seminario ha registrato la partecipazione di almeno 120 persone tra operatori, disabili, genitori di disabili e volontari, e la partecipazione, come relatrici, di Daniela Infantino professore a contratto di Diritto Privato presso l’Università di Trieste, Elena Coppola magistrato distrettuale presso la Corte d’Appello di Lecce, Luigi Russo, presidente del CSV Salento e Silvia Katharina Hoeck, presidente dell’associazione La Ragnatela. "La legge sull’amministratore di sostegno – ha spiegato Daniela Infantino – ha ormai 12 anni di applicazione e la recente legge sul Dopo di noi, dovrebbe essere l’anello mancante per consentire la protezione del soggetto fragile sia durante la vita dei genitori, con l’utilizzo dello strumento dell’amministratore di sostegno, sia quando il sostegno familiare viene a mancare. Lo strumento dell’amministratore di sostegno funziona se è incastonato all’interno di un progetto globale di presa in carico che passa attraverso i servizi, il territorio, l’intera comunità". "C’è ancora una scarsa conoscenza della legge, nonostante la legge 6 sia del 2004 – ha sottolineato Elena Coppola – che non consente il pieno utilizzo di questo strumento. C’è poi anche un problema di formazione degli operatori, anche perchè il giudice tutelare non ha attorno a sé una rete che consenta di intrattenere le relazioni con gli operatori consentendo loro di utilizzare al meglio la legge. Dunque c’è un problema sia a monte sia a valle della procedura e questo si avverte anche negli amministratori di sostegno che pur rivestendo l’incarico con la massima dedizione, non sanno bene cosa fare e si rivolgono al giudice spesso per questioni che hanno poca attinenza con l’istituto dell’amministrazione. C’è poi un problema di collaborazione, di mancanza di collaborazione e dunque è questo il settore che in prospettiva va più sviluppato: la collaborazione tra il tribunale, gli operatori e i professionisti che si dedicano volontariamente all’amministrazione di sostegno che potrebbe semplificare la procedura rendendola più snella e molto più efficace". Serenella Pascali 13

[close]

p. 14

Qui Lecce Dalla giustizia punitiva alla giustizia riparativa il volontariato strumento di restituzione sociale Lo scorso 9 dicembre si è svolto presso la Bibliomediateca G. Aprile di Calimera il convegno dal titolo “Giustizia riparativa, un'opportunità per comunità e territori” organizzato dal Comune di Calimera allo scopo di far conoscere l'accordo operativo sottoscritto con la Casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce. L'accordo operativo prevede l’attivazione di percorsi lavorativi esterni, a titolo gratuito e volontario, per progetti di pubblica utilità in favore del Comune di Calimera, effettuati da persone ristrette presso la Casa Circondariale dei Lecce. L'accordo riguarda esclusivamente quei detenuti per i quali il giudice ha concesso la possibilità di prestare la propria attività, a titolo gratuito e volontario, in progetti di pubblica utilità in favore della collettività, presso enti pubblici o associazioni di volontariato. Questo beneficio è concesso grazie all'art.21 dell'ordinamento penitenziario così come modificato e integrato nel 2014. Infatti il decreto interministeriale148/2014 (Regolamento recan- te sgravi fiscali e contributivi a favore di imprese che assumono lavoratori detenuti) prevede per i detenuti che possano beneficiarne, di svolgere attività lavorativa esterna totalmente gratuita se effettuata in favore di enti pubblici e associazioni di volontariato, una misura quasi del tutto misconosciuta dai più. Occorre innanzitutto conoscere la cornice di senso all'interno della quale si colloca questo beneficio. La giustizia riparativa è una concezione relativamente nuova nel diritto penale che ribalta la prospettiva da cui si guarda alla pena, cioè non solo quella del reo, perchè invece nella giustizia riparativa si prende in considerazione soprattutto il punto di vista della vittima. In questo caso però la vittima non è intesa in senso stretto come colei a cui è stato concretamente cagionato il danno dal reo ma è figurativamente è la società stessa, la collettività a fungere da vittima a cui va reso un servizio riparativo. Quindi piuttosto che perpetrare quel paradigma secondo cui al male si risponde con il male, al male si risponde esclusiva- mente con la punizione, la giustizia riparativa interrompe questa spirale scommettendo sull'autoresponsabilizzazione del reo che parzialmente restituisce quanto ha tolto alla comunità attraverso il volontariato. Dunque il volontariato diventa il mezzo attraverso cui avviare un percorso di rieducazione e riabilitazione sociale per i detenuti. "Quando abbiamo immaginato di intraprendere questo percorso – ha sottolineato Serenella Pascali, assessora al Welfare del Comune di Calimera – lo abbiamo fatto tenendo a mente due obiettivi: quello di continuare un percorso già avviato di un welfare realmente generativo, capace di reale inclusione e quello di una comunità educante perchè una comunità aperta, capace di farsi carico e di prendersi cura di tutte le fragilità, è una comunità che educa i propri cittadini e le proprie cittadine all'universalismo civico, alla pluralità, alla democrazia". "Abbiamo guardato con molta attenzione alla sperimentazione del Comune di Calimera e a breve diffonderemo una conoscenza più puntuale dell'articolo 21 dell'Ordinamento penitenziario nelle associazioni – ha spiegato a margine dell'incontro Luigi Russo, presidente del CSV Salento – attraverso incontri dedicati su tutto il territorio provinciale". 14

[close]

p. 15

Qui Lecce I cittadini attivi al servizio della salute e dell’ambiente 97esimo Cantiere per la sussidiarietà in collaborazione con l'associazione Nuova Messapia Lunedì 5 dicembre a Soleto, presso il Centro anziani del Comune, si è tenuto l’incontro “Che aria tira nel Salento”, organizzato dal Centro Servizio Volontariato in collaborazione con Nuova Messapia. All’incontro, che è la 97esima tappa dei Cantieri per la sussidiarietà, hanno partecipato responsabili dell’Arpa, del Dipartimento di prevenzione della Asl di Lecce e il magistrato Mario Fiorella, è ritornato su una questione spinosa per quel territorio: la qualità dell’aria. Infatti nella provincia di Lecce ci si ammala di tumore al polmone più che nel resto del paese e di più che in alcune zone della Puglia in cui sorgono stabilimenti industriali altamente inquinanti, come l’Ilva di Taranto o la centrale Enel Federico II di Cerano (Brindisi). Un fenomeno che è stato denominato “paradosso di Lecce”. Il Cnr ha ipotizzato che la causa risieda nella particolare conformazione territoriale del Salento che raccoglierebbe le emissioni inquinanti proprio di queste industrie, che viaggiano per decine di chilometri spinte dai venti e che si sommano a quelle derivanti dalle fabbriche presenti sul territorio come la Colacem di Galatina o la vecchia Copersalento di Maglie. "Abbiamo un tasso elevatissimo di tumori che ha portato il Salento ad avere gli stessi valori della pianura padana, mentre 28-30 anni fa eravamo in una situazione virtuosa. C’è stato un incremento che non si è registrato in nessuna parte d’Italia, anzi in altre parti del paese la situazione è stazionaria se non in miglioramento. Quindi ci siamo chiesti com’è possibile? Da una parte abbiamo le emissioni industriali. La centrale elettrica di Cerano, l’Ilva, le cui emissioni per una particolarissimo conformazione ambientale finiscono in un canale che arriva proprio nella Grecia Salentina poi la Colacem e opifici vari. Dall’altra parte abbiamo scoperto che abbiamo livelli di Pm10 e Pm2.5 che sono unici in tutta la Puglia. Si spiega quindi l’aumento della patologie cardiorespiratorie e delle patologie polmonari gravi come i tumo- ri". Secondo Mario Fiorella, Magistrato "c’è un investimento sproporzionato, la tutela della salute non è solo cura, è soprattutto prevenzione e quest’ultima manca. Manca dalle politiche e dagli investimenti". Del resto i controlli sono, nella maggior parte dei casi affidati alle stesse aziende: "L’attinenza ai limiti è una cosa che ha a che fare solo in parte con i controlli. I limiti sono stabiliti 'politicamente', cioè da leggi stabilite politicamente. Arpa, su richiesta delle Amministrazioni locali, interviene con unità mobili per rilevare i limiti delle emissioni" ha sottolineato Roberto Giua, Arpa Puglia Direttore UOC Centro Regionale Aria (CRA). "Le neoplasie sono frutto di una serie concomitante di fattori. Abbiamo capito che ci sono dei buchi conoscitivi enormi. La REPOL, la rete per la prevenzione oncologica, nasce con l’intento di colmare quei buchi conoscitivi. È necessario che la collaborazione tra Asl e Arpa e tutti gli organismi sia stretta e sinergica perché si possa uscire dalla logica emergenziale e cercare di colmare il gap conoscitivo" ha concluso Giovanni De Filippis, Direttore Dip. Prevenzione ASL Lecce. Serenella Pascali 15

[close]

Comments

no comments yet