El Campanon - Avvento 2015

 

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Anno XXIX n.2

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Mercatino di Natale Domenica 13 Dicembre dalle 7:45 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 17:30 nella nostra scuola in via del Parroco, 9 Chirignago Vi aspettiamo tutti Eh già! Sembra incredibile, ma dal lontano 1978, ininterrottamente per tanti e tanti anni, la Scuola Paritaria dell’Infanzia “Sacro Cuore” ha continuato a proporre una festosa occasione d’incontro e una ricca ed accattivante offerta di ogni “ben di Dio” con un grande Mercatino, in prossimità del Natale. E così, anche quest’anno vi aspettiamo tutti, ma proprio tutti, nei locali della nostra Scuola! Lo scopo resta lo stesso di allora: aiutare a rendere maggiormente efficiente ed attrezzata la Scuola, che sempre più necessita di autosostenersi, nonostante le rette (contenute!) che le famiglie versano e nonostante gli aiuti (contenuti!) che gli Enti Pubblici preposti ci erogano. Osiamo pensare che ben pochi Chirignaghesi non conoscano questa che è diventata una consolidata tradizione, ma se ci fosse ancora bisogno di scoprirla... venite e troverete di tutto e di più. Per tutto l’anno, da un Mercatino all’altro, infatti, accanto alle infaticabili mani di Don Roberto, che continua a stupirci con le sue creazioni in legno, schiere di volontari volenterosi, più o meno giovani, si attivano a produrre ogni sorta di attraente meraviglia, cucita, ricamata, dipinta, confezionata o ad organizzare l’imbottigliamento del vino, la produzione di dolci e pane, il riordino di libri, casalinghi e abbigliameno, giocattoli e varie d’ogni tipo... Di tutto ciò si può avere un assaggio più che evidente nel sempre attivo Laboratorio “Cùsi e ciàcola”, un’autentica fucina di idee, creatività ed abilità!! Il Comitato di Gestione della Scuola “Sacro Cuore”

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Ci parla il Parroco Un’intervista con Dio «Preferisco essere chiamato padre, più ancora mi piace “papà”» di don Roberto Trevisiol Non possiamo lasciare Dio fuori dalla nostra vita Nell’omelia della prima domenica di ottobre, alla Messa delle 11, parlando della scarsità di matrimoni religiosi in parrocchia, don Roberto rilevava con amarezza quanto grande fosse ormai il numero dei giovani che, al momento di farsi una loro famiglia, “lasciano fuori Dio dal loro progetto”. Forse lo fanno perché Dio è ormai nella loro mente un’immagine sbiadita, lontana. Don Roberto nell’omelia arriva ad autoaccusarsi: “È colpa nostra, questi erano ragazzi che noi abbiamo preparato alla Comunione e alla Cresima”. Forse lo fanno più semplicemente perché è la società in cui viviamo che si ostina ad offrire modelli di vita che nulla hanno a che fare con Dio, sia il Padre che il Figlio. La stessa società cui papa Francesco propone quest’anno la figura del Dio misericordioso. In questo numero del Campanon, che abbiamo voluto preparare per il periodo dell’Avvento, settimane di riflessione e di attesa della nascita del Figlio di Dio, parleremo del Giubileo e parleremo della Famiglia. Ma intanto parliamo di Dio: quest’intervista fatta dal nostro parroco ci può aiutare a capire perché non possiamo escluderlo dalla nostra vita. Dopo tante domande, finalmente Dio mi concede un’intervista. - Come ti chiami? «Mi chiamo Dio, o meglio, per il momento ti dico solo questo nome, ma ne ho degli altri, che mi piacciono di più. Per esempio preferisco essere chiamato “Padre”. Di più ancora mi piace il nome di “papà”». - Perché mi hai fatto aspettare tanto tempo per darmi questa intervista? «Perché, in realtà, non ne avresti avuto bisogno. Io ho già detto di me tutto quello che dovevo dire. E l’ho anche fatto scrivere. Probabilmente o sei distratto o sei poco informato». - Quando mai hai parlato di te? «Io ho parlato di me attraverso un mio ”portavoce”. Un portavoce speciale. Uno che quando parlava e parla è come se a parlare fossi io. Dirò di più. Io e lui parliamo insieme. Sempre insieme. Il mio porta voce non sbaglia mai di dire una parola, non è mai impreciso. È proprio eccezionale». - Potrei sapere come si chiama? «Certo: si chiama Gesù ed è mio figlio. Io e lui, lui ed io siamo una cosa sola. Da sempre viviamo insieme. Ci unisce un amore infinito. Ma proprio infinito. Te lo assicuro. Possiamo dire che siamo due, ma potremmo dire anche che siamo uno. Un po’ come le due facce di una moneta». - Mi sembra, però, che per un bel po’ di tempo non siate stati insieme. Se non sbaglio Gesù è vissuto con noi, in Palestina, per ben (foto di Benedetta Cagnin) trentatrè anni mentre tu stavi in cielo. «È vero. Io l’ho mandato sulla terra per compiere una missione impossibile. Anzi, si è offerto lui a compierla: si trattava di riconquistare il cuore dell’uomo, degli uomini, e di far capire loro che colui che li ha creati, Dio appunto,

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ovvero il sottoscritto, è, sono inna- con cui un altro scarta una cara- morato di loro, di voi. Ma anche mella, s’era messo in testa di ca- quando apparentemente eravamo pire me, il suo Dio. Camminava su lontani non ci siamo mai allon- e giù lungo la spiaggia del mare e tanati l’uno dall’altro: mio figlio pensava, pensava… ma non riusci- Gesù lo diceva sempre: Io e il Pa- va a capire come potessimo essere dre siamo una cosa sola. Ed era tre e uno solo contemporaneamen- vero. Ma terminata la sua missio- te. Allora ho mandato giù un an- ne sulla terra Gesù è tornato ed ora siamo una cosa sola in tutti i sensi». gioletto che sembrava un bambino. L’avevo istruito perché portasse con un secchiello l’acqua del mare - Ho sentito dire che non siete in una piccola buca. Su e giù, su e soli, voi due. C’è qualcun altro? giù. Quel grand’uomo alla fine si 4 «Sì. Perché ad unire me al Gesù c’è lo Spirito Santo. Sai, lo Spirito Santo è come una colla, una potentissima colla, che unisce Gesù a me e me a Gesù. Sai a chi lo paragonerei? Lo paragonerei ad un bambino, il figlio di una mamma e di un papà: è il frutto del loro amore. Un figlio porta nel suo cuore e nel suo corpo una parte della mamma ed una parte del papà; gli occhi sono quelli di Lei, i capelli quelli di lui; quando parla assomiglia a lei, ma quando cammina è proprio lui. Insomma: lo Spirito Santo, la cui caratteristica prin- incuriosì di tutto quell’andare su e giù del bambino e gli chiese: bambino, perché vai su e giù senza fermarti? Allora l’angioletto gli ha risposto: voglio mettere tutta l’acqua del mare in questa buca che ho fatto. L’altro allora sorridendo gli ha chiesto: ma non vedi come è piccola la buca e come è grande il mare? Non potrà mai entrarci tutto. E allora l’angioletto gli ha a sua volta risposto: e tu, con la tua piccolissima testa di uomo, come puoi pensare di capire la grandezza di Dio? Però, solo per aiutarti, ti faccio un esempio: vedi queste cipale è di essere Amore puro, un tre candele? Una rappresenta me, amore puro ed infinito, sta con Me una Gesù e una lo Spirito San- e con Gesù. Siamo tre, dunque, ma to. Sono distinte, ma se le unisco è come se fossimo uno, anzi siamo ecco, la fiamma è unica, unica è la una cosa sola. Perché ad unirci è luce. Così noi siamo tre ma siamo l’amore». anche uno. Riconosco però che è - Non pensi, o Dio, che sia un difficile capire». po’ complicato questo discorso? - Ma, se non poso capire, che Complicato per noi che siamo cosa posso fare allora? degli uomini la cui intelligenza non è infinita? «Puoi fare come si fa davanti ad un meraviglioso panorama: si guar- «Certamente sì. Ma per un fatto da, si gioisce, si guarda ancora, e semplice e inevitabile: Dio è tanto, di nuovo si gioisce. E alla fine non troppo grande per essere capito, serve aver capito tutto: quando il perfettamente capito, da voi uo- cuore è contento la vita è bella. Ed mini. Ti racconto questa. Una vol- è questo che conta. Così devi fare ta, un grandissimo uomo, uno che anche tu davanti alla grandezza scriveva libri con la stessa facilità del tuo Dio». Il prete con la carriola (Gi.Mo) D’abitudine non sembra opportuno rappresentare sul giornale parrocchiale l’Arciprete in abiti dimessi e tantomeno nel corso di operazioni servili. Eppure il giornale ha le sue regole: se una fotografia non fa notizia, meglio buttarla. E allora, che notizia può fare un prete rivestito dei paramenti sacri? Nessuna. Mentre qualcuno che non lo conosce può ancora stupirsi di vedere don Roberto alle prese con una carriola di legname destinato a diventare presepi, s-ciòpeti, pinocchi e quant’altro. Sempre a maggior gloria di Dio. Perché il punto sta proprio qui: don Roberto è benedettino nell’ animo, quando lavora è come se pregasse. Lui non ama le lodi, ma noi facciamo il nostro mestiere: il don Roberto che intervista Dio è lo stesso che porta la carriola, che parla ai parrocchiani, che prepara ogni settimana la sua Proposta. In questo numero del Campanon si parla molto di pastorale e di vocazioni: ebbene, questo prete ci mostra un modo di realizzare la vocazione, con una pastorale sostanzialmente contrassegnata dal motto “Ora et labora”, prega e lavora. A ben vedere, è la vita quotidiana. BCC CREDITO COOPERATIVO www.bccmarconvenezia.it Marcon - Venezia AUGURA BUON NATALE E BUON ANNO Chirignago - Via Miranese, 403 - Tel. 041 5440688

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Il Patriarca ci invita alle “collaborazioni pastorali” nel nostro Vicariato L’altare è deserto, pensiamoci Laici e preti: pregare e riflettere sulle nostre vocazioni C’è una novità nella vita della Chiesa veneziana, e quindi anche della nostra parrocchia: le “collaborazioni pastorali”. Niente di stratosferico, solo la volontà di superare alcune carenze e valorizzare le realtà floride esistenti nel Patriarcato, con un «impegno a perseguire una vera conversione pastorale verso una Chiesa più missionaria, più agile nelle strutture e più a servizio del Vangelo». È il Patriarca Francesco che ce lo chiede. «A partire dalla realtà ecclesiale in cui il Signore ci ha posti a servire – ci ha scritto in una lettera lo scorso giugno sugli indirizzi pastorali per il 2015-16, - cercheremo - come i “servi inutili” del Vangelo - di valorizzare, secondo le nostre forze e in spirito di comunione, queste indicazioni. E sarà importante che tutti - compresi i movimenti, le aggregazioni e le associazioni ecclesiali - siano coinvolti in questo comune cammino diocesano». 5 Non è un impegno da poco, né un fatto isolato. «Come Chiesa diocesana – scriveva il Patriarca - terremo sempre al centro dell’azione pastorale i tre “fuochi” che dall’Anno della Fede - indetto in occasione del 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II - caratterizzano la nostra pastorale ordinaria: · la pastorale dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni, in particolare la fascia Farmacia cometti Il consiglio e la cortesia sono al vostro servizio aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 20.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00 Panificio Via miranese, 221 chirignago (Ve) - tel. 041 915622 Via Trieste, 231/A - Chirignago (VE) - Tel. 041 917260

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degli adolescenti e del post-con- che esclude chi non è adatto alla rito bizantino, dalla Colombia fermazione; produzione e può limitare il profit- un sacerdote che è vice-parroco · la pastorale familiare, con par- to, che ai valori dello spirito con- in via Rielta a Mestre, dalla Ro- ticolare attenzione alle giovani fa- trappone la concretezza della fisi- mania un prete greco-cattolico, miglie; cità a tutto campo. dall’Uruguay un cappellano del · la dottrina o pensiero sociale L’esempio si fa macroscopico Mare di Castello, e dalla Fran- della Chiesa, come educazione a poi se si considera come il no- cia un cappellano per i fedeli uno sguardo di fede e ragione sul- stro territorio guarda alla fami- di S. Simon Piccolo che seguo- le “realtà penultime” per costruire glia: prevale il semplice “stare no la forma extra-ordinaria del una vita buona secondo il Vangelo. insieme”, l’idea che sia indi- Rito Romano. A servizio di questi tre “fuochi” spensabile un sacramento per Questa la situazione. che è ormai ci impegniamo ad avviare proces- farla nascere tocca meno di due al limite: «Il Patriarca – ha scrit- si, in modo reale e concreto, che persone su dieci. to don Roberto su proposta del 18 progressivamente conducano alla E allora vediamo un po’ di nu- ottobre - ha incontrato i consigli nascita di collaborazioni pastorali meri, prendendoli dall’ultimo pastorali delle 6 parrocchie del nelle diverse zone e vicariati». Annuario diocesano. nostro vicariato (…) e ci ha detto Ma qual è il vero problema? la ca- chiaro e tondo che non è più in Irenza di preti. Insomma, l’altare è deserto, le l patriarcato conta 128 parroc- grado di garantire un parroco per chie (città lagunare, estuario, parrocchia e che quindi occorre famiglie non sono più quelle di terraferma fino a Mira e Gamba- fare alcune cose». una volta, e le parrocchie nem- rare, a sud, a Caorle ed Eraclea Che sono poi quelle indicate nella meno. a nord) e solo 120 preti secolari lettera e relative al progetto delle sotto i 75 anni, oltre ai 55 preti “collaborazioni pastorali” che, per Di queste cose il fedele comu- anziani che vanno fino a 101 anni l’appunto, fa perno sui vicariati e ne si occupa poco, abitual- di mons. Barecchia, alpino reduce sulla loro capacità di integrazione mente. Si legge qualche titolo sul della guerra di Russia. interna. giornale, si ascolta il lamento di La pattuglia che presidia a tempo un parroco, si commenta ricor- pieno le parrocchie si assottiglia se l vicariato della Castellana, di I6 dando quanti cappellani c’erano una volta, ma sostanzialmente si consideriamo che la Curia patriarcale assorbe almeno una ventina di cui la nostra parrocchia fa parte e che comprende Chirignago, è portati a credere che il proble- preti, anche se alcuni a tempo par- Asseggiano, Gazzera, Trivignano, ma riguardi le gerarchie, la Cu- ziale come il nostro don Andrea Zelarino e Tarù, conta 6 parrocchie ria, i monsignori. che, anche in virtù di una laurea in per complessivi 28.141 abitanti, E si sbaglia, perché il problema Scienze economiche, è stato desi- 10 preti di cui 3 a tempo parzia- ci riguarda tutti. gnato Economo diocesano. le, 5 diaconi. Da tempo non siamo più il Veneto Fortunatamente 13 parrocchie (9 Per Chirignago aggiungiamo quat- delle sacrestie, e poco conta che le nella città insulare e 4 in terrafer- tro “ministri istituiti” (due accoliti statistiche ci assegnino ancora un ma) sono rette da sacerdoti del cle- e due lettori), tre suore guidate da buon 98% di battezzati sul totale ro regolare, appartenente cioè a or- suor Guidalma, una persona con- dei cittadini. dini religiosi, qualche inserimento sacrata dell’Ordo Virginum, Katia È il sentire cristiano che ormai inatteso: un religioso rumeno a Vanin che tutti conosciamo. appare tanto diluito nel dilagante Sant’Elena e un frate della Tanza- E citiamo Chirignago perché è la pensare profano, da lasciare fran- nia alla Giudecca. parrocchia più antica del vica- camente sbigottiti. Poi ci sono alcune specialità, tut- riato (risale al 1530), la più po- Viviamo in una società che mugu- te poco note, che comunque non polosa (7.785 abitanti) ed ha un gna se non riesce a trasformare le incidono realmente sul rapporto rapporto preti/fedeli che sostan- feste religiose in proficue occasio- prete/fedeli: viene dal Belgio un zialmente ricalca la media del vi- ni commerciali. padre che assiste i fedeli filip- cariato: 3.892 fedeli per ognuno Una società che tutto monetizza, pini, dall’Ukraina un padre di dei due preti, mentre la media ARTICOLI da REGALO CANCELLERIA Tabaccheria 175e Giornali S. GIORGIO Lotto Superenalotto 10 e Lotto Fotocopie Servizio Fax di Cristina e Gabriele Pagin Via Trieste, 244/B - Chirignago (VE) APERTO DOMENICA MAT TINA ADAEDRERNETNETEADAEDRERNETNETE intinertemremdeiiadnzitianeiozrtenimorinemdieiadziaioznioini imimomboilbiaiilmriaiimri omboilbiailriai ri via trieste, 2v4ia9tr(fieiasntec,o2p4o9st(efi)anco poste) viaTvTt33ieraei00ellTt13.s.1r//eti70eF7Fl41,s.a4/at72exFc4x,4hac0v92ihxcri04ai4hig(Tr0v14f9iniTtir33ea4rgi1eagi09(0ne1lnfglnTti13.1sc.1arao9//eatio7095enF7Fggl141,1(sc.9apvo4/aoto7255e6eoxFc4x,(4)9h7s9ac(pv0vt92i6ehoexcr60e4i4))h7sig()r071t4f9ieniira4gi)1ag9(n1nfgni1caao9ao95ngg11(c9pvooo556eo()97s9(pvvt6eoe6e))7s)7te) A AG GE ENANZAGZI GEAI EAN NZ ZiIninffoAoIin@@fAoaa@ggeaengzneiazniniieznaimfafoeoiemn@m@mfeommaca@ig.egeceacoecnig.miznce.ioacznmieozaimameemmmemmci.eeccoci.mic.ocmom I MI M MO OB IIBLMII LMAI RAMOEROBEIBLIILAwwI RwwAwwERw..aawEg.geanegzneianzeziwwaimawweemwmmwew.m.acmawig.e.cgeaconecig.mzcinei.oanczmezioaimameemmmemcmi.ececoci.mci.ocmom

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Nelle pagine precedente e qui sopra lo stesso altare, ma con ornamenti diversi e in stagioni diverse, eppure l’assenza è sempre la stessa. Cos’è che rende deserto un altare? (Foto Ornella Voltolina). 7 del vicariato è di 4.020, calcolata però sui soli 7 preti a tempo pieno nelle loro parrocchie. Se il tema di fondo resta quello dell’altare deserto e degli operai che mancano nella vigna, è giusto utilizzare tutti gli strumenti che la Chiesa veneziana propone. Certamente il nostro consiglio pastorale e gli operatori a vario titolo della parrocchia di San Giorgio di Chirignago non mancheranno di dare il loro contributo, tanto più nella coincidenza consolante del Giubileo della Misericordia. Ma è giusto che, per completare questo quadro di collaborazione, e al tempo stesso affrontare il problema alla radice, la parrocchia di Chirignago vada oltre, proponendo al Vicariato un impegno particolare sul piano delle vocazioni. C’è un giorno, nel nostro calendario liturgico, in cui i potenti della terra, quasi in rappresentanza di tutta la società ben ispirata anche se apparentemente lontana, rendono omaggio al Bambino Gesù: è il 6 gennaio, festa liturgica dell’ Epifania. Questo ci sembra il giorno ideale per affrontare, in esordio d’ anno, il tema delle vocazioni. Non si tratta di raccogliere qualche euro per il seminario, ma di compiere assieme un breve percorso di riflessione e di preghiera sul tema: cosa mi chiede Dio? C’è la chiamata al sacerdozio, ma c’è anche la chiamata al lai- cato consapevole e generoso. Forse in questo modo possiamo chiedere noi a Dio, tutti insieme e singolarmente, sostegno, aiuto, illuminazione, in tutti i passi che vogliamo compiere, come preti, diaconi, laici o persone consacrate, perché l’altare non sia più deser- to e perché la vigna del Signore sia più frequentata. Via Trieste, 235 - Chirignago (VE) Tel. 339 1956508 Mail: bartolozziirene@gmail.com N.G.N. COMPANY Ristorazione Automatica e caffè espresso per uffici, aziende e privati via F.lli Cavanis, 22 Chirignago cell. 331 9060124

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9 ottobre: 53 pellegrini a piedi fino al Santo Un cammino di pace e serenità Ore 3.45 del mattino. L’ora è così presta che, lontano dalle luci del centro, il buio è più buio che mai. Siamo una cinquantina di ogni età, ben riforniti di zaini, giacche, pile, viveri a non finire e scarpe comode. Ci aspetta con anche del buon vino (dentro lo zaino una “bella passeggiata”. anche quello??). Non ci facciamo manca- Don Roberto passa tra la gente e si ma- re niente. E siamo pronti a ripartire. nifesta evidente la sua gioia di trovarci Il paesaggio intorno a noi è stupendo. là, conosciuti e ritrovati in questa grande Colori dell’autunno lungo l’argine del impresa insieme. Prima di partire il Don fiume, con il sole che rischiara la giorna- ci racconta come si svolgerà il cammino e ta, sembrano il paesaggio delle cartoline. cosa ci aspetterà a Padova, una volta ar- Ci sono antichità che non avevo mai vi- rivati al Santo. Poi una grande preghiera sto. Chiesette abbandonate, torrette an- tutti insieme, rivolta al Santo Padre e alla tiche, e le splendide ville venete che tutti Madonna, madre amata, per i nostri cari conosciamo. Ci si distrae facilmente e si ammalati, e per tutti quelli che sono nei cammina sempre. Non ci sono pause. Il nostri cuori. Il cammino comincia spinto ritmo è costante e continuo. 8 e sostenuto. Sono oramai le 9.30. Da lontano si Per alcuni, come me, è la prima volta. Al- intravede la periferia di Padova. La tri sono dei veterani e ci regalano consigli stanchezza comincia a farsi sentire e il su come rendere più facili questi 32 km ritmo è meno incalzante. Ma il gruppo è di pellegrinaggio. Il rosario ci accompagna unito e compatto. Non si perde la voglia per tutto il cammino verso Mira. di fare una battuta, di raccontarsi una È ancora buio e lungo la via tutto dorme. storia o di ascoltare gli altri. La lingua L’alba ci sorprende poco dopo Dolo. non risente della stanchezza. Sono passate circa 3 ore, ma non ce ne siamo neppure accorti. Le gambe cominciano a mostrare i primi segni di rigidezza. Ma siamo in compagnia e parlando e pregando il tempo corre veramente veloce. Ci fermiamo solo a Strà per una pausa panino. Sedersi è deleterio perchè V erso le 10.30 arriviamo fuori Padova. Adesso siamo tutti stanchi. Le gambe sono dure e legnose, sembra di avere dei pesi intorno alle caviglie. Fermarsi è impossibile, non si avrebbe la forza di ripartire. Per cui si cammina, come degli automi. Sono le 11 e siamo dentro Pado- verrebbe da rimanere là. Il Don instan- va. Camminiamo per le strade e vediamo cabile continua a girare tra noi dandoci gli sguardi della gente. il suo supporto e regalandoci il suo sorriso. Orgogliosi di quello che abbiamo fatto, I veterani si sono approntati lo spuntino certi che la nostra preghiera è valsa la fa- tica. Non è un’impresa grandiosa, ma per me e le mie amiche che la facevano per la prima volta, è sembrata una conquista. Se non fosse per le gambe, completamente rigide, tutto il resto del corpo sta benissimo. E il Don, stupefacente come non mai, è già pronto per celebrare messa con i paramenti, le ampolle e l’ostiario. Sembra quasi che sia arrivato in macchina. La messa ci concede il tempo di riflettere sulle nostre preghiere e la stanchezza ci fa sentire ancora più forte il bisogno di chiedere al Signore di aiutare chi ha bisogno e chi amiamo. Abbiamo portato la nostra preghiera lungo tutto il cammino. Ora la depositiamo qua, al Santo come segno della nostra devozione. Ma abbiamo fatto anche una cosa con i nostri amici, con persone che fanno parte del nostro quotidiano, ed è bello condividere questi momenti. Come nelle migliori tradizioni, finita una grande fatica...tutti a tavola! Anche in questo caso, non c’è nulla da dire, scelta ottima, si è mangiato benissimo e abbiamo recuperato subito le forze. Così quei 32,5 km in 6.ore e 53 minuti effettivi di cammino sono diventati una “vasca in piazza”, come si diceva una volta, e già la fatica non si sente più. Stefania CENTRO ABBRONZATURA ED ESTETICA TRATTAMENTO CORPO Chirignago (VE) - via Trieste, 232 - Tel. 041 5442220 facebook.esteticalacortedelsole Dante LugatoR SARTORIA dal 1961 Pronto Moda Abiti su Misura Abiti Sposo Camiceria Maglieria e Accessorio Spinea (Ve) - Via delle Industrie, 20 (vicino supermercato PAM) Tel. e Fax 041 916724 www.sartorialugato.it - info@sartorialugato.it

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Il Giubileo del coraggio: il 1° novembre all’Angelus papa Francesco annuncia a sorpresa «Domenica 29 novembre ho in animo di aprire la Porta Santa della cattedrale di Bangui» Che papa Francesco Bangui, nella Repubblica L’apertura della Porta avesse in programma un Centrafricana. Santa africana si inserisce nel viaggio in Africa (Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana) lo si sapeva da giugno. Del tutto inatteso è stato invece l’annuncio del 1 novembre sull’apertura, L’annuncio di Francesco è segno della vicinanza della Chiesa a questa «Nazione cosi afflitta e tormentata» e auspicio che tutti dialogo con le altre religioni per la pace. Nel Paese i cristiani sono il 50% della popolazione. Da fine 2013 si vive una situazione di violenze, con scontri fra milizie domenica 29 «siano testimoni di “cristiane" degli novembre, di una misericordia e di anti-Balaka e ribelli Porta Santa a riconciliazione». islamici dei Seleka. 9 Un’isola di misericordia L’8 dicembre Per la Chiesa Per tutti noi comincia a veneziana un anno di Roma il pellegrinaggi conversione, Giubileo. a San Marco, di perdono, Si chiuderà a Borbiago e di attenzione il 20 novembre a Eraclea ai più poveri

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Il Giubileo raccontato da F Vangelo alla mano, il Papa ci spiega il significato della Misericordia, de Cos’è il Giubileo della Misericordia? Ce lo spiega papa Francesco nella Bolla di indizione "Misericordiae Vultus", di cui abbiamo fatto una rapida sintesi ragionata per punti. ogni forma di violenza e di discriminazione”. Questo sarà dunque “un anno santo straordinario, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi”. MISERICORDIA VANGELO C’è la misericordia verso gli uomini di Dio Lungo tutto il Vangelo si parla della mise- “paziente e misericordioso” come dice l’Anti- ricordia di Dio, a cominciare dalla dichia- co Testamento, e “la Chiesa ha la missione di razione “Dio è amore” dell’evangelista annunciare la misericordia di Dio, cuore pul- Giovanni. Ne parlano i Vangeli di Matteo sante del Vangelo”, perché “la prima verità e di Marco e soprattutto quello di Luca della Chiesa è l’amore di Cristo”. (particolarmente presente nella liturgia di Allo stesso tempo c’è la misericordia degli quest’anno giubilare). uomini per gli altri uomini: “Gesù chiede di “Nelle parabole dedicate alla misericordia, perdonare e di donare. Essere strumenti del Gesù rivela la natura di Dio come quella perdono, perché noi per primi lo abbiamo ot- di un Padre che non si dà per vinto fino a tenuto da Dio. Essere generosi nei confronti di quando non ha dissolto il peccato e vinto tutti, sapendo che anche Dio elargisce la sua il rifiuto, con la compassione e la miseri- 10 benevolenza su di noi con grande magnanimità. cordia. Conosciamo queste parabole, tre in Misericordiosi come il Padre è dunque il “mot- particolare: quelle della pecora smarrita, e to” dell’Anno Santo”. della moneta perduta, e quella del padre e Papa Francesco ci invita caldamente a riflettere i due figli”. sulle opere di misericordia corporale e spiri- E anche per questo Anno Santo fondamenta- tuale. “Sarà un modo per risvegliare la nostra le è la lettura del Vangelo: “In questo Anno coscienza spesso assopita davanti al dramma Giubilare la Chiesa si faccia eco della Pa- della povertà e per entrare sempre più nel cuo- rola di Dio che risuona forte e convincente re del Vangelo”. come una parola e un gesto di perdono, di L’apertura verso gli altri uomini può portare a sostegno, di aiuto, di amore”. risultati inattesi: “La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa PELLEGRINAGGIOci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio. (…) Questo Anno Giubilare vissuto nel- Pellegrinaggio è parola-chiave per capire a la misericordia possa favorire l’incontro con fondo l’importanza del Giubileo: “Il pel- queste religioni e con le altre nobili tradizioni legrinaggio è un segno peculiare dell’An- religiose; ci renda più aperti al dialogo per me- no Santo, perché è icona del cammino che glio conoscerci e comprenderci; elimini ogni ogni persona compie nella sua esistenza. forma di chiusura e di disprezzo ed espella (…) Anche per raggiungere la Porta Santa ACCONCIATURE UOMO E DONNA ORARI: Martedì 9.00 - 20.00 Mercoledì e Giovedì 9.00 - 18.00 Venerdì 9.00 - 20.00 Sabato 8.30 - 17.00 Via Miranese, 201/A - 30174 Chirignago VE - Tel . 041.917665

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a Francesco in cinque parole ia, del Pellegrinaggio, della Riconciliazione e dell’Indulgenza a Roma e in ogni altro luogo, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. Il pellegrinaggio, quindi, sia stimolo alla conversione: attraversando la Porta Santa ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi”. (…) Il Signore Gesù indica le tappe del pellegrinaggio attraverso cui è possibile raggiungere questa meta: “Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio” (Lc 6,37-38). RICONCILIAZIONE Accanto all’esercizio delle opere di misericordia corporale e spirituale il sacramento della Riconciliazione è centrale nel vivere l’Anno Giubilare, e troverà un momento di particolare attenzione nella prossima Quaresima: “Tante persone si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione e tra questi molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore, per vivere un momento di intensa preghiera e riscoprire il senso della propria vita”. Ed è in Quaresima che il Papa invierà nelle diocesi i Missionari della Misericordia, “sacerdoti a cui darò l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica. (…) Saranno soprattutto, segno vivo di come il Padre accoglie quan- ti sono in ricerca del suo perdono. (…) La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente. (…) Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore”. INDULGENZA Accanto al perdono che viene dal sacramento della Riconciliazione, il Giubileo pone anche l’indulgenza, che nell’anno Santo della Misericordia acquista un rilievo particolare. “Nonostante il perdono nella nostra vita quotidiana portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati (…) l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residua conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato”. “La Chiesa vive la comunione dei Santi, (…) La loro santità viene in aiuto alla nostra fragilità. (…) Vivere dunque l’indulgenza nell’Anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente. Indulgenza è sperimentare la santità della Chiesa che partecipa a tutti i benefici della redenzione di Cristo, perché il perdono sia esteso fino alle estreme conseguenze a cui giunge l’amore di Dio. Viviamo intensamente il Giubileo chiedendo al Padre il perdono dei peccati e l’estensione della sua indulgenza misericordiosa”. 11 DE PIERI CLAUDIO & FIGLI OFFICINA AUTO NUOVO CENTRO REVISIONI Banco prova - freni - precollaudo - Analisi gas di scarico - ABS Marmitte - Ammortizzatori - Ricarica condizionatori Elettrauto - Gommista Via Miranese, 492/F - 30174 - VENEZIA - Tel. 041 913452

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CINQUE DATE PER IL NOSTRO GIUBILEO DELLA MISERICORDIA 9 gennaio 2016 Ultimo sabato del Tempo di Natale Ore 16 - Apertura della Porta della Misericordia della Chiesa Santuario Santa Maria Assunta di Borbiago. 8 dicembre 2015 Festa dell’Immacolata Concezione Apertura della Porta Santa nella a Zelarino, S. Maria Immacolata e San Vigilio, sempre a Zelarino). Basilica di San Pietro. Scrive papa Francesco: “Sarà in questa occasione una Porta della Misericordia, Scrive don Danilo Barlese, vicario episcopale per la pastorale, ampliando dove chiunque entrerà potrà sperimentare l’amore di Dio che perdona, che le indicazioni presenti nella lettera del Patriarca Francesco sul cammino pa- consola, che dà speranza”. E aggiun- storale dell’anno 2015/16: “La prepara- ge: “Ho scelto la data dell’8 dicembre zione del pellegrinaggio giubilare sarà perché è carica di significato per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel cinquantesimo anniversario della conclusione del Con- cilio Ecumenico Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo 16 gennaio 2016 Primo sabato del Tempo Ordinario Ore 16 - Apertura della Porta della Misericordia della Chiesa parroc- una concreta esperienza di pastorale comunitaria (…) secondo il metodo del cenacolo (…) A tutti è chiesto di lavorare sul coinvolgimento di ‘lontani’ e non credenti nell’esperienza rigeneratrice del Giubileo. quell’ evento. (…)Abbattute le muraglie chiale S. Maria Concetta di Eraclea. che per troppo tempo avevano rinchiuso la Chiesa in una cittadella privilegiata, era giunto il tempo di annunciare il van- ALTRE DATE PARTICOLARI gelo in modo nuovo. (…) La Chiesa senti- va la responsabilità di essere nel mondo il 12 segno vivo dell’amore del Padre”. 13 dicembre 2015 Terza domenica di Avvento Ore 16 - Apertura della Porta Santa diocesana nella Basilica Cattedrale 2 febbraio 2016 Martedì Giubileo Vita consacrata 24 aprile 2016 V domenica del Tempo Pasquale Giubileo ragazzi (13-16) di San Marco. Spiega papa Francesco: “La domenica successiva, la Terza di Avvento, si aprirà 29 maggio 2016 Corpus Domini la porta Santa nella cattedrale di Roma, la Baslica si San Giovanni in Laterano (…) Giubileo diaconi nella stessa domenica stabilisco che in ogni Chiesa particolare, nella Cattedrale che è la Chiesa Madre per tutti i fedeli, oppure nella Concattedrale o in una chie- sa di speciale significato, si apra per tutto l’Anno Santo una uguale Porta della Misericordia. (…) Ogni Chiesa particolare, quindi, sarà direttamente coinvolta 28 febbraio 2016 Terza domenica di Quaresima ore 16-18 - Pellegrinaggio del Vicariato della Castellana alla Porta Santa della Cattedrale di San Marco. 3 giugno 2016 venerdì Giubileo sacerdoti 12 giugno 2016 XI domenica del Tempo Ordinario a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario d grazia e di rinno- (Oltre alla parrocchia di San Giorgio Giubileo ammalati a Chirignago, il Vicariato compren- vamento spirituale. Il Giubileo, pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa”. de altre cinque parrocchie: S. Maria del Suffragio ad Asseggiano, S. Maria Ausiliatrice a Gazzera, San Pietro a Trivignano, Santa Lucia 25 settembre 2016 XXVI domenica del Tempo Ord. Giubileo catechisti D D Ristorante Pizzeria all ’Antico Graspo d’ Uva SEMENTI FIORI CEREALI MOLINO F.lli DA LIO s.r.l. via Roma, 32 - Spinea (Ve) - Tel. 041.992759 - chiuso il Martedì Via Miranese, 291 - 30100 Venezia - Chirignago Tel. e Fax 041 912043

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Papa Francesco ci esorta: “Ogni parrocchia diventi un’isola di misericordia dentro un mare di indifferenza” Noi rispondiamo così Io ci metto la faccia: l’impegno dei giovani, degli adulti, delle catechiste e dei membri del Consiglio pastorale Potevamo riempire queste colonne di esortazioni affinché l’Anno Santo voluto da papa Francesco avesse il successo che merita, a beneficio delle nostre anime e di tutta la Cristianità. Abbiamo preferito dare la parola a chi lo desiderava tra i molti collaboratori della pastorale nella nostra parrocchia e anche ai frequentatori del Catechismo degli adulti, perché ci dicessero quale è l’impegno personale che sentono di prendersi per quest’anno che ci sta davanti. L’impegno generale per tutti era sintetizzato nello slogan “Ci metto la faccia”, che non vuol dire necessariamente fotografie, nomi e cognomi, ma idee e propositi. Anche se ogni tanto si incontra un nome o una sigla. Il motto del Giubileo è “Misericordiosi come il Padre”, e con questo spirito abbiamo sentito assai vicina alla nostra sensibilità l’esortazione di papa Francesco a trasformare ogni Chiesa, ogni parrocchia, in un’isola di misericordia dentro un mare di indifferenza. È l’invito a una vera, grande conversione e siamo stati felici di ritrovarlo negli impegni liberamente presi dalle persone che hanno risposto al nostro invito, con una ricchezza spirituale che commuove e che ci può spingere tutti a fare altrettanto. Pubblichiamo di seguito gli impegni raccolti, alternando tondo, nero e corsivo per facilitare la se- parazione dall’uno all’altro. La domanda, riferita all’appello del Papa, era: Quale è il mio progetto e il mio personale impegno? Queste le risposte. Tra di esse una affronta anche il tema dell’omosessualità, come ormai avviene in numerose occasioni. Abbiamo ritenuto di non escluderla, nella fondata speranza che anch’essa possa contribuire a un maggiore esercizio di fraternità. Il mio impegno è… Accostarmi al sacramento della Confessione con più costanza ed impegno ed essere più attento alle esigenze del mio prossimo, aiutandomi con la preghiera perché mi illumini sul progetto che Dio ha per me. Mi impegnerò ad ascoltare le persone, senza fretta, per aiutare e condividere le loro preoccupazioni. Il mio progetto sarà quello di dedicare una maggiore attenzione alle persone che vivono intorno e all’interno del condominio dove abito, con i gesti e con le parole, evitando la fretta di rientrare nella propria casa, ma volgendo di più lo sguardo agli altri. (Pietro) 13 STUDIO DENTISTICO DOTT. M. MACCATROZZO MEDICO CHIRURGO ODONTOIATRA AMBULATORIO DIETOTERAPICO SECONDO METODOLOGIA PENTADIET Via Miranese, 289/B 30174 Chirignago - VE TEL. 041912986 – CELL. 340 1535213 di Novo Clara Lavanderia - stireria Specializzata in: Capi in pelle - tappeti - trapunte 30174 CHiriGnaGO (ve) VIA MIRANESE, 313 tel./Fax 041 917462 Partita IVA 03017540273

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Donare maggiore disponibilità a chi è omosessuale, come me, parole, rendendomi fratello e so- per concrete opere di misericor- che la Chiesa non è un “giudice rella con tutti. dia, sia dal punto di vista econo- indulgente” ma una comunità di mico che da quello del tempo personale da dedicare al prossimo. Mi impegno ad essere più attento alle situazioni di difficol- persone che ci può amare, perché Dio è amore. Cristo è venuto al mondo per insegnarci l’amore.. Sta a noi, ora, metterlo in pratica! Nel mio piccolo, cercherò di essere più comprensiva e misericordiosa nei confronti delle persone diverse sia di religione e cultura e di applicare il prin- tà e solitudine e ad intervenire cipio del Vangelo e di seguire la concretamente. Mi impegno ad essere più attento Chiesa. alle situazioni di difficoltà e so- Io sono omosessuale. Non lo sono diventato, perché omosessuali si “nasce” non si “diventa”. Molti amici omosessuali, sia più giovani che più maturi di me, spesso, non si sono sentiti “accettati” dal- litudine e ad intervenire concretamente. Il mio progetto è continuare a seguire Gesù, cercando di fare al meglio delle mie possibilità Poiché è latente l’imperfezione in me (noi) l’unica cosa che posso fare è quella di impegnarmi seguendo le Sacre Scritture e quindi amare il mio prossimo. la Chiesa. Il mio pensiero è però che la Chiesa come istituzione dovrebbe accoglierli amorevolmente, perché quando Cristo ha detto “Ama il prossimo come te stesso” la sua volontà. Il mio impegno è proseguire con determinazione la strada già intrapresa. (firma illeggibile) Il mio impegno sarà nella quotidianità, cercando di servire, assistere e consolare chi si trova nella difficoltà. Cercherò con tutta 14 indicava di amare chiunque indipendentemente dalla razza, colore della pelle, inclinazione sessuale e diversità che sia. Io non potrei, purtroppo amare una donna come amo un uomo. Non l’ho scelto io. E non trovo opportuno prendere in giro nessuna donna, spo- Vivere i Sacramenti con maggiore consapevolezza. Da questo nutrimento far crescere la volontà di essere prossimo all’altro con maggiore attenzione a tutto ciò che mi può far vivere le “opere di misericordia”. me stessa di non giudicare gli altri e di accoglierli con amore qualsiasi essi siano, di ogni credo e provenienza. Maggior pazienza e disponibilità verso il mio prossimo. Più preghiera e più meditare il Vangelo sandola per esempio, perché ognuna merita un uomo che la ami davvero. Io non sono così, come non lo sono molti altri. Per molti di noi non essere nati con questa inclinazione è una sofferenza, perché non potremo avere figli, una famiglia tradizionale e non sempre veniamo accettati per quello che siamo. Il mio progetto e personale impegno è quello, l’amore per Gesù Cristo, perché per me è l’unica fonte di bontà e salvezza. Ci sarebbero tante cose da dire, però io non sono all’altezza di spiegare. Saluti da una Parrocchiana. per avere luce ogni giorno per vedere quali sono le mie mancanze e i miei errori da confessare. Ascoltare “con il cuore” le persone vicine e coloro che mi renderanno partecipe del loro disagio, per incontrarle “con amore” e solo “per amore”. Ecco che allora la misericordia Il mio progetto è risvegliare la dovrebbe provenire anche dal mia coscienza per accogliere e - Maggior frequenza al sacramento nostro prossimo, perché sono dialogare con gli altri uomini della Riconciliazione. sicuro che il Buon Dio ci ama senza paura, imparare a dialogare - Più attenzione nel giudicare. così come siamo! anche con me stessa, perdonan- - Ho un amico malato di Sla: sarò E il mio impegno è di far capire domi e perdonare nei fatti, nelle più presente. Bon Bon Articoli da regalo - Bomboniere - Oggettistica Confezioni Personalizzate Via Miranese n. 321 - 30174 Chirignago (Ve) Tel. / fax 041 917133 P.Iva 02498350277 www.bonbonregali.com Produzione piumini, copripiumini Trapunte e guanciali Piume per imbottiture di Claudia Fabris Favaro Spaccio aziendale Via Miranese, 448 • Chirignago - Venezia Tel. 041 912018 - Fax 041 5441444 www.fabrispiumini.com - info@fabrispiumini.com

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- Vorrei innanzitutto avvicinarmi con più frequenza al Sacramento della Confessione per meglio capire anche i miei peccati e i miei limiti. Essere in pace con Dio e con me, sono sicura che mi renderà più disponibile agli altri. - Vivere in prima persona quello che trasmetto, come catechista, ai bambini che mi sono stati affidati. Perciò devo essere più umile e disponibile all’ascolto, non ritenermi indispensabile, essere paziente con chi non la pensa come me. - Esercitare la virtù della pazienza, in famiglia e fuori, con chi ha bisogno di me, soprattutto quando scombina i miei piani, quando interrompe la mia comoda routine. - Essere disponibile al servizio quando mi è richiesto qualcosa in più senza nascondermi dietro scuse. (Daniela M.) Il mio progetto (desiderio) sarebbe vedere la nostra comunità più attenta e aperta verso le persone malate o in difficoltà che, per pudore, tengono i loro problemi chiusi in sé stessi soffrendo in silenzio. Il mio personale impegno sarà di farmi trovare attenta e pronta verso le situazioni di disagio, cercando di aiutare secondo la mia disponibilità finanziaria e di tempo. (A.C.) Voglio impegnarmi a “distribuire” tra i familiari tutto l’amore che ricevo continuamente da Dio, buttandomi dietro le spalle le incomprensioni, accettando i punti di vista differenti, perdonando il nervosismo e gli scatti di rabbia adolescenziali, e parlando apertamente di Dio ai miei figli. Perché un giorno possano essere, loro, strumento nelle mani di Dio. Con l’aiuto di Dio mi impegno a rapportarmi alle persone che incontro con la disponibilità e l’attenzione che vengono quando si riconosce che sono migliori di noi. Sono 21 le persone che hanno risposto, Poche? Tante? Poco importa. Sono impegni per loro, ma anche sollecitazioni a tutti noi, perché il buon esempio è sempre contagioso. E come conclusione possiamo utilizzare la parte finale della Preghiera che Papa Francesco ha scritto per l’Anno Santo: «Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore e la tua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista». Come ottenere l’indulgenza giubilare Per ottenere l’indulgenza giubilare – scrive il Papa - «i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal vescovo diocesano, o nelle quattro Basiliche papali a Roma, (…) come segno del desiderio profondo di vera con- versione». Nel nostro caso il pellegrinaggio ci porterà alla basilica di San Marco, o al santuario di Borbiago, o alla chiesa parocchiale di Eraclea. È importante – continua il Papa che questo momento sia unito, anzitutto al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucarestia con una riflessione sulla misericordia». Infine «sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero». Ammalati, persone anziane e sole, comunque impossibili- tati, otterranno l’indulgenza giubilare vivendo con fede e gioiosa speranza questo momento di prova, ricevendo la comunione o partecipando alla santa Messa anche attraverso i vari mezzi di comunicazione (radio e tv). 15 PASQUALETTO VIA MIRANESE, 492/A - CHIRIGNAGO (VE) Tel. 041 913447 - Fax 041 913447 - E-mail: pasqualettosnc@libero.it

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