El Campanon - Pentecoste 2016

 

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Anno XXX n.1

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F2rIagnnivucigteanstooc,oiilnMPaoaurtgaruigarlaricazaione. CARACOI L'ESTATE IN COMUNITÀ

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APPUNTAMENTI NELL’ANNO 2016 MAGGIO 1 Festa in sala “San Giorgio” per i bambini della Prima Comunione Uscita dell’Azione Cattolica 8 Festa dei Lustri 14 Veglia di Pentecoste 15 S. Messa di Pentecoste - Celebrazione dei Battesimi 22 Festa della Famiglia alla Scuola dell’Infanzia “Sacro Cuore” 29 S. Messa del Corpus Domini GIUGNO 2 ore 12.20 inaugurazione del Bivacco di Caracoi ( In caso di pioggia si annulla, notizie il giorno prima al 347 5109527). Iscrizioni obbligatorie in canonica dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 12:00, numero massimo di partecipanti 150. Si raggiunge in modo autonomo la località di S. Maria delle Grazie, si lascia l’auto negli spazi indicati dal servizio d’ordine. Da lì si sale a piedi o con il servizio navetta gratuito dalle 8.30 alle 11, attivo anche per la discesa del pomeriggio, ultima corsa alle ore 16.30. Prima dell’inaugurazione, Messa sul prato alle 11.30. Alle 13 pranzo offerto dalla parrocchia. Non ci sono posti a sedere, solo sull’erba: portarsi un telo o un plaid, o un seggiolino pieghevole. 7 S. Messa in Memoria del Beato don Luigi Caburlotto 12-19 Campo Giovani a Caracoi-Cimai (Belluno) 13 S. Messa in Memoria di S. Antonio LUGLIO 1-12 Campeggio Medie in Val dei Mòcheni (Trento) 12-20 Campeggio ACG 20-31 Campo Esploratori e Guide AGOSTO 2-7 Campo Mobile Clan in bici sul lago di Costanza 7-14 Campo Mobile Noviziato sulla Catena del Lagorai (Belluno) 7-14 Vacanze di Branco a Caracoi-Cimai (Belluno) 14-21 Campo ACR a Malborghetto (Tarvisio-Udine) SETTEMBRE 10 Convegno sul tema “Leggere e conservare il libro della natura” presso la Sala del Consiglio della Municipalità di Chirignago-Zelarino 10-17 Mostra in sala San Giorgio via del Parroco Chirignago “Uccelli, insetti e farfalle: conoscere gli animali che ci sono fratelli” 11-18 Mostra del pittore Satyam presso Galleria “La Piccola” Base del campanile - Piazza San Giorgio Chirignago

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Il parroco ci racconta la sua esperienza di pellegrino Camminare e pregare: la gioia di vivere con Dio E ci dà appuntamento per questo ottobre, al Santo, per concludere un lungo anno di pellegrinaggi e fraternità di don Roberto Trevisiol Ho scoperto cosa significhi “pellegrinaggio” alla fine di Gennaio del 2013. Erano i giorni “della merla” e con tre amici siamo partiti alle quattro del mattino per raggiungere la basilica del Santo di Padova. Avevo fatto un’esperienza simile a 17 anni, andando a piedi da Eraclea, il mio paese, al santuario della Madonna di Motta. Ci ero andato per impetrare la grazia della promozione agli esami di maturità. E fui promosso a luglio: un vero miracolo. Poi erano passati più di quarant’anni nei quali avevo camminato, sì, ma per tutt’altri motivi. Camminare e pregare, camminare e fare silenzio, camminare e meditare, camminare e parlare … poche cose sono così semplici e così belle, anzi, così appaganti che quando si arriva e si ritorna il cuore è pieno di pace e di gioia. L’idea di proporre ad altri la stessa esperienza è venuta subito dopo. E con mia sorpresa è stata accolta al volo. BCC CREDITO COOPERATIVO www.bccmarconvenezia.it Marcon - Venezia Chirignago - Via Miranese, 403 - Tel. 041 5440688

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4 L’anno successivo ad andare al Santo eravamo una cinquantina. E altrettanti l’anno dopo e per il pellegrinaggio alla Madonna di Monteberico. Ho capito che se io propongo un ritiro spirituale di tipo classico, mi va bene se vi partecipa una ventina di persone per lo più attempate; se invece propongo una mattina di cammino, durante il quale pregare recitando due, tre o anche quattro rosari, e alla fine celebrare la S.Messa, devo chiudere le iscrizioni subito, perché perso- ne di tutte le età, ma soprattutto tanti giovani adulti, vogliono esserci. Ed è giusto che ci siano, perché nel camminare insieme verso una meta in un clima di spiritualità ma anche di amicizia, si realizza davvero quel percorso così celebrato nei salmi che raccontano i pellegrinaggi verso “la casa del Signore”, verso la “santa Gerusalemme”. Alla fine, dopo aver camminato, pregato, faticato e celebrato, io desidero che ci sia un buon pranzo, in un bel ristorante, con del cibo ottimo ed abbondante. Qualcuno critica questa scelta dicendo che in fondo così si perde parte o tutto il merito che si era accumulato con la fatica e la penitenza. Ma io sono del parere che non ci sia nulla di più falso di questa valutazione. Ecredo che nostro Signore sia stato d’accordo con me, o meglio, che io sia d’accordo con lui se è vero, come è vero, che alcune delle cose Farmacia cometti S U P E R M E R C A T I Il consiglio e la cortesia sono al vostro servizio Filiale di CHIRIGNAGO aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.00 alle 20.00 sabato dalle 9.00 alle 13.00 Via F.lli Cavanis, 42 30174 CHIRIGNAGO (VE) tel. 041 5440573 Via miranese, 221 chirignago (Ve) - tel. 041 915622

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più belle che ha fatto le ha compiute a tavola: da quando ha santificato il matrimonio di Cana cambiando l’acqua in vino per la gioia degli sposi e dei loro invitati; a quando ci ha fatto il dono più grande durante l’ultima cena: l’Eucaristia. Potrei dire anche altre cose, ma mi trattengo perché vorrei che rimanesse nel lettore un po’ di curiosità, una curiosità che lo spinga, quando questo ottobre torneremo a Padova, da Sant’Antonio, ad esserci anche lui. don Roberto Trevisiol Un anno straordinario con tanti pellegrinaggi: la parrocchia in cammino Fin qui le preziose osservazioni di don Roberto sulla pratica del pellegrinaggio, ovviamente a piedi come è tradizione, o almeno in bicicletta. Egli ha scritto che ci aspetta al Santo per ottobre, e gliene siamo grati. Dobbiamo però dire che già a questa data è stato un anno straordinario, grazie al Giubileo, e vale la pena raccontare gli ultimi pellegrinaggi parrocchiali con la voce stessa di chi vi ha preso parte. Cominciamo dal pellegrinaggio alla Madonna di Monte Berico. Osserva don Roberto su Proposta: «Ci sono santuari e santuari. Alcuni hanno, nel cuore del popolo di Dio, un fascino maggiore di altri. È questo il caso del santuario della Madonna di Monte Berico, che artisticamente è battuto tre a zero, ad esempio, dalla Basilica della Madonna della Salute, ma quanto a pellegrini la batte, a sua volta, tre a zero». Ed ecco spiegato in poche parole il pellegrinaggio a piedi di sabato 20 febbraio, nell’anno della Misericordia. Partenza in pullman alle 4.30, sbarco in una località a meno di 20 chilometri dal santuario, e camminata fino al Santuario, con Messa alle 11. Ma sentiamo qualche pezzo del racconto di Manuela, sempre da Proposta: ALLA MADONNA DI MONTE BERICO «Siamo partiti ancora avvolti dal buio della notte (erano le 5 del matti- no). Quasi tutta la strada l’abbiamo percorsa in pullman, salvo gli ultimi 18 km, percorsi a piedi da quasi tutti i partecipanti, lungo una pista ciclabile lontana da strade trafficate, attraverso la campagna, antiche ville palladiane, piccoli borghi e paesetti. «Pian piano, la luce del sorgere di una splendida giornata di sole, ci ha fatto godere della bellezza del paesaggio con sullo sfondo i monti innevati, insieme ai tanti campanili di chiese e chiesette, che a me donano sempre un grande senso di pace e serenità e che ci ha accompagnato lungo tutto il percorso, insieme alla fatica e alla continua preghiera per ciò che ognuno di noi portava nel cuore, per la nostra Comunità, soprattutto i suoi ammalati». Aconcludere il pellegrinaggio alcuni riti e alcune riflessioni sulla Porta Santa: 5 Via Trieste, 235 - Chirignago (VE) Tel. 339 1956508 Mail: bartolozziirene@gmail.com N.G.N. COMPANY Ristorazione Automatica e caffè espresso per uffici, aziende e privati via F.lli Cavanis, 22 Chirignago cell. 331 9060124

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«Ho ringraziato il Signore, pensan- naggio fino alla Cattedrale per var- do anche alle Porte Sante aperte in care la Porta Santa e celebrare con ogni parte del mondo e in comunio- il Patriarca. ne con chi in quel momento, come Dovevamo essere qualcuno di più, noi, stava compiendo gli stessi gesti. ma il tempo era davvero tremendo Abbiamo fatto memoria del nostro e le ricorrenti voci sull’acqua alta, Battesimo, rinnovato le promes- specie per noi “campagnoli”, ave- se battesimali e segnati con il se- vano colpito. gno della croce e l’acqua santa. In Ad ogni modo la Provvidenza ci Chiesa poi la statua della Madonna ha accompagnato asciutti fino alla sembrava attenderci per accogliere antica Chiesa di San Moisè dove anche noi sotto il suo mantello. Qui abbiamo sostato per un primo mo- prima dell’inizio della S. Messa, ce- mento di raccoglimento. Mentre so- lebrata da Don Roberto e servita da stavamo e guardavamo stupiti tanta due nostre piccolissime pellegrine arte concentrata in così poco spazio, chierichette, siamo stati invitati ad ho pensato che solo cinquant’anni avere, come Maria, Madre di mise- fa quella era una parrocchia fioren- ricordia, occhi e mani per vedere il te, con tanto di parroco e di cappel- bisogno e operare il bene, ma con lano, con il suo catechismo, le sue la sua stessa discrezione e ad essere attività, il suo tutto. Oggi è solo un come Lei sempre misericordiosi». monumento dove forse si dice anco- ra qualche volta la messa, ma… che Poi gli ultimi atti, fuori di ogni li- tristezza, Signore». turgia: «Quando siamo usciti e Min posa per la foto di gruppo, sono stata colpita del cielo così terso e di esse da parte le malinconie, si dà il via alla parte centrale del un azzurro così intenso che sembra- pellegrinaggio. 6 va veramente di stare sotto il man- «Accolti dalla mistica persona di to protettivo della Madonna e l’ho Mons. Orlando Barbaro (già nostro sentito come un tenerissimo segno di cappellano, da tutti ricordato con amore». tanto affetto) abbiamo iniziato le Manuela devozioni. Canticchiando qualche canto sa- Otto giorni dopo è la volta del cro siamo giunti davanti alla Porta pellegrinaggio del Vicariato Santa dove il buon popolo di Dio ha della Castellana, di cui la nostra sostato nel freschetto e con la paura parrocchia fa parte, alla Porta di un improvviso acquazzone, men- Santa della Cattedrale, San Marco. tre noi preti siamo andati nella sa- Don Roberto lo ha raccontato così crestia di San Marco a vestirci e ad su Proposta: attendere il Patriarca. Alle 16 in punto è iniziato il rito PELLEGRINAGGIO dell’ingresso in Basilica (ed io, ALLA CATTEDRALE ammonito da un Padre dei Servi di «Domenica 28 febbraio, nel Maria custode della chiesa di Mon- pomeriggio, partenza “con il boc- te Berico, ho varcato la soglia con il cone in bocca”, un centinaio di piede destro). Chirignaghesi è andato in pellegri- La celebrazione si è snodata sem- ARTICOLI da REGALO CANCELLERIA Tabaccheria 175e Giornali S. GIORGIO Lotto Superenalotto 10 e Lotto Fotocopie Servizio Fax di Cristina e Gabriele Pagin Via Trieste, 244/B - Chirignago (VE) APERTO DOMENICA MAT TINA ADAEDRERNETNETEADAEDRERNETNETE intinertemremdeiiadnzitianeiozrtenimorinemdieiadziaioznioini imimomboilbiaiilmriaiimri omboilbiailriai ri via trieste, 2v4ia9tr(fieiasntec,o2p4o9st(efi)anco poste) A AG GE ENANZAGZI GEAI EAN NZviZiaIninTvfTt33fieorAaoIeii00ne@l@lTt13.fs.1rAo//eti70aea@F7Fl4g1,s.ag4/ate7a2exFcen4gx,4haczne0v92iihxcarzin0i4ai4nhiiiegz(nTra0v14f9iimfniTtiar33feoa4rgeoi1eaiegim09(0nne@m1l@nfgmlnTti13.f1sc.e1aroao9//eatio7m0m9ac5ena@F7Fggli14g1,1(sc.9.eapgveo4/caoteo7ac255e6eooxFcecni4gx,(4)9.h7sm9ac(pizvnce0v.t92ii6ehoeoxcarcz6n0e4i4))h7smiiegoz()ra071t4f9iimeniiarma4gei)1aegm9(nm1nfgmni1ceaao9aomm9c5nggi11(c9.epveocooc556eooci()9.7sm9(pivcv.t6eoeoc6e))7smo)7tem) I MI M MO OB IIBLMII LMAI RAMOEROBEIBLIILAwwI RwwAwwERw..aawEg.geanegzneianzeziwwaimawweemwmmwew.m.acmawig.e.cgeaconecig.mzcinei.oanczmezioaimameemmmemcmi.ececoci.mci.ocmom

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plice e solenne, all’organo il nostro Andrea Gallo, cantore raffinato don Valentino Cagnin, tutti incantati soprattutto dalla bellezza infinita della nostra cattedrale». Ma il tempo è tiranno. «Il Patriarca, diciamocelo sottovoce, è stato un po’ lunghetto nella sua omelia, ma alla fine, alle 17,30 o pressappoco, ci siamo ritrovati sotto un nubifragio in piazzetta dei Leoncini, e ci siamo dati appuntamento al pullman per un’ora dopo. Qualcuno è arrivato un po’ in ritardo, ma nell’anno della misericordia come non aver pazienza e misericordia con i ritardatari? Bagnati fino al midollo siamo alla fine entrati nelle nostre calde case. Un giovane presente, interrogato sull’evento ha risposto lapidario: carino tutto, ma non mi sono commosso. E così anche noi». drt D’altra parte, è noto, la commozione deve avere delle sue ragioni, e il tempo avverso non aiuta certamente. Meglio allora ripensare al pellegrinaggio più “nostro” di questa stagione: quello al santuario di Borbiago quest’anno elevato al rango di Porta Santa della Misericordia. Un pellegrinaggio con doppia valenza, dunque: era un’occasione singolare di celebrare l’anno giubilare, ma era anche il ripetersi di una tradizione dei fedeli di Chirignago, che risale lungo almeno alcuni decenni: il pellegrinaggio del Lunedì di Pasqua alla Madonna di Borbiago. Lunedì 28 marzo, dunque, partenza a piedi alle 14,45, partenza in bicicletta alle 15.30, Rosario alle 16,15 con ingresso al santuario attraverso la Porta Santa, canto delle litanie. Alle 17 merenda offerta dalla parrocchia. Ed ecco il racconto di Laura Morandi Vedovetto, interessante per diversi aspetti: la diffusa spiritualità dell’anno della Misericordia, il cammino e il Rosario, i gesti comune e il Padre Nostro, la convivialità finale: ALLA MADONNA DI BORBIAGO «Questo straordinario anno della Misericordia sta offrendo a chiunque lo voglia, numerosi momenti di forte spiritualità. Io, per esempio ho vissuto il solenne evento del passaggio di una Porta Santa già quattro volte: l’ultima a Borbiago, in occasione del tradizionale pellegrinaggio che la nostra comunità fa ogni lunedì dell’Angelo. Se negli ultimi anni questo appuntamento è stato un po’ disertato, quest’anno, favorito anche da un bellissimo pomeriggio di sole, ha avuto una particolare “rifioritura”. Viviamo tempi in cui la solitudine pervade l’anima di molte persone, e la povertà morale e culturale non riesce a saziare il bisogno di cose belle, grandi, pulite, che sostengano la nostra speranza. Come non approfittare allora di occasioni come questa, per pregare, meditare ma anche per stare insieme e far due chiacchiere con amici e conoscenti? Così è successo che alcuni coraggiosi, sono partiti a piedi percorrendo strade interne e poco trafficate, dando al pellegrinaggio il suo significato più genuino di cammino, sostenuto dalla recita continua del S. Rosario. Altri, tra cui famiglie 7 CENTRO ABBRONZATURA ED ESTETICA TRATTAMENTO CORPO Chirignago (VE) - via Trieste, 232 - Tel. 041 5442220 facebook.esteticalacortedelsole Dante LugatoR SARTORIA dal 1961 Pronto Moda Abiti su Misura Abiti Sposo Camiceria Maglieria e Accessorio Spinea (Ve) - Via delle Industrie, 20 (vicino supermercato PAM) Tel. e Fax 041 916724 www.sartorialugato.it - info@sartorialugato.it

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giovani con figli, hanno preferito raggiunto il cuore dei suoi figli per Nicoletta, Zaira. usare la bicicletta, mentre la mag- condurli a Sé». Hanno cominciato con un pellegri- gior parte è arrivata in auto così da Laura Morandi Vedovetto naggio al mese, da qualche tempo poter accompagnare anche persone di una certa età. Alle 16 ci siamo ritrovati tutti sul sagrato, sorpresi di essere tanto numerosi. Subito dopo, percorrendo il perimetro del porticato adiacente la chiesa, con devozione e raccoglimento è iniziata la recita del S. Rosario intercalata da riflessioni accuratamente preparate da una nostra catechista». L’esperienza di Laura e di tutti coloro che hanno partecipato al pellegrinaggio parrocchiale di Pasquetta a Borbiago ha una valenza che supera anche l’occasione del Giubileo, perché ha il pregio di ricordarci la continuità di una importante pratica di pietà cristiana sul nostro territorio, oltre ogni ricordo. Abbiamo giù citato la solidità della partono ogni sabato, con qualsiasi tempo. Il loro programma è semplice, ma ricco di spiritualità: recitano il rosario lungo il percorso, alle 7,00 ascoltano la messa in Santuario, ripetono il Rosario, recitano le Lodi, infine il ritorno in macchina. Un’abitudine esemplare, arricchita dal dono della semplicità. Si chiude il cammino, comincia il momento più solenne: «L’entrata nel santuario attraverso la Porta principale, addobbata di fiori, spalancata – dice Laura tradizione che ci lega a Borbiago, e a ricordarla oggi a tutti sta la fotografia di un gruppo di pellegrini, appesa proprio dentro il Santuario 76 anni fa, con questa significativa didascalia: «Nel decimo nostro Martedì 29, poi, è la volta dei giovani: tocca alla Comunità giovanile sperimentare il pellegrinaggio alla Porta Santa della Cattedrale, partenza alle 6.30 del mattino, - come l’abbraccio di Dio che ac- pellegrinaggio a ricordo ritorno nel pomeriggio, alle 16.30. coglie i suoi figli, bisognosi di mi- perenne del ritorno a Dio Essenziale ed efficace il racconto di sericordia. di tante anime Giovanna: L’abbiamo fatto tenendoci per che in questo Santuario «Accompagnati da don Andrea e da mano mentre recitavamo il Padre gustarono le gioie della altri catechisti siamo partiti per un Nostro: la preghiera che ci unisce fede ravvivata, rimanga pellegrinaggio dalla nostra chie- come fratelli e che ci impegna a questo dono sa di Chirignago fino alla basilica 8 restituire agli altri il perdono che chiediamo per noi. Proprio per a testimonianza di fede e di amore a Voi, Madre di San Marco, per varcare la Porta Santa in occasione dell’anno della sottolineare la profondità del ge- Dolcissima, che avete Misericordia. Devo dire che è stata sto e farlo con tutta l’attenzione accettato e benedetto un’esperienza molto bella, costrut- e la consapevolezza che merita, i nostri Voti. tiva e utile per consolidare i legami siamo stati avvertiti di varcare la soglia “con il piede destro”. È stato sorprendente veder riempirsi la chiesa per il canto delle litanie che ha concluso la celebrazione. Tutti poi ci siamo trasferiti sotto il porticato per assaporare la ricca Chirignago, maggio 1940». Un’esperienza lunga, dunque, almeno 86 anni, che alcuni fedeli continuano con commovente perseveranza. È il caso di un gruppetto di nove di amicizia tra di noi, ma soprattutto con il Signore. La strada è stata abbastanza lunga, ma dopo essere entrati in basilica e aver celebrato la Santa Messa nella meravigliosa cripta, ogni fatica è e gustosa merenda offerta come signore, fra i 55 e i 70 anni, che stata ripagata. E come dice una ogni anno da Don Roberto che abitano tra Chirignago e Spinea e canzone scout “stringi la mano del ringraziamo di tutto. Speriamo che da tempo si recano ogni sabato tuo vicino e scoprirai che è meno che questa esperienza di devozio- a piedi al santuario di Borbiago, con duro il cammino così!”. Un grazie ne e convivialità, abbia lasciato un partenza da Chirignago alle 5.30 del infinito a don Andrea, ai catechisti bel ricordo in chi ha partecipato; mattino. e anche alla Betti e alla Sabri che certamente il Signore, attraverso Sono Cristiana, Carmen, Danila, come sempre ci hanno sfamato!» vie nascoste e personalizzate avrà Doriana, Emilia, Laura, Manuela, Giovanna ACCONCIATURE UOMO E DONNA ORARI: Martedì 9.00 - 20.00 Mercoledì e Giovedì 9.00 - 18.00 Venerdì 9.00 - 20.00 Sabato 8.30 - 17.00 Via Miranese, 201/A - 30174 Chirignago VE - Tel . 041.917665

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9 Cresime per 57 ragazze e ragazzi Sono 57 le ragazze e i ragazzi che hanno ricevuto la Cresima lo scorso 8 dicembre e sono quindi entrati nella Comunità dei giovani: Abate Marco, Bassich Nicole, Bellini Niccolò, Bertoldo Lucia, Bonivento Francesco, Bonivento Matteo, Boscolo Tommaso, Bucella Matilde, Busatto Tommaso, Busolin Caterina, Campi Gabriele, Cerica Giulia, Cinquegrani Sofia, Conselvan Marco, Costa Viola, Costantini Alessandro, Dall’Asta De Luigi Matilde, D’Este Chiara, Di Corrado Erica, Doria Alessio, Doria Filippo, Favaretto Elisa, Ferrarese Nicolò, Fracasso Giovanni, Gasparini Gioia, Gasparini Giulia, Ghezzo Nicola, Giada Elia, Giraldo Sebastiano, La Camera Filippo, Luca Marianna, Mancin Silvia, Marchiori Nicolò, Michieletto Elisa, Minto Jacopo, Mongiello Giulia, Moschetta Maria Giulia, Pavan Nicolò, Pin Samuele, Pitteri Riccardo, Pizzi Leonardo, Porcu Daniele, Ragaz- zo Giulia, Rinaldi Chiara, Rossi Alessandro, Santi Daniele, Saorin Barbara, Serafin Kevin, Spolaor Edoardo, Tagliapietra Alessia, Vento Leonardo, Volpato Jacopo, Volpato Marco, Voltolina Tommaso, Zaja Davide, Zaniol Giacomo. Sono stati preparati a questo importante appuntamento da sei catechiste: Lucia, suor Elena, Rosetta, Antonella, Patrizia, Cesarina. DE PIERI CLAUDIO & FIGLI OFFICINA AUTO NUOVO CENTRO REVISIONI Banco prova - freni - precollaudo - Analisi gas di scarico - ABS Marmitte - Ammortizzatori - Ricarica condizionatori Elettrauto - Gommista Via Miranese, 492/F - 30174 - VENEZIA - Tel. 041 913452

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Il “Don Orione” tra bilancio sociale e progetto apostolico L’estate è vicina, pensiamo persona con disabilità, a partire dalgià alle vacanze, ma ci la costruzione del progetto “Quali- sono realtà che in vacanza non ci vanno, a cominciare dal “nostro” Don Orione. Per questo abbiamo chiesto a don Nello Tombacco alcune riflessioni sul lavoro tà di vita” abbiamo ritenuto opportuno sviluppare i nostri interventi sulla base di un triplice strumento di lavoro e quindi, provocati dai nostri Superiori, dopo il primo passo con il quale abbiamo delineato un articolato quanto accattivante pro- di questa importante realtà getto strategico, che permetta alla che è parte viva della nostra nostra Opera di restare sul territorio comunità. competitiva e all’altezza del compito che riconosce come sua specifici- tà, ne abbiamo compiuto un secondo Chiamati ad operare sul territo- delineando un bilancio sociale che 10 rio dal grande gesto benefico ci aiuti a cogliere e valutare l’utile dei coniugi Bisacco-Palazzi, col ricaduta sociale del nostro operare in quale ci hanno voluti operatori di favore di coloro che amiamo ricono- bene, vale anche per noi quello che scere come “i nostri ragazzi”. ha valore per tutti. È quindi nostro Il terzo ed ultimo passo consiste interesse promuovere un servizio nell’innervare l’insieme della nostra sociale che concretamente si quali- azione socio-educativo-assistenziale fichi come attenzione alla persona e nell’ottica di quello che riconoscia- ai suoi molteplici problemi. mo essere il nostro progetto aposto- Allo stesso tempo però ci sentiamo lico e che dà ragione di quell’invio, inviati perché detto servizio non di quella visione “altra” più sopra si esaurisca in una semplice visione umana, per quanto nobile e significativa possa essere. Pertanto è nostro interesse arricchirla di una visione “altra” che scaturisce dal quotidiano confronto con il vangelo e l’insegnamento di san Luigi Orione: parliamo, dunque, di una visione propriamente religiosa per la quale chiediamo disponibilità di coinvolgimento tanto ai nostri operatori che ai volontari. Consapevoli di quanto sia cambia- accennati: in questo, Don Orione ha davvero molto da insegnare. Non è tanto una questione di confessionalità quanto piuttosto di una cultura (o: percorso operativo) che vuole farsi carico a 360° di tutte le domande e attese che trovano posto nella coscienza di ogni persona che sa, anche se a volte in maniera piuttosto confusa, di avere il diritto d’essere considerata come “la prima” di tutte le creature. Don Nello Tombacco ta la sensibilità nei confronti della Direttore dell'Istituto "don Orione"

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VEGLIA DI PENTECOSTE sabato 14 maggio alle ore 21 Credo nello Spirito Santo: tutto parte da queste quattro parole. Le pronunciamo ad ogni Messa, nel Credo, ma a Pentecoste l’abitudine cede il posto alla riflessione. Perché si pensa a quel lontano avvenimento nel Cenacolo e al dono dello Spirito Santo che allora si dichiarò per la prima volta nel Nuovo Testamento, e si apre un’infinita quantità di strade alla meditazione. Lo dimostra la molteplicità dei temi affrontati dalla nostra comunità nelle 28 veglie di Pentecoste che ci stanno alle spalle: dall’ invito a spalancare le porte a Cristo, all’ascolto di ciò che lo Spirito dice alle chiese; dallo Spirito Santo fonte di luce allo Spirito Santo che dona la pace, la gioia, la “pazienza”, che suggerisce il perdono e che educa alla solidarietà. Si è meditato sullo Spirito Santo nella nostra vita quotidiana e nella più grande storia della salvezza. Non è mancata la riflessione su Maria, immagine del credente che accoglie lo Spirito, e sullo Spirito che aiuta a riconoscere il progetto che Dio ha per tutti noi. La comunità si è confrontata con se stessa, pregi e difetti, alla luce dello Spirito, e con i temi centrali della Passione, dell’amore di Dio. Ed è un discorso che non finisce, che ogni anno ci sollecita a ricreare il Cenacolo, ad aprirci allo Spirito. È per questo che nessuno di noi può mancare alla veglia di Pentecoste. È per questo che abbiamo voluto riprendere con una teologa biblista, Ester Abbattista, il tema dello Spirito Santo. Meglio ancora: il tema del «credo nello Spirito Santo». Un incontro per tutti, non puoi mancare! Dio” per eccellenza (cfr Gv 4,10), è un regalo di Dio, e a sua volta comunica a chi lo accoglie diversi doni spirituali». Che la Pentecoste sia una festa di straordinaria importanza non c’è dubbio, anche se nelle feste familiari non ha lo stesso riscontro della Pasqua o del Natale. L’importanza è tutta legata alla centralità dello Spirito nella vita cristiana. Basti pensare allo straordinario numero di volte che un pastore attento come papa Francesco parla dello Spirito nei suoi interventi pubblici, dalle omelie di Santa Marta alle udienze generali del mercoledì. Praticamente parla dello Spirito tanto quanto parla della Misericordia, l’altro tema clou in quest’anno giubilare. Un paio di anni fa, iniziando proprio la sua catechesi sullo Spirito, papa Francesco ricordava: La catechesi non si fermava qui, perché il tema era troppo importante. Bisognava introdurre almeno il primo di questi doni, e Francesco spiegava paziente: «Il primo dono dello Spirito Santo, è la sapienza. Ma non si tratta semplicemente della saggezza umana, no, che questa saggezza umana è frutto della conoscenza e dell’esperienza. Nella Bibbia si racconta che a Salomone, nel momento della sua incoronazione a re d’Israele, aveva chiesto il dono della sapienza. Ecco, la sapienza è proprio questo: è la grazia di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È semplicemente questo: è vedere il mondo, vedere le situazioni, le congiunture, i problemi, tutto, con gli occhi di Dio. Questa è la sapienza» «Voi sapete che lo Spirito Santo costituisce l’anima, la linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano: è l’Amore di Dio che fa del nostro cuore la sua dimora ed entra in comunione con noi. Lo Spirito Santo sempre sta con noi, sempre è in noi: è nel nostro cuore. Lo Spirito stesso è “il dono di La nostra sarà dunque una veglia per la sapienza? Che ne valga la pena è indubbio. Che sappiamo tutti rispondere alla chiamata è meno certo, ma, alla fine, dipende solo da noi. Il Cenacolo è stato preparato e ci aspetta. Perché, forse, il «credo nello Spirito Santo» merita una verifica. 11

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Lo Spirito Santo? È Sullo Spirito che guida papa Francesco (e tutti noi) intervista con la teologa Ester Abbattista, del Domande dirette e risposte rapide della teologa Ester Abbattista, del Cenacolo Missionario Comboniano che opera tra Roma e Rovereto. - Cos’è lo Spirito Santo? «Prendi due persone che si amano, che sono innamorate, mettile una di fronte all’altra, chiedi loro di guardarsi in faccia, e tu percepisci l’amore che c’è tra di loro, anche se non lo vedi, anche se loro non lo dicono, lo tocchi con mano. Così è lo Spirito Santo. Quando vediamo due persone che si amano, lo percepiamo subito, dal loro sguardo, ma anche dai loro silenzi. Lo Spirito Santo è l’amore tra il Padre e il Figlio». 12 - Chi mi garantisce che esiste? «Il fatto che ci sono il Padre e il Figlio e si amano. Succede a loro come succede a noi di amare nella nostra esperienza umana». - C’era il Padre e c’era il Figlio. Era proprio necessario che ci fosse anche lo Spirito Santo? «Se ci sono due persone che si amano, là c’è l’amore». - Lei dice che lo Spirito Santo è l’amore tra il Padre e il Figlio. Cosa c’entriamo noi? «L’amore è effusivo e diffusivo, non è mai egoistico, centripeto. Se c’è amore tra due persone questo tende a estendersi, a espandersi. In questo vortice di amore entriamo anche noi. Lo Spirito Santo è questo amore che ci attira, ci trascina, ci coinvolge, ci trasforma». Siamo in canonica, con la dottoressa Abbattista. In una pausa degli esercizi spirituali che sta tenendo agli adulti della nostra parrocchia, le ho chiesto di spiegare lo Spirito Santo ai nostri lettori: esiste? Cos’è. Cosa abbiamo a che fare con Lui? Non che manchino informazioni anche dotte in materia, ma – per esempio - a leggere le numerose proposizioni contenute nel Catechismo della Chiesa Cattolica, si ha l’impressione che siano cose per soli addetti ai lavori. Il problema è: come spiegare lo Spirito Santo, non tanto ai fedelissimi, a quelli che già mostrano di conoscerLo, ma alle persone qualunque che incontro in autobus, al bar, al supermercato, dal barbiere, gente come me? Ricordiamo una Cresima ormai lontana, e quindi diamo un po’ per scontata, quasi senza farci caso, ma anche senza contarci molto, la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita. Il problema forse non si porrebbe con tanta urgenza se don Roberto non insistesse doverosamente con il riproporci, il prossimo 14 maggio, la Veglia di Pentecoste, un’esperienza giunta ormai al suo 29° anno. Perché andarci? Lo chiedo innanzitutto a Ester Abbattista: - Dottoressa, perché andare alla veglia di Pentecoste? Tanto la Pentecoste arriva lo stesso. «Arriva lo stesso, dice lei. Ma cos’è il dono della Pentecoste? È la scoperta di questa volontà del Padre e del Figlio di coinvolgermi nel loro amore. Da cosa lo capisco questo, da cosa lo so? Da quello che il Padre e il Figlio mi hanno detto nella Parola di Dio. Ecco, la veglia di Pentecoste ricorda la veglia della Pentecoste ebraica, la “shavuot”, una notte che si passava nella lettura della Scrittura, della Parola del Padre che per noi è oggi Parola del Padre e del Figlio». - Il catechismo dice che lo Spirito Santo ci dà sette doni. Perché proprio sette? «Sette è un numero che significa pienezza. Potrebbe essere dieci, o venti, o mille. Lo Spirito Santo ci dà la pienezza dei doni. La Chiesa indica “sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio”. Da dove vengono questi doni? Da dove vengono, per esempio, ce lo dice il profeta Isaia al capitolo 61 delle sue profezie: Lo spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti… «Ma già prima, al capitolo 11, profetizzando l’arrivo di Gesù, aveva detto: Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore di Dio. «È dunque nell’amore, cioè nello Spirito Santo, che trovo la sapienza, il consiglio, la fortezza, il timore di Dio. In Isaia dunque c’è l’elenco di queste caratteristiche che acquisisco, ma è l’amore ciò che mi trasforma, è nella relazione d’amore che acquisto la sapienza di Dio». Si riferisce alla relazione d’amore tra il Padre e il Figlio? «Alla relazione tra il Padre e il Figlio che coinvolge me, per cui entro in questa relazione e sono tra-

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amore. Cenacolo Missionario Comboniano sformata dall’amore di questa stessa relazione, che colpisce me e che trasforma me». - Scusi l’irriverenza, ma è meglio togliere di mezzo ogni possibile illazione: questo Spirito Santo è uno sviluppo teologico, diciamo un’invenzione della Chiesa nel corso dei secoli, o c’era fino dall’inizio? «Era fin dall’inizio. Non per caso le ho citato Isaia che giù nell’ Antico Testamento diceva “Lo spirito di Dio è su di me”. È “Ruach”il termine ebraico che indica lo Spirito, è nella Bibbia». Veniamo all’attualità. Nei suoi interventi papa Francesco cita spesso lo Spirito, “linfa vitale della Chiesa e di ogni singolo cristiano” e dichiara di sentirlo vicino nella sua azione pastorale. Non è una novità per nessuno, ma cerchiamo di approfondire. - Dottoressa Abbattista, cosa significa la dichiarazione di papa Francesco: “Ho capito che lo Spirito mi ha guidato”? «Prima dicevamo che Dio è in mezzo al suo popolo, Dio è, è sempre con il suo popolo e la gloria di Dio lo testimonia. Se Dio è con me egli mi guida, ispirato. Ciò avviene nel dialogo che nasce dalla sua relazione con Lui». - Anche don Roberto ha usato spesso, nelle sue omelie o su Proposta, questa espressione: “Lo Spirito che guida papa Francesco”. È possibile? «Lo Spirito guida ciascuno di noi, non soltanto papa Francesco. In virtù del Battesimo ciascuno di noi è stato trasformato dallo Spirito e ciascuno di noi è stato ripieno di Spirito Santo in maniera indelebile». Ester, chi è Ester Abbattista responsabile del Cenacolo Missionario Comboniano, rappresenta una delle più interessanti esperienze della Chiesa d’oggi. Solida la sua formazione: ha aggiunto il dottorato in Teologia Biblica, nella Pontificia Università Gregoriana, alla laurea in Lettere a Urbino. Il “cenacolo” fa riferimento alle radici della fede cristiana nella prima chiesa di Gerusalemme. È una realtà ecclesiale nata vent’anni fa, riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede nel 2008, sede a Roma e dal 2014 anche a Rovereto (TN). Ester Abbattista è membro dell’Associazione Biblica Italiana e della Society of Biblical Literature, docente di Sacra Scrittura nel Corso Superiore di Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler di Trento e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Ecclesia Mater di Roma, dipartimento di teologia per Laici. Tiene la rubrica “Lettura domenicale” sul quotidiano “Trentino”. Organizza percorsi biblici sulla Terra di Israele. - Ma in Francesco è più evidente. «È più evidente perché è sotto i riflettori di tutti, ma ciascuno di noi gioca costantemente la sua libertà nell’aprire la porta o chiuderla allo Spirito, ciascuno di noi in virtù del Battesimo ha ricevuto lo Spirito, è stato trasformato dallo Spirito». - A proposito di Papi, si dice che nel conclave c’è lo Spirito Santo che aiuta a scegliere. Se viene eletto un papa come Francesco è facile pensare che ciò sia vero. Ma se viene eletto un Papa che ci piace meno? «Se in tutti i conclavi che ci sono stati nella storia della Chiesa ci sia stato lo Spirito Santo presente, non lo so e forse dubito perché manco di fede. Parliamo di certi papi, soprattutto del passato. So che però, nonostante tutto lo zampino umano e l’inquinamento del desiderio di potere e della corruzione che l’uomo porta con sè dovunque va, e quindi anche nel conclave, un’azione dello Spirito ci deve pur essere. Quando hanno eletto Francesco, ero a Roma, si stava aspettando che uscisse fuori questo nome dopo i molti che erano girati, ed è arrivata la fumata bianca. In cuor mio ho detto: “Signore, fammi capire ora, se davvero a questa Chiesa ci tieni o no”. E quando è stato annunciato il nome di un papa che veniva dalle terre più lontane del mondo, io ho avuto la mia risposta». 13

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14 A San Marco, 56 Prime Comunioni Lunedi  25 Aprile, accompagnati dalle famiglie e dalle catechiste Adriana, Monica, Franca, Diana, Arianna e Suor Guidalma, 56 bambine e bambini hanno ricevuto la Prima Comunione dalle mani del Parroco don Roberto Trevisiol. Li vediamo tutti nella foto ricordo. I loro nomi sono: Beghetto Leonardo, Bellato Matilde, Bellin Claudio, Biagiola Manuel, Bortolami Matteo, Bortolato Nicola, Boschin Agnese, Bosco Noemi, Bottacin Cristian, Carraro Filippo, Centenaro Silvia, Chiusso Gian Marco, D’Este Giacomo, Discardi Tommaso, Durazzano Nicole, Enzo Simone, Falcier Mattia, Fontana Maria Sofia, Gasparello Margherita, Giada Emanuele, Iovine Giorgia, La Pignola Anna, Laterza Rebecca, Martini Emma, Mellinato Alessia, Mongiello Erik, Moschetta Gregorio, Musi Zelda, Pascali Aurora, Pasqualetto Emma, Pa- trignani Luana, Pettenò Filippo, Piazza Mattia, Pigniatello  Mario, Puca Sophia, Puppa Enrico, Regeni Aurora, Rigo Vittoria, Rivera Diego Adon, Rossi Elena, Rusi Matilde, Santi Andrea, Seno Tommaso, Serena Roco, Siega Simone, Sifanno Ambra, Simionato Luca, Solmi Giada, Trevisan Andrea, Trevisanato Sara, Vianello Matteo, Xeka Sara,  Zaia Filippo, Zaniol Simone, Zecchinato Elia, Zotto Giovanni. Bon Bon Articoli da regalo - Bomboniere - Oggettistica Confezioni Personalizzate Via Miranese n. 321 - 30174 Chirignago (Ve) Tel. / fax 041 917133 P.Iva 02498350277 www.bonbonregali.com Produzione piumini, copripiumini Trapunte e guanciali Piume per imbottiture di Claudia Fabris Favaro Spaccio aziendale Via Miranese, 448 • Chirignago - Venezia Tel. 041 912018 - Fax 041 5441444 www.fabrispiumini.com - info@fabrispiumini.com

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Scuola/Nuova ala alla Calamandrei di via dell’Edera Concerto di San Giorgio dedicato a Gino Darisi e Gianni Da Lio È di questi giorni l’apertura all’utilizzo scolastico della nuova ala nel plesso Piero Calamandrei di via dell’Edera, intervento atteso da anni, ma che non era scontato raggiungere. In questi nuovi spazi rispettosi dell’ambiente, in cui lo studente può esprimere al meglio le sue potenzialità, si sono trasferite alcune classi e l’aula di musica. Si tratta dell’ultima porzione di un piano più esteso che ha previsto, tra l’altro, l’incremento di superficie dell’edificio scolastico Povoledo di Asseggiano, con laboratori e aule. Ora questi spazi dovranno essere dotati degli ausili tecnologici, quali, ad esempio la lavagna interattiva multimediale, utili a una didattica non improntata solo alla lezione di tipo frontale: “io spiego tu impari”, e che permettano attività diversificate e interattive. Per governare questa esigenza, come già avvenuto per altre aule e plessi, si utilizzano i proventi derivanti dal contributo volontario dei genitori e, quando possibile, dai finanziamenti promossi da bandi ministeriali. Queste iniziative unite ad altre tra cui l’aumento dell’offerta formativa con progetti innovativi, garantiranno al nostro Istituto Comprensivo capacità di attrazione sempre maggiore, oltre a permettergli di porsi quale punto di riferimento per un territorio di particolare rilevanza ed espansione demografica. Francesco E. Zottino Presidente del Consiglio d’Istituto Colombo Il tradizionale Concerto di S. Giorgio ha proposto quest’anno il ricordo e l’omaggio riconoscente a due grandi uomini della nostra Comunità Parrocchiale, che hanno lasciato un segno indelebile nel particolare servizio reso alla Scuola Materna “S. Cuore” per tanti, tanti anni. Si tratta di Gianni Da Lio e Gino Darisi, tornati entrambi al Padre da non molto tempo ed entrambi dopo una sofferta malattia. Pur riconoscendone spiccata ed individuale personalità, mi risulta difficile, per certi aspetti, disgiungere le due figure, perché, con ruoli diversi, hanno condiviso tuttavia, dal 1975 in poi, il servizio nel Comitato di Gestione della Scuola, assumendosi via via sempre più oneri e responsabilità nella Presidenza, nella contabilità, nell’ amministrazione, nei rapporti con la Casa Madre delle Suore, Figlie di S. Giuseppe e con l’Amministrazione Pubblica Comunale e Regionale, nella gestione del corpo insegnante ed ausiliario e... in tutto quel che comporta l’organizzazione qualificata di una Scuola. Competenza e costanza, impegno efficace e lungimirante, umiltà e disponibilità, capacità di riflessione e di iniziativa, grande rispetto e sensibilità per la Comunità delle Suore e pur tuttavia consapevolezza che il luogo del loro servizio era una Scuola aperta al territorio civile, oltre che parrocchiale: queste alcune delle doti che, tutti e sempre, coloro che hanno conosciuto Gino e Gianni non possono dimenticare. Ma quello che ne ha fatto per me due persone speciali e meritevoli senz’altro del dono del Concerto di S. Giorgio, è stato il motore di tutto il loro essere e fare: una fede forte e umile nel Signore, una lealtà sempre intelligente verso i sacerdoti della Comunità, un’incrollabile speranza nel domani, anche nei momenti più difficili della Scuola ed un atteggiamento generoso, tenace e pur sempre sereno e talvolta divertito e ironico, nel porsi al servizio di ogni singola persona presente all’interno della Scuola. Nadia Ortes 15

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