El Campanon - Avvento 2016

 

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Anno XXX n. 2

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n. anime 7785 n. preti 1 AVVENTO 2016 Parrocchia di San Giorgio - Chirignago Un progetto per non mollare

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Mercatino di Natale Domenica 11 Dicembre dalle 7:45 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 17:30 nella nostra scuola in via del Parroco, 9 Chirignago Vi aspettiamo tutti NOVEMBRE 28/29/30 “Tre sere di Avvento” DICEMBRE 4 Ritiro dei ragazzi di 3^ media 8 Adesione all’Azione Cattolica Celebrazione della Cresima 11 Mercatino della scuola materna “Sacro Cuore” 16 Concerto di Natale della scuola “P. Calamandrei” 18 Auguri di Natale scuola materna “Sacro Cuore” 19 Confessione comunitaria degli adulti 25 Natale del Signore 27 Inizio dei campi invernali 31 S. Messa di Ringraziamento GENNAIO 1 A mezzogiorno brindisi sotto il porticato del sagrato della chiesa 5 “Pan e vin” 8 Celebrazione dei Battesimi 14 Festa delle giovani famiglie 22 S. Messa della Pace 29 Prima Confessione FEBBRAIO 2 Festa della Madonna “candelora” 5 Giornata per la vita 11 Unzioni degli Ammalati e Festa degli anziani 19 Carnevale in parrocchia MARZO 1 Le Ceneri 6/7/8 “Tre sere” di Quaresima” 19 Rinnovo dei voti delle Figlie di San Giuseppe del Caburlotto 24/25/26 Esercizi Spirituali della parrocchia 26 Celebrazione dei Battesimi APRILE 7 Annuncio pasquale 9 S. Messa delle Palme 10/16 Settimana Santa 16 Pasqua del Signore 17 Lunedì dell’ Angelo - Pellegrinaggio della comunità a Borbiago 23 Mercatino dei fiori dell’Istituto “don Orione” 24 Ritiro Spirituale delle Prime Comunioni 25 Prime Comunioni 29 Concerto di San Giorgio 30 Seconda Comunione e Festa in sala San Giorgio MAGGIO 1 Uscita dell’Azione Cattolica 7 Festa dei Lustri 21 Festa della Famiglia presso la Scuola Materna “Sacro Cuore” GIUGNO 3 Veglia di Pentecoste 4 Pentecoste Celebrazione e Festa dei Battesimi 7 Memoria Beato Luigi Caburlotto 11 Festa del “Grazie” 18 Corpus Domini

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Quale futuro: un prete solo? Tutti al lavoro per far vivere la parrocchia Prima di far parlare il parroco don Roberto, che abbiamo intervistato all’indomani del Consiglio pastorale del 14 novembre, ripeschiamo sugli ultimi numeri di Proposta, fedele cronista della vita di questa comunità, alcuni antefatti che ci sono sembrati significativi. Alcuni mostrano la faccia migliore della parrocchia, altri mostrano preoccupazioni, se non paure, per il nuovo che verrà. Primo: partiamo da un primo bilancio dell’attività della parrocchia stilato da don Roberto su Proposta del 30 ottobre. Un bilancio di numeri importanti: ■ 47 ragazzi di 2^ media hanno portato la loro domanda di ricevere la Cresima l’8 dicembre 2017; ■ 38 ragazzi di 1^ superiore (avevano ricevuto la Cresima in 55) sono entrati ufficialmente nella Comunità Giovanile impegnandosi a frequentare sempre il catechismo e la Messa domenicale, partecipando a tutte le attività della CO/GI. 38 su 55 è pari al 69 per cento: provate ad andare in giro e vedete se trovate un’altra parrocchia con questa percentuale. ■ In più, per festeggiare il loro ingresso, c’è stato un ottimo pranzo a prezzo politico (5 euro), che ha visto presenti a mensa 166 giovani di Chirignago. E il pranzo è stato preparato da uno staff di oltre 15 persone. ■ Altro appuntamento: la messa dei giovani. Anche l’ultimo mercoledì, di ottobre, nonostante piovesse, 42 giovani si sono presentati alla loro Messa, alle 6,30 del mattino, e si è dovuto preparare un tavolo nuovo in più perché ci stessero tutti alla solita allegra e abbondante colazione. Don Roberto su Proposta concludeva: «Preghiamo perché il miracolo continui». Già, perché le cose non vengono da sole e a guardare avanti qualche preoccupazione appare giustificata. Anche se, a dire il vero, la realtà della parrocchia mostra una solidità di impianto che pare difficile crolli d’improvviso. Secondo: erano ben 51 le persone che hanno partecipato, il terzo venerdì di ottobre, a quella che don Roberto per primo ha chiamato “un pellegrinaggio bagnato”: partenza per Padova alle 5 del mattino, poi a piedi dal Santo a Camposampiero sotto la pioggia: 25 chilometri di strada, tre rosari e una Messa. E pranzo finale in grande fraternità. Conclusioni di don Roberto: “Oggi, per vivere un’esperienza religiosa forte un pellegrinaggio a piedi è la formula vincente.[…] Appuntamento alla fine di marzo per tornare, camminando, al Santuario della Madonna di Monteberico”. (segue a pagina 5) BCC CREDITO COOPERATIVO www.bccmarconvenezia.it Marcon - Venezia AUGURA BUON NATALE E BUON ANNO Chirignago - Via Miranese, 403 - Tel. 041 5440688

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Quante cose da fare in parrocchia! Ecco un quadro (non completo) delle mille cose di cui si occupano oggi i due sacerdoti (don Roberto e don Andrea) presenti in parrocchia. LITURGIA Celebrazione di 4 Messe domenicali e relativa preparazione Celebrazione di 2 Messe feriali e relativa preparazione Celebrazioni delle Solennità, del Triduo Pasquale, Candelora, etc … e relativa preparazione Funerali e relativa preparazione Veglia di Natale: - raccolta e organizzazione dei testi e preparazione del libretto 4 Veglia di Pentecoste: - scelta del tema insieme ai giovani, organizzazione dei brani raccolti, preparazione del libretto - preparazione della chiesa - preparazione dei regalini Veglia dell’Assunta: scelta del tema e dei brani e preparazione del libretto Celebrazione della prima confessione e rinfresco Celebrazione della prima comunione Celebrazione della cresima Messa di inizio anno catechistico: Lodi del venerdì e sabato santo: riflessione del sacerdote Preparazione dei chierichetti Coretto dei bambini CATECHESI Primaria e medie: - lettere di invito e incontri con le famiglie - incontri settimanali di preparazione alla prima comunione - incontri di preparazione alla cresima - preparazione del materiale - prove di canto al termine degli incontri - incontri di formazione delle catechiste - ritiro di preparazione alla prima comunione - ritiro di preparazione alla cresima Giovani: - colloqui con i giovani che entrano in prima superiore (inizio settembre) - riunione con educatori dei giovani - riunione con le famiglie della prima superiore - predisposizione dei calendari - formazione dei catechisti (una parte) - presenza agli incontri settimanali Adulti: - preparazione degli incontri - presenza e conduzione degli incontri - S. Messa e cena conclusiva Gruppi familiari: - preparazione del foglietto di supporto - riunione mensile di preparazione degli animatori ATTIVITÀ PASTORALI VARIE S. Messa dei giovani 6.30: - celebrazione della messa - preparazione della colazione - riordino e pulizie Benedizione delle case: - consegna degli avvisi e visita alle famiglie Comunione agli ammalati un venerdì al mese Corso in preparazione al matrimonio: - contatti con le coppie che tengono il corso - contatti con le coppie che partecipano al corso - presenza a una parte degli incontri Fioretto dei bambini Fioretto dei giovani: - scelta del tema - preparazione e stampa dei foglietti - preparazione della riflessione - presenza ai fioretti Uscita CO/GI: - scelta della destinazione e del programma - lettere di invito - raccolta delle adesioni - preparazione materiali (palloni, canzonieri …) - presenza all’uscita Pranzo d’ingresso nella CO/GI: - contatti con i cuochi - regalo per i cuochi - coordinare la preparazione di sala san Giorgio - coordinare lo svolgimento del pranzo e le pulizie finali Tre sere: - contatti con le cuoche - regalo per le cuoche - relazione iniziale e risposte alle domande - contatti con gli ospiti - coordinare la preparazione di sala san Giorgio - essere punto di riferimento per il falò della terza sera Annuncio Pasquale: - contatti con le cuoche - relazione iniziale e risposte alle domande - preghiera finale Lettere e colloqui per le professioni di fede Agape del Sabato Santo: - contatti con le cuoche - preparazione della sala san Giorgio - riordino e pulizie finali Festa delle famiglie: - contatti per la cena - presenza durante il momento di preghiera e la cena Festa dei lustri: In chiesa e in sala S.Giorgio Pellegrinaggio al Santo di Padova: - scelta della data e del programma - presenza al pellegrinaggio Tornei di calcetto di ragazzi e giovani: - trovare i giovani che organizzano ed essere punto di riferimento - accordi per coppe/premi Gruppo anziani: assistenza Gruppo cusi e ciacola: assistenza ATTIVITÀ ESTIVE Campo estivo chierichetti Campo giovani estivo e invernale: - ricerca animatori - riunioni con animatori - preparazione dei materiali formativi - organizzazione del campo insieme agli animatori: attività, uscite - presenza e attività al campo Campeggio medie: - ricerca animatori - riunioni con animatori - preparazione dei materiali - organizzazione del campo insieme a capocampo e animatori: attività, uscite, trasporti - presenza e attività al campo - Festa del campeggio a settembre Campo ACG Campo Reparto Campo mobile Clan: - organizzazione del campo insieme ai capi: attività, percorsi, trasporti - preparazione dei materiali - presenza e attività al campo Vacanze di Branco Campo ACR AZIONE CATTOLICA E GRUPPO SCOUT - Partecipazione al consiglio AC - Presenza alle attività dell’ACR – ACG - ACA - Presenza all’uscita del primo maggio con celebrazione della S. Messa - Presenza parziale alle uscite dei gruppi. - Partecipazione alla Comunità Capi - Preparazione dell’angolo spirituale - Presenza all’uscita di gruppo con celebrazione della Messa - Presenza alle attività del Clan - Presenza alle attività dei lupetti. - Presenza alle attività del Reparto - Presenza parziale alle uscite. ALTRO - Redazione di Proposta e articoli per Campanon - Preparazione documenti per matrimoni, certificati - Incontri con consiglio affari economici - Comitato scuola materna - Regalini per le messe di Avvento - Predisposizione chiesa e altro per concerto di San Giorgio, Sistemazione delle scatole con il materiale del catechismo

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(segue da pagina 3) Terzo: su Proposta del 9 ottobre don Roberto lancia un grido di allarme: bisogna prepararsi (in un anno) ad avere un sacerdote solo al posto di due in parrocchia. Ed ha francamente ricordato che “a meno che non venga mandato un nuovo parroco giovane, se dovesse rimanere l’attuale, il prossimo anno avrà 68 anni. Questo dato deve essere tenuto presente per non immaginare da parte sua prestazioni da superman, semmai il servizio di un anziano che non potrà in nessun modo soddisfare tutte le necessità”. Facciamo dei conti rapidi con quel che troviamo all’Anagrafe: la parrocchia conta circa 7785 anime, il lavoro da fare è molto, si è fatta anche una lista delle criticità nella gestione della parrocchia con un solo sacerdote. Per chi vuole documentarsi, abbiamo messo in coda a questa intervista un quadro delle attività di cui attualmente si fanno carico i sacerdoti essendo in due, don Roberto a tempo pieno e don Andrea a tempo parziale. Riassumendo: abbiamo una realtà parrocchiale di tutto rispetto, e si affaccia la prospettiva di un cambiamento radicale pena un pesante ridimensionamento. E di questo ha parlato il Consiglio pastorale del 14 novembre. - Don Roberto, ieri c’è stato l’ultimo Consiglio pastorale dedicato al futuro con un prete solo. Risultato della riunione? «Che siamo ancora con le idee molto vaghe…». - Certo, ma ci saranno pure delle linee su cui vi state muovendo! «Abbiamo individuato delle criticità, cioè aspetti più problematici di altri, e su di esse ci stiamo confrontando. Non è facile, perché da parte dei laici presenti c’è una grande volontà di affrontare positivamente il problema e snellire tutta una serie di attività che oggi pesano sulle spalle dei sacerdoti, e che non potrebbero essere portate da uno solo. Dall’altra parte c’è un problema di diversa valutazione delle cose». - Cioè? «Solo chi è in trincea si rende conto di che cosa significhi fare certi cambiamenti. Faccio solo un esempio: per togliere una Messa alla domenica basta un trattino di penna. Ma per chi per anni ha celebrato la Messa in quell’orario e ha visto tutta una serie di facce che a quella Messa si sono affacciate con regolarità, e sa che magari ci sono dei problemi per poter partecipare a un’altra celebrazione, guardando dall’altare non è così semplice dire: ma sì, tiriamo via. Anche se è una fatica in meno, diventa un cruccio in più. E delle volte, purtroppo, si preferisce avere un cruccio in più, pur di avere una fatica in meno». - E allora? «Per il momento stiamo ragionando, e con fatica. Perché le resistenze non vengono da parte del laicato, semmai da parte del clero, da noi». - Le resistenze sono da parte vostra. Facciamo allora una domanda brutale: avete paura di mollare qualcosa? «A una delle persone che mi hanno inviato delle mail facendomi osservazioni sulla riunione di ieri e sulle mie posizio- ni, ho scritto che, sì, è anche vero che per un prete la parrocchia, come per il laico una casa o un figlio, è qualcosa che lui ha costruito, giorno dopo giorno, con passione, con sacrificio. Non è così semplice potare, che è un po’ amputare. Non è così semplice perché, in un certo senso, è una creatura tua. Sì, con la testa capisco che c’è anche una paura di mollare. Un’umana paura di perdere una parte del lavoro fatto, delle realizzazioni portate a casa». Fin qui tutto è chiaro. Ma uscire dall’impasse è necessario. Continuiamo a scandagliare. - Don Roberto, il 2 novembre lei ha affidato la riflessione sul Vangelo a Katia Vanin. È stata un’ottima riflessione e lei ha realizzato un ambo secco: l’ha fatto fare a un laico, comunque non un prete, anche se persona consacrata, e l’ha fatto fare a una donna. Questo le dice niente? «Siamo sinceri: la cosa è nata da un disegno dello Spirito Santo, se vogliamo dire. Nel senso che in quella settimana io avevo già preparato la riflessione per Tutti i Santi, avevo preparato altre cose, e avevo chiesto a Katia di preparare una riflessione specificatamente per un gruppo di persone. L’ho ascoltata e mi è piaciuta così tanto che ho detto: posso girarla in modo tale che la si possa usare per tutti? Lei ha detto di sì, e la cosa è andata. Non è stato un disegno machiavellico, con chissà quale voglia di innovare, ma una cosa nata da sola. Ci sono state altre persone che hanno molto apprezzato». - Non era previsto, ma è successo. Il seguito? 5

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«Si farà ancora, certamente. Sarò ben parata, non avrei preoccupazioni ad felice di una collaborazione laicale e affidarle l’Eucarestia da conservare, femminile. Dobbiamo però anche stare attenti a non sovraccaricare le persone, Katia già fa molto, e ieri sera è venuto fuori anche un altro discorso, di cui avevamo già parlato: un domani che non ci fosse più un cappellano a Chirignago lei si assumerà l’onere della catechesi dalla prima superiore in su, università compresa, naturalmente che so, in una cappellina, in un luogo idoneo, per poter distribuire la comunione al campo dopo la liturgia della parola. Ma per ora è solo un’ipotesi di studio». - Concludendo? «Resta il fatto che io vedo da parte dei laici una grandissima volontà di collaborando con il prete che rimarrà fare. Anche se ci sono dei problemi. La per le iniziative più impegnative, dalla messa domenicale, per esempio, può veglia di Pentecoste alle "Tre sere", ad essere garantita solo con accorgimen- altro». ti logistici. Qualcuno ieri diceva:“Se Èsolo un esempio di quel che si può fare, ma gli ambiti d’intervento sono molti e vasti e quindi non è facile trovare risposte immediate. Intanto è positivo che il Consiglio pastorale ne Patriarca ha detto ancora tre anni fa: facciamo un campo di una settimana, si parte dopo la Messa e si rientra in tempo per quella della domenica successiva”. Comunque da parte dei laici la volontà c’è tutta». discuta e cerchi soluzioni condivise da tutti. Piuttosto c’è una verifica da fare. Il “Un prete per campanile”. È impossibile il miracolo che a Chirignago ci siano un parroco e un cappellano, Equesto dimostra che la parrocchia c’è, che una parte del raccolto problema si pone realmente? quando altrove c’è un prete solo. Non di don Roberto è già garantito, che il - Don Roberto, siamo sicuri che il ce n’è per nessuno». cammino che resta da fare, per quanto prossimo anno la parrocchia si tro- - Comunque, da quanto mi sta dicen- faticoso, potrà portare tutti insieme a verà con un prete solo? do, la parrocchia si sta attrezzando nuove tappe. Anche accettando che il 6 «Sicuri siamo soltanto di andare in Paradiso, di morire. Beh, le premesse ci sono, nel senso che il Seminario ha pochissimi seminaristi, una dozzina, meno degli altri anni, non credo che e, soprattutto, c’è la voglia di attrezzarsi. «La voglia di attrezzarsi c’è, nei laici in maniera fortissima. Bisognerà arrivare ad una sintesi, ma qualche passo nostro mondo cambi. Su Proposta del 13 novembre don Roberto segnalava la crisi degli strumenti della rappresentanza insediatisi nei pri- quest’anno sia consacrato qualcuno, avanti è stato già fatto. Per esempio, mi anni Settanta, sia quelli civili che ci sono almeno una ventina di preti che parlando del campeggio, si è costituito quelli religiosi. C’è difficoltà a farli hanno superato i 75 anni e che sono un Comitato Campeggio che è formato funzionare, persino a reperire persone ancora titolari di parrocchie non pic- da 6-7 persone adulte che si sono as- disponibili a candidarsi, anche nelle cole, penso alla parrocchia di Caorle, sunte ognuna qualche responsabilità strutture elettive delle associazioni. che andranno fatalmente sostituiti in qualche maniera». - E cappellani? «Cappellani in giro ce ne sono, ma con incarichi di tipo vicariale. Gli ultimi che sono stati consacrati preti e immessi nella pastorale parrocchiale, non hanno avuto l’incarico per una sola parrocchia ma per due. tre, cinque specifica. Per quest’anno affiancheranno noi sacerdoti per far pratica, e dall’anno prossimo potrebbero garantire la prosecuzione dell’esperienza senza preti. Non è semplice, però». - Ne avete già parlato? «Ieri sera si parlava della parte spirituale di un campo, che è sempre stato curato da un prete. La doman- E si chiedeva se lo stesso Consiglio pastorale, prossimo ormai al rinnovo dei suoi membri, non avesse bisogno di essere riformulato come istituzione: “Ci sono altri modi con cui la comunità sia rappresentata e possa consigliare il parroco nella sua opera di pastore? O andiamo avanti, a ranghi ridotti, con parrocchie. Per cui tutto fa pensare da è: sarà possibile trovare delle tante rappresentanze saltuarie o inesi- che... Poi tutto è possibile, potrebbe persone che, come ci sono catechisti stenti, e perciò con capacità operative anche succedere che venga un aiuto, e catechiste per le elementari, e le modeste?”. per esempio la parrocchia di Catene ha un sacerdote che va venerdì sera, sabato e domenica». - A noi basterebbe? «Secondo me i problemi fondamentali si risolvono durante la settimana, il sabato e la domenica si raccolgono i frutti. Però un aiuto in qualche maniera ci sarebbe». medie e le superiori, si assumano il compito di affiancare il responsabile del campeggio, del campo scout, del campo ACR, per svolgere la funzione di assistente spirituale, senza essere prete?». - E la risposta? «Io spero che questa strada possa essere praticabile e dicevo ieri sera che E aggiungeva: “Io, da parte mia, credo che tutte le istituzioni non “divine” subiscano l’usura del tempo (e ai nostri giorni in maniera ancora più veloce) per cui occorra continuamente ripensarle”. E concludeva, lanciando un messaggio su cui ancora meditare: “Il non pensa- - C’è comunque di che sperare? si potranno trovare anche altre strade. re, il tacere, il lasciar fare non giovano «Suppongo che non sarà possibile. Il Esempio: con una persona fidata e pre- a nessuno”.

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FAMIGLIA: la parola di papa Francesco dopo i due sinodi dei vescovi Un cammino nuovo per tutti, ma è necessario farlo insieme Sull’ Amoris laetitia intervista a don Natalino Bonazza, parroco di San Giuseppe a Mestre – Nuova pastorale anche per i divorziati – Libro utile anche a chi non va in chiesa Don Natalino Bonazza ha 55 anni, da trenta è prete, da tre è parroco di San Giuseppe, a Mestre, all’incirca 4.500 anime, dopo un lungo servizio a Venezia, per quattordici anni parroco a San Salvador, dal 1990 e tuttora insegnante negli Studi teologici del Seminario patriarcale e dei Cappuccini. Lo abbiamo incontrato tra le carte e i libri del suo studio, in viale San Marco, per parlare della “Amoris laetitia”, la esortazione apostolica (si chiama così questo tipo di documento pontificio) nella quale papa Francesco ha raccolto i risultati dei due sinodi dei vescovi sulla famiglia tenutisi a Roma nel 2014 e nel 2015. Perché proprio lui? Perché è un prete che, un po’ come il nostro parroco, non ha paura di dire come la pensa. È uno studioso ed è un pastore, un parroco che si confronta ogni giorno proprio con i problemi di cui parla il documento papale, ed è un comunicatore appassionato. Nell’editoriale dell’ultimo numero del settimanale parrocchiale Comunità e servizio si rallegra (e invita tutti a una grande festa) per i risultati ottenuti proprio nel campo dei matrimoni: nell’ultimo anno 13 coppie al corso prematrimoniale, otto sposate a San Giuseppe, cinque in altre chiese. Coi tempi che corrono… La “Amoris laetitia” di papa Francesco è uscita nel marzo scorso, nella festa di San Giuseppe, e non ha ancora avuto tutta l’eco che ci aspettavamo. Il fatto è che dei due sinodi dei vescovi sulla famiglia si è parlato molto quando si sono lette tensioni e contrapposizioni tra i padri sinodali, anche dietro sollecitazioni irrituali, come quella della lettera dei tredici cardinali. Del resto lo stesso Sinodo ha reso noto i numeri relativi alle votazioni sui singoli paragrafi del testo in discussione (li abbiamo pubblicati anche noi). Poi non se ne è parlato più, e poco si è detto anche di questa esortazione apostolica conclusiva di papa Francesco. - Don Natalino, perché questo, secondo lei? Per il tema trattato, che comunque riguarda il sesso e le vicende ad esso connesse? O per l’interesse malsano che talvolta pervade la stampa laica quando deve affrontare temi delicati del mondo cattolico? O ancora per le contrapposizioni reali all’interno della chiesa sui temi della sessualità, tra chi viaggia ancora come negli anni Quaranta, modello Pio XII, e chi si sforza di capire cosa sta succedendo nella società? «Io posso dire che c’è una parte di babele in questo, di confusione delle lingue». Si gira e ci indica sulla parete alle sue spalle una riproduzione a colori del celebre dipinto di P. Bruegel che rappresenta proprio la torre di Babele, come a dire che è un avviso ai naviganti sempre valido. Poi prosegue: «Personalmente ho fatto una scelta di campo: ho scelto il sinodo reale e non quello mediatico. Di proposito, quando è uscito la Amoris laetitia non ho letto nessun commento, neanche quello di qualche autorevole prelato. Ho detto: sentiamo cosa dice il Papa quando la presenta e poi mi dedico a leggerla. Tra l’altro ha un livello comunicativo che ti prende, come è in generale nei testi firmati da papa Francesco. Si legge in modo scorrevole. E io non volevo essere disturbato da nessun commento». - Non le pare esagerato questo escludere commenti a priori, come se il dialogo dovesse essere a due, lei e il Papa? «Per sapere cosa mi deve dire mio padre, non ho bisogno di avere prima le spiegazioni del fratello maggiore o di altri. Né mi serve che qualcuno, che incontro per la strada prima di andare a casa, mi dica: “Sai, tuo padre dice che…”. Calma, è mio padre, lo ascolto. Il resto non serve. - Ma qui il discorso è più complesso, ci sono due sinodi. «Certo, i due sinodi sono atti ecclesiali, il Papa ha scommesso su di noi, e ha innovato la prassi sinodale perché ha dato molto tempo all’ascolto, in entrata e anche tra le varie componenti della Chiesa. È noto che non tutti i vescovi la pensano alla stessa maniera, ma lui li ha esortati ad ascoltarsi e ad ascoltare il popolo di Dio. Per papa Francesco l’ascolto non è una formalità, un atto di cortesia, ma un atto sostanziale». - E cioè? «Quando lui dice che i vescovi sono davanti al popolo, in mezzo al popolo e non di rado dietro al popolo, perché ne colgono il senso della fede, questo qualifica l’ascolto come atto sostanziale». - E ciò, secondo lei, a cosa porta, rispetto all’Amoris laetitia? «Se lui ci ha resi così meritevoli di stima da garantirci un ascolto ampio, io invito i miei parrocchiani, e mi piacerebbe che lo facessero tutti, a ripagarlo con un ascolto diretto. In questo modo, dunque, eliminiamo il rischio del secondo motivo che lei aveva citato, quello dell’ingerenza dei media laici nella nostra analisi». - Resta il terzo motivo possibile, quello dello scontro interno, o no? «Andando direttamente al testo di papa Francesco eliminiamo anche quello. Se c’è una cosa un po’ penosa è constatare che anche alcuni ambienti ecclesiali si sono serviti di una logica mondana, hanno fatto cioè pressione amplificando la loro voce secondo la logica dei media che inevitabilmente va per schemi. Siamo torna- 7

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Amoris laetitia ti a schemi anni Sessanta, progressisti con- le ferite. Il fatto è che bisogna prendere le tro conservatori, ma sono schemi che non cose fin dall’inizio. Facciamo un esempio Un bel libro tutto da leggere tengono più al confronto con la realtà». - Quindi? «Quindi, al di là degli schemi, l’ascolto diretto». - Questo è un invito a leggere la Amoris laetitia come un buon libro. «E perché no? Lo sa che qualche mio parrocchiano lo ha fatto e poi ha acquistato concreto: noi continuiamo a preoccuparci della famiglia solo quando i giovani vengono a chiedere di sposarsi e allora devono (e questo è un verbo che non piace a me, ma neanche a loro) fare il corso. E prima? C’è un prima in cui intervenire». - Lei lo fa? «Personalmente cerco di educare alla sponsa- L’esortazione apostolica Amoris laetitia non può essere riassunta in un una copia in più del libro per fare un regalo lità, che è una dimensione della persona, a un amico? Mi ha detto:”Ma lo sa che è come insegnava bene il cardinale Scola a box di giornale. proprio un bel libro”»! suo tempo, ma bisogna farlo in tutti gli anni E non solo perché è articolato in - Resta il fatto che di “Amoris laetitia” si del catechismo. Poi c’è il terreno inedito nove capitoli. Semplicemente va parla ancora poco. dell’adolescenza, davanti al quale assistia- letta, e farlo non è soltanto utile, ma «Effettivamente c’è anche una fumosa attesa, mo pressoché muti, anche perché oggi c’è anche piacevole. se non indifferenza. Ci sono diocesi che una cultura aggressiva individualistica che Qui diamo un rapido sommario del- hanno fatto tre giorni di convegno, da noi è sostanzialmente getta sfiducia sulla prospet- le parti di cui il libro si compone, e stato fatto pochissimo. Anche nell’uso degli tiva della famiglia. Noi come lavoro pastorale lo prendiamo dall’introduzione con la quale lo stesso papa Francesco ci racconta come egli lo ha scritto e come noi meglio potremo leggerlo: «…comincerò con un’apertura ispirata alle Sacre Scritture, che conferisca un tono adeguato. «A partire da lì considererò la situazione attuale delle famiglie, in ordi- strumenti ecclesiali di comunicazione: per esempio, da settembre Gente Veneta parla ben poco della famiglia, pochissimo dell’Amoris Laetitia, si è limitata all’ultima Festa delle Famiglie alla Gazzera, un atto dovuto. Noi rischiamo di essere i primi a sottovalutare la ricchezza di contenuto pastorale di questo sinodo». e anche culturale, dobbiamo lavorare molto prima». - Perché culturale? Ci sono pericoli particolari da prevenire? «Non lo so, vedete voi. Vi rendete conto di che tipo di educazione propagandistica si tende a fare nelle scuole con la cosiddetta “educazione alla sessualità”, che è centrata sui bisogni del sin- ne a tenere i piedi per terra. golo, per cui l’ideologia “gender”, anche se «Poi ricorderò alcuni elementi essenziali dell’insegnamento della Il primo messaggio è, dunque leggere non dichiarata, ha vita facile? Bisogna inquesto libro che ha la firma di papa Fran- segnare anche in partenza una grammatica 8 Chiesa circa il matrimonio e la cesco. Ma resta una domanda: leggerlo per- sponsale-familiare». famiglia, per fare spazio così a due capitoli centrali, dedicati all’amore. «In seguito metterò in rilievo alcu- ché? E torniamo a interrogare don Natalino. - E allora, qual è la grossa novità di questo documento? - Educare a una nuova cultura, dunque? «Certo, una cultura che colleghi la vita al bene delle persone ma anche alla verità delle persone. Su ne vie pastorali che ci orientino a «La famiglia è rimessa al centro dell’interesse questo – e qui si scopre la novità – si deve lavorare costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio, e dedicherò un capitolo all’educazione dei figli. «Quindi mi soffermerò su un invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore ci propone, «e infine traccerò brevi linee di spiritualità familiare». Papa Francesco aggiunge degli avvertimenti: il testo affronta, con stili diversi, molti e svariati temi, «perciò non consiglio una lettura generale affrettata […] è probabile, ad esem- della Chiesa, prima di tutto come un dono, poi come soggetto di pastorale e, direi di cura, della Chiesa, perché la famiglia è soggetta a fragilità, a ferite. Ma non siamo più al cosa si può o cosa non si può fare. La parola chiave qui è “accompagnare”. E che questo sia avvenuto nell’anno della Misericordia è molto indicativo. Secondo me, comunque il punto di partenza è questo: nell’introduzione, alla fine del paragrafo 7 il Papa scrive:“Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse non sono un problema, sono molto prima perché le persone siano capaci di fare famiglia quando sono sotto pressione. Se si vede nella famiglia un’opportunità e non un problema, bisogna investire oggi sul domani. Io non agisco per prevenire problemi ma per crescere persone». Sono importanti, dunque le prospettive pastorali che si presentano oggi alla Chiesa sul tema centrale della famiglia. Papa Francesco vi ha dedicato un intero capitolo, il sesto. Ma a noi resta l’impressione che in questa nuova pastorale i sacerdoti siano chiamati a nuovi e non facili compiti. pio, che i coniugi si riconoscano di principalmente un’opportunità”. Capite - Don Natalino, d’accordo su tut- più nei capitoli quarto e quinto, che cosa significa? È una chiamata per tutti». to, ma resta il fatto che è il parroco gli operatori pastorali abbiano parti- - D’accordo don Natalino, ma molto del che deve darsi da fare, perché non ci colare interesse per il capitolo sesto, peso di questa esortazione si scarica diret- sono più i confessori che una volta gi- e che tutti si vedano molto interpel- lati dal capitolo ottavo. Spero che ognuno, attraverso la lettura, si senta chiamato a prendersi cura con amore della vita delle famiglie, perché esse “non sono un problema, sono principalmente un’opportunità”». tamente sui sacerdoti, chiedendo loro “discernimento” rispetto alle singole situazioni e vicinanza alle famiglie in difficoltà. «Non sono d’accordo». - No? «Non sono d’accordo perché, più che “si scarica” è meglio dire “molto si attende dalla cura ordinaria dei sacerdoti”, e dipende dalle situazioni, dal- ravano le parrocchie… «Per venire ai casi di cui tratta il capitolo ottavo, quello che parla di “accompagnare le fragilità”, a notar bene c’è la parola chiave discernimento. Il discernimento non lo fa il singolo parroco, ma il parroco in comunione con il vescovo. Casomai il punto più delicato, e

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io l’ho proposto ai miei confratelli del vicariato di Mestre, è quello di “focalizzare la formazione permanente sul discernimento pastorale riguardo a queste situazioni”. Anche qua faccio un esempio concreto, una questione terra-terra, e mi capite subito perché siete parrocchiani di lungo corso. Pensiamo ai sacramenti: Battesimo, Prima comunione e Cresima. Nella preparazione noi preti andiamo in ordine sparso, ognuno con la sua logica. La gente, che ormai si è fatta furba, va dove le conviene. Ma non ci metteremo mica a fare la stessa cosa sui casi delicati, dove ognuno discerne a modo suo, così la gente taglia corto e dice: questo è più rigido, l’altro è più “moderno?!”. La cosa è assai delicata, anche perché qui si entra nel “foro interno”». - Il che significa? «Significa che il parroco, non solo non deve essere uno “che ha già capito tutto”, ma deve avere spesso l’umiltà di imparare, perché determinate situazioni sono difficili, anche da un punto di vista delle dinamiche di relazione. La Amoris laetitia, per esempio, parla anche di “vecchie ferite”: una persona che nell’infanzia o nell’adolescenza ha avuto dei traumi, porta dentro di sé un’inquietudine, se non uno squilibrio, che dopo viene fuori nel matrimonio. Lì non mi interessa sapere chi ha ragione, ma accompagnare, curare le ferite, aiutare i coniugi ad accettarsi l’un l’altra con le reciproche fragilità, mostrare che ci può essere una via d’uscita, che tutto non deve inevitabilmente saltare». - Detto così, sembra proprio un lavoro nuovo… «È un lavoro che continua, non è che veniamo dal nulla. Ma c’è la consapevolezza che ci vogliono anche competenze, conoscere l’animo umano. Ma non è un lavoro da singoli, probabilmente abbiamo bisogno anche di strumenti. I nostri consultori di ispirazione cristiana sono rilanciati da questa pastorale». - Tornando a bomba, mi ridefinisce la novità portata da questo documento di papa Francesco? «La novità è rinnovare la nostra pastorale. Siamo, secondo me, fin troppo ingabbiati da pregiudizi, da rigidità anche moralistiche, e non guardiamo più le persone che, quelle sì, sono una risorsa sempre nuova. E gli esempi non mancano. Eccone uno: io posso imparare molto da una donna separata che continua a coltivare il bene possibile, mettiamo attraverso l’educazione dei figli, e che può diventare, dentro una parrocchia, se si sente accolta e sostenuta, addirittura un elemento promotore di cura educativa. Tante volte abbiamo i nostri schemi: poiché parliamo di fallimento matrimoniale trasferiamo subito sulla persona l’immagine della fallita, ma così non è. E poi, chi sei tu per giudicare?». Questa sì è una grande novità, un atteggiamento totalmente diverso da quello adottato fino a ieri. - Don Natalino, ma questa è una rivoluzione dal basso! «Certo! Del popolo di Dio». - Voi preti fino a ieri avevate il sesto comandamento e il nono comandamento e di lì non vi schiodavate. Due sbarramenti e basta, il problema era risolto. «No, forse più che risolto era rimosso. È diverso. Come nella parabola del figliol prodigo di domenica: perché il figlio maggiore si indigna? Perché il padre ha tirato dentro il figlio prodigo, ma il fratello trovava più facile rimuoverlo. Noi talvolta rischiamo di essere comunità escludenti perché ci fa più gioco essere una comunità di puri, bravi, osservanti. Anche la nostra pastorale familiare può diventare una difesa per pochi sopravissuti fortunati. Ma il Papa ci insegna che dobbiamo preferire una chiesa un po’ acciaccata, ma che cammina con tutti. Perché tutti sono popolo di Dio. Non a caso, nei primi mesi di pontificato, tuonava contro quei preti – ce n’è ancora qualcuno non lontano da qua - che rifiutava il battesimo ai bambini di conviventi?». - Bene siamo al punto. Siccome ora l’abitudine prevalente è la conviven- za, poi forse il matrimonio in municipio, forse in chiesa, (lo vediamo nelle nostre famiglie)… «Ho visto l’editoriale di don Roberto su Proposta, uno, due, tre …». - Allora, posta questa situazione, il Papa vi dice: “Caro prete, devi occupartene, devi stare vicino, devi capire, perché sono Chiesa anche loro”, e visto che sono tanti, non sono un caso singolo, e vanno ad aggiungersi ai problemi che già avete come parroci per lo più senza cappellani, pensate di farcela? «Intanto deve farcela il popolo di Dio, insieme. Il popolo di Dio è un soggetto globale che include anche i pastori, ma non solo. E il prete non può essere l’unico depositario di certe funzioni, probabilmente dobbiamo promuovere anche delle famiglie un po’ missionarie, che possono annunciare il bene che è il matrimonio. Noi più adulti dobbiamo incoraggiare, dando ai giovani il messaggio che il matrimonio non è solo una scelta di fede, ma anche una soluzione di completezza: le vuoi tanto bene? Si? E allora sposala. Insomma dobbiamo avere un atteggiamento più attivo, un’iniziativa di proposta, un accompagnamento che incoraggia. Ma questo non è un’esclusiva del prete. Penso solo al ruolo dei padri… E allora bisogna che gli adulti trovino il coraggio di essere adulti». - Cosa significa? «Significa che non bisogna abusare della retorica del “voi giovani siete la nostra speranza” e chiedersi invece cosa risponderemmo noi se i giovani ci chiedessero: “Voi adulti siete la nostra speranza?”. E da soli si rispondessero: ”Guardando come vivete, lavorate, vi arrabattate, vi sacrificate, perché io dovrei diventare come voi?”. Insomma, aver ucciso i padri ha reso la società più confusa che liquida, e oggi si invocano i padri e le madri, la madre che accolga e il padre che abbia la capacità di far crescere». - Quindi, lei dice che non è solo un problema dei preti… «Il prete ha un ruolo essenziale: c’è l’annuncio e la guida della comunità, ma egli deve suscitare attorno a sé una specie di movimento diciamo pure educativo. Ci vuole anche l’esempio degli adulti per aiutare i giovani a capire che il matrimonio è la scelta piena, oltre ogni ipotesi che poi si logora». Torniamo allora alla realtà dell’anagrafe e dei comportamenti oggi prevalenti tra 9

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Dall’AMORIS LAETITIA di papa Francesco Capitolo IV: L’AMORE NEL MATRIMONIO le giovani coppie. - Don Natalino, e se una coppia si sposa solo in municipio? Il nostro amore quotidiano 90. Nel cosiddetto inno alla carità scritto da San Paolo, riscontriamo alcune caratteristiche del vero amore: «La Chiesa ha sempre riconosciuto il matrimonio come istituto naturale, valore universale che riguarda la verità dell’uo- mo e della donna. Se due si dicono cre- «La carità è paziente, non tiene conto del male ricevuto, denti rimane un problema: perché questa benevola è la carità; non gode dell’ingiustizia, non è invidiosa, ma si rallegra della verità. non si vanta, Tutto scusa, non si gonfia d’orgoglio, tutto crede, non manca di rispetto, tutto spera, non cerca il proprio interesse, tutto sopporta». non si adira, (1 Cor 13, 4-7) Questo si vive e si coltiva nella vita che condividono tutti i giorni gli sposi, tra di loro e scelta la vivi su un binario parallelo rispetto alla fede? Se appartenete in tutto a Gesù, perché lo tenete fuori dalla vostra unione?». - La domanda gliel’ho fatta perché ho brutti ricordi del j’accuse del vescovo di Prato, negli anni Cinquanta, con i loro figli. […] Il mondo delle emozioni che parlò di “pubblici concubini”. «Guardi, se una coppia viene da me e mi dice che per il momento preferisce sposarsi in municipio – e succede - io rispon- 143. Desideri, sentimenti, emozioni, quello che i classici chiamavano “passioni”, occupano do: “Bene, intanto vi sposate, così la un posto importante nel matrimonio. Si generano quando un “altro” si fa presente e si convivenza assume un senso diverso”. manifesta nella propria vita. È proprio di ogni essere vivente tendere verso un’altra realtà, Poi se hai amicizia, paternità pasto- e questa tendenza presenta sempre segni affettivi basilari: il piacere o il dolore, la gioia o la rale, confidenza, puoi invitarli al sa- pena, la tenerezza o il timore. Sono il presupposto dell’attività psicologica più elementare. L’essere umano è un vivente di questa terra e tutto quello che fa è carico di passioni. […] cramento. Ma nessun anatema. Anche perché oggi ci sono condizionamenti che nulla hanno a che fare con la re- 145. Provare un’emozione non è qualcosa di moralmente buono o cattivo per se stesso. Incominciare a provare desiderio o rifiuto non è peccaminoso né riprovevole. Quello che è bene o male è l’atto che uno compie spinto o accompagnato da una passione. Ma se i sentimenti sono alimentati, ricercati e a causa di essi commettiamo cattive altà dell’unione, in particolare tutta la cornice, che alla fine blocca gli sposi». - E questo è un campo su cui lavo- azioni, il male sta nella decisione di alimentarli e negli atti cattivi che ne conseguono. rare? 10 Sulla stessa linea, provare piacere per qualcuno non è di per sé un bene. Se con «Direi di sì, perché c’è una consapevolez- tale piacere io faccio in modo che quella persona diventi mia schiava, il sentimento za nella percezione del valore, e a fronte sarà al servizio del mio egoismo. Credere che siamo buoni solo perché “proviamo dei sentimenti” è un tremendo inganno. Ci sono persone che si sentono capaci di un grande amore solo perché hanno una grande necessità di affetto, però non sono in grado di lottare per la felicità degli altri e vivono rinchiusi nei propri desideri. In tal caso i sentimenti distolgono dai grandi valori e nascondono un egocentrismo che non rende possibile coltivare una vita in famiglia sana e felice. 146. D’altra parte se la passione accompagna l’atto libero, può manifestare la profondità di quella scelta. L’amore matrimoniale porta a fare in modo che tutta la vita emotiva diventi un bene per la famiglia e sia al servizio della vita in comune. La maturità giunge in una famiglia quando la vita emotiva dei suoi membri si trasforma in una sensibilità che non domina né oscura le grandi opzioni e i valori, ma che asseconda la loro libertà, c’è la pressione esterna. Serve un’azione pastorale che, per così dire, liberi i cuori da questa pressione. E anche da questo punto di vista il documento del Papa è un grande dono». - Don Natalino, resta il fatto che, a parte la soddisfazione che lei ha espresso sul settimanale parrocchiale per un anno andato bene, il panorama dei matrimoni in chiesa non è sorge da essa, la arricchisce, la abbellisce e la rende più armoniosa per il bene di tutti. Dio ama la gioia dei suoi figli così confortante, o sbaglio? «Dipende da come lo si guarda. Ricordo mio zio, che da mezzadro era diventato 147. Questo richiede un cammino pedagogico, un processo che comporta delle rinunce: è una convinzione della Chiesa che molte volte è stata rifiutata, come se fosse nemica della felicità umana. Beneettto XVI ha raccolto questo interrogativo con grande chiarezza: «La Chiesa con i suoi comandamenti e divieti non ci rende forse amara la cosa più bella della vita? Non innalza cartelli di divieto proprio là dove la gioia, predisposta per noi dal Creatore, ci offre una felicità che ci fa pregustare un qualcosa del Divino?». Ma egli rispondeva che, seppure non sono mancati nel cristianesimo esagerazioni e ascetismi deviati, l’insegnamento ufficiale della Chiesa, fedele alle Scritture, non ha coltivatore diretto, e che mi diceva che la terra bisogna annusarla per capire cosa ci darà. Devi cercare nel campo i piccoli segni che ti dicano come sarà a primavera. Ecco, il Papa ci aiuta ad annusare la terra, a sentire il futuro che verrà. Se la terra è buona, puoi se- rifiutato l’eros come tale, ma ha dichiarato guerra al suo stravolgimento distruttore, minare. Se non è buona, lascia perdere, poiché la falsa divinizzazione dell’eros […] lo priva della sua dignità, lo disumanizza». qualcosa verrà su. Ma mai disperare». 148. L’educazione dell’emotività e dell’istinto è necessaria e a tal fine è necessario - Insisto: resta il fatto che avrete mol- porsi qualche limite. […] In realtà si può compiere un bel cammino con le passioni, il to di più da fare… che significa orientarle sempre più in un progetto di autodonazione e di piena realizzazione di sé che arricchisce le relazioni interpersonali in seno alla famiglia. Non implica rinunciare ad istanti di intensa gioia, ma assumerli in un intreccio con altri momenti di generosa dedizione, di speranza paziente, di inevitabile stanchezza, di sforzo per un ideale. La vita in famiglia è tutto questo e merita di essere vissuta interamente. «Attenzione: c’è molto di più da fare, è vero, con due differenze di fondo però. Primo: se io fossi un funzionario direi: ci chiede troppo. Ma noi non siamo funzionari e nemmeno padroni del futuro

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delle persone. Siamo innanzitutto dei seminatori e annunciatori. Secondo: siccome la logica è ecclesiale e non sociologica, fin dall’inizio questo deve mettere in moto il “noi” ecclesiale. La capacità del parroco deve essere quella di trasformare la parrocchia in una famiglia di famiglie, moltiplicando così le potenzialità del singolo». Resta un problema: noi parliamo sempre a lettori che vengono abitualmente a Messa, e in qualche modo vivono la parrocchia e la vita cristiana. Ma questo giornale va a tutti, non solo ai fedelissimi. - Don Natalino, a parte che comincia con la parola “amore” di per sé accattivante, la Amoris laetitia può interessare anche chi non viene mai in chiesa? «Secondo me sì. Almeno alcuni capitoli possono essere interessanti perché questo è frutto di un sinodo universale, anche se noi cattolici italiani spesso abbiamo l’illusione che tutto il mondo sia una protesi dell’Italia. Qui si sente vivere tutto il mondo, c’è l’Africa e la Corea, l’America e l’Australia. Il Papa cita vescovi di tutti i continenti, e quelli italiani in modo assolutamente minoritario e ci fa bene. È qua la ricchezza della Chiesa cattolica: vive in uno scambio di doni. Il Papa è uno che fa circolare i doni. E tutti possono imparare qui la ricchezza della Chiesa, vera realtà mondiale». - Un modo diverso per conoscere il mondo? «Se vogliamo, sì. Per esempio qui c’è tutto un capitolo dedicato alla pastorale e al matrimonio nelle diverse età della vita. Gli anziani, per esempio, non sono soltanto quelli che - come si dice banalmente - sono più vicini al capolinea della vita, ma sono una risorsa che può continuare a produrre buoni frutti, proprio nel quadro della famiglia». - Ultima domanda: i1 punto più bello dell’Amoris laetitia, secondo lei? «Il capitolo quarto, quello dedicato all’amore quotidiano nel matrimonio. La prima parte è costruita sull’inno alla carità di San Paolo, che comincia: “la carità è paziente…”, cioè “l’amore è paziente…” (prima lettera ai Corinzi capitolo 13)». Centro Don Orione: nuovi spazi, nuove possibilità Domenica 20 novembre, in coincidenza con la festa della Madonna della Provvidenza celebrata dalla Congregazione di San Luigi Orione, il Centro don Orione di Chirignago ha inaugurato i nuovi spazi e con essi nuove possibilità organizzative ed educative. Si tratta dei lavori di ampliamento, iniziati da circa un anno, i cui costi onerosi vengono sostenuti interamente dell’Ente, e che vanno ad aumentare in metri quadri, ma soprattutto in qualità (è questo l’obiettivo principale), il servizio che viene offerto ai residenti del Centro. Al piano terra sono stati collocati la nuova postazione del Centralino e il servizio di guardaroba, stireria e rammendo; al primo piano invece la Residenza Sanitaria Assistita (R. S. A.), ovvero la comunità nella quale vivono 20 persone con disabilità grave, che in precedenza si trovava al secondo piano. Ora i residenti, insieme al gruppo di lavoro degli operatori, possono beneficiare di 160 metri quadrati di soggiorno, con annessa sala da pranzo, e di nuovi servizi igienici che vanno a integrare l’esistente. Questo nuovo “respiro”, curato nei dettagli architettonici e di arredo, di ambienti luminosi, dà al gruppo dell’RSA la possibilità di vivere in modo sempre meno istituzionalizzato sia le operazioni e le vicende della vita quotidiana, che le attività socio-educative e laboratoriali. Da alcuni anni le persone del nostro Centro sono state suddivise infatti in diverse unità d’offerta -ciascuna con propri operatori, educatori e referenti- che esprimono l’esigenza, di promozione umana prima che normativa, di rispondere ad esigenze specifiche in ordine al livello di autonomia e ai relativi sostegni necessari per realizzare il Progetto di Vita personalizzato. Vi è stato inoltre nel tempo l’adeguamento del personale sia per quanto ri- guarda il numero che le competenze, insieme alla nutrita offerta di percorsi formativi professionalizzanti. La riorganizzazione seguita alla fine dei lavori permetterà di portare a realizzazione piena l’attuale ripartizione di queste comunità più piccole, ciascuna con una propria identità progettuale, con una propria dimensione abitativa e lavorativa. In questo senso il Centro don Orione è ancora altamente impegnato in un processo di crescita culturale ed educativa generale, attraverso il dispiegamento delle risorse possibili, non solo economiche ma anche umane ed organizzative, per l’affermazione della soggettività delle persone con disabilità, per il loro diritto ad essere attivi e compartecipi della realtà, decisori competenti per la loro vita -qualsiasi sia la loro condizione- dentro una reciprocità di situazioni e relazioni con il mondo in cui tutti viviamo. 11

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FOTONOTIZIE 7 giugno - La Cappella musicale Lorenzo Perosi canta, accom- …e di Umberto Saccol di Gazzera per gli uccelli e altri animali. pagnata da un quartetto di ottoni, alla Messa in onore del Beato Con l’inaugurazione della mostra, nella sala Consiglio... Luigi Caburlotto, celebrata in San Marco dal patriarca Moraglia. 12 10 giugno – Chiesa di San Giorgio - Concerto d’organo del ma- … della Municipalità conferenza del prof. Simone Morandiestro Gianluca Libertucci e della Cappella Musicale Lorenzo ni “Leggere e conservare il libro della natura”… Perosi, in collaborazione con “Marzo Organistico” di Noale. 10 settembre – Sala San Giiorgio, mostra “Alla maniera di Fran- …contemporaneamente nella palestra di Casa Nazareth, mostra cesco” organizzata dal Gruppo culturale Luciani in collabora- “Mestre con i treni, i tram e i filobus nei primi 50 anni del secolo zione con Esapolis/ Butterflay Arc di Abano per gli insetti … scorso”, in collaborazione con il Gruppo Fermodellistico Mestrino. SUPERMERCATI Filiale di CHIRIGNAGO Via F.lli Cavanis, 42 30174 CHIRIGNAGO (VE) tel. 041 5440573 Bellin Michele Amministratore immobiliare Amministrazione condomini Consulenze immobiliari Via Marziana, 15 - 30174 - Chirignago VE Cell. 347 0716646 - Fax 041 3963106 E mail: bellin.michele@icloud.com

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Mondo scout: bilancio ricco e qualche novità Con la festa dei passaggi, nel week end dell’8 e 9 ottobre, è iniziato per il gruppo scout di Chirignago il 29°anno di attività. Durante la serata sono stati rivissuti (con foto e scenette) alcuni momenti dei campi estivi che, anche quest’anno, hanno lasciato a tutti molte soddisfazioni e bei ricordi. Il branco, come sempre, ha trascorso le vacanze nella casa parrocchiale di Caracoi Cimai, rinnovatissima quest’anno; il reparto, ha campeggiato per 12 giorni in Val dei Mocheni, il noviziato ha affrontato la faticosa catena del Lagorai mentre il Clan ha esplorato in bicicletta i dintorni del lago di Costanza, ai confini tra Austria, Germania e Svizzera. Il nuovo anno è iniziato all’insegna della tradizione, ma non è mancata qualche novità. Poiché il Clan quest’anno è assai numeroso (ben 30 ragazzi), abbiamo pensato di organizzare le attività in modo che un gruppo di ragazzi, a turno, individui e svolga alcune esperienze significative di servizio, magari legate al territorio. Quanto al noviziato alcune riunioni e uscite saranno svolte assieme ai ragazzi del gruppo dell’Olmo che si trova ad aprire, per la prima volta nella sua storia, un noviziato. Non c’è cosa più bella, per noi, poter contribuire a questo importante passo. Altra novità, o meglio un “ritorno alle origini”, è rappresentata dalla chiusura della squadriglia Leoni, aperta l’anno scorso per garantire ai più di 40 ragazzi del reparto di vivere in prima persona la propria avventura: considerata la diminuzione del numero dei ragazzi iscritti in reparto ci è parso opportuno chiudere la squadriglia per mantenere l’equilibrio tra i ragazzi delle diverse età in ciascuna squadriglia. Nella vita della squadriglia, infatti, anche i numeri contano, visto che si tratta di una piccola comunità dove ciascuno è chiamato a trovare il proprio spazio e mettere le proprie capacità al servizio degli altri. Anche per la comunità capi non sono mancate le novità; nonostante l’assenza di partenti, infatti, abbiamo dato il benvenuto a Gabriele Fontanel che ha già iniziato la sua esperienza di servizio con il noviziato. D’altro canto tuttavia, abbiamo salutato Francesco Busolin e Francesco Giacomin ai quali rivolgiamo, ancora una volta, un sentito ringraziamento per il servizio svolto con instancabile passione. Come ogni anno gli staff hanno subito qualche ritocco in base alle esigenze dei gruppi e anche alle necessità dei capi. Questo il quadro generale: Staff lupetti: Francesco Bona, Alessandra Titta, Giulia De Marchi, Davide Fumato, Andrea Spolaor, 13 Via Trieste, 235 - Chirignago (VE) Tel. 339 1956508 Mail: bartolozziirene@gmail.com N.G.N. COMPANY Ristorazione Automatica e caffè espresso per uffici, aziende e privati via F.lli Cavanis, 22 Chirignago cell. 331 9060124

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assistente Don Andrea. Staff Reparto: Carlo Celegato, Anna Agostini, Tommaso Antoniutti, Elena Busolin, Marika Morello, Enri- co Fontanel (attualmente studia all’este- ro, ma tornerà presto da noi!), assistente Don Roberto. Staff Noviziato: Marco Longo, Marco Spolaor, Giulia Zampie- ri, Gabriele Fontanel, assistente Katia. Staff Clan: Giorgio Longo, Annachiara Bellin, Marco Agostini, Francesca Ce- legato, AnnavalentinaPagnin, assistente Don Andrea. Nel ruolo di capi gruppo restano Sonia e Jacopo. La Comunità Capi (ACG): Ilaria Marzaro e Dario Milan; Settore adulti (ACA): Monica Genovese Bindoli e Sandra Primon Cesare. Presidente del consiglio di AC è stata termine della precedente Assemblea nazionale. Papa Francesco aveva sintetizzato il suo messaggio in tre verbi, cioè tre confermata, per un secondo mandato modi di essere e di agire nel mondo. riennale, Robeta Barbacane Molaro. Primo: rimanere. Ma non rimanere Per l’Azione Cattolica Segretario sarà Moreno Garbin, amministratore Alice Tiengo. (Nelle foto in pagina:sopra, i nuovi consiglieri con il moderatore prof. Bernardo Cesare, sotto i consiglieri chiusi. Rimanere con Gesù, a godere della sua compagnia, per essere suoi annunciatori e testimoni. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù. Secondo: andare. Andare e annuncia- risultati positivi uscenti con il parroco) E mentre si attende il messaggio che papa Francesco darà all’associazione all’Assemblea nazionale del 29 aprile, si guarda il bilancio delle attività re che Dio è Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata: si può vivere da fratelli, portando dentro una speranza che non delude. e un nuovo 14 triennio svolte nel triennio trascorso alla luce del messaggio che Papa Francesco ha dato all’Azione Cattolica Italiana e del mondo il 3 maggio 2014, al Terzo: gioire. Gioire ed esultare sempre nel Signore! – ha detto il Papa, invitandoci tutti a «essere persone che cantano la vita, che cantano la fede. Un triennio di attività alle spalle, per l’Azione Cattolica di Chirignago, e un altro che si è aperto (in attesa dell’Assemblea nazionale del 2017) con l’assemblea parrocchiale del 6 novembre e l’elezione di due rappresentanti ciascuno dei settori ACR, ACG e ACA (ragazzi, giovani e adulti) che formano il nuovo Consiglio Pastorale di Azione Cattolica unitamente al Presidente, al segretario e all’amministratore, oltre al parroco don Roberto e a don Andrea. Questi i nuovi consiglieri: Settore ragazzi (ACR): Riccardo Donolato e Elisa Cesare; Settore giovani Bon Bon Articoli da regalo - Bomboniere - Oggettistica Confezioni Personalizzate Via Miranese n. 321 - 30174 Chirignago (Ve) Tel. / fax 041 917133 P.Iva 02498350277 www.bonbonregali.com Produzione piumini, copripiumini Trapunte e guanciali Piume per imbottiture di Claudia Fabris Favaro Spaccio aziendale Via Miranese, 448 • Chirignago - Venezia Tel. 041 912018 - Fax 041 5441444 www.fabrispiumini.com - info@fabrispiumini.com

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Persone capaci di riconoscere i propri talenti e i propri limiti, che sanno vedere nelle proprie giornate, anche in quelle più buie, i segni della presenza del Signore. Gioire perché il Signore vi ha chiamato ad essere corresponsabili della missione della sua Chiesa. Gioire perché in questo cammino non siete soli». Nei due anni trascorsi la nostra Associazione parrocchiale, come tutte le Associazioni sorelle, ha lavorato sul tema del “rimanere con Gesù” e dell’”andare”. Quest’anno completerà il percorso affrontando il terzo tema, il “gioire”. Naturalmente non si tratta solo di riflettere, ma anche di agire: molte sono state le esperienze concrete fatte dai gruppi. Si sono svolti alcuni servizi particolari di “apertura” verso gli emarginati, i poveri, i sofferenti. Alcuni esempi: - Le visite agli ospiti dell’Istituto don Orione; - Le visite agli ospiti della casa di riposo “Contarini” della Gazzera; - Il servizio mensa presso la mensa dei poveri a Marghera gestita dalla Caritas; - La gestione della raccolta, per tutta la giornata, dei viveri per i poveri (giornata del “Banco alimentare”) presso un supermercato delle nostre zone; - Il supporto alla Caritas della parrocchia nel servizio di raccolta offerte alle porte del cimitero nelle giornate dedicate alla commemorazione dei defunti. - Il servizio baby sitter (ad anni alterni) per i figli delle coppie di sposi che hanno partecipato agli esercizi spirituali organizzati dalla diocesi a Cavallino. A livello parrocchiale, dunque l’attività continua e intanto per il nuovo anno ci attendono due appuntamenti decisivi: l’assemblea elettiva diocesana, il 15 gennaio, e infine, quasi a fine anno, il 30° anniversario dell’Azione Cattolica di Chirignago, il 21 novembre. Roberta Barbacane Presidente Un tesoro di nome Sacro Cuore Il Comitato di Gestione della Scuola dell’Infanzia paritaria “Sacro Cuore” ha una nuova presidente: Daniela Costantini (nella foto). Le abbiamo chiesto di riassumere per El Campanon le linee del suo impegno e lei ci ha scritto questo testo. Un tesoro di nome Sacro Cuore… ...solo questo basterebbe per esprimere tutta l’importanza che questa istituzione, lungimirante opera parrocchiale del 1910, ricopre nel nostro territorio a beneficio di generazioni di famiglie desiderose di dare ai propri figli continuità educativa nei principi di ispirazione cristiana, attraverso la costante presenza delle religiose Figlie di San Giuseppe del Beato L. Caburlotto e laici in sinergica collaborazione. Ed è in tale contesto che, per il nuovo mandato triennale, ho il piacere di far parte di uno staff di esperienza e comprovata capacità professionale dove il benessere dei bambini affidati è al centro di tutto l’operato.  Il mio incarico, a seguire i due fruttuosi di Salvatore De Iaco, trova una realtà sana: gli interventi di miglioria strutturali si sono affiancati al continuo aggiornamento delle insegnanti e dei collaboratori ausiliari. Vorrei inoltre sottolineare che, nell’ambito dell’offerta formativa dei bambi- ni, si ritiene inscindibile il coinvolgimento dei genitori alla vita stessa della scuola e si terranno dunque ferme le buone tradizioni di dialogo e collaborazioni (l’atelier “Cusi e Ciacola”- mercatino di beneficienza – carnevale della parrocchia ...). Saranno ancora numerose le occasioni dedicate ai genitori che vogliano approfondire tematiche di attualità educativa e spirituale. Tante altre quelle di coinvolgente festa.  Auspicando un proficuo cammino insieme, cordialmente  Daniela Costantini Casa Nazareth sempre più aperta al territorio Daniela Vettorelli intervista suor Licia Farinelli Sono trascorsi sei anni da quando don Roberto ha realizzato, nella nostra comunità di Chirignago, un progetto fortemente voluto da suor Licia Farinelli: Casa Nazareth. E sono trascorsi tre anni (13 ottobre 2013) da quando il Patriarca ha inaugurato un nuovo ambiente nella Casa: la “Casa della Tenerezza”. - Suor Licia, ci siamo lasciate tre anni fa con progetti da realizzare… «.. e in questo periodo hanno preso forma due progetti importantissimi per i nostri obiettivi». - Ce ne può parlare a grandi linee? «In questi anni il lungo lavoro con i bambini ha rafforzato in noi il convincimento che il nostro obiettivo primario (partendo sempre dalle regole pedagogiche del nostro fondatore il Beato Luigi Caburlotto) è recuperare i bambini alla 15 DE PIERI CLAUDIO & FIGLI OFFICINA AUTO NUOVO CENTRO REVISIONI Banco prova - freni - precollaudo - Analisi gas di scarico - ABS Marmitte - Ammortizzatori - Ricarica condizionatori Elettrauto - Gommista Via Miranese, 492/F - 30174 - VENEZIA - Tel. 041 913452

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