Alien Explorations

 

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omaggio Wonder Stories –febbraio 1936- “The bipeds of Bjhulhu” di K.Sterling, con un plot remix

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12/12/2016 NON EDIZIONI ALIEN EXPLORATIONS CHIP65C02 http://mia-fantascienza.blogspot.com | Collana JDAB

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✔Note Legalesi. Il webmaster 6502 & Terminetor Magnetico ha costruito un omaggio Wonder Stories –febbraio 1936- in particolare al racconto “The bipeds of Bjhulhu” di K.Sterling, assemblando un plot remix: l’obiettivo del racconto é intrattenere, divertire, incuriosire il lettore. In nessun caso sono collegate al testo o all’autore, le persone, enti, organizzazioni e quant'altro citato direttamente od indirettamente nel testo. È importante tenere presente che ogni riferimento esplicito od implicito a fatti o persone, enti, organizzazioni, eventi, circostanze future o presenti o passate che taluni lettori possono riconoscere od associare è del tutto casuale ed immaginario. L'ebook.pdf è no-profit, l’autore non persegue nessuno scopo di lucro o profitto diffondendo online il materiale assemblato. Il volume è liberamente stampabile in tutto od in parte, è inoltre distribuibile senza alcuna limitazione legale, purché non ne sia alterato il suo contenuto e siano rispettate le condizioni di Copyleft(by-nc-nd) 2 A tale proposito ricordo che questo documento non è un sito d'informazione e nemmeno un risultato di un prodotto editoriale, l'ebook in PDF non contiene immagini di qualità, per cui la resa grafica dovrebbe essere alquanto limitata. L’ebook dovrebbe essere facilmente stampabile ed intuitivamente rilegabile o spillabile in un vero libro già correttamente impaginato. Le immagini non dovrebbero essere coperte da copyright, le ho trovate con google.images e le ho lasciate in RGB e convertite in bianco e nero a 96dpi per complicare la stampa. E’ possibile che altre foto reperite con google.images io le abbia sintetizzate artificialmente mantenendo l’RGB per gli scopi letterari, oppure degradate in scala di grigio. In ogni caso le fotografie restano di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... Non è "garantita al limone" la resa grafica ed il processo di stampa di cui ogni utente ne assume la piena responsabilità. Il webmaster non si assume la responsabilità della completezza dell’informazioni pubblicate, dei problemi, danni di ogni genere che eventualmente possono derivare dall'uso proprio od improprio di tale file, dalla stampa, dall'interazione e/o download di quanto disponibile online. Tutti i marchi, loghi, organizzazioni citati direttamente od indirettamente sono di proprietà dei loro legittimi proprietari bla, bla, bla... tutelati a norma di legge dal diritto nazionale/internazionale, bla, bla, bla... legalmente registrati ecc... sì insomma dai!, non dite che non avete capito!. ✔Testo ottimizzato per una fruizione digitale in PDF ✔Testo ottimizzato per la stampa in fronte retro ✔Testo ottimizzato anche per la stampa “non in fronte retro” “Alien Explorations” stampato 5/1/2017 (v1.01) é in COPYLEFT(BY-NC-ND) ➜http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/ 6502 & Terminetor Magnetico ➜http://mia-fantascienza.blogspot.com

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Indice Prefazione: omaggio a Wonder Stories –febbraio- 1936…………..... pag. 4 Capitolo 1-Alien Explorations (parte I) ……..………….……. pag. 6 Capitolo 1-Alien Explorations (parte II) ….…….……….….. pag. 11 3

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Prefazione: omaggio a Wonder Stories, febbraio 1936 Questo ebook vuole essere un omaggio alla rivista Wonder Stories, febbraio 1936 in particolare al racconto “The Bipeds of Bjhulhu” di A.L.Burkholder 4 Il plot originario è così sintetizzabile: una nave spaziale giunge in un sistema solare inesplorato, gli esploratori siderali (di cui l’autore non dice niente) studiano in segreto una cultura aliena che é in uno stato ancora primitivo. Gli esploratori spaziali, definiranno gli alieni autoctoni del terzo pianeta del sistema solare: i bipedi di Bjhulhu (il genere umano). Saranno trasmessi e poi iniettati pensieri evolutivi nei bipedi alieni, inducendo loro l'invenzione d’utensili, l’uso del fuoco, la costruzione di un linguaggio per esprimere emozioni e tramandare la conoscenza, ecc... Gli esploratori spaziali resteranno per un tempo lunghissimo scienziati e silenziose sentinelle, occultati dentro un grande asteroide (la Luna) in orbita intorno al terzo pianeta. Dopo un tempo immemore, gli esploratori spaziali decideranno di mostrarsi, trasmettendo nelle menti dei bipedi di Bjhulhu, la vera storia dell’evoluzione semi-creazionista. Gli alieni di Bjhilhu rifiuteranno tale verità, costruiranno un disco volante, per attaccare gli esploratori spaziali, costringendo questi a difendersi,

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loro malgrado. La considerazione finale degli esploratori-scienziatisentinelle spaziali sarà che sarebbe stato meglio se non si fossero mai rivelati ai bipedi di Bjhulhu, dato che questi a causa della loro endemica violenza, s’erano ormai avviati in una rapida involuzione socio-economico-tecnologica. Come il lettore potrà scoprire, la suggestione dell’esistenza di viaggiatori siderali, silenziosi, che studiano il genere umano è un elemento ancora presente nel racconto, che però ha una fabula assai diversa. 5 La trama dell’ebook é da considerarsi anche un SEQUEL di altri racconti della collana JDAB, al fine di disegnare un quadro più complesso, di quanto un solo racconto, possa proporre. Questo ebook fa parte della collana JDAB-Joint Direct Attack Book, una serie di testi in PDF, composti da remix, porting in multitrama, remake, di tutti quei racconti di “Amazing Stories & Wonder Stories & IF worlds of science fiction” che sono meritevoli di una moderna rivisitazione SciFi, a mio gusto personale!. Saluti e buona lettura! Chip65C02

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Capitolo 1-Alien Explorations (parte I) 6 Ig-neseiau era ai comandi del wannabau, questa era una navetta di cabotaggio tecnologicamente un po’ obsoleta, veniva usata per esplorare i pianeti non abitati, oppure era un mezzo adeguato per esplorazioni sui pianeti con esseri viventi intelligenti, solo se questi ancora non avevano esplorato lo spazio. A calendario terrestre era il 1952, i terrestri non avevano ancora conquistato lo spazio, anche se provavano a fare qualche esperimento, lanciando qualche missile residuato di guerra con una primitiva propulsione chimica. E’ per questo che i due membri d’equipaggio salpati da Marte appena 12 ore fà, avevano preso il wannabau e non altri mezzi, la navetta di cabotaggio era ancora ritenuta un buon mezzo, per percorrere il tragitto Marte↔Terra. Il veicolo spaziale s’avviava ad eseguire un rientro balistico semiautomatico in atmosfera terrestre, Ig-neseiau controllò che fosse attivo lo scudo plasmatico che avrebbe sterilizzato gli effetti negativi della frizione con l’atmosfera terrestre. I motori ionici erano stati spenti dal computer, i due reattori a fissione nucleare adesso producevano molto plasma e questo veniva espulso lungo tutta la struttura esterna della navetta spaziale, mentre un forte campo magnetico indotto sulla carlinga esterna, tratteneva il plasma, evitando che si disperdesse, al fine di

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generare una spessa e rovente coperta energetica, che ricopriva e proteggeva tutta l’astronave!. La temperatura del plasma dello scudo termico era molto oltre la massima temperatura che si sarebbe sviluppata a causa della frizione con l’atmosfera terrestre nel rientro balistico, talché il contatto con l’atmosfera avrebbe avuto un saldo energetico negativo sullo scudo termico: ossia avrebbe raffreddato lo stato plasmatico intorno alla navetta, invece di surriscaldarlo!. Inoltre avrebbe mascherato l’entrata in atmosfera del mezzo spaziale, facendolo rassomigliare ad un bolide in alta atmosfera, piuttosto che ad un’astronave dotata di moto proprio. 7 Quando la quota lo permise perché la densità dell’atmosfera era tale da poter generare portanza, Ig-neseiau seguì i suggerimenti del computer e spense l’emissione di plasma protettivo, in poco tempo il flusso d’aria gelida che correva veloce lungo le fiancate dell’astronave raffreddò le paratie esterne. Le eliche intubate uscirono fuori e furono alimentate elettricamente dai reattori nucleari. In poco tempo il disco volante guadagnò un facile controllo di volo, quindi Ig-neseiau effettuò un silenzioso atterraggio verticale, in una foresta ai bordi di un fiume, molto distante da ogni centro abitato. Contemporaneamente il super costellation del volo KLM n°864 in volo sul nord America ebbe a segnalare per radio, l’avvistamento di un UFO. Una meteora molto veloce di colore rosso era apparsa all’improvviso nel cielo notturno, poi il colore dell’oggetto divenne arancione. I piloti del volo KLM n°864 rimasero sorpresi quando ebbero a scorgere un drastico cambiamento di rotta del bolide. La presunta meteora ebbe a fare una manovra ad angolo retto verso nord-ovest, quindi effettuò una picchiata quasi verticale di nuovo ad

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angolo retto, sparendo tra le nuvole sopra il fiume Fraser nel NordOvest del Canada. Nessun bolide o meteorite in caduta libera avrebbe potuto comportarsi così, disegnando una traiettoria a gradini, con angoli retti. A dire dei due piloti svedesi, l’UFO aveva dimostrato una manovrabilità e quindi un’intelligenza aliena!. L’UFO era sia al di fuori delle leggi della natura, quanto al di fuori delle possibilità tecnologiche umane del tempo. Era il 1952 ormai da tempo nel nord America un po’ tutti dicevano di vedere Flying saucer, il controllore aereo di Vancouver diede un laconico ricevuto, circa il rapporto orale dei piloti della KLM. Anche lui dal monitor del radar aveva visto la meteora fare due evoluzioni ad angolo retto, quindi l’operatore radar si limitò a segnalare l’avvistamento all’Area Controller, il quale avrebbe giudicato se riferire o meno, l’evento al comando aereo dell’USAF ad Omaha nel Nebraska. ______________ 8 Ig-neseiau si sganciò le cinture, il posto di pilotaggio era collocato ad ore 9 nell’angusto vano circolare del wannabau, interamente tappezzato da morbidi cuscini alle pareti. Tutti i pannelli di controllo del mezzo erano in stato di luce verde, al fianco di Ig-neseiau ad ore 12 c’era Ig-nestia la giovane ricercatrice ancora legata all’avvolgente sedile. Il terzo sedile alla sinistra di Ig-neseiau, posto ad ore 6 nel piccolo abitacolo, era vuoto: il peso mancante di un terzo membro d’equipaggio nell’esplorazione, avrebbe permesso la raccolta di una maggiore quantità di campioni terrestri. Ig-nestia non era mai stata sulla Terra, era la prima volta che ci metteva piede, anche se non disse niente, dal volto della giovane si vedeva che la maggiore gravità terrestre la metteva a disagio. In effetti rispetto a Marte, la gravità sulla Terra era assai più greve, ma poteva essere facilmente tollerata senza problemi. Ig-neseiau disse –Vado a raccogliere campioni, resta in allerta nell’abitacolo. Se dovessero comparire alieni… avvertimi!, rientrerò rapidamente interrompendo la nostra missione!. I terrestri sono

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spesso violenti e spietati, sanno essere assai inospitali; sono in perenne guerra tra loro, il rischio che noi si sia coinvolti nelle loro stupide beghe locali è reale. Inoltre, sono sempre all’avida ricerca di tecnologia, per costruire armi con cui farsi la guerra!- La giovane annuì in silenzio, i due si scambiarono di posto, mentre Ig-neseiau indossò la rossa tuta di protezione che gli garantiva una transizione di fase, poi mise il casco bianco, per restare in contatto con la navetta ed evitare che qualcosa potesse ferirlo oppure contaminarlo, durante la missione esplorativa sul pianeta Terra. 9 Era notte, Ig-neseiau uscì dall’astronave, sarebbe tornato alle prime luci dell’alba. ___________ -Santa merda!- fu l’espressione che ebbe a dire la giubba rossa Samuel Windlesham mentre era a cavallo di buon mattino, per recarsi verso un rifugio lungo il fiume Fraser, per un controllo anti bracconaggio. Una figura umana dalla corporatura esile, con un casco bianco, con una tuta rossa e nera, all’improvviso era comparsa tra due alberi, poco vicino al sentiero battuto. La misteriosa entità rimase ferma e silenziosa, come se volesse farsi vedere ma non avesse intenzione d’interagire con la giubba rossa. Windlesham fermò il cavallo, il quale obbedì e non dette segni di nervosismo; la giubba rossa e l’entità misteriosa si scrutarono per

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qualche attimo: due o tre secondi, poi l’entità scomparve istantaneamente, così com’era apparsa!. Windlesham scese da cavallo, impugnò la sua pistola d’ordinanza e con cautela si recò ove ebbe a scorgere la misteriosa entità. Sul terreno c’era in effetti del terreno smosso, la terra era soffice s’intravedevano due piccole orme di scarpe, di circa un 37. Attorno a lui non c’era anima viva, si sentiva scrosciare lontano il fiume Fraser, per tutta la foresta c’era il tradizionale silenzio, tipico delle foreste canadesi di quel periodo. 10 Windlesham ripose l’arma nella fondina, bevve un sorso d’acqua dalla borraccia, risalì a cavallo e disse ad alta voce, rivolgendosi al suo destriero –Fulmine, fai finta di non aver visto niente!- La giubba rossa pensò che nessuno avrebbe mai creduto ad una storia così folle; Windlesham non aveva prove per supportare il suo racconto, era senza testimoni, se avesse raccontata la sua storia in ufficio, si sarebbe certamente messo in cattiva luce con i colleghi.

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Capitolo 2-Alien Explorations (parte II) 11 Non c’era molto da fare al posto di guardia S3 dell’area 51 nel Nevada, fuori dal posto di guardia c’era +38°C e non si vedeva nemmeno un coyote che gironzolasse per la piana, che iniziava ad essere bruciata dal forte sole mattutino del Nevada. Joice Maxwell sedeva sulla sua sedia, aveva allungato il suo tablet al suo superiore in comando Barton Wiley, per avere un parere artistico sul file in PDF che conteneva il racconto –Alien Explorations-. Il file era una breve storia di fantascienza su due alieni che a bordo di un disco Wannabau, atterravano di nascosto nel Canada del nord, per svolgere una ricognizione sulla Terra. -Scrivi di fantascienza?!- chiese Wiley in modo ironico. -Sì!- rispose Maxwell che in cuor suo s’era già pentito d’aver mostrato il suo racconto al collega, appena aveva sentito il tono della domanda. -Non sei un po’ troppo grande per queste stronzate?!- chiese Wiley. -E’ divertente e ci faccio un po’ di dollari, mi ci pago le munizioni per andare al poligono a sparare con la mia Smith & Wesson 686disse a mezza bocca Maxwell, mentre teneva lo sguardo fisso sui monitor del posto di guardia, per evitare il volto del collega. -Ah! ecco… adesso ho capito!- disse Wiley, che rise grasso di una risata sarcastica, quindi aggiunse –Non saprei che dirti Maxwell…

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questo plasma che circonda la navetta aliena… Come diavolo fa il mezzo alieno a non bruciare?! E poi cosa vengono a fare sulla Terra gli alieni, se già se ne stanno rintanati sulla loro base di Marte?! E poi dove sono i raggi protonici e le pistole fotoniche per attaccare l’aereo della KLM?!- -Ha detto Ezezel che il mezzo alieno è tappezzato di policeramica supermassiva e poi loro vengono sulla Terra perché collezionano virus e batteri. Gli servono perché li modificano geneticamente, per usarli nella loro base marziana, per cicli biologici negli apparati di sussistenza!. Niente guerra di mondi, gli alieni sono pacifici!rispose Joice Maxwell che aggiunse – questa sarebbe la trama del racconto che ho ancora da finire di scrivere- 12 Wiley guardò il collega Maxwell, come fosse stato il povero scemo del villaggio, che ubriaco gareggiava alla gara di rutti del paese!. Il superiore Wiley disse –Nel tuo racconto non ci sono invasioni aliene, non ci sono esplosioni atomiche, non ci sono mostri sanguinari, non ci sono morti squartati, non ci sono viaggi nel tempo, insomma… che diavolo di fantascienza è mai questa?! E poi… il personaggio principale del tuo racconto si chiama Ig-neseiau chi diavolo sarebbe questo Ezezel?!- Maxwell riprese il tablet un po’ indispettivo, lo spense e poi rispose seccamente –Ho capito!, riscriverò il racconto di fantascienza, mettendoci più azione!-

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