Qui filatelia 84

 

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FILATELIA 84 la rivista di filatelia della Federazione fra le Società Filateliche Italiane un lotto della prossima asta Zanaria del 1° ottobre 2016 � Cento gemme della filatelia italiana � Milanofil 2016 � I francobolli prioritari � Storie di commemorativi � Nazionali, campionato cadetti e giovanile, seminari APRILE-GIUGNO 2016 Poste Italiane SpA, sped. in abbonamento postale, D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, c. 1 –CN/RN. Contiene I.P. In caso di mancato recapito reinviare al CPO di Rimini per la restituzione al mittente, che corrisponderà il diritto fisso.

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Sardegna Sardegna - 5c. verde mirto striscia di sei a seggiola (la massima nota) più coppia verticale con 40c. vermiglio e 20c. celeste. Eccezionale tricolore annullata con “TORINO*CONSEGNE* 21 Mar 57”, accompagnato sul frontespizio dal P. D. e dallo stampatello diritto su 2 righe “TORINO ASSICURATO” tutti impressi nel medesimo colore azzurro. I francobolli sono tutti perfetti (Sassone n. 13A + 15f + 16a) e la raccomandata, di piccolo formato, corrisponde al primo porto diretto nello Stato Pontificio. Zanaria Aste è lieta di annunciare che la prossima asta filatelica si terrà a Milano il 1° ottobre 2016. Il materiale proposto spazierà dagli Antichi Stati Italiani, con grandi rarità classiche, al Regno d’Italia, all’intera Area Italiana, per finire con materiale estero in particolare diversi pezzi museali di Gran Bretagna e un’ottima selezione di importanti collezioni e lotti voluminosi. Contattateci per richiedere il catalogo che sarà inviato gratuitamente e per mettere in vendita il vostro materiale. Zanaria Aste: provate a batterci. Via Santa Margherita, 6 - 20121 - Milano - tel. 02 805 24 27 - fax 02 805 11 86 www.zanaria.com - aste@zanaria.com

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Qui Filatelia è la rivista della Federazione fra le Società Filateliche Italiane Anno XXII n. 84 aprile-giugno 2016 Direttore responsabile Piero Macrelli Direttore Bruno Crevato-Selvaggi Reg. Trib. Crema 47/63, 15.2.1984 Stampa La Pieve Poligrafica Editore, Villa Verrucchio RN Tiratura 5.000 copie Registro nazionale della stampa numero d’iscrizione 06385 codice d’impresa 08328 Direzione e redazione cp 45, 30126 Lido di Venezia tel. 04.15.26.76.17 bruno.crevatoselvaggi@tin.it Spedizione in abb. post. comma 27 art. 2 legge 549/95, Bologna CMP tassa riscossa - taxe perçue La collaborazione a Qui Filatelia avviene su invito della direzione ed è gratuita. Gli articoli firmati impegnano solo gli estensori. Il materiale inviato non si restituisce. È permessa la riproduzione dei testi citando la fonte. Abbonamenti. € 18 per i non soci di società federate; € 7 per i soci di società federate. Questi possono abbonarsi a tariffa ridotta solo tramite la propria società. Non verrà dato corso ad abbonamenti inviati direttamente. Arretrati. € 4 l’uno per i soci di società federate (solo per richieste tramite le federate); € 6 non soci. Aggiungere € 2 per le spese postali. Richieste solo a Fsfi, Cp 227, 47921 Rimini. Inserzionisti Issp p. 32 Landmans 3ª cop. Poste Italiane 36, 4ª cop. Veronafil 54 Zanaria 2ª cop., 27, 28, 29, 30 84, giugno 2016 Indice 5 La lettera del Presidente Piero Macrelli 6 Cento gemme della filatelia 10 Storie di commemorativi 5 Giovanni Micheli e Gianfranco Poggi 12 I francobolli prioritari 4 Luciano Cipriani 15 Milanofil 2016 20 Dall’Italia e dal mondo 22 Le edizioni della Federazione e non solo 23 Vasto e Bologna 2 5 Venticinque anni di pacchi postali 1888-1914. 6 Emanuele Gabbini 3 5 Le nuove emissioni 4 0 Seminario a Lavagna 4 1 Biblioteca Bruno Crevato-Selvaggi 43 Il 18° Campionato cadetti 47 Il 2° Campionato di filatelia giovanile 49 Le internazionali 49 Cronache Michele Caso 51 Calendario Nicolino Parlapiano In copertina. Sardegna - 5 c. verde mirto striscia di sei a seggiola (la massima nota) più coppia verticale con 40 c. vermiglio e 20 c. celeste. Eccezionale tricolore annullata con “TORINO*CONSEGNE* 21 Mar 57”, accompagnato sul frontespizio dal P.D. e dallo stampatello diritto su 2 righe “TORINO ASSICURATO” tutti impressi nel medesimo colore azzurro. I francobolli sono tutti perfetti (Sassone n. 13A + 15f + 16a) e la raccomandata, di piccolo formato, corrisponde al primo porto diretto nello Stato Pontificio. 3

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FEDERAZIONE FRA LE SOCIETÀ FILATELICHE ITALIANE fondata nel 1919 - aderente alla FIP, Fédération internationale de philatélie via Mentana 19, cp 227, 47921 Rimini. Tel. e fax 05.41.28.420, info@fsfi.it. CF 80185410158, p. IVA 02406810404. IBAN: IT65I0628524202CC0028813509, Cassa di risparmio di Rimini, agenzia Corso d’Augusto, Rimini. Dall’estero: BIC CRRNIT2R. CCP 16401473 intestato a: Federazione fra le Società Filateliche Italiane. Sito internet: www.fsfi.it. Consiglio direttivo Presidente Piero Macrelli, cp 227, 47921 Rimini RN, tel-fax 05.41.28. 420, pmacrelli@adhoc.net. Vicepresidente Bruno Crevato-Selvaggi, cp 45, 30126 Lido di Venezia, tel. 0415267617, bruno.crevatoselvaggi@tin.it. Consiglieri Michele Caso, Cp 14257, 00149 Roma Trullo RM, 33.55.88.28.42, michele. caso@gmail.com. Paolo Guglielminetti, Cp 5104 00153 Roma Ostiense, 33.36. 08.68.93, pgugli@yahoo.com. Luca Lavagnino, casella postale 67 12016 Peveragno CN, 01.71.38.30.17, 347.467.41.32, luca.lavagnino@alice.it. Gian Franco Mazzucco, via San Benigno 8, 10036 Settimo Torinese TO, 011.800.01.00, 33.93.71.26.5,1 fax 011.831.31.100, gianfrancomazzucco1@alice.it. Giancarlo Morolli, 2ª strada 12 San Felice, 20090 Segrate MI, 02.75.32. 802, fax 02.91.97.58.64, giancarlo. morolli@fastwebnet.it. Nicolino Parlapiano, viale Principe di Napoli 103, 82100 Benevento, 33.93. 09.71.58, nicolino.parlapiano@alice.it. Giulio Perricone, via Brigata Verona 6, 90144 Palermo, 09.16.79.03.34, 335.739.05.54 temmy@libero.it. Collegio dei probiviri Franco Fanci, Emanuele Gabbini, Emilio Simonazzi. Revisori dei conti Corrado Bianchi, Roberto Leoni, Giovanni Licata. Delegati nazionali internazionali Aerofilatelia internazionale Fiorenzo Longhi, via alla Masseria 12, 28832 Belgirate VB, 03.22.74.62, fax 03.22.29.27.12, longhif@tin.it. Nazionale: Flavio Riccitelli, via Lorenteggio 53A, 20146 Milano, 02.42.36.561, 34.05.19.28.75, flavio.riccitelli@ fastwebnet.it. Vice: Eligio Di Mento. Astrofilatelia Umberto Cavallaro, via dei Platani 6/5, 10090 Villarbasse TO, t-f 01.19.52.004, 34. 83.30.33.02, ucavallaro@asitaf.it. Fiscali Michele Caso. Filatelia giovanile Luciano Calenda, Cp 17037 Grottarossa, 00189 Roma, 06.30.36.66.71, 33.34.63.12.61, lcalenda@yahoo.it. Filatelia tematica internazionale: Paolo Guglielminetti. Nazionale: Luciano Calenda. Letteratura Bruno Crevato-Selvaggi. Maximafilia Gianfranco Poggi, via Carradori 17, 40026 Imola BO, 05.42. 31.855, gianfrancopoggi@alice.it. Filatelia tradizionale internazionale Bruno Crevato-Selvaggi. Nazionale Nicolino Parlapiano. Interofilia Flavio Pini, via Mercato 45, 26013 Crema, 03.73.28.90.05, flaviopini@libero.it. Prevenzione falsi Giacomo Bottacchi, via Bronzetti 21, 20129 Milano, 33.97. 30.93.12, gbstamps@iol.it. Storia postale internazionale Mario Mentaschi, via Roma 16, 16100 Vicenza, mario.mentaschi@fastwebnet.it. Nazionale Andrea Mori, via M. Buniva 6, 10124 Torino, 01.11.99.17.836, 34. 68.77.26.53, andrea.mori@unito.it. Classe aperta Marco Occhipinti, p. Giuliani dalmati 14, 00143 Roma, 33.87.50.57.57, marco@mondochat.it. Alpe-Adria Alessandro Agostosi, Cp 735, 35100 Padova, 04.97.50.628, sandroag@alice.it. Affari internaz. Giancarlo Morolli. Vice: Claudio E. Manzati, via Pascarella 5, 20157 Milano, 02.35.54.849, 34.80.71.63.01, c.manzati@virgilio.it. Informatica, internet Marco Occhipinti (pres.), Giancarlo Morolli, Fiorenzo Azzoni, Sergio Castaldo. Manifestazioni e giurie Luca Lavagnino. Scuola Mariagrazia De Ros, via Monte Popera 12, 30030 Favaro Veneto VE, 04.16.32.675, ivukd@tin.it. Delegati regionali (in rinnovo) Piemonte e Valle d’Aosta Ivano Faccio, via Dante Alighieri 84/a, 13836 Cossato BI, 01.59.22.352, 33.55.27.88.50, ivano.faccio@libero.it. Liguria Gino Maglio, via Garibaldi 14/2, 17028 Spotorno SV, 01.97. 46.249, 33.36.60.74.96. Lombardia Corrado Bianchi, via G. Rossini 10/E, 234027 Nembro BG, tel-fax 03.55.2.2212, 33.56.71.75.44, uafl2003@yahoo.it. Veneto e Trentino-Alto Adige Giuseppe Badin, via Matteotti 16, 30030 Cazzago di Pianiga VE, 33.95. 94.01.70, fax 04.14.12.901, gabrielemigliorini@alice.it. Friuli-Venezia Giulia Gabriele Gastaldo, piazza San Marco 8, 33010 Cassacco UD, 04.32.88.00.57, 32.00. 53.60.72, gabrigastaldo@gmail.com. Vice Bruno Tramontin (bassa, Isontino, Giulia) e Sante Gardiman (destra T). Emilia-Romagna dimissionario. Toscana Saverio Bocelli, via Totina 15, 56023 Navacchio PI, 05.07.72.565, casabocelli@inwind.it. Marche Giorgio Baccheschi, via Contramine 20, 61100 Pesaro, 07.21.32. 190, 34.74.83.24.38, fax 07.21.65.777, baccheschilibero.it. Umbria Giovanni Mazzoni, via Gran Sasso 15, 06034 Foligno PG, 32. 97.82.98.27, mazzon35@gmail.com. Lazio Sergio Cabras, viale Camillo Sabatini 150/D, 00144 Roma, 06.52.02.362, 39.31.67.61.80, sergio. cabras@fastwebnet.it. Abruzzo e Molise Emidio D’Ilario, via Leopardi 13, 64026 Roseto degli Abruzzi TE, 08.58.99.92.94, 32. 03.75.84.12, dilarioemidio@libero.it. Campania Sergio Mendikovic, piazza Trivio 9, 84081 Baronissi SA 33.89.68.36.48, sergio.mendikovic@ poste.it. Puglia e Basilicata Maria D. Talenti, via Conversano 94, 70044 Polignano a Mare BA; 08.04.24.79.05, 32.00.66.01.85, talentimariadomenica@libero.it. Calabria Francesco De Simone, via Rotondo 21, 88834 Castelsilano KR, 34.75.54.55.93, francesco. de.simxent@alice.it. Sicilia Aldo Bonfanti, contrada Santa Venera 270, 91025 Marsala TP, t-f 09.23.98.99.24, 34.85.62.73.47. Sardegna Salvatore Picconi, via Morandi 42, 07041 Alghero SS, 34.92.56.78.40, s.picconi@alice.it. Biblioteca Istituto di studi storici postali 4 Qui Filatelia

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La lettera del Presidente di Piero Macrelli Al ministero. Luciano Calenda delegato giovanile. Italiafil a Bologna. Seminario giurati. Qui Filatelia. C’è stato un cambiamento ai vertici del ministero per lo sviluppo economico: il ministro si è dimesso. Al momento in cui scrivo non è ancora stato nominato un nuovo titolare del dicastero, retto ad interim dal presidente del consiglio. Nel frattempo Antonello Giacomelli, sottosegretario alle comunicazioni, sta convocando la grande conferenza programmatica sulla filatelia che aveva annunciato da tempo. Ne siamo lieti, soprattutto se l’ordine del giorno sarà veramente propositivo e si potrà veramente discutere di nuove proposte. Comunque è troppo presto, ora, presentarne progetto ed esiti: lo faremo nel prossimo numero, con un ampio commento. Il Consiglio federale ha nominato il nuovo delegato alla filatelia giovanile. È Luciano Calenda, che assomma questo impegno all’altro di delegato nazionale per la tematica. Sta già lavorando. Auguri di buon lavoro! La delegazione di filatelia giovanile si occupa di uno degli aspetti strategici della Federazione e lavora parallelamente alla delegazione per la filatelia nella scuola, validissimamente retta da Mariagrazia De Ros, che sta riprendendo la sua attività; anche a lei vadano i migliori auguri miei e della Federazione. Strategica, persino ozioso il dirlo, perché investe il futuro del collezionismo e della filatelia in Italia. Una delle attività in cui crediamo, e che infatti riparte a breve, è il Campionato italiano di filatelia giovanile: già in questo numero troverete regolamento e scheda d’iscrizione. Si terrà a Milanofil 2017, e quindi i giovani e le scuole che vorranno partecipare sanno che il traguardo è marzo del prossimo anno. Per i filatelisti adulti vi sono diversi appuntamenti. Vasto è ormai una tradizione di grande affidamento, mentre l’appuntamento autunnale di Italiafil organizzata da Poste Italiane sarà quest’anno a Bologna. Si era ventilata, ma poi è caduta, l’ipotesi di Ancona. Lo spostamento a Bologna porta la manifestazione nel baricentro d’Italia, snodo di ogni linea ferroviaria principale. Ne sono certo, ci saremo tutti! Nelle due località, naturalmente, ci saranno due esposizioni nazionali. 84, giugno 2016 Esposizioni nazionali significa anche giurie, un tema importante e delicato. Per questo motivo la Federazione organizza periodicamente seminari di formazione e aggiornamento per giurati. Lavagna GE sarà un appuntamento importante non solo per l’amenità del luogo e il buon cibo, ma anche per il prossimo seminario. In questo numero di Qui Filatelia si conclude l’ampio studio di Emanuele Gabbini sui pacchi postali, che abbiamo sempre inserito nelle pagine centrali in modo che si possa staccare e conservare insieme (anche in questo numero, se staccate l’inserto di offerte Zanaria) e il numero scorso era terminata l’ampia introduzione alla filatelia tematica di Luciano Calenda, che si era sviluppata in ben 11 puntate. Sono le caratteristiche della rivista, che si rivolge ai filatelisti di ogni genere e alle società federate. Quindi sono importanti il calendario e la cronaca delle manifestazioni perché presentano la vita federale in corso e da svolgersi; sono importanti i regolamenti e le schede delle varie manifestazioni perché molti sono i filatelisti che partecipano alle esposizioni, uno dei cardini della vita federale. E poi sono importanti gli articoli, che devono essere di vario livello per soddisfare tutti i gusti e le aspettative, devono trattare di argomenti vari perché la Federazione si interessa in ugual misura di tutte le attività e le specializzazioni della filatelia e possono essere scritti di una puntata, o ampie presentazioni in diverse parti. Ringrazio Calenda e Gabbini per il loro impegnativo lavoro, durato così tante puntate, su argomenti fra loro molto diversi ma altrettanto interessanti e che, abbiamo avuto riscontri, hanno suscitato ampio interesse nei lettori; ringrazio anche Cipriani, il cui studio a puntate di filatelia contemporanea (che spero potrà essere, come gli altri, spunto per nuove collezioni) è ancora in corso e proseguirà. E nel prossimo numero ci sarà la partenza di nuove proposte, che spero interesseranno ugualmente i lettori. Nel frattempo, come potete vedere, ci siamo assestati con la periodicità e le date d’uscita: lo scorso numero vi era arrivato a febbraio, questo vi arriva a maggio e il prossimo sarà nelle vostre mani a settembre. Piero Macrelli 5

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Cento gemme della filatelia italiana: o almeno una selezione. Dalla mostra al Quirinale. Altre nei prossimi numeri. Una delle tre sezioni della grande mostra che si è tenuta in ottobre al Quirinale era Cento gemme della filatelia italiana: una selezione di cento rarità, classiche o moderne, d’Italia, colonie e occupazioni. Ognuna era presentata con una breve scheda descrittiva. In queste pagine (e nei prossimi numeri) ne presenteremo alcune, con i propri numeri. D. L’età napoleonica in Italia. Diversi Stati mantenevano propri uffici postali nelle capitali di altri Stati, con cui avevano flussi postali costanti e di grande entità. Così Milano aveva un proprio ufficio postale a Roma, capitale pontificia; i cittadini lì residenti affidavano al proprio ufficio nazionale le corrispondenze per la patria. 6 febbraio 1802, età napoleonica. Lettera dall’ufficio della Repubblica cisalpina in Roma, per Milano. Il bollo repubblica cisalpina / posta di roma con il berretto frigio, qui impresso nitidissimamente, è noto solo in pochissimi esemplari. Federico Borromeo d’Adda 10. Ducato di Parma. Il foglio con il tête-bêche. I francobolli di Parma venivano stampati in fogli di quattro gruppi di venti esemplari. In qualche raro caso, durante la composizione tipografica del foglio, il cliché di un esemplare venne inserito capovolto: in questo modo possono esistere coppie di francobolli, orizzontali o verticali, in cui uno è capovolto rispetto all’altro. Si tratta di una delle «varietà» più affascinanti della filatelia 6 classica, universalmente chiamata con il nome francese di tête-bêche. Nella prima emissione di Parma, questa varietà è nota per il 15 centesimi. Si conoscono solo cinque coppie orizzontali, usate o su lettera e una sola verticale su lettera più un esemplare invertito nuovo su foglio quasi integro. Questo documento assomma quindi all’importanza ed alla rarità del foglio quasi integro quelle della varietà tête-bêche: si veda il primo francobollo a sinistra della terza riga dal basso. Alberto Barcella Qui Filatelia

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18. Regno delle Due Sicilie. Il Napoletano. L’affrancatura più alta. Le Due Sicilie erano un unico regno – retto dalla dinastia dei Borbone di Napoli – ma l’amministrazione postale era separata nei domini continentali e in Sicilia. La valuta era il ducato diviso in grana. Il Napoletano comprendeva il Mezzo- giorno d’Italia. I francobolli vi vennero introdotti il 1° gennaio 1858: una serie di sette valori dai colori simili con simboli dinastici e stemmi statali, con valori in grana. 2 aprile 1859. Lettera da Napoli diretta a Marsiglia con i vapori postali francesi, affrancata con 377 grana, ottenuti con una striscia di tre e una di quattro del 50 grana, e tre francobolli da 20, 5 e 1 grana. È la più alta affrancatura conosciuta di Napoli. Alberto Barcella 61. Gli annulli speciali. Ogni ufficio postale era dotato di propri timbri specifici, che rilasciavano impronte solitamente circolari o lineari, con il nome dell’ufficio e/o indicazioni di servizio. Dal 1871 cominciarono ad essere aperti uffici postali speciali, a carat- tere temporaneo, nell’ambito di manifestazioni, esposizioni o eventi. In qualche caso furono aperti anche un solo giorno. Le impronte dei loro bolli sono rare. La sera del 2 marzo del 1905 si tenne il tradizionale veglione della stampa romana, al Teatro Argentina. Il tema era “Roma porto di mare”, e il teatro fu allestito come scalo marittimo. Fra i premiati per le migliori maschere, un gruppo di bagnanti in stile Floreale ed una mascherata sulla guerra russo-giapponese. Il bollo dell’ufficio postale temporaneo ivi allestito è conosciuto in un’unica copia, questa (fronte e retro alla base di questa pagina) Paolo Guglielminetti 65. Il saggio della cartolina pubblicitaria. Dopo diverse iniziative dell’Ottocento, nel primo dopoguerra le Poste ripresero ad offrire la possibilità d’inserire inserzioni pubblicitarie nei propri oggetti postali: francobolli, buste, cartoline, annulli. E ciò, sia affidandone la gestione alla Croce Rossa, sia gestendola in proprio. Uno degli oggetti più sfruttati fu la cartolina postale, grazie all’ampio spazio che offriva: le cartoline venivano stampate con tasselli con inserzioni a sinistra, nelle quantità concordate con il committente. Furono realizzate anche alcune prove – o saggi o campioni – in poche copie, che venivano inviate come campione a possibili inserzionisti. Alcuni di questi destinatari, in rarissimi casi, utilizzarono per posta i campioni ricevuti. Dei pochissimi tipi di campioni preparati, quindi, sono conosciuti pochissimi esemplari nuovi, e meno di cinque usati per posta. Questo, degli Impermeabili Pirelli (pagina 8 in alto) è l’unico del suo tipo conosciuto viaggiato. L’anno successivo uscì effettivamente la cartoli- 84, giugno 2016 7

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na postale da 15 centesimi con questo inserzionista: la versione normale, però, non aveva più la scritta carte postale d’italie che caratterizza questo saggio unico. Flavio Pini 82. La posta militare nell’impero. All’approssimarsi dell’entrata in guerra dell’Italia, anche nell’impero italiano vennero costituiti uffici di posta militare. I primi, uno per Governo (le divisioni amministrative dell’impero) aprirono il 25 maggio 1940 e furono contraddistinti da lettere; meno di un mese dopo furono trasformati in uffici identificati da numeri. Quelli con lettere sono quindi tutti molto rari, ma dell’ufficio di posta militare p è nota una sola lettera, . Piero Macrelli 87. Un francobollo simbolo della Repubblica e i suoi colori. Il processo di fabbricazione dei francobolli italiani è complesso. Dopo la decretazione in Consiglio 8 dei ministri, vi è la realizzazione grafica del bozzetto, che deve essere poi approvato. Quando i francobolli era monocromi o bicromi, spesso venivano realizzati prove e saggi di stampa in più colori diversi, in modo che il ministro delle poste potesse scegliere all’interno di una rosa di possibilità. Questi bozzetti di vario colore venivano di solito montati su cartoncini, che venivano poi consegnati al museo postale italiano. Tra il 1945 e il 1948 l’Italia democratica emise una nuova serie di francobolli ordinari per posta ordinaria, espressa, aerea che sostituiva i francobolli con i simboli reali o fascisti allora in uso e propugnava i nuovi ideali di pace, libertà e democrazia. Uno dei francobolli simbolo della Repubblica italiana è il valore più alto della serie «Democratica», il 100 lire, uscito nel 1946 (corrispondente come potere d’acquisto a circa 2 euro di oggi). È un simbolo perché fu il primo importante; per la sua raffinatezza grafica; per le molte varianti che permettono agli specialisti studi approfonditi; per i suoi usi postali interessanti, soprattutto su lettere dirette all’estero. Pare quindi opportuno presentare il cartoncino di presentazione di tre prove di colore del francobollo, esistente in un solo esemplare. I tre colori proposti furono il verde, il rosso e il blu; fu prescelto fu il rosso. Mise, Museo storico della comunicazione, Roma 89. Il Gronchi rosa nuovo, ricoperto e non ricoperto. Il francobollo più famoso della filatelia italiana conserva il fascino discreto di un classico della filatelia, allo stato di nuovo. La stragrande maggioranza dei Gronchi rosa applicati su lettere aeree inviate in Perù furono ricoperti con il nuovo grigio, in quella notte di febbrile lavoro che precedette la partenza del volo (lettera in alto). Solo pochissime lettere sfuggirono alla ricopertura, almeno parziale, e questa, partita da Modena, è una di quelle. Riporta la bollatura del volo speciale. Qui Filatelia

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Archivio storico Bolaffi della filografia e della comunicazione (quartina del Gronchi rosa nuovo e lettera con Gronchi rosa ricoperto) e collezione “Eleonora” (Gronchi non ricoperto) 95. Il Derby in basso. Il 12 maggio 1984 venne emesso un francobollo per il centenario del Derby italiano di galoppo. In alcuni fogli (ne sono stati ritrovati sei) si ebbe uno spostamento della dentellatura in senso verticale, che fece sì che la scritta centenario del derby italiano di galoppo, che si trovava in alto in ciascun francobollo, risultasse in basso (di quello immediatamente superiore); quindi gli esemplari dell’ultima riga del foglio ne sono privi, mentre la scritta si trova anche sul bordo di foglio superiore. Gianni Carraro Vastophil 2016, Vasto, 9-11 settembre Italiafil, Bologna, 21-22 ottobre 84, giugno 2016 9

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Storie di commemorativi 5 Giovanni Micheli era un esperto filatelista, prolifico scrittore, morto pochi anni fa. Per il volume La Repubblica italiana, del 2003, aveva scritto Storie di commemorativi. Dopo più di dieci anni, Qui Filatelia lo ha riproposto a puntate. Da questa puntata, proponiamo appendici al suo capitolo, scritte da altri nello stesso volume. Commemorativi e maximafilia La maximafilia è una specializzazione filatelica che riguarda francobolli apposti su cartoli- ne illustrate, dal lato della veduta e annullati, secondo concordanza tra tutti gli elementi del cobollo; sono preferibili edizioni commerciali, e non sono ammesse cartoline che riproducano il bozzetto del francobollo. L’annullo postale documento. L’illustrazione della cartolina deve concordare il più possibile col soggetto del fran- 10 Qui Filatelia

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dev’essere leggibile, e il nome della località deve avere riferimento con il soggetto del francobollo e quindi con quello della cartolina. Anche se i primissimi esempi di cartoline maximum risalgono alla prima metà del Novecento, è solo negli ultimi decenni del secolo che si è sviluppata questa passione collezionistica. Quindi francobolli commemorativi italiani su cartoline maximum degli anni Quaranta e Cinquanta, come quelli presentati, sono da ritenersi veramente inusuali. Gianfranco Poggi 84, giugno 2016 11

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I francobolli prioritari 4 di Luciano Cipriani Collezionare un periodo recente può permettere di specializzarsi con grandi soddisfazioni e divertimento, molta ricerca e poca spesa. In questa serie di articoli i francobolli prioritari e di Posta Italiana sono visti dal punto di vista filatelico e da quello storico-postale. I falsi prioritari Dal punto di vista della stampa, la falsificazione dei francobolli prioritari non deve essere stata cosa molto semplice, un po’ (forse all’inizio) per l’uso del colore oro (1999) e della cornice dorata dal 2000. Ma, ancor più complicato deve essere stato l’uso del colore oro interferenziale che copre il disco nero centrale. Tutti i falsi realizzati presentano, infatti, la mancanza di questo colore. C’è da dire, di contro, che dal punto di vista pratico il colore interferenziale è poco visibile, quindi la sua assenza nei falsi non è stata particolarmente evidente, pur tuttavia sembra essere stato o un ostacolo difficile da sormontare o un costo inutile. Altro carattere di non facile realizzazione deve essere stata la fustellatura, sempre di passo ampio e con forma a dolci ondine fino alla messa in pensione dei francobolli prioritari. Solo alla fine, come vedremo, i falsari sono riusciti a fare un prodotto molto simile agli originali, ma era ormai tardi, la stampa dei prioritari era cessata da circa due anni. Andiamo per ordine. 2004. I falsi della prima emissione rotocalcografica sono stati realizzati abbastanza presto ed hanno circolato per diversi anni; è possibile che i falsari siano stati agevolati dall’uso prolungato di questo francobollo ristampato nel 2004, 2005 e 2006, anche se l’anno riportato in caratteri minuti al di sotto della vignetta non attraeva assolutamente nessuno, nemmeno eventuali controllori, ammesso che ce ne fossero stati. Ritengo che anche i falsari abbiano dovuto aggiustare il tiro. Certamente i più complessi predecessori stampati in tipografia, serigrafia e flessografia non consentivano una facile imitazione (Qui Filatelia 80, I falsi del 2002, p. 21), mentre il metodo rotocalcografico sembra aver posto minori ostacoli. I due falsi in 1 sono stati fatti dalla stessa mano, molto probabilmente il primo tipo 1. Due differenti imitazioni dello 0,60 del 2004 rotocalcografico. 12 (a sinistra) non ha soddisfatto il falsario che ha aggiustato il tiro con il secondo tipo (a destra). Nel primo tipo notiamo il colore troppo chiaro dell’etichetta blu, che è anche decentrata verso sinistra rispetto al francobollo; il secondo tipo invece ha una maggiore somiglianza con l’originale. 2. Falso 2004, confronto con l’originale (in alto). In 2 si vede il confronto dei caratteri utilizzati dal falsario con l’originale, posto in alto nella figura. L’imitazione è stata realizzata in offset a tratto pieno e il risultato è molto buono, anche se il tratto pieno produce uno stacco netto tra scritta e fondo colorato; nell’originale invece le scritte hanno i bordi frastagliati causati dalla retinatura utilizzata al Poligrafico. Nel complesso non ci sono elementi di stampa distintivi evidenti, se non una leggerissima maggiore lunghezza della scritta posta prioritaria nell’imitazione. Anche l’assenza del disco di colore oro interferenziale che ricopre il disco nero con la P non è evidente anche perché i falsari hanno utilizzato carta ed inchiostri lucidi che nascondono bene l’assenza di questo elemento. Se la stampa di questa imitazione è stata ben realizzata, altrettanto non si può dire della fustellatura: una pessima imitazione ben visibile anche da occhio inesperto. Il fustellatore ad ondine di passo 10 non simula affatto la dentellatura come invece avviene nell’originale. Questa imitazione non è rara su documento viaggiato. Le emissioni millesimate 2005 e 2006 non sono state falsificate. Si deve quindi giungere all’emissione senza millesimo per rivedere altri falsi. Questa emissione ha avuto più di una imitazione ed inoltre è stata falsificata l’intera serie. 2006 emissione senza millesimo. La prima imitazione della nuova serie ha interessato solo il valore da 0,60 3; questa ha alcuni Qui Filatelia

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3. Imitazione dell’emissione 2006 senza millesimo. caratteri che lo distinguono dal falso del 2004, come si può notare in 4 in cui sono messe a con- nell’originale. Entrambi i due tipi di falsi, in base agli annulli a me noti, sono stati utilizzati soprattutto a Milano e Roma. 2007. In quell’anno sono stati emessi i valori da 1,40 e 1,50 senza millesimo ed i falsari hanno concentrato la loro attenzione sul primo, che è noto usato dal 2008. In questo caso però i falsari hanno commesso un errore macroscopico, cioè hanno inserito il millesimo 2004 costruendo uno strano ibrido 6. 6. 1,40 falso diffuso nel 2008. 4. Falso 2006 senza millesimo, confronto con l’originale (in alto). fronto le scritte del falso con l’originale. Le maggiori differenze riscontrate in questo caso denotano, con una certa probabilità, la differente mano del falsario. Si tratta sempre di differenze poco visibili, viste le dimensioni delle scritte ma sono comunque un aiuto per i collezionisti specializzati. I caratteri più evidenti della stampa sono tre: la t di prioritaria che nel falso ha la testa appuntita molto accentuata; il simbolo dell’euro (€) che nel falso è un ovale mentre nell’originale è circolare; la virgola di 0,60 che nel falso ha la testa quadrata. Ma anche in questo caso l’elemento che più di tutti colpisce l’attenzione è la fustellatura ad ondine di passo 10 3. Di questo falso esiste un’altra versione usata principalmente nel 2008-2009 e scoperta tardivamente (2014). A colpo d’occhio questa nuova versione è identica a quella ora descritta: se ne distingue esclusivamente per l’uso di un retino nero a pallini bianchi in sostituzione del tratto pieno delle scritte. Infatti, la presenza del millesimo avrebbe dovuto comportare anche la presenza dell’etichetta blu che in effetti manca; inoltre esso è perfettamente identico al falso da 0,60 in 3. Notiamo infatti lo stesso simbolo ovalizzato dell’euro e la virgola con la testa quadrata 7. Questo falso ha però una fustellatura, sempre a ondine, ma di passo 7. 7. Confronto tra i falsi da 0,60 e 1,40. Il falso da 1,40 è decisamente meno comune del corrispondente da 0,60, sia perché sono meno frequenti le missive del secondo porto, sia perché questo francobollo fu denunciato abbastanza presto alle autorità competenti. 2011. I prioritari non furono più stampati a partire dal 2009 e nessuno si aspettava altri falsi. Fu un’idea sbagliata, perché nel gennaio del 2011 è apparsa addirittura la serie completa senza lo 0,60, totalmente riprogettata 8. Il valore base apparve 5. I due falsi senza millesimo a confronto con l’originale (in alto). In 5 è visibile il confronto tra i due falsi e l’originale, posto in alto. I particolari del valore (0,60), del simbolo dell’euro e del tratteggio soprastante evidenziano l’uso del retino ed anche la differenza del contorno netto dei falsi e irregolare 84, giugno 2016 8. La serie dei falsi del 2011. nella seconda metà dell’anno. La realizzazione di questi falsi è stata decisamente rivoluzionaria nel mondo delle imitazioni. Innanzitutto per il tipo di stampa, ma anche la fustellatura è risultata quasi perfetta. Il quasi è doveroso perché a ben 13

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guardare qualche segno di riconoscimento salta fuori. Come al solito nemmeno questi falsi hanno avuto il colore oro interferenziale. La stampa confonde molto, tanto che non pochi collezionisti, anche con una certa esperienza, sono stati inizialmente ingannati. I colori sono abbastanza fedeli e rientrano nella variabilità degli originali, anche se il colore del fondo produce un certo effetto bandiera tricolore con una separazione abbastanza netta con la fascia centrale bianca; negli originali il passaggio è più sfumato. Osservato con una lente, il colore di fondo è rigato 9, mentre nessun originale ha mai avuto questa retinatura. Le linee hanno inclinazione differente e rivelano l’uso di software di grafica professionale. 9. Il rigato del colore di fondo, a sinistra l’originale. 10. Fustellatura: a destra l’originale. tone d’angolo è un semicerchio, b) i denti sono leggermente più appuntiti e più sottili, specialmente lungo il lato destro. Molto spesso la tracciatura è molto incisa tanto che il foglio sembra che non abbia sostegno, ma questo carattere non è visibile nei francobolli singoli. Però per un altro aspetto possiamo considerare la tracciatura come elemento diagnostico per il riconoscimento dei falsi; questo carattere è passato sempre inosservato, ma a ben vedere il passo dei tagli e la loro lunghezza si distinguono Esiste una partita di queste imitazioni che presenta il fantasma in albino del valore da 0,60; certamente dovuto all’uso dello stesso cliché. La carta è poco elastica, se piegata leggermente tra le dita non ritorna in piano. La fustellatura è di passo 11 e con denti del tutto simili a quelli originali 10. Il falso si differenzia per due caratteri: a) il den- 11. Tracciatura: a sinistra l’originale. molto bene. Il confronto con la tracciatura originale 11 mette in evidenza i tagli più incisi ed il differente passo che si nota in modo particolare agli incroci, sempre perfetti negli originali e sempre irregolari nei falsi. Segue nel prossimo numero. Recenti volumi dell’Istituto di studi storici postali ordini a: Issp, via Ser Lapo Mazzei 37, 59100 Prato, issp@po-net.prato.it. Archivio per la storia postale, la rivista dell’Istituto. Sono recentemente usciti i nn. 33, 34, 35, con scritti di Andrea Giuntini, Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Armando Serra, Massimiliano Pezzi, Mario Coglitore, Bruno Crevato-Selvaggi, Graziano Mamone. Le ultime monografie (pagina a lato): Andrea Giuntini, Le meraviglie del mondo. Il sistema internazionale delle comunicazioni nell’Ottocento, 2011, pagg. 270, 20. Posta per Aldo. Scritti di amici in onore di Aldo Cecchi per il suo ottantesimo compleanno, a cura di Bruno Crevato-Selvaggi, 2011, pagg. 336, € 30. Elena Cecchi Aste, Di mio nome e segno - “Marche” di mercanti nel carteggio Datini (secc. XIV-XV), 2010, pagg. 416, € 38. Enrico Melillo, Ordinamenti postali e telegrafici degli antichi Stati italiani e del Regno d’Italia, tomo VIII, a cura di Simone Fari, 2005, pagg. 195, € 30. 14 Qui Filatelia

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Milanofil 2016 La prima nazionale dell’anno, con la partecipazione anche della Francia. La prima esposizione nazionale di quest’anno si è tenuta a Milano, per le classi di filatelia tradizionale e storia postale mo- derna e contemporanea, nell’ambito del tradizionale salone Milanofil organizzato da Poste Italiane Filatelia, quest’anno molto rinnovato e con una buona partecipazione. Presenti anche stand gastronomici, molto apprezzati, eventi e, oltre alla nazionale, un’altra interessante esposizione, quella della collezione De Marchi. Milanofil 2016 Commissario Marco Panza. Commissario francese Michel Letaillieur. Giuria Giorgio Khouzam, Giuseppe Di Bella, Franco Giannini, Michel Letaillieur, Franco Napoli. La collezione di Valerio Rossi “Russia, dallo Zar all’Urss” è stata posta fuori concorso ai sensi perché presentava materiale fuori periodo in misura superiore al 10% consentito. La collezione di Diego Cinquegrana “Contra Judaeos” è stata posta fuori concorso in quanto non sviluppata secondo i criteri della storia postale, neppure nella classe C, studi speciali. Ospite d’onore della manifestazione, la Francia. Infatti la Federazione ha voluto continuare la tradizione d’invitare alle proprie esposizioni nazionali un’altra nazione europea, dopo Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Austria, Grecia, Germania. In reciprocità, una squadra italiana parteciperà alla prossima nazionale francese di maggio, che si terrà a Parigi. Il Gran premio è stato assegnato a Vittorio Sismondo per la sua splendida collezione di filatelia tradizionale di Somalia. Durante la cerimonia del palmares. in rappresentanza della Fepa – la Federazione europea – Giancarlo Morolli consigliere Fepa ha consegnato ai dirigenti del Circolo filatelico bergamasco il certificato di riconoscimento per l’attività svolta a favore della filatelia europea. 84, giugno 2016 15

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