Hotel Managers Estate-Autunno 2016

 

Embed or link this publication

Description

Hotel Managers Estate-Autunno 2016

Popular Pages


p. 1

CENTRO STUDI MANAGERIALI “RAFFAELLO GATTUSO” Poste Italiane SpA - Sped. in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma SEGUICI SU Periodico trimestrale di Tecnica Professionale fondato da FRANCO ARABIA Organo ufficiale dell’A.D.A. - (anno XXXVIII) Anno 22° Nuova serie - Estate/Autunno 2016

[close]

p. 2



[close]

p. 3

SOMMARIO EDITORIALE Altre forme di ospitalità di Alessandro D’Andrea _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 5 IL PUNTO Grand Tour di Franco Arabia 7_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ L’OPINIONE Gli extra di Claudio Nobbio 9_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ L’INTERVISTA L’albergo Diffuso, opportunità o competitor? di Cinzia Rosati 11_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ CENTRO STUDI MANAGERIALI RAFFAELLO GATTUSO ADADisplay: sperimentazione di un servizio di Osservatorio turistico di Angelo Felice 14_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ GESTIONE DELLE RISORSE UMANE Obblighi ed oneri del lavoratore in caso di malattia di Vincenzo Meleca 17_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Accordo di rinnovo del CCNL Dirigenti del Terziario (Confcommercio) di Vincenzo Meleca 20_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Selezionare collaboratori efficienti di Flavio Flamini 22_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ GESTIONE ALBERGHIERA La leadership del servizio nella gestione dell’ospitalità alberghiera di Cosimo Cisternino 25_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Ospitalità accessibile, oltre le barriere di Marcella Di Pasquale _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 29 Social-Web e mondo del lavoro di Lucia Rosati _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 31 SOCI PROTAGONISTI Royal Hotel Sanremo Marco Danilo Fernando Sarlo _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 33 L’ASSOCIAZIONE Venticinque anni in favore della nostra associazione di Bartolo D’Amico 37_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Come vorrei che fosse di Demetrio Metallo 39_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Assemblea Generale di ADA a Roma di Claudio Nobbio 43_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 62a Assemblea Nazionale ADA di Giusy Ghisalberti 44_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ Attività delle regioni _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 47 ) Direttore editoriale Franco Arabia Direttore responsabile Claudio Nobbio Redazione Franco Arabia Cinzia Rosati e-mail: redazione@adanet.it Pubblicità Adaservizi Scarl (in liquidazione) Associazione Direttori Albergo via Oreste Regnoli 10 00152 Roma Tel. (+39) 06.35403933 segreteria@adanet.it Impaginazione e stampa EUROLIT Via Bitetto, 39 - 00133 Roma Tel. 06.2015137 www.eurolit.it - eurolit@eurolit.it Seguici su Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Autorizzazione Tribunale di Roma n. 30/2002 del 24 gennaio 2002 Poste Italiane SpA - Sped. in abb. postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Roma ©ADASERVIZI Soc. Coop. arl (in liquidazione) Finito di stampare ottobre 2016 Qualsiasi riproduzione anche parziale è vietata senza preventiva autorizzazione. Tutto il materiale inviato non sarà restituito e resta di proprietà dell’Editore. Lettere e articoli firmati impegnano solo la responsabilità degli autori. Le proposte pubblicitarie implicano la sola responsabilità degli inserzionisti. La rivista è distribuita gratuitamente. HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 3

[close]

p. 4



[close]

p. 5

EDITORIALE di Alessandro D’Andrea Altre forme di ospitalità ) ( C’ ) era una volta l’Albergo, la dimora remota dove trascorrere le tanto attese vacanze, al mare o in montagna, dopo un anno di lavoro; dove trovare un pò di ristoro durante un lungo viaggio; la seconda casa per poter stare vicino a parenti e amici lontani in occasione di una ricorrenza o necessità. Non vi era viaggio che si potesse organizzare senza aver preventivamente cercato, valutato e prenotato un albergo, prima necessità per poter decidere se è quando affrontare una trasferta fuori porta, per motivi personali o anche per lavoro. Ecco perché era imprescindibile saper ben presentare la struttura attraverso i depliants, da spedire con gli auguri di Natale, o tramite il colorato catalogo di un tour operator, per poter raggiungere anche i potenziali Ospiti più lontani e ancora sconosciuti. Quando poi l’Ospite arrivava in albergo, tutte le nostre attenzioni erano rivolte verso le sue esigenze per far sì che la sua lontananza da casa non fosse un disagio, per riuscire a fargli vivere l’esperienza di sentirsi a casa propria, per un giorno, una settimana o un mese, anche quando fosse lontano. Nel corso degli ultimi decenni, la drastica riduzione dei tempi di percorrenza negli spostamenti, anche a medio e lungo raggio, ha notevolmente ridimensionato l‘esigenza di trascorre molto tempo fuori dalla propria residenza abituale; nessuna tappa durante un viaggio o la possibilità di affrontare un tragitto di andata e ritorno verso la destinazione in un minor lasso di tempo hanno determinato una limitazione nell’utilizzo dell’albergo. Intanto questo luogo di sogni ed emozioni chiamato “Albergo” si è evoluto ed è diventato anche un importante punto di ritrovo per gli appuntamenti di lavoro, per organizzare presentazioni, congressi e grandi eventi; ed ecco però che anche nelle comunicazioni la tecnologia si è velocemente evoluta al punto che gli accordi commerciali e gli incontri professionali oggi si concretizzano anche senza essere fisicamente vicini ai propri colleghi, clienti e par- tner ma sempre più spesso tramite videoconferenze, presentazioni web… E poi negli alberghi sono nate anche le così (impropriamente) dette SPA ma contemporaneamente la cultura del benessere si è sviluppata anche nei centri estetici e nei centri sportivi delle città. Cosa accomuna tutti i cambiamenti di abitudini e le innovazioni descritte? Per dormire fuori casa bisogna cercare, valutare e prenotare un Albergo. Già, ma anche questo sta cambiando, perché oggi anche per dormire fuori si può trovare un ventaglio di offerte che spaziano, oltre agli alberghi tradizionali, dagli alberghi diffusi ai bed and breakfast, dagli agriturismi alle case vacanza, dai residence agli affittacamere e fino addirittura agli “affitto casa mia” o affitto la “mia camera” (e magari io intanto io vado in Albergo!). Sì, la mia camera; quella nella quale trascorro quotidianamente le mie giornate e nottate da solo o in famiglia o in compagnia ma dato che io sono via (in Albergo?) tu puoi dormire con i miei libri e i miei calzini… Ecco questo è quello che non si può definire Ospitalità ed è ciò per cui gli albergatori ed i Direttori d’Albergo si battono; perché quando si parla di ospitalità alberghiera, si intenda quella serie di servizi che solo un insieme di professionisti esperti, ognuno nel proprio ruolo, riescono ad offrire all’interno di una struttura organizzata ed efficiente, sotto l’aspetto ricettivo e manutentivo e della sicurezza e che rispetti la legislazione e che, non a caso, per poter ben funzionare deve essere diretta solo da un professionista del settore: un Direttore d’Albergo! È importante che non si faccia confusione quando si definisce un determinato tipo di servizio rispetto ad un altro, perché troppo spesso situazioni simili all’apparenza sono poi divergenti nella sostanza. Mai verrà fatto ostruzionismo allo sviluppo di nuove attività alberghiere, neanche parallele, ma ad una condizione: noi non discriminiamo il diverso ma voi non confondete la realtà! t HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 5

[close]

p. 6

The Hotel Stylists Amonn ha aggiunto 4 nuove foto Pubblicato da J.F. Amonn SpA - Divisione Hotel · 2016 · Italia TAILORMADE SOLUTIONS 6LDPRLOSDUWQHUGL¿GXFLDGHLSLULQRPDWLDOEHUJKLQHOODSURJHWWD]LRQHSURGX]LRQHHGLVWULEX]LRQHGLDUWLFROLFKH DFFUHVFRQRLOFRPIRUWLOSUHVWLJLRHODSHUFH]LRQHGLTXDOLWjGHOVRJJLRUQR&RQXQSDWULPRQLRGL(VSHULHQ]DXQLFR UHDOL]]LDPRSURJHWWLGLµ&UHDWLQJ3HUVRQDOLW\¶VROX]LRQLVXPLVXUDFDSDFLGLWUDVPHWWHUH&ODVVHH3HUVRQDOLWjSHU RJQLHVLJHQ]DVWLOLVWLFDHG¶LPPDJLQH www.amonnhotel.com

[close]

p. 7

IL PUNTO di Franco Arabia Grand Tour ) ( V ) erso la fine del Settecento, l’aristocrazia europea cercava nuovi stimoli e interessi culturali. Siccome il trasporto non era ancora sviluppato come lo è oggi, i viaggiatori del tempo cercavano di farlo con i mezzi a loro disposizione. Il termine viaggio, tuttavia, non trovava rispondenza culturale in quell’elîte sociale, consolidata per lo più in Prussia, per cui coniavano l’accezione Grand Tour che restava nella storia del turismo e dell’immaginario collettivo come momento fantastico. In effetti, lo è stato. Il magnifico viaggio consisteva nel partire da un preciso punto, girovagare e poi tornare nello stesso posto da dove i viaggiatori partivano. In quasi tutti i casi era Roma. Nello stesso periodo per i grandi viaggiatori europei la Sicilia era forte motivo di attrazione; Goethe la visitava nel 1787 e, solo quarant’anni dopo, tra il 1816 e il 1829, pubblicava il famoso libro Italienische Reisen [Viaggio in Italia]. Il grande poeta tedesco visitava la Sicilia, - e la definiva Arcadia, - e, il diciotto aprile del millesettecentottantasette, scriveva una lettera a Carlotta Von Stein, sua polarità contraria, alla quale aveva regalato un paio di guanti bianchi come attestazione di ciò;e si esaltava e scriveva: “senza vedere la Sicilia non ci si può fare un’idea dell’Italia; è in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. Il motivo principale è possibile trovarlo nel fatto che quell’elite culturale manifestava insofferenza verso l’arte gotica e auspicava il neoclassicismo, più consono all’idea di bellezza che avevano avuto i greci. Karl Friedrich Schinkel, a soli ventitré anni intraprende il suo viaggio verso l’Italia e la Sicilia e, quando vi giunge nel 1804, il mito di Arcadia e di una rinnovata grecità aveva raggiunto e consumato gli apici nella cultura tedesca. Era stato Winckelmann a proporre lo studio degli antichi templi di Girgenti [Agrigento] che sarebbe stato la base di quel neoclassicismo di cui lo stesso Schinkel divenne poi il massimo interprete. Ecco che la Sicilia, con Palermo, Segesta, Selinunte, Agrigento, Siracusa, Taormina, assume in primis valore per i maggiori viaggiatori tedeschi e francesi. Ancora oggi è itinerario classico sulla scia del Grand Tour. Taormina, già Almoezia al tempo degli arabi, sarà debitrice per il suo successo al pittore Otto Geleng, figlio di un noto imprenditore prussiano, che con i suoi dipinti, apparsi inverosimili ai salotti buoni di Parigi, genera curiosità. Egli aveva dipinto la città come paesaggio bucolico quale, in effetti, era, l’Etna innevata già mitologica nella sua conformazione storicoletteraria. Altri personaggi famosi del tempo, viaggiatori del Grand Tour, saranno Joseph Von Riedsel, personaggio stimatissimo da Federico II di Prussia, Jean Houel che scrive molto sulle Isole Eolie. Altri minori ma di stessa elevata dimensione culturale saranno presenti. Palermo, già Aziz [la splendente] al tempo degli arabi, vive il suo successo oltre che nella sua stessa storia, per lo sviluppo che genera la famiglia Florio, di origine calabrese, che valorizza in Europa il mito del Grand Tour e del Liberty [Basile] e registra la presenza di numerosi regnanti del tempo: il Re del Siam, il Kaiser Guglielmo II, i regnanti d’Italia, la futura zarina Beatrice d’Assia e del Reno e lo stesso Nicola II, zar di tutte le Russie, Edoardo VII. Molta acqua è passata sotto i ponti e alcuni processi culturali hanno fatto registrare un regresso imbarazzante. È auspicabile che la classe politica si faccia carico d’impegno continuo in favore del turismo che oltre a migliorare la qualità della vita è anche un fenomeno economico. Certo, l’elîte culturale tedesca a quel tempo ha fatto molto ma noi dobbiamo ricercare nelle nostre azioni non solo arida tecnologia ma la radice della stessa storia che si trasforma in identità culturale e aiuti l’umanità a progredire; e non il contrario. t HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 7

[close]

p. 8



[close]

p. 9

L’OPINIONE di Claudio Nobbio Gli extra ) ( A ) lberghi, ristoranti e altre attività, in contatto col pubblico, fanno sempre più uso di personale extra. Capitano momenti di carico eccessivo di lavoro per il proprio staff e il personale extra è un vero toccasana. Un matrimonio, una sfilata di moda, un cocktail party imprevisto. Cuochi, camerieri di sala, giardinieri, personale di pulizia. In tutti i reparti può essere necessario l’utilizzo di questa massa lavorativa. Nessun impegno nel tempo. Giusto il tempo per cui viene chiamato in servizio. Spesso appartengono a società di lavoro in affitto, ma molti di loro sono lavoratori in proprio. Ogni azienda che si rispetti ha una serie di nomi e numeri di telefono di questo personale che essendo chiamato spesso nello stesso luogo e per la stessa attività finisce per essere conosciuto, valutato, e ci si può fidare. Il problema comune a tutti è la preparazione. Gli extra spesso sono formati da gente alle prime armi. Ora anche stranieri che sanno poco la lingua, magari conoscono bene l’inglese o il malese, ma poco l’italiano. Giovani disposti a quasiasi tipo di lavoro, dal lavare le pentole, al servire coi guanti bianchi ai tavoli degli invitati. Essendo intercambiabili, spesso vengono inviati dalle ditte di lavoro in affitto senza la dovuta preparazione. La proposta è che gli EBT, le associazioni albergatori, e perchè non l’ADA organizzino dei corsi speciali per chi svolge attività di extra, naturalmente in attesa di un posto di lavoro a tempo parziale o indeterminato. Questo dipendendo dalle qualità che lui ha dimostrato nello svogimento dei suoi lavori parziali. Normalmente non si considera molto il personale occasionale. Ma quanti sono gli esercenti che ne hanno bisogno, che li utilizano a tappabuchi. Bisogna dare dignità a questo lavoro che è uguale a quello del personale inquadrato negli staff organici. Ma per fare questo occorre che vengano formati ai vari mestiri. Villa Santa Maria “Il paese dei cuochi” è il sottotitolo di questo paese d’Abruzzo con una scuola alberghiera di circa 700 allievi ed una popolazione di poco siperiore ai 1100 abitanti. I Caracciolo, che vi avevano possedimenti, già nel medioevo facevano formare il personale che serviva nei loro palazzi napoletani, in quel paese. Invece di fare la formazione nel luogo finale di lavoro, la facevano nel pese e arrivavano “pronti all’uso”. Qualcosa di simile dovrebbe essere organizzato per il personale occasionale o extra. Chi intende entrare nel mondo dell’hotellerie e della ristorazione dovrebbe ricevere una preparazione che non è quella specifica di chi sa già cosa andrà a fare. In qualche modo gli extra sono dei generalisti che possono essere utilizati in vari modi, da lavare i bicchieri, sbucciare le carote, a fare l’aiuto barman, il cameriere vero e proprio con un nuemero di coperti da servire, oppure rifare delle camere con le regole divers da albergo ad albergo. È l’ora che anche questo problema venga risolto altrimenti continuerà a succedere che il cameriere che vi serve durante un invito ad un matrimonio non sappia rispondere a vostre domande da quelle semplici come “cosa prevede il menu” a quante stelle ha questo albergo. Per l’ospite il personale in divisa è tutto ugule, sia quello fisso che quello occasionale e quindi si richia di fare brutte figure. Oppure il personale extra dovrebbe avere delle targhette che lo identificano o ad esempio delle giacche di colore diverso da quelle del personale fisso, così sarà più facile giustificare eventuali mancanze. Credo che si debba riflettere anche su questo aspetto e organizzare dei corsi in cui si dia dignità ai cosiddetti EXTRA. t HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 9

[close]

p. 10

ADA 2015-2018 PRESIDENTE E GIUNTA ESECUTIVA Presidente: Alessandro D’Andrea Vice Presidente vicario: Bartolo D’Amico Vice-presidenti: Alberto Tita, Demetrio Metallo Consigliere amministratore: Andrea Carcia Consiglieri: Cinzia Rosati, Antonio Pellegrino Segretario Generale: Angelo Pergi Assistenti al Presidente: Enzo Maiello, Maria Merra Consiglio delle Regioni Coordinatore: Luciano Eumenidi, presidente Ada Emilia Romagna Vice Coordinatore: Gianpaolo Mura, presidente Sardegna Segretario: Giuseppe Nigri, presidente AdaPuglie Consiglieri: Michele Tropiano, presidente regionale AdaBasilicata Giuseppe Bussetti, presidente regionale AdaCampania - Roberto Necci, presidente regionale AdaLazio Christian Feliciotto, presidente regionale AdaLiguria - Maurizio Faroldi, presidente regionale AdaLombardia Dimitri Ciaschini, presidente regionale AdaPiemonte - Piero Benigni, presidente regionale AdaSicilia Ivano Bencini, presidente regionale Ada Toscana - Francesco Morini, presidente regionale AdaTrentinoAltoAdige Ignazio Campoccia, presidente regionale AdaUmbria - Christian Zingaretti, presidente regionale AdaVeneto Delegati regionali: Giampaolo Ferraro, Abruzzo e Molise - Andrea Ferrari Acciajoli, Marche Collegio dei Revisori dei conti Presidente: Piero Bressan Alberto Fregola, effettivo - Egidio Pellegrini, effettivo - Umberto Generosi, supplente Collegio dei Probiviri Presidente: Franco Arabia Piero Ferretti, effettivo - Vittorio Centanni, effettivo - Domenico di Lecce, supplente - Mario Apicella, supplente Presidenti Onorari Ernesto Bob Ω - Gaetano Nino Ottolini Ω - Bruno Galleani Ω - Sergio Pittarello Ω Aldo Vagnozzi Ω - Renato Rocchi Ω - Sandro Attanasio Ω - Vito Pedrotti Ω Giuseppe Faroldi Ω - Renzo Salmasi - Vittorio de Martino - Claudio Nobbio - Peter Castelforte Franco Alzetta - Adriana Wu - Antonio de Septis - Franco Arabia CENTRO STUDI MANAGERIALI “RAFFAELLO GATTUSO” Presidente: Angelo Felice Vice-presidente: Simone De Feo Comitato Scientifico: Coordinatore: Dario Dadone - Componenti: Cosimo Cisternino, Vittorio De Martino, Federico Lasco, Giovanni Liberatore, Antonio Marroni, Vincenzo Meleca, Tiziana Meloni, Tullio Romita Presidenti Onorari: Giorgio Arcolin, Piero Roggi, Luigi de Simone Niquesa, Umberto Giordano

[close]

p. 11

L’INTERVISTA di Cinzia Rosati L’albergo Diffuso, opportunità o competitor? ) ( N ) ella realtà odierna, con un susseguirsi nel nascere di forme di turismo e accoglienza frammentate, spesso simili nella forma ma differenti nell’accezione e l’intento di chi le omologa, a volte passsano inosservate nicchie imprenditoriali con importanti potenzialità di sviluppo. Tra questi gli alberghi diffusi, concepiti per aumentare il turismo esperienzale nei piccoli borghi. Chiediamo qualcosa in più a Giancarlo Dall‘Ara, docente e consulente di marketing turistico. Ha concepito questo modello di ospitalità, ed in seguito ha fondato l’Associazione nazionale degli Alberghi Diffusi della quale è Presidente. Cosa si intende per “albergo diffuso”? L’albergo diffuso è un albergo a tutti gli effetti. È una struttura ricettiva con una gestione unitaria e imprenditoriale che ha 7 o più camere, e che offre tutti i servizi alberghieri: dal “punto ristoro”, agli spazi comuni per gli ospiti, all’assistenza, alla pulizia quotidiana delle HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 11

[close]

p. 12

L’INTERVISTA L’albergo Diffuso, opportunità o competitor? ) camere. Diversamente dagli hotel tradizionali non è stato costruito, ma nasce mettendo in rete case preesistenti, molto vicine tra loro, in un piccolo borgo. Come è nata l’idea? L’idea nasce in Carnia, molti anni dopo il terremoto del 1976, alla ricerca di un uso turistico delle case ristrutturate, ma vuote. All’epoca io ero in Carnia per una attività di formazione/consulenza, e grazie alla mia eperienza maturata a Rimini nel mondo alberghiero, ho messo a punto il modello di Albergo Diffuso che successivamente è stato disciplinato da tutte le Regioni italiane. Come è considerato l’albergo diffuso dall’attuale normativa turistica? Come dicevo tutte le Regioni hanno una norma sull’Albergo Diffuso, ma diverse non hanno ancora un disciplinare attuativo. Questo comporta molti problemi per chi vuole aprire un AD ad esempio in Toscana, Lombardia, o Piemonte, regioni dove la normativa c’è, ma non è completa. Per non dire del Friuli che ha una norma sbagliata e confonde una rete di case sparse con un albergo diffuso. Segnalo poi che in Puglia la Regione chiama “albergo diffuso” anche alcuni centri di accoglienza di immigrati. Dunque c’è ancora moltissimo lavoro da fare per coordinare le norme sull’AD! ( )Giancarlo Dall’Ara Tre punti di forza e tre punti di debolezza… I punti di forza sono (1) nell’essere una proposta che non nasce “per turisti” e quindi è percepita come più autentica; (2) nell’avere un nome italiano che fa immediatamente pensare ad un modello di ospitalità “made in Italy”; (3) nel riuscire a lavorare tutto l’anno, LE CARATTERISTICHE DELL’ALBERGO DIFFUSO IN SINTESI t la gestione unitaria; t l’offerta di servizi alberghieri e ambienti comuni a tutti gli ospiti alloggiati nei diversi edifici che lo compongono; t un ambiente “autentico” fatto di case di pregio, ammobiliate e ristrutturate non “per turisti”, ma pensando a resi- denti, seppure temporanei; t una distanza tra gli immobili che non è tale da impedire alla gestione di offrire a tutti gli ospiti, non solo i servizi alberghieri, ma anche l’esperienza stessa della formula ospitale; t la presenza di una comunità viva; t una gestione professionale non standard, non simile a quella che caratterizza gran parte degli alberghi che fanno parte di catene alberghiere, né tantomeno simile a quella rigida dei grandi alberghi in stile “Ritz”, ma coerente con la proposta di autenticità dell’esperienza, e con le radici nel territorio; t uno stile riconoscibile, una identità leggibile in tutte le componenti della struttura ricettiva, che non si configura come una semplice sommatoria di case ristrutturate e messe in rete. 12 HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016

[close]

p. 13

L’INTERVISTA L’albergo Diffuso, opportunità o competitor? ) grazie al fatto che l’AD non propone camere, ma lo stile di vita di un borgo. Tra i punti di debolezza c’è (1) il fatto che gestire un AD costa di più che gestire un hotel; (2) la distanza delle case crea problemi di carattere organizzativo; (3) l’AD non è visto di buon occhio da alcune “corporazioni” di albergatori tradizionali che ostacolano le normative sull’albergo diffuso, ignorando che gli alberghi diffusi sono in tutto e per tutto alberghi anche se propongono un’offerta particolare. Quali sono le principali differenze rispetto all’albergo tradizionale? La struttura anche concettuale di un AD è quella di un albergo, ma la proposta di un AD è diversa da quella di un hotel tradizionale; il prodotto è diverso e anche il “target di riferimento” è diverso. Non a caso sono relativamente pochi i borghi dove opera un AD che vedono anche la presenza di hotel tradizionali. Più in generale un ospite di un albergo tradizionale tende a percepire quela di un albergo diffuso come una proposta meno “comoda”, e che anzi presente dei “disservizi”, comele distanze tra le case. A quali mercati principalmente si rivolge? La maggior parte degli ospiti degli AD viene dai mercati esteri. In genere l’ospite di un AD è un turista informato, molto “social”, che ama le proposte che piacciono ai residenti, non ai turisti. Quanti sono gli alberghi diffusi, oggi in Italia? Gli AD in italia sono circa 110, sono quasi tutte strutture molto piccole, che solo in pochi casi hanno più di 20 camere. Oltre a questi “veri AD” purtroppo ci sono anche dei casi di abuso del termine, dovuti ai problemi normativi dei quali ho già detto. Non pensa che, nel panorama turistico italiano, gli alberghi diffusi siano ancora poco conosciuti? In effetti gli AD sono ancora poco conosciuti. D’altronde sono poco più di un centinaio! Certo le aziende agrituristiche o i B&B sono formule molto più conosciute, ma questo accade anche perché loro sono diverse decine di migliaia, ed è difficile non notarle. Rispetto al numero molto contenuto, la notorietà degli AD è molto elevata, la rassegna stampa, specie quella internazionale è formidabile, e la web reputation è ottima. La poca notorietà della formula dell’AD è anche un vantaggio, perchè così la sua proposta viene percepita come nuova ancora oggi. Che futuro immagina per gli alberghi diffusi? Se le Regioni completeranno le norme sugli Alberghi Diffusi e le semplificheranno, in Italia il numero degli AD potrebbe triplicare in tempi brevi. Più in generale la formula credo si diffonderà più di quanto non sia accaduto sinora anche all’estero, e soprattutto nei Paesi del Mediterraneo. t HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 13

[close]

p. 14

)CENTRO STUDI MANAGERIALI RAFFAELLO GATTUSO di Angelo Felice ADADisplay: sperimentazione di un servizio di Osservatorio turistico ( I ) n accordo con il management nazionale dell’Associazione nazionale dei Direttori d’Albergo, il Centro Studi Manageriali “Raffaello Gattuso” ha, nel 2015, promosso e realizzato una “Indagine sulla domanda ed offerta di formazione/aggiornamento professionale”, che ha posto al suo centro il ruolo del manager alberghiero ed il pensiero dei soci ADA. Si è trattato, quindi, di una survey nazionale, che, probabilmente per la prima volta nella storia dell’ADA, ha visto direttamente coinvolti tutti i soci ADA, che collaborando hanno potuto esprimere proprie opinioni ed idee su argomenti e temi che aiutano a competere in un comparto in continua evoluzione quale è quello del soddisfacimento dei bisogni umani e delle trasformazioni aziendali. La ricerca ha condotto a risultati molto ampi. La diffusa collaborazione da parte dei soci ADA (universo pari a 750 unità) ha permesso di acquisire utili conoscenze sulle possibilità di aggiornamento professionali e sulle attività che secondo i soci debbono essere sostenute dall’ADA e dal Centro Studi Manageriale per favorire oltre che la professionalità dei propri soci anche la visibilità e la centralità della figura professionale del manager d’albergo. In tale senso, fra le attività di aggiornamento professionale sulle quali si era inteso acquisire il parere dei soci ADA, vi era la proposizione di un Osservatorio sul turismo gestito direttamente dall’ADA. Anche in questo caso, i soci ADA dimostrarono di avere le idee molto chiare. Infatti, la quasi totalità dei soci intervistati (94,0%) riteneva molto utile che l’ADA attivasse un proprio “Osser- vatorio” sul turismo in grado di restituire informazioni sulla domanda e sull’offerta di turismo in Italia. Inoltre, al proposito, circa otto intervistati su dieci (75,9%) si dichiararono disponibili a fare parte del panel volontario di strutture ricettive che dovranno andranno a comporre l’Osservatorio. Risposte alla domanda: Nel caso l’ADA attivi un proprio “Osservatorio” nazionale sul turismo che restituisca informazioni sulla domanda e sull’offerta di turismo in Italia lei ritiene che ciò sia: Molto/abbastanza utile 94.0% Poco/per niente utile 5,6% Non so 0,4% Fonte: CSM “Gattuso”, Indagine sulla domanda ed offerta di formazione/ aggiornamento per i soci ADA, 2015 Risposte alla domanda: Nel caso l’ADA attivi un proprio “Osservatorio” nazionale sul turismo sarebbe disposto a fare parte del panel volontario di strutture ricettive che compongono l’Osservatorio? Si 75,9% No 9,4% No, perché non sono responsabile di struttura ricettiva 14,7% Fonte: CSM “Gattuso”, Indagine sulla domanda ed offerta di formazione/ aggiornamento per i soci ADA, 2015 14 HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016

[close]

p. 15

CENTRO STUDI MANAGERIALI RAFFAELLO GATTUSO ADADisplay: sperimentazione di un servizio di Osservatorio turistico ) In altri termini, sulle cose che l’ADA ed il suo Centro Studi Manageriali avrebbero dovuto fare in futuro, i risultati dell’indagine davano indicazioni precise, specialmente sulle cose da fare nell’immediato. Fra queste, attivare, in collaborazione con il mondo accademico e con quello dei servizi professionali, un Osservatorio, basato su un panel volontario di strutture ricettive, deputato a fornire informazioni sulla domanda turistica ed a restituire visibilità nazionale all’associazione. Nel rispetto della volontà dei propri soci, il CSM dell’ADA nel mese di agosto 2016 ha avviato la realizzazione sperimentale di un servizio di Osservatorio ADA denominato “ADADisplay”. Le finalità generali sono quelle di contribuire alla crescita della visibilità e del ruolo dell’ADA in quanto associazione professionale nazionale, ed allo sviluppo della figura professionale del manager (direttore) di strutture ricettive. Il perseguimento delle finalità sarà garantito mediante la creazione di un servizio di osservatorio ad hoc ed exnovo, ossia di monitoraggio del settore alberghiero italiano attraverso la raccolta e la diffusione di informazioni sul settore alberghiero e sul turismo in generale. Gli obiettivi specifici che il progetto intende perseguire sono almeno tre: a) acquisire, monitorare e trasferire, informazioni sul- l’andamento nazionale del settore alberghiero italiano attraverso la collaborazione delle strutture ricettive in cui operano i soci ADA; b) acquisire, monitorare e trasferire, informazioni sull’andamento regionale del settore alberghiero italiano attraverso la collaborazione delle strutture ricettive in cui operano i soci ADA; c) acquisire, monitorare e trasferire, informazioni su specifiche tematiche riguardanti l’Associazione Ada attraverso la collaborazione dei soci ADA. Per realizzare le finalità e gli obiettivi sopra esposti sarà costituito il servizio sperimentale ADADisplay, che prevede l’analisi congiunturale e previsionale, e qualitativa dei flussi turistici, del settore alberghiero, mediante le sotto elencate attività: - Costituzione di un panel costituito di strutture ricettive alberghiere italiane rappresentative per tipo- logie e regione dell’universo dei soci ADA; a tal fine a sottoscrivere l’adesione volontaria al panel saranno chiamati i rispettivi manager d’albergo iscritti all’ADA; - Definizione delle matrici di rilevazione dei dati che saranno utilizzate per le campagne di rilevazione in collaborazione con le strutture ricettive ADA incluse nel panel: a) rilevazione delle caratteristiche qualitative dei viaggiatori; b) rilevazione della soddisfazione (customer satisfaction) e dei bisogni e delle aspettative del cliente; c) rilevazione dati sull’andamento dei flussi di viaggiatori congiunturali e previsionali; - Realizzazione delle campagne di rilevazione dati, attraverso tecniche CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), che nel complesso impegneranno gli intervistati facenti parte del panel per massimo “4 ore” in quattro mesi; - analisi ed elaborazione delle informazioni acquisite; - realizzazione dei report di ricerca (che saranno pubblicati e/o inviati ai soci ADA) e di comunicati stampa sintetici (che saranno inviati agli organi di informazione nazionali). Il mese ottobre sarà dedicato alla definizione delle matrici di rilevazione dei dati ed alla costruzione del panel di strutture ricettive del circuito ADA. Pertanto, per la buona riuscita in house del servizio di Osservatorio, sarà fondamentale che i soci ADA direttori d’albergo rispondano tempestivamente e positivamente alla mail tramite la quale si chiederà loro la disponibilità a fare parte del panel, subito dopo saranno attivate le attività di monitoraggio. t HOTEL MANAGERS estate/autunno 2016 15

[close]

Comments

no comments yet