AGRICOLTURA 9-10-11/2016

 

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NUOVI GAL

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ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/11/2004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE FAUNA SELVATICA Danni all’agricoltura: vince la prevenzione a pag. 12 N. 9/11 - SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Nuovi Gal: 66,4 milioni per crescere DOSSIER CEREALI Frumento tenero le varietà testate a pag. 43 DIFESA MAIS L’impiego dei droni contro la piralide a pag. 54

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DENIS PANTINI Responsabile area Agroalimentare Centro Studi e Ricerche, Nomisma itoriale Caselli Eccellenze dell’Emilia-Romagna, le preferite in Italia e all’estero Una recente ricerca di Nomisma sulle regioni più apprezzate dai consumatori in tema di produzioni agroalimentari ha visto l’Emilia-Romagna svettare su tutte le altre con notevole distacco: 4 italiani su 10 dichiarano il loro amore per i prodotti della nostra regione, ben più di quelli che invece preferiscono la Toscana (30%) o Puglia e Sicilia che rappresentano gli altri territori più rinomati per il cibo di qualità. D’altronde, non c’è troppo da stupirsi, i numeri parlano chiaro. L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per prodotti Dop e Igp e non solo per numero di riconoscimenti ottenuti, ma anche per valori economici collegati (non sempre quantità e qualità si escludono a vicenda); gastronomia e ristorazione vantano punte di eccellenza, tanto da annoverare a Modena il miglior ristorante al mondo e la varietà dei prodotti offerti è talmente ampia da frastornare qualsiasi buongustaio che decida di esplorare il territorio percorrendo da nord a sud la Via Emilia. Scontiamo invece una minor notorietà nel settore vinicolo, dove l’Emilia-Romagna si posiziona più distante dal podio, su cui al primo posto regna incontrastata la Toscana, affiancata da Piemonte e Veneto. Confrontando il nostro patrimonio vinicolo con quello dei tre territori più apprezzati dagli italiani, sembra emergere la mancanza di un “catalizzatore”, capace di attirare l’attenzione dei media e dei consumatori e di riflettere questa sua luce sugli altri vini e sull’intera produzione regionale. Fortunatamente i nostri produttori sono tutt’altro che arrendevoli e gli sforzi per una maggiore riconoscibilità di mercato non sembrano mancare. Su questo siamo fiduciosi. Al di là di tutto, i risultati dell’indagine di Nomisma testimoniano una volta di più la buona reputazione di cui gode l’Emilia-Romagna in ambito gastronomico e delle produzioni agroalimentari; un connubio che rappresenta indubbiamente un valore per tutta la filiera, dall’agricoltura alla ristorazione. Un valore che si esprime non solamente nei confronti dei consumatori italiani, ma soprattutto di quelli esteri, in particolare di quei 2,6 milioni di turisti stranieri che nel 2015 hanno pernottato nelle strutture ricettive della nostra regione. Un potenziale di domanda e di utenti che nell’ultimo quinquennio ha visto crescere il flusso di arrivi del 23%, ma che nel caso degli agriturismi ha registrato addirittura un aumento del 102%, un raddoppio che ha surclassato la media rilevata a livello nazionale (+52% nello stesso quinquennio). Sempre più turisti scelgono la propria meta di vacanza sulla base dell’offerta enogastronomica del territorio e quando questo criterio non è discriminante nella pianificazione del viaggio, lo diventa poi nel momento in cui si trascorre la vacanza e ancor di più nella decisione se ritornare in futuro. La condizione di base, necessaria ma non sufficiente, affinché tutto questo sistema virtuoso continui a funzionare è risaputa ma affatto scontata: fare in modo che la notorietà si traduca anche in sostenibilità economica delle imprese che contribuiscono a tenere alta la reputazione dell’enogastronomia regionale, a partire dalla produzione agricola. SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 3

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 43 - N. SETTEMBRE-NOVEMBRE 2016 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Cinzia Pisano, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Cinzia Zambelli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Patrizia Garau, Rita Soffritti RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta regionale dell’Emilia-Romagna Viale Aldo Moro, 52 40127 Bologna tel. 051 5275440-5490 fax 051 511100 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli Srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n. 001034895142 c/c bancario IBAN IT-18-U-07601-02400-001034895142 Intestato a NUOVA CANTELLI SRL CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITÀ Editoriale Idea Srl Via A. Gandiglio, 81 - 00151 Roma Tel. 0665797535 - Fax 0665741338 e-mail: info@editorialeidea.it Giorgio Gori - Tel. 348 2414473 e-mail: info@ggori.it Lamberto Colla - Tel. 344 2373963 e-mail: info@nuovaeditoriale.net I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 39.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 23/11/2016 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Caselli Nirmal SOMMARIO 03 EDITORIALE Eccellenze dell’Emilia-Romagna, le preferite in Italia e all’estero Denis Pantini Fatti 06 STRATEGIA LEADER Al via i nuovi Gal per uno sviluppo di qualità Marilù D’Aloia, Cinzia Pisano 10 RICOSTRUZIONE POST SISMA 2012 L’impianto di Mondine di nuovo in funzione Andrea Gavazzoli FOCUS FAUNA SELVATICA 12 Danni all’agricoltura: vietato abbassare la guardia Federica Dotti 15 Obiettivo prevenzione, l’impegno della Regione Federica Dotti 17 Lupo e cinghiale, al via due progetti pilota A cura della Redazione Cultura rurale 20 ANNIVERSARI Quando a Piacenza si insegnava l’agricoltura Daniela Morsia Qui Europa 22 Latte, anche in Italia l’etichetta è obbligatoria A cura della Redazione Qui Regione 23 Tartufi, si cambia: dal 2017 calendario unico A cura della Redazione 24 In arrivo 15,5 milioni per le aree forestali A cura della Redazione Agrea News 25 Il punto sulle risorse erogate nel 2016 Silvia Lorenzini

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SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 Economia 27 SANA Il biologico in cattedra detta le nuove tendenze Rosa Maria Bertino 30 CAMPAGNA VITIVINICOLA Un’annata da collezione Giovanni Nigro In azienda 32 AGROMETEO E INNOVAZIONE Come prevedere il momento giusto della vendemmia Olga Cavina Meccanizzazione 34 INFORMATICA IN CAMPO Precision farming, l’Italia accelera Ottavio Repetti 36 L’INTERVISTA «Così rilanceremo la Goldoni Siamo qui per restare» Ottavio Repetti Fisco e previdenza 38 Pene più severe contro il caporalato A cura di Corrado Fusai Ricerca e sperimentazione 40 AGROSCENARI Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici William Pratizzoli DOSSIER CEREALI 43 Campagna 2016: ok le rese, in ripresa i prezzi Daniele Govi, Luca Rizzi, Riccardo Bugiani, William Pratizzoli 47 Frumento tenero, le varietà testate Claudio Selmi, Renato Canestrale Avversità 51 LINEE GUIDA Fitosanitari, istruzioni per l’uso Floriano Mazzini, Nicoletta Vai, Danila Tortorici 54 DIFESA BIOLOGICA Mais, l’impiego dei droni nella lotta alla Piralide Massimo Bariselli, Claudio Cristiani, Marco Zambelli Rubriche 57 IN BREVE A cura della Redazione 60 AGENDA VERDE A cura della Redazione 62 NEL GIARDINO Maria Teresa Salomoni, Massimo Drago 64 NOVITÀ DALLA RICERCA A cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio 66 AGROMETEO A cura di William Pratizzoli

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Fatti STRATEGIA LEADER Dell’Aquila Al via i nuovi Gal per uno sviluppo di qualità Ai nastri di partenza i Gruppi di azione locale con una dote di 66,4 milioni. Obiettivo: spingere su servizi e lavoro nelle aree rurali più fragili, dall’Appennino al Delta del Po MARILÙ D’ALOIA Ervet CINZIA PISANO Servizio Programmazione e Sviluppo Locale Integrato, Regione Emilia-Romagna A l via i nuovi Gal (Gruppi di azione locale) dell’Emilia-Romagna, società in partnership tra enti pubblici (Comuni e relative Unioni, Province, Camere di commercio, Parchi) e soggetti privati (organizzazioni economiche, Consorzi prodotti tipici e associazioni varie) per promuovere lo sviluppo economico, favorire l’incremento dell’occupazione e il potenziamento dei servizi sociali nelle zone rurali marginali del territorio regionale, cioè l’intera fascia appenninica da Piacenza alla Valconca e l’area del Delta del Po. Un traguardo al quale si è giunti al termine di un percorso di selezione in due tappe in ambito Leader. La prima fase ha portato all’individuazione, appunto, di sei Gal (Antico Frignano e Appennino reggiano, Appennino bolognese, l’Altra Romagna, Delta 2000 e le new entry Ducato e Valli Marecchia e Conca) sulla base della qualità delle strategie di sviluppo locale proposte e della composizione della compagine sociale (Determinazione n. 926 del 26 gennaio 2016). La seconda fase, chiusa in anticipo rispetto ai tempi previsti dalla normativa comunitaria, ha decretato la conclusione dell’impegnativo percorso con il quale la Regione, prima in Italia, ha approvato le strategie definitive, i relativi Piani d’azione locale (Pal) e il relativo piano finanziario (Determinazione n. 13080 del 10 agosto 2016). La Regione Emilia-Romagna prima al traguardo Identikit, strategie e modalità d’intervento dei sei Gal, uno in più rispetto al recente passato, sono stati illustrati in una conferenza stampa a Bologna dall’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, alla presenza dei rappresentanti dei raggruppamenti misti pubblico-privati: «La prima sfida l’abbiamo già vinta: siamo infatti la prima Regione d’Italia ad aver completato l’iter istruttorio per il decollo dei nuovi soggetti che sono stati selezionati, con il supporto di un pool di esperti, non solo sulla base della qualità della strategia adottata, ma anche in ragione della solidità della compagine societaria. Adesso abbiamo un Gal in più e sei strategie che individuano chiaramente le azioni da portare avanti e i risultati che si vogliono ottenere. I Gal saranno veri e propri terminali locali del Psr, partner della Regione che mettono in pratica la propria strategia su obiettivi chiari e misurabili». A parte le due novità rappresentate dal Gal Valli Marecchia e Conca, il più piccolo come superficie (comprende anche i sette comuni del Riminese che nel 2009 sono passati dalle Marche all’Emilia-Romagna), e dal Gal Ducato, che opererà nei territori appenninici delle province di Parma e Piacenza, gli altri quattro raggruppamenti misti pubblico-privati sono 6 SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016

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realtà consolidate del panorama regionale che si presentano al via della nuova programmazione europea Leader con una compagine sociale in parte rinnovata. I territori in cui opereranno i Gal sono aree svantaggiate caratterizzate da una maggiore fragilità sotto il profilo economico-sociale rispetto al resto del territorio regionale. Il mandato affidato ai Gal è quello di essere di impulso e interlocuzione con il tessuto sociale e imprenditoriale del territorio. I Gal dell’Emilia-Romagna rappresentano una popolazione complessiva di circa 715mila abitanti, su un territorio di 12.830 km2. La tabella 1 ne riporta in sintesi le principali caratteristiche, mentre la cartina nella pagina seguente riporta i Comuni che interamente o parzialmente (quelli indicati con retinatura) ricadono in area Leader. In aumento le risorse assegnate Come previsto dal Regolamento europeo n. 1305 del 2013 complessivamente il Programma di sviluppo rurale dell’Emilia-Romagna destina all’ambito Leader il 5% delle risorse complessive, per un totale di circa 66,4 milioni di euro. Dun- TAB. 1 - L’IDENTIKIT DEI SEI GRUPPI DI AZIONE LOCALE DELL’EMILIA-ROMAGNA DUCATO area: Appenino piacentino e parmense n. comuni: 59 superficie: 3.904 kmq popolazione: 138.311 abitanti web: www.galdelducato.it/gal_del_ducato.html Titolo della strategia: Aggregare per innovare Risorse totali: 7.567.900 Ambito prevalente: Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali Risorse assegnate: 3.967.900 Ambito correlato: Turismo sostenibile Risorse assegnate: 3.600.000 APPENNINO BOLOGNESE n. comuni: 30 superficie: 1.795 kmq popolazione: 142.374 abitanti web: www.bolognappennino.it/ Titolo strategia: Più valore all’Appennino-Fare del turismo il motore dell’economia locale Risorse totali: 7.102.700 Ambito prevalente: Turismo sostenibile Risorse assegnate: 4.948.670 Ambito correlato: Filiere produttive di qualità Risorse assegnate: 2.154.030 ANTICO FRIGNANO E APPENNINO REGGIANO area: Appennino modenese e reggiano n. comuni: 31 superficie: 2.185 kmq popolazione: 113.043 abitanti web: www.galmodenareggio.it/ Titolo della strategia: Sviluppo e innovazione delle filiere produttive locali dell’Appennino modenese e reggiano Risorse totali: 8.266.448 Ambito prevalente: Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali Risorse assegnate: 4.810.000 Ambito correlato: Turismo sostenibile Risorse assegnate:3.456.448 VALLI MARECCHIA E CONCA area: Appennino riminese n. comuni: 19 superficie: 597 kmq popolazione: 71.679 abitanti web: www.vallemarecchia.it/Index.aspx Titolo strategia: Paesaggio, identità e sviluppo Risorse totali: 7.646.578 Ambito prevalente: Cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità Risorse assegnate: 2.945.650 Ambito correlato: Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali Risorse assegnate: 4.700.928 L’ALTRA ROMAGNA area: Appennino faentino, forlivese e cesenate n. comuni: 25 superficie: 2.113 kmq popolazione: 99.877 abitanti web: www.altraromagna.net/wp/ Titolo della strategia: Imprese/turismo/ambiente una smart land per il 2020 Risorse totali: 7.558.000 Ambito prevalente: Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali Risorse assegnate: 5.648.000 Ambito correlato: Cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità Risorse assegnate: 310.000 Ambito correlato: Turismo sostenibile Risorse assegnate: 1.600.000 DELTA DEL PO area: Ferrarese e Ravennate n. comuni: 17 superficie: 2.233 kmq popolazione: 149.048 abitanti web: www.deltaduemila.net/ Titolo della strategia: Il Delta del Po per lo sviluppo del turismo sostenibile e dell’economia locale: prendiamocene cura! Risorse totali: 7.835.000 Ambito prevalente: Turismo sostenibile Risorse assegnate: 6.135.000 Ambito correlato: Cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità Risorse assegnate: 1.700.000 SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 7

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Fatti STRATEGIA LEADER I GRUPPI DI AZIONE LOCALE DELL’EMILIA-ROMAGNA Le aree retinate comprendono Comuni il cui territorio è parzialmente incluso nel rispettivo Gal que, un budget più ricco rispetto ai 49,6 milio- di capacità di spesa e risultati saranno destinata- ni di euro del precedente settennio 2007-2013. ri di un’ulteriore tranche finanziaria, attingendo In questa fase di avvio sono stati messi a bando dai restanti 6,4 milioni di euro di riserva. Dei complessivamente 60 milioni di euro, suddivisi 60 milioni di dotazione complessiva, quasi 46 tra i Gal in virtù di un complesso meccanismo milioni saranno impiegati in attuazione delle di valutazione basato su 64 indicatori, raggrup- strategie di sviluppo di ciascun raggruppamen- pati in quattro distinti profili: caratteristiche del to; la restante parte coprirà le cosiddette azioni territorio, assetto societario, struttura organizza- di progetto e di supporto per i programmi di tiva e qualità della strategia. cooperazione Leader (tipi di operazione 19.3.01 La distribuzione delle risorse tra i Gal (vedi gra- e 19.3.02) e i costi di esercizio e di animazione fico 1) è basata sul punteggio attribuito alle sin- (tipi di operazione 19.4.01 e 19.4.02). gole strategie, premiando soprattutto la voglia di cambiamento e il grado di innovazione. A metà Le strategie di sviluppo locale del periodo di programmazione i Gal che avran- no ottenuto le migliori performance in termini Nella programmazione 2014-2020 sono state selezionate le strategie di TAB. 2 - RIPARTIZIONE PERCENTUALE DELLE RISORSE ASSEGNATE AI GAL PER FOCUS AREA sviluppo più innovative. Focus Area P2A Ammodernamento aziende agricole/ forestali e Antico Frignano e Appennino reggiano Appennino bolognese Delta 2000 Ducato L'Altra Romagna Valli Marecchia e Conca Totale 13% 26% 19% - 26% 27% 19% Infatti, non si tratta come in passato di una replica “locale” del Psr, ma di sei strategie distinte con l’obiettivo comune di dare diversificazione un impulso allo sviluppo P3A - Filiera agroalimentare e produzioni di qualità 24% 10% 2% 25% - 5% 11% economico, alla qualificazione dei servizi sociali di P4A - Biodiversità - 13% - - 2% - 2% base e all’aumento dell’oc- P5C - Energie rinnovabili - - -- 7% - 1% cupazione. Ai partenariati è stata data la possibi- PP6A - Start up aziende non agricole 42% 25% 16% 34% 8% 29% 26% lità di scegliere un settore prevalente di intervento P6B - Servizi alla popolazione e Leader tra un set di sei ambiti 13% 26% 63% 41% 49% 39% 38% tematici su cui incentrare P6C - Diffusione Banda larga 7% - -- 8% - 3% la propria strategia e, al contempo, di sviluppare Totale 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% fino a un massimo di due 8 SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016

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Anghinoni ambiti correlati al primo. Gli ambiti su cui i Gal hanno deciso di concentrare le risorse sono: tSviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali, scelto da tutti i Gruppi, che ha assorbito il 46% delle risorse complessive investite. In particolare tale ambito è risultato quello prevalente per i Gal Ducato, Antico Frignano e Appennino reggiano e l’Altra Romagna; tTurismo sostenibile, prevalente per i Gal Appennino bolognese e Delta 2000, che ha ricevuto il 43% del budget; t Cura e tutela del paesaggio, dell’uso del suolo e della biodiversità, scelto dal Gal Valli Marecchia e Conca come prevalente, cui è stato indirizzato il restante 11% delle risorse. 12 milioni per le start-up GRAF. 1 - RIPARTIZIONE DELLE RISORSE COMPLESSIVE ASSEGNATE AI GAL I Piani di azione, messi a punto dai Gal in una logica partecipativa “dal basso”, cioè con l’attivo coinvolgimento delle comunità locali, contengono gli aspetti attuativi e gestionali delle diverse azioni per raggiungere gli obiettivi di sviluppo locale. Dal punto di vista dei temi sviluppati dai piani di azione in relazione ai contenuti delle focus area del Psr, e fermo restando l’interesse per la focus area P6B, quella specifica per il programma Leader, che è stata attuata in prevalenza per le promozioni territoriali, si è riscontrato un ampio interesse per la promozione di start-up di aziende non agricole (focus area P6A), cui sono stati destinati 12 milioni di euro, a fronte dei 1,7 milioni dell’intero Programma di sviluppo rurale. Significativo anche l’interesse per le filiere agroalimentari e produzioni di qualità (focus area P3A) e per l’ammodernamento e la diversificazione delle aziende agricole (focus area P2A) con una quota complessiva del 30% di risorse investite, circa 13,7 milioni di euro (vedi tab. 2). Azioni ordinarie e specifiche Gli interventi descritti nei Piani di azione possono essere sviluppati seguendo due orientamenti: le azioni ordinarie, che ricalcano i tipi di operazione attivati direttamente dal Psr e ne adeguano alcuni aspetti in funzione delle specificità territoriali; le azioni specifiche, che declinano le peculiarità dei rispettivi territori sulla base delle strategie formulate dai singoli Gal. Come si evince dalla tabella 3, il 60% dei fondi è stato programmato per la realizzazione delle azioni specifiche. Quasi tutti i Gal hanno incentrato l’attuazione della strategia prediligendo le azioni specifiche, fatta eccezione per l’Altra Romagna, che ha destinato il 72% delle risorse sulle azioni ordinarie. Equamente distribuite invece le risorse tra azioni ordinarie e specifiche per il Gal Valli Marecchia e Conca. I Gal, su delega dell’Autorità di gestione, potranno operare con tre modalità: interventi a bando che prevedono la selezione delle domande di accesso agli aiuti presentate da soggetti terzi; interventi a regia diretta, promossi in risposta a esigenze del Gal in quanto soggetto di sviluppo locale; interventi in convenzione con Enti pubblici o soggetti a prevalente partecipazione pubblica (Parchi, Università). La Regione avrà il compito di supervisionare il tutto, assicurando il buon andamento della strategia Leader. TAB. 3 – RIPARTIZIONE % DELLE RISORSE: AZIONI ORDINARIE E SPECIFICHE GAL Azioni ordinarie Azioni specifiche Ducato Antico Frignano e Appennino reggiano Appennino bolognese Delta 2000 L'Altra Romagna 19% 28% 49% 37% 72% 81% 72% 51% 63% 28% Valli Marecchia e Conca 50% 50% Totale 40% 60% In alto, uno scorcio del Delta del Po SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 9

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Fatti RICOSTRUZIONE POST SISMA 2012 L’impianto di Mondine di nuovo in funzione Misa Con le nuove elettropompe sicurezza idraulica a oltre 50mila ettari tra Reggio Emilia, Modena e Mantova. Un investimento da 20,7 milioni ANDREA GAVAZZOLI Consorzio Emilia Centrale Panoramica dell’impianto di Mondine in cui sono visibili le elettropompe e le condutture per il regolamento dei flussi delle portate e dei dislivelli Se da una parte attenzione e sforzi collettivi del nostro Paese sono comprensibilmente focalizzati sulla drammatica emergenza sismica del Centro Italia, dall’altra l’Emilia-Romagna non rallenta l’impegno per la ricostruzione post terremoto 2012. Molte sono le infrastrutture pubbliche, private, opifici industriali che hanno ripreso a vivere e funzionare in tempi piuttosto rapidi portando sollievo e rinnovato sviluppo alle comunità. Tra le diverse opere che nell’ultimo periodo hanno riacquistato e in taluni casi anche migliorato la loro funzione rientra il ripristino, alla fine di ottobre, dell’impianto idrovoro di Mondine. Sul nodo idraulico di Mondine sono state investite risorse per 20,7 milioni di euro, in gran parte finanziati dalla Regione Emilia-Romagna. Il manufatto idraulico, che è situato nel comune di Moglia, in provincia di Mantova, ma che ha soprattutto influenza diretta su ampie aree del Reggiano e del Modenese, garantirà maggior sicurezza a circa 200mila abitanti che risiedono in un comprensorio di oltre 50mila ettari, du- ramente colpito dal sisma del 2012. In questo territorio alcune ferite infrastrutturali sono tuttora aperte e per la comunità locale ritrovare un punto fermo sia sotto il profilo della sicurezza idraulica sia sotto l’aspetto della funzione irrigua, non è cosa da poco. Ripristinato a tempo di record Così anche la piovosa giornata del sopralluogo tecnico – culminato con l’attivazione complessiva delle avanzatissime elettropompe Misa – ha assunto il sapore della festa condivisa, con motivo di gioia per quanto fatto in tempi assai veloci per eventi calamitosi di questo genere. «Il ripristino di un impianto come questo – ha commentato il Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale Franco Zambelli – ha un’importanza fondamentale per le persone e per gli equilibri socio-economici di un’area in cui l’agricoltura è basilare. Non era scontato che si potesse intervenire in questo modo a nemmeno quattro anni dal grave sisma. 10 SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016

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Il Consorzio ha svolto un’opera di ideazione ed esecuzione straordinaria dei lavori e ora, insieme alle imprese, ai professionisti e ai funzionari delle diverse amministrazioni che hanno collaborato, raccogliamo i frutti di un lavoro che sarà ulteriormente ottimizzato nei prossimi mesi». Un risultato raggiunto “in house” Rossella Capisani, assessore comunale all’Ambiente e Politiche del territorio di Moglia, aveva vissuto con gravissima preoccupazione gli ingenti danni patiti in seguito al terremoto dall’impianto di Mondine e da tutto il sistema idraulico in un comprensorio che ha vitale necessità delle attività di bonifica per tutto il corso dell’anno: irrigazione durante i mesi estivi e regimazione dei flussi durante autunno, inverno e primavera. «Ringrazio l’Emilia Centrale – ha dichiarato – la collaborazione della Regione Emilia-Romagna e tutti coloro che hanno lavorato per raggiun- gere questo importante traguardo». Il direttore generale del Consorzio dell’Emilia Centrale Domenica Turazza ha ricordato che il risultato è stato raggiunto “in house”, e cioè attraverso le specifiche competenze del Consorzio nel campo della progettazione ed esecuzione dei lavori, dando inoltre occupazione a un centinaio di persone tra tecnici, operai e imprese esecutrici. L’antico impianto ristrutturato dopo il sisma e le nuovissime elettropompe che sono interrate a fianco dell’antica struttura Misa LAVORI COMPLETATI ENTRO L’ANNO E NELLA PRIMA METÀ DEL 2017 LE ALTRE OPERE. TECNOLOGIA IN GRAN PARTE ITALIANA PER I NUOVI IMPIANTI A seguito del terremoto del 20 e 29 maggio 2012, numerose opere di bonifica hanno subito rilevanti danni, in particolare i nodi idraulici di Mondine e San Siro, in provincia di Mantova, dove confluiscono le acque della pianura reggiana e modenese. Oltre agli impianti sono stati gravemente danneggiati i manufatti di regolazione quali le chiaviche emissarie, nonché altre chiuse di regolazione e la botte San Prospero, oltre ai fabbricati funzionali all’attività quali i magazzini e le case di guardia. Gli interventi sono stati finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, in un primo momento limitatamente al primo stralcio del nuovo impianto idrovoro, e successivamente per il completamento dell’intero nodo. Infatti, nonostante sia collocato in Lombardia, l’impianto serve in gran parte il territorio emiliano. Per effetto di questi lavori uno dei più importanti nodi idraulici di bonifica della pianura padana sarà completamente rinnovato, con moderni impianti di bonifica che andranno ad affiancarsi ai manufatti storici di pregio, risalenti a quasi un secolo fa e ormai non più adeguati a garantire la piena sicurezza idraulica del territorio. Motivo di particolare orgoglio è anche che la tecnologia dei nuovi impianti è in gran parte italiana. In particolare, Mondine, uno dei luoghi simbolo del sisma, è stato interessato da una serie di interventi progettati ed eseguiti dal Consorzio. I manufatti storici (idrovora, chiavica emissaria e chiavica sfioratore) sono stati inizialmente messi in sicurezza con l’obiettivo di parziale recupero del loro funzionamento, con una spesa di circa 781mila euro. Successivamente sono stati eseguiti i lavori di riparazione per un milione 400mila euro. Tali interventi non sono stati sufficienti a garantire la piena sicurezza idraulica di un comprensorio così esteso e popolato, anche considerata la vetustà degli impianti e la gravità dei danni subiti. I tecnici del Consorzio hanno così avviato la progettazione di un nuovo im- pianto idrovoro per lo scolo meccanico delle acque per un valore di 12 milioni; di un impianto irriguo e di una nuova chiavica emissaria finanziati ciascuno per tre milioni. La progettazione delle opere è stata particolarmente complessa, trattandosi di una zona soggetta a vincoli di natura paesaggistica, ambientale e architettonica, nonché per il ritrovamento di reperti archeologici. Sono stati anche effettuati interventi di messa in sicurezza, riparazione e ripristino della Casa di Guardia e del Magazzino annessi al nodo idraulico per complessivi di 520mila euro. I lavori sono attualmente in corso. Anche il nodo idraulico di San Siro, nel comune di San Benedetto Po, sempre in provincia di Mantova – e segnatamente l’impianto idrovoro, la chiavica emissaria, il magazzino e la casa di guardia – è stato interessato da lavori di messa in sicurezza, riparazione e ripristino per oltre tre milioni di euro. Anche in questo caso è stato avviato un percorso per valutare la fattibilità di realizzazione di un nuovo impianto poiché non è possibile adeguare la struttura dal punto di vista sismico. Entro la fine di quest’anno dovrebbe essere completato il nuovo impianto idrovoro e nella prima metà del 2017 verranno completate le altre opere. In collaborazione con tutti gli enti interessati (Autorità di bacino del Fiume Po, Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, Agenzia interregionale per il Po, Autorità di Bacino del Reno, Servizio tecnico di Bacino degli affluenti Po, Servizio tecnico di Bacino Po di Volano della costa, Servizio tecnico di Bacino Reno, Arpae Simc Emilia-Romagna, oltre ai Consorzi di bonifica dell’Emilia centrale, Terre di Gonzaga in destra Po, Burana e Ferrara) è stato redatto da Emilia-Romagna e Lombardia, con parere positivo del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, il “Piano interregionale di emergenza per la riduzione del rischio idraulico del territorio interessato dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012”. SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 11

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wikimedia Magnoni FOCUS FAUNA SELVATICA Danni all’agricoltura: vietato abbassare la guardia Nel 2015 calo dei danneggiamenti provocati da cinghiali, storni e altre specie. Poco più di un milione gli indennizzi, contro i tre del 2008. Restano tuttavia aree molto critiche FEDERICA DOTTI Servizio Attività Faunistico-venatorie e Pesca Regione Emilia-Romagna Nella foto in alto, danno invernale da cinghiale su campo seminato Nell’annata agraria 2015 le aziende agricole che hanno presentato richiesta di indennizzo per i danni causati dalla fauna selvatica sono diminuite e quelli accertati sono stati di poco superiori a 1 milione 100mila euro. Un importo inferiore rispetto al 2014 (1 milione 469mila euro) e meno della metà rispetto al 2008 (-62% in 8 anni), quando si sono superati i 3 milioni di euro di indennizzi e la Regione, consapevole della gravità del fenomeno, ha iniziato a mettere in campo una serie di misure mirate alla prevenzione. Nel 2015 le specie maggiormente impattanti sono state lo storno, gli uccelli ittiofagi come il cormorano e l’airone, e il cinghiale. Nei confronti di queste specie anche la prevenzione è problematica. Ad esempio è difficile recintare su tutti i lati i frutteti e i vigneti per bloccare il passaggio degli uccelli, perché una rete laterale lunga fino a terra è problematica per gli addetti ai lavori. Inoltre lo storno, specie protetta a livello europeo, è cacciabile soltanto in deroga al generale divieto di caccia, con provvedimenti ad hoc e una serie di limitazioni numeriche, temporali, locali e di modalità di prelievo. Poiché gli uccelli ittiofagi sono protetti a livello comunitario, i margini di azione per le Regioni sono scarsi. Sono consentiti metodi dissuasivi e di allontanamento nonché, per il solo cormorano, piani di controllo in alcune aree delimitate. Ad esempio, nel Parco regionale del Delta del Po è in vigore un piano di limitazione numerico, per un massimo di 600 capi, da effettuarsi esclusivamente nelle aziende ittiche in cui è stato accertato un danno nel quinquennio precedente e per un numero limitato di mesi. Nel 2015 la Città metropolitana di Bologna ha prelevato 140 volatili e la Provincia di Modena 77. I danni da cinghiale, invece, sono scesi nel 2015 a meno di 154mila euro, rispetto ai quasi 226mila dell’anno precedente, ma continuano a rappresentare un’emergenza, soprattutto in alcune aree. Una diffusione a macchia di leopardo Parma è l’unica provincia dove sono aumentati gli importi stimati in generale, a carico sia della Regione nelle zone protette, sia degli Ambiti territoriali di caccia (Atc) nel territorio aperto all’attività venatoria. Poiché i tecnici di quasi tutti gli Atc inseriscono le richieste di danni da fauna nel sistema informatico predisposto dalla Regione, oggi siamo in grado di avere una mappa quasi completa degli eventi che interessano superficie agro-silvo-pastorale cacciabile, oltre a informazioni relative a specie responsabile, coltura, giorno in cui si è verificato il danno, date dei sopralluoghi, importo liquidato, sistemi di prevenzione presenti in azienda. Il grafico 1 mostra l’andamento dei danni da cinghiale ne- 12 SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016

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ANDAMENTO DANNI ACCERTATI NELLE PROVINCE NEL PERIODO 2008-2015 (IMPORTI IN EURO) 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 BOLOGNA 677.025 635.133 570.836 687.815 556.964 427.174 425.912 FERRARA 973.932 521.768 373.707 470.734 199.101 175.902 271.379 FORLÌ-CESENA 221.124 345.431 205.485 205.831 233.796 160.886 128.376 MODENA 276.749 203.147 131.631 135.778 145.844 95.743 99.055 PARMA 149.176 149.095 100.510 120.800 114.495 97.628 88.873 PIACENZA 85.819 63.559 52.154 47.277 47.725 50.531 90.956 RAVENNA 338.712 338.020 234.737 289.203 422.883 163.155 149.675 REGGIO EMILIA 257.100 285.818 237.392 290.364 299.838 167.427 178.463 RIMINI 24.486 60.147 23.129 24.139 20.005 18.985 36.549 TOTALE 3.004.123 2.602.118 1.929.581 2.271.941 2.040.651 1.357.431 1.469.238 2015 342.349 180.992 119.091 87.151 54.316 21.598 137.274 172.909 26.697 1.142.377 gli Ambiti territoriali di caccia dal 2013 al 2015. Il dato complessivo però non rende giustizia delle situazioni locali. Per questo in ogni contesto, utilizzando la georeferenziazione come metodo privilegiato, occorre analizzare i motivi per i quali in alcune zone ci sono danni concentrati e reiterati negli anni, mentre i carnieri sono deludenti, nonostante una massiccia presenza di animali, come si evince dai censimenti e dalle segnalazioni dei residenti. Una situazione oggettivamente delicata e in sofferenza è quella denunciata dagli agricoltori del Parco regionale dei Gessi bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa e delle aree circostanti (vedi articolo a pag. 17). Il nuovo piano di controllo, adottato nell’aprile 2015, prevede che tutto il ricavato derivante dalla vendita dei cinghiali ai centri di lavorazione della carne venga utilizzato per l’acquisto di sistemi di prevenzione, ceduti agli agricoltori in comodato d’uso e installati dai guardiaparco assieme ai cacciatori. È stato anche incrementato lo sforzo di cattura all’interno dell’area protetta, sia con le gabbie che con gli abbattimenti selettivi. Non solo: decisivo è il coordinamento tra tutti i soggetti che gestiscono i diversi istituti pubblici e privati nei quali è organizzato il territorio agro-silvopastorale per la definizione della tempistica delle azioni gestionali, lo scambio di informazioni, la corretta scelta delle modalità operative. In questa direzione si è saldamente avviato il lavoro, sottoposto nel 2016. Recinzioni fisse o elettriche e interrate contro i cinghiali GRAF. 1: DANNI DA CINGHIALE ACCERTATI IN EMILIA-ROMAGNA NEGLI AMBITI TERRITORIALI DI CACCIA DAL 2013 AL 2015 Euro * Nel 2015 mancano i dati di alcuni ATC di Piacenza GRAF. 2 - DANNI TOTALI DA SPECIE SELVATICHE ACCERTATI IN EMILIA-ROMAGNA DAL 2008 AL 2015 Benché l’unico sistema di prevenzione utile contro il cinghiale sia la recinzione, sappiamo che non in tutti contesti, per estensione degli appezzamenti, per l’orografia e il reticolo idrografico presente, per l’impatto visivo e ambientale è possibile intervenire con questi metodi. Infatti i campi coltivati a seminativo e i vigneti vanno recintati con installazioni fisse o elettriche, alte almeno 1,20 m. Quelle meccaniche, costituite da rete metallica, devono essere interrate per 30 cm, onde evitare che il cinghia- SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 13

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FOCUS FAUNA SELVATICA GRAF. 3 - DANNI ACCERTATI IN EMILIA-ROMAGNA NEL 2015 SUDDIVISI PER SPECIE SELVATICA le passi sotto scavando. Le recinzioni elettrificate vanno messe in opera almeno 30 giorni prima del periodo di danneggiamento e devono essere formate da 3 fili percorsi da corrente. La prevenzione richiede poi manutenzione a carico degli agricoltori per mantenerla efficiente. Le misure gestionali che possono essere adottate sono diverse e vanno utilizzate tutte modulando la scelta in relazione ai contesti ambientali e geografici. La caccia può essere praticata in girata, braccata e, per 9 mesi e mezzo all’anno, in selezione; i piani di controllo ormai sono attivi in tutte le zone protette. Il prelievo venatorio dei cinghiali negli Atc e i piani di controllo coordinati dalla Polizia provinciale nelle zone protette continuano a essere gli strumenti più validi e duraturi per il loro contenimento numerico. Il monitoraggio del fenomeno Infine, i danni prodotti dal picchio, altra specie protetta, agli impianti di irrigazione sono cresciuti a Bologna e si mantengono ingenti a Ravenna, ma anche a Reggio Emilia, in proporzione al numero complessivo di richieste di risarcimento pervenute. Soltanto a Modena si continua a usare il vecchio tubo forato sopra a quello nuovo di polietilene ad alta densità che va esteso a tutta la regione. I sistemi di protezione delle colture agricole dagli animali selvatici stanno diventando sempre più efficaci grazie all’esperienza maturata ne- gli anni. I singoli dispositivi vengono utilizzati in modo diversificato a seconda delle specie faunistiche presenti nella zona, delle colture oggetto di tutela, del periodo dell’anno in cui sono più esposte al danneggiamento, della fascia altitudinale e della morfologia del terreno e, inoltre, gli agricoltori sanno ora installarli correttamente e mantenerli attivi e funzionanti nel tempo. La prevenzione, associata a una corretta gestione faunistica, dà buoni risultati nella maggior parte dei contesti agricoli e per molte specie selvatiche. Per quanto riguarda gli aspetti burocraticoammministrativi, i danni alle colture agricole sono contabilizzati sulla base delle denunce degli agricoltori, accertati dai tecnici pubblici nelle aree protette e per le specie protette, rapportati ai prezzi correnti e quindi periziati con l’assegnazione definitiva del contributo riconosciuto che ormai da alcuni anni è liquidato al 100%. In questo articolato percorso intervengono quindi molti fattori che si modificano di anno in anno. I confronti perciò devono tener conto di queste variabili e sono più significativi se posti in sequenza storica poiché delineano un andamento meno influenzato dal dato congiunturale. Va inoltre sottolineato che le politiche di gestione faunistica attiva richiedono un certo periodo di tempo per assestarsi e produrre il risultato positivo atteso, mentre le opere passive di prevenzione svolgono la loro funzione di contenimento. 14 SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016

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Obiettivo prevenzione, l’impegno della Regione Oltre un milione e 770mila euro per reti e altre azioni a difesa delle colture agricole e del bestiame. Risorse a “burocrazia zero” per piccoli interventi Magnoni Un milione 510mila euro destinati all’acquisto di nuovi dispositivi per la protezione delle colture agricole e degli allevamenti dall’assalto dei selvatici, compreso l’acquisto di cani da guardiania contro i lupi. Il finanziamento è stato previsto dal bando “Prevenzione danni da fauna”, approvato lo scorso agosto nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 (operazione 4.4.02) che si è chiuso lo scorso 31 ottobre. L’intervento finanzia al 100%, Iva esclusa, spese comprese tra i 3mila e i 30mila euro effettuate dalle aziende agricole, in forma singola o associata, e che devono garantire la manutenzione in efficienza dei beni per cinque anni. Complessivamente il Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 mette a disposizione delle imprese agricole nell’arco dell’intera programmazione 3 milioni di euro per l’installazione di dispositivi di difesa. Cosa può essere finanziato Esaminando nel dettaglio i vari tipi di intervento, per la difesa del bestiame dai canidi i metodi di prevenzione finanziabili sono recinzioni metalliche fisse, recinzioni miste (metalliche ed elettrificate) fisse, recinzioni elettrificate semipermanenti o mobili, dissuasori faunistici acustici e luminosi, cani da guardiania selezionati alla difesa delle greggi. Per la protezione delle colture agricole, invece, si rimborsano recinzioni metalliche perimetrali, reti anti uccelli, shelter, recinzioni elettriche con caratteristiche diverse a seconda della specie selvatica, dissuasori faunistici acustici, visivi o a ultrasuoni. L’installazione è finanziabile purché sia prevista nel preventivo iniziale; è consentita la sostituzione di un dispositivo già presente in azienda, ma non conforme alle caratteristiche indicate nel bando e, nel caso di un vivaio che necessita FEDERICA DOTTI Servizio Attività Faunistico-venatorie e Pesca Regione Emilia-Romagna Recinzione contro le intrusioni di animali selvatici in un’azienda agricola SETTEMBRE/NOVEMBRE 2016 15

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