SIMEST, 25 anni di viaggi con le imprese nel mondo

 

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SIMEST, 25 anni di viaggi con le imprese italiane nel mondo

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Testi a cura di Identity & Communications SIMEST I capitoli 3, 4 e 5 sono basati su elaborazioni di dati sull’attività di SIMEST realizzate dalla società Ernst &Young Financial Advisors Spa. In coerenza con il periodo di analisi scelto, è stata presa in considerazione principalmente l’attività di investimento in partecipazioni, che SIMEST ha esercitato sin dalla sua nascita.

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INDICE Capitolo 1 La prima SIMEST, colloquio con Ruggero Manciati pag. 9 Capitolo 2 SIMEST, un supporto all’internazionalizzazione a 360° pag. 14 Capitolo 3 I principali risultati nei 25 anni di attività pag. 17 Capitolo 4 Gli impatti di SIMEST sull’economia italiana pag. 24 Capitolo 5 Le performance delle aziende partner di SIMEST pag. 28 Conclusione Il “Calzolaio” e lo Stivale pag. 31 Appendice   pag. 33

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25 anni di SIMEST, una preziosa eredità da valorizzare. Sono passati 25 anni dalla felice intuizione dell’allora ministro Renato Ruggiero di creare anche in Italia, come ricorda nel Capitolo 1 il primo presidente di SIMEST Ruggero Manciati, “Uno strumento di co-investimento promozionale nelle aziende nazionali che si sviluppano all’estero”. Sono 25 anni che SIMEST accompagna le società italiane in “viaggi” per tutto il mondo, aprendo agli imprenditori coraggiosi, che vogliono conquistare nuovi mercati, nuove opportunità di crescita. 25 anni rappresentano un periodo di tempo su cui poter fare un significativo bilancio. Questo libro, oltre a celebrare la ricorrenza, vuole mettere in risalto i principali risultati dagli imprenditori e dalle imprese supportate da SIMEST. Risultati che – come verrà evidenziato anche in dettaglio nei capitoli 3, 4 e 5 - sono molto lusinghieri. In sintesi: più di 4.000 imprese supportate attraverso i diversi strumenti - investimenti nel capitale, fondi pubblici per l’internazionalizzazione e contributi all’export - per progetti che hanno riguardato oltre 140 Paesi. SIMEST ha effettuato ben 771 operazioni di acquisizione di partecipazioni con quasi 700 imprese, investendo 1 miliardo di euro di risorse proprie, che hanno generato investimenti per oltre 20 miliardi di euro. Vanno poi aggiunti i benefici che le aziende hanno ottenuto in termini di agevolazioni, grazie alle risorse pubbliche che dal 1999 SIMEST gestisce per conto del Ministero dello Sviluppo Economico: 2,6 miliardi di euro di finanziamenti a tasso agevolato per l’internazionalizzazione; 300 milioni di euro per acquisizioni di partecipazioni di minoranza in Paesi di rilevanza strategica; con le risorse erogate per il sostegno all’export è stato possibile dilazionare oltre 60 miliardi di euro di pagamenti a beneficio delle nostre aziende esportatrici. Ma il successo non si misura solo sulle risorse impiegate. L’analisi condotta da Ernst & Young sull’attività caratteristica di SIMEST, l’investimento in partecipazioni, mette in evidenza il risultato concreto della sua azione. Le aziende che hanno imboccato la via dell’internazionalizzazione - e lo hanno fatto investendo in società con il supporto partecipativo di SIMEST - hanno messo a segno performance nettamente superiori alla media italiana (e anche migliori dei pur positivi risultati di chi si è rivolto ai fondi di Private Equity). 5

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Un solo numero: dal 2005 al 2014 la crescita dei dipendenti delle aziende supportate da SIMEST ha messo a segno un incremento medio annuo del 7,9% a fronte di una sostanziale stagnazione dell’occupazione nel settore industriale del nostro Paese. In 25 anni di attività, SIMEST ha sostenuto attivamente i progetti di sviluppo delle imprese italiane, individuando gli strumenti più idonei ed efficaci, garantendo affidabilità, analisi e monitoraggio dei risultati. Sono stati anni di situazioni congiunturali alterne, di sviluppo tecnologico, di cambiamenti culturali, in cui SIMEST si è costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni per l’impresa, affrontando dinamiche aziendali a volte complesse. Anche grazie a SIMEST molte imprese sono cresciute di dimensione, sono state quotate in Borsa, hanno esteso la loro attività in molteplici paesi esteri. Come efficacemente sintetizza nella Conclusione di questo libro il prof. Leonardo Etro, SIMEST è stata “Il ‘Calzolaio’ capace di mantenere viva la pelle dello Stivale, investendo sulla cura, la manutenzione e la crescita di un oggetto di grande valore quale è l’Impresa Italiana”. Il merito di questo è prima di tutto del genio imprenditoriale italiano e dei lavoratori che hanno contribuito al successo delle imprese italiane che si sono internazionalizzate. È anche, e ne siamo orgogliosi, delle donne e degli uomini che lavorano in SIMEST e di chi, prima di noi, ha guidato così sapientemente l’azienda. Raccogliamo questa importante eredità e ci impegniamo a valorizzarla, puntando anzitutto sull’appartenenza di SIMEST al Gruppo Cassa depositi e prestiti, l’Istituzione di promozione nazionale che destina una consistente parte delle risorse mobilitate dal suo piano industriale 2016-2020 all’azione di SIMEST, in coordinamento con la controllante SACE, in favore dell’internazionalizzazione e dell’export delle imprese italiane. Ci impegniamo poi ad ampliare e migliorare ancora i servizi e gli strumenti offerti da SIMEST, a dare risposte sempre più rapide ai nostri clienti, a garantire alle imprese un affiancamento sempre più personalizzato per soddisfare l’obiettivo di interesse pubblico di promuovere il “Made in Italy” e il “Made with Italy”. Consideriamo questo anniversario una importante tappa del viaggio intrapreso. Ora abbiamo tanti progetti e tanti nuovi obiettivi da raggiungere! Salvatore Rebecchini Presidente SIMEST Andrea Novelli Amministratore Delegato SIMEST 7

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CAP 1. “La prima SIMEST”. Colloquio con Ruggero Manciati

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CAP 1 Ruggero Manciati è stato il primo presidente di SIMEST, in carica dal 1991 fino al 2005. Ricorda in queste pagine la sua esperienza: come nacque l’azienda, come si sviluppò, le “battaglie” vinte e i personaggi che ne fecero la storia, ad iniziare dall’allora ministro Renato Ruggiero, che ebbe l’idea di creare un inedito strumento di co-investimento promozionale nelle aziende nazionali che si sviluppano anche all’estero. Renato Ruggiero il decisionista Lo chiamavano “Rocky-Ruggiero” quando era Direttore generale del World Trade Organization, era proprio un decisionista. E io, infatti, non ho potuto dirgli di no… Manciati ricorda come la nascita di SIMEST e il fatto che lui ne fu messo alla guida all’inizio degli anni ’90 sia stata proprio una decisione di Renato Ruggiero, l’allora ministro del Commercio con l’Estero, che incontrò in qualità di Amministratore delegato di GEPI1 per risolvere un problema di contingentamento di importazioni dal Giappone di motori Daihatsu per la Mini Innocenti. Non mi fece neanche parlare: “Ho fatto una legge che mancava in Italia, ho creato la SIMEST che servirà alle aziende italiane a svilupparsi all’estero, e voglio che sia tu a dirigere questa nuova struttura, mi hanno parlato bene di te”. Per quanto la GEPI facesse un mestiere difficile e delicato, qualche riconoscimento cominciava ad arrivare. Era un gruppo che ormai contava 300 aziende, 50mila persone. Manciati era titubante: Creare una nuova società, partire da zero, cercare una sede, fare gli archivi, non è che fossi proprio convinto…ma lui fu categorico: “Basta, si parte, ho anche il via di Andreotti e di Craxi” 2. E quindi accettai …due lavori. Uno spin-off di talenti da GEPI Eh sì, perché quando Manciati si reca successivamente dall’allora ministro dell’Industria Adolfo Battaglia per dimettersi da GEPI in vista dell’incarico in SIMEST, trova un altro scoglio. Mi chiese di non creare il problema, di restare Amministratore delegato di GEPI per un anno ancora, fino alla scadenza. Anche lì dovetti accettare. Mi ridussi lo stipendio del 75% e cercai di sfruttare al meglio questa mia doppia carica. Manciati utilizzò per l’avvio di SIMEST alcune stanze nell’edificio della GEPI e chiese personale GEPI distaccato, tra cui anche Massimo D’Aiuto, che avrebbe in seguito proseguito il percorso iniziato insieme diventando Amministratore delegato di SIMEST. Chiesi i migliori talenti, ebbi gli uffici e quindi potemmo cominciare a lavorare già dal giorno dopo. Anche il notaio per la costituzione di SIMEST fu lo stesso di GEPI. 10 “La prima SIMEST”. Colloquio con Ruggero Manciati

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Ospiti della Cassa del Mezzogiorno e di ABI La primissima sede operativa di SIMEST fu quindi presso la GEPI, a Roma in via del Serafico. Eravamo pochi, lavoravamo tantissimo, toccava spegnere la luce per cacciare via la gente. Poi, quando ci fu la prima esigenza di ampliarci, mi ricordai che in Via Valadier c’erano degli uffici della Cassa del Mezzogiorno vuoti, in cui venivano comunque pagati gli affitti: chiesi di ospitarci in attesa del restauro della nuova sede in via Alessandro Farnese. Quindi, nel 1999, lo scossone dell’acquisizione dell’area estero del Mediocredito Centrale: Ci ritrovammo dall’oggi al domani a dover sistemare fisicamente altre 120 persone. Riuscimmo a farci dare temporaneamente per loro dall’ABI una bellissima sede in Via Paisiello: si vedeva solo il verde di Villa Borghese e il Cupolone. Infine, l’attuale sede di Corso Vittorio Emanuele II, dove confluirono tutti i dipendenti della nuova SIMEST. Da “merchant bank per l’EST Europa” a “partner istituzionale nel mondo” “É nata SIMEST, la banca dell’Est”, così titolarono nel 1991 i giornali, salutando la nascita della “merchant bank che avrà il compito di favorire la creazione di imprese miste nei Paesi postcomunisti”3. Le prime operazioni di SIMEST furono proprio dedicate all’Europa dell’Est, in particolare Polonia e Ungheria, visto il particolare momento storico. Poi l’azienda ampliò il suo raggio d’azione, fino a coprire l’intero mondo. La nascita di SIMEST ha colmato una lacuna dell’ordinamento italiano rispetto ai Paesi sviluppati, prevedendo il sostegno finanziario alle imprese italiane nel momento in cui esse avessero deciso di compiere investimenti diretti in Paesi stranieri. Avere SIMEST come partner rappresenta da sempre un supporto istituzionale importante per le imprese. Lo era ancor più quando non si parlava ancora di globalizzazione: Ora è tutto più sfumato, ma un tempo avere come co-investitore la SIMEST significava anche non essere soggetto alle possibili “vessazioni” di un Paese straniero: eravamo uno strumento del Governo italiano, potevamo far scendere in campo la diplomazia per supportare le imprese del nostro Paese. Nota 1: Società per le Gestioni e Partecipazioni Industriali, attiva nel risanamento di imprese in difficoltà, successivamente fusa in Sviluppo Italia. Nota 2: Il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti firmò il decreto di nomina del Cda di SIMEST all’inizio del mese di marzo 1991. Nota 3: Roberto Petrini per Repubblica, 6 giugno 1991. “La prima SIMEST”. Colloquio con Ruggero Manciati 11

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Proprio perché fautrice dello sviluppo delle imprese, SIMEST è stata testimone di tante storie di successo. Aziende che ha accompagnato, passo dopo passo, lungo il percorso della crescita internazionale. Abbiamo fatto tantissime operazioni. Se proprio debbo sceglierne una emblematica per il sostegno di SIMEST a tutto il ciclo di internazionalizzazione, cito la SOL, attiva nel settore dei gas tecnici industriali puri e medicinali, che abbiamo supportato a partire dal 1993 in Slovenia, Croazia, Macedonia, Serbia, Albania e Kosovo. Nel 1993, nel momento della prima operazione con SIMEST, la SOL Spa era una azienda che si avviava a diventare media impresa. Nel 1998 dopo aver consolidato, anche grazie a SIMEST, una articolata espansione all’estero la società si è aperta al mercato quotandosi alla Borsa di Milano. Oggi il Gruppo SOL rappresenta nel settore uno dei primi operatori in Europa, avendo raggiunto lo scorso anno volumi consolidati di fatturato di oltre 750 milioni di euro e 3.000 dipendenti nel mondo. La mission di SIMEST SIMEST nacque con una missione specifica: il co-investimento promozionale nelle aziende italiane che si sviluppavano all’estero. Successivamente, con l’acquisizione delle gestioni estere del Mediocredito Centrale, ha ampliato la sua operatività anche agli incentivi finanziari per l’internazionalizzazione. Da sempre chi sceglie SIMEST come partner, vincolandosi a ricomprare dopo un certo periodo di tempo, fa di fatto una promessa alla propria azienda: quella di ricapitalizzarla a 6 o 7 anni. Paga a SIMEST un “usufrutto” annuo e incamera tutto quel che resta del proprio lavoro. È, insomma, anche un atto di fiducia verso le proprie capacità imprenditoriali. Manciati racconta come fin dall’inizio la particolarità di SIMEST era quella di comportarsi come partner finanziario, senza entrare nella gestione delle aziende: Era l’imprenditore che doveva conoscere il prodotto, noi dovevamo solo valutare il progetto e – se ci convinceva – supportare l’impresa con la nostra esperienza affinché affrontasse al meglio il suo “viaggio” all’estero: finanza, problemi legali e societari internazionali, redazione dello studio di fattibilità, valutazione del business, ... 12 “La prima SIMEST”. Colloquio con Ruggero Manciati

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Quanti “no” ha detto? Di “no” ne abbiamo detti, eccome. Grazie a un Consiglio di Amministrazione di livello molto elevato, anzitutto siamo sempre riusciti a smorzare le pressioni politiche, che pur c’erano. Negli anni, poi, abbiamo rigettato quei progetti che non ci convincevano e, successivamente, diversi imprenditori ci hanno anche ringraziato perché li abbiamo aiutati a non compiere un errore strategico. Il sostegno alle imprese italiane anche in ambito UE La storia di SIMEST è costellata di vittorie, non solo sul fronte dell’internazionalizzazione delle aziende italiane. SIMEST non ha esitato a difendere le ragioni delle imprese italiane anche in ambito internazionale. In una circostanza SIMEST ha citato in causa persino la Commissione Europea – DG Concorrenza, che insisteva per cancellare tout court a un’impresa supportata gli incentivi della Legge 394. Avremmo dovuto ritirare tutti i finanziamenti fatti in 5 anni a centinaia di aziende…una follia! Siamo andati in Corte di Giustizia e per fortuna abbiamo vinto. Debbo dire che in entrambi i casi ci è stato di grande aiuto l’allora ministro del Commercio Estero Piero Fassino. Il futuro di SIMEST Nel 2013 il trasferimento alla Cassa depositi e prestiti, poi il passaggio sotto SACE con la creazione del “Polo per l’internazionalizzazione e l’export” del Gruppo CDP. Come vede il primo presidente di SIMEST il futuro dell’azienda? Positivo. Occorrerà però continuare a valorizzare le peculiarità della società, il rapporto diretto – grazie all’attività in equity - che riesce a creare con gli imprenditori. E poi seguire la mission rifiutando – come sempre abbiamo fatto - di assecondare la delocalizzazione. SIMEST aiuta l’impresa sana e forte che vuole svilupparsi, non quella che vuole trasferire l’attività solo per ridurre i costi. Per questo la sua attività porta beneficio sì al Paese di destinazione, ma anche – come dimostrano i dati della ricerca sui 25 anni – al nostro Paese. “La prima SIMEST”. Colloquio con Ruggero Manciati 13

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CAP 2. SIMEST, un supporto all’ internazionalizzazione a 360°

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