Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", ottobre 2016

 

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Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", ottobre 2016

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Anno 22, n. 71 - Ottobre 2016 Sped. in Abb. Post. Art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 Filiale di Padova FATIMA prodigiosa storia iniziata 550 anni fa

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La grande luce di Fatima S iamo entrati nell’anno del Centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, che culminerà il 13 ottobre 2017, anniversario della sesta e ultima apparizione. Di qua e di là si sentono voci che sembrano voler suggerire che Fatima riguardi esclusivamente avvenimenti accaduti nel secolo XX. Dicono che Fatima sarebbe già compiuta e, pertanto, farebbe ormai parte della storia. Non sarebbe più un tema di attualità né, tanto meno, una finestra verso il futuro. Di diverso parere è mons. Rino Fisichella, già vescovo ausiliare di Roma. Nell’introduzione al documento del Vaticano «Il Messaggio di Fatima», il quale constata che “Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne”, egli afferma: “Questo tipo di profezie non possono essere considerate compiute. (...) Lo sguardo, quindi, si apre al futuro e lo illumina. (...) La profezia di Fatima rimane aperta”. A Fatima la Madonna ha fatto un’accurata diagnosi dei mali che affliggono il mondo moderno, offrendo poi una soluzione: penitenza, preghiera e conversione. Ha avvertito su castighi incombenti nel caso l’umanità non si fosse convertita. Alla fine, ha promesso il trionfo del suo Cuore immacolato: un messaggio di tragedia, sì, ma soprattutto di grande e luminosa speranza. Fatima offre la chiave di lettura più profonda del momento attuale. Offre anche la soluzione ai nostri mali. Perché, allora, la ricorrenza non sembra ri- cevere la dovuta attenzione? Da parte sua, il Santuario ha già stilato un fitto programma di celebrazioni, compresa una possibile visita di papa Francesco. In molti ambienti di Chiesa, però, non si riscontra lo stesso entusiasmo. Perché? Senza giudicare singole intenzioni, ci sembra chiaro che esista una ragione di fondo che forse può spiegare tale freddezza: a Fatima la Madonna ha fatto una lettura decisamente negativa della modernità. Il mondo moderno è stato costruito sulla convinzione che, allargando sempre di più la libertà e l’uguaglianza, saremmo giunti alla felicità sulla terra. Si è sviluppata perfino una certa pastorale fondata sull’idea che la modernità sia essenzialmente positiva, e che si tratta semmai di correggere qualche “errorino”. Dare ascolto alle parole della Madonna di Fatima significa, invece, rigettare la mentalità che è alla base degli aspetti rivoluzionari del mondo moderno; vuol dire intraprendere un cammino di conversione, nel senso proprio della parola, cioè un tornare indietro salvo poi riprendere la buona strada laddove si era lasciata. E la buona strada non è altra che quella della Civiltà cristiana, che si tratterebbe dunque di restaurare. Vengono in mente le parole di san Remigio a Clodoveo, il giorno del suo battesimo: “Piega la tua testa, o fiero Sicambro, brucia ciò che hai adorato e adora ciò che hai bruciato!” Questo, però, è un passo forse troppo forte, che il mondo moderno non vuole fare. E intanto le parole della Madonna restano inascoltate. La folla - più di settantamila persone - assiste, stupita, al miracolo del sole il 13 ottobre 1917 2 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016

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Sommario Anno 22, n° 71, ottobre 2016 Editoriale: La grande luce di Fatima ISIS: Noi facciamo una guerra di religione Messico: proposto un “Fronte latinoamericano per la famiglia” Dichiarazione di fedeltà 1917-2017: Centenario delle apparizioni di Fatima Fatima: una storia iniziata più di cinquecento anni fa Sempre più musulmani si convertono alla Chiesa Fatima e il comunismo “Se i Signori Vescovi di Spagna...” La persecuzione religiosa in Spagna Giovane messicano, autentico modello di eroe cattolico Supremazia della Tradizione sul potere militare ed economico “Una nuova militanza cattolica per affrontare le nuove sfide” Una “finestra di opportunità” per la Contro-Rivoluzione Il mondo delle TFP Una “Rivoluzione pastorale” Monarchia, sacralità, militarismo 2 4 5 6 7 8 14 16 17 18 30 32 36 37 44 47 48 Copertina: Sullo sfondo del castello di Tomar, quartier generale dei cavalieri Templari in Portogallo, a 30 chilometri da Fatima, l’immagine della Madonna di Fatima pellegrina internazionale. Una storia iniziata più di cinquecento anni fa, che intreccia santi e crociati alla luce della profezia del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Tradizione Famiglia Proprietà Anno 22, n. 71 ottobre 2016 Dir. Resp. Julio Loredo Offerta annua suggerita Euro 15,00 Direzione, redazione e amministrazione: Tradizione Famiglia Proprietà - TFP, Viale Liegi, 44 — 00198 ROMA Tel. 06/8417603 Fax: 06/85345731 Email: info@atfp.it Sito: www.atfp.it CCP: 57184004 Aut. Trib. Roma n. 90 del 22-02-95 Sped. in abb. post. art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 — Padova Stampa Tipolito Moderna, via A. de Curtis, 12/A — 35020 Due Carrare (PD) TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 3

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Attualità ISIS: “Noi facciamo una guerra di religione per odio al Cristianesimo” Sopra, copertina della rivista Dabiq: “Rompere la Croce” Sotto, cristiani copti uccisi dall’ISIS nell’Africa del Nord In risposta alle dichiarazioni di papa Francesco, secondo cui “tutte le religioni sono religioni di pace” e, quindi, “la violenza dei terroristi non è di natura religiosa”, sul n. 15 della rivista “Dabiq”, organo di propaganda dello Stato Islamico in inglese, si afferma che la guerra in atto sia di natura religiosa e imposta dal Corano. Il gruppo terrorista critica l’“ingenuità” di papa Francesco, che si aggrappa alla convinzione che i musulmani vogliano la pace e la coesistenza pacifica, e che gli atti terroristici islamici siano motivati da ragioni economiche. Nell’articolo “By the Sword” (Con la spada), gli autori dichiarano categoricamente: “Questa è una guerra divinamente sancita tra la nazione musulmana e le nazioni infedeli”. L’articolo attacca il Papa quando sostiene che “il vero Islam e la corretta lettura del Corano sono contro ogni forma di violenza”. Secondo l’organo dell’ISIS, “questo è in realtà una trappola (…) Francesco continua a nascondersi dietro un falso velo di ‘buona volontà’, celando le sue reali intenzioni di pacificare la nazione musulmana”. Il Papa, continua l’articolo, “nega la realtà quando cerca di presentare l’Islam come una religione di pace (…) giacché il più grande dovere di un vero musulmano è impugnare la spada contro gli infedeli”. L’articolo risponde anche al Pontefice quando qualifica gli atti terroristici islamici di “violenza insensata”, e insiste sul fatto che non c’è nulla di stupido in quella violenza: “L’essenza della questione è che non c’è niente che possa diminuire la nostra guerra, la nostra crudeltà. Il nostro odio per l’Occidente cristiano è assoluto e implacabile”. “Anche se [l’Occidente] ci attaccherà, ci bombarderà, ci getterà in prigione e ci torturerà per umiliarci e rubare la nostra terra, noi continueremo a odiarlo. Il nostro odio non scomparirà finché l’Occidente non abbraccerà l’Islam. Anche se dovesse pagare lo jizyah [tassa per gli infedeli] e vivere sotto l’autorità dell’Islam, umiliato, noi continueremo a odiarlo”. 4 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016

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Messico: proposto un “Fronte latinoamericano per la famiglia” “P apà + Mamma = Famiglia felice”; “Senza famiglia non c’è Patria”; “Non dia la legge quello che la natura ha negato”; “Dio creò l’uomo e la donna, non l’ideologia del genere”. Ecco alcuni slogan esibiti durante la recente Marcia nazionale per la famiglia, a Città del Messico (foto sopra). Quasi un milione di persone ha sfilato per protestare contro il progetto del governo di imporre il “matrimonio” omosessuale e l’ideologia del genere. La Marcia ha contato sull’appoggio dell’episcopato messicano. Analoghe manifestazioni, anche se ovviamente più contenute nei numeri, si sono svolte anche in altre città. Il corteo in favore della famiglia naturale nella Capitale azteca segue la scia di simili eventi in Colombia, Perù, Guatemala, Panamá e altri paesi latinoamericani. Da ciò è sorta l’idea di creare un “Fronte latinoamericano per la famiglia”, che coordini gli sforzi a livello continentale. Una prima riunione, convocata dall’Iniciativa ciudadana por la vida y la familia, ha già avuto luogo proprio a Città del Messico. “L’agenda LGBT – secondo il dott. Benjamín Rivera Leos, leader del movimento – è imposta dall’ONU e da altri organismi internazionali. Sono stati molto intelligenti nell’imporre l’ideologia gender, oltre a essere molto ben finanziati da potenti lobby internazionali”. Secondo Rivera, ciò spinge i difensori della famiglia a formare un’internazionale contrapposta. Una figura centrale è la deputata colombiana Ángela Hernández (fotto sotto), alla testa della reazione contro l’imposizione dell’agenda LGBT nelle scuole del suo Paese. “Messico difende la famiglia, i confini si sciolgono per unire la nostra voce”, ha twittato la giovane deputata di Santander. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 5

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Attualità Dichiarazione di Fedeltà F irmata già da più di duecento personaggi (il numero cresce ogni giorno), tra cui cardinali, arcivescovi e vescovi, sta circolando una “Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina”. “Viviamo un’epoca in cui numerose forze cercano di distruggere o deformare il matrimonio e la famiglia”, esordisce il documento. Tale situazione richiama la coscienza dei cattolici, e specialmente dei pastori: “Davanti a questa offensiva i sottoscritti si sentono moralmente obbligati a dichiarare la loro risoluzione di rimanere fedeli agli immutabili insegnamenti sulla morale e sui sacramenti del Matrimonio, della Riconciliazione e della Eucaristia, e alla sua perenne e duratura disciplina riguardante questi sacramenti”. Rifuggendo ogni polemica negativa, il documento intende proclamare, in tutta la sua gloriosa integrità, il Magistero perenne della Chiesa su questi temi. Fondato sui documenti del Concilio Vaticano, del Supremo Magistero e dei Dottori della Chiesa, passa quindi in rivista le varie aree messe in discussione dalle correnti progressiste: - castità, matrimonio e diritto dei genitori; - convivenze, unioni di persone dello stesso sesso, matrimonio civile dopo il divorzio; - la legge naturale e la coscienza individuale; - discernimento, responsabilità, stato di grazia e stato di peccato; - sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia; - l’atteggiamento materno e pastorale della Chiesa; - validità universale del Magistero costante della Chiesa; - la voce sempre giovane dei Padri della Chiesa. Il documento si sofferma a lungo sul tema della castità, un tesoro della Chiesa che sembra sempre più dimenticato. Lo stato di castità è, di per sé, più perfetto di quello matrimoniale. All’interno del matrimonio, poi, la castità coniugale è condizione per la perfezione del sacramento e la vita spirituale dei coniugi. Si ribadisce poi il fatto che l’educazione sessuale spetti prima di tutto ai genitori, non allo Stato: “La cosiddetta educazione sessuale è un diritto primario e basilare dei genitori la quale deve essere sempre effettuata sotto la loro attenta guida, a casa o in centri educativi da loro scelti e controllati”. Tutto ciò era chiaramente insegnato dal Magistero della Chiesa, fino a tempi molto recenti, come ad esempio nell’Esortazione Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. Purtroppo, in questi ultimi anni, l’istituzione della famiglia è sempre più presa di mira. La situazione è precipitata soprattutto dopo i due Sinodi sulla famiglia (2014-2015), e l’Esortazione post-sinodale Amoris Laetitia (2016). Il documento conclude: “Mentre il nostro mondo neopagano muove un attacco generale contro la divina istituzione del matrimonio e le piaghe del divorzio e della depravazione sessuale si diffondono ovunque, anche dentro la vita della Chiesa, noi, i sottoscritti vescovi, sacerdoti e fedeli cattolici riteniamo essere nostro dovere e nostro privilegio dichiarare, a una sola voce, la nostra fedeltà agli immutabili insegnamenti della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininter- rotta disciplina, come sono stati ricevuti dagli Apostoli”. 6 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016

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Centenario di Fatima 1917-2017: Centenario delle apparizioni di Fatima «S i illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa». Così si esprimeva papa Benedetto XVI a Fatima, il 13 maggio 2010. Oltre mezzo milione di persone colmavano la spianata del Santuario. «Sono venuto, perché verso questo luogo converge oggi la Chiesa pellegrinante (…) per pregare per la nostra umanità afflitta da miserie e sofferenze», continuava il Pontefice. E concludeva: «Tra sette anni ritornerete qui per celebrare il centenario della prima visita fatta dalla Signora venuta dal Cielo. Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità». Profondi cambiamenti nel clima ecclesiale sembrano aver messo un po’ in sordina le grandiose attese di papa Benedetto. A nostro parere, il centenario della “più profetica delle apparizioni moderne” – come la qualificava nel 2000 l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – non sta ricevendo la dovuta attenzione pubblica. L’accettazione del messaggio della Madonna a Fatima riesce assai scomodo per chi si ostina a vedere i tempi moderni sotto una luce positiva e ottimista. Al contrario, il giudizio della Madonna sui nostri giorni è chiaro e implacabile. Secondo la Madre di Dio, l’umanità si è allontanata gravemente dalle vie di Dio. Nel caso non si converta – con una vera e profonda conversione di cuore – meriterà una serie di terribili castighi. Solo “alla fine” verrà il trionfo del suo Cuore Immacolato. Nei prossimi numeri della nostra rivista intendiamo tornare sempre su questo tema. Fatima sarà, in certo senso, il nostro leit motiv fino al centenario delle apparizioni. Iniziamo la serie con un articolo sulle origini militaresche e nobiliari della devozione alla Madonna di Fatima, seguito da altri che toccano un punto essenziale, anche se spesso dimenticato, del messaggio: la denuncia del pericolo comunista e della persecuzione contro la Chiesa da esso aizzato. (Il Santuario di Fatima) TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 7

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Centenario di Fatima FATIMA: Una iniziata più Nel secolo XV, il Cielo rivelò, in Italia, una splendida vittoria della Madonna di Fatima. Così come l’assalto islamico in terre portoghesi fu allora sconfitto, così nella nostra epoca gli “errori della Russia” sarebbero stati annientati. Un’affascinante storia, fra santi e crociati, sulla “più profetica delle apparizioni moderne”, come la qualificò l’allora cardinale Joseph Ratzinger. 8 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 N ell’ormai lontano 16 ottobre 1454, nel monastero domenicano di Santa Maria Maddalena, ad Alba (Cuneo), circondata da tutte le sue consorelle e dal confessore padre Bellini, suor Filippina agonizzava. Era presente anche la superiora e fondatrice del convento, la Beata Margherita di Savoia. Durante la triste circostanza si verificò un fatto straordinario di cui ci è pervenuta la prova documentaria, resa pubblica dal convento solo nell’anno 2000, e indirizzata “a quelle persone che negli anni a venire leggeranno questi fogli”. Preannuncio degli “errori della Russia” Così recita testualmente uno dei documenti: «Avvenne la visione profetica avuta e riferita agli astanti in punto di morte dall’agonizzante Suor Filippina alla quale Nostra Signora Santissima, Santa Caterina da Siena, il Beato Umberto di Savoia e l’Abate Guglielmo di Savoia, predissero avvenimenti prosperi e funesti per la Casa di Savoia, fino ad un tempo futuro imprecisato di terribili guerre, di

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storia fra santi e crociati di cinquecento anni fa esilio in Portogallo di un altro Umberto di Savoia e di un mostro proveniente dall’Oriente con grande sofferenza per l’Umanità, mostro che sarà però distrutto da Nostra Signora del Santo Rosario di Fatima se tutti gli esseri umani la invocheranno con grande contrizione» (1). Quindi, già nel 1454, più di cinque secoli e mezzo prima delle apparizioni di Cova de Iria, era stato predetto, con una visione soprannaturale, il castigo per il mondo peccatore, tramite un “mostro orientale torturatore dell’umanità” che sembra incarnare gli “errori della Russia” contro i quali la Madonna espresse i propri avvertimenti all’umanità nel 1917. Inoltre, era stato anche chiaramente preannunciato il periodo storico della “tribolazione”, relativo all’esilio di re Umberto II, fatto verificatosi poco dopo la II Guerra mondiale, nel 1948, occasione in cui l’Italia rischiò di finire nell’orbita comunista. Nel 1454, come nel 1917, il Cielo annunciò il trionfo della Santissima Vergine. In altra parte della documentazione pervenutaci viene, infatti, riportato che la profezia riferita dalla morente suor Filippina terminava con le parole: «Satana provocherà una terribile guerra ma alla fine la perderà perché la vergine Santissima Madre di Dio e del santissimo Rosario di Fatima, più forte di un esercito in ordine di battaglia, lo vincerà per sempre». di Luis Dufaur (*) Sotto, la regina Mafalda di Savoia (1125-1157), figlia di Amedeo III di Savoia e moglie di Dom Afonso Henriques, primo re del Portogallo (pag. a fianco). La sovrana fece costruire la prima chiesa nel villaggio di Fatima, ed è quindi ritenuta l’iniziatrice della devozione mariana in quel luogo Ponte prodigioso fra passato e futuro Considerando questa visione profetica ci si può chiedere quale relazione potesse mai esistere tra il monastero delle Domenicane nella piccola città italiana di Alba e l’allora sconosciuto villaggio portoghese di Fatima in un’epoca di comunicazioni quasi inesistenti. Come spiegare che la Provvidenza abbia annunciato con tanto anticipo l’apparizione di Nostra Signora a Fatima, avendo peraltro permesso che si parlasse di tale evento profetico solo nel Terzo millennio? In realtà, è da ritenersi che nella sublime TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 9

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Centenario di Fatima architettura della creazione divina, Fatima abbia un posto predestinato, così come la vita di quella suor Filippina che ora rievocheremo. I Savoia e Fatima coinvolti nella storia Suor Filippina era di stirpe principesca essendo figlia di Filippo II di Savoia, principe di Acaia, detronizzato traumaticamente per una congiura familiare nonché gettato legato, ancor vivo, nelle acque gelide del lago di Avigliana, nei pressi del monastero di San Michele delle Chiuse, il 20 dicembre 1368. La sua unica figlia era proprio la citata suor Filippina, nata nel castello di Sarre col nome di Umberta Filippa. Usando il cognome fittizio “degli Storgi” si fece monaca, onde ottenere l’intercessione divina in favore dell’anima di suo padre che mai aveva conosciuto. In realtà, Filippo d’Acaia non era morto ma riuscì invece a sopravvivere. Egli attribuì il miracolo al suo antennato, il beato Umberto III di Savoia, la cui medaglia portava sempre al collo. Il beato Umberto si era distinto nella difesa del Papato contro le pretese dell’imperatore Federico Barbarossa. Sfuggito ai congiurati, Filippo d’Acaia condusse vita da pellegrino penitente in molti santuari di Francia, Svizzera e Spagna fino ad arrivare in Portogallo… a Fatima! Fatima: terra mariana e di crociata Ma perché Fatima? Cosa poteva esservi laggiù? I documenti pubblicati menzionano: «Una chiesa in un villaggio chiamato Fatima, chiesa co- struita da un’antenata della Nostra Signora Fondatrice Margherita di Savoia e precisamente dalla regina del Portogallo Mafalda di Savoia…». Questa regina, morta nel 1157 fu infatti la sposa del primo re del Portogallo, Dom Afonso Henriques (1128-1185), ed era figlia di Amedeo III di Savoia nonché sorella del beato Umberto di Savoia, antenata quindi di Filippo di Savoia-Acaia e della nostra suor Filippina. Tutta la regione di Fatima con i territori vicini fu campo di battaglia dello stesso re Afonso nella guerra contro gli invasori maomettani ed il Re concesse estesi possedimenti terrieri agli Ordini religiosi che più si erano distinti nella Reconquista dai Mori, in particolare all’ordine Cistercense fondato da san Bernardo di Chiaravalle e all’ordine del Tempio, il quale ebbe il proprio quartier generale nella storica cittadina di Tomar, a soli 30 chilometri da Fatima, dove i Cavalieri del Tempio si erano rifugiati successivamente allo scioglimento del loro Ordine da parte del Papa. A Tomar ciò che era rimasto dell’ordine Templare si trasformò nell’ordine del Cristo, e da allora la Croce Templare e dell’ordine del Cristo divenne l’emblema della potenza navale portoghese che sventolò sulle bandiere e sugli stendardi del Portogallo, nelle secolari vicende della propria storia. Furono le navi dell’ordine di Cristo, per esempio, che scoprirono e presero possesso del Brasile, in nome della Corona lusitana. Questo insieme di fatti spiega perché Fatima è stata sempre irradiata dallo spirito mariano cistercense e dallo spirito crociato templare, rappresentato dai grandiosi poli abbaziali tuttora esistenti nei pressi: Alcobaça e Tomar. L’intera regione circostante registrò la costruzione di molte fortezze del Tempio, di abba- Il lago di Avigliana (Torino), dove rischiò di annegare Filippo II di Savoia-Acaia (nel tondo) 10 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016

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Castello di Tomar, a trenta chilometri da Fatima, quartier generale dei Templari in Portogallo, noto anche come Convento di Cristo, dal nome che presero i cavalieri dopo lo scioglimento dell’Ordine Nel Medioevo, la regione di Fatima fu il cuore della lotta antislamica zie (oltre a quelle citate), di chiese e cappelle dedicate alla Madonna, in piena epoca di crociate contro l’Islam. Fatima fu, infatti, il centro della lotta antislamica che rese il Portogallo “vero Cavaliere della Croce contro la Mezzaluna”, come scrive il canonico Barthas nella sua storia di Fatima. La fine di Filippo di Savoia-Acaia Tornando a Filippo d’Acaia, questi aveva continuato le sue peregrinazioni ed essendo poi rientrato, in incognito, nella sua terra natale, iniziò la ricerca infruttuosa della propria figlia. Egli morì senza averla ritrovata ma venne confortato, nel dicembre del 1418, poco prima di morire, dalla assistenza della nipote, la già citata Margherita di Savoia-Acaia. Lui stesso chiese di poterla incontrare e solo alla fine del colloquio le rivelò la propria identità e strettissima parentela. Le raccontò anche del suo miracoloso salvataggio dal lago di Avigliana, grazie all’intercessione del beato Umberto di Savoia la cui medaglia prodigiosa portava sempre con sé, e chiese alla Madre Superiora di consegnarla dopo la sua morte, alla figlia, nella speranza che questa fosse un giorno ritrovata. «Una volta espressa questa estrema rivelazione – è riportato in uno dei documenti pubblicati recentemente – esalò repentinamente l’ultimo respiro, la notte successiva, nella chiesa di san Francesco, sul sepolcro del fratello Ludovico di Savoia, mentre anelava di recarsi presso il tumulo del Beato Umberto ad Altacomba». La beata Margherita di Savoia conservò la medaglia, mentre la figlia del principe Filippo risultava sparita da molto tempo insieme alla propria madre. «In realtà erano entrate entrambe nel monastero di Santa Caterina di Alba dove la figlia prese il nome di Suor Filippina in onore del proprio padre ritenuto defunto», secondo la citata documentazione. Dopo alcuni anni la beata Margherita si stabilì ad Alba anch’ella e vi fondò il monastero di Santa Maria Maddalena, come già detto all’inizio. Un certo giorno suor Filippina si fece trasferire, con bolla di benestare del papa Niccolò V, datata 16 gennaio 1448, nel La beata Margherita di Savoia (1390-1464), marchesa di Monferrato, fondatrice del convento dominicano di Alba, testimone delle rivelazioni a suor Filippina TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 11

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Centenario di Fatima “Un mostro proveniente dall’Oriente con grande sofferenza per l’umanità, mostro che sarà però distrutto da Nostra Signora del Santo Rosario di Fatima se tutti gli esseri umani la invocheranno con grande contrizione” nuovo convento e solo in punto di morte confessò alla badessa di esser sua cugina, apprendendo a sua volta dalla beata Margherita della morte edificante di suo padre per la salvezza del quale si era consacrata suora; apprese, inoltre, dalla stessa Badessa del passaggio per Fatima del padre. Fu proprio nell’ora della morte che il Cielo premiò suor Filippina con la già menzionata visione del futuro Trionfo della Vergine «su un mostro proveniente dall’Oriente, tormento dell’umanità…, mostro che sarà distrutto dalla Madonna del santo rosario di Fatima, se tutta l’umanità la invocherà con grande contrizione». Verso lo scioglimento della profezia La storia non terminò perché i presenti tramandarono le memorie degli eventi citati. Due secoli dopo, nel 1638, il padre domenicano Giacinto Baresio pubblicò una “Storia di Casa Savoia” su richiesta della duchessa di Mantova, Margherita di Savoia-Gonzaga, viceregina reggente del Portogallo, utilizzando la cronaca relativa a suor Filippina, cronaca che però distrusse successivamente avendola giudicata lesiva della reputazione sabauda a causa del tentato assassinio di Filippo d’Acaia. Tuttavia, la Badessa dell’epoca e le più anziane monache del monastero, che avevano letto il manoscritto originale, ne ricostruirono il testo, apponendo 12 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 il loro sigillo d’autenticità in data 7 ottobre 1640. Nel 1655 un’altra religiosa, che lasciò solo le sue iniziali su un ulteriore manoscritto, confermò tutto in questi termini: «Le memorie scritte affermano che in Lusitania esiste una chiesa nella cittadina chiamata Fatima, edificata da una antenata della nostra santa Fondatrice Margherita di Savoia, la regina Mafalda di Portogallo, figlia di Amedeo III di Savoia, nella quale chiesa una statua della santissima Vergine parlerà su avvenimenti futuri molto gravi perché satana scatenerà una terribile guerra che però perderà perché la Santissima Vergine Madre di Dio, del Santissimo Rosario di Fatima, più forte di un esercito in ordine di battaglia, sbaraglierà satana per sempre. A.D. 1655. San Domenico ti affido questo scritto. Suor C.R.M.». Anche questi nuovi documenti caddero, però, nel dimenticatoio, principalmente per causa delle persecuzioni religiose che videro il convento di Alba chiuso ben due volte dalle autorità. Nel 1855, la badessa Benedetta Deogratias Ghibellini «ebbe una rivelazione soprannaturale circa il contenuto della cronaca sparita, contenuto che trasmise alla sua successora, imponendole di ritrasmetterlo a sua volta, sempre in segreto, cioè non pubblicamente, fino al verificarsi della profezia». Il 22 maggio 1885 la nuova priora, madre Stefania Mattei, comunicò il segreto ad una suor Lucia Mantello che aveva effettuato una breve permanenza nel monastero domenicano prima di consacrarsi religiosa salesiana. Quest’ultima, pur non avendo mai visto i documenti originali, lasciò i seguenti appunti frammentari: «Un’antichissima cronaca del monastero narrava la visione di suor Filippina degli Storgi. Moribonda, suor Filippina (16 ottobre 1454) ha una

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“Satana scatenerà una terribile guerra che però perderà perché la Santissima Vergine Madre di Dio, del Santissimo Rosario di Fatima, più forte di un esercito in ordine di battaglia, sbaraglierà satana per sempre” visione alla presenza della Beata e delle consorelle. Personaggi della visione sono la Madonna del Rosario, san Domenico, santa Caterina da Siena, il beato Umberto, l’abate Guglielmo di Savoia-Acaia e tutti le vennero incontro. Successivamente, dopo una interruzione, ebbe uno sguardo nel futuro. Umberto II in esilio in Portogallo. Nostra Signora di Fatima salverà l’umanità. Amen». Quando, poi, furono ritrovati i documenti dei secoli passati, la concordanza delle varie testimonianze costituì prova preziosa dell’autenticità delle apparizioni. La speranza di Fatima I documenti analizzati danno un’idea dell’immensità del progetto che la Provvidenza Divina ha riservato a Fatima. Il progetto divino ebbe inizio con la fondazione del Regno del Portogallo e si è poi sviluppato attraverso i secoli, coinvolgendo altresì delle anime particolarmente care a Maria Santissima, anime le quali operarono come testimoni della rivelazione secondo cui, nonostante tutte le apparenze contrarie, il maligno sarà sconfitto e la Santa Vergine trionferà! “Il mostro proveniente dall’Oriente, tormento dell’umanità” e le “terribili guerre” rivelate a suor Filippina, identificabili negli “errori della Russia” con rivoluzioni, lotte di classe, invasioni di ogni specie, immoralità e irreligiosità dilaganti, uniti alla recente rinnovata esplosione dell’estremismo islamico che fu proprio sconfitto nella regione di Fatima in passato, sembrano preludere al caos generale finale; ma invece, contro ogni apparenza, trionferà il Cuore Immacolato di Maria secondo la promessa di Nostra Signora di Fatima nel 1917. La storia del principe Filippo di Savoia-Acacia e di sua figlia suor Filippina sono un esempio di bellezza e di grandezza per due tipi di penitenza, quello del peccatore e quello dell’innocente che i suddetti personaggi sopportano nella loro vicenda umana tra avvenimenti quasi inverosimili, in nome di una Fede superiore. I fatti storici dimostrano, inoltre, che Fatima fu scelta ab antiquo come terra di elezione della vergine Santissima e per ciò stesso divenne terra di crociata. Avendo presente tale quadro storico si comprenderà che la contrizione penitente e la conversione dall’empietà riporterà l’umanità pentita nel solco tracciato dai secoli passati di Fede e di eroismo, all’epoca dei quali nacque Fatima. Come in passato Dom Afonso Henriques, nobili e cavalieri templari lottarono contro il pericolo islamico, così oggi dobbiamo lottare contro “gli errori della Russia” e le loro sequele, e anche contro il rinato assalto maomettano. (*) Titolo originale “Quase cinco séculos antes das aparições, prenúncio do triunfo de Fátima”, in Catolicismo, maggio 2004, pp. 26-35. Leggermente abbreviato. 1. I documenti pubblicati dal Convento di Alba, citati in questo articolo, sono tre. Il Documento 1 è una nota manoscritta, aggiunta a un libro di P. Giacinto Baresio, nel 1640. Sono quattro pagine che portano la data del 7 ottobre 1640. Il documento 2 consiste in un appendice al libro, recando l’anno 1655. Il Documento 3 contiene le integrazioni di suor Lucia Mantello, del 1855. Tutti tre i documenti furono “rinvenuti casualmente lo scorso 19 agosto [1999]” e pubblicati nel 2000. TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 13

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Centenario di Fatima Sempre più musulmani si convertono alla Chiesa di Alejandro Ezcurra Molti studiosi del messaggio di Fatima si pongono domande sul possibile significato simbolico del luogo delle apparizioni. Fatima, infatti, era la figlia prediletta di Maometto. Conterrà il messaggio anche una promessa di conversione per i musulmani? Intanto, in un fenomeno poco commentato dai media, le conversioni di musulmani al cristianesimo si stanno moltiplicando. Q uasi ogni giorno leggiamo notizie di efferati attacchi compiuti in nome di Allah da parte di musulmani fanatici, la maggior parte di loro suicidi. Poco risalto viene dato, invece, a un fenomeno opposto e molto incoraggiante: l’aumento del numero di musulmani che si stanno convertendo al cristianesimo. Lungi dallo smorzare questa tendenza, il terrorismo islamico sembra anzi rafforzarla. Aumentano le conversioni di musulmani Nel mondo musulmano regge una tirannia religiosa che, in materia di Fede, proibisce ai seguaci di Maometto le operazioni mentali più fondamentali, come il pensare. Per un musulmano, né la vita di Maometto né il Corano (testo crivellato di contraddizioni grossolane) possono essere oggetto di un’analisi razionale, cioè, 14 - TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 di interpretazioni e di confronti, e tanto meno di critiche, sotto pena di sanzioni durissime che possono giungere alla pena di morte per “blasfemia”. In molti musulmani, questo giogo sulla coscienza genera un profondo malessere. In contatto con la fede di Gesù Cristo, spesso si aprono alla sua bellezza spirituale, alla sua saggezza luminosa, al suo sottile adattamento a tutte le circostanze della vita umana. Inevitabilmente, ciò li porta a stabilire paragoni con le rozze convinzioni del credo maomettano. Sostenuto dalla grazia divina, questo movimento dell’anima può sfociare in una conversione. Un recente studio, condotto dall’Istituto di Studi Religiosi della Baylor University, Texas, svela la portata mondiale di questo fenomeno (1). I dati rivelano che, nel 1960, i musulmani convertiti al cristianesimo erano circa 200 mila. Mezzo secolo più tardi, la cifra è aumentata cinquanta volte, raggiungendo dieci milioni di convertiti.

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In Iran, per esempio, all’epoca della rivoluzione islamica negli anni Settanta, i convertiti erano meno di cinquecento. Oggi sono stimati tra i 300 e i 500 mila. «Le autorità islamiche iraniane sono molto preoccupate per questo fenomeno», scrive Bault Olivier in “Nouvelles de France”. Secondo lo studio della Baylor University, «negli Stati Uniti ci sono 450.000 musulmani convertiti al cristianesimo, 380.000 in Algeria, 600.000 in Nigeria, 60.000 in Arabia Saudita, 45.000 in Bulgaria, 25.000 nel Regno Unito, 15.000 in Germania, 12.000 in Francia e, in particolare, 6,5 milioni in Indonesia». Queste statistiche, basate sui numeri dei nuovi battezzati, sono tuttavia necessariamente approssimative, «perché molti convertiti si nascondono, e anche perché, per prudenza, le Chiese orientali non forniscono il numero di battesimi di musulmani». Le Chiese «temono rappresaglie dalle autorità musulmane e dai fondamentalisti islamici». Il timore è giustificato: «Spesso i neobattezzati sono picchiati e presi a calci dalle loro stesse famiglie, torturati e minacciati di morte. Non di rado sono uccisi da comandi islamici come ‘apostati’, giacché il Corano non solo vieta la conversione, ma anche il proselitismo delle altre religioni nei territori in cui esso domina». giusto per annunciare che mi sto convertendo al cattolicesimo sotto la guida dell’Oratorio di Londra”. Nato a Teheran, Ahmari si era trasferito ancora adolescente negli Stati Uniti, dove si laureò in Giurisprudenza presso la Northeastern University, di Boston. Attualmente lavora come editorialista al “Wall Street Journal” nell’edizione europea del noto quotidiano di Chicago. La sua conversione, resa pubblica lo stesso giorno del martirio di P. Hamel, ci mostra ancora una volta la realtà del famoso aforisma di Tertulliano: “Sanguis martyrum semen Christianorum”. Più i seguaci di Maometto minacceranno quel che resta della Civiltà cristiana occidentale, più frequenti saranno i casi di conversione come quello di Ahmari. Nessun terrorismo potrà mai sviare il trionfo finale del Cuore Immacolato di Maria, promesso a Fatima nel 1917. 1. D. A, MILLER and P. JOHNSTONE, Believers in Christ from a Muslim Background: A Global Census, “Interdisciplinary Journal of Research on Religion”, 2015 Vol. 11. Sanguis martyrum semen Christianorum Anche se le statistiche sono approssimative, pondera lo studio della Baylor University, «non vi è dubbio che l’ondata di conversioni stia guadagnando ampiezza, sia nel mondo musulmano sia nell’Occidente». Un esempio degno di nota è quello del giornalista iraniano Sohrab Ahmari, editorialista del “Wall Street Journal”. Egli si stava preparando, con certa riservatezza, a ricevere il battesimo cattolico. Dopo il brutale assassinio dell’anziano sacerdote francese Jacques Hamel, selvaggiamente trucidato da fanatici islamisti mentre celebrava la Messa lo scorso 26 luglio, Ahmari decise di abbandonare la discrezione. Quello stesso giorno, decise di rendere pubblica la sua conversione alla Chiesa cattolica. Facendo uso dell’hashtag creato con il nome del sacerdote martire (#IAmJacquesHamel), Ahmari scrisse su Twitter: “In realtà, questo è il momento Sopra, P. Jacques Hamel. A dx., Sohrab Ahmari: Sanguis martyrum semen Christianorum TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ / OTTOBRE 2016 - 15

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