professioneMontagna nr 139 novembre dicembre 2016

 

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Rivista tenica bimestrale rivolta ai professionisti della montagna. Uomini e aziende che operano nei settori tecnico, commerciale e manageriale nell'organizzazione del turismo della montagna

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Comunicazione/Stampa Srl Via Derta 8 22020 Cavallasca - Como Poste Italiane SpA Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 nr. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano OSSERVATORIO LEGALE QUANDO LA MONTAGNA E' DONNA UOMINI E AZIENDE Legge 363/2003: professionequantoecomecambiarla?p.60 l Dolores Corso p.70 l Monica Borsatto p.71 Il futuro di LEITNER da padre a figlio Intervista a Anton Seeber p.4 MONTAGNA Anno XXIX° n° 139 Novembre/Dicembre 2016 Andatsaoperarilteornnuovole CCM FINOTELLO | VIA VERCELLI, 10 | PIANEZZA (TO) ITALY +39.011.9673844 | WWW.CCMFINOTELLO.IT EVENTI AZIENDALI F.A.R. Festa grande di compleanno per una rete lunga 70 anni p.32 SPECIALE IMPIANTI A FUNE & DINTORNI Tutte le novità degli impianti a fune per la stagione invernale 2016/17 p.10

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Sommario 22 10 4 19 23 25 58 4 UOMINI E AZIENDE Il futuro di LEITNER da padre a figlio Intervista a Anton Seeber 8 FIERE & CONVEGNI SKIPASS 2016 Comincia un inverno all'insegna del rilancio e dell'ottimismo 10 SPECIALE IMPIANTI A FUNE NOVITA' 2016/17 LEITNER ROPEWAYS l Alta tecnologia e innovazione dai piccoli ai grandi impianti l Due nuove cabinovie «anti traffico» per il trasporto urbano a Città del Messico CCM l Una grande azienda a misura di piccole realtà ASSOCIAZIONI/A.N.I.T.I.F. l Sergio Tiezza confermato alla presidenza DOPPELMAYR l Dall'Italia, per l'Italia e per il mondo mettendo a segno... due record mondiali ISOPREN l Quattro comandamenti per un anello di gomma FUNITEK l Il successo di Funitek tra innovazione e affidabilità AVIA-CONSUTEC l Fluido-dinamica, un mercato sempre più esigente NEVEPLAST l Piste «artificiali» come piste innevate 26 ASSOCIAZIONI FEDERFUNI ITALIA l «Due anni dopo: gli obiettivi raggiunti, gli obiettivi ancora da raggiungere» 30 CONVEGNI L'innovazione nei controlli non distruttivi delle funi metalliche-Rovereto 21 ottobre 2016 32 EVENTI AZIENDALI F.A.R. Fabbrica Artigianale Reti l Festa grande di compleanno per una rete lunga 70 anni 36 STAGIONE INVERNALE 2016/17 Pronti al decollo verso il pianeta neve l Le novità di stagione di Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Dolomiti Superski, Emilia Romagna 52 MOTORI SULLA NEVE PRINOTH l Ecco lo specialista delle «piste speciali» KÄSSBOHRER l L'egemonia di Pistenbully sulle nevi svizzere di Laax l Snowsat conquista Sölden con l'efficienza e il risparmio l A caccia di nuove idee per le «piste del divertimento» l Snowsat ha conquistato in sei anni l'Italia con 100 sistemi di gestione installati 70 71 54 2 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016 32

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8 16 52 60 OSSERVATORIO LEGALE Legge 363/2003: quanto e come cambiarla? di Marco Del Zotto 63 MONTAGNA E AMBIENTE La «Carta di Cortina» Verso gli orizzonti di un turismo pulito INNEVAMENTO PROGRAMMATO 64 TECHNOALPIN l Neve, sempre neve, fortissimamente neve DEMACLENKO l Demaclenko e Heinz Schultz più che mai alleati in Austria 66 ATTREZZATURE LUDICHE SPM l L'insegnamento dello sci con la formula - gioco GEA l Discese attrezzate per bambini, per giocare e imparare a sciare 69 ASSOCIAZIONI/AMSI L’insegnamento dello sci tra tecnica e tecnologia QUANDO LA MONTAGNA E' DONNA 70 l Dolores Corso l Monica Borsatto 26 Un impianto di innevamento innovativo è garanzia di sostenibilità, di salvaguardia dell’ambiente e del futuro delle prossime generazioni! Carlo Canins, Grandi Funivie Alta Badia SpA Da 20 anni, TechnoAlpin e il comprensorio sciistico Alta Badia sono uniti da una stretta collaborazione. Il fine ultimo è un innevamento efficiente con il massimo rispetto delle risorse del patrimonio naturale dell’umanità delle Dolomiti. 14 Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.technoalpin.com

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UOMINI E AZIENDE Il futuro di Leitner da padre a figlio Incontro con Anton Seeber, dal giugno scorso nuovo presidente e amministratore delegato del gruppo industriale di Vipiteno. Il padre Michael gli ha passato le consegne e il timone del comando nella scorsa primavera, a conclusione di vent’anni di un lavoro straordinario che ha trasformato una storica azienda in difficoltà in un Gruppo di livello internazionale impegnato in diversi settori operativi tra i quali resta rilevante quello legato alla montagna bianca e al turismo invernale. Ora tocca a lui raccogliere questa importante eredità per valorizzarla e difenderla di fronte alle sfide della contemporaneità. Ora tocca a lui guidare L’erede non è il tipo che ami esibire il proprio status («L’umiltà è una virtù fondamentale nella vita e nel lavoro») ma non trascura certo la consapevolezza del proprio ruolo («Spero di avere la stessa forza che ha avuto lui e di dare una continuità nella gestione aziendale»). Il padre è il primo ad essere d’accordo e pare che ormai risponda sempre la stessa cosa a tutti («Io non c’entro più niente. Parlate con mio figlio») da quando ha annunciato la decisione di ritirarsi e di cedere le redini del comando; il figlio concorda («Una nave non può avere due capitani e l’autobus non può essere guidato da due autisti. Prima guidava mio padre, adesso guido io») anche se aggiunge: «Ci confrontiamo ancora, è naturale e ovvio; magari litighiamo e abbiamo opinioni diverse ma alla fine la decisione che scaturisce è sempre la migliore per l’interesse della società, la cosa che conta di più». Di padre in figlio il passaggio del testimone al vertice del Gruppo Leitner di Vipiteno è avvenuto nel segno della trasparenza, dell’affetto, della stima reciproca. Di padre in figlio le cariche di presidente e amministratore delegato di quel colosso di dimensioni internazionali che nel 2015 ha fatturato 726 milioni di Euro si sono trasferite con la naturalezza di un sorriso e il calore di un abbraccio. Una storia di successi tra acquisizioni, diversificazioni e invenzioni Il padre, Michael Seeber, 68 anni, è l’uomo che, partendo da solide basi costruite nell’edilizia e nel settore immobiliare, nel 1993 aveva accettato di intervenire finanziariamente per risollevare le sorti della Leitner, l’azienda fondata da Gabriel Leitner nel 1888 che per Vipiteno è sempre stata un po’ come la FIAT per Torino. In vent’anni di lavoro e di impegno costante, a colpi di ricapitalizzazioni, acquisizioni, diversificazioni produttive e processi di internazionalizzazione, questo padre ha portato un’azienda in crisi a trasformarsi in una holding che produce impianti a fune per il trasporto di persone sulla neve del turismo invernale e nelle aree urbane (Leitner e Poma), mezzi battipista e utility veichles per la montagna bianca (Prinoth), impianti e sistemi per l’innevamento programmato (Demaclenko), impianti per la produzione di energia eolica (Leitwind), veicoli e impianti per il trasporto su rotaia (Minimetro), nastri di trasporto materiali e teleferiche (Agudio). Un Gruppo dalle radici ben conficcate tra le montagne altoatesine dell’elegante Sterzing, un Gruppo che occupa ben 3240 dipendenti nei nove siti produttivi sparsi per il mondo tra Vipiteno, l’Europa (Austria, Francia), il Nord America, l’India e la Cina, che conta 70 succursali per l’assistenza e la vendita nel mondo, che nel 2015 ha speso 12 milioni circa in investimenti produttivi e 20 milioni solo per la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti. Da questo costante impegno imprenditoriale sono nati tanti nuovi successi accanto all’originaria attività impiantistica (dal trasporto urbano viene ormai circa il 30% del fatturato nel settore funiviario); quindici anni fa è nato il DirectDrive, innovativa e rivoluzionaria tecnologia di azionamento impianti senza riduttori, che molto recentemente è diventata la chiave di volta per nuove applicazioni e nuove prospettive di lavoro, come l’attivazione della cabina di osservazione panorami- ca prodotta dalla consociata Sigma Composite in cima alla torre Britsh Airways i360 alta 160 mt. inaugurata il 4 agosto a Brighton (Inghilterra) o la produzione di onde artificiali per la pratica del surf come è avvenuto nel parco acquatico di Snowdonia nel Galles britannico in collaborazione con la società spagnola Wavegarden. Il padre, Michael Seeber, ha intrapreso, rischiato, inventato, ha battuto nuove strade, ha sviluppato l’azienda, l’ha portata dov’è oggi e l’8 aprile scorso, davanti a 500 collaboratori riuniti a Vipiteno per la tradizionale festa di fine stagione, ha annunciato l’intenzione di ritirarsi, di cedere lo scettro al figlio. La decisione è stata ratificata nell’assemblea degli azionisti del Gruppo in giugno. 4 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016

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UOMINI E AZIENDE/ANTON SEEBER Via Brennero, Vipiteno: il bello dell’arte, il bello del lavoro, il bello dell’impresa Il figlio, Anton Seeber, 43 anni, ha raccolto il testimone di un patrimonio così importante da consolidare e condurre nel futuro ma non ha paura. Dice che «adesso mio padre può finalmente dedicarsi alla sua passione per l’arte, segue e organizza mostre sempre più importanti, ha prodotto un bellissimo volume sulla vita e le opere di Eduard Thöny, il pittore caricaturista sudtirolese di cui una mostra a Bressanone ha celebrato il 150° anniversario della nascita». Non a caso la sede centrale, la «cabina di regia» della Leitner in via Brennero a Vipiteno, è un edificio costruito e arredato secondo linee armoniche eleganti, popolato da opere d’arte, quadri e sculture che ne fanno un piccolo museo di arte contemporanea. Avevamo visto e vissuto qualcosa del genere visitando gli uffici della Barilla a Parma, dove un olio di Dino Buzzati stava alle spalle di Guido Barilla, neo presidente del gruppo dopo la morte del fondatore Pietro, oppure negli stabilimenti di Casnigo e Villa d’Ogna nella bergamasca Val Gandino, dove Fausto Radici, l’ex slalomista della Valanga Azzurra morto suicida nel 2002, era diventato il leader di Radici Group, colosso dei filati sintetici e del- la plastica oltre che raffinato collezionista di arte contemporanea. Imprenditoria colta e illuminata, capace di coniugare il valore del coraggio con il valore della bellezza (la nuova cabina Symphony realizzata in collaborazione con Pininfarina è un capolavoro di design), il bisogno della continua ricerca di perfezionamento dell’artista con la necessità della continua innovazione nella produzione industriale, la costruzione della ricchezza con la sua distribuzione nella socialità. Salteranno fuori questi concetti dalla conversazione con il nuovo leader del Gruppo Leitner che adesso è seduto accanto a noi di pM nella sala riunioni dove campeggia una grande «Ultima cena» di un famoso artista contemporaneo «che dipingeva usando anche sangue di maiale. Mio padre voleva esporla sotto, all’ingresso degli uffici; visto l’argomento l’abbiamo sconsigliato in molti, compreso io, e lui ci ha detto “voi non capite niente”». La vocazione umanistica e una vita segnata dal destino Anton Seeber sorride, quasi intenerito nel raccontare l’episodio («L’arte piace molto anche a me ma non ho sviluppato la sua stessa forte passione da collezionista»). È nato a Vipiteno il 2 febbraio 1973, tre anni prima della sorella Johanna. È cresciuto con la sua indole riservata («Ero un ragazzo molto timido») e ha studiato al Liceo Classico coltivando una vocazione umanistica («Volevo studiare letteratura») insieme a una certa propensione allo sport (« Tra lo sci e l’hockey su ghiaccio avevo scelto il secondo per l’impegno agonistico e ho giocato alcune stagioni nel campionato di serie B come difensore»). Dopo l’esame di maturità il padre lo convince però ad iscriversi alla Bocconi («Ricordo la prova di ammissione in due giorni di agosto a Milano, un caldo atroce, ero talmente rilassato e distaccato dalla cosa che sono riuscito a superarla»). Prima di tuffarsi totalmente sui testi di economia chiede di dedicarsi ancora, almeno per il primo anno («Avevo fatto solo tre esami»), alle sue letture preferite. Poi si butta nello studio delle materie economiche, dal 1992 al 1999, quando si laurea con una tesi in organizzazione aziendale. Ma in quel periodo non c’erano stati soltanto libri ed esami: «Avevo 24 anni, stavo partendo per una stage all’Università di Harvard. Era metà giugno. Durante una passeggiata in montagna si era scatenato un fortissimo temporale. Un fulmine mi ha sfiorato, sono caduto in un burrone distruggendo quasi il mio corpo con fratture dovunque, al cranio, agli arti inferiori e superiori. Sono rimasto 18 ore immobile e solo. Alle sei del mattino seguente sono stato individuato e soccorso da un elicotte- ro. Sono rimasto 15 giorni in coma. Ricordo che quando mi sono svegliato ho cominciato a recitare passi del “De Bello Gallico” di Cesare in latino e a ripetere l’ingiunzione di Catilina “Cartago delenda est”, bisogna distruggere Cartagine. Che palle questo Catilina, mi dicevo. Però era un duro, non mollava mai». Lei crede nel destino, Anton Seeber? «Il destino? Non saprei come definirlo. Certo sono un sopravvissuto, mi è andata bene. Quel fatto della mia vita mi ha insegnato molto. Ho imparato quanto siamo fragili, quanto le situazioni possano cambiare e peggiorare improvvisamente anche in negativo. Ma per questo ho anche imparato a lottare,a combattere, a capire che ci si può rialzare dopo che si è caduti, a credere sempre di poter costruire un futuro migliore. E per questo trovo che l’umiltà sia un atteggiamento fondamentale da coltivare perché è sempre sbagliato sentirsi arrivati, migliori degli altri. Le sfide non finiscono mai, ci sono sempre rischi, pericoli, incognite in agguato e sempre si può e si deve affrontarli e migliorare. Il discorso vale per me e per l’azienda, che io preferisco chiamare società perché si tratta in effetti di una vasta comunità di persone che operano per uno scopo comune, perché il risvolto della nostra attività ha una rilevanza sociale di cui occore farsi carico». professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016 5

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UOMINI E AZIENDE/ANTON SEEBER Da Vipiteno a New York e ritorno: una nuova famiglia e l’impegno in azienda Dopo la laurea, recuperata completamente la funzionalità del proprio corpo («Per molto tempo ho faticato a camminare»), Anton decide di «voler conoscere i miei limiti e dimostrare a me stesso di potermela cavare da solo». Dice a papà Michael «me ne vado» e parte per gli Stati Uniti. Lavora a Philadelfia nel settore «private equity». Ha frequentato anche una scuola di giornalismo da studente perfezionando l’inglese, quando a più riprese era stato negli States, «anche perché mio padre mi diceva sempre che tutto quello che avrei scritto doveva essere chiaro, conciso, efficace». Poi succede che il suo amico Zack gli presenta una ragazza del New Jersey. Si chiama Beata, lavora all’Università della Pennsylvania dove si è laureata in ginecologia e si sta specializzando in fecondazione artificiale ed endocrinologia. È un classico e felicissimo colpo di fulmine. Anton e Beata si sposano nel 2003. Dalla loro unione in America nasce Carolina il 26 gennaio 2005, a Innsbruck nascono Gabriel l’8 luglio del 2007 e Raphael l’11 dicembre 2010 («Dopo nonno Michael dovevo dare a loro i nomi di altri due arcangeli…»). Tra la sorellina e i fratellini nonno Michael, che intanto era incorso anche lui in un brutto incidente sugli sci, fa una puntatina in America e chiede a suo figlio «Cosa vuoi fare da grande?». È la sveglia, il richiamo alla sua posizione nel mondo e alle sue responsabilità. «Avevo già dato una mano nel 2005 per l’acquisizione di Bombardier ma quando nel 2006 sono torna- to in Italia con la famiglia non ero ancora sicuro di essere la persona giusta per succedere a mio padre, ero convinto che se non fossi stato capace avrei prodotto un grosso danno all’azienda, alla famiglia, a me stesso». La famigliola nata negli Stati Uniti torna a Vipiteno e va a vivere «nelle stanze che non abitavo da 19 anni». Beata non parlava né l’italiano né il tedesco ma in breve tempo è riuscita ad apprendere la lingua tedesca divenendo professoressa presso la clinica universitaria di Innsbruck. E lui, Anton Seeber, non ci ha messo molto a convincersi di essere capace. Diventa responsabile del progetto Minimetro, quella diversificazione concentrata sui veicoli di trasporto urbano su rotaia il cui primo intervento si è realizzato a Perugia nel 2008. Sono poi seguiti gli impegni a Pisa (con penosi ostacoli da superare in materia di ricorsi e giustizia amministrativa), a Miami, a Francoforte, a Detroit e a New York con il rifacimento ex novo dello storico Roosvelt Island Tramway. Anton ha a che fare con gli appalti pubblici e sperimenta come in Italia sia tutto troppo macchinoso, burocratico, difficile («In America è l’ente pubblico che ti chiama e ti agevola; da noi il privato deve quasi mendicare per lavorare e combattere con la burocrazia»). I risultati però arrivano, la sua presenza in azienda è sempre più consapevole e autorevole, si impadronisce di tutte le problematiche di tutti i settori in cui opera il Gruppo. Il resto è la storia recente del passaggio di consegne, l’insediamento al vertice affiancato da Martin Leitner nel ruolo di vicepresidente, da Marco Goss, Werner Amort e Markus Senn nel ruolo di consiglieri. Domande e risposte in esclusiva al cospetto… dell’ «Ultima cena» E adesso è qui, nella sala riunioni della sede centrale Leitner di Via Brennero a Vipiteno, di fronte all’«Ultima cena» di Hermann Nitsch, a raccontarsi in esclusiva a noi di pM e a rispondere alle nostre domande. Qual è stato il sentimento prevalente che l’ha coinvolta assumendo le redini operative del Gruppo Leitner? «Un insieme di sentimenti. Il senso della responsabilità per una funzione dirigenziale impegnativa; sicuramente l’orgoglio di ricevere il testimone di una vicenda imprenditoriale molto importante come quella di cui è stato protagonista mio padre; il timore di non essere all’altezza del compito ma con la consapevolezza di dover impegnarmi con tutte le mie capacità. In azienda ognuno di noi ha un ruolo. Il mio è quello di risolvere i problemi, prendere decisioni anche non semplici sapendo comunque che la peggior decisione è quella di non decidere. Si deve decidere sperando di essere nel giusto e si deve avere l’umiltà di capire quando si sbaglia per cambiare subito, senza piagnucolare. Abbiamo la responsabilità di garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda e abbiamo la responsabilità delle vite di oltre tremila nostri collaboratori con le loro famiglie». Subito dopo l’investitura lei ha dichiarato: «Il mio stile lavorativo risulterà differente rispetto a quello di mio padre ma resteranno immutati i principi e i valori che ne hanno ispirato l’attività imprenditoriale». Vuole approfondire questi concetti? «Sono meno paziente di mio padre. Lui è un vero idealista, scrive lunghe lettere ai politici nella convinzione che cambi qualcosa. Io non ne sono così convinto. Come imprenditore preferisco far parlare le mie azioni, i fatti. Io sono più propenso a mordere senza abbaiare. I valori comuni invece restano inalterati: l’attaccamento all’azienda e ai suoi destini, la morale e l’etica che devono accompagnare il conseguimento del profitto e degli utili, condizioni indispensabili per la salute di un’impresa». Michael Seeber negli anni Novanta ha prima salvato e poi rilanciato Leitner con la ricapitalizzazione, la politica delle acquisizioni, la diversificazione produttiva e l’internazionalizzazione. Anton Seeber quali linee guida intende seguire per terzo millennio per consolidare e sviluppare ulteriormente il gruppo Leitner nel mondo? «Innovare continuamente è il primo comandamento. Non aver paura di cambiare, di provare, di rischiare. Come per i figli: quando vengono al mondo diventano un problema, trasformano la vita, si ammalano, vanno educati. Sono un problema ma sono il cambiamento, sono il futuro, la vita che continua. Ecco, l'innovazione è come un figlio. E poi bisogna continuare sul percorso della diversificazione perché il mondo è diventato piccolo e interconnesso e i cambiamenti sono estremamente radicali. È necessario continuare ad investire sulla ricerca per trovare soluzioni nuove. Ad esempio con Leitwind abbiamo sviluppato un sistema di gestione e di assistenza in remoto che consente l’attivazione e il controllo degli impianti 24 ore su Qui e a lato alcune delle opere di arte contemporanea, la grande passione di Michael Seeber con le quali è arricchita la sede di Vipiteno 6 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016

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UOMINI E AZIENDE/ANTON SEEBER 24 per 365 giorni l’anno. Un concetto simile ci viene richiesto per i trasporti urbani». Quali dei settori in cui opera Leitner presentano maggiori potenzialità di crescita? «Il trasporto urbano con impianti a fune è in continua crescita nel mondo. Stiamo lavorando per concludere i lavori per la telecabina che sorvolerà una zona di Berlino nel 2017. Negli ultimi anni abbiamo consegnato impianti importanti a Città del Messico, Ankara, Cali, in Russia e in Cina. Abbiamo in programma altri interventi in Georgia e nella Repubblica Domenicana. Altri settori che danno segnali di forte vivacità sono quelli dei nastri trasportatori di materiali in cui è specializzato il marchio Agudio e degli utility vehicle in cui è coinvolta Prinoth. Sulla neve il tema dell’innevamento programmato è diventato vitale per le stazioni invernali e vedrà Demaclenko in prima linea nella fornitura di generatori e impianti sempre più avanzati. Si deve lavorare sul fronte della ecosostenibilità di prodotti che non offendano la natura. La flotta dei battipista «clean motion» di Prinoth e la tecnologia silenziosa, ecosostenibile DirectDrive che non usa olio e consuma meno energia sono già stati un nostro importante contributo ma c’è altro da fare, non ci si può e non ci si deve fermare. Continuiamo anche a credere nelle energie rinnovabili ma se non c’è chiarezza politica nelle normative non ci si muove». Per quanto riguarda la montagna bianca in particolare e gli impianti di risalita per lo sci, come giudica l’attuale situazione anche a fronte della sfida dei mutamenti climatici e come crede si possa e si debba operare per consentire nuovi margini di sviluppo? «Il trend è al momento stabile ma io vedo la possibilità di ulteriori sviluppi in collegamenti integrati tra diverse aree sciistiche che ancora mancano. Anche sulla neve è vietato fermarsi. Creare paure eccessive nei confronti dei mutamenti climatici è terribile, vorrebbe dire arrendersi senza combattere come possiamo fare con prodotti sempre più avanzati ed ecosostenibili. È importantissimo continuare a credere nella vitalità del turismo invernale trainato dallo sci che ha portato benessere in moltissimi territori montani. Se non lo facessimo sarebbe un disastro, intere vallate ricadrebbero nella povertà e si spopolerebbero. Dobbiamo lavorare tutti per impedire questa prospettiva. Dobbiamo riuscire ad attirare le nuove generazioni, a riportare i giovani sulla neve per sciare, a fargli conoscere ed apprezzare la bellezza della montagna» Nel 2014 suo padre scrisse una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi per denunciare la lentezza della giustizia amministrativa in Italia. Due anni dopo lei che cosa scriverebbe in una lettera al Premier? «Ho già detto che non sono particolarmente portato a scrivere lettere ai politici. Farei un copia-incolla per non aggiungere altro ed evitare incidenti diplomatici. Farei un’eccezione soltanto per ricordargli ancora le nostre responsabilità di imprenditori nei confronti dei nostri dipendenti che io preferisco sempre definire collaboratori, la necessità assoluta di creare condizioni di competitività nel sistema Italia senza le quali l’attività imprenditoriale rischia di spegnersi». Stop. Le sollecitazioni a chiudere l’incontro arrivano perentorie da qualche segretaria e da tutte le parti, orologio compreso. Il nuovo presidente e amministratore delegato del gruppo Leitner ci ha regalato addirittura un’oretta buona della sua giornata strapiena di impegni. Ci saluta confermando che ovviamente tutta la famiglia, compresi i piccoli Gabriel e Raphael, vive con gioia la passione per lo sci tra il casalingo Monte Cavallo, Racines, la Val Badia e che Carolina, la figlia maggiore, è bravissima ma non se la sente di fare agonismo. Pazienza. In compenso, determinato a gareggiare e a vincere sulle piste accidentate dei mercati mondiali, c’è lui, Anton Seeber figlio di Michael, il continuatore di una storia di successo che non vuole e non deve finire. n

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FIERE & CONVEGNI SKIPASS 2016 Comincia un inverno all’insegna del rilancio e dell’ottimismo La 23a edizione della grande fiera modenese che si è svolta tra il 29 ottobre e il 1° novembre ha confermato il proprio ruolo di vetrina ufficiale per gli operatori dell’attrezzo tecnico e del turismo invernale nell’imminenza di una nuova stagione. Battuto il record di visitatori dell’edizione precedente; positivo il clima di fiducia che ha attraversato gli stands distribuiti sulla superficie espositiva di 45 mila metri quadrati e le molte iniziative collaterali. Il mondo della montagna bianca e degli sport invernali attrae sempre e più che mai. Sulla neve soffia sempre forte il vento di una passione che alimenta un comparto economico fondamentale per molti territori montani AModenaFiere è calato il sipario sulla 23esima edizione di Skipass. E mentre il salone del turismo e degli sport invernali più longevo d’Italia chiude i battenti, per la Montagna Bianca comincia una nuova stagione all’insegna dell’ottimismo. «L’osservatorio di Skipass segnala un incremento di fatturato e presenze per l’inverno 2016/17», spiega Paolo Fantuzzi, amministratore delegato di ModenaFiere. «Le vacanze in montagna conquistano nuovi clienti dall’este- ro e le famiglie italiane che preferiscono l’alta quota e la neve alle città europee e alle mete internazionali» A confermare il rinnovato interesse per la montagna sono i 90 mila visitatori del Salone (86 mila nel 2015) che hanno affollato il quartiere fieristico di Modena nel ponte di Ognissanti. Skipass, con i suoi 45 mila metri quadrati di superficie, ha tagliato dunque il nastro della stagione invernale. Nei quattro giorni di fiera, il mondo della neve, tra località sciistiche, attrezzatura per gli sport invernali, atleti e professionisti della montagna (dai maestri di sci ai direttori di stazioni invernali, fino alle guide alpine), si è ritrovato a Modena. L’edizione 2016 ha puntato i riflettori su un settore importante dell’economia turistica nazionale favorendo il confronto tra operatori e il dialogo diretto con gli appassionati della montagna a cui sono state dedicate decine di presentazioni e attività gratuite. Ai bambini e ai ragazzi, come di consueto, è stata riservata un’attenzione parti- colare. Piste innevate per i corsi di sci e di snowboard, pista di ghiaccio, parete di arrampicata e percorsi sintetici di snowboard, bici e skate sono state visitati da migliaia di aspiranti sciatori e babyalpinisti. «Favorire l’approccio alla montagna e agli sport invernali e outdoor è uno degli obiettivi del salone - commenta Fantuzzi - Grazie alla collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali e con le aziende fornitrici delle squadre nazionali, ogni anno Skipass garantisce la prima 8 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016

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FIERE 6 CONVEGNI esperienza sulla neve a più di mille ragazzi». Tante famiglie in visita a ModenaFiere nella quattro giorni di Skipass che ha consolidato anche l’offerta per il target giovane con la musica e l’animazione del Puff Stage, il padiglione trasparente che ha ospitato le esibizioni de Lo Zoo di 105. I numeri del salone sono quelli di un grande evento: più di centottanta persone in staff, oltre mille metri cubi di neve prodotta, 94 appuntamenti tra presentazioni, premiazioni, convegni e conferenze stampa. Due gare nazionali, i campionati assoluti di slackline e di boulder, e quattro contest internazionali di snowboard e freeski che hanno avuto luogo sul rail costruito nell’area esterna. www.skipass.it AUDIZIONE AL SENATO SUL DDL PICCOLI COMUNI E MONTAGNA. UNCEM «ITER VELOCE PER UNA LEGGE ATTESA DA VENT'ANNI» «Un iter veloce, per una legge attesa da vent'anni.» Così il vicepresidente Uncem Antonio Di Maria e Luca Lo Bianco intervenendo il 3 novembre al Senato all'audizione sul ddl piccoli Comuni e montagna. I rappresentanti dell'associazione degli Enti montani hanno ribadito la necessità di varare al più presto una legge che garantisca nuova attenzione per le aree interne e per i piccoli centri dell'Italia, al fine di approntare politiche volte a garantire i servizi di base e a favorire lo sviluppo socio-economico dei territori. «Il ddl già approvato alla Camera - commentano Di Maria e Lo Bianco - contempera queste due sfere. La prima orientata ai servizi, alla riduzione del digital divide, all'attuazione piena della Strategia Aree interne. La seconda volta a permettere a chi vive nei territori alpini e appenninici di poter rimanere lì, di fare impresa, di trovare negli Enti locali un riferimento.» Uncem ha insistito sulla necessaria celerità dell'iter legislativo, dopo oltre due decenni di attesa. «Il ddl prevede 100 milioni di euro per le aree interne e montane da erogare nei prossimi cinque anni - aggiungono Di Maria e Lo Bianco - finalmente si riconoscono le specificità delle aree interne, che per mantenere servizi e favorire la crescita economica hanno bisogno di fondi per lo start up, per garantire innovazione e superare un divide che non è solo digitale, ma strutturale. E che rischia di crescere. La legge in discussione al Senato è un antidoto a questo gap che metterebbe di fatto il 55% del Paese su un binario più lento rispetto alle città e alle aree urbane.» Di Maria e Lo Bianco hanno richiamato l'attenzione dei Senatori presenti all'audizione anche sulle conseguenze legate all'abbandono e allo spopolamento, registrabili nelle aree più fragili del Paese, nelle aree più in quota, nelle zone a forte rischio idrogeologico e sismico. «Abbiamo necessità di attuare pienamente l'articolo 44, secondo comma, della Costituzione - sottolineano - e questa legge lo permette. Si incrocia perfettamente con quanto previsto dal Collegato ambientale alla legge di stabilità 2016, ove sono previste le green communities e le oil free zone, ma anche con la Strategia nazionale Aree interne, da attuare pienamente nelle 65 aree pilota del Paese, e poi da estendere. Uncem farà la sua parte. Il Senato proceda velocemente dando finalmente all'Italia una legge per i piccoli Comuni, la montagna, la valorizzazione dei centri storici. Oggi più di ieri, ne abbiamo grande bisogno». passione, esperienza e innovazione in un anello di gomma ISOPREN srl Via A. Merli, 6 20095 Cusano Milanino (MI) - Italia Tel. 02 6193626 - Fax 02 6133345 info@isopren.it Le nostre certificazioni:

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SPECIALE IMPIANTI A FUNE LEITNER ROPEWAYS Alta tecnologia e innovazione dai piccoli ai grandi impianti Anche per l’inverno ormai imminente l’azienda di Vipiteno si presenta sulle nevi italiane con una serie di nuove realizzazioni dal Nord al Sud del nostro Paese caratterizzate da soluzioni sempre più avanzate e costantemente orientate a soddisfare al meglio le esigenze della committenza con interventi di miglioramento dell’offerta. Ma accanto alle opere più importanti e impegnative, quest’anno riveste una rilevanza particolare anche l’impegno riservato ai «dorflift», le «sciovie di paese» che possono diventare un fondamentale veicolo di base per la promozione dello sci Dopo anni difficili sembra che il volano dell’economia abbia iniziato a girare nuovamente portando una ventata di aria fresca e di nuove opportunità anche al circo bianco italiano. L’annata 2016/17 prevede grandi novità e primati dalle Alpi agli Appennini. Forti del sostegno delle istituzioni, sulle Dolomiti si è dato, ad esempio, slancio e rinnovato fulgore agli impianti di paese, i cosìddetti «Dorflift». Incentivare i bambini e i neofiti della neve ad appassionarsi allo sci così da proiettarli fin da subito verso il mondo dei grandi comprensori è l’obietti- vo a cui si punta con il rilancio di questi impianti. Ma oltre a queste installazioni strategicamente importantissime ma tecnicamente «minori», altre opere di ben altro spessore tecnologico sono pronte per il prossimo inverno. Vediamo… Storico ritorno allo Ski Center Latemar con«un ibrido» ultratecnologico Era il 1984 quando ad Obereggen la ditta Leitner realizzava, ideato e prodotto al 100% a Vipiteno, il suo primo impianto a collegamento temporaneo. Dopo più di trent’anni Leitner Spa torna vincente a Nova Ponente (Bolzano) con il Telemix «TMX Laner», impianto di altissimo contenuto tecnologico dotato di seggiole a sei posti e cabine ottoposti che garantisce comfort e sicurezza per tutte le categorie d’utenti con una potenzialità di trasporto di 3000 p/h. Le prime seggiovie «otto posti» al Piz Sella e a Racines Offrire soluzioni collaborando all’ottimizzazione dell’offerta: questo l’impegno che Leitner persegue costantemente con i suoi clienti. Ecco due casi emblematici. Per sostituire una precedente sciovia a fune alta, la società Piz de Sella Spa segna una svolta nel proprio parco impianti con la seggiovia automatica ad otto posti carenata «CD8C Gran Paradiso», la prima in Italia dotata anche di riscaldamento dei sedili. Insieme all’impianto «CD8C Enzian» fornito alla Ratschings –Jaufen GmbH comporrà una coppia di installazioni da primato: non solo sono le prime «ottoposti» nel nostro Paese bensì anche le prime dotate di seggiole ultramoderne Leitner Premium Chair, vero e I NUOVI IMPIANTI DELLA STAGIONE 2016/2017 Committente SOFMA Spa S.I.T. Spa S.I.T. Spa Plose Ski Bellamonte Bellamonte Spa Comune di Comune di Obereggen Castel di Sangro Castel di Sangro Spa Comune Fonzaso (BL) Nome impianto Arabba - Portados Tipo di impianto GD8-10 Stazione a monte (m) 2111 Stazione a valle (m) 1619 Gruppo argano motore (valle o monte) Monte Sistema di tensione (valle o monte) Valle Lunghezza oriz. (m) 1328 Dislivello (m) 492 Lunghezza inclinata (m) 1439 Velocità massima con motore principale (ms) 6 Equidistanza minima veicoli di linea (m) 72 Intervallo minimo tra veicoli (sec) 12 Numero totale veicoli 50 Portata max con azionamento principale (p/h) 3000 Potenza del motore principale (KW) 2x400 Potenza del motore di soccorso (KW) 260 Nr. Sostegni in linea 10 Intervia di linea (m) 6,1 Diametro fune portante traente (mm) 54 Tiro nominale (daN) 50000 Predazzo (TN) Castelir - Le Fassane GD10 1798 1557 Monte Valle 1414 240 1437 6 98 16 38 2200 530 130 8 6,1 48 54000 Predazzo (TN) Bressanone (BZ) Le Fassane - Pfannspitze La Morea GD10 GD10 1971 2468 1798 1914 Valle Monte Valle Valle 1044 1620 173 554 1060 1715 6 6 98 120 16 20 28 35 2200 1800 530 880 130 260 7 11 6,1 6,1 48 50 60500 55000 Roccaraso (AQ Pizzalto - Valle delle Gravare GD10 1574 1481 Monte Valle 1540 94 1547 6 77 13 58 2800 530 130 13 6,1 52 57000 10 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016 Roccaraso (AQ) Nova Ponente (BZ) Valle delle Gravare Laner Toppe del Tesoro GD10 TMX6-8 2067 1830 1574 1732 Valle Monte Valle Valle 1482 436 492 98 1567 465 6 5 77 38 13 8 50 34/8 2800 3000 794 2x220 250 130 11 3 6,1 6,6 52 46 60000 45000

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A sinistra: la fase di montaggio del sistema «Direct Drive» di cui è dotata la nuova seggiovia «otto posti» di Piz Sella Sotto: la nuova seggiola 8 posti per il nuovo impianto di Racines La cabinovia «GD10» di Bellamonte SPECIALE IMPIANTI A FUNE Lavori in corso per la nuova «GD10» alla Plose proprio highlight grazie al loro design in stile automobilistico e ai rivestimenti in vera pelle. Cabinovia dieci posti alla Plose e tanti «dorflift» in tanti paesi Dopo l’addio alle due seggiovie Skihuette e Pfannspitze, alla Plose si fa spazio alla nuova «GD10 Pfannspitze» che con le sue cabine da dieci posti rinnova radicalmente l’offerta sulla montagna brissinese a guida della famiglia Marzola. Sempre in Alto Adige, tre nuove sciovie sono parte del progetto di rinnovo degli impianti di paese. Più precisamente sono in realizzazione le sciovie «SL1 Bergerlift» della Berg Lifte GmbH a Campo Tures, «SL1 Gasse» della Freizeit Sport Ridnaun – konsortial Gmbh a Racines e «SL1 Weissenbach» della Skiresort Weissenbach GmbH a Rio Bianco. La prima e quest’ultima ambedue realizzate in Valle Aurina. Giro del Sella più facile con la cabinovia Arabba-Portados Giro del Sella nel senso orario più accessibile a tutti grazie all’investimento della SOFMA spa che ha incaricato Leitner di realizzare la nuova «GD810 Arabba Portadoss» che permetterà ai meno esperti di proiettarsi verso il Pordoi senza dover affrontare l’impegnativo tratto di pista iniziale a Porta Vescovo. L’impianto è dotato di veicoli inizialmente caratterizzati da una capienza di otto passeggeri seduti che potrà essere estesa a dieci grazie alle sedute ribaltabili. Una staffetta di cabinovie per la famigliare Bellamonte Due cabinovie dieci posti in sostituzioni delle precedenti seggiovie alla S.I.T. Bellamonte: «GD10 Castelir – Le Fassane» e «GD10 Le Fassane – La Morea». Veicoli chiusi dai colori accattivanti per il giovane pubblico ad eliminazione del rischio cadute. Un comprensorio a misura di famiglia proiettato alle esigenze dei più piccoli. I due impianti saranno tecnicamente tra di loro indipendenti ma, grazie ad una stazione intermedia, sarà possibile accoppiarli per garantire un unico tragitto all’utenza da valle fino all’ultima stazione di monte. Quando inserita, la stazione intermedia prevedrà gli imbarchi e gli sbarchi sui tratti rettilinei paralleli alla linea. Ratschings Jaufen Srl Piz de Sella Spa Campo Felice Spa Comune di Cappadocia Berg Lifte Srl Comune di Sarnano Ratschings (BZ) Selva Gardena (BZ) Rocca di Cambio (AQ) Enzian Gran Paradiso Campo Felice - Quota CD8C CD8C CF4 2068 2254 1606,45 1827 2023 1538,55 Monte Valle Valle Valle Valle Monte 776 974 473,23 241 231 67,90 816 1006 481,73 5 5 2 51 65,45 14,41 10 13 7,20 37 35 70 2800 2200 2000 612 410 85 175 129 93 9 10 5 7,3 7,3 4,9 50 46 36 52000 58000 45000 Cappadoccia (AQ) Camporotondo - Monte Cesa CF2 1602 1403 Valle Monte 609 199 646 2,4 14 6 92 1200 132 90 7 3,9 30 30000 Sand in Taufers (BZ) Sarnano (MC) Bergerlift Della Faggeta SL1 1706 1617 Valle Valle 291 88 307 3,2 16 5 40 720 30 - 3 2,5 16 4000 SL1 *1340 *1433 Valle Valle 270 93 293 2,5 13 5 47 720 45 - 3 2,5 16 6200 Freizeit Sport C.M. della Skiresort Ridnaun Carnia Weißenbach Srl Konsortial Srl Ratschings (BZ) Tolmezza (UD) Weißenbach-Ahrntal Gasse Pradibosco Weißenbach SL1 1498 1390 Valle Valle 549 108 563 3,2 13 4 90 900 75 - 6 2,5 18 7000 SL1 1267 1146 Valle Valle 582 121 595 3,2 13 4 95 900 45 - 3 2,5 16 6200 SL1 1433 1372 Valle Valle 304 61 311 3 12 4 53 900 30 - 3 2,5 16 4200 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016 11

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SPECIALE IMPIANTI A FUNE In Friuli rinasce «ex novo» la stazione di Pradibosco Importante investimento anche per la Comunità Montana della Carnia che tramite pubblico bando ha affidato chiavi in mano al gruppo vipitenese il restyling completo della piccola stazione invernale di Pradibosco: una sciovia a fune alta, un tappeto e l’impianto d’innevamento per una soluzione all-round. Dai primi passi sulla neve alla conduzione degli sci lungo i pendii innevati quale fucina per i futuri utenti dei grandi comprensori della regione Friuli Venezia Giulia. Nuove installazioni al Nord ma non soltanto al Nord… L’importante investimento del Comune di Castel di Sangro (L’Aquila) vede Leitner attore principale nella realizzazione delle due cabinovie automatiche dieci posti «GD10 Pizzalto – Macchione – Gravare» e la «GD10 Gravare – Toppe del Tesoro». La prima, collegando direttamente le tre località dalle quali prende nome, consente un sensibile miglioramento della funzionalità di trasporto locale a servizio del bacino sciistico consentendo la riduzione del traffico su gomma per gli spostamenti degli utenti e migliorando l’accessibilità complessiva. La seconda linea è invece dedicata interamente al miglioramento dell’infrastruttura funiviaria dedicata al campo sciabile.Significativo è anche il segno inciso dalla Leitner a Cappadoccia (L’Aquila) dove, dopo alcuni anni di mancato esercizio del comprensorio, il Comune investe nel rilancio con una seggiovia fissa biposto: la «CF2 Camporotondo – Monte Cesa». Prosegue poi lo storico rapporto con la famiglia Lallini che con la Campo Felice Spa investe a Rocca di Cambio in una nuova quadriposto fissa «CF4 Campo Felice – Quota». L’impianto è dotato di stazione motrice rinnovata con un new concept nella distribuzione e piazzamento dei componenti in sala macchine per un’ottimizzazione della costruzione già consolidata ed affidabile. Con la sciovia «SL1 Della Faggeta» Leitner conclude la sua offerta delle new entry sul territorio nazionale. Disponibilità e versatilità fanno sì che la ditta vipitenese possa confermarsi leader del settore: dalla semplice sciovia all’impianto ultratecnologico con le sedute riscaldate e rivestimenti in pelle per una sensazione di comfort impareggiabile. www.leitner-ropeways.com Nella foto sopra: la stazione di partenza del «TMX6-8» installato a Obereggen presso lo Ski Center Latemar. Sotto: la nuova GD10 di Roccaraso in fase di costruzione Due nuove cabinovie «anti traffico» per il trasporto urbano a Città del Messico Il primo impianto a fune per il trasporto urbano del Messico dal 4 ottobre è realtà. A firmarlo è stato Leitner ropeways. L’impianto, lungo quasi cinque chilometri e composto da due cabinovie, contribuirà in modo determinante a risolvere i problemi di traffico a Ecatepec de Morelos, popoloso quartiere di Città del Messico. Non ha voluto mancare al primo viaggio in cabinovia il Presidente messicano Pena Nieto. L’impianto sarà aperto tutti i giorni per ben 17 ore, e trasporterà 3.000 persone all’ora. Collegato direttamente con il sistema di trasporto urbano, semplificherà e migliorerà sensibilmente la vita di abitanti e visitatori della città. «Questi impianti rappresentano per le zone di Ecatepec e La Cañada una soluzione moderna, pulita ed ecologica. I passeggeri non perderanno più 50 minuti bloccati nel traffico, ma potranno raggiungere in meno di 19 minuti la rete di trasporto principale di Città del Messico», rivela Paul M. Abed, responsabile del progetto per il Consorcio Aristos S.A.B. de C.V., concessionario dell’impianto. «In questo modo - prosegue Abed - le persone potranno risparmiare moltissimo tempo, ben 377 ore all’anno, che potranno dedicare alle loro famiglie. Nella zona di La Cañada, inoltre, vivono molti giovani in età scolare e molti studenti, che fino ad oggi dovevano percorrere alcuni chilometri a piedi per andare a scuola. Anche per loro l’impianto funiviario rappresenta una soluzione comoda e sicura: ai genitori basterà accompagnare i propri figli alla stazione della cabinovia per poter essere sicuri che arrivino a scuola puntuali e in assoluta sicurezza, senza rischiare di essere vittime di incidenti o addirittura di aggressioni». Sette stazioni arricchite da artistici murales L’impianto, che collega la Via Morelos con San Andrès De La Cañada, si compone di due cabinovie, tra loro indipendenti ma interconnesse grazie ad una stazione di passaggio. Lungo i due percorsi, lunghi rispettivamente 2,9 e 1,8 chilometri, si trovano sette stazioni che consentono l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Stazioni che grazie ai murales realizzati da artisti locali ed internazionali, regalano fantasie e colori ad un intero quartiere. Da segnalare inoltre che durante i lavori di realizzazione, ci si è dovuti affidare a speciali ausili tecnici, poiché la zona altamente urbanizzata non permetteva l’utilizzo di elicotteri tradizionali. In un primo momento, quindi, nelle zone non accessibili ci si è affidati ad un drone, utilizzato in modo particolare nelle operazioni del tiro della fune. Soluzioni tecnologiche nel rispetto dell’ambiente Con l’impianto di Città del Messico fa il suo esordio in America anche il sistema Leitner DirectDrive, l’unico azionamento che lavora senza riduttore e che, rispetto ad altri sistemi, offre notevoli vantaggi. In primo luogo infatti esso è particolarmente efficiente ed ecologico. Grazie ad un minor numero di elementi soggetti ad usura e quindi ad un ridotto rischio di guasto, si minimizzano le possibilità di interruzione dell’esercizio. Trattandosi di un servizio di trasporto pubblico locale, questa caratteristica risulta essere molto importante. Inoltre, rispetto a sistemi di azionamento convenzionali, sono notevolmente ridotte anche le emissioni sonore. Abed confessa di essere molto soddisfatto del nuovo sistema di trasporto: «In città che devono fare i conti con strade perennemente intasate e con una crescita urbana non sempre pianificata, i sistemi di trasporto locale a fune rappresentano una soluzione efficiente e nel contempo ecologica. Siamo fieri di es- 12 professioneMontagna n° 139 novembre/dicembre 2016

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SPECIALE IMPIANTI A FUNE Nella congestionata capitale del Paese centroamericano sono stati inaugurati due nuovi impianti prodotti dall’azienda di Vipiteno alla presenza del presidente della repubblica Enrique Pena Nieto. Insieme, lungo un percorso complessivo di cinque chilometri, contribuiranno a risolvere in maniera efficace ed ecologica i problemi del caotico traffico che paralizza quotidianamente uno dei quartieri più popolosi della megalopoli di oltre otto milioni di abitanti. Saranno aperti 17 ore al giorno e consentiranno di percorrere in meno di venti minuti un tragitto che, in macchina, richiede normalmente un’ora sere i primi a costruire un impianto urbano di questo tipo in Messico, e di essere così di esempio per chi cerca una soluzione efficiente, affidabile e di ottima qualità ai problemi di trasporto». Per questo nuovo progetto ci si è ispirati ad altri impianti Leitner ropeways realizzati in Sudamerica, che hanno brillantemente risolto i problemi di traffico locale. Tra questi ricordiamo la cabinovia 10-posti a Manizales, in Colombia, o l’impianto della città colombiana di Cali, che da settembre 2015 collega Siloé, uno dei quartieri più poveri, con la SCHEDA TECNICA Ecatepec 1 Tipologia di impianto: GD10 Lunghezza inclinata: 2,919 m Dislivello: 55 m Numero di cabine: 108 Capacità delle cabine: 10 persone Velocità: 6 m/s Portata: 3,000 p/h Numero di sostegni: 20 Durata del viaggio: 10 min 30 sec Ecatepec 2 Tipologia di impianto: GD10 Lunghezza inclinata: 1,805 m Dislivello: 62 m Numero di cabine: 76 Capacità delle cabine: 10 persone Velocità: 6 m/s Portata: 3,000 p/h Numero di sostegni: 16 Durata del viaggio: 7 min 30 sec rete dei trasporti pubblici. Attualmente Leitner ropeways sta costruendo un’ulteriore cabinovia sempre in Messico, per la precisione nella città di Torreon, che sorge nel parte settentrionale del Paese e che collegherà il centro storico con la famosa Statua di Cristo de las Noas, posta sulla sommità di una collina detta «Cerro de las Noas». www.leitner-ropeways.com 69 Ranger Alpine 1200 4-TEC Adventure LX 600 ACE Commander Gran Tourer 900 ACE / 1200 4TEC Commander 600 E-TEC CONTATTACI PER SCOPRIRE TUTTE LE NOVITÀ 2017: TEL 0472 76 55 12, INTERCOM@LEITNER.IT Skandic WT 550 / 900 ACE www.leitner.it

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