L'ALBERO VERDE N. 3-2016

 

Embed or link this publication

Description

Rivista Trimestrale del CIAI

Popular Pages


p. 1

IStpaelicaiale Natale 2016 Etiopia L’appetito vien mangiando? Anno XXII - N° 3 - Trimestrale del CIAI - Novembre 2016 Centro Italiano Aiuti all’Infanzia Poste Italiane spa - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/04 n. 46) Art. 1.1 LO/MI

[close]

p. 2

PRIMADITUTTO Una malattia insidiosa La talassemia è una grave malattia genetica presente in tutto il mondo, ma alcune aree – tra cui il Vietnam, ma anche alcune aree dell'Italia - presentano una relativa endemicità; in Vietnam si stimano 10 milioni di portatori sani e 20.000 persone malate. Il distretto di Son Dong, quello in cui CIAI opera anche con il programma di Sostegno a distanza (SAD), è purtroppo una delle zone più colpite. Proprio di recente si sono manifestati alcuni casi e purtroppo i sintomi non sono stati riconosciuti da subito. I bambini presentavano ventre gonfio, stanchezza e svogliatezza. L'unica cura attualmente nota per la talassemia è il trapianto di midollo osseo; altrimenti, la terapia consiste soprattutto nel mantenimento della normale funzionalità del corpo attraverso trasfusioni regolari e uno speciale trattamento per ridurre la quantità di ferro presente nel sangue. Se un malato di talassemia incontra non poche difficoltà in Italia, figuratevi nel nord del Vietnam in una zona, come quella di Son Dong, particolar- mente isolata. Ne’ a Son Dong, infatti, ne’ nell'ospedale provinciale di Bac Giang, i medici sono in grado di diagnosticare la malattia e l'hanno spesso confusa con una “semplice” anemia. Solo dopo aver portato i bambini all'Ospedale Pediatrico Nazionale di Hanoi, lo staff di CIAI e le famiglie hanno potuto ottenere la diagnosi corretta. Le madri dei bambini colpiti hanno cercato di portare i bambini regolarmente a Bac Giang per le trasfusioni, ma la distanza dalle loro case – oltre 90 km – la difficoltà nei trasporti, la necessità di prendersi cura anche degli altri figli hanno impedito loro di mantenere una regolare routine trasfusionale. I bambini si sono quindi aggravati e ora dovranno essere sottoposti ad un intervento di asportazione della milza. I due bambini che dovranno essere operati hanno iniziato la routine vaccinale pre-operazione e gli interventi sono fissati tra novembre e dicembre. Questi interventi sono costosi e solo parzialmente coperti dall'assicurazione sanitaria ma grazie ai fondi di emergenza di CIAI nell’ambito dei Programmi di SAD, sosterremo le due famiglie. Contemporaneamente, il programma si occuperà di fornire ad altri bambini sospettati di soffrire della stessa malattia la possibilità di una visita specialistica presso un ospedale nazionale e di organizzare attività di formazione per le famiglie dei bambini affetti, per aiutarle a comprendere meglio la malattia e a prendersi cura dei propri figli nel miglior modo possibile. Anche dopo l'operazione la vita di questi bambini sarà molto difficile e le famiglie dovranno continuare a sobbarcarsi lunghi viaggi con i mezzi pubblici per poterli portare al centro trasfusionale più vicino, una prassi che dovranno portare avanti per tutta la loro vita. L'impegno di CIAI tramite il SAD è quello di sostenerle per cercare di facilitare, per quanto possibile, questo compito così arduo. (luca penasa) CIAI - Centro Italiano Aiuti all’Infanzia SEDE LEGALE Via Bordighera, 6 - 20142 Milano Tel. 02 848441 Fax 02 8467715 - info@ciai.it - www.ciai.it SEDI LOCALI LAZIO - Via Parigi 11 - 00185 Roma Tel /Fax 06 7856225 - lazio@ciai.it PUGLIA - Via Bozzi, 35 - 70121 Bari Tel 080 743996 Fax 080 5940035 - puglia@ciai.it SARDEGNA - Via Roma, 54 - 09123 Cagliari Tel 070 0992930 Fax 070 0992941 - sardegna@ciai.it TOSCANA - Sede Cooperazione Toscana c/o CMSR Via della Madonna, 32 - 57123 Livorno Tel 800944646 toscanacooper@ciai.it VENETO - Via A. Grazioso, 5 - 35133 Padova Tel 049 8077210 Fax 049 7160054 - veneto@ciai.i GRUPPI TERRITORIALI CATANIA - Nuccia Vannucci Auteri ciainuccia@virgilio.it COSENZA - Michele Greco - chelegreco@gmailcom GENOVA - Michela Grana - mgrana@tin.it MONOPOLI - Maria Luisa Fanizzi - rubyfanizzi@libero.it NAPOLI - Anna Falciatore - fam.derosa@tin.it PADOVA - Nico e Paola D’Angelo volontaripadova@gmail.com PAVIA - Cinzia Capra - gruppo.pavia1@gmail.com PESCARA - Patrizia Sciarra - patriziasci@tiscali.it PRATO - Pierluigi Bertolini pierluigi.bertolini@ultra.it ROMA - Fabrizia Sepe - fabrizia.sepe@fastwebnet.it TORINO - Maurizio Zoè - maurizio.zoe@tiscali.it TRIESTE - Lucio Mircovich - luciotrieste@alice.it VERONA - Daniele Soardo e Silvia Vartolo gtcverona@always-dao.org SEDI ESTERE CIAI BURKINA FASO - 01 bp 278901 Ouagadougou CIAI CAMBOGIA - N. 2 St. 135 - P.O. Box 1150 Phnom Penh CIAI COSTA D’AVORIO - Cocody-Angré Caféier 7-17 BP 229 Abidjan 17 CIAI INDIA L’Avenir Apt N. 3,108 Pappamalkoil St. Puducherry CIAI ETIOPIA Bole Subcity, Woreda 04, House n. 102 P.O box 2009 Addis Ababa - Ethiopia CIAI VIETNAM - N. 8, Tua Hoa-Quandg An-Tay HoHanoi - Vietnam CIAI COLOMBIA - Camera 15 N.116-36-Oficina 613-Centro Comercial Starco-Bogotà-DC

[close]

p. 3

L’EDITORIALE L’Albero Verde Anno XXII - n. 3 - novembre 2016 In questo numero 4 In primo piano Cosa sta succedendo al mondo delle adozioni in Italia? 6 Italia Le storie dei ragazzi Harraga 8 Approfondimenti Rapporto di Impatto 2015 10 Approfondimenti La Teoria del Cambiamento 17 Esperienze Destinazione...speranza! 19 India Bambini e crimine 22 Afghanistan Quello che faremo 24 Etiopia La salute vien mangiando? L’Albero Verde Direttore Responsabile Donatella Ceralli - donatella.ceralli@ciai.it Hanno collaborato: Chiara Biffi, Cristiana Carella, Paola Crestani, Alhaji Kargba, Paolo Palmerini, Alessandra Pozzi, Francesca Silva, Padmavathi Vasanthan, Anisa Vokshi Fotolito - Stampa - Spedizione: Inchiostro Arti Grafiche Srl, Via del Parco 29, 20064 Gorgonzola (Mi) Redazione e edizione: CIAI, Via Bordighera, 6 20142 Milano Periodicità: Trimestrale- Sped. in Abb.Post. - Milano Registrazione n. 432 del 29/07/1994 -Tribunale di Milano Mettersi in gioco R accogliere sempre nuove sfide è proprio nel DNA della nostra associazione. Del resto fu una bella sfida quella lanciata quasi 50 anni fa dalle persone che decisero di fondare CIAI, quella contro il pregiudizio che legittimava il rapporto genitore-figlio soltanto in base al “legame di sangue”. Abbatterono frontiere, quelle persone, attraversarono gli oceani per andare a cercare lontano quei bambini che, soli, avevano bisogno di una famiglia. Ovunque fosse, indipendentemente dal colore della pelle o dalla forma degli occhi. Tanto più, dal sangue. Ancora oggi, al CIAI, si raccolgono sfide, come quella di mettersi in discussione partendo dal proprio modo di lavorare, dai percorsi scelti, dalle strategie messe in atto, dagli obiettivi che si vuole raggiungere, dai cambiamenti che si vogliono ottenere. E’ il percorso intrapreso con la Teoria del cambiamento (TOC) che viene ben raccontato da Paolo Palmerini, il direttore di CIAI, nelle pagine che seguono. Crediamo sia anche molto importante valutare il lavoro svolto e rendicontarlo nel modo più efficace possibile. Anche in questo caso, dopo essere passati dalla realizzazione di un Report Annuale alla stesura di un Bilancio sociale, abbiamo scelto una formula nuova, la valutazione dell’Impatto che il nostro operato produce. Per il 2015, quindi, abbiamo elaborato il Rapporto d’Impatto; nelle pagine che seguono troverete un’estrema sintesi di questo lavoro che vi consigliamo di andare a leggere nella sua interezza su nostro sito (www.ciai.it/chi-siamo/bilancio/) Un’altra sfida che abbiamo scelto di raccogliere è quella di parlare di adozione... guardando al futuro. Negli ultimi anni il concetto di famiglia, di ruoli e relazioni familiari, sono profondamente cambiati. Questi mutamenti sollecitano interrogativi importanti di carattere etico, scientifico, normativo e giuridico. L’adozione è certamente interessata e coinvolta da queste trasformazioni e crediamo che iniziare un confronto su questi temi, approfondendoli, sia il modo giusto per affrontare nuovi scenari, nuove sfide. E’ quello che abbiamo voluto fare organizzando a Milano il 14 novembre presso l’Aula Magna dell’Università di Milano - Bicocca il Convegno nazionale “L’Adozione che verrà”. Nel prossimo numero de L’Albero Verde vi forniremo senz’altro un accurato rendiconto di questo importante evento. Le prossime festività natalizie sono alle porte. Sappiamo tutti che tra drammi più o meno lontani da casa nostra il clima non è dei migliori. Ma forse proprio per questo ha ancora più valore il nostro invito a pensare al Natale pensando anche ai “nostri” bambini. Al centro di questo numero de L’Albero Verde troverete qualche utile suggerimento. Grazie, auguri a tutti e... all’anno prossimo! Donatella Ceralli 3

[close]

p. 4

IN PRIMO PIANO aCodsoa zstiaosnui icncItealdiae? ndo al mondo dellediPaola Crestani* rmai è un dato acquisito: le riodo ha mostrato i suoi aspetti peggiori e CAI, qualunque mezzo si utilizzi: al cen- adozioni nel mondo che ancora adesso non riesce ad essere go- tralino risponde (a volte) una persona che hanno subito una generale vernato in modo efficace. dice che non c’è nessuno e riferirà e le mail diminuzione. Alcuni Sicuramente non sono incoraggiate dai vengono rinviate al mittente perché “la ca- O esperti del settore dicono costi, spesso elevati, di un’adozione e dalle sella è piena”. che globalmente i numeri incognite rispetto al futuro che, a fronte di dovrebbero assestarsi sui valori attuali. Si- questa interminabile crisi economica, Stiamo ancora aspettando la pubblicazione gnifica che potrebbero cambiare i numeri fanno ancora più paura. del rapporto statistico CAI relativo agli delle adozioni fatte dai singoli Paesi ma il totale dei bambini adottabili non dovrebbe variare in maniera sensibile. Allo stesso tempo tra i bambini adottabili aumentano e continueranno ad aumentare i bambini con bisogni speciali, cioè bambini con più di 6 anni, con problemi di salute, appartenenti a gruppi numerosi di fratelli. Ciò a causa della sempre più rigorosa applicazione del principio di sussidiarietà che vuole che per un bambino senza famiglia si trovi prima una soluzione nel suo Paese d’origine e solo se questo non è possibile in un Paese straniero. Anche a CIAI ci confrontiamo con i cambiamenti che il mondo delle adozioni ha subito negli ultimi anni. Già da diverso tempo la maggior parte dei bambini che ci vengono segnalati e per i quali cerchiamo famiglia sono bambini con bisogni speciali. Ma recentemente stiamo assistendo ad un nuovo fenomeno: la diminuzione vertiginosa delle famiglie disponibili all’adozione, tanto che sono sempre di più i bambini per i quali non riusciamo a trovare famiglie disponibili ad accoglierli. La Commissione tace Indubbiamente non aiuta la situazione di stallo della Commissione Adozioni Internazionali (CAI) che più volte ho avuto modo di evidenziare. Da parte della CAI infatti non arriva segnale di attività. Il sito della Commissione è fermo al 10 di giugno (è bloccato, ha detto la vicepresidente Silvia Della Monica in occasione della sua audizione alla Commissione Giustizia della Camera il 12 ottobre ) e non è nemmeno stato inserito il nome della nuova Presidente, il Ministro Maria Elena Boschi, entrata ufficialmente in carica il 21 giugno scorso. anni 2014 e 2015. Sempre nella recente audizione alla Commissione Giustizia della Camera la vicepresidente CAI ha affermato che non è opportuno pubblicare i dati, nonostante abbia riferito con orgoglio, e giustamente, che la CAI possiede una banca dati molto ricca. La giustificazione portata per la mancata pubblicazione è che questo possa danneggiare alcuni enti perché “le famiglie guardano i dati per capire quale ente scegliere”. Sinceramente non sembra significativo l’interesse per la “concorrenza” tra enti rispetto alla trasparenza dei dati delle adozioni e all’importanza della loro pubblicazione. Tenuto conto poi che gli enti dovrebbero concorrere solo ed esclu- sivamente al bene dei bambini! Perché, al di là di qual- siasi polemica, i dati sulle adozioni sono davvero molto impor- tanti. Ci consentono di conoscere l’età dei bambini che arrivano in adozione, che carat- Silvia Della Monica (a sinistra) e Maria Elena Boschi, rispettivamente vice pre- teristiche hanno, se E’ comprensibile che non tutte le famiglie sidente e presidente della Commissione Adozioni Internazionali hanno problemi di sa- se la sentano o abbiano le risorse necessa- Ancora non dà segni di vita la Linea CAI, lute, in quale regione italiana sono stati ac- rie per accogliere dei bambini a volte strumento di comunicazione tra istitu- colti, le peculiarità delle famiglie che li molto provati dalla vita. Allo stesso tempo zione e famiglie. hanno accolti, ecc. informazioni indispen- immagino che molte famiglie siano spa- Nonostante la vicepresidente abbia detto sabili per tutti coloro che, a vario titolo, la- ventate e scoraggiate di fronte ad una si- che molte famiglie la chiamano per rin- vorano per favorire l’inclusione e il tuazione sempre più confusa di un mondo, graziarla del suo lavoro, a noi risulta invece benessere dei bambini adottati e delle loro quello delle adozioni, che nell’ultimo pe- che sia impossibile avere una risposta dalla famiglie, che dovrebbe essere principale in- 4

[close]

p. 5

teresse anche della Commissione Adozioni. Tutti noi che abbiamo sentito queste accuse ci domandiamo come mai, a fronte di sospetti cosi gravi la Commissione ado- della legalità e della trasparenza delle nostre azioni come presupposto imprescindibile del nostro operare. Una Commissione Adozioni che continua zioni, l’organo che, secondo l’articolo 39 Solo in un ristabilito clima di chiarezza e a non riunirsi, ormai da quasi tre anni, no- della legge 184/83 sulle adozioni “auto- trasparenza si potrà andare avanti e pen- nostante la nuova Presidente Boschi, du- rizza l’attività degli enti...vigila sul loro ope- sare al futuro delle adozioni. rante il suo intervento in Commissione rato, lo verifica almeno ogni tre anni, revoca Un futuro di cui vorremmo cominciare a Giustizia alla Camera il 20 luglio scorso l’autorizzazione concessa nei casi di gravi parlare da subito, perché le sfide da af- avesse espresso la sua intenzione di convo- inadempienze, insufficienze o violazione frontare sono tante: i cambiamenti della carla a breve. delle norme della presente legge” non prenda società, i cambiamenti della famiglia, i alcun provvedimento. Le inchieste A rendere ancora più fosco il panorama Di cosa abbiamo bisogno cambiamenti derivanti dalle esperienze acquisite in tutti questi anni di storia delle adozioni internazionali. delle adozioni internazionali in Italia, du- Ci sarebbe grande bisogno di parole di Intanto CIAI, che comincia a mettere que- rante l’estate, una serie di articoli sul set- chiarezza da parte della Commissione sti punti all’ordine del giorno dell’agenda timanale L’Espresso ha scatenato il “caso Congo”. Il giornalista Fabrizio Gatti ha riportato gli esiti di un’inchiesta fatta sulle adozioni in Congo da cui risulterebbe che AIBI, uno dei maggiori enti italiani, avrebbe rapito dei bambini, avendo al soldo presidenti di Tribunali di Paesi stranieri e dotandosi di collaboratori capaci delle azioni più incredibili. All’inchiesta sono seguite delle repliche di AIBI dalle pagine del suo sito ma incredibilmente ed inspiegabilmente da parte delle istituzioni…silenzio totale. Solo la vicepresidente Della Monica, durante l’audizione già citata in Commissione Giustizia della Camera, ha confermato le accuse fatte da Adozioni. Ci sarebbe innanzitutto bisogno che la Commissione Adozioni esistesse e che fosse convocata, così come prevede la nostra legge, in modo da poter adempiere completamente al suo ruolo. Ne avrebbero bisogno i bambini e le famiglie, quelle già formate e quelle che sono in attesa e non sanno più capire se e cosa stanno per affrontare avventurandosi lungo il percorso dell’adozione internazionale. Ne hanno bisogno gli operatori, pubblici e privati, sia italiani che stranieri. Ne hanno bisogno le istituzioni dei Paesi con cui collaboriamo. delle adozioni, ha organizzato per il 14 novembre un convegno all’università Bicocca di Milano proprio su questi temi, coinvolgendo tutti gli attori del mondo delle adozioni: le istituzioni, la politica, gli studiosi, gli esperti, gli operatori dei servizi pubblici, le associazioni familiari, le persone adottate. Perché siamo convinti che, per fare il bene dei bambini, dobbiamo lavorare tutti insieme, ognuno nel rispetto del proprio ruolo e facendo fino in fondo la propria parte. Ve ne daremo ampio resoconto nel prossimo numero de L’Albero Verde. Noi ci siamo! Gatti su L’Espresso dicendo che ci sarebbe Ne sentiamo particolarmente il bisogno in corso un’indagine amministrativa ed noi al CIAI, che da sempre mettiamo il ri- * Presidente CIAI una penale nei confronti di AIBI. spetto del supremo interesse dei bambini, APPUNTAMENTI CON I SOCI novembre 2016 Domenica 27 novembre i Soci sono invitati all’Assemblea che si terrà a Milano e che si concluderà con il tradizionale pranzo di natale. Un modo per stare in compagnia, scambiarsi gli auguri e...aggiudicarsi gli ottimi Panettoni vestiti all’africana. Quest’anno per le famiglie che lo vorranno ci sarà un momento di intrattenimento anche nel pomeriggio: tutti i particolari verranno forniti nella convocazione ufficiale che arriverà via mail o per posta (scrivete a cristiana.carella@ciai.it se non l’avete ancora ricevuta). dicembre 2016 Domenica 4 dicembre, le sedi CIAI di Bari, Cagliari, Padova e Roma organizzeranno la Festa di Natale. Verrete contattati dalle singole sedi: contiamo su una massiccia partecipazione di grandi e bambini! L’Assemblea è un momento fondamentale per la vita di CIAI aprile 2017 Anticipazioni per il nuovo anno: l’Assemblea annuale dei Soci si svolgerà sempre a Cervia con una formula un po’ nuova. Anche in questo caso avrete maggiori delucidazioni nei prossimi mesi, ma segnate già sull’agenda i seguenti giorni: 22-23-24-25 aprile. 5

[close]

p. 6

ITALIA Le storie dei ragazzi Harraga di Francesca Silva* L’ autrice nigeriana Chima- scrivono non solo il motivo del loro viaggio fare esperienza per fare questo lavoro, vuole manda Ngozi Adichie nel e le difficoltà incontrate, ma soprattutto chi conoscere nuove cose e nuove persone. suo discorso presso le Na- sono, chi vogliono diventare e cosa deside- Inoltre, nella comunità di accoglienza ha zioni Unite in occasione rano per il loro futuro. scoperto che gli piace cucinare. Durante delle celebrazioni per la uno dei laboratori di orientamento lavo- Giornata Mondiale Uma- Simba è un ragazzo gambiano di 17 anni, rativo era chiesto a ciascun partecipante di nitaria 2016, ha invitato la platea a ricon- conosce bene l'italiano e parla sottovoce. In scrivere su un cartoncino rosso i motivi che siderare l’emergenza profughi, affermando quest'ultimo anno in Italia è riuscito ad ot- lo spingono a lavorare, Simba ha scritto che: “nessuno è mai solamente un rifugiato. tenere il permesso di soggiorno ed ha con- così: “per essere umano, avere buon futuro. Nessuno è mai solamente una singola cosa. seguito la licenza media. Gli piace molto il Per decidere quello che vuoi fare, per costruire Eppure, nelle dichiarazioni pubbliche oggi, calcio e sogna di fare il calciatore pur una famiglia, mangiare, vestito, la macchina, parliamo spesso delle persone come una sin- avendo una lesione al ginocchio che non viaggiare. E' una cosa fondamentale per es- gola cosa. Rifugiato. Immigrato. Siamo esseri gli permette di stare molto in piedi o fare sere umano ovunque”. Simba cambia idea emotivi. Condividiamo il desiderio di valere carico sulla gamba. Nonostante tutto con- velocemente, è adolescente e adesso vor- e di contare.” Queste parole descrivono tinua a giocare ogni settimana. Sta aspet- rebbe trovare lavoro subito, qualsiasi lavoro molto efficacemente lo spirito e l’approc- tando che lo chiamino dall'ospedale per che gli permetta di mettere dei soldi da cio che CIAI persegue nella propria azione fare l'operazione. Nel suo viaggio prima di parte e trasferirsi al nord. nei confronti dei minori stranieri soli at- arrivare in Italia racconta di essere stato in traverso il progetto “Ragazzi Harraga”. carcere in Libia. Si intuisce che ha passato Maryam è una ragazza nigeriana di 17 Negli ultimi numeri de L’Albero Verde ab- brutti momenti, ma non vuole parlarne. anni, parla inglese e creolo ma pochissimo biamo affrontato le criticità del sistema di Racconta che in Gambia studiava per fare italiano. Ha da poco conseguito la licenza accoglienza italiano e descritto come CIAI l'insegnante, ma adesso ha cambiato idea e media. Durante gli incontri di orienta- ha deciso di intervenire per supportare ed vorrebbe fare il meccanico per lavorare mento al lavoro si sforza di capire gli argo- accompagnare i percorsi verso l’autonomia prima possibile e guadagnare. In questo set- menti di cui si discute e ripetutamente alza dei minori non accompagnati che giun- tore non è molto competente, non sa di- la mano per chiedere che siano tradotti in gono senza genitori o familiari sulle nostre stinguere un cacciavite da una chiave inglese i concetti esposti. Per esprimere e coste. Grazie alle organizzazioni con le inglese, non conosce il motore e non sa scrivere in italiano si aiuta con un’applica- quali collaboriamo a Palermo abbiamo rac- come farlo funzionare. E' consapevole di zione per le traduzioni sul telefonino. Vuole colto alcune storie di questi ragazzi che de- dover approfondire le sue conoscenze e di interagire anche se ha difficoltà a capire e 6

[close]

p. 7

comunicare. Durante un laboratorio dove situazione di reale pericolo con continue Il messaggio di Papa Francesco per la Gior- le si chiede cosa le piace fare, scrive: “mi aggressioni fisiche. Vede l’Italia come nata Mondiale del Migrante e del Rifugiato piace l'arte ma non è possibile, mi piace can- l’unica soluzione per poter estinguere i nu- del 2017 è dedicato ai migranti minorenni, tare ma non è possibile, non mi piace il cal- merosi debiti che la famiglia ha contratto, vulnerabili e senza voce. “Tra i migranti i cio e non mi piace combattere”. Non ha per questo motivo è spesso pensieroso e fanciulli costituiscono il gruppo più vulnera- progetti molto chiari per il suo futuro, è preoccupato. bile perché, mentre si affacciano alla vita, molto vaga, sintetica e non sa se vuole re- sono invisibili e senza voce: la precarietà li stare a Palermo. E' consapevole che ha bi- Seydou ha 17 anni, parte dal Senegal nel- priva di documenti, nascondendoli agli occhi sogno di esercitare la lingua italiana e l’estate del 2014, passa dal Mali, dall’Alge- del mondo; l’assenza di adulti che li accom- imparare un mestiere. Le piace la ristora- ria fino ad arrivare in Libia dove rimane per pagnano impedisce che la loro voce si alzi e si zione e potrebbe scegliere un corso che le più di un anno. A inizio 2016 parte dalla faccia sentire. In tal modo, i minori migranti rilasci una qualifica come collaboratrice in Libia e dopo due giorni di attraversata in finiscono facilmente nei livelli più bassi del strutture ricettive e ristorative. mare arriva a Lampedusa. Seydou dimo- degrado umano, dove illegalità e violenza stra, fin da subito, una notevole predispo- bruciano in una fiammata il futuro di troppi Charan è partito dal Bangladesh quasi due sizione verso l’apprendimento della lingua innocenti, mentre la rete dell’abuso dei mi- anni fa all’età di 15 anni, lasciando nel suo italiana. S’impegna molto, gli piace fre- nori è dura da spezzare.” Queste le parole paese una famiglia molto numerosa colpita quentare la scuola e veda in essa un utile scelte dal Papa per sottolineare i rischi che da ripetuti lutti (il papà, il fratello maggiore mezzo di riscatto sociale. Dopo aver fre- corrono i ragazzi migranti soli. CIAI non e anche una sorella). Questa situazione fa- quentato i corsi presso il Centro Provinciale solo non vuole lasciarli soli, ma si impegna miliare ha condizionato molto Charan che per l’Istruzione degli Adulti consegue la li- affinché possano avere voce e realizzare i sente sulle spalle una grande responsabilità cenza media con la votazione finale di nove propri sogni. e una forte spinta ad aiutare chi è rimasto su dieci e gli apprezzamenti unanimi dei *Direttore Territoriale Italia in Bangladesh. Ha potuto studiare grazie professori. Dopo il diploma ha manifestato allo zio che lo ha mantenuto ma, ad un il desiderio di continuare a studiare così si certo punto, ha dovuto lasciare la scuola. è confrontato con i professori e gli opera- Per raggiungere l’Italia ha attraversato la tori della comunità di accoglienza e ha Turchia e successivamente è arrivato in scelto di iscriversi ad un corso triennale di Libia dove ha lavorato in un caseificio senza formazione professionale per diventare ricevere il dovuto compenso, ha vissuto una meccanico. Ringraziamo Studio14photo per le immagini di queste pagine 7

[close]

p. 8

APPROFONDIMENTI RAPPORTO DI IMPATTO 2015 C me ogni anno, CIAI affianca al proprio Bilancio di esercizio (certificato da PricewaterhouseCoopers Spa) un documento che consenta a tutte le persone interessate di conoscere meglio le proprie attività. Dopo essere passati da un “Report Annuale” ad un “Bilancio Sociale”, per il 2015 abbiamo deciso di realizzare un “Rapporto d’Impatto”. Così lo presenta il direttore Paolo Palmerini nella premessa: “Con impatto ci riferiamo alla misura del cambiamento. Rispetto ad una situazione di partenza, l’intervento di CIAI genera un cambiamento che, ‘depurato’ dell’effetto di quello che sarebbe cambiato anche senza Figura 1- Beneficiari totali il nostro intervento, risulta essere appunto il nostro impatto. Raccontare CIAI partendo dall’impatto del nostro intervento vuol dire misurarci con quello che abbiamo ottenuto, non solo con quello che abbiamo fatto. E’ un approccio più impegnativo perché ci lega in modo più forte ai nostri obiettivi e permette a tutti noi di misurarne il raggiungimento, evidenziando successi e margini di miglioramento”. Trattandosi di una “prima volta” il Rapporto d’Impatto 2015 rappresenta ancora il primo passo di un percorso che, nel corso del 2016, CIAI ha già dimostrato di intraprendere impegnandosi nella Teoria del Cambiamento (vedi articolo nelle pagine che seguono). Il Rapporto d’Impatto 2015 è disponibile sul sito di CIAI (www.ciai.it/chi-siamo/bilancio/) ma vogliamo qui fornirvene una estrema sintesi. I beneficiari Importante segnalare che, fin dall’inizio, CIAI ha individuato come unità di misura per un’adeguata analisi dell’impatto degli interventi mesi in atto, la singola persona, in quanto titolare di diritti. Nel 2015 CIAI ha generato un cambiamento positivo per 73.116 persone (vedi Figura 1). Rispetto al totale dei beneficiari, l’ambito principale d’intervento è stato quello della protezione (42%) seguito da Educazione (37%), Salute e nutrizione (18%) e Partecipazione (4%). I dati economici La lettura del bilancio di un’organizzazione come CIAI è complessa e non può essere facilmente ridotta a un singolo parametro. Tuttavia, la trasparenza di CIAI si basa anche sulla leggibilità delle informazioni economiche e finanziarie. Proponiamo quindi una lettura multiprospettica dei dati di bilancio – che comunque sono riportati integralmente alla fine del report – con l’obiettivo di fornire delle chiavi di lettura semplificate e qualitativamente più significative sull’andamento economico finanziario dell’anno. La maggior parte delle entrate, analizzate per tipologia di donatore, sono ripartite tra donatori istituzionali e privati: 49% i privati, 45% le istituzioni, 3% aziende e 3% fondazioni e altro. Per quanto riguarda la destinazione delle entrate, al primo posto, con il 75%, le attività di Cooperazione allo sviluppo, seguite da adozione internazionale, 15%, attività generali legate alla mission 7% e 3% servizi alle famiglie. I costi sono essenzialmente dedicati ad Figura 2 - Cooperazione: i progetti 8 Figura 3 - Cooperazione: i beneficiari

[close]

p. 9

attività dirette dei settori strategici : Coo- fratrie numerose – per questo motivo perazione, Adozione e Servizi alle fami- CIAI presta grande attenzione allo studio glie coprono l’83% dei costi mentre e all’approfondimento di ogni singola si- quelli che spesso chiamiamo “di strut- tuazione prima di procedere ad abbina- tura” (che includono anche la raccolta mento. Nel 2015 il 70% dei bambini fondi, comunicazione e advocacy) sono arrivati tramite CIAI presentava special del 17%. need; l’11% dei bambini aveva proble- Cooperazione allo sviluppo Nel 2015 le attività di Cooperazione allo matiche legate alla storia particolarmente traumatica. Sviluppo hanno raggiunto un totale di Servizi alle famiglie 70.141 persone (il 49% femmine) di cui Nel 2015 il settore Servizi alle Famiglie ha 31.358 bambini (vedi Figura 3). Sono erogato servizi di orientamento, supporto stati realizzati 37 progetti in 11 Paesi psicologico e formazione rivolti principal- (vedi Figura 2), inerenti agli ambiti della mente alle famiglie adottive. Tutti gli in- protezione dell’infanzia, dell’educazione, terventi sono stati pensati e realizzati per della salute e nutrizione e della partecipa- rispondere il più possibile ai bisogni delle zione. Il personale complessivamente at- persone attraverso interventi flessibili e tivo nel 2015 sui progetti di cooperazione calibrati ponendo al centro gli interessi è stato di 128 persone (45% Femmine). del bambino senza prescindere dall’im- portanza di guardare il sistema famiglia Adozione internazionale nel suo complesso e non solo il singolo Nel mondo, da ormai dieci anni, le ado- bambino scisso dai suoi legami e dal tes- zioni sono in costante diminuzione: meno 20% nel 2014 rispetto al 2013, anno in cui erano già calate del 17% rispetto al 2012 (fonte: ISS 2014 Statistics in mon- thly review n. 195 del 2015). Nel 2015 CIAI ha registrato un primo segnale di ri- presa: dalle 44 adozioni internazionali realizzate nel 2014 si è passati alle 50 del 2015. (vedi Figura 4). I bambini adottabili dall’estero spesso presentano special need – cioè sono af- fetti da patologie, oppure hanno un’ età superiore ai 7 anni o sono appartenenti a Figura 4 - Adozione Internazionale suto sociale. I dati del 2015 evidenziano una prevalenza di interventi rivolti ai genitori . Gli incontri con i figli riguardano in particolare l’attività di follow up e di psicoterapia. (vedi Figura 5) Rimandiamo alla lettura del Rapporto d’Impatto nella versione sfogliabile presente sul sito per i dettagli relativi alle attività di supporto: Centro Studi e Advocacy, Comunicazione e Raccolta Fondi. Ricordiamo solo che nel 2015 CIAI ha potuto contare sul lavoro di 150 dipendenti (51 % uomini e 49% donne), suddivisi fra le 15 sedi fra Italia (27%) ed estero (73%). I Soci sono stati 1.408. Importante ricordare che, come dichiara il Presidente nella comunicazione contenuta nel Rapporto d’Impatto: “...non dobbiamo mai dimenticare che i numeri sono la rappresentazione di ciò che per noi è più prezioso: le persone”. Figura 5 - Servizi alle famiglie 9

[close]

p. 10

APPROFONDIMENTI La Teoria del Cambiamento di CIAI Pdi Paolo Palmerini* uò sembrare strano, ma dopo Per aiutarci a costruire questa mappa ab- un’organizzazione vuole ottenere è tanto quasi cinque decenni di vita, biamo utilizzato uno strumento chiamato più complesso quanto più ricco è lo spettro CIAI ha sentito il bisogno di “teoria del cambiamento", theory of change di attività. Più semplice è ragionare in terriflettere su quello che fa, (TOC). Si tratta di una metodologia di pia- mini di un singolo programma o per un’orcome lo fa e perché. Non che nificazione strategica che si basa sulla espli- ganizzazione che è estremamente queste domande non ci ac- citazione dei singoli passaggi di focalizzata su un singolo problema in un compagnassero già tutti i giorni nel nostro cambiamento, appunto, che portano da contesto molto specifico. Per un’organizza- lavoro e non stiamo parlando neanche di una certa situazione iniziale ad una finale zione come CIAI che, pur senza essere una una improvvisa crisi di identità. Del resto attraverso il raggiungimento di una pro- “multinazionale della solidarietà”, è co- anche il viaggiatore più esperto, durante il gressione di risultati in connessione causale munque una realtà che interviene in 11 viaggio, ha bisogno di tirare fuori la bus- tra di loro. Tramite la formulazione della paesi del mondo raggiungendo decine di sola ogni tanto per orientarsi. propria TOC, un’organizzazione racconta migliaia di persone ogni anno in diversi La nostra lunga storia, ricca di esperienze come vede il mondo (la situazione iniziale ambiti di intervento, dall’educazione alle ed emozioni, è partita con pochi mezzi e rispetto alla quale si vuole intervenire), adozioni internazionali, l’esercizio è tutt’al- moltissima passione. “Due cuori e una ca- come pensa che il mondo possa cambiare tro che banale. Abbiamo quindi chiesto un panna”, come si suol dire. Quella capanna (la catena di risultati intermedi che si rag- supporto a degli esperti e in particolare alla è diventata una casa molto grande con giungono via via) e quale sia il mondo che Fondazione Lang Italia, che ci ha accom- tante stanze, mobili e oggetti, abitata da vuole ottenere (il cambiamento finale otte- pagnato da maggio a luglio in un percorso tante persone. Questa casa è così grande nuto). Al centro del ragionamento c’è il interno molto impegnativo sia per il tempo che si corre il rischio, una volta entrati, di “cambiamento” che si vuole ottenere. che è stato dedicato da tanti di noi, sia per non riuscire a trovare facilmente la via Questo strumento, introdotto negli anni la profondità dei lavori nei quali abbiamo d’uscita. Il calore della casa, la bellezza della 90 negli Stati Uniti nel contesto della ri- dovuto mettere più volte in discussione le costruzione, lo stile a volte un po’ rustico flessione sulle metodologie di valutazione nostre certezze. Il risultato però ha ripagato ma sempre sincero, sono tutte caratteristi- per le organizzazioni che lavorano nel so- lo sforzo. La TOC che abbiamo realizzato che sempre visibili ma quando vogliamo ciale, si sta ormai affermando come uno ci permette di raccontare CIAI in modo raccontarle ai nostri amici non sappiamo standard riconosciuto a livello generale. più efficace, dando alle nostre attività un Gli input: CIAI si pone come facilitatore, sostenendo le risorse esistenti e creando Le attività: protezione, benessere psico-emotivo, inclusione sociale: queste le categorie in nuove opportunità che però dovranno essere colte con un atto consapevole cui possono essere incluse tutte le attività di CIAI da dove cominciare e se vogliamo decidere Molti donatori lo utilizzano come stru- ordine logico che ne rafforza la coerenza; di costruire una nuova stanza non sap- mento di valutazione delle proposte di fi- definendo una strategia per inquadrare i fu- piamo dove farlo e se ci chiediamo se la no- nanziamento e un numero sempre turi sviluppi e introducendo una metrica, stra casa sia ben fatta, facciamo fatica a maggiore di organizzazioni si sta dotando per misurare l’impatto. stabilirlo. della propria TOC per sostenere le proprie Pensiamo che sia importante dotarsi di Serve una mappa, serve una grande mappa narrazioni. questi strumenti, di queste guide. Le sfide della casa che possa aiutarci a mostrarla, a che il mondo ci pone davanti sono molte- decidere come svilupparla e misurarne cor- Il nostro percorso plici ed estremamente difficili. Senza una rettamente il perimetro. Definire il cambiamento e l’impatto che guida chiara si rischia di preoccuparsi solo 10

[close]

p. 11

della propria esistenza e confondere la tensione verso la crescita per una ricerca incondizionata di opportunità economiche. La nostra TOC Illustrare una TOC è iniziare un racconto. Dato che stiamo raccontando qualcosa che tutti noi abbiamo ben presente, la speranza è che il racconto non sia una sorpresa ma una conferma, magari con qualche elemento di maggiore chiarezza rispetto allo stato attuale delle nostre conoscenze. Iniziamo quindi il racconto, partendo dall’origine di tutto, dal motivo per cui CIAI esiste. Il problema: Ci sono dei bambini che non sono protetti adeguatamente, ad esempio perché non hanno una famiglia nella quale crescere; ci sono bambini che non sono sereni, perché hanno dentro dei pesi così grandi da togliere il fiato; ci sono bambini che non sono inseriti nel mondo di cui fanno parte, ad esempio perché non possono andare a scuola. Questi bambini vivono una condizione che noi rifiutiamo e per cambiare la quale ci impegniamo. Pensiamo che ogni bambino abbia diritto di essere protetto, sereno e incluso e quando questi e altri diritti sono violati abbiamo il dovere di intervenire. Questi bambini sono in attesa che qualcuno intervenga. Sono i bambini che aspettano. Il target: CIAI si occupa dei bambini i cui diritti non sono rispettati perché non sono protetti, non sono sereni o sono esclusi dalla loro società. Questo costituisce quella che chiamiamo “vulnerabilità”. CIAI si occupa di bambini vulnerabili, nel senso appena descritto. CIAI crede che il bambino stesso sia il principale attore del proprio cambiamento. E’ per questo che i bambini sono il target primario di CIAI. D’altro canto è anche vero che i bambini sono circondati da attori che a vario titolo si occupano di loro. A partire dalla famiglia, per passare alla comunità in senso più ampio e poi arrivare alle istituzioni pubbliche e private. Questi attori giocano un ruolo essenziale nella tutela dell’infanzia. Per questo, oltre al lavoro con i bambini, è necessario intervenire anche con i genitori e la famiglia, la comunità e le istituzioni. periodo. Questo non vuole dire non inter- Infine, pensiamo che il bambino come proGli input: Per risolvere il nostro problema venire nell’immediato, ma piuttosto, anche tagonista, debba essere messo in grado di assumiamo una serie di elementi. Innanzi- nel caso di interventi di emergenza, sempre conoscere e determinare il proprio cambiatutto che, come appena detto, è necessario con una prospettiva lunga. Pensiamo che mento. In questo scenario la condizione considerare in modo sistemico il bambino un intervento efficace necessiti di compe- per poterci attivare è che ci sia una predie l’ambiente che gli sta intorno. Poi che è tenze specifiche che non nascono dall’im- sposizione da parte dei nostri interlocutori. necessario pensare ad interventi di lungo provvisazione o solo dalla buona volontà. Che sia una famiglia candidata all’ado- 11

[close]

p. 12

Continua da pagina 11 si determina quale spazio di intervento vere e può essere formulato così: i bambini possa esserci per CIAI, considerando cri- delle comunità dove CIAI interviene sono zione, un adolescente che richiede un sup- teri di opportunità di porto psicologico, un governo che vuole impatto, ma anche implementare una politica sull’educazione, istituzionale ed eco- il punto di partenza è che ci sia la disposi- nomica. zione a mettersi al lavoro. E’ un punto cen- 3. Preparazione/for- trale del nostro lavoro, senza il quale non è mazione. Si forni- possibile attivare nessun intervento, almeno scono alle persone gli non con quegli interlocutori. Questo per- strumenti per poter ché CIAI non impone la propria visione sostenere gli inter- del mondo, ma si pone come facilitatore, venti che saranno at- sostenendo le risorse esistenti e creando tivati e che li vedono nuove opportunità che però dovranno es- protagonisti, con dei sere colte con un atto consapevole. veri e propri inter- Le attività: A fronte di questa situazione CIAI interviene in tre ambiti principali. Tutte le attività di CIAI possono essere catalogate in queste categorie: protezione, benessere psico-emotivo, inclusione sociale. All’interno di queste categorie si collocano i nostri progetti, interventi e servizi, o loro componenti. Dal momento che consideriamo centrale il ruolo del bambino nel processo di cambiamento, in tutti e tre gli ambiti vogliamo applicare un approccio basato sulla partecipazione, attraverso una metodologia specifica finalizzata a favorire delle dinamiche reali e concrete di coinvolgimento attivo dei bambini. venti formativi o con un orientamento. 4. Attivazione intervento/servizio. Si attiva l’intervento vero Gli outcome: i risultati che vogliamo ottenere sono passi intermedi di un processo di cambiamento e proprio, prendendo in carico la persona al sicuro e vivono in un contesto familiare tramite un servizio o un’attività specifica adeguato e positivo, vanno a scuola e che porterà al cambiamento finale. hanno occasioni formative, stanno bene, 5. Valutazione. Si valuta se l’intervento sono sereni e sono protagonisti della pro- ha prodotto il cambiamento desiderato. pria vita. Questo è il metro con il quale mi- Questa fase è molto importante ed è im- surare il nostro lavoro. Ovvero non tanto portante che continui ad esserci. E’ il no- quello che abbiamo (o non abbiamo) fatto, stro essere sempre attenti al senso di ma il cambiamento che abbiamo ottenuto. quello che facciamo e non accontentarci mai di quello che stiamo facendo solo Anche se il lavoro è appena concluso, la perché si è sempre fatto. TOC sta entrando velocemente nel nostro Gli outcome: La riflessione sulla TOC ci ha 6. Apprendimento. L’esperienza acquisita quotidiano. Nelle presentazioni e nel no- portato a mettere maggiormente a fuoco deve diventare conoscenza per moltipli- stro “discorso” i riferimenti stabiliti dalla quali sono i risultati che vogliamo ottenere care il valore di quello che facciamo. È TOC si stanno affermando rapidamente. come passi intermedi di un processo di quindi importante che in ogni intervento Evidentemente questi concetti vanno a col- cambiamento. Un’analisi dettagliata di ci sia un momento nel quale si ferma la mare un vuoto che da tempo avevamo la- questi outcome deve essere collocata sul conoscenza acquisita. sciato crescere e che invece è importante piano delle singole attività e quindi risulte- 7. Ritorno ad uno dei punti precedenti? riempire di contenuti e di significati. Il rac- rebbe difficile da trattare con sufficiente Se il cambiamento ottenuto non è stato conto della TOC ci aiuta, anche nel dia- precisione mantenendo una visione globale soddisfacente, si valuta di tornare ad uno logo interno. Ci aiuta perché si concentra sull’organizzazione nel suo complesso. Tut- dei punti precedenti. sulla struttura logica del nostro operare, to- tavia se ci mettiamo nella prospettiva del 8. Advocacy. La conoscenza acquisita, gliendo spazio all’inerzia e alle abitudini e cambiamento sperimentato dalle persone fatta di soddisfazioni, di successi ma riportando ogni racconto, ogni scelta, ogni con le quali CIAI lavora, i nostri beneficiari anche di errori, serve non solo per l’ap- valutazione, ad una riflessione sul senso. o gli utenti dei nostri servizi, è possibile prendimento interno ma anche come leva Questa è la TOC di CIAI, del CIAI di oggi mettere a fuoco un percorso ricorrente che di sensibilizzazione esterna. È la nostra re- che è cresciuto nel corso degli anni par- mette in luce un approccio standard per sponsabilità che ci impone di attivarci tendo da una passione iniziale. CIAI, come se fosse un modello. I passi di non solo per risolvere un problema speci- La capanna è diventata una casa, bella e questo percorso sono le diverse fasi del no- fico ma per affrontare in modo strutturale grande, costruita con entusiasmo e impe- stro intervento e sono caratterizzati da un le cause che lo hanno generato. gno. La casa raccontata dalla TOC è ordi- cambiamento nel beneficiario/utente. nata. Non abbiamo buttato via niente, ma L’aspetto che ci preme sottolineare è come Per seguire questo percorso è necessario un abbiamo messo in ordine e, nell’ordine, si questo percorso sia presente in tutti gli am- piccolo sforzo di astrazione, cercando di sa, c’è sempre più spazio biti di attività di CIAI e ne diventa quindi collocare dentro a questi passaggi le singole un elemento caratterizzante. Ecco i passi attività che vengono svolte da CIAI. del “metodo” CIAI: 1. Ascolto. Il punto di partenza è l’ascolto Il cambiamento: Il cambiamento finale che delle persone e dei loro bisogni; si vuole generare nei bambini dei quali 2. Analisi/posizionamento. Si analizza il CIAI si prende cura è la trasposizione in contesto nel quale si esprime il bisogno e positivo del problema che si voleva risol- * Direttore CIAI 12

[close]

p. 13

Ph Francesca Acerbi NATALE È LA FESTA DEI BAMBINI. Anche quest’anno potrai scegliere di festeggiare il Natale regalando sorrisi ai bambini vicini ma anche a quelli lontani. Potrai farlo stando dalla parte di chi, dal 1968, lavora per difendere e garantire i loro diritti. SE PROVASSIMO A PENSARE AD UN NATALE CON GLI OCCHI DEI BAMBINI?

[close]

p. 14

Scegliere un biglietto di Natale di CIAI significa dare un valore in più ai vostri auguri. Potete scegliere fra 3 diversi modelli in formato cartaceo. E per velocizzare gli auguri? Le stesse immagini sono disponibili come ecard. I vostri auguri (sia cartacei che elettronici) sono personalizzabili con frase e logo aziendale. Vi consigliamo una donazione a partire da 1,50 euro. Per gli amanti della tradizione CIAI propone un panettone a misura di bambino. Un “piccolo” panettone, un classico intramontabile, un piccolo gesto per chi ama festeggiare il Natale con dolcezza. Peso netto 80 gr. Il contributo richiesto è di 5 euro (spese di spedizione escluse). Ordine minino 10 pezzi. Sono 20 le idee regalo più simpatiche e solidali che ci siano. Banchi e sedie per le scuole, kit da cucina per le mense scolastiche, mucche, capre, galline e tanto altro ancora. Per ciascuno di questi oggetti viene richiesta una donazione e viene rilasciato un simpatico biglietto che potete inviare ai vostri amici dimostrando che avete fatto a nome loro “UN REGALO CHE CAMBIA LA VITA”. http://regalisolidali.ciai.it Puoi finalizzare la somma che tu o la tua azienda destinate tradizionalmente ai regali scegliendo uno dei progetti a sostegno dei bambini. Per passare un anno insieme, con immagini dei bambini di tutto il mondo.

[close]

p. 15

Merry Xmas FELIZ NAVIDAD Joyeux NoëlFrohe Weihnachten 1 2 3 Rilasceremo una lettera personalizzata da inviare a dipendenti, clienti o fornitori ma anche ad amici per dimostrare la propria scelta natalizia solidale. In alternativa alla lettera potrete scegliere di inviare l’attestato di sostegno ad un progetto. Per scegliere il progetto vai su http://regalisolidali.ciai.it/ Per le lettere personalizzate è consigliato un contributo di 2 euro. Il CIAIlendario 2017, da parete o da tavolo, ricorda che insieme a CIAI si può costruire per i bambini un futuro migliore. Il calendario da tavolo è personalizzabile con il logo aziendale. È consigliata una donazione di 5 euro per il calendario da parete e 7 euro per quello da tavolo.

[close]

Comments

no comments yet