OpificiumBianco

 

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osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza politica impianti elettrici da rottamare la proposta del cnpi economia dopo la crisi è tempo di banca etica e microcredito welfare la camera dice sì via libera alla pensione più adeguata territorio fascicolo del fabbricato non è vero che i costi aumentano parla il sottosegretario alla giustizia casellati il riordino in materia di professioni si farà entro la fine della legislatura la riforma una questione di principi gennaio-febbr aio 2010 la rivis ta dei periti indus triali

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politica 4 6 la voce del palazzo la provocazione sommario 2-3 editoriali guardarsi in faccia quando le parole devono pesare paradossi previdenziali lariformaèunaquestionediprincipi rottamiamogliimpiantielettrici ilnuovoordinecheverrà 14 cogepapi 16 lettere al direttore 62 opificiumrisponde il contributo è anche per la prima casa o la va o la spacca 54 pari opportunità pari&dispare economia 17 banca etica e microcredito 64 radicalelibero piccoliprestiticrescono 29 l inchiesta ci salverà l eco-economia 30 lo scenario 34 il dubbio l albadell annodopo aqualcunopiacecaldo nuoveprofessioniegreeneconomy professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coord valerio bignami andrea breschi roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo pinto paolo radi maria franca spagnoletti progetto grafico alessandra parolini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ piazza della croce rossa 3 ­ 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.008.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it immagini imagoeconomica tipografia edigraf editoriale grafica srl via goffredo mameli 28 roma registrazione in corso presso il tribunale di roma domanda depositata il 19 febbraio 2010 37 le opportunità 41 nuove tecnologie aconsumoø welfare 11 la mia previdenza uscitaflessibile 22 come cambia il sistema lacameradicesì 26 convenzioni coperturarischioinfortuni seguilatuapensione marciaindietro 50 nuovi servizi 56 il nodo da sciogliere territorio 46 il fascicolo del fabbricato 60 livorno abbattereicostisipuò tariffe:versolasemplificazione cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso angelo devalenza mauro grazia giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente michele merola andrea santo nurra pasquale votano consiglieri

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editoriali bisogna farsi sentire mettersi in luce per sostenere la fondazione di un nuovo ordine dei tecnici laureati e per promuovere una previdenza più adeguata guardarsi in faccia l movimento che sta sorgendo intorno alla comunicazione di categoria non va sottovalutato non si tratta di poco è un occasione concreta per partecipare alla circolazione di informazioni tecniche commenti a leggi e normative consigli applicativi e opinioni di indirizzo smettendola di concepire l informazione solo come strumento di manipolazione politica sta nascendo un movimento che vuole concepire l informazione come elemento per rinforzare gli interessi professionali di tanti periti industriali cosa significa significa che bisogna farsi sentire mettersi in luce per sostenere la fondazione di un nuovo ordine dei tecnici laureati e per fondare una previdenza più adeguata due obiettivi semplici chiari puliti in che modo la comunicazione può dare il suo contributo perché non basta dichiarare gli obiettivi politici sui giornali e sul web si deve iniziare a far circolare riviste di qualità che parlino dei periti industriali in modo da mettere in luce la loro competenza e le loro conoscenze bisogna guardarsi in faccia questa visibilità rappresenterà il carburante per far sì che i due ambiziosi obiettivi sopra dichiarati vadano in porto speriamo alle condizioni che desideriamo in che modo muoversi ci chiederete siamo sicuri che esistono decine di periti industriali che hanno voglia di scrivere articoli di divulgazione tecnica che hanno voglia di mettere a disposizione dei lettori le proprie conoscenze nel loro settore specifico e non solo siamo sicuri che 2 i di florio bendinelli e giuseppe jogna esistono periti industriali che hanno a disposizione indagini di approfondimento testi per capire meglio la normativa su sicurezza fotovoltaico impiantistica e quant altro stanno solo aspettando il momento giusto hanno già scritto articoli oppure li hanno nel loro cassetto e nicchiano a portarli alla redazione della rivista che li pubblichi opificium è nato anche per questo per mettere al centro del dibattito tra politici tra liberi professionisti e tra cittadini i temi che riguardano la professione tecnica intesa nell ampio orizzonte del settore progettuale ed ingegneristico opificium è nato per esplicitare le questioni fondamentali che riguardano la tutela previdenziale il nostro presente a costruzione del nostro futuro non ci interessano le mezze misure parleremo delle normative che riguardano il nostro portafoglio parleremo di etica professionale metteremo il naso nei corridoi dei ministeri e nei siti internet pubblicheremo i numeri delle pensioni che ci aspettano scoperchieremo la questione formazione scuola educazione continua la concorrenza a favore della qualità dei servizi begli slogan dirà qualcuno sì rimarranno tali se non sapremo coltivarli e qui ci rivolgiamo a tutti a tutti coloro che ci leggono da soli non si va da nessuna parte per ottenere la dignità professionale necessaria in un nuovo ordine e in una nuova previdenza adeguata dovremo attraversare il deserto avremo sete il tragitto sarà lungo ma è in gioco la ridefinizione della nostra identità gennaio febbraio

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editoriali quando le parole devono pesare n attesa di diventare normale è ancora uno strano paese pesano più le parole intercettate nel privato di quelle espresse consapevolmente e pubblicamente È un sistema che non ci piace e che non riuscirà mai a piacerci crediamo piuttosto che la politica nata su un antica piazza greca debba restare all aperto in un libero confronto di idee e proposte ed è anche per questo che abbiamo chiesto alla senatrice maria elisabetta alberti casellati sottosegretario al ministero della giustizia di rispondere ad alcune domande sulla riforma delle professioni che la ii e x commissione della camera stanno portando avanti volevamo conoscere la posizione del governo e riportarle fedelmente ai nostri lettori le sue parole ci hanno rassicurato sulle intenzioni dell esecutivo che segue con la massima attenzione il laborioso e complesso lavoro legislativo ma soprattutto ci siamo rallegrati nell apprendere che appare valutata con giuste considerazioni la comune volontà di geometri periti agrari e periti industriali di chiedere l istituzione dell albo dei tecnici laureati per l ingegneria naturalmente la prudenza sembra ancora prevalere rinviando il momento delle decisioni però un termine è stato fissato con chiarezza dalla senatrice casellati entro la fine di questa legislatura la riforma delle professioni sarà varata sono parole pubbliche non intercettate per questo ci crediamo e daremo il nostro contributo perché non siano tradite i i l mondo del lavoro è strano fino a venti anni fa gli anziani dovevano andare in pensione per lasciare il posto ai giovani invece ora vent anni dopo gli anziani è meglio che non vadano più in pensione che continuino a lavorare i giovani invece «bambocciano» per poi continuare magari a lavorare fino a 70 anni i liberi professionisti non hanno mai avuto di questi problemi sono sempre andati in pensione più tardi anche perché spesso la libera professione la esercitano per passione certo non deve essere stato piacevole per chi aveva optato di continuare a lavorare dopo 65 anni vedersi arrivare a luglio scorso un accertamento previdenziale da parte della massima autorità in materia l inps accertamenti pesanti su redditi accumulati su cui bisognava pagare dal 17 al 26 di trattenute più tasse per il ritardo una mazzata ora la storia si sta aggiustando è in vista un accordo tra welfare inps e casse di previdenza dei professionisti per cui probabilmente inizieranno a pagare solo gli over 65 che opteranno per lavorare dal 2010 in poi mentre l inps annullerà tutti gli accertamenti precedenti però se la tendenza è quella di allungare la vita professionale non ci dovrebbe essere un incentivo per chi continua a lavorare da anziano certo il mondo del lavoro è strano paradossi previdenziali gennaio febbraio 3

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politica la voce del palazzo la riforma È una per il sottosegretario alla giustizia maria elisabetta alberti casellati il riordino in materia di professioni si farà entro la fine di questa legislatura attraverso una legge di principi affidando poi ai singoli ordinamenti il compito di stabilire le specificità di ogni categoria di benedetta pacelli principi di carattere generale che possano valere per tutti è quella più efficace a quel punto poi ogni professione dovrà avere una propria regolamentazione d ribadendo quindi quel concetto caro al ministro alfano di riformare le professioni attraverso una legge di principi affidando poi ai singoli ordinamenti il compito di stabilire le specificità di ogni professione r esatto È in questo modo che vogliamo procedere del resto non ci sono alternative ogni professione ha la propria specificità e peculiarità e di questo bisogna tener conto il governo non ha intenzione di entrare nel merito dei singoli ordinamenti senza prima aver consultato le categorie interessate d altro canto garantiamo loro disponibilità piena per il confronto e il dialogo d in attesa di una riforma complessiva comunque le tre categorie tecniche dei geometri periti agrari e periti industriali si sono uniti in un coordinamento unitario che punta ad un obiettivo la costituzione di un albo per i tecnici laureati per l ingegneria nel quale potranno esclusivamente iscriversi i laureati triennali di area tecnica o di formazione equivalente e contemporaneamente confluire ad esaurimento gli attuali iscritti a questi tre ambiti professionali qual è il suo giudizio su questa inziativa r io vedo sempre con favore tutte le iniziative che vengono concordate dalle categorie soprattutto quando queste volgono verso l unificazione e la semgennaio febbraio da parte mia posso garantire la massima disponibilità a discutere insieme alle categorie professionali tutte le possibili strade per la riforma non è intenzione del governo lasciare indietro nessuno i piani alti di via arenula non hanno dubbi la riforma delle professioni si farà non a colpi di mano o calata dagli stessi piani alti della politica ma con la totale concertazione delle categorie interessate come attraverso una legge di principi che affidi a singoli ordinamenti il compito di stabilire in un secondo momento le specificità di ogni categoria insomma la riforma delle professioni che da anni anima fior fiori di dibattiti e di tavole rotonde a sorpresa sembra essere diventata un affare semplice anzi semplicissimo tanto che maria elisabetta alberti casellati sottosegretario alla giustizia non ha alcun dubbio sul fatto che sarà approvata al più presto di certo entro la fine della legislatura questo non vuol dire però che gli ordini potranno dormire sonni tranquilli perché la contropartita a cui sono chiamati in causa non è di poco conto saranno loro a dover metter a punto principi chiari a definire le competenze e a mostrare unità pur nella diversità la quadratura del cerchio secondo la rappresentante del governo sta tutta nello loro mani domanda sottosegretario la ii e la x commissione della camera dei deputati hanno da poco concluso le audizioni sulla riforma delle professioni e si preparano a lavorare ad una proposta legislativa il governo è intenzionato ad appoggiare l iniziativa del parlamento risposta sì la nostra intenzione è quella di andare in quella direzione anche perché l idea di mettere a punto a 4

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questione di principi plificazione del resto quello che noi andiamo dicendo dall inizio della legislatura è proprio quello di spingere le categorie affini ad unirsi sulla base dell omogeneità del percorso formativo e delle attività da svolgere il primo passo però ripeto sta a loro d cioè r le professioni omologhe come quelle dei geometri periti agrari e periti industriali devono trovare tutti i punti di convergenza possibili sciogliendo quei nodi ancora irrisolti previdenza compresa per non replicare l errore fatto dai commercialisti e ragionieri ma in questa fase iniziale il governo non può e non deve intervenire È necessario che lo facciano in assoluta autonomia d non ritiene che proprio alla stregua di quanto accaduto con l unificazione di queste due professioni commerciaslisti e ragionieri appunto si potrebbe procedere anche per le categorie tecniche senza attendere l attuazione della riforma complessiva delle professioni r non escludo che questo possa accadere bisognerà comunque valutare nelle sedi opportune quale modalità legislativa adottare d sappiamo bene che le previsioni si fanno solo per sbagliarle ma a suo giudizio quali sono le probabilità di portare a casa la riforma entro la fine di questa legislatura r le cose si fanno facendole ora abbiamo iniziato con la riforma dell ordinamento forense e vogliamo terminarla in tempi relativamente brevi anche perché era urgente la necessità di riformare un comparto fermo a sessant anni fa d se è per questo per i tecnici la situazione è ancora più critica l ultima regolamentazione delle tre professioni risale ad ottant anni fa e certo non si può dire che le riforme degli ultimi dieci anni abbiano aiutato queste categorie in questo caso si tratta di sopravvivenza vera e propria r io posso garantire che da parte mia c è la massima disponibilità a mettere a punto insieme tutte le possibili strade di riforma non è intenzione del governo di lasciare indietro qualcuno d quindi i periti industriali possono ben sperare r direi proprio di sì d entro la legislatura r entro la fine di questa legislatura si avrà la riforma gennaio febbraio maria elisabetta alberti casellati geometri periti agrari e periti industriali devono trovare tutti i punti di convergenza possibili sciogliendo i nodi ancora irrisolti ma in questa fase il governo non può e non deve intervenire lo farà in un secondo momento 5

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rottamiamo gli impianti elettrici 7

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politica la provocazione modernizzare il sistema italia è un obiettivo prioritario ma la strada per il futuro non è fatta solo di grandi opere c è bisogno di un azione più capillare in grado di coinvolgere direttamente i cittadini per questo il cnpi propone al ministro scajola di rottamare gli impianti elettrici di giuseppe jogna da un ingegnere o da un perito industriale ovvero per i piccoli interventi alla regola dell arte ma sono ormai maturi i tempi per dare il via ad una nuova iniziativa tenuto conto di quanti e quali apparecchi elettrici siano entrati a far parte della vita quotidiana di ogni famiglia in proposito citiamo dal primo rapporto sulla sicurezza in italia 2004 dedicato agli infortuni domestici come «la cucina trasformatasi negli anni da stanza abitabile ad angolo cottura sia diventato tra lavatrici presenti nel 95,6 delle abitazioni forni elettrici 69,5 lavastoviglie 48,7 robot da cucina 43,7 e forni a microonde 35,1 il luogo più pericoloso e finisca per essere un coacervo di insidie» e sempre nel medesimo rapporto realizzato dal cnpi in collaborazione con il censis emergeva un dato tendenzialmente preoccupante il 4,2 dei cittadini dichiarava di aver avuto più di una volta cortocircuiti nella propria abitazione la proposta seguendo la falsariga di quanto è stato già previsto in altri provvedimenti di legge abbiamo quindi proposto al ministro scajola di predisporre un sistema di incentivazioni che preveda la detrazione in cinque ono molte le iniziative per la modernizzazione del paese dal ponte sullo stretto di messina alla tav dalle centrali nucleari alla costruzione di una nuova rete informatica non mancano i progetti e le proposte per dare all italia un futuro nuovo di zecca ma ce ne sono altre ­ meno appariscenti e titaniche ma altrettanto significative ­ che forse meriterebbero l attenzione del potere politico sono quelle che vanno a incidere sul quotidiano dei cittadini migliorando la loro qualità di vita e lo standard di sicurezza per sé e i propri familiari e così contribuendo a elevare il livello complessivo dell intero sistema sociale in tal senso noi periti industriali abbiamo indirizzato al ministro dello sviluppo economico claudio scajola la proposta di inserire nel pacchetto delle rottamazioni quella dei vecchi impianti elettrici ­ cominciando dai tanti ancora non a norma ­ nelle abitazioni ad uso privato due i fondamenti sui quali poggia la nostra richiesta · accelerare sensibilmente il processo di adeguamento delle case degli italiani a standard di sicurezza di livello europeo · promuovere un rilancio dell intera filiera della manutenzione elettrica particolarmente colpita dalla crisi economica che ha segnato l ultimo anno e mezzo di attività sono passati ormai quasi vent anni dalla legge 46/90 che ha certamente avuto grossi meriti nell incrementare la sicurezza degli impianti elettrici regolando per la prima volta in maniera specifica l antinfortunistica in questo settore e individuando innanzitutto i soggetti abilitati a «mettere mano» negli impianti elettrici cioè installatori regolarmente iscritti alla camera di commercio che alla fine dei lavori sono obbligati a rilasciare una dichiarazione di conformità del lavoro al progetto elaborato 1 s 8 gennaio febbraio

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la scheda f ilosofia della rottamazione rottamare non è un invenzione del nostro tempo nella roma antica ­ in verità allora si trattava di una via di mezzo tra rottamazione e arte del riciclo ­ i marmi della domus aurea il folle e labirintico palazzo voluto da nerone sul colle oppio furono riutilizzati per il colosseo e poi dal luogo-simbolo del martirio cristiano vennero nel rinascimento di nuovo staccati e impiegati per la costruzione di san pietro la vendetta è un piatto che si serve freddo ma venendo ai nostri giorni e per come la conosciamo noi la rottamazione nasce alla fine degli anni ottanta quando in italia le case automobilistiche proposero con un iniziativa pubblicitaria un premio destinato a chi acquirente di una nuova auto ne avesse restituita una vecchia scassata ormai inutilizzabile solo nel dicembre del 1996 e sull esempio della francia la questione divenne un «affare di stato» l allora governo prodi varò con la finanziaria di quell anno una politica di incentivi per lo svecchiamento del parco automobilistico oltre il 40 delle auto aveva più di dieci anni e per il rilancio di un mercato delle quattro ruote particolarmente depresso la cosa funzionò e da allora alla vigilia di ogni finanziaria il mondo politico trovò un altro fronte sul quale discutere dividendosi tra il partito della rottamazione «a prescindere» e quello del «no» secco agli aiuti di stato tralasciando però le tirate ideologiche dell una e dell altra parte si può certamente riconoscere che una politica di incentivi che abbia di mira il rilancio di settori produttivi significativamente strategici per il paese e che insieme favorisca l ammodernamento dei beni in uso ai cittadini è ormai una formula vincente che ha anche il non trascurabile pregio di godere del consenso dell opinione pubblica così la formula ha trovato negli ultimi anni sempre più frequenti e diverse applicazioni interessando come promotori non solo il governo centrale ma anche le amministrazioni periferiche e ampliando il proprio raggio d azione dal mondo dei trasporti alle macchine utensili agli elettrodomestici agli apparecchi informatici alle abitazioni e persino alle licenze commerciali è successo veramente vedi un dm del ministero dell industria pubblicato in «gazzetta» il 3 agosto 1999 il fenomeno sembra dunque rispondere a ragioni profonde e non solo riconducibili all antico appuntamento dell epifania sulla piazza del paese per bruciare le vecchie cose ormai inutili per i nostri tempi si potrebbe piuttosto sostenere che non è tanto un problema di «vecchio» quanto di «nuovo» per non collassare un progresso tecnologico sempre più veloce ha bisogno di mercati recettivi alle innovazioni di oggi e soprattutto disposti a considerare obsolete le innovazioni di ieri e quindi rottamare rottamare rottamare 9 2 annualità in sede di dichiarazione dei redditi di una quota pari al 55 dei costi sostenuti ed effettivamente rimasti a carico del contribuente fino alla soglia massima di 8000 euro per ciascun impianto ai fini del riconoscimento della detrazione sarà necessario presentare oltre alla documentazione attestante i lavori di ammodernamento e/o manutenzione straordinaria e la spesa sostenuta per il proprio impianto elettrico · un autodichiarazione da conservare ed esibire agli uffici dell agenzia delle entrate in caso di eventuali richieste dalla quale risulti la tipologia dell impianto sostituito e le modalità utilizzate per la dismissione dello stesso · un certificato di regolare esecuzione che attesti la conformità dell impianto al progetto o alla regola dell arte firmato da un professionista abilitato e iscritto all albo 1 claudio scajola 2 la rottamazione delle macchine da cucire gennaio febbraio

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welfare la mia previdenza flessibile uscita tre modifiche regolamentari relative ai sistemi previdenziali pubblici e a quelli privati stanno ridefinendo il rapporto tra pensione e speranza di vita in che modo d di roberto contessi al 1 gennaio 2010 tre novità sul piano del welfare introduzione dei nuovi coefficienti di trasformazione nel sistema «contributivo» sulla base della legge 247/2007 introduzione del loro aggiornamento triennale e innalzamento progressivo entro il 2018 dell età di pensionamento a 65 anni per le lavoratrici nella pubblica amministrazione decreto anticrisi legge 102/2009 esiste un filo che lega i tre provvedimenti e nello specifico come comportarsi davanti all aggiornamento dei coefficienti nuovi coefficienti nel «sistema contributivo» le quote versate e rivalutate anno per anno si accumulano in un salvadanaio gennaio febbraio 11

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welfare la mia previdenza 11 10 9 8 5 6 5 12 1 2 3 4 cosa è successo dal 1 gennaio 2010 introduzione dei nuovi coefficienti di trasformazione nel sistema «contributivo» sulla base della legge 247/2007 con un loro aggiornamento triennale e non più decennale l aggiornamento dei coefficienti porterà pensioni più leggere fino al -8,4 per i 65enni che si avvarranno di una pensione interamente a sistema contributivo più bassa la riduzione per il sistema misto nessuna riduzione invece per chi è già attualmente pensionato l eppi invita a valutare la possibilità di posticipare il pensionamento di 1 anno per godere di una rata pensionistica più congrua pur perdendo una annualità di pensione recuperabile in 7 anni il «montante» che al momento della domanda di pensione viene rotto per suddividere il capitale in tante parti quanti sono gli anni di speranza di vita media lo strumento di questa suddivisione si chiama «coefficiente di trasformazione» quel numero che applicato al capitale definisce la rata pensionistica annuale i coefficienti in vigore fino al 31 dicembre 2009 erano stati elaborati sulla base del censimento 1991 al momento della loro introduzione nel 1995 con la cosiddetta riforma dini dunque erano già vecchi di 4 anni in realtà la dini stabiliva il loro aggiornamento ogni dieci anni al seguito delle dinamiche demografiche ma al primo tagliando il governo berlusconi nicchiò come fece anche la successiva maggioranza di centrosinistra insomma l aggiornamento dei nuovi indici era inevitabile almeno restando fedeli al principio rigoroso dell «ottieni quanto paghi» per cui la pensione deve essere strettamente collegata al proprio capitale accumulato però in che modo aggiornarli la commissione fantasma periti industriali hanno una popolazione largamente a prevalenza maschile e questa caratteristica di genere ha un certo peso dato che le donne sono mediamente più longeve degli uomini purtroppo la commissione non è stata mai formata né ovviamente si è mai riunita e le professioni non hanno potuto far sentire la loro voce in secondo luogo le nuove tabelle dei coefficienti segnano un brusco scarto tra il prima e il dopo entro un sistema previdenziale che non è certamente generoso troppo tempo è passato dal 1991 al 2010 e dunque si è creato un dislivello fino al -8,4 tra coloro che vanno in pensione a 65 anni al 31 dicembre 2009 e coloro che vi andranno dal 1 gennaio 2010 monetizzarlo in euro non è facile perché le casistiche sono diversissime però intanto è bene fare chiarezza sui profili previdenziali coinvolti e sul come comportarsi programmare l uscita 12 la mia proposta di legge ipotizza percorsi volontari di pensionamento con la previsione di un risparmio nel sistema pubblico da destinare agli ammortizzatori sociali a favore delle fasce di lavoratori più deboli anzitutto l aggiornamento dei coefficienti non tocca coloro che sono già in pensione in quanto la novità non è retroattiva È banale lo stesso testo di legge che ne stabiliva ma è importante dirlo i nuovi indici interesl aggiornamento nel 2010 e le successive veri sano invece in parte i periti industriali che fiche ogni tre anni stabiliva anche di istituire vanno in pensione oggi e che si avvalgono di una commissione di confronto formata dai un sistema misto hanno versato una quota di rappresentanti delle parti sociali per lavorare contributi in un altro ente di previdenza ad di comune intesa per quale motivo le cate esempio all inps per più di 20 anni con i regorie professionali hanno delle loro peculiari quisiti del sistema retributivo e un altra quota tà e l efficacia di un coefficiente in eppi in cui vige il metodo contributivo inè proporzionata fine l aggiornamento dei coefficienti toccherà alla capacità di interamente i periti industriali che godono solo rappresentare della pensione eppi adesso cosa fare le specificità secondo alcuni tecnici come giuliano cazdella popozola oggi parlamentare pdl l aggiornamento è lazione cui un passo strategico verso un sistema welfare si deve apin grado di garantire un «pensionamento unifiplicare ad cato per genere tra privato e pubblico seppur esempio i flessibile» cosa significa cazzola immagina in un prossimo futuro un unico sistema previdenziale con una sola finestra per la domanda di pensione che possa variare dai 62 ai 67 anni usando i coefficienti di trasformazione come incentivo o disincentivo per la scelta del momento del pensionamento in questo senso l aggiornamento attuale dei coefficienti di trasformazione sarebbe un meccanismo per disincentivare la presentazione della domanda di pensione a 65 anni e incentivarne il posticipo di un anno presentandola a 66 anni infatti si gode di un coefficiengiuliano te di trasformazione del 6,379 cazzola contro il 5,620 con un buon 15 in più sull assegno gennaio febbraio

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mensile È pur vero che il posticipo fa perdere un anno di rendita dato che si gode della pensione un anno più tardi ­ recuperabile in sette anni ­ però a bene vedere tale pensione è per il 15 più pesante la scelta finale quindi è personale però probabilmente ha ragione cazzola a far notare il disegno complessivo di innalzamento dell età pensionabile d altronde questa è la strada imboccata dalla previdenza degli avvocati dei consulenti dei veterinari ed è anche la stessa imboccata dall inpdap sempre dal 1 gennaio 2010 in attuazione del decreto anticrisi legge 102/2009 il requisito di pensionamento di vecchiaia fermo per le donne a 60 anni ha iniziato un percorso di posticipo nel 2010 le donne andranno a 61 anni che diventeranno 62 dal 1 gennaio 2012 salendo di un anno per ogni biennio i nuovi coefficienti di trasformazione età 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 valori 4,419 4,538 4,664 4,798 4,940 5,093 5,257 5,432 5,620 6,379 6,640 6,927 7,232 7,563 7,924 8,319 8,750 9,227 9,751 10,335 10,983 11,701 12,499 13,378 il tempo flessibile il sistema previdenziale futuro sia privato che pubblico dovrebbe prevedere una finestra da 62 a 67 anni in cui sia possibile andare in pensione più tardi si esce più alta sarà la pensione successivo 63 nel 2014 64 nel 2016 fino al raggiungimento del requisito dei 65 anni nel 2018 il calcolo tempo per tempo se questo è il quadro non tutte le voci sono concordi sul metodo di applicazione dei coefficienti di trasformazione perché non calcolare la pensione «tempo per tempo» non è più equo applicare il vecchio coefficiente di trasformazione per il periodo contributivo fino al 31 dicembre 2009 e il nuovo coefficiente per il periodo di validità successivo il ministero del welfare fa sapere che l aggiornamento triennale dei coefficienti garantirà delle percentuali di scarto contenute tra periodo e periodo e l idea dell aggiornamento tempo per tempo non li convince molto l ipotesi invece riceve l attenzione del presidente eppi florio bendinelli che dichiara di voler verificare se ci sia la disponibilità politica mentre i sindacati e la cgil ne fanno un vero cavallo di battaglia ovviamente per i contribuenti alla gestione separata inps il vero punto critico è che un sistema tempo per tempo tecnicamente «pro rata» deve essere compatibile con i bilanci degli enti di previdenza poiché essi devono assicurare le maggiori quote di pensione maturate tempo per tempo a fronte di una speranza di vita ragionevolmente sempre più lunga «noi siamo pronti» dice bendinelli «ma lo è anche la gestione separata inps?» gennaio febbraio nella tabella i coefficienti di trasformazione sono relativi all età dell iscritto al momento del pensionamento il loro aggiornamento arriva fino ai 65 anni questo significa che i coefficenti di trasformazione successivi stabiliti dall eppi sono più vantaggiosi perchè tarati sulla specifica popolazione dei periti industriali 13

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