Fanzin - Numero Cinque

 

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321 ebbe un mancamento. Aveva perso colore in viso e l’alone di Asubdboarses òs ii le vrae tersop. aLn’osdoo srien od ia si ucdaopreez zsoi lei.s panse all’esterno. -Senta lei, o legge o guida. - m-Stiao fgiduaanrdzaatnad poo lass ciaamrtion avi,s Sitiagnreo rqeu,i pine rS vaerddeegren ai .p- osti che io e la -Senta non mi interessa. Quando guida non deve fare altro. Ma poi scusi, quello non è un Atlante?- -Sì, sì Signore, lei ha perfettamente ragione, Signore.- Si sentiva mancare. Le gocce di sudore avevano bagnato tutto il sud america. Il militare si abbassò per analizzare meglio questa sudorazione anomala. -Senta un po’, facciamo un controllino?- Il buio. A quelle parole avrebbe voluto sparire, sotterrarsi, fuggire lontano, in sud america magari. I-nN oq uneol, Smigonmoeren!tLoa ipl rfeingoan!!z!i!e-r e fu chiamato da un collega che aveva dei problemi con la ricetrasmittente. iSni aulnloon sttaantòo ddai ls efimnei-sitnrcinoosc. iAelnl’zina.t eLran foid daenlzl’aatuat oe rial Vsbeanleozridaintoa peerar il comportamento bislacco e per il sudore che ormai aveva bagnato completamente la maglietta del Veneziano. Gli diede due o tre scossoni per farlo rinvenire. Il Veneziano riaprì gli occhi. Era esausto, non riusciva più a parlare. Il finanziere sembrava non tornare e le auto dietro cominciarono a strombazzare. Una guardia gli fece cenno di proseguire. Toccò terra che era un cencio. Bianco cadaverico, sudato come un cavallo da soma, con occhiaie profonde come gli abissi dell’inconscio. bMoit stiagrleiab ebsep ploiaseci upteor ir accacloornet ainrete crhneo da eqllu’aeul tpou, nto il tappo della Ma questo avrebbe ucciso il Veneziano dallo spavento, mentre ulutii lizvzaa taen pceorr an asinc ongdireor ea i l svuaon taamrsai tod efullme ot.e cniche sopraffine Culo di donna, culo di donna, culo bello di donna, culo di uomo, culo di donna? Uil nfl uasrstoic omloig rdaetlolar ioR eitpaulibabnloic aè raiupmoretna tcahtoe dneelg 4li 9u,3lt%im, ic odnie coil tarnen 4i milioni di iscritti all'Aire, che non è una compagnia aerea ma è pl'Aennsaagtrea fae qIutaalniatin si arRaensnidoe fnutgi gaitlil 'seesntezrao e sesde rsei sissecrnitdtoi oi tcahliea nsii trovano temporaneamente in un paese diversamente abile e penserai, sticazzi e cambierai pagina. Questo è il comportamento dell'italiano medio, come narrava il poeta Capatonda, prima di tutto Scopareeeee! Si perché in Italia quella pillola la devono vendere sicuramente in farmacia e oltretutto agevolata dal Servizio Sanitario. Ora l'italiano che non ha preso quella pillola invece dopo il sticazzi si chiederà perché queste cervella fuggono e qui si potrebbe aprire una voragine, una pletora di versioni e pareri e a questo punto preso dallo sconforto e dal mal di testa, Iqnufeinseto v tii pèo l 'duil titimalioa ntoip coa dmi biitearlieabnboe cphaeg ilneag gpee rq nuoenst si odfafrtiir,e d. ice sticazzi, soffre, cambia pagina e se ne va dal Bel Paese, non sCaeprteon dio peesarcthtaém peonttree nbeb edroov ee ess neere p emrcohléte ep lsieci toer nteortàa.l mente diversi tra loro, ma sicuramente un filo conduttore li animerà e li avrà animati. Resident Evil, famoso gioco del Capcom, ed in particolar modo Raccoon City, rappresentano al meglio il filo conduttore: l'Italia si sta popolando di persone senza anima, senza speranza, senza visione e senza futuro e questo si rsieflsestot,e i nn oegllnai dvoitvae . comune, nel lavoro, nell'economia, nel Si perché se uno Zombie morde una persona sana, questo si ctroamsfuonrmitàa diin Z oZmombibe,ie c itet àc dois Zì ovmiab, iee, usni pcraeeasneo d i vZeolomcbeime e. nte Ma qual è stato il Virus che ha generato questi morti che camminano e qual è l'antidoto, questa è la vera domanda a cui ognuno di noi dovrebbe trovare una risposta. Il Virus penso stia nella nostra cultura arretrata di cui ne faccio pienamente parte. Basta prendere un azienda tipica italiana e vedere la percentuale di stranieri che ricopre un ruolo che non preveda attività manuale. E' bassissima. Questo perché è difficile imparare l'italiano? Non credo. Siamo noi la barriera, con i nostri atteggiamenti da paesotto di Don Camillo e Peppone, con le nostre non leggi, con le Cnoosnttrien uiapmaroa nao ivei veere cmoann li'eid ead i chger asned Reozzma a èin giniu sIttaifliicaa tuan. motivo ci sarà…errore…un motivo c'era.. ora non c è più. iPne nnsoiai msote cshsie, sttarnatnoie rl'oit asliiaa nuog utarloev car imseinmaplirteà eu nc i mchoiuddoi apmeor risollevarsi dalla merda, poi figurati ora dopo che la Nazionale di Conte è arrivata ai quarti. Simbolo ed esempio per il paese. Come si dice in Romagna e so essere un'espressione poco elegante ma di concetto, a noi piace "sborarci nelle mutande"! Abbiamo un potenziale assurdo nelle mani di nessuno, un po’ come mettere alla stazione di controllo di una centrale nucleare Homer. Il potenziale ci è dato dalla storia, geni che portiamo da generazioni, ma prima o poi questi geni muteranno e si aNdoeng uaebrbainanmoo s ep niùo nl as i cvoisriroen aei rdipi asrei.c oli fa, non siamo più precursori di uno stile di vita, siamo semplicemente cittadini md'Eoudroo ppae rn soonp irnatvevgivraetrie eè nionnte griruasrcsiia, malola rag acarep irgeli cohreiz zlo'unntiic oe continuiamo a guardare film doppiati da Pannofino invece Icnhfea titni lqinugau nao onr isgii ndaislec.u te il rimanere ne l'andare, si discute il perché alcuni e non pochi, abbandonino con uno spirito scorretto l'Italia. Una persona se ne può andare per amore, per lavoro, per vedere il mondo, per turismo sessuale, per imparare una lingua, per fare delle lingue, per non fare nulla, ma non è tollerabile che la gente se ne vada perché non condivide la mentalità delle persone che ci vivono. Forse sono più coraggiosi quelli che rimangono di quelli che scappano, non lo so, ma è certo che fino a quando andremo via da questo paese portandoci il caffè e il Parmigiano a mio Qavuvii son onno nc a'enndtrream ola m paoi lvitiaic cao, nn lao ng iucs'tean mtrae ntcahleit à.B erlusconi venderà il Milan ai cinesi. Noi vendiamo ai cinesi perché non fsaiarme od einl dgroapdoog udei vrraalo, rsiizazmaroc i,o ssitaamggoi addi dnoorim setnetsasit i ed an omno ddii cdoi che il popolo deve insorgere, fanculo i politici, Berlusconi fa la gang bang e ha la pompetta, dico che dobbiamo modificare "semplicemente" le nostre abitudini di vita e vedrete che il paese si muoverà di conseguenza, nell'economia, sul lavoro e sulla politica. La fuga delle cervella non è altro che una modalità kamikaze per evitare la pillola del 2%, è un modo per rimanere svegli e soffrire mentre ti sbiancano l'orefizio anale. Si perché lasci Don Camillo e Peppone, Pannofino, il caffè, il Parmigiano e Berlusconi a cui alla fine vuoi bene, per ripartire dsean tzierrsoi vnivoin p esar pqeunadloch ne emmemsee ntoi ddào vlae fèo rlzaa pdair treinnuznac, iamrea ail tutto questo, di continuare a soffrire e mentre soffri lo scthaianptupfefo a nincheeso ar ambiigleli ac doin KtMinu dai dili sstaunoz am. ovimento nelle tue Ad ogni modo quando ero giovane Resident Evil l'ho finito, quindi ho salvato Raccoon City.. Peccato che era un gioco e che guardavo su google i trucchi per finirlo. Supplemento a “Il Resto del Volontariato“ Registrato presso il Tribunale di Forlì n. 29/07 del 29/10/2007 Direttore Responsabile: Gianluca Umiliacchi Redazione: Jack, Viro, Yugs, Berri, El Remolino, Pino Copyright © Fanzìn 2016 FANZìNwww.fanzin.it Autunno duemilasedici - euri 0,00 – numero cinque LETTURE DA CESSO E’ tempo d’autunno. Gli ultimi strascichi assolati ci stanno abbandonando e con loro i lembi dell’estate passata. Quell’estate fatta di grandi aspettative e di cocenti delusioni, di ricche abbuffate e di sbronze maledette, di compagnie folkloristiche e di momenti di solitudine, di tenace stitichezza e di copiosa dissenteria. Per noi romagnoli è il periodo delle strade e delle campagne che ci portano al mare, ed è proprio da queste strade che vogliamo accompagnarvi verso il rassicurante (inquietante?) tram tram autunnale. In questo numero troverete l’entusiasmo e la follia di chi, incurante dei passanti, decide di costellare il proprio cortile di casa con un circo di statue in gabbia, cavalli in corsa, gorilla-riders, cyber-guerrieri e qualsiasi altra forma di attrazione e messinscena. Se anche tu sei spinto dalla curiosità che scaturisce di fronte a quella recinzione, e soprattutto, se anche tu avresti chiuso in maniera diversa questo breve monologo; apri questo foglio e lasciati trasportare. Per trovarci un senso c’è sempre tempo. “Laggiù c’è qualcosa in agguato… e non è un uomo. Moriremo tutti.” Vecchi vs Giovani – Troppa domenica – Sarà Le Crociate – Il Veneziano – Fuga delle cervella Tipografia artigiana snc www.tipoart.com

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21 1 13 14 2 ORIZZONTALI 1. Gruppo in cui cantava un comunista ora 3 convertito a Dio – 2. Ambiente che rende difficile la penetrazione – 3. Verso onomatopeico che stimola la vescica – 4. Persona marcia in 4 15 romagnolo – 5. Ragazzo di Forlì che impersonifica Van Damme o Jon Bon Jovi a 5 seconda – 6. A Napoli si rompe quando uno stressa parecchio – 7. J. cantante con culo grosso – 8. Un mago – 9. Strumento e cazzo - 6 10. Espressione romagnola che sta per “D’altronde è così” – 11. Sensazione euforica di 7 8 chi si spinella – 12. Il cognome di Gaylord, protagonista di “Ti presento i miei” VERTICALI 1. Squadra scarsa romagnola – 2. Si dice di situazione in cui una persona col cazzo lungo è 9 16 17 impotente – 4. Veneto trapiantato in romagna - 13. Fase successiva allo sfregamento del pene – 10 14. Al centro di fica – 15. Aggettivo utilizzato da Ugo per descrivere roba mediocre – 16. Coda (animale, non umana) in spagnolo – 11 18 19 17. Sensazione forte che piace a Pizza – 18. Carabiniere sciatore – 19. Iniziali di Toffolo 12 REBUS (7 8) Le soluzioni nel prossimo numero Troppo fumato tabacco Troppo bevuto perbacco Troppo mangiato maiale Troppo imprecato a Dio uguale. www.fanzin.it spcreessosi ddaell ltar abgahnecthtoin ae. sQi uearna daov vlaic ifnidaaton zaadta u lno praagrcghiuentstoe , nlueii finse un discorso da Romeo e Giulietta e la baciò con Il Veneziano era cresciuto, ormai aveva raggiunto l’età matura, non era più il tempo dell’incoscienza. Aveva persino contratto un mutuo e abbandonato la strada. Tutto sembrava volgere al meglio se non fosse stato per quel vizio latente che non lo abbandonava: le canne. Aveva provato in tutti modi a smettere, cerotti, libri, corsi, yoga. Inutile. La cosa peggiore è che faceva credere a tutti di aver smesso. Basta magliette di Bob Marley, basta ambienti freak, basta reggae, basta bambulè e inni alle droghe. La sua fidanzata non stava nella pelle dalla contentezza. Aveva bramato questo momento sin dal giorno del loro primo iInl cpornotbrloe.m a è che fingeva tranquillità ma dentro soffriva e ardeva come un marito tradito. Chiamatela astinenza, nbiescoegsnsoit àa tdaiv sicboa ldloi ,f ulemgaamree l ec hciamnniceo. mDias siilm Vuelnaerezi aenrao dsieffnictiivlea. uSne a tutto questo aggiungiamo la paura inconscia per gli sbirri, el’accffolu cehnet ela fsrbitirtrait as ie rsac faattetnaa. vQau aunnd og oil rfgiuom tea lcmanennate i nfcoorntter advaa risucchiare lo sperma di un morto. Alla vista un Pubblico Ufficiale perdeva la testa, era più forte di lui. Il cuore partiva all’impazzata, la bocca si impastava, le mani sudavano e gli occhi guardavano persi nel vuoto. Era impossibile non sgamarlo. Come gli animali sentono in anticipo il terremoto e iniziano ad agitarsi nella Alla vista di un Pubblicostalla, così il Veneziano percepiva il Pubblico Ufficiale a chilometri di distanza; Ufficiale perdeva la testa,poteva essere un Sindaco, un vigile, un era più forte di lui. Il cuoregcaiutdegicoer,i a cphieù tleumi ustea enrea aadcc oorggnei vam. odLoa quella delle forze dell’ordine. Troppe volte partiva all’impazzata, laliom apvoesvsiabniloe pnizoznic antoo,t acroelt olo i ns ftlaatgor aanlztae.r aEtroa bocca si impastava, ledel Veneziano, in loro presenza sembrava un epilettico, aveva scritto in fronte “sono mani sudavano e gli occhicolpevole” come quei cani che sanno di averla combinata grossa e al primo guardavano persi nelsguardo del padrone abbassano le orecchie, mettono la coda tra le gambe e vuoto. Era impossibile nonchinano la testa. Una dichiarazione di colpevolezza pari a quella di un omicida sgamarlo.col coltello ancora sporco di sangue. Canne e sbirri erano l’ossimoro che preonrdtaevvaa plae rvsiitnao d ienl Vvaecnaenzziaan, oa gugnr atvoartmo ednatol .f aTlosorm deinsitnot ecrhees ssei per le canne. SLuari dee glnaa rpaegra uzzna t oauvre ivna nmoa cdcehcinisao ed ui np raerltaixre m aelrliat atvoo ldtao pdoe ullna rigido inverno. Stare lontano da casa significava però non disporre dell’approvvigionamento quotidiano di cannabis. Per rimediare aveva deciso di correre il rischio di esser scoperto dalla sua ragazza ma aveva escogitato un nascondiglio di una complessità machiavellica per non essere scoperto dai tutori della legge. Dopo avere sollevato la gabbietta che comprime il tappo della bottiglia di spumante, aveva avuto la brillante idea di nasconderci il fumo e richiudere il tutto con nonchalanche, manco fosse stato Pablo Escobar ma per il Veneziano 1p5re dvei naigroes etora, imn emgalicoc chhinea c, ucroanr e3. 5U gnraa dbio attlli’golima bdria s, psuomttaon itle c, uili tappo è nascosta della fumella, potrebbe essere un azzardo Omsat eiln Vtaevnae zbiaanldoa enrzoa t rqaunaqnudilolo ,s ai l immobmaceòn tcoo.n la macchina sul traghetto nel tardo pomeriggio. La partenza era prevista per la sera. Tutto procedeva secondo i piani, quand’ecco spuntare a prua della nave una coppia di militari dell’arma. Il battito del cuore schizzò come quello di un centometrista e cianotico il Veneziano guardò la ragazza. La costrinse a uscire dall’auto, prese la bottiglia di spumante e paventò la bizzarra scusa che sarebbe stato bello scendere dalla nave e fare un brindisi prima della partenza per suggellare la vacanza. Inutili furono le proteste della fidanzata, anche perché il Veneziano era già pscaosnsicolunsei.o nLaat or adgealz zafi daenraz atdois, oirnieonlttraet a nodnal l’caattpeivgag iapmeercnhtoé scendere per brindare con uno spumante caldo come il piscio se poi la bottiglia era sparita. Il Veneziano disse di averla immersa in acqua per farla raffreddare, poi scorse le guardie scendere dalla nave ed ebbe uno spasmo alle gambe. Per fortuna le vide allontanarsi e ripresosi dallo spavento disse che si era sbagliato; forse era meglio brindare all’arrivo sul ponte della nave, sarebbe stato più romantico, e la baciò nuovamente come bacia un attore di film porno. Tutto questo visto da fuori potrebbe apparire un affannarsi ingiustificato ma la smania di canne era talmente presente pneasllsaa vsau ain vseitcao ncdhoe ploia nsotr. ess di queste situazioni al limite Tornarono sulla nave, non prima di aver recuperato in Iml Vanenieerzai afunrot isvtaa nlac ob optetrig llaia t ednasl icoensep uagccliuom. ulata si abbandonò sul ponte della nave e si addormentò ancor prima di aver srotolato il sacco a pelo. Fu svegliato dal boato della sirena che annunciava l’arrivo al porto di Olbia. Ormai il peggio era passato e guardando l’alba, sorrise per l’inizio dell’anelata vacanza e il successo del suo piano “ingegnoso”. Ritornarono in macchina per prepararsi allo sbarco. Erano carichi come nomadi e l’auto arrancò un po’ prima di avviarsi. Una coppia di giovani napoletani, vedendo le difficoltà nel fare amlla’ensotverran,o . siU n affiisatninctòo pcearro gnsafi larsei impadronì del Veneziano, colpito dnealllla’o rgcoogplpioia d ap qauretesntoo paeffar.o nStota lvaan cipateor raccogliere il guanto di sfida quando ecco apparire sempre a prua della nave dei finanzieri con cani antidroga. Uno shock. Un fulmine gli trapassò il cuore e si accasciò sul volante azionando involontariamente il clacson con la testa. I napoletani si voltarono e inveirono: -Ma si vnùt ca a rompr o cazz?, figl 'e zuoccl, Omm e merd.- Il Veneziano era terrorizzato e i cumpà ngeenpipou: rpee nlos òs fciohrea sreo naov,e spsoei fuantt ola pmapssoa rdei i napoletani sicuramente sarebbero stati sfilato indenne. Dufeer mgaitoi vpaneir usnca vceoznztarcoolllolo e clouni tsraor ebubnea coppietta innocente, di certo le guardie non avrebbero avuto d-Puabsbsai.t e pure ragazzi, non ho fretta, ho la macchina con qualche problemino.- -Vafammocc a mammeta.- I napoletani passarono avanti e il Veneziano si mise a ruota. Nonostante l’aria mattutina fosse ancora frizzante, un alone di sudore iniziò a formarsi sotto l’ascella del Veneziano. Il sudore di una persona tesa e stressata è acido e l’aria nell’auto si fece densa. La ragazza volle tirare giù i finestrini ma il Veneziano la bloccò immediatamente sostenendo che lo scarico delle altre macchine era peggiore. In realtà voleva essere il meno visibile possibile e l’idea di esser chiuso ndeonnt rpoo tlae vvae tbtausrtaa lroe fpaecer vpaa ssesanrteir ein poisùs esircvuartoo. aMgali soacpcehvi ad cehllea legge, così chiese alla ragazza l’Atlante che teneva nel dcreul sVcoentteon dziealnl’oau, teoq.u Sivfoaglelivaar ea ufna ra ptlaasnstaer,e n le’ildlae am cehnet el am gaelnattail coppietta stesse pianificando la vacanza agognata sull’isola dei 4 mori. Con la testa immersa nell’atlante procedeva a passo d’uomo dietro l’auto dei napoletani. Arrivati a cinque metri dai finanzieri, il Veneziano ebbe un impeto di gioia quando vide con la coda dell’occhio i militari fermare i napoletani per un controllo. Il suo piano stava funzionando. Procedette con gli occhi sulla mappa politica del sud america quand’ecco bussare al finestrino: la mano guantata di un finanziere. La fidanzata ordinò al Veneziano di metter via quel dannato Atlante e di tirar giù il finestrino. Il Veneziano continua…

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