IDEA DICEMBRE 2015

 

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Giornale della Parrocchia Immacolata di Adelfia (BA)

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D Parrocchia Immacolata ANNO 29 - n. 87 - Dicembre 2015 Piazza Galtieri, 34 - 70010 Adelfia - Tel e Fax 0804594746 http:/www.adelfiaparrocchiaimmacolata.it E-mail: dtonio.lob@virgilio.it Di nuovo Natale! Come ogni anno, Dio continua a nascere tra noi, a nascerci dentro, e il cuore - lo sappiamo! talvolta è meno ospitale della stalla di Betlemme, che almeno un po' di caldo degli animali l'aveva. Fa piuttosto freddo dalle nostre parti; l'aria che tira è alquanto gelida e si fa fatica a trovare cuori... bollenti, che ardono come quelli dei due di Emmaus. La domanda s'impone: come mai ci scaldiamo per difendere presepi e canti natalizi nelle scuole (che, ovvio, nessuno deve eliminare!) o, in altre occasioni, crocifissi e ora di religione (che non hanno mai - don Tonio - fatto male a nessuno!), e non diamo l'anima per vivere, ogni giorno, quanto il Bambino Gesù cerca di dirci da sempre? Non sarà che è molto più facile dedicarci a statuine e coreografie, piuttosto che dismettere una buona volta l'abito ormai logoro del “così fan tutti”, per rivestire l'abito bellissimo del “così mi chiede il buon Dio”? Come cristiani non abbiamo da render conto agli uomini ma a Dio direttam ente, non dimentic hiamolo. Una fede “fai da te”, oggi tanto di moda, è un vicolo senza uscita, già percorso, che non porta da nessuna parte; come anche una fede talmente personale, che si ritiene di poterla vivere fuori della comunione ecclesiale, pur da uomini e donne che si fregiano del distintivo che attesta che sono uomini e donne di Chiesa, sì, ma solo per vendere il loro prodotto, che quasi sempre è solo il proprio io, il proprio orgoglio, il proprio di qualche cosa. Salvo, poi, la vita... Ma scherziamo? Non è che le battaglie ideologiche dobbiamo farle con carri armati, kalashnikov e bazooka, mentre la testimonianza, cui la fede ci obbliga, possiamo offrirla con le pistole ad acqua! Papa Francesco (il buon Dio continui a dargli tanta fede, forza e voglia di “pulito”!) ha indetto il Giubileo straordinario della Misericordia. E, da sempre, va insistendo sulla Misericordia, con la maiuscola, perché è Gesù la Misericordia fatta carne. Oggi, l'unica via d'uscita, rispetto ai tanti vicoli ciechi, sta nella nostra capacità di capire che il Signore ci vuole un bene folle. E, a Natale più che mai, assumendo la nostra natura, si china su di noi, continua a pagina 2 ALL’INTERNO: Il Giubileo della Misericordia: il grande orizzonte 2 Dal Sinodo un grande sì alla Famiglia 3 Anno Santo della Misericordia 4 Vi assicuro che sono contenta 5 Il vento del cambiamento 5 Non avrete il mio odio 6 Calendario parrocchiale 6 Ridi... che ti passa 6

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PAGINA 2 Siamo entrati in un tempo di grazia: l'Anno giubilare, che coinvolgerà anzitutto la Chiesa, ma che sarà un segno forte per tutta la società. Nella Bolla di indizione, Papa Francesco ne rivela il significato profondo: “tenere fisso lo sguardo sulla misericordia, per diventare noi stessi segno efficace dell'agire del Pa d r e ” . I l nostro è un momento secondo la lettura offertaci dal Santo Padre - nel quale ciò è particolarmente urgente. Il nostro mondo rimane spesso avvinto dentro logiche individualistiche e fatica a scrollarsi quell'egoismo che, se apparentemente rende più forti, in realtà riveste di vulnerabilità ogni iniziativa, segnata da scarsa progettualità, dal perseguimento di interessi di parte, dall'oblio delle generazioni future e della sostenibilità del sistema. Questa, quindi, è la medicina prescritta dal Sa n t o Pa d r e : f e r m a r s i a contemplare la misericordia che è stata usata verso di noi, e della quale sempre abbiamo bisogno, per non diventare insensati e illudersi che tutto ci appartenga, chiudendoci nell'indifferenza di un mondo sempre meno solidale. L'esperienza di essere continuamente rinnovati dal perdono ci spinge a usare a nostra volta misericordia verso chi ha sbagliato e verso chi è in difficoltà. Una comunità che giudica ed esclude non ha futuro, ma si condanna alla divisione sociale che non giova ad alcuno. Tanto più che come diceva il Papa incontrando un gruppo di carcerati - “tutti abbiamo bisogno di essere purificati, di essere lavati” per “andare a tavola”, “una tavola dalla quale il Signore vuole che nessuno rimanga fuori”. Ecco allora il grande orizzonte che ci è posto davanti: ricostruire la nostra società alla luce della misericordia, rivedendo le logiche che la reggono. Si tratta di riprogettare, ri-fondare e ricostruire un tessuto più umano, fondato sulla fiducia e sulla comprensione. Ciò non significa abdicare alla giustizia, ma renderla più giusta e umana. In questo processo di rinnovamento e di autentica rinascita, la Chiesa sente di avere un fondamentale ruolo di testimonianza e di richiamo ai valori del rispetto vicendevole e della promozione umana. È una m i s s i o n e n e l l a q u a l e Pa p a Francesco apre la cordata e ci trascina con il suo esempio e la sua inesauribile carica interiore, con il suo desiderio di incontrare tutti e di annunciare a tutti - nessuno escluso - che Dio ci ama e ci accompagna, e per questo un mondo migliore è veramente possibile. card. Angelo Bagnasco D dalla prima pagina domandandoci di chinarci noi pure sul fratello, non dall'alto in basso, quasi per fargli la grazia della nostra persona o di un po' di sostegno, ma da pari a pari. Senza inutili e dannose schizofrenie tra fede e vita da parte nostra. Perché, se ti senti amato, e ti commuovi davanti alla grotta e ad ogni bimbo che viene a questo mondo, non dormi sonni tranquilli finché la tua famiglia (da quella umana a quella di sangue a quella parrocchiale) non è davvero “una”: fino a quando le mancherà un solo componente, sarà nostra responsabilità andare a recuperarlo, anche se è stato lui ad allontanarsi. Ci piaccia o no, è così. Toccati dalla Misericordia che è Dio, usiamo noi misericordia nei confronti di tutti. Facciamoci piccoli e umili, come il Bambino di Betlemme. Abbattiamo a picconate il nostro io! Entriamo attraverso la Porta Santa delle grandi basiliche, ma, ancor più, varchiamo la porta della vita del fratello e lasciamo che lui varchi la nostra: il Giubileo, ufficialmente, terminerà, ma il giubilo della nostra vita non avrà più fine. Buon Natale e buon Anno Santo! don Tonio

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D PAGINA 3 La notizia più importante del Sinodo non è nella Relazione finale, è nel Sinodo stesso. Il fatto cioè che oltre 300 esponenti di rilievo della Chiesa, tra cardinali, vescovi, esperti, famiglie, abbiamo discusso, per due anni, di matrimonio e famiglia. Una istituzione come la Chiesa, che ha nel mondo un miliardo e duecentomila fedeli, ha dedicato gran parte dell'ultimo biennio a riflettere su come dare forza all'istituto familiare, architrave della Chiesa e della società. Quale altra realtà diffusa su scala mondiale dedica tante energie a un obiettivo così importante per il bene comune? Il messaggio chiaro, indiscutibile, che arriva al mondo è «un grande sì alla famiglia. È la dimostrazione che la famiglia non è un modello del passato, non è superata». Anzi, è la struttura che rappresenta le radici e il futuro di tutti noi. L'ha spiegato il cardinale Christoph Schoenborn che sabato pomeriggio è intervenuto all'ultimo briefing di questo Sinodo. «La famiglia - ha osservato l'arcivescovo di Vienna - è la più importante delle "reti", è una rete formidabile, anche quella ferita, come posso testimoniare per la mia esperienza familiare. La famiglia non è un modello del passato, non è superata». E ha citato il giornalista ateo Frank Schirrmacher, editore della Frankfurter Allgemeine Zeitung, morto recentemente, e il suo libro "Minimum", un best seller in Germania, nel quale non c'è traccia di religione, ma c'è un sì formidabile alla famiglia. E se questa sottolineatura forte della centralità della famiglia, evidente a tutti, è il primo e più eclatante dato che emerge dalle tre settimane di Sinodo, la Relatio finalis non è altro che un tentativo da parte della Chiesa di leggere - anzi di rileggere - il suo impegno al fianco della famiglia. E questo impegno nasce innanzi tutto dal dovere di definire la famiglia, nella confusione culturale che segna i nostri giorni: «È fatta di un uomo e una donna e della loro vita insieme fedele e aperta alla vita - ha detto ancora Schoenborn - e papa Francesco con il suo buonumore ci ha ricordato che quando due persone si sposano appaiono anche due suocere, cioè ci sono due famiglie coinvolte, ma la definizione della famiglia è chiara, come si legge nel primo capitolo della Bibbia, la Genesi, "maschio e femmina li creò", e disse loro "siate fecondi e moltiplicatevi". Ma questa definizione - ha fatto notare il cardinale teologo non esclude situazioni di ricomposizione di famiglie, patchwork, anche se alla base c'è sempre il nucleo uomo-donna e l'apertura alla vita». In questa attenzione alla famiglia la Chiesa, come emerge nella Relatio finalis, chiede anche alle istituzioni un impegno chiaro, con leggi che agevolino il compito sociale ed educativo degli sposi: «C'è un punto molto chiaro nella Relazione - ha proseguito l'arcivescovo di Vienna - sui doveri della politica per favorire la famiglia sotto tutti i punti di vista, vi sono anche dei passaggi specifici per quanto riguarda l'Africa e i Paesi emergenti che protestano contro questo effetto combinato di intenzioni ideologiche e di aiuti finanziari, un passaggio molto chiaro nel documento finale per le istituzioni internazionali, che non devono imporre agli Stati delle politiche familiari che gli Stati stessi rifiutano, collegandoli o definendoli come condizioni per la concessione di crediti». «Il documento - ha detto a questo proposito l'arcivescovo brasiliano di Aparecida, Raymund Damasceno Assis - propone che le associazioni di famiglie abbiano un ruolo, perché la famiglia da sola può fare ben poco. È importante aprirsi alla comunione con altre famiglie, anche per avere voce al momento di decidere le politiche pubbliche, e bisogna incoraggiare la formazione di queste associazioni, a tutti i livelli». Durante il briefing spazio anche al tema della comunione ai divorziati risposati, che però nella Relazione finale è affrontato solo in modo indiretto, perché l'obiettivo è quello di lasciare al Papa ampia possibilità di intervenire per la definizione concreta di questo aspetto: «La Relatio tocca la questione dei sacramenti ai divorziati risposati non in modo diretto, cioè - ha spiegato ancora Schoenborn - offre i criteri fondamentali del discernimento delle situazioni». Una scelta importante, ha fatto notare il cardinale, «perché supera l'attesa di una risposta "sì" o "no", che è una falsa domanda, perché ogni situazione è diversa dall'altra». «Come ha spiegato il card. Cottier, che era il teologo di Giovanni Paolo II, nell'intervista al direttore di Civiltà Cattolica padre Spadaro - ha aggiunto il porporato - la definizione divorziati risposati è troppo univoca, perché le situazione sono talmente diverse e dobbiamo guardarle tutte da vicino, discernere e accompagnare le situazioni. Il documento finale dà i criteri non solo per l'accesso ai sacramenti, ma anche per le situazioni che il catechismo della Chiesa cattolica chiama "irregolari"». Luciano Mola

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PAGINA 4 D compassione. 10. L'architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia. 12. La prima verità della Chiesa è 1. Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della l'amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è dono di sé. divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di 15. In questo Anno Santo, potremo fare l'esperienza di aprire il Nazareth. Il Padre, «ricco di misericordia» (Ef 2,4), dopo aver rivelato cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali. Quante il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! ricco di amore e di fedeltà» (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere In questo Giubileo la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella lenirle con l'olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e «pienezza del tempo» (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il curarle con la solidarietà e l'attenzione dovuta... suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria È mio vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio. dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del 2. Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della 19. La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente. Il mio Trinità. Misericordia: è l'atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene invito alla conversione si rivolge con ancora più insistenza verso quelle incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra di vita. Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l'uomo, appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia. Per il vostro perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre bene, vi chiedo di cambiare vita. Ve lo chiedo nel nome del Figlio di Dio nonostante il limite del nostro peccato. che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun 3. Ci sono momenti nei quali in modo ancora più forte siamo peccatore... chiamati a tenere fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi Lo stesso invito giunga anche alle persone fautrici o complici di stessi segno efficace dell'agire del Padre. È per questo che ho indetto corruzione. Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato un Giubileo Straordinario della Misericordia come tempo favorevole che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita per la Chiesa, perché renda più forte ed efficace la personale e sociale. La corruzione impedisce testimonianza dei credenti. di guardare al futuro con speranza, perché L'Anno Santo si aprirà l'8 dicembre 2015, con la sua prepotenza e avidità distrugge i solennità dell'Immacolata Concezione. Questa progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. E' festa liturgica indica il modo dell'agire di Dio fin dai un male che si annida nei gesti quotidiani per primordi della nostra storia... La domenica estendersi poi negli scandali pubblici... successiva, la Terza di Avvento, si aprirà la Porta Questo è il momento favorevole per Santa nella Cattedrale di Roma, la Basilica di San cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi Giovanni in Laterano. Successivamente, si aprirà la toccare il cuore. Porta Santa nelle altre Basiliche Papali. Nella stessa 23. La misericordia possa favorire domenica stabilisco che in ogni Chiesa particolare, l'incontro con le altre religioni; ci renda più nella Cattedrale che è la Chiesa Madre per tutti i Papa Francesco apre la Porta Santa, aperti al dialogo; elimini ogni forma di fedeli, oppure nella Concattedrale o in una chiesa di l'8 dicembre scorso chiusura e di disprezzo. speciale significato, si apra per tutto l'Anno Santo 24. Il pensiero ora si volge alla Madre della Misericordia. La una uguale Porta della Misericordia. A scelta dell'Ordinario, essa potrà dolcezza del suo sguardo ci accompagni in questo Anno Santo, perché essere aperta anche nei Santuari, mete di tanti pellegrini, che in questi tutti possiamo riscoprire la gioia della tenerezza di Dio. Nessuno come luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto della conversione. Ogni Chiesa particolare, quindi, sarà direttamente nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario carne... Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della di grazia e di rinnovamento spirituale. Il Giubileo, pertanto, sarà Salve Regina, perché non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della visibile della comunione di tutta la Chiesa. misericordia, suo Figlio Gesù. 4. Ho scelto la data dell'8 dicembre perché è carica di significato 25. Un Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di per la storia recente della Chiesa. Aprirò infatti la Porta Santa nel ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca Vaticano II. La Chiesa sente il bisogno di mantenere vivo quell'evento. mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole Per lei iniziava un nuovo percorso della sua storia. condividere con noi la sua vita. La Chiesa sente in maniera forte 5. L'Anno giubilare si concluderà nella solennità liturgica di Gesù l'urgenza di annunciare la misericordia di Dio. Dal cuore della Trinità, Cristo Signore dell'universo, il 20 novembre 2016. In quel giorno, dall'intimo più profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta chiudendo la Porta Santa avremo anzitutto sentimenti di gratitudine e il grande fiume della misericordia. Questa fonte non potrà mai di ringraziamento verso la SS. Trinità per averci concesso questo esaurirsi. Ogni volta che ognuno ne avrà bisogno, potrà accedere ad tempo straordinario di grazia. Affideremo la vita della Chiesa, essa, perché la misericordia di Dio è senza fine. l'umanità intera e il cosmo immenso alla Signoria di Cristo, perché effonda la sua misericordia come la rugiada del mattino per una feconda storia da costruire con l'impegno di tutti nel prossimo futuro. 8. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: «Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre» (Sal 25,6).

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D PAGINA 5 Pace e Bene! Ho fatto varie ricerche ed esperienze e, finalmente, Carissimo don Tonio e carissimi amici della una mia amica mi ha parlato delle Clarisse di Anagni, parrocchia, eccomi a voi! E' da tanto tempo che dove la presenza delle sorelle è giovane. Sono venuta desidero farvi avere mie notizie, il tempo in monastero in monastero ad Anagni, ho fatto esperienza per tre corre veloce. Vi assicuro che siete sempre presenti volte, in periodi diversi, per conoscere le sorelle e la nelle mie preghiere, ricordo con affetto tutti voi della vita delle Clarisse, sono rimasta contenta della parrocchia, particolarmente il “coro”, di cui ho fatto comunità, ho fatto richiesta di entrare, sono stata parte, anche se non assiduamente. accolta e il giorno di Pentecoste del 2014 sono entrata Il 10 Luglio ho vestito l'abito religioso delle Sorelle in monastero. Povere di Santa Chiara e ho iniziato il Carissimi, sono ancora all'inizio della mio cammino di Noviziato con il nome vita religiosa, per questo vi chiedo di di Suor Maria Chiara Letizia. Il pregare per me, perché possa portare a Noviziato dura due anni, il primo anno termine il progetto di Dio. Vi assicuro che è canonico e sono impegnata nella sono contenta e prego per tanti giovani che formazione teorica: ho iniziato un non comprendono il valore di una vita corso di Sacra Scrittura, con un donata al Signore. Noi claustrali tutti i giorni approfondimento maggiore sui Salmi, preghiamo per voi, per l'umanità, per i un corso di iconografia, più lo studio nostri fratelli cristiani perseguitati, per la delle fonti francescane, canto, musica Genny, ora suor Maria Chiara Letizia, Chiesa. Ricordiamo i poveri, i malati; pur e ricamo. Il secondo anno di noviziato insieme alle Consorelle stando in clausura, l'umanità con le sue sarà comunitario e dovrò conoscere i vari servizi della sofferenze e le sue gioie è presente nelle nostre comunità. Lo specifico del carisma nel monastero di preghiere e nei nostri sacrifici offerti a Dio. Anagni è l'adorazione eucaristica: tutti i giorni Gesù Carissimo don Tonio, grazie della tua rimane esposto solennemente nella nostra Chiesa, partecipazione alla mia vestizione e per i tanti doni ed è in Gesù che troviamo la forza per vivere, a Lui che ci avete portato; ringrazio le persone che hanno affidiamo l'umanità intera. collaborato e chiedo scusa se non ho ringraziato Sono contenta che Dio abbia pensato questo per prima. Don Tonio, ricordami nelle tue preghiere, come me; da molto tempo pensavo di farmi religiosa, ma ti assicuro le mie e delle mie sorelle. non avevo il coraggio di parlare con nessuno per Con affetto! paura di essere presa in giro, o di essere contrariata. Suor Maria Chiara Letizia Come un forte vento, fresco e travolgente, trascina con sé tutto ciò che trova davanti, spazza via il brutto tempo e infonde una nuova aria, così la Chiesa ha bisogno di una nuova vivacità, di nuove idee, sobrie ma allo stesso tempo forti. La Chiesa ha bisogno dei giovani. Ma che ruolo occupa Dio nella vita di un giovane? Difficile dirlo con certezza, visti gli ultimi scandali che hanno coinvolto il mondo della Chiesa. Tutto questo, unito ai falsi messaggi provocatori divulgati dai mass media, deviano un qualsiasi giovane, che tende ad affrontare le questioni d'attualità ponendosi sempre dietro una realtà virtuale, dal suo cammino di fede. Di conseguenza, Dio si rimpicciolisce e diventa l'ultimo dei nostri pensieri, oppresso da mille altre cose. Ma Lui non è questo e non può essere sovrastato da false idee e precetti e da atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con la semplicità di un buon cristiano. A questo proposito, ci devono far da guida le parole di Papa Francesco. Cristo “primerea”, Cristo prima di tutte le cose, di tutti i nostri interessi, di tutte le nostre passioni. Senza di Lui la nostra vita non avrebbe un senso, Lui è come la luce di un faro che non ti permette di perdere la rotta anche quando la tua nave è in alto mare e in preda ad una tempesta. Secondo il mio parere, parere di un giovane da poco diventato maggiorenne, Dio c'è e ci accompagna in ogni singolo momento della nostra quotidianità. Dio è nella famiglia, sempre disposta ad accogliere ogni tuo desiderio e a supportarti anche dopo un fallimento; nel sorriso e nella spontaneità dei tuoi amici e soprattutto nei dibattiti e nel confronto anche con lo stesso parroco durante le catechesi il martedì sera. Svegliamoci, perché noi, con la nostra sobria e innovativa cristianità, siamo la speranza per il futuro! Impegniamoci. Questo è il “nostro” imperativo. Sprigioniamo la nostra creatività, per dar vita ad attività ed iniziative che mirino a coinvolgere sempre di più gli altri o cerchiamo di dispensare il nostro piccolo ma importante aiuto per chi è meno fortunato, attraverso azioni spontanee e caritatevoli, come quelle che da sempre permettono la buona riuscita del doposcuola parrocchiale. Non dimentichiamo che l'impegno più forte, ma allo stesso tempo più difficile, è la nostra presenza attiva alla vita parrocchiale. Solo allora, con il cuore strabordante di felicità e soddisfazione, potremo affermare che Dio veramente è presente. Riprendiamoci la nostra fede e prepariamoci ad essere proprio quel vento di cambiamento di cui ora si ha bisogno. Antonio Gazzillo, V superiore

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PAGINA 6 D “Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa. L'ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d'attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l'affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio”. In un negozio di giocattoli il commesso spiega a una bambina: “Questo bambolotto è in grado di parlare, piangere, bere dal biberon, fare i capricci...”. “No, grazie. Ho già mio fratello!”. “Io con mia moglie ho sempre l'ultima parola!”. “Non ci credo”. “E' vero. Quando lei finisce di parlare, io dico sempre sì”. “Papà”, chiede Pierino, “ è vero che se un pittore si fa un ritratto si chiama autoritratto”? “Proprio così”. “Allora se un falegname si fa un mobile si chiama automobile”? “Hai saputo della disgrazia capitata a Carlo?”. “No, dimmi...”. “E' scappato con mia moglie!”. Giacomo al ristorante chiama arrabbiato il cameriere: Il nuovo calendario parrocchiale del 2016 “Cameriereee! Il mio tovagliolo è sporco!”. E il cameriere, impassibile: “L'ho già dato a cinque clienti prima di l e nessuno si è lamentato...”.ei AD USO INTERNO

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