Brochure anti veleno

 

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Description

Materiale del progetto Medwolf che spiega l'importanza delle misure anti veleno.

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NORMATIVA VIGENTE L’uso di esche e bocconi avvelenati è severamente vietato dalle vigenti normative europee ed italiane • Direttiva “Habitat” n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, allegato VI • Direttiva “Uccelli” n. 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, atr.8 che richiama l’allegato IV • Legge n. 189/2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate" inserisce nel codice penale l’art.544-bis (Uccisione di animali) e 544-ter (maltrattamento di animali) • Articolo 638 Codice Penale “ Uccisione o danneggiamento di animale altrui” • Articolo 674 Codice Penale, “Getto pericoloso di cose” • Legge 157/92 “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” art. 21, comma 1, lettera u • Ordinanza Ministero della Salute 18/12/2008 e successive modifiche “ Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche e di bocconi avvelenati” Progetto realizzato con il contributo dello Europea LIFE11NAT/IT/069 STAMPATO SU CARTA ECOLOGICA A BASSO IMPATTO AMBIENTALE Per informazioni: www.medwolf.eu In caso di emergenza: Misure anti-veleno

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L’avvelenamento di animali purtroppo è una pratica diffusa messa in atto da soggetti che intendono, irresponsabilmente, illegalmente e in maniera non selettiva, difendere le loro proprietà e le loro attività economiche, e che provoca la morte di specie selvatiche (come lupo, orso e uccelli rapaci) accusate, spesso senza reali motivi, di entrare in conflitto con le attività zootecniche e agricole, dando luogo a vere e proprie stragi di animali. Il veleno infatti non uccide solo l’animale che si nutre dell’esca, ma, indirettamente, anche altri animali che si cibano della sua carcassa. Le sostanze velenose utilizzate, prodotti usati sia nel settore agricolo che zootecnico, hanno spesso una forte persistenza nell’ambiente e la carcassa della vittima diventa a sua volta un’esca per altri animali. Utilizzare sostanze tossiche per eliminare gli animali selvatici è un atto barbaro che ha un impatto devastante non solo sulla tutela della biodiversità ma anche sulla salute pubblica, dato che persone ignare, magari bambini nei parchi pubblici, potrebbero venire a contatto con il veleno. Il lupo, tra gli animali selvatici, è uno dei principali bersagli di questa vile pratica perché è ritenuto responsabile di attacchi al bestiame domestico ed è un predatore in competizione con i cacciatori. COSA SONO LE ESCHE? Le esche sono dei preparati contenenti sostanze tossiche, appositamente camuffate con materiale commestibile ed appetibile (es. boccone o carcassa), che vengono posizionate nell'ambiente, non solo selvatico visto che spesso anche nelle aree urbane si registrano gravi episodi di avvelenamento. Una sola esca può provocare una vera e propria strage uccidendo individui appartenenti a diverse specie, sia domestiche che selvatiche. Le sostanze tossiche utilizzate in Italia sono numerose e diversificate nel territorio. Il loro uso, con molta probabilità, è collegato alle pratiche agricole più diffuse nella zona d’interesse (es. pesticidi specifici per alcuni tipi di colture). Tuttavia chi compie azioni di avvelenamento utilizza non solo veleni facilmente reperibili per uso domestico e/o agricolo, ma anche sostanze vietate in Italia e la morte di una persona adulta, con una sola dose di 15-30 mg (pari a 1 o 2 bustine di zucchero). Attenzione DL50 stricnina = 1 mg/Kg - peso medio di una bustina di zucchero = 5-7 gr. Le sostanze più usate in Toscana sono insetticidi e pesticidi impiegati in agricoltura e ritrovati nelle esche, ma anche anticoagulanti, antiparassitari e topicidi usati in maniera impropria e dolosa. L’ingestione di sostanze velenose provoca un’intossicazione acuta con danni a carico dei sistemi nervoso e gastrointestinale, emorragie e successivamente la morte. La maggior parte di questi veleni non ha un antidoto specifico. COME COMPORTARSI… Quando un animale manifesta i segni di un sospetto avvelenamento come: • salivazione intensa, • difficoltà a tenersi sulle zampe, • respiro affannoso, • tremori o convulsioni, è necessario contattare il veterinario più vicino e attenersi strettamente alle sue indicazioni senza prendere iniziative personali, in attesa dell'arrivo dell’autorità competente. …quando si trovano esche o bocconi avvelenati • non annusare l’esca poiché potrebbe contenere sostanze volatili altamente tossiche come il cianuro ecc; • avvisare gli organi di polizia, il Corpo Forestale dello Stato o il Servizio Veterinario dell’ASL competente per il territorio …quando si trova una carcassa Nel caso si trovi un animale morto e si abbia il sospetto che questo sia stato avvelenato bisogna: • non toccare assolutamente la carcassa con le mani ma usare sempre una protezione come sacchetti di plastica o guanti; • avvertire uno degli organi competenti: - Corpo Forestale dello Stato al 1515 - Polizia municipale del comune di riferimento; • non inquinare la scena del crimine, evitando di fumare, e cercando di calpestare l’area il meno possibile Le carcasse, le esche, i campioni tessutali e i contenuti gastrici di animali morti per sospetto avvelenamento vengono analizzati gratuitamente dall’Istituto Zooprofilattico se consegnati direttamente dal medico veterinario o tramite la Polizia Provinciale o altri Corpi di Polizia.

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