La forma delle idee

 

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collana diretta da rosanna cioffi comitato scientifico sergej androsov riccardo lattuada josé maria morillas alcázar alessandro rovetta gianni carlo sciolla philippe sénechal

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isbn 978-88-6026-021-3 © 2010 by luciano editore napoli via p francesco denza 7 napoli piazza s maria la nova 44 napoli tel fax 0815525472 0815521597 0815538888 http www.lucianoeditore.net e-mail editoreluciano@libero.it info@lucianoeditore.net

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nadia barrella la forma delle idee fermenti europei e memoria familiare nel museo filangieri di napoli

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riprendere dopo molti anni percorsi giovanili di ricerca non è facile si teme innanzitutto di poter sembrare ripetitivi o di non essere sostanzialmente in grado di aggiungere nuovi contributi ad un problema che nelle sue linee generali si può considerare già delineato nascono poi perplessità sulle motivazioni reali della scelta e ci si chiede inevitabilmente se non si stia caricando un certo argomento di particolari valenze perché ad esso legati anche da un affetto particolare il mettersi in dubbio però serve consente di valutare la molteplicità di aspetti di una scelta le sue possibili conseguenze e infine la sua opportunità in questo complesso lavoro di riflessione e di revisione di un antico percorso di studi mi ha costantemente seguito rosanna cioffi alla quale desidero esprimere un sentito ringraziamento non solo per le continue e grandi lezioni di metodo ma anche per l incitamento i consigli e le preziose indicazioni un grazie di cuore va all entusiasmo e alla disponibilità con cui da sempre mi accoglie il museo filangieri sono grata al direttore giampaolo leonetti ­ che ha messo a mia disposizione i documenti ed i volumi custoditi in archivio agevolando notevolmente le mie ricerche ­ ad angelo de santis vincenzo gaito ed al personale tutto del museo che ha saputo rendere il lavoro più facile e le mie giornate di studio estremamente piacevoli anche in questo caso ho potuto contare sulla disponibilità e sull amicizia di gaia salvatori e renata de lorenzo che hanno pazientemente ascoltato i miei dubbi e contribuito alla loro risoluzione considero il nostro continuo scambio di opinioni un inestimabile privilegio ho condiviso le ipotesi di lavoro le perplessità ed i risultati delle mie ricerche con molti amici e colleghi desidero dire grazie ad annamaria di stefano per gli iniziali e determinati incoraggiamenti ad almerinda di benedetto per i molteplici spunti di riflessione ed a ludovico solima che con competenza e sensibilità rafforza il mio credere nell importanza di un continuo confronto tra passato presente e futuro del museo avrei voluto dire grazie soprattutto a chi mi ha insegnato ad amare il museo filangieri a rispettarne l unicità e a difenderne la storia ma francesco acton antonio buccino grimaldi e carmine russo non ci sono più la loro lezione le loro battaglie l attenzione e l affetto che hanno avuto per me restano vivi nella mia memoria e mi ricordano quanto sia difficile ­ ma anche pieno di soddisfazioni ­ occuparsi di un museo questo libro è per ferdinando e per bruna che rendono complicati i miei studi e meravigliosa la mia vita.

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indice presentazione introduzione 7 9 premessa motivazioni e obiettivi della ricerca 13 capitolo primo il comporsi delle collezioni i.1 alle origini del progetto filangieriano la formazione napoletana l esperienza parigina i.2 la collezione filangieri all esposizione nazionale di belle arti i.3 l inventario della donazione i.4 gli incrementi per l esposizione definitiva appendice al primo capitolo 19 33 38 42 65 capitolo secondo il museo aperto al pubblico ii.1 note sul dibattito per la salvezza del palazzo como ii.2 il cantiere museo architetti artigiani e imprese ii.3 i modelli di riferimento la lezione di viollet le duc gli esempi napoletani ii.4 l allestimento del museo nel 1888 appendice al secondo capitolo 155 160 165 172 199 libro di appunti disegni disposizione delle vetrine del museo nella sua fondazione bibliografia indice dei nomi 281 343 355

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presentazione c on questo saggio prende avvio una nuova collana con l obiettivo di arricchire il panorama di quegli studi storico-artistici che hanno una particolare attenzione agli aspetti metodologici volendo riallacciarci a una tradizione di studi che considera la filologia e la storia componenti imprescindibili per un approccio scientifico al mondo dell arte ­ nella sua accezione multidisciplinare di storia dei manufatti delle committenze dei musei del pubblico della letteratura e della critica d arte ­ abbiamo deciso di battezzare questa collana mo.do acronimo dei due termini monumentum e documentum l acronimo gioca evidentemente sulla parola italiana modo che associa ad un azione i significati di descrizione classificazione giudizio e riecheggia il termine filosofico del qualificare una realtà non in modo essenziale del suo divenire si associa anche con le varie accezioni del vocabolo latino che può significare modo maniera ma anche tipo genere misura tono persino armonia ma in realtà la vera parola chiave è monumentum che oltre a statua tempio per commemorare qualcosa o qualcuno significa ricordo memoria e ancora documento atto gli annalium monumenta erano i libri di storia e i monumenta clarissimorum ingeniorum erano per tacito le opere scritte da illustrissimi ingegni sono trascorsi quasi due millenni da questa affermazione che concedeva solo alle opere letterarie il poter essere scritte da uomini celeberrimi oggi dopo secoli di risalita sociale da parte di quegli artisti che realizzando manufatti non potevano essere considerati personalità illustri si tratta di ribadire che le opere d arte visive vanno interpretate innanzitutto in base alle forme e allo stile del loro linguaggio specifico senza trascurarne lo stato di conservazione e la cognizione dei materiali e delle tecniche dopodiché possiamo interrogarle utilmente quali annalium monumenta vale a dire come testimonianze visive che possano avere un valore documentario per far luce sul periodo storico in cui sono state pensate e prodotte solo a questo punto possiamo anzi dobbiamo risalire ai loro committenti alle funzioni per le quali furono realizzate al pubblico cui furono destinate al circuito di fruizione sedimentato nella storia delle stesse opere all ambiente culturale sociale economico in cui furono elaborate alla loro fortuna critica in estrema sintesi abbiamo la pretesa di ritenere che il titolo di questa

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8 presentazione collana riassuma una proposta metodologica quella di mettere in inscindibile rapporto il linguaggio specifico di un opera con il suo contenuto il più diverso che sia ma anche di considerare irrinunciabile per interpretarla il suo rapporto col contesto socio-culturale di riferimento e soprattutto di riconoscere ad essa il valore di testimonianza attraverso la decodifica del suo stile ossia di un linguaggio che racconta il tempo di quel manufatto con dignità piena di documento della storia il comitato scientifico

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introduzione q uesto libro di nadia barrella è una nuova ricerca colma di dati e di letture inediti su quello che resta un caso di scuola nella storia napoletana e insieme europea tra otto e novecento il museo filangieri un titolo di libro è ben trovato se finisce per essere il diagramma di un percorso di ricerca la forma delle idee è la perfetta silloge dei contenuti di un lavoro che muovendo da ipotesi nuove e fondandosi su una base di documenti e di letture veramente non comune non perde mai di vista l oggetto della ricerca infatti se c è un oggetto ­ anzi un aggregazione di oggetti ­ che incarna o dovrebbe incarnare delle idee nella sua propria forma ebbene questo è il museo e se c è un museo che reca nel suo codice genetico un patrimonio alto di idee specifiche di società di cultura di funzione dell arte e del collezionismo ebbene questo è proprio il museo filangieri perché al pari di altre istituzioni similari ma non identiche sorte nell italia post-unitaria ­ il poldi pezzoli a milano più tardi il davia bargellini a bologna o il giannettino luxoro a genova per citarne solo tre ­ il filangieri è il frutto di esperienze che incarnano una idea del museo talmente moderna e impegnata da posizionarsi oggi di fatto oltre il confine dell utopia un museo che cresce per preservare la memoria di uno o più luoghi che tale memoria la accumula e la comunica ­ nel suo libro nadia barrella insiste molto su questo punto ­ non per offrire una elegia nostalgica e metastorica del passato ma per promuovere attraverso l arte la crescita di una consapevolezza allargata oggi diremmo collettiva della possibilità di far progredire un luogo anche attraverso il valore didascalico di oggetti che sono innanzitutto il frutto del lavoro e dell ingegno umano il dialogo che nadia barrella imbastisce con il personaggio al centro di questa vicenda il principe gaetano filangieri non è nutrito solo dalla sana fascinazione di uno storico per la statura del personaggio che diviene oggetto della sua ricerca È vero filangieri aveva vissuto da protagonista il declassamento dell ex capitale e la conseguente perdita d identità di una città ormai simile a tutte le altre ha inoltre la netta percezione del declino del potere nobiliare che deve ora puntare a nuove forme di sopravvivenza attraverso l approfondimento di specifiche vocazioni personali la frequentazione di luoghi emblematici e cavalcando una dimensione europea È vero anche che al pari di molti altri esponenti di

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10 introduzione questa classe sociale in uscita dalla scena della storia il principe godeva di una posizione ancora fortissima nella scala sociale del suo tempo ma quanta distanza c è in lui rispetto agli esponenti dell aristocrazia meridionale come ce li restituiscono il gattopardo o i viceré il suo occhio sulla società sui destini della sua città natale nel contesto di una nazione appena nata che mette insieme un antico paese ­ il suo sguardo ampio su questi problemi ­ ne fanno un personaggio straordinario ora il problema che aveva nadia barrella di fronte a questo personaggio era di non rimanere impigliata in quella che è già per certi aspetti l oleografia locale su filangieri che lo ha da tempo inserito nella schiera delle glorie del campanile ma non è riuscita a restituirgli appieno quegli spessori di ambito storico-culturale che meritava È nel sottotitolo del libro che viene dichiarata la prospettiva di metodo impiegata per affrontare questo problema fermenti europei e memoria familiare nel museo filangieri di napoli proveniente da una famiglia che aveva attraversato per secoli la storia del meridione d italia filangieri ha nel suo dna la percezione di questa traiettoria lunga gloriosa importante ma sa bene che non ha più senso vivere solo più dentro questa culla di memoria nostalgica e il suo sguardo come già detto è largo i lunghi anni di vita trascorsi a parigi che il principe lascerà come sua città di residenza solo nel corso degli anni settanta dell ottocento sono quelli in cui si forma la sua fisionomia di collezionista e anche il suo abito mentale di intellettuale europeo ed è in questa parte della vita di filangieri che nadia barrella riesce di fatto a rintracciare le fondamenta della sua visione le idee da lui messe in campo quando dopo l esperienza dell esposizione nazionale di belle arti di napoli del 1877 dà vita alla donazione del 1881 che è alla base della costituzione del museo filangieri È alla luce delle teorie di eugène emmanuel viollet-le-duc che il principe imposta l allestimento in stile neorinascimentale del museo in palazzo como conoscenza storica indagine filologica sui monumenti sono alla base dei principi che informano questa impresa mossa dalla necessità di penetrare lo stile del monumento come sosteneva lo stesso violletle-duc l ambiente napoletano di fine ottocento è permeato dalla conoscenza di queste idee barrella però non si limita ad individuare il legame di metodo che lega filangieri a viollet-le-duc ma indica da vera storica dell arte i raffronti tra numerose tavole del dictionnaire raisonné de l architecture française du xi au xvi siècle e i corrispondenti dettagli dell arredo e dell allestimento del museo questa analisi definisce esattamente il senso del progetto di allestimento del museo che ­ per dirla con le parole della studiosa ­ nell idea di filangieri doveva «restituire valore al monumento trasformandolo in un opera d arte totale in cui l antico si legasse intimamente al moderno» questa parte del libro è per certi aspetti la più importante perché non è solo lo strumento insostituibile per ogni futuro intervento ­ se mai ve ne sarà uno ­ su ciò che resta del museo filangieri ma di fatto può essere utilmente impiegata anche come una guida tecnica sull impiego dei materiali dell artigianato artistico nel xix secolo e sulle loro modalità di lavorazione sui loro costi e sui protocolli relativi alla costruzione di manufatti artistici protocolli oggi spesso smarriti proprio per quest epoca della nostra storia artistica.

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introduzione 11 la documentazione dispiegata è impressionante dalle parti in mosaico o in ferro battuto fino al progetto di un calorifero da impiantarsi nel museo filangieri nel palazzo como redatto dal fumista raffaele von arx tutto passa al vaglio del principe che è un interlocutore apparentemente cortese e puntuale nei pagamenti ma molto esigente per quanto riguarda la qualità e la rispondenza delle opere realizzate al progetto e tutto ci torna davanti agli occhi attraverso i documenti raccolti nel libro occorre per finire tornare alla prima riga della premessa dell autrice in cui ci viene ricordato che il museo filangieri è chiuso ormai da più di dieci anni qual è oggi la lezione che ci trasmette la storia di filangieri e del suo museo in un città in cui musei come capodimonte si sono trasformati da contenitori pro tempore a sedi stabili di opere che provengono da monumenti ancora esistenti nel centro antico nessuno mi pare di capire trova più scandalosa ­ come io ritengo sia ­ la permanenza pluridecennale della `flagellazione di caravaggio dell `annunciazione di tiziano e di molte altre opere provenienti dal monastero di san domenico maggiore e da altri insigni monumenti napoletani qual è l uso possibile della raffinata trama dispiegata in questo libro in termini di riferimenti museografici storici storico-culturali in un territorio in cui il saccheggio e la devastazione del tessuto storico-artistico e urbanistico antico non si sono più arrestate a partire dal terremoto del 1980 del quale si è per così dire da poco celebrato il trentennale infine quale forza esemplare può avere oggi il racconto dell esperienza di un aristocratico che nell ottocento ha indicato con forza e coerenza alle classi dirigenti del futuro i termini del loro impegno per la loro terra in quale uditorio può trovare ascolto un libro come quello che ora va in stampa in una città in cui le élites o ciò che resta di esse stanno sempre più massicciamente mandando i loro figli a formarsi fuori di essa nella speranza per essi di un futuro migliore ma rigorosamente altrove basta questo piccolo elenco di domande per capire quanto il libro di nadia barrella sia un contributo molto più militante di quanto l aura solenne e per certi aspetti separata della ricerca storica riesca a celare un contributo che seguito nel suo sviluppo porta fino al nostro duro presente e immette in esso una visione che prova a indicare un metodo una linea per delle risposte ai problemi che ci ritroviamo a vivere tenta di diffondere una qualità nell approccio ai temi della tutela che torni all oggetto uscendo dalla dicotomia demagogica e triviale dei beni culturali come risorsa economica di conio recente a cui forse con minor ipocrisia ­ il potere politico contrappone adesso la cultura non dà da mangiare È avvertibile una traccia uno stato d animo soggiacente al libro di nadia barrella la speranza di influenzare la realtà attraverso i risultati del pensiero e della ricerca l auspicio che la forma delle idee passi anche nella realtà storica e fisica del nostro futuro che diventi per parafrasare un altro libro per molti di noi importante forma del tempo del tempo a venire infatti perché non continuare a sperare anche i sogni hanno bisogno di nutrimento per diventare prima o poi realtà riccardo lattuada

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