Dalle camicie rosse alle camicie verdi

 

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collana diretta da luigi rossi giuseppe reale 2

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antonio settembre dalle camicie rosse alle camicie verdi il risorgimento continua

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vietata la riproduzione anche parziale isbn 978-88-7026-146-5 © 2010 by luciano editore napoli via p francesco denza 7 napoli piazza s maria la nova 44 napoli tel fax 0815525472 0815521597 0815538888 http www.lucianoeditore.net e-mail editoreluciano@libero.it info@lucianoeditore.net

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presentazione È il risorgimento visto da un meridionale È una riflessione sulle modalità di formazione dell italia unita e sulle implicazioni che questo processo ha avuto sulla vita dei meridionali non solo di quelli di ieri ma anche di quelli di oggi lo scritto ribalta i giudizi di valore sui protagonisti dell italia risorgimentale soprattutto di quelli meridionali e si pone in aperto contrasto con la storiografia tradizionale sia nel racconto delle vicende militari che culminarono nell abbattimento del reame sia nell individuazione delle ragioni di quel crollo non è uno scritto originale nel senso che non attinge a fonti archivistiche inedite è stato scritto da un magistrato che ha utilizzato per 20 anni il proprio tempo libero nella ricerca di fonti edite ma si basa su dati e notizie riferite dai cultori delle specifiche materie trattate inoltre non è unico nel suo genere perché si inserisce in un filone storiografico già ricco di contributi anche se punto o poco conosciuti ritengo tuttavia sia originale nella elaborazione e nella valutazione del materiale raccolto oltre che originale nelle conclusioni il libro è incentrato sull impresa garibaldina sul modo in cui evolse e sulle condizioni che la resero possibile capitolo secondo nel racconto sono messi in evidenza i contributi decisivi dati all impresa dalla società meridionale nelle sue varie articolazioni esercito marina borghesia agraria e intellettuale mafie varie lo scopo dichiarato è quello di dimostrare che il reame non fu travolto da mille uomini seppur decisi e coraggiosi ma dalle innumerevoli forze della rivoluzione che si riversarono sul meridione all indomani della cd seconda guerra d indipendenza nonché dall adesione della borghesia meridionale alla causa unitaria oltre che dalla passività dei contadini e del basso ceto tutto ciò è già noto ma non ha impedito ai risorgimentalisti di diffondere vulgate infamanti sull esercito borbonico che per noi è sempre e soltanto l esercito napoletano o meridionale fino all irrisione noi abbiamo la pretesa di dimostrare che quell esercito unico in italia si batté spesso con abnegazione e con valore a difesa della propria terra e che non riuscì nello scopo solo perché fu lasciato solo da componenti importanti della società meridionale che fece anzi causa comune con l invasore e tradito da una parte importante della sua ufficialità sen-

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6 presentazione sibile alle stesse ragioni della borghesia da cui proveniva e talvolta al tintinnio de denaro il capitolo primo vuole spiegare la ragione principale del voltafaccia della borghesia meridionale individuata nella rivoluzione fallita del 1848 contrariamente all opinione tradizionale viene detto e spiegato crediamo anche dimostrato perché l esperimento costituzionale del 1848 primo in italia nel suo genere fallì per l immaturità dell intellighentia liberale e non per la perfidia dei borbone che furono nella temperie del 1848 i soli veri cultori dell interesse nazionale beninteso meridionale e oggetto di un assalto dissennato da parte dei liberali fatto che determinò un insanabile frattura tra borghesia meridionale e monarchia borbonica e portò alla rovina del regno la ricostruzione di quelle vicende è ben poco contestabile perché fatta utilizzando gli scritti di due protagonisti e spettatori luigi settembrini e nicola nisco liberali e antiborbonici nel capitolo terzo viene illustrata la situazione dei vari stati italiani alla vigilia dell unità sulla base di un materiale documentario proveniente da insigni studiosi delle economie lombarda piemontese e napoletana il quadro che ne viene fuori contrasta radicalmente con le conclusioni dell agiografia risorgimentale nel contesto generale dell arretratezza italiana il regno di napoli non sfigurava rispetto agli altri stati e staterelli italiani ed era per alcuni aspetti in condizioni anche migliori per la vivacità della sua economia e la saldezza della sua finanza organizzata da uomini di genio e condotta con criteri di moralità e di rigore il confronto è molto dettagliato riguarda gli aspetti più importanti delle economie e delle società preunitarie e fornisce convincenti elementi di valutazione il capitolo quarto l ultimo è incentrato sugli effetti della rivoluzione nel meridione d italia tra cui il brigantaggio sulla gestione allegra delle risorse meridionali da parte dei liberatori e sull organizzazione e la conduzione del nuovo stato funzionali in tutto e per tutto agli interessi dei conquistatori questa parte utilizza in larga misura gli scritti di f.s nitti degli inizi del novecento e che appaiono tuttora attuali il capitolo si conclude con l auspicio di un movimento meridionalista che muovendosi nell ambito dello stato unitario e per la sua difesa operi per creare le condizioni di un risorgimento meridionale ps lo scritto ha volutamente una forma libellistica perché aspira a scuotere le coscienze e muovere gli intelletti ma è informato a un grande rigore scientifico tutti i fatti i dati e le notizie sono documentati nella loro origine e vagliati con assoluta obbiettività perché la verità interessa all autore e perché questo scritto tocca molti luoghi comuni che solo una critica rigorosa può rimuovere l autore

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