Antologia Premio "Città di Latina" 2016

 
no ad

Embed or link this publication

Description

Anteprima

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2



[close]

p. 3

EDU Edizioni DrawUp www.edizionidrawup.it Premio internazionale di Poesia Città di Latina 2^ edizione 2016

[close]

p. 4

Premio Città di Latina PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTÀ DI LATINA 2^ edizione 2016 Antologia delle opere premiate Proprietà letteraria riservata ©2016 Edizioni DrawUp Latina (LT) - Viale Le Corbusier, 421 Email: redazione@edizionidrawup.it Sito: www.edizionidrawup.it Progetto editoriale: Edizioni DrawUp Direttore editoriale: Alessandro Vizzino Grafica di copertina: AGV per Edizioni DrawUp I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte di questo libro può essere utilizzata, riprodotta o diffusa, con qualsiasi mezzo, senza alcuna autorizzazione scritta. ISBN 978-88-9369-013-3

[close]

p. 5

Antologia delle opere premiate Premio Città di Latina Premio internazionale di Poesia 2^ edizione 2016

[close]

p. 6



[close]

p. 7

Sezione A Poesia inedita in lingua italiana a tema libero

[close]

p. 8



[close]

p. 9

Primo classificato Lorenzo Spurio Trittico del fuoco (Lamento per le donne yazide) Il 7 giugno 2016 viene data notizia nei canali di informazione che un gruppo di estremisti islamici a Mosul ha imprigionato diciannove donne curde in gabbie metalliche e gli hanno dato fuoco perché avrebbero rifiutato di concedersi sessualmente a loro. La ruggine par che non arda: ho chiesto alle poche pietre di ascoltare un canto di sfogo ma irrorate dalla vigliaccheria hanno assunto un’aria altezzosa, mute hanno assistito alla tragedia. D’intorno, aria di livido fumo scoppi, lampi e bolle di liquido, viscere dilaniate, torce di capelli. Gli intabarrati emanano suoni gutturali odi assordanti: la carne s’avviluppa, perde consistenza e s’affloscia come cera sgocciolante si dissipa e ansima sola le ultime pene. Ho visto le sfumature di fiamma che degrada con insani colori, s’aggrappa e squaglia rivelando il nulla. Corpi d’acqua che sgorga appiccicosa un’acqua esiziale, collosa 7

[close]

p. 10

che non scaccia le vampe assassine. Rivivi per mostrare all’infame che la morte non è nel fuoco e che l’acqua è vita che sgorga! Stille d’esistenza che la terra beve quando il giallorosso dà testimone al nero della cancrena e dell’incendio di tessuti. Un assillo pieno d’angoli m’imbratta i neuroni: su quella terra la vita ricomparirà? Se il legno arde e la stoppa si brucia anche l’uomo carbonizza; gli epiteli le falangi, i morbidi lobi e pure le ossa. La fiamma cancella il muto cipiglio ed eterna il ghigno ultimo dell’atrocità ma perché la ruggine resta e si produce ed ancora si sgretola ma si riforma, si solidifica infinita e persiste? Spiegatemi senza le leggi della fisica perché il ferro ossidato non ha voce e le rocce limitrofi alle gabbie hanno finto di non vedere. Ditemi perché la vita si rovina mentre qualcosa si conserva. Pure il nero dell’umana combustione con gli scarti dell’esistenza offesa col tempo stinge e s’imbeve di tinte. Eppure quelle misere derelitte avevano il ferro liquido nelle vene, la forza di pesanti metalli piombati valori aurei, desideri di zinco, timori di zolfo e speranze lucenti. Perché la ruggine sembra ardere 8

[close]

p. 11

e quando la quiete lenta riappare essa è compatta e ricopre sovrana risparmiata da un destino di finitudine? Non è il fuoco che la fa immortale ma è l’acqua che l’ha generata come la vita che agisce nei liquidi e lì si perpetua in cicli fecondi. Oggi la ruggine ha vinto, signori e comari, capi tribù e milizie improvvisate di giornata, divinate l’aranciato ferro che si sfaglia: è custode di uno scempio senza fine. 9

[close]

p. 12

Secondo classificato Vincenzo Screti Nulla ti muore (A mio padre) Sulle labbra inciampano lacrime mischiate al ploro delle parole in gola convulse dall’eco dei ricordi L’anima invoca una carezza per essere vestita nel tempo che non può eccedere Stormisce il sentire volando in silenzio nelle spalle che scrollano la vetta Univi Galeno al miraggio il pane al rosario nello spiraglio di una luce che riavvolgesse la tua sorte Sospeso... alzi le mani al cielo 10

[close]

p. 13

come una vite rugosa che al crepuscolo s’avvita mentre la notte immobile l’afror sopprime Cremisi sguardi sanguinano nessili nulla ti muore... nel tempo sposato e nell’altrove 11

[close]

p. 14

Terzo classificato Marco Nica L’attore Il sipario si chiude, il volto è sudato, la luce negli occhi non lo acceca più. Ode ancora applausi e un vocìo crescente, mentre sente svanire chi ha vissuto in sé. C’è sempre un camerino che attende silenzioso il ritorno del suo attore, quasi fosse un focolare. L’accoglie dopo il viaggio per restituirgli i panni, riposti con riguardo su stampelle consumate. Il trucco è stremato, maschera a fatica un’identità che riaffiora timida, a poco a poco. E la magia si dissolve, dopo aver ingannato quella scomoda realtà che non concede finzione. 12

[close]

p. 15

Premio Speciale della Giuria Paolo Scrobogna Il giorno che ci diremo tutto Il giorno che ci diremo tutto sarà d’autunno quando le ore avranno i muscoli stanchi anche per uccelli di passo come noi, così attenti alle geometrie delle parole da sentire anche una virgola macigno. Cammineremo rasente l’accidia brumosa del mattino, cercando il trigono fortunato che possa dar mitezza alla verità. Infine ti porterò a ballare la nostra canzone nella penombra cafona del Lady Blu. E poserò le note di quel disco rotto tra le rughe del tuo viso, e sarà luce. 13

[close]

Comments

no comments yet