Rivista Volontariato Regione Puglia N. 7

 

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Rivista Volontariato Regione Puglia N. 7

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Volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Puglia: allarme tumori Anno 3 - n° 7 Agosto/Settembre 2016

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Volontariatostorie e notizie di volontariato storie e notizie di cittadinanza attiva Magazine dei Centri di Servizio al Volontariato Pugliesi Redattori e collaboratori: Ufficio stampa CSV Foggia Ufficio stampa CSV San Nicola Ufficio stampa CSV Poiesis Ufficio stampa CSV Taranto Ufficio stampa CSV Salento Progetto grafico Porzia Spinelli Editore CSVnet Puglia Direttore Responsabile Luigi Russo Caporedattore Ufficio stampa CSV San Nicola in attesa di registrazione Foto di copertina: ©Rita De Nardi © Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano” (Particolare) 2 Sommario 03EDIToRIALE Volontari, "primi" solo quando serve al paese? 04zooM Puglia bellissima, amata, avvelenata 05 Congresso Mondiale Epidemiologia: l’impennata di tumori in Puglia 07 Nulla di nuovo, solo +30% di tumori infantili nel tarantino QUI... 08Foggia Come tante piccole formiche... 09 Cosa sappiamo della povertà Meridonare per il crowdfunding 10Bari - Bat I volontari nelle emergenze 11 Terremoto e solidarietà 13Brindisi CSV, Labsus ed associazioni locali 14 La Comunità Generativa CSV Poiesis: rinnovato il Governo 15Taranto Ripartire dopo una separazione 16 W la mia scuola in rete 17Lecce I nuovi volti della povertà 18 A Lecce il Giubileo della Solidarietà Nasce nel Salento il primo Gap 19 Reddito di dignità regionale Un'opportunità per le odV

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Volontari, "primi"solo quando serve al paese? L’ultimo terremoto delle Marche ha dimostrato ancora una volta la grande forza che il volontariato italiano riesce a mettere sempre in campo, quando la nazione chiama, quando c’è bisogno di quel di più che solo la solidarietà e la responsabilità – non il mercato o la finanza – può dare 24 ore su 24. Non solo i volontari dei soccorsi, dell’emergenza, del sangue, dell’assistenza psicologica, ma anche i volontari che nei territori di tutto il paese continuano ad animare la sensibilizzazione dei cittadini, per portarli a donare risorse economiche, farmaci, e tutti i beni utili e necessari. Certamente i volontari, ben coordinati dalla Protezione civile, continueranno a offrire i loro servizi quando le luci della ribalta saranno spente, e i giornali e le televisioni dimenticheranno che ad Amatrice e dintorni c’è stato un terremoto. Insomma, i volontari ci sono sempre, quando appaiono e anche quando non appaiono. Quasi 6 milioni di persone che hanno due sole finalità: accrescere la cultura delle responsabilità e della solidarietà; difendere e implementare i Beni Comuni, secondo il principio di Sussidiarietà. E i volontari si impegnano per i poveri, per i minori, per gli anziani, per i disabili, per l’ambiente e per la difesa del territorio, per la cultura, per i diritti, per la sanità, per le dona- il sistema dei CSV è ilzioni, per la sicurezza e la protezione civile. In questi mesi rimbalza una riflessione che sta av- più efficace alleato dellovenendo a livello nazionale, in seguito alla riforma del Terzo Settore e in occasione della conclusione Stato e dei Beni Comunidell’accordo triennale ACRI-CSV.NET, circa il futuro del Sistema CSV alimentato da risorse previste dalla legge 266/91, provenienti dagli utili delle Fondazioni Bancarie. Da una parte a questo Sistema si chiede di più (la Riforma, appunto), dall’altra si pensa invece di ridimensionare questo sistema, dismettendo strutture territoriali e licenziando il personale che in questi anni si è speso a favore della crescita del volontariato lavorando con passione per i Beni Comuni. Il buon senso vorrebbe che il Sistema fosse messo nelle condizioni di poter accrescere la sua qualità, senza decapitarlo, ad esempio, nella sua peculiarità più efficace: la territorialità, che significa anche visibilità, efficacia, prossimità ai volontari in carne ed ossa. Un primo dato è da ribadire. È indubbio che il volontariato italiano negli ultimi 25 anni è decisamente cresciuto, numericamente ma anche in termini di competenze e motivazioni, per effetto della presenza dei CSV in quasi tutte le province italiane: lo dicono le associazioni, lo dicono anche le istituzioni, lo dicono i dati economici. Un secondo dato da ribadire è che il volontariato italiano è chiamato oggi, lo esige la storia del nostro paese, a contribuire a dare compiutezza alla sussidiarietà, cioè la capacità dell’intero paese di attivare i processi economici ma anche quelli sociali e culturali, a livello centrale e a livello territoriale. Per fare questo il Sistema CSV è il più efficace alleato dello Stato e dei Beni Comuni. Per cui occorre oggi avere l’intelligenza politica di capire che colpire o ridimensionare questo Sistema significa, di fatto, colpire i cittadini attivi, i volontari, di cui il paese ha estremo e continuo bisogno. Sicuramente i soggetti interessati a queste decisioni, Stato, Acri, Forum Terzo Settore e CSV Net troveranno la quadra. Altrimenti sarebbe un suicidio per la democrazia e la sussidiarietà. Luigi Russo editoriale 3

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zoom Puglia bellissima, amata, avvelenata Presentato il 17 settembre durante la Fiera del Levante il Rapporto del Registro Tumori 2015 Cattivissime notizie per la salute delle popolazioni pugliesi residenti a Brindisi, Taranto, Lecce, Bari e Foggia e Manfredonia. È quanto è emerso da diversi contributi scientifici presentati alla Conference 2016 dell’International Society for Environmental Epidemiology (ISEE) svoltasi a Roma dal 1-4 settembre, il congresso mondiale degli epidemiologi giunti in Italia da tutti i continenti. Dati confermati il 17 settembre nella presentazione del Registro Tumori 2015 a Bari in occasione della Fiera del Levante. FEMMINE E cominciamo proprio dal Registro. Istituito nel 2008 con apposita delibera regionale, contiene i dati relativi alle sei province pugliesi e analizza in particolare l’incidenza delle patologie tumorali, l’indice di mortalità e la sopravvivenza entro i 5 anni dalla scoperta della malattia. Quattro province pugliesi hanno già ottenuto l’accreditamento presso l’AIRTUM, l’Associazione Italiana Registro Tumori, Lecce, Taranto, BAT e Brindisi; Bari e Foggia sono in dirittura d’arrivo. I dati verificati, pertanto, sono riferiti alle prime quattro provincie, cui si aggiunge il dato medio regionale. “La novità del Registro Tumori in Puglia è che consente di avere un rapporto globale del territorio regionale. Non solo. Per la prima volta è stato inserito l’indice relativo alla sopravvivenza entro 5 anni dalla scoperta della malattia”, ha dichiarato nell’incontro in Fiera, alla presenza di Emiliano e dei massimi esperti in oncologia della regione, Giovanni Gorgoni direttore del Dipartimento della Salute della Regione Puglia. “I dati - ha aggiunto - sono accessibili a tutti sul portale della salute della Regione Puglia”. Il rapporto 2015 è stato illustrato da Lucia Bisceglia, componente del Centro di Coordinamento del Registro Tumori Pugliese: “Il dato relativo alla totalità dei tumori nella nostra regione è in linea e anche inferiore a quello nazionale. In Puglia ogni anno si ammalano di tumore 11.000 uomini - 6 ogni 1000 abitanti - e 9.000 donne - 4 ogni 1000. Per gli uomini le patologie tumorali più diffuse riguardano il tumore ai polmoni e bronchi (18,1%) e per le donne il cancro alla mammella (29,2%). Si riscontrano però alcune criticità territoriali per alcune tipologie di MASCHI 4 Registro Tumori Puglia, 2015

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zoom tumori: quella maggiore è rappresentata, per gli uomini, dal tumore al fegato che nella BAT ha un’incidenza del 33% contro il 20,3% della media nazionale. L’altro elemento di criticità è legato al cancro ai polmoni che vede un’incidenza preponderante nelle province di Lecce e nel capoluogo tarantino. Un altro dato, decisamente superiore al trend nazionale, è quello riferito al tumore alla vescica: in questo caso si riscontra un dato preoccupante nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Preoccupa anche la crescita del tumore alla tiroide e del melanoma cutaneo. I ricercatori hanno condotto, inoltre, uno studio sulla incidenza dei tumori infantili in tutta la Puglia ed è emerso un eccesso del 30% nell’area tarantina”. Ma vediamo un po’ nel dettaglio il quadro che emerge dallo studio. Le cinque cause di morte tumorale più frequenti nel sesso femminile vedono ancora al primo posto il tumore della mammella (19%), seguito dai tumori del colon-retto (12%), polmone (8%), pancreas (6%) e fegato (6%). Per il sesso maschile il tumore al polmone è responsabile di ben il 30% dei decessi per neoplasia, cui segue il tumore del colon (9%), della prostata (9%), del fegato (7%) e della vescica (6%). La probabilità teorica individuale di avere una diagnosi oncologica nel corso della vita per un pugliese di età tra 0 e 84 anni viene calcolata attraverso una misura chiamata “rischio cumulativo”: oggi questo rischio risulta essere per un uomo su due e per una donna su tre. Quindi siamo su livelli decisamente importanti. Della gravità di questi dati si è fatto portavoce il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che nell’incontro in Fiera a Bari ha puntato il dito contro le industrie pugliesi (energia, acciaio, chimica), e in particolare ai dieci decreti legge del governo sull’Ilva, che “consentono alla fabbrica sequestrata di continuare a uccidere rendendo inefficace il sequestro da parte della magistratura”. Emiliano ha parlato proprio dei dati sulla mortalità infantile collegata alle attività industriali dell’acciaieria, rivolgendosi in maniera diretta al Presidente del Consiglio: “Le trasmetterò il rapporto dei Tumori, in modo che possa studiarlo assieme alla proposta di decarbonizzazione dell’Ilva e della centrale Enel di Cerano, a Brindisi, che le ho mandato l’autunno scorso e per la quale sono in trepidante attesa di una risposta”. Luigi Russo Congresso Mondiale Epidemiologia: l’impennata di tumori in Puglia Gli effetti dannosi di un modello di sviluppo distorto Nell’area di Brindisi in relazione alle emissioni delle tre centrali operanti sul territorio, due delle quali ancora attive, è stato condotto uno studio dei ricercatori del Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dell’Ares Puglia, dell’ARPA e della ASL di Brindisi guidato da Francesco Forastiere (DEP) per incarico del Centro Salute e Am- biente della Regione Puglia. È stata analizzata una popolazione di 229.334 cittadini (coorte in termine tecnico) residenti al 2001 in 7 comuni della provincia di Brindisi e ne è stato seguito il destino fino al 2013. Attraverso l’applicazione di un modello di simulazione della dispersione degli inquinanti, è stata attribuita a ciascun membro della coorte l’esposizione al PM10, la condizione socio economica e il settore di occupazione. Nei soggetti con esposizioni ai livelli di PM10 più elevati (tra il 90° e il 95° percentile) si è riscontrata una mortalità annua significativamente più elevata per tutti i tumori (+8%), tra questi spiccano il cancro del pancreas (+11%), il cancro della vescica 5

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zoom (+16%), malattie respiratorie (+ 12%), eventi coronarici acuti, cioè decessi per infarto cardiaco (+11). Lo studio conclude che le emissioni industriali sono associate con la mortalità della coorte residente nell’area. Due altri studi, condotti sempre per incarico del CSA Regione Puglia da un gruppo di ricerca guidato da Francesco Forastiere (DEP), hanno riguardato Taranto. Uno studio ha preso in esame la relazione tra l’inquinamento industriale e la mortalità a Taranto ed è stato condotto su una popolazione (coorte) di residenti dal 2008 al 2013. La ricerca rileva un eccesso di mortalità per cause naturali del 2,66% per ogni incremento di particolato PM10 di origine industriale di 1 microgr/m3, mentre la mortalità per cause respiratorie risulta in eccesso di 8,39% per analoghi incrementi del PM10. L’altro studio su Taranto ha valutato l’effetto delle emissioni di PM10 ed So2 dell’ILVA su una coorte di popolazione seguita dal 1998 al 2013. Entrambi i traccianti sono associati (cioè sono responsabili) rispettivamente ad eccessi del 4% e 6 % della mortalità naturale, del 5% e dell’11% di decessi per malattie cardiache, del 10% e del 29% di decessi per infarto cardiaco. Gli effetti sono attribuibili sia ad esposizioni degli ultimi 5 anni del periodo studiato che ad esposizioni lontane nel tempo anche di 35 anni. Un altro studio presentato alla congresso dell’ISEE a Roma in cui si menzionano le città pugliesi di Bari, Brindisi e Taranto è stato condotto da ricercatrici dell’Istituto Superiore di Sanità sui 44 siti di interesse nazionale per la bonifica (SIN) e riguarda il rischio di contrarre tumori della tiroide. Lo studio non ha precedenti perché le cause riconosciute di tumore della tiroide sono le radiazioni ionizzanti, quelli potenziali le centrali nucleari e l’esposizione a radon. Altri rischi sono rappresentati dai pesticidi e da alcune sostanze chimiche. Gli studi promossi dal Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia confermano quanto l’indagine scientifica ha rilevato negli ultimi decenni a carico delle popolazioni di Taranto e Brindisi dove si concentrano le attività industriali più inquinanti della Regione. Rispetto ai precedenti studi quelli presentati al congresso mondiale di epidemiologia di Roma sono studi di coorte che “fotografano” e seguono il “destino sanitario” di una popolazione da un certo anno in poi e attribuiscono a ciascun componente di quella popolazione valori di esposizione ad inquinanti (PM10 e So2) emessi dai camini delle industrie. Inoltre tengono conto delle condizioni socio-economiche dei componenti la coorte che, come è noto, influiscono pesantemente sulla salute e quindi anche sulla mortalità. Per Taranto si tratta di un aggiornamento di quanto Forastiere e Biggeri avevano rilevato per conto dell’ufficio del GIP Todisco di Taranto nel corso del procedimento penale ancora in corso in quella città per disastro ambientale. La continua produzione di evidenze scientifiche circa gli effetti nocivi sulla salute delle popolazioni pugliesi dell’inquinamento industriale va ad accrescere nell’opinione pubblica la coscienza degli effetti dannosi di un modello di sviluppo distorto e giunge a sostegno di quei decisori politici che credono in un modello economico differente. da "Associazione Salute Pubblica" 6

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zoom Nulla di nuovo, solo +30% di tumori infantili nel tarantino L’associazionismo e i pediatri avevano previsto tutto da anni Nel 2012 il Sindaco di Taranto, il pediatra Ippazio Stefano, emanò un’ordinanza per impedire ai cittadini “l’accesso alle aree verdi non pavimentate del quartiere Tamburi”, vietando di fatto ai bambini di giocare nei giardini e toccare così il suolo contaminato da inquinanti come berillio, mercurio, nichel e cadmio. Paradossi di una città in cui, ancora oggi, quando è previsto che spiri vento forte in direzione dell’abitato, le autorità emanano la “allerta wind days” avvertendo la popolazione di non aprire le finestre... Non c’è da stupirsi, dunque, se il primo rapporto del Registro tumori regionale abbia rivelato che, rispetto alla media nazionale, nell’area tarantina c’è un eccesso del 30% della incidenza di tumori maligni in età pediatrica. Purtroppo i dati del Rtr non giungono certamente inaspettati: nel 2010 l’allora Ministro della Sanità, Renato Balduzzi, presentando i dati epidemiologici dell’area di Taranto, per l’età pediatrica citò quelli dello studio “Sentieri” dell’Istituto Superiore di Sanità che, già allora, mettevano in evidenza l’incremento della mortalità nel primo anno di vita, dei tumori maligni e delle malattie respiratorie. Questi dati trovarono ulteriore conferma quattro anni più tardi, quando l’aggiornamento dello stesso studio epidemiologico “Sentieri” segnalò che, nel ter- ritorio jonico, la mortalità infantile registrata per tutte le cause segnava un incremento del 21% rispetto alla media regionale, un eccesso di mortalità peraltro presente da tempo nei tarantini adulti. Nell’occasione lo studio “Sentieri” evidenziò, nell’area del tarantino sottoposta a rilevamenti, un eccesso di incidenza di tutti i tumori nella fascia 0-14 anni pari al 54%, mentre nel primo anno di vita l’eccesso di mortalità per tutte le cause fu stimato nel 20%. Ancor prima dello studio “Sentieri”, a lanciare l’allarme furono i pediatri tarantini che, nel sangue di alcuni bambini tra i 3 e i 6 anni di Statte, un piccolo comune limitrofo all’area industriale, riscontrarono valori elevati di piombo, tra i 22 e i 36 microgrammi/dl. Con il collega Pietro Minardi, all’epoca fu la pediatra Annamaria Moschetti, responsabile per l’Ambiente e la Salute infantile dell’associazione Culturale Pediatri Puglia e Basilicata, a segnalare il fenomeno in relazione a una oggettiva contaminazione del suolo e a una emissione di piombo nell’ambiente, una sostanza neurotossica che, in territori contaminati, è molto pericolosa per i bambini. I pediatri di famiglia, inoltre, rilevarono “sul campo”, segnalandolo all’opinione pubblica, un aumento dei casi di asma nei bambini tarantini, una percezione poi confermata ufficialmente proprio dai dati scientifici dello studio “Sentieri”. Solo alcuni dei tanti “allarmi” lanciati dall’associazionismo e dai pediatri tarantini, anni prima della recente “ufficializzazione” del Registro tumori regionale: nulla di nuovo, purtroppo, sotto il sole di Taranto! Marco Amatimaggio 7

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Qui Foggia Come tante piccole formiche... Inaugurato il nuovo Centro di Riuso Solidale “Il Formicaio”, gestito dalla Coop. C.o.e.s.i. non possono permettersi l’acquisto di oggetti e arredi nuovi”. L’usato in buono stato, raccolto o donato, potrà essere acquistato a fronte di una offerta che partirà da un valore minimo attribuito all’oggetto stes- sociale attraverso l’offerta di numerosi servizi. La cooperativa, infatti, oltre a gestire il Centro per il Riuso Solidale, si occupa anche di lavori come giardinaggio, verniciatura, trasloco, sgombero, governo di “Vogliamo essere come tante piccole formiche che lavorano insieme, fianco a fianco, in sinergia, per costruire qualcosa di bello e di grande”. Usa questa metafora Benvenuto Grillo, presidente della cooperativa sociale “C.o.e.s.i.” di Foggia, per presentare il nuovo Centro di Riuso Solidale “Il Formicaio”. La struttura, sita in Viale degli Aviatori, nelle immediate vicinanze dell’Aeroporto civile “Gino Lisa” è stata presentata alla città lo scorso 24 settembre. Si tratta di una vasta area, di circa 800 metri quadrati, con annesso piazzale, che consentirà di ampliare l’offerta di oggetti e mobili usati e soddisfare le esigenze più svariate, sia di chi cerca cose utili per l’uso quotidiano, sia di collezionisti alla ricerca di pezzi unici e rari di ogni epoca e stile. “Il Formicaio - continua Grillo - vuole essere non solo un punto di riferimento per persone attento al risparmio, alla dimensione etica del consumo ed ai valori della salvaguardia ambientale, ma anche una risorsa per coloro che so; parte del ricavato sosterrà alcune missioni umanitarie nei paesi poveri dell’America Latina. Il nuovo Mercato dell’Usato si colloca all’interno delle azioni previste nel progetto “C.o.E.S.I. - Costruzione di opportunità Educative Sociali ed Imprenditoriali” della Cooperativa Sociale “Scurpiddu” del capoluogo dauno, premiato da UniCredit Foundation nell’ambito del Bando “Carta E 2016 – Strategie di Coesione Sociale per i giovani”, volto a sostenere l’inserimento lavorativo di giovani a rischio di esclusione animali e manutenzione domestica. La manifestazione inaugurale del progetto ha visto la partecipazione di numerose associazioni locali, che hanno animato con musica, teatro, danze e giochi per bambini. Damiano Bordasco 8

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Qui Foggia Cosa sappiamo della povertà Il 5 ottobre l’incontro organizzato da Fondazioni Banca del Monte, Apulia Felix e Buon Samaritano Il 5 ottobre, alle ore 18.00, presso la Fondazione Banca del Monte di Foggia si terrà il convegno “Cosa sappiamo della povertà. Analisi, storie e speranze”. All’incontro, promosso dalle Fondazioni Banca del Monte, Apulia Felix e Buon Samaritano, sono previsti gli interventi, moderati dal sociologo e direttore del CSV Foggia, Roberto Lavanna, di Vito Peragine, del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi “A. Moro” di Bari su “ISTAT: i parametri della povertà” e Maria Rosaria Bianchi, Responsabile del Piano Sociale di zona di Foggia su “La povertà in Comune”. Don Francesco Catalano, Direttore della Caritas Diocesana di FoggiaBovino relazionerà sulla “Povertà in diretta dalla città di Foggia” e Paolo Cascavilla, esperto di Politiche Sociali su “Povertà: le nuove parole”; l’introduzione sarà a cura di Saverio Russo, Presidente della Fondazione Banca del Monte. L’appuntamento è il primo di una serie di incontri che le tre Fondazioni intendono organizzare, in sinergia, con l’obiettivo di esplorare la povertà nella città di Foggia e arri- vare, con i dovuti approfondimenti, a individuare ruolo, compiti, azioni e risultati delle Istituzioni. “L’incontro pubblico del 5 ottobre e quelli a venire - spiegano gli organizzatori - saranno una preziosa occasione di confronto, utile a provare a definire contorni e parole chiave intorno al tema della povertà, per sapere chi ha fatto cosa e come. Un percorso da fare in sinergia con la cittadinanza e un privato sociale dinamico, come quello foggiano”. Annalisa Graziano Meridonare per il crowdfunding Appuntamento con il Presidente della Fondazione Banco di Napoli Mercoledì 12 ottobre, alle ore 18.00, il Presidente della Fondazione Banco di Napoli, Daniele Marrama e l’Amministratore di Meridonare Srl, Livio Falcone saranno ospiti della Fondazione Banca del Monte di Foggia e del suo Presidente, Saverio Russo, per presentare la prima piattaforma di crowdfunding sociale meridionale. Meridonare, promossa dalla Fondazione Banco di Napoli, sostiene le migliori idee del Mezzogiorno e incoraggia progetti sociali, culturali e civici che, grazie alla forza del web e della solidarietà, possono raccogliere le neces- sarie risorse non solo economiche, per essere realizzati. Si tratta di un avanzato strumento di innovazione sociale che può dare voce e forza a tutti gli attori del Terzo Settore che agiscono nel Mezzogiorno d’Italia. Diventare partner di Meridonare significa mettere in moto il canale della condivisione e della creazione di relazioni; il successo di un progetto è legato alla sua capacità di essere coinvolgente, chiarire ogni dubbio e soddisfare le esigenze collettive. I progetti che saranno proposti dovranno prevedere un obietti- vo in termini di quantità di risorse e una scadenza temporale, entro la quale raccoglierle. Le associazioni possono decidere se optare per la scelta del modello “all or nothing”, ovvero con il finanziamento che va a buon fine solo se si raggiunge la cifra stabilita entro un certo limite di tempo, oppure “keep it all” che permette di utilizzare i fondi raccolti indipendentemente dal fatto che l’obiettivo venga raggiunto. (info: www. meridonare.it). A.G. 9

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Qui Bari - Bat I volontari nelle emergenze Il disastro ferroviario Andria - Corato La testimonianza di un operatore del CSV San Nicola La notizia del disastro ferroviario accaduto lo scorso 12 luglio nelle campagne tra Andria e Corato, nel giro di poche ore, ha raggiunto tutto il mondo e il mondo intero si è unito in rispettoso silenzio di fronte a questa immane tragedia. Lo scontro frontale tra i due treni è stato inevitabile, i rispettivi convogli anteriori si sono fusi e in un tempo brevissimo 23 persone hanno perso la vita. Lo scenario è sotto gli occhi di tutti. Premetto che non sono giornalista, mi è stato chiesto di scrivere due righe sulla partecipazione del mondo del volontariato a questo tragico evento, in quanto impiegato presso lo sportello operativo di Andria del Csv "San Nicola". In realtà, mi ritrovo a conoscere molto bene i volontari di tutte le odv presenti sul territorio, conosco bene le loro difficoltà, le ragioni che li animano, i loro nomi e volti e soprattutto le tante storie di vita personali, le mille motivazioni che li spingono alla gratuità più assoluta. Il mio è un semplice tentativo di testimoniare ciò che ho visto di questa realtà, stando “dietro le quinte”. Subito dopo l’impatto, quel luogo inizia a essere popolato dai soccorritori, c’è gente che corre dappertutto. Ci sono proprio tutti, vigili del fuoco, polizia, carabinieri, guardia di finanza, tutti, compresi i volontari. Questi ultimi sono stati i più numerosi, con le loro tute rosse, verdi, blu. Ci sono le Misericordie, che hanno subito approntato gli ospedali da campo, Nucleo di volontariato, Ser, Guardie per l’ambiente, Legambiente (per motivi di spazio non le elenco tutte) e non solo della zona, arrivano da Lecce, dalla Basilicata, dalla Calabria. Sono in tanti e a vederli incutono già sicurezza, si ha la certezza che tutto sarà condotto nel migliore dei modi. I preposti si dirigono in prima linea sulle macerie, altri prendono ordini, chiedono dove posizionarsi, a chi rivolgersi, con chi pianificare e coordinare il proprio lavoro, e così, senza sosta, si lavora senza batter ciglio, disposti a tutto e per tutto il tempo che sarà necessario, fino a cambio turno. Mi preme sottolineare, che ciò che muove queste persone è la gratuità! Sembra scontato, ma non lo è. Quando si parla di volontariato si fanno fiumi di elogi, si ripete come un refrain, che “Il mondo del volontariato si rimbocca le maniche e si sostituisce alla carente amministrazione pubblica” oppure che “se non ci fossero loro...”, definendoli “angeli custodi”, “veri angeli” o “angeli della solidarietà”. Titoli sui giornali, politici che ringraziano, ma il rischio è che subito dopo, l’istante dopo, ci si dimentichi di loro, come se tutto quello che fanno sia dovuto, quasi assolvano un dovere o impegnino il tempo libero come per hobby. occorre dare il giusto valore a questi uomini e non si esagera nel dire che, di fronte a tutto quell’abisso di dolore, è emerso un bellissimo spettacolo di umanità senza paragoni. E sono stato fiero, guardandoli operare, di riconoscere tra loro molti miei amici. Li ho visti implicati in una vera 10

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Qui Bari - Bat e propria battaglia contro il tempo, per salvare quante più vite possibili. Vederli lottare di fronte a tutto e andare avanti in silenzio, questo è il bene! Il bene è la speranza da cui ripartire, quando tutto è in rovina. Nell’esercizio delle loro funzioni ma con lo stesso slancio di gratuità, si sono spesi i vigili del fuoco, che hanno letteralmente sfondato la linea di demarcazione tra lavoro e solidarietà, tra dovere e gratuità, rischiando la vita per recuperare il recuperabile. E la gratuità di ciascuno ha generato una gara di solidarietà contagiosa, che non ha riguardato solo chi era in prima linea. Da sottolineare la mobilitazione delle odv che si occupano della prima delle emergenze, che in questi casi è la raccolta di sangue. Che stupore, tutti quei ragazzi che diffondono tramite i social l’urgenza di donare e si mettono in coda sfidando il caldo dei corridoi dei presidi ospedalieri! È l’inizio dell’essere volontario: volontariamente uno dona del suo, nella consapevolezza o meno che, tramite quel dono, egli è il primo a ricevere qualcosa di grande. Sono certo che mio figlio diciottenne, che anziché poltrire ha fatto il sacrificio di alzarsi presto per andare in ospedale a donare, sarà aiutato a crescere da questo piccolo gesto, a fare un passo in più verso la propria maturità e a godere cento volte di più della propria vita. Infine, vanno citati tutti quei semplici cittadini, che in completo anonimato hanno portato cibo acqua, bevande a chi era all’opera sulle macerie. Uno di questi così ha risposto al giornalista che lo ha intervistato: “Sono qui, non posso far nulla ma quello che posso fare lo faccio con tutto il cuore!”.  Francesco Lafiandra Terremoto e solidarietà L’esperienza dei nostri volontari nelle zone colpite dal sisma Le tragedie sono disperazione, pianti, lutti, ferite profonde. Ma le tragedie sono anche la dimostrazione che tra gli uomini esiste ancora una grande solidarietà, un desiderio di aiutarsi e di essere vicini a chi è in difficoltà. Lo hanno dimostrato a tutto il mondo le migliaia di volontari che dallo scorso indimenticabile 24 agosto non hanno aspettato un secondo per mettersi a disposizione delle vittime del sisma che ha colpito il centro Italia, distruggendo Amatrice, Accumuli, Arquata, Tronto e devastando le zone vicine. Anche dal nostro territorio tante associazioni hanno risposto alla chiamata. L’associazione Incontra di Bari è stata tra le prime a mandare gli aiuti ai territori colpiti. A meno di 48 ore dalla catastrofe, centocinquanta materassi e un migliaio di cuscini, devoluti all’Associazione da Msc Crociere, sono stati inviati al centro di raccolta per l’emergenza di Rieti. L’idea di ripensare quello che era destinato per i bisognosi del barese in favore dei terremotati è partita dal presidente di Incontra, Gianni Macina, sostenuto immediatamente dal vicesindaco del Comune di Bari, Vincenzo Brandi, il quale ha provveduto a contattare la Protezione Civile e a coordinare le operazioni di spedizione. Ma come l’esperienza dimostra, la solidarietà è contagiosa. Lenzuola, federe e asciugamani, della Lavanderia Industriale F.lli Bernard, sono state regalate da Federalberghi di Bari. Il tutto è stato caricato dai tanti volontari accorsi presso la Fiera del Levante, dove il vicesindaco ha messo a disposizione un deposito per la raccolta del materiale, su un camion di 24 metri cubi offerto dalla Apulia Logistic, che ha effettuato due viaggi. “Anche in questa occasione abbiamo avuto la dimostrazione che quando lanciamo delle iniziative, la città non rimane a guardare” afferma Gianni Macina e continua “chi ci ha aiutato ha potuto partecipare concretamente all’emergenza, nello spirito dell’associazione che non è quello di ricevere soldi, ma materiale e braccia da 11

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Qui Bari - Bat lavoro. In magazzino abbiamo ancora circa 120 materassi da destinare ai terremotati, raccolti attraverso l’appello lanciato dalla nostra Associazione: aspettiamo che la Protezione Civile ci dia disposizioni”. Anche l’Arm, associazione radioamatori di Monopoli, struttura componente del Raggruppamento nazionale radiocomunicazioni, è entrata subito in fase di massima allerta. Alle 4.30 di mercoledì 30 agosto, l’Associazione, dotata di una struttura mobile di pronto intervento componente la colonna mobile nazionale a disposizione della Presidenza del Consiglio, è stata chiamata ad Accumoli. I volontari dell’Arm hanno gestito le comunicazioni del Coc - Centro operativo comunale in stretta sinergia con i funzionari del Dipartimento di protezione civile. La squadra «Um03/Rnre», completa di caravan e Land Rover, è stata composta da due operatori monopolitani, Massimiliano Corvese e Antonio Demonte, e da due operatori di Campobasso, Vittorio Sauro e Claudio Russo, incaricati ad operare in qualità di specialisti delle comunicazioni. Il loro compito è stato quello di mantenere operativa la rete Lan e Wi-Fi per permettere i collegamenti con l’esterno tramite smartphone e computer. Il Coc Accumoli grazie agli interventi del Rnre è stato il primo ad avere garantita la connessione per le comu- 12 nicazioni con il resto del mondo. Loredana Sangiovanni, presidente dell’Arm Monopoli, sottolinea il grande lavoro di squadra. “I soci Arm sono rimasti in costante contatto con i radioamatori sul posto grazie al collegamento radio con il Radioamatore presente in sala radio, Nicola Sasanelli. Nonostante le continue scosse telluriche, la squadra è riuscita a ristabilire tutte le comunicazioni dopo appena tre minuti”. Instancabile l’opera delle Misericordie che continuano a partire da tutta l’Italia alternandosi a squadre ogni settimana. Misericordia – Protezione Civile di Bitritto, insieme alla Misericordia di Molfetta, Aredeo (Lecce), Maruggio (Taranto), Castelluccio Valmaggiore e San Giovanni Rotondo (Foggia), dal 17 al 24 settembre, ha offerto il proprio contributo solidaristico nelle zone terre- motate. Il presidente di Misericordia Bitritto, Andrea Nitti, è partito con i suoi compagni di Associazione, Carlo Fiore, il più giovane del gruppo di soli 19 anni, e il padre, Gianni Fiore, con Sergio Ferrorelli e Giuseppe Scarabaggio con un’ambulanza e un furgone. Con loro hanno portato viveri, vestiario e altri beni di uso quotidiano che hanno raccolto nelle giornate di beneficenza organizzate a favore dei terremotati. “Arrivati al campo di Sant’Angelo ad Amatrice - racconta Andrea Nitti - ci siamo impegnati nei compiti più disparati. ogni giorno per noi è stata una sfida: scarico degli alimenti, pulizia del campo e dei bagni, costruzione delle casette in legno, miglioramento della canalizzazione davanti al campo, soprattutto in quei giorni di piogge abbondanti, costruzione della chiesa da campo, preparazione dei pasti, trasporto dei terremotati bisognosi al posto medico avanzato, anche dai luoghi più distanti. È stato un lavoro instancabile, ma enormemente gratificante non solo per la consapevolezza di fare qualcosa di utile, ma anche per il clima di amicizia che abbiamo condiviso con la popolazione, gli altri volontari presenti, i Vigili del fuoco, i Carabinieri, tutti uniti nel nome della solidarietà”. Marilena De Nigris

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Qui Brindisi CSV, Labsus ed associazioni locali Sinergie sui beni comuni per una democrazia profonda Partecipazione. Rete. Gestione Condivisa. Sono queste alcune delle parole che vengono in mente quando si pensa allo sviluppo futuro del Terzo Settore e del Volontariato in particolare. Consapevoli della necessità che non restino vuote espressioni, il CSV Poiesis ha sostenuto e promosso nell’ultimo periodo alcune iniziative per fare esperienza diretta di cosa siano i beni comuni. In questi percorsi è stata importante la collaborazione con Labsus, Laboratorio per la Sussidiarietà nato con “un obiettivo ben preciso, fondato su una certezza (..), che le persone sono portatrici non solo di bisogni ma anche di capacità e che è possibile che queste capacità siano messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale”. Tale certezza è stata alla base della scelta di inviare ai sindaci dei comuni del brindisino una lettera firmata dal CSV Poiesis, dal Forum provinciale del Terzo Settore e da Labsus in cui si presentano le opportunità del Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni, un approccio nuovo che rende concreto e vivo il principio di sussidiarietà sancito dall’art. 118, c. 4, della Costituzione italiana. A tale invito ha risposto l’Amministrazione Comunale di Cisternino che, sollecitata dalle associazioni locali, coordinate da “Ideando”, ha partecipato attraverso il suo assessore Mario Saponaro ad un incontro, lo scorso 14 settembre, in cui erano presenti il CSV Poiesis con Rino Spedicato e Labsus con Pasquale Bonasera. Tutti intorno allo stesso tavolo per una vera “democrazia dal basso”. Insieme a Labsus e con l’impegno e le competenze dell’Associazione ComunitAzione è stato inoltre condiviso un importante percorso che ha portato all’amministrazione condivisa del “Parco Potì” di Mesagne. All’interno di un progetto di riqualificazione urbana è stata pensata e condivisa un’idea nuova di gestione in cui i cittadini sono protagonisti e responsabili all’interno di un patto con l’amministrazione. Quelle raccontate sono piccole esperienze che sono possibili certamente attraverso il CSV e Labsus, ma in cui è indispensabile la capacità delle associazioni locali di raccogliere la portata degli approcci di democrazia profonda i cui principi sono facilmente condivisibili ma che attecchiscono solo con l’impegno e la capacità di immaginare scenari nuovi. Francesca Andriulo 13

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Qui Brindisi La Comunità Generativa per i Beni Comuni Convegno in ricordo di Guglielmo Minervini Si è svolto nei giorni scorsi a San Pancrazio Salentino, nell’ambito della Settimana del Volontariato, il convegno-laboratorio del CSV Poiesis in ricordo di Guglielmo Minervini sul tema “Comunità Generativa. Cultura, politica, volontariato…beni comuni”. Sono intervenuti il Prof. Francesco Paolo Romeo, docente di Pedagogia Sociale, il Sindaco del Comune di San Pancrazio Salentino Salvatore Ripa e gli esperti del CSV Poiesis. Ha concluso i lavori l’on. Elisa Mariano, componente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. “La comunità generativa - esordisce il presidente Rino Spedicato - possa segnare sempre più i passi e le scelte di chi si mette al servizio del bene comune e dei beni comuni. E’ stato più volte posto in evidenza, come per andare avanti, particolarmente in tempi di crisi, sia necessario che venga riscoperto il senso di comunità. C’è bisogno però di tanti gesti concreti... di far crescere consapevolezza, cooperazione, fiducia, ascolto, dialogo, militanza, cittadinanza attiva, unità” CSV Poiesis: rinnovato il Governo Durante l’assemblea elettiva del 29 settembre scorso, i soci hanno eletto i nuovi componenti degli organi sociali del CSV Poiesis di Brindisi in carica per il triennio 2016-19. Questo il nuovo Governo, con Isabella Lettori che succede a Rino Spedicato in qualità di presidente. PRESIDENTE • Isabella Lettori (AIPD) VICEPRESIDENTE VICARIo • Domenico Turrisi (Coop. Solidarietà e Rinnovamento) VICEPRESIDENTE • Michele Sardano (ARI Brindisi) CoNSIGLIERI • Rosalba Gargiulo (Gruppo Volontariato Vincenziano) • Valeria Pecere (Io Donna) • Lucia Scarafile (Auser prov.le) • Claudio Carone (ACLI Sportiva) • Mohamed Mouiha (La Marocchina) • Antonella Fortunato (nominata dal Co.Ge. Puglia) CoLLEGIo REVISoRI • Paola Corsano • Vincenzo Di Giulio • Giuseppe Calvaruso CoMITATo GARANTI • Franco Zecchino • Roberto Schifone • Gianni Stasi “Infatti - come ha scritto Guglielmo Minervini - è proprio in periodo di crisi che i cittadini sono chiamati a impegnarsi. Politica generativa vuol dire che io politico mi affido a persone competenti facendo in modo che le risorse generino altre risorse. È necessario liberare le energie, tirare fuori le competenze di ognuno di noi. I giovani cittadini devono essere una leva per risollevare le sorti di un paese e le istituzioni devono collaborare con i cittadini. La politica non deve più gestire il potere, ma fungere da facilitatrice, da server della società”. Guglielmo Minervini sarebbe dovuto esserci, ma martedì 2 agosto un male incurabile lo ha portato via. È stato ricordato con un cortometraggio curato da Tommaso Grasso, un’emozione, un abbraccio ad un uomo grande perchè grande era la sua umanità e feconda la sua eredità politica e culturale. “A San Pancrazio - afferma Salvatore Filotico, responsabile delegazione abbiamo riflettuto sulla funzione ed il valore della cultura, della politica e del volontariato per una comunità generativa. Questo percorso ci ha permesso di sperimentare, attraverso la Narrazione che è possibile individuare dei temi, dei nuclei generativi che ci consentono di mettere a fuoco problemi, e proporre metodi, tecniche e criteri di verifica per affrontarli. Da queste narrazioni possono nascere del possibili Modelli “E-duc-at(t)iv” per affrontare i problemi. Tiziano Mele 14

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Qui Taranto Ripartire dopo una separazione Progetto “Casalab dei papà” di Caritas Christi Onlus per ridare dignità e una prospettiva di vita ai padri separati Da oltre sei anni l’associazione di volontariato “Caritas Christi” onlus ha attivato, a Massafra, un centro per dare assistenza alle famiglie indigenti e a tutti coloro che vivono un disagio, fornendo ospitalità, pasti caldi e indumenti. Negli anni nella struttura è via via cresciuto il numero dei padri separati e disoccupati, persone a cui la separazione aveva levato tutto: il calore di una famiglia, il sostentamento, l’affetto dei figli e, soprattutto, la dignità. oltre ad essere un’esperienza dolorosa, infatti, una separazione può essere anche l’inizio di una vera e propria emergenza abitativa per quei padri che devono abbandonare il tetto coniugale: alle prese con l’assegno di mantenimento e gli alimenti, spesso non riescono ad affrontare le spese di un appartamento dove andare a vivere. Di qui l’idea di “Caritas Christi” di creare una “casa” per i papà separati nella quale fossero garantite loro condizioni di vita dignitose, nonché un ambiente confortevole in cui poter incontrare i figli; nel progetto è stata prevista anche una serie di laboratori in cui gli ospiti possono, assistiti da tutor professionisti e supportati dai volontari, impegnare il loro tempo in modo costruttivo: quando si è disoccupati, infatti, è importante riuscire a sentirsi utili allontanando così lo spettro della depressione. È nato così il Progetto sperimentale “Casalab dei papà” che ha vinto il bando orizzonti Solidali promosso dalla Fondazione Megamark di Trani, grazie al cui sostegno l’associazione “Caritas Christi” ha potuto ampliare ed arredare una struttura per una decina di padri separati in condizione di disagio psicologico, sociale, economico e affettivo. In questo centro, oltre ad avere un alloggio con servizio mensa e lavanderia, gli ospiti ricevono consulenze legali, mediazioni familiari, supporto psicologico e uno spazio dove ospitare i propri figli, magari aiutandoli nei compiti e facendoli giocare. Sono state attivate, inoltre, specifiche attività di informazione su opportunità di lavoro, nonché tirocini e attività formative per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro. Il progetto ha visto anche la realizzazione di laboratori ed attività mirati alla ricostruzione della identità professionale, economica e sociale con spazi condivisi di coworking; in tal modo sono stati attivati un laboratorio di informatica, uno di falegnameria e uno di restauro e rigenerazione con spazi per l’esposizione dei manufatti. La prima fase semestrale del progetto, finanziata dalla Fondazione Megamark, si è conclusa con un importante risultato: otto padri hanno già trovato un lavoro, lasciando così la struttura, anche se continuano a usufruire dell’assistenza legale e di quella psicologica. Le attività di “Casalab dei papà” continuano grazie all’impegno di “Caritas Christi”, in attesa che possano trovare continuità anche attraverso la collaborazione con l’Amministrazione comunale. Marco Amatimaggio 15

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