Il Martino n.11 anno 2

 

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quindicinale di informazione

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13 Giugno 2016 - n. 11 anno 2 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste 1€ CONTINUA IL NOSTRO CONTEST DEBITO FLAJANI » continua, Pag. 3 GLI ANTICHI MESTIERI » continua, Pag. 8 MARTINSICURO CALCIO STORY » continua, Pag. 18 STORIE DI MARE » continua, Pag. 4 PARTECIPA E VINCI MONDO VOLLEY » continua, Pag. 13

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2  DA VEDERE IN TV Rai 1 – Lunedì 13 giugno ore 20:45 Belgio - Italia (Euro 2016) Con Belgio-Italia inizia l’avventura degli Azzurri a Euro2016. In vista degli Europei, la Rai ha infatti organizzato un palinsesto ad hoc con conduttori e programmi tv dedicati all’evento sportivo dell’anno. Nonostante sia Sky ad avere l’esclusiva di tutte le partite del torneo, la televisione di Stato dedicherà all’evento oltre 200 ore live tra telecronache di almeno una partita al giorno e di tutte quelle della Nazionale di Conte, tg sportivi e programmi differenti: Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai 4 si concentreranno sulle partite degli Europei, raccontate da Alberto Rimedio e Walter Zenga, e proporranno trasmissioni dedicate suddivise in fasce orarie ben organizzate. Si inizia con Il Caffè degli Europei alle 14.10 su Rai 2 con Simona Orlandi e Vincent Candela, per terminare con Il grande match alle 23.30 che avrà come protagonisti su Rai 1 Marco Mazzocchi e Flavio Insinna. Gli Europei 2016 saranno anche su Rai 4 con le telecronache irriverenti della Gialappa’s Band. Tra i commentatori, la Rai ha richiamato anche alcuni volti di Mediaset: Arrigo Sacchi, Federico Balzaretti, Marco Tardelli, Katia Serra, Gianni Cerqueti, Jacopo Volpi e Ivan Zazzaroni. Rete 4 – Martedì 14 giugno ore 21:10 Una serata Bella per te, Bigazzi 1° Tv Si apre il terzo capitolo del fortunato format Tv di Rete4 “Una serata Bella”, di Marcella Bella, questa volta interamente dedicato al produttore e compositore Giancarlo Bigazzi, firma celebre di alcuni tra i più famosi ed intramontabili successi della canzone italiana come Rose rosse, Montagne verdi, Ti amo, Gloria e Si può dare di più. “Una serata Bella per te, Bigazzi!”, dal teatro Del Verme, è quindi il terzo appuntamento di un format televisivo che ha catalizzato l’attenzione di milioni di telespettatori, nella sua prima edizione interamente dedicata a Gianni Bella, e nella seconda a Mogol. Canale 5 – Sabato 18 giugno ore 21:10 Il Diavolo veste Prada Torna in Tv la commedia glamour con Anne Hathaway e Meryl Streep. Ci troviamo a New York, nella redazione del “Runway”, la più influente rivista americana nel settore della moda. La giovane, sveglia ma un po’ trasandata Andy Sachs, aspirante giornalista neolaureata, è giunta nella Grande Mela col cuore colmo di speranze. L’impiego come assistente della spietata direttrice del “Runway” Miranda Priestley, le potrebbe aprire diverse porte per il futuro. Si tratta solo di stringere i denti per un po’, cercando di rimanere immune allo sfavillante e spietato mondo della moda. Ma cominciando a osservare il mondo attraverso gli occhi di Miranda, Andy capirà che non si può passare incolumi attraverso i riflettori delle passerelle senza vendere l’anima al diavolo. Un diavolo firmato Prada. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE: Ilenia Laurenzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Maria Giulia Mecozzi, Alessandra Bucci, Marco Capriotti, Angelo Pisani, Luigi Tommolini, Emanuela di Teodoro, Simona Borghese, Andrea Cosenza, Pio Di Leonardo, Matteo Bianchini, Giorgio Basile, Antonio Villella. SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 Email info@ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL DEBITO FLAJANI METTE AL TAPPETO IL COMUNE DI MARTINSICURO 3  di Antonio Villella Quantificato intorno agli 800.000 euro, potrebbe addirittura essere superiore, secondo le stime del legale della famiglia. Costituita una commissione consiliare d’inchiesta. MARTINSICURO – È arrivato a conclusione l’iter processuale relativo alla vicenda del debito Flajani ed il suo epilogo si traduce con una batosta pesantissima per le casse del comune truentino e, di conseguenza, per i suoi abitanti. Il comune è infatti obbligato a pagare alla famiglia Flajani una somma che si aggirerebbe intorno agli 800.000 euro, come risarcimento per l’esproprio di alcuni terreni di loro proprietà, utilizzati per l’ampliamento del depuratore consortile di Villa Rosa, a ridosso del tratto finale del fiume Vibrata. Il pagamento deve avvenire entro 120 giorni a seguito dell’emanazione del provvedimento. A questa cifra va aggiunto l’importo di 557.000 euro già pagati, per il valore assegnato al terreno. Tuttavia nei giorni scorsi l’avvocato della famiglia, l’omonimo Stefano Flajani, ha asserito che in base alle sue stime la cifra potrebbe addirittura essere superiore e si aggirerebbe intorno a 1.5 milioni di euro. La vicenda tiene banco da diversi anni ed è talmente intricata da richiedere la costituzione di una commissione consiliare d’inchiesta per ricostruire tutte le tappe che hanno portato a questo risultato. L’arco temporale che bisogna prendere in considerazione copre circa trent’anni ed ha visto susseguirsi diverse amministrazioni. Questo non fa che accrescere la confusione che aleggia intorno a tutta questa storia, per non parlare del fatto che le responsabilità vengono rimbalzate ora a questa ora quella giunta, in una sorta di lancio della patata bollente. Tutto nasce nella metà degli anni novanta, quando il comune ha espropriato i terreni sui quali è sorto il depuratore, senza riconoscere un risarcimento alla famiglia proprietaria. Subito ne sono scaturite polemiche e in molti hanno affermato che la decisione presa non era l’unica plausibile ma che esistevano alternative. La famiglia Flajani decise allora di portare la questione in tribunale, ma la sentenza di primo grado, datata 2006, non fu per loro favorevole. Tuttavia la faccenda fu posta anche alla Corte d’appello de L’Aquila, il cui verdetto del 2012, pochi mesi dopo l’insediamento della giunta Camaioni, cambiò radicalmente lo scenario. Il comune venne condannato a pagare una cifra che si avvicina ai 550.000 euro. In entrambe le occasioni il comune di Martinsicuro partecipò in contumacia. Sempre secondo le dichiarazioni del legale della parte lesa, la famiglia tentò di stabilire un contatto per porre fine alla vicenda, anche al di fuori delle aule di tribunale. Tuttavia la giunta preferì impugnare la sentenza in Cassazione, che però dichiarò inammissibile il contenzioso ed addirittura retrodatò i tempi di decorrenza dell’illecito amministrativo di dieci anni, a partire cioè dal 1994. Questo provocò l’incremento dell’importo dovuto che tra interessi, spese legali e rivalutazioni maggiorate, crebbe sino agli 800.000 euro. Ma per una fase che si chiude, un’altra se ne apre. Infatti dopo il verdetto emesso dai giudici, la palla passa ora alla commissione consiliare, che ha il compito di far definitivamente luce sulla vicenda. A presiederla vi è Alduino Tommolini, che abbiamo raggiunto telefonicamente, ma che ha preferito mantenere un certo riserbo a causa della fase ancora preliminare nella quale la commissione sta operando. Al momento si sta procedendo alla raccolta di tutta la documentazione relativa al caso, operazione per certi versi complicata, e non è ancora il momento di trarre conclusioni o formulare ipotesi. Sta di fatto che il comune è praticamente al tappeto e dovrà approntare un bilancio che tenga conto dell’esborso in questione. Da questo punto di vista la giunta non corre grossi rischi politici, a meno che non sia in grado di formulare un bilancio, ma questo in un modo o in un altro salterà fuori. Al momento non è ancora stato presentato e proprio per questo motivo nei giorni scorsi è arrivato anche un provvedimento prefettizio correlato, che impone al comune di esibirlo entro 120 giorni, pena il commissariamento. Molte sono le critiche che si levano nei confronti dell’attuale amministrazione. Innanzitutto tanti puntano il dito contro la decisione di ricorrere anche in Cassazione, scelta che ha aggravato il debito e che, col senno di poi, non pare avesse molte speranze di successo, considerando che è stato dichiarato inammissibile. I critici vedono in questa mossa un tentativo da parte della giunta di prendere tempo, più che una tattica concreta, alla quale mancherebbe una corretta valutazione a priori. I più maligni pensano addirittura che l’amministrazione comunale abbia agito in questa maniera, consapevole del fatto che la sentenza non avrebbe avuto conseguenze drastiche sul proprio operato, ma che sarebbe stata un problema soprattutto per i propri successori. Vanno poi ricordate le proteste contro la condotta unidirezionale della maggioranza, che nelle decisioni relative alla vicenda non avrebbe minimante coinvolto le altre forze politiche consiliari, o comunque instaurato un dialogo con loro e con la controparte legale. In questo molti hanno visto un errore strategico, così come nella scelta di non tentare un accordo per un’equa transizione.

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4  STORIE DI MARE di Federica Bucci Molti di voi avranno sicuramente avuto modo di apprezzare la bellezza delle gigantografie che decorano le mura del parcheggio sotterraneo della Coop di Porto D’Ascoli. A me piacciono particolarmente perché ci fanno rendere conto di quali erano le condizioni in cui i marinai di tanti anni fa, svolgevano il loro lavoro. Sono ritratte le lancette con i loro equipaggi che impavidi affrontavano il mare e le donne di quei marinai che attendevano a riva il loro ritorno per poter prima possibile monetizzare il pescato e provvedere al sostentamento dei figli. Quelle foto rappresentano perfettamente la nostra idea di lupo di mare. A bordo degli antichi velieri il termine “lupo di mare” era utilizzato per identificare il marinaio più anziano, il più abile e coraggioso. Certamente il più esperto tra i marinai di bordo, colui che è sempre attento, che vede e sente tutto, insensibile sia alle lodi che alle critiche. Molto simile all’animale Lupo, al quale lo accomunano l’immensa forza e la grande determinazione. Ancora oggi molti martinsicuresi possono vantare il possesso a pieno titolo di tutti i requisiti che servono a identificare un vero lupo di mare, ma sono sempre più anziani e le nuove leve faticano ad emergere, peraltro fortunatamente, poiché le condizioni di vita del marinaio moderno non sono neanche paragonabili a quelle di quegli anni lontani. Per ascoltare delle belle storie bisogna allora farsele raccontare da chi le ha vissute in prima persona. La prima cosa che emerge quando si ha la fortuna di incontrare chi di queste storie ne ha da raccontare a bizzeffe, è che un tempo la concordia e l’amicizia fraterna regnavano sovrane nel nostre paese; non ci si guardava in cagnesco l’un l’altro, tutte le porte erano aperte o se le si trovava chiuse avevano la chiave nella toppa. Si condividevano le attività quotidiane; si gioiva per una buona notizia arrivata al vicino di casa, si piangeva insieme se la notizia era brutta. Martinsicuro era un paese povero, l’unica fonte di sostentamento per quasi la totalità delle famiglie era la pesca. I lupi di mare salpavano con la loro lancetta; a bordo non c’era neanche uno dei moderni strumenti che aiutano la navigazione e sovente salvano la vita dei marinai, solo una piccola bussola e la loro esperienza. Spesso però l’abilità, la saggezza e l’esperienza potevano ben poco contro la furia della natura, per questo le donne del paese, al primo segnale di tempesta, si riunivano in gran fretta e, con tutta la famiglia al seguito, si recavano al molo a dare manforte ai loro uomini con l’unico mezzo a loro disposizione, la corona del rosario. Alle opposizioni dei figli meno propensi alle levatacce e meno certi che il loro pregare potesse realmente aiutare i marinai in difficoltà, rispondevano che le preghiere, per ottenere l’effetto desiderato, dovevano essere recitate tutti insieme e tutti nello stesso posto, il molo appunto, perciò tutti in piedi e in marcia verso il mare. I lupi di mare avevano quasi sempre equipaggi giovanissimi; ragazzi imberbi costretti ad abbondonare la scuola per contribuire all’economia familiare . La loro scuola era la vita di tutti i giorni e i lupi di mare erano i loro maestri. Un simpatico aneddoto raccontatoci da chi ne è stato testimone oculare ci illustra una di queste lezioni. Un anziano marinaio martinsicurese, al comando del suo piccolo peschereccio con a bordo un equipaggio composto da tre ragazzini che non avevano mai avuto l’opportunità di sedersi su un banco di scuola, in occasione della possibile vendita del suo natante, aveva caricato a bordo i possibili acquirenti al fine di far conoscere loro le caratteristiche della barca. I potenziali acquirenti erano toscani, per l’esattezza di Viareggio, e avevano portato con loro anche delle persone istruite per farsi aiutare nella trattativa. Appena saliti a bordo i toscani, con la boria che ancora oggi spesso li contraddistingue, cominciarono a prendere in giro i poveri ignoranti abruzzesi che a loro dire parlavano in un modo incomprensibile, più simile a una lingua africana che all’italiano. A difesa dei malcapitati marinaretti martinsicuresi, intervenne il capitano, vero lupo di mare, che, avendo “fiutato” una tempesta in arrivo, decise di dare una lezione ai gradassi toscani. Ritardò le manovre di rientro e aspettò che facesse buio e la tempesta infuriasse. I marinaretti, istruiti a dovere dal loro capitano, finsero di preoccuparsi e continuavano a chiedere con insistenza di far ritorno verso terra. A quel punto il gruppetto di saccentoni toscani terrorizzato, cominciò a implorare il capitano di portarli sani e salvi a terra, La risposta del capitano li lasciò di stucco: “Visto che siete così bravi, che sapete parlare in modo così fine, perché non dimostrate a questi ragazzi che col vostro ingegno sapete tirarvi fuori da ogni pericolo?”. I toscani capirono la lezione e chiesero immediatamente scusa; avevano compreso che nella vita è importante far bene il proprio lavoro ed è da idioti prendere in giro il prossimo, qualunque sia il motivo che li spinge a farlo.

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DAL 25 GIUGNO AL 10 LUGLIO 5  “PRIMO TORNEO NAZIONALE CITTÀ DI MARTINSICURO” di Gino Bucci Dieci anni. Dieci anni senza un torneo ufficiale FIT a Martinsicuro. Dal 25 giugno al 10 luglio 2016, finalmente, la città truentina riavrà il suo torneo di quarta categoria maschile e femminile, con montepremi (nel Maschile: primo classificato 100 euro in buoni acquisti - secondo classificato 60 euro in buoni acquisto; nel Femminile: prima classificata 60 euro in buoni acquisti - seconda classificata 30 euro in buoni acquisto). Grazie all’impegno della dirigenza (nota di merito particolare per Roberto Brunozzi, che ha voluto fortemente anche il torneo femminile) e al supporto dei soci, Martinsicuro si pone finalmente – a livello tennistico – sulla scia dei paesi limitrofi, da anni organizzatori di tornei e campionati nazionali. Il torneo, che si svolgerà sui due campi in terra rossa della struttura posta all’interno del “Tempo libero”, sarà open per la quarta categoria, senza limitazioni. Non mancheranno gli eroi truentini; fra i classificati, tenteranno di esser profeti in patria (quantomeno come classifica): Tommolini (4.1), Bucci (4.2), Vagnoni (4.2), Ricci (4.2), Schiavone (4.2), Ciriaco (4.5 ormai 4.2), Bianchini e Di Vincenzo. La maggioranza dei soci del CT ha già dichiarato di voler partecipare: una vittoria casalinga (per la legge dei grandi numeri) non è utopia. Si prevede un onesto spettacolo e un decoroso divertimento. Il grande tennis è tornato a Martinsicuro.

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6  L’ABRUZZO “NON PARLA DI CIBO. PARLA DI TE.” “Non parliamo di cibo. Parliamo di te”. È questo lo slogan della campagna informativa, per la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare, scelto dalla Regione Abruzzo. Sintetico, efficace e sicuramente di grande impatto. Ma quanto sappiamo in merito a questo disturbo, caratterizzato da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo e che si alimenta dietro il silenzio di chi ne è affetto? Ad aprirci le porte, questa volta, è stato il Reparto di Fisiopatologia della Nutrizione presso l’ospedale civile di Giulianova che, da circa un anno, ha dato vita ad un Centro per la cura dei DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) la cui Responsabile è la Dott.ssa Maria Giovanna Nespoli. A riceverci nel reparto troviamo la Dott.ssa Lina Ferrante, psicologa e psicoterapeuta. Ci fa strada lungo il corridoio che, come ogni giovedì, si popola di uomini e donne di qualunque età in cura presso il Centro di Giulianova e che attendono di effettuare il loro controllo settimanale. “Il Centro - ci spiega la Dottoressa Ferrante - lavora in maniera multidisciplinare”. Ciò significa che, la sua figura di psicoterapeuta, che cura la sfera psicologica del paziente o meglio “l’anima del paziente”- tende a specificare la Ferrante, essendo una junghiana di ferro - è inserita all’interno di un’équipe che conta altre quattro figure: uno psichiatra, un nutrizionista e due dietiste. Questo tipo di approccio è volto sia a “ristabilire il benessere psico-fisico del paziente”, sia a “cercare di capire da dove proviene questo malessere dell’anima”. Dunque il cibo diviene un mezzo attraverso il quale la persona sente di poter colmare un vuoto a cui non è sempre facile dare un nome. Per questo, chi è affetto da un DCA ha bisogno soprattutto di un supporto psicologico, affinché possa effettuare un percorso di conoscenza di quella parte del Sé che si alimenta in una zona d’ombra e che provoca così tanto dolore da portare la persona, in maniera inconscia, ad un annullamento sia del corpo sia della mente. Una sorta d’inconsapevole vivere nella morte. A confermare questa nostra riflessione è una ragazza (la chiameremo Laura) che avevamo precedentemente intravisto in corridoio. Si è offerta, gentilmente di parlare con Noi, sempre sotto la presenza della psicologa, per raccontarci la sua esperienza e far luce su un disturbo che purtroppo, ancora alle orecchie di molti, rimane silenzioso. Non vogliamo imporgli alcun tipo di scaletta, dunque la lasciamo parlare a ruota libera. Accetteremo e ascolteremo qualunque cosa si sentirà di rivelarci in merito al sintomo, senza in alcun modo penetrare la sua sfera personale, su cui sta effettuando un percorso molto delicato. Innanzitutto, Laura, tiene a precisare che: “essere affetti da un DCA, non è come avere una semplice influenza”. La guarigione da questo sintomo non si effettua a colpi di chimica, bensì richiede tempi molto più lunghi e un impegno non indifferente da parte del paziente, che deve predisporsi al cambiamento, sempre sotto la guida di figure competenti. “Innanzitutto – ci dice - il primo passo, sta nel riconoscere che si è malati e che si ha bisogno d’aiuto”. Da ciò capiamo benissimo quanto sia difficile, per un’anoressica, riconoscere di aver bisogno di qualcuno, dato che, il sintomo tende proprio ad annullare l’aver bisogno di tutto ciò che è esterno. Ecco il perché del rifiuto di un corpo che alla vista diventa inaccettabile e del cibo, la cui assunzione metterebbe in discussione l’iper-controllo che si ha su quel corpo. “Intorno a te si costruisce un mondo in cui fallimenti, debolezze e soprattutto il bisogno dell’Altro non sono ammessi”. Ecco che, “la bestia silenziosa” - come la chiama Laura – comincia a colmare quei vuoti dell’anima in maniera così efficace, da non aver bisogno di nulla. Si è totalmente sottomessi al sintomo. Dunque rifiuto del cibo, isolamento, forti sbalzi di umore sono tutti segnali del fatto che “la bestia silenziosa ha messo le catene alle tue ali”. Il paradosso di questa malattia, sta nel fatto che la persona, pur versando in un precario stato psicofisico, percepisce il sintomo come qualcosa di positivo, che stimola e da pienezza alla vita. “In realtà, chi è affetto da un DCA, non si rende conto che sta morendo pian piano e che vive in uno stato di totale e assoluta apatia”, ci spiega la Dottoressa Ferrante. Chiediamo a Laura se quello di Giulianova è il primo Centro a cui ha chiesto aiuto o se ha precedentemente intrapreso altri percorsi di guarigione. La nostra amica ci confessa che la malattia va avanti, tra alti e bassi, da circa sette anni. “Il percorso che sto effettuando presso questa struttura non è stato l’unico. Purtroppo ce ne sono stati altri, ma se sono qui è perché non sono andati a buon fine. Il primo l’ho intrapreso quattro anni fa affidandomi al Centro per la cura dei DCA presso l’Ospedale di Atri. Purtroppo però, il loro metodo metteva in primo piano il cibo relegando o meglio annullando l’aspetto psicologico che, invece, in un processo di guarigione, deve essere portato avanti in maniera parallela. Dunque, imbottendomi di cibo come fossi un tacchino mi fecero riprendere peso ma, nonostante ciò, la mia anima sanguinava ancora. Mi dissero che ero guarita perché il mio BMI (indice di massa corporea) era tornato nella norma. In realtà, sapevo che ciò non era vero, perché solo io potevo percepire cosa provavo quando vedevo quel corpo riflesso nello specchio. Solo io conoscevo le mani fredde del panico che si stringevano attorno al mio collo durante i momenti successivi al pasto. Fu da lì che ripresi a non mangiare quasi del tutto e qualche mese più tardi, mi ritrovai nel reparto di terapia intensiva del Salesi di Ancona con un corpo di 30 Kg e un sondino naso-gastrico che mi alimentava. Ci vollero mesi, prima di ricominciare ad alimentarmi autonomamente. Non ricordavo nemmeno come si impugnava una forchetta e l’assaporare il gusto di un cibo, anche un semplice pezzo di frutta, mi spaventava. Il Centro di Ancona mi ha dato una grossa mano a rimettermi in carreggiata, anche se sapevo che sarebbe stato un aiuto temporaneo e di prima emergenza. Infatti, una volta dimessa, avrei dovuto trovare fuori di M.Giulia Mecozzi un supporto multidisciplinare per poter cominciare un percorso di guarigione. E dunque, mi sono rivolta alla mia Regione ed ho scoperto il Centro per la cura dei DCA di Giulianova”. “Qui a Giulianova, Laura sta lavorando molto bene, sia dal punto di vista della riabilitazione nutrizionale che dal punto di vista psicologico”, ci spiega la Dott.ssa Ferrante. Naturalmente il percorso di guarigione è ancora lungo e c’è sempre il rischio che il paziente possa avere delle ricadute nel bel mezzo del percorso psicologico, in quanto esso mira a far luce su quella parte dell’anima che vuole nascondersi, negasi e annullarsi. Molti non reggono e fuggono preferendo riaprire le porte al sintomo, mentre altri resistono ed affrontano il dolore, riuscendo a dargli un nome e lasciando andare pian piano la malattia con tutti i suoi fallaci meccanismi ossessivi. Ma questa è solo la prima battaglia. Per guarire bisogna vincere la guerra e ciò lo si farà solo se si impara ad accettarsi e mostrarsi, senza alcun timore, sia nel corpo che nello spirito. “Questa è la parte più complessa del percorso, perché rappresenta la fase in cui la persona dovrà riuscire a staccarsi del tutto dal sintomo” per far luce su di Sé e dare un nome al suo soffrire. Tutto sta nell’accettare quella parte di sé che prima si negava ed in quanto tale doveva rimanere oscura non solo a sé stessi ma soprattutto agli Altri. Se la si accetta, invece, e le si da respiro, allora non vi sarà più bisogno del sintomo per riempire la propria vita. Se, invece, si preferirà a tacerla, il sintomo tornerà ad acutizzarsi e a renderti di nuovo schiavo. Come ci conferma anche Laura “Nel pieno dell’anoressia – improvvisamente un sorriso le riempie il volto magro e pallido perché, per la prima volta, dopo sette anni, è riuscita a chiamare la malattia con il proprio nome – si è convinti di essere invincibili e di avere il pieno controllo su tutto, tanto da illuderti di essere totalmente libero da tutto. In realtà, ciò è solo una mera illusione. Di anoressia prima si diventa schiavi, poi si muore” dice Laura. Chiediamo alla Dott.ssa Ferrante se questo Centro prevede la possibilità di effettuare ricoveri ospedalieri. “Innanzitutto, c’è da dire che la realtà di Giulianova è molto giovane ed ha bisogno di crescere. Dunque ciò che per ora offre è un’assistenza esclusivamente ambulatoriale con 1 o 2 controlli settimanali, a seconda del bisogno del paziente, che constano di: una seduta psicoterapica, visita medica con valutazione nutrizionale, visita psichiatrica, riabilitazione e counseling nutrizionale”. Rimaniamo interdetti. Chiediamo, infatti, come sarà possibile far crescere questa realtà se si continua ad effettuare tagli sulla Sanità, specie su quella abruzzese, che di fatto è stata commissariata. La Dott.ssa Ferrante concorda pienamente con il nostro punto di vista e ci spiega che: “dopo i tagli che sono stati effettuati risulterà sempre più complicato offrire ai pazienti che si rivolgono al Centro un servizio totale, che consti, nei casi più gravi, anche di un ricovero ospedaliero. Pensate che ora non sarà più possibile appoggiarsi ad altri ambiti che non siano all’interno della Regione Abruzzo e questo è davvero un peccato, dato che si potrebbero costruire ponti con le strutture di tutta Italia per aprire nuove collaborazioni. Ad esempio, in Umbria precisamente a Todi, c’è una Clinica per la cura dei DCA molto buona e che funziona egregiamente. Hanno un buon metodo di lavoro ed i risultati sono eccellenti. Sarebbe importante poter creare un contatto con questa struttura ed eventualmente, in caso di necessità, poter offrire al paziente l’opportunità di curarsi in un ambito clinico. Ma le risorse sono ridotte all’osso, per cui possiamo far riferimento, in caso si presentasse un’urgenza, solo alle strutture presenti in Regione e dunque alla Casa di Cura Villa Pini d’Abruzzo che, purtroppo, non ha un protocollo terapeutico ben strutturato come Todi. Il metodo utilizzato da Villa Pini può andare bene in casi di urgenza ma per effettuare un vero percorso riabilitativo, c’è bisogno di un protocollo meglio strutturato che non faccia leva solo ed esclusivamente sull’aspetto del cibo, proprio perché l’anoressia è prima di tutto una malattia dell’anima”. Dunque, appare chiaro come il desiderio di magrezza del corpo assieme al rifiuto del cibo, sia solo un modo di gridare e assieme manifestare un dolore che non riesce a farsi detto e che risiede in un profondo che ha bisogno di essere illuminato. Rimanere nel silenzio significherebbe soltanto nutrire il sintomo. Prima di lasciare il reparto vogliamo chiedere a Laura come sta affrontando questo nuovo percorso di cura. “Lo sto affrontando abbastanza bene. Dico abbastanza, perché ci sono alti e bassi ma questa è la normalità. A volte far luce su se stessi fa paura ma le paure vanno affrontate senza timore. Lo devo fare per me stessa, affinché possa tornare a godermi ogni istante di me, lontana dal bisogno di una malattia che non ha fatto altro che incatenare le ali della mia vita. Rimanere attaccati al sintomo vorrebbe dire negare se stessi e a se stessi la possibilità di vivere”. Uscendo ripensiamo alle ultime dichiarazioni di Laura e notiamo che non hanno fatto alcun rifermento al cibo. Un moto di speranza nei confronti della Asl Abruzzese ci percuote. Allora non era un semplice slogan pubblicitario-promozionale il “Non parliamo di cibo. Parliamo di Te” stampato sul volantino informativo. Laura sta davvero imparando a parlare di Sé. E se parlare di Sé vuol dire conoscersi e imparare ad amarsi, allora la nostra amica sta guarendo.

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SAMB-STORY 7  14 MAGGIO 1978: SAMB-SAMPDORIA... QUANDO CACCIATORI E L’ARBITRO BERGAMO CAMBIARONO LA NOSTRA STORIA!!! di Luigi Tommolini Il 14 maggio 1978 allo Stadio “F.lli Ballarin” la Samb affronta la Sampdoria. C’è aria di Serie A in città visto che i rossoblù sono al terzo posto in graduatoria a tre punti dal Catanzaro secondo (quell’anno salgono in A tre squadre). La Samb è reduce dalla netta vittoria di Como (2-0) e Pigino, estremo difensore rossoblù, è imbattuto da 647 minuti!!! Tutte le carte sono in regola per battere i liguri allenati da Canali, affidati nella direzione tecnica a “Fuffo” Fulvio Bernardini e guidati in difesa da Marcello Lippi che nel 2006 sarà l’allenatore dell’Italia campione del mondo. Le assenze di Catania e Guidolin risultano essere le uniche note negative. Il “Ballarin”, come sempre, è pieno come un uovo e tutti si aspettano la vittoria della svolta, quella che in casa manca da diverso tempo dopo le ultime tre vittorie consecutive in trasferta a Brescia, Terni e Como nell’ordine. La gara vede attaccare continuamente i rossoblù che pressano i doriani per 85 minuti!!! ’attacco a tre punte disposto da Mister Bergamasco prova a scardinare la retroguardia blucerchiata con innumerevoli tentativi: Traini, Bozzi, Chimenti non riescono a bucare la porta avversaria. Il portiere ligure Cacciatori compie più di un “miracolo”, la difesa guidata da Marcello Lippi si difende strenuamente e con successo e il direttore di gara Paolo Bergamo chiude entrambi gli occhi su più di un paio di interventi fallosi in area avversaria: due episodi ravvicinati, un fallo di mano in area di Ferroni su Giani e un altro fallo di mano di Rossi su Traini, non vengono visti dalla giacchetta nera!!!! Il pubblico comincia a rumoreggiare contro l’arbitro e le occasioni limpide davanti alla porta vengono sventate da Cacciatori!! L’”Argamasco”, così in quel periodo veniva chiamata la squadra sambenedettese, non riesce a scardinare il “bunker” avversario e a fine gara si conteranno 13 calci d’angolo a favore dei rossoblù contro nessuno battuto dai blucerchiati!!! Uno 0 a 0 che non rende giustizia al gioco espresso dalla Samb e passa quasi inosservato il record d’imbattibilità di Pigino, arrivato a 737 minuti, che si fermerà dopo 40 minuti della gara successiva a Pistoia!! Un pareggio a reti “bianche” che fa esplodere l’ira dei tifosi e della società e il presidente, l’Ing. Arduino Caioni, uomo mite e calmo, per proteste si dimette e minaccia di denunciare alla magistratura ordinaria l’arbitro Paolo Bergamo!! Lo stesso arbitro viene pesantemente contestato dai tifosi durante la partita e soprattutto dopo, alla Stazione Ferroviaria; di conseguenza il “Ballarin” verrà squalificato per le ultime due partite in casa...: contro l’Avellino (andrà lui in Serie A!!!) che ci batte a Perugia per 2-0 e contro il Rimini 1-1 nell’ultimissima gara di campionato disputata a Senigallia. I sogni di gloria, quindi, terminavano quel giorno; un giorno che poteva essere l’inizio della memorabile scalata verso la Serie A. Ma nel suo cammino, purtroppo, la Samb incontrò Cacciatori e Paolo Bergamo di Livorno...   TABELLINO COMPLETO   SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Stadio Fratelli Ballarin) Domenica 14 maggio 1978 Serie B 1977/78, 34a giornata (4 gare al termine)!!   SAMBENEDETTESE-SAMPDORIA 0-0   SAMBENEDETTESE: Pigino; De Giovanni, Agretti; Melotti, Bogoni, Valà; Bozzi, Giani, Chimenti, Odorizzi, Traini;(12° Carnelutti, 13° Podestà, 14° Catto)-All.: Marino Bergamasco.   SAMPDORIA: Cacciatori; Arnuzzo (71’ Savoldi), Bombardi; Rossi, Ferroni, Lippi; Saltutti, Bedin, Orlandi, Re, Chiorri; (12° Pionetti, 13° Bresciani)All.:Canali-DT F.Bernardini.   Arbitro: BERGAMO PAOLO (Livorno). Spettatori: più di 10000 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8  GLI ANTICHI MESTIERI di Giusy Valori Domenica 22 maggio alle ore sedici, presso la R. S. A. festazione. Ho avuto modo di conoscere anche loro. Sono per- San Giuseppe di San Benedetto Del Tronto, si è svolta sone squisite che amano l’arte in genere, ma soprattutto amano la bellissima rassegna sugli “ Antichi Mestieri “. Dopo gli anziani. Ho parlato con il signor Peppino Di Quirico di Colon- l’esperienza di domenica 17 aprile, in occasione della nella che fa parte del gruppo “ Folk Castrum Truentum “ con il clownterapia, sono stata di nuovo invitata ad assistere quale partecipa alle feste paesane. Il signor Peppino canta, balla a questa manifestazione. Ho accettato con entusiasmo e suona la chitarra. Tra gli artisti c’era anche la signora Gilda perché, trascorrere un pomeriggio con gli anziani mi Di Monte, presidentessa dell’Unitalsi di Colonnella. La signora rende viva. Ed eccomi qui. Mi sono ritrovata di nuovo scrive poesie e recite dialettali inedite. Fa parte del gruppo . “ La ad ascoltare storie di altri tempi e le vite consumate cumpagnè de le scarpe sciodde “di cui fanno parte molti anziani di giovani uomini in vecchi corpi visibilmente stanchi e bambini del catechismo. e ammalati ma che hanno ancora tanto ma tanto da Infine a ravvivare questa manifestazione di solidarietà verso gli dare. Non togliamo a questi ragazzi carichi di anni la anziani , ha contribuito anche la musica di un ragazzo giovanis- voglia di continuare a fare e soprattutto la voglia di rac- simo di soli quattordici anni. Suona l’organetto. Si chiama Da- contare. Continuare a fare quegli antichi mestieri, re- vide Spinosi e da sempre, con la sua musica, allieta la vita di chi legati ormai nella memoria di molti, come quello dell’ soffre e riempie la solitudine di persone meno giovani. ombrellaio, del calzolaio, dell’arrotino, della merlettaia, ecc. Questa rassegna ha avuto l’onore di avere tra gli artisti un personaggio di spicco: il signor Quinto Masseroni di Appignano, Di recente sono stati proposti vari progetti rivolti agli soprannominato: Il ciabattino” di Via Roma. Suo nonno era cal- ospiti della casa di riposo. Essi hanno l’obbiettivo di zolaio e così pure suo padre. Mi ha mostrato la prima scarpa migliorare la qualità della loro vita sollecitandoli attra- tutta cucita a mano. Dai tempi di suo nonno fino ai tempi di suo verso il racconto autobiografico e la fotografia. Il fine è padre e anche un po’ ai suoi, gli artigiani ciabattini come lui an- di consolidare la loro identità e, con essa, la funzione davano in campagna a cucire le scarpe per i contadini i quali, di memoria storica. a fine trebbiatura, davano loro come compenso una quarta di La prima ospite della struttura che mi è stata presenta- grano. Il signor Quinto correva anche in bicicletta e negli anni ta è la signora Velia Liberati , una delle più famose rica- cinquanta ha partecipato a diverse gare su strade non asfaltate. matrici di San Benedetto del Tronto. La signora Velia è Ha vinto ventitré corse. L’ho osservato attentamente mentre, con una di quelle rare persone che hanno il sorriso tatuato cura e abilità preparava lo spago per cucire le scarpe. Queste in viso. Mi ha confidato che non ha mai avuto la pretesa persone sono da prendere come esempio. Oggi manca la voglia d’insegnare niente a nessuno ma, e questo lo aggiungo d’imparare. Tutti sanno già tutto. Forse è per questo che nas- io, ha saputo regalare un sorriso a tutti quelli che hanno ciamo già vecchi. I veri anziani invece mantengono quella forza avuto la fortuna d’incrociare la sua vita. vitale che hanno sempre avuto nel voler migliorare e nel voler Poi è stata la volta del signor Pietro Acciarri, anch’egli apprendere sempre pur di continuare a condurre una vita digospite della R. S. A. Il signor Pietro è stato il disegna- nitosa e giovane. tore ufficiale dei cartelloni che rappresentano tutti gli Mi devo ripetere. Questa è stata una bellissima rassegna: tanta antichi mestieri. Mi ha raccontato che ha sempre avuto arte, tanta musica e tanti balli folcloristici. Ci siamo divertiti tutti. un amore sfrenato per la bicicletta. Ma, la sua passione, Io più di altri. Ed è proprio in questi contesti che ci si rende con- non si fermava alle “ pedalate” o agli “ scatti” per rag- to che basta poco per divertirsi e far divertire. Giovani e meno giungere il traguardo. Soprattutto, mentre in sella alla giovani vanno di pari passo. Hanno ancora tanto da raccontarsi. sua bici, percorreva le strade , amava osservare tutto Escludere gli anziani dalla vita di tutti i giorni , ritenendoli non più ciò che di bello lo circondava. Ad esempio s’incantava capaci di dare, equivale ad escludere noi stessi da un mondo ogni volta quando, da lontano, osservava con la stessa che ha ancora tanto da offrire. Il loro è un mondo che va difeso e meraviglia di sempre , il rientro delle Lancette dopo la non distrutto con l’indifferenza e l’emarginazione. pesca. Poi, verso sera, racconta ancora che fuori da Ci tengo a fare di nuovo i ringraziamenti alla signora Regina Gal- ogni casa dei pescatori, c’era un braciere pronto ad luzzi, alla dottoressa Lucia Epifani, alla signora Emiliana Trava- essere usato per cucinare il pesce. Ha ancora ben nit- glini, responsabili della struttura. ide queste immagini che lo hanno accompagnato nel suo lungo cammino e che tuttora fanno parte di quella bellezza che non ha mai perso nel ricordare. Un grazie particolare va anche a Paola che si è espressa di nuovo come fotografa. Poi ho avuto la fortuna di parlare anche con la signora Mimma Rinaldelli , un’artista nei lavori ad uncinetto. Mi ha detto che ha fatto vincere il primo premio ad un’altra signora cui lei aveva preparato una collana di lavori fatti a mano realizzati con precisione e maestria. La signora Mimma ha imparato da sola seguendo libri. I suoi pregiati lavori richiedono moltissimo tempo. Ad un certo punto sono arrivati gli artisti che hanno avuto il compito di presentare ed animare tutta la mani-

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10  L’OROSCOPO...IN DIALETTO di Noris Cretone Se sete spusat gioite! Vostra socera finalmente ha decis d’ j a ballà cu lu cumpar Gin… p’ li prossim settman quind sete fortunat pchè v’ la lvet da turn. Vener che transita dentr lu segn de lu Leon, favorisc li rapport amoros, per quest chi ancora n’ pija la moje, dev invità la vicina d’ casa a la sagra de la birra a Sant’Omer. Sbrghetv prima che s’ scoccia e c’ và cu lu prim che ngondra! Lu rapport de coppia rsent dell’arriv del cald, sete nervos e insofferent! Se sete spusat da parecch temp cercate di riavvivar lu “menàge” co la moje o cu lu marit organizzand ma bella cenett a bas de arrosticin e pè contorn rap afrodisiache de Camp Imperator. Se non funziona organizzet nu viagge in un posto romantico e se non funziona nemmen, jet direttament a San Gabril e l’unic che v’ po’ aiutà! Stù mes avet proprje bisogn d’affett…allora la Sibilla v’ consiglia d’ cumpravv nu bel animaletto da cumpagnia da coccolare e amar. Attenzion però! Gli animale devon esser accuditi e rispettat. Voi v’ “stufet” facilment delle cose quind facet li cus fatt per bene. I rapport con i parent son difficil, c’è una certa tension in casa. Infatt vostro zio ha già trovat un bel cucciolotto per voi…di coccodrill! Marte dentr lu segn de lu Leone v fa stà nu cò aggitat, soprattutt con le amicizie…stet attend pchè qualche amic che credet essere fidat in realtà s’ dmostrerà molto “vernecchier” e fals. Lu lavor proced bene ma stete attend anche alla salut, lu mes de giugn v’ porta tant cambiament ma dnet stà tranquill altriment la pressiò s’ azza e vuje v’ sntet mal! Tenet nu period nu cò tust da passà, pchè ci sann tant person che v’ rupperann li scatl, anche se faret incontr molt interessant e arriverann nuove amicizie ma attenzion a chi non è molt sincer. Lu lavor v’ fa disprà nu cò e tenet tanta voja d’ cagnà ambient pchè v’ sete stufat d’ li colleghi che stann sempr a vernecchià! Penzet qualch vodd pur alla salut e magnet meno furmagg fritt che v’ piace tant pchè lu fegat stà bel gunfije! Avast a casin! Set insopportabill, denet stà nu cò più tranquill. Nunnt e nonneta va levat pur da lu testament dopo che i sete frecat la dentiera e v’ ce sete miss a jucà a racchettoni in spiaggia! Vabbè che stet stressat e non vedet l’ora d’ pià li ferje ma pietv na cammumilla! In compenso lu lavor e l’amor proced bone mentr la salut, sarà p’ lu stress, ne risent. Prenotate alle terme e purtet pure nonno e nonna cuscì v’ remett dentr lu testament! Finalemente Mercurije stù mes pass a lu Leon e vuje putet respirà nu co’ pchè va fatt “trblà” molt. Purtet pazienza pchè lu lavor va bè e pur l’amor ma li probblim arrivan dalla famija. Tutt le donne dell vostr casa v’ fann mpazzì…la cugnata, la socera, la zia ultracentenaria, la cuggina insomma tenet luntan li femmin pchè v’ rumperann li scatl più de lu solit! Vuje de lu Sagittarje set amand dell’avventura, dei viagg, tenet sempr la valigia vcin a la porta, allora v’ conviene stà luntan da li segn come Capricorn e Cancr che n’ sposta nu pass manc a pagalli mentre putet trovà una grnad intesa sessual con Scorpion, Ariet e Leone segn co tant energia. L’amor vero lu putet truvà solo con Acquarije e Gemell ma attenzion che litig e scontr sono sempre in agguat! Stù mes lu lavor va che è na sciuppettata… ottim gli incontr professionali e se vulet cagnà attività quest è proprje lu mument just. Stet attend a li collegh non tutt v’ vò aiutà, qualch persona è gelosa e v’ potrebb creà problim. L’amor rserva tant sorprese soprattutt lu mes d’ giugn e s’ sete da sul ci saranno tant occasion p’ cunosc persò interessant! La prova custum è vicina e voje sete nù cò in sovrappes. Magneta d’ men e facet attività fisica sennò p’ j a lu mar v’ dneta metta lu scafandr! In famiglia tenet nu cò d’ pnsier ma stet tranquill che se sistema tutt! Purtet pazienza cò li fije che sono nu cò tropp aggitat forse per la fin del la scola. Lu lavor va bone ma deneta stà attend alla salut… magnet tropp e non fate abbastanza moviment. Lasceta la machina e cammnet a pè, respret aria de campagnia che v’ fa bè pur a lu sistema nervos, cuscì non stet sempr a predcà! Stù mes sete pesant più de lu solit, stet sempr a “frignà” che v’ sentet sol, abbandonat e che nessuno v’ vò bè! Non avete completament tort effettivament ste ardutt mal però la situazion s’ po’ rmdià. Prenotat l’ombrellon allo chalet de lu cumpar Peppin e pietv na bella abbronzatura… facet com la Bilancia mettetv a fa attività fisica e magneta d’ meno e vedrete che entro giugn saret perfett. Poi se neanch quest funzion v’ rmane solo lu Santuarje de San Gabriele! Sete tropp sever con voi stess sete tropp esiggent! Stù period in coccia tenet sol l’amor, stet sempr a pnsà a la sposa…però v’ dneta dà da fà pur cu lu lavor, altriment a fa la scampagnat a Camp Imperator come ce la purteta la fidanzat? Anche se le finanz va bone, tenet nù cò tropp lu vracc curt e stet continuament vcin a lu Bancomat p’ vedè se è arrivat la penzion a nonna che v’ deve fa lu regal! Keep calm!

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  11 IL GIOCO DEL MARTINO EETOEVARPOD TNRMNNIAOBI Trova la soluzione cerchiando le lettere rimanenti che comporranno la parola identificativa dell’immagine qui sotto ADCETGLTERV TEFIILURAUE SMCIATAISTR EOOVCNSAGSG NLOVOTGEEIE TLTDOAIRMDN OASRAPMOCST OROSCOPONEI ACISU 1. ANTICO 2. DISTURBO 3. DIVERGENTI 4. DONARE 5. ENDEMOL 6. ESTATE MTORRE 7. FICTION 13. SAGA 8. GIUGNO 14. SCOMPARSA 9. MESTIERE 15. TORRE 10. MUSICA 16. VITA 11. OROSCOPO 12. PALLAVOLO LA SOLUZIONE E’: ---------------

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12  SAN BENEDETTO DEL TRONTO: SUL SET DI SCOMPARSA, CON VANESSA INCONTRADA E GIUSEPPE ZENO di Pio di Leonardo Se in questi giorni vi capiterà di passeggiare lungo il corso di San Benedetto del Tronto o prendere il sole in qualche famoso chalet potreste rivedervi l’anno prossimo in televisione. Ma tranquilli, nessuno vi sta spiando, sono solo delle telecamere Rai. Sì perché la Riviera delle Palme è stata scelta come ambientazione della nuova fiction della televisione pubblica italiana “Scomparsa”, con protagonisti due vere e proprie star del piccolo schermo: Vanessa Incontrada e Giuseppe Zeno. Le riprese hanno preso il via nella metà di maggio a San Benedetto del Tronto, dove la storia è ambientata e proseguiranno per quattro settimane spostandosi tra varie location rappresentative della città marchigiana tra cui tutta l’area del porto, diversi stabilimenti balneari, il centro storico dominato dal faro, la foce del fiume Tronto e, per alcune riprese, verrà toccato anche il territorio di Grottammare. San Benedetto, inoltre, sarà sempre riconoscibile nella serie grazie alle varie riprese della Torre dei Gualtieri, tra gli elementi più rappresentativi della città. I primi ciak si sono svolti sul lungomare nord, nel tratto compreso tra il ponte sull’Albula e la pineta antistante lo chalet ‘Il Pescatore’. Sono poi state girate alcune scene all’interno del “Fronte del Porto”, che nella finzione cinematografica sarà probabilmente il bar frequentato dalle forze dell’ordine. Successivamente è stata interessata la zona antistante il locale. Il commissariato avrà sede presso l’ex sede dello Ial. Parte della trama si svilupperà attorno all’Hotel Progresso dato che produttori hanno raggiunto un accordo verbale con i titolari dell’albergo. Precedentemente una troupe della società Endemol aveva issato il suo quartier generale presso il Lungomare De Gasperi di Grottammare per riprendere alcune scene della fiction. “Scomparsa”, realizzata da Endemol Shine Italy per Rai Fiction, sarà composta da dodici episodi da 50 minuti, per sei prime serate ed è diretta da Fabrizio Costa. Racconta la storia di Nora, interpretata da Vanessa Incontrada, madre single di Camilla (Eleonora Gaggero), e psicologa che si è appena trasferita a San Benedetto del Tronto. Una sera di primavera, Camilla e una sua amica si recano a una festa del loro liceo, senza mai fare ritorno. Le ragazze sembrano sparite nel nulla. Subito iniziano le ricerche delle due adolescenti e delle indagini si prende carico il Commissario Capo della locale stazione di polizia, Giovanni Nemi (Giuseppe Zeno). Anche la comunità di San Benedetto si mobilita per cercare le due ragazze, ma il passare dei giorni, senza notizie, fa presagire il peggio. Inizia così una corsa contro il tempo che porterà a galla segreti del passato e sconcertanti verità. La serie è realizzata con la collaborazione di Marche Film Commission della Fondazione Marche Cultura, dalla produzione Endemol Shine Italy e dal Comune di San Benedetto. Nel cast, fra gli altri, anche Elisabetta Pellini, Luigi Di Fiore, Euridice Axen, Marco Cocci, Simon Grechi, Saul Nanni, Pamela Stefana, Romano Reggiani, Federico Russo, Luigi Petrucci, Andrea Renzi, Sandra Ceccarelli, Fiorenza Tessari, Germana Botta, Fabio Camilli e Alberto Molinari. Le riprese della serie, oltre a San Benedetto, si svolgeranno anche a Roma e dintorni fino a ottobre. Non è la prima volta che la Riviera delle Palme funge da set cinematografico: il primo film fu “Il vizio ha le calze nere”. Era il 1974 e tra i protagonisti c’era Ninetto Davoli. Quella fu la prima pellicola girata a San Benedetto. Ne seguirono parecchie nelle quali, però, la Riviera fece da palco mentre la pubblicità parlava di località ben più blasonate. «Questa volta sarà diverso» spiega Mauro Alfonsi dell’ufficio turismo del Comune: «la fiction promuoverà il territorio in un periodo di grande effervescenza delle prenotazioni alberghiere». La produzione ha infatti annunciato che le puntate andranno su Rai1 la prossima primavera, tra marzo e aprile e la città gongola. Saranno milioni i telespettatori deliziati dal lungomare Nord ancora abbellito con le palme, proprio mentre stanno per decidere dove trascorrere le ferie. Non si sa però come mai sia stata scelta San Benedetto per le riprese, visto che nessuno ha sollecitato o incentivato la produzione ma, secondo i consiglieri comunali, dopo aver girato a Offida con Sabrina Ferilli, la Endemol avrà sicuramente conosciuto la città, trovandola ottima per l’ambientazione. “Scomparsa” è sicuramente una grandissima opportunità per il rilancio turistico di San Benedetto del Tronto e di tutte le zone limitrofe, una grande occasione per il nostro territorio, che grazie al “cineturismo” può essere ancor più conosciuto e apprezzato. Ci auguriamo che si sappia sfruttare questa occasione e che in futuro ne arrivino molte altre. Dopotutto non abbiamo nulla da invidiare al resto d’Italia e la Rai, per fortuna, se ne è accorta!

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  13 MARTINSICURO: TUTTI FUORI D TESTA PER LA MONDO VOLLEY di M.Giulia Mecozzi Le credenze popolari a volte ci portano a pensare che il 13 sia un numero non molto fortunato e che sia meglio starne alla larga. Mito sfatato finalmente grazie alla meravigliosa vittoria delle 13, appunto, amazzoni della Mondo Volley di Martinsicuro: Martina Del Toro, Carmen Di Fronzo, Fabrizia Scafocchia, Federica Scafocchia, Vanessa Coccia, Miriam Leli, Alessia Illuminati, Beatrice Massetti, Chiara Malavolta, Claudia Viviani, Carla Vallese, Veronica Marsili e Selene Addezi. Le nostre ragazze, dopo tanto sudore e fatica, domenica 22 maggio si sono riuscite ad afferrare e ad assaporare ciò che l’anno precedente avevano solo potuto sfiorare e sentirne un leggero odore. La Mondo Volley vola in Serie D. Tantissima la soddisfazione anche da parte del Presidente Claudio Del Toro, che subito dopo la vittoria, tramite post Facebook ha dichiarato: “Sono orgoglioso di rappresentare quella che per me ormai è diventata una seconda famiglia: la Mondo Volley. Grazie al coach, alle giocatrici e soprattutto ai genitori delle ragazze che ci hanno sostenuto per tutto il campionato. Inoltre vorrei ringraziare anche gli SPONSOR e soprattutto l’ottavo giocatore in campo, “FRONTE TRONTO”, Andrea Micozzi, Domenico Fedeli, Gabriele Scarpantoni, Matteo Scarpantoni e Cristiano Farci. Un grazie va anche al nostro all’Assessore allo Sport, Orlando Di Paolo ed il primo cittadino, Paolo Camaioni”. Un grazie che Camaioni, ricambia e commenta con queste parole, subito dopo aver appreso della vittoria: “Strepitosa affermazione della Mondo Volley nello spareggio di ieri pomeriggio a San Nicolò. Conquistata la serie D a coronamento di una stagione esaltante. Congratulazioni alle nostre straordinarie pallavoliste. Un’altra domenica da incorniciare”.  Dopo i festeggiamenti, anche le nostre amazzoni, sfoggiando una maglia nera con scritta gialla “Fuori D testa”, hanno voluto ringraziare e volgere il loro pensiero a quanti le hanno sempre sostenute. Queste ragazze non si sono mai demoralizzate, nonostante la sconfitta della prima gara contro il San Nicolò. Ecco le loro reazioni subito dopo: “Ci abbiamo creduto fino in fondo – dicono - anche se la prima partita a San Nicolò l’abbiamo persa per 3-1. Non ci siamo mai demoralizzate e proprio per questo, la seconda gara che abbiamo giocato in casa, con quasi 300 persone a sostenerci, l’abbiamo vinta con un risultato di 3-1”. Un match molto acceso quello, durante il quale l’allenatore Cinzia Rinaldi è stata espulsa. E ancora: “Poi è arrivata l’attesissima terza gara giocata fuori casa e purtroppo, molti dei nostri sostenitori non hanno potuto essere presenti dato che erano disponibili solo 30 biglietti per noi ospiti. Avevamo bisogno di tifo per vincere quella gara e quindi abbiamo deciso di rinunciare a qualche parente per far largo ai ragazzi di Fronte Tronto che non hanno mai smesso di incitarci per tutti e tre i set”. Ricordiamo che la partita è stata vinta 3-0. I ragazzi del Fronte Tronto, sono arrivati carichi e forniti di tamburi. Sono riusciti a trascinare l’intero pubblico, contribuendo così alla vittoria di queste ragazze. Infine i ringraziamenti di queste giovani giocatrici vanno: “al Presidente Claudio Del Toro, per la dedizione che ha messo tutto l’anno e soprattutto in questa gara. A fine partita ci ha consegnato una maglia ciascuno con una scritta “fuori D testa” e per questo ci teniamo a ringraziare Nicola, sempre disponibile e veloce nel realizzare ogni pazzia che salta alla testa del nostro presidente. Dopo la gara i festeggiamenti sono continuati in un famoso chalet martinsicurese. Grande festa per noi con tanto di maritozzo panna e Nutella a forma di lettera ‘D’. Ringraziamo Ciro e Claudia che non ci hanno fatto mancare nulla e ci hanno fatto passare una splendida serata; Stefano Di Fabio che ha cucinato per noi più di 600 arrosticini. Infine, ma di certo non per importanza, il nostro coach, Cinzia Rinaldi. Un grazie anche all’onnipotente e pazientissimo Orlando di Paolo e il Sindaco Camaioni, che ha speso sempre una buona parola per Noi”.

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ETEREA SOFFITTA - ALESSANDRA BUCCI   15 E se l’infinito, vellutato, puro e senza ombre, si lasciasse catturare lo chiuderei a chiave  nell’eterea soffitta già piena di sogni  che preme leggera sulla mia umanità  a volte troppo terrena. E quando mi verrai a trovare ci nasconderemo lassù fra spazi senza confine. Ci aiuteremo a respirare la vita  solo il tempo d’una farfalla che in eterno continuerà a volare fra i giardini dell’anima in subbuglio.

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