Il Martino n.14 anno 2

 

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quindicinale di informazione

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25 Luglio 2016 - n. 14 anno 2 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste 1€ MARTINBOOK FESTIVAL PIERO MAZZOCCHETTI » continua, Pag. 20 BREXIT » continua, Pag. 3 MATURITA’ » continua, Pag. 4 MADONNARI » continua, Pag. 12 AL VIA LA SETTIMA EDIZIONE 28 - 30 LUGLIO “I BAGNANTI” » continua, Pag. 8

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2  EVENTI IN VAL VIBRATA di Pio di Leonardo Controguerra - Da mercoledì 27 a domenica 31 luglio 31° Sagra Enogastronomica La Pro Loco di Controguerra, con il patrocinio del comune di Controguerra e della Regione Abruzzo, presenta la 31° edizione della Sagra Enogastronomica di Controguerra. Un appuntamento che ormai si rinnova in Val Vibrata da più di 30 anni, dove giovani e meno giovani si uniscono nel nome del buon cibo, del buon bere e del divertimento! Quest’anno sarà un’edizione ricca di sorprese, a comin- ciare dalla location: tutto si svolgerà tra le mura del centro storico, nelle vie e nelle piazze circondate da palazzi Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. ricchi di storia, dove sarà possibile gustare dei piatti tipici, del buon vino, ottime birre selezionate e, infine, godere di panorami mozzafiato nel nuovo parchetto del Torrione. Tutto accompagnato da una vivace programmazione Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti musicale e dall’interessante mostra fotografica “Persone, REDAZIONE:Antonio Villella, Emanuela di Teodoro, tradizioni e luoghi di Controguerra” presso Porta Maggiore. Alessandra Bucci, Gino Bucci, Maria Giulia Mecozzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Simona Borghese, Giusy Valori, Luigi Tommolini, Pio di Leonardo Nereto - Venerdì 29 luglio - Mercoledì 6 e giovedì 7 IMPAGINAZIONE: Federico Casarella agosto SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 - Concerto Sinfonico e Festival dell’Operetta Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 Da non perdere il Concerto Sinfonico presso l’anfiteatro B. Email info@ilmartino.it Partita IVA 01794480671 Brecht, con la partecipazione dell’Orchestra “Gioacchino Rossini” di Pesaro, diretta dal Maestro Luisella Chiarini. Ad agosto ritorna il Festival dell’Operetta, giunto alla sua diciottesima edizione. Quest’anno torna la Compagnia Nazionale di Operette con Elena D’Angelo e Umberto STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. Scida, con l’orchestra “I Sinfonici” diretta dal Maestro VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. Sergio Piccone Stella. In scena la rappresentazione de CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. “Operetta sotto le Stelle, Operetta Mon Amour, Luna Tu...” MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. e la famosissima “La Vedova Allegra”. Un evento unico per GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . la Val Vibrata e da non perdere! TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 Corropoli - Da sabato 30 luglio a lunedì 1 agosto ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il XXXIV Palio de le Botti Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. L’evento che affascina corropolesi e centinaia di turisti torna da sabato 30 luglio a lunedì 1 agosto. Tutto avrà inizio con l’Annuncio di apertura del Palio alle 17:00 di sabato, © RIPRODUZIONE RISERVATA poi la Santa Messa seguita dalla tradizionale Benedizione del Palio. In serata degustazione di prodotti tipici locali, mini antepalio, Palio delle “Vecchie Glorie” e lo Spettacolo Medievale. Tutto pronto quindi per il Palio vero e proprio: appuntamento domenica dalle 19:30 in Piazza Piè di Corte con la rievocazione Storica della Pentecoste Celestiniana. La gara tra contradaioli viene preceduta da un Corteo Storico di 300 figuranti in costume medioevale, che si snoderà per le vie del Centro Storico sino a Piazza Piè di Corte, dove avverrà la marchiatura delle Botti. Succes- sivamente la “sfida” tra quattro “spingitori” di ogni contrada che debbono far rotolare botti di legno del peso di 70 Kg. su un percorso diviso in due frazioni. La Contrada che nella sommatoria dei tempi delle due frazioni avrà impiegato il minor tempo, si aggiudica il “Palio”. Dopo la sfida, infine, per festeggiare, lunedì Festa del Palio in Piazzale San Giuseppe con stands enogastronomici.

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BREXIT: PROVE TECNICHE DI DIVISIONE  3 di Antonio Villella Il referendum britannico ha sancito la volontà del paese di abbandonare l’Unione ed ha assestato un duro colpo all’assetto continentale. È oramai passato poco meno di un mese dal 23 giugno che ha cambiato, almeno nelle previsioni, l’assetto dell’Unione Europea. Purtroppo è bastato questo risicato lasso di tempo per spostare l’attenzione generale verso altri e ben più potenti scossoni. Due treni sbandati, un camion impazzito, un golpetto da quattro soldi. Nonostante tutto questo, non è ancora il momento di archiviare il giorno in cui si sono chiuse le urne del referendum che ha sancito la volontà dei sudditi di sua maestà la regina di abbandonare l’Unione Europea. Shock, sorpresa, indignazione. Come se non fosse chiaro già da alcuni mesi che la partita si sarebbe risolta al fotofinish e che in qualunque scenario, lo scarto sarebbe stato composto da un pugno di voti. Di sorprendente e scioccante vi è il solo fatto che il terrorismo mediatico transazionale messo in atto dai sostenitori del remain non ha funzionato. Forse per sostenere una tesi è maggiormente consigliabile supportarla con idee e concetti, più che con profezie catastrofiche o con la denigrazione degli avversari politici. Forse David Cameron non avrebbe dovuto sottovalutare le capacità comunicative di personaggi come Boris Johnson o Nigel Farage, come avrebbe fatto un Fassino qualsiasi, forse avrebbe dovuto prevedere che indire il referendum implica la possibilità di perderlo. Comunque sia, è andata come è andata e indietro non si torna. Il che non significa che sia chiara la direzione da seguire. In questo momento non si sa bene quale saranno gli scenari futuri. Non si sa se la Gran Bretagna affonderà oppure salperà per mari meno tempestosi. Non si sa che impatto vi sarà sulle economie affacciate sulle diverse sponde della Manica. Non si sa quando e come prenderà avvio il processo di uscita di un paese membro dall’Unione, sulla carta teorizzato nell’ormai famigerato articolo 50. Personalmente so solo due cose: l’Inghilterra è stata eliminata dal Campionato Europeo di calcio dall’Islanda; Murray, che è scozzese, ha vinto Wimbledon. È chiaro che a volte l’universo ci manda alcuni segnali. Analizzando le dinamiche di voto si vede come il paese sia spaccato e quanto le divisioni politiche non si allontanino di molti dai confini delle diverse entità del Regno Unito. Galles e Inghilterra hanno votato leave, Scozia e Irlanda del Nord ramain. Il caso scozzese è emblematico. Il popolo col kilt e il whiskey torbato invoca a gran voce, più o meno dai tempi di William Wallace in poi, l’indipendenza dalla corona e in tutti i suoi seggi ha stravinto il remain. Morale della favola, si ritrova ancora suddito di sua maestà, ma escluso dall’Unione Europea. Anche in Irlanda del Nord le consultazioni hanno espresso la volontà di restare, a tal punto che addirittura alcuni esponenti storici dell’Ira hanno ipotizzato la riunificazione dell’isola dei folletti, pur di rimanere nell’Unione. Ciò che la guerra civile divide, un referendum unisce. Inghilterra e Galles invece sono stati determinanti per la vittoria del leave e come da più parti espresso appaiono chiare le indicazioni che hanno portato a questo risultato. Il fronte dell’uscita ha riunito la working e la middle class, contando sull’appoggio determinante degli elettori più anziani. Il regno si sposta verso posizioni maggiormente conservatrici e populiste. In questo si registra, se non il fallimento dell’Unione Europea, quantomeno una clamorosa debacle. Se un paese considerato modello di integrazione cosmopolita e liberale, forse la nazione maggiormente avviata verso l’edificazione dello stato multiculturale, decide di dare un colpo di spugna a tutto questo e spostarsi verso un isolazionismo più vagheggiato che possibile, vuol dire che l’Europa, intesa come organizzazione, non ha messo in atto quello per cui è nata nel 1953 a Roma. L’unione Europea doveva essere una comunità di stati che avrebbe dovuto cooperare per il superamento delle divisioni politiche sociali e religiose, per la condivisione di diritti ed opportunità, per la costruzione di una società migliore. Invece è stata solamente capace di mettere in piedi un cetaceo burocratico, verso il quale gli europei non hanno mai provato una forte attrazione, e del quale non hanno ben chiaro le componenti: Consiglio Europeo, Commissione Europea, Parlamento Europeo, due parlamenti per dirla tutta, Banca Centrale Europea, una moneta unica percepita più che altro come una tassa, un’austerity che non si sa bene cosa sia ma che di sicuro si fa sentire. Le previsioni ora parlano di un possibile effetto domino, di un periodo rinascimentale delle destre continentali, dalla Francia all’Olanda, passando per l’Austria. Si teme, o si invoca, il collasso dell’Unione stessa, a causa della sua incapacità di rispondere alle spinte nazionaliste che si levano da più parti. Un duro colpo per l’Unione, ma non per la già spaccata unità europea. È proprio su questo che bisognerebbe insistere se si vuol dare una risposta alla frammentazione. Sull’idea di Europa, sulla costruzione di un’identità europea che vada al di là della semplice vicinanza geografica, sull’inclusione all’interno del panorama condiviso anche di Russia e Turchia. Certo il referendum è stato condizionato anche da temi a carattere generale, come la crisi finanziaria globale, il terrorismo internazionale e le tematiche legate ai flussi migratori. Però non si può negare che questo referendum è stato soprattutto un giudizio sull’operato dell’Unione Europea il cui verdetto finale si traduce con una irrimediabile bocciatura. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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4  LA SCELTA DOPO LA MATURITA’, COSA FARE? di Emanuela di Teodoro Ormai sono terminati gli esami di maturità e gli studenti si trovano a dover fare delle scelte per il proprio futuro. A questo punto molti di loro dovranno affrontare la domanda cruciale: cosa fare dopo? Trovare la risposta giusta non è per nulla facile, gli ex liceali dovranno prendere in considerazione diverse variabili e calcolare bene tutti i fattori in modo da non prendere la decisione sbagliata: continuare con gli studi o entrare subito nel mondo del lavoro? Ben 2 ragazzi su 3 propende per l’università, sono soprattutto le ragazze (con un picco del 72%) a scegliere questa strada e, come prevedibile, gli studenti del liceo (ben l’81% di loro), i cui indirizzi sono meno professionalizzanti rispetto a quelli dei tecnici e dei professionali. Per un giovane che ha conseguito da poco il diploma di scuola secondaria superiore la scelta di proseguire gli studi e di iscriversi all’università è una delle decisioni più importanti della propria vita. Il disorientamento al momento di decidere il corso universitario è comune in molti ragazzi, anche in relazione alla molteplicità’ dei corsi di laurea. Ciò conduce, di frequente, a scelte più intuitive che ragionate con risultati spesso deludenti, come mettono in evidenza alcuni dati statistici. Si stima che circa il 18% degli immatricolati abbandoni gli studi dopo il primo anno, il 16% di tutti gli iscritti è “inattivo”, non sostenendo alcun esame. no il peso delle ansie e delle preoccupazioni dei genitori che tentano di consigliarli o addirittura “instradarli”. Pur comprendendo le loro ragioni, la scelta di cosa studiare e dove deve essere autonoma! Occorre informarsi il più possibile e avere un pizzico di serenità e intraprendenza, in quanto le decisioni, anche le più importanti, non sempre sono definitive, perciò’ anche quando un’opzione risulta parzialmente sbagliata non deve essere considerata un fallimento per tutta la vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA Inoltre, i tempi per il conseguimento della laurea triennale sono lunghi, 4 anni e 7 mesi anziché 3 anni, molti studenti, circa il 40%, vanno perciò, e’, “fuori corso”, e circa il 23% è pentito della laurea conseguita . Dalle opinioni di molti giovani si denota come la scelta universitaria venga vissuta con tensione. Sento-

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“OLTRE” Il senso puro che colgo tra l’essere e il divenire, tra la la terra e il cielo, lo colgo sul far del giorno, affacciata ad un balcone sghembo quando l’aurora ricorda alla notte  la morte imminente dell’oscurità e tutto diventa più limpido, più lieve. Dall’alto guardo oltre le nuvole, oltre la notte, oltre le parole. Solo allora, in un preciso istante, gli occhi appena schiusi, assetati di luce nuova, regalano al mio profondo mare un sogno nuovo che sa di domani. D’improvviso le mie acque si chetano, e a navigar continuo tra le cadute stelle. 5  di Alessandra Bucci © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6 TORNEO “CITTÀ DI MARTINSICURO” - L’ATTESO RITORNO DEL TENNIS AGONISTICO di Gino Bucci Domenica 10 luglio si è concluso il primo torneo “Città di Martinsicuro”: competizione tennistica di quarta categoria  (maschile e femminile) che ha riconsegnato alla città truentina un torneo federale dopo un decennio di vuoto. Più di 140 giocatori - fra maschile e femminile - si sono dati battaglia sui due campi in terra rossa della struttura posta all’interno del Tempo Libero. Nel torneo femminile splendido successo di una dominante Alice Timi (Circolo Tennis Maggioni - 4.2) contro Paola Di Angelo (Circolo Tennis Teramo - 4.2). Un 6/0 6/3 intarsiato di dritti fulminanti e rovescioni pesantissimi che hanno sfondato la coraggiosa difesa della bionda teramana; ma Alice non è solo una tiratrice: le sue smorzate delicate e alcune interessanti giocate in back spin ne hanno testimoniato la completezza e il talento. Paola, pur lottando fino alla fine, ha dovuto arrendersi all’evidenza. Vittoria più che meritata dalla marchigiana. La finale maschile sembrava non avere storia. Un Pier Nicola Palestini solidissimo avrebbe dovuto asfaltare agevolmente lo stanco Alessandro Fanesi (reduce dal successo sull’ultimo martinsicurese rimasto in tabellone, Bucci): tutt’altro. L’ascolano ha giocato un primo set di tennis meraviglioso sorprendendo con un altisonante 6/0 il grottammarese. Ma il favorito non si è lasciato impressionare. Con la solita terrificante sicurezza ha iniziato a colpire dritti e rovesci con eguale potenza e precisione: per Fanesi il ritmo è divenuto insostenibile. Palestini def. Fanesi 0/6 6/3 6/1. Nemo propheta in patria, si sa; eppure i truentini si sono Esecutivo e in particolare ai due esecutivi Roberto Brunozzi e comportati egregiamente: Gino Bucci si è arreso in semi- Lorenzo Ciriaco per il grande impegno profuso. finale, Lorenzo Ciriaco e Matteo Tommolini ai quarti, Mario Pulcini agli ottavi. Note di merito per Mauro Rosa (tre vittorie al terzo set), Remo Eusebi e Daniel Biagetti (primi punti in quarta categoria per il giovane talento di casa). Uno speciale ringraziamento ai tutti i giocatori del Torneo per la fiducia che hanno voluto concedere al nostro circolo, giocatori senza i quali non sarebbe stato possibile celebrare questo evento. Sapientemente gestito dal giudice arbitro Roberto Brunozzi, coadiuvato dall’impagabile Lorenzo Ciriaco e dal maestro Fabio Celestini, il torneo si è potuto fregiare di una straordinaria partecipazione di pubblico (praticamente unica nella zona per un torneo di quarta categoria) e di soci (molti dei quali iscritti in tabellone). Concludo con un augurio a noi tutti, di saper mantenere quell’umiltà e quel giusto spirito di coesione che tanti traguardi ci hanno fatto di raggiungere e che ci permetteranno di guardare fiduciosi a quelli da conseguire nel futuro.” Concludiamo con le sentite parole del presidente Alduino Tommolini: © RIPRODUZIONE RISERVATA “Anche oggi si è celebrata un’altra bella pagina di Sport; una di quelle pagine scritte con la forza del volontariato, del sapersi cimentare per la semplicità e il gusto di dare, senza che a questo debba necessariamente corrispondere una contropartita. Una pagina scritta grazie alla forza del collettivo, alla capacità di essere squadra prima di tutto, al di là delle singole personalità. Voglio fare un caloroso ringraziamento a tutta l’organizzazione del Circolo Tennis, al Consiglio Direttivo, al Comitato

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MARTINSICURO: INCIDENTE SULLA PISTA CICLABILE. 7  Convocata una commissione d’inchiesta sulla Bike to Coast di M. Giulia Mecozzi Dopo la tragica scomparsa del nostro concittadino Elio per una caduta sul cordolo della pista ciclabile di Villa Rosa abbiamo interpellato le opposizioni per sapere il loro parere in merito alla vicenda. Il Pd Martinsicuro fa quadrato intorno al suo segretario, Elisa Foglia, che afferma: “Inutile dire che la vicenda ci ha lasciato sgomenti. Tanto da aver aspettato prima di dire ufficialmente qualcosa per evitare di cadere in facili accuse. Da un lato oggi non possiamo non stringerci al dolore della famiglia di Elio per la grave perdita, dall’altro, e senza poter attribuire responsabilità, non è nostro compito, ci chiediamo perché, nonostante sia trascorso oltre un mese dalle segnalazioni dei nostri consiglieri sulla pericolosità di quel maledetto cordolo, ancora non è stato messo in sicurezza”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere e leader di Progetto comune che senza voler fare alcuna strumentalizzazione politica né alimentare polemiche inutili afferma: “Ho richiesto, insieme ai colleghi consiglieri di minoranza, la convocazione urgente di una commissione al fine di verificare se, ed in che termini, sia possibile migliorare i tratti di pista ciclabile già realizzati a Villa Rosa e, magari, rivedere il progetto relativamente ai tratti di prossima realizzazione, con particolare riferimento a Martinsicuro Centro”.  E ancora: “Al di là delle diverse opinioni che si possano avere sul tema, le diverse criticità venute alla luce relative alla viabilità, alla sicurezza di pedoni e ciclisti, alla adeguatezza della rete di canalizzazione delle acque e alla adeguata visibilità dei cordoli installati, ci impongono, a mio avviso, una attenta riflessione su come rendere più funzionale e più sicura un’opera tanto importante per la nostra Città”. Dunque, nonostante le segnalazioni ci domandiamo perché non è stato predisposto un rimedio provvisorio in attesa della sistemazione definitiva? Per questo si è richiesto un incontro tecnico-politico al fine di verificare, se sia possibile individuare soluzioni alternative e migliorative. Per questo motivo, continua il segretario Foglia, “Chiediamo un intervento immediato, anche perché ci risultano altre cadute. Una pista ciclabile che dà valore aggiunto alla nostra città, si sta trasformando in un ricettacolo di problemi. Problemi dettati da interventi che hanno fin da subito evidenziato numerose criticità e sulle quali il Sindaco, invece di riflettere ha minacciato azioni legali. Forse più umiltà e maggiore ascolto sarebbero stati opportuni”. Ricordiamo che oltre alle segnalazioni della pista ciclabile, i consiglieri Pd avevano presentato un’interrogazione “sulla mancata previsione di uno scarico delle acque bianche che determina il conseguente allagamento della pista in caso di pioggia e che da oltre tre mesi attende risposta”.   Il Consigliere prosegue: “Prima dell’inizio dei lavori avevamo chiesto un Consiglio aperto anche per ragionare su aspetti dell’idea progettuale che meritavano un maggior approfondimento. Oggi, nel consueto spirito collaborativo tenuto dalle minoranze, torniamo a chiedere un momento di condivisione collettiva di un’opera pubblica che deve rappresentare un punto di forza per il territorio e non una continua fonte di polemiche”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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8  Nel secolo scorso si verificava a Martinsicuro uno strano fenomeno. I BAGN Nei mesi estivi curiosamente luoghi solitamente adibiti ad altri usi si riempivano di vita vissuta. Le soffitte e gli scantinati dove per dieci mesi le cianfrusaglie più disparate erano state disordinatamente ammassate, venivano ripulite e adibite a dormitori . I garage che nei mesi invernali non avevano ospitato altro che la “500” o, per le famiglie più agiate, la “1100”, improvvisamente prendevano le sembianze di una di quelle anguste abitazioni che oggi chiamano “monolocali”; ecco comparire un tavolo proprio lì in mezzo, dove fino al giorno prima l’automobile faceva bella mostra di sé, ecco due reti con sopra materassi in gommapiuma sistemate proprio ai lati del tavolo (così da essere utilizzate all’occorrenza anche come sedili), ecco che lo scaffale degli attrezzi diventava una dispensa piena di cibarie. Perché succedeva tutto questo? Perché le vite di tanti nostri concittadini durante i mesi di luglio e agosto subivano uno stravolgimento così evidente? Il motivo era semplice, bisognava far spazio “a li bagnant”. Affittare la casa ai bagnanti era per molti una fonte di reddito irrinunciabile, per questo ci si sacrificava al punto da cedere a degli sconosciuti la propria camera da letto. La famiglia tipo di bagnanti era costituita da una signora con relativa prole. Il marito si vedeva raramente; qualche fine settimana ogni tanto, ma solitamente restava in città per portare avanti il lavoro. “Bagnante” era un termine utilizzato genericamente per individuare chiunque venisse a Martinsicuro a trascorrere le vacanze estive. Potevano essere anche persone che venivano oramai da quanto il bagnante poteva permettersi due mesi di fedieci o vent’anni sempre nella stessa casa; persone con rie senza far nulla dalla mattina alla sera, cosa che le quali si erano instaurati rapporti di amicizia fraterna, per i nostri nonni era assolutamente inconcepibile. ma per il martinsicurese tipo era sempre “un bagnante”. Il bagnante (o meglio “la bagnante”) arrivava il primo La parola “bagnante” che normalmente identifica una di luglio, scaricava le sue valigie, prendeva posses- persona che si reca al mare per abbronzarsi e tuffarsi so dell’abitazione e il povero proprietario “sfrattato” tra le onde, acquisiva un significato molto più comples- avrebbe potuto rimettere piede in camera sua solo il so quando veniva pronunciata dai nostri concittadini del 31 di agosto e spesso trovava una casa devastata, secolo scorso. piena di sporcizia e sabbia, perché la bagnante non sprecava certo il suo tempo prezioso per fare le puC’era innanzitutto una sorta di rispetto ossequioso in lizie. quanto il bagnante era per definizione una persona be- nestante (non ricca, altrimenti si sarebbe diretta verso Proprio per ovviare a questo inconveniente e per evialtri lidi, ma benestante sicuramente lo era); c’era pro- tare di farsi distruggere la casa, la signora Maria Pia, babilmente anche un po’ d’invidia mista a sarcasmo, in che conosco molto bene, mi ha raccontato quello che

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NANTI di Federica Bucci 9  Ma la sorpresa più grande arrivò a Pasqua dell’anno successivo, quando la famiglia trevigiana, come se nulla fosse successo, si rifece viva telefonicamente per chiedere di poter tornare l’estate successiva. La signora Maria Pia rimase interdetta, voleva dire di no, ma quell’anno molti martinsicuresi lamentavano le difficoltà che hanno nell’affittare casa e quindi, per evitare di restare senza inquilini, acconsentì a cedere di nuovo la casa a questa signora, ma “ad una condizione”. La condizione, che la signora accettò senza batter ciglio e addirittura con malcelato entusiamo, era questa: a fronte di un cospicuo surplus da pagare a fine stagione, la signora Maria Pia si sarebbe recata ogni giorno nell’appartamento affittato per fare le pulizie ed evitare che, come l’anno precedente, la sua casa venisse vandalizzata. Arrivò il primo luglio ed ecco la bagnante con le sue figliole. Venne ribadito quanto concordato telefonicamente, stretta di mano e buone vacanze! Ogni mattina, quando le bagnanti erano in spiaggia a crogiolarsi sotto i raggi del sole, la signora Maria Pia entrava nella sua casa e la ripuliva da cima a fondo; rifaceva i letti, lavava i piatti, spazzava la sabbia che rischiava di intasare i servizi igienici talmente tanta ce n’era. La bagnante era entusiasta di questo trattamento e non mancava di manifestare tutta la sua gratitudine ogni qualvolta ce n’era l’occasione e la signora Maria Pia lo era altrettanto, convinta di aver trovato il modo di raddoppiare le entrate per le misere casse della famiglia. L’estate volse al termine, la signora Maria aveva lavorato tanto, ma era soddisfatta: presto avrebbe avuto la giusta ricompensa. La sera del 30 agosto la bagnante stranamente preparò i bagagli, sistemò per bene le valigie in macchina e diede le è capitato tanti anni fa. appuntamento alla signora Maria alla mattina successiva intorno alle otto per i saluti e per saldare i conti. Prima metà degli anni 70: l’estate precedente una famiglia di Treviso, composta da madre e due figlie Ma la mattina successiva alle otto, dell’auto con targa TV adolescenti, aveva lasciato la casa a fine agosto in non c’è traccia alcuna,:la signora trevigiana si era vola- uno stato disastroso, molto più simile a un campo di tilizzata senza dare neanche una lira alla signora Maria battaglia che a un alloggio. Pia per tutto quello che aveva fatto durante l’estate e, soprattutto, senza neanche un saluto. La sorpresa fu grande, in quanto si trattava di persone per bene, che avevano pagato in anticipo tutta la som- Questa storia insegnò a Maria Pia che “fidarsi è bene, ma senza battere ciglio, dai modi gentili ed educati. non fidarsi è meglio” e da quel momento tutti i suoi inqui- Ma tant’è! lini pagarono in anticipo. Olio di gomito e, solo dopo una decina di giorni di faticosissime pulizie, Maria Pia riuscì a reinsediarsi nella propria casa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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10  OROSCOPO DELLA SIBILLA ABRUZZESE E LE PREVISIONI PER IL MESE DI AGOSTO…PER QUALE SEGNO SARÀ BOLLENTE? di Noris Cretone Lu mes d’agost 2016 sarà pien d’armonia, soprattutt li prim tre settmane. In effett lu transit de lu Sol nzimbr a Saturn e Uran v’ permetterà di stà nu cò più tanquill! Non pnzet sempre a li sold però set pegg d’ zio Paperon…li sold và li sold vè! Stu mes è più chill che và pchè la moje se vo j a dvertì ma stet seren che da settembr le finanz miglioran na freca e la moje se stà zitta! Cari amic de lu segn del Tor…non v’ suppurtem più! Avet fatt l’acd! Prima che v’ s’avvent qualcun cercat d’esser più caloros, espansiv e generos (pure vuje tenet lu vraccit curt!). Vener transita nella costellazion della Vergin si creerà nu trigon co lu Sol (è na cusa bona non steng a spiegà pchè tant vuje tenet la coccia tosta) soprattutt vi porterà fortuna e soldi! Stet aggittat da pazz…appccet li lampadin come lo zio Fester della Famija Adams! Detev na calmata fije altriment non putet j nanz. Fin a lu 23 d’agosto grazie a lu transit de lu Sol le cose andrann bone. M’ raccumman pietv qualch vacanza pchè lu stress v’ s’armagna! Da settembr la situazion va meje pur per quant riguard li sold…bevetv la cammumilla e jet do jurn in montagn cà lu mar v’ aggita! Nu difett che tenet gross gross e che stet sempr cu lu mus appes! Grazie però a lu transit de Saturn rscet a ess nu cò più caloros e simpatc e l’amor miglior infatt chi ancor n’sa martat tè bone possibilità d’ incundrà la sposa. La Sibilla v’ consija d’ jv fa li capill e d’j a qualch sagra magar tra un arrosticin e naddr putet cunosc qualche person interessant…però facet nu sorris sennò manc li gatt nir s’gir! Lu mes d’agost v’ darà bellissime soddisfazion, lu transit de lu Sol dentr lu vostr segn v’ porterà grandi novità e soprattutt v’ farà esser molto creativ fin a lu 23 de lu mes. Finalment c’ sarà qualch suldarell in più dentr a lu partafoje infatti le finanze andrann molto meje per quest putet purtà la moje a fa na vacanz come s’ deve e non a casa di zia Cuncettina a Rocca Cannuccia! Se v’ncazzet vuje facet li macill e lu mes d’agost chi v’ s’accosta rischia gross…sì, pchè ne le prossime settiman non saret dspost più a stav’ zitt! Facet bone, facetv sentì. La situazione in amor e nelle finanze andrà meje grazie a questo vostr attegiament però non esaggret. Li persò che fin a mò va rott li scatl se lu merit ma chilladdr s’ po’ pur scuccià e v’ lascia da sul a fa ferragost ch nonna! Vuje de lu segn de la Bilancia sete come li “paparell” che sguazza mezz a lu stagn…lu mes d’agost sarà per vuje perfett e vi renderà molto seren e creativ. Daret armonia a tutt li persò che v’ s’accosta e avret grand soddisfazion sia in amor che nelle finanze. Stet attent all linea v’ stet ngrassenn nu cò, magnet d’men e jet a spegn la vott a lu Palio de le Botti di Curuppje! Stet calm pchè s’ sete cuscì aggressiv quand parlet che dalla ragiò passet a lu turt. Lu mes d’agost si annuncia molt aggitat soprattutt cò li persò de lu segn dell’Acquarje! La situazion dell’amor e delle finanz invec è ottima ptet fa tant affar…è talment bona che se decdet de venn la socera, stet secur che trovet qualch matt che se la pija! A partir da lu 3 di agost vuje de lu segn de lu Sagittarje avret Mart in transit e saret fort come dei guerrier! Saret nu tornad com chill che se ved a la televisio e tant progett andrann in port. Mercurje e lu Sol ‘ portn tanta fortuna soprattutt p’ chi s’ vò spusà. Attend a la salut soprattutt a la pression adda, stet magnenn nu cò tropp mò jeta in campagn e majetev sol li pummador accundit cò l’oje senza sal. Pur vuje de lu segn de lu Capricorn stù mes saret coccolon e tener tener come li “paparell” de nonna Concettina. Però tenet sempr lu brutt viz d’arptet sempr li stess cus pchè v’ piace a cummannà. Parleta sempr non v’ putet stà nu mumend zitt. Tappetv la vocca almen li prim dò setteman d’agost sennò ltghet pur c’ lì mur…e poi li paparell che stà sempr a “starnazzà” và bè sol p’facc lu sug! Stet attent! Lu mes d’agost sarà d’avver molt bollent p’ vuje, faret incontr molto interessant. La Luna Nov v’ regal tanta fortun in amor…però n’ po’ fa tutt la luna detv da fa pur vuje. Jet ngir da qualch part n’ facet sempr lì asocial! Facetv li capill e jetv a fà nu gir che trovet sicurament la sposa. Lu lavor è psant anche pchè stù mes v’ sentet n’ cò stracc. Facetv na curetta e magneta men porcherie che la pression sabbas. Lu mes d’agost sarà d’avver molt bollent p’ vuje, faret incontr molto interessant. La Luna Nov v’ regal tanta fortun in amor…però n’ po’ fa tutt la luna detv da fa pur vuje. Jet ngir da qualch part n’ facet sempr lì asocial! Facetv li capill e jetv a fà nu gir che trovet sicurament la sposa. Lu lavor è psant anche pchè stù mes v’ sentet n’ cò stracc. Facetv na curetta e magneta men porcherie che la pression sabbas.

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  11 IL GIOCO DEL MARTINO SCATOLAORSE ÀTISREVINUS SMCICLABILE AEAEREIFLAL PRADTIXERBA OAERONETCCG RMTENNISHIE EROTICNIVON RACCONTAREE LEOPARDIRTS ITNANGABTIO Trova la soluzione cerchiando le lettere rimanenti che comporranno la parola identificativa dell’immagine qui sotto 1. ALFIERE 7. LEOPARDI 13. SAPORE 2. CICLABILE 8. RACCONTARE 14. TENNIS 3. MARE 9. SENEGALESE 15. VINCITORE 4. SCATOLA 10. UNIVERSITA’ 5. TENORE 11. BREXIT 6. BAGNANTI 12. MADONNARI LA SOLUZIONE E’: ------------

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12I  MAESTRI DELLA “SCUOLA NAPOLETANA DEI MADONNARI” A MARTINSICURO di Simona Borghese Martinsicuro ha vissuto giovedì 14 luglio, una intensa giornata di arte e cultura. Infatti, nell’ambito delle iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale della città per animare il periodo estivo, alcuni maestri della “Scuola Napoletana dei Madonnari” e fra questi i vincitori dei vari concorsi internazionali di Madonnari che si tengono in Italia ogni anno, hanno esibito la loro suggestiva creatività lungo le strade del centro di Martinsicuro. Tra i tanti artisti erano presenti anche il maestro cinese LIU RUN QI (leggi liù run ci) vincitore del concorso  internazionale di Canosa di Puglia, Pasquale Scognamiglio campione di Nocera da Napoli e Carla Di Feo artista salernitana vincitrice anche essa a Canosa ed in altre manifestazioni minori. Questi artisti insieme a Daniela Esposito artista napoletana hanno operato su tavole di legno cimentandosi sul tema dell’estate a Martinsicuro. Foto di Maurizio Linder © RIPRODUZIONE RISERVATA

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L’AISAM ONLUS: PER L’INTEGRAZIONE DELLA SOCIETÀ SENEGALESE   13 di M.Giulia Mecozzi Avete mai sentito parlare dell’Aisam Onlus? Personalmente non amo utilizzare la parola ‘razzismo’, in quanto ritengo che ogni persona possa sviluppare una certa forma di Eppure l’Associazione è nata ed ha una delle sue due sedi razzismo in se stessa. proprio nella nostra Martinsicuro. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di portarvi alla scoperta di questa importante L’importante è che essa non vada a ledere la dignità dell’altra realtà e lo faremo grazie alla testimonianza del Segretario persona, mancandole di rispetto come se valesse di meno solo dell’Associazione, Gora Mboup, giovane senegalese, perché ha la pelle di un altro colore. arrivato in Italia nel 1998 dove ha compiuto i suoi studi liceali e attualmente è iscritto alla Facoltà Economia presso Alla base del razzismo c’è un unico fattore: l’ignoranza. Perché il Politecnico delle Marche. non credo ci sia differenza tra una pelle bianca e una nera. Rimaniamo tutti appartenenti ad un unico genere umano”. “L’Aisam è nata nel 2003 – dice Gora – da una comunità di senegalesi che viveva a Martinsicuro allo scopo di integrare Quest’ultima frase ci fa saltare subito alla mente il forte senso di alla società italiana la società senegalese”. ‘ospitalità’ che hanno in sé le popolazioni africane e che differisce da quella che noi definiamo come semplice ‘accoglienza’. L’obiettivo principale della nostra Associazione è l’integrazione, lavoriamo nel campo della mediazione Il Segretario ci conferma infatti che: “ In Senegal, al di là culturale ovunque lo si richieda: dai Comuni alle Province della lingua nazionale, c’è qualcosa in cui Noi crediamo e che ma anche nelle Questure”. definiamo come ‘Teranga’, che non sarebbe altro che l’ospitalità. Noi senegalesi abbiamo un forte senso di ospitalità soprattutto Una parola, ‘integrazione’ che, specifica Gora, vuol dire: di fronte a persone che non si conoscono. Questo è il vero senso “vivere in un Paese dove noi rispettiamo i doveri ma della Teranga”. vogliamo dei diritti, promuovendo sempre una convivenza pacifica tra le due culture”. E ancora: “Qui, nella sede di L’ultima domanda la riserviamo alle questioni religiose. “In Martinsicuro ad esempio abbiamo ogni sabato, l’attività di Senegal - dice Gora - esistono due religioni: quella cristiana, mediazione culturale per supportare, da qualsiasi punto di introdotta grazie alla colonizzazione e la religione musulmana vista, chi ha bisogno”. introdotta dagli arabi. Rispetto all’esodo dalle terre dell’Africa che i mezzi di C’e’ molta tolleranza, per questo motivo tutti vivono pacificamente informazione stanno documentando assiduamente, in e con serenità la loro spiritualità. C’è una cosa molto bella in questo periodo, poiché in realtà le migrazioni ci sono sempre Senegal: nessuno chiede di che religione sei”. state anche al di là di una telecamera, ci chiediamo come la loro comunità stia vivendo tutto ciò e se l’Associazione ha le forze per aiutare chi sta arrivando in cerca di un futuro migliore. Un esempio ne è il fatto che, nonostante la maggioranza della popolazione sia musulmana, il popolo senegalese è stato governato per ben quarant’anni da un Presidente della Repubblica di religione cristiana: Léopold Sédar Senghor. In tal proposito il Segretario afferma che: “Noi forniamo aiuto a tutti tesserati all’Associazione senegalese che © RIPRODUZIONE RISERVATA vivono nelle Marche e in Abruzzo, avendo due sedi: una qui a Martinsicuro e l’altra a Spinetoli. Quello che facciamo, con interventi di pratica, lo facciamo per i facenti parte all’Associazione cercando, ove possibile di allungare una mano anche a tutti i loro famigliari. Purtroppo però, vista la moltitudine degli attuali arrivi, non possiamo neanche prendere in considerazione l’idea di aiutarli”. Con la massima cautela proviamo a chiedergli se lui o altri appartenenti alla sua comunità si siano sentiti mai minacciati da un certo tipo di linguaggio propagandistico e politico. In tal proposito il pensiero di Gora è chiaro e semplice: “Io sono del parere che ognuno vive, percepisce e sente queste cose secondo una propria coscienza. Per quanto riguarda la mia esperienza, io non mi sono mai sentito e non mi sento particolarmente minacciato.

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14  I SAPORI DELL’ANIMA di Giusy Valori Il 2 Luglio al Caffé letterario Florian di San Benedetto del Tronto Nel “ buio” della sua poesia è stata capace di proteggere e ho avuto modo di partecipare alla presentazione del libro di custodire una felicità che non si è arresa e che ha stupito Giulietta Straccia: “I Sapori dell’Anima”. tutti. Per me è sempre un piacere leggere e recensire un libro di poesia che è “ l’arte per eccellenza perché ha il potere di donare l’immortalità all’uomo e ai suoi pensieri, facendo sì che restino vivi per sempre”. I sapori dell’Anima è un libro di Giuletta Straccia, poetessa e scrittrice, nata a Monteprandone dove vive con la sua famiglia. Attraverso le sue poesie, l’autrice vuole condividere con il lettore il dolore per la perdita del lavoro e , al tempo stesso lo vuole trasformare in emozioni forti paragonabili ad endorfine dell’Anima. Con le liriche di Giulietta, l’Anima si arricchisce di sensazioni simili a grida di richiamo sul mondo. Ha barcollato nel buio cercando appigli ovunque , soprattutto in ricordi felici e in affetti antichi e recenti. Ha aperto il cuore e ha scorto lo “ spiraglio”. Si è abbandonata alle parole. Nel dolore ha ritrovato gli antichi sapori e colori di un’infanzia mai perduta e di sogni mai spenti. Le stagioni hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua poetica. In ognuna ha ritrovato qualcosa dell’altra: il vento, la nebbia, la luna, la pioggia fanno parte di un’unica stagione che è la vita stessa. Giulietta Straccia ha saputo trarre dal fondo della sua malinconia , al di là dell’istinto di conservazione, quel naturale pizzico di speranza che ne deriva e che non ha mai perso. I versi penetrano in profondità , incidono la parola e abbattono Ha afferrato la piccola mano rugosa della madre , quella la quotidianità in cerca di un “ per sempre” che solo la poesia del marito, dei figli, dell’amica e ha trasformato la paura in può garantire. coraggio. Il coraggio di amare e di vincere. Un “ per sempre” non è qualcosa che deve durare per forza ma è qualcosa che continua nel tempo e trasforma il dolore di una perdita in “ speranza”. Fa coincidere la realtà con il sogno. L’infinita varietà degli affetti è stata la strada che le ha permesso di arrivare alla sua anima e a quella del lettore. In tutte le trentasei liriche, l’autrice ha mantenuto la vena naturale di un lirismo trasparente e di grande forza comunicativa. “ Noi siamo i sogni di noi stessi “ - scriveva Pessoa- “ e l’un per l’altro resta il sogno dell’altrui sogno”. Attraverso la sua poesia, strettamente autobiografica, l’autrice cerca di ricomporre i dettagli che hanno caratterizzato la sua infanzia e scava all’interno del suo “ io” usando parole malinconiche che sembrano però riaccendersi ad ogni lettera temuta perche’ intrisa di dolore e di tristezza. Il suo stile è un’altalena di “ gioiosi ricordi nei campi sterili di malinconia”, e di sogni dai bruschi risvegli. Eppure le parole lasciano intravedere una tenerezza che rassicura anche se “ sgualcita dai sudori” così come sgualcita è la sua anima. Nella sua raccolta traspare il riflesso degli eventi che l’hanno colpita più da vicino ma , nello stesso tempo, ritroviamo in essa la forza di non arrendersi mai. Ha tirato fuori la capacità di esprimere i propri sentimenti attraverso un pullulare di immagini e di sensazioni percorrendo la strada dei grandi temi universali. In esse c’è il riflesso puro del suo spirito impregnato di sapori e di colori. I suoi stati d’animo trovano un’intima rispondenza nelle immagini che la natura le offre. Immagini forti nelle quali si realizza anche il senso del viaggio che la poetessa compie dentro le parole. Si spinge oltre il pensiero permettendo al lettore di intuire” l’inesprimibile”, quello che la poesia non riesce sempre a dire. Attinge ad una memoria antica che ha conservato nel tempo e ne raffigura l’abbandono dei gesti come degli abbracci che sanno riconciliarsi con il mondo. Le sue liriche rappresentano un’ode continua che si allarga fino abbracciare tutti quelli che hanno vissuto i suoi stessi disagi. Lei ci ha permesso di entrare nel suo mondo e attraverso la poesia di trovarci faccia a faccia con i suoi problemi e con le sue perdite che sono anche le nostre e le ha condivise con noi senza farci perdere di vista l’orizzonte. Il libro è un invito a non perdere mai la speranza. Con affetto e stima © RIPRODUZIONE RISERVATA

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“AMARCORD ROSSOBLU’”: PAOLO BENI, L’”ALFIERE” DELLA SAMB!!!   15 di Luigi Tommolini PAOLO BENI nasce a Firenze il 24 aprile 1937; arriva in Riviera nel 1960 e gioca con la Samb 13 campionati di fila concludendo l’attività di calciatore nella stagione 197273 con l’avvento della “SamBergamasco”, la memorabile Samb allenata da Marino Bergamasco, con la quale disputa 11 gare. Ha giocato i primi tre tornei in serie B totalizzando 89 presenze e 11 goal; gli altri 10 tornei in C (326 presenze e 8 goal). Scoperto dal talent’s scout Alberto Eliani che lo preleva dalla Rondinella Firenze come centravantiinterno, negli anni seguenti ha ricoperto sia il ruolo di centrocampista che quello, definitivo, di “libero”. E’ il calciatore della Sambenedettese che ha il maggior numero di presenze in campionato, 415 gare totali, da qui la definizione di “alfiere” rossoblù. Ha fatto il suo esordio nella Samb il 25 settembre 1960 nell’incontro Samb-Brescia 1-1 e ha realizzato complessivamente 19 reti. Nella sua florida carriera rossoblù vanta anche un altro imbattibile record, quello delle 140 presenze consecutive (senza saltarne nessuna) nelle gare di campionato dal 16 giugno 1968 al 5 marzo 1972 (quasi quattro tornei interi!!!). Ha allenato le varie squadre giovanili locali, sedendo per diverse gare anche sulla panca della prima squadra nel torneo di serie C1 1989/90. Insignito il 13 ottobre 2008 del “Gran Pavese Rossoblù”, premio cittadino riservato a tutti quei personaggi che con le loro opere hanno dato qualcosa di speciale alla città, con la seguente motivazione: “Fiorentino di nascita ma sambenedettese d’elezione, ha dato lustro al nostro calcio e di conseguenza alla città con una carriera calcistica di notevole spessore, rivestendo diversi ruoli in campo, e totalizzando il maggior numero di presenze in campionato con la maglia rossoblù. Ha inoltre continuato la sua attività come allenatore, e come animatore di un frequentatissimo ed elegante bar.” I suoi figli e alcuni suoi nipoti stanno seguendo egregiamente la sua carriera di calciatore e di allenatore. Sempre sensibile e attivo nel partecipare a manifestazioni commemorative, non ultimo il suo impegno come allenatore delle vecchie glorie della Samb in un triangolare svoltosi nel giugno 2011 al “Riviera” per ricordare il tragico “Rogo del Ballarin” del 7 giugno 1981, dove morirono due giovani donne e furono seriamente coinvolte centinaia di persone. Proprio il 7 giugno 2011, all’interno del “Ballarin” nel trentennale del “Rogo”, l’abbiamo sorpreso guardare, per un attimo, con “malinconica nostalgia” il “vecchio stadio”; nei suoi occhi si leggeva tutta la storia della sua Samb: la sua e la nostra grande Samb!!!  Un pregevole esempio da seguire come Atleta e come Uomo!!! IL TABELLINO DEL SUO ESORDIO ROSSOBLU San Benedetto del Tronto-Stadio “F.lli Ballarin” Domenica 25 settembre 1960 SAMB-BRESCIA 1-1 Reti: 27’ Cella, 89’ Palmieri. SAMB: Patregnani; Volpi, Russo; Alberti, Santoni, Valentinuzzi; Palmieri, Mecozzi, Beni, Rumignani, Novali. All.: Alberto Eliani. BRESCIA: Brotto; Martini, Ratti; Magri, Ferrazzi, Turra; Fogar, Szocke, Cella, Favalli, Albini. All.: Sarosi. ARBITRO: Ascari di Carpi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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