Il Martino n.18 anno 2

 

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quindicinale di informazione

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19 Settembre 2016 - n. 18 anno 2 Quindicinale di informazione, approfodimenti e interviste 1€ 11 LEONI! TERREMOTO » continua, Pag. 15 CALCIO » continua, Pag. 13 TENNIS » continua, Pag. 12 Il Martinsicuro batte 2-0 il blasonato Paterno (foto e commento a pag. 16) VIAGGI » continua, Pag. RISTRUTTURAZIONE » continua, Pag. 8

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2  Inghilterra presso l’Università di Nottingham e prendere un PhD nei tre anni successivi fino al 2000. Poi, ha avuto l’opportunità di andare ad insegnare a Bangkok in Tailandia e qui è rimasto per ben 4 anni, fino al settembre 2004 quando ha trovato lavoro presso l’Università di Portsmouth, nel sud dell’Inghilterra, dove attualmente vive ed insegna. Il Martino Giornale on-line ed anche cartaceo. Iscritto al Registro della Stampa presso il Tribunale di Teramo. Iscrizione n 668 del 26 Aprile del 2013. DIRETTORE: Marco Capriotti REDAZIONE:Antonio Villella, Emanuela di Teodoro, Alessandra Bucci, Gino Bucci, Maria Giulia Mecozzi, Federica Bucci, Noris Cretone, Simona Borghese, Giusy Valori, Luigi Tommolini, Pio di Leonardo, Lucia Pavone IMPAGINAZIONE: Federico Casarella SEDE REDAZIONALE:: Via Metauro, 10 - 64014 Martinsicuro (TE) Tel./Fax: 0861 1863957 Email info@ilmartino.it Partita IVA 01794480671 STAMPA: Presso sede “Il Martino”. DISTRIBUZIONE E ABBONAMENTI: TABACCHERIA LA CUCALA , Lungomare Europa, 67, Martinsicuro. VAGNONI TRISTANO, Piazza Cavour, Martinsicuro. CIRILLI TOMMASO, Lungomare Europa, Martinsicuro. MATTIOLI CINZIA, Via Roma, 332, Martinsicuro. GENGHI ANNA MARIA, Via F. Lippi, Villa Rosa . TABACCHERIA “LA TORRE”, Via Roma, 447, Villa Rosa. PUBBLICITA’: Contattare il 0861-1863957 ARRETRATI: Richiedeteli al vostro edicolante oppure a Il Martino e@mail: info@ilmartino.it - fax: 0861-1863957. Per saperne di più, noi de Il Martino, abbiamo avuto l’onore di incontrarlo. Innanzitutto, il professore ci ha spiegato di cosa tratta il libro. “Il volume si occupa – afferma il Professore - dell’inglese come lingua globale e delle sue varietà che nel corso dei secoli si sono sviluppate. Essendo stata una lingua coloniale si è espansa nel mondo con l’Impero Britannico e poi sulla sua scia ne sono sorte molte varietà tra cui, la più famosa, è l’inglese-americano”. Ricordiamo che il volume è attualmente usato da accademici e studenti universitari in tutto il mondo, nell’ambito della sociolinguistica e linguistica applicata. Per questo vogliamo capire meglio cos’è la linguistica applicata. Dice Saraceni: “Per capire bene cos’è la linguistica applicata, dobbiamo distinguerla dalla linguistica. Mentre quest’ultima è lo studio del linguaggio in sé e di come funziona il linguaggio; la linguistica applicata è l’applicazione della linguistica all’analisi dei testi o a come le persone parlano, cioè di come in sostanza il linguaggio è usato nella società”. La specialità di Saraceni è la socio linguistica e cioè la materia che studia come la lingua si rapporta alla società, in particolarità l’inglese nel mondo. © RIPRODUZIONE RISERVATA LA BRITISH ASSOCIATION FOR APPLIED LINGUISTICS PREMIA IL MARTINSICURESE PROF. MARIO SARACENI In un periodo dove le tragedie naturali si susseguono, ecco spuntare una bella ed importante notizia. Alla luce dei suoi studi e della Brexit, cioè dalla decisione del popolo britannico di uscire dall’Unione Europea, abbiamo voluto chiedere al Prof. Saraceni se questo avrà delle ripercussioni sull’inglese come lingua globale. “La Brexit – dice il Professore – non avrà nessuna ripercussione sull’inglese come lingua globale. Essa è talmente dominante che ormai è solo minimamente una lingua britannica. La prestigiosa British Association for Applied Linguistics (Associazione Britannica per la Linguistica Applicata) che annualmente seleziona 4 libri usciti nell’ultimo anno per poi premiarne uno, per il 2016, ha scelto di premiare il libro del martinsicurese Prof. Mario Saraceni come miglior pubblicazione accademica di linguistica applicata, dal titolo “World Englishes: A Critical Analysis”. Mario Saraceni ha 47 anni e subito dopo essersi laureato presso l’Università degli Studi di Pescara ha cominciato ad insegnare inglese presso le scuole Battistine di San Benedetto del Tronto. Successivamente, nel 1996, ha deciso di fare un Master in La stragrande maggioranza delle persone nel mondo parla inglese come seconda o terza lingua. Il rapporto che c’è tra l’inglese e l’Inghilterra è molto diverso da quello tra il tedesco e la Germania. L’inglese come lingua globale rimarrà. Ciò che potrà cambiare la situazione, ma a lungo termine, potrà essere l’ascesa della Cina come potenza mondiale”. Di Giulia Mecozzi

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3  TERREMOTO LA RICOSTRUZIONE DEI PAESI COLPITI DAL SISMA È UN FATTO POLITICO Il terremoto che ha sconvolto la provincia ascolana lo scorso 24 agosto, ha dimostrato ancora una volta quanto possa essere coeso il tessuto sociale del paese di fronte a questo tipo di tragedie. Una coesione che si riflette o che viene colta anche dal panorama politico, in grado di sancire una sorta di tregua in nome dell’unità e della solidarietà. Le forze politiche hanno saputo smorzare le polemiche e ammorbidire gli scontri verbali. interna al Partito Democratico. Il partito azzurro, per bocca del senatore Gasparri, oltretutto critica la gestione dell’emergenza durante l’esperienza emiliana. Nel Carroccio ha fatto inoltre discutere la divergenza di opinioni riguardo la scelta. Il Governatore della Lombardia Maroni infatti aveva espresso parere favorevole alla nomina, mentre diversi esponenti l’avevano aspramente rigettata. Il governo ha subito dichiarato che non sarà preso in considerazione il modello aquilano, per quanto riguarda la risposta all’emergenza e la ricostruzione, e su questo nessuno ha avuto nulla da obiettare. Difficile comunque essere di parere contrario. Tuttavia era chiaro che l’incantesimo non potesse durare in eterno e  che le forze politiche tenessero ben affilate le armi in vista della prima divisione puntualmente manifestata alla prima decisione di rilievo avvenuta con la nomina di Vasco Errani a Commissario per la ricostruzione. Errani ha comunque incassato l’appoggio del premier che ha descritto il neo commissario come uomo di grande capacità e ne ha difeso l’operato della precedente esperienza. Errani, dal canto suo, ha mantenuto un atteggiamento prudente astenendosi dal pronunciare sensazionali proclami. Ha riconosciuto che sarà una ricostruzione lunga ma, ha dichiarato che sarà un processo trasparente, regolare  avendo cura di mantenere le identità dei paesi coinvolti. Ha inoltre affermato di voler operare in sintonia con la Protezione Civile e l’unità Anticorruzione. L’ex governatore della regione Emilia Romagna, navigato esponente democratico, ha dovuto rassegnare le dimissioni dal precedente incarico come conseguenza della vicenda “Terre Emerse”. Un’inchiesta che l’ha visto coinvolto, e in un primo momento anche condannato, insieme al fratello in un presunto caso di concussione. Nel frattempo il ministro dell’Economia Padoan, ha firmato il decreto di sospensione delle tasse, per i paesi colpiti dal sisma, fino al prossimo dicembre. Per quanto riguarda la ricostruzione, in Italia purtroppo manca una vera e propria  normativa specifica che indichi i principi da seguire a seguito di eventi tellurici. Pertanto, ogni volta che se ne verifica uno, si agisce in maniera differente con risultati diversi. Tuttavia dalla sentenza ne è uscito immacolato e può vantare di essere stato governatore di una regione anch’essa colpita da un drammatico evento sismico, il cui piano di ricostruzione è stato da molti indicato come modello di trasparenza e regolarità. In realtà alcune inchieste giornalistiche qualche dubbio in merito nel corso degli anni l’hanno sollevato, ma in generale si può affermare che l’Emilia resse bene il colpo. La scelta presa dal Consiglio dei Ministri ha rotto il fragile equilibrio e ha sollevato diverse obiezioni da parte delle opposizioni. Le prime accuse sono state mosse dal fronte pentastellato, in primis Di Maio, secondo il quale il premier ha utilizzato la vicenda per ricucire le fila del proprio partito. Errani in effetti è stato a lungo governatore della regione rossa ed è maggiormente vicino al fronte minoritario del partito, pertanto c’è chi ha interpretato questa strategia come un modo per mediare col fronte interno. Durante l’evento che interessò L’Aquila, si sono levate molte critiche circa la decisione di finanziare le New Town, ma in molti approvarono la scelta di incominciare a ricostruire, in primis, le provincie per garantire un numero maggiore di nuclei abitativi, penalizzando la ricostruzione del centro storico. Durante l’esperienza emiliana invece, la scelta di agevolare le attività produttive e la puntualità dei finanziamenti stanziati, sono stati apprezzati ed elogiati da molti. Ovviamente, anche questa volta, sono da subito partite le inchieste giudiziarie e si è ribadito, con forza, quanto importante sia costruire e ristrutturare gli edifici in maniera consona e pulita, come pure  importante dovrebbe essere insistere sulla sicurezza del territorio. Sempre dalle fila dei cinquestelle sono state lanciate accuse circa presunte infiltrazioni mafiose all’interno del processo di ricostruzione. Anche la sponda destra dell’elettorato, Lega e Forza Italia, intendono la nomina come una questione tutta I paragoni tra le cifre ipotizzate e quelle riguardanti le ricostruzioni è sempre imbarazzante, tuttavia ogni volta questi discorsi rimangono inascoltati e ci si limita a monitorare la ricostruzione in corso in attesa del prossimo dramma. Di Antonio Villella

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4  IN VIAGGIO... A CIVITELLA DEL TRON Continua il viaggio tra i Borghi più belli del nostro Abruzzo: oggi tappa nell’incantevole Civitella del Tronto, cittadina arroccata su una rupe rocciosa e sovrastata dalla fortezza, ultimo baluardo dei Borbone di Napoli e del Regno delle Due Sicilie che resistette strenuamente al comando piemontese, arrendendosi addirittura tre giorni dopo che fu proclamata l’Unità d’Italia. Un cucuzzolo sospeso tra mare e monti, questo borgo è capace di stupire in ogni stagione, sia quando i boschi sui fianchi dei monti s’infiammano dei colori decisi dell’estate, sia quando l’inverno spruzza di neve le tegole delle case antiche. Panorami tersi e infiniti incorniciano i resti della cerchia muraria del XIII secolo che caratterizza questa città. Il cuore del borgo poi è di notevole interesse, con un impianto urbanistico di grande suggestione risalente al Medioevo. I percorsi si snodano su livelli consecutivi cuciti da una fitta trama d’incroci, di rampe e di scale che lasciano scorgere il rincorrersi dei tetti sottostanti. Si ergono quindi le case, le chiese e i palazzi in travertino, sormontati dalle armi gentilizie del casato. La cerchia muraria, infine, di cui residuano significativi resti lungo il versante meridionale e che cinge l’agglomerato dal XIII secolo, contribuisce alla caratterizzazione di una città-fortezza concepita per la difesa a ritroso, via dopo via, sino agli inviolabili spalti del Forte, dove le case, disposte a schiera e addossate le une sulle altre, si propongono come veri e propri antemurali difensivi. Cominciamo dunque la visita dalla Fortezza, incastonata in cima al paese come un’acropoli greca, edificata dagli spagnoli di Filippo II d’Asburgo che, a seguito di un’eroica Dopo il 1861 la Fortezza venne lasciata in abbandono, resistenza dei civitellesi contro le truppe francesi nella depredata e demolita dagli stessi abitanti di Civitella del Tronto. seconda metà del XVI secolo, demolirono le preesistenti Oggi la sua struttura è completamente visitabile, grazie ad un fortificazioni angioine e aragonesi, ormai superate dalle importate intervento di restauro curato dalla Sovrintendenza nuove tecniche militari d’assedio, e ricostruirono la de L’Aquila. fortezza così come ci appare oggi. La visita si sviluppa attraverso tre camminamenti coperti Importante opera d’ingegneria militare, con i suoi 500 tra i lunghi camminamenti di ronda, i resti del Palazzo del metri di lunghezza e 25mila metri quadri di superficie è Governatore, la Chiesa di San Giacomo e le caserme dei tra le fortificazioni più grandi d’Europa. Il ponte levatoio, soldati. i bastioni, le piazze d’armi, gli alloggiamenti militari, le carceri, le polveriere, le cisterne, il palazzo del Notevole e suggestivo è il panorama che si gode dalla Fortezza Governatore e la chiesa di San Giacomo, attirano ogni a partire dal vecchio  incasato  sottostante, per proseguire con anno migliaia di visitatori. i massicci del Gran Sasso, della Laga, della Maiella, dei Monti Gemelli fino al Mare Adriatico. Nel 1734, dalla dominazione degli Asburgo si passò a All’interno è visitabile il Museo delle Armi che si sviluppa su quella dei Borbone che operarono importanti modifiche quattro sale dove sono conservate armi e mappe antiche alla struttura militare e si opposero valorosamente connesse alle vicende storiche di Civitella. La sentinella del all’assedio dei francesi nel 1806 e a quello dei piemontesi Regno di Napoli faceva, inoltre, da guardia al sottostante del 1861. borgo, dove ci si può perdere nelle stradine, le caratteristiche

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5  NTO TRA STORIA, NATURA E SAPORI i primi centri benedettini d’Abruzzo e posto su un colle a coronamento del borgo. L’abbazia, forse il più suggestivo dell’intero territorio teramano,  ha rappresentato nel passato una delle abbazie benedettine più importanti della regione. La tradizione storica ne attribuisce la fondazione addirittura a San Benedetto da Norcia che, nel 452, ne avrebbe avviato  personalmente la realizzazione. Civitella è nota anche per quello che la natura è stata in grado di creare in quei luoghi: i frequenti fenomeni carsici hanno infatti dato origine, sul versante meridionale della Montagna dei Fiori, a numerose grotte ricche di stalattiti e stalagmiti delle quali la più nota è la Grotta di Sant’Angelo insieme a quella di Salomone. Affascinanti ricerche e pazienti scavi, iniziati negli anni sessanta dall’archeologo Antonio Mario Radmilli, hanno portato alla luce tracce della presenza dell’uomo in queste grotte dal neolitico ai tempi più recenti. Tutte queste caverne si sono rivelate importantissime perché hanno permesso la ricostruzione della storia dei Monti Gemelli attraverso il ritrovamento di numerosi resti preistorici come frammenti di terracotta, schegge, raschiatoi, alcune lame, ossi di orso, di stambecco, di cavallo e soprattutto ceramiche. Nelle vicinanze delle suddette grotte vi sono le suggestive Gole del Salinello, molto interessanti paesaggisticamente in modo particolare per gli amanti della natura senza dimenticare i gloriosi avanzi del castello di re Manfrino che si ergono ai piedi della parete sud della Montagna dei Fiori. “rue”, tra “ruetta”. le quali pare vi sia la più stretta d’Italia: la cosiddetta Oltre che per l’artigianato locale e le bellezze del borgo, Civitella è famosa per essere un paradiso di sapori. Salumi, formaggi, patate, legumi, olio e biscotti, ma anche tartufi Tra gli edifici di culto, merita una visita la collegiata di San neri, funghi e cinghiale, sono a disposizione dei buongustai. Lorenzo della fine del XVI secolo, al cui interno custodisce Da una cucina essenziale, tanto negli ingredienti quanto notevoli dipinti del XVII secolo. nelle preparazioni, proviene un piatto originale, le ceppe: maccheroni ottenuti all’inizio con un impasto di  farina e Quasi contemporanea è la chiesa di San Francesco, acqua, cui nel tempo si sono aggiunte le uova. recentemente restaurata, con la sua torre campanaria, il pregevole rosone della facciata, l’interno barocco, il coro Il nome fa riferimento al bastoncino, la “ceppetta”, intorno ligneo del Quattrocento. Notevole è poi la piccola chiesa di alla quale si avvolgevano piccole porzioni d’impasto per Santa Maria degli Angeli è detta anche “della Scopa” per poi sfilarle in forma di maccheroni. Un buon ragù, e la via della Confraternita che vi s’insediò, affrescata e con una magia è in tavola. scultura lignea del Cristo morto. Civitella del Tronto merita certamente una visita. In qualsiasi periodo dell’anno desideriate recarvici questo Fuori le mura cittadine il convento di Santa Maria dei Lumi, delizioso borgo ai piedi delle montagne non vi deluderà. così chiamato per i misteriosi avvistamenti di luci, eretto Tra le caratteristiche “ruette”, la rocca con la Fortezza, la nella prima metà del Trecento dai francescani, con all’interno spiritualità dei monasteri e il buon cibo, a Civitella potrete l’effige in legno policromo e dorato della Madonna e il respirare la vera essenza dell’Abruzzo! chiostro conventuale. Tra i luoghi più amati dai turisti c’è poi il Di Pio di Leonardo complesso abbaziale di Santa Maria di Montesanto, uno dei

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6  “ Ho raccolto un uomo per la strada ed era mangiato vivo dai vermi e nessuno gli poteva stare vicino tanto puzzava. L’ho pulito e lui mi ha detto: perché fai questo ?”. Gli ho risposto: “ perchè ti amo”. MADRE T UNA DONNA Chi risponde è Madre Teresa di Calcutta . Questo passo è tratto da un bellissimo libro che ho letto anni fa su questa donna e che porta il titolo di : “ Teresa di Calcutta, la matita di Dio”, F. Zambonini. Queste parole dette dalla suora istintivamente ad un giornalista che l’ha conosciuta veramente e ha visto i luoghi in cui prestava soccorso; non penso invece che ne siano a conoscenza i polemisti di turno, quelli che , pur non conoscendo una persona si sentono in diritto d’infangare ciò che di buono l’Umanità ci ha dato. Io capisco che darsi agli altri in un’epoca dove i rapporti umani sono praticamente falliti, diventa una colpa. Dov’è l’inganno? Le persone che si donano agli altri oramai sono tutti diventati “ finti buonisti che si sporcano le mani di sangue solo per poterle vedere brillare attraverso riconoscimenti economici o altro. Questo è quello che sento dire da anni o che leggo sui social attraverso i commenti di persone che non sono abituate a riconoscere un buonismo finto da uno vero. Non sanno cosa significhi rimboccarsi le maniche e con le mani nude scavare anche tra il concime , se fosse necessario, pur di tirare fuori dalla merda le persone che ci sono dentro fino al collo. Madre Teresa lo ha fatto. Ma prima di lei lo hanno fatto anche altre persone . Sempre troppo poche, ma grazie a Dio queste poche ci sono state. E grazie a Dio continueranno ad esserci. Le persone che usano il web per far passare messaggi non veri che purtroppo non vengono filtrati dalla dalla maggior parte dei lettori , io le chiamo invece “ finti egoisti”. La psicoanalisi c’invita ad essere portatori buoni di un sano egoismo.. Ma stiamo attenti a non confondere l’egoismo fine a se stesso da quello sano. in cattiva luce chi, invece ,sceglie di essere portatore di un sano egoismo e compie gesti controcorrente tutti i giorni provocando scandalo. A me personalmente se questa donna sia santa o meno non frega molto. L’umanità più che dei santi ha bisogno di esempi. E lei lo è stata. Un modello da seguire, troppo scomodo da affrontare, difficile da imitare, quando era in vita. Ecco perché le polemiche da quattro soldi sono iniziate a nascere subito dopo la sua morte. Io non scelgo di essere egoista per far del bene Io ho letto di tutto su questa donna, anche le cose scomode, a me stesso fregandomene degli altri e mettendo costruite su misura da chi non riesce a capire come una sola

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TERESA A DI STRADA 7  Lo stesso moribondo era incredulo , un po’ come San Tommaso di fronte al Cristo risorto. A chi commenta senza sapere, a chi sposa una causa solo per sentito dire , io dico di provare a toccare le piaghe di questi malati e poi di provare a scrivere. All’incredulità del lebbroso sul marciapiede la Madre ha risposto con un bel “ ti amo”. Ero indecisa se riportare o meno questo episodio scritto nel libro. Molti non ne sono a conoscenza e mi spaventava il fatto che la chiave di lettura di questo fatto potesse essere manipolata da certa gente che non conosce vergogna. Un bel “ ti amo” detto in faccia ad un malato di lebbra , sudicio e pieno di piaghe, può essere trasformato in qualcos’altro dai falsi egoisti per potersi distinguere dai finti buonisti.. A chi la critica perchè si limitava a fasciare le piaghe del mondo invece di lottare per cambiarlo ella rispondeva: “ Cambiatelo voi. Nel frattempo , io lo soccorro”. Non aveva particolari doti oratorie eppure affascinava tutti con la sua sola presenza che diventava un messaggio. “ Ciò che siete provoca tanto clamore che io non riesco ad ascoltare ciò che dite”. Ecco cosa avrebbe risposto oggi, se fosse stata ancora in vita, ai virtual- saccenti di turno. Walt Whitman scrisse di lei che sopportava con sacrificio il peso della notorietà ma ne coglieva i vantaggi. Infatti lei disse ad un giornalista che per ogni foto che le veniva fatta, un’anima si sarebbe salvata. Possedeva un’intelligenza suprema e, come riporta l’autrice nel suo libro, non emergeva per doti straordinarie , piuttosto perché era molto attiva. persona , piccola e rozza, vestita male ( quindi tutti questi soldi che avrebbe preso dove li ha usati ) , possa avere creato una macchina umanitaria per alleviare le sofferenze fisiche e psichiche di malati. Liberissimi di scrivere e di dire tutto quello che volete ma anche io lo sono. E sono d’accordo anche con la Zambonini quando scrive nel suo libro che la rivoluzione di questa suora è cominciata quando ha raccolto un moribondo sul marciapiede di Calcutta , infrangendo un tabù millenario nell’India degli intoccabili e scuotendo la coscienza di un popolo fatalista. In seguito ha portato la sua visione in tutti i continenti . Non si risparmiava ed aveva una grossa qualità: l’allegria. Era allegra e sempre pronta al motto di spirito. Chi l’ha conosciuta ha detto che spesso si piegava in due dalle risa. E questo la dice lunga su una grande donna. Chi sa ridere di fronte ad un dolore abbraccia il dolore stesso e lo sana. Per questo Madre Teresa di Calcutta non dovrebbe essere oggetto di critica ma un valido esempio da seguire in un mondo dove i rapporti umani sono quasi del tutto spariti e ciò che di buono queste persone hanno avuto deve ricominciare ad attecchire ovunque. Di Giusy Valori

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8  IL PRIMO PASSO VERSO U Avete deciso di rimettere mano al vostro appartamento per far spazio ad un nuovo arrivo? Perché la mattina c’è la fila in bagno e si inizia la giornata con litigi su chi deve entrare per primo a farsi la doccia? Dovete svecchiare l’appartamento della nonna perché sì, la carta da parati è tornata di moda ma i mille fiorellini sul fondo rosa no, sono un pugno in un occhio? Allora è arrivato il momento per voi di tuffarvi, e per questa avventura vi vorrei aiutare. Iniziare la ristrutturazione della propria casa comporta un grande dispendio di risorse e non meno importanti, di emozioni personali. Si tratta di un investimento sul nostro abitare, sugli spazi che ci circonderanno per gran parte della nostra vita, cosa non da poco. In questa rubrica fatta di più articoli, vi darò dei consigli pratici su come avventurarvi in questo mondo. 1- AVERE DELLE IDEE DA ESPRIMERE Il primo consiglio che vi posso dare è avere bene in mente quali interventi fare. Un conto è dare una rinfrescata con una nuova tinteggiatura, un conto è demolire delle pareti per riorganizzare lo spazio. In base a questo cambia il budget e cambiano molti altri aspetti organizzativi e leggi a cui far riferimento. Ogni caso e ogni richiesta ha una o più soluzioni e tutto parte dalla planimetria della vostra casa. Quando non vedete più la luce in fondo al tunnel o non sapete più cosa scegliere fra le innumerevoli foto che avete salvato da internet o ritagliato dalle riviste, non preoccupatevi e chiedete aiuto. 2- CHIEDERE AIUTO AD UN PROFESSIONISTA Quando ci si fa prendere la mano nella ricerca di cose che vi piacciono gli spunti possono essere tanti, anzi, troppi. Si può arrivare al punto in cui non saprete più come mettere ordine fra le innumerevoli idee. Le domande che vi farete per l’intera giornata sono del tipo“lo stile industriale di questa lampada starà bene affianco al divano dell’ 800?” e vi sembrerà di non venirne più a capo. Quando i nodi verranno al pettine, chiedete la mano di un professionista esperto nel settore. E’ giusto, in una prima fase, fare piccoli progetti con la tua dolce metà o soli soletti ma fare tutto da soli è davvero un’impresa ardua. Inoltre sappiate che, a prescindere da piccoli lavori che rientrano in una ristrutturazione ordinaria, è obbligo di legge nominare un progettista.

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UNA RISTRUTTURAZIONE 9  Potreste dire che sono di parte “un architetto cosa avrebbe potuto dire???” ma la nomina di un progettista a lungo andare, vi porterà benefici, sia sulla riuscita finale dei lavori che sulla vostra salute psico-fisica. Meno stress portato da burocrazia, seguire i lavori in casa e discussioni che eviterete grazie alla sua opera di mediazione, con le varie imprese. Vi do anche un’altra chicca....è vero che scegliendo un professionista dovrete considerare un ulteriore costo ma, se a questo date un budget da rispettare per i lavori, vedrete che vi farà rientrare nella spesa pensando alle migliori soluzioni, indirizzando il budget verso le giuste scelte. Ovviamente la somma predisposta deve essere realistica. Non pensate di ristrutturare casa con i migliori pezzi di design e con pochi spiccioli. 3- SCEGLIERE L’IMPRESA EDILE Sicuramente la ditta esecutrice, come del resto anche un professionista, possono essere scelti tramite il passaparola o quel potente strumento che è internet. Scegliere delle ditte accreditate e di cui si parla bene non basta per affidare il vostro budget e la vostra casa nelle mani di qualcuno. Bisogna verificarne l’Idoneità tecnico Professionale tramite una serie di documenti. Fatevi mostrare una gallery con i lavori eseguiti, facendo attenzione al complesso ma anche ai particolari che passano spesso inosservati. Fate una chiacchierata con il titolare, anche con la “scusa” di un sopralluogo, per vedere se arriva puntuale all’incontro o se avvisa in caso di contrattempo, se è chiaro nello spiegarvi i vari problemi che si potrebbero incontrare nel realizzare quello che volete. La scelta dell’impresa e del progettista sono punti importanti e verranno approfonditi nei prossimi articoli. 4- NON AVERE FRETTA Quando si da il via ai lavori non c’è peggior nemico della fretta. Lo so benissimo, non vedete l’ora di entrare nella vostra nuova casetta. Di sentire l’odore della pittura appena data e di godervi finalmente il vostro spazio sognato da anni, ma in cantiere ci sono dei tempi tecnici dovuti all’arrivo dei rivestimenti, dei mobili, ma ancor prima all’asciugatura del massetto, alla posa in opera di rivestimenti e cosi via. Per la scelta dei materiali e delle tecniche fatevi guidare e fidatevi dei professionisti che avete scelto. Non vi precluderanno altre varianti o la decisione finale ma vi faranno comprendere ciò che è più adatto alle vostre esigenze sia estetiche che funzionali. Potrete costatare che, a meno che non si presentino gravi imprevisti, tutto andrà bene e avrete presto ciò che avete chiesto. Arch. Norma

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10  OROSCOPO DELLA SIBILLA ABRUZZESE: di Noris Cretone “SETTEMBRE PIENO DI SORPRESE PER I NOSTRI SEGNI!” Amor: se c’tenet a stà tranquill cu la moje o lu marit, denet tenè tanta, tanta pacinzia. Pur li single deve esse meno pesant pchè potrann avè incontri interessant. Lavor: lu lavor va che è na schiuppettata, se vulet fa carrir è lu mument just. Salut: la salut va bè ma facetv na curett p’le oss. Amor: Fin a la fin de lu mes ci sarann jurnat bon e jurnat stort…Mart v’ fa sta’ nu cò agitat. Lavor: lu lavor va bè grazie a Mercurje che v’ dà tanta energia p’ ottenè tant soddisfazion. Salut: stù mes d’ settembr stet nu cò stressat, cerchet d’ rlassav e bvet qualch tisana sennò v’ s’ gonfia lu fegt. Amor: p’ le coppie è nu mes davver n’casinat…stet calm altriment facet na brutta fin! Li single invece tè grand opportunità p’ truvà la moje o lu marit. Lavor: stet luntan da li collegh rompiscatl e invidius. Salut: curat la pelle, dop che set piat tropp sol stè estat. Mattetv na bella crema idratant sennò tra qualch mes assumiet a na tartaruga! Amor: cerchet d’ non piavla p’ ogn cosa, sia chi stà in coppia che chi stà da sul deve esse meno esigent. Lavor: facetv bè li cunt prima d’avvià n’attività pchè potrebbero arrivà delle spese impreviste. Salut: evitat d’magnà li cus pesant come lu panin cò la purchett, magneta la verdura che v’ fa bè e v’ fa dimagrì. Amor: chi stà in coppia dev pià na decision, o v’ spuset o v’ lascet…set fatt 150 ann d’ fidanzament, mò avast! Li single invece se dev dà na svejat, l’amor è vicn. Lavor: se vulet rischià cò n’attività vostra facetlu subbt, pchè è lu mument just. Salut: facetv tant passeggiat in campagn p’ la circolazion de li gamm. Amor: se sete single dent tenè nu cò de pacinzia prima de truvà la sposa mentr le coppie po’ programmà nu bell viagg p’ truvà l’amor. Lavor: sete nu cò stressat e non tenet nesciuna voja d’ fatià ma vers la fin de lu mes tornerà l’energia. Salut: v’ set ngrassat, sete piat tropp chil. Mettetv a diet! Amor: se v’ vulet spusà quest è lu mument just, prenotet la chiesa e lu ristorant. Anch i singl po’ truvà la sposa ma sol p’ na brev avventura! Lavor: set fatt poch vacanz quest’estat, per quest se stressat e nervus, organizzet nu viagget economic e rlassetv. Salut: pietv na cammummill la sera cuscì v’ fa ripusà meje. Amor: tenet for da lu matrimonje la socera che v’ fa mpazì, stà sempr a parlà! O esce la socera o scet vuje …Keep calm! Lavor: lu lavor và molto bene, apprufttet d’ quest mument positiv p’ fà vedè a lu titolar quant sete brav. Salut: facetv fà nu cò d’ massagg che stet miss proprje mal, sembret nu manc d’ scopa! Amor: Vener ne lu vostr segn v’ darà tant sorpres soprattutt p’ li single che vò truvà l’anima gemella e anche chi stà in coppia và d’accord e po’ realizzà tant progett. Lavor: sete molto nervos e tnet paura d’ sbajà ma stet seren che va tutt bè. Salut: stet attent a lu stommc, magneta puc e faceet ginnastica che miglior la digestiò! Amor: li vacanz ha purtat tant novità nella coppia e va fatt rtruvà l’amor, però non sete tropp gelus altriment la moje o lu marit s’incazz! Rlassetv…invec li single fanno faville. Lavor: la situazion de lu lavor è bone, li colleg s’ comporta bè e pur lu titolar. Salut: grazie a Mercurje set pien d’energia e putet fa quell che vulet, comppliment! Amor: Chill single sa proprje rmbapit…è inutl che cercata, cercata tant l’anima gemella la tenet proprje vicin a vuje e non la vdet. La felicità è dietro l’angolo, detv da fa! Lavor: v’ dnet dà nà mossa anch se lu period è fortunat dnet però fatià se vulet vedè li risultat. Salut: tnet li gamm psant e tnet la pression adda…curret d’ più e magneta d’ meno! Amor: li single stà sol a perd temp…non è lu period più just p’ truvà la moje o lu marite pur p’ le coppie non và molto bene. Lavor: pur vuje se stressat e stanc e lu lavor ne rsent, rpusetv nu cò altriment fra puc caschet jò nderrà. Salut: sete talment stressat che v’ s’ casca pur li capill, facetv na curetta d’ vitmin

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  11 IL GIOCO DEL MARTINO SOIGGAIVBAI UANITNEURTD POPOLAZIONE EMERGENZAGE RABNSTORICO CMOACITILOP OSRLASLOGAN PIGIGADARTS PSHSUTNEVUJ ACITSIUGNIL LICALCUTTAO Trova la soluzione cerchiando le lettere rimanenti che comporranno la parola identificativa dell’immagine qui sotto 1. BORGHI 2. GIORNALISTA 3. LINGUISTICA 4. SISMA 5. STRADA 6. VIAGGIO 7. CALCUTTA 8. IDEE 9. POLITICA 10. SLOGAN 11. SUPERCOPPA 12. EMERGENZA 13. JUVENTUS 14. POPOLAZIONE 16. STORICO 17. TRUENTINA LA SOLUZIONE E’: --------

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12  TENNIS - SUPERCOPPA TRUENTINA DI DOPPIO: VAGNONI/EUSEBI INSAZIABILI  di Gino Bucci I vincitori del Torneo Vintage - Remo Eusebi e Giuseppe La coppia vintage, la coppia che non ti aspetti. Vagnoni - hanno sfidato quelli del Doppio Giallo - Matteo Bianchini e Mauro Rosa - per la Supercoppa truentina. I dominatori dell’estate 2016 sono loro: Giuseppe Vagnoni “Il dritto di Chicago” e Remo Eusebi “Il Paul Newman della foce In palio la supremazia cittadina nella tanto vituperata specialità del Tronto”. Combinati perfettamente, i due si intendono a tennistica del doppio... meraviglia: mentre Eusebi lavora sotto rete e recupera palline improbabili da fondo, Vagnoni spinge diabolicamente di dritto e Dall’oltretomba si alza una voce che sembrava sopita per alza pallonetti esiziali di rovescio. sempre: “Buongiorno Italia, buongiorno Maria, con gli occhi Onore al merito, bis assolutamente insindacabile. pieni di malinconia… Buongiorno Dio, lo sai che ci sono anche io.”  La cronaca della partita non può che ridursi al risultato finale: 6/2 6/1. Bianchini, stanco per un calcetto mattutino, non è Il fantasma di Toto Cutugno, come una pantafica, torna abbastanza motivato da un Rosa sottotono dopo le spettacolari inaspettatamente ad infestare la carriera del prode Matteo prestazioni estive. Bianchini: ennesimo secondo posto per lui. Un match mai iniziato e già finito: una sentenza inoppugnabile. La vittoria del doppio giallo – che poteva sembrare un inizio – Si conclude la stagione doppistica del CT Martinsicuro e si si è rivelata una fine, almeno per l’annata 2016. Mauro Rosa, spalancano le porte dell’evento più atteso: Il Torneo Sociale. decisivo nel torneo colorato, si scioglie di fronte alla potenza Nel prossimo numero, resoconto della competizione e intervista distruttiva del dinamico duo formato da Giuseppe Vagnoni e al vincitore. Impossibile mancare. dal mitologico Remo Eusebi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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13MARTINSICURO. “IETV VI”… PER UNA NUOVA MARTINSICURO. PAROLA DI ALBERTO BUONASPEME   E se a Martinsicuro accadesse qualcosa di bello? Qualcosa che riuscisse ad unire la popolazione invece che dividerla? Nonostante lo slogan, il tutto ha avuto inizio con uno: “Ietv vi”. Fondatore e leader del neonato gruppo martinsicurese è Alberto Buonaspeme e con lui abbiamo parlato per saperne di più. “’Ietv vi’ – dice Alberto – è nato da un mio sfogo personale e dal senso di appartenenza che nutro nei confronti di questa cittadina. Molti ci hanno visto della cattiveria ma non è assolutamente così e vi spiego il perché. Con quella frase mi riferisco a tutte quelle persone, miei concittadini che, ormai da tempo, lamentano solamente le mancanze di questo nostro Paese e non fanno nulla per migliorarlo. Certe persone dovrebbero contribuire a renderlo un posto più vivibile altrimenti, mi sento di dire solo una cosa: ‘Ietv vi’”. di Giulia Mecozzi in loco o ai turisti. Sarei un masochista ad andare contro ciò di cui Martinsicuro vive: il turismo. Il motto era riferito a chi continuamente si lamenta e non fa nulla per dar vita a questo nostro Paese”. “Se tutti nel piccolo ci adoperassimo per migliorare le cose non ci sarebbe di cagnarsi. Inoltre non si parla mai di ciò che da’ luce e rilevanza a Martinsicuro, come ad esempio lo splendido chalet ‘La Rosa Blu’ o la ‘Bau Beach’ che nei prossimi anni consentirà anche ai cani di fare il bagno. Tutti dicono bello, ma poi preferiscono evidenziare solo il negativo”. L’iniziativa vera è però quella che si chiama ‘Nuova Martinsicuro’. Si tratta di un nuovo gruppo Facebook nato per eventi e partecipazioni. “Tutto è nato allo scopo di unirci tramite cene ed iniziative. Ad esempio, sabato scorso, è stata fatta una cena di raccolta fondi per le vittime del terremoto e tutto ciò per dar vita alla parte sociale di questo nostro Paese che altrimenti morirebbe”. Dunque, è in questo senso che è nato il motto che poi Alberto ha ritenuto opportuno far stampare su delle magliette, per dar più risalto al suo sfogo. Iniziativa di grande successo in quanto le t-shirt stampate e comprate sono state quaranta. “La frase - continua Alberto- non era rivolta chi non risiede Ricordiamo che gli eventi vengono organizzati principalmente tra Martinsicuro e Villarosa, poi saranno i singoli a decidere se partecipare o meno. Nuova Martinsicuro dunque: “Unirci per divertirci, star bene e fare beneficenza”; parola di Alberto Buonaspeme. SAMB STORY–SAMB-JUVENTUS 2-2 DEL 21 SETTEMBRE 1975 Sta finendo l’estate del 1975 quando il “Fratelli Ballarin” si veste a festa per una gara storica. Quel 21 settembre arriva a San Benedetto del Tronto la “vecchia signora”: la Juventus che  aveva conquistato l’anno prima e senza grandi problemi, il suo sedicesimo scudetto. Ad affrontarla è la Samb allenata dall’indimenticabile Marino Bergamasco, un allenatore che predica innanzitutto lavoro e umiltà. Il tecnico triestino è al suo quarto campionato consecutivo nella “Riviera delle Palme”. La gara è valida per la quinta giornata di Coppa Italia in un girone di ferro: Juventus, Inter, Ternana, Taranto e la nostra Sambenedettese. Si qualifica al turno successivo solo una squadra. Nei precedenti tre incontri i rossoblù hanno rimediato altrettante sconfitte: 1-3 in casa contro la Ternana, 0-2 a Taranto “a tavolino” (2-2 sul campo) per aver effettuato tre sostituzioni invece delle due consentite e 0-3 a San Siro contro l’Inter in una gara nella quale la Samb avrebbe meritato, non dico il pari, ma una sconfitta meno netta. La Juventus deve assolutamente vincere per qualificarsi ed è reduce dall’incontro di andata nei sedicesimi di finale della coppa dei campioni. Ha affrontato il CSKA a Sofia uscendo sconfitta in rimonta (1-2):a dieci minuti dal termine della gara stava vincendo grazie a un goal realizzato da Pietro Anastasi nel primo tempo. I Campioni d’Italia in carica sono allenati da Carlo Parola, un ex difensore bianconero,  famoso per le sue “rovesciate aeree” e immortalato in un Fiorentina-Juventus del 15 gennaio 1950 mentre effettua l’elegante gesto che la “Panini” di Modena volle adottare come marchio delle “Figurine dei Calciatori”. Nella Juventus Fabio Capello si appresta a giocare la prima partita dell’anno, dopo un tormentoso problema al ginocchio. Carlo Parola deve fare a meno dall’inizio del giovane Marco Tardelli che nella dura battaglia di Sofia ha anche perso un pezzo di dente, ma a sua disposizione c’è la migliore Juve  con Zoff tra i pali, Cuccureddu e Gentile difensori esterni,  Spinosi stopper, Scirea libero; sulla mediana giostrano l’arcigno Peppe Furino, Sergio Gori e Fabio Capello; esterni offensivi sono l’ex-rossoblu Franco Causio  e il trentasettenne brasiliano Josè Altafini; in attacco Pietro Anastasi. La Samb risponde con Pigino tra i pali (il nuovo portiere rossoblù, che sostituisce Massimo Migliorini, aveva fatto il suo esordio in serie A nel dicembre precedente con la maglia del Torino proprio nel derby pareggiato 0-0 contro la Juventus), Della Bianchina e Catto difensori esterni, Agretti stopper, Anzuini libero; al centro ci sono Radio, prelevato dall’Empoli, Massimo Berta e “faina” Simonato che si spingono in avanti a supporto del “bomber”; i laterali offensivi sono Nicola Ripa detto “la foca” e Gregorio Basilico “figlio adottivo” di mister Marino Bergamasco; all’attacco c’è lo spietato, rabbioso, mitico “bomber” Francesco Chimenti. Arbitra l’incontro il genovese Pier Luigi Levrero. Il “Ballarin”, in quell’ultimo giorno estivo dell’anno, è pieno come un uovo ed è una bolgia, come sempre. I dirigenti, dal presidentissimo Arduino Caioni ai suoi collaboratori, sono soddisfatti per l’incasso di questa gara in previsione del lungo e duro campionato di serie B. L’incontro è per la Samb molto importante soprattutto per testare la condizione della squadra, quasi identica e “riciclata” rispetto a quella che l’anno prima si era salvata tranquillamente togliendosi anche delle inaspettate soddisfazioni.

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14  La domenica successiva inizia il torneo di B, ancora più difficile e competitivo del precedente. L’obiettivo che si prefiggono i rossoblù da questo lussuoso incontro di Coppa Italia è quello di non sfigurare, e cercare di limitare i danni e attutire l’amarezza della pesante sconfitta casalinga contro la Juve di Charles e Sivori in Coppa Italia il 25 gennaio 1961 (1-4), unico precedente al “Ballarin” tra le due squadre in competizioni ufficiali. Le premesse per una gara spettacolare ci sono tutte: si scontrano il gioco aperto di Bergamasco con la passione e la facilità realizzatrice delle “zebre”. La Samb gioca con la classica casacca rossoblù, la Juventus con quella a strisce verticali bianconere. I rossoblù, nel primo tempo, attaccano verso la curva Sud, “il tempio del tifo”. La gara inizia e già si ha la sensazione di assistere ad una partita avvincente e spettacolare. In campo Mauro Della Bianchina, che durante il campionato verrà sostituito dal grande e giovanissimo Arcadio Spinozzi, si prende cura del “barone” Franco Causio; il duro Franco Catto marca Josè Altafini; “bimbo” Agretti si “attacca” ad Anastasi mentre Radio controlla a distanza Fabio Capello. Dall’altra parte Cuccureddu “malmena” il nostro Basilico, Claudio Gentile si occupa di Nicola Ripa, il compianto Gaetano Scirea insegue affannosamente stesso undici. E’ il quinto minuto quando Gregorio Basilico, dalla “faina” Simonato e Luciano Spinosi si danna su “bomber” tre quarti di campo, batte un calcio di punizione. La palla arriva Chimenti.  I primi minuti della contesa vedono le due a “faina”-Simonato che, sebbene pressato da Furino, riesce a squadre “studiarsi” tatticamente ma, la forza degli undici far partire un tiro angolatissimo S’insacca alla sinistra di Zoff bianconeri viene fuori soprattutto quando toccano la che si dispera: 2-2! Maurizio Simonato può così festeggiare palla Furino,  Causio e Capello. degnamente il suo 28° compleanno!!! Il “Ballarin” diventa una E’ proprio Fabio Capello che sblocca il risultato poco prima della mezz’ora di gioco: è il 26’ quando l’ex rossoblù Franco Causio batte una punizione. La difesa della Samb resta incredibilmente immobile e l’opportunista Capello insacca facilmente da circa tre metri dalla porta difesa da Antonio Pigino. bolgia e la Samb, in questo secondo tempo, spinge all’attacco sorretta alle spalle dal calore e dall’incitamento assordante del “Tempio del Tifo”! I rossoblù salgono in cattedra e quasi annientano, con ripetute azioni geometriche, i Campioni d’Italia. Della Bianchina e Catto sono superlativi, Agretti addirittura si spinge in avanti, Berta e Radio ordinati e instancabili dettano il ritmo. Neanche il tempo di rendersi conto dello svantaggio che arriva il raddoppio dei Campioni d’Italia sempre con Capello: sono passati cinque minuti. L’azione è simile a quella del primo goal: calcio di punizione dal settore sinistro dell’attacco bianconero. Questa volta sulla palla si porta l’ex cagliaritano Sergio Gori: disegna una traiettoria alta che attraversa tutta la luce della porta rossoblù fino a giungere nella parte opposta. Raccoglie Capello che da posizione angolatissima, quasi sull’out di fondo,  riesce a spedire il pallone in rete con un’”incornata” di testa. Mentre il pallone si infila tra il palo e il nostro Pigino, Aldo Anzuini resta fermo sulle gambe. La doppietta delle “zebre” in soli cinque minuti avrebbe potuto abbattere qualsiasi squadra ma non la nostra Sambenedettese!! Con umiltà e a testa bassa, colpita da due svarioni difensivi, i rossoblù cominciano a tessere la tela del gioco e alla fine del primo tempo riescono a dimezzare lo svantaggio. Un preciso lancio di Francesco Radio trova “bomber” Chimenti che supera di scatto Luciano Spinosi, e dal vertice destro dell’area piemontese, mentre gli esce incontro Dino Zoff, lo “fulmina” con un preciso diagonale rasoterra: 1-2! Tripudio del “Ballarin”! Finisce il primo tempo e nella ripresa la Juventus lascia sotto la doccia Capello e Altafini. Al loro posto entrano Tardelli (con mezzo dente rotto) e Oscar “Flipper” Damiani. La Samb, come consuetudine del buon Marino, si ripresenta con lo Basilico si destreggia nelle sue specialità, le finte e le controfinte subendo anche molti interventi duri!  Ripa è sempre in movimento, Simonato delizia la platea con i suoi tocchi di fino e Chimenti “morde”, costantemente arrabbiato con i difensori avversari!! La Samb reclama un netto fallo di rigore di Spinosi su Chimenti al 23’ ma l’arbitro sorvola… Poco più tardi una punizione di Berta si stampa violentemente sulla traversa e, sulla ribattuta, Simonato di testa manda la palla a toccare lo spigolo alto della porta bianconera. La Samb gioca e la “Vecchia signora”, stanca, si difende come può anche colpendo duro: Basilico è costretto ad abbandonare il campo, ormai malconcio. Viene sostituito a cinque minuti dal termine da Claudio Trevisan che, tre minuti più tardi, chiama Zoff ad una miracolosa parata!! L’arbitro fischia la fine. La Samb avrebbe meritato la vittoria per il gioco espresso e per le occasioni avute, dopo aver commesso due ingenuità difensive che le sono costate molto care. La storica rimonta sui Campioni d’Italia si è fermata al pareggio in una gara memorabile da consegnare ai posteri. Il pubblico è in festa, il tecnico bianconero si complimenta con gli avversari e Mister Marino Bergamasco “accarezza” per un po’ i suoi giocatori con la consapevolezza, comunque, che nessuna impresa è stata compiuta e che bisogna continuare a lavorare duro e sodo La domenica seguente comincia il campionato di serie B e la Samb deve onorarlo e ottenere almeno la salvezza che puntualmente e senza affanni verrà raggiunta! Grande Marino, Samb... Angelica!!! 

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  15 “LA CROCE DI VILLA ROSA PER LE POPOLAZIONI TERREMOTATE. QUANTO È STATO FATTO E QUANTO ANCORA C’È DA FARE” di Giulia Mecozzi “Al di là di ciò che si dice di Martinsicuro, la popolazione, quando c’è un’emergenza, risponde sempre al 100 %”. Ad affermarlo è il Dott. Marcello Monti, Presidente della Croce Verde di Villa Rosa. Assieme a Lui infatti, abbiamo voluto ripercorre le tappe di quello che è stato fatto dalla Croce Verde di Villa Rosa durante i tragici momenti del sisma che ha colpito il Centro Italia e come essa si è adoperata per far fronte all’emergenza. e privati cittadini hanno cominciato a portarci cibo di vario genere e prodotti per l’igiene personale. Ora stiamo mandando ogni giorno quattro persone nei vari campi, uno ad Amatrice ed uno ad Accumuli”. E ancora: “Tutt’ora stiamo promuovendo eventi a scopo benefico. “La macchina della Croce Verde – afferma il Dott. Monti - è entrata in moto dalle 5:00 della mattina stessa, quando abbiamo informato il dipartimento del fatto che eravamo disposti a mettere a disposizione la nostra grande cucina da campo ed in più una tendostruttura di 80 metri quadri completa di tavoli e panche pari a 150 posti a sedere. Infatti, sabato 11, presso la Chiesa S. Gabriele dell’Addolorata di Villa Rosa di Martinsicuro, alle ore 20:30 si è tenuta Ama…Amatrice; il cui ricavato da ogni piatto di amatriciana sarà devoluto interamente in beneficenza alle popolazioni colpite dal sisma”. Ci hanno fatto partire intorno alle ore 10 dicendo che avevano bisogno di una tendostruttura per Accumuli che tutt’ora fa da sala mensa per tutti i terremotati e volontari che si trovano lì. Sempre dalla Croce Verde, è stato da poco aperto un conto corrente bancario, presso Banca Intesa, chiamato “La Ricostruzione nel Cuore” dove chi vuole potrà devolvere denaro in beneficenza. Sempre quella mattina, è stata fatta una spesa consistente per la cucina da campo in modo da andare ben forniti di pasta, olio e quant’altro, almeno per assicurare un paio di pasti”. “Quattro dei nostri volontari, a turno, sono rimasti in loco per dare aiuto in cucina e per affrontare la prima emergenza. Contemporaneamente e spontaneamente, le varie Associazioni Per chi volesse contribuire il codice IBAN è: IT71 L033 5901 6001 0000 0145 665. “La Croce verde – afferma infine il Dott. Monti - garantisce serietà e trasparenza sulla raccolta e sulla destinazione dei fondi e tramite i social terremo tutti informati sull’andamento delle donazioni”.

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