Giornalino mese Ottobre 2016

 

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giornalino della fraternità francescana di Termini Imerese S. Maria di Gesù "La Gancia"

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Anno XV - n. 10 - Ottobre 2016 Il terremoto del 24 Agosto 2016 di Noemi Paola Riccardi pag. 4 Con Francesco profeti tra la gente … di Mimmo Palmisano pag. 5 Grest? Qualcuno ha detto Grest? di Michela Giuffrida Trombetta pag. 6 La fraternità regionale OFS di Sicilia … di Angela Giardina pag. 7 IN QUESTO NUMERO La buona scuola di Agostino Moscato pag. 8 Campus con persone “speciali” di Elena La Russa pag. 9 “La Famiglia secondo Papa Francesco” di Mimmo Palmisano pag.10 Sicilia “nascosta” di Nando Cimino pag.11 La ricetta del mese di Mariella Campagna pag.12 Da parte nostra … pag.12 In Fraternità … Notizie e Avvenimenti di Ignazio Cusimano pag.13 Papa Francesco, spiegando il motivo della scelta del nome, ha esplicitamente fatto riferimento a San Francesco d’Assisi chiamandolo l’uomo della povertà e la tradizione identifica il santo come «il Poverello» d’Assisi. Francesco è benestante per nascita, non appartiene ad un ceto povero, ma la conversione gli fa scegliere di abbracciare una vita realmente povera; scelta che si comprende pienamente solamente se si comprende a fondo CHI È GESÙ CRISTO PER FRANCESCO. Nella Regola Non Bollata, Francesco descrive così la forma di vita: di Chiara Simone Vullo «tutti i frati si impegnino a seguire l’umiltà e la povertà del Signore nostro Gesù Cristo». Questo precetto è la chiave di volta e la svolta di vita del

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pag. 2 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco poverello, il vero motivo della sua scelta. Francesco ha capito che la povertà è il modo con cui il figlio di Dio ha scelto di stare nel mondo e con il quale ha portato a compimento la salvezza del popolo di Dio. Pertanto, la povertà liberamente scelta è espressione dell’amore per l’umanità di Cristo, dell’Uomo/Dio che condiscende per salvarci. Il “poverello” desidera seguire le orme di colui che ama in ogni cosa e sopra ogni cosa. Così, con una vita povera, egli intende imitare Dio che pur essendo l’Onnipotente e l’Altissimo per amore nostro si fa piccolo e poverissimo, fino a morire in croce. Francesco ha capito che la povertà non consiste nell’aiutare i poveri, ma consiste nell’essere povero. Aiutare i poveri è cosa fondamentale essendo parte ed espressione della carità, ma essere povero è un’altra cosa. Gesù era stato povero - Francesco vuole essere povero e essere povero significa non avere nulla, non avere ricchezze, non possedere denaro e sicurezze, proprio come i poveri - proprio come Gesù. Per questo definisce la povertà con parole che sembrano paradossali …Madonna …Signora… Santa… riconoscendo alla povertà carattere divino che dà un rapporto nuovo con la vita e rende liberi e gioiosi. Mentre l’attaccamento ai beni, a ciò che si possiede, rende schiavi e corrosi dall’avidità. Per Francesco la scelta della povertà radicale è assolutamente necessaria per distruggere l’uomo vecchio e trovare la strada del Regno del quale siamo eredi; la povertà è una virtù. «La santa povertà fa vergognare la cupidigia, l’avarizia e le preoccupazioni di questo mondo. La povertà è quella virtù celeste per la quale viene calpestato tutto ciò che è terreno e transitorio; è quella virtù per cui vengono tolti gli impedimenti, affinché lo spirito umano si possa unire liberamente con l’eterno Iddio. Essa fa che l’anima, ancora pellegrina sulla terra, conversi con gli angeli nel cielo e nel momento della morte sciolta da ogni vincolo se ne vada a Cristo». Così si è espresso il Papa. La scelta della povertà è soprattutto distacco dai beni terreni e spogliamento interiore da sé stessi, è uno stile di vita e conseguenza di tale scelta e Tommaso da Celano scrive come Francesco: «rifiuti umilmente le proposte dei superiori ecclesiastici, non già perché non ne facesse debito conto, ma perché faceva prevalere i motivi di ordine più alto. In questo caso, come in tutti gli altri, il Vangelo solo faceva regola e guida». Francesco povero volle servire il Signore in povertà e umiltà, volle servire anche i suoi frati come pellegrini e forestieri in questo mondo. La scelta radicale di povertà evangelica per amore del Signore, gli fa scoprire la compassione/amore per chi soffre la miseria più brutta: i lebbrosi, vittime dell’emarginazione, i più emarginati, coloro che non dovevano avvicinare alcuno. Papa Benedetto XVI, nell’omelia di capodanno nel 2009, ha detto «…testimone esemplare di questa povertà scelta per amore è san Francesco d’Assisi. Il francescanesimo, nella storia della Chiesa e della civiltà cristiana, costituisce una diffusa corrente di povertà evangelica, che tanto bene ha fatto e continua a fare alla Chiesa e alla famiglia umana. Questo permette di promuovere un circolo virtuoso tra la povertà “da scegliere” e la povertà “da combattere”… per combattere la povertà iniqua, che opprime tanti uomini e donne e minaccia la pace di tutti … quando Francesco d’Assisi si spoglia dei suoi beni, fa una scelta di testimonianza ispiratagli direttamente da Dio, ma nello stesso tempo mostra a tutti la via della fiducia nella Provvidenza». Francesco è la massima espressione del povero beato, convinto della presenza di Dio che provvede alle creature come agli uccelli del cielo, del povero paziente, ricco di speranza, missionario del suo tempo, che ha camminato nella Chiesa e con la Chiesa (per chiamata ...va e ripara la mia Chiesa….), “…in quanto figli di san Francesco ci sentiamo chiamati a seguire le sue orme ad avere un atteggiamento fraterno e aperto con tutti. Fin dall’inizio egli ci insegnò a “stare tra” gli altri cioè con le persone semplici e di bassa condizione, con i deboli e i bisognosi, con i lebbrosi del suo tempo e i nuovi lebbrosi di oggi, con coloro che si sentono rifiutati dalla società, con coloro che non pensano e non credono come noi”(Relazione del Ministro Generale ofm Roma 2006). Ecco il povero contemporaneo: l’emarginato, colui che vive nella periferia… fuori dalla città, non bisogna andare necessariamente nelle savane africane o asiatiche, ma nelle città dove si svolge la vita strapiena di problemi quotidiani, nella società del benessere con profusione di beni materiali ed una sovrabbondante comunicazione ed informazione e ove spesso capitano squallidi e cinici fatti di sfruttamento dei poveri come mezzo per truffare e lucrare beffeggiando la carità. I Discorsi di Sant’Agostino ci soccorrono. DISCORSO 14 tenuto a Cartagine sul versetto del

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 pag. 3 salmo: “in te si abbandona il povero, tu sarai il soccorso dell’orfano”. Chi è il vero povero. Abbiamo cantato al Signore dicendo: in te si abbandona il povero, tu sarai il soccorso dell’orfano. Cerchiamo chi è il povero, cerchiamo chi è l’orfano [di cui qui si parla]. Non desti meraviglia il fatto che invito a cercare ciò che vediamo ovunque e sperimentiamo esserci in abbondanza. Non sono tutti i luoghi pieni di poveri? Non sono tutti i luoghi pieni di orfani? E tuttavia in ogni luogo cerco l’orfano. Anzitutto debbo dire alla vostra Carità che quanto riteniamo per povero non è ciò che cerchiamo. I poveri, di cui parlano i comandamenti di Dio e a cui si fanno le elemosine, ai quali riconosciamo riferirsi quanto è scritto: metti l’elemosina nel cuore del povero, ed essa pregherà per te il Signore; questo genere di uomini abbonda, sì, ma il povero di cui si parla nel salmo è da intendersi in senso più profondo. Il povero di cui qui si parla riguarda quel genere di uomini dei quali è stato detto: Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Ci sono poveri che non hanno denaro, che trovano appena il cibo quotidiano, così bisognosi della compassione e dell’aiuto altrui, che neanche si vergognano di mendicare; se di costoro fosse stato detto: in te si abbandona il povero, che faremmo noi che non ci troviamo in tali condizioni? Noi cristiani non siamo dunque gente che si abbandona in Dio? E che altra speranza ci rimarrebbe, se non fossimo degli abbandonati in colui che non ci abbandona? Cristo modello di autentica povertà. Abbiamo ora trovato il vero povero, abbiamo trovato il pio umile, che non confida in sé stesso, il povero vero, membro di quel Povero che per noi è divenuto povero pur essendo ricco. Guarda il nostro Ricco, che per noi si è fatto povero, pur essendo ricco. Vedilo ricco: ogni cosa è stata fatta per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto. È più creare l’oro che possederlo. Tu sei ricco di oro, argento, bestiame, famiglia, terreni, frutti: ma queste cose non te le sei potute creare tu. Guarda il [vero] ricco: ogni cosa è stata fatta per mezzo di lui. Vedilo povero: il Verbo si è fatto carne ed ha abitato in mezzo a noi. Chi potrà pensare adeguatamente alle sue ricchezze: come le produca, lui che non diviene; come le crei, lui che è increato; come dia ad esse una forma, lui che non ha forma come le faccia mutevoli, lui immutabile; come le faccia temporali, lui eterno? Chi può pensare adeguatamente alle sue ricchezze? Pensiamo piuttosto alla sua povertà, affinché a noi, poveri, sia dato comprendere almeno questa. Viene concepito dall’utero verginale di una donna, viene rinchiuso nel grembo di una madre. O povertà! Nasce in un angusto rifugio, avvolto in pannicelli da bambini, è deposto in una mangiatoia, diventa quasi foraggio per umili bestie; inoltre il Signore del cielo e della terra, il Creatore degli angeli, colui che ha fatto e creato tutte le cose visibili e invisibili, succhia, vagisce, cresce, si sottopone alle varie età, nasconde la gloria; infine viene preso, condannato, flagellato, schernito, coperto di sputi, schiaffeggiato, coronato di spine, sospeso ad una croce, trafitto da una lancia. O povertà! Ecco il capo dei poveri che cerco. È vero povero chi troviamo essere membro di questo povero». Così scopriamo che ognuno di noi ha le sue povertà che costituiscono futura ricchezza nel Regno che ci aspetta, ma che accanto a noi c’è quella “povertà da combattere” ogni giorno, in ogni momento, in aiuto di chi ci è fratello.

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pag. 4 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco IL TERREMOTO DEL 24 AGOSTO 2016 di Noemi Paola Riccardi Svegliarsi in piena notte senza capire bene perché fino a quando si realizza che il letto balla, tutto gira e sembra non finire mai: il terremoto! Il problema principale, a parte la paura che nella maggior parte dei casi invade completamente le persone, è che il sisma non si esaurisce nella forte scossa che fa crollare case, apre terreni e causa dolore e morte, ma continua col suo sciame o comunque con una serie di scosse con epicentri diversi, per un tempo più o meno lungo. Questo mette a durissima prova la psiche umana e costituisce un problema molto grande, che in alcuni casi sfocia in patologie vere e proprie. Perché il terremoto mette a nudo la fragilità umana come nessun altro fenomeno naturale e all’improvviso ed inavvertitamente ti pone di fronte alla precarietà estrema della vita: un attimo prima hai casa, affetti, serenità …. Il secondo dopo non hai più nulla. E le amministrazioni comunali, soprattutto, si ritrovano a dover gestire le paure dei propri cittadini, sia di quelli che hanno perso tutto come di quelli che temono di avere danni o, al contrario, minimizzano per paura di essere sgomberati. Non è facile, perché non si è mai preparati a queste situazioni di estrema emergenza, ma in generale le amministrazioni coinvolte si impegnano al massimo, collaborando con tutti gli enti interessati, innanzitutto i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, cercando di tutelare i propri cittadini al meglio, spesso in situazioni di oggettiva impossibilità ad operare. Non è facile gestire l’emotività amplificata di tante persone. Ho sperimentato in prima persona questa prossimità, perché mi sono ritrovata di punto in bianco senza poter entrare in casa mia, nel mio studio professionale a causa del terremoto del 24 agosto che ha lesionato la torre del castello di fronte e dichiarata pericolosa dai Vigili del Fuoco. Per 10 giorni ho vissuto la precarietà estrema della vita senza avere alcuna certezza. Questo aver perso ogni sicurezza materiale, mi ha permesso di sperimentare l’amore e l’affetto di tanti fratelli e sorelle sparsi nel mondo. Infatti, ciò che più necessita a chi è stato vittima del terremoto, al di là ed oltre le cose materiali: l’amore, l’affetto, la vicinanza delle persone, il ricostruire il più possibile la normalità della vita e il non sentirsi abbandonati e soli. Un aspetto particolare del terremoto del 24 agosto è dovuto al fatto che i mass media hanno dato ampio spazio ad Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto dove, purtroppo, ci sono state tantissime vittime…. ma si sono completamente disinteressati del fatto che in realtà le regioni coinvolte sono state 4 (Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria) e ci sono stati paesi che sono stati in buona parte distrutti, ma grazie a Dio non hanno avuto morti e per questo, non se n’è praticamente parlato. È come se il terremoto esista solo dove e se ne parlano giornali e tv, e i giornalisti si interessano solo dei morti perché fanno “audience”. Questo è terribile e dà ulteriormente un senso di smarrimento in chi ha perso tutto o comunque vive un forte disagio. Sul fronte OFS, la Fraternità di Rieti si è immediatamente mobilitata, facendo diventare la mensa centro di raccolta dei beni di prima necessità e preparazione dei pasti da inviare di volta in volta nei luoghi che ne avevano bisogno. Inoltre, l’OFS regionale – in sintonia con la Chiesa locale – ha organizzato la presenza di professi sui luoghi colpiti per dare supporto e conforto alle famiglie, negli ospedali per fare assistenza ai feriti e, in particolare, si è occupato di accompagnare tutte le persone che dovevano fare il doloroso riconoscimento delle vittime, tra cui tantissimi bambini. Le sorelle più anziane che non potevano dare aiuto fisico, hanno affiancato le Clarisse nell’adorazione eucaristica perpetua affinché il Signore sostenesse tutti in questo momento di grande prova. Terminata la fase della prima emergenza, l’OFS del Lazio sta pensando alla futura ricostruzione umana, più che materiale, e sta raccogliendo fondi da destinare a questo fine, con “fraterna creatività e prossimità”.

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 pag. 5 CON FRANCESCO PROFETI TRA LA GENTE: GRANDE SARÀ LA TUA RICOMPENSA! di Mimmo Palmisano Anche quest’anno, dal 28 al 31 agosto, si è svolto il convegno degli araldini di Sicilia 2016, ospitato dal Centro di Spiritualità Horeb di Massa Annunziata. Il titolo di quest’anno è stato: «Con Francesco profeti tra la gente: grande è la tua ricompensa!». Sono stati presenti 80 araldini e 40 tra animatori e servizio per la cucina. La nostra fraternità è stata presente con 5 animatori e 10 bambini. Sono stati tre giorni intensi, pieni di contenuti ma anche ricchi di momenti che ci hanno permesso di stare insieme e fare fraternità. L’equipe cucina ha dato il proprio meglio: i professi delle fraternità di Bronte, Termini Imerese (S. Maria di Gesù) e Siracusa (Maria S.S. dei Miracoli e dei Pericoli ) si sono spesi per tutta la durata del convegno nella preparazione dei pasti e delle merende per tutti, cercando persino di accontentare chi non gradiva i piatti nel menù. Ci sono riusciti in pieno! La domenica pomeriggio, dopo l’arrivo e la sistemazione nelle camere, abbiamo celebrato la Messa presieduta da fra Alberto Foti (TOR) nella cappella della struttura. Finito di cenare, i bambini si sono ritrovati nel salone per vedere il cartone di Pinocchio, scelto per aiutarli a comprendere la tematica proposta. Terminato il cartone, già molti occhietti si chiudevano e a stento riuscivano a stare in piedi, siamo andati a nanna. Il secondo giorno è iniziato con la “ginnastica in pigiama” e, fatta colazione, si è iniziato il laboratorio “Costruiamo un burattino”, attività manuale durante la quale i nostri bambini hanno dato il meglio delle loro capacità artistiche, realizzando dei burattini di Pinocchio con i vari materiali messi a loro disposizione. I bambini sono stati divisi in gruppi, uno per ogni personaggio della favola. Nel pomeriggio, i piccoli hanno partecipato alla dinamica dal titolo “L’amore del Padre”, durante la quale si è accostata la parabola del Figliol prodigo (Luca 15,11-32) all’amore di Geppetto per Pinocchio. Dopo la cena, in cappella, si è svolto un momento di preghiera con l’esposizione di Gesù Eucarestia. Tutti gli araldini hanno partecipato con interesse e coinvolgimento, dai più piccoli ai più grandi. Ter- minato il momento di preghiera tutti a nanna. Il martedì, come il giorno prima, sveglia con la ginnastica in pigiama, colazione e laboratorio per dare gli ultimi ritocchi ai burattini. Nel pomeriggio si sono svolti i giochi d’acqua durante i quali i bambini, e non solo, si sono divertiti con i giochi preparati dalla commissione. La sera, invece, dopo la cena, sono stati impegnati in una caccia al tesoro, al termine della quale alcuni araldini più grandi alcuni avvisati altri a sorpresa - hanno celebrato il rito dell’accoglienza verso gli adolescenti. È stato un momento veramente commovente e di grande soddisfazione per gli animatori che hanno visto i propri araldini fare un’altra tappa nel loro cammino alla sequela di Francesco d’Assisi. L’ultimo giorno si sono fatte le condivisioni (la mattina), prima con gli araldini e poi con gli animatori. È venuta fuori una soddisfazione piena per lo svolgimento del convegno in tutti i suoi aspetti, sia formativi che dal punto di vista dello stare insieme come unica famiglia regionale. Al riguardo, abbiamo potuto constatare che molti partecipanti hanno stretto amicizia tra loro nonostante la distanza tra le fraternità di appartenenza. Unica nota dolente è stata la scarsa partecipazione dell’OFS. Speriamo che sia maggiore nei prossimi appuntamenti regionali e che i professi prendano una maggiore consapevolezza della propria responsabilità verso i fratelli più piccoli. Ringraziamo il Signore per i doni che ci ha fatto in questi giorni di famiglia. Alla prossima!!!

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pag. 6 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco GREST? QUALCUNO HA DETTO GREST? di Michela Giuffrida Trombetta Era un giorno come tanti altri, pieno di studio e di stress, quando chiamandomi mio cugino Antonio mi comunicò: “il Grest si farà, tu ci sarai?” Un sonoro “sì” fu la mia risposta alla sua domanda. Ero pienamente consapevole di tutti gli impegni, preparativi e fatica che questa mia scelta avrebbe comportato, ma credetemi, quel “sì” ha tolto in me ogni dubbio, infatti lo definisco un “SÌ consapevole”. Il mio gruppo è stato il gruppo “Guenda”, con bambini con un’età compresa tra i 9 e i 10 anni. Per la gestione del gruppo, sono stata affiancata da cinque compagni di avventura, userò dei piccoli aggettivi per descriverli al meglio. Ho avuto l’onore di avere al mio fianco la grintosa e “finta dura” Angela Franzè, la dolce Floriana Piazza Palotto, il sempre sorridente Salvatore Blandino, la paziente Maria Luisa Carmeni ed il fantastico Salvatore La Rosa. A loro va tutto il mio affetto e la mia stima. Siamo stati una squadra, capace di capirsi con un solo sguardo e soprattutto capace di ascolto, condivisione e rispetto. Insieme abbiamo cercato di trasmettere quanto più possibile ai nostri meravigliosi bambini e non vi posso negare le innumerevoli emozioni che ogni bambino mi ha donato e l’affetto che ognuno di loro mi ha dimostrato che giorno dopo giorno sono diventati sempre più forti. Come dimenticare la drammatizzazione?! Sia dal punto di vista organizzativo, di cui mi sono occupata, e sia dal punto di vista delle tematiche, delle dinamiche e delle risate che ogni giorno regalavamo ai nostri grestini. Ho interpretato il personaggio di Anita - nome con cui i bambini mi hanno chiamata per tre settimane -, che insieme a Martino, Piccardo e Rowen ha intrapreso il lungo viaggio per raggiungere la porta Straordinaria. Il tema del Grest è stato la Misericordia, o meglio - come l’ha definita Papa Francesco - “La giustizia di Dio”. Mi piace soffermarmi molto su questa affermazione in quanto se la Croce è l’atto supremo con cui la giustizia di Dio si rivela, la misericordia deve essere la giustizia degli uomini. Dio ci giudica, come dice il pontefice, «dando la vita per noi!». Ecco l’atto supremo di giustizia che ha sconfitto una volta per tutte il principe di questo mondo. E questo atto supremo di giustizia è proprio anche l’atto supremo di misericordia. Gesù ci chiama tutti a seguire questa strada: «siate misericordiosi come il padre vostro è misericordioso». Questo è quello che abbiamo cercato di trasmettere ai nostri bimbi, perché il Grest è un’esperienza ludica ma anche formativa ed educativa e - come dico sempre io - è un’esperienza da non perdere, ti rinnova e ti invita a fare sempre meglio. Ringrazio fra Agatino per il suo modo di mettersi e farci mettere in gioco, per la sua disponibilità ed allegria. Ringrazio Suor Micaela per tutto ciò che mi ha donato, ringrazio tutti gli animatori per i sorrisi e la forza che mi hanno donato ogni giorno e ringrazio il Signore per l’immenso amore con cui ha guidato i miei passi, quell’amore che ti da la certezza che laddove tu non saprai arrivare da solo, LUI riuscirà a farlo.

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 pag. 7 LA FRATERNITÀ REGIONALE OFS DI SICILIA HA IL SUO NUOVO CONSIGLIO di Angela Giardina La Fraternità regionale OFS (Ordine Francescano Secolare) di Sicilia ha il suo nuovo consiglio. Dopo un anno di accompagnamento – a seguito delle improvvise dimissioni del precedente consiglio – tutte le fraternità di Sicilia sono state chiamate a Gibilmanna per tre giorni (da venerdì 16 a domenica 18 settembre), alla presenza del ministro nazionale Remo Di Pinto, del vice ministro nazionale Mauro Dessì, della delegata OFS per la Gi.Fra., Paola Bragion e l’assistente spirituale nazionale OFS, fra Roberto Francavilla. Insieme alla ministra OFS di Termini Imerese, Giusi Fusco, abbiamo partecipato all’incontro. Per me è stata la prima esperienza in qualità di segretaria del consiglio locale di fraternità. La sera stessa, dopo l’accoglienza, abbiamo partecipato ad un momento di adorazione della Croce, presieduta da fra Roberto Francavilla. Un momento particolarmente vissuto e partecipato. Il giorno successivo, l’assemblea riunita è stata impegnata in vari interventi dopo che era emerso che il Capitolo al quale tutti stavamo partecipando non era elettivo ma era stato stabilito allo scopo di nominare un Consiglio regionale provvisorio. Nel pomeriggio, dopo un primo momento di confronto, sono stati proposti circa 25 nomi appartenenti alle varie fraternità. Il consiglio si è poi riservato di sceglierne 12, a cui affidare l’incarico di guidare le OFS locali fino al prossimo Capitolo elettivo. Il nuovo consiglio regionale è così composto: Fabrizio Lombardo (Presidente), Claudia Pecoraro (Vice Presidente), Andrea Durante (Segretario), Salvatore Algozzino (Economo), Lucio Barone (responsabile della Formazione). I Consiglieri sono: Tanina Tumminello, Peppino Trovatello, Vito Milazzo, Davide Guttilla, Nunziata Toscano, Salvatore Medica, Concetta Martorana. Con l’approvazione ed il consenso di tutti, si è accettata l’elezione di ogni singolo membro. A tutto il consiglio auguriamo buon lavoro nella speranza che possa camminare con maggiore condivisione senza perdere di vista gli obiettivi fondamentali del nostro essere francescani secolari. Il cambiamento - ci auguriamo – sarà per il meglio se ognuno farà la propria parte, con responsabilità, umiltà e spirito francescano. Lavorando insieme uniti, per il bene di tutte le fraternità di Sicilia. Ringrazio la mia fraternità per avermi dato la possibilità di partecipare e vivere questa esperienza, che per me è stata particolarmente formativa.

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pag. 8 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco LA BUONA SCUOLA Dal 14 settembre tutti gli alunni e gli insegnanti hanno cominciato una nuova avventura didattica. Si, perché di avventura si tratta. La tanto sbandierata riforma detta della “buona scuola”, di fatto non ha cambiato gran che se non peggiorare le condizioni necessarie per un insegnamento sereno per migliaia di insegnanti. L’esodo di massa di molti insegnanti, soprattutto del Sud, costretti a lasciare le loro famiglie per trasferirsi nelle regioni settentrionali, quando molto spesso erano immessi in ruolo su posto vacante. Questo problema, tuttavia, è stato parzialmente risolto con le assegnazioni provvisorie. C’è stata una sorta di un via vai di docenti per tutta l’Italia per ritornare, molto spesso, allo stesso posto che avevano lasciato. Creando un disagio enorme in migliaia di famiglie e, di fatto, svuotando gli organici del nord che si ritrovano improvvisamente senza docenti. Infatti, molte classi sono ancora senza insegnanti nonostante la scuola sia già iniziata. Succede pure che qualche docente si ritrovi in una scuola dove le sue discipline non sono oggetto di insegnamento subendo una grave forma di discriminazione e di dequalificazione professionale. Dopo decenni di insegnamento su delle materie specifiche, molti docenti si ritrovano a svolgere delle mansioni che nulla hanno a che fare con le proprie discipline. Adesso è arrivata la “buona scuola” che ha portato con sé prima la speranza, poi la delusione di molti docenti creando molto caos dopo che si era partiti con il piede giusto immettendo in ruolo quasi cento mila precari. Il Ministero e le diramazioni periferiche (uffici scolastici regionali e provinciali) hanno dimostrato scarsa capacità di gestione nell’assegnazione delle cattedre. Alla base di una buona formazione degli alunni c’è sempre il lavoro appassionato di qualche bravo insegnante. Ogni insegnante ha questo compito, ma è possibile solo se anche il docente è motivato, stimolato, gratificato. Ma se questa possibilità è negata insegnare diventa sempre più difficile perché lo stesso Stato non ha rispetto per la professionalità del docente. In cosa è cambiata la scuola dal punto di vista dei contenuti e dell’organizzazione? Cosa cambia per gli alunni? Fino a questo momento nulla! di Agostino Moscato Adesso viene proposta una bozza di legge delega della Buona Scuola per cambiare l’esame di maturità e forse anche gli esami di licenza media. Ancora una volta non c’è pace per gli studenti italiani, costretti di anno in anno ad adeguarsi a modifiche sostanziali e privi ormai di punti di riferimento per quello che, per molti, rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della vita. Addio alle tre prove scritte che in base alle nuove regole diventeranno due. Diverse anche le modalità di assegnazione dei punteggi e quelle riguardanti la composizione delle commissioni giudicatrici. Cambiamenti anche per la tanto odiata prova “Invalsi”. Un esame totalmente nuovo che mira a vagliare le conoscenze acquisite dallo studente nel corso dell’intero ciclo scolastico. In base a quanto previsto all’interno della bozza di legge delega della Buona Scuola ci saranno delle novità anche per elementari e medie. Torna in auge la possibilità di introdurre le “lettere” nella valutazione degli alunni. In altre parole, al posto dei numeri “10-9-8-7” e via dicendo, i docenti dovranno giudicare i propri studenti in base a cinque gradi di giudizio “A-B-C-D-E” (praticamente si ritorna indietro di qualche anno), assegnando loro un punteggio più qualitativo e meno quantitativo. Lo scopo sarà quello di appurare se i piccoli alunni avranno raggiunto gli obiettivi prefissati all’inizio del loro ciclo di studi, evitando di ridurre tutto a una valutazione numerale. Alla scuola elementare non si potrà più bocciare, mentre per le medie sarà concesso solo “in casi eccezionali”. Modifiche anche per l’esame finale di terza media. Previsti due scritti e un colloquio orale. Per quanto riguarda invece le prove invalsi, queste ultime dovrebbero essere implementate con un questionario in inglese. Non ci sarà più il membro esterno, ma a presiedere la commissione sarà il preside dell’Istituto. A parer mio, il governo, come altri in precedenza, non effettua una vera riforma della scuola che avrebbe bisogno di una diversa organizzazione e impostazione metodologica e di inserire delle novità nei contenuti. Si effettua una procedura di copia e incolla di cose passate frammiste al presente. La speranza è che il Ministro dell’Istruzione faccia uno sforzo in più per attuare una riforma degna di questo nome.

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 pag. 9 CAMPUS CON PERSONE “SPECIALI” Dal 25 al 28 Agosto, ho avuto la gioia di partecipare al campus per persone con sindrome di Down e le loro famiglie, organizzato da Ignazio Cusimano (presidente dell’associazione A.I.P.D. di Termini Imerese). Ho fatto parte dell’equipe dei volontari che conoscevano bene i ragazzi e le loro abitudini. Siamo stati ospitati dalle suore del Boccone del Povero di Monreale, in una struttura accogliente e adeguata alle nostre esigenze. Infatti, era fornita di una piscina, dove il pomeriggio potevamo riunirci e fare il bagno, per la gioia dei nostri ragazzi che amavano stare in acqua e giocare insieme. La mattina i volontari accompagnavamo i ragazzi nella piazza di Monreale dividendoci in due gruppi. Abbiamo visitato la cattedrale, il museo diocesano che si trova al suo interno, il chiostro adiacente e la villa. Abbiamo scattato delle foto, immortalando tutto ciò che colpiva la nostra attenzione. I ragazzi si sono cimentati ad acquistare dei ricordini per i loro familiari, ognuno autonomamente, anche se sempre sotto l’occhio vigile dei volontari. Nel frattempo i genitori partecipavano ad un seminario dal titolo “Educazione all’autonomia”, tenuto dalla dott.ssa Rossella Casanova Borca (coordinatrice progetti per l’autonomia). I pasti si svolgevano in un clima di festa, si respirava una gioia e una serenità indescrivibili, i ragazzi aiutavano poi a mettere in ordine dopo i pasti. Abbiamo ballato, giocato, condiviso momenti di spensieratezza e di manifestazioni spontanee di affetto. Il mio cuore traboccava di sentimenti di gratitudine verso quelle persone che pensavo lontane dalla mia realtà, ma che hanno saputo, in maniera semplice, regalarmi affetto e che mi hanno fatto sentire parte della loro vita. I genitori, che prima consideravo con sentimenti di compassione, mi hanno dimostrato la loro forza e il loro orgoglio ad avere dei figli speciali. La loro unica preoccupazione è il “dopo di loro”. Per questo motivo con di Elena La Russa coraggio, determinazione e tantissimo amore, cercano di rendere i figli sempre più autonomi e consapevoli delle loro possibilità. Ammiro e stimo questi genitori-eroi che nel loro piccolo sono capaci di grandi gesti d’amore e di altruismo. È inutile dirvi che sono tornata entusiasta da questa breve ma profonda esperienza e, come ricordava il Beato Giacomo Cusmano (fondatore del Boccone del Povero), «quello che si fa ad uno dei fratelli più piccoli, si fa a Dio». Le persone con la sindrome di Down non hanno bisogno di compassione, ma di essere trattate come PERSONE e cioè con dignità e rispetto.

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pag. 10 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco “LA FAMIGLIA SECONDO PAPA FRANCESCO” Cari lettori, questo mese poniamo alla vostra attenzione, attraverso la catechesi del Santo Padre, la missione che è affidata ad ogni uomo, specialmente alla famiglia, l’evangelizzazione. Il Papa ci aiuta a riflettere sull’importanza della trasmissione della fede soprattutto nell’ambito familiare. Si perché è attraverso i legami familiari che Dio trasmette il suo messaggio di Amore ad ogni uomo. di Mimmo Palmisano Il testo che segue è preso dalla seguente fonte: https://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2015/documents/papa-francesco_20150826_udienza-generale.html La Famiglia - 24. Evangelizzazione Cari fratelli e sorelle, buongiorno! In questo ultimo tratto del nostro cammino di catechesi sulla famiglia, apriamo lo sguardo sul modo in cui essa vive la responsabilità di comunicare la fede, di trasmettere la fede, sia al suo interno che all’esterno. In un primo momento, ci possono venire alla mente alcune espressioni evangeliche che sembrano contrapporre i legami della famiglia e il seguire Gesù. Per esempio, quelle parole forti che tutti conosciamo e abbiamo sentito: «Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me» (Mt 10,37-38). Naturalmente, con questo Gesù non vuole cancellare il quarto comandamento, che è il primo grande comandamento verso le persone. I primi tre sono in rapporto a Dio, questo in rapporto alle persone. E neppure possiamo pensare che il Signore, dopo aver compiuto il suo miracolo per gli sposi di Cana, dopo aver consacrato il legame coniugale tra l’uomo e la donna, dopo aver restituito figli e figlie alla vita famigliare, ci chieda di essere insensibili a questi legami! Questa non è la spiegazione. Al contrario, quando Gesù afferma il primato della fede in Dio, non trova un paragone più significativo degli affetti famigliari. E, d’altra parte, questi stessi legami familiari, all’interno dell’esperienza della fede e dell’amore di Dio, vengono trasformati, vengono “riempiti” di un senso più grande e diventano capaci di andare oltre sé stessi, per creare una paternità e una maternità più ampie, e per accogliere come fratelli e sorelle anche coloro che sono ai margini di ogni legame. Un giorno, a chi gli disse che fuori c’erano sua madre e i suoi fratelli che lo cercavano, Gesù rispose, indicando i suoi discepoli: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (Mc 3,34-35). La sapienza degli affetti che non si comprano e non si vendono è la dote migliore del genio famigliare. Proprio in famiglia impariamo a crescere in quell’atmosfera di sapienza degli affetti. La loro “grammatica” si impara lì, altrimenti è ben difficile impararla. Ed è proprio questo il linguaggio attraverso il quale Dio si fa comprendere da tutti. L’invito a mettere i legami famigliari nell’ambito dell’obbedienza della fede e dell’alleanza con il Signore non li mortifica; al contrario, li protegge, li svincola dall’egoismo, li custodisce dal degrado, li porta in salvo per la vita che non muore. La circolazione di uno stile famigliare nelle relazioni umane è una benedizione per i popoli: riporta la speranza sulla terra. Quando gli affetti famigliari si lasciano convertire alla testimonianza del Vangelo, diventano capaci di cose impensabili, che fanno toccare con mano le opere di Dio, quelle opere che Dio compie nella storia, come quelle che Gesù ha compiuto per gli uomini, le donne, i bambini che ha incontrato. Un solo sorriso miracolosamente strappato alla disperazione di un bambino abbandonato, che ricomincia a vivere, ci spiega l’agire di Dio nel mondo più di mille trattati teologici. Un solo uomo e una sola donna, capaci di rischiare e di sacrificarsi per un figlio d’altri, e non solo per il proprio, ci spiegano cose dell’amore che molti scienziati non comprendono più. E dove ci sono questi affetti famigliari, nascono questi gesti dal cuore che sono più eloquenti delle parole. Il gesto dell’amore..... Questo fa pensare. La famiglia che risponde alla chiamata di Gesù riconsegna la regia del mondo all’alleanza dell’uomo e della donna con Dio. Pensate allo sviluppo di questa testimonianza, oggi. Immaginiamo che il timone della storia (della società, dell’economia, della politica) venga consegnato - finalmente! - all’alleanza dell’uomo e della donna, perché lo governino con lo sguardo rivolto alla generazione che viene. I temi della terra e della casa, dell’economia e del lavoro, suonerebbero una musica molto diversa! Se ridaremo protagonismo – a partire dalla Chiesa – alla famiglia che ascolta la parola di Dio e la mette in pratica, diventeremo come il vino buono delle nozze di Cana, fermenteremo come il lievito di Dio! In effetti, l’alleanza della famiglia con Dio è chiamata oggi a contrastare la desertificazione comunitaria della città moderna. Ma le nostre città sono diventate desertificate per mancanza d’amore, per mancanza di sorriso. Tanti divertimenti, tante cose per perdere tempo, per far ridere, ma l’amore manca. Il sorriso di una famiglia è capace di vincere questa desertificazione delle nostre città. E questa è la vittoria dell’amore della famiglia. Nessuna ingegneria economica e politica è in grado di sostituire questo apporto delle famiglie. Il progetto di Babele edifica grattacieli senza vita. Lo Spirito di Dio, invece, fa fiorire i deserti (cfr Is 32,15). Dobbiamo uscire dalle torri e dalle camere blindate delle élites, per frequentare di nuovo le case e gli spazi aperti delle moltitudini, aperti all’amore della famiglia. La comunione dei carismi – quelli donati al Sacramento del matrimonio e quelli concessi alla consacrazione per il Regno di Dio – è destinata

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 pag. 11 a trasformare la Chiesa in un luogo pienamente famigliare per l’incontro con Dio. Andiamo avanti su questa strada, non perdiamo la speranza. Dove c’è una famiglia con amore, quella famiglia è capace di riscaldare il cuore di tutta una città con la sua testimonianza d’amore. Pregate per me, preghiamo gli uni per gli altri, perché diventiamo capaci di riconoscere e di sostenere le visite di Dio. Lo Spirito porterà lieto scompiglio nelle famiglie cristiane, e la città dell’uomo uscirà dalla depressione! . SICILIA “NASCOSTA” di Nando Cimino ANTICHITÀ BIZANTINE - ROMETTA (ME) La chiesa di Gesù e Maria, detta anche della Candelora, si trova a Rometta in provincia di Messina ed è uno dei tesori nascosti della nostra Sicilia che mi piace oggi segnalarvi. Incerto l’anno di costruzione che viene comunque indicato tra il VI ed il IX secolo; con una struttura quasi intatta, nonostante la veneranda età, essa si presenta con una tipica pianta a croce greca sormontata da una caratteristica cupola scalare con apice mozzato. Si trova ai margini del piccolo centro del messinese in una zona detta di Porta Terra o Porta Milazzo ed occupa una posizione panoramica da cui è possibile spaziare con lo sguardo a 360 gradi su l’intero territorio che la circonda. Oggetto di restauro già nella prima metà del novecento la chiesa bizantina si presenta semplice all’interno ma con sulle pareti alcuni interessanti frammenti di pitture sacre con scritte in greco. Per qualche tempo la chiesa ospitò anche un convento di suore che appartenevano alla regola di Santa Chiara. Rometta, delizioso centro collinare avamposto dei Monti Peloritani, è raggiungibile attraverso una panoramica strada provinciale; nel suo territorio sono ancora visibili notevoli testimonianze delle tante civiltà che da qui sono passate ovvero greci, arabi, romani, normanni e bizantini.

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pag. 12 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco LA RICETTA DEL MESE di Mariella Campagna Care amiche, la ricetta che vi propongo questo mese è una golosa crostata con i fichi e la ricotta. È buonissima e sana, ideale da servire sia come dessert dopo cena e sia a merenda, facile e veloce da preparare. Torta di fichi alla ricotta Ingredienti per 8 persone: 400 gr di fichi, 90 gr di zucchero. Per la Frolla: 100 gr di zucchero, 90 gr di burro, 1 uovo, 70 gr di yogurt, 320 gr di farina, ½ bustina di lievito, 200 gr di ricotta, 2 tuorli Procedimento: Tagliare a spicchi i fichi. Riunirli in una padella con la metà dello zucchero e cuocerli per circa 20 minuti fino a che risultano caramellati. Montare l’uovo con lo zucchero rimasto, unire un pizzico di sale, il burro morbido e lo yogurt e mescolare. Setacciare 300 gr di farina con il lievito e amalgamare gli ingredienti. Se l’impasto dovesse risultare troppo morbido aggiungere un po’ di farina. Formare una palla di pasta, avvolgere in un foglio di pellicola e far riposare per 30 minuti. Setacciare la ricotta, unirla ai tuorli e ai fichi sgocciolati e mescolare delicatamente con una spatola. Riprendere l’impasto stenderlo sulla spianatoia e rivestire uno stampo. Bucherellare il fondo con una forchetta, farcire con il composto di ricotta, ripiegare la pasta eccedente verso il centro e cuocere la torta in forno già caldo a 180° per circa 30 minuti. Lasciarli raffreddare, sformare e servire. Ciao D …___________________________________ A PARTE NOSTRA __________________________________ Sinceri auguri:  a fra Salvatore Giovanni Maria Lo Greco e fra Giovanni Pietro Rabbeni, che il 4 settembre hanno Professato la Regola di San Francesco nell’Ordine dei Frati Minori di Sicilia  a fra Salvatore Frasca ofm, che domenica 18 settembre ha celebrato il 25° anniversario di Professione Religiosa;  alla consorella Enza Purpura e al marito Paolo che il 30 settembre hanno celebrato il 25° anniversario di matrimonio; Sentite condoglianze:  alla consorella Rosa Catalano e famiglia, per la morte della sorella;  alla consorella Mimma Di Fatta e famiglia, per la morte della cognata;  alla consorella Maria Aglieri Rinella e famiglia, per la morte del cognato. Salutiamo Suor Micaela delle Serve dei Poveri che dal mese di settembre è stata trasferita a Monreale e la ringraziamo per il servizio pastorale svolto nella nostra comunità con i giovani della GiFra. Accogliamo con gioia Suor Maddalena delle Serve dei Poveri, trasferita presso l’Istituto Villaurea di Termini Imerese. A Suor Micaela e Suor Maddalena i nostri auguri di buon servizio pastorale nelle Comunità in cui sono state chiamate a svolgere la loro missione. Avvisi:  il 2 ottobre è la prima domenica del mese e come da tradizione, alle ore 12.00, ci sarà la supplica alla Beata Vergine Maria di Pompei, preceduta dalla recita del Santo Rosario con inizio alle ore 11.30;  il centro per la raccolta degli occhiali usati, degli oli esausti, dei tappi di plastica e dei cellulari guasti, anche nel periodo estivo, è aperto il sabato dalle 17.30 alle 18.30 nei locali del Convento di via Alfredo La Manna,. Vi preghiamo di confluire con i vostri prodotti solo in questo giorno e di non lasciare sacchetti davanti al portone del Convento. Inviti:  “L’Araldo del gran Re!” Da questo mese riprendono le attività degli Araldini e della Gi.Fra. Come primo appuntamento si è deciso di ritrovarci domenica 2 ottobre, alle ore 16.00, per dare il benvenuto e per accogliere con gioia tutti i bambini e i giovani che vogliono fare esperienza di fede nei nostri gruppi giovanili. Fare-

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 pag. 13 mo festa tutti in piazza con giochi e animazione. La giornata si concluderà con la Celebrazione Eucaristica alle ore 19.00, in Chiesa. Bambini e giovani, vi aspettiamo!!!  Ottobre Missionario nelle famiglie Nel mese di ottobre si terranno delle catechesi presso le famiglie. Chi desidera mettere a disposizione la propria casa, si rivolga ai frati del nostro convento.  Il “Pozzo di Sicar” L’ufficio diocesano di Pastorale Familiare della Diocesi di Palermo, su indicazione del Cardinale Paolo Romeo, ha elaborato e portato avanti il progetto denominato “Pozzo di Sicar”, rivolto ai separati divorziati con nuove unioni. Il progetto si prefigge l’accoglienza e l’inclusione ecclesiale di queste persone, pur nella fedeltà attuale alla dottrina ecclesiale dei Sacramenti. La nostra comunità vorrebbe iniziare anche a Termini Imerese questa esperienza. Invitiamo quanti interessati a contattare fra Agatino ofm 0918141261 o Mimmo Palmisano 3392706997.  “Quale Fede per il nostro tempo … Un cammino di Luce sulle orme di Francesco d’Assisi” La comunità Francescana di “Santa Maria di Gesù” propone, ai giovani e agli adulti, un cammino di fede per approfondire il proprio essere cristiano, comprendere il senso del battesimo, l’appartenenza ad una comunità di credenti e scoprire il proprio ruolo nella Chiesa. Il cammino iniziale è formato da alcune catechesi su temi che vi permetteranno di comprendere meglio la realtà odierna, le fragilità e l’esigenza di una fede consapevole e, nel contempo, conoscere Francesco e la Fraternità dell’OFS per iniziare, eventualmente, un cammino di discernimento nell’Ordine Francescano Secolare o nella Gioventù Francescana. Gli incontri inizieranno a novembre, chi è interessato ad iniziare un cammino di fede può chiedere informazioni a fra Agatino o alla Ministra dell’OFS Giusy Fusco. Visitate il sito internet della nostra Fraternità: ofstermini.weebly.com, dove, oltre alle notizie e alle informazioni sulle nostre attività, troverete tutti i numeri arretrati del nostro giornalino. I F … N AN__________________ RATERNITÀ OTIZIE E VVENIMENTI _________________ di Ignazio Cusimano Solidarietà per i terremotati del 24 agosto. A pagina 4 abbiamo pubblicato un articolo su terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso 24 otto- bre. Lo ha scritto una consorella dell’OFS della zona Noemi Riccardi. Il terremoto è sempre una tragedia e in tanti si sono prestati a svolgere attività di volontariato a sostegno della popolazione colpita da questo tragico evento. La nostra fraternità, sin da subito, ha sostenuto con la preghiera la popolazione, i volonta- ri che vivono nel disagio e soprattutto le vittime. La nostra comunità - frati, OFS, Gi.Fra. e le sorelle Clarisse- ha deciso di devolvere ai terremotati il dovuto per l’alborata del 4 ottobre. Quanti vorranno po- tranno lasciare una offerta per i terremotati durante la novena a San Francesco, specificandolo. Tutto sa- rà consegnato alla Fraternità OFS di Fontecolombo (Rieti), già impegnata nei primi soccorsi e nell’assistenza dei senza tetto. Sarà impegnata anche nel programma di ricostruzione coordinate dal Vescovo della Diocesi. Capitolo elettivo delle due Fraternità Gi.Fra. di Termini Imerese. Sabato 3 settembre le due Fraternità Gi.Fra. di Termini Imerese - Santa Maria di Gesù e Madonna della Catena - hanno celebrato il Capitolo Elettivo, presieduto dal Presidente Regionale Gi.Fra. Luca Corallo. Era presente anche l’Assistente Regionale fra Salvatore Corsaro ofm conv. I giovani delle due Fraternità, l’Assistente fra Agatino Sicilia ofm e i consigli delle rispettive Fraternità si sono ritrovati nel Convento Madonna della Catena per vivere insieme questo moment importante con la preghiera e con l’ascolto. Nella mattinata si è svolta la fase elettiva della Fraternità “Santa Maria di Gesù” ed è stata confermata Presidente Giulia Franco, Vice è stata eletta Maria Cristina Speciale, Consiglieri sono stati eletti Roberto Rosso e Ilaria Franco. Nel pomeriggio si è svolta la fase elettiva per la Fraternità “Madonna della Catena” e sono stati eletti Sara Perdichizzi (Presidente), Francesco Raimondi (Vice), Giuseppe Zammito

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pag. 14 OTTOBRE 2016 In Fraternità con Francesco (Consigliere). Un momento bello, segno di fraternità e unità, è stato il pranzo preparato dai fratelli dell’OFS delle due Fraternità termitane. A tutti gli eletti gli auguri di buon cammino nel servizio ai fratelli. Capitolo della Fraternità Regionale O.F.S. Dal 16 al 18 settembre, i Ministri delle Fraternità Locali OFS della Sicilia si sono ritrovati a Capitolo presso il Santuario di Gibilmanna. A pagina 7 la testimonianza di questo evento scritto da Angela Giardina che con il Ministro Giusi Fusco vi hanno partecipato. Carissimi, fratelli e sorelle dell’O.F.S., si ricomincia Da questo mese riprendono tutte le attività. Come primo incontro ci ritroveremo tutti - professi, formandi e iniziandi dell’OFS, mercoledì 12 ottobre alle ore 17.30 per la Celebrazione del Vespro. Alle ore 18.00, la Celebrazione Eucaristica e, a seguire, la presentazione del programma annuale. Ottobre 2016 Buon Compleanno in Fraternità a: Saccuzzo Sebastiana Volpe Federica Infantino Salvatore Milone Gaetana Aglieri Rinella Gatto Ignazia Calderone Antonina giorno giorno giorno giorno giorno giorno 1 2 6 11 12 12 Lo Coco Maria Calderone Francesca Cozzo Felice Marsala Agostino Rocca Antonina Auguri !!! giorno giorno giorno giorno giorno 14 19 21 23 23 PROGRAMMA ATTIVITÀ E CELEBRAZIONI OTTOBRE 2016 Dall’1 al 3, ultimi giorni della Novena in onore dei santi Francesco e Chiara d’Assisi Sabato 1 ore 17.30 Celebrazione dei Vespri ore 18.00 Celebrazione Eucaristica ore 21.00 Adorazione Eucaristica Domenica 2 ore 11.30 Santo Rosario ore 12.00 Supplica alla B. V. Maria di Pompei ore 16.00 Festa in piazza per bambini 6/12 anni ore 18.30 Celebrazione dei Vespri ore 19.00 Celebrazione Eucaristica Lunedì 3 ore 18.00 Celebrazione del Transito di San Francesco Accensione della lampada Martedì 4 Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia Celebrazioni Eucaristiche: ore 7.30 al Monastero S. Chiara ore 8.30 - 10.00 - 11.00 - 17.00 in Convento ore 18.15 Processione con i simulacri dei Santi Francesco e Chiara al termine Celebrazione Eucaristica (alle ore 20.00 circa) Mercoledì 12 Inizio attività della Fraternità OFS ore 17.30 Celebrazione del Vespro, a seguire l’Eucarestia e l’incontro.

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In Fraternità con Francesco OTTOBRE 2016 Preghiera semplice pag. 15 ignore, fa di me uno strumento della Tua Pace: dove è odio, fa ch'io porti l'Amore, dove è offesa, ch'io porti il Perdono, dove è discordia, ch'io porti l'Unione, dove è dubbio, ch'io porti la Fede, dove è errore, ch'io porti la Verità, dove è disperazione, ch'io porti la Speranza, dove è tristezza, ch'io porti la Gioia, dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce. Maestro, fa che io non cerchi tanto ad esser consolato, quanto a consolare; ad essere compreso, quanto a comprendere; ad essere amato, quanto ad amare. Poiché, così è: dando, che si riceve; perdonando, che si è perdonati; morendo, che si risuscita a Vita Eterna.

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