AGRICOLTURA 7-8/2016

 

Embed or link this publication

Description

boom del biologico

Popular Pages


p. 1

ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE RICERCA Più innovazione in campo per vincere sui mercati a pag. 6 N. 7/8 - LUGLIO/AGOSTO 2016 MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Il boom del biologico MECCANIZZAZIONE Il trattore-computer: vantaggi e svantaggi a pag. 34 MALATTIE DELLE PIANTE Nessuna traccia di Xylella in Emilia-Romagna a pag. 45

[close]

p. 2



[close]

p. 3

SIMONA CASELLI Assessore regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca Regione Emilia-Romagna itoriale Caselli Il mio impegno per rilanciare l’ortofrutta europea L’ortofrutta in Europa rappresenta un comparto produttivo strategico, non solo per il valore economico e l’impatto occupazionale, ma anche come strumento di presidio del territorio. L’EmiliaRomagna a sua volta è una delle regioni leader del settore, forte di oltre 25mila aziende agricole, per una superficie complessiva di 135mila ettari, una produzione di 39 milioni di quintali all’anno e un valore economico che sfiora i 2 miliardi: il 48% del valore totale dell’agricoltura regionale. Vengono prodotte in Emilia-Romagna l’80% delle pere, il  36% del pomodoro da industria  e poco meno di un terzo delle pesche e nettarine made in Italy. L’elezione a presidente di Areflh, l’Associazione delle Regioni ortofrutticole Europee, è dunque per me una grande onore, ma anche una grande responsabilità: il comparto ortofrutticolo infatti sta, ormai da alcuni anni, attraversando ripetute situazioni di crisi. Non mi dilungherò qui sulle cause, note a tutti: produzioni eccedentarie, sovrapposizioni stagionali, calo di consumi, embargo russo. Siamo dunque di fonte a una sfida impegnativa. Al centro del mio mandato ci sono tre temi che giudico fondamentali: la nuova Ocm ortofrutta; l’accelerazione sulla ricerca perché motore dell’innovazione e asset strategico per spingere sulla distintività e la competitività delle nostre produzioni; la promozione, indispensabile per sostenere i consumi e spingere sull’export. Come mi muoverò? Uno degli impegni che mi pongo come presidente è allargare la base sociale di Areflh, in particolare ricercando l’adesione di altre Regioni ortofrutticole, a partire da quelle italiane. Areflh deve poi ritrovare quella che è stata la sua forza, ovvero il lavoro congiunto fra le due componenti: il collegio delle Regioni e quello dei produttori, riuniti nelle Organizzazioni di produttori e nelle Associazioni di organizzazioni di produttori. Questa sinergia pubblico-privato ha portato, nel recente passato, a importanti risultati come la definizione delle misure di prevenzione e gestione delle crisi previste dalla stessa Organizzazione comune di mercato. Dobbiamo continuare il lavoro in questa direzione, rafforzando la collaborazione e l’assunzione di decisioni comuni sulle tematiche di più stretta attualità per il settore. Un esempio: diverse Op e Aop associate ad Areflh aggregano imprese produttrici di pomodoro da industria che, nell’ambito dell’Ocm, trovano sempre meno misure finanziabili. È possibile individuarne di nuove, con un’attenzione specifica ai temi della sostenibilità ambientale? Una riflessione poi, che è anche un auspicio, sul ruolo delle Op e delle Aop, beneficiarie delle misure previste dall’Ocm ortofrutticola. Se da parte nostra l’attenzione dovrà essere massima, sollecitando da parte della Commissione normative più semplici nell’attuazione e più efficaci nella ricaduta, i produttori dovranno a loro volta giocare un vero ruolo da protagonisti nella definizione di programmi operativi più rispondenti alle necessità delle imprese.  L’assessore Simona Caselli è stata eletta il 22 giugno, presidente di Areflh, l’associazione con sede a Bordeaux in Francia, che dal 2008 riunisce le principali realtà produttrici di frutta e ortaggi: ben 25 regioni, in rappresentanza di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Belgio e Grecia. L’incarico ha durata triennale. LUGLIO/AGOSTO 2016 3

[close]

p. 4

MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 43 - N. LUGLIO-AGOSTO 2016 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Cinzia Pisano, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Cinzia Zambelli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n° 001023801994 c/c bancario IBAN IT-51-R-07601-02400-001023801994 Intestato a CANTELLI ROTOWEB SRL CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 40.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 31/08/2016 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Fotolia SOMMARIO 03 EDITORIALE Il mio impegno per rilanciare l’ortofrutta europea Simona Caselli Fatti 06 RICERCA/1 Più innovazione in campo per vincere sui mercati A cura della Redazione 08 RICERCA/2 Investire in conoscenza: il futuro è qui Davide Viaggi 10 INNOVAZIONE Che tempo farà? Nuove frontiere dell’agrometeo Giulia Villani, Vittorio Marletto 12 QUI REGIONE Sisma Italia centrale in prima fila negli aiuti A cura della Redazione 14 QUI EUROPA Latte, la Ue vara il pacchetto anticrisi A cura della Redazione Economia 15 TREND I consumi di frutta e verdura tornano a crescere A cura della Redazione 16 NUOVE CULTIVAR Innovazione varietale nelle drupacee minori Daniele Missere SPECIALE BIOLOGICO 20 Boom di aziende e superfici Matilde Fossati 24 La Regione mette al centro l’agricoltura sostenibile Carlo Malavolta, Guido Novembre 25 Mense sempre più bio? Un servizio ad hoc Daniele Ara 27 Sana 2016, crescere naturalmente Rosa Maria Bertino

[close]

p. 5

Rspiecreimrcaenetazione 30 STUDI Uso del suolo e zootecnia da latte Tiziano Bettati 32 TUTELA AMBIENTALE Fitofarmaci: un prototipo per smaltirli in sicurezza Biagio Esposito, Francesco Riminucci, Stefano Di Marco, Giorgio Longino Meccanizzazione 34 NUOVE TECNOLOGIE Il trattore-computer: vantaggi e svantaggi Ottavio Repetti Agroenergie 37 ANALISI POST SISMA Efficienza energetica e fotovoltaico, per crescere più forti Paolo Rossi LUGLIO/AGOSTO 2016 Irrigazione Rubriche 40 CENTRI D’ECCELLENZA Nel Campus del Cer a lezione di risparmio idrico Gioele Chiari, Roberto Genovesi, Stefano Anconelli 42 TECNICHE AGRONOMICHE Il dosaggio dell’acqua nel vigneto Chiara Pezzi, Giovanni Nigro Avversità 45 MALATTIE DELLE PIANTE Nessuna traccia di Xylella in Emilia-Romagna Anna Rosa Babini, Ambra Alessandrini, Rossella Gozzi, Chiara Mazzoni 49 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni e Nicola Di Virgilio 50 IN BREVE A cura della Redazione 53 AGENDA VERDE A cura della Redazione 55 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni e Massimo Drago 57 AGROMETEO a cura di William Pratizzoli 58 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti 47 FILIERA VITICOLA Moltiplicazione della vite, strategie per limitare i danni Furio Rizzoli, Anna Rosa Babini, Assunta D’Anniballe, Patrizia Grillini, Paolo Fini

[close]

p. 6

Fatti RICERCA/1 Dell’Aquila Più innopvearzivoinneceirnecsuaimmpeorcati A cura della REDAZIONE Aziende agricole, università e laboratori insieme per accelerare su qualità e sostenibilità delle produzioni. Dal Psr 12 milioni per i primi 52 Gruppi operativi Nuove tecniche di irrigazione per preservare una risorsa sempre più preziosa; riduzione dell’antibiotico-resistenza negli animali da allevamento; sviluppo di nuove varietà di frutta, ortaggi e viti più resistenti al cambiamento climatico; miglioramento della biodiversità e recupero di varietà antiche di frumento. E ancora: nuove modalità di lavorazione dei terreni per ridurre da un lato la dispersione di anidride carbonica in atmosfera, contrastando l’effetto serra e dall’altro aumentare il contenuto di carbonio nel suolo.  La Regione Emilia-Romagna accelera sulla ricerca in agricoltura e lo fa finanziando con 12 milioni di euro 52  Gruppi operativi per l’innovazione (Goi), le inedite alleanze tra mondo agricolo e  mondo della ricerca che rappresentano una delle novità principali della Programmazione comunitaria 2014-2020. Con un obiettivo: aziende agricole più competitive sui mercati, ma anche più sostenibili  ed efficienti nella gestione delle risorse naturali.    I 52 partenariati – ora al nastro di partenza – lavoreranno su altrettanti Piani di innovazione nei  seguenti settori: sviluppo competitivo delle aziende agricole; gestione delle risorse idriche, dei fertilizzanti e dei pesticidi; qualità dei suoli e contrasto all’erosione; riduzione del consumo di acqua in agricoltura. «Un risultato importante – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – sia per il numero e la qualità dei progetti selezionati, che per la tempistica, che ci vede prima Regione in Italia e tra le prime realtà in Europa. Investire in ricerca – in particolare nella ricerca pubblica – oggi è strategico, per competere sui mercati, migliorare la qualità dei prodotti, rafforzare le prestazioni ambientali». Entro l’anno altri 16 milioni Progetti di innovazione dunque con ricadute immediatamente operative, la cui durata non potrà superare i 36 mesi e i cui risultati conflu- 6 LUGLIO/AGOSTO 2016

[close]

p. 7

iranno e saranno diffusi attraverso   la Rete del Partenariato europeo per l’innovazione (Pei). Complessivamente i 52 Goi aggregano circa 400 soggetti tra università ed enti di ricerca, aziende agricole e agroalimentari, enti di formazione e di consulenza. Una rete diffusa sul territorio che comprende, citando in ordine sparso e senza pretesa di esaustività, tutte le Università dell’Emilia-Romagna e la Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza, i centri di ricerca Crpv di Cesena e Crpa di Reggio Emilia, il Consorzio di bonifica del canale emiliano-romagnolo (Cer) con sede a Bologna, l’azienda agraria sperimentale Stuard di Parma, l’Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell’EmiliaRomagna, nonché diverse aziende private. Considerando anche il cofinanziamento privato i 52 progetti movimenteranno investimenti per 14,5 milioni di euro, ma altre risorse pubbliche sono in arrivo entro la fine del 2016. Si tratta di 16 milioni di euro che finanzieranno nuovi bandi per la ricerca in agricoltura tra ottobre e dicembre. Complessivamente le risorse  a disposizione entro il 2020, ammontano a 50 milioni. Una commissione scientifica indipendente I 52 progetti sono stati selezionati da una commissione scientifica indipendente, coordinata dall’Accademia nazionale di agricoltura di Bologna. «La valutazione dei progetti – spiega il presidente dell’Accademia, Giorgio Cantelli Forti – è stata compiuta in modo anonimo, secondo standard internazionali e  ha coinvolto 150 esperti». I bandi (aperti l’11 gennaio) si sono chiusi il 31 Sanaritani marzo scorso. I progetti presentati, in risposta ai cinque bandi dell’operazione 16.1.01 del Psr 2014-2020, sono stati 160 e il procedimento di esame si è svolto in 105 giorni. La percentuale del contributo pubblico è stata di circa il 70% per i progetti rivolti a sostenere la competitività aziendale, intorno al 90% per quelli di carattere ambientale (acqua e suolo) cui è riconosciuta una particolare rilevanza per la collettività e di quasi il 100% della spesa ammissibile nel caso di interventi per il sequestro di carbonio. Sono stati coinvolti tutti i principali comparti dell’agroalimentare emiliano-romagnolo: lattiero-caseario (7%), bovini (4.6%), suini (3,8%), foraggere (1,4%), cereali (26%), ortofrutta (37,9%), vitivinicolo (14,1%) e rimanenti settori per il 5,4%. Info: http://agricoltura.regione.emilia-romagna. it /psr -2 014 -2 02 0 /t e mi /t ipi- d i- ope r a z i oni /16 1-01-gruppi-operativi-del-partenariato-europeoper-la-produttivita-e-la-sostenibilita-dellagricoltura Una ricercatrice mentre analizza campioni di alimenti IMPRESE PIÙ MODERNE E TUTELA DELL’AMBIENTE Cinquantadue raggruppamenti per altrettanti progetti, accomunati da un obiettivo: promuovere la qualità dei prodotti e delle tecniche di produzione. Una scelta che guarda ai mercati, ma anche alle grandi sfide dello sviluppo sostenibile e del corretto uso delle risorse naturali. Il settore che ha riscosso più successo è stato proprio quello della qualità delle acque, con particolare attenzione alla necessità di contenere la presenza di fertilizzanti e pesticidi: 20 i progetti selezionati per un costo complessivo di oltre 6,2 milioni e un contributo di 5,6 milioni. Subito a seguire la pattuglia dei 18 interventi per sostenere la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole. Il totale dell’investimento in questo caso è pari a 5,9 milioni e il contributo pubblico arriva a quasi 4,2 milioni di euro. Sei progetti puntano a un uso più efficiente dell’acqua in agricoltura, riducendone le dispersioni (quasi 967mila l’investimento, per un contributo di 869mila euro), mentre per sostenere sistemi colturali di tipo conservativo, cioè con ridotta lavorazione del terreno la commissione esaminatrice ha dato il via libera a 4 interventi per un investimento di 731mila euro e un contributo che sfiora i 658mila euro. Infine, sono stati finanziati 4 progetti per il sequestro di carbonio nel terreno Progetti 20 18 6 4 4 Costo (euro) 6.215.559,13 5.915.753,89 966.878,78 731.775,65 673.165,72 Contributo (euro) 5.590.890,81 4.152.146,53 869.446,93 657.779,67 671.459,67 Focus Area 4B Qualità delle acque 2A Ammodernamento e diversificazione 5A Efficienza risorse idriche 4C Qualità dei suoli 5E Forestazione ambientale e il contrasto al cambiamento climatico. In questo caso il costo, pari a 673mila euro, è quasi interamente coperto dal contributo pubblico. LUGLIO/AGOSTO 2016 7

[close]

p. 8

Fatti RICERCA/2 Investire in conoscenza: il futuro è qui Con il Partenariato europeo per l’innovazione un’agricoltura più competitiva e rispettosa delle risorse naturali. Braccio operativo: i Goi DAVIDE VIAGGI Università di Bologna Innovazione, ricerca e competitività sono al centro della Politica agricola comunitaria 2014-2020 e delle attuali strategie del settore agricolo. La rinnovata enfasi su questi temi è stata accompagnata da una progressiva trasformazione dei problemi della ricerca e degli strumenti per promuovere l’innovazione. Per quanto riguarda il primo tema, superato il modello lineare di produzione e trasferimento dell’innovazione, ci si pongono nuovi interrogativi. Come valutare la produttività della ricerca? Come orientare e organizzazione una ricerca con obiettivi sempre più articolati: dalla produttività alla salvaguardia delle risorse in un’ottica di economia circolare? Circa gli strumenti per promuovere l’innovazione, si sta sviluppando una crescente attenzione alle nuove forme di integrazione tra domanda e offerta di innovazione e al ruolo di soggetti intermediari nel coordinamento tra ricerca e settore agricolo. Wikimedia Su quest’ultimo punto in particolare, la Pac 20142020 ha portato importanti novità, tra le quali i partenariati europei per l’innovazione e la loro implementazione attraverso la Misura 16.1 del Psr. Di questo nuovo strumento si è parlato alla pre-conferenza su “Ruolo della ricerca in agricoltura e del partenariato europeo dell’innovazione - produttività e sostenibilità agricola”, organizzata dal dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna, in collaborazione con l’Associazione italiana di economia agraria applicata (Aieaa), il progetto Impresa, Regione Emilia-Romagna e Federazione regionale degli Ordini Agronomi  e Forestali. L’incontro si è svolto nell’ambito del quinto convegno annuale dell’Aieaa “The changing role of regulation in the bio-based economy” che si è tenuto a giugno presso l’università di Bologna. I risultati del progetto Impresa Durante la prima parte dell’incontro sono stati presentati i risultati del progetto FP7 Impresa, focalizzati sull’impatto della ricerca sul settore agricolo. Peter Midmore, coordinatore del progetto, ha messo in evidenza tre aspetti principali. In primo luogo, le difficoltà nel reperire e confrontare dati sulla spesa in ricerca e innovazione, sia nel settore pubblico, sia privato. In secondo luogo, e a dispetto del punto precedente, è stata sottolineata la rilevante produttività della spesa in ricerca. Tale produttività, per quanto variabile a seconda dei metodi di stima, delle aree e dei periodi considerati, è stata la determinante chiave del mantenimento della produzione agricola nell’ultimo ventennio nei paesi occidentali, a dispetto della riduzione della quantità di input utilizzati e pur in presenza di politiche volte al contenimento delle rese. Infine, è stata sottolineata la complessità del processo di innovazione, basato su percorsi articolati, guidati dalla visione degli attori coinvolti e dalla capacità di identificazione di strategie di consenso e fiducia. Il quadro è completato dal riconoscimento dei molteplici obiettivi della ri- 8 LUGLIO/AGOSTO 2016

[close]

p. 9

cerca, sempre più impegnata nella direzione del benessere animale, dell’ambiente, della salute oltre che della produttività e dalla capacità di trasmissione degli effetti dell’innovazione tra settori. Nell’insieme, il progetto ha messo in evidenza l’importanza del ruolo della ricerca, accompagnata dalla necessità di una migliore comprensione dei meccanismi che legano la ricerca all’innovazione a livello aziendale. Ue: 600 milioni per 3.200 Gruppi operativi In questo quadro Riccardo Passero, del Ministero per le Politiche agricole, ha illustrato l’idea dei Partenariati europei per l’innovazione e lo stato di applicazione nell’Unione europea. L’obiettivo generale dell’iniziativa è di promuovere la produttività e al tempo stesso la sostenibilità del settore agricolo attraverso iniziative volte all’integrazione tra il sistema della conoscenza (università, centri di ricerca, servizi di consulenza) e il settore agricolo. Lo strumento inserito nel Psr sono i gruppi operativi per l’innovazione (Goi). Questi ultimi, di durata limitata nel tempo, dovranno coinvolgere i diversi attori (agricoltori, consulenti, imprenditori, ricercatori, organizzazioni non-governative) attorno a un unico progetto di innovazione. La normativa europea prevede diverse varianti per la loro implementazione. Due elementi sono più rilevanti. Da un lato, circa la tempistica, è possibile finanziare l’iniziativa in un unico stage, oppure in due stage: un primo di finanziamento di un pre-progetto, il secondo di finanziamento del progetto vero e proprio. In secondo luogo, è possibile finanziare sia il gruppo, sia il progetto di innovazione con la Misura 16 del Psr, oppure usare la Misura 16 per finanziare il solo lavoro del gruppo, lasciando ad altre misure il finanziamento delle attività di innovazione vere e proprie. A livello europeo si stima che circa 600 milioni di euro saranno dedicati alla formazione di circa 3.200 Goi, con dimensioni medie di circa 180mila euro per ciascuno. L’Italia seconda dopo la Spagna Il Paese con il maggiore numero di Goi previsti è la Spagna (849), seguita dall’Italia (625). L’Italia è anche tra i Paesi con la percentuale di budget più alta per la misura della cooperazione. Sono seguite presentazioni di diverse esperienze di applicazione della Misura 16.1 relativa ai Goi in EmiliaRomagna (vedi articolo a pag. 6, ndr), Veneto e Provincia di Bolzano a confronto con le espe- Sanaritani rienze nazionali di Germania e Austria. Le presentazioni hanno illustrato esperienze di diverse soluzioni, portando a confronto la strategia a due stadi rispetto a quella a uno stadio. In particolare la prima soluzione ha messo in evidenza non solo tempi più lunghi, ma anche l’importanza della fase intermedia, in funzione dell’uso oculato delle risorse per la fase preparatoria. Le presentazioni hanno anche permesso di identificare diversi problemi comuni, tra cui la complessità procedurale, gli oneri amministrativi e le difficoltà di partecipazione da parte degli agricoltori. Sono anche state evidenziate soluzioni per rendere più funzionale questo strumento, in gran parte legate alla necessaria semplificazione amministrativa. Nell’insieme si può affermare che, se l’innovazione costituisce uno degli elementi cardine della strategia dei sistemi agricoli italiani ed europei, lo strumento del partenariato va sicuramente nella direzione giusta nel tentare di colmare le difficoltà da sempre riscontrate nella collaborazione tra i diversi attori dei processi di innovazione. In questa fase iniziale di applicazione non mancano le difficoltà (in tutti i Paesi) anche in relazione alla novità e all’ambizione dell’iniziativa. Affrontando pragmaticamente i problemi riscontrati nella fase di avvio, questo strumento può dare un notevole contributo all’economia agricola europea, non solo promuovendo maggiore innovazione nel breve-medio periodo, ma soprattutto contribuendo a una “maturazione” del sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura. Info: aieaa.org; impresa-project.eu LUGLIO/AGOSTO 2016 9

[close]

p. 10

Fatti INNOVAZIONE Che tempo farà? Nuove frontiere dell’agrometeo GIULIA VILLANI, VITTORIO MARLETTO Arpae Emilia-Romagna Un innovativo rilevatore di umidità del suolo presso il Canale emiliano romagnolo (progetto Water4Crop) Droni, satelliti, sensori. Di fronte al cambiamento climatico, il mondo agricolo chiede previsioni tempestive e servizi mirati. Ecco le ultime novità Arpae Da un lato un evidente e diffuso “ritorno alla terra”. Dall’altro la crescente attenzione per i temi dello sviluppo sostenibile e dunque anche per gli effetti del cambiamento climatico in corso. In questo quadro ricco di complessità, stanno conquistando una fetta sempre maggiore di mercato le attività economiche che gravitano attorno all’agrometeorologia, la scienza che studia le interazioni dei fattori meteorologici e idrologici con l’ecosistema agricolo-forestale e l’agricoltura. Le aziende in grado di sfruttare le nuove co- noscenze agrometeorologiche sono tipicamente start up innovative, piccole realtà giovani con un profilo ad alto contenuto tecnologico, che dedicano buona parte della loro attività a ricerca e sviluppo. In questo contesto le competenze informatiche e web vengono coniugate con le conoscenze provenienti dal mondo della meteorologia e dell’ agricoltura. La gamma di servizi disponibili comincia a diventare ampia e spazia dalla sensoristica, alla fornitura di veri e propri strumenti di supporto alle decisioni degli agricoltori, come si può riscontrare per esempio esaminando i prodotti forniti dai soci sostenitori di Aiam, l’Associazione italiana di agrometeorologia. Risposte avanzate per nuovi bisogni Sono diverse le richieste che le aziende agricole fanno al mondo dell’assistenza tecnologica in campo meteo. Ecco qualche esempio. Sistemi di allerta. La crescente frequenza di eventi estremi determina la necessità di un tempestivo allertamento, che può giocare un ruolo chiave nella gestione delle operazioni agronomiche e di altre attività aziendali. Studi climatici per nuove coltivazioni. A causa del riscaldamento globale e con l’introduzione di nuove varietà sul mercato, stanno cambiando gli areali tipici di alcune produzioni (per esempio l’espansione della coltura dell’ulivo in Emilia-Romagna). Attraverso studi climatici è possibile capire quanto un territorio sia adatto a una diversa coltura. Previsioni colturali. Il cambiamento climatico ha sconvolto i tradizionali calendari agronomici a causa sia del riscaldamento, che della distribuzione meno regolare delle precipitazioni. Da qui la necessità di fornire alle aziende previsioni sull’andamento di crescita e sulle caratteristiche qualitative delle produzioni, come ad esempio nel caso del grado zuccherino dell’uva. Gestione irrigua. Stiamo assistendo a un aumento del fabbisogno evapotraspirativo delle colture e quindi anche a una più onerosa gestione della risorsa idrica; per questo risulta quanto mai importante risparmiare sul consumo di acqua. Di seguito viene presentato un elenco schematico dei prodotti e dei servizi recentemente apparsi nell’ambito della “nuova agricoltura”. Il ricorso ai raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo Vi sono notevoli innovazioni nell’ambito delle tecniche di misurazione. A partire da sensori sviluppati nel settore automobilistico per l’attivazione automatica dei tergicristalli, sono ora 10 LUGLIO/AGOSTO 2016

[close]

p. 11

disponibili sul mercato nuovi pluviometri senza imbuto né parti in movimento consistenti in una cupoletta di plastica, al cui interno alcuni led trasformano i riflessi delle gocce di pioggia in misure indirette dell’intensità e quantità della precipitazione in corso. Anche il vento può essere misurato sia come forza, che come direzione di provenienza, per mezzo di compatti e immobili sensori sensibili al suono. Questo tipo di strumenti senza parti in movimento assicura grande precisione e un bisogno di manutenzione molto ridotto. Ancora più innovativo è il ricorso ai raggi cosmici per misurare il contenuto idrico dei terreni integrando i valori su qualche ettaro e fino a mezzo metro di profondità. I raggi cosmici provengono dallo spazio e vengono (per fortuna) quasi tutti schermati dal campo magnetico terrestre, ma una piccola parte di essi raggiunge il suolo e interagisce con l’acqua in esso contenuta. I nuovi sensori rilevano i neutroni che derivano da questa interazione e trasformano la numerosità di queste particelle elementari in valori di umidità del terreno circostante la stazione. Nel campo del telerilevamento, i droni e i satelliti orientati al settore agricolo si sono ritagliati un notevole spazio e sono la spina dorsale dell’agricoltura di precisione. Di notevole interesse l’applicazione del telerilevamento per il monitoraggio dello stato nutrizionale e fitosanitario, ma anche dello stress idrico delle colture. Infatti da satellite si è ormai in grado di osservare e registrare lo sviluppo effettivo di una coltivazione, espresso da un indice: il kc, ovvero il coefficiente colturale. Combinando il kc con il calcolo dell’evapotraspirazione da dati meteo osservati è possibile determinare i fabbisogni irrigui reali delle colture. data è proprio la virtuosa interazione tra enti pubblici e privati per l’integrazione delle reti e la diffusione dei dati. Su questo filone innumerevoli aziende hanno ormai consolidato i propri servizi, introducendo i cosiddetti Dss (Decision support systems), ovvero sistemi di supporto alle decisioni. I dati agrometeo raccolti in campo vengono elaborati mediante modelli matematici che restituiscono in uscita informazioni, accessibili attraverso cellulari e tablet, relative alle operazioni agronomiche che l’agricoltore deve svolgere, dalle fertilizzazioni ai trattamenti fitosanitari. Questo si traduce in una gestione ottimale dell’agroecosistema, dove anche gli input chimici sono razionalizzati, tendendo nel contempo alla massima produttività della coltura e al raggiungimento di optimum qualitativi. Un settore in forte espansione, nel quale un enorme numero di realtà private si stanno misurando è infine quello delle previsioni meteo a breve, medio e lungo termine. Tipicamente i modelli agrometeo e fitosanitari, così come i servizi derivati dall’elaborazione di dati satellitari, applicano le previsioni meteorologiche per affiancare ai dati osservati anche le previsioni delle grandezze di interesse nei giorni immediatamente successivi al presente. Info: agrometeorologia.it; emiliaromagnameteo.com Una stazione agrometeo di Arpae Emilia-Romagna, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia Portali web e open data al servizio dell’agricoltura La diffusione da parte degli enti pubblici dei propri dati in formato aperto (open data) consente a privati e aziende di scaricarli liberamente e di organizzarli in portali web affinché qualsiasi utente li possa visualizzare in modo immediato e di facile comprensione. Un esempio in questo campo è il portale www. emiliaromagnameteo.com dove possono essere visualizzate a livello regionale la principali grandezze meteo osservate. Un interessante “effetto collaterale” della diffusione degli open Arpae LUGLIO/AGOSTO 2016 11

[close]

p. 12

Qui Regione Sisma Italia centrale in prima fila negli aiuti Bonaccini: «Pronti ad accrescere il nostro impegno». A Montegallo (Ap) i campi della Protezione civile regionale. L’ex presidente Errani commissario alla ricostruzione tecnici. Come Giunta regionale abbiamo stanziato un milione di euro per l’immediata emergenza, fondi che le Regioni coinvolte e il sistema di Protezione civile decideranno come utilizzare». Sul conto corrente istituito dalla Regione per le donazioni a favore delle popolazioni colpite è stata raggiunta in pochi giorni la cifra di 100mila euro. Per la gestione della ricostruzione il Governo ha nominato commissario straordinario l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani. In accordo col Dipartimento nazionale di Protezione civile, i tecnici provenienti dall’Emilia-Romagna, lavoreranno principalmente nel comune di Montegallo, articolato in oltre 20 frazioni, ma anche in altri luoghi del cratere in caso di richiesta. Aic A cura della REDAZIONE Subito un milione di euro per gli aiuti immediati, disponibilità a intervenire in base alle necessità per accompagnare le comunità fuori dall’emergenza. Questo il concreto impegno comunicato dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, alle popolazioni delle aree colpite dal sisma del 24 agosto. Bonaccini, che ha incontrato il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, si è recato a Montegallo in provincia di Ascoli Piceno, presso l’epicentro del terremoto, nelle cui frazioni circa 200 tra volontari e tecnici di Protezione civile dell’Emilia-Romagna hanno montato tre campi che ospitano circa 250 persone. Nell’area sono state impiegate anche nove unità cinofile, intervenute soprattutto sulle macerie di Amatrice. «Col capo della Protezione civile nazionale e il presidente della Regione Marche abbiamo fatto il punto della situazione e confermato la disponibilità a rimanere fino a quando ci sarà bisogno» ha detto il presidente. «Siamo inoltre pronti – ha aggiunto – a intervenire per le verifiche e i controlli Tre strutture per l’emergenza e assistenza per chi non si può spostare Circa 200 volontari dell’Emilia-Romagna  della colonna mobile coordinata dalla Protezione civile regionale, hanno allestito tre campi per l’accoglienza di 260 persone e la fornitura di 350 pasti al giorno nelle frazioni di Uscerno e Balze di Montegallo (Ap) nell’epicentro del sisma. Altre tende sono state inviate per ospitare ulteriori persone. Il campo è dotato anche di un posto medico con farmacia, ambulatori, assistenti sociali e psicologi dell’emergenza, organizzato in collaborazione con la sanità regionale. Inoltre, nella frazione di Abetito, sempre nel comune di Montegallo, sono stati allestiti microcampi per rispondere meglio alle richieste dei cittadini che non possono allontanarsi dalle loro abitazioni. Per chi vuole donare, conto corrente unico regionale: IBAN IT69G0200802435000104428964 Causale: Emilia-Romagna per sisma Centro Italia. 12 LUGLIO/AGOSTO 2016

[close]

p. 13

Undici milioni di euro per la produzione di energia “verde” Produrre e vendere energia utilizzando i sottoprodotti e gli scarti dell’agricoltura o le fonti rinnovabili come acqua, sole e vento. Un esempio di economia circolare e sostenibile che la Regione sostiene grazie a un bando che mette a disposizione per le aziende agricole oltre 11 milioni di euro. Le domande vanno presentate entro l’8 novembre sulla piattaforma on line di Agrea. Le risorse permetteranno di finanziare, con contributi tra il 20 e il 50% della spesa ammissibile, impianti per la produzione, il trasporto e la vendita di energia o calore. Un provvedimento che va nella direzione di un’agricoltura sempre più amica dell’ambiente: per alimentare questi impianti infatti non si possono utilizzare colture agricole dedicate. La materia prima (sottoprodotti o scarti aziendali, come ramaglie o vinacce derivate dalla spremitura dell’uva), dovrà provenire dall’azienda stessa o da altre, entro una distanza massima di 70 chilometri. Gli interventi vanno dalle centrali termiche alimentate a cippato o pellets, agli impianti per la produzione di biogas dai quali ricavare energia termica o elettrica; a quelli per la produzione di Wikimedia energia solare, eolica, idrica. Potranno anche essere realizzate piccole reti per la distribuzione o lo stoccaggio dell’energia prodotta. Dovranno essere impianti di piccole dimensioni (con potenze massime di 3 o 1 Mwt), ma tali da produrre energia in quantità superiore ai consumi aziendali, così da poter essere, almeno in parte venduta. Sono previsti punteggi aggiuntivi per le aziende agricole di montagna e per quelle nuove. Il bando rientra nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 ed è pubblicato sul Bollettino ufficiale telematico della Regione n. 268 del 29 agosto. DANNI DA FAUNA SELVATICA: CONTRIBUTI PER 1,5 MILIONI DOMANDE ENTRO IL 31 OTTOBRE Gli imprenditori agricoli avranno a disposizione 1.5 milioni di euro per investimenti destinati a proteggere le aree coltivate dalla fauna selvatica, tra cui uccelli, lupi, cinghiali, caprioli, daini, cervi, lepri, istrici, e favorire la convivenza fra agricoltura e territorio. Tra i criteri di priorità, la localizzazione delle aziende nelle zone della Rete Natura 2000. Le protezioni delle aree coltivate devono essere nuove realizzazioni e non semplici sostituzioni, per una spesa complessiva che va dai 3mila ai 30mila euro. Sono ammessi anche l’acquisto di cani da guardiania, recinzioni elettriche a bassa intensità, protezioni acustiche e visive con sagome di predatori, nastri olografici, palloni. Il contributo in conto capitale sarà pari al 100% della spesa ammissibile. I progetti dovranno essere ultimati entro un anno dalla notifica dell’atto di concessione. Gli agricoltori possono presentare le domande di contributo fino al 31 ottobre 2016 sulla piattaforma informatica di Agrea. APICOLTURA: OLTRE 500 MILA EURO PER LA QUALITÀ BANDO APERTO FINO ALL’11 NOVEMBRE Più risorse per lo sviluppo dell’apicoltura, con priorità a giovani, biologico, produzioni integrate e assistenza tecnica. Sfiora quota 510mila euro (+9% sull’annata precedente) il plafond assegnato dal ministero delle Politiche agricole all’Emilia-Romagna. Si potrà fare domanda fino all’11 no- vembre. La tranche finanziaria ricevuta in dote dall’EmiliaRomagna è stata calcolata sulla base del numero degli alveari censiti in regione nel 2015, circa 110mila, registrati nella Banca dati nazionale. Le domande dovranno essere presentate attraverso la piattaforma informatica di Agrea. LUGLIO/AGOSTO 2016 13

[close]

p. 14

Qui Europa Latte, la Ue vara il pacchetto anticrisi A disposizione 500 milioni di euro, di cui 150 per incentivare la riduzione volontaria della produzione e aumentare i prezzi alla stalla A cura della REDAZIONE L a Commissione Ue ha varato un pacchetto di aiuti straordinari per il comparto zootecnico. Si tratta complessivamente di 500 milioni di euro, di cui 150 solo per la riduzione della produzione di latte, mentre i restanti 350 milioni sono destinati ai produttori e/o allevatori nei settori del manzo, vitello, suini, pecore e capre e verranno distribuiti tra gli Stati membri che potranno decidere come utilizzarli e integrarli con risorse nazionali. All’Italia sono stati assegnati quasi 21 milioni di euro. Il commissario Phil Hogan ha parlato di «una risposta vera a un problema esistente» e si è detto fiducioso «che la misura potrà contribuire a migliorare la fiducia sui mercati e che comporterà un aumento dei prezzi per i produttori di latte europei» Marchetti All’Italia 21 milioni Incentivare la riduzione volontaria della produzione di latte, per aumentare i prezzi alla stalla, ormai in caduta libera. Per fare questo la Ue ha messo a disposizione la tranche di 150 milioni con un obiettivo preciso: un taglio produttivo su scala europea di 1,4 milioni di tonnellate. Le domande potranno essere presentate da produttori (comprese le Op e le cooperative) che abbiano consegnato latte ai primi acquirenti a luglio 2016. Sono previsti quattro scaglioni diversi, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Per il primo che va da ottobre a dicembre il termine per presentare le domande è stato fissato al 21 settembre. Gli altri periodi sono: novembre-gennaio; dicembre-febbraio; gennaio-marzo. Gli aiuti non potranno coprire più del 50% della riduzione delle consegne di latte rispetto al periodo di riferimento e i pagamenti saranno subordinati alla verifica da parte degli Stati membri dell’effettiva riduzione della produzione. Il prezzo – in base a quanto riferisce una nota dell’agenzia Ansa – dovrebbe essere di 14 centesimi per chilo di latte. La misura per il contenimento produttivo si affianca a un pacchetto di misure più complessive che chiamano in causa direttamente i singoli Stati. Il plafond assegnato all’Italia – 21 milioni di euro su un totale di 350 milioni – è stato calcolato sulla base di diversi parametri: i livelli quantitativi della produzione di latte nazionale, le penalizzazioni subite a causa dell’embargo russo, il prezzo medio di vendita all’origine. Le risorse potranno essere utilizzate – precisa una nota del ministero dell’Agricoltura – per sostenere regimi di qualità, incentivare gli allevamenti al pascolo, introdurre forme di supporto al credito o favorire aggregazione e cooperazione tra allevatori. Le risorse in arrivo dalla Ue si affiancano a quelle previste dal Mipaaf che nel decreto Enti locali ha inserito un finanziamento di 10 milioni di euro per l’attivazione della programmazione produttiva volontaria dell’offerta per il settore lattiero-caseario e altri 10 milioni di euro per l’acquisto di latte crudo per la distribuzione agli indigenti. 14 LUGLIO/AGOSTO 2016

[close]

p. 15

Economia TREND I consumi di frutta e verdura tornano a crescere Una tendenza che si va consolidando dopo l’aumento dell’1% in quantità e del 2% in valore registrato nei primi cinque mesi del 2016 Tornano a crescere i consumi di frutta e verdura fresca da parte degli italiani. Nei primi cinque mesi del 2016 il comparto ha messo a segno in media un +1% in volume sullo stesso periodo dell’anno precedente (610mila tonnellate). A far la parte del leone è stata la frutta, grazie a un +3% (316mila tonnellate), positivo. L’Italia è il Paese europeo con i consumi di ortofrutta pro-capite più elevati; il potenziale di crescita c’è su tutto il territorio nazionale, in particolare al Centro-sud». «L’export e l’apertura di nuovi mercati – prosegue Macchi – sono armi strategiche fondamentali per il miglioramento della nostra bilancia commerciale, anche se dob- mentre la verdura è ferma sulle quantità del mag- biamo tenere conto della situazione di tensione gio 2015 (294mila tonnellate). Se invece parliamo in termini di valore, da inizio anno l’incremento è stato nel complesso del 2%, con la frutta che fa registrare un incremento del 3%, mentre gli or- e incertezza che si respira a livello mondiale, con previsioni di frenata dell’export». Il boom del biologico taggi restano stabili. Il quadro di insieme emerge dal Macfrut Consumers’ Trend, il focus di Cesena In questo quadro positivo spicca il trend del bio- Fiera in collaborazione con il Cso di Ferrara sulle tendenze innovative del settore. Non è stata, dunque, una semplice parentesi il +3% a chiusura del 2015, tendenza proseguita logico, che registra un vero e proprio boom. Secondo un’indagine Nielsen tra maggio 2015 e maggio 2016 le vendite di prodotti bio nei canali della distribuzione organizzata italiana hanno su- con lo stesso ritmo nei primi tre mesi dell’anno; bito un’impennata del 21%, rispetto a una cre- il trend positivo pare allungarsi anche ai mesi suc- scita del 11% in media nel periodo 2010-2014. cessivi. Forse è presto per parlare di un andamento ben consolidato, però neppure è da sottovalutare il cambio di passo dopo annate piuttosto complicate come il biennio 2013-2014. Gli operatori del Tra i prodotti classificati come “naturali” e ad alto contenuto di servizio, l’indagine Nielsen evidenzia una crescita dell’11,3% per la frutta fresca, del +9,3% per quella secca e del 10,7% per cereali e settore restano comunque alla finestra: «Troppo legumi secchi. Le insalate di IV gamma, caratte- presto per cantare vittoria – afferma Renzo Piraccini, presidente di Macfrut – la cautela è d’obbligo quando si parta di un settore sensibile come quello ortofrutticolo, dove anche l’andamento climatico ha un peso rilevante. Registriamo però alcune rizzate per un elevato contenuto di servizio, volano addirittura al +23%. Il boom del biologico è una risposta forte dei consumatori italiani al bisogno di benessere, sicurezza e naturalità, ed è una grande opportunità per la produzione italiana. tendenze positive: prima di tutto un sempre più accentuato orientamento delle famiglie a sostitui- re in tavola carni e latticini con frutta e verdura; in secondo luogo c’è un’attenzione sempre maggiore per il biologico; la crescita è maggiore dove c’è un elevato contenuto di innovazione». Più ottimista, invece, Elisa Macchi, direttore del Cso: «Siamo al terzo anno di consumi in aumen- to ed è evidente che il trend si va consolidando. Cresce la domanda di prodotti ad alto contenuto di innovazione ma anche, e questa è una novità, i consumi dei prodotti tradizionali. Siamo di fronte a un rinnovato interesse per l’ortofrutta e penso Banzi che sia molto importante cogliere questo trend A cura della REDAZIONE LUGLIO/AGOSTO 2016 15

[close]

Comments

no comments yet