AGRICOLTURA 6/2016

 

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ANNO 43 - POSTE ITALIANE s.p.a. - SPED. ABB. POSTALE – DCB CENTRALE/PT MAGAZINE AUT. 141/2004 VALIDA DALL’11/1172004 – PUBBL. MAX 50% - € 2,10 IN CASO DI MANCATO RECAPITO INVIARE AL CMP, VIA ZANARDI 28 40131 BOLOGNA PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE IL PRESCRITTO DIRITTO POSTALE N. 06 - GIUGNO 2016 MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA BANDI PSR Aginritaurrriivsmo 1i:5,7 milioni RAPPORTO 2015 Export da record e Plv in ripresa a pag. 6 SPECIALE SISMA L’Emilia accelera con la ricostruzione a pag. 13 FOCUS VINI ROMAGNA Dalla Doc unica la spinta allo sviluppo a pag. 42

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ROBERTO FANFANI itoriale Dell’Aquila Meno aziende, ma più grandi Emilia-Romagna prima per diversificazione Il 2015 è stato dominato da Expo e dall’avvio delle nuove politiche dell’Unione europea per il periodo 2014-2020, sia per il primo che per il secondo pilastro della Pac, senza dimenticare la ne, dopo trent’anni, delle quote latte. In questo contesto, hanno ricevuto minore attenzione due importanti cambiamenti strutturali dell’agricoltura emiliano-romagnola e dell’intero Paese, che emergono dall’indagine Istat “Struttura e produzione delle aziende agricole” e dalla revisione dei conti nazionali per l’agricoltura. Mi riferisco alla riduzione delle aziende agricole, all’aumento della loro dimensione media e all’importanza crescente delle attività che permettono di diversi care e integrare il reddito agricolo. Dall’indagine sopra citata risulta che nel 2013 in Emilia-Romagna le aziende agricole erano 64.500, confermando il forte ridimensionamento avviato nei decenni precedenti (-12% rispetto al 2010), che però ha riguardato prevalentemente le piccolissime aziende (con meno di 5 ettari di Sau). La riduzione del suolo è rallentata in termini di super cie agricola totale, ma è proseguita quella della super cie agricola utilizzata, attestandosi a poco più di 1 milione di ettari (-2,5% rispetto al 2010). La ristrutturazione e il ricambio generazionale in corso hanno visto aumentare le dimensioni aziendali a 16 ettari di Sau, quasi il doppio della media nazionale, mentre si assiste a un forte ridimensionamento della super cie a fruttiferi (-6%), a conferma delle di coltà emerse nel decennio precedente. La contrazione delle aree boschive e l’aumento delle “super ci non utilizzate” aggravano, invece, la fragilità di molti territori collinari e montani della regione. Prosegue intenso il calo degli alle- vamenti, oltre il 22%, ma risulta molto minore per il numero di capi allevati. A livello occupazionale si conferma la riduzione sia degli addetti, che delle giornate lavorate, in particolare per la manodopera familiare, mentre è più contenuta per quella “non familiare” che però aumenta in termini di giornate lavorate. La revisione del sistema di contabilità ha confermato l’importanza dell’Emilia-Romagna, sia come valore della produzione agricola, seconda solo dopo la Lombardia, che per valore aggiunto, di fatto simile tra le due regioni. Ancora: l’Emilia-Romagna è prima tra le regioni italiane per incidenza delle attività “secondarie” e di “supporto” con quasi 1,3 miliardi di euro nel 2014, pari al 19% del valore della produzione. Parliamo, per fare solo qualche esempio, delle attività agricole per conto terzi, della prima lavorazione dei prodotti, ma anche (tra le attività secondarie) dell’agriturismo, delle attività ricreative e sociali, della produzione di energia rinnovabile, della vendita diretta. Un insieme che a livello nazionale, con oltre 11 miliardi, ha superato il 21% del valore della produzione agricola. Le trasformazioni aziendali emerse sia dall’indagine sulla struttura delle aziende agricole, che dalla crescente importanza della diversi cazione, evidenziano aspetti rilevanti per la formazione dei redditi delle aziende stesse, ma anche la sempre maggiore integrazione che l’agricoltura ha nello sviluppo locale e territoriale dell’EmiliaRomagna e dell’intero Paese. L’autore, già professore di Politica economica ed economia agraria presso l’Università di Bologna, ha curato con Renato Pieri il Rapporto 2015 sul sistema agroalimentare dell’Emilia-Romagna. GIUGNO 2016 3

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MENSILE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PERIODICO DELL’ASSESSORATO AGRICOLTURA, CACCIA E PESCA ANNO 43 - N. GIUGNO 2016 Reg. Trib. Bologna n. 4269 del 30-3-73 Iscrizione al ROC n. 24729 Spedizione in abb. postale - Regime libero 50% Aut. DRT/DCB/Bologna DIRETTORE Simona Caselli DIRETTORE RESPONSABILE Giuseppe Pace COORDINAMENTO DELLA REDAZIONE Paola Fedriga IN REDAZIONE Antonio Apruzzese, Olga Cavina, Giancarlo Martelli REFERENTI Patrizia Alberti, Laura Banzi, Milena Breviglieri, Patrizia Cavanni, Vincenzo Di Salvo, Rossana Mari, Vittorio Marletto (Arpa-Simc), Piero Pastore Trossello, Paolo Pirani, Cinzia Pisano, Francesca Ponti, Luciano Rinaldi (Crpa), Mario Savorelli (Crpv), Cinzia Zambelli, Maria Cristina Zarri SEGRETERIA DI REDAZIONE Monica Cervellati Cattani RESPONSABILE DIATECA AGRICOLTURA Fabrizio Dell’Aquila REDAZIONE Regione Emilia-Romagna Direzione Agricoltura 40127 Bologna Viale della Fiera, 8 - Terza Torre Fax 051.5274577 Tel. 051.5274701 - 051.5274289 http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/ agricoltura@regione.emilia-romagna.it EDITORE Nuova Cantelli srl Via Saliceto 22/e-f - 40013 - Castel Maggiore (Bo) tel. 051.700606 - fax 051.6328090 www.cantelli.net ABBONAMENTI c/c postale n° 001023801994 c/c bancario IBAN IT-51-R-07601-02400-001023801994 Intestato a CANTELLI ROTOWEB SRL CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PER LA PUBBLICITÀ O.P.S.A.I. S.r.l. Via Monte Rosa, 19 - 20149 Milano Tel. 02/4694949 - 48018114 e-mail: milano@opsai.com Responsabile Pubblicità e Marketing Claudio Pietraforte I testi, le notizie e le foto contenute nel presente fascicolo possono essere utilizzate solo previa autorizzazione e citando la fonte. Le fotografie e i testi, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. TIRATURA: 40.000 COPIE CHIUSO IN REDAZIONE IL 30/06/2016 IL CONTENUTO DEGLI ARTICOLI NON ESPRIME NECESSARIAMENTE LA POSIZIONE DELL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AGRICOLTURA, ECONOMIA ITTICA, ATTIVITÀ FAUNISTICO-VENATORIA Foto di copertina: Dell’Aquila SOMMARIO 03 EDITORIALE Meno aziende, ma più grandi. Emilia-Romagna prima per diversificazione Roberto Fanfani Fatti 06 RAPPORTO AGROALIMENTARE 2015 Export e produzione agricola: un’annata con il segno più Paola Fedriga 09 PROGRAMMAZIONE 2014-2020 Agriturismi e fattorie didattiche: dal Psr in campo 15,7 milioni Cinzia Zambelli 11 GESTIONE DEI RISCHI Fondi mutualistici pronti al decollo Giuseppe Todeschini, Gianni Piancastelli SPECIALE SISMA 2012 13 L’Emilia accelera: avanti con la ricostruzione A cura di Antonio Apruzzese, Gianni Boselli 15 Tutti gli aiuti per il settore agricolo e agroalimentare Giuseppe Todeschini 17 Aziende agricole: fine lavori al 2018 Giuseppe Todeschini ObiettivoPsr 18 BILANCI Programmazione 2007-2014: missione compiuta Teresa Schipani, Roberto Gigante 22 QUI REGIONE Risorse e progetti per un’economia del bosco A cura della Redazione 24 QUI EUROPA Embargo, al via le nuove misure di sostegno per l’ortofrutta A cura della Redazione Economia 25 SETTORI IN DIFFICOLTÀ Latte, Bruxelles studia un piano di aiuti Giancarlo Martelli 27 TREND L’appeal del biologico conquista i grandi marchi Rosa Maria Bertino 29 MERCATI ALL’INGROSSO Il nuovo Caab marcia a pieno regime A cura della Redazione

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GIUGNO 2016 Fisco e previdenza 30 Voucher, regole più severe contro gli abusi A cura di Corrado Fusai Rspiecreimrcaenetazione 32 TEST SU SALAMINO E SORBARA Lambrusco: conviene la vendemmia meccanica Fabio Pezzi, Giovanni Nigro, Marco Simoni 35 NUOVE TECNOLOGIE A caccia di micotossine con il “naso elettronico” Paola Battilani, Marco Camardo Leggieri, Claudio Selmi Agroenergie 37 FUTURO DELLE RINNOVABILI/4 I vantaggi economici del biogas Alessandra Castellini, Alessandro Ragazzoni 40 ANALISI POST SISMA/2 Caseifici: l’obiettivo sono le rinnovabili Paolo Rossi FOCUS VINI DI ROMAGNA 42 Dalla Doc unica una spinta allo sviluppo A cura della Redazione 45 Zinzani: «Vendite in aumento per le nostre etichette» Giancarlo Martelli 47 La riscossa degli autoctoni. Il Centesimino aspira alla Doc A cura della Redazione In azienda 49 NUOVE FRONTIERE Bonifiche Ferraresi riparte dall’agricoltura 4.0 Erika Lambertini Irrigazione 51 ACQUA E TERRITORIO Un tuffo nel passato per salvare il futuro Andrea Gavazzoli 53 PREVISIONI ICOLT Un’estate normale: tutti i valori nella media Vittorio Marletto, Valentina Pavan, William Pratizzoli, Andrea Spini, Fausto Tomei, Giulia Villani Avversità 55 MALATTIE DELLE PIANTE Attenti al virus Gpgv, nuova minaccia per la vite Anna Rosa Babini, Assunta D’Anniballe, Paolo Fini, Patrizia Grillini, Roberta Beber, Federica Terlizzi, Claudio Ratti, Rino Credi Meccanizzazione 57 SERVIZI ALLE IMPRESE Contoterzismo, un settore in evoluzione Ottavio Repetti Rubriche 59 NOVITÀ DALLA RICERCA a cura di Maria Teresa Salomoni A Nicola Di Virgilio 60 IN BREVE A cura della Redazione 62 AGENDA VERDE A cura della Redazione 64 NEL GIARDINO a cura di Maria Teresa Salomoni A Massimo Drago 66 DALLA PARTE DEI CONSUMATORI A cura di Enrico Cinotti

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Fatti RAPPORTO AGROALIMENTARE 2015 Cervellati Export e produzione agricola: un’annata con il segno più PAOLA FEDRIGA In ripresa la Plv, che sfiora i 4,2 miliardi (+2%). Boom delle esportazioni: con 5,8 miliardi (+6,2%) raggiungono un valore mai toccato prima L’export si conferma sempre più una leva strategica per l’agroalimentare emiliano-romagnolo. Il 2015 è stato da questo punto di vista un ne,  l’internazionalizzazione – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli –  come Regione stiamo lavorando per sostenere, anche attraverso il Psr, le Ocm e i pro- anno record con una crescita del 6,2% e un getti con Governo e Ue, questo processo. Resta valore, mai toccato prima, di 5,789 miliardi. il problema della redditività, ma anche in que- Non si tratta del solo dato positivo che ci vie- sto caso la strada da percorrere è chiara: quella ne consegnato dall’ultimo Rapporto sul sistema dell’integrazione, della qualità e dei prodotti a agroalimentare regionale: anche il valore della maggior valore aggiunto». produzione agricola regionale è tornato con il segno più, arrivando a s orare i 4,2 miliardi di euro. pInomreocduopreorodapaitnadteu,storritaaggi, Clima imprevedibile (forti piogge primaverili e un’estate siccitosa con temperature torride), in- Entrando nel dettaglio dei principali settori pro- stabilità e volatilità dei prezzi sui mercati mon- duttivi, le produzioni vegetali hanno raggiun- diali, embargo russo sono fattori di criticità che to una Produzione lorda vendibile di quasi 2,3 continuano a pesare. Tuttavia rispetto al 2014, miliardi di euro, con un aumento del valore del che aveva chiuso con un pesante -6%, c’è stato 5,6%. In particolare si è veri cato un forte re- un sia pur parziale recupero dei valori, che lascia cupero, sulla campagna precedente, di patate e ben sperare anche per il futuro. ortaggi, con quasi 470 milioni di euro nel 2015 La ripresa ha interessato in particolare pere, net- (+23% ) e delle produzioni arboree (oltre 1 mi- tarine e pesche, le patate e il pomodoro da indu- liardo di euro, +10%). Per quanto riguarda in stria, gli ortaggi e il grano duro. Con il segno più particolare le patate (+ 56%), il forte aumento (e per il secondo anno consecutivo) anche l’oc- del prezzo (+107%) ha più che compensato la cupazione in ripresa dell’1,5%, con un +3,6% riduzione della produzione (-24,8%). per quella dipendente. Bene anche il pomodoro da industria (+12,5%), «Siamo di fronte a un’annata positiva, con dati grazie sia al buon andamento dei raccolti che vanno nella direzione giusta, quella di un’a- (+9,9%), che dei prezzi (+2,4%). Continua in- gricoltura che punta sulla qualità, l’innovazio- vece il ridimensionamento della barbabietola 6 GIUGNO 2016

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SETTORI PRODUTTIVI COLTIVAZIONI ERBACEE di cui: - Cereali - Patate e colture orticole - Colture industriali - Foraggiere - Altro COLTIVAZIONI ARBOREE di cui: - Colture frutticole - Vino - Altre TOTALE PRODUZ. VEGETALI ALLEVAMENTI di cui: - Carni (Bovini e suini - peso vivo) - Avicunicoli (peso vivo) - Latte vaccino - Uova (mln.di pezzi) - Altri TOTALE GENERALE NOTE: dati provvisori. PLV (mln. di euro) 2014 2015 1.187,4 1.215,8 490,39 380,31 119,32 76,87 120,47 965,5 481,81 468,49 87,51 48,98 129,02 1.059,6 592,00 342,05 31,44 2.152,84 1.929,9 685,86 344,57 29,13 2.275,36 1.887,9 503,2 300,6 848,0 248,9 29,17 4.082,8 477,8 299,1 851,3 229,6 30,07 4.163,3 % 2,4 -1,8 23,2 -26,7 -36,3 7,1 9,7 15,9 0,7 -7,4 5,7 -2,2 -5,1 -0,5 0,4 -7,8 3,1 1,97 (-41%), dovuta alla cattiva annata produttiva e alla riduzione dei prezzi. I buoni risultati della Plv delle arboree sono collegati soprattutto al forte aumento dei prezzi per mele e pere (+33,3% e +23,4%), ma anche a quelli di pesche e nettarine (+30% circa), anche se siamo di fronte a quotazioni ancora molto lontane da quelle 2013. In controtendenza rimane l’actinidia (-30% la Plv), proprio per il calo dei prezzi. Si riduce la super cie frutticola (-2,4% con punte del -6% per pesche e nettarine). Stabile quella degli ortaggi dopo l’incremento del 14% registrato nel 2014: circa a 55.000 ettari coltivati in pieno campo e 890 in serra. I cereali hanno visto una riduzione complessiva della Plv dell’1,8%, con -4,3% per il grano tenero e -13% per il mais, dovuta quest’ultima soprattutto alle scarse quantità prodotte (-20%). Al contrario la forte espansione della produzione del grano duro (+63%) nel 2015 ha fatto aumentare di più di un terzo (+36%) il suo valore a livello regionale, nonostante il calo dei prezzi di oltre il 16%. Le produzioni zootecniche, invece, sono rimaste sotto 1,9 miliardi, con una riduzione del 2,2%, anche se molto più contenuta di quella dell’anno precedente. Prosegue l’andamento negativo per le carni suine (-7%) a causa della contrazione dei listini, a cui si aggiungono i cattivi risultati delle uova (-7,8%), mentre si riduce la produzione del latte (-1%), Dell’Aquila RIPARTIZIONE PER COMPARTI DELLA PLV AGRICOLA 2015 (%) compensata però dalla tenuta delle quotazioni (+1,4%). In essione per il quarto anno consecutivo le quotazioni del Parmigiano Reggiano (-7,6%). Nella campagna 2015 la produzione di vino è cresciuta del 5,8%. Sostanzialmente stabile la Plv, a fronte di un andamento in essione dei prezzi (-4,8%). La battuta d’arresto dell’export (-11,1%), dopo anni di segno positivo (nel periodo 2005-2010 la crescita è stata dell’80%) è dovuta soprattutto alla riduzione delle vendite all’estero dei vini sfusi, e etto della forte competizione in particolare della Spagna. Resta, invece, con il segno più l’export dei vini in bottiglia, in crescita anche sui mercati extra Ue e, in particolare, in Asia. Nel 2015 le produzioni di vini Doc e Docg sono aumentate di oltre l’8,3%. Il Lambrusco si conferma al primo posto nelle vendite a livello nazionale ed è il secondo vino più esportato dall’Italia nel mondo dopo il Prosecco. In crescita i mercati extra Ue Il 2015 è stato dunque un anno record per le esportazioni di prodotti agroalimentari emilia- Nella tabella a sinistra, come è andata la Produzione lorda vendibile nei principali settori (fonte: Rapporto agroalimentare su dati Istat) L’assessore all’Agricoltura Simona Caselli interviene alla presentazione del Rapporto agroalimentare 2015 GIUGNO 2016 7

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Fatti RAPPORTO AGROALIMENTARE 2015 VERNOCCHI (APO CONERPO): «PER CRESCERE ALL’ESTERO SERVONO PIÙ AGGREGAZIONE E INNOVAZIONE» Alla presentazione del Rapporto 2015, il 30 maggio scorso a Bologna presso la sede della Regione, è seguita una tavola rotonda dal tema “Le imprese di successo sui mercati a maggior valore aggiunto” alla quale hanno partecipato i rappresentanti di alcuni grandi gruppi dell’agroalimentare emiliano-romagnolo tra cui Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo, leader dell’ortofrutta. Presidente, il 2015 ha segnato una ripresa dei prezzi anche per il vostro settore. Quali sono le previsioni per la campagna 2016? Il 2015 ha registrato un andamento migliore per il comparto ortofrutticolo, con timidi segnali di ripresa, che però non hanno interessato tutte le specie. Per il 2016 le aspettative sono abbastanza buone, anche perché la produzione si presenta generalmente inferiore alla media dal punto di vista dei volumi. Non mancano però le preoccupazioni, legate essenzialmente all’embargo russo, ai problemi di natura geopolitica che stanno interessando i Paesi del Nord Africa, buoni importatori di ortofrutta, e all’andamento climatico anomalo. Resta il tema della redditività. Come garantire ai produttori agricoli una remunerazione adeguata? È necessario portare avanti insieme molteplici iniziative. Innanzitutto, occorre puntare sempre più sull’innovazione di prodotto e di processo, investendo nella ricerca per ottenere varietà sempre più rispondenti alle richieste dei consumatori e mettere a punto tecniche di coltivazione più efficaci. Inoltre bisogna innalzare sempre più il livello qualitativo dei prodotti e spingere l’acceleratore sull’aggregazione per fare massa critica, così da spuntare prezzi migliori sui mercati, e realizzare economie di scala. Il tutto per ottenere risorse da investire nella comunicazione e nella promozione. Con tutto questo, però, rimangono gli imprevisti legati all’andamento climatico. Pertanto, è consigliabile adottare strumenti di tutela del reddito come le assicurazioni e i fondi mutualistici. L’export appare sempre più una risorsa fondamentale per l’agroalimentare italiano. Ma qual è la ricetta per avere successo sui mercati esteri? Le dimensioni d’impresa rivestono un’importanza fondamentale e pertanto occorre, come già accennato, insistere sulle politiche di integrazione per aumentare costantemente la concentrazione dell’offerta. È necessaria una strategia di medio-lungo termine, che preveda, tra l’altro, iniziative finalizzate a conoscere i Paesi di destinazione e azioni promozionali mirate realizzate su questi mercati. Progetti che richiedono l’investimento di consistenti risorse finanziarie. no-romagnoli che hanno toccato il valore più alto di sempre, arrivando a s orare i 5,8 miliardi. Un dato che da solo vale oltre il 15% del totale delle esportazioni nazionali del comparto, con un vero e proprio e etto traino da parte dei Paesi extra-Ue, che da soli crescono del 14%. Siamo di fronte – ha detto Andrea Zanlari, consigliere di Unioncamere regionale – a «una proiezione sempre più accentuata sulle piazze estere trainata soprattutto dai mercati extra Ue»,. La crescita delle esportazioni riguarda sia i prodotti agricoli (+4,8%,) che quelli dell’industria alimentare (+7,9%) e si combina con una contemporanea, importante riduzione delle importazioni agroalimentari che nel 2015 sono calate del 6%, pur restando al di sopra dei 6 miliardi. Il risultato di questi due dati combinati è un miglioramento della bilancia commerciale regionale, in un solo anno, di ben 726 milioni di euro. Un dato già di per sé signi cativo, ma che lo diventa ancora di più se si pensa che l’Emilia-Romagna da sola ha contributo al miglioramento del saldo commerciale nazionale del settore per ben il 44%. I prodotti made in Emilia-Romagna vanno for- te soprattutto in Europa, che continua a essere il principale sbocco commerciale, con ben 4 miliardi sui 5,7 complessivi, ma a crescere di più sono i mercati extra Ue, con punte del +28,5% negli Usa, +34,4% in Cina e +109% in Vietnam (ma non va dimenticato anche il +9,4% in Gran Bretagna). Tra i mercati in di coltà, invece, quello russo, che sconta un -45,7% per gli e etti dell’embargo. Il risultato? Il contributo che l’Emilia-Romagna dà alle esportazioni agroalimentari nazionale è, in alcuni settori, davvero signi cativo. Parte dalla nostra regione il 17,2% del totale della frutta italiana venduta all’estero, il 25% del pomodoro trasformato, il 46% dei salumi e il 31% dei formaggi. Siamo di fronte – ha spiegato Gabriele Canali (Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza) nell’illustrare i dati – a una congiuntura favorevole determinata da due fattori che verosimilmente non cambieranno a breve: il dollaro forte e una domanda di made in Italy in crescita. Una congiuntura che va dunque colta nell’immediato, ma anche sostenuta con adeguate politiche nazionali e regionali. 8 GIUGNO 2016

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Fatti PROGRAMMAZIONE 2014-2020 AdaglriPtusrrisimni ceamfapttoor1ie5,d7idmaittliicohnei : Caselli Nirmal Ospitalità, enogastronomia e attività educative per i più piccoli rappresentano un’interessante forma di integrazione del reddito. Le domande entro il 23 settembre Al via con una dotazione nanziaria di circa 15,7 milioni di euro il primo bando per incentivare agriturismi e fattorie didattiche nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. L’operazione interessata è la 6.4.01, “Creazione e sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche”. L’avviso pubblico, approvato con delibera n. 892 del 13 giugno 2016, dà attuazione agli interventi a favore delle aziende agricole che hanno scelto di diversi care la propria attività principale con quella di ospitalità, ristorazione e di tipo educativo, accogliendo una domanda di turismo all’aria aperta e di riscoperta del mondo rurale che è in crescita. Così come è in aumento, ormai da alcuni anni, il numero delle aziende agrituristiche in Emilia-Romagna: dal 2010 al 2015 sono passate da 994 a 1.187. Nella precedente programmazione 2007-2013 sono stati nanziati 274 progetti, per un importo complessivo di 23,7 milioni di euro. Bene ciari dell’intervento sono le aziende agricole iscritte negli elenchi provinciali degli operatori agrituristici e di fattoria didattica, che rientrano nella de nizione di micro e piccola impresa: cioè che impiegano no a 50 addetti (10 per le micro) e che hanno un fatturato e/o un bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro (2 milioni per le micro). Le spese ammesse a contributo possono riguardare le opere di ristrutturazione e ampliamento dei fabbricati rurali da abidire alla nuova attività, la quali ca- zione degli spazi aziendali esterni, oltre all’acquisto delle necessarie attrezzature. Cosa può essere nanziato Nel dettaglio per quanto riguarda l’agriturismo sono nanziabili gli interventi di recupero, ristrutturazione e ampliamento dei fabbricati aziendali esistenti, nonché le opere di sistemazione esterna; la realizzazione di piazzole e relative infrastrutture per agri-campeggio; il recupero delle strutture destinate allo svolgimento di attività sportive, ricreative, culturali, sociali, didattiche; la realizzazione di nuove costruzioni per servizi accessori; gli interventi di ristrutturazione di locali da destinare a laboratori e spazi pluriuso, con esclusione dello svolgimento di lavorazioni agricole o attività di trasformazione. Sono altresì ammissibili le spese per l’allestimento di camere, sale ristorazione, cucine e locali accessori; il recupero di fabbricati e le attrezzature da destinare all’ospitalità rurale e familiare; le spese generali e tecniche nella misura massima del 10% nonché quelle per l’acquisto di attrezzature informatiche e relativo software. Nell’ambito delle fattorie didattiche sono invece nanziabili i progetti relativi alla realizzazione di un massimo di due locali coperti più un bagno per utenti esterni e l’acquisto di attrezzature speci che, comprese quelle informatiche con gli stessi limiti previsti per gli agriturismi, oltre alle spese generali e tecniche. Restano esclusi dal CINZIA ZAMBELLI Servizio Programmazione e Sviluppo locale integrato, Regione Emilia-Romagna GIUGNO 2016 9

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Fatti PROGRAMMAZIONE 2014-2020 AZIENDE AGRITURISTICHE IN EMILIA-ROMAGNA Provincia Piacenza Aziende Pasti attive annuali 172 1.342.384 Posti letto 2.784 Piazzole 146 Parma 126 511.014 1.088 19 Reggio-Emilia 88 242.426 698 42 Modena 134 551.268 1.020 63 Bologna 226 995.412 2.004 34 Ferrara 69 205.300 794 50 Ravenna 114 550.249 1.139 166 modalità valgono per le domande di variante e di pagamento. L’istruttoria è di competenza dei servizi territoriali Agricoltura, caccia e pesca e si concluderà con l’approvazione di una graduatoria dei bene ciari che sarà utilizzata no a esaurimento delle risorse disponibili. Forlì-Cesena Rimini Totale 175 83 1.187 678.628 382.052 5.458.733 1.399 684 11.610 67 29 616 aTgrraicloeltporriioeribtàio: giovani Fonte: dati regionali per indagine Istat al 31/12/2015 sostegno gli investimenti che già usufruiscono di altri contributi pubblici, le opere di manutenzione ordinaria, le quote di ammortamento, le spese di gestione, l’acquisto di terreni e immobili, i progetti che comportano una spesa inferiore ai 20mila euro, i beni e le attrezzature usate, tutte le spese e ettuate prima della concessione dell’aiuto e il rimborso dell’Iva. Nessun contributo è inoltre previsto per le opere eseguite nell’abitazione privata dell’operatore, fatta eccezione per quelle riconosciute dalla legge regionale n. 4/2009 per adeguare locali destinati all’ospitalità agrituristica. In ne, e questa rappresenta una novità rispetto alla programmazione precedente, per opere di ristrutturazione riguardanti intere unità immobiliari a sé stanti deve essere garantito un miglioramento delle prestazioni energetiche rispetto ai livelli minimi previsti dalla normativa di riferimento. nCeolnletrairbeuetsivpainùtaaglgtiiate I contributi, concessi in conto capitale, non possono superare l’ammontare di 200mila euro e sono percentualmente più elevati nelle aree più svantaggiate della regione. Infatti per gli interventi in zona D (“aree rurali con problemi di sviluppo”) il sostegno sarà pari al 50% della spesa ammissibile; si riduce al 45% in zona C (“aree rurali intermedie”) e, in ne, scende ancora al 40% in zona B, cioè nelle “aree ad agricoltura intensiva e specializzata”. L’aiuto è soggetto al regime de minimis: ciò signi ca che l’azienda bene ciaria non può ricevere più di 200mila euro di aiuti pubblici rientranti in tale regime nell’arco di tre anni. Le domande di sostegno devono essere presentate entro il 23 settembre 2016 seguendo le modalità previste nel dettaglio dal bando e compilando l’apposito format elettronico messo a disposizione sul Siag, il Sistema informativo di Agrea. Le stesse Per la formazione della graduatoria saranno applicate alcune priorità riferite alle caratteristiche dei progetti. Per esempio, a parità di requisiti, si vedranno attribuire un punteggio più alto coloro che vantano la presenza in azienda di un giovane imprenditore che negli ultimi cinque anni ha bene ciato del premio di primo insediamento, oppure che praticano l’agricoltura biologica. Una corsia privilegiata anche per i progetti relativi ad agriturismi e fattorie didattiche che fanno sia attività di accoglienza, sia di somministrazione pasti e a quelli che integrano un’attività agrituristica già avviata con una seconda attività (per esempio chi o re già ospitalità e inizia anche l’attività di somministrazione pasti e viceversa). Priorità anche ai progetti che prevedono il recupero di spazi per attività sociali e la disponibilità di camere e relativi servizi igienici per i portatori di handicap; alle aziende che progettano percorsi esterni in azienda privi di barriere architettoniche; in ne per il recupero di immobili tutelati per il loro valore storico-architettonico, culturale e testimoniale. Le opere e gli interventi ammessi a sostegno devono iniziare solo dopo il ricevimento della noti ca di concessione; per anticipare tale termine il bene ciario deve chiedere l’autorizzazione al competente servizio territoriale Agricoltura, caccia e pesca della Regione. Il termine massimo per il completamento delle opere, la loro rendicontazione e presentazione della domanda di pagamento a saldo è di 18 mesi dal momento della noti ca del contributo. Il pagamento avviene in un’unica soluzione, a saldo, tranne nel caso in cui il bene ciario richieda un acconto. Info per la presentazione delle domande: http://agrea.regione.emilia-romagna.it Info sul bando: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/psr2014-2020/bandi/bandi-psr 10 GIUGNO 2016

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Fatti GESTIONE DEI RISCHI Equisetto prontiFoanl ddiecmolulotualistici Disco verde dalla Conferenza Stato-Regioni al decreto ministeriale che fissa le regole per la nascita, il riconoscimento e la gestione. A disposizione incentivi per 200 milioni di euro Èpartito il conto alla rovescia per la nascita dei fondi mutualistici in agricoltura, una delle più importanti novità della Politica agricola comunitaria 20142020 con l’obiettivo di mettere a diposizione degli imprenditori agricoli strumenti e caci per fronteggiare i rischi economici e ambientali dovuti ai cambiamenti climatici e alla crescente volatilità dei mercati. Il schio d’inizio è arrivato con la recente approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni del decreto del Ministero delle Politiche agricole del 5 maggio 2016, pubblicato sulla Gazzetta u ciale n. 141 del 18 giugno scorso, che stabilisce i criteri per la costituzione, il riconoscimento e la gestione dei fondi, che potranno bene ciare dei sostegni previsti dal Programma nazionale di sviluppo rurale. La dotazione nanziaria complessiva è di poco meno di 200 milioni euro in sette anni, tra risorse comunitarie e nazionali. Con un successivo decreto ministeriale saranno de nite la scadenza per il riconoscimento dei fondi e le modalità per l’accesso ai contributi pubblici. Le modalità operative I fondi mutualistici in agricoltura intervengono, a anco delle polizze assicurative, per risarcire le perdite causate da calamità naturali, epizoozie, avversità tosanitarie, infestazioni parassitarie o emergenze ambientali di vario tipo. Tra le nalità di questi strumenti previsti dalla nuova Pac – e questo è l’aspetto più innovativo – c’è anche la difesa e/o stabilizzazione del reddito delle imprese, attraverso interventi di sostegno erogati agli agricoltori che hanno subito un drastico calo delle proprie entrate per esempio a causa dell’andamento negativo dei mercati. Per garantire la parità di trattamento tra tutti gli agricoltori europei, l’assenza di e etti distorsivi sulla concorrenza e il rispetto degli obblighi internazionali dell’Unione Europea, la concessione di questi bene ci nanziari avviene nel rispetto di certe regole. Ma vediamo anzitutto come operano i fondi di mutualizzazione. iQl usoasntedgonoscpauttbablico Per supportare la nascita dei fondi mutualistici la normativa comunitaria prevede la concessione di incentivi pubblici ad hoc: nel caso di fondi per il risarcimento dei danni causati da calamità atmosferiche (grandine, gelate, ecc.), epizoozie o topatie, infestazioni parassitarie ed emergenze ambientali i contributi pubblici sono erogati GIUSEPPE TODESCHINI, GIANNI PIANCASTELLI Servizio Competitività delle Imprese Agricole ed Agroalimentari, Regione Emilia-Romagna Campo allagato di erba medica GIUGNO 2016 11

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Fatti GESTIONE DEI RISCHI produzione, incluso qualsiasi tipo di sostegno pubblico, detratti i costi dei fattori produttivi (acquisto concimi, sementi, ecc.). Gli indennizzi versati dal fondo agli agricoltori non possono superare il 70% della perdita di reddito subita. In caso di cumulo con altri interventi risarcitori pubblici o privati, vale sempre la regola che l’indennizzo totale non può superare il 100% del valore della perdita subita. ll sostegno pubblico al fondo di mutualizzazione è limitato al 65% dei costi ammissibili. I soggetti che possono costituirli Riccioni Melone danneggiato dall’eccesso di acqua a copertura delle spese amministrative di costituzione del fondo stesso, ripartite al massimo su un triennio, e a fronte degli importi versati a titolo di compensazioni nanziarie agli agricoltori. Il contributo pubblico può inoltre riferirsi agli interessi sui mutui contratti dal fondo stesso per il pagamento delle compensazioni agli agricoltori. I sostegni pubblici sono però concessi solo per coprire perdite superiori al 30% della produzione media annua dell’agricoltore nel triennio precedente o della produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti, escludendo l’anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata. Per calcolare la produzione annua dell’agricoltore possono essere utilizzati appositi indici. Il metodo di calcolo utilizzato deve consentire di determinare le perdite e ettive di ogni singolo agricoltore in quel determinato anno. In caso di cumulo con altri interventi di sostegno, sia pubblici che rimborsi da parte di assicurazioni private, l’importo totale dell’indennizzo non può comunque essere superiore al 100% del danno subito. Il sostegno pubblico al fondo di mutualizzazione è limitato al 65% dei costi ammissibili. Gpelri liantdeirfveesantdiei redditi I fondi per la stabilizzazione del reddito intervengono con compensazioni nanziarie a seguito di un drastico calo del reddito stesso, cioè quando la diminuzione è superiore al 30% di quello medio annuo del singolo agricoltore nei tre anni precedenti o del reddito medio triennale calcolato sui cinque anni precedenti; dal calcolo va escluso l’anno con il valore al reddito più basso e quello con il valore più elevato. Per reddito si intende la somma degli introiti che l’agricoltore ricava dalla vendita della propria I fondi mutualistici possono essere costituiti da cooperative agricole e loro consorzi, dalle società consortili di cui all’articolo 2615-ter del Codice civile, dalle organizzazioni di produttori, dalle unioni e/o associazioni di organizzazioni di produttori, dai consorzi di difesa, nonché dalle reti di impresa costituite in prevalenza da aziende agricole. Il capitale iniziale dei fondi – così ha stabilito la normativa Ue – è costituito dai contributi volontari versati dei singoli agricoltori “attivi” aderenti, oltre alle erogazioni nanziarie di altri soggetti privati, anche in forma societaria. Questi soggetti non possono però bene ciare degli indennizzi erogati dal fondo. Nella costituzione dei fondi il requisito basilare riguarda il numero degli agricoltori aderenti; nel caso dei fondi per la stabilizzazione del reddito serve l’adesione di almeno 150 imprenditori agricoli, oppure di un minimo di 50 agricoltori con un volume d’a ari complessivo – calcolato come somma del fatturato di ciascun aderente – non inferiore a 10 milioni di euro nell’esercizio scale precedente a quello di presentazione della domanda. Per dar vita a un fondo per i rischi climatici e ambientali è invece necessaria l’adesione di almeno 700 agricoltori. L’adesione ai fondi mutualistici è volontaria e prevede il pagamento di una quota annuale, stabilita da ogni singolo gestore, parametrata al tipo di produzione e al rischio coperto. Esiste anche la possibilità delle scioglimento dei fondi e questo succede per il venir meno del soggetto gestore, oppure in caso di inattività del fondo per un periodo di almemo tre anni. Spetta al Ministero delle Politiche agricole deliberare la revoca del riconoscimento. Attualmente molte strutture del mondo agricolo stanno valutando l’attivazione di diverse tipologie di fondo; il problema centrale rimane quello dei costi a carico delle imprese agricole, costi che con questo nuovo sistema dovrebbero risultare contenuti. 12 GIUGNO 2016

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SPECIALE SISMA 2012 L’Emilia accelera: avanti con la ricostruzione Anna Nosten Per molti il sisma del 2012 è solo un ricordo, un drammatico ricordo. Molti cittadini sono rientrati nelle loro case e l’intero tessuto produttivo si è rimesso in moto. A quattro anni dalle scosse del 20 e 29 maggio di quattro anni fa, l’Emilia porta ancora le sue ferite, ma la ricostruzione procede e, anzi, accelera il passo. Lo sforzo per riportare alla normalità i 54 comuni e i 4 capoluoghi (cui si aggiungono i 48 comuni limitro che hanno subito solo danni ad alcuni edi ci) è stato corale. Nell’ultimo anno, da aprile 2015 ad aprile 2016, sono aumentati dell’84% i contributi già erogati per risistemare le abitazioni private, arrivati a poco meno di 1 miliardo di euro, e del 105% quelli destinati alle  imprese, saliti a 504 milioni. Un ulteriore passo in avanti, in quattro anni di lavoro, per una ricostruzione certi cata dai 19mila cittadini già rientrati nelle loro case, da 8 nuclei su 10 tornati alla normalità e usciti da misure dirette di sostegno e dai cantieri per case (sono complessivamente 10.585 quelle ripristinate) e imprese (nessun posto di lavoro perso, continuità operativa garantita a 1.680 aziende) che procedono veloci. Un concreto aiuto è venuto anche da un quadro normativo generale che si completa con importanti provvedimenti economici e amministrativi di Governo e Unione europea, dalle Zone franche urbane istituite grazie al Decreto enti locali 78/2015 (39,2 milioni di euro di esenzioni scali per 1.770 micro-imprese nei centri storici di 20 Comuni) alla proroga ottenuta dalla Ue no a ne 2018 per la ricostruzione delle imprese agricole (ne parliamo in un altro articolo). Il tutto per un risultato oggettivo: il cratere, cioè il perimetro dell’area sconvolta dalle scosse di quattro anni fa, che si ritira con 25 Comuni su 60 che hanno in pratica completato la ricostruzione o che sono in procinto di farlo. Al lavoro sui centri storici Il prossimo traguardo è il ripristino dei cen- A cura di ANTONIO APRUZZESE, GIANNI BOSELLI La conclusione dei lavori alla ditta Menù di Medolla (Mo) IN QUESTO SPECIALE Il sisma del 2012 ha colpito un tessuto urbano e produttivo tra i più floridi dell’Emilia-Romagna e del Paese. Dopo quattro anni, come documenta l’articolo di apertura, grazie a uno sforzo corale, le persone sono tornate nelle loro case, le imprese al lavoro e 25 Comuni sono usciti dall’area del cratere. Gli aiuti al settore agroalimentare hanno permesso alle aziende di continuare a produrre le eccellenze dell’enogastronomia regionale. La macchina della ricostruzione procede dunque a pieno ritmo, nonostante altre calamità naturali abbiano nel frattempo colpito quel territorio. Un impegno che la stessa Ue ha riconosciuto, concedendo per la prima volta, proprio al settore agricolo, una proroga fino al 2018 per la conclusione dei lavori. GIUGNO 2016 13

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SPECIALE SISMA 2012 Anna Nosten Il cantiere dei lavori alla dittà Menù durante gli interventi per la ricostruzione tri storici, con piazze e luoghi che sono cuore di una comunità viva. «In questi numeri della ricostruzione c’è tutto lo sforzo e il lavoro dei cittadini, delle istituzioni, del mondo produttivo ed economico e delle realtà associative per rendere questa striscia di terra dell’Emilia, in cui si produceva il 2% del Pil nazionale, più bella, più sicura ed economicamente ancora più competitiva di prima», ha evidenziato il QUATTRO ANNI FA UN TERRITORIO IN GINOCCHIO Il 20 e 29 maggio 2012 l’Emilia ha tremato (due le scosse principali, di 5.9 e 5.8 gradi della scala Richter), lasciando un segno indelebile nel tessuto sociale ed economico dei comuni interessati. I danni complessivi toccano i 13 miliardi di euro, 28mila le abitazioni coinvolte e 40mila lavoratori in cassa integrazione. A questo si aggiungono a 2mila opere pubbliche e beni culturali danneggiati. Nella prima fase d’emergenza sono stati impegnati oltre 20 mila volontari. Circa 7mila cittadini sono stati ospitati in campi d’emergenza, chiusi già alla fine di ottobre 2012. Oltre 16mila le persone assistite con diversi strumenti tra i quali il Contributo di autonoma sistemazione, i prefabbricati abitativi urbani e rurali e gli alloggi in locazione temporanea. Nell’immediato è partita in tutti i Comuni la messa in sicurezza degli edifici, le opere di pronto intervento nonché la rimozione delle macerie. Ben 450 gli edifici scolastici danneggiati: per permettere l’avvio regolare dell’anno scolastico è partito il ripristino, ove possibile, delle scuole o la realizzazione di edifici provvisori e/o temporanei. E già dopo le prime scosse, è scattata la solidarietà per aiutare le popolazioni dell’Emilia. presidente della Regione e commissario alla ricostruzione Stefano Bonaccini. «Ora – ha detto – ci concentreremo nella ricostruzione dei centri storici che rappresentano l’identità delle nostre comunità: è questa la s da importante, anche simbolica, che ci resta da vincere. Fu giusta e meritoria la decisione di Vasco Errani, cui va il nostro grazie: le persone sarebbero dovute tornare a lavorare, studiare, pregare, incontrarsi dove lo facevano prima delle terribili scosse di quattro anni fa. C’è ancora tanto da fare ma questa terra tornerà più forte, più bella e sicura di prima». A oggi per la ricostruzione delle abitazioni e delle imprese sono stati concessi contributi per oltre 2,8 miliardi di euro, con le somme effettivamente liquidate arrivate appunto a 1,5 miliardi di euro.  Anche la ricostruzione pubblica procede, con le strutture e i beni architettonici presenti nei centri storici.  Sono  già disponibili fondi per  1,06 miliardi  (rispetto al miliardo e 664 milioni di danni stimati). I progetti degli interventi presentati rappresentano l’84% di quelli attualmente inseriti nella programmazione del Commissario: di questi, circa la metà risultano in fase di gara d’appalto o di esecuzione. Sessanta dei 134 soggetti attuatori hanno avuto il 100% delle risorse necessarie per la ricostruzione dei beni pubblici. 14 GIUGNO 2016

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Tutti gli aiuti per il settore agricolo e agroalimentare Dell’Aquila Icomuni interessati dal terremoto 2012 sono tutti caratterizzati da industrie alimentari e imprese agricole specializzate nella produzione di prodotti Dop e Igp, sia di origine animale come il Parmigiano Reggiano, prosciutti, salumi e precotti, che di origine vegetale come il Lambrusco, l’Aceto Balsamico tradizionale e le Pere Igp, che concorrono a integrare e valorizzare la produzione agricola locale. Dopo il periodo dell’emergenza sono oggi 200 (dei 240 iniziali) i prefabbricati rurali messi a disposizione dei nuclei familiari o dei dipendenti di aziende agricole che avevano necessità di rimanere vicino alle abitazioni danneggiate per proseguire l’attività. La maggioranza, circa il 75%, sono nel Modenese. Tra gli interventi legislativi signi cativi per il settore si deve segnalare la Legge Regionale n. 16 del 21 dicembre 2012, “Norme per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012” modi cata con la L. R. n. 28/2013. In particolare il testo, per quanto riguarda il territorio produttivo e rurale nelle aree colpite dal sisma, consente di ridurre la dispersione insediativa, ammettendo l’accorpamento degli edi ci rurali sparsi che fanno parte di un’unica azienda agricola e la delocalizzazione nel territorio urbanizzato dei fabbricati non più funzionali all’attività agricola. È inoltre possibile modi care la sagoma degli edi ci non sot- toposti a tutela e ridurne la volumetria. Per gli edi ci vincolati dalla piani cazione non sono ammesse trasformazioni che ne compromettano il valore storico culturale o testimoniale. Ciniricstaru1t.t3o0ri0ale domande La ricostruzione del sistema agricolo sta procedendo nonostante le condizioni di partenza si presentassero estremamente di cili per la vastità del territorio interessato, l’eccezionalità e l’intensità del sisma e la contestualità di altri eventi a carattere calamitoso che hanno successivamente colpito quelle popolazioni. A questo si devono aggiungere anche l’elevato numero di domande e dei permessi necessari alle opere per la ripresa dell’attività che hanno messo in moto un’imponente macchina amministrativa. La presenza di tutti questi elementi ha consentito alla Regione Emilia-Romagna di ottenere – per la prima volta nella storia dell’Unione europea – uno slittamento dei termini per la ricostruzione sino al 31 dicembre 2018 (nel successivo articolo i dettagli dell’ordinanza). L’iniziativa della Commissione Ue – sollecitata dalla Regione anche per una disparità di trattamento fra le imprese agricole e le imprese di altro tipo insita nelle decisioni comunitarie sugli aiuti di Stato – è la dimostrazione di un’ef- GIUSEPPE TODESCHINI Servizio Competitività delle Imprese Agricole e Agroalimentari, Regione Emilia-Romagna Forme in sicurezza al Casei cio Razionale Novese di Novi (Mo) GIUGNO 2016 15

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