Italiana n. 4

 
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ottobre-dicembre-2015

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o cto b er/d ecem b e r 2 01 5 NUMBER 4 ARDUINO AND DIGITAL ARTISANS One of the successful symbols of Made in Italy innovation FLAVIA PENNETTA Strong, brave and with an unstoppable backhand 1

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THINK GLOBAL, LIVE ITALIAN 3

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VITA 16 ARDUINO AND DIGITAL ARTISANS Arduino e gli Artigiani Digitali BELLEZZA 32 THE LAND OF L’INFINITO La Terra dell’Infinito CREATIVITÀ 58 DESIGN TO HUMANIZE INNOVATION Il Design per Umanizzare l’Innovazione CREATIVITÀ 68 THE HORSE’S POINT OF VIEW Il Punto di Vista del Cavallo PASSIONE 74 LETTERS FROM THE CITY Lettere dalla Città 2

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PASSIONE 80 THE TAILOR OF MUSIC Il Sarto della Musica FANTASIA 104 ART AND THE SACRED IN THE AGE OF MECHANICAL REPRODUCIBILITY Arte e Sacro nell’Era della Riproducibilità Tecnica ANIMA 122 STRONG, BRAVE AND WITH AN UNSTOPPABLE BACKHAND Forte, Coraggiosa e con un Rovescio Imprendibile ANIMA 126 COMMUNICATION OF CONTACT La Comunicazione del Contatto 3

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CO N T E N TS / SOMMARIO 6 A Letter from the Editor 7 Lettera dell’Editore VITA ITALIANA 10 Who Invented the Telephone? A Maker 11 Chi Inventò il Telefono? Un Maker 16 Arduino and Digital Artisans Ten years after its launch, having been adopted by makers throughout the world, Arduino has become one of the successful symbols of Made in Italy innovation 16 Arduino e gli Artigiani Digitali A dieci anni dal suo lancio sul mercato, adottato dai makers di tutto il mondo, Arduino è diventato uno dei simboli vincenti dell’innovazione made in Italy 22 The Snow You Don’t Expect 22 La Neve che Non Ti Aspetti 26 Cultivating Cities 27 Coltivare Città BELLEZZA ITALIANA 32 The Land of l’Infinito “Very blessed by God in beauty, variety and fecundity….” 33 La Terra dell’Infinito “Così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, di ubertà….” 38 Behind The Kiss there’s a Secret 38 Dietro Il Bacio, un Segreto 44 To Find and Loose Yourself 45 Perdersi e Ritrovarsi CREATIVITÀ ITALIANA 52 The Last Ruler of Air 52 L’Ultimo Dominatore dell’Aria 58 Design to Humanize Innovation From the Ferrari Sergio barchetta, Pininfarina successfully reinterprets its artisan roots Il Design per Umanizzare 58 l’Innovazione Dalla barchetta Ferrari Sergio alla bicicletta Fuoriserie, la Pininfarina reinterpreta con successo le sue radici artigiane 64 The Immortal Melody of the Norway Spruce 64 La Melodia Immortale dell’Abete Rosso 68 The Horse’s Point of View «No artist is more contemporary than Caravaggio, because he was the first to show us reality as we see it and not as we wish it were» Vittorio Sgarbi 68 Il Punto di Vista del Cavallo «Nessun artista è più contemporaneo di Caravaggio, perché egli per primo ci ha mostrato la realtà come si vede e non come vorremmo che fosse» Vittorio Sgarbi PASSIONE ITALIANA 74 Letters from the City the ones you come across on the street and that are waiting to be looked at 74 Lettere dalla Città quelle che si incontrano per strada e che aspettano uno sguardo 4

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80 The Tailor of Music Free from constrictions and rules, he cuts and creates constantly evolving musical languages 81 Il Sarto della Musica Libero da costrizioni e regole, taglia e crea linguaggi musicali in continua evoluzione 84 Via del Campo 84 Via del Campo 88 The Eye We Have Inside 89 L’Occhio che Si Ha Dentro FANTASIA ITALIANA 94 A Day in Turn 94 Un Giorno a Torino 96 Valle D’Aosta in 48 Hours 96 Valle D’Aosta in 48 Ore 100 Traditionalist or Innovators? 101 Tradizionalisti o Innovatori? 104 Art and the Sacred in the Age of Mechanical Reproducibility 104 Arte e Sacro nell’Era della Riproducibilità Tecnica 122 Strong, Brave and with an Unstoppable Backhand The training, tournaments, life and choices of a great tennis champion 123 Forte, Coraggiosa e con un Rovescio Imprendibile Gli allenamenti, i tornei, la vita e le scelte di una grande campionessa del tennis 126 Communication of Contact Pope Francis and his spontaneous, accessible and conversational language as a choice to be closer and nearer to his devotees and to others 127 La Comunicazione del Contatto Papa Francesco e il suo linguaggio spontaneo, accessibile e conversazionale come scelta di prossimità, di vicinanza ai fedeli e non 132 Wine in the Bronze Age 133 Il Vino all’Età del Bronzo 136 Suggestions 136 Consigli 140 Save the date 140 Agenda 110 Always Open 111 Sempre Aperto ANIMA ITALIANA 118 Cinema as an Act of Democracy 118 Cinema come Atto di Democrazia 5

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LETTER FROM THE EDITOR A year ago we presented the first issue of Italiana. In just a year the magazine has expressed many of its potentialities. It has been published quarterly, with an editorial, graphic and contents style that’s coherent and recognizable, without being repetitive. It has raised expectations that have been revived and increased with each new issue, and it receives more and more requests for the complete collection of past issues and the three special editions dedicated to the Taormina FilmFest, the Athletics World Championship in Beijing, and the Rome Film Festival. It has become a brand, visible and modular, which includes a TV magazine distributed throughout the world, a physical place, Casa Italiana, a real “Moveable Feast” that is mounted during major international events, and a 26-minute television format, Italiana Tv Magazine. The first 28-episode series is aired in the UAE, in the Middle East and North Africa territories, Canada, China, Russia and 22 countries of the former Soviet Union. The new series, consisting of 48 episodes, will be aired on TV, Web and Social Media, and will also reach the United States, South America and the Asia - Pacific area. Italiana finally returns to its browsable format, both in paper and pixels, with a “number four” issue that has a Christmas twist, and an index that ranges between the most ancient vine growing and wine producing traditions of the Western Mediterranean following important findings made in Sardinia, and the very modern fabrication-laboratories, FabLabs, which will revolutionize the relationship between conception and production; between the sacred but very human love of Pope Francis, and the profane but very poetical love of De Andrè; between the unexpected theatre costumes of Hayez and the unpredictable beauty of prison stories; between Sgarbi’s Pasolini and cinema’s Pasolini… I would like to take advantage of this editorial to wish our readers around the world all the best for this very special festive season: Italy is a country with thousands of shades, which has this long shape and stretches into the Mediterranean. It’s no coincidence that very close to its geographic centre is the heart of one of the great monotheistic religions. It’s no coincidence that in Rome, where I am writing, they have announced one of the most unexpected and courageous Jubilees in history, with doors open to the world and closed to fear: this is what happens, in Italy. Think global, live Italian. Luigi De Siervo 6

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LETTERA DELL’EDITORE Un anno fa presentavamo il primo numero di Italiana. In appena un anno la rivista ha espresso molte delle proprie potenzialità. Ha avuto una regolare cadenza quadrimestrale, con una linea editoriale, grafica e contenutistica, coerente e riconoscibile, pur senza risultare ripetitiva. Ha generato un’attesa, rinnovata e aumentata ad ogni numero, con crescenti richieste di completamento della collezione con i numeri passati e le tre edizioni speciali dedicate al TaorminaFilmFest, ai Mondiali di Atletica di Pechino e alla Festa del Cinema di Roma. Si è fatta brand, visibile e modulare, di cui fanno parte un luogo fisico, Casa Italiana, vera e propria “Festa Mobile” allestita in occasione dei principali eventi internazionali, e Italiana Tv Magazine, format televisivo di 26 minuti. La prima serie di 28 puntate viene vista negli Emirati Arabi, nei territori Medio Oriente e Nord Africa, in Canada, in Cina, Russia e 22 paesi dell’ex Unione Sovietica. La nuova serie, 48 episodi, in declinazione Tv, Web e Social, raggiungerà anche gli Stati Uniti, il Sud America e tutta la regione Asia-Pacifico. Italiana torna nel suo formato sfogliabile, in carta e in pixel, con un “numero quattro” in veste meta-natalizia e un indice che spazia dalle tradizioni enologiche più antiche del Mediterraneo occidentale, oggetto di un importante ritrovamento in Sardegna, alle modernissime fabbriche-laboratorio, i FabLab, che rivoluzioneranno il rapporto tra ideazione e produzione; dall’amor sacro ma umanissimo di Papa Francesco, all’amor profano ma poeticissimo di De Andrè; dagli inaspettati costumi teatrali di Hayez all’imprevedibile bellezza dei Racconti dal carcere; dal Pasolini di Sgarbi al Pasolini nel cinema… Approfitto di questo editoriale per fare ai nostri lettori nel mondo i miei migliori auguri per questo periodo festivo molto speciale: l’Italia è un Paese dalle mille sfumature, lunghissimo e proteso verso il Mediterraneo. Non a caso ospita, molto vicino al proprio centro geografico, il cuore pulsante di una delle grandi Religioni monoteiste. Non a caso a Roma, da dove scrivo, è stato indetto uno dei più imprevisti e coraggiosi Giubilei della storia, aperto al mondo e chiuso alla paura: succede, in Italia. Think global, live italian. Luigi De Siervo 7

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V I TA Now more than ever before I am convinced that the life of a man makes sense only when lived with everything one has inside. Because it’s there, in the mind and feelings, so in the vital principle of humans, that one should seek, and live, the various spaces. Walter Bonatti Adesso più che mai sono convinto che la vita di un uomo abbia senso soltanto se vissuta in tutto quello che si ha dentro. Perché è lì, nella mente e nel sentimento, dunque nel principio vitale proprio dell’uomo, che vanno creati, e vissuti, i vari spazi. Walter Bonatti

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VITA ITALIANA WHO INVENTED THE TELEPHONE? A MAKER THE CONNECTION BETWEEN THE MAKERS’ MOVEMENT, FABRICATION LABORATORIES AND DIGITAL MANUFACTURING IN A COUNTRY OF INVENTORS AND GREAT ARTISANS: ITALY by Alberto Luna e Francesca De Matteis FabLabs (fabrication laboratories) are places, normally laboratories open to the public, where people and companies have ac- cess to equipment and processes capable of transforming their ideas into prototypes and products. They were created in order to bring Digital Fabrication and Open Source culture into a physical place, where machines, ideas, people and new approaches meet and contaminate each other. FabLabs are occupied by Makers, digital artisans, a new cultural movement involved in the making of engineering creations, electronic appliances, robots, 3D printing, but also in more conventional activities, such as working metal, wood and other traditional artisan productions. «The makers’ movement has very ancient predecessors that some date back to, paradoxically, the 10

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VITA ITALIANA CHI INVENTÒ IL TELEFONO? UN MAKER LA CONNESSIONE TRA IL MOVIMENTO DEI MAKERS, I FABRICATION LABORATORY E LA MANIFATTURA DIGITALE PER UN PAESE DI INVENTORI E GRANDI ARTIGIANI: L’ITALIA di Alberto Luna e Francesca De Matteis I FabLab (dall’inglese fabrication laboratory) sono luoghi, in genere laboratori aperti, dove le persone e le imprese han- no accesso ad attrezzature e processi in grado di trasformare idee in prototipi e prodotti. Nascono per portare la Digital Fabrication e la cultura Open Source in un luogo fisico, dove macchine, idee, persone e approcci nuovi si incontrano e si contaminano a vicenda. I FabLab sono abitati dai Maker, gli artigiani digitali, un nuovo movimento culturale attivo in realizzazioni di tipo ingegneristico, apparecchiature elettroniche, robot, stampa 3D, ma anche attività più convenzionali, come la lavorazione dei metalli, del legno e l’artigianato tradizionale. «Il movimento dei maker ha antecedenti antichissimi che alcuni fanno risalire addirit- 11

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VITA ITALIANA dawn of mankind: at the end of the day wasn’t the first person who invented fire, or made the first wheel, a maker? But the truth is that it’s a radically new phenomenon that relies on some undisputed innovations.The first was essentially cultural: when in 2001, at the MIT in Boston, a professor of physics [Neil Gershenfeld, editor’s note] opened the first Center for Bits and Atoms and as a result a laboratory where you can build almost anything, this wasn’t just the first FabLab, but it established a principle that had never been heard before. Here it is: with new technologies anyone can build almost anything. Alone. Or rather collaborating in a network with others». These are the opening words of Make in Italy. The 1st report on the impact of digital technolo- gies on the Italian manufacturing system, presented in October 2015 by the Fondazione Make in Italy CDS (with ItaliaLavoro, Hewlett Packard and BNL Gruppo Bnp Paribas) and prepared by the Fondazione Nord Est and Prometeia. The connection between the world of makers, FabLabs and digital manufacturing has become so strong it raised the necessity of creating an ad hoc research to assess the potential of the makers’ movement. It’s rapidly growing throughout the world, but in Italy it has gained a special foothold: in three years the number of FabLabs has increased from zero to one hundred, which means it ranks second in the entire world after the United States. The most important Maker Faire in Europe has been taking place in Rome since 2013. Just a coincidence? It would seem not, because this has always been a country of inventors and great artisans, as well as being rich in industrialists capable of merging in a totally Italian way precise machinery and design: this is what Made in Italy is. A value - the report explains that is also immaterial, to be fostered and re-launched in a moment in which, with the digital world, everything is changing. So does the success of the Maker Faire in Rome, the spread of FabLabs in every corner of Italy, the boom of start-ups connected to physical products with a digital soul also lead to economic growth and new jobs? And if so, how many? These are the questions that the research about the impact of digital technologies on the Italian manufacturing sys- 12

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VITA ITALIANA tura, per paradosso, ai primor- Questo: con le nuove tecno- di della storia dell’uomo: chi logie chiunque può costruirsi inventò il fuoco, o chi fece la quasi tutto. Da solo. O meglio, prima ruota, non era in fondo collaborando in rete con altre un maker? Ma la verità è che persone». si tratta di un fenomeno radi- Con queste parole si apre Make calmente nuovo in Italy. Il 1° rap- che poggia su porto sull’im- alcune innovazioni indiscutibili. La prima fu essenzialmente culturale: quando nel 2001, al MIT di Boston, un professore di con le nuove tecnologie chiunque può costruirsi quasi tutto. Da solo. O meglio, collaborando in rete con altre persone patto delle tecnologie digi- tali nel sistema manifatturiero italiano, presen- tata nell’ottobre 2015 dalla Fon- dazione Make in fisica [Neil Ger- Italy CDB (con shenfeld, n.d.r.] ItaliaLavoro, aprì il primo Centro per i Bit e Hewlett Packard e BNL Grup- gli Atomi e di conseguenza un po Bnp Paribas) e realizzata da laboratorio dove puoi costruir- Fondazione Nord Est e Prome- ti quasi tutto, non era soltanto teia. nato il primo FabLab ma era La connessione tra il mondo stato fissato un principio fino dei maker, i FabLab e la mani- a quel momento mai sentito. fattura digitale è divenuta così forte da porre l’esigenza di realizzare una ricerca ad hoc che facesse il punto sulle potenzialità del movimento makers. In forte crescita in tutto il mondo, in Italia il movimento ha preso particolarmente piede: il numero dei FabLab è passato in tre anni da zero a cento, mettendo l’Italia al secondo posto dopo gli Stati Uniti. Dal 2013 si svolge a Roma la più importante Maker Faire europea. Casualità? Sembrerebbe proprio di no, perché questo è sempre stato un paese di inventori e di grandi artigiani, oltre che industriali capaci di unire in chiave tutta italiana meccanica di precisione e design: è il made in Italy. Un valore – si legge nel rapporto – anche immateriale, da difendere e rilanciare nel momento in cui, con il digitale, 13

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