Gazzetta_Puglia 5-8 2016

 

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La Gazzetta della PugliaMENSILE D’INFORMAZIONE Anno XXIX– MAGGIO-AGOSTO 2016 – N. 05/08 Fondato da Domenico Tedeschi Copia gratuita per i sostenitori Unione Editoriale – Amministrazione e Redazione: 20148 – MILANO, via S. Altamura, 11 – Telefono e Fax 02/36.52.10.48 – Redazione: 70121 – BARI, via P. Petroni, 5 - Telefono e Fax 080/52.44.392. Registrazione n. 438 - 27/6/88 del Trib. di Milano. Sped. in abb. postale: art. 2 - comma 20/lett. C - legge 662/96 - Taxe perçue/Tassa riscossa Cpc Roserio Milano Alle 11,06 del 12 luglio sulla tratta a binario unico Andria-Corato, lo scontro fra treni: 23 morti e 50 feriti Di Agostino Picicco Puglia in lutto Non molliamo, ragazzi! Dino Abbascià amico carissimo ED INSIEME Emigrazione e responsabilità! ● DI PIETRO FILOMENO ●T errore. Non quello dei film o dei romanzi di genere. Quello vero, vissuto, sùbito. Quello che ha insanguinato e sconvolto, in particolare nelle ultime settimane, il mondo occidentale. Un terrore che ha radici vicine e lontane e che si è manifestato in tutta la sua violenza, sino a segnare una svolta epocale, l’11 settembre 2001 con l’attacco alle Torri Gemelle. Tuttavia sono pochi gli occidentali che ne percepiscono il reale pericolo. Per esempio: molti italiani, i cui due terzi vivono in provincia, credono che a correrlo siano solo gli abitanti delle grandi città o chi frequenta i luoghi più rinomati. Niente di più falso: tutti ci possiamo trovare in quei posti. Per motivi ■ (...) A PAG. 8 La vignettista e il corsivista, questa volta, avrebbero voluto parlare d’altro. Ma la realtà, purtroppo, è fatta anche di cronaca nera e non si può voltare la testa dall’altra parte. La vignetta richiama una triste foto, scattata dall’alto, che ha fatto il giro del mondo: la tragedia sulla tratta Andria-Corato: 23 morti e 50 feriti. Uno scontro frontale, alla velocità di 100 chilometri l’ora, nella campagna di Andria, al 51esimo chilometro della Bari-Barletta. Giornata di sole, caldissima, tra filari di ulivi, frinire di cicale e dopo una curva. In piena mattina: ore 11:06. Nell’anno del Signore 2016, mese di luglio, giorno 12. Il più grave disastro ferroviario avvenuto in Puglia. ■ (...) A PAG. 11 Il nuovo libro di Agostino Picicco, per i tipi della ED INSIEME, è stato scritto in occasione del primo anniversario della morte di Dino Abbascià, grande imprenditore e “storico” presidente dei Pugliesi a Milano. Non si tratta della biografia di Dino Abbascià, anche se nei suoi aspetti essenziali vi è lumeggiata. Piuttosto è una testimonianza semplice ma qualificata sulla sua esistenza, muovendo dal legame di amicizia. Viene così tratteggiata la personalità di un uomo grande e meraviglioso, ■ (...) A PAG. 15 La Puglia purtroppo è sommersa dall’immondizie Emergenza rifiuti DALLA PUGLIA – Tanti i problemi che Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, è costretto ad affrontare a un anno dal suo insediamento. In particolare: Xilella, questione sanitaria, problema ferroviario e, dulcis in fundo, emergenza rifiuti. È quest’ultima che, proprio in questi giorni, non «lo sta facendo dormire la notte» (parole sue). Strade sporche, bidoni strapieni, campagne invase da ogni forma di rifiuto. Con problemi igienici per tutti e di immagine per i tanti turisti. Insomma, la Puglia come la Campania. O come la città di Roma, oggi. Ma come si è giunti a tanto? Dopo anni di mancanza di un vero piano sul ciclo completo dei rifiuti, a cui va aggiunta la cattiva gestione dei mezzi e dei metodi di smaltimento. Al punto che sono molti gli impianti sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Meglio di tutti lo dice Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia: «Non c’era certo bisogno delle dichiarazioni di qualche collaboratore di giustizia e dell’apertura di indagini in tutta ■ (...) A PAG. 8 I pugliesi di Milano In memoria di Dino Abbascià Zaganellate di Zaganella Farfuglia Maschera della Puglia Zaganella pessimista?! Ogni tanto gli chiedo: «Zaganella Così facendo, errore dopo errore, perché non dai mai una notizia bella?». ora tutti siamo nel terrore. Risponde sempre: « È la cattiva stella». Chi semina odio raccoglie rancore. Il male incombe e non si può evitarlo. L’uomo era ed è rimasto un legno storto, Meglio parlarne di più, esorcizzarlo. come diceva Kant, non a torto, Del bene, non c’è tempo per citarlo. anche se Cristo è morto e poi risorto. ● Il compianto Dino Abbascià ■ A PAGINA 2 Ne vuoi un esempio? I grandi della terra. Per me Zaganella è un po’ pessimista Nonsembrano,masonosempreinguerra: e anche su Kant mi sembra fuori pista: potere e denaro, a chi più ne afferra. Immanuel era molto più ottimista. Calcio: serie A e B i calendari del campionato 2016/2017 ■ A PAG. 12 BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA Sede legale: MATERA - via Timmari, 25 Tel. 0835.332649 - Fax 0835.331334 Dir. Gen.: ALTAMURA (BA) - via O. Serena, 13 Tel. 080.8710111 - Fax 080.8710714 Sedi operative: ALTAMURA (BA) - via O. Serena,13 GRAVINA IN PUGLIA (BA) - piazza Cavour, 20 Tel. 080.3221511 - Fax 080.3256382 TARANTO (TA) - via Di Palma, 46/50 Tel. 099.4541111 - Fax 099.4541339 Ufficio Rappresentanza Presidenza Dir. Gen. BARI (BA) - via Venezia, 13 - Tel. 080.5254911 FILIALE DI MILANO VIA SANTA MARGHERITA, 4 Tel. 02.86453958 NELLE PAGINE INTERNE ■ INFORMAZIONI DALLA LOMBARDIA E DALL’ITALIA pagg. 2 – 3 – 4 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA dalle provincie del Salento pagg. 10 – 11 ■ INFORMAZIONI SU TUTTO IL CALCIO PUGLIESE pag. 6 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari/Foggia e provincia pag. 7 ■ INFORMAZIONI DALLA PUGLIA da Bari e provincia pagg. 8 – 9 ■ GAZZETTINO SPORTIVO pag. 12 ■ LEX SEMPER LOQUITUR GAZZETTINO MEDICO pagg. 13 – 14 ■ MISCELLANEA Attualità e Recensioni pagg. 5 –15

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P 2AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 DALLA LOMBARDIA La Gazzetta della Puglia Il 13 giugno con la celebrazione di una santa messa è stato ricordato dall’Arp Dino Abbascià a un anno dalla scomparsa MILANO – Il ricordo di Dino Abbascià, nell’anniversario della scomparsa il 13 giugno 2016, ha avuto inizio con la celebrazione della santa messa nella sua parrocchia di appartenenza di san Gioachimo, ed è proseguito con la presentazione del volume di Agostino Picicco, Non molliamo, ragazzi! Dino Abbascià amico carissimo (del quale parliamo nella pagina delle recensioni) presso l’Unione del Commercio. La manifestazione ha visto una corale e cordiale partecipazione di tante persone giunte anche da fuori Milano per ascoltare gli interventi di Carlo Sangalli, presidente Confcommercio, di Giovanna Mavellia, segretario generale Confcommercio Lombardia, moderatrice della tavola rotonda, di Camillo de Milato, presidente dell’Associazione regionale pugliesi, giunto per l’occasione da Roma dove ha operato come sub commissario del- l’amministrazione capitolina, di Giuseppe Selvaggi, punto di riferimento per l'associazionismo pugliese a Milano, dell’attore Gerardo Placido con la sua performance artistica. È risultato evidente come Dino riesca ad unire anche “da remoto”. Tante, infatti, le autorità civili e militari che con la loro presenza hanno impreziosito la manifestazione: il questore della camera on. Stefano Dambruoso, il console generale d’Albania Luljeta Cobanaj, i consiglieri regionali Colucci e Altitonante, l’assessore Cristina Tajani, i consiglieri comunali Tatarella, Sardone, Molteni, Pacente, gli esponenti dell’Unio- ne, i rappresentanti delle associazioni regionali e delle infermiere volontarie della Croce Rossa, i soci dell'Associazione regionale pugliesi e, ovviamente, la signora Maria Teresa e la famiglia Abbascià. Tante autorità e amici impossibilitati a partecipare hanno inviato commossi messaggi di adesione. Davanti a tale autorevole consesso l’autore Agostino Picicco ha detto che, tramite questo volume, ha desiderato onorare l’amicizia con Dino Abbascià, testimoniare la ricchezza di una vita carica di talenti e determinazione, offrire motivi di incoraggiamento, nelle attuali difficoltà, per tutti e in partico- lare per i giovani, proponendo Dino come un grande esempio di uomo, di imprenditore, di presidente, di amico. E noi terminiamo con la pubbli- cazione della foto del caro Dino accanto al titolo che lo ritrae in Kenya con un bambino in una pausa del lavoro che stava fa- cendo per costruire una scuola a proprie spese. Foto, tra l’altro che avevamo già pubblicato quando il Nostro però era in piena attività. Mimmo Tedeschi ● Nella foto: l’intervento di Giovanna Mavellia accanto Carlo Sangalli e Camillo de Milato Presentato “S... fascination” MILANO – È stato presentato presso la sede dell’Arp di via Calvi (di recente), il libro “S…fascination” di Romolo Chiancone. Ampia e selezio- nata la partecipazione di pub- blico e la qualità dei relatori intervenuti. Dopo il saluto del presidente Camillo de Milato e del presi- dente della confederazione dei pugliesi di Roma, on. Ste- fano Dambruoso, moderati da Angela Pellegrino e intervalla- ti dalle letture del prof. Paolo Rausa, insieme all’autore, so- no intervenuti il pubblicitario Pasquale Barbella e il respon- sabile culturale del sodalizio ospitante Agostino Picicco. Unanimi gli apprezzamenti degli intervenuti nel sottoli- neare la scorrevole lettura e la presa sul lettore. Piacevole il richiamo alle can- zoni revival e il “fascino” della trama legata ad un manoscrit- to e all’intreccio di due storie d’amore: quella della protago- nista Cristina con un artista e quella con lo psicologo che l’aiuta a rielaborare la sua vi- cenda. Due storie speculari, ha detto Agostino Picicco, perché man mano che l’una va a scemare, l’altra diventa importante e basata su valori più duraturi. Ha altresì sottoli- neato la caratterizzazione psi- cologica dei personaggi in campo professionale (sullo sfondo si intravede la cono- scenza del mondo bancario dell’autore che non è scrittore di professione) e in campo sentimentale. ■ Milano ha ospitato l’evento di importanza europea Al Picolo Teatro di Milano il cartellone della 42ª edizione International Erasmus Games Il Festival di Martina MILANO – Di recente ben 350 studenti provenienti da 40 diversi Paesi si sono ritrovati nel capoluogo lombardo per gli Ieg (nternational erasmus games), una tre giorni sportiva nella quale gli atleti, calcando i campi del Bicocca Stadium e del Palabicocca, si sono cimentati in partite di calcio a 5, pallavolo e basket, fino a decretare i vincitori europei delle varie discipline. Gli studenti in gara si trovano in Erasmus in 18 Stati e rappresentano il Paese che li sta ospitando al termine di selezioni effettuate a livello locale e nazionale. Vestono le maglie di Slovacchia, Repubblica Ceca, Francia, Portogallo, Lettonia, Svizzera, Romania, Croazia, Germania, Serbia, Lituania, Danimarca, Turchia, Spagna, Bosnia ed Erzegovina, Polonia, Liechtenstein e, ovviamente, Italia. Questa è la grande vittoria di Esn, l’essere riuscita, partendo dalle sedi locali, a rendere lo sport una delle attività più in voga tra i propri membri, in linea con lo spirito con cui è nato il programma Erasmus+, che ha introdotto lo sport all’interno della «famiglia Erasmus”. L’evento organizzato da Erasmus Student Network Italia è supportato da Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca e comune di Milano. Finalità: promuovere CreaSummer Academies (H2020), il network europeo di summer academies con lo scopo di rafforzare l’entrepreneurship in settori innovativi utilizzando Ict e creatività. Alla cerimonia presso l’aula magna dell’Università degli Studi di Milano (via Festa del Perdono 7), sono intervenuti: BUON FERRAGOSTO Il direttore con tutta la redazione in previsione del periodo tanto atteso e soprattutto meritato di riposo augura a tutti gli affezionati lettori buone ferie. Arrivederci al prossimo numero. la prof.ssa Monica Di Luca, prorettore all’internazionalizzazione dell’Università degli Studi di Milano, la prof.ssa Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano - Bicocca, il prof. Francesco Lenoci, docente Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Cristina Tajani, assessore all’università del comune di Milano, Fabrizio Bitetto, organizzatore Esn dell’evento, Laura Fulco, membro del consiglio direttivo di Esn Italia. Poi è seguita la coloratissima parata che, partendo da via Festa del Perdono 7 è proseguta verso piazza Duomo, via Orefici, via Dante, piazza Cairoli, per terminare di fronte al Castello Sforzesco, dove sono state scattate le foto ufficiali alle varie delegazioni. Dunque, una vera festa della mobilità studentesca internazionale all’insegna dei valori dell’integrazione e dello sport. ■ MILANO – Presentata a Milano, al Piccolo Teatro, la 42ma edizione del Festival della Valle d’Itria con in cartellone sette opere, dodici concerti, un festival junior e soprattutto inclusa nel ciclo operistico una proposta musicale di valore storico: la prima mondiale di Francesca da Rimini di Saverio Mercadante. Il cartellone è stato annunciato daFranco Punzi, presidente del festival, insieme con: Alberto Triola, direttore artistico, Fabio Luisi, direttore musicale e Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro. La 42ª edizione quindi inizierà il 14 luglio per terminare il 5 agosto. Un cartellone impegnativo con un importante calendario sia operistico che di concerti tra riscoperte e proposte come è da sempre nel codice genetico del festival. Tra titoli emblematici come ad esempio il repêchage di una brillante commedia per musica, “La grotta di Trofonio” di Giovanni Paisiello che inaugura il festival, i “Baccanali” di Agostino Steffani, il “Don Chisciotte della Mancia” sempre di Paisiello, “A hand of bridge” di Samuel Barber e “The bear” di William Walton fino ad arrivare al “Così fan tutte” di Mozart spicca su tutto una proposta di grande valore storico e culturale: il 30 luglio è prevista in prima mondiale assoluta, come accennato in apertura, la “Francesca da Rimini”, opera inedita di Saverio Mercadante. Il direttore artistico Alberto Triola ci ha tenuto a precisare: «Questo è il grande appuntamento musicale della stagione 2016 e si tratta di uno dei progetti più ambiziosi dell’intera storia del festival. A Martina facciamo i conti con il nuovo da sempre e oggi mettiamo in scena una novità di portata storica che ha la singolare particolarità di avere invece quasi 200 anni non essendo mai stata rappresentata fin ora. “Francesca da Rimini” allinea un grande titolo di un compositore tra i maggiori dell'Ottocento italiano, un soggetto leggendario e due personaggi divenuti archetipi culturali per l’Occidente: Paolo e Francesca, gli sfortunati amanti immortalati da Dante nel Quinto Canto della Commedia. Il regista Pierluigi Pizzi che torna a Martina Franca dopo 20 anni, offre una visione nuova e inedita della sua visione artistica di una vita e sarà una sorpresa per un pubblico che lui ha abituato a letture sceniche sontuose, ricche di particolari e che questa volta in un ambiente rarefatto sarà concentrato su una cura spasmodica dell'azione scenica e teatrale che porterà a una altissima temperatura il vortice dantesco della storia di Paolo e Francesca; il maestro Luisi sarà perfettamente in grado di sottolineare il grande respiro musicale della partitura che contiene pagine di sorprendente ispirazione». Diverse le dichiarazioni di assenso come per esempio quella del presidente della regione Puglia Michele Emiliano che si è associato all’amministrazione comunale di Martina nell’esprimere gratitudine e apprezzamento per la presentazione al Piccolo Teatro di Milano e poi unitamente al suo assessore Loredana Capone, ha definito il festival «... fiore all’occhiello della Puglia musicale» e, nel contempo anche «uno degli appuntamenti più importanti ed apprezzati». ■

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La Gazzetta della Puglia DALLA LOMBARDIA P 3MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA DALLA LOMBARDIA – Sabato e domenica 25 e 26 giugno, in occasione della festa patronale di San Giovanni, la città a lui devota: Sesto San Giovanni alle porte di Milano si è animata grazie a un ricco programma di eventi incentrati sulla cultura popolare pugliese: degustazioni di prodotti tipici, pizzica e canti salentini. Grazie alla collaborazione tra l’Associazione pugliesi di Sesto San Giovanni, l’Arp (associazione regionale pugliesi di Milano), Sesto Proloco, AssoCommercio, la società Sogim e grazie al patrocinio dell’amministrazione comunale, è stato possibile trasformare piazza Petazzi, nel pieno centro cittadino, in un angolo allegro della Puglia. Pesche di San Ferdinando di Puglia, taralli caserecci, latticini, salumi, vino e olio hanno portato nella “Città delle fabbriche” i profumi tipici della cucina pugliese, a cui si sono aggiunti le danze e i canti salentini grazie soprattutto alla performance degli “Ascanti”, gruppo di musica popolare pugliese attivo dal 2009 nell’area milanese. Il riscontro da parte dei sestesi è stato molto buono: in molti si sono cimentati nei ritmi velocissimi della “taranta”, una danza che origina da un rito ancestrale pagano molto simile a un esorcismo ante-litteram volto a guarire, attraverso l’esecuzione di una pizzica ossessiva, le persone (per lo più giovani donne) affette da malattie psichiatriche (isteria, epilessia, etc.) attribuite dalla cultura popolare al morso di una tarantola o altro animale velenoso di campagna. Il programma degli eventi pugliesi all’interno delle celebrazioni della festa di San Giovanni si è concluso domenica sera con la presentazione del libro di Giuseppe Selvaggi “Milano e il mare dentro. Sopravvivere alla metropoli” per i tipi della Ed. Insieme (già recensito su queste pagine da Agostino Picicco), storico dirigente della prima citata Arp, alla presenza del primo cittadino di Sesto Monica Chittò insieme con l’assessore alla cultura Rita Innocenti. All’evento sono intervenuti anche: Agostino Picicco, avvocato, giornalista, scrittore, coordinatore delle presidenze dell’Università Cattolica di Milano e responsabile culturale dell’Arp; Gino Torraco, presidente Associa- La festa patronale di Sesto San Giovanni quest’anno parla pugliese Pizzica e canti salentini alle porte di Milano zione pugliesi di Sesto San Giovanni; Dario Cosi, vicepresidente Proloco Sesto San Giovanni e docente universitario. Durante l’evento, gli attori e registi teatrali Paolo Rausa e Ornella Bongiorni, hanno letto e interpretato alcuni brani del libro. L’evento culturale si è anche tinto di solidarietà grazie alla partnership con l’associazione sestese no-profit “Il sorriso nel cuore” che offre sostegno ai malati oncologici e ai loro famigliari, a cui è stata devoluta parte dei ricavati provenienti dalle copie vendute del libro. Il rapporto tra Sesto e Milano, l’emigrazione dalla terra d’origine e le differenze tra le feste patronali meridionali e settentrionali sono stati alcuni dei temi toccati durante l’incontro. La festa di San Giovanni a Sesto, soprattutto negli ultimi anni, appare infatti molto meno folcloristica, religiosa e colorata di quelle che vanno in scena nelle città pugliesi. A Sesto San Giovanni alcuni elementi peculiari che contraddistinguono le feste patronali “made in Puglia” mancano completamente: le luminarie, i fuochi d’artificio, la processione la sera della vigilia e l’esecuzione di musica dal vivo per le strade cittadine da parte di una banda cittadina. I pugliesi residenti a Sesto e nel capluogo meneghino sono così riusciti a riscaldare l’atmosfera, animando la città con suoni, sapori e cultura popolare tipici della propria terra d’origine. ALESSANDRO G. FUSO ● Nella foto: Sesto San Giovanni, piazza Petazzi astanti che ballano la taranta Paolo Tronca socio onorario Arp Un fine mese, giugno, da iscrivere negli annali dell’Arp (l’associazione regionale pugliesi di Milano). A Montecitorio (nella sala cosiddetta del cavaliere) il direttivo del sodalizio meneghino ha consegnato al commissario straordinario di Roma F. Paolo Tronca (nella foto) la tessera di socio onorario dell’Arp insieme ai dirigenti della costituenda Federazione pugliesi di Roma. L’onere della consegna è stato assolto dai due presidenti. Per Milano: dal gen. Camillo de Milato, per Roma: dall’on. Stefano Dambruoso. Il primo, con Giuseppe Selvaggi, filosofo popolare e dell’immagine, ed Amos Nannini. Il secondo, con l’avv. Ieva e Marcello Minenna. Testimoni: i sub commissari di Roma: Jolanda Rolli e Livio Panini d’Alba e il magistrato Carla Raineri. Al prefetto Tronca le felicitazioni de La Gazzetta della Puglia. La consegna è avvenuta a Mantova con la festa della Regione Lombardia Premio «Rosa Camuna» 2016 all’Arp di Milano MANTOVA – Come ogni anno an- che per il 2016 con la festa della Re- gione Lombardia il 29 maggio nel teatro “Bibbiena” di Mantova sono stati consegnati i premi “Rosa Ca- muna” 2016. La Regione Lombardia ha conferito all’Associazione regionale pugliesi di Milano (fondata a Milano nel 1919 e che rappresenta il 17% dei milanesi di origine pugliese), la menzione speciale appunto del premio “Rosa Camuna” 2016. A riti- rare l’ambito riconoscimento dalle mani del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, col presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo insime al consigliere regionale Alessandro Colucci (nostro corregionale), il presidente del sodalizio pugliese-meneghino Camillo de Milato con il responsabile culturale Agostino Picicco. La motivazione: «Per le molteplici iniziative di carattere benefico, sociale e culturale volte a far conoscere le peculiarità e le tradizioni del territorio pugliese e a favorire l’interscambio culturale». Ma non è finita qui. Sempre con la stessa cerimonia il presidente Arp Camillo de Milato, ma questa volta in veste di presidente della fondazione «Asilo Mariuccia», ha ritirato un altro premio “Rosa Camuna” 2016 conferito alla sua Fondazione e consegnato dal presidente Roberto Maroni, col presidente del consi- glio regionale, Raffaele Catta- LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 neo. C’erano anche gli assessori RADIO Luca Del Gobbo e Valentina Aprea insieme con il con- MENEGHINAF M 91,950 sigliere Alessandro Colucci. quotidiano radiofonico Questa Fondazio- www.radiomeneghina.it indipendente ne è presente in Lombardia dal di informazione cultura economia lontano 1902 e e-mail: segreteria@radiomeneghina.it via fax e telefonica: 02-48518913 e varietà proprio il 16 ottobre del 2014 ha fe- fondato e diretto da steggiato il tra- Tullio Barbato. guardo raggiunto delle 5.000 acco- glienze fra ragazze, ragazzi, mam- me e bambini a cui è stata data la possibilità di un riscatto grazie an- che all’aiuto di mecenati e alle poli- tiche sociali di recupero da parte dell’amministrazione cittadina. Il nome “Asilo Mariuccia” trae ori- gini dalla sua fondatrice Ersilia Bronzini che dopo il trauma subito per la perdita della figlia Mariuccia fondò un istituto dedicato alla figlia per il recupero delle bambine e delle adolescenti “traviate”, vittime cioè di violenze sessuali o già avvia- te sulla strada della prostituzione. Le nostre più vive felicitazioni, per il doppio riconoscimento, vanno so- prattutto all’instancabile presiden- te Camillo de Milato e alla profes- sionalità del suo staff. Ad maiora! ■ ● Nella foto da sx: il presidente della Regione Puglia Roberto Maroni, l’avv. Agostino Picicco, il consigliere regionale Alessandro Colucci 54° ANNIVERSARIO FONDAZIONE “CARLO PERINI” Con il Patrocinio di Regione Lombardia Comune di Milano 7ª EDIZIONE CONCORSO NAZIONALE CINE VIDEO “PREMIO PERINI 2016” Sezione A Adulti e Giovani e Sezione B Scuole Tema “Il diritto al cibo bello, buono e sacro per il corpo e la mente” La Fondazione “Carlo Perini”, nell’ambito delle sue attività di promozione sociale e culturale, indice la Settima Edizione del Concorso Nazionale Cine Video “Premio Perini 2016”. Il concorso è a tema e riguarda: “IL DIRITTO AL CIBO BELLO, BUONO E SACRO PER IL CORPO E LA MENTE”. L’iscrizione è gratuita ed aperta a tutti. Le opere degli autori concorrenti dovranno pervenire entro il 30 settembre 2016, mediante l’invio della scheda d’iscrizione scaricabile (www.circoloperini.com) compilata in ogni sua parte e sottoscritta ai fini della liberatoria sulle responsabilità dell’autore e per la veridicità delle dichiarazioni. Le opere concorrenti devono essere realizzate e prodotte esclusivamente in formato DVD, come da art. 2 del regolamento e devono essere inviate o consegnate alla Segretria del Comitato Organizzatore in via Aldini, 72 - 20157 Milano entro e non oltre il 30 settembre 2016 (farà fede il timbro postale). Per tale realizzazione la Fondazione “Carlo Perini” ha stanziato una somma complessiva 2.000,00 euro equamente distribuita per le due sezioni partecipanti. Sezione A Adulti e Giovani 1° premio 500,00 2° premio 250,00 3° premio 200,00 4° premio 150,00 5° premio 100,00 Sezione B Scuole 1° premio 500,00 2° premio 250,00 3° premio 200,00 4° premio 150,00 5° premio 100,00 e-mail: fondazione.perini@fastwebnet.it LA TUA VOCE 24 ORE SU 24 RADIO MENEGHNAF M 91,950 quotidiano radiofonico www.radiomeneghina.it indipendente di informazione cultura economia e varietà fondato e diretto da e-mail: segreteria@radiomeneghina.it via fax e telefonica: 02-48518913 Tullio Barbato.

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P 4AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 DALL’ITALIA La Gazzetta della Puglia «La Cicogna» ha festeggiato 35 anni attività associazionistica all’ombra della Mole A Cristina Bowerman il “Cerignolano dell’anno” TORINO – Sotto le insegne della storica associazione «La Cicogna», la più antica delle associazioni regionali presenti a Torino, si è consumata nel week end del 21 e 22 maggio l’annuale ricorrenza della festa dei cerignolani sotto la Mole. Giunta alla 35ª edizione, la festa in onore della Madonna di Ripalta, la protettrice della cittadina pugliese, è ormai un appuntamento fisso di Barriera di Milano. La domenica è generalmente dedicata alla tradizione religiosa con messa celebrata da un rappresentante del clero cerignolano, e successiva processione dell’icona bizantina della Madonna cerignolana tra le vie di Barriera intorno a piazzetta Cerignola. Il sabato invece viene approfondito un tema caro al territorio pugliese: quest’anno gli organizzatori, coordinati dall’inossidabile presidente Gianni Dimopoli, hanno scelto di parlare di olio d’oliva e della filiera olivicola, temi di maggiore attualità nell’agenda agricola nazionale e pugliese in particolare. Ne hanno parlato in un’interessante tavola rotonda nell’aula magna dell’istituto alberghiero Beccari, l’on. Umberto D’Ottavio, cerignolano di nascita, ma da sempre torinese (di Collegno per la precisione), Antonio Ferrentino, consigliere regionale piemontese e presidente nazionale dell’associazione “Città del Bio” e Alessandra Monda, responsabile della Città del Gusto di Torino. A condurre la discussione, la giornalista Rosalba Graglia. Tra i vari contributi alla discussione, l’on. D’Ottavio ha raccontato il ruolo del Parlamento che ha tenuto alta la bandiera della legalità e del Made in Italy di fronte agli attacchi continui degli agropirati ed alle ingannevoli tecniche commerciali che anche marchi blasonati hanno messo in campo pur di acquisire il favore dei consumatori: una battaglia condotta per anni e con sempre maggiore successo grazie alla legge ‘salva olio’, approvata poco più di 3 anni fa, e al Piano Olivicolo Nazionale, divenuto operativo qualche mese fa, grazie all’impe- gno principalmente di un’altra parlamentare pugliese, la deputata foggiana Colomba Mongiello, che ha fatto pervenire i suoi saluti. Nel dibattito è stato enfatizzato il lavoro di acculturamento del consumatore che deve saper riconoscere la qualità, e per questo quindi difendere e valorizzare il lavoro di chi produce qualità, come largamente accade in Puglia, cosa testimoniata anche dalla lunga serie di premi che sono stati assegnati alla produzione olivicola pugliese. Di questo ha accennato Alessandra Monda che ha presentato la “Guida Oli 2016” del Gambero Rosso, in cui appunto sono riportati con evidenza i premi qualità assegnati ai produttori pugliesi. E di qualità si è continuato a parlare con l’ospite d’onore della manifestazione, a cui l’associazione «La Cicogna» ha tributato il premio di “Cerignolano dell’anno 2016”: quest’anno il riconoscimento è andato ad una donna cerignolana doc, anche se dal nome esotico, Cristina Bowerman apprezzata chef stellata nel firmamento delle star del cooking show nazionale e non solo. A consegnare il premio, una riproduzione dello stemma della città di Cerignola, una cicogna con una serpe nel becco, è stato il primo cittadino di Torino, Piero Fassino (nella foto), da sempre molto vicino agli appuntamenti dei pugliesi in città, certamente la comunità regionale più numerosa del capoluogo piemontese. ■ TORINO – Come vi avevamo annuciato (nell’ultimo numero) puntualmente domenica 22 maggio si è tenuta a Torino la commedia teatrale in vernacolo pugliese, canosino. Il teatro ospitante: l’Astra di via Rosolino Pio. Il merito dell’iniziativa va soprattutto al presidente dell’associazione “Il Ponte”, Pasquale Valente, che con il suo staff ha voluto così festeggiare 10 anni di associazionismo all’ombra della Mole. L’evento, patrocinato anche dalla federazione «Casa Puglia» di Torino, ha riscosso un notevole riscontro di pubblico tra i quali non sono mancati i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Canosa e di Torino. Presenti anche tutte le associazioni pugliesi sempre di Torino. La commedia in tre atti è stata egregiamente portata in scena dalla compagnia teatrale «Idea Teatro 89» di Canosa per la regia dello stesso autore, Ferdinando Forino. Una egregia «interpretazione di personaggi (di seguito riportati, n.d.r.) fortemente connotati da istinto e naturalezza, in situazioni che diventano particolarmente esilaranti». Il titolo della commedia Pass joscij e ven crèe altro non è che un detto canosino: «... una frase che molto spesso gli anziani pronunciano per mettere in guardia i più giovani». Ma adesso passiamo ai personaggi e interpreti in ordine di apparizione: Ferdinando: Ferdinando Forino; Sabina, sua figlia: Rosanna Pastore: Savinuccio, suo figlio: Giuseppe Manodritta; Cosimino, suo fratello: Cosimino Bonavita; Sapiuccia, amica di famiglia: Lina Mosca; Cenzino, suo marito: Tommaso Luisi; Avvocato La Volpe: Giuseppe Minerva; Immacolata, ex suora: Nunzia Barbarossa. La scenografia è stata opera di Rita Candio mentre foto e video sono stati curati da Nicola Pastore. Tutti – a onor del vero – hanno meritato i ripetuti e scroscianti applausi dell’intera platea. ■ Un primo passo per la Federazione dei Pugliesi della Capitale Convegno dell’Arp Milano con la costituenda Federazione Pugliesi Roma Roma, è nata un’altra «stella» “La Puglia e l’Europa” ROMA – Il presidente dell’Arp (l’associazione pugliesi) di Milano gen. Camillo de Milato (che tra l’altro ci onora della sua cordiale amicizia) ha pubblicato di recente su fb la nota che riportiamo di seguito virgolettata. E ciò non prima però aver augurato al caro Camillo buone ferie. ROMA – La Capitale è in fermento. Ci sono pervenute in redazione diversi segnali positivi proprio da Roma. Segnali in ordine a nuove costituzioni di sodalizi pugliesi ma soprattutto la notizia di una futura Federazione (vedi articolo al lato). E adesso riportiamo virgolettato quanto ci è pervenuto da un nuovo collaboratore, che ringraziamo augurandogli un semper ad maiora. «In un’atmosfera di amicizia e festa (di recente) si è svolta la prima serata pugliese in quel di Roma. Serata organizzata dalla neonata associazione regionale pugliesi della Capitale. Oltre 150 persone hanno partecipato al convivio: una cena a base di piatti tipici pugliesi con danze sulle note della piz- zica salentina. Questo l’evento zero di un percorso intrapreso pochi mesi fa. La presenza dei pugliesi a Roma è numericamente simile a quella dei nostri corregionali presenti sul territorio meneghino: circa 250mila per città. Nella Capitale, fino ad ora, le realtà associative che in qualche modo hanno rappresentato i pugliesi, hanno avuto sodalizi che numericamente non erano molto significativi. Motivo: la discontinuità nella vita associativa. Intanto, da alcuni mesi si è avviato, con non poche difficoltà, un percorso per provare a federare le varie realtà associative presenti sul territorio. Un percorso abbastanza lungo, che speriamo possa concretiz- zarsi entro un anno. Tuttavia, l’associazione regionale pugliesi ha deciso, visto le numerose richieste di amici e corregionali romani, che non si identificano nelle altre associazioni, ma che hanno avuto rapporti o esperienze dirette con la consorella Meneghina, di costituire la propria sede territoriale di Roma. E da qui, l’idea della serata numero zero, che tra l’altro ha ottenuto un ampio consenso. Questo primo inizio – ci auguriamo – serva a costituire un sodalizio che condivida soprattutto valori e specificità pugliesi. Ci sono le basi per fare tanto... seguiteci e per ogni informazione scriveteci: roma@arpugliesi.com». GIUSEPPE DE CARLO «Montecitorio - Sala Aldo Moro. Convegno “La Pu- glia e l'Europa” nato dal gemellaggio tra l’Associa- zione Regionale Pugliesi di Milano e la costituenda Federazione Pugliesi di Roma. Al tavolo dei rela- tori, con me, il Presidente Michele Emiliano, l’on. Stefano Dambruoso e An- tonio Ieva. Presenti in aula una dele- gazione dell’Associazione Regionale Pugliesi di Mi- lano e delle Associazioni Pugliesi romane tra cui: Pasquale Mastracchio – Associazione Amici della Puglia Nunzio Valentino - Asso- ciazione Canosini Michele Marino – Associa- zione Cerignolani Antonio De Luca – Asso- ciazione Famiglia Dauna Antonio Ieva – Associazio- ne Pugliese Roma Tommaso Aucello – Asso- ciazione San Marco in La- mis». CAMILLO DE MILATO ● Nella foto da sx: de Milato, D’Ambruoso, Emiliano, Ieva Direzione e Redazioni 20148 - Milano, via Saverio Altamura n. 11 telefono e fax 02/36.51.30.48 70121 - Bari, via Prospero Petroni n. 5 telefono e fax 080/52.44.392 Direttore responsabile Domenico Tedeschi Responsabile redazione Puglia Milly Chiusolo Stampa Tip. Mil. srl, via Monferrato n. 9/11 - 20094 Corsico-MI Tutti i diritti sono riservati. Manoscritti, foto, diapositive, disegni e altro materiale anche se non pubblicati non saranno restituiti. Le redazioni non sono responsabili delle opinioni espresse dagli autori degli articoli pubblicati. Attivita editoriale non commerciale ai sensi dell’art. 4 dpr 26 ottobre 1972 n. 633 e successive modifiche. Gli avvisi pubblicitari sono omaggio della direzione a ditte ed enti che offrono un contributo per il sodalizio: ordinario 30 euro sostenitore 50 euro e benemerito 300 euro. C/c Banca Popolare di Puglia e Basilicata filiale di Milano n.150-532/6 - Abi 5385-0 * Cab 01600 * Bic BPDMIT3B intestato all’Unione Editoriale.

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La Gazzetta della Puglia MISCELLANEA P 5MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA TORINO – Sono così le famiglie numerose, soprattutto quelle di noi meridionali. Si mangia, si gioca, si litiga, si sparla, a volte ci si perde di vista. Ma ci sono momenti in cui ci si ritrova, tutti, e quelli che non possono esserci telefonano o mandano un sms. E quando capita, non c’è alibi che tenga: caldo o freddo, ci si ritrova, un abbraccio, una pacca sulla spalla, gli immancabili sfottò, e tanta intimità. Tutto questo è capitato anche nella caldissima serata del 20 luglio, nella chiesa di santa Teresa a Torino, la stessa dove l’associazione dei coratini festeggia ogni anno a metà giugno il suo patrono, san Cataldo. Ma questa volta l’occasione non è stata così festosa: più di duecento persone in rappresentanza di “Casa Puglia” e delle diverse associazioni pugliesi a Torino, si sono abbracciate per ricordare le vittime della tragedia che la mattina del 12 luglio ha insanguinato la campagna di ulivi su cui correvano quei maledetti treni, sulla linea ferroviaria fra Andria e Corato. Tanti i messaggi di cordoglio, primi fra tutti quelli del governatore Chiamparino e della sindaca Appendino. Erano presenti in chiesa numerosi rappresentanti istituzionali: il neo-consigliere Aldo Curatella (originario di Corato), per la città di Torino, i presidenti delle circoscrizioni 6 e 8, Carlotta Salerno e Davide Ricca, e per la regione Piemonte l’assessore Ferraris, il presidente dell’assemblea consiliare, Mauro Laus. i consiglieri Nadia Conticelli e Nino Boeti. Tra i rappresentanti delle associazioni presenti, i dirigenti di “Casa Puglia” in Piemonte: Pasquale Valente per i canosini, Giuseppe De Palma e Francesco Paganelli per i coratini, Luigi Ratclif e Gianni Dimopoli per i cerignolani. A celebrare la messa in Anche a Torino si piangono le vittime dello scontro fra treni in Puglia Pugliesi in lutto sotto la Mole suffragio c’era don Claudio Curcetti, pugliese anche lui, originario di Foggia, che nella sua omelia ha confortato i presenti con la speranza che in genere simili tragedie portano sempre nuove attenzioni e innovazioni nel campo della sicurezza: accadde così per i locali pubblici dopo il rogo del cinema Statuto sempre qui a Torino, ormai 25 anni fa, si spera sia così oggi per il trasporto ferroviario. E rivolgendosi ancora ai presenti ha ricordato che «Nostro Signore Gesù Cri- sto è venuto sulla terra non per condannare ma per aiutare a migliorare l’umanità e in tale ottica ha definito i morti sia del disastro ferroviario che quelli della strage di Nizza dei martiri». «L’uomo – ha aggiunto – ha bisogno di essere scosso e come Gesù è morto per la nostra salvezza, così il martirio di queste persone deve servire a prendere i dovuti provvedimenti per la salvezza di altre persone». Don Claudio ha anche ricordato i morti di Nizza, visti i suoi rapporti con i migranti, esortando a non generalizzare mai e pensare che i musulmani sono tutti terroristi dell’Isis: «... la maggior parte – ha concluso – è gente brava e si vergogna di quello che questa piccola frangia di integralisti commette». Al termine, ancora un lungo e commovente minuto di silenzio e di raccoglimento intorno ai gonfaloni listati a lutto delle associazioni pugliesi presenti (foto a lato del titolo). ■ ● Nella foto: la chiesa di santa Teresa Intanto la regione Puglia...! DALLA PUGLIA – A seguito dell’orrendo scontro ferroviario (del 12 luglio), l’attuale amministrazione regionale tra i suoi primi atti ha inserito il raddoppio e la messa in sicurezza della tratta Andria-Corato. Il potenziamento della tratta Corato-Barletta, insieme ad altre importanti opere regionali (nell’ambito di un progetto strategico) era già stato inserito nella programmazione dei Fesr 2007-2013 e approvato dalla Commissione europea il 27 aprile 2012. L’attuale giunta regionale con delibera n.1643 del 18/09/2015 aveva disposto che gli interventi non ancora realizzati, tra i quali il raddoppio della Corato-Andria, per un importo pari a 145 milioni di euro venissero traslati sulla nuova programmazione Fesr 20142020. Quest’ultima approvata dalla Commissione europea il 4 dicembre u.s. e messa in gara il 19/04/2016 per un importo a base d’asta di 31.641.789,85. I termini per la presentazione delle offerte sono scaduti il 19 luglio. Intanto l’attesa continua! ■ ! In memoria dei pugliesi morti nello scontro ferroviario del 12 luglio L’Arp piange i suoi corregionali PER FRATELLI PARENTI PERSONE CARE MILANO – Domenica 17 luglio nel capoluogo lombardo presso la chiesa di san Pietro in Sala si è svolta una messa in suffragio delle vittime del disastro ferroviario di Corato-Andria, organizzata dall’Arp (associazione regionale pugliesi) di Milano, con la partecipazione di numerosi soci, del presidente gen. Camillo de Milato, del consigliere regionale Alessandro Colucci, di rappresentanti delle forze dell’ordine. L’accompagnamento musicale è stato curato dall’organista Gianluca Petagna e dal baritono Fabian Sali. Mentre l’organizzazione logi- stica è stato onere del socio Paolo Mastrodonato. NOMINATO ALBINO COMMISSARIO ARTI DALLA PUGLIA – Cambio della guardia all’Arti-Puglia: arriva il professor Vito Albino. Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha nominato con decreto, il professor Vito Albino, prorettore delegato per la ricerca e il trasferimento tecnologico del Politecnico di Bari, commissario straordinario dell’Arti (l’agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione). Il prof. Albino, che succede alla dottoressa Eva Milella che ha terminato a scadenza il suo incarico, è stato nominato commissario nelle more della riforma dello statuto Arti, in conformità con il modello organizzativo Maia. Barese, classe 1957, il prof. Albi- no è docente di gestione dell’in- novazione e dei progetti al Poli- tecnico di Bari e, dall’agosto 2014 è presidente del Medis, il distret- to tecnologico pugliese della meccatronica. Ha svolto attività di ricerca e se- minari presso numerose univer- sità italiane e straniere. Respon- sabile di numerosi progetti na- zionali e internazionali, conduce ricerche nei settori della gestio- ne dell’innovazione e della soste- nibilità ambientale, con partico- lare riferimento ai processi di in- novazione nelle filiere produttive e ai cluster. ■ Sono stati ricordati i defunti e i feriti di questa assurda tragedia che ha suscitato grande tristezza per quanto pesantemente ha colpito la nostra Regione. I treni, nell’immaginario della fanciullezza, hanno sempre rappresentato un luogo romantico dell’anima. Una volta cresciuti, hanno simboleggiato la nostra condizione di fuori sede. Ora, le immagini dell’incidente con i vagoni accartocciati tra gli ulivi, hanno riportato, anche visivamente, la ferita inferta alla nostra terra, alla gente, alle famiglie. Consola il fatto di aver visto una grande mobilitazione anche nazionale nei soccorsi, nella raccolta del sangue, nel prodigarsi per le famiglie delle vittime. Un moto di solidarietà che, pur nella tristezza, ci ha fatto riscoprire il senso della fratellanza e la disponibilità all’aiuto. A. PICICCO ● Nella foto: la chiesa di san Pietro in Sala «Dio, fonte di perdono e di salvezza, per l’intercessione della Vergine Maria e di tutti i Santi, concedi ai nostri fratelli e parenti, che sono passati da questo mondo a te, di godere la gioia perfetta nella patria celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen». «Dio, alla tua presenza tutto vive, e i nostri corpi, morendo si preparano ad una condizione migliore: ti preghiamo di ricevere dalle mani degli Angeli l’anima di questo/a nostro/a caro/a, per portarlo/a in Paradiso nell’attesa della risurrezione. Perdonagli/le ogni colpa: te lo chiediamo per la tua misericordia e per i meriti di Gesù nostro Redentore. Amen». CONTRIBUTI PER I LIBRI DI TESTO DALLA PUGLIA – Anche per l’anno scolastico 2016/2017 sono previsti contributi per i libri di testo. La giunta regionale ha approvato il piano di riparto, in favore delle sue amministrazioni comunali, dei contributi per la fornitura dei libri di testo per l’anno scolastico appunto 2016/2017. Ammessi al beneficio, ovviamente, gli studenti residenti in Puglia, della scuola secondaria di primo e secondo livello, che appartengono a famiglie il cui indicatore sociale Isee non superi la somma di10.632,94 euro. E proprio in merito a quest'ultimo requisito, nella circolare esplicativa inviata dalla Regione (per posta elettronica ai sensi dell’art. 47 Dlgs n. 82/2005) a tutti gli enti interessati si raccomanda soprattutto «di effettuare i consueti controlli sulle dichiarazioni rilasciate dai richiedenti beneficiari, così come previsto dalla normativa vigente». Infine si precisa: «... non appena la Giunta Regionale avrà approvato il riparto per la fornitura dei libri di testo». L’intervento regionale è stato ben accolto con qualche eccezione però. Le lamentele si riferiscono al massimale Isee che favorisce una percentuale limitata di famiglie. ■

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P 6AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 DALL’ITALIA/EUROPA La Gazzetta della Puglia Riportiamo l’andamento sportivo delle società (6 capoluoghi di provincia) che partecipano ai campionati cadetti e dilettanti Il calcio pugliese dal Gargano al Salento ● DI RICCARDO FILOMENO L’ANDAMENTO DEL FOGGIA CALCIO S.R.L. Per il Foggia è scattata la stagione calcistica 2016-17 in Lega Pro. Alla presentazione ufficiale della squadra lo stadio Zaccaria era strapieno: circa 6 mila i tifosi intervenuti ad augurare con la loro presenza l’auspicio che si ritorni quest’anno in serie B. Una piazza, quindi, che non ha perso lo smalto e la voglia di sostenere i propri colori, nonostante la grossa delusione del campionato precedente, quando ha visto purtroppo sfumare sul più bello la promozione dell’agognata serie B. La società ha messo a segno, grazie al proprietario Fedele Sannella e al direttore sportivo Giuseppe Di Bari, un acquisto che gli esperti definiscono importante: Alan Pereira Empereur, difensore brasiliano, classe ‘94, che arriva dalla Salernitana 1919. Con il Foggia ha firmato un contratto triennale. Empereur, cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina, ha esordito tra i professionisti ad Ischia, 17 presenze in Lega Pro nel 2014, prima di passare a Livorno in serie B. Lo scor- so anno ha giocato a Salerno, sempre in B, dove ha collezionato ben 30 presenze. Il club rossonero ha portato a casa anche un altro risultato importante: l’ingaggio di Luca Martinelli (contratto fino al 2018), 27 anni, milanese. Ruolo centrale, in grado di poter ricoprire anche quello di esterno destro di difesa. Il mister De Zerbi e i dirigenti rossoneri lo hanno scelto perché garantisce esperienza, capacità di gioco palla al piede, freddezza e determinazione. Martinelli, nella sua carriera, vanta anche una presenza in serie A con l’Empoli nella stagione 2015-2016. Nel frattempo la Federazione ha comunicato la squalifica di un mese del giocatore Vacca. Motivazione: «... per le frasi proferite pubblicamente, sia prima e sia al termine della gara Foggia-Benevento del 30 gennaio 2016, nei confronti dei tifosi e calciatori del Benevento alimentando, in tal modo, un clima ostile tra le opposte tifoserie». ■ L’ANDAMENTO DEL FOOTBALL CLUB BARI 1908 Agli inizi di luglio, nella sala conferenze «Gianluca Guido» dello stadio San Nicola (58.270 posti), è stato presentato alla stampa lo staff tecnico della Fc Bari 1908 Spa. Allenatore Roberto Stellone, ex tecnico del Frosinone, per le stagioni sportive 2016-2017 e 2017-2018, con l’opzione di un prolungamento per un’altra stagione. Il nuovo tecnico sarà coadiuvato dal vice Giorgio Gorgone, dal preparatore atletico Paolo Artico, dal preparatore dei portieri Salvatore Rosato e dal collaboratore tecnico Andrea Gennari. Roberto Stellone, nel corso della prima conferenza stampa: «Volevo fortemente il Bari... ho fame di vittorie come, peraltro, l’avevo quando ero giocatore... Al di là di quello che ci conse- gnerà il mercato, la vo- lontà è quella di fare un campionato importante. E per campionato importan- te non intendo certo la sal- vezza, sarei ridicolo... Solo lo stadio e la tifoseria ti permettono di guadagna- re 10-15 punti ... Dobbiamo cercare di ottenere il me- glio...». Naturalmente la squadra non è ancora del tutto al completo, ma gli arrivi so- no già nomi di un certo pe- so: Moras, Fedato, De Luca (che ritorna), Cassani, Da- prelà e, al momento in cui scriviamo, il brasiliano Raphael Martinho. Que- st’ultimo, 28enne, centro- campista, si è svincolato dal Carpi ed ha firmato con il club biancorosso un contratto che lo vincola per le prossime due sta- gioni sportive. ■ L’ANDAMENTO DELL’UNIONE SPORTIVA LECCE Il lecce è partito col piede giusto: ha battuto l’Altovicentino per 2 a 1 nel primo turno di Coppa Italia. Il neo allenatore foggiano Pasquale Padalino sta mettendo in piedi una squadra di valore per il campionato di Lega Pro. Tra i neo giallorossi, si sono già distinti Pacilli e Mancosu. Nuovo anche il portiere, lys Gomis, classe 89, che arriva dal Torino. «La mia è una famiglia di portieri – si legge sul sito ufficiale del club salentino – , mio padre è stato un portiere, noi siamo quattro fratelli e giochiamo tutti e quattro in porta. Il più piccolo dei miei fratelli ha 6 anni e gioca nel Cuneo. Sicuramente il fatto che papà fosse un portiere ha inciso sulla nostra scelta, guardandolo ci è piaciuto il ruolo, siamo entrati in porta e non siamo usciti più. Il mio passaggio in maglia giallorossa lo reputo importante. Il Lecce è in Lega Pro, ma non è un club da tale categoria, per anni ha giocato nei massimi palcoscenici». A fine luglio la campagna abbonamenti dell’Unione Sportiva Lecce procedeva a gonfie vele: più di 1.000 sottoscrizioni. Abbonamenti di qualsiasi settore e tariffa (formula famiglia, amico abbonato, junior, rinnovi etc). I tifosi leccesi hanno così accolto l’appello del presidente giallorosso, Enrico Tundo: «Mi aspetto dai tifosi una risposta importante, mi piacerebbe che si superassero i numeri degli abbonamenti dello scorso anno. Mi piacerebbe vedere allo stadio – ci ha tenuto a sottolineare Tundo – tutta quella gente vista nelle partite importanti giocate nella scorsa stagione». Intanto è stata definita la composizione dello staff sanitario che per il campionato 2016-2017 opererà a stretto contatto, insieme ovviamente con mister Paladino e i suoi collaboratori: il dottor Giuseppe Congedo (responsabile del servizio sanitario) coadiuvato dai dottori Antonio Tondo e Francesco Marti; il massaggiatore Alessandro Donato ed il massofisioterapista osteopata Graziano Fiorita. Buon lavoro a tutti! ■ L’ANDAMENTO DEL TARANTO FOOTBALL CLUB 1927 A fine luglio, appena si è saputo che il Ta- ranto era stato ripescato in Lega Pro, la no- tizia ha fatto subito il giro della città e dei social. Il presidente onorario del Taranto Michele Di Fonzo, sul proprio profilo face- book, ha così commentato: «Ritengo a que- sto punto, che al di là dei tanti mi piace e delle tante condivisioni, sia necessario di- mostrare, in uno dei pochi momenti di gioia per questa città, coesione e sostegno nei confronti di una società che attraverso la sua proprietà ha portato, con tanti sacrifici, Taranto alla ribalta nazionale». Il calciatore napoletano Francesco Guidelli è uno dei tanti volti nuovi del Taranto 2016- 2017. Mezzala, classe '94, è stato portato alla corte di mister Aldo Papagni dal responsa- bile dell’area tecnica Franco Dellisanti. L’ex calciatore di Vico Equense e Scafatese si è detto onorato di vestire rossoblù: «Giocare in una squadra che porta il nome di una città importante come Taranto per me è un onore. Ho avuto la possibilità di venire a giocare a Taranto e non me la sono lasciata sfuggire». Lo scorso anno, con la maglia del- la Scafatese, è stato autore di undici reti in Eccellenza, molte delle quali direttamente su calcio piazzato. Al momento l’allenatore ha nelle mani una squadra composta da tanti giovani. Sta lavo- rando intensamente nell’intento di amalga- marli fra di loro per creare un valido grup- po che possa affrontare al meglio il prossi- mo campionato. ■ L’ANDAMENTO DELLE TRE SQUADRE DELLA PROVINCIA BAT Il Barletta non ha presentato la domanda di ripescaggio nel campionato nazionale di serie D 2016-2017, i cui termini per la consegna in Lega scadevano 8 luglio scorso. «Tale scelta è maturata dopo un’approfondita riflessione – si legge nel comunicato stampa diffuso dalla società – e risiede sostanzialmente nelle carenze riguardanti l’impiantistica sportiva. Carenze che sono state oggetto di dura polemica da parte degli ultrà ed anche al centro di alcuni servizi di “Striscia la notizia”. Nel frattempo si sta allestendo la rosa in grado di disputare un dignitoso campionato di Eccellenza. A fare il punto è Gaetano Zingrillo, centrocampista e barlettano doc: «Ci stiamo preparando al meglio: il gruppo è carico e molto motivato. Quest’anno sono arrivati tanti calciatori di elevato valore, nomi più che noti. Ci toglieremo grosse soddisfazioni, ma per farlo dobbiamo lavorare duramente giorno dopo giorno». Poi: «Vestire la fascia di capitano e la maglia del Barletta per me è stata una grandissima emozione». La corsa agli abbonamenti è già partita. Senza il sostegno massiccio e caloroso di tutta la tifoseria biancorossa certamente non si va da nessuna parte. ****** La Fidelis Andria è pronta per affrontare il campionato di Lega Pro. Il nuovo allenatore è Giancarlo Favarin. Il portiere, Giacomo Poluzzi, non ha ancora iniziato gli allenamenti e non è partito per il ritiro di Norcia, assieme agli azzurri, a causa di un piccolo intervento chirurgico. È stato uno dei protagonisti indiscussi della scorsa annata in casa Fidelis Andria. Nella speciale classifica riguardante l'inviolabilità della porta, il calciatore ha chiuso la stagione piazzandosi al secondo posto, tra i professionisti, non subendo reti per 752 minuti consecutivi (al primo posto Gianluigi Buffon, rimasto imbattuto per 973 minuti). Dopo i primi allenamenti, il presidente Paolo Montemurro sulla rosa: «È un gruppo che si va forgiando sempre di più. Il nostro obiettivo è quello di migliorarci. Ce la stiamo mettendo tutta a livello societario per avere un gruppo che se la possa giocare». ****** La Vigor Trani, che deve affrontare il campionato di Eccellenza, è in una situazione che i tifosi hanno definito, addirittura: in alto mare. Deve risolvere purtroppo ancora diversi problemi, dal manto erboso dello stadio comunale alla formazione della rosa. Per il manto erboso l’amministrazione comunale ha finanziato con 36 mila euro i ricambi dell’impianto di irrigazione e, per ragioni di celerità, ha affidato proprio alla Vigor stessa l’esecuzione degli interventi previsti. Ricordiamo che la struttura è una delle poche in Italia a non avere ancora un impianto di illuminazione, che ha generato forti ostacoli soprattutto per chi ha deciso di mettersi alla guida della società, costituendo altresì motivo di polemica fra la tifoseria e l’amministrazione comunale. ■ L’ANDAMENTO DELLA ASD CALCIO BRINDISI Il Brindisi risorge dalle ceneri del passato, dopo la disavventura vissuta un anno fa. Il 31 agosto 2015, dopo l’inchiesta Dirty Soccer i (in cui la società vi era coinvolta direttamente), venne esclusa dal campionato di serie D. Og- gi è stato creato un nuovo sodalizio, denomi- nato Asd Brindisi, rilevando il titolo sportivo del Real Paradiso (un’altra società cittadina) partecipante al campionato di Prima Catego- ria. Il calcio brindisino ha un passato di tutto rispetto: ha disputato sei campionati di serie B (l’ultimo nella stagione 1975-1976) e nel 2003 si è aggiudicato una Coppa Italia serie C. Il nuovo presidente è l’imprenditore edile sa- lentino Lorenzo Manzo sostituisce il presi- dente uscente, Piero Siliberto, dimessosi do- po essere stato eletto al consiglio comunale. Nell’organigramma oltre a Manzo e ai diri- genti storici del Real Paradiso, figurano an- che i membri del consiglio direttivo dell’asso- ciazione PerBrindisi. L’allenatore è Gioacchi- no Marangio. C’è grande attesa, intanto, per la decisione della Federazione riguardo il ri- pescaggio nel torneo di Promozione. La squadra è ancora in fase di formazione. L’ultimo sinora arrivato è il centrocampista Davide Caravaglio, classe ‘92, che va a a rinforzare un organico già arricchito dal bomber Scarcella, dal difensore Schena e dai riconfermati Mauro Margarito (difensore di fascia sinistra), Andrea Stabile e Gianluca Borromeo (difensori centrali), quest’ultimo brindisino doc, come il resto dei suoi compa- gni di squadra. ■

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La Gazzetta della Puglia DA BARI/FOGGIA P 7MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA DALLA PUGLIA – Dove si va a passare le vacanze quest’anno? Che domanda: in Puglia, no? Sono ormai anni che la Terra di Manfredi è diventata meta ghiotta di italiani e stranieri, vip e no. Una terra che si è caratterizzata per le sue rassegne più prestigiose: la Notte della Taranta, il festival della Valle d’Itria (dedicato alla lirica), il Carpino folk festival, il campionato italiano degli sbandieratori di Carovigno, il Palio di Oria (in onore di Federico II), il festival Lector in Fabula di Conversano (sui temi della comunicazione politica) eccetera. Oltre a questi appuntamenti ormai storici, molti i concerti di grandi autori: Vinicio Capossela a San Pancrazio Salentino, Ron a Francavilla Fontana, Mannini a Bari, gli Stadio a Bisceglie, Rocco Hunt a Barletta, De Gregori a Stornara Un breve excursus di tutte le località turistiche e degli eventi folcloristici dell’estate Dal Gargano al Salento La Puglia, meta di vacanze e via elencano. Teatro, danza, presentazione di libri in riva al mare, nei cortili dei palazzi signorili o nelle piazze dei centri storici. Né manca l’arte: Andy Warhol a Lecce e De Chirico a Conversano, per fare qualche esempio. Di grande interesse Ponte di Note 2016: un gemellaggio tra due festival jazz. In pratica, un collegamento ideale tra il Gargano e il Salento, tra il nord e il sud della Puglia, tra Monte Sant’Angelo e Santa Maria di Leuca. Un dialogo fatto di musica ed enogastronomia: per costruire relazioni sociali, culturali ed economiche tra i due territori. Il progetto nasce dalla collaborazione tra un ambientalista (Franco Salcuni) e un musicista (Raffaele Casarano), manager rispettivamente di Festambiente Sud (21/30 luglio a Monte Sant’Angelo, con la direzione musicale di Paolo Fresu) e di Locomotive Jazz festival (25 luglio 4 agosto a Lecce e dintorni, con la direzione artistica del sassofonista salentino Raffaele Casarano). Insomma, i due territori più frequentati in Italia vogliono colmare le poche esperienze di collaborazione sinora avute. E chi meglio della musica e del- l’enogastronomia, come collante, potevano riuscirci? Abbiamo menzionato gli eventi più importanti e più reclamizzati sui massmedia regionali e nazionali (ma anche esteri). Riportati nelle guide e nei dépliant distribuiti o venduti nelle edicole, nei bar e in altri esercizi commerciali. Poi ci sono i percorsi alternativi. Luoghi meno esplorati, ma altrettanto interessanti: con l’obbiettivo di far scoprire gli angoli ancora più segreti della regione. Non si dimentichi che la Puglia, come il resto d’Italia, è un museo a cielo aperto. In più, c’è quello che offrono i piccoli centri, dove non c’è amministrazione comunale, o singola associazione culturale, che non organizzi la propria “Città estate”. Per tutti, ma soprattutto per chi è costretto a rimanere in città. Insomma, è un pullulare di sagre, fiere, spettacoli, concerti, mercatini. E così, oltre al mare, anche nelle realtà più piccole si valorizza l’arte, la storia, la gastronomia e l’artigianato locale. Tutto bene, allora? Insomma. Il Sistema Puglia per l’Osservatorio turistico (Spot) ha previsto, per quest’anno, una stagione estiva con presenze da record più del solito. Al punto che l’invasione dei turisti potrebbe mettere ancora più in crisi la carenza delle strutture ricettive e creare emergenze relative alla sicurezza e all’assistenza sanitaria. La segreteria leccese del Sindacato autonomo di polizia (Sap) ha già lamentato la mancanza di rafforzamento, nonostante le promesse del ministro dell’Interno, di uomini e mezzi. Sul fronte sanitario, altrettanto chiaro Silvano Fracella, primario del Pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce: «Al pronto soccorso del Fazzi giungono i casi più gravi perché l’ospedale leccese è il più attrezzato dell’intera provincia. Non ce la facciamo con l’organico attuale. Non avendo colleghi a sufficienza per i casi meno gravi, sono costretto a utilizzare i medici impegnati sui casi urgenti, altrimenti le attese si allungano anche fino a cinquesei ore e la gente protesta» (http://www.pressreader.com/italy/corriere-del-mezzogiorno-puglia/20160626/2815608800 96844). L’AUTORE ● Nelle foto (a centro pagina): una splendida veduta aerea della costa garganica, a lato del titolo, una sezione dello stivale d’Italia con indicate - dai pallini blu - tutte le spiagge della Puglia dal Gargano al Salento PER CHI VA IN FERIE I borghi più apprezzati d’Italia DALLA PUGLIA – Un risultato importante, dunque, a livello nazionale, per Otranto e per il Salento intero. Basti pensare che Otranto è l’unica città salentina presente nella lista dei 20 borghi. In questa specia- le classifica per regione, vince per distac- co la Liguria, che vanta ben 5 borghi nei primi 20 posti. Detto dei primi tre classifi- cati, che in ordine sono: Otranto, Super- longa e Cefalù, vanno menzionati anche gli altri borghi che hanno ottenuto questo riconoscimento. Al quarto posto, la città campana Castellabbate, al quinto posto la ligure Lerici, seguita dalla Toscana Monte Argentario. Al settimo posto, un’altra campana: Vietri sul mare, segui- ta dalla famosa Vipiteno, in Trentino Alto Adige. Norcia, in Umbria e Laigueglia, in Ligu- ria, piazzate rispettivamente al nono ed al decimo posto di questa speciale classi- fica, chiudono la “top ten”. All’undicesi- mo posto, un’altra città ligure: Noli. Poi, un riconoscimento anche per le Mar- che, con il borgo di Grottammare, segui- to da Castelsardo in Sardegna. Al quat- tordicesimo ed al quindicesimo posto, due borghi liguri: Vernazza e Moneglia. Al sedicesimo posto, Scanno, in Abruzzo. Chiudono questa speciale classifica Bosa in Sardegna, Scilla in Calabria, Spello in Umbria, Orta San Giulio in Piemonte. Insomma, la Puglia continua ad essere apprezzata per le sue bellezze paesaggi- stiche ed architettoniche, sia dalla gente comune che dai vip. Anche questo è un bel riconoscimento per la zona salentina. • Spiagge bandiera verde: le migliori ap- punto sono in Puglia nel Salento. ■ L’evento si è tenuto il 7 luglio a Noci in provincia di Bari “Il rendiconto finanziario illumina Delizia spa” DALLA PUGLIA – Il meraviglioso chiostro delle clarisse di Noci, città dell’enogastronomia, ha ospitato (il 7 luglio) l’evento “Il rendiconto finanziario illumina Delizia spa.”. Organizzatore: l’associazione culturale “Acuto e Consulting Scuola d’Impresa e Alta Formazione”, con il patrocinio del comune di Noci. L’azienda nocese Delizia spa è uno dei cinque casi reali contenuti nel libro di Francesco Lenoci – Enzo Rocca “Rendiconto finanziario”, Wolters Kluwer, guide operative Ipsoa, febbraio 2016. Comunicare significa condivi- dere, mettere qualcosa in comune con gli altri: nel mercato finanziario la comunicazione è l’insieme delle strategie e degli strumenti utilizzati per rendere fruibili informazioni di carattere economico-finanziario ad investitori e parti terze, tra cui le banche. Il processo di trasformazione del puro dato numerico in informazione inizia da una fase di interpretazione dei risultati aziendali che vengono analizzati e valutati. Tuttavia, la presenza del ricevente non implica necessariamente l’assunzione completa dell’informazione. Ciò dipende dall’efficacia del canale ma, soprattutto, dal risultato dell’interpretazione del messaggio da parte del ricevente. Il rendiconto finanziario è uno strumento assolutamente necessario per il controllo finanziario e, quindi, al fine di conoscere: come si è finanziata l’impresa; se le risorse sono investite ed utilizzate in modo ottimale; qual è il fabbisogno in relazione all’attività presente e futura dell’impresa. Relatore: il professor Francesco Lenoci, docente di Metodologie e Determinazioni Quantitative d’Azienda 2 presso l’università cattolica “ Sacro Cuore” di Milano. Moderatore: il dottor Enzo Magistà, direttore del TgNorba. Sono interventi: il dottor Pasquale Pace, vicepresidente Odcec Bari; il professor Antonio Salvi, preside della facoltà di Economia dell’università LUM “Jean Monnet” di Casamassima; il professor Antonio Uricchio, magnifico rettore università degli sudi “Aldo Moro” di Bari; il senatore Pietro Liuzzi, commissione cultura del Senato. ● Nella foto: un’immagine dei prodotti pugliesi Deliziosa Le 15 spiagge più belle della Puglia DALLA PUGLIA – Strisce di sab- bia fine o mezzelune di ciot- toli. Incastonate tra falesie o immerse nella macchia me- diterranea. Lambite da un’acqua color cobalto. Dal Salento al Gargano, le 15 spiagge da non perdere: Por- to Selvaggio, uno dei 21 luo- ghi da visitare assolutamente in Italia secondo il Telegraph Pescoluse che tutti chiamano “Maldive del Salento”, e Pun- ta della Suina, immortalata nel film Mine vaganti di Fer- zan Ozpetek. Ma non solo Salento: baie, cale e fondali da sogno si trovano anche nel Gargano e alle Isole Tre- miti. Ecco le 15 spiagge più belle della Puglia, lidi top, sparsi lungo gli 800 chilome- tri di costa che attirano turi- sti da ogni parte del mondo (nella foto). ■

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P 8AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 DALLA PUGLIA/BARI La Gazzetta della Puglia La 7ª edizione si è tenuta sabato 25 giugno al teatro “Socrate” di Castellana Assegnati i premi int/li “Pugliesi nel Mondo” ● DELL’AUTORE DALLA PUGLIa – Ottimo riscontro di pubblico e di partecipanti ha ottenuto la 7ª edizione del premio internazionale “Pugliesi nel Mondo”. La manifestazione organizzata dalla omonima associazione, si è tenuta sabato 25 giugno (come tra l’altro avevamo annunciato nell’ultimo numero) nel teatro “Socrate” di Castellana Grotte (BA). Patrocinatori: il ministero degli Affari Esteri, il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il presidente della giunta regionale della Puglia, l’ambasciata del Canada, l’ambasciata d’Israele, l’amministrazione comunale di Castellana Grotte, il Cineam, il politecnico di Bari, l’università degli studi di Bari, l’università del Salento e la Confindustria Puglia. In un pomeriggio... da mare, ripetiamo con una buona presenza di pubblico e di rappresentanti istituzionali regionali, nazionali ed esteri, sono stati premiati tra gli altri ben 13 corregionali. La regione Puglia era rappresentata dal vicepresidente Peppino Longo e dal consigliere del presidente della giunta senatore Gio- vanni Procacci. Inoltre, hanno presenziato: i sottosegretari di stato senatori Angela D’Onghia e Massimo Cassano, parlamentari, sindaci e amministratori locali di tanti comuni pugliesi, i rappresentanti delle università di Bari e del Salento, di Confindustria. Non sono mancate delegazioni istituzionali dall’Argentina. Presente anche l’ambasciatore del Canada in Italia e altre personalità che per ragioni di spazio purtroppo non menzioniamo. E chiediamo scusa! A condurre le diverse fasi della premiazione: la giornalista di Telenorba Daniela Mazzacane insieme con il caporedattore Tg Rai Puglia Attilio Romita. La Gazzetta del Mezzogiorno, partner dell’evento, ha donato a tutti i premiati, un abbonamento digitale del quotidiano più letto nel sud d’Italia e soprattutto in Puglia. Tra gli ospiti della serata, il cabarettista barese Uccio De Santis, con l’esibizione della giovane cantante Sarita Schena e del maestro chitarrista Vito Paradiso. Inoltre, per l’occasione è stato donato all’imprenditore Luca Sanguedolce, una targa di benemerenza e la tessera di socio onorario. Questi i 18 personaggi premiati: Edoardo Winspeare, Riccardo Scamarcio, Raffaele Refoli (in arte Raf), Pablo Avelluto, Antonio Bernardini, Enzo Carrone, Teresa Cascioli, Giovanni Costantino, Irma D’Alessandro, Fernando De Filippi, Luigi Francavilla, Cosimo Lacirignola, Paola Leaci, Daniel Eduardo Martinez, Vito Margiotta, Vittoria Matarrese, Lunetta Savino, Luciano Vinella. ■ ● Nella foto, un momento della cerimonia di premiazione: iniziando da sx, Giuseppe Cuscito consegna l’ambito riconoscimento all’attrice Lunetta Savino, a lato ancora: la giornalista Daniela Mazzacane e il caporedattore Tg Rai Puglia Attilio Romita 42ª edizione Festival Valle d’Itria DALLA PUGLIa – Il 14 luglio è partita la 42esima edizione del Festival Valle d’Itria (che durerà sino al 5 agosto) al Palazzo Ducale di Martina Franca. L’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, intervenendo alla conferenza stampa di apertura della manifestazione, svolta presso la presidenza della regione Puglia ha testualmente detto: «La scelta della direzione artistica di dedicare a Giovanni Paisiello, nel bicentenario della nascita, questa edizione del festival e, nello stesso tempo, l’omaggio a Saverio Mercadante, rappresenta, in maniera sublime la capacità del festival, a quarantadue anni dalla sua fondazione, di essere dentro la storia e dentro lo spirito della Puglia». Sette opere, dodici concerti, un festival junior e la prima mondiale della messa in scena della Francesca da Rimini di Saverio Mercadante: è la proposta musicale di questa 42ª edizione del Festival della Valle d'Itria. Emergenza rifiuti in Puglia ■ DALLA PRIMA (...) Italia per svelare l’emergenza rifiuti in Puglia ed in particolare a Taranto, una situazione dalla gravità im- mane che è sotto gli occhi di tutti da anni, che la Uil ha sempre denunciato con puntualità, ma sulla quale qualcuno non è voluto intervenire, contribuendo alla degenerazione della stessa» (http://www.uilpuglia.it/?p=12817). Intanto, per tamponare l’emergenza, sono venute in aiuto (per modo di dire) l’Emilia Romagna e il Veneto. La prima smaltirà 400 tonnellate al giorno (per un tota- le di 20mila tonnellate, presso i termovalorizzatori di Bologna e Ferrara) e la seconda 100. Smaltimento tem- poraneo, si capisce: dal 12 luglio alla prima settimana di settembre. Salvo proroghe. Il tutto peserà molto sul- le tasche dei cittadini, soprattutto per i costi di tra- sporto. La beffa sta nel fatto che, mentre gli altri si ar- ricchiscono con i nostri rifiuti, la Tari per i pugliesi au- menta. Cornuti e mazziati, come si dice. E dobbiamo pure ringraziare, perché in Emilia Romagna non tutti sono d’accordo. Paola Gazzolo, assessore all’Ambiente dell’Emilia Romagna, ha dichiarato: « È una scelta di solidarietà istituzionale per aiutare una Regione che si trova in difficoltà. La richiesta è giunta espressamente dal presidente, Michele Emiliano, per far fronte a un’e- mergenza vera, poiché in Puglia non sono presenti so- luzioni alternative in grado di supplire alla chiusura dell’impianto». Alan Fabbri, capogruppo leghista, è in- vece di parere opposto: «Non abbiamo intenzione di pagare le conseguenze della malagestione dei rifiuti della Puglia. Dopo esserci opposti duramente all’invio di rifiuti dalla Campania ora, coerentemente, faccia- mo altrettanto con questo nuovo scandalo» (http://cor- rieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/16_lu- glio_06/emergenza-rifiuti-20-mila-tonnellate-puglia- all-emilia-romagna-09538214-4369-11e6-b911-a97360a- fac7f.shtml). Per correre ai ripari, Emiliano ha subito fatto approva- re una legge sulla gestione dei rifiuti in Puglia. La no- vità consiste nell’istituzione di un’Agenzia unica, in so- stituzione degli Oga, un organismo che centralizzerà la governance e le strategie del settore. Non è la prima volta che Emiliano incanta con le sue uscite decisioni- stiche. Tutto sta a vedere se l’Agenzia unica non sarà il solito carrozzone. P. FIL. La responsabilità è di chi ha principalmente destabilizzato il Nord-Africa e il Medio-Oriente Emigrazione e responsabilità! ● DI P. FILOMENO ■ DALLA PRIMA (...) di lavoro o per turismo. E se non ci siamo noi direttamente, può esserci un nostro parente o amico. C’è ancora chi non coglie la ragione di tale odio. Non ha la consapevolezza che siamo in guerra e non, come si vuol far credere, in “missione di pace”. Tutto questo grazie ai media occidentali che non parlano dei danni devastanti, materiali e umani, subiti dai paesi arabi coinvolti nella guerra. Evidentemente, i morti non sono tutti uguali o, vista la lontananza (ma non poi tanta), non se ne avverte l’orrore. Non si tratta di giustificare il terrorismo, ma di capirne le ragioni. Le ragioni di un odio, mischiato a radicalismo e fanatismo religioso, che alberga nella testa di alcuni giovani musulmani. Quasi sempre non emarginati, istruiti e nati in Europa. Un’Europa che, col suo comportamento subalterno ai disegni economici e geopolitici degli Usa, è riuscita a farseli nemici anziché integrarli. Poi ci sono i cosiddetti lupi solitari. O, come sono stati anche definiti, “i terroristi del malcontento” (Panorama, 3 agosto 2016, p. 44). Sono dei disadattati, cre- sciuti nel disagio, piccoli delinquenti, con disturbi psichiatrici, consumatori di alcol e droga. Non vanno in moschea e conoscono poco il Corano. Ma facilmente arruolabili nelle file del vero terrorismo islamico: sia attraverso Internet, sia da predicatori itineranti. Ci si chiede come difendersi da questi pazzi. Una delle forme di difesa è senz’altro il silenzio da parte dei media. Non nel senso di non riportare gli atti folli di queste persone psichicamente disturbate, ma omettendone nomi e foto. L’anonimato, che nega loro la gloria del gesto, stopperebbe l’effetto di imitazione di altri sociopatici. Una certa stampa nostrana si ostina a far credere che l’Islam ha dichiarato la guerra di religione all’Occidente intero. Ma si può mai pensare che un miliardo e trecentomila musulmani (la seconda religione al mondo) sparsi in tutto il globo dichiarino guerra all’Occidente? Come si fa a non accorgersi che, così divisi tra di loro, le stragi terroristiche avvengono soprattutto nello stesso mondo arabo? Guerra ideologica e di potere, sì. E anche se si trat- tasse di guerra di religione, e non lo è, non credo che gli occidentali, cattolici o protestanti che siano, possano dare lezioni di pacifismo a nessuno. Basta guardare un po’ al loro passato. In più, si mischia l’emigrazione biblica in atto con il terrorismo e si pensa che bloccando la prima si elimina il secondo. Niente di più fuorviante. Le migrazioni, nella storia, ci sono sempre state e nessuno le ha mai potute fermare con la forza. Si tratta di saperle gestire e l’Europa di oggi, sinora, ha dimostrato di non essere in grado di farlo. Quanto al terrorismo, anch’esso c’è sempre stato. Ed è sparito quando ne sono sparite le cause, mai legate a fenomeni di emigrazione. Si dice anche: l’Islam è incompatibile con le democrazie moderne. E che vuol dire? Lo è adesso, ma non potrà esserlo per sempre. Anche le altre due religioni monoteistiche, cattolicesimo e protestantesimo, hanno partorito per secoli Stati teocratici. In Turchia, crocevia tra due mondi, Erdogan è stato eletto democraticamente. Poi, nell’arco di poco tempo, è finita come sappiamo. In que- sta fase storica l’Islam politico è ancora refrattario alla democrazia moderna. Eppure esiste una Turchia laica e secolarizzata. Oggi è minoritaria e costretta al silenzio. Ma i processi storici sono lunghi. Opera migliore sarebbe invece sottolineare le responsabilità che l’Occidente ha riguardo al terrorismo. Chi ha destabilizzato il Nord-Africa e il Medio-Oriente? Tony Blair, a danno fatto, va recitando continuamente il suo “mea culpa”. Chi ha armato, e continua a farlo, le mani dei terroristi? Chi ha fatto fallire la globalizzazione, i poveri del mondo? Forse, a questo punto, la domanda più urgente è un’altra: come possiamo uscirne? Intanto, non ripetendo gli errori del passato. Poi fare buon uso dell’intelligence e, quando ci vuole, anche della forza. Ma soprattutto agire nel campo politico, economico e diplomatico. Parallelamente, tenere in piedi un costante dialogo culturale e interreligioso. La strada è lunga, è vero, ma non ce n’è un’altra. Quella della guerra, come si dovrebbe sapere, porta sempre in un vicolo cieco. ■

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La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA/BARI P 9MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA CANOSA – Come da tradizione, il sagrato della cattedrale di san Sabino in quel di Canosa di Puglia (BT) ha ospitato (sabato 9 luglio) la 17ª edizione del “Premio Diomede”: alto riconoscimento assegnato «alle personalità di origine pugliese che si sono distinte nel campo artistico, scientifico, economico, sportivo, sociale e culturale, in ambito nazionale e all’estero attraverso una ricaduta positiva sulla conoscenza e valorizzazione del territorio». I personaggi premiati sono stati indicati dai cittadini o associazioni al comitato “Premio Diomede” che a sua volta dopo aver esaminato tutte le segnalazioni pervenute ha votato unitamente alle autorità locali ed ai rappresentanti di associazioni ed enti locali invitati. Questi i responsi al termi- ne delle votazioni resi pubblici nella cerimonia citata in apertura. Per il “Premio Canusium” (personaggio vivente originario di Canosa di Puglia-BT) è risultato vincitore l’imprenditore Nunzio Margiotta (57 anni). Riconoscimento assegnato per essersi affermato nel settore food, con prodotti alimentari tipici di Canosa e anche per essersi prodigato sia nel sociale che nello sport. Il “Premio Aufidus”, (personaggio vivente di origine pugliese), quest’anno è stato appannaggio della testata giornalistica La Gazzetta del Mezzogiorno, che dal 1928 è il quotidiano più diffuso dell’Italia meridionale. Attualmente diretto da Giuseppe De Tomaso, il quotidiano rappresenta uno strumento di crescita sociale, economica e pedagogica e di promozione culturale soprattutto per professionalità. Le pagine per l’informazione canosina sono curate proprio da tre giornalisti di Canosa: Paolo Pinnelli, Antonio Bufano e Sabino D’Aulisa. Il “Premio alla Memoria”, (personaggio non più in vita, canosino o di origine pugliese) è stato assegnato a Giuseppe Pasculli (1869 – 1939), musicista e autore di inni e di marce funebri oltre ad aver diretto una delle prime bande canosine per poi trasferirsi a Milano. Tra i componimenti più conosciuti: “La pietra sepolcrale”; “Sul Golgota”; “I martiri del lavoro”. Il premio “Speciale Giovani” (riconoscimento ap- Sabato 9 luglio Canosa ha ospitato la 17ª edizione del “Premio Diomede” Nunzio Margiotta il «Canosino dell’Anno» ● DELL’AUTORE punto per le giovani promesse) è andato a Sandro Giuseppe Sardella (33 anni), laureato in scienze archeologiche ed antichità classiche con indirizzo epigrafico. In passato ha partecipato a numerose campagne di scavi a Roma, sotto la direzione del professor Andrea Carandini, oltre ad aver curato un approfondimento dell’epigrafia romana di Canosa per conto dell’università “la Sapienza”. Dal 2013 è curatore del museo dei vescovi di Canosa di Puglia. ll comitato ha anche riservato un riconoscimento a Mimmo Masotina (classe 1928), dipendente comunale in pensione, per aver diretto (50 anni) il coro cosiddetto della desolata, portandolo ad un alto livello di visibilità tra i riti della settimana santa più seguiti in Puglia. Dal 1980 al 2011, il maestro Masotina, tra l’altro, ha diretto anche la corale. sempre locale, denominata “Padre Stefano Besozzi” esibitasi nel 1984 in occasione della visita di Giovanni Paolo II in Capitanata. Per la prima volta è stato istituto un riconoscimento alla memoria di un personaggio di origine non pugliese: Pasquale Cignarale (1920 – 2004), pluridecorato appuntato di pubblica sicurezza e militare. Agli inizi di quest’anno – è giusto ricordare – il presi- dente Mattarella gli ha conferito una medaglia d’onore alla memoria per essere stato deportato ed internato nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale. Inoltre, il Nostro (durante il suo lungo periodo di servizio) ha ricevuto una medaglia d’argento al merito di servizio ed una medaglia di bronzo al valor civile per aver salvato da morte sicura due persone rimaste esanimi in una grotta colpite da esalazioni. A fare gli onori di casa due presentatori d’eccezione: Mauro Dal Sogno e Antonella Caramia, volti noti di Radio Norba la radio del Sud. Ad allietare invece la se- rata sono intervenuti: il duo cabarettistico Boccasile e Maretti. E con loro: la voce imponente di Giovanna Curatola in arte “Woman in Jazz” che ha rievocato le grandi voci di tutti i tempi: da Ella Fitzgerald a Nina Simone, ad Amy Winehouse e Simona Molinari; a seguire: la voce non da meno di Martina Landriscina, giovane barese che ha partecipato al famoso “Sanremo Music Awards”: concorso che richiama i migliori artisti a livello nazionale. Per l’occasione è ritornata a Canosa anche la brindisina Rita Manelli, testimonial sulla sicurezza stradale con il brano “Non avere paura”, nato dal grande dolore per la perdita del fratello minore Antonio, vittima nel 2008 di un incidente stradale. E infine è intervenuto il giovane cantautore biscegliese Giuseppe De Candia, che nel 2015 insieme alla sua band ha vinto il “Sanremo Music Awards”, la prestigiosa manifestazione canora che premia gli artisti emergenti durante la settimana del festival della canzone. ■ ● Nella foto: un momento della premiazione La Comunità europea ha approvato il programma “Infrastrutture e reti” per il Mezzogiorno In arrivo investimenti per la Napoli-Bari e Catania-Palermo ● DI CONCETTA QUARANTA Nel 1895 fu emanata la prima legge organica sui lavori pubblici per disciplinare lo sviluppo delle ferrovie italiane che erano gestite da amministrazioni private sotto il controllo di un Corpo ispettivo dello Stato. Gradualmente le ferrovie più piccole vennero assorbite da quelle più grandi; nel 1880 rimasero le amministrazioni delle Strade ferrate meridionali (rete adriatica); delle ferrovie del Mediterraneo e delle Ferrovie sicule, che nel 1905 vennero riunite in un’unica grande amministrazione dello Stato. L’Agenzia autonoma delle ferrovie dello Stato, che fino al 1985 gestiva le ferrovie pubbliche, è stata sostituita dall’Ente Ferrovie dello Stato, con personalità giuridica propria e autonomia patrimoniale. L’Ente è posto sotto il controllo del Ministero dei trasporti e le ferrovie pubbliche sono state trasferite all’Ente in regime di gestione privatistico. Attualmente, con delibera dell’Unione europea, possono gestire il traffico merci e passeggeri anche le so- cietà private. Oggi nel nostro Paese alcune tratte delle ferrovie dello Stato sono in concorrenza con il Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori), Italo. L’Europa sogna di rilanciare i trasporti ferroviari, noi ci auguriamo che finalmente sia la volta buona. L’iniziativa coinvolge maggiormente regioni spesso tagliate fuori o relegate ai margini del contesto europeo, come le zone dell’Italia meridionale. Un’opportunità per il Mezzogiorno arriva dal nuovo programma operativo nazionale “Infrastrutture e reti” relativo al periodo 2013/2020, che è stato approvato dalla Commissione europea. La dotazione di bilancio è decisamente ragguardevole: sono previsti infatti 1,84 miliardi di euro di cui 1,38 miliardi provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Il programma è ambizioso: comprende investimenti in infrastrutture ferroviarie e portuali, oltre a sistemi di trasporto intelligenti. Tra gli obiettivi che si prefigge Bruxelles ci sono il miglioramento delle linee ferroviarie Catania/Palermo e Napoli/Bari passando da 80 a 200 treni al giorno. Il tutto con una riduzione dei tempi di viaggio lungo le direttrici Napoli/Bari e Ca- tania/Palermo. In questo modo sarebbero più agevoli i collegamenti tra le principali città del Sud. Del rinnovamento e potenziamento ferroviario delle suddette tratte se ne parla da due lustri. Ci auguriamo che le somme previste dall’Ue per l’avvio dei lavori avvenga in tempi compatibili. Facendo i debiti scongiuri non vorremmo che si verificasse la fotocopia della A3, l’autostrada Salerno/Reggio Calabria. Sono passati più di trent’anni, purtroppo, ma i lavori sono ancora da completare. E proprio qualche giorno fa, rispetto al momento incui stiamo scrivendo, il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi ha dichiarato perentoriamente che per il prossimo Natale inaugurerà finalmente l’ultima tratta dell’autostrada Salerno/Reggio Calabria. Ce lo auguriamo! ■ ● Nella foto: il presidente del consiglio dei ministri Matteo Renzi PER CONTRASTARE LA POVERTÀ La Regione approva il reddito di dignità BARI – La regione Puglia, per contrastare la povertà, ha introdotto il Red (Reddito della dignità), ritenuto un elemento strategico per uscire dalla crisi. «Abbiamo rispettato tutti i tempi previsti anche nella presentazione dei bandi – ha detto il presidente Emiliano – Adesso è il momento di spiegare agli operatori del sistema, e in generale a tutti gli interessati, le procedure. Si tratta ovviamente di una misura estremamente importante, l’Unione europea ha spesso indicato all’Italia la circostanza di essere rimasta l’unico paese a non avere un reddito di contrasto alla povertà universale nei momenti di particolare difficoltà». «Nonostante il governo italiano – ha proseguito il presidente – abbia un’idea diversa, noi insistiamo e stiamo dedicando al Red un investimento rilevante, perché siamo convinti che redistribuire la ricchezza sia l’elemento fondamentale in questa fase per poter ottenere da un lato il recupero di dignità di migliaia e migliaia di cittadini e, dall’altro, restituire un rapporto di fiducia alla comunità nei confronti delle istituzioni. La Puglia ritiene che il contrasto alla povertà non sia una “assistenza” ma un elemento strategico per ricompattare la società e metterla tutta in campo per uscire dalla crisi economica». ■ ● Nella foto: il presidente della giunta della regione Puglia Michele Emiliano

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CRAC DEL COMUNE P 10AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 DALLA PUGLIA/SALENTO La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA – «I sotterranei di Taranto sono ambienti ipogei frutto dell’antica tendenza a ricavare abitazioni, luoghi di culto e ambienti produttivi scavando il banco calcarenitico. Molti dei palazzi che oggi possiamo ammirare nel borgo antico di Taranto sono stati realizzati grazie ai materiali scavati nella roccia proprio al di sotto di essi. Quegli scavi diventarono cantine, frantoi, ambienti di ricovero mezzi e depositi di grano, carbone e tanto altro. Promozione, valorizzazione, conoscenza e costante fruizione pubblica della complessa realtà ipogeica avrebbero sicuramente un impatto notevole nell’offerta turistico-culturale. Gli ambienti ipogei parlano di rivisitazioni, trasformazioni, ma anche della loro continuità d’uso e di “organizzazione urbanistica” ormai perduta. Gli ambienti ipogei sono numerosissimi tanto da formare una vastissima rete di sotterranei e un complesso sistema di cunicoli che si estende a reticolo che li collega con accessi anche al mare. La Città Vecchia risulta infatti attraversata da una miriade di cavità sotterranee disseminate sotto tutti i palazzi nobiliari, conventi, chiese. Gran parte di tali cavità fanno parte di un contesto stratigrafico risalente al periodo greco, spesso aree di cava risalenti a questo periodo storico che potrebbero essere interessanti per individuare tratti murari, fondazioni di edifici o aree pubbliche, aree templari ed assi stradali antichi e periodi storici specifici, funzionalità primaria ed attuale. Tra i tanti sotterranei di Taranto, ve ne segnaliamo alcuni tra i più imponenti che si distinguono per maestosità, bellezza e un certo fascino dovuto ad un certo alone di mistero che li circonda. Queste bellissime testimonianze storiche e quelle di seguito vengono attinte da info “Associazione Nobilissima Taranto”. Sodalizio, quest’ultimo che ha curato La città vecchia è attraversata da una miriade di cavità sotterranee tutte da visitare Taranto, alla scoperta del borgo antico la loro pubblicazione. IPOGEO DE BEAUMONT BELLACICCO È costituito da una serie di ambienti originati dall’opera di cavaggio dei primi coloni greci durante il processo di edificazione della città. Col tempo vennero realizzati una serie di vasti ambienti sotterranei che nei secoli successivi furono adibiti a diverse funzioni. Obliterato per molto tempo a seguito dell’abbandono della famiglia De Baumont Bonelli che sul finire del 1600 aveva realizzato l’immobile soprastante, l’ipogeo è stato completamente recuperato e valorizzato dal dottor Bellacicco nel 2002. IPOGEO DI PALAZZO DELLI PONTI Qui sono stati rinvenuti un tratto delle mura greche di quinto secolo a.C.; è stato portato alla luce un ambiente funerario articolato in dieci tombe ad arcosolio poste lungo le pareti e otto tombe a fossa ricavate tutte nel piano roccioso. IPOGEO DI VIA CAVA 99 L’analisi delle strutture murarie permette di ricostruire almeno tre fasi comprese tra il Medioevo e il XVIII secolo durante il quale vennero realizzate realizzate le murature in tufo e le volte a botte. Sui fronti est e ovest due aperture ribassate sembrano essere pertinenti a tombe ad arcosolio risalenti probabilmente al periodo paleocristiano. Altri vani scavati lungo la parete rocciosa sembrano essere stati adibiti a destinazione produttiva o di ricovero di animali. IL CANTIERE MAGGESE Si tratta di ambienti in origine comunicanti tra loro e collegati mediante stretti passaggi, rappresentando un reticolo composto da camminamenti segreti anche in considerazione che siamo molto vicini all’antichissima cinta muraria. FRANTOIO IPOGEO NORMANNO Potrebbe essere tra i più antichi della Puglia. A questo sito fa riferimento un vecchissimo atto notarile risalente al 1084. La lettura stratigrafica degli alzati e dei tagli di cava, oltre alla presenza residua di molte macine, ci fa comprendere la complessità di questa preziosa testimonianza di vita produttiva risalente ad età normanna. LA FORNACE MEDIEVALE È una delle fornaci che intorno alla metà del 1200 si affacciavano lungo i due fronti di via Cava insieme a frantoi ed altri ambienti produttivi. Era strutturata con tre forni dei quali residuano solo i piani cottura ed altrettante vasche di raffreddamento. Sono visibili tracce di residui di combustione del tempo in cui la fornace era in attività. IPOGEO DI PALAZZO BAFFI È l’ipogeo più profondo. Sono due gli ambienti principali. Il primo era adibito a deposito di carbone. Il secondo sembra aver avuto una funzione sociale rilevante tra il cinquecento e il sei- cento. È dotato di un vasto reticolo di cunicoli alcuni dei quali conducono al mare, altri al Castello Aragonese e altri ancora alla piazzetta San Francesco. Lungo il lato ovest si trova un profondo pozzo. Il piano di calpestio dei cunicoli è sempre attraversato da un velo d’acqua di falda. I tagli di cava e la fattura degli stessi fanno presumere una datazione di possibile età greca. IPOGEO DI PALAZZO SANTAMATO L’ipogeo sembra aver avuto più fasi costruttive. Siamo lungo quella che un tempo veniva chiamata via delle Fogge; al termine del descenso infatti troviamo una foggia granaria. Un passaggio caratterizzato da una trave le cui caratteristiche danno la percezione di essere componente della prima fase di utilizzo dell’ipogeo immette in un ampio salone con volta a botte probabilmente setteottocentesca. È un ambiente chiaramente ampliato rispetto al passato come testimoniano le strutture triarcate soprastanti. Si tratta di strutture medievali. Al centro di questo salone si apre un passaggioad arco che immette in quello che sembra essere stato il primo ambiente ipogeo di questa complessa struttura. Ci troviamo di fronte un ambiente di culto cavato in età paleocristiana. Sarebbe il primo rinvenimento di un impianto culturale paleocristiano nella parte alta ed occidentale dell’isola. IPOGEO DI PALAZZO STOLA Il lungo descenso agli ambienti ipogei è formato da un pavimento i cui materiali indicano come la struttura debba essere datatat nel periodo quattro/cinquentesco. Al termine del descenso, sulla sinistra si aprono gli ambienti probabilmente utilizzati dalla servitù. L’ipogeo era adibito a frantoio. È anche presente una cisterna come in tutti gli ambienti produttivi. Un condotto conduce ad un accesso al mare per il carico e scarico». PER IL TURISMO Premio europeo all’artista Arianna Greco LECCE – Arianna Greco è una giovane Artista leccese e si deve a lei l’invenzione di una nuova forma pittorica battezzata “Arte Enoica”. Niente olii tradizionali o più moderni acrilici, ma vini. Dai salentini Negroamaro e Primitivo per i toni forti scuri, ai bianchi paglierini della Valle d’Itria per i colori tenui, riuscendo ad amalgamare tali nettari e renderli, da gustosi per la gola, vere opere d’arte duratura nel tempo. Fra i tanti successi internazionali: ospite del golden tour a Mosca e a San Pietroburgo, la performance in Brasile dove ha rappresentato l’Italia ad Encontro de Vinhos 2016, quelle ad Hong Kong e non ultima in Italia al Vinitaly 2016. E il 12 novembre p.v. a Solin, in occasione della 34ª edizione dei premi europei per il turismo che si svolgono in Croazia, nell’ambito del 19th International Tour Film Festival, l’artista di Porto Cesareo (LE) riceverà ilriconoscimento internazionale di benemerita del turismo culturale. LECCE – La “Compagnia Ora in Scena!”, in collaborazione con l’associazione culturale “Orizzonte”, l’Arp (associazione regionale pugliesi di Milano) e l’assessorato al turismo, spettacoli ed eventi della città di Lecce, ha portato in scena al teatro romano di Lecce, giovedì 28 luglio alle ore 21, lo spettacolo “Terra dei Messapi, miti ed eroi”. Della nostra storia comune, dei Messapi, la compagnia teatrale promotrice ha realizzato lo spettacolo già rappresentato in diversi luoghi del Salento: a Vaste (fr. di Poggiardo), l’antica gloriosa città messapica di Baxta, al Faro della Pala- Lo spettacolo è andato in scena a Lecce il 28 luglio Alla ribalta:“Terra dei Messapi, miti ed eroi” scìa a Otranto (l’Odra messapica) e al Teatro Modugno di Aradeo. “Terra dei Messapi, miti ed eroi” racconta l’epopea dei Messapi nel periodo di massimo sviluppo, fra il V e il IV sec. a.C., quando sotto la guida di Arta l’illuminato principe di Manduria, sostenuto dalla dottrina pitagorica e dall’aiuto ateniese di Pericle, le città riunite in una alleanza riuscirono a liberare il territorio salentino dall’oppressione tarantina. Si ricostruisce la situazione politica dell’epoca, le difficoltà militari e le speranze che solo attraverso l’unione si sarebbe potuto ribaltare la condizione di decadenza, come poi avvenne… e ricreare il clima delle feste Bisbee nel corso della vendemmia e quelle nuziali con musiche e danze, nonché i momenti di scontro con l’invasore, messe in scena dalla scuola Carmen Kalimba Dance di Poggiardo. Ancora, nel discorso di Arta ai principi messapici la visione si allarga sino a comprendere in una prospettiva di pace tutto il Mediterraneo e l’ecumene conosciuto. Ora nello scenario suggestivo del teatro romano di Lecce, Lupiae, al tempo in cui il poeta Ennio, si definiva ‘tria corda’, di cuore messapico, greco e romano. Con la consapevolezza che conoscere e consolidare i valori della tradizione siano le premesse per la costruzione di un futuro comune di pace e di progresso. Re Arta vive tra noi! Timé kaì Areté! (Onore e Virtù). Con la partecipazione di Giuliana Paciolla (Ipparchide), Michele Mike Bovino (Arta), Tonio Rizzo (Pericle), Florinda Caroppo (Lastenia), Davide Secli, Salvatore Brigante, Debora Sanapo, Lucia Minutello, Pakito Salento e Mariarita Orsi (principi messapici), Ornella Bongiorni (aiuto regia), Paolo Rausa (ideazione e regia). ■

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La Gazzetta della Puglia DALLA PUGLIA/SALENTO P 11MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA Sono anni che la Puglia cnecessita degli investimenti necessari per lo sviluppo del territorio Ferrovie e porti al Sud non possono più attendere DALLA PUGLIA – Il governo Renzi, finora molto disattento sulle problematiche del Sud, ha scelto di puntare nel 2016 sugli investimenti in opere pubbliche nelle aree meridionali. Come certifica l’allegato al Documento di economia e finanza (Def). Rispetto a quanto avvenuto negli ultimi dieci anni, in cui, nonostante la carenza di investimenti per le infrastrutture a livello nazionale, i governi avevano rivolto attenzione soprattutto verso il Centro Nord. Oggi sembra che si dovrebbe avviare finalmente un primo equilibrio. Il condizionale è d’obbligo in quanto nelle pastoie della burocrazia domina una estrema lentezza, rischiando così di perdere concretamente ciò che è stato scritto sulla carta. Il 40 per cento dei fondi messi a disposizione sulle grandi opere, inizia dalla Campania e finisce in Sicilia, comprendendo anche Puglia e Basilicata. Nella ripartizione delle somme, solo il 28,62 per cento degli interventi finanziari dell’azienda pubblica per le strade statali riguarda il Nord, il 29,37 per cento il Centro e ben il 42,01 per cento il Mezzogiorno. Tra questi ultimi figurano investimenti anche per il completamento, entro il 2016, dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, “l’eterna incompiuta” d’Italia. Da ciò emerge che qualcosa nell’allegato al Def infrastrutturale c’è ma, come al solito, non sono chiari né le somme effettivamente disponibili, né, soprattutto, i tempi di realizzazione. Il Sud invece ha bisogno di atti concreti e di date certe per non perdere ulteriore quote di mercato. In alcune regioni meridionali il problema viario interno è talmente precario che mette in difficoltà l’intera economia turistica con danni ingenti per l’intero comparto. La Puglia è una delle regioni meridionali caratterizzate dal tessuto produttivo-turistico dinamico e interessante, capace di generare rilevanti flussi di traffico sia per il suo contesto industriale che per le sue attrattive naturalistiche e gastronomiche. A ciò va aggiunto il transito di altri prodotti legato al sistema dei due porti adriatici di Brindisi e Bari e quello di container che partono dallo scalo di Taranto. È essenzialmente attorno alla riconversione di quest’ultimo nodo che si gio- ca la partita del sistema logistico pugliese, che ha le potenzialità per divenire una porta d’accesso ai mercati, instradando i container direttamente su rotaia fino a destinazione. Ma perché ciò avvenga è indispensabile non solo la realizzazione della tratta ferroviaria di Alta capacità Napoli-Bari, ma soprattutto il completamento infrastrutturale e il potenziamento tecnologico della strada ferrata adriatica, la quale necessita del raddoppio, tra l’altro, da Lesina a Termoli (38 kilometri ancora a binario unico da 150 anni come quei maledetti 13 della tratta Andria – Corato dove proorio il 12 luglio purtroppo è avvenuto l’orren- do scontro frontale con 23 vittime e 50 feriti), sia creando il by pass dei nodi ferroviari di Bari e di Foggia. E ciò per agevolare così non solo il percorso delle merci ma anche la competitività a livello europeo. Un’efficiente struttura ferroviaria favorisce uno sviluppo adeguato ai tempi e anche il progresso socioeconomico può decollare e fortificarsi in ambito regionale. Una vera industrializzazione nel nostro Paese può essere attuata solo se si risolveranno in tempi brevi i problemi relativi alle infrastrutture. Ciò si potrà avere solo sapendo colmare il divario organizzativo e tecnologico che divide il Nord con il resto della Penisola. Divario che va colmato soprattutto perché disastri ferroviari – lo ripetiamo con insistenza – come quello prima menzionato delle 23 vittime con 50 feriti avvenuto in Puglia non si ripetano mai più. E infine, ci sia consentito far giungere ai famigliari che hanno perso i loro cari le nostre più sentite e partecipate condoglianze non disgiunte dagli auguri di pronta guarigione per i feriti. GAETANO CARPENTIERI ● Nella foto (al centro): l’orribile scontro fra due treni sulla tratta a binario unico Andria-Corato In arrivo il Catasto energetico DALLA PUGLIA – La giunta regionale di Lungomare Nazario Sauro ha appro- vato il disegno di legge che istituisce il “Catasto energetico regionale”. Cuore della proposta di legge: la riduzione dei consumi di energia attra- verso il miglioramento delle prestazioni energe- tiche degli edifici esi- stenti e di nuova costru- zione. La nuova norma, che a- desso però attende di es- sere convertita in legge regionale, istituisce sia il Catasto regionale degli impianti termici e sia il Catasto regionale degli attestati di prestazione energetica (Ape). Nel contempo fissa an- che i principi per lo svol- gimento delle attività di controllo sul funziona- mento degli impianti ter- mici e sugli attestati di prestazione energetica degli edifici. Migliorare l’efficienza energetica comporta senza dubbi vantaggi sia per l’econo- mia che per l’ecologia. Questo disegno di legge risponde ad entrambe le necessità. L’auspicio è che diventi quanto prima legge della Regione Puglia. ■ Riportiamo il duro attacco del giornalista Pino Aprile pubblicato su fb Lo scontro fra treni Questo il virgolettato: «Non è un incidente, è un crimine con molti colpevoli, lo scontro fra treni in Puglia. Quei poveri viaggiatori uccisi sul binario unico sono vittime dell’immondo comitato di affari e tangenti che rovescia tonnellate di miliardi di euro su linee ad alta velocità inutili e sovradimensionate (fra Milano e Torino è stata progettata per merci e passeggeri, solo per far salire i costi, e per essere “economica” dovrebbero correrci almeno 400 treni al giorno; invece ne passano una quarantina e nemmeno uno merci); mentre al Sud si lasciano città senza treno, come Matera, altre ne vengono private, perché “non conviene”; e nel 2016 si sta ancora a binario unico su lunghi tratti, in regioni in pieno boom turistico, come la Puglia, la Calabria, la Sicilia, costringendo venti milioni di persone a collegamenti con velocità medie inferiori a quelle di un secolo fa, ma a prezzi, di fatto, più alti che nel resto del Paese e con vere e proprie truffe (frecciargento-fecciaschifo dismesse dal Nord, che percorrono gli stessi tratti dei regionali, ma a prezzi 7 volte maggiori e impiegandoci più tempo). Siete (voi che questo avete costruito) assassini. Non possiamo portarvi dinanzi a un tribunale, perché avete fatto in modo da rendervi assolti; ma di fronte alla coscienza del mondo (esclusa la vostra, si capisce, della cui esistenza non abbiamo prove) siete condannati per omicidio plurimo, strage. Signor Renzi Matteo, spieghi ai parenti di quei morti perché su 4560 milioni per le ferrovie ne ha destinati 4500 da Firenze in su e 60 da Firenze in giù (se sono arrivati sotto Firenze…): Signor Delrio Graziano, informi chi sta piangendo per aver perso la ragione della sua vita che i suoi geologi stanno analizzando le rocce per capire se si può fare il treno fra Napoli e Bari. Poi, magari, spieghi ai suoi figli cos’è l’equità, il rispetto degli altri (valuti se è il caso di raccontare come ha fatto a non accorgersi che la sua Reggio Emilia, con lei sindaco, diventava “il bancomat della ‘ndrangheta”, mentre lei faceva visita ufficiale, per la festa del patrono, a Cutro, patria del boss Grande Arachi); Signor Mauro Moretti, lei che, da capo di Trenitalia, pare cambiasse discorso quando si parlava di Sud (e se no, come ci diventava, da sindacalista, numero uno dell’azienda) vada dai sopravvissuti, a dire che ha fatto solo il suo dovere spendendo i soldi di tutto il Paese, solo in una parte del Paese; venda anche a loro la favola dell’azienda privata con i soldi nostri. Non veniteci a parlare di errore umano; non veniteci a dire che i lavori per raddoppiare la linea erano in corso; non diteci che quelle sono le Ferrovie del nord Barese e voi siete altro… Lo sappiamo cosa siete. Non cercate i colpevoli, cercate uno specchio. Fra lacrime di rabbia e di dolore, vi maledico; auguro ai vostri figli di non somigliarvi, per essere, come meritano, migliori. Voi che, come quanti vi hanno preceduto, avete spezzato un Paese in due aumentando i privilegi per alcuni e sottraendo diritti ad altri, siete colpevoli per esservi adeguati ai voleri di quelli cui dovete obbedienza e dei quali dovete garantire gli interessi; colpevoli come i nostri rappresentanti (si fa per dire: li scegliete e ce li imponete) che vi vendono la propria gente, per essere i primi degli ultimi; colpevoli come noi, per non essere stati capaci di tirarvi giù dai luridi seggi da cui vi illudete di contare qualcosa. Quando il mondo era civile, i responsabili di disastri come questo ne vivevano il tormento a vita. Questi sono omicidi: l’iniquità è un’arma che colpisce a distanza, anche di tempo e il delitto non si rende manifesto. È vero che gli scontri possono avvenire anche dove il binario è doppio, ma è più facile che accadano dove è unico. Quindi, lasciandolo unico al Sud e doppio altrove, avete decretato chi deve morire prima. Che è l’essenza del potere. E della vostra colpa». IL CORSIVETTO DELLA VIGNETTA Puglia in lutto ■ DALLA PRIMA (...) Richiama, abbiamo scritto, ma non rifotografa il disastro. Raffigura come sarebbero dovute invece andare le cose se … Se la Ferrotramviaria Spa, che gestisce la linea in concessione, avesse realizzato il doppio binario. Si è detto: errori umani. Senz’altro è così. Ma è concepibile che la compagnia ferroviaria privata, inaugurata nel 1965, affidi la sicurezza ancora alla comunicazione telefonica e ai fonogrammi tra capistazione? Non era bastata la brutta esperienza di trent’anni fa, sempre su quel binario? Esattamente, il 10 dicembre 1986: un tamponamento tra due treni, nei pressi della stazione di Corato, con 34 feriti. Ciò che fa rabbia è sapere che per rendere sicuri quei 13 chilometri a binario unico, ricorrendo ai moderni sistemi di blocco automatico, sarebbero bastati appena due milioni di euro (1,7 per l’esattezza). E la rabbia aumenta di più se si aggiunge che, per questo adeguamento, due anni fa la Regione Puglia ha messo a disposizione della società 13 milioni di euro. Possibile che, in tutto questo tempo, la compagnia non è stata in grado di provvedere? Il Scmt (Sistema di controllo marcia treni) è il minimo che andava fatto per la messa in sicurezza del binario unico. E per il raddoppio? Anche qui le cose non quadrano. È dal 2007 che esiste il progetto per il raddoppio, finanziato dall’Unione europea con 180 milioni di euro. Come mai, dopo 9 anni (ripetiamo: dopo 9 anni), i la- vori non sono ancora partiti? La ri- sposta è sempre la stessa: lentocra- zia. Già a Bruxelles l’iter è durato un anno. Poi, in Italia, si sa come va: ogni Comune, Provincia, Regio- ne e Sovrintendenza deve dare la sua autorizzazione. Mettiamoci an- che i rituali ricorsi al Tar delle ditte che non vincono le gare. E, dulcis in fundo, le manovre occulte della cor- ruzione: sottolineate, del resto, dal- lo stesso Raffaele Cantone, presi- dente dell’Autorità nazionale anti- corruzione. Ora la magistratura sta indagan- do. Non solo su chi ha commesso l’errore umano e su chi avrebbe manipolato i registri degli orari di stazione. O sul perché la società Ferrotramviaria non abbia fatto nulla in questi due anni. Ma anche sul mondo politico-istituzionale. La Regione Puglia, oltre a prorogare il contratto di concessione ed elargire soldi, era tenuta anche a vigilare sulla sicurezza dei binari? E, infine, perché il governo centrale ha con- cesso la deroga all’obbligo (vedi di- rettiva europea 122 del 2015) della compagnia di dotarsi del sistema di sicurezza automatico? Su tutto questo deve essere fatta luce. Nella speranza che a pagare non siano sempre i soliti pesci piccoli. Lo di- ciamo senza spirito forcaiolo, ma per giustizia. Per finire, un abbraccio alle fami- glie delle vittime. P. FILOMENO

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P 12AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 GAZZETTINO SPORTIVO La Gazzetta della Puglia Campionati di calcio leghe professionisti: serie A e B che si disputeranno nei nostri stadi con riferimento alla Puglia (a pag. 6) Calendario 2016/2017 di tutti gli incontri LE PARTITE DI SERIE A - LE PARTITE DI SERIE A - LE PARTITE DI SERIE A LE PARTITE DI SERIE B - LE PARTITE DI SERIE B - LE PARTITE DI SERIE B

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La Gazzetta della Puglia LEX SEMPER LOQUITUR P 13MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA BORMIO – «L’insediamento del comitato di coordinamento rappresenta per il Parco dello Stelvio un nuovo inizio» ha tra l’altro affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che (di recente, il 29 giugno) a Bormio ha preso parte all’insediamento e alla prima seduta del comitato di indirizzo e coordinamento del Parco nazionale dello Stelvio. Presenti, oltre al ministro dell’Ambiente e al presidente della regione Lombardia Roberto Maroni, il capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente Guido Carpani, il sottosegretario regionale alle politiche per la montagna e presidente del comitato Ugo Parolo, il vicepresidente della provincia autonoma di Bolzano Richard Theiner, l’assessore alla provincia autonoma di Trento Mauro Gilmozzi, vertici regionali e sindaci dei comuni lombardi nel Parco nazionale. «Il Parco dello Stelvio, che era e resta un Parco nazionale, tra i più antichi, prestigiosi e ricchi di biodiversità in Italia, con il comitato si dota di uno strumento operativo in grado di garantire quella unitarietà a cui tutti noi teniamo», ha precisato il ministro. «Oggi sappiamo che i beni ambientali non sono luoghi da cui escludere l’uomo per preservarli – ha poi aggiunto – Al contrario una gestione oculata e sosteni- Il ministro Galletti a Bormio ha promesso il varo entro la fine dell’anno in corso LA RICETTA ON-LINE Parchi, nuova legge in arrivo ROMA – La vecchia ricetta è andata in pensione e cede il passo a tablet e computer. bile, che liberi e controlli le compostaggio domestico L’applicazione a regime del- opportunità economiche e nella raccolta differenziata la normativa sulla circola- occupazionali legate al e di considerare nel calcolo rità nazionale della ricetta Parco, è la maggiore ga- tutti i rifiuti che sono confe- dematerializzata è già par- ranzia di tutela. Sono con- riti nei centri di raccolta tita da tempo (il 1° marzo) vinto che la cura della na- comunali: ciò, è specificato con le farmacie ovviamente tura debba essere affidata nel testo, potrà avvenire in condizione di calcolare a chi la vive e a chi la abita, solo nei comuni che abbia- ticket e regime di esenzio- a chi ha in interesse diretto no con proprio atto disci- ne vigente nella Regione di e prioritario a tutelate il plinato questa attività, ga- provenienza dell’utente. bene parco». rantendo dunque la trac- Ma come funziona, nel con- «C’è una stretta relazione ciabilità e il controllo. creto, il nuovo sistema? I tra il ministero dell’Am- «L’Italia della raccolta diffe- dottori, per effettuare una biente, l’Ispra, le province renziata – ci ha tenuto a prescrizione, si connettono autonome e la regione precisare il ministro Gian dal proprio pc a un apposito Lombardia per assicurare Luca Galletti – viaggia an- portale: compilando la ri- unitarietà di gestione – ha cora a diverse velocità, an- cetta sullo schermo, identi- spiegato ancora Galletti – il che a causa della confusio- ca a quella cartacea, un Nre ruolo dei sindaci sarà de- legge, spero entro la fine fine giugno) in Gazzetta Uf- ne generata da strumenti (numero ricetta elettronica) terminante, non solo per- dell’anno, perché crediamo ficiale: introduce, per la di calcolo differenti da una sarà associato al nostro co- ché sono rappresentati nel che i parchi non servano prima volta, linee guida na- Regione all’altra, cui segue dice fiscale, aggiungendo in comitato, ma perché saran- solo alla tutela della biodi- zionali per un metodo di un’ovvia difficoltà nel ren- automatico anche eventuali no loro che opereranno nel versità, aspetto che resta calcolo unico della raccolta dere omogenea l’applica- esenzioni. Il sistema stampa concreto, adottando e met- importantissimo, ma che differenziata dei rifiuti ur- zione del tributo. Queste li- quindi il promemoria, con il tendo in pratica piani e re- occorra lavorare per tra- bani e assimilati, cui tutte nee guida nazionali sono quale possiamo andare in golamenti che andremo ad sformare questo immenso le Regioni dovranno atte- funzionali a portare tutto il farmacia: con i dati presen- approvare». patrimonio in una grande nersi nel dotarsi dei propri nostro Paese verso l’econo- ti, attraverso i codici a barre “Il Parco dello Stelvio – ha ricchezza anche economi- metodi di calcolo e di certi- mia circolare, adeguandolo stampati sul piccolo foglio proseguitoto – ricade inol- ca per il territorio e per il ficazione. agli standard europei di A5, il farmacista recupera tre nella convenzione delle Paese». Il decreto, che attua l’arti- differenziata e superando la prescrizione direttamen- Alpi, sottoscritta da alcuni “La sfida che abbiamo di- colo 32 del collegato am- la realtà delle discariche in te on-line e consegna la me- Paesi europei: un altro nanzi – ha poi concluso – è bientale, permetterà un cui purtroppo va ancora dicina di cui si ha bisogno. strumento dal quale trarre quella di trasformare il reale confronto dei risultati gran parte dei rifiuti nazio- In questa prima fase di av- spunti interessanti per ren- Parco dello Stelvio in una tra le diverse aree geogra- nali». vio, fino a fine 2017, sono an- derlo sempre più un parco governance di tutele e di fiche del territorio naziona- ■ cora esclusi dal nuovo me- europeo». sviluppo economico». le e tra i comuni, calibran- todo alcuni farmaci come “Oggi i parchi hanno una funzione diversa da quella del passato, in cui erano vissuti dalle comunità come un vincolo. Non a caso approveremo una nuova Ma non è finita qui. Sempre in materia di ambiente è divenuto operante un altro decreto del ministro appunto dell’Ambiente pubblicato nei giorni scorsi (a do i tributi comunali a seconda dei livelli di raccolta raggiunti e certificati dalle regioni. Tra le novità, anche la possibilità di conteggiare il ● Nelle foto (da sx): gli stupefacenti, l’ossigeno, il presidente della giunta le prescrizioni per eroga- Regione Lombardia zione diretta in continuità Roberto Maroni assistenziale, i farmaci con e il ministro dell’Ambiente piano terapeutico Aifa. Gian Luca Galletti ■ Riportiamo alcune delle principali nuove misure per il recupero crediti Il decreto banche è legge RISPONDE LO STUDIO TEDESCHI COMMERCIALISTI IN MILANO ‘ROMA – Dai rimborsi automatici per gli obbligazionisti delle quattro banche salvate (Banca Etruria, Banche Marche, CariChieti, CariFerrara) all’accelerazione delle procedure per il recupero dei crediti. Si riportano di seguito, gli interventi più importanti. Più tempo per la presentazione istanze Allungamento da quattro a sei mesi del tempo entro il quale gli obbligazionisti delle quattro banche in default potranno appunto presentare istanza di erogazione del rimborso dell’80%. Tra i criteri di accesso al rimborso automatico per gli obbligazionisti delle quattro banche fallite un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro o un reddito ai fini Irpef inferiore a 35mila euro). La definizione ‘reddito lordo’ è stata sostituita al senato con quella di ‘reddito complessivo’. I redditi vengono così valutati dal 2014 invece del 2015. Alla domanda di rimborso vanno allegati: il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati; i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto; l’attestazione degli ordini eseguiti e una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare. Rimborso, niente esentasse Al senato era stato respinto l’emendamento al decreto che prevedeva che i rimborsi erogati dal Fondo non siano soggetti “ad alcuna imposizione fiscale”. Il governo ha però dato il via libera a un ordine del giorno in questa direzione. Patto Marciano meno stringente Il patto Marciano è applicabile ai contratti già in essere. Dopo l’esame del senato è diventato stringente il numero delle rate mensili e il periodo di inadempimento: da sei a nove mesi dal mancato pagamento di tre rate anche non consecutive. Se l’inadempiente ha però rimborsato almeno l’85% della quota capitale, per lui tale posizione (d’inadempimento) scatterà a partire da 12 mesi dal mancato pagamento di tre rate anche non consecutive. Il custode per il recupero crediti L’esecuzione del recupero crediti viene assegnata al custode invece dell’ufficiale giudiziario pur rimanendo l’ultima istanza di un giudice. La riduzione del valore del 50% dell’ultima base di asta può avvenire solo dopo il quarto tentativo andato deserto e non dopo il terzo. Procedura rent to buy su convalida sfratti In caso di inadempimento il creditore può avvalersi della procedura di convalida di sfratto per liberare il bene immobile. Elenco professionisti per beni pignorati Nascerà un nuovo elenco professionisti per le operazioni di vendita dei beni pignorati. Al ministero della Giustizia spetterà disciplinare le modalità da seguire per i relativi corsi abilitanti. Pegno mobiliare non possessorio Una nuova figura consentirà agli imprenditori di concedere il pegno su beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa senza che questi debbano subirne lo spossessamento. Potranno quindi utilizzare il bene, oggetto del pegno, per la loro attività d’impresa. La norma disciplina anche le procedure di escussione del pegno in caso di inadempienza del debitore, che dovrà consegnare il bene oggetto del pegno non possessorio entro 15 giorni dall’intimazione. ■ AVVISO AI NOSTRI LETTORI Lo studio TEDESCHI & Partners - Commercialisti in Milano cura la pagina (Lex Semper Loquitur). I lettori pertanto sono pregati di rivolgere le loro domande in materia fiscale direttamente a: Tedeschi & Partners, via Correggio n. 19 - 20144 Milano o telefonando allo 02.45485155. La configurazione dei reati tributari depenalizzati La sezione penale della Corte di cassazione sta pronunciando le prime sentenze con le quali esclude la configurazione dei reati per condotte integranti i reati come delineati dalla vecchia normativa. Queste le decisioni della Corte di cassazione Con la revisione del sistema penale per i reati tributari, tra l’altro, sono state innalzate le soglie di rilevanza penale per i reati di dichiarazione infedele (art. 4 dlgs 74/2000) e di omesso versamento dell’Iva (art. 10-ter dlgs 74/2000). Prima dell’entrata in vigore del dlgs 158/2015 le fattispecie delittuose, come ricorda Italia Oggi, si configuravano qualora, oltre ad altri specifici elementi richiesti da ciascuna norma, il contribuente rispettivamente evadesse imposte per un importo superiore a euro 50mila o omettesse di versare l’Iva per euro 50mila. Dal 22 ottobre 2015, invece, tali reati si configurano qualora il contribuente evada imposte per il maggior importo di euro 150mila e ometta il versamento dell’Iva per euro 250mila. In virtù dell’operare del principio del favor rei la Corte di cassazione ha escluso che le condotte dei contribuenti, seppure integranti le fattispecie di reato in ragione delle norme in vigore al momento della commissione del fatto, abbiano oggi rilevanza penale alla luce delle nuove disposizioni, ciò in quanto le condotte tenute non superano le soglie attualmente rilevanti ai fini dell’integrazione del reato (Cass. 891/2016 e 3098/2016). Anche con riferimento al reato di dichiarazione infedele conseguente a comportamenti ritenuti abusivi/elusivi, ascritti al contribuente per condotte tenute prima dell’entrata in vigore del nuovo art. 10-bis dello Statuto del contribuente, la Corte di cassazione ha affermato che questo non può essere oggi contestato all’imputato in quanto per espressa previsione normativa è esclusa la rilevanza penale delle fattispecie di abuso/elusione (Cass. 3876/2016 e 40272/2015). “Bonus bebè” previsto anche per il 2016 È possibile richiedere anche per quest'an- no il “bonus bebè”, così come confermato dall’ultima legge di Stabilità. Il cosiddetto assegno di natalità è previsto per ogni fi- glio nato o adottato tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, fino ai tre anni di vita del bambino oppure fino ai tre anni dall’ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare a seguito dell'adozione. Ne hanno diritto i figli di cittadini italiani o comunitari oppure i figli di cittadini di Stati extracomunitari con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo residenti in Italia. L’importo dell’assegno è di 960 euro da cor- rispondersi in rate mensili, e sarà però concesso a condizione che il nucleo familiare non abbia un Isee superiore ai 25.000 euro annui. Mentre per le famiglie con un Isee non superiore a 7.000 euro annui, l’im- porto annuale dell’assegno è raddoppiato. La domanda va presentata dal genitore convivente con il bambino. L’assegno è corrisposto direttamente dal- l’Inps. La domanda può essere presentata oltre che dal genitore convivente con il bambino, anche dall’affidatario, e inviata e- sclusivamente in via telematica attraverso il sito web dell’istituto previdenziale (www.inps.it). Se non si è in possesso di un Pin dispositivo e di credenziali d’accesso al portale, sarà possibile affidarsi al patronato di zona oppure contattare il Contact center integrato tramite il numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o il numero 06.164.164 (numero da rete mobile con ta- riffazione a carico dell’utenza chiamante). Il bonus non dovrà essere indicato in sede di dichiarazione dei redditi. Laddove si sia in possesso dei requisiti ne- cessari, la domanda per il bonus – che non è soggetto a tassazione e quindi non dovrà essere indicato in sede di dichiarazione dei redditi – potrà essere presentata dal giorno successivo alla nascita del figlio o al suo ingresso nel nucleo familiare in caso di a- dozione, e comunque entro 90 giorni da ta- le data. A CURA DI GIULIA TEDESCHI

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P 14AGINA – MAGGIO/AGOSTO ’16 GAZZETTINO MEDICO La Gazzetta della Puglia L’allarme è stato dato in un recente convegno di oncologi e nutrizionisti tenutosi a Milano Rischio tumori con l’alimentazione scorretta H I P P O C AT R E S ● A CURA DEL MAGGIORE GENERALE (r.) E. I. DOTT. SAMUELE VALENTINO Un terzo dei tumori è causato da una dieta scorretta: allarme lanciato in un recente convegno che si è tenuto a Milano con la partecipazione di oncologi e nutrizionisti. È emerso appunto che il 30 per cento dei casi di tumore è originato da un’alimentazione squilibrata, non corretta. L’allarme arriva dopo una serie di prese di posizioni recenti, come quella dell’Organizzazione mondiale della sanità sul rapporto tra carni lavorate e i tumori. La prevenzione oncologica, quindi, deve passare anche dall’insegnamento di una dieta corretta. E ciò a partire dalla scuola dell’obbligo, dove andrebbero istituiti corsi di educazione ad hoc. «Troppi grassi e poca frutta e verdura nuocciono gravemente alla salute e aumentano il rischio di tumore proprio come le sigarette» afferma Michele Carruba, direttore del centro studi e ricerche sull’obesità dell’università di Milano e copresidente del convegno. Le neoplasie più influenzate da quello che mangiamo e dai chili di troppo sono al colon retto, mammella, pancreas, fegato, ovaio, rene, esofago, cervice e utero. Il nostro Paese è una delle patrie della dieta mediterranea eppure abbiamo il primato eu- ropeo di sovrappeso infantile. Il 12 per cento dei bambini italiani è addirittura obeso. «Se vogliamo invertire questa tendenza dobbiamo promuovere maggiormente la cultura della giusta alimentazione tra tutta la popolazione» ha poi aggiunto il nutrizionista. All’evento di Milano una sessione è stata dedicata al tema della dieta per il paziente oncologico. «La malnutrizione interessa l’80 per cento dei malati» aggiunge Francesco Cognetti presidente della fondazione “Insieme contro il cancro” e relatore al convegno organizzato nella città meneghina. «Il cancro indebolisce tutto il nostro organismo, provoca un calo dell’appetito e quindi anche della qualità e quantità dell’alimentazione. Esistono poi gli effetti collaterali delle cure che spesso interessano proprio l’apparato gastro-intestinale. La dieta durante la patologia neoplastica deve perciò essere adatta alla situazione clinica». Nei nostri ospedali c’è bisogno di una sempre più forte alleanza e collaborazione tra oncologo e nutrizionista – hanno sottolineato gli esperti intervenuti. «Insieme questi due specialisti devono aiutare il malato a scegliere i cibi più appropriati e risolvere così i molti problemi legati all’alimentazione durante e dopo le cure anti-tumorali. In questo modo possiamo non solo migliorare la qualità di vita generale del paziente ma anche la risposta positiva dell’organismo alla neoplasia». (fonte: notiziemediche.it) La dieta estiva da seguire Riportiamo alcune regole per sentirsi bene ed evitare il rischio problemi alla salute. Quindi, se alimentarsi in modo corretto è sempre importante, durante i giorni più caldi dell’estate lo è ancora di più. Il rischio più comune è la disidratazione, ma non solo. Queste le raccomandazioni di Silvia Turin su Corriere.it, per affrontare al meglio le ondate di calore, che espongono a maggiori rischi anziani, ma anche bambini e donne in stato di gravidanza. Innanzitutto bisogna bere per reintegrare liquidi ed evitare la disidratazione; durante il periodo estivo assicurarsi di ingerire una quantità d'acqua sufficiente: almeno un paio di litri d’acqua. La sudorazione fa perdere minerali e fa aumentare il fabbisogno di liquidi dell’organismo. Se non si avverte lo stimolo della sete, e non si beve da un po’, è bene sforzarsi. E soprattutto limitare il consumo di bevande zuccherate e moderatamente alcoliche, mentre i superalcolici sono da evitare. Poi la priorità della prima colazione che come spesso ripetono gli esperti, è il pasto più importante della giornata, poiché al mattino si assumono le calorie e gli zuccheri per iniziare la giornata, dopo una notte di sonno, e quindi di digiuno. Saltare la colazione, o non farla nel modo adeguato, porta a mangiare di più nei pasti seguenti, o fuori orario. Si passa ai prodotti ortofrutticoli che non dovrebbero mancare mai sulle nostre tavole, e in modo particolare nel periodo estivo. Gli esperti suggeriscono di mangiarne 400 grammi al dì. Da introdurre, seppure con moderazione, essendo calorica, la frutta secca, fonte di fibre e minerali. Arriviamo alla dieta cosiddetta colorata dei prodotti ortofrutticoli che variano in base alle sostanze in esse contenute, in particolare: vitamine e antiossidanti. Una dieta “colorata”, permette di assumere una più ampia varietà di elementi benefici. E ancora: vanno evitati nel periodo estivo i cibi fritti, molto elaborati e calorici, e preferire metodi di cottura che non distruggono i minerali e le vitamine contenute nei cibi; prediligendo i cibi freschi. ■ Cancro, i segnali da non ignorare Doli, macchie di sangue, indigestioni: non bisogna trascurare nulla. L’esperto: «Prima si indentifica un cancro, maggiori saranno le probabilità di guarire». Diversi sono i sintomi che non dovrebbero essere mai sottovalutati perché potrebbero indicare la presenza di un tumore. «Prima si indentifica un cancro – fa notare l’oncologo – maggiori saranno le probabilità di guarire». Il cancro al seno non colpisce solo le donne. «Se viene notato un nodulo nella zona del seno – spiega l’esperto – è buona abitudine andare dal medico per farlo controllare il prima possibile». Va tenuto d’occhio soprattutto se si notano increspature della pelle, retrazione del capezzolo, arrossamenti o ridimensionamento. In caso di secrezioni, poi, è bene fissare immediatamente una visita di controllo. Il cancro più comune tra gli uomini tra i 20 e 40 anni è quello che colpisce i testicoli. «È necessario controllare regolarmente i testicoli e la loro sensibilità, i cambiamenti, come la crescita o il ritiro – suggerisce l’esperto » un po’ di attenzione potrebbe salvarvi la vita». ■ Ecco come capire cosa non va nell’organismo e quali accorgimenti porre in essere Dalle feci lo stato di salute Le feci non sono solamente un prodotto di scarto da eliminare subito! In realtà si può scoprire molto dalle scorie prodotte dal nostro organismo, soprattutto si può capire molto sul nostro stato di salute. Quindi, vanno controllate quotidianamente. Può creare disgusto e imbarazzo, ma serve a comprendere e prevenire una serie di complicazioni alla salute. Come sono le feci di una persona in salute? Le feci ideali devono essere di color “oro antico”, avere una forma a banana e la consistenza del dentifricio. Galleggiano e sono inodore. Se non sono così si consiglia di continuare a leggere con attenzione. Potrebbe creare un po’ di imbarazzo parlare di queste cose, ma si può capire davvero tanto sul proprio stato di salute. Come si analizzano le proprie feci? Le feci sono le sostanze solide di rifiuto del cibo e ci rivelano la condizione di salute del nostro corpo relativa ai 2/3 giorni prima, mentre l’urina indica quella più recente. Vanno analizzati i seguenti parametri: – frequenza dell’evacuazione, – odore e galleggiamento, – forma, – colore. Frequenza dell’evacuazione Il dottor Noboru Muramoto, uno dei principali esponenti della medicina cinese in occidente, in una recente intervista ha affermato che: «La defecazione dovrebbe avvenire una volta al giorno: il momento ideale è al mattino. Ogni irregolarità nell’evacuazione delle feci è segno di problemi intestinali. La regolarità della defecazione è una condizione basilare per una buona salute». Allora, è bene svuotare l’intestino almeno una volta al giorno sentendo poi la sensazione di vuoto nella pancia. Ma c’è chi va in bagno anche più volte al giorno. Ma questo dipende dal metabolismo. Odore e Galleggiamento Un cattivo odore delle feci indica uno scarso equilibrio nell’alimentazione. Se le feci affondano vuol dire che il cibo non è stato masticato o digerito bene. Forma Bisogna essere sicuri che le feci abbiano una forma ben definita, questo denota che la digestione è avvenuta correttamente e quindi i nutrimenti sono stati assorbiti eliminando tossine ed acidi. Se si usa troppo sale il colon assorbe più acqua e le feci saranno secche, al contrario se si mangiano troppi zuccheri saranno umide ed informi. Colore Il colore perfetto dovrebbe essere tra marrone chiaro e marrone scuro. Il colore dipende molto dal tipo di alimentazione che si segue. Mangiare rape rosse (per esempio) potrebbero produrre feci dal colore rossastro. Feci giallastre con cattivo odore: vuol dire che sono stati assorbiti male i grassi per colpa di un insufficienza funzionamento del pancreas, questo si verifica nelle pancreatiti, nel cancro al pancreas, nella fibrosi cistica e nella celiachia. Feci di colore scuro con cattivo odore: sanguinamento dello stomaco o delle parti superiori dell’intestino. Feci nere: potrebbero essere innocue quando si usano degli integratori contenenti ferro, ma se non hanno cattivo odore, tutto normale. Feci che presentano sangue scuro: ulcere sanguinanti o tumori nella parte media dell’intestino, morbo di Crhon o colite ulcerativa. E ancora: le feci possono essere dure e di colore scuro quando restano nell’intestino di più del dovuto, mentre quelle del neonato dovrebbero essere sempre giallo-arancioni e piuttosto soffici. Se sono scure o verdi, allora vuol dire che il latte materno non è di buona qualità. Come avere feci perfette! Ecco alcuni consigli: – il cibo per essere assimilato bene deve rispettare la combinazione degli alimenti, basandosi sul ph e sugli enzimi; – bisogna prediligere cibi a ph alcalino ed eliminare gli alimenti industriali; – prima di iniziare a mangiare, fare un respiro profondo e buttare via tutta l’aria, se si è stressati questa operazione va eseguita più volte; – masticare per almeno 8 secondi ogni boccone, la prima “digestione” si ha in bocca. E infine, prendersi quotidianamente cura del proprio intestino, non basta solamente una buona alimentazione, ma bisogna soprattutto mantenere l’equilibrio della flora batterica ed eliminare i germi cattivi che danneggiano l’intestino. ■ Di recente - Di recente Addio insulina, a Milano il primo trapianto di cellule del pancreas Presso l’ospedale Niguarda di Milano è stato effettuato il primo trapianto in Europa di cellule pancreatiche che ha permesso ad un paziente di 41 anni di guarire dal diabete di tipo 1 e dire finalmente addio all’insulina. La tecnica utilizzata è stata messa a punto da Camillo Ricordi che dirige il centro Diabetes research institute (Dri) dell’università di Miami dove già in passato sono stati seguiti i primi due casi mondiali. L’intervento ha coinvolto l’équipe della chirurgia generale e dei trapianti, quella dell’anestesia e rianimazione 2, la diabetologia, la nefrologia e la terapia tissutale. L’altra buona notizia è anche che il paziente non è a rischio rigetto. Le isole pancreatiche, donate da un soggetto sano, vengono inglobate in una “impalcatura biologica” che si unisce il plasma del paziente con la trombina in una sostanza gelatinosa che aderisce all’omento (tessuto altamente vascolarizzato che ricopre gli organi addominali). «L’organismo – spiegano – assorbe gradualmente il gel lasciando le isole intatte, mentre si formano nuovi vasi sanguigni che forniscono l’ossigenazione e gli altri nutrienti necessari per la sopravvivenza delle cellule». La metformina passa in classe A È passata in classe A ed è quindi rimborsata dal Ser- vizio sanitario nazionale, da giovedì 23 giugno, la for- mulazione a lento rilascio dell’antidiabetico orale metformina, farmaco considerato base nella cura nel diabete di tipo 2. Lo ha stabilito l’Aifa, l’Agenzia ita- liana del farmaco che ha inserito la metformina a ri- lascio prolungato in classe A di rimborsabilità, (prov- vedimento pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22/06/2016). «È una decisione che ci attendevamo – ha dichiarato il professor Carlo Maria Rotella ordinario di endocri- nologia e direttore della scuola di specializzazione di endocrinologia e malattie del metabolismo dell’uni- versità di Firenze – infatti la metformina a lento rila- scio offre alcuni significativi vantaggi rispetto alla formulazione convenzionale, primo fra tutti una mi- gliore tollerabilità a livello gastrointestinale, il vero tallone d’Achille di questo principio attivo...». ■

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La Gazzetta della Puglia RECENSIONI P 15MAGGIO/AGOSTO ’16 – AGINA MONTANARO EDITORE – di Gaetano di Thiene «francavilla fontana.....» ED INSIEME - di Agostino Picicco «Non molliamo ragazzi!» Ci sono tanti modi per gratificare una persona o un luogo. Uno di questi, per esempio, è dedicargli un libro. Se poi la gratificazione vuole essere ancora più completa, basta che il contenuto del libro parli proprio di quella persona o di quel luogo. È quanto ha fatto Gaetano Scatigna Minghetti con il suo ultimo libro: “Francavilla Fontana. Una città, un amore. Parole e immagini dalla terra della memoria” (Montanaro Editore, Francavilla Fontana, 2016, pp. 75). Per l’esattezza, la dedica: “A Francavilla Fontana e alla sua gente per i 700 anni della città”. Di questo atto d’amore, i francavillesi devono essere particolarmente fieri: perché viene da parte di un forestiero da sempre innamorato della loro città. È lui stesso, del resto, a confessarlo quando scrive che ne ha subito il fascino sin da bambino: «È un fascino che conservo intatto ancora oggi e che si nutre di nuova linfa tutte le volte, e sono molto frequenti, che torno in questo operosissimo centro, contiguo alla mia Ceglie Messapica » (p.26). Scatigna Minghetti è un docente in pensione, molto erudito e colto, con alle spalle diverse pubblicazioni. Questa sua ultima fatica non è un saggio classico, anche se è ricco di annotazioni e citazioni bibliografiche a piè di pagina. È la raccolta di una serie di articoli e piccole monografie pubblicate dall’autore nel corso degli anni, precisamente a cavallo degli ultimi due secoli. Con «la presunzione di aver voluto guardare alla città di Francavilla Fontana con un occhio particolare, diverso», ma senza «indulgere più del necessario a passionalità fuorvianti che avrebbero falsato l’obbiettivo che mi sono proposto di conseguire» (pp. 14-15). L’autore si muove tra storia già scritta e me- moria personale, riferisce incontri con artisti e studiosi locali (a cui è legato anche da rapporti d’amicizia) e tratteggia alcune figure di pittori francavillesi. È interessato, oltre alla pittura, all’architettura e all’araldica, che nel libro vengono valorizzati da una decina di tavole a china di Massimo de Gironimo. Naturalmente, non mancano ricostruzioni storiche e riflessioni sulla famiglia degli Imperiali: senza la quale la città non avrebbe assunto la struttura urbanistica e l’importanza che tuttora ha nell’alto Salento. E proprio in merito agli Impariali, riportiamo -a corredo- una ulteriore nota (breve) dell’enciclopedia Wikipedia. «Un anno prima dell’arrivo dell’ordine di San Filippo Neri in città, nel 1572, Davide Imperiale, appartenente alla famiglia genovese degli Imperiali e capostipite del ramo degli Imperiali di Francavilla, comprò il feudo per 140 000 ducati, cui più tardi se ne aggiunsero altri 132 mila. Alcuni storici ritengono che, per vari disaccordi nati dopo la lettura del contratto di vendita, il genovese non fu più molto propenso a comprare il marchesato e forse non firmò nemmeno il contratto. Da questo momento iniziò la fase di maggiore splendore per la Terra di Francavilla; gli Imperiali infatti, i migliori feudatari che il feudo avesse mai avuto, apportarono numerosi miglioramenti nella città e, specialmente sotto gli ultimi principi Michele senior e Michele junior, sorsero nuovi rioni, si ampliò la cinta muraria e furono aperte nuove porte. Inoltre, con il loro mecenatismo, si aprirono numerose accademie di letterati ed artisti. Nel 1586, a trentatré anni, Davide Imperiali morì a Genova, probabilmente avvelenato. Il marchesato fu ereditato dal figlio Michele che dimorò a Francavilla...». PIETRO FILOMENO ■ DALLA PRIMA (...) protagonista in tanti settori: dal mondo dell’emigrazione pugliese alla sua famiglia, all’attività d’impresa, al versante sindacale, all’impegno per promuovere la categoria professionale di appartenenza. Taluni passi possono essere letti come appunti per la storia dell’associazionismo pugliese a Milano, altri attingono all’esuberanza e all’intelligenza di Dino Abbascià. Vi è anche la sua umanità: la generosità, la disponibilità, il tratto di simpatia, la cordialità... che permettono di percepire ancora oggi la sua presenza, accompagnata dall’invito ad assaporare la vita in pienezza e condurla con tenacia. Il volume è arricchito da un inserto con foto inedite, da testi autografi del cav. Abbascià all’Autore, e da varie testimonianze tra le quali quelle di Albano Carrisi, di don Antonio Mazzi, di Michele Emiliano, di Livia Pomodoro. La prefazione è firmata da Carlo Sangalli, presidente nazionale di Confcommercio. Ecco la presentazione che ha scritto il generale Camillo de Milato, successore di Abbascià alla guida dell’Arp (l’associazione regionale dei Pugliesi di via Calvi a Milano). «Agostino Picicco, scrittore e uomo di rara sensibilità, ha voluto ricordare in questa raccolta di episodi e testimonianze, un uomo, Dino Abbascià, che vale la pena “raccontare” a coloro che lo hanno conosciuto poco e “lasciarne testimonianza” per chi lo ha frequentato più spesso. È stato un padre, un fratello, un marito, un amico, un collega, un pugliese, un milanese, un Italiano, che ha lasciato dei solchi indelebili per il suo carattere e carisma. Questi solchi diventeranno adesso, grazie ad Agostino Picicco, pagine di storia. Ho conosciuto Dino Abbascià circa 9 anni fa, mentre ero Comandante Esercito Lombardia, per un evento di pugliesi a Palazzo Cusani. Mi è risultato subito simpatico per la sua semplicità e per la sua capacità di parlare con il cuore. Un uomo che capiva empaticamente le persone con le quali si confrontava e che cercava di metterle a proprio agio. Ci siamo rivisti più volte e l’ho sempre trovato un uomo gradevole ed onesto. Ricordo la cerimonia del mio cambio nel 2012. Lui, Giuseppe Selvaggi e Agostino Picicco (che per scherzo chiamavo la “trinità”) mi hanno consegnato una targa-ricordo per la mutua collaborazione. Oggi, a un anno dalla sua scomparsa, la morte di Dino mi richiama due cose: innanzitutto la sua grande dignità nell’affrontare la fine e poi il discorso, commovente ed unico, di Carlo Sangalli in chiesa ai funerali. Mai sentito un saluto così toccante. Ricordo ancora il mio groppo alla gola. Ma lascio ad Agostino il compito di parlare di Dino più diffusamente. Per quanto mi riguarda devo dire che vedere la famiglia di Dino, il fratello Donato o la moglie Maria Teresa durante gli incontri del sabato pomeriggio, è fondamentale. È il filo diretto che mi collega ancora a lui». ■ Edizioni ETS, Pisa – di Marco Stefano Birtolo «Il ritorno delle religioni» Spesso si sente parlare di società multietnica, multiculturale, multireligiosa. Società in cui si mescolano diverse razze, culture e religioni, con seri problemi di convivenza. L’emigrazione continua e disperata dei nordafricani verso l’Europa, oltre a creare problemi sul piano dell’accoglienza materiale, ha messo in crisi le basi culturali dei Paesi occidentali ospitanti. Il terrorismo islamico ha complicato le cose ancora di più. C’è chi si sente invaso e in pericolo ed è per l’espulsione e la chiusura delle frontiere. C’è chi invece è favorevole all’integrazione e cerca di trovare la maniera giusta per attuarla. L’ostacolo alla reciproca comprensione e tolleranza è costituito dalla religione. O, meglio, dalle religioni. Per superare questo ostacolo non sono mancate sinora analisi filosofico-politiche, accompagnate da tentativi di soluzioni pratiche. Purtroppo non hanno dato i risultati sperati. Ecco perché è di un certo interesse l’ultimo lavoro scientifico di Marco Stefano Birtolo: “Il ritorno delle religioni. Secolarismo e democrazia alla prova del multiculturalismo” (Edizioni ETS, Pisa, pp. 171, euro 15). Il saggio è inserito nella collana “Difforme” della casa editrice, che ospita contributi provenienti da una pluralità di discipline e che affrontano temi di particolare angolatura scientifica. L’autore è un giovane filosofo della politica, nato a Cisternino il 1984. I suoi interessi sono rivolti principalmente ai temi del multiculturalismo, del pluralismo religioso e della democrazia deliberativa. Collabora a diverse riviste specializzate e, presso l’università del Molise, alle attività di didattica e di ricerca della cattedra di Filosofia politica e di quella di Diritti umani e globalizzazione. Il libro si articola in tre capitoli. Nel primo vengono brevemente tratteggiate le caratteristiche del secolarismo classico: sviluppo del sistema capitalistico e industriale nel campo economico, democrazia sul piano politico e arretramento della religione nella sfera privata. È la tipica concezione astratta degli ordini politici liberaldemocratici, in cui campeggia il principio di neutralità dello Stato di fronte ai conflitti di natura religiosa. A tale proposito Birtolo prende in esame il pensiero filosofico di John Rawls e di Jürgen Habermas, che più di tutti hanno condizionato gli studi (a partire della seconda metà del secolo scorso) sul rapporto tra politica e religione nel solco della concezione laica e neutrale dello Stato di diritto. È ovvio che questa teoria non risponde più alle esigenze delle società post-industriali di oggi, in cui assistiamo a un ritorno delle religioni dovuto soprattutto all’immigrazione di individui e gruppi di cultura musulmana. Nel secondo capitolo vengono infatti riportati le teorie critiche di alcuni studiosi multiculturalisti (in particolare, Bhikhu Parekhe e Tariq Mood), che reputano la neutralità del potere politico inidonea per un’effettiva integrazione dei gruppi minoritari. E suggeriscono modelli di rappresentanza anche per le minoranze e il riconoscimento di ulteriori diritti tramite nuove leggi. In sostanza, propongono una versione moderata del secolarismo e non una vera alternativa. A segnare un vero e proprio punto di svolta è il pensiero di Bruno Leoni, trattato nel terzo capitolo. Per lui la rappresentanza e la legislazione, che sono gli strumenti di cui si serve la democrazia, non sono di per sé adatte a garantire i bisogni e i diritti di un corpo sociale multireligioso. La teoria nuova che egli sostiene punta a restringere il campo d’azione del potere politico e lasciare «alla libera interazione tra gli individui la gestione di numerosi aspetti della sfera privata» (p. 14). In particolare, quelli riguardanti la famiglia e l’educazione: «aree in cui è particolarmente evidente la diversità degli individui» (ivi). Il modello di riferimento è il common law inglese. La sua teoria è interessante, ma difficilmente attuabile: presuppone una «forte omogeneità culturale all’interno della comunità di riferimento» (ivi). Nell’ultima parte del terzo capitolo si affronta il pluralismo normativo, applicato al diritto di famiglia. Vengono riportate le due esperienze, quella indiana e quella inglese, in cui il sistema giuridico è sinora entrato in vigore. Quella inglese sembra garantire meglio la tutela delle minoranze religiose. Al punto da essere stata sostenuta persino dall’arcivescovo anglicano di Canterbury, Rowan Williams, in un’allocuzione (7 febbraio 2008) davanti alle Royal Courts of Justice. Il fatto destò clamore e contestazioni. Eppure l’alta autorità religiosa si muoveva sulla scia di Ayelet Shachar, nota studiosa femminista di origine israeliana. Rimane comunque la domanda di fondo: «Come è possibile immaginare un ordine politico stabile, nel quale coesistano pacificamente e in una situazione di uguaglianza individui appartenenti a religioni e culture diverse e, in certi casi, tra loro incompatibili?» (p. 21). Il sistema giuridico-normativo astratto e universale, che tratta in modo uguale individui diversi tra loro, abbiamo visto che non è in grado di dare una risposta senza creare discriminazioni sul piano della libertà individuale. Il pluralismo dell’esperienza inglese, che sinora appare il più proficuo, sarà sottoposto a verifica nel tempo. Rimane il fatto che le altre democrazie occidentali non possono sottrarsi alla sfida del nuovo. Devono convincersi che è giunta l’ora di mettere in discussione alcuni aspetti fondamentali dei loro ordinamenti giuridici. Il rischio, se non si muovono subito, è di ritornare alle guerre di religione. O già ci siamo? PIETRO FILOMENO

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