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notiziario universitÀ lavoro giugno 2011 indice notiziario il sole 24 ore sacconi il collocamento sarà liberalizzato anche a scuole università comuni patronati la voce le imprese italiane dopo la recessione corriere della sera istat disoccupazione a maggio all 8,1 italiaoggi professioni indispensabili al paese la repubblica precari schifani sfida brunetta non vanno demonizzati il sole 24 ore l apprendistato scopre la mobilità italiaoggi per far pratica c è posto all estero italiaoggi la riforma universitaria arranca aprile 2011
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30 giugno 2011 sacconi il collocamento sarà liberalizzato anche a scuole università comuni patronati di claudio tucci «chiediamoci se non aprire ancora di più il mercato del lavoro lo faremo oggi anche con la liberalizzazione del collocamento» così il ministro del lavoro maurizio sacconi ha concluso la sua risposta al question time in aula al senato sulle iniziative per favorire l occupazione femminile facendo riferimento alla norma l articolo 28 prevista nella manovra economica che sarà approvata oggi del consiglio dei ministri la norma prevede l autorizzazione allo svolgimento delle attività di intermediazione anche per scuole università comuni patronati gestori di siti internet ma che svolgano l attività senza fini di lucro favorire l occupazione femminile sacconi ha spiegato anche che «il percorso per un mercato del lavoro più inclusivo e più aperto per le donne continua ma credo ha aggiunto che dovremo riflettere sull eccezione italiana di una cronica bassa occupazione regolare in tutto il dopoguerra anche nei momenti di maggiore sviluppo dell occupazione e chiederci se alcune rigidità regolatorie non abbiano ulteriormente incoraggiato processi se non di esclusione di forte contenimento dell occupazione» sì alla riforma dell assistenza parlando invece della legge delega per la riforma del fisco sacconi ha detto che il provvedimento «ipotizza una riforma dell assistenza in direzione degli obiettivi di conciliazione» in particolare per favorire le situazioni di non autosufficienza «che si caricano sulla responsabilità delle donne» nello specifico ha spiegato il ministro del lavoro le regioni attraverso le asl avranno a disposizione lo strumento dell «indennità sussidiaria per favorire attività in risposta ai bisogni di non autosufficienza» con l obiettivo ha precisato di «offrire a persone non autosufficienti risposte appropriate ma anche per consentire adeguate possibilità di conciliazione per non escludere la donna dal mercato del lavoro» in arrivo un authority per le casse di previdenza private sacconi ha annunciato anche che nella manovra oggi all esame del cdm figurerà anche la proposta di un authority di vigilanza per le casse di previdenza private per le quali il governo auspica l avvio di una progressiva fusione l authority in questione ha aggiunto il ministro sarà covip spiegando che si tratta della «soluzione più contigua ovvero con la cultura della gestione previdenziale necessaria» sulla fusione delle casse di previdenza private infine il ministro ha osservato «penso che nella loro libertà e autonomia fino a un certo punto gli enti di previdenza privati debbano pensare anche a processi di fusione per garantire la stabilità di queste casse» © copyright il sole 24 ore tutti i diritti riservati
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conti pubblici le imprese italiane dopo la recessione di sergio de nardis 28.06.2011 produzione e fatturato tornano a dare messaggi contrastanti sul ciclo industriale italiano la congiuntura appare lenta e quasi ferma per il primo indicatore più robusta e non così distante dall europa per il secondo la riapertura di un divario tra le due statistiche riflette probabilmente i mutamenti di composizione nell output industriale indotti dai processi selettivi della grave recessione gli indicatori del ciclo manifatturiero italiano produzione e fatturato sono tornati a divergere in misura significativa nell ultimo periodo la ripresa dell industria italiana secondo l indice di produzione industriale è debole quasi al limite dell impalpabile negli ultimi otto mesi sulla base di questo indicatore la nostra manifattura ha praticamente smesso di crescere dalla scorsa estate ad aprile è sul livello dello scorso agosto marcando una distanza dal resto dell area euro che ha proseguito nel percorso di risalita più o meno rapido a seconda dei paesi in marcato contrasto è il segnale che emerge dal fatturato reale questo indicatore evidenzia una continuità di ripresa e risulta più in linea con le dinamiche europee figura 2 ad aprile il fatturato reale si collocava quasi 9 punti sopra la produzione industriale rimaneva una distanza dai livelli medi pre-recessivi ma era meno ampia che nei dati di produzione -10 per cento circa per il fatturato reale contro -15,7 per cento per la produzione rispetto ai valori medi toccati dalle due statistiche nei primi quattro mesi del 2008 vale a dire un passo prima del precipizio figura 3
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le cause delle divergenze perché un simile gap tra indicatori che dovrebbero pur avere una certa parentela ci sono naturalmente buoni motivi per attendersi delle divergenze fatturato e produzione scaturiscono da indagini differenti miranti a quantificare fenomeni diversi mentre la produzione industriale misura quantità fisiche di prodotti facendo riferimento alla loro composizione in un anno base il fatturato rileva l ammontare in valore a prezzi correnti delle vendite delle imprese industriali approssimazioni possono insorgere nella deflazione del fatturato con indici di prezzi alla produzione per stimare la dinamica in termini reali comparabile con la produzione ma ciò non dovrebbe condurre a differenze sistematiche di tale ampiezza come quelle illustrate nella figura 3 il ciclo delle scorte è un altro importante candidato a spiegare il divario tra i due indicatori nei periodi di destoccaggio come è stato il 2009 è giusto osservare un andamento della produzione peggiore del fatturato solo che dopo quando si rimpolpano i magazzini ci si dovrebbe aspettare un processo opposto cosa che non si è verificata nel 2010 quando il riaccumulo delle scorte documentato dalle inchieste congiunturali si è accompagnato a una divergenza sempre più ampia della produzione dal fatturato È probabile quindi che i divari della recente fase sottendano modifiche più profonde intervenute nell apparato produttivo cambiamenti di composizione che hanno comportato per l indicatore di produzione industriale una precoce perdita di capacità rappresentativa dell effettivo andamento dell industria È un fenomeno che come segnalato dall istat avviene con regolarità per tale indicatore 1 man mano che si allontana l anno base e si invecchia la struttura di pesi/prodotti/imprese presa in considerazione per monitorare l evoluzione congiunturale l indice della produzione industriale finisce col sovra-rappresentare ciò che in realtà si sta contraendo e sotto-rappresentare ciò che si sta espandendo e poiché questi movimenti sono normalmente il frutto di processi di selezione tra operatori eterogenei è fatale che un indice di attività a struttura fissa attribuisca col passare del tempo più peso alle unità peggiori rispetto alle migliori il problema affligge in misura minore l indice di fatturato che per la natura della rilevazione riflette con più fedeltà il mutamento di composizione dei prodotti venduti 2il bias di sottostima della produzione industriale è di regola corretto ogni volta che si ha il passaggio a una base più aggiornata in occasione dell ultimo cambio di base dal 2000 al 2005 operato a marzo 2009 la produzione industriale fu aggiustata al rialzo del 4,7 cento cumulativamente nell arco di un triennio venendo avvicinata all andamento del fatturato reale da cui era andata in precedenza divergendo a quell epoca furono i cambiamenti di struttura indotti dagli shock competitivi dei primi anni duemila a contribuire all apertura del gap tra i due indicatori recessioni e ristrutturazioni la novità della recente fase congiunturale è piuttosto che il deterioramento della statistica della produzione industriale si sia manifestato dopo appena un anno dal cambio di base le anomalie emergono nel 2010 ma anche per questo non ci si dovrebbe meravigliare le recessioni soprattutto quelle profonde sono occasioni di mutamento della struttura produttiva nella grande depressione degli anni trenta si realizzarono negli stati uniti fondamentali processi di ristrutturazione nell industria dell auto con la chiusura di una miriade di piccoli stabilimenti meno produttivi e l espansione delle tre imprese più grandi che avevano adottato per prime sistemi di produzione su larga scala e la cui quota di mercato balzò al 90 per cento nel giro di pochi anni 3 una misura della produzione basata su una struttura di pesi/prodotti/imprese riferita al periodo pre-depressione avrebbe dato anche allora un quadro fuorviante della realtà.sommovimenti di analoga natura si sono verificati nel 2008-09 l industria che emerge dalla più severa recessione del dopoguerra è diversa da quella che vi è entrata il recente rapporto annuale dell istat offre evidenze di tali cambiamenti soprattutto sul lato degli esportatori il mix della popolazione di quest ultimi tra prima e dopo la crisi è notevolmente diverso con un aumento di peso di quelli di minore dimensione un altra misura del rivoluzionamento nella composizione dell industria la si può ricavare dal paniere dell indice dei prezzi alla produzione recentemente rielaborato dall istat con il passaggio da base fissa a base mobile tra il 2005 e il 2010 il tasso lordo di turnover ricambio tra entrate e uscite è stato di circa il 40 per cento in termini di prodotti e del 60 per cento in termini di imprese con fenomeni più accentuati per quanto riguarda il mercato di esportazione tabella 1 alla luce di tali rimescolamenti non ci si dovrebbe meravigliare se la produzione industriale a struttura 2005 fatica a tenere dietro alla dinamica dell output.
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tabella 1 flussi di entrata di uscita e lordi di imprese e prodotti nel paniere dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali 2005.2010 quote tasso di turnover lordo rispetto tasso di uscita rispetto al tasso di entrata rispetto al 2005 2005 al 2005 imprese 62,2 25,1 37,1 68,3 25,6 42,6 di cui export prodotti 37,8 9,1 28,8 di cui export 41,7 13,7 27,9 fonte elaborazioni su dati istat resta da domandarsi perché divergenze di simile entità tra produzione e fatturato non si notino in altre economie la recessione ha colpito tutti e ovunque ha messo in moto meccanismi di ricomposizione dell output Èpossibile che almeno parte della spiegazione vada ricercata nel modo assai diverso in cui gli indici di produzione industriale vengono costruiti nei vari paesi in germania produzione e fatturato si muovono quasi all unisono ciò probabilmente riflette il fatto che circa l 80 per cento del volume di produzione è misurato non sulla base di quantità fisiche come nel caso italiano ma deflazionando valori di produzione con la conseguenza di assicurare una maggiore aderenza al mutare della composizione infine una notazione su lettura del ciclo e problemi strutturali riconoscere nella giusta dimensione le capacità di reazione delle imprese alle pressioni competitive e alle spinte selettive del ciclo è essenziale per l impostazione delle politiche per la crescita da lì da quei rimescolamenti di imprese e produzioni viene infatti il principale ingrediente dell aumento della produttività aggregata compito della politica è quello di rafforzare quei movimenti rimuovere eventuali ostacoli ad esempio l adattamento spontaneo non porta nelle condizioni date a crescita dimensionale e soprattutto creare i presupposti affinché processi simili si realizzino nella restante parte dell economia 1 istat il nuovo indice di produzione industriale nota informativa 18 marzo 2009 2 anche sul fatturato incide la composizione dell anno base a cui si riferiscono struttura dei pesi di aggregazione e lista delle imprese considerate tuttavia il fatto che l unità elementare di rilevazione è l impresa e non i prodotti in essa realizzati e che si preveda una procedura di allineamento periodico del campione delle imprese con le informazioni annuali dell archivio asia per tenere conto del fenomeni di natalità/mortalità attenua l influenza del mutamento di composizione sull indicatore del fatturato cfr istat i nuovi indici del fatturato e degli ordinativi dell industria in base 2005 27 marzo 2009 3 cfr bresnahan t h raff d m g intra-industry heterogeneity and the great depression the american motor vehicles industry 1929-1935 journal of economic history 1991.
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sale al 29,6 nel primo trimestre dell anno la disoccupazione giovanile e record istat disoccupazione a maggio all 8,1 in aumento dello 0,1 rispetto ad aprile ma in calo dello 0,5 su base annua milano il tasso di disoccupazione a maggio sale all 8,1 con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile quando era pari all 8,0 ma in calo su base annua di 0,5 punti a maggio 2010 era pari a 8,6 lo rileva l istat in base a dati destagionalizzati e a stime provvisorie giovani il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2011 è invece sceso portandosi a quota 8,6 era 9,1 nel primo trimestre 2010 male invece l occupazione giovanile il tasso di disoccupazione 15-24 anni nel primo trimestre del 2011 sale a 29,6 dal 28,8 dello stesso periodo del 2010 con un picco del 46,1 per le donne del mezzogiorno lo comunica sempre l istat aggiungendo che si tratta del tasso di disoccupazione giovanile più alto dall inizio delle serie storiche omogenee ovvero dal 2004 in base a confronti annui redazione online 01 luglio 2011 10:14
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il caso precari schifani sfida brunetta non vanno demonizzati il presidente del senato interviene a un convegno sulla pubblica amministrazione e difende chi lavora senza garanzie tra gli ospiti della giornata anche il ministro renato brunetta che aveva definito i precari l italia peggiore roma il presidente del senato renato schifani invita a non demonizzare il precariato anzi spera che il tema venga affrontato con efficacia l occasione è stata la presentazione a palazzo giustiniani a roma del piano strategico del formez il centro studi per l ammodernamento della pubblica amministrazione fondato nel 1965 il precariato è un tema che dobbiamo guardare con coraggio ha spiegato schifani flessibilità non deve significare precarietà perché a volte ha ricordato tante amministrazioni lavorano proprio grazie a giovani precari persone che hanno una professionalità tale da renderle indispensabili al funzionamento della macchina dunque ha aggiunto il presidente del senato poniamoci il tema senza demonizzarlo non è bello essere precari a trent anni e non poter concepire di costruirsi una famiglia o di attingere ad un mutuo questo sempre secondo schifani è quello che chiedono i giovani ai quali bisogna dare una risposta convincente la scelta del luogo non è stata casuale al convegno del formez infatti oltre a schifani partecipano fra gli altri anche gianni letta sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio e soprattutto il ministro per la pubblica amministrazione renato brunetta lo stesso che aveva sollevato mille polemiche accusando i precari di essere l italia peggiore dopo le offese alla rete precari brunetta aveva anche rincarato la dose ospite a otto e mezzo la trasmissione di la7 aveva dichiarato basta con la retorica del precariato ogni tanto c è una madre che si lamenta con me perché il figlio non trova lavoro ma quando dico bene allora domani mattina vada alle 5 ai mercati generali a scaricare le cassette lei risponde no ma è quello il modo migliore se si vuole lavorare il coro di risposte e di condanne non si era fatto attendere fino allo show di santoro a villa angeletti a bologna per i 110 anni della fiom la federazione degli operai metallurgici della cgil con benigni che chiudendo l evento urlava al pubblico siete l italia migliore 30 giugno 2011 © riproduzione riservata
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29 giugno 2011 l apprendistato scopre la mobilità di claudio tucci roma contributi agevolati e sgravi fiscali come premio per assumere giovani apprendisti ma anche sanzioni sufficientemente pesanti per le aziende che non adempiono all obbligo formativo che rischiano se ritenute «esclusivamente responsabili» dell inadempimento di restituire i contributi risparmiati utilizzando il contratto di apprendista maggiorati del 100 per cento la riforma dell apprendistato in attesa del via libera delle regioni ultimo scoglio prima del passaggio parlamentare e del varo definitivo del governo conferma praticamente tutti gli incentivi esistenti per rendere più appetibile l utilizzo di questo contratto ma con una novità e un chiarimento aspetti normativi e fiscali la novità riguarda la possibilità di assumere come apprendisti anche i lavoratori in mobilità in questo caso oltre ai normali benefici contributivi già previsti dalla legge la numero 223 del 1991 vale a dire la possibilità per il datore di pagare una contribuzione agevolata per i primi 18 mesi dall assunzione il provvedimento specifica che l azienda potrà cumulare pure l incentivo economico pari al 50 dell indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore per ogni mensilità corrisposta il chiarimento invece ha per oggetto la possibilità per l impresa di inquadrare l apprendista fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante o in alternativa è stato specificato meglio la facoltà di stabilire una retribuzione in misura percentuale e in modo graduale all anzianità di servizio ovviamente resta in piedi il divieto di retribuire il lavoratore a cottimo come pure è esclusa la possibilità per le parti di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di giusta causa o giustificato motivo passando invece agli incentivi specifici per le imprese giudicata «positiva» dal commercialista romano lorenzo di pace è la conferma dello sconto irap l imposta regionale sulle attività produttive previsto dall articolo 11 comma 1 lettera a numero 5 del dlgs n 446 del 1997 e cioè la possibilità di portare in deduzione ai fini irap le spese per i lavoratori assunti come apprendisti «anche la previsione di un monte ore complessivo di formazione di 120 ore ha spiegato può aiutare a far entrare più apprendisti negli studi dei commercialisti» una delle novità della riforma è infatti la possibilità di utilizzare il contratto di apprendistato quello di alta formazione e ricerca negli studi professionali «ma andava condivisa e concordata con le categorie» ha commentato il presidente dell ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di roma gerardo longobardi che auspica che la norma non introduca «nuova precarietà su questo vigileremo e chiederemo precise garanzie a governo e regione lazio» agevolazioni contributive nessuna particolare novità sul fronte delle agevolazioni contributive riviste completamente dal 2007 quando la contribuzione dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non prevista precedentemente rispettivamente in due e cinque euro è stata rideterminata nella misura del 10 della retribuzione imponibile ai fini previdenziali attenzione i benefici contributivi scattano a due condizioni l applicazione dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi e l adempimento dell obbligo di formazione i premi poi sono differenziati a seconda del numero di dipendenti impiegati nell azienda che decidere di assumere un apprendista per le imprese fino a nove dipendenti anche se nel corso dello svolgimento dei singoli rapporti di apprendistato si verifichi il superamento del previsto limite delle nove unità l aliquota di contribuzione è pari all 1,5 della retribuzione imponibile per i periodi contributivi
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maturati nel primo anno al 3 per i periodi contributivi maturati nel secondo anno di contratto e al 10 per i periodi contributivi maturati dal terzo anno di apprendistato per le aziende invece che occupano più di nove dipendenti la contribuzione dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non è pari al 10 della retribuzione imponibile ai fini previdenziali la contribuzione a carico dell apprendista è del 5,84 dell imponibile retributivo 5,54 0,30 a titolo di incremento della contribuzione a carico dei lavoratori dipendenti da versare integralmente alla gestione ivs invalidità vecchiaia e superstiti la contribuzione del 10 è ripartita tra inps quota maggioritaria e inail per lo 0,30 per cento super multe per i datori per quanto riguarda infine le sanzioni oltre alla maggiorazione del 100 della contribuzione risparmiata dal datore che ha utilizzato impropriamente l apprendista spicca il giro di vite sulle multe per ogni violazione contrattuale se il datore di lavoro viene meno a uno degli obblighi previsti dalla riforma dell apprendistato dovrà pagare a seconda della gravità del caso da 100 a 600 euro che in caso di recidiva salgono da 300 a 1.500 euro ferma restando la possibilità per l apprendista di chiedere la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato 01|apprendistato per la qualifica professionale può riguardare tutti i soggetti che abbiano compiuto 15 anni e ha l obiettivo di far conseguire al ragazzo una qualifica formativa il contratto può riguardare tutti i settori di attività e può essere utilizzato anche per l assolvimento dell obbligo formativo la durata è determinata in considerazione della qualifica e del titolo di studio da conseguire ma non può comunque superare i tre anni spetta alle regioni il compito di regolamentare i profili formativi del contratto 02|apprendistato professionalizzante si applica ai ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni e a differenza del passato può essere utilizzato anche nel pubblico impiego il contratto ha l obiettivo di far apprendere al giovane un mestiere e ha una durata massima di tre anni che può salire fino a cinque ma solo per alcune figure professionali degli artigiani È rimessa invece ai contratti collettivi nazionali la durata minima le ore di formazione obbligatoria passano a 120 40 per ciascun anno la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere è svolta sotto la responsabilità dell azienda ma può essere integrata dall offerta formativa pubblica 03|apprendistato di alta formazione e ricerca per la prima volta può essere usato nel pubblico impiego e per il praticantato per l accesso alle professioni ordinistiche riguarda i ragazzi tra i 18 e i 29 anni e la parte formativa del contratto è rimessa alle regioni il contratto di apprendistato deve essere redatto per atto scritto compreso il relativo piano formativo non è possibile assumere come apprendisti il 100 della forza lavoro specializzata il datore di lavoro può inquadrare l apprendista fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante o in alternativa può stabilire una retribuzione in misura percentuale e in modo graduale all anzianità di servizio È fatto divieto di retribuire l apprendista a cottimo come pure è esclusa la possibilità per le parti di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di giusta causa o giustificato motivo È confermata la possibilità di portare in deduzione ai fini irap le spese per i lavoratori assunti come apprendisti È possibile infine assumere come apprendisti anche i lavoratori in mobilità in questo caso il datore di lavoro oltre a pagare una contribuzione agevolata per i primi 18 mesi dall assunzione può cumulare pure l incentivo economico pari al 50 dell indennità di mobilità che sarebbe spettata al lavoratore per ogni mensilità corrisposta 01 fino a 9 dipendenti per le aziende che occupano fino a nove dipendenti l aliquota di contribuzione per l apprendista è pari all 1,5 della retribuzione imponibile per i periodi contributivi maturati nel primo anno al 3 per i periodi contributivi maturati nel secondo anno di contratto e al 10 per i periodi contributivi maturati dal terzo anno di apprendistato.
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02|piÙ di 9 dipendenti per le imprese che invece occupano più di nove dipendenti la contribuzione dovuta agli apprendisti artigiani e non è pari al 10 della retribuzione imponibile ai fini previdenziali © copyright il sole 24 ore tutti i diritti riservati
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