Opificium 3 - 2011

 

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osservatorio dei periti industriali su formazione industria cultura di impresa università management rofessione previdenza politica gli ordini discutono di misure contro la disoccupazione giovanile economia parte a bologna la campagna per rottamare gli impianti elettrici welfare sono online i nuovi servizi dell eppi per il contribuente territorio dai collegi del lazio un orientamento professionale per gli studenti degli iti la conferma del pat to anno 2 n ° 3 maggio giugno 2 0 11 larivistadeiperitiindustriali do ss i a er p pa r g ev 29 ide n a matera geometri periti agrari e periti industriali rilanciano la proposta per l istituzione dell albo delle professioni tecniche di primo livello za

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sommario 2-3 editoriali politica 4 riforma delle professioni all inizio di un nuovo inizio il cinque per cento della nuvola la via italiana alla big society provate a inserirvi negli inserti una notizia si pubblica sempre se c è amateraèstatolanciatounsasso salto nel vuoto 12 allarme disoccupazione giovanile 46 radicali liberi economia 16 smart energy 53 opificiumrisponde hai bisogno di un prestito l eppi aiuta i giovani professionisti l altrafacciadellamedaglia piùdemocrazia,menopetrolcrazia 48 risparmi condominiali 58 latestimonianza in memoria di un presidente 29 dossier mai dire welfare 30 italiani imprevidenti 64 lettere al direttore donne in prima linea formicheecicale 34 la previdenza previdente la tutela globale lavoriincorso 38 prevedere il futuro professione previdenza direttore responsabile giuseppe jogna condirettore florio bendinelli redazione stefano esposito coordinatore valerio bignami vicecoordinatore andrea breschi carlo castaldo roberto contessi ugo merlo michele merola benedetta pacelli paolo radi gianni scozzai progetto grafico alessandra parolini illustrazioni luca corbellini editori consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ via di san basilio 72 00187 roma ente di previdenza dei periti industriali e dei periti industriali laureati ­ piazza della croce rossa 3 ­ 00161 roma segreteria di redazione raffaella trogu tel 06.42.00.84.14 fax 06.42.00.84.44 e-mail stampa.opificium@cnpi.it 42 l intervista rendiamolacasapiùliquida welfare 56 eppi web una boccata d area online territorio 22 a latina confronto di generazioni laregolael artee 600studenti abbiamofattorete 44 iii giornata della stampa e della comunicazione 60 monza e il binomio formazione lavoro laguidatrascuolaeindustria cnpi consiglio nazionale giuseppe jogna presidente stefano esposito vice presidente antonio perra consigliere segretario berardino cantalini renato d agostin angelo dell osso angelo devalenza giulio pellegrini paolo radi claudio zambonin consiglieri chiuso in redazione il 17 giugno 2011 cnpi commissione stampa stefano esposito coordinatore riccardo barogi carlo castaldo giuseppe guerriero ugo merlo costantino parlani maurizio tarantino componenti eppi consiglio d amministrazione florio bendinelli presidente gianpaolo allegro vice presidente umberto maglione michele merola andrea santo nurra consiglieri immagini imagoeconomica fotolia tipografia poligrafica ruggiero srl zona industriale pianodardine avellino anno 2 n 3 registrazione tribunale di roma n 60/2010 del 24 febbraio 2010

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editoriali un paese sfiduciato e bloccato sembra ripiegarsi su se stesso ma possiamo e dobbiamo reagire ecco come cominciare una nuova partita all inizio di un nuovo inizio italia ha fretta di andarsene in vacanza le cose non vanno bene staccare la spina è in testa alla classifica dei modi di dire la parola «crescita» è ormai accompagnata da invocazioni disperate e se ognuno pensa che per risolvere i propri problemi ci vuole la lotteria sembriamo tutti rassegnati davanti all evidenza che non hanno ancora inventato una lotteria così grande per risolvere i problemi del nostro paese con le cattive notizie e con le brutte sensazioni potremmo fare un milione di editoriali senza però risollevarci di un millimetro dal fondo ma anzi cominceremmo forsennatamente a scavare e allora se non è questa la strada in grado di portarci fuori dai nostri guai c è bisogno di altro di qualcosa che adesso proveremo a definire siamo di recente tornati da matera dopo un formidabile incontro con l area sud del cogepapi ne parliamo da pag 4 in poi e nella memoria è rimasto impresso un confronto impietoso tra la città dei sassi e la periferia voluta nel secondo dopoguerra proprio per creare una matera moderna e alternativa oggi a più di mezzo secolo di distanza ci accorgiamo che i nuovi quartieri progettati da architetti come piccinato quaroni e aymonino scompaiono nell anonimato davanti al fascino inesorabile dei sassi ovviamente la nostra impressione non conterebbe nulla se non fosse comprovata dal fatto che il centro della città sta tornando a vivere che le grotte con le facciate di tufo cominciano ad essere di nuovo abitate va da sé corredate delle più 2 l moderne tecnologie che lì è percepibile un giusto rapporto tra le cose e l essere umano assai difficilmente rinvenibile in quei palazzoni squadrati e inutilmente uguali l episodio lo abbiamo collegato ad una nuova iniziativa che le professioni tecniche stanno mettendo a punto per proporsi al paese come uno snodo essenziale per tornare a parlare di qualità È questa la parola che dobbiamo essere in grado di declinare se vogliamo risollevarci da una condizione di mera passività di blocco totale della progettualità e di quella passione per l innovazione che bene o male sono sempre stati tratti distintivi della nostra capacità di fare il 6 luglio prossimo cominceremo a parlarne in un meeting che promosso per l appunto dai consigli nazionali e dalle casse dell area tecnica si propone di indicare al mondo politico e al sistema economico-sociale come i liberi professionisti possano contribuire al rilancio del paese e questa nuova stagione dovrà essere contrassegnata da una rinnovata passione per le cose fatte bene ne abbiamo le potenzialità si tratta ora di liberare le risorse dell intelligenza e della competenza per far sì che quella cosa che da tempo ci raccontiamo come un vecchio e scalcinato ricordo ­ il bel paese ­ torni ad essere il senso del nostro futuro avremo modo di riprendere il filo di questo discorso nei prossimi numeri di «opificium» ma sappiate fin da ora che questa è la partita decisiva e noi professionisti siamo pronti a giocarcela fino in fondo non abbiamo nessuna fretta di andarcene in vacanza maggio giugno

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editoriali la battaglia è vinta il 15 giugno scorso la camera dei deputati ha approvato in via definitiva il ddl di cui è primo firmatario l onorevole antonino lo presti ora è possibile per gli enti di previdenza privati gestire in autonomia il contributo integrativo quello per intendersi a carico del cliente del professionista portandolo fino al 5 e destinando risorse nuove anche a migliorare le future pensioni però è del tutto evidente che di per sé gli effetti del provvedimento non saranno tali da incidere in maniera significativa l importanza della nuova legge va piuttosto ricercata nell effetto virtuoso che potrebbe avere sull intero sistema previdenziale sollecitando un incremento del risparmio che ogni professionista deve destinare al portafoglio per la terza età insomma la nuova previdenza prevede un mix tra sostegno del cliente e maggiori versamenti annuali di ogni interessato ma l effetto lo presti non è solo questo con una parte di quel contributo integrativo si potranno incentivare anche gli ammortizzatori sociali e gli strumenti di aiuto alla professione come ad esempio i mutui e i prestiti agevolati favorendo la creazione di una rete di sostegni che offrano quello che non si potrà più pagare tutto di tasca propria È quell effetto nuvola della nuova previdenza la p-cloud così l abbiamo definita nel dossier di questo numero che sarà uno dei tratti distintivi del modo di operare delle casse nel prossimo futuro e che sarà molto diversa dalla nuvoletta che perseguitava il rag fantozzi il cinque per cento della nuvola on serviva david cameron per ricordarci che lo stato sociale non ce la fa più chi ne ha bisogno lo sa bene servizi scadenti e non in linea con la complessità delle richieste mentre gli oneri crescono in proporzione geometrica lo stato deve allora arretrare e gli spazi che lascia liberi vanno occupati dai cittadini per noi non è una novità assoluta in italia la sussidiarietà come capacità di autoregolazione sociale esiste da decenni e in talune parti del paese è una realtà apprezzata e consolidata al punto che all estero vi si guarda come ad un esempio da seguire per quella big society immaginata dal premier inglese le organizzazioni no-profit che svolgono una insostituibile funzione di supplenza là dove lo stato non c è ci indicano quindi la direzione da prendere e questo non vorrà dire muoversi verso uno stato minore ma migliore durante i lavori della giornata nazionale della previdenza tenutasi in maggio a milano il tema è stato più volte ripreso ed è emersa una generale consapevolezza di quanto sia necessario diffondere presso le giovani generazioni l idea che lo stato non è tanto un erogatore di servizi in questo caso di pensioni quanto un soggetto con un ruolo meno invasivo ma più autorevole nel determinare standard e tracciare indirizzi si tratta allora di dare corso nel più vasto ambito di una responsabile educazione civica ad una vera e propria campagna di alfabetizzazione lo stato gli enti previdenziali in primis quelli di nuova generazione come il nostro e i cittadini devono fare ciascuno la propria parte affinché una cultura si insedi e divenga un patrimonio condiviso maggio giugno n la via italiana alla big society 3

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politica riforma delle professioni a matera È stato lanciato un sasso di b enedetta p acelli ra i sassi di matera in un luogo dove il passato risale vertiginosamente verso le origini della civiltà umana incapsulando il fortunato visitatore in una straordinaria macchina del tempo si è parlato il 3 giugno scorso ­ suggestiva contraddizione dei tempi ­ di futuro di futuro delle professioni tecniche di primo livello e il futuro lo possiamo rivelare sin da ora è apparso ai tanti convenuti nell ampia sala della mediateca provinciale di matera chiaro e trasparente ne è un inequivocabile conferma il consenso all albo unico condizione indispensabile per sollecitare la politica ad un assunzione di responsabilità che ha ricevuto il sostegno esplicito ed univoco della nutrita rappresentanza dei professionisti dell area del sud italia nel confronto tra i vertici delle tre categorie di geometri periti agrari e periti industriali e la base è infatti emerso il pieno appoggio al progetto di riforma delle professioni che attraverso la nascita di coordinamenti unitari tra le tre categorie possa condurre all istituzione di un unico albo delle professioni dei tecnici dell ingegneria i passi significativi del documento congiunto 11 10 9 8 7 6 5 12 1 2 3 4 t cosa è successo lo scorso 3 giugno a matera si sono riuniti gli esponenti dei consigli nazionali di geometri periti agrari e periti industriali per illustrare alle rappresentanze del territorio lo stato dell arte sulla riforma delle professioni il giorno successivo invece il tema della sicurezza è stato al centro del convegno quali misure di prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro organizzato dal collegio dei periti industriali di matera l incontro ha visto la partecipazione del corpo nazionale dei vigili del fuoco con il quale il consiglio nazionale dei periti industriali ha condiviso il manifesto sulla sicurezza e la cui sottoscrizione da parte dei vigili del fuoco è stata ufficializzata proprio in questa occasione 4 una condivisone piena dunque che ha lasciato traccia di sé in un documento congiunto firmato da tutti i rappresentanti delle tre professioni che non solo sollecitano la politica ad accelerare il processo di riforma ma soprattutto chiedono ai rispettivi consigli nazionali di sollecitare nelle opportune sedi parlamento e governo affinché il progetto si trasformi in concreta realtà del resto così è scritto nel documento diffuso al termine dell incontro di matera «si tratta di un percorso definito congiuntamente che trova concreta attuazione nei testi delle proposte di legge di iniziativa parlamentare» insomma un dato balza immediato agli occhi la base sembra ampiamente riconoscersi nel testo in discussione presso la commissione giustizia della camera e non invoca «terze vie» né gli altri trucchi dello strumentario politico ­ pausa di riflessione verifica ecc ­ per rimandare tutto alle calende greche È invece forte la necessità di concretezza e «di maggio giugno

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le professioni tecniche operanti nel mezzogiorno si sono incontrate nella città lucana per esortare i consigli nazionali di geometri periti agrari e periti industriali a proseguire nell azione politica in favore del disegno di legge di riordino del comparto attualmente fermo in parlamento ed è arrivata una risposta unitaria e univoca da parte dei tre presidenti bottaro jogna e savoldi rappresentare in maniera netta l indifferibilità della riforma delle professioni specie in considerazione dell evoluzione dei percorsi formativi già attuata dalle riforme dell istruzione tecnica» cosa fare quindi i rappresentanti dei collegi dell area del sud d italia non hanno dubbi e nell accogliere pienamente le tesi dei consigli nazionali «invitano gli stessi a perseverare nell azione fin qui intrapresa sostenendo la riforma delle professioni nei contenuti e nell impostazione illustrata e approvata con le rappresentanze territoriali dell area sud del cogepapi» i presidenti dei collegi si legge infatti nel documento votano unitariamente «affinché i rispettivi consigli nazionali operino congiuntamente per giungere all ormai indifmaggio giugno feribile riforma delle professioni creando le condizioni per la nascita di un albo unico che accolga sia i nuovi professionisti dell area tecnica formati in coerenza con la normativa europea sulle professioni intellettuali laurea o titolo equivalente sia i professionisti provenienti dai tre esistenti albi dei geometri dei periti agrari e dei periti industriali» una strada che per i rappresentanti del territorio non può che passare attraverso l approvazione del disegno di legge targato mariagrazia siliquini che ora giace nei cassetti del parlamento proprio in questo senso così si chiude il documento c è «l auspicio che il parlamento sollecitato dai consigli nazionali possa approvare nell arco dell attuale legislatura il disegno di legge attualmente all esame della commissione giustizia della camera» 5

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politica riforma delle professioni il dato l appuntamento di matera rappresenta in questo senso un altra tessera di quel mosaico che pazientemente le tre professioni stanno componendo con l obiettivo di condividere un disegno unico e se ci vuole pazienza che qualcuno interpreta come una lentezza della quale liberarsi al più presto è anche perché ovviamente le voci discordi le perplessità e anche qualche esplicito «non ci sto» non mancano verso il progetto di unificazione ma al di là di tutto il convegno lucano ha dimostrato come seppure ancora tra molti dubbi e perplessità sul territorio proseguano talvolta in maniera assolutamente casuale e magari non sempre ufficiale le aggregazioni tra le tre categorie del resto ascoltando le voci che arrivano direttamente da queste regioni un dato salta immediatamente all occhio le tre categorie tra diffidenze e pregiudizi più o meno superati iniziano a parlare tra di loro e a conoscersi moltiplicando quelle iniziative di aggregazione fino ad un anno fa assolutamente impensabili ciò che infatti viene sottolineato di frequente in occasioni come quella di matera è che se le professioni evolvono insieme alla società assecondare questa evoluzione non è solo compito dei sistemi formativi ma soprattutto delle stesse categorie le professioni tecniche costituiscono una risorsa preziosa per il paese perché svolgono da sempre e con la massima competenza molti dei servizi di notevole interesse per la collettività dal settore della progettazione e direzione di opere edili a quello degli impianti tecnologici dal settore della sicurezza e della protezione dei luoghi di lavoro al risparmio energetico e alla tutela del territorio campi di applicazione professionale ampi e talvolta trasversali che devono comunque tenere il passo con i cambiamenti in atto 6 soprattutto quelli della tecnologia ecco perché c è bisogno di qualificare e specializzare l istruzione ma soprattutto di creare una coalizione oltre che una sinergia tra le categorie tecniche per poter difendere e anche conquistare nuovi spazi di mercato le voci dal territorio la condivisione sempre più ampia di questi principi è stata confermata nel serrato dibattito tra i presidenti dei collegi provinciali dell area sud delle tre categorie che hanno partecipato numerosi a partire dal corrado urgo presidente del collegio dei periti industriali della provincia di matera che ha spiegato l incontro come un modo per diffondere il messaggio della riforma «dal punto di vista del nostro interesse non potevamo rimanere fermi il problema è che tutti parlano di riforma di albo unico dei tecnici ma molti non sanno di cosa si tratti in concreto» per urgo il nuovo orizzonte potrebbe assomigliare all albo dei medici al cui interno sono presenti professionisti con la stessa formazione ma diversa specializzazione «È fondamentale» ha concluso urgo «discutere al nostro interno e approfondire il tema perché abbiamo ancora la possibilità di intervenire e apportare tutte quelle modifiche o quegli aggiustamenti che possono andar bene a tutti» secondo il giudizio di giovanni cotrufo presidente del collegio dei geometri di matera invece «la creazione di un ordine nuovo significherebbe poter svolgere anche un azione sulle amministrazioni locali il mondo del lavoro per i professionisti è profondamente cambiato perché se fino a pochi anni fa era possibile avere incarichi da privati e dal pubblico ora questo è impensabile credo che il maggio giugno

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nuovo organismo potrà incidere anche su questa realtà» «siamo nelle condizioni di chiamarci ordine» ha precisato emanuele genchi il presidente del collegio dei periti agrari di matera «perché assorbiremo anche i laureati triennali e questo non vuol dire in alcun modo perdere la nostra identità ma al contrario rafforzarla se siamo forti e uniti riusciremo a vincere se siamo divisi moriremo ecco perché condivido pienamente la linea approvata dai nostri tre consigli nazionali che sono stati capaci di vedere lontano» per giuseppe ingargiola presidente del collegio dei periti industriali di trapani comunque il processo di unificazione non è ancora così lineare come negli auspici dei promotori «noi al coordinamento unitario tra le tre professioni abbiamo sempre creduto sia dal punto di vista personale che da quello territoriale ecco perché in questo senso abbiamo tentato tutti i diversi processi di avvicinamento con i geometri ma questo percorso fino ad ora non ha prodotto i risultati che ci attendevamo» sulla stessa scia anche federico di spirito numero uno del collegio dei periti industriali di foggia che pur condividendo la strategia messa in campo dai tre consigli nazionali non ha trovato gli attesi riscontri dal territorio pugliese «abbiamo cercato di allearci con i periti agrari e i geometri del territorio ma fino ad ora ogni tentativo è stato vano sarebbe importante invece creare un ordine più compatto e più numeroso in modo che una voce unanime riesca a farsi sentire nelle opportune sedi» insomma a matera al di là di qualche sfumatura nelle reazioni della base sembra che il processo di unificazione abbia ricevuto un nuovo impulso a matera il sasso è stato lanciato speriamo che lo stagno della politica non ne cancelli la traccia maggio giugno cassese dixit nella sala della mediateca provinciale sono riecheggiate le parole pronunciate da sabino cassese giudice costituzionale e tra i maggiori esperti di diritto amministrativo in occasione dell ottantesimo anniversario delle tre professioni «il progetto di unire in un unico ordine le tre professioni tecniche salvaguardando le singole figure professionali al suo interno e consentendo l accesso ad esso ai possessori di titolo di studio universitario triennale o di titolo rilasciato a séguito di un corso postsecondario equivalente consente da un lato di assicurare l interdisciplinarità dall altro di mettere a disposizione dell economia nazionale un ingente patrimonio di conoscenze e di servizi relativi all industria al territorio e alle tecnologie» scheda la deliberazione dei collegi dell area sud i presidenti dei collegi votano unitariamente affinché i rispettivi consigli nazionali operino congiuntamente per giungere all ormai indifferibile riforma delle professioni creando le condizioni per la nascita di un albo unico che accolga sia i nuovi professionisti dell area tecnica formati in coerenza con la normativa europea sulle professioni intellettuali laurea o titolo equivalente sia i professionisti provenienti dai tre esistenti albi dei geometri dei periti agrari e dei periti industriali 7

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politica riforma delle professioni combattiamo per la certezza di un futuro l idea dell unione tra le tre categorie non è cosa nuova ma parte da lontano dal 2004 da quando a seguito della riforma del ministro moratti abbiamo capito che le sorti degli istituti tecnici e quindi di conseguenza delle tre professioni erano in difficoltà se non addirittura a rischio di estinzione ecco è a quel punto che abbiamo deciso di unirci mantenendo ognuno la propria indipendenza e lo abbiamo fatto non tanto per noi quanto per poter garantire il futuro ai professionisti che verranno dopo di noi questa idea è stata sposata e condivisa da tutti i rappresentanti del nostro parlamento che via via hanno presentato diversi progetti di legge in materia siamo sempre andati avanti compatti anche se nel tempo sono comunque cambiati i motivi originari perché si sono succeduti diversi tentativi di riforma e continueremo a lottare perché vogliamo continuare ad operare per dare ai giovani e ai meno giovani la certezza di un futuro presidente del collegio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati andrea bottaro uniti riconoscendo le rispettive competenze questo progetto di unificazione tra le tre categorie insieme ai laureati triennali è un iniziativa mirata a valorizzare le specifiche competenze di ogni professione quindi sostanzialmente un nuovo albo che ci consenta di dare valore alle singole specificità e quindi di assicurare un futuro certo per la nostra attività che riguarda più di 200 mila soggetti e guai a credere come pensano in molti che questo nuovo albo possa portare ad una perdita di identità dei singoli professionisti perché non è così in particolare il sospetto è che geometri e periti vogliano reciprocamente invadere i rispettivi campi operativi si tratta di una preoccupazione del tutto infondata ciascuno infatti all interno dell albo unico apparterrebbe ad un ben determinato settore e ad una o più sezioni di specializzazione queste ultime correlate ad una specifica abilitazione noi abbiamo in mano un gran mercato e riusciremo a conservarlo solo se operiamo bene l albo unico è l unica via possibile non solo per riformare e semplificare ma anche per creare una rappresentanza globale di categoria ora più che mai assolutamente necessaria presidente del consiglio nazionale dei geometri e dei geometri laureati fausto savoldi siamo pronti a far nascere un ordine nuovo È venuta l ora della chiamata a raccolta di tutti coloro i quali hanno come principio il buon senso e in questa logica credo che non solo le professioni interessate ma anche i cittadini di questo paese devono essere pronti a dire la loro per l operazione che abbiamo in mente vogliamo creare cioè un ordine autonomo e autosufficiente per la professione 8 di primo livello del settore ingegneristico in questo ordine nuovo che dovrà crescere con un ordinamento nuovo e con competenze ben definite dovranno trovare collocazione a pieno titolo i geometri i periti agrari e i periti industriali che fino ad adesso sono stati collocati in tre organismi diversi in questa logica le tre professioni interessate ma anche i laureati triennali devono mettere in campo tutte le risorse per fare andare avanti una proposta che è già alla commissione giustizia della camera e che all articolo 4 prevede proprio questo tipo di soluzione presidente del consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati maggio giugno giuseppe jogna

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maggio giugno 9

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10 maggio giugno

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salto nel vuoto maggio giugno 11

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politica allarme disoccupazione giovanile c è una generazione a rischio nel nostro paese la crisi ha colpito con maggiore durezza nella fascia di età tra i 15 e i 29 anni con una riduzione del 13,2 dell occupazione contro il -2,7 in francia e il -3,1 in germania gli effetti si fanno sentire anche negli studi professionali e gli ordini cominciano a discutere sulle proposte per invertire il trend di isidoro trovato giornalista del «corriere della sera» per i tirocini dobbiamo gestire un quadro temporale molto articolato si va dai sei mesi ai tre anni È per questo che risulta difficile trovare un intesa sul terreno retributivo invece ci trova concordi l ipotesi di un tirocinio da svolgere in università sotto il controllo degli ordini professionali 12 uale futuro per i giovani professionisti italiani la crisi economica ha colpito duro le imprese e di conseguenza anche gli studi professionali i fatturati si sono assottigliati e i giovani sono stati i primi a farne le spese esistono due nodi fondamentali l avviamento professionale e il salto verso l autonomia la prima fase è quella del praticantato o del tirocinio sempre di più sta diventando quella del precariato come conferma anche l indagine condotta dall ires per filcams-cgil sul mondo delle professioni il dato più impressionante è rappresentato dalla natura del rapporto i giovani che si accostano al mondo professionale vengono utilizzati come dei dipendenti con orari fissi e carichi di lavoro che impediscono di svolgere attività in proprio basti pensare che quasi la totalità 84,5 deve garantire una presenza quotidiana il 76,8 oltre alla presenza deve anche rispettare un orario di lavoro e la media di ore lavorate è quella di un impiego in full-time 38 ore inoltre l utilizzo dei praticanti e dei tirocinanti in tutte le aree professionali avviene in maniera intensa e a orario pieno il 77,2 ha delle scadenze rigide il 41,7 ha «spesso» un ritmo di lavoro elevato il 27,8 non ha abbastanza tempo per ultimare il lavoro per questo non sorprende che solo il 35 dei giovani vive la pratica come un esperienza utile per inserirsi nel mondo del lavoro mentre il 18,3 la considera una perdita di tempo e il 46,7 la giudica un obbligo o un fastidio necessario la posizione del ministro del lavoro possibili soluzioni esiste sul tavolo del governo la proposta del ministro sacconi di applicare anche ai praticanti un tipo di contratto come quello dell apprendistato che possa garantire maggiori tutele ma l obiettivo non è semplice da raggiungere visto che le varie aree professionali hanno caratteristiche molto diverse «si va dai sei mesi ai tre anni ­ spiega marina calderone presidente del comitato unitario delle professioni ­ senza considerare quelle che non prevedono periodo di praticantato È per questo che risulta difficile trovare un intesa sul terreno retributivo invece ci trova concordi l ipotesi di un tirocinio maggio giugno q marina calderone presidente del cup

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i giovani professionisti se non hanno alle spalle una famiglia forte non trovano le risorse per far partire uno studio in proprio il solo avviamento richiede spese ingenti che all inizio della carriera è impensabile reperire claudio siciliotti presidente del consiglio nazionale dottori commercialisti per non perdere i talenti del futuro serve però un maggior controllo da parte degli ordini un attenzione rigorosa per far sì che il praticantato costituisca una fase realmente formativa e che soprattutto venga retribuito alberto menegon presidente del collegio dei periti industriali di belluno da svolgere in università sotto il controllo degli ordini professionali» in effetti le diversità del mondo professionale rendono difficile un analisi del fenomeno e l individuazione di possibili soluzioni le valutazioni dei periti industriali e allora è meglio concentrarsi su un settore come quello dei periti industriali che prevede un praticantato di due anni e un alto ricambio generazionale «il nostro è un settore più virtuoso di altri ­ sottolinea alberto menegon presidente del collegio di belluno ­ ma non al riparo dal triste fenomeno dello sfruttamento dei giovani praticanti eppure noi avremmo tutto il vantaggio a formare giovani preparati capaci di dare un futuro alla categoria se così non fosse perderemmo la parte migliore del ricambio generazionale se i giovani smarriscono fiducia nel nostro sistema rischiamo di perdere i talenti del futuro da questo punto di vista però serve un maggior controllo da maggio giugno parte degli ordini un attenzione rigorosa per far sì che il praticantato costituisca una fase realmente formativa e che soprattutto venga retribuito ben vengano le proposte di contratti di apprendistato purché si tenga sotto controllo anche la qualità e la serietà della formazione» questa però è solo una parte del problema perché l altra riguarda il futuro professionale dei più giovani sempre più spesso i professionisti rimangono «a bottega» presso studi di «dominus» anziani e sempre più raramente provano l avventura professionale in proprio «È una questione di risorse economiche ­ spiega claudio siciliotti presidente del consiglio nazionale dottori commercialisti ­ i giovani professionisti se non hanno alle spalle una famiglia forte non trovano le risorse per far partire uno studio in proprio il solo avviamento richiede spese ingenti che all inizio della carriera è impensabile reperire il nostro sistema tra l altro non prevede finanziamenti di sostegno e neanche un welfare con politiche di finanziamento agevolato questi ragazzi quindi si rassegnano a vivere tutta la loro carriera professionale alle dipendenze di un altro 13

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