Giornalino Luglio 2016

 

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) LUGLIO 2016 JE SUIS CATHOLIQUE = SONO CATTOLICO Onore e gloria a padre Jacques assassinato in Francia il 26 luglio mentre celebrava la santa messa Domenica13 Maggio 1917, la prima apparizione della Madonna ai tre pastorelli di Fatima A un tratto, un lampo, improvviso quanto accecante, infiammò la campagna. Trasalendo i tre bambini alzaro- no istintivamente gli occhi al cielo: doveva essere in arrivo un gran brutto temporale! <>, osservò Lucia, sorpresa. <>. I cugini ubbidirono in silenzio, affrettandosi a doli con una sensazione di pace e di felicità che spingere gli animali lungo il fianco della collina, ma nessuna parola umana avrebbe mai potuto de- quando passarono accanto a un piccolo leccio, un scrivere. alberello alto appena un metro con i rami diritti che Dal libro “Fatima - Un segreto lungo un secolo” puntavano al cielo, videro qualcosa che li bloccò: di Manuela Pizziolo sopra il leccio, su una sorte di nuvola, c’era una si- ____________________________________________ gnora! Sì, una signora bellissima, tutta vestita di bianco… Ma come poteva restare in equilibrio galleggiando nell’aria? I bambini si resero conto che non poteva trattarsi di una persona in carne e ossa, anche perché era troppo luminosa, così luminosa che sembrava irradiare luce dal suo interno, una luce bianca fortissima che tuttavia, anche fissandola, non faceva male agli occhi… In quel momento un tuono fragoroso scosse la campagna, facendoli indietreggiare impauriti. <>, esordì quella figura luminosa. <>, farfugliò Lucia. Com’era bella quella signora! Di una bellezza che non avevano mai visto. <>, disse ancora la Signora. La sua voce… una voce che niente aveva di umano, eppure era dolce più di qualunque melodia avessero mai udito, ebbe il potere di tranquillizzarli, tanto che Lucia trovò il coraggio di porle una domanda: <>. <>. <>. <>. <>, trovò il coraggio di domandare Lucia. <>. <>. <>. <>. <>. (…). Mentre l’eco delle sue ultime parole non si era ancora spenta, ecco la sua figura bianchissima innalzarsi lentamente verso il cielo, sempre più su, fino a scomparire nell’immensità dell’orizzonte. Quel suo allontanarsi fu accompagnato da un effetto ottico che i bambini non avrebbero saputo descrivere altrimenti che con l’espressione <>… Era pieno giorno, ma d’un tratto le stelle diventarono perfettamente visibili e fu tra questo sentiero di stelle che la Signora scomparve, lascian Cittadella del Capo, Giugno 2006 DEDICAZIONE E CONSACRAZIONE DELLA CHIESA di Pasquale Filippelli Il 29 giugno 2006 (ben 10 anni orsono) ebbe termine il restauro della chiesa madre cittadellese. Quel giorno si svolse la solenne dedicazione / consacrazione della chiesa a cura del vescovo di San Marco Argentano mons. Domenico Crusco. In tema di poesia religiosa mi preme trascrivere di seguito il componimento ispiratomi dalla riapertura della matrice, riportando la pagina della mia raccolta di liriche e rimembranze del 2008. Il restauro venne effettuato da gennaio a giugno, grazie alle offerte immediate e alle sottoscrizioni di quote rateali da parte di molti fedeli. I lavori suscitarono entusiasmo e consenso nella stragrande maggioranza della comunità ma incontrarono anche gravi difficoltà quali scarsità di fondi e sospensione temporanea del cantiere a seguito di un esposto anonimo. È doveroso evidenziare che il merito della felice conclusione del restauro (impreziosito peraltro da un magnifico dipinto, opera del maestro Guido Faita, raffigurante sulla parete centrale la Madonna in atto di porgere il Bambino a San Francesco di Paola) è da ascrivere all’intraprendente e ostinato parroco don Giovanni Celìa, che si è battuto per esso con energia e coraggio leonini. 29 Giugno 2006 DIES MIRABILIS Oh, mirabile giorno che al Vescovo d’intorno tutti facciamo festa - e nel cuore ci resta gioia grande, infinita per questa chiesa avita che dopo cinque mesi torna ai cittadellesi! Riapre ed è splendente, ché Dio onnipotente, (segue in 2^)

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la Vergine Annunziata regina nostra amata, e San Francesco poi, furon clementi a noi. Ora di vero cuore lodiam Nostro Signore, rendiamo grazie ai Santi, rispettosi, esultanti per questa bella chiesa che al culto oggi vien resa. Vivi ringraziamenti dai cuori nostri ardenti al Vescovo Pastore che con immenso amore a consacrar qui è stato il Tempio restaurato. Infine tutti, fieri, mandiam grati pensieri al parroco Celìa che sull’impervia via senza tentennamenti, con manovre sapienti, diresse l’avventura alla meta sicura. Chi ha donato sostegno o di aiuto die’ pegno a questa chiesa madre, lo compensi Dio Padre! Pasquale Filippelli ____________________________________________ I PANICILL’ I’ SANT’ANTONIU Appena finita la guerra (anno 1945) arrivò a Cittadella il parroco don Michele Viggiano, santagatese, che poi rimase allu Capu fino al 1955. Dal ’55 al ’58 fu parroco don Umile Feraco, luzzese, che lasciò poi la guida della comunità cristiana cittadellese all’ allora trentenne don Ferdinando Longo, cetrarese. Tutti i parroci suddetti difesero la tradizione dei “panicìll’ i’ Sant’Antoniu”, vale a dire “dei piccoli pani” benedetti in chiesa il 13 giugno e distribuiti ai fedeli al termine della santa messa in onore del Santo prima che avesse inizio la solenne processione. Ci piace ricordare che i panicìlli erano in quegli anni confezionati nelle due panetterie del lungomare, quelle di Oneto Rugiero e di Crescenzio Zottola. Della prima fecero parte all’inizio Pasquale Forestiero, poi Biagio Gamba e infine Maria Bonanata con il figlio Roberto Magurno. All’altro panificio appartennero dapprima il fratello di Crescenzio, Egidio (Gìliu) e sua moglie Serafina Le Rose, in seguito il belvederese Eugenio Cairo. Anche attualmente il parroco benedice e distribuisce i panicìlli al termine della celebrazione eucaristica del 13 giugno. La tradizione dunque rimane ed è ben sentita dai parrocchiani. Ma per noi ragazzini di allora i panicìll’ i’ Santantoniu sfurnàti da Onètu e da Criscènziu, abbundanti e adurùsi, èranu tutta ma tutta n’ àtra cosa! Roberto Magurno Pasquale Filippelli Nota Ci piace ricordare che Roberto Magurno è da molti anni il coordinatore del gruppo dei fedeli che portano la statua di San Francesco durante le processioni del Santo. ____________________________________________ MADRE TERESA DI CALCUTTA << Nell’angolo “Volti del Giubileo” il settimanale la Domenica del 3 luglio ha scritto a firma gc: MADRE TERESA SANTA. Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata il 4 settembre prossimo da Papa Francesco in Vaticano. La religiosa, nata nel 1910 in Albania, ma indiana di adozione, ha speso tutta la sua vita al servizio dei “più poveri tra i poveri” partendo dalle strade di Calcutta, ed estendendo la sua opera in tutto il mondo. Nobel per la pace nel 1979, ha alimentato sempre il suo apostolato con un’intensa vita di preghiera. Ha fondato le Missionarie della carità, suore di vita attiva, e i Padri Missionari della carità, di vita contemplativa >>. A noi piace riportare di seguito la poesia del nostro parroco tratta dal volume “Sguardi dentro l’orizzonte” pubblicato nel 2009 da don Giovanni presso editoriale progetto 2000 del dottor Demetrio Guzzardi di Cosenza. UN VOLTO… Dedicata a Madre Teresa di Calcutta Un volto… Tante rughe… di lavoro, di pace, di sofferenza… Un volto che ama… Un volto che bacia… Un volto desideroso di Dio… Un volto d’immensa gratitudine… Can. don Giovanni Celìa __________________________________________________ Sul libro di don Giovanni Celìa “Il Santuario diocesano di San Francesco di Paola a Verbicaro” Il mese scorso abbiamo parlato del suddetto libro del parroco don Giovanni Celìa. Aggiungiamo ancora qualcosa, ricordando altresì che il volume, già presentato a Verbicaro il 21 aprile (pregevole la relazione del canonico don Luigi Gazzaneo), sarà ripresentato a Cittadella durante la festa patronale del 21 agosto. Aggiungiamo in primo luogo ciò che ha scritto nell’incipit il vescovo diocesano mons. Leonardo Bonanno: << Sono grato al canonico Giovanni Celìa per questa sua pubblicazione sul Santuario diocesano di San Francesco di Paola in Verbicaro per tanti motivi. Sapevo che don Giovanni da diverso tempo lavorava a questo testo ed ora, che si è realizzato, leggo come provvidenziale il fatto che la sua ricerca veda la luce proprio nel tempo che stiamo vivendo, il Sesto centenario della nascita del paolano >>. Riportiamo poi la prima parte dell’introduzione del medesimo autore rev. Celìa. Fin da adolescente, ho sempre nutrito grande affetto e speciale predilezione per la chiesa di San Francesco di Paola a Verbicaro. L’esperienza di vita religiosa nei frati Minimi di San Francesco di Paola ha ancora di più accentuato questa mia particolare attenzione, che ho coltivato anche durante le mie gior-

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nate di vacanze dal seminario, trascorse all’ombra del santuario con lo sguardo oltre l’orizzonte del mare, nella contemplazione della natura e delle opere create da Dio che mi richiamavano alla mente e al cuore le parole del Salmo 8: << O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli si innalza la tua magnificenza… Guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate… Gli uccelli del cielo e i pesci del mare che percorrono le vie del mare >>. Spettacolare al mattino presto ammirare l’aurora, l’ alba, il cielo tingersi d’azzurro, il mare e rivedere da lassù le barche di ritorno dalla pesca, il cinguettio degli uccelli in risveglio, il rumoreggiare del treno, le prime automobili recarsi al lavoro. Tutto un canto al Creatore! La statua del Cristo Redentore posta in alto della città di Maratea, svetta come bianca luce, faro anche per noi che dal santuario, contemplando la natura, guardiamo a Lui unico Maestro, << Via, Verità e Vita >>. Era doveroso introdurre questa mia riflessione che ho fatto ogni qual volta mi sono recato al santuario facendone partecipe chi era con me. Porto sempre nel cuore il Padre San Francesco, la semplicità e la bellezza di questo luogo. Sono più che certo che lui mi accompagna: ne ho avuto già una conferma nell’aver ritrovato nella parrocchia di Cittadella del Capo, affidata alle mie cure pastorali, una secolare viva devozione verso di lui, che ho incrementato con opere artistiche che del nostro santo manifestano i momenti più significativi della sua vita. Tutto quello che sono riuscito a realizzare con i collaboratori molto devoti del santo e del popolo verbicarese l’ho fatto con l’unico intento della << maggior gloria di Dio >> e con la consapevolezza di essere un umile servo del Signore ricordando le sue parole: << Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17,7-10). Don Giovanni Celìa PROVERBI E DETTI DIALETTALI BONIFATESI Ha scritto Luigino Fiorillo nel suo volume “Proverbi e detti dialettali del territorio del Comune di Bonifati” edito nel 2010 da Titan - Roma << Caro lettore, vivere lontano dal luogo che mi ha dato i natali e dove ho trascorso momenti felici della mia giovinezza, non mi ha mai impedito di tornare a godere degli affetti familiari, dell’amicizia e dello splendido paesaggio che Madre Natura ha generosamente elargito al territorio del Comune di Bonifati. Non avrà difficoltà a comprendere questo mio sentimento chi come me, nonostante abbia dovuto lasciare la sua terra e abbia avuto modo di viaggiare e visitare altri luoghi, porta sempre nel cuore la gente e le cose del proprio paese. Alla mia terra dedico questa modestissima testimonianza con gratitudine. (…). E ora mi rivolgo a te caro giovane lettore: spero che la lettura di questi proverbi possa offrirti spunti di riflessione, ma anche di divertimento. Soprattutto possa svegliare in te l’orgoglio di riacquisire e di custodire i valori universali di un sano ambiente familiare, culturale e sociale. Sarei felicissimo se que- sto piccolo lavoro potesse rappresentare un motivo in più per coltivare un buon rapporto con i luoghi ove sono nati e cresciuti i tuoi cari. >> Tra le tante citazioni del libro si riporta questa: Chini pìscia cuntra vintu si bàgnidi. Tradotto in lingua: Chi piscia contro vento si bagna. Che significa: Chi si oppone a ostacoli seri si danneggia. ____________________________________________ ASSOCIAZIONE DEI BONIFATESI RESIDENTI ALTROVE Ricordiamo che la suddetta associazione di cui è presidente Luigino Fiorillo (presidente onorario Maria Antonietta Ferrari, segretario Pasquale Rugiero) celebrerà la sua “Serata delle Radici” martedì 16 agosto con inizio alle ore 21,30 nella corte di palazzo del Capo. Tutti i soci, nonché gli amici di Bonifati, Cittadella e paesi viciniori, sono pregati di intervenire. ASSOCIAZIONE “SAN FRANCESCO DI PAOLA” Si ricorda che l’associazione cittadellese intitolata al nostro glorioso e venerato santo patrono, presieduta da Nello Cretella, sta svolgendo un’intensa attività organizzativa in vista della settimana di festa compresa tra il 14 e il 21 agosto. Il sodalizio è impegnato nella raccolta di offerte e contributi necessari per dar corso alle varie manifestazioni. La spesa preventivata è davvero rilevante. A breve il presidente Cretella e i suoi collaboratori pubblicheranno il manifesto del programma religioso stabilito dal parroco e del programma civile fissato dall’associazione “San Francesco di Paola”. I cittadellesi residenti, ma anche gli emigrati e gli amici villeggianti, sono pregati di offrire un valido contributo affinché la festa votiva patronale si svolga in modo soddisfacente per il bene della comunità e della chiesa. W San Francesco di Paola, W Cittadella del Capo! ____________________________________________ SUONATORE DI VIOLINO Se per vivere allieti con povere note l’allegra brigata che con mano avara ti porge indifferente poche lire, la tua vita è ben difficile. Ogni giorno è sempre la stessa vita per te. Tu t’inchini – con leggero moto del capo – a chi ti dà il pane e reprimi così, nel cuore profondo, la tua nuda povertà. Giuseppe Sangregorio cittadellese, da “Pane amaro”, Bari 1976 SCRIVERE DI TE Che gioia è per me scrivere di te, anima mia! Il verseggiar d’amore m’appaga e m’innalza nei cieli immensi. Il mio canto inneggiante è ardente eppur ascetico: e mi rende estasiato! Francesco Siciliani cittadellese, scomparso nel 2012, da “L’amore e …noi”

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NUOVA PIAZZA IV NOVEMBRE Bella e interessante l’aggregazione popolare del 21 luglio nel rione IV Novembre, promossa e curata dall’amministrazione comunale per l’inaugurazione ufficiale della piazza, diventata ora, per fattezza e funzionalità, un’autentica agora. Visitati la Hall centralizzata ai Gradini di San Vincenzo e l’Informat nella storica via cittadellese. In serata si è svolto un concerto della Fanfara Bersaglieri di Cava dei Tirreni (SA). Sul piano pratico e culturale l’arricchimento di IV Novembre è stato un achievement davvero significativo per il nostro paese. _________________________________________________ LUTTO È scomparso il 6 luglio nella casa di riposo “Vannina” l’87enne nostro concittadino VINCENZO ROSSANO “Vicinzìnu” - come lo chiamavamo affettuosamente - è stato un grande amico dei cittadellesi, coi quali ebbe viva comunanza di vita fino al termine degli anni Quaranta. Si trasferì poi per lavoro a Roma unitamente al fratello Umberto. In seguito emigrò al Nord, si sposò con la compaesana Luisa Lospennato, svolse funzioni di ferroviere. Attraverso varie e significative applicazioni (letture, dialoghi, dibattiti) acquisì profonde conoscenze scientifiche, politiche e letterarie. Ho scritto nel mio libro “Fatti nostri” del 2011 il seguente passo del capitolo “Giocando, spesso litigavamo”: << L’atmosfera di guerra ci aveva talmente contagiati che per mesi e mesi dopo la Liberazione giocammo a fare i soldati. Vennero costituiti “eserciti” che talvolta si combattevano da lontano a sassate. I “Rinaiùli” e “Chilli d’ ‘a via i’ supra” si lanciavano grosse pietre e qualche volta vi furono dei feriti. Poiché abitavo nei pressi, ero un assiduo frequentatore dello strategico avamposto nordista dello stradone di San Francesco. Quelli di Quattro Novembre avevano per comandante un tipo tosto che “in zona e tempo di operazioni” tutti dovevano chiamare “Sergente” e non invece con il suo vero nome >>. Ora a tutti posso dire che quel comandante di IV Novembre era Vincenzino Rossano. Ciao a te, nostro indimenticabile “Sergente” di allora. Continueremo a volerti bene. Ai figli dello scomparso (Luca, Simone e Paolo), ai fratelli e sorelle, ai nipoti e altri familiari le nostre sentite condoglianze. Pasquale Filippelli __________________________________________________ Il 23 e 24 Luglio a Cittadella del Capo 19° RADUNO - CONCORSO BANDISTICO Si è svolta sul lungomare il 23 e 24 luglio la tradizionale manifestazione musicale organizzata dall’associazione culturale CLIO presieduta dalla signora Franca Presta. Il primo giorno (sabato), alle ore 18 ha avuto inizio il giro per le vie del paese della banda “Francesco Cilea” di Cittadella, alle ore 22 l’anzidetta banda, diretta dal maestro Pippo Cottone, ha eseguito un concerto sinfonico presentato da Laura Lospennato e Martina Felice. Il secondo giorno (domenica), con la partecipazione dei complessi bandistici di Amantea, Belvedere Marittimo, Filadelfia (VV), Paola e Spezzano Sila, ha avuto luogo il raduno-concorso così articolato: ore 17 riunione in piazza Stazione; ore 17,30 sfilata dalla Stazione al lungomare; ore 18,30 prima prova del concorso; ore 22 seconda prova. Al termine è stata proclamata vincitrice la banda di Amantea (€ 900), premiata dal sindaco Antonio Mollo. Le altre bande sono state premiate dalla presidente dell’associazione Clio sig.ra Franca Presta. Presentatrici della serata Laura Lospennato e Martina Felice. Dal mio libro “Fatti nostri” del giugno 2011 riporto qui di seguito la parte iniziale del capitolo 26. Nel ’78 nacque l’associazione musicale Francesco Cilea la quale, sotto il preminente aspetto educativo ed anche sotto il profilo dell’utilità pratica, è da annoverare tra le più importanti istituzioni culturali cittadellesi d’ogni tempo. Venne fondata dal prof. Giuseppe Cottone, siciliano di Pat- ti in provincia di Messina, a quel tempo titolare di scienze matematiche nella scuola media di Cittadella, maestro direttore di banda e compositore di marce e sinfonie. Primo presidente della Cilea fu dal 1978 al 1980 il signor Gaetano Quintiero, seguirono Salvatore Grosso (1981), Olindo Ierardi (1982-83), Antonio Mollo (dal 1984 al 1986), Amalia Verta (da giugno ’86 a marzo ’92), Pippo Cottone da marzo ’92 a maggio ’96 e Flavio Bianco a decorrere da maggio ’96. Nella sua (…) attività la benemerita associazione ha con- tribuito in notevole misura alla conoscenza della musica seria in ogni strato della popolazione. Ha inoltre istruito decine di giovani cittadellesi e di tutta la zona, avviandone molti a specifica professione. Esibendosi infinite volte in grandi e piccoli centri della Calabria e di altre regioni limitrofe, la banda cittadellese ha riscosso ovunque, con il suo vasto e importante reper- torio, successi lusinghieri; talvolta ha vinto concorsi e conquistato attestati di benemerenza e trofei. Numerose e rilevanti sono state le manifestazioni promosse e realizzate dall’associazione Cilea. Tra esse spic- cano gli annuali raduni bandistici estivi che hanno portato di volta in volta a sfilare per le vie di Cittadella, e a esibirsi sul lungomare, complessi di alto valore. I raduni sono stati complessivamente sedici, di cui ben undici pre- sentati dal sottoscritto, compresi i due consecutivi del 1989 e ’90 resi famosi dalla partecipazione del grande maestro Severino Gazzelloni - ora ahimè scomparso - che per la bravura esibita da per tutto nel mondo, dalle scuole alle piazze e ai teatri, era chiamato il “Flauto d’oro”. Fra i conduttori dei primi raduni sono da menzionare il prof. Luigi De Francesco, docente presso il conservatorio musi- cale, la studentessa Marta Rinaldi e l’indimenticato cava- lier Ferdinando Mandato, valido e appassionato sostenito- re - finché visse - di tante iniziative culturali. (…). Pasquale Filippelli LUTTO Al termine della sua dolorosa via crucis terrena si è in- volata al cielo il 14 luglio a Roma l’anima eletta della cri- stianissima nostra compaesana SILVANA ROVIGO Aveva 40 anni. Amata e stimata da tutti, Silvana è stata per lungo tempo una devota collaboratrice della parroc- chia, animando corsi di catechesi e coordinando assieme a Concetta Laino un coro che non solo in chiesa durante le solennità liturgiche ma anche in occasione di incontri esterni seppe esprimersi ai più alti livelli. Ricordiamo che il 18 ottobre dell’anno scorso vennero consegnati ai ragazzi di prima comunione gli attestati del- la particolare benedizione papale inviata dal Vaticano “per esclusivo e meritorio interessamento - come disse il parroco - della catechista Silvana Rovigo”. Le esequie hanno avuto luogo a Cittadella domenica 17 luglio. Il celebrante mons. Ermanno Raimondo (che prima della messa ha letto un’affettuosa lettera del parroco assente can. don Giovanni Celìa) ha espresso nobili e ap- passionate parole per la nostra cara e indimenticabile ami- ca scomparsa. Alcuni ragazzi della pri-ma comunione di nove mesi fa hanno letto elogi funebri. Deponiamo le nostre preci per Silvana ai piedi della do- lentissima madre Carmen. il Giornalino In aggiunta a quello della famiglia, hanno pubblicato manifesti per la defunta Silvana Rovigo: Sindaco e amministrazione comunale; Pro Loco; Gruppo A.N.M.I.; Associazione “Il Paese di Gertrude”; Associazione culturale “Laboratorio Civitas” di Bonifati; Associazione “Radici” di Bonifati-Roma; Associazione “San Francesco di Paola” di Cittadella del Capo; Maurizio, Francesca e colleghi della Baia del Capo; Le tue “Note stonate”.

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