Giornalino Giugno 2016

 

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Giornalino Giugno 2016

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ACCADEMIA DELL’INFORMAZIONE CULTURALE RELIGIOSA www.parrocchiacittadella.it Giornalino Foglio interno della parrocchia “San Francesco di Paola” e del gruppo Poeti Nostri di Cittadella del Capo in Comune di Bonifati (CS) GIUGNO 2016 Giornalino, organo pubblicato una volta al mese sin da Aprile 2004 La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi DIO È IN TRE PERSONE La natura divina non è divisa in tre Persone, ma ogni Persona in Dio è colma della indivisa e indivisibile essenza divina, della medesima forza divina di conoscenza e di amore. L’unità di Dio ne risulta rafforzata in nome della Trinità. Le tre Persone, secondo la parola di Gesù, sono Dio Padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. La dottrina della Trinità è la verità fondamentale del Cristianesimo. Con essa Dio ci ha rivelato le profondità della sua vita intima. Quest’anno la solennità della SS. Trinità è stata celebrata domenica 22 di maggio. ____________________________________________________________________________________________________________ 8 MAGGIO 2016 PELLEGRINAGGIO DI PARROCCHIANI CITTADELLESI A PARAVATI Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito l’eccellente articolo della nostra compaesana ins.te Anna Fiorillo Rugiero. CAMMINO SPIRITUALE A PARAVATI Nel giorno della festa della mamma, a Paravati, si è si del suo grande amore. riunito un grande cenacolo di preghiera. Un fiume Maria, luce che risplende più del sole – Maria eterna di pellegrini si è riversato nel piccolo e silenzioso poesia; poche sillabe di grande dolcezza ed umani- borgo per onorare Maria e Mamma Natuzza. tà. Maria culla di protezione che asciuga ogni aspro Paravati: un prezioso scrigno incastonato tra anti- pianto. Maria, ascoltaci! Il tuo aiuto è insostituibile chi e verdi ulivi. Lembo di terra calabra, del profon- per avere pace nel mondo! do Sud che custodisce il maestoso complesso ar- Il cammino spirituale ha suscitato impeti di venera- chitettonico a sfondo religioso e assistenziale co- zione, di vibranti emozioni ed a Lei abbiamo offerto struito su indicazione della grande mistica Natuzza. i fiori più profumati e graditi: la recita del Rosario e La spianata di “Villa della Gioia” si è rivestita di fe- della Supplica. sta per ricordare il 29° anniversario della nascita Molto alto il tono dell’omelia tenuta dal Vescovo di della fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifu- Mileto Mons. Luigi Renzo. gio delle Anime”. Anche i componenti del Gruppo di Il presule oltre a ricordare la mamma Celeste, la ca- preghiera appartenente alla parrocchia S. France- rismatica figura di Natuzza, si è soffermato sul peri- sco di Paola di Cittadella del Capo guidata dal Ca- colo di una religione staccata dalla vita, di un devo- nonico Don Giovanni Celia hanno partecipato con zionismo vuoto. gioia e fede al pellegrinaggio spirituale nel corso Ci si rivolge a Dio ma, si dimentica la realtà, magari dell’anno giubilare. Ognuno, ha vissuto forti e pro- ci si comporta male con le persone o, addirittura si fonde emozioni e tanta, tanta, pace interiore. ignorano. Nelle crepe di questo mondo traviato, ogni pellegri- Tale comportamento non riscalda i cuori, non aiuta no ha avvertito la necessità di vivere una pausa in- a vivere relazioni umane più belle, più costruttive tima in questa oasi di silenzio e di raccoglimento con gli altri fratelli. per affidare a Maria le proprie ansie e le proprie In merito il presule ha ricordato alla folla dei pelle- speranze. grini l’esempio di Natuzza, la vera mistica. Ella, nel È stata una giornata di fede caratterizzata dalla sug- dialogo con Dio non si è mai staccata dalla vita. Ha gestiva processione della Statua di Maria per le vie cercato Dio, l’ha contemplato per vivere meglio la del paese e dalla solenne Concelebrazione Eucari- sua vita terrena accogliendo e confortando tutto il stica all’aperto, sul sagrato della nuova chiesa so- prossimo fino a sacrificarsi. gnata da Natuzza. Questa intensa giornata a Paravati ha registrato un È un sorriso di cielo l’arrivo di Maria pellegrina tra fenomeno che ha attirato l’attenzione dei presenti e noi! cioè la formazione di un grande cerchio luminoso È un trionfo di melodiosi canti mariani, di sublime attorno al sole. Natuzza era presente, dal cielo si è preghiere, di intensi profumi emessi dalle corone di manifestata a noi con un grande arcobaleno quasi a rose variopinte, di colorati “cinti votivi”. significare un abbraccio per noi che ama sempre. Così è stata accolta Maria che, veniva incontro a Non ci sono parole per descrivere questo incontro tutti con il suo mantello svolazzante e con le brac- di fede vissuto in un enorme cenacolo di preghiera cia protese ad accogliere orfani, malati e tanti cuori nella terra calpestata da Natuzza. provati e traviati in cerca di consolazione. Anche il mio sguardo si è tuffato su Lei per scoprire gli abis- Anna Fiorillo Rugiero

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IL PRESIDENTE DELLA C.E.I. SULLE UNIONI CIVILI Il quotidiano “il Giornale” del 18 maggio scorso ha riportato che il presidente dei vescovi italiani, cardinale Angelo Bagnasco, ha affermato che la legge sulle unioni civili recentemente votata dal Parlamento ha sancito l’equiparazione tra le convivenze omosessuali ed il matrimonio fra un uomo e una donna. Inevitabile ora, secondo Bagnasco, “il colpo finale”, ovvero il via libera alla maternità surrogata. Il testo approvato, dice il presidente della Conferenza episcopale, “sancisce di fatto un’equiparazione al matrimonio e alla famiglia perché, anche se si afferma che sono cose diverse le differenze, sono solo dei piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili”. Ora la Chiesa esprime preoccupazione per quello che potrebbe essere il “colpo finale” della “pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile profittando di condizioni di povertà”. __________________________________________________ NUOVO LIBRO DEL PARROCO DI CITTADELLA È stato pubblicato nell’aprile scorso il pregevole volume del can. don Giovanni Celìa “Il Santuario diocesano di San Francesco di Paola a Verbicaro: storia, tradizioni e restauro” (p. 224, cm 24, ampiamente illustrato; editoriale progetto 2000 di Cosenza, direttore editoriale dott. Demetrio Guzzardi, direttore artistico arch. Albamaria Frontino). Del santuario francescano verbicarese è rettore dal 2013 il predetto canonico Celìa, di cui è stata riportata nel libro la seguente scheda: ordinato presbitero il 21 aprile 2001, è parroco delle comunità “San Francesco di Paola” in Cittadella del Capo e “Immacolata Concezione” in Cirimarco di Bonifati; dal 2005 è vicecancelliere e segretario di Curia; è responsabile del Bollettino ufficiale e dell’Annuario diocesano; dal 2011 è canonico del Capitolo Cattedrale; con l’Editoriale progetto 2000 ha già pubblicato il volume “Mons. Pietro Raimondi vescovo di Crotone” (1999) e la raccolta di poesie “Sguardi dentro l’orizzonte” (2009); con l’editrice Velar ha curato il volume “Mons. Pietro Raimondi il Vescovo-Parroco”. Tra le godibili pagine sul santuario verbicarese (presentato il 21 aprile scorso a Verbicaro, lo sarà anche a Cittadella in agosto durante la festa di San Francesco) ci piace riportare quella relativa all’elevazione dell’antica cappella a santuario diocesano: << Doveva essere premiata la generosità e l’impegno del Comitato festeggiamenti e dell’intero popolo di Verbicaro che aveva contribuito generosamente a restituire il decoro e la bellezza originaria di questo luogo, caro alla memoria di tutti. Si doveva realizzare il sogno del rettore don Pasquale De Renzi, che fu il primo a denominarlo santuario fin dal 1921. Furono questi i motivi principali oltre ai requisiti richiesti dal Diritto Canonico, a chiedere al vescovo mons. Augusto Lauro l’elevazione a Santuario diocesano. Nella domanda al vescovo che porta la data del 6 agosto 1996, si evidenziano tutti i motivi sopra accennati. Nell’anno successivo l’8 settembre 1997, la chiesa viene elevata alla dignità di Santuario diocesano dal vescovo mons. Augusto Lauro, con il decreto e lo Statuto che si riportano in questa pubblicazione. Dopo la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Augusto Lauro veniva data lettura del decreto vescovile. La gioia fu grande: si coronava un sogno che era soprattutto nel cuore di chi si era impegnato a far ritornare il santuario al suo antico splendore. Certamente dal cielo gioiva anche don Pasquale De Renzi e tutti gli altri numerosi presbiteri del clero verbicarese che nel corso dei secoli ne avevano zelato il culto >>. Il libro contiene anche un’infinità di documenti storici e di vecchie fotografie. Tra queste ultime, una foto del 1992 “con don Marcello Riente, fra’ Giovanni Celìa, il frate minimo padre Oreste De Aloe e il cognato di costui Gustavo Cipolla”. Gli ultimi due nominati, erano nostri carissimi compaesani cittadellesi. p.f. ____________________________________________ IL PAPA CATECHIZZA I VESCOVI Trascriviamo l’incipit di un articolo di Serena Sartini, giornalista de “il Giornale” di Milano. La Chiesa “eviti di mantenere beni che non servono alla carità”; i sacerdoti brucino le proprie “ambizioni di carriera e potere”, sull’esempio di Mosè; adottino uno stile sobrio, tenendo solo “il necessario”, e siano “estranei alla corruzione e alla meschinità”. Usa parole forti, Papa Francesco, di fronte agli oltre 200 vescovi italiani riuniti in Vaticano per la 69esima assemblea della Comunità episcopale italiana. Approfitta del tema centrale stabilito dal “parlamento” della Cei, “Il rinnovamento del clero”, per lanciare stoccate ai presuli, invitandoli ad adottare uno stile semplice e umile. Traccia, Bergoglio, l’identikit del perfetto sacerdote che, dice, “non ha un’agenda da difendere ma consegna il suo tempo per lasciarsi incontrare dalla gente e farsi incontro”. Non è “un burocrate o un anonimo funzionario dell’istituzione, non è consacrato a un ruolo impiegatizio”. Ma soprattutto, è questo l’affondo di Francesco, “non cerca assicurazioni terrene o titoli onorifici, che portano a confidare nell’uomo; nel ministero per sé non domanda nulla che vada oltre il reale bisogno, né è preoccupato di legare a sé le persone che gli sono affidate”. __________________________________________________ GLI AMICI DI VINCENZO GIUNTI hanno ricordato il loro compaesano scomparso il 12 giugno dell’anno scorso. Accanto alla bara, nella chiesa di San Michele, il giovane nipote di Vincenzo, Domenicantonio Papalia, disse fra l’altro: << E così Nonno anche Tu te ne sei andato, facile mettere in conto che prima o poi sarebbe successo poiché questo è il destino dell’uomo, estremamente difficile realizzare che è accaduto, perché ora a lasciarci sei tu, un grande uomo. Già, te ne sei andato, lo hai fatto in punta di piedi, col tuo solito fare semplice, discreto e composto che sempre ti ha distinto e per il quale abbiamo potuto ammirarti. Una vita lunga ed intensa la tua, segnata dal sacrificio e dalla dedizione al lavoro; le tue mani callose e forti ne davano testimonianza. Non ti sei mai risparmiato o tirato indietro per noi, perché credevi e vivevi nell’amore e nella generosità. Ci piace ricordarti così, per quello che sei stato: un grande esempio d’onestà di culto per la famiglia, di rispetto dei sani principi e dei valori di sempre, di solida fede cattolica e di sincera devozione >> __________________________________________________ ‘I feri bell’ i’ ‘na vota allu Capu Erano tutte sgargianti le nostre fiere: san Giovanni il 24 giugno (timpu d’ i’ ficazzàni) e san Gaetano il 7 agosto (timpu d’ i’ fichi). Oltre a tantissimi capaiùli c’erano a bazzicare ‘a marina d’ ‘u Capu anche bunifatàri, turvecchiàri e gent’ i’ vari cuntràti. A vendere venivano operatori da Diamante, Belvedere, Paola, Cetraro e Sapri. Venivano con pezze di tela, vestiti, scarpe e altre cose. I belvederesi portavano specialmente ruàgni, vale a dire vasi e oggetti “smaltati” di terracotta. La roba e i venditori giungevano coi treni la sera della vigilia. Al trasferimento delle “balle” dalla stazione al paese provvedevano i braccianti locali, a spalla e con carriole e carrette. Anticamente un settore della fiera (frutta e verdura, salami e formaggi, porcelli e altri animali) funzionava sulla via di san Francesco, che noi chiamavamo pomposamente “stradone”. Su quella strada, che conduceva al palazzo De Aloe, c’era un viottolo con accanto, a distesa, un prato di margherite e camomilla. Erano, san Giovanni e san Gaetano, le colorate fiere della nostra giovinezza. Erano ‘i feri bell’ i’ ‘na vota allu Capu. Pasquale Filippelli

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POETI NOSTRI Della cittadellese Ines Favorita una poesia tratta dalla raccolta “Granelli di sabbia”. Giardino incantato Giocare in un giardino incantato, tenere fra le mani un piccolo fiore, e scoprire che ci sei tu, lì a guardarmi. Mi chino un istante per sfiorare un petalo e penso all’amore che mi circonda, alla felicità che mi dai, al giardino che ci circonda e che ci guarda con immenso stupore. Ines Favorita Del cittadellese Pasquale Forestieri una poesia tratta dalla raccolta “Angelo, Rosa e Vento”. VENTO NELLA TEMPESTA Arida, matura, incessante, sfiorata dal vento incandescente. La fine sul volto, l’uomo par che piange. Soffocante scirocco, ipnotica tramontana. Cuore d’un corpo indebolito, cacciatore d’anime indiavolato. Vento nella tempesta, si destreggia tra gli alberi d’Autunno, si smista tra i palazzi del sole, solca i mari dell’apocalisse. Colora la notte del cielo d’arcaiche sensazioni. Sultano impavido della ferocia. Pasquale Forestieri Del cittadellese Francesco Siciliani (scomparso a Cosenza all’età di 88 anni nel 2012) una poesia tratta dalla raccolta “L’amore e …noi”. ANCHE A TE “BUONGIORNO” AMORE Repentino d’amor m’ha infiammato il tuo carezzevole “buongiorno” via cavo questa mattina. E, allora fai presto, corriamo verso l’oblio, verso la sconfinata primavera, ad esultare il nostro amore senza autunno. Francesco Siciliani LUTTO È scomparso nell’ospedale di Cosenza il 65enne nostro stimato concittadino (contrada Parise) PIETRO GROSSO uomo saggio e ricco di molte altre virtù. Ne hanno dato notizia la moglie Santa, i figli Cristina e Francesco e i numerosi familiari a cui rivolgiamo le condoglianze del Giornalino. Le esequie si sono svolte nella chiesa madre di Cittadella il 23 di questo mese. Del cittadellese Pasquale Filippelli una pagina della sua raccolta di poesie e rimembranze “Nell’accecante balenar d’un lampo” del 2014: Negli spazi pubblici di rione IV Novembre fu organizzato qualche anno fa il Natale cittadellese a cura del gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia presieduto da Marcello Filaci. Sull’ampio slargo di casa sua Valentino Rinaldi costruì, coi pastori forgiati dal figlio Carmine, un grande e panoramico presepe. Assieme alla moglie Teresa e alla suocera Fidalma Ierardi misero in palio bottiglie di whisky e confezioni di caffè per tre dei numerosissimi visitatori. Io composi questi versi: IL PRESEPE DI CARMINE E VALENTINO Una bella novità ci portate entrambi qua: il presepe dei pastori che esultanti vanno fuori dalle case del paese e qual clan cittadellese lor si mettono in cammino per la grotta del Bambino. Son ventuno e somiglianti per fattezze ad altrettanti compaesani, meraviglia: chi li guarda, chi li piglia, chi li stringe fra le mani e pur tornerà domani a osservarli nuovamente per serbarli bene in mente. Con i pesci c’è Angiolino, con i funghi Valentino, con il gatto ed il giornale vi si trova anche Pasquale; c’è un re magio in bianchi panni che al reale fa Giovanni, c’è Vittorio col pennello per far barba a questo e quello. (1) (2) (3) (4) (5) I qui sopra nominati a comporre sono stati del concorso la cinquina da avantieri a stamattina; gli altri sedici pastori (6) non li cito, ché qui fuori li hanno ben riconosciuti tutti quei che son venuti. Note (1) Angelo Sueva il pescatore; (2) Valentino Rinaldi il rac- coglitore di funghi; (3) Pasquale Filippelli il filosofo ani- malista; (4) Giovanni Rinaldi il magio della natività; (5) Vit- torio Rizzaro il barbiere; (6) altri pastori paesani. Pasquale Filippelli NECROLOGIE Il 21 maggio è prematuramente scomparso il nostro compaesano DOMENICO GENOVESE d’ ‘a Marinella d’ ‘u Gricu. Persona dabbene e benvoluta. Alla moglie Teresa De Pietro, al figlio Claudio, ai fratelli e alle sorelle, ai cognati, ai nipoti e agli altri membri dell’esteso parentado, le nostre sentite condoglianze. Il 23 maggio è scomparso il 79enne nostro compaesano VITTORIO SPINELLI d’ ‘a Marina i’ Cittadella d’ ‘u Capu. Lo chiamavamo affettuosamente Vittoriu i’ Genirusu. Un’antica famiglia, la sua, di autentici ed esperti appassionati per il mare. Ai numerosi nipoti e agli altri parenti le vive condoglianze del Giornalino. Si è spento il 69enne cittadellese MARIO LUIGI ANTONUCCIO il cui funerale ha avuto luogo il 22 giugno a Torino. Una santa messa in suffragio si è svolta a Cittadella il 25 di questo mese. Mario è vissuto per tantissimi anni al Nord, ma non mancava di venire ogni estate nel paese natio. È stato un uomo di grande socialità, buono e generoso. È stato rispettato da tutti. Alla moglie Menina, ai figli Paride ed Elena, ai fratelli Antonio e Aldo, alla sorella Amelia e agli altri parenti le più vive condoglianze del Giornalino. PAPA FRANCESCO DICE SI’ AL DIACONATO FEMMINILE Bergoglio ha deciso d’istituire una commissione per studiare la questione del diaconato alle donne e i motivi per cui non è consentito a delle consacrate pronunciare l’omelia durante la santa messa. Ricordiamo che i diaconi rappresentano il primo grado dell’ordine sacro, seguito dal sacerdozio e dall’episcopato, e possono amministrare sacramenti importanti come il battesimo e il matrimonio.

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ATTIVITA’ DELL’A.N.M.I. Il “Diario di bordo” di Roma, mensile dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, ha pubblicato in Aprile due informazioni sulle attività del Gruppo di Cittadella del Capo/ Bonifati diretto dal signor Marcello Filaci: 1. Inaugurata dal suddetto gruppo la sezione aggregata di Sangineto; 2. Promosso dal Circomare di Cetraro in collaborazione con il Gruppo ANMI cittadellese un incontro con gli studenti dei Licei (classico - scientifico - artistico) sul tema dell’educazione civica del mare. Quanto all’inaugurazione della Sezione aggregata, il periodico romano comunica che erano presenti: il sindaco di Sangineto Michele Guardia con gli assessori Armando Grosso e Andrea Pisani; il sindaco di Belvedere Marittimo Enrico Granata; il comandante del Circomare di Cetraro Andrea Chirizzi accompagnato da un Sottufficiale; i rappresentanti circomare di Maratea e Vibo Valentia; il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Scalea cap. Alberto Pinto; il comandante della Stazione Carabinieri di Cittadella del Capo 1° Mrs Alfredo Fedele; il Lgt dell’Esercito Salvatore Iemma; il CN Armando Tocci e i rappresentanti dei Gruppi ANMI di Battipaglia, Cittadella-Bonifati, Gioia Tauro, Pizzo Calabro, Reggio Calabria, Scalea e Villa San Giovanni, nonché i soci della Sezione aggregata sanginetese. Presenti inoltre l’Associazione Forze di Polizia e Giza e gli alunni della Scuola primaria con il vice dirigente. Dopo l’alzabandiera, i partecipanti si sono recati in corteo alla chiesa parrocchiale per la Messa officiata da don Pantaleo. Infine, lo scoprimento della targa e il taglio del nastro a cura della signora Filomena Marcuzzo, figlia dell’intestatario della Sezione M/sv Mrcuzzo Adamo Alfonso, marò caduto a Massagua il 20/4/1941. La preghiera del Marinaio è stata letta dalla patronessa del Gruppo ANMI cittadellese Maria Rosaria Marra. Le allocuzioni del presidente Filaci, del CN Tocci, del TV Chirizzi e del sindaco Guardia hanno concluso la manifestazione. Al termine il buffet offerto dai soci di Sangineto. In relazione all’incontro con i Licei, il “Diario di bordo” ha informato che “i ragazzi hanno mostrato un grande interesse per l’iniziativa, a livello nazionale promossa dal Comando Generale delle CC. PP. , che è proseguita fino a tutto il mese di aprile in altre scuole del territorio”. Questo Giornalino si pregia elogiare il Gruppo ANMI di Cittadella/Bonifati per l’apprezzabile attività che sin dalla fondazione (gennaio 2000) svolge nel nostro Comune. Il presidente Marcello Filaci, il vicepresidente Roberto Fiorillo, il segretario Franco Poltero, il portabandiera Gioacchino Lospennato ed altri affezionatissimi soci sono encomiabili per la loro abnegazione. pieffe SANTA RITA DA CASCIA Il 22 maggio scorso è stata celebrata la festa di santa Rita (nata a Roccaporena c. 1381 e morta a Cascia nel 1457). Nell’angolo dei “Testimoni della divina Misericordia” del foglio “la Domenica” del 5 giugno corrente, Cristina Santacroce ha elaborato il seguente profilo: << Sposò l’ufficiale Mancini, uomo rissoso. Quando il marito fu ucciso in un’imboscata, Margherita annullò la vendetta e la tramutò in perdono. Un anno dopo morirono i figli e Rita decise di condividere il suo dolore con la passione di Cristo. Entrò nel monastero agostiniano a Cascia. La sera del Venerdì santo del 1432 ricevette una spina in fronte dalla corona del Crocefisso. È invocata per i “casi impossibili”. Fu canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. La liturgia la ricorda il 22 maggio. >> Acconcia cimatura delle piante e diserbatura delle cunette, sistemazione delle siepi e delle aiuole, perfetta pulizia delle strade: questo l’esito conseguito dagli addetti comunali che in maggio-giugno hanno intensamente operato dalle ore 6 fino al pomeriggio di ogni giornata feriale. Un sentito grazie ai benemeriti lavoratori. A nome della comunità, dei villeggianti e dei visitatori. RAULETTU E MASTRU GIACUMU Raul Sarro e Giacomo Ierardi erano compari. Il primo, giovanetto, chiedeva spesso con sfottente amabilità all’altro, di venerabile età: << Cumpà, cchi ndi dici d’ ‘a vita? >>. Giacomo rifletteva (o fingeva di farlo), quindi rispondeva immancabilmente, atteggiandosi a saputo filosofo:<< Cum parì, hama jì tutti alla garrùba! >>. Con ciò intendendo che il destino dei cittadellesi era di essere portati infine al cimitero davanti a cui campeggiava (e continua a campeggiare tutt’oggi) un maestoso carrubo. A quell’albero mi avvicino ogni giorno durante la mia salutare camminata mattutina. E ogni volta ripenso con gusto al discorsetto “sfottente-filosofico” tra Raulettu e mastru Giacumu. Loro due sono di già “alla garrùba”, io lo sarò… quando? Solo il Padre lo sa, ché a mente d’evangelo non lo sanno neppure gli angeli del cielo né il Figlio. Al mio indimenticabile nonno materno Giacomo Ierardi, con infinito affetto, Pasquale Filippelli __________________________________________________ Tantissimi auguri giovincello, a 90 inizia il bello!! Nel modo suddetto la nostra amica Elisa Papa ha chiuso la sua affettuosa e poetica letterina di buon compleanno al nonno paterno Luigi: 22.05.16 Il mio nonnino in movimento ha gli occhi brillanti come il firmamento, ha la neve in testa, ma è sempre felice come una festa. È sempre gentile con la gente, lui è dolce, non mente! Se lo incontri le mattine, sta sul vialetto a spazzar le foglioline, poi scende a comprare il giornale, e non rinuncia neanche quando sta male. Il mio nonnino in movimento è un gran talento! Soprattutto con i cani, infatti è sempre pronto a porgergli le mani. Il mio nonnino in movimento è tanto semplice e sempre contento, è proprio questo il segreto, senza esser discreto! Fin da piccola con gli ovetti di cioccolata, mi ha fatta sentire amata, e quel motocarro per me era il “super - carro”, pieno di cose e a primavera di mimose. Potrei continuare ancora, ma non basterebbe un’ora per tutti i regali che mi fai e con l’amore con cui li dai. Ringraziandoti per tutto il bene che solo un nonno sa dare, con queste rime ti voglio festeggiare. Tantissimi auguri giovincello, a 90 inizia il bello!! Buon compleanno! Elisa Papa Uniti a quelli della nipote, anche i nostri cordialissimi auguri all’amato e stimato Luigi Papa, “giovincello” compaesano 90enne. il Giornalino ____________________________________________

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NECROLOGIE Il 5 giugno è scomparsa, lontano da Cittadella, la nostra compaesana GIULIANA BRUNO donna di specchiate virtù. Al marito Giuseppe, al figlio Luca, al fratello Anselmo e alle sorelle Maria e Roberta le sentite condoglianze del Giornalino, che si estendono anche agli altri parenti e affini, segnatamente al cognato Alfonso Rosina e ai di lui figli tra cui Alessandro il famoso calciatore. Il funerale si è svolto l’8 giugno in Arluno-Milano. Il 6 giugno è scomparso nella sua abitazione di via Nazionale in Cittadella del Capo il 74enne nostro concittadino ANTONIO TRAMONTANO È stato un uomo cordiale e amabile, benvoluto da tutti. Alla sorella Maria, ai figli Flavia, Pino e Roberta, agli altri numerosi familiari le nostre affettuose condoglianze. Oltre a quello della famiglia, sono stati pubblicati altri due manifesti di lutto per le vie di Cittadella: della Pro Loco e dell’associazione “Il Paese di Gertrude”. A favore di quest’ultima i parenti di Tonino hanno invitato i parrocchiani a devolvere “non fiori ma opere di bene”. Le esequie di Antonio Tramontano Il funerale si è svolto il 7 giugno nella matrice “San Francesco di Paola” di Cittadella del Capo. Ha avuto inizio alle ore 17 in una chiesa affollata di compaesani e, nelle prime file, di molti familiari del defunto, primi fra tutti i figli Flavia, Pino e Roberta nonché il nipote Antonio Tramontano. La messa esequiale è stata cantata dal coro coordinato dall’ins.te Concetta Laino. Alla lettura ha provveduto dall’ambone la signora Barbara D’Agati Siciliani, cugina di secondo grado dello scomparso. All’omelia, belle e toccanti espressioni da parte del canonico don Giovanni Celìa. Al termine Pasquale Filippelli ha tenuto la testimonianza qui sotto riportata. Applausi per lo scomparso, sia in chiesa dopo l’elogio funebre che sul sagrato alla partenza del feretro verso il cimitero. La testimonianza in chiesa Reverendo parroco e cari concittadini, Tonino è appartenuto alla mia generazione. Nascemmo durante il 2° conflitto mondiale e condividemmo con gli adulti le difficoltà del periodo bellico e del dopoguerra fino al termine degli anni Quaranta e a metà del decennio successivo. La generazione della guerra era composta di ragazzi afflitti da patimenti morali e materiali: io persi il padre, scomparso in Libia sul fronte militare. Per parte paterna Tonino discendeva da nobili casate, a cominciare dai Cammarella, alla cui famiglia apparteneva sua nonna Maria Cammarella sposata Tramontano. Tonino frequentò da giovane l’istituto tecnico di Fuscaldo Marina. Era un ragazzo immaginifico e avventuroso, ricco d’intelligenza e perspicacia. Appena diplomato s’iscrisse, assieme a Franco Re e Giovanni Ferraro, a un importante corso di formazione presso l’Enel di Napoli, che dopo sei mesi di continuativa presenza nel capoluogo campano promosse lui e gli altri al titolo di specialisti tecnici operativi. Mise piede a Castelluccio in Basilicata, dov’ebbe la fortuna d’incontrare e sposare una ragazza sarda, di nome Lucia, che noi cittadellesi avemmo poi la ventura di conoscere e stimare, specialmente negli anni felici della Famiglia Via Crucis costituita nel 1986. Di quel gruppo, Tonino fu uno dei fondatori, assieme a me, don Ferdinando Longo e Pedro Iovino. In Famiglia Via Crucis Tonino esercitò le sue speciali attitudini di organizzatore e, soprattutto, di registratore radio-televisivo. E compì atti di fedeltà e amore amicale, atti di misericordia e carità cristiana e comunitaria, nella trasparenza di una religiosità convinta e profonda. Atti eseguiti nelle laboriose ore di preparazione e svolgimento delle tante natività e via crucis rappresentate nel corso degli anni. La carriera lavorativa di Tonino Tramontano si concluse da capotecnico, amato e stimato, presso l’unità strutturale Enel di Belvedere M.mo - Scalea. Prima della fondazione di Famiglia Via Crucis, Tonino si era unito nel 1983 a un sodalizio intitolato “Laboratorio TV”, in cui figurarono altresì Nello Cretella, Luigi De Francesco e Pedro Iovino. Nel mio libro “Fatti nostri” ho scritto che quell’associazione prese a funzionare in un appartamento di via Cleonte nel rione Stazione e si rivelò ben presto un’efficiente fabbrica di prezioso prodotto culturale che veniva teletrasmesso ogni sera alla comunità di Cittadella e ad altre della nostra riviera. Tonino fu anche promotore, unitamente ad altri fra cui suo fratello Franco, dell’associazione di cultura “Agave” a metà degli anni Novanta. Ma di fatti nostri accaduti nell’ultimo cinquantennio del secolo passato, ce ne è stato uno, di straordinaria valenza, che ha animato e appassionato la comunità cittadellese sul finire degli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta: parlo della band “Los desperados” composta dagli strumentisti Temistocle De Aloe, Mario De Aloe, Franco Spinelli e Tonino Tramontano e dal cantante Achille De Aloe. Quell’ orchestra si esibì per la prima volta alla Cagnottella di Cittadella del Capo, una pista da ballo all’epoca rinomata in tutta la costiera tirrenica cosentina, e in seguito allo Scoglio d’oro, un’autentica Rotonda a mare. E suonò anche in altre località turistiche importanti, da Acquappesa a Scalea e Praia a Mare. Tonino è stato un affettuoso e rispettoso membro dell’originaria famiglia di don Ciccio Tramontano e di quelle altre che da essa derivarono, a cominciare dagli zii affini e dai numerosi cugini di 1° grado De Aloe, Mandato, Bassarello e Viggiano. È stato l’amatissimo ultimogenito di papà Peppino e mamma Lavinia, e dei fratelli Franco e Maria. E poi è stato un generoso e affezionato pater familias, custode del bene dei figli Flavia, Pino e Roberta. Tonino Tramontano è stato un grande e spassionato amico di tutti i compaesani. Egli ha fatto a Cittadella molte cose, come protagonista e come collaboratore. Si è applicato per suo divertimento, ma anche e soprattutto a beneficio e vantaggio della comunità cittadellese. Noi gliene saremo eternamente grati. Reverendo parroco e cari concittadini, Tonino è stato un uomo ricco di molte virtù. Noi preghiamo pertanto che egli possa abitare nella tenda di Dio con gli uomini, ora e sempre, nei secoli dei secoli, amen. Pasquale Filippelli

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ASSOCIAZIONE “SAN FRANCESCO DI PAOLA” dI Cittadella del Capo L’associazione sta preparando con zelo la festa votiva del santo patrono, che avrà termine il 21 agosto, cioè fra due mesi. Nell’ultima riunione il presidente Nello Cretella ha riferito che in base agli eventi programmati la spesa è di circa 20.000 euro. Gli addetti alla raccolta dei contributi sono già in movimento per i rioni del paese. Considerato l’impegno finanziario per una festa straordinaria nella ricorrenza del 600° anniversario della nascita di san Francesco, le famiglie, i professionisti e gli esercizi commerciali saranno contattati dai membri dell’associazione per riscuotere le offerte in denaro e vendere i biglietti della lotteria. Anche i villeggianti e i cittadellesi emigrati saranno sollecitati a contribuire perché i festeggiamenti (processione a mare, luminarie, fuochi pirotecnici, spettacoli musicali, giochi e concorsi) si realizzino nel migliore dei modi per il buon nome del nostro paese ed il divertimento popolare. S’informa che non saranno effettuate questue né organizzate lotterie da parte dei rappresentanti degli organi parrocchiali. Per Cittadella e il suo glorioso patrono, buona festa votiva! W la comunità cittadellese, W San Francesco di Paola nostro protettore! pieffe Quadro settimanale SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI Utenze domestiche di residenti e villeggianti Lunedì Organico; Sfalci e potature (massimo un sacchetto, per quantitativi maggiori chiamare al numero 0985 - 042744 dalle ore 15 alle ore 20 da lunedì a venerdì). Martedì Multimateriale leggero; Ingombranti - R.A.E.E. -Toner (prenotare dalle ore 15 alle ore 20 da lunedì a venerdì, telefonando al numero 0985-042744). Mercoledì Organico; Vetro. Giovedì Carta e cartone; Pannolini e pannoloni (solo per utenze che ne fanno formale richiesta). Venerdì Organico; Multimateriale leggero. Sabato Organico; Indifferenziato. Domenica Nessun conferimento. N.B. = Ogni conferimento potrà essere effettuato dalle ore 6 alle ore 8. Nella lettera del sindaco Antonio Giovanni Mollo è evidenziato fra l’altro: << Le scrivo oggi per dirle GRAZIE, per ciò che ha fatto e per ciò che continuerà a fare, perché il motivo che mi spinge a scriverLe queste poche righe, è quello di coinvolgerLa maggiormente in questo progetto, progetto da tutta la Giunta voluto, con me in testa, progetto dove tutti (cittadini e operatori commerciali) sono parte attiva e dove tutti dovranno dare il proprio contributo, infatti dal prossimo 1° giugno partirà l’implementazione del servizio di raccolta differenziata, ancora più incisivo, che ci permetterà di raggiungere gli obbiettivi di raccolta differenziati prefissati dalla norma vigente >>. IL BEATO FRANCESCO MARIA GRECO Apprendiamo da “Parola di Vita” di Cosenza alcune informazioni sul beato Francesco Maria Greco: nasce ad Acri il 27 luglio 1857; veste l’abito talare all’età di 20 anni; nel 1880 diventa diacono; un anno dopo viene ordinato sacerdote; nel 1888 è arciprete di Acri; nel 1898 redige le Regole per le Piccole Operaie dei Sacri Cuori; nel 1916 fonda l’ospedale Charitas di Acri; nel 1924 è nominato monsignore; muore ad Acri il 13 gennaio 1931. Ricorda Eugenio Ricchio che “Ad Acri, un paese ricco di talentuosi professionisti, Francesco crebbe docile ma sveglio. La madre, Maria Concetta Pancaro, gli fece apprezzare fin da subito la bellezza della fede”. Il 2 ottobre 1872 il futuro don Greco visita per la prima volta la valle di Pompei, dove in lui succederà qualcosa che lo condurrà alla scelta del sacerdozio. “La vera gioia fiorirà ai piedi della Madonna di Pompei”, scrive Oliviero Giuseppe Girardi nella recentissima biografia sul beato Francesco di Acri. Don Greco vive in una Calabria arretrata. Acri è un centro popoloso e povero, con un alto tasso di mortalità. Il parroco annota l’11 settembre 1892: << Oggi nel nome di Gesù e Maria intendiamo fondare la Pia Unione delle Piccole Operaie o delle Catechiste o delle Apostole dei Sacri Cuori >>. Don Francesco Greco matura poi la realizzazione dell’ospedale. Il 2 aprile 1916, giorno di San Francesco di Paola, si attua l’apertura provvisoria dell’Ospedale “Charitas”, ma solo 10 anni dopo, alla presenza del Vicario mons. Scanu, ci sarà l’inaugurazione solenne della struttura. Il settimanale “Parola di Vita” ha pubblicato il 21 maggio scorso questa poesia del parroco di Cittadella del Capo: TI RIVEDO Ti rivedo nei tuoi vicoli di Acri, Francesco Maria Greco avvolto nel tuo mantello di uomo di Dio… Uomo di profonda umiltà hai amato Dio Trinità dal tuo cuore è sgorgato l’amore per chi non ha voce e a tutti ti sei fatto carità. I cuori di Gesù e di Maria sono stati i fari del tuo camminare e tutti hai portato all’altare. Per tanti paesi della nostra Calabria hai voluto una guida donare tante Suore hai voluto chiamare. Oggi dal cielo contempli e sorridi le tante folle che ti sanno acclamare circondato di fiori sarai sull’altare. Piccolo arciprete di Acri prega per noi non ti dimenticare insieme a te vogliamo amare. Giovanni Celìa NECROLOGIE Al termine della dura via crucis ultimamente vissuta nella casa di sua figlia Marcella e in ospedale, si è spenta l’11 giugno la 70enne nostra compaesana LIA BALDINO ved. Pascale Liuccia è stata una donna di grandi virtù familiari. Le esequie hanno avuto luogo nel pomeriggio di domenica 12 giugno nella chiesa madre “San Francesco di Paola” di Cittadella del Capo. Alla figlia Marcella che l’ha intensamente assistita negli ultimi difficili tempi di precarietà fisica, alla figlia Samantha, ai nipoti e ai numerosi altri parenti, le sentite condoglianze del Giornalino. È scomparso a Cosenza il 77enne nostro compaesano GIOVANNI LENZI I funerali si sono svolti a Cittadella nel pomeriggio di domenica 19 giugno. Il carissimo amico Giovanni è stato un uomo di eccelse qualità morali, culturali e professionali. Finché vivremo ci sarà impossibile dimenticarlo. Alla moglie Giulia, ai figli Giandomenico ed Elisabetta, alla nuora, al genero, ai nipoti, al fratello Mario e agli altri familiari le nostre sentite condoglianze. (Ciao Vanni. I compagni di Ragioneria, Paola 1953-1958).

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