L'Albero Verde n. 2-2016 Luglio 2016

 

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Trimestrale del CIAI

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India Donne e villaggi del Sud Italia Ragazzi Harraga Anno XXII - N° 2 - Trimestrale del CIAI - Luglio 2016 Centro Italiano Aiuti all’Infanzia Poste Italiane spa - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/04 n. 46) Art. 1.1 LO/MI

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PRIMADITUTTO NON È MAI TROPPO TARDI Abbiamo da poco passatola metà dell’anno e la Campagna Tesseramento approntata per il 2016 da CIAI ha già dato buoni frutti. Ad oggi siamo a quota 1480 Soci. Un ottimo risultato, ma possiamo -potete- fare ancora di più. Eravate Soci nel 2015 e non avete ancora rinnovato? Siete ancora in tempo per recuperare: contattate Cristiana Carella (cristiana.carella @ciai.it, tel 0284844430)o andate sul sito CIAI (www.ciai.it/socio/). Non siete mai stati Soci? Non è mai troppo tardi per prendere le buone abitudini: contattate Cristiana Carella (cristiana.carella@ciai.it, tel 0284844430)o andate sul sito CIAI (www.ciai.it/socio/). Siete già Soci 2016? Ciò significa che avete capito l’importanza di questo gesto e significa anche che avete a disposizione l’arma migliore per poter far avvicinare alla nostra causa almeno un’altra persona: l’esempio. Come molti di voi già sanno, il fatto che CIAI sia un’associazione è una scelta ben precisa, rinnovata molto di recente in occasione del confronto richiesto dal Consiglio Direttivo ai propri Soci per le modifiche statutarie. Se CIAI è un’associazione è evidente che per poter svolgere appieno il proprio ruolo a tutela dei diritti dei bambini più vulnerabili ha bisogno di un numero sempre maggiore di Soci, con i quali confrontarsi, affrontare le sfide quotidiane, crescere per poter operare cambiamenti sempre più significativi nelle vite di un numero sempre maggiore di bambini. Con la stessa forza, la stessa tenacia, la stessa cura che si dedica ad un figlio. IDENTIKIT DEL SOCIO CIAI Il socio CIAI pensa che ogni bambino del mondo abbia diritto alla stessa attenzione, la stessa cura, lo stesso rispetto che riserviamo ai nostri figli. Riconoscendosi nei valori fondamentali dell’associazione, il Socio CIAI è una persona che vuole sempre stare dalla parte dei bambini, con la premura di guardare alle situazioni dal loro punto di vista; ritiene che tutte le persone abbiano la stessa dignità e meritino la stessa attenzione; non ha pregiudizi e considera ogni idea e posizione degna di essere presa in considerazione ed utile ad un confronto costruttivo; è contrario a qualsiasi forma di violenza e di comportamento che rechi danno fisico o psicologico alle persone; rifiuta ogni forma di corruzione e di pratiche illegali ed è attento all’eticità dei comportamenti. CIAI - Centro Italiano Aiuti all’Infanzia SEDE LEGALE Via Bordighera, 6 - 20142 Milano Tel. 02 848441 Fax 02 8467715 - info@ciai.it - www.ciai.it SEDI LOCALI LAZIO - Via Parigi 11 - 00185 Roma Tel /Fax 06 7856225 - lazio@ciai.it PUGLIA - Via Bozzi, 35 - 70121 Bari Tel 080 743996 Fax 080 5940035 - puglia@ciai.it SARDEGNA - Via Roma, 54 - 09123 Cagliari Tel 070 0992930 Fax 070 0992941 - sardegna@ciai.it TOSCANA - Sede Cooperazione Toscana c/o CMSR Via della Madonna, 32 - 57123 Livorno Tel 800944646 toscanacooper@ciai.it VENETO - Via A. Grazioso, 5 - 35133 Padova Tel 049 8077210 Fax 049 7160054 - veneto@ciai.it GRUPPI TERRITORIALI CATANIA - Nuccia Vannucci Auteri ciainuccia@virgilio.it COSENZA - Michele Greco - chelegreco@gmailcom GENOVA - Michela Grana - mgrana@tin.it MONOPOLI - Maria Luisa Fanizzi - rubyfanizzi@libero.it NAPOLI - Anna Falciatore - fam.derosa@tin.it PADOVA - Nico e Paola D’Angelo volontaripadova@gmail.com PESCARA - Patrizia Sciarra - patriziasci@tiscali.it PRATO - Pierluigi Bertolini pierluigi.bertolini@ultra.it ROMA - Fabrizia Sepe - fabrizia.sepe@fastwebnet.it TORINO - Maurizio Zoè - maurizio.zoe@tiscali.it TRIESTE - Lucio Mircovich - luciotrieste@alice.it VERONA - Daniele Soardo e Silvia Vartolo gtcverona@always-dao.org SEDI ESTERE CIAI BURKINA FASO - 01 bp 278901 Ouagadougou CIAI CAMBOGIA - N. 2 St. 135 - P.O. Box 1150 Phnom Penh CIAI COSTA D’AVORIO - Cocody-Angré Caféier 7-17 BP 229 Abidjan 17 CIAI INDIA L’Avenir Apt N. 3,108 Pappamalkoil St. Puducherry CIAI ETIOPIA Bole Subcity, Woreda 04, House n. 102 P.O box 2009 Addis Ababa - Ethiopia CIAI VIETNAM - N. 8, Tua Hoa-Quandg An-Tay HoHanoi - Vietnam CIAI COLOMBIA - Camera 15 N.116-36-Oficina 613-Centro Comercial Starco-Bogotà-DC

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L’EDITORIALE Hanno diritto al loro futuro L’Albero Verde Anno XXII - n. 2 - luglio 2016 In questo numero 4 In primo piano Il cambiamento fuori e dentro 7 India Donne e villaggi del sud 10 Italia Viaggio dell’apprendista cittadino del mondo 12 Adozione Questa lunga gravidanza adottiva 14 India Una scuola davvero speciale 16 Vietnam Relazioni pericolose 18 Adozione Un’esperienza che va sostenuta nel tempo 22 Italia Ragazzi Harraga L’Albero Verde Direttore Responsabile Donatella Ceralli - donatella.ceralli@ciai.it Hanno collaborato: Elisabetta Borzini, Paola Crestani, Paola Cristoferi, Nam Soon Kim D’Amato, Rita Gastaldi, Benedetta Lorenzini, Marina Raymondi, Andrea Rossetti Fotolito - Stampa - Spedizione: Inchiostro Arti Grafiche Srl, Via del Parco 29, 20064 Gorgonzola (Mi) Redazione e edizione: CIAI, Via Bordighera, 6 20142 Milano Periodicità: Trimestrale- Sped. in Abb.Post. - Milano Registrazione n. 432 del 29/07/1994 -Tribunale di Milano I l momento che stiamo attraversando non è dei migliori. E come se il mondo ci si stesse stringendo attorno, quella bella sensazione di libertà che avevamo imparato ad apprezzare stia vacillando e ci sia solo spazio per la paura, l’inquietudine, la mancanza di fiducia nel futuro. Ho letto recentemente che da un’indagine è emerso un fenomeno nuovo: i ragazzi italiani -fra i 12 e i 18 anni- sono “spaventati” dal futuro. C’è chi ha paura di non trovare lavoro, chi di essere aggredito a scuola, chi di non riuscire a farsi una famiglia. Pare, e questo è il dato più sconvolgente, che questo aspetto sia emerso per la prima volta nel nostro paese. Come genitore o più semplicemente come adulto mi sento profondamente in colpa: come abbiamo potuto fare questo? come abbiamo lasciato che il mondo cambiasse così in fretta, dalla grande illusione del “tutto è possibile, basta volerlo” al disincanto del “che ne sarà di noi”? So che questa è una visione molto parziale della realtà, strettamente legata a questa parte di mondo. Ovviamente so bene quanti genitori in tanti altri paesi, devastati dalla guerra o dalla miseria, una situazione anche ben più grave di questa l’abbiano vissuta e la vivano quotidianamente. Ma non mi aspettavo che a trovarsi in una situazione di tale mancanza di sicurezza fossero i nostri figli. Ma i sensi di colpa non portano da nessuna parte. È il momento che ciascuno di noi, per quel che gli compete, con le proprie potenzialità e i propri mezzi agisca perché ai giovani venga restituita la possibilità di pensare al proprio futuro. E di sperare. A tutti i giovani. Indipendentemente dal colore della pelle o dai tratti somatici. È quello che tutte le persone che si riconoscono in questa associazione si sono impegnate a fare e fanno ogni giorno. Con tenacia, impegno, consapevolezza dei propri limiti ma, al tempo stesso, delle proprie potenzialità. Che le vacanze estive, che auguriamo a tutti di vivere con serenità, possano aiutarci a rinnovare le forze e ripartire nella nostra missione con ancora maggior vigore. Buona estate! Donatella Ceralli 3

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PRIMO PIANO Il cambiamento fuori e dentro a cura di Donatella Ceralli Proprio una bella Assemblea quella che ha visto riuniti i Soci di CIAI a Cervia, dal 15 al 17 aprile. Una partecipazione interessante anche sul piano numerico: quasi 200 gli adulti, più una sessantina di bambini; ad interessare i primi, una serie di approfon- dimenti sui temi che toccano da vicino la nostra associazione, a divertire e intratte- nere i secondi le bravissime animatrici del Centro Stadera. A questo proposito, le vo- gliamo ringraziare a nome di tutti genitori presenti per la bellissima interpretazione de “La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” con la quale sono riuscite a coinvolgere i bambini e che ha rappresentato il momento clou della serata di sabato. Il filo conduttore della giornata centrale è stato “Il cambiamento”: attraverso di esso abbiamo cercato di leggere la realtà -più o meno vicina- nella quale CIAI si trova ad operare quotidianamente. (condizioni fisiche e sanitarie del bambino); di sviluppo (attività cognitive e ludiche); di partecipazione (relazione con la famiglia nucleare ed estesa, relazioni con l’ambiente circostante); di protezione (storia adottiva) e l’accompagnamento post adottivo (rapporti con i Servizi Sociali del territorio e la presa in carico del minore e/o della famiglia nel privato sociale). Ripor- scolastico. I fratelli, poi, mostrano un rendimento scolastico migliore rispetto ai bambini adottati da soli (“buono/medio” nel 48% dei casi per i primi, contro lo “scarso” del 43,3% dei secondi). Pur presentando dei limiti, dovuti principalmente al fatto che si tratta di report e non di osservazione diretta del bambino, la ricerca, che ricordiamo è ancora in fase di Come stanno i nostri figli? tiamo alcuni dei risultati più rilevanti. ultimazione, induce comunque a rispon- La sera di venerdì 15 è stata dedicata al- L’adattamento ai genitori è stato positivo dere “bene” alla nostra domanda iniziale: l’anticipazione di una ricerca, ancora in fase sia nei bambini in età prescolare (nel “Come stanno i nostri figli?”. di completamento, effettuata da Alessandra Santona, ricercatrice presso l’Università Bicocca di Milano e referente post adozione di CIAI. La ricerca intende valutare l'andamento nel tempo delle adozioni internazionali indagando la qualità dell'inserimento e dell'adattamento del figlio 97,1% dei casi) sia in quella scolare (97,7%). Per quanto riguarda l’adattamento ai coetanei, i valori cambiano a seconda di chi ha compilato il follow up. Risulta buono: nel 100% dei casi se a compilarlo è stato uno psicologo dei Servizi, nel 91,1% se la compilazione è stata effettuata La famiglia che cambia Stepchild adoption, adozione da parte di coppie omosessuali, maternità surrogata: se ne parla molto, negli ultimi tempi e abbiamo voluto offrire ai soci di CIAI l’opportunità di confrontarsi, con equilibrio e adottivo nel contesto familiare e sociale, at- dallo psicologo dell’Ente e nel 99,2% nel senza pregiudizi di sorta, con queste realtà. traverso le schede di follow up a disposi- caso in cui la compilazione sia stata fatta La giornalista di VITA Sara De Carli ha zione di CIAI. Sono stati presi in dai genitori. Rispetto a quanto il bambino moderato un interessante incontro sull’ar- considerazione 266 follow-up di bambini parli ai genitori adottivi della famiglia d’ori- gomento con Marco Chistolini psicologo e adottati (209 maschi e 151 femmine) negli gine ci sono differenze fra i bambini adot- psicoterapeuta, Alessandra Santona e Rosa anni 2008/2014, provenienti da India, tati da soli o con fratelli; fra i primi, ne Rosnati, professore ordinario di psicologia Cina, Burkina Faso, Colombia, Etiopia, parla il 37,3%, fra i secondi, il 65,1%. sociale presso la Facoltà di Scienze Politiche Thailandia, Vietnam e Cambogia; l’età Emergono differenze anche in merito a e Sociali, Università Cattolica di Milano. media è di 5 anni e 4 mesi. Il numero dei quanto viene raccontato dai bambini del Alessandra Santona ha introdotto l’argo- fratelli adottati insieme è 56: di questi, il periodo post abbandono: i bambini adot- mento presentando i risultati delle ricerche 48,5% con un solo fratello (2 figli), il tati da soli ne parlano nel 45,2% dei casi; ritenute attendibili dalla comunità scienti- 44,4% con due fratelli (3 figli) e il 7,1% quelli adottati con fratelli, nel 78,4%. fica fino ad ora condotte sulla genitorialità insieme ad altri tre fratelli (4 figli). Le L’andamento scolastico può essere correlato omosessuale. Ecco, in estrema sintesi, i ri- schede di follow up prendono in considera- all’età dell’arrivo in Italia del bambino: sultati delle 7 prese in considerazione. zione le seguenti aree: di vita e medica maggiore è l’età, migliore il rendimento Alla domanda “Un bambino per crescere 4

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ha bisogno di una mamma e un papà?”: la nitoriale che si traduce in: sensibilità, re- le capacità per sapere cosa serve a un bam- risposta in 5 casi è negativa e in 2 casi po- sponsività, empatia, intersoggettività, capa- bino adottato: qualunque coppia si rivolgerà sitiva. L’avere genitori omosessuali non in- cità di regolare i propri stati emotivi e di a noi saremo in grado di valutare se ha in se ciderebbe sull’identità e sui comportamenti organizzare l’esperienza e... altre ancora. La le competenze necessarie a crescerlo nel mi- di genere dei figli, così come sulla vulnera- domanda che mi pongo è se queste compe- gliore dei modi. Grazie per la civiltà con cui bilità psicologica dei bambini. Andando più nello specifico sull’adozione, le 5 ricerche che hanno preso in considerazione questo aspetto hanno valutato in 4 casi che le coppie omosessuali potessero rappresentare una valida risorsa per i bambini in stato di abbandono. “Le principali critiche che sono state mosse a queste ricerche - ha evidenziato Alessandra Santona - sono: non sempre i campioni sono così numerosi da rendere il fenomeno rappresentativo, l’origine dei dati è quasi sempre interna alla famiglia, mancano follow up e vi è poca specificità degli studi sull’adozione”. tenze possano essere espresse da una coppia omosessuale. La mia risposta è sì, perché sono competenze che non fanno riferimento al- l’orientamento sessuale.” In merito allo “stigma sociale” Chistolini ha affermato: “Essere figli di una coppia omosessuale espone a rischio di essere socialmente discriminati? Molto probabilmente sì, ma siamo sicuri che questo sia un valido motivo per opporsi?” Sulla definizione di “famiglia diversa” che spesso viene data alle coppie omosessuali, Chistolini sottolinea come di fatto la famiglia adottiva sia già in sè una famiglia non ci siamo confrontati”. Il mondo che cambia La sezione pomeridiana è stata coordinata da Cristiana Castellotti, giornalista Rai che così ha introdotto l’argomento: “Il mondo cambia molto velocemente. Mi occupo di Radio3 mondo che è nato nel 1999 per volontà di Lucia Annunziata per aprire una finestra sul mondo. La direzione Rai non era tanto convinta: che cosa interessa agli italiani delle politiche estere? Pensavano. Il mondo, invece è cambiato molto velocemente: l’11 settembre 2001 ha segnato tutti dando una sterzata, facendo nascere una serie di feno- Le ricerche sul tema specifico omosessua- usuale. E lo dimostra concludendo con una meni nuovi, come lo scontro fra civiltà”. lità e adozione prese in considerazione da provocazione: “Molti avrebbero difficoltà ad Ha poi introdotto la giornalista Marina La- Rosa Rosnati nel suo intervento, volto a immaginare un bambino ‘chiaro’ in una fa- lovich che, nata a Belgrado, può ben spie- “tracciare la complessità della questione evi- miglia di colore. Lo esporremmo ad ulteriore gare perché i Balcani vengono definiti tando ideologismi o semplicismi”, sono 14 diversità. Ma qualcuno si sentirebbe di soste- “specchio e spettro d’Europa (13 Usa e 1 Uk), tutte recenti e prendono nere l’inopportunità di inserire bambini “La mia presenza è una perfetta commistione in considerazione bambini in età scolare e bianchi in coppie di colore? Vogliamo solo fra esperienza personale e professionalità. Po- prescolare. Il primo limite evidenziato è prendere atto di una realtà discriminatoria trei partire proprio dalla mia storia personale che non ci sono studi adolescenziali e lon- oppure dire che noi stiamo dalla parte di chi per arrivare all’impact migration. Il mio per- gitudinali che potrebbero offrire risultati si batte contro le discriminazioni, qualunque corso personale contiene i simboli del cam- più significativi. Non è quindi possibile va- esse siano? Quindi: consapevolezza della com- biamento che per me è iniziato quando nella lutare i cosiddetti sleepers effects, possibili plessità ma impegno per aprire e promuovere mia aula di scuola, ed era il 1989, la foto di effetti che emergono nell’età adulta. Fra gli un cambiamento”. Tito è stata cambiata con la foto di un santo.” elementi da tenere in considerazione vi è la Il cambiamento nei Balcani ha anche voluto stabilità della coppia e il supporto fornito Ospite inatteso (la sua presenza presso dire passaggio da Paese di emergenza (pe- dalle famiglie d’origine. l’Hotel Dante a Cervia è stata del tutto ca- riodo della guerra) a fulcro dell’accoglienza. In estrema sintesi, ecco i punti di criticità suale e legata ad una tappa della sua tour- Di come sono cambiate oggi anche le emersi dall’analisi di Rosa Rosnati: man- née), l’attrice Pamela Villoresi. Madre di guerre ha invece parlato Emanuele Gior- canza di una figura paterna (cruciale per i due figli biologici e una adottiva tramite dana, scrittore e giornalista, direttore del- figli adottivi che hanno alle spalle storie di CIAI, è anche “nonna Arcobaleno”. Ha vo- l’agenzia multimediale Amisnet. “Qualcuno abbandoni plurimi da parte di figure fem- luto quindi condividere la sua esperienza ha definito le guerre moderne guerre fra la minili) nei casi di coppie di lesbiche; man- con i Soci CIAI. gente, non più nei campi di battaglia ma canza di figura materna (fonte di identificazione benefica sostitutiva delle figure femminili abbandoniche), nei casi di coppie gay; relazioni intergenerazionali con i nonni e la rete parenterale (fondamentale per costruire appartenenza familiare); dimensione sociale (spesso i bambini sono vittime di discriminazione già per adozione ed etnia con pesante impatto sull’autostima). Le riflessioni stimolate dai diversi interventi sono state veramente molte e il pubblico in sala, attento e numeroso, ha risposto con un interessante e partecipato dibattito. È chiaramente emersa la necessità di ascoltare anche il parere dei figli adottivi -gli adolescenti, gli adulti, su un tema che riguarderà certamente il loro prossimo futuro. nelle zone civili. Due generali cinesi hanno coniato un altro termine: guerra senza limiti. Io la definirei guerra liquida.” Giordana ha poi sottolineato come spesso si usino termini diversi per definire ciò che, di fatto e per chi lo subisce, è una guerra; e ha poi invitato a riflettere su come esistano guerre nascoste o “a distanza” con l’utilizzo dei droni, ad esempio. Gli stessi droni ven- Marco Chistolini ha esordito precisando Ha concluso la mattinata Paola Crestani, presidente di CIAI. “Credo ci sia ancora gono anche utilizzati per raccogliere informazioni per poter programmare le azioni che le sue considerazioni in materia parti- tanto da discutere su questo argomento e future: sorvolano una certa area, identifi- vano dall’esperienza di psicologo e non di l’obiettivo di oggi era proprio dare inizio a cano il nemico e lo colpiscono, intanto rac- “esperto” di omosessualità e adozione. questa riflessione, non certo arrivare a delle colgono dati geografici, informazioni sulle Nelle sue riflessioni è partito dalla do- conclusioni. Certamente sull’argomento c’è infrastrutture distrutte che andranno rico- manda: di cosa ha bisogno un bambino fermento, ci sono già alcune leggi in discus- struite... “la guerra con i droni prepara una adottivo? “Per offrire ad un bambino tutto sione. Ma quello che desidero è che quando colonizzazione del territorio”, ha detto. ciò di cui ha bisogno le persone che lo accol- una legge passerà, qualunque essa sia, noi sa- I cambiamenti avvenuti nella cooperazione gono devono avere una buona competenza ge- remo pronti. Abbiamo tutte le competenze e continua a pag. 6 5

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internazionale sono stati evidenziati da di miglioramento non sono pochi” ha detto zionali, adozioni corrette, trasparenti e di Claudio Ceravolo, presidente della “sto- Palmerini. Nel 2015 oltre 70.000 persone, qualità”- si dice tra l’altro nel comunicato. rica” Ong Coopi. “Anche nella cooperazione per metà bambini, hanno beneficiato di- l’11 settembre ha cambiato tutto. Prima c’era rettamente delle attività di CIAI in 12 La domenica mattina ha avuto due mo- il nord e il sud del mondo e l’idea della coo- Paesi. Quasi 2000 volontari hanno soste- menti in contemporanea: alcune coppie perazione era unidirezionale. Adesso non pos- nuto le attività dell’associazione e quasi 200 adottive hanno ascoltato la testimonianza siamo più definire con tanta precisione nord tra dipendenti, collaboratori e consulenti di Isabela Cristina Cardenas- psicologa e e sud del mondo”. Anche il tipo di aiuto è hanno prestato la loro opera professionale. capo missione CIAI Colombia, sul mo- cambiato: dieci anni fa cooperazione era Dal punto di vista economico l’anno si mento del primo incontro con il bambino istruzione, sanità e agricoltura. Oggi non è chiude con una piccola perdita che, pur che rappresenta l’avvio della sua relazione più così e la cooperazione è mirata allo svi- non costituendo un distacco significativo con i genitori adottivi, introdotta da Marco luppo. Ceravolo vede positivamente il da una situazione di pareggio, rivela co- Chistolini; un gruppo di Soci ha invece ri- maggiore spazio che la nuova legge sulla munque la non completa stabilità del- flettuto sulle nuove possibilità di coinvolgi- cooperazione darebbe all’intervento dei pri- l’equilibrio economico dell’organizzazione. mento nei gruppi territoriali e sulle vati; non è dello stesso parere Emanuele “Riteniamo essenziale integrare le nostre va- possibilità di sostenere, a diversi livelli e con Giordana, che si dichiara preoccupato del lutazioni con la misura dell’impatto del no- differenti modalità, le attività dell’Associa- peso assunto dai privati anche nella società stro lavoro. A questo scopo abbiamo iniziato zione. italiana. ad identificare degli indicatori quantitativi Altro aspetto da tenere in gran conto è di misura del cambiamento positivo che le no- Dando appuntamento all’edizione 2017 quello del rischio di “colonizzazione” insita stre attività generano”, conclude Palmerini. (che si svolgerà sempre a Cervia dal 22 al nella cooperazione. “Purtroppo noi siamo Paola Crestani ha poi sottoposto al voto 25 aprile, con una formula nuova che nei sempre convinti di essere i migliori e la vi- dell’Assemblea il Bilancio Consuntivo prossimi mesi verrà delineata e comuni- sione occidentalistica del mondo mi preoc- 2015 che è stato approvato all’unanimità. cata) Paola Crestani conclude con questa cupa”, ha sottolineato Giordana. “Bisogna Come di consueto, si è poi svolto un lungo considerazione: “Quel che più conta è che ci riflettere su ciò che significa sviluppo. È chiaro ed intenso dibattito rispetto alle attività di siamo riscoperti, come ogni anno, una grande che ci vuole rispetto. L’America latina ad cui si occupa CIAI. In particolare l’atten- famiglia e abbiamo la consapevolezza che in- esempio non ha mai rinunciato alla propria zione dei soci è stata richiamata dalla diffi- sieme possiamo raggiungere risultati impor- cultura”, ha ribadito Ceravolo, che ha sot- cile situazione che sta attraversando il tanti per i ‘tutti i bambini del mondo”. tolineato anche l’importante ruolo che le mondo delle adozioni con la Commissione ong svolgono nella tutela dei diritti umani. Adozioni che non si riunisce da più di due Il CIAI che cambia Nella seconda parte del pomeriggio di sabato, si è tenuta la vera e propria Assemblea dei Soci CIAI. Dopo la lettura e approvazione, all’unanimità, del verbale dell’Assemblea di novembre 2015, il direttore Paolo Palmerini, i responsabili dei diversi settori e i direttori territoriali hanno illustrato le attività dello scorso anno. E’ stato innanzitutto ricordato come il 2015 sia stato l’anno nel quale si è concluso il percorso di revisione dello statuto. Il nuovo assetto dell’organizzazione approvato dall’assemblea straordinaria di Novembre prevede alcune importanti modifiche come l’equiparazione di tutti i soci indipenden- anni, non fornisce i dati delle adozioni internazionali raccolti nel consueto report, fermo al 2013, non riunisce gli enti autorizzati dal dicembre 2014 e non li coinvolge nelle comunicazioni che riguardano le relazioni con i Paesi nei quali lavorano, non verifica le rendicontazioni dei progetti di sussidiarietà. Al termine della discussione tutti i soci hanno ribadito la fiducia al Consiglio nel proseguire sulla linea di trasparenza, correttezza, richiamo alle singole responsabilità di tutti gli attori dell’adozione che ha sempre contraddistinto CIAI e che si vuole mantenere, nonostante il periodo di grande difficoltà. temente dall’origine del loro avvicinamento L’assemblea dei soci ha quindi condiviso un a CIAI, una durata più estesa delle cariche comunicato inviato alle autorità compe- sociali per una maggiore solidità dell’asso- tenti e veicolato sul sito e attraverso i social. ciazione e una maggiore elasticità nell’atti- “Come associazione che da sempre, anche in vare nuove forme di intervento per collaborazione con altre organizzazioni eu- raggiungere gli scopi sociali. Queste modi- ropee ed internazionali, lavora per assicurare fiche rendono CIAI un’associazione più in- la correttezza delle adozioni, chiediamo al clusiva, solida e dinamica per affrontare le Presidente del Consiglio e Presidente della sfide che si pongono sempre nuove lungo il Commissione Adozioni che vengano messe in nostro percorso. atto tutte le azioni necessarie a garantire un “Il primo anno del Piano Triennale si con- completo e corretto funzionamento della CAI clude con una complessiva soddisfazione ri- in modo da assicurare, sia alle famiglie ita- spetto al raggiungimento degli obiettivi, anche liane che alle autorità dei Paesi stranieri con Il parere dei partecipanti Al termine dell’Assemblea 2016 abbiamo chiesto ai partecipanti di compilare un semplice questionario di gradimento. L’analisi delle risposte, ci consentirà di organizzare nel modo più in sintonia con i nostri Soci i prossimi momenti assembleari, sia dal punto di vista dei contenuti (temi da affrontare) sia da quello della suddivisione dei tempi. Alla prima domanda “Complessivamente l’esperienza è stata positiva” il 54% ha risposto “Moltissimo”, il 42% “Molto” e il 4% “Non so” Risultati soddisfacenti anche per la scelta degli argomenti trattati che hanno interessato “Moltissimo” il 58%, “Molto” il 35%, “Abbastanza” il 4 %, mentre un altro 4% risponde “Non so”. Scendendo nel dettaglio delle diverse sezioni che hanno composto l’Assemblea, ha riscosso maggiore interesse la ricerca sui follow up (“come stanno i nostri figli”) con il 28%, seguita da “la famiglia che cambia” 20%, “sogno o son desto” (il primo incontro con il figlio adottivo) 18%, “il mondo che cambia” 15%, “CIAI che cambia” 12%, “socio che cambia 7%”. se molto lavoro resta ancora da fare e gli spazi cui l’Italia collabora per le adozioni interna- 6

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INDIA Donne SUDe villaggi del di Rita Gastaldi Eccomi qui, di fronte a me un corridoio delineato da due file, sorridenti, di ragazze in divisa blu e azzurra, le allieve del corso infermiere del Community College, a Usilampatti (Tamil Nadu). Ho superato la cerimonia di benvenuto – la prima delle tante che mi accoglieranno in questo viaggio -, che gli indiani riservano agli ospiti di riguardo: il piccolo piattino sul quale la fiamma brucia tra i fiori, le fo- glie di banano e i mucchietti di riso della puja, in cerchi intorno al capo, il tilak rosso in mezzo alla fronte, la corona di fiori in- torno al collo. Ora affronterò il corridoio sotto una pioggia di petali di rose, la prima delle manifestazioni di omaggio, saluto, ri- spetto che, a volte eccessive ai miei occhi di occidentale, mi coglieranno di sorpresa e mi faranno sentire un po’ a disagio in que- sto viaggio. Disagio fortunatamente atte- di crescita. bito comunque dello stesso distretto, Usi- nuato dalla sensazione che questi atti, le cui Nel caso specifico, poi, l’insegnante che lampatti, l’immagine che mi viene offerta radici affondano nelle tradizioni più anti- torna al villaggio dopo gli studi è anche la dall’India del Community College e dalle che, sono ancora vissuti con una sponta- migliore risposta al problema dell’assentei- cliniche private è ben diversa da quella dei neità e sincerità quasi affettuose. smo e della fuga, appena possibile, degli in- villaggi dove incontro le giovani del soste- Inizia così il mio ultimo viaggio nell’India segnanti ”comandati” dal governo in aeree gno a distanza, con i loro famigliari e nelle di CIAI, in realtà un ritorno, almeno nel remote. loro capanne, in un mondo non molto di- distretto di Usilampatti. È quasi un sentirsi Il mio itinerario, e programma di visite ed verso da quello che ho fotografato nei miei a casa, con amici che ricordano il primo in- incontri, è focalizzato sui due distretti, primi viaggi in India, 20-30 anni fa! contro, nel 2007, e mi aggiornano su che quello di Usilampatti, Madurai, in Tamil A Usilampatti sono state organizzate per cosa è nel frattempo avvenuto. La notizia Nadu, dove il CIAI opera in collaborazione me la visita del Vasantham Community per me più bella è quella che riguarda la ra- con ICCW (Indian Council for Child College, con particolare attenzione al corso gazza che sostenevo allora; conclusi gli studi Welfare)– Madurai Council, da quasi tren- biennale per infermiere che sostengo - vi ha realizzato il sogno che mi aveva confi- t’anni, e quello di Boudh, in Orissa, dove sono anche corsi per operatori IT, sartoria dato: insegna in un villaggio, sposa di un il progetto svolto in collaborazione con e ricamo -; incontri con le giovani diplo- insegnante e madre di tre figli. Sono con- YCDA (Youth Council for Development mate degli anni precedenti; visite e incon- tenta perché vedo così realizzato ciò che, Alternatives) è agli inizi, avviato nei primi tri nelle strutture ospedaliere dove le credo fermamente, è lo strumento più effi- mesi del 2015 (vedi “L’Albero Verde” 1- giovani sono state assunte o svolgono pe- cace per avviare un concreto virtuoso pro- 2016). La differenza percepita tra le due re- riodi di stage; incontri con giovani che cesso di crescita e realizzare gli obiettivi dei altà con le quali vengo a contatto è notevole fruiscono del sostegno a distanza CIAI progetti più evoluti - empowerment e awa- e, pur non sottovalutando il contesto ge- (SAD) e le loro famiglie, nei villaggi; in- reness. I collaboratori delle ONG, comun- nerale - grado di sviluppo e reddito medio contri con le donne che hanno beneficiato que bravi e comunque frequenti siano le dei due Stati indiani -, credo che possa es- del programma sostenuto l’anno scorso di loro visite, difficilmente possono incidere sere vista come indicazione dei risultati ot- avvio all’agricoltura. sui costumi della comunità come un mem- tenibili, in questo caso ottenuti, grazie Al di là dei numeri, comunque importanti bro della stessa che abbia già percorso, con all’intervento, coordinato e sinergico, delle e significativi (attualmente frequentano il successo e grazie allo studio, un cammino due ONG, l’italiana e l’indiana. Nell’am- corso 42 studenti, tutte ragazze, prove- 7

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nienti da 28 villaggi; delle 20 giovani che hanno ottenuto il diploma l’anno scorso, 17 hanno trovato lavoro in 9 ospe- dali e almeno una delle 3 che si sono sposate ha intenzione di riprendere a lavorare) e dei ri- sultati economici (il salario per- cepito è determinante nell’economia famigliare, a volte l’unico) e professionali (medici e capi-infermiere in- contrati hanno espresso grande apprezzamento sia per la for- mazione che per la diligenza e l’atteggiamento di amorevole cura di queste giovani donne verso i pazienti loro affidati), è stato per me importante, anche come conferma della validità del progetto e del nostro impegno, cogliere rischiò a pedali! i cambiamenti che lo studio, ma soprat- La stessa immagine di donne con- tutto il lavoro, hanno prodotto in queste sapevoli e determinate, senza timi- giovani donne, in termini di dignità, fidu- dezza nel prendere la parola per cia in sé stesse, consapevolezza dei propri raccontare la loro esperienza o i loro diritti, auto-affermazione, anche e soprat- problemi, mi viene offerta dalle par- tutto nell’ambito famigliare, capacità di tecipanti (50 donne, di età più ma- opporsi e contrastare lo stato di “suddi- tura delle giovani infermiere) ai tanza” e servitù al quale è tradizionalmente corsi di agricoltura/allevamento pic- ridotta la sposa indiana nei confronti del coli animali dell’anno scorso, be- marito e della suocera. Ennesima dimo- neficiarie della fornitura dei 123 Kit strazione che la via della liberazione passa di giardinaggio. Risultato tanto più attraverso l’indipendenza economica e che apprezzabile considerando le condi- l’educazione che non si traduca in concrete zioni di partenza – donne al di sotto opportunità di lavoro spesso non basta per della soglia di povertà, appartenenti avviare un processo di sviluppo economico alle caste degli “intoccabili”, ecc. - e di emancipazione individuale. e la percentuale (70%) che ha con- Dall’incontro con giovani diplomate, seguito concreti benefici economici, met- emerge come il permesso della famiglia a tendo a frutto le conoscenze acquisite e le frequentare il corso sia spesso ottenuto a fa- tecniche apprese. tica e come, da un lato, la famiglia si “ar- Anche per queste donne, credo, sono stati renda” solo in vista della prospettiva di un importanti, oltre alle conoscenze tecniche salario indispensabile per il nucleo fami- acquisite, i benefici indiretti che sono deri- gliare, dall’altro la giovane “combatta” per vati dalla partecipazione ai corsi: possibilità ottenerlo anche perché con lo studio prima di incontro tra donne, e relativo scambio e con il lavoro poi si difende da un matri- di idee, ricerca insieme delle soluzioni ai monio precoce e indesiderato. problemi quotidiani, contributo al reddito Come sempre mi colpiscono il livello dei famigliare, quindi riconoscimento di mag- salari indiani rispetto ai nostri (alcune in- gior dignità e ruoli anche all’interno della fermiere non raggiungono le 3.000/3.500 comunità di villaggio, partecipazione a rupie, pari a 45/50 euro al mese), l’orgo- Gruppi di Auto Aiuto (per organizzare glio con il quale vengono percepiti (l’orgo- un’attività o per accedere al micro-credito). glio di essere, come si definiscono, Sembra tuttavia mancare ancora una reale “produttrici di reddito”) e la generosità e capacità di unire le proprie forze per far va- senso di responsabilità nei confronti della lere i propri diritti nei confronti delle au- famiglia: una giovane, particolarmente do- torità – ci raccontano storie, veramente tata e apprezzata dai medici, tanto da rag- riprovevoli, di mancato pagamento, da giungere lo stipendio di 6.000/6.500 rupie parte del governo locale, di compensi do- (ca 90 euro), ha sollevato il padre dal la- vuti per il lavoro fatto, situazioni nelle quali voro… e il padre era un conducente di un nulla hanno potuto le proteste isolate. Una storia di successo In un villaggio, di fatto poche case perse nei campi, una donna elegantissima in sari verde ci illustra con orgoglio la sua piccola attività imprenditoriale: alleva capre e galline ovaiole, ha una mucca che ha figliato un vitello destinato alla vendita, raccoglie letame con il quale produce concime per i propri campi (ha un terreno di 2 acri) e per la vendita, fa “esperimenti” di bevande biologiche /dietetiche con il latte (ci fa assaggiare un latte rosa, al succo di barbabietole). Con i proventi, l’anno scorso ha sposato la figlia (il che ha significato prepararle la dote) e manda il figlio a scuola. Al momento del congedo ci chiede di firmare il quaderno predisposto per raccogliere firme e commenti dei visitatori …. siamo i primi! (r.g) 8

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Ultimo momento dell’esperienza in Usilampatti sono gli incontri con le ragazze del sostegno a distanza e i loro famigliari, nelle loro case, nei villaggi. Qui più che negli incontri al Community College o con il gruppo di donne del progetto agricoltura, che si sono svolti in un ambiente in qualche modo “asettico” (aule, sale di riunioni, ecc.), vengo a contatto con una realtà toccante, non molto diversa purtroppo dall’India dei miei primi viaggi, 20-30 anni fa. Anzi forse per alcuni aspetti ancora più desolata e squallida, perché le vecchie povere case sono a volte costrette e soffocate tra case in muratura, quadrati dai colori squillanti, elementi assolutamente estranei in un contesto di povertà agricola, inspiegabili se non facendo riferimento, mi dicono, alla corruzione che pervade tutto il mondo politico indiano. Ritrovo così le vecchie case indiane, un’unica stanza con la sola apertura della porta sul cortile angusto, prolungamento della casa, invaso da mobili rudimentali, utensili da cucina, abiti appesi, il tetto di lamiera e paglia, tutta la famiglia allineata in attesa, rigida in pose da ritratto “ufficiale”, i vicini che occhieggiano sulla soglia … purtroppo non mancano i figli con disabilità varie, conseguenza di matrimoni tra consanguinei, e la loro situazione è tanto più triste in quanto sono di fatto abbandonati a sé stessi ed è difficile organizzare un aiuto – ricordo la famiglia nella quale due figli su quattro avevano disabilità mentali, due ragazze di età indefinita, raccolte su sé stesse, quasi irraggiungibili, una, mi è stato detto, bravissima a disegnare …. La comunicazione in questi incontri è fatta di grandi sorrisi e di poche frasi di cui si fanno interpreti i collaboratori indiani del CIAI che mi accompagnano - l’inglese delle ragazze che pure ne frequentano i corsi, grazie al SAD, è così povero da non essere di nessun aiuto e loro sono così timide da non osare di utilizzare le poche frasi che riuscirebbero a mettere insieme! Naveena, la ragazza che sostengo e che ad aprile finirà il corso da infermiera nell’Istituto Governativo - corso quindi di 3 anni, riesce comunque a raccontarmi qualcosa della sua esperienza nei periodi di stage in ospedale e del suo desiderio di continuare gli studi per specializzarsi nell’assistenza ai malati di cardiologia, desiderio nato proprio da una sua esperienza in tale reparto. Come sempre sono piena di ammirazione per questi giovani che riescono a studiare in condizioni tanto disagiate, prive di tutto, delle cose più elementari, essenziali per ciò che noi definiamo “vita civile”, nelle quali il semplice fatto di riuscire ad avere cura dei libri, tenere i quaderni in ordine, avere una divisa pulita rappresenta ai miei occhi un puro miracolo! Sono toccata dal suo desiderio di continuare gli studi, che mi sembra sincero per il modo con cui lo confessa, timido quasi timoroso, per qualche suo concreto fondamento nella realtà che ha sperimentato. Vorrei quindi poterla aiutare e chiedo agli interlocutori CIAI che sono con me di raccogliere e trasmettermi informazioni in merito. Non so se arriveranno mai, ma con la mente e il cuore aperti a dar loro seguito, lascio il distretto di Usilampatti con l’augurio e la speranza che prosegua in questo suo difficile cammino verso un mondo migliore. Nella pagina d’apertura: Le allieve del corso infermere del Community College di Usilampatti accolgono Rita Gastaldi al suo arrivo al Centro. Nella pagina di fianco, le allieve già diplomate mostrano l’attestato (foto grande); una ragazza che partecipa al corso per infermiere. In questa pagina, alcuni momenti delle visite ai villaggi, occasioni d’incontro con l’India più vera.

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ITALIA Viaggio dell’apprendista cittadino del mondo “Ma la cosa più importante per esercitare i diritti di partecipazione è il sapersi assumere responsabilità, cosa che è direttamente legata all’esercizio dei diritti: non si può essere ascoltati se non si ha niente da dire, se non si è sufficientemente informati delle questioni, se non si accetta il rischio di essere contraddetti o corretti, se non si è disposti ad ascoltare anche gli altri.” (Innocenza Indelicato) C osì recita l’introduzione del muni di solidarietà, equità e rispetto reciprogetto di educazione alla proco. Attraverso la voce e l’esperienza dicittadinanza mondiale “Viag- retta di bambini e adolescenti che hanno gio dell'apprendista cittadino deciso di spendersi responsabilmente e atdel mondo”, realizzato da tivamente per “rendere il proprio mondo CIAI nelle scuole lombarde un po' migliore”, diventando protagonisti da aprile 2016, all’interno del progetto all'interno della società, il laboratorio si PROTECT - Per la protezione dei bambini prefigge di rafforzare il “senso” di cittadi- del Gamo Gofa dal traffico e dallo sfrutta- nanza degli alunni e quindi favorire la mento” finanziato dal Ministero degli Af- piena realizzazione di ciascuna risorsa fari Esteri e della Cooperazione umana. Ai ragazzi si offrono elementi af- Internazionale. finché non restino passivi a quanto succede Il percorso formativo, condotto da Agnese nel mondo e nel proprio territorio. Attra- Pennati, collaboratrice di CIAI anche al verso tecniche che favoriscono l’ascolto, il Centro Educativo Stadera, è rivolto alle dialogo e la partecipazione attiva, si cerca classi quinte della scuola primaria e le di sviluppare quelle capacità di collabora- prime della scuola secondaria di Milano e zione indispensabili per la realizzazione di hinterland e si sviluppa come approfondi- un progetto comune attraverso l’assunzione mento dell’esercizio della cittadinanza at- di responsabilità. Per essere degli esplora- tiva in ottica “glocale”, fondata cioè tori del mondo serve un po' di curiosità, sull'agire locale e il pensare globale. coraggio, senso dell'avventura e voglia di Educare alla cittadinanza glocale significa conoscere. Per essere dei cittadini del educare al pensiero critico, al rafforzamento mondo è necessario sentirsene parte e re- del legame sociale e dell’inclusione, alla sponsabili. Fermo restando il principio se- partecipazione, per promuovere una cul- condo cui la tutela del minore deve essere tura di pace. anteposta ad ogni altra priorità, responsa- In particolare, si è scelto di sottolineare bilizzare bambini e adolescenti sui “doveri” come il diritto alla partecipazione sia forte- verso la società significa stimolare la capa- mente interconnesso con gli altri diritti cità di rivendicazione consapevole dei pro- fondamentali, e come la cittadinanza attiva pri diritti. possa garantire pari opportunità per tutti, poiché si fonda su una visione di valori co- (P.C.) 10

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COME UN CHEROKEE di Paola Cristoferi* N arra la leggenda che il nativo Cherokee per diventare adulto dovesse superare una prova. Egli veniva portato nel cuore della foresta dal padre, il quale gli metteva una benda sugli occhi in modo che non potesse vedere. Fatto questo se ne andava, lasciandolo solo. Il ragazzo doveva restare seduto su un tronco d’albero fino a quando la luce del mattino fosse giunta e, filtrati i suoi raggi attraverso la benda, l’avesse avvisato che la notte era passata. Al momento della partenza il giovane doveva fare voto di non parlarne con nessuno e di conservare per sempre il segreto di quella notte. Il tempo trascorreva lento e amplificava ogni suono, voce, fruscio, passo di bestie selvatiche o raffica di vento tra i rami degli alberi. Il giovane, terrorizzato, al buio delle bende, non poteva piangere né tantomeno chiamare per cercare aiuto, nonostante la voglia di scappare o di ricominciare a vedere. Solo superando quella terribile notte sarebbe potuto tornare al villaggio ed essere dichiarato finalmente un uomo (adulto?) Infine, giunta la luce del primo raggio di sole, il ragazzo poteva rimuovere la sua fasciatura. E solo allora, superata la paura e la solitudine, scopriva che proprio lì, sul tronco accanto al suo, era seduto suo padre. In silenzio era rimasto lì tutta la notte, senza mai abbandonarlo, per proteggerlo da ogni possibile pericolo. Inizia così la piccola performance dei ragazzi del Centro Educativo Stadera, le cui voci raccontano questa storia mentre alle loro spalle scorrono le immagini dei loro volti disegnati e colorati, come quelli del giovane cherokee. Nella tradizione di ogni popolo ci sono storie e leggende che ci raccontano riti di passaggio. Ne abbiamo scelta una dei Nativi Cherokee, per parlare di noi, della nostra notte nel bosco, della nostra tribù.Abbiamo voluto raccontare la storia del Centro Educativo Stadera, che da due anni si dedica proprio al passaggio tra scuola primaria e scuola secondaria, a questo cambiamento che, come ogni prova da superare, porta con sé paura, stupore, curiosità, incertezza. Non ci sono regole per saper affrontare un cambiamento, ma siamo certi che -se non si è soli- sia più facile. La caratteristica principale dei bambini e ragazzi che frequentano il centro è proprio la scarsa fiducia che il mondo degli adulti dimostra nei loro confronti. Spesso le insegnanti ci segnalano situazioni in cui le famiglie non riescono a gestire o non riconoscono affatto le difficoltà e i cambiamenti dei propri figli e questo si manifesta proprio in un sentimento di solitudine e isolamento dei bambini, nella loro bassa autostima e nella difficoltà a fidarsi di chiunque. Il passaggio alla scuola media rappresenta il momento in cui questa fragilità emerge, perché per adattarsi al nuovo ciclo scolastico, ogni ragazzo deve poter contare sulle proprie risorse (e sapere di averne!) e sulla possibilità di chiedere aiuto agli altri. La nostra proposta educativa nasce proprio dal riconoscimento di questo bisogno e si traduce nella creazione di esperienze e laboratori che sviluppano le strategie di adattamento, le risorse individuali e la capacità di collaborazione. Il percorso teatrale è nato dalla preziosa collaborazione tra l’equipe educativa e la specialista di teatro che da anni collabora col Centro Edu- cativo. Il laboratorio qui diventa mezzo di esplorazione del proprio essere e di nuove modalità espressive. Attraverso il linguaggio teatrale, sia verbale che fisico-sensoriale, i ragazzi sperimentano la possibilità di cercare una propria definizione e di metterla in relazione con quella dei compagni. Il laboratorio diventa il luogo di questo incontro, quello in cui è possibile ascoltarsi senza giudizio e mettere con fiducia parte del proprio mondo interiore a disposizione di un progetto collettivo, di un racconto di tutti e per tutti. Molti dei nostri bambini hanno iniziato questo percorso carichi di resistenze e diffidenza. Dopo tre mesi di laboratorio teatrale, dopo uno o due anni di esperienza educativa insieme, li abbiamo visti capaci di raccontare se stessi, a voce alta, davanti ai loro genitori e agli insegnanti. Hanno parlato della loro notte buia e della sorpresa di non scoprirsi soli. * Coordinatrice attività educative CIAI 11

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ADOZIONE Questa LUNGA gravidanza adottiva di Benedetta Lorenzini* L’ idea di creare un dere con il gruppo il loro elaborato. gruppo di sostegno alle Nel secondo incontro, abbiamo riflettuto coppie in attesa ci è ve- sul ruolo del contesto sociale in cui ogni nuta proprio ascoltando coppia vive, in modo particolare pensando alcune coppie che in- a delle strategie per far sì che esso diventi contravamo nel nostro una risorsa per la coppia, nel periodo del- lavoro. l'attesa del bambino e dopo il suo arrivo. Diverse di loro ci riferivano di un trascor- Ci siamo confrontati sul ruolo dei diversi rere del tempo senza “grandi novità”, ri- attori sociali (nonni, zii, scuola …) all’ar- spetto all'arrivo di un bambino, di un rivo del bambino e sull’impatto della di- periodo come di sospensione dopo il con- versità etnica e somatica di chi arriverà nella ferimento dell'incarico presso il nostro nostra famiglia allargata. Ente, in cui si sentivano soli e in cui era dif- Nel terzo incontro, abbiamo chiesto ad ficile a volte trovare un modo costruttivo ogni coppia di realizzare una scultura di per vivere questo tempo. coppia raffigurante come si immagina l’in- contro con il bambino, traendo poi spunto Così ci siamo messi al lavoro! da queste raffigurazioni per riflettere sul- l'importanza dei nostri desideri e del no- Nel giro di poche settimane dieci coppie stro immaginario rispetto a questo spesso accade, il semplice fatto di poter hanno aderito alla proposta di iniziare un momento così importante della nostra vita. condividere con altri quello che si sta vi- piccolo percorso in cui poter parlare e con- Nel quarto incontro, il gruppo si è interro- vendo abbia in sé un enorme potere di cre- frontarsi proprio sulle caratteristiche e sulle gato su “Che cosa serve ad un bambino scita e di cambiamento. Inoltre, sono certa fatiche di questa “lunga gravidanza adot- adottivo nel primo periodo in famiglia”, che l'aver ripreso con le coppie alcune te- tiva”, svolto presso la sede CIAI di Milano. dapprima attraverso un confronto tra sole matiche importanti rispetto ai nostri desi- mamme e soli papà, poi unendo i contri- deri e aspettative, rispetto a come favorire Ci siamo incontrati una volta al mese, di buti di tutti. l'incontro e l'inserimento del bambino in sabato mattina, per quattro mesi di fila. famiglia, abbia fornito spunti di riflessione Ogni incontro ha affrontato un tema spe- Nel corso dei vari incontri ci siamo anche e fatto sorgere nuove domande che torne- cifico, con alcuni brevi contributi della sot- divertiti, ascoltando canzoni che parlano di ranno utili quando finalmente il desiderio toscritta e poi con delle attività che adozione e condividendo dei libri di fiabe di genitorialità troverà una sua forma di potessero rendere attivi i partecipanti e che per bambini, che potrebbero rivelarsi utili compimento. fornissero spunti di riflessione per le cop- come strumenti ludici e di possibili strade pie e per il gruppo. per parlare di argomenti importanti con i Un'ultima parola di ringraziamento va a nostri futuri figli. Graziella Teti, Marco Chistolini e Daniela Nel primo incontro, ogni coppia ha cercato Russo per aver creduto in questo piccolo di raffigurare, attraverso un collage di cop- Personalmente, l'esperienza di condurre progetto e per averlo reso possibile. pia, “la loro attesa”, cercando delle imma- questo gruppo è stata una preziosa occa- gini e delle frasi che potessero raccontare sione per “mettermi maggiormente nei come stavano vivendo questo tempo. Al- panni delle nostre coppie in attesa” e per cune coppie si sono poi offerte di condivi- avere ulteriore conferma di quanto, come * Psicologa – Psicoterapeuta CIAI 12

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ADOZIONI Un ALTRO punto di vista Abbiamo chiesto alle coppie di scriverci una piccola testimonianza che potesse raccontare come è stata per loro questa esperienza. Ci piace condividere le loro parole, che valgono, spesso, molto più delle nostre... videre la stessa esperienza con altre famiglie lana, cercando i ciuffi più soffici possibili e che avevano deciso di affidarsi al nostro stesso scegliere il tessuto più bello, prezioso e colorato compagno di viaggio per arrivare al giorno in per rivestirla; si può anche pensare di ag- un cui andremo ad accogliere un bambino o giungere qualche cuscino, così da potersi ogni bambina che diventerà nostro figlio. Questa tanto addormentare. esperienza per noi è stata una opportunità Ciò nonostante capiterà di essere comunque di condivisione con altre famiglie, è stata l’oc- scomodi, di non trovare la giusta posizione, casione di crescita personale e di coppia, ab- ma questo servirà a farci comprendere meglio biamo avuto modo di riflettere su varie che cosa ci fa stare così male e che fare per af- tematiche, relative al tempo dell’attesa, sul frontare il dolore. primo incontro, sui primi momenti insieme. A volte poi queste due sedie saranno vicine, Ci siamo portati a casa tanti spunti di rifles- così da permetterci di guardare insieme il fu- sione, la maggiore consapevolezza di poter turo, a volte, invece, una di fronte all'altra contare su una famiglia allargata fatta da per poterci confrontare. persone che hanno intrapreso lo stesso percorso, Quello che voglio dire è che queste giornate ci ma anche di professionisti preparati e di un hanno dato gli strumenti per affrontare l'at- ente pronto a supportare le famiglie in ogni tesa senza esserne sopraffatti, perché ci sono fase del percorso adottivo”. principalmente due modi di attendere: la- “ “’ Questo gruppo ha rappresentato per noi l'anello di congiunzione con CIAI, la sua presenza e la sua preoccupazione per il nostro benessere. Ci siamo portati a casa sciare che il tempo passi, guardandolo passare ’ Gli incontri dell'attesa hanno rap- o occupare questo tempo utilizzandolo. presentato per noi un tempo per ap- Del resto, prima o poi, due sedie non saranno profondire un'esperienza condivisa con più sufficienti e allora ci alzeremo tutti!" la consapevolezza di non essere soli e che que- obiettivi comuni e liberi di esprimere i nostri sto sentire è comune in questo tempo di attesa pensieri consapevoli di non essere giudicati. dove non si hanno riferimenti. Tutto ciò ha fatto sì che, oltre alla maggiore È come essere in un tunnel dove credi di ve- conoscenza del mondo adottivo, nascesse tra dere solo una luce in fondo, forse è l'uscita e alcuni di noi un legame di amicizia che ci nel buio si accendono tante piccole luci a ri- auguriamo duri nel tempo, anche dopo l'ar- schiarare i contorni e non sei solo, ogni com- rivo dei nostri bimbi (tanto che questa rispo- pagno di avventura è fonte di una piccola sta la stiamo scrivendo ad 8 mani)”. luce”. “ “’ Metaforicamente l'attesa ci fa pen- ’ Abbiamo avuto modo, anzi stiamo sare ad una sedia, in questo caso due... avendo modo di condividere il tempo Si può decidere di stare seduti su una dell’attesa, attraverso un’associazione scomoda sedia di legno, come i sedili di terza di famiglie adottive e affidatarie che fre- classe dei treni indiani (tanto per ricordare il quentiamo abitualmente, e con cui abbiamo paese da cui arriverà nostro figlio) oppure si creato un gruppo di coppie in attesa di ado- può cominciare a imbottirne seduta e schie- zione . Ci sembrava strano non poter condi- nale, punto per punto, si può cardarne la 13

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INDIA Una SCUOLA davvero speciale di Andrea Rossetti* S ono quasi 5 anni che CIAI gazzo) che prevedono anche la prepara- in attività di fisioterapia, percorsi in acqua collabora attivamente con zione di borse, anche con l'utilizzo di ma- (soprattutto per bambini autistici), speech Satya Special School, una re- teriali di "scarto" riutilizzabili, quali nastri terapy, insegnamento per imparare a legaltà operante nel sud est del- di videocassette usate e tetrapak; tappetini gere e scrivere e molte altre attività studiate l’India, nei Territori Uniti di e stuoie con scarti di cotone realizzati a te- appositamente per loro. Pondicherry. laio, collane e braccialetti in terracotta. Anche in questo caso le famiglie sono coin- Nei mesi scorsi, ho avuto occasione, du- In ogni attività è coinvolta una mamma di volte ed affiancano i terapisti in modo che, rante una missione in quel Paese, di incon- ragazzi con disabilità, in modo che vi sia la ad esempio, nei giorni in cui i famigliari trare i responsabili di questa associazione partecipazione anche della famiglia. non si possano recare al centro, siano co- indiana e di vedere da vicino le loro attività. munque in grado di fornire stimolazione e In particolare, ho visitato il Vocational Trai- Ho poi visitato la Physiotherapy unit un fare esercizi con i propri figli. ning Centre, inaugurato da pochi mesi, centro che accoglie circa 60 bambini con dove ragazze e ragazzi con bisogni speciali disabilità che non possono al momento fre- sono coinvolti in attività manuali (compa- quentare la scuola pubblica. Nel centro i * Direttore Territoriale India tibili con le potenzialità di ogni singolo ra- bambini e le loro famiglie sono coinvolte 14 2 14 5

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TANTI PREMI PER LA SATYA SCHOOL Foto1: Per alcune patologie l’attività in acqua è molto importante. Foto 2: È importante che anche i genitori partecipino alle sedute di fisioterapia. Foto 3:Il laboratorio protesi. Foto 4: I ragazzi realizzano stuoie e tappeti a telaio con cotone di riciclo. Foto 5: Grazie a questo mezzo è possibile avere accesso alla scuola anche ai bambini dei villaggi attorno a Pondicherry 3 Si chiama TYCL (Trust For Young and Child Lea- building che mi hanno aiutata a capire me- dership and Mughil Social Welfare Origination), glio il mio bambino”. Era orgogliosa di pre- è una Ong che opera nella zona di Pondicherry sentarsi come uno dei tanti genitori seguiti e ha creato un concorso singolare che ha per da Satya, e ha sottolineato di ritirare il pre- protagonisti i bambini. Con questo concorso si mio anche per loro. intende premiare, in diverse categorie, chi è più Ma, non c’è due senza tre e per Satya è ar- “child friendly”, ovvero amico dei bambini. Pos- rivato anche un premio nella categoria “in- sono essre premiati insegnanti, genitori e scuole. segnanti”, assegnato a Mr.Kamala Kanna, Le candidature arrivano dai cittadini e la giuria specializzato nell’insegnamento a bambini è assolutamente imparziale e indipendente, e ragazzi con difficoltà di apprendimento e composta da cittadini di spicco di Pondicherry, che hanno abbandonato gli studi. Kamala professionisti nel campo dell’istruzione e rap- Kanna è considerato da tutti non solo un presentanti di diversi dipartimenti governativi. insegnante ma un mentore, in grado di Per quanto riguarda la sezione “scuola”- que- trasmettere alti valori morali e sociali. E’ st’anno suddivisa fra scuole speciali, private e stato scelto dalla Giuria fra oltre 300 can- governative- si tiene in considerazione la poli- didature tica di protezione dei bambini e la sua corretta Shiva Mathi Azhagan del TYCL ha sottoli- applicazione, l’unicità della scuola e il benessere neato come la Satya Special School sia un generale dei bambini che la frequentano. Sono modello da imitare, un esempio da seguire pervenute 35 candidature e 24 di esse sono per far divenire la società più inclusiva ri- state inserite nella lista per la selezione finale spetto ai bambini con bisogni speciali. E’ da parte della giuria. La Satya Special School è stato così consegnato un premio come stata l’unica scuola per bambini con bisogni par- “Child Friendly School” anche alla scuola ticolari selezionata per le nomination soprattutto stessa e a ritirarlo è stata la direttrice Chi- perché è risultata essere l’unica scuola ad avere tra Shah che nel suo messaggio di ringra- una politica di protezione del bambino e ad ap- ziamento ha voluto ricordare anche il plicarla con successo. La giuria ha molto ap- supporto ricevuto in questi anni da CIAI: prezzato l'impegno mostrato dalla Satya e così “Questo premio -ha detto- è sicuramente il le ha assegnato il premio. risultato del lavoro di Satya Special School, Nel suo discorso, il direttore dell’istruzione sco- ma non sarebbe stato possibile senza il suplastica ha segnalato la Satya come una scuola in porto di CIAI che ci ha guidato nella defini- grado di dare un esempio da seguire e creare zione e nell’implementazione della nostra consapevolezza sull’importanza della protezione politica di protezione dei bambini”. E ha così dei bambini. concluso il suo discorso: “Quindi dedichiamo Ma i premi non sono finiti qui. Shaym e Suguna il premio a CIAI per aver sostenuto Satya fino Sunder, genitori di Anaya che frequenta la Satya ad ora nella speranza che il supporto conti- Special School, hanno ricevuto il premio nella nui per fornire un servizio sempre migliore a categoria “genitori”. I due genitori, nonostante questi bambini speciali”. le difficoltà che hanno dovuto affrontare, si sono battuti per far sì che Anaya ricevesse le cure ne- cessarie e potesse così migliorare le sue condi- zioni. I medici avevano condannato Anaya come “senza speranza”, destinato ad una vita “da ve- getale”. Ma i genitori non si sono arresi e si sono rivolti al personale specializzato della Satya che, con la loro collaborazione, ha predisposto un piano d’intervento riabilitativo. La giuria ha scelto i genitori di Anaya fra 120 candidature perché hanno affrontato una sfida difficile im- pegnandosi sia a casa che a scuola, a stretto contatto con i terapeuti e gli educatori. Oggi Anaya è in grado di camminare autono- mamente con il supporto di ausili per la deam- bulazione e ha mostrato un sensibile miglioramento nella sua competenze espressive e di comprensione. La mamma ha rotto tutte le catene sociali e persino imparato a guidare, così da poter portare Anaya al centro tutti i giorni. Sopra: Ben 4 sono stati i premi assegnati alla Satya Nel ritirare il premio, la mamma di Anaya ha vo- Special School nel concorso di TYCL luto ringraziare la Satya School per: “il sup- Sotto: Particolarmente commovente la consegna del porto costante e tutti i corsi di capacity premio ai genitori del piccolo Anaya

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