Adozione-e-dintorni-_-GSD-informa-_-giugno_luglio_2011

 

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adozione e dintorni gsd informa mensile giugno-luglio 2011 n 6 gsd informa come ato a bambino adott aiutare il torio scuola labora la classe come pubertà precoc e nza libri e adolesce tr la musica che asforma

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giugno-luglio 2011 006 adozione e dintorni gsd informa mensile giugno 2011 n 6 gsd informa come aiutare il ato a scuol bambino adott laboratorio a la classe come pubertà precoce a libri e adolescenz la musica che trasforma gsd informa 4 editoriale di anna guerrieri 8 da due a tre il primo appuntamento di monica arcadu scuola e adozione psicologia e adozione 10 come aiutare il bambino adottato a scuola di silvia andrich pedagogia in azione 22 la classe come laboratorio mappe mentali nella praxi didattica di franca storace e annapaola capuano 28 pubertà precoce il problema della pubertà precoce nelle bambine adottate da paesi in via di sviluppo di raffaele virdis leggendo salute e adozione 34 38 ma c è un lieto fine di cesarina colombini le parole per dirlo libri e adolescenza di marina zulian animando 44 lotta di classe di claudio tedaldi suonando 48 50 la musica che trasforma di valeria pacifico trentagiorni registrazione del tribunale di monza n 1840 del 21/02/2006 iscritto al roc al n 15956 editore associazione genitori si diventa onlus via gadda 4 monza mi www.genitorisidiventa.org info@genitorisidiventa.org redazione anna guerrieri direttore l aquila direttore@genitorisidiventa.org anna ester davini caporedattore e ricerca iconografica sassari simone berti vicecaporedattore firenze michele augurio sociologo milano monica arcadu psicologa reggio emilia monica nobile psicopedagogista venezia claudio tedaldi atelier del cartone animato forlì marina zulian associazione barchettablu venezia roberto gianfelice fotografo l aquila ilaria nasini fotografa firenze antonio fatigati direttore responsabile redazione@genitorisidiventa.org immagini simone berti firenze donatella caione foggia diana giallonardo l aquila roberto gianfelice l aquila ilaria nasini firenze valeriano salve l aquila progetto grafico e illustrazioni studio redazioni francesca visintin venezia correzione bozze luigi bulotta catanzaro daniela patroncini reggio emilia impaginazione maria maddalena di sopra venezia pea maccioni lecce abbonamenti e contatti email luigi bulotta redazione@genitorisidiventa.org copyright tutto il materiale scritto dalla redazione è disponibile sotto la licenza creative common attribuzione-non commerciale-condividi allo stesso modo 3.0 significa che può essere riprodotto a patto di citare adozione e dintorni gsdinforma di non usarlo per fini commerciali e di condividerlo con la stessa licenza info redazione@genitorisidiventa.org

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di anna guerrieri scuola a giugno finisce la scuola e l auspicio è che inizino presto i lavori del ministero dell istruzione dell università e della ricerca miur assieme alle associazioni famigliari in tema di benessere scolastico dei bambini e delle bambine in adozione e in affido in tali lavori saranno coinvolte genitori si diventa come associazione promotrice e le associazioni famigliari del coordinamento care il mondo della scuola ha bisogno di entrare in contatto in modo sistematico e naturale con le parole e le idee fondamentali del mondo dell adozione e dell affido È importante per le e gli insegnanti è importante per le famiglie è importante per i bambini e i ragazzi i bambini adottati non sono assimilabili in tutto ai bambini che non hanno vissuto la necessità di trovare una famiglia tramite uno strumento complesso quale l adozione la loro storia e l abbandono che hanno vissuto ne fanno persone profondamente diverse la parola diversità fa spesso paura sembra un marchio ma questa percezione mi sembra frutto soprattutto di un pregiudizio in realtà ogni evento personale ci rende differente da chi non vive quella stessa esperienza alcuni eventi tuttavia ci rendono un po più differenti di altri emigrare separarsi subire un lutto un incidente un evento catastrofico un aggressione ma anche semplicemente avere dei figli tanto desiderati ci rende diversi la vita ci rende diversi quando si parla di trauma dell abbandono tendiamo a restare sul livello delle parole teoriche proprietà di esperti e professionisti della psiche temiamo di addentrarci in un territorio fatto di ombre spaventose ed incomprensibili ci fermiamo eppure quanti di noi hanno avuto nella propria storia eventi gravi ferite dolorose sono stati spazzati dal vento impetuoso della vita e della morte travolti da qualcosa o qualcuno di inarrestabi editoriale

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6 le quanti hanno sofferto l impotenza il lutto la separazione il tradimento penso non pochi chi ha la consapevolezza di aver vissuto tutto questo ha una finestra aperta su cosa significhi in concreto l abbandono subito dai propri figli adottati cosa significhi dentro di loro e quali pensieri sensazioni ed emozioni li abitino ascoltando quello che viene da noi stessi forse possiamo farci un idea anche solo per un attimo delle storie dei nostri figli e capire quanto sia importante attivare strumenti che permettano di rispettare e di accogliere contenere quanto ci raccontano i nostri figli con il loro esistere le bambine e i bambini che hanno subito l abbandono hanno diritto ad essere rispettati dal mondo adulto hanno diritto all accoglienza ma anche al contenimento di quello che ci consegnano e non è possibile facilmente accogliere contenere ascoltare se non si parte prima da una consapevolezza fatta di piccole cose concrete la scuola è fatta di tante piccole cose concrete una costellazione di saperi di esperienze vissute in classe di sperimentazioni di insegnamenti e di relazioni in tutto questo entrano i bambini e le bambine adottati ed hanno il diritto di godersi le proprie diversità senza suscitare stupore questa è la chiave per comprendere la necessità dell informazione sull adozione un informazione che passa prima di tutto dalla creazione di un linguaggio comune famiglia adottiva bambini adottati genitori adottivi fratelli e sorelle adottivi genitori di prima origini famiglie d origine paese d origine viaggio di adozione istituto/comunità ecc un informazione che si nutre di alcune idee quali le seguenti l adozione è un ponte tra un prima e un dopo il prima in generale contiene abbandono dolore traumi lutti e maltrattamenti il prima contiene anche la capacità di resistere agli eventi di sopravvivere di farcela il dopo contiene una famiglia in formazione in cui genitori e figli debbono imparare a scoprirsi tali a partire da una scelta razionale e non mediata dalla fisicità del parto e della nascita il dopo non cancella il prima il transito tra questo prima e questo dopo non consiste solo nel momento concreto dell adozione ma richiede anni È un percorso lento essere adottati fa parte dell identità di una persona è un dato che non termina uno o due anni dopo l adozione ma dura tutta la vita le storie dei bambini adottati sono fitte di dati sensibili i bambini adottati presentano caratteristiche relative a età differenti che convivono in loro contemporaneamente come

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quella anagrafica e quella emotiva spesso sono disarmoniche i bambini adottati internazionalmente non sono bambini immigrati l adozione internazionale non è l accoglienza di un bambino straniero è il lavoro che il bambino fa per essere accolto in una famiglia straniera siamo noi ad essere gli stranieri per lui sembra scontato riconoscere che È importante che prima della frequenza scolastica gli insegnanti conoscano i genitori e raccolgano le informazioni la storia le notizie sul bambino È importante coniugare la necessità dell obbligo scolastico con i tempi di adattamento e integrazione familiare del bambino dall ascolto e dalla collaborazione tra scuola e famiglia si potranno individuare le modalità e i tempi di iscrizione a scuola più adeguati e idonei nel rispetto dell equilibrio del bambino eppure troppo spesso ancora queste tre necessità di base vengono o rischiano di venire disattese per questo parlare di scuola e di adozione come di adozione e affido è importante questa comprensione noi famiglie adottive doniamo alla scuola il racconto di noi stessi le nostre parole le nostre storie la nostra quotidianità © valeriano salve 7

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psicologia e adozione monica arcadu psicologa da due a tre il primo appuntamento lo che si è assimilato nella lunga attesa emergerà spontaneamente per venire in soccorso ma il panico dilaga la fantasia lascia il posto alla realtà e il bambino immaginato prende vita nelle parole di chi lo descrive o nelle poche fotografie che si hanno a disposizione È più piccolo più serio più grande più magro più scuro più grasso di come era stato immaginato ma questa volta è vero prepararsi all incontro vuol dire smettere di fantasticare e cominciare ad agire vuol dire pensare a cosa dire cosa fare e proprio come a un primo appuntamento la paura e il timore di sbagliare fanno compagnia questo non deve spaventare e non deve mettere in discussione tutto il percorso compiuto l importante è non sentirsi mai arrivati il continuare a interrogarsi è la qualità migliore che un genitore possa mantenere poiché gli permette di non dare mai nulla per scontato il primo appuntamento è un momento delicato perché è un incontro tra persone estranee che diventeranno a poco a poco una famiglia la coppia deve immediatamente mostrare al piccolo protezione affetto accudimento nonostante la totale assenza di conoscenza e la distanza che li separa i genitori nonostante l ansia da prestazione costante sono consapevoli di ciò che stanno vivendo e desiderano profondamente conoscere il bambino vederlo parlargli il bambino si trova invece in una posizione diversa essere adottato vuol dire lasciare ciò che è noto e conosciuto 8 quanti corsi quanti libri e quanti consigli riempiono lo zainetto dei neo-genitori adottivi a un certo punto sembra di sapere proprio tutto che non ci sia più nulla da imparare la laurea è in tasca ma poi arriva una telefonata che annuncia l abbinamento con un bambino in carne ed ossa e tutta la sicurezza si scioglie al sole le gambe fanno giacomo giacomo e il panico prende il sopravvento quella che era sembrata un attesa infinita improvvisamente appare un tempo brevissimo e non sufficiente a prepararsi a dovere la pratica è tutt altra cosa dalla teoria e quando arriva il momento di andare in scena sembra di essersi dimenticati tutto È un oblio apparente perché in realtà al momento giusto quel-

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da sempre per incontrare persone e luoghi estranei i punti di riferimento della sua vita vengono meno e anche se erano carenti erano gli unici che conosceva ansia timore paura abiteranno in lui al primo appuntamento e anche per diverso tempo a seguire il momento dell incontro è un cambiamento radicale che richiede tempo per essere compreso e accettato e la coppia deve rispettare i tempi di questo cambiamento per permettere al bambino di separarsi nel modo più sereno e semplice dal suo contesto e per avvicinarsi loro per conoscerli e per imparare a riconoscerli come genitori le reazioni dei bambini a questo momento possono essere le più disparate a seconda delle loro esperienze pregresse e del loro carattere alcuni bambini fin da subito accolgono col sorriso i futuri nuovi genitori adattandosi alle loro richieste e aderendo perfettamente ai loro desideri questo atteggiamento se da un lato risulta essere molto rassicurante per la coppia dall altro nasconde una profonda insicurezza del bambino che non riesce a essere realmente se stesso per paura di un nuovo abbandono in altri casi invece i bambini rifiutano l incontro si nascondono si negano temono la nuova situazione quelli che dovrebbero essere i loro futuri genitori in realtà sono dei perfetti sconosciuti e come avviene per tutti i bambini gli estranei fanno paura ci vuole del tempo per capire che non sono una minaccia altri ancora si scateneranno in corse urla e salti perché le loro emozioni non avranno altra via di uscita che quella del corpo le reazioni possono essere infinite e non esiste un manuale per ogni occasione ogni bambino è diverso e ogni incontro avviene in modo diverso la cosa importante è non spaventarsi davanti a nessun tipo di comportamento ma cercare di capire cosa esso ci vuole dire o cosa può nascondere mettersi nei suoi panni è la chiave per avvicinarsi a lui sappiamo benissimo che ogni novità anche se positiva ha bisogno di tempo per essere assimilata e metabolizzata questo vale per noi adulti ma vale ancora di più se il mutamento riguarda un bambino la vita dei piccoli risulta rassicurante grazie ai riti quotidiani e alle consuetudini quindi il bambino che arriva in un ambiente nuovo non deve immediatamente abbandonare i suoi ritmi e il suo stile di vita per acqui sire quello dei nuovi genitori è necessario mantenere una continuità tra abitudini passate e future tu fino ad ora per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini e non ho bisogno di te e neppure tu hai bisogno di me io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi ma se tu mi addomestichi noi avremo bisogno l uno dell altro tu sarai per me unico al mondo e io sarò per te unica al mondo come insegna la volpe nel piccolo principe addomesticare significa creare dei legami e per farlo bisogna essere molto pazienti in principio tu ti siederai un po lontano da me così nell erba io ti guarderò con la coda dell occhio e tu non dirai nulla ma ogni giorno potrai sederti sempre più vicino 9

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scuola e adozione come aiutare il bambino adottato a scuola 10 per i genitori adottivi l ingresso alla scuola primaria è sempre vissuto con ansia e con preoccupazione nei confronti del loro figlio o della loro figlia gli insegnanti sapranno accoglierlo in maniera speciale senza per questo farlo sentire diverso dagli altri bambini sapranno accogliere la sua specificità e valorizzare il mondo che si porta dentro di sé si farà degli amici o delle amiche manifesterà nel corso degli studi dei problemi di apprendimento queste e tante altre domande attanagliano la mente delle mamme e dei papà adottivi specialmente se il bambino arriva in famiglia già grandicello e in età scolare la scuola è fondamentale per la crescita di ciascun bambino che si ritrova a misurarsi su vari piani contemporaneamente im piegando energie emotive e cognitive che non devono essere sottovalutate questo è vero soprattutto per il bambino adottato e per i suoi genitori a prescindere da quale sia stata la sua storia il bambino adottato presenta una maggiore fragilità relativamente al suo valore e spesso minori competenze relazionali e di apprendimento se il bambino è arrivato da un paese straniero in età scolare si devono anche aggiungere le difficoltà linguistiche e anche la mancanza di conoscenza delle regole di vita del nuovo contesto sociale i bambini adottati portano con sé un bagaglio e un fardello di esperienze molto diverse dai bambini che una famiglia che l hanno sempre avuta il famoso buco nero e la mancanza di ricordi su ciò che è avvenuto prima di arrivare nella nuova famiglia le esperienze vissute nei vari istituti sicuramente non tutte felici ed entusiasmanti possono rendere l ingresso a scuola molto doloroso e difficile per il bambino adottato infatti l inserimento a scuola può rappresentare un rivivere l esperienza dell abbandono in istituto o la vita di comunità sperimentata nel paese d origine e questa straziante ricostruzione non va assolutamente sottovaluta un giorno guardando insieme a mio figlio la foto del suo primo giorno di scuola gli chiesi perché avesse un espressione così triste e preoccupata «non capivo bene dov ero non conoscevo nessuno pensavo che mi aveste portato in un altro istituto » purtroppo a monte dei tanti errori che si commettono nel relazionarsi con un bambino adottato

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© simone sbaraglia nel contesto scolastico non c è la cattiveria degli insegnanti o la loro insensibilità anche se qualche volta un dubbio ci viene quanto una mancanza di formazione seria e specifica nei confronti dell adozione e l ostinazione di seguire per forza i programmi esistono dei limiti e dei confini che la scuola non può e non deve oltrepassare per intenderci nessun insegnante deve diventare uno psicoterapeuta o un assistente sociale per il bambino a ciascuno il proprio mestiere ma l assenza di interventi mirati di attenzioni speciali il far finta di niente o il silenzio sono comunicazioni potentissime rispetto alle caratteristiche particolari della propria storia identità e personalità alla domanda ingenua o maliziosa di una bambina della scuola dell infanzia alla sua amichetta «tu sei adottata?» segue l imbarazzo della maestra che non sa né cosa dire né cosa fare e per «non sbagliare» preferisce far finta di nulla e lasciare cadere il discorso purtroppo quell insegnante si è persa un occasione d oro ideale non solo per rispondere affermativamente alla domanda della bambina curiosa ma anche per spiegare che cos è l adozione in parole semplici e adatte ai bambini crediamo che la scuola come qualsiasi altra isti tuzione o ambiente per essere accogliente debba cominciare ad aprire gli occhi e il cuore iniziando a parlare di adozione prima tra docenti e poi a livello di tutto il gruppo classe sono gli stessi insegnanti a dire che spesso a scuola si parla di tante cose e si affrontano molti argomenti ma non si parla mai di bambini delle loro storie e delle loro caratteristiche chiaramente non si parla mai di adozione ma non parlarne mai se in classe ci sono un bimbo o una bimba adottati può veicolare il messaggio che essa sia qualcosa di talmente doloroso e complicato da non poter essere neppure nominata naturalmente nell affron 11 passo le mie giornate sui libri ma alla fine mi sembra di non ricordare niente

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12 tare il tema dell adozione in classe occorre l intelligenza e la sensibilità dei docenti prima di tutto poi il consenso del bambino ad affrontare questa tematica per non violare la sua intimità e per assecondare i suoi tempi e i suoi modi anche per rispettare il suo passato e la sua cultura di appartenenza a volte basta appunto uno spunto qualsiasi come la domanda di prima delle storie o dei cartoni animati per cominciare a sfatare molti pregiudizi impressi più nella mente dei grandi che dei piccoli ben sa chi ha bambini piccoli che moltissimi dei cartoni animati della walt disney trattano in modo delicato e a portata di bambino il tema dell adozione da tarzan al libro della giungla lilo e stich alvin superstar bianca e bernie e tanti altri ad esempio succede spesso che si usino parole come figlio e genitori e le si abbinino ad altre come vero falso naturale o adottivo comunicando anche involontariamente un giudizio di valore spetta allora all insegnante intervenire dicendo che non esistono genitori veri o falsi esistono genitori che fanno nascere i bambini e genitori che li faranno crescere quando un bimbo vive serenamente la sua storia pas sata e ha piacere di condividerla con i compagni e gli insegnanti è un momento formativo unico per tutta la classe bisogna fermarsi e dare ascolto ai suoi ricordi e ai suoi sentimenti e questo può avvenire durante l ora di inglese di religione di matematica in mensa o durante la ricreazione dopo queste prime aperture se il bambino se la sente ed è d accordo si potrebbero anche coinvolgere i genitori e parlare in classe della sua storia molto speciale portando le foto i filmati tutti i vari oggetti tipici del paese d origine facendo assaggiare dei cibi tipici facendo ascoltare delle musiche e delle canzoni o dei profumi tipici potrebbe essere un buon inizio per la scuola cercare di evitare alcuni errori macroscopici che chi lavora in ambito clinico purtroppo sa che non sono casi così isolati potremmo cominciare il nostro elenco cercando di sfatare i pregiudizi sul bambino adottato e il conseguente pietismo che ne può conseguire molti bambini fragili coccoloni bellissimi rischiano di perdere delle opportunità educative delle acquisizioni molto importanti e delle conoscenze basilari solo perché si pensa abbiano sofferto già abbastanza e che sia loro in qualche modo dovuto edulcorare il percorso scolastico mettendoli sotto una campana di vetro mi ricordo il caso di un ragazzino brasiliano di terza media normalmente intelligente con gravissime lacune scolastiche che aveva passato i cinque anni delle elementari in braccio alle maestre stracoccolato dai compagni e si è poi visto cadere il mondo addosso alle medie quando l approccio educativo è drasticamente cambiato È molto importante che l insegnante sia consapevole che l effetto pigmalione è sempre in agguato come un virus temibilissimo si può stabilire con certezza che le aspettative e l immagine che l insegnante si fa di nostro figlio influenzino decisamente la prestazione scolastica predicano il successo o l insuccesso e determino anche la stessa autoimmagine e autostima del bambino come mostrano le ricerche di rosenthal ancora attualissime degli anni settanta rosenthaljacobson 1972 in una scuola elementare della california rosenthal sottopose gli alunni a un test di intelligenza prese un campione a caso di ragazzini e disse alle loro insegnanti che si trattava di bambini molto dotati destinati a progredire intel-

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lettualmente in modo straordinario naturalmente ciò non era vero ma dopo un anno rosenthal ripassò nella stessa scuola e le maestre si congratularono con lui per la sorprendente capacità predittiva del test gli alunni elencati si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe e non si trattava di un impressione delle insegnanti i ragazzini in questione erano © simone sbaraglia davvero migliorati e avevano acquisito delle notevoli competenze tutto ciò vuol dimostrare che le nostre aspettative possono influenzare radicalmente le nostre relazioni con gli altri in questo caso le insegnanti credendo nelle possibilità dei ragazzini si comportavano con loro in modo più incoraggiante e stimolante di quanto non avrebbero fat to normalmente di conseguenza i bambini reagirono positivamente all atteggiamento incoraggiante e alle aspettative positive delle maestre impegnandosi di più nello studio e mostrando un maggiore interesse verso la scuola il semplice fatto che le maestre pensassero che quei bambini fossero più intelligenti influì sui risultati e il loro atteggiamento 13

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14 aperto e stimolante contribuì a sviluppare in essi doti e capacità che erano rimaste fino a quel momento in ombra questo effetto pigmalione può essere definito come una profezia che si autorealizza il cui assunto di base può essere così sintetizzato «se qualcuno crede che io sia bravo intelligente dolce e simpatico molto probabilmente anche se non lo sono lo diventerò interiorizzerò il giudizio e mi comporterò di conseguenza instaurando un circolo virtuoso» ma attenzione «se invece qualcuno pensa di me che sono immaturo poco dotato cattivo e brutto anche se ciò non corrisponde a verità tenderò a divenire nel tempo proprio come mi avevano immaginato» un altro degli errori più frequenti che commette la scuola è quello di equiparare in maniera semplicistica un bambino adottato internazionalmente con un bambino straniero probabilmente perché parla una lingua diversa ha tratti somatici diversi viene da paese lontano ma accanto a queste ap parenti analogie esistono delle altrettanto evidenti e profonde diversità vediamone alcune a differenza del bambino immigrato che arriva nel nostro paese generalmente con la propria famiglia il bambino adottato è un bambino che ha subito un abbandono e che non ha potuto il più delle volte sviluppare un sufficiente attaccamento È inoltre un bambino che non è stato sufficientemente abbracciato cullato accudito nutrito contenuto amato e che ha dovuto pensare principalmente a se stesso per non soccombere sviluppando strategie e tecniche di sopravvivenza personali grazie all adozione ha potuto finalmente avere anche lui una mamma e un papà forse dei fratelli dei nonni e parenti che adesso lo amano tantissimo ma per tutta la sua vita dovrà fare i conti con il suo prima e il suo dopo perciò un bambino che è stato adottato ormai da diversi anni si troverà sempre a dover affrontare il suo abbandono o la sua ferita primaria specialmente in alcuni momenti di grosso cambiamento e di crisi come nell adolescenza il bambino adottato internazionalmente anche se proviene da un paese straniero a differenza del bambino immigrato al suo arrivo molto spesso è già cittadino italiano anche se non parla ancora una parola dello stato di adozione ed è ancora immerso psicologicamente nel suo stato d origine queste differenze anagrafiche per i genitori sono un traguardo ma per il bambino il vissuto è molto diverso ed è il peso di un senso di identità diversa con cui dovrà sempre fare conto per tutta la vita spesso il risultato è che non si può essere né stranieri né italiani un altro aspetto che potrebbe far pensare uguali i bambini stranieri ai bambini adottati stranieri sono le caratteristiche somatiche e le purtroppo frequenti umiliazioni e prese in giro razziste ma le ripercussioni sulla sfera emotiva sono bene diverse nel caso del bambino straniero se pur dolorose almeno sono il segno di un appartenenza loro almeno quando rientrano non basta che sia adottato ci mancava anche la dislessia!

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in casa si vedono uguali ai loro genitori i quali possono raccontare di aver subito a loro volta tante umiliazioni spesso peggiori di quelle dei loro figli e lo stesso vale per i loro fratelli zii cugini nonni e quant altri per il nostro bambino adottato invece la differenza somatica è il segno inequivocabile della sua adozione e a meno che non sia stato adottato assieme ad altri fratelli sarà molto difficile rispecchiarsi in qualcuno della sua famiglia e tantomeno identificarsi una bambina di cinque anni dice alla mamma «io sono brutta e vorrei tanto avere la pelle rosa non mi piacciono le pelli marroni a scuola i miei compagni sono rosa e lo siete anche tu e papà» un discorso a parte merita l aspetto linguistico un bambino straniero possiede una lingua madre e un gruppo familiare e parentale che parla la sua stessa lingua questa lingua madre lui l ha sentita fin dalla nascita e generalmente continua a sentirla a casa questa lingua concorre alla formazione della sua personalità e della sua identità sociale e culturale viceversa un bambino adottato che arriva in italia soprattutto se grandi cello e pertanto già in grado di comunicare adeguatamente nella sua lingua si ritrova in una realtà nuova e destabilizzante già di per sé nella quale nessuno emette i suoni familiari a parte un minimo vocabolario di base che i genitori diligentemente imparano prima della partenza per riuscire a comunicare da subito con il figlio di conseguenza per soddisfare questo nuovo bisogno di appartenenza tutti i bambini dimenticano velocemente la lingua d origine e imparano molto velocemente la nuova lingua anche se occorrerà aspettare alcuni anni prima che la struttura linguistica più profonda sia in realtà pienamente appresa questa frattura con la lingua madre fa sì che sia abbastanza comune che i bambini anche se da diversi anni in italia a scuola presentino delle difficoltà nello studio i problemi maggiori correlati all aspetto linguistico si possono incontrare nel passaggio dalla scuola elementare alla scuola media soprattutto a livello di astrazione e nello specifico nelle seguenti discipline e ambiti di apprendimento studio della storia geografia scienze ecc comprensione del testo soprattutto a livello di inferenze apprendimento lessicale e sintattico apprendimento ortografico lettura strumentale risoluzione di problemi aritmetici apprendimento delle lingue straniere espressione corretta di ciò che si ha in mente sia oralmente che per iscritto memoria di tipo verbale soprattutto di brano È vero che anche i bambini stranieri possono presentare le stesse difficoltà anche se nel loro caso sono maggiormente dovute alla sovrapposizione delle due strutture linguistiche lingua madre e lingua italia 15

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