Maria Serritiello

 

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Poesie

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versi non diversi altro non sono che le poesie scritte e da me pubblicate nell arco di tempo che va dal 1994 al 2005 centonovantacinque poesie sistemate in ordine di uscita e in un unica lettura sì da non ricercarle sparse nelle piccole pubblicazioni passate si potranno rileggere ristampati versi che hanno acquistato vero valore proprio dalla preferenza degli amici-lettori e quelli a cui sono legata per aver dato voce a spaccati di vita vissuta i temi delle mie poesie traggono semplice origine da valori universali quali l affetto familiare i luoghi della memoria la città natia il paesaggio il mare il sociale e l amore temi questi sentiti da tutti ma trasformati dall atto creativo in un indefinito collage in un apparente puzzle senza senso vivere la poesia è l esperienza più significativa che può capitare ad un essere umano sono felice che mi sia capitata maria serritiello

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al fiume fra morbide lenzuola di felci e lo spruzzo dell acqua di fiume allungo il corpo al sole nuda libero pensieri e voglie cocenti dalle fessure socchiuse spio te e i gesti lenti sei su di me ombra,peso e fresco bagnato sulla bocca confessioni È questa la sera delle confessioni mentre mi tormenti il corpo fino a farmi male giri,cattivo,tra le dita il capezzolo impudico ed ascolti tuffi,allora,la testa tra le offerte mammelle e piangi in mezzo al petto mio

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controra nella fresca penombra della casa composta nel matinè rosa mia madre è nel letto che riposa ronza la mosca nel volo circolare e fastidiosa poi si posa la bianca tenda ricamata a mano filtra un pigro raggio sfuggito all imposta legata con lo spago da vicoli abbandonati la lenta nenia dell ortolano culla tutto ristagna nell ora della controra,di un pomeriggio estivo e nella casa,appannata e molle il sonno mette spazio tra i pensieri gli aghi della tua barba dal cassettone antico taglia la stanza il raggio polveroso del sole dal cassettone antico abiti che vestirono il nostro amore guizza la gonnellina blu corta al ginocchio spia la rossa mantella pesante sulle spalle ruvido il maglione arriva solo a petto sorridi tu,al tempo che è passato io lo guardo riconoscente solo tra noi non ha mai cambiato niente.

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diverse esigenze dopo l amore,di colpo ti addormenti e al fianco mio ti sento russare io non ho sonno voglio riposare e ad occhi aperti qualche volta,sognare passano le ore ed ecco che ti risvegli il denso fogliame là dove il fogliame del mio corpo si fa denso e scuro come ti piace la testa affondare e stai giocano,gli occhi tuoi con l erba bruna pieno di voglia rinnovata mentre io,adesso mi sono addormentata il grano ondeggia il grano e maturo sgrana i chicchi nel mare di campagna due corpi tesi si tuffano e scompaiono fremono le gialle spighe sotto la carezza dell amore mentre la cicala,intanto intona il verso riemergono i corpi e tra i capelli aghi di fitta paglia.

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il melograno lucido il melograno mi pone nel grembo ansiosi rubini e rosse gocce colorano il bianco vestito di piquet nell estate che sale sorveglia,nell ombra mia madre il giardino dei nuovi desideri e bonaria sorride da domani,finalmente tra noi anche la complicità di donne il risveglio al risveglio ancora cotto di sonno mi cerchi al tuo fianco rovisti piano nelle pieghe del pigiama mi tasti e cauto assaggi la voglia che ti è nata languido il corpo mio attende l impennata.

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il tempo il tempo sfugge verso orizzonti indefiniti va ancora s accende il desiderio si spegne e si consuma senza il sapore delle cose buone di ordinati gesti quotidiani è carica la mente,appesantita non un anfratto nel lucido cammino ove a riparo,ricominciare mesta mi accorgo di non avere più accanto a me la tua compagnia la manina calda alla mia si stringe la manina paffutella anche tu prolungamento del mio amore chiedi tutto con te,ora da ricominciare di nuovo conto gli anni mi specchio d innocenza e preparo l albero del prossimo natale la rana gracida la rana nel pantano e dà frescura all infuocata notte estiva dall unico abbraccio nasce il nuovo giorno e ancora l amore ti scopre nel mio letto.

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le mille lucciole alla luce di mille lucciole ci siamo detti ti amo e la notte improvvisamente si accende di aria calda la persa tristezza dei tuoi occhi e un punto nero che si allontana e scompare verso il sorriso dell estate due corpi allacciati progettano ancora veloce la morte trascina via mestamente,ora,le lucciole sciamano spente,al richiamo dell amore l incontro all imbrunire quando l aria svuotata di calore si fa tenera l incontro e siamo da ore sudate da chiacchiere intrecciate da stoviglie ben lavate dal traffico bloccato di stanze spolverate da conti separati da cala la notte e ancora la spada,che arma il corpo tuo nel fodero riposa.

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l ultima foglia come l ultima foglia del ramo resto attaccata a te fino alla fine di questo giorno sul tuo corpo,splendido macigno peso combaciano le membra e tra loro neanche un filo d erba maternita È calda la tua mano mentre impasta i sensi miei con l acqua di saliva lievita il ventre sotto lo sguardo tuo e si distende largo sbucano piene da una camicia a fiori le mammelle e sono petto da allattare stasera lo so non vuoi disperdere l umido del tuo corpo da passare.

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nel traffico si dilata il tempo nel traffico bloccato e noi due,usciti da tutte le ore stiamo s intrecciano le parole s incrociano gli sguardi si allacciano le mani sale la tensione ed è premessa nella casa nella casa del tempo tra riposti giocattoli di fanciulla i ricordi dell amore la fiamma del camino di una gelida giornata i chicchi della pioggia sul tetto addormentato la sigaretta accesa e solo a due fumata rassetto la memoria e tu tra le lenzuola sei arrotolato più tardi il desiderio covato non ha bisogno di preliminari ombra tra la fola ti riconobbi per primo solitario andavi decisa dolcemente ti presi la mano e ti condussi lento all amore ancora oggi,ed è tanto che siamo innamorati il tuo passo dietro al mio viene sicuro.

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per mano il buio è come la coperta d inverno mi avvolge e cieca vado nel cammino tastando ricordi tu,mi tenevi per mano retrospettiva e mi portasti per mano all imbrunire d agosto per le antiche vie della mia città tra freschi vicoli d ombra ammuffita in angoli bui tu srotoli la memoria io tornata bambina lecco il gelato cala la sera lungo la via del porto e ancora inseguo un bacio non dato stonato oh dio tu nell altra stanza che canticchi una canzone si,quella che proprio ieri ha segnato il nostro amore raschia la voce nell acuto ohimè stonato ma perché ti ostini a cantare quando ti vorrei solo sentir parlare?

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ricominciare da quando non mi accarezzi l anima né sfiori più i miei pensieri e da quando il silenzio ci fa compagnia come ombra tu,mi sfuggi e all ultimo incontro ti sottrai eppure quando oggi ti ho ritrovato solo e smarrito nel triste giardino ombroso di cipressi mia consuetudine so che ancora sarai pronto,con me a voler ricominciare settembre che vuol dire il passar degli anni mio amore se il tempo non ti tocca spalanco la finestra e dall odorosa campagna autunnale ancora erba e terra profumano il ricordo di un amplesso lento,intenso,cullato dolcemente dalla natura annuso l aria e tuffo il ricordo struggente nel tuo corpo snello che aveva e forse ha lo stesso odore di questa giornata un po triste di settembre.

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troppo troppo di figlio troppo di fratello troppo di tutto,tu nella mia vita e figlio e fratello con troppo,a volte poi con troppo poco vacanze svuotata è la città dalle vacanze guardiani fedeli di gesti quotidiani tu ed io ore solitarie si offrono maliziose nella casa e per strada padroni mi guardi ti sfioro mi tocchi ti carezzo mi abbracci ti stringo e il rito,poi,comincia dal bacio che mi hai dato sarai mai di troppo sul mio cammino?

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vita quotidiana nei gesti quotidiani s annida il nostro amore la colazione del mattino tra chiacchiere di giornali e stoviglie accantonate baci a piccole puntate mentre ci urtiamo davanti al lavandino sicuro tu mi guidi nel traffico intasato svogliato,poi,mi lasci già desideroso della mia compagnia e siamo soli,ognuno,a lavorare il rientro ci ritrova,di nuovo appaiati io cucino tu apparecchi io lavo tu stendi io compro e tu sopporti i pacchi fin qui siam proprio uguali ma ciò che ti rende diverso e che più di te mi commuove è che sia proprio tu a stirarmi i pantaloni.

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