Orlando furioso Ludovico Ariosto

 

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ludovico ariosto orlando furioso www.liberliber.it

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questo e-book è stato realizzato anche grazie al sostegno di e-text editoria web design multimedia http www.e-text.it questo e-book titolo orlando furioso autore ariosto ludovico note diritti d autore no licenza questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo internet http www.liberliber.it/biblioteca/licenze tratto da orlando furioso di ludovico ariosto ed garzanti milano 1992 xiii edizione codice isbn 88-11-51963-2 1a edizione elettronica del 2 settembre 1997 indice di affidabilita 1 0 affidabilità bassa 1 affidabilità media 2 affidabilità buona 3 affidabilità ottima alla edizione elettronica hanno contribuito amedeo marchini revisione amedeo marchini informazioni sul progetto manuzio il progetto manuzio è una iniziativa dell associazione culturale liber liber aperto a chiunque voglia collaborare si pone come scopo la pubblicazione e la diffusione gratuita di opere letterarie in formato elettronico ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet http www.liberliber.it aiuta anche tu il progetto manuzio se questo libro elettronico è stato di tuo gradimento o se condividi le finalità del progetto manuzio invia una donazione a liber liber il tuo sostegno ci aiuterà a far crescere ulteriormente la nostra biblioteca qui le istruzioni http www.liberliber.it/sostieni 2

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orlando furioso di ludovico ariosto canto primo 1 le donne i cavallier l arme gli amori le cortesie l audaci imprese io canto che furo al tempo che passaro i mori d africa il mare e in francia nocquer tanto seguendo l ire e i giovenil furori d agramante lor re che si diè vanto di vendicar la morte di troiano sopra re carlo imperator romano 2 dirò d orlando in un medesmo tratto cosa non detta in prosa mai né in rima che per amor venne in furore e matto d uom che sì saggio era stimato prima se da colei che tal quasi m ha fatto che l poco ingegno ad or ad or mi lima me ne sarà però tanto concesso che mi basti a finir quanto ho promesso 3 piacciavi generosa erculea prole ornamento e splendor del secol nostro ippolito aggradir questo che vuole e darvi sol può l umil servo vostro quel ch io vi debbo posso di parole pagare in parte e d opera d inchiostro né che poco io vi dia da imputar sono che quanto io posso dar tutto vi dono 4 voi sentirete fra i più degni eroi che nominar con laude m apparecchio ricordar quel ruggier che fu di voi e de vostri avi illustri il ceppo vecchio l alto valore e chiari gesti suoi vi farò udir se voi mi date orecchio e vostri alti pensieri cedino un poco sì che tra lor miei versi abbiano loco 5 orlando che gran tempo innamorato fu de la bella angelica e per lei in india in media in tartaria lasciato avea infiniti ed immortal trofei in ponente con essa era tornato dove sotto i gran monti pirenei con la gente di francia e de lamagna 3

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re carlo era attendato alla campagna 6 per far al re marsilio e al re agramante battersi ancor del folle ardir la guancia d aver condotto l un d africa quante genti erano atte a portar spada e lancia l altro d aver spinta la spagna inante a destruzion del bel regno di francia e così orlando arrivò quivi a punto ma tosto si pentì d esservi giunto 7 che vi fu tolta la sua donna poi ecco il giudicio uman come spesso erra quella che dagli esperi ai liti eoi avea difesa con sì lunga guerra or tolta gli è fra tanti amici suoi senza spada adoprar ne la sua terra il savio imperator ch estinguer volse un grave incendio fu che gli la tolse 8 nata pochi dì inanzi era una gara tra il conte orlando e il suo cugin rinaldo che entrambi avean per la bellezza rara d amoroso disio l animo caldo carlo che non avea tal lite cara che gli rendea l aiuto lor men saldo questa donzella che la causa n era tolse e diè in mano al duca di bavera 9 in premio promettendola a quel d essi ch in quel conflitto in quella gran giornata degl infideli più copia uccidessi e di sua man prestasse opra più grata contrari ai voti poi furo i successi ch in fuga andò la gente battezzata e con molti altri fu l duca prigione e restò abbandonato il padiglione 10 dove poi che rimase la donzella ch esser dovea del vincitor mercede inanzi al caso era salita in sella e quando bisognò le spalle diede presaga che quel giorno esser rubella dovea fortuna alla cristiana fede entrò in un bosco e ne la stretta via rincontrò un cavallier ch a piè venìa 11 indosso la corazza l elmo in testa la spada al fianco e in braccio avea lo scudo e più leggier correa per la foresta ch al pallio rosso il villan mezzo ignudo timida pastorella mai sì presta non volse piede inanzi a serpe crudo come angelica tosto il freno torse che del guerrier ch a piè venìa s accorse 4

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12 era costui quel paladin gagliardo figliuol d amon signor di montalbano a cui pur dianzi il suo destrier baiardo per strano caso uscito era di mano come alla donna egli drizzò lo sguardo riconobbe quantunque di lontano l angelico sembiante e quel bel volto ch all amorose reti il tenea involto 13 la donna il palafreno a dietro volta e per la selva a tutta briglia il caccia né per la rara più che per la folta la più sicura e miglior via procaccia ma pallida tremando e di sé tolta lascia cura al destrier che la via faccia di sù di giù ne l alta selva fiera tanto girò che venne a una riviera 14 su la riviera ferraù trovosse di sudor pieno e tutto polveroso da la battaglia dianzi lo rimosse un gran disio di bere e di riposo e poi mal grado suo quivi fermosse perché de l acqua ingordo e frettoloso l elmo nel fiume si lasciò cadere né l avea potuto anco riavere 15 quanto potea più forte ne veniva gridando la donzella ispaventata a quella voce salta in su la riva il saracino e nel viso la guata e la conosce subito ch arriva ben che di timor pallida e turbata e sien più dì che non n udì novella che senza dubbio ell è angelica bella 16 e perché era cortese e n avea forse non men de dui cugini il petto caldo l aiuto che potea tutto le porse pur come avesse l elmo ardito e baldo trasse la spada e minacciando corse dove poco di lui temea rinaldo più volte s eran già non pur veduti m al paragon de l arme conosciuti 17 cominciar quivi una crudel battaglia come a piè si trovar coi brandi ignudi non che le piastre e la minuta maglia ma ai colpi lor non reggerian gl incudi or mentre l un con l altro si travaglia bisogna al palafren che l passo studi che quanto può menar de le calcagna colei lo caccia al bosco e alla campagna 5

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18 poi che s affaticar gran pezzo invano i dui guerrier per por l un l altro sotto quando non meno era con l arme in mano questo di quel né quel di questo dotto fu primiero il signor di montalbano ch al cavallier di spagna fece motto sì come quel ch ha nel cuor tanto fuoco che tutto n arde e non ritrova loco 19 disse al pagan me sol creduto avrai e pur avrai te meco ancora offeso se questo avvien perché i fulgenti rai del nuovo sol t abbino il petto acceso di farmi qui tardar che guadagno hai che quando ancor tu m abbi morto o preso non però tua la bella donna fia che mentre noi tardiam se ne va via 20 quanto fia meglio amandola tu ancora che tu le venga a traversar la strada a ritenerla e farle far dimora prima che più lontana se ne vada come l avremo in potestate allora di chi esser de si provi con la spada non so altrimenti dopo un lungo affanno che possa riuscirci altro che danno 21 al pagan la proposta non dispiacque così fu differita la tenzone e tal tregua tra lor subito nacque sì l odio e l ira va in oblivione che l pagano al partir da le fresche acque non lasciò a piedi il buon figliuol d amone con preghi invita ed al fin toglie in groppa e per l orme d angelica galoppa 22 oh gran bontà de cavallieri antiqui eran rivali eran di fé diversi e si sentian degli aspri colpi iniqui per tutta la persona anco dolersi e pur per selve oscure e calli obliqui insieme van senza sospetto aversi da quattro sproni il destrier punto arriva ove una strada in due si dipartiva 23 e come quei che non sapean se l una o l altra via facesse la donzella però che senza differenza alcuna apparia in amendue l orma novella si messero ad arbitrio di fortuna rinaldo a questa il saracino a quella pel bosco ferraù molto s avvolse e ritrovossi al fine onde si tolse 24 6

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pur si ritrova ancor su la rivera là dove l elmo gli cascò ne l onde poi che la donna ritrovar non spera per aver l elmo che l fiume gli asconde in quella parte onde caduto gli era discende ne l estreme umide sponde ma quello era sì fitto ne la sabbia che molto avrà da far prima che l abbia 25 con un gran ramo d albero rimondo di ch avea fatto una pertica lunga tenta il fiume e ricerca sino al fondo né loco lascia ove non batta e punga mentre con la maggior stizza del mondo tanto l indugio suo quivi prolunga vede di mezzo il fiume un cavalliero insino al petto uscir d aspetto fiero 26 era fuor che la testa tutto armato ed avea un elmo ne la destra mano avea il medesimo elmo che cercato da ferraù fu lungamente invano a ferraù parlò come adirato e disse ah mancator di fé marano perché di lasciar l elmo anche t aggrevi che render già gran tempo mi dovevi 27 ricordati pagan quando uccidesti d angelica il fratel che son quell io dietro all altr arme tu mi promettesti gittar fra pochi dì l elmo nel rio or se fortuna quel che non volesti far tu pone ad effetto il voler mio non ti turbare e se turbar ti déi turbati che di fé mancato sei 28 ma se desir pur hai d un elmo fino trovane un altro ed abbil con più onore un tal ne porta orlando paladino un tal rinaldo e forse anco migliore l un fu d almonte e l altro di mambrino acquista un di quei dui col tuo valore e questo ch hai già di lasciarmi detto farai bene a lasciarmi con effetto 29 all apparir che fece all improvviso de l acqua l ombra ogni pelo arricciossi e scolorossi al saracino il viso la voce ch era per uscir fermossi udendo poi da l argalia ch ucciso quivi avea già che l argalia nomossi la rotta fede così improverarse di scorno e d ira dentro e di fuor arse 30 né tempo avendo a pensar altra scusa 7

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e conoscendo ben che l ver gli disse restò senza risposta a bocca chiusa ma la vergogna il cor sì gli trafisse che giurò per la vita di lanfusa non voler mai ch altro elmo lo coprisse se non quel buono che già in aspramonte trasse dal capo orlando al fiero almonte 31 e servò meglio questo giuramento che non avea quell altro fatto prima quindi si parte tanto malcontento che molti giorni poi si rode e lima sol di cercare è il paladino intento di qua di là dove trovarlo stima altra ventura al buon rinaldo accade che da costui tenea diverse strade 32 non molto va rinaldo che si vede saltare inanzi il suo destrier feroce ferma baiardo mio deh ferma il piede che l esser senza te troppo mi nuoce per questo il destrier sordo a lui non riede anzi più se ne va sempre veloce segue rinaldo e d ira si distrugge ma seguitiamo angelica che fugge 33 fugge tra selve spaventose e scure per lochi inabitati ermi e selvaggi il mover de le frondi e di verzure che di cerri sentia d olmi e di faggi fatto le avea con subite paure trovar di qua di là strani viaggi ch ad ogni ombra veduta o in monte o in valle temea rinaldo aver sempre alle spalle 34 qual pargoletta o damma o capriuola che tra le fronde del natio boschetto alla madre veduta abbia la gola stringer dal pardo o aprirle l fianco o l petto di selva in selva dal crudel s invola e di paura trema e di sospetto ad ogni sterpo che passando tocca esser si crede all empia fera in bocca 35 quel dì e la notte a mezzo l altro giorno s andò aggirando e non sapeva dove trovossi al fin in un boschetto adorno che lievemente la fresca aura muove duo chiari rivi mormorando intorno sempre l erbe vi fan tenere e nuove e rendea ad ascoltar dolce concento rotto tra picciol sassi il correr lento 36 quivi parendo a lei d esser sicura e lontana a rinaldo mille miglia 8

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da la via stanca e da l estiva arsura di riposare alquanto si consiglia tra fiori smonta e lascia alla pastura andare il palafren senza la briglia e quel va errando intorno alle chiare onde che di fresca erba avean piene le sponde 37 ecco non lungi un bel cespuglio vede di prun fioriti e di vermiglie rose che de le liquide onde al specchio siede chiuso dal sol fra l alte querce ombrose così voto nel mezzo che concede fresca stanza fra l ombre più nascose e la foglia coi rami in modo è mista che l sol non v entra non che minor vista 38 dentro letto vi fan tenere erbette ch invitano a posar chi s appresenta la bella donna in mezzo a quel si mette ivi si corca ed ivi s addormenta ma non per lungo spazio così stette che un calpestio le par che venir senta cheta si leva e appresso alla riviera vede ch armato un cavallier giunt era 39 se gli è amico o nemico non comprende tema e speranza il dubbio cor le scuote e di quella aventura il fine attende né pur d un sol sospir l aria percuote il cavalliero in riva al fiume scende sopra l un braccio a riposar le gote e in un suo gran pensier tanto penètra che par cangiato in insensibil pietra 40 pensoso più d un ora a capo basso stette signore il cavallier dolente poi cominciò con suono afflitto e lasso a lamentarsi sì soavemente ch avrebbe di pietà spezzato un sasso una tigre crudel fatta clemente sospirante piangea tal ch un ruscello parean le guance e l petto un mongibello 41 pensier dicea che l cor m agghiacci ed ardi e causi il duol che sempre il rode e lima che debbo far poi ch io son giunto tardi e ch altri a corre il frutto è andato prima a pena avuto io n ho parole e sguardi ed altri n ha tutta la spoglia opima se non ne tocca a me frutto né fiore perché affligger per lei mi vuo più il core 42 la verginella è simile alla rosa ch in bel giardin su la nativa spina mentre sola e sicura si riposa 9

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né gregge né pastor se le avvicina l aura soave e l alba rugiadosa l acqua la terra al suo favor s inchina gioveni vaghi e donne inamorate amano averne e seni e tempie ornate 43 ma non sì tosto dal materno stelo rimossa viene e dal suo ceppo verde che quanto avea dagli uomini e dal cielo favor grazia e bellezza tutto perde la vergine che l fior di che più zelo che de begli occhi e de la vita aver de lascia altrui corre il pregio ch avea inanti perde nel cor di tutti gli altri amanti 44 sia vile agli altri e da quel solo amata a cui di sé fece sì larga copia ah fortuna crudel fortuna ingrata trionfan gli altri e ne moro io d inopia dunque esser può che non mi sia più grata dunque io posso lasciar mia vita propia ah più tosto oggi manchino i dì miei ch io viva più s amar non debbo lei 45 se mi domanda alcun chi costui sia che versa sopra il rio lacrime tante io dirò ch egli è il re di circassia quel d amor travagliato sacripante io dirò ancor che di sua pena ria sia prima e sola causa essere amante è pur un degli amanti di costei e ben riconosciuto fu da lei 46 appresso ove il sol cade per suo amore venuto era dal capo d oriente che seppe in india con suo gran dolore come ella orlando sequitò in ponente poi seppe in francia che l imperatore sequestrata l avea da l altra gente per darla all un de duo che contra il moro più quel giorno aiutasse i gigli d oro 47 stato era in campo e inteso avea di quella rotta crudel che dianzi ebbe re carlo cercò vestigio d angelica bella né potuto avea ancora ritrovarlo questa è dunque la trista e ria novella che d amorosa doglia fa penarlo affligger lamentare e dir parole che di pietà potrian fermare il sole 48 mentre costui così s affligge e duole e fa degli occhi suoi tepida fonte e dice queste e molte altre parole che non mi par bisogno esser racconte 10

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l aventurosa sua fortuna vuole ch alle orecchie d angelica sian conte e così quel ne viene a un ora a un punto ch in mille anni o mai più non è raggiunto 49 con molta attenzion la bella donna al pianto alle parole al modo attende di colui ch in amarla non assonna né questo è il primo dì ch ella l intende ma dura e fredda più d una colonna ad averne pietà non però scende come colei c ha tutto il mondo a sdegno e non le par ch alcun sia di lei degno 50 pur tra quei boschi il ritrovarsi sola le fa pensar di tor costui per guida che chi ne l acqua sta fin alla gola ben è ostinato se mercé non grida se questa occasione or se l invola non troverà mai più scorta sì fida ch a lunga prova conosciuto inante s avea quel re fedel sopra ogni amante 51 ma non però disegna de l affanno che lo distrugge alleggierir chi l ama e ristorar d ogni passato danno con quel piacer ch ogni amator più brama ma alcuna finzione alcuno inganno di tenerlo in speranza ordisce e trama tanto ch a quel bisogno se ne serva poi torni all uso suo dura e proterva 52 e fuor di quel cespuglio oscuro e cieco fa di sé bella ed improvvisa mostra come di selva o fuor d ombroso speco diana in scena o citerea si mostra e dice all apparir pace sia teco teco difenda dio la fama nostra e non comporti contra ogni ragione ch abbi di me sì falsa opinione 53 non mai con tanto gaudio o stupor tanto levò gli occhi al figliuolo alcuna madre ch avea per morto sospirato e pianto poi che senza esso udì tornar le squadre con quanto gaudio il saracin con quanto stupor l alta presenza e le leggiadre maniere e il vero angelico sembiante improviso apparir si vide inante 54 pieno di dolce e d amoroso affetto alla sua donna alla sua diva corse che con le braccia al collo il tenne stretto quel ch al catai non avria fatto forse al patrio regno al suo natio ricetto 11

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seco avendo costui l animo torse subito in lei s avviva la speranza di tosto riveder sua ricca stanza 55 ella gli rende conto pienamente dal giorno che mandato fu da lei a domandar soccorso in oriente al re de sericani e nabatei e come orlando la guardò sovente da morte da disnor da casi rei e che l fior virginal così avea salvo come se lo portò del materno alvo 56 forse era ver ma non però credibile a chi del senso suo fosse signore ma parve facilmente a lui possibile ch era perduto in via più grave errore quel che l uom vede amor gli fa invisibiie e l invisibil fa vedere amore questo creduto fu che l miser suole dar facile credenza a quel che vuole 57 se mal si seppe il cavallier d anglante pigliar per sua sciocchezza il tempo buono il danno se ne avrà che da qui inante nol chiamerà fortuna a sì gran dono tra sé tacito parla sacripante ma io per imitarlo già non sono che lasci tanto ben che m è concesso e ch a doler poi m abbia di me stesso 58 corrò la fresca e matutina rosa che tardando stagion perder potria so ben ch a donna non si può far cosa che più soave e più piacevol sia ancor che se ne mostri disdegnosa e talor mesta e flebil se ne stia non starò per repulsa o finto sdegno ch io non adombri e incarni il mio disegno 59 così dice egli e mentre s apparecchia al dolce assalto un gran rumor che suona dal vicin bosco gl intruona l orecchia sì che mal grado l impresa abbandona e si pon l elmo ch avea usanza vecchia di portar sempre armata la persona viene al destriero e gli ripon la briglia rimonta in sella e la sua lancia piglia 60 ecco pel bosco un cavallier venire il cui sembiante è d uom gagliardo e fiero candido come nieve è il suo vestire un bianco pennoncello ha per cimiero re sacripante che non può patire che quel con l importuno suo sentiero 12

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gli abbia interrotto il gran piacer ch avea con vista il guarda disdegnosa e rea 61 come è più appresso lo sfida a battaglia che crede ben fargli votar l arcione quel che di lui non stimo già che vaglia un grano meno e ne fa paragone l orgogliose minacce a mezzo taglia sprona a un tempo e la lancia in resta pone sacripante ritorna con tempesta e corronsi a ferir testa per testa 62 non si vanno i leoni o i tori in salto a dar di petto ad accozzar sì crudi sì come i duo guerrieri al fiero assalto che parimente si passar li scudi fe lo scontro tremar dal basso all alto l erbose valli insino ai poggi ignudi e ben giovò che fur buoni e perfetti gli osberghi sì che lor salvaro i petti 63 già non fero i cavalli un correr torto anzi cozzaro a guisa di montoni quel del guerrier pagan morì di corto ch era vivendo in numero de buoni quell altro cadde ancor ma fu risorto tosto ch al fianco si sentì gli sproni quel del re saracin restò disteso adosso al suo signor con tutto il peso 64 l incognito campion che restò ritto e vide l altro col cavallo in terra stimando avere assai di quel conflitto non si curò di rinovar la guerra ma dove per la selva è il camin dritto correndo a tutta briglia si disserra e prima che di briga esca il pagano un miglio o poco meno è già lontano 65 qual istordito e stupido aratore poi ch è passato il fulmine si leva di là dove l altissimo fragore appresso ai morti buoi steso l aveva che mira senza fronde e senza onore il pin che di lontan veder soleva tal si levò il pagano a piè rimaso angelica presente al duro caso 66 sospira e geme non perché l annoi che piede o braccio s abbi rotto o mosso ma per vergogna sola onde a dì suoi né pria né dopo il viso ebbe sì rosso e più ch oltre il cader sua donna poi fu che gli tolse il gran peso d adosso muto restava mi cred io se quella 13

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non gli rendea la voce e la favella 67 deh diss ella signor non vi rincresca che del cader non è la colpa vostra ma del cavallo a cui riposo ed esca meglio si convenia che nuova giostra né perciò quel guerrier sua gloria accresca che d esser stato il perditor dimostra così per quel ch io me ne sappia stimo quando a lasciare il campo è stato primo 68 mentre costei conforta il saracino ecco col corno e con la tasca al fianco galoppando venir sopra un ronzino un messagger che parea afflitto e stanco che come a sacripante fu vicino gli domandò se con un scudo bianco e con un bianco pennoncello in testa vide un guerrier passar per la foresta 69 rispose sacripante come vedi m ha qui abbattuto e se ne parte or ora e perch io sappia chi m ha messo a piedi fa che per nome io lo conosca ancora ed egli a lui di quel che tu mi chiedi io ti satisfarò senza dimora tu dei saper che ti levò di sella l alto valor d una gentil donzella 70 ella è gagliarda ed è più bella molto né il suo famoso nome anco t ascondo fu bradamante quella che t ha tolto quanto onor mai tu guadagnasti al mondo poi ch ebbe così detto a freno sciolto il saracin lasciò poco giocondo che non sa che si dica o che si faccia tutto avvampato di vergogna in faccia 71 poi che gran pezzo al caso intervenuto ebbe pensato invano e finalmente si trovò da una femina abbattuto che pensandovi più più dolor sente montò l altro destrier tacito e muto e senza far parola chetamente tolse angelica in groppa e differilla a più lieto uso a stanza più tranquilla 72 non furo iti due miglia che sonare odon la selva che li cinge intorno con tal rumore e strepito che pare che triemi la foresta d ogn intorno e poco dopo un gran destrier n appare d oro guernito e riccamente adorno che salta macchie e rivi ed a fracasso arbori mena e ciò che vieta il passo 14

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73 se l intricati rami e l aer fosco disse la donna agli occhi non contende baiardo è quel destrier ch in mezzo il bosco con tal rumor la chiusa via si fende questo è certo baiardo io l riconosco deh come ben nostro bisogno intende ch un sol ronzin per dui saria mal atto e ne viene egli a satisfarci ratto 74 smonta il circasso ed al destrier s accosta e si pensava dar di mano al freno colle groppe il destrier gli fa risposta che fu presto al girar come un baleno ma non arriva dove i calci apposta misero il cavallier se giungea a pieno che nei calci tal possa avea il cavallo ch avria spezzato un monte di metallo 75 indi va mansueto alla donzella con umile sembiante e gesto umano come intorno al padrone il can saltella che sia duo giorni o tre stato lontano baiardo ancora avea memoria d ella ch in albracca il servia già di sua mano nel tempo che da lei tanto era amato rinaldo allor crudele allor ingrato 76 con la sinistra man prende la briglia con l altra tocca e palpa il collo e l petto quel destrier ch avea ingegno a maraviglia a lei come un agnel si fa suggetto intanto sacripante il tempo piglia monta baiardo e l urta e lo tien stretto del ronzin disgravato la donzella lascia la groppa e si ripone in sella 77 poi rivolgendo a caso gli occhi mira venir sonando d arme un gran pedone tutta s avvampa di dispetto e d ira che conosce il figliuol del duca amone più che sua vita l ama egli e desira l odia e fugge ella più che gru falcone già fu ch esso odiò lei più che la morte ella amò lui or han cangiato sorte 78 e questo hanno causato due fontane che di diverso effetto hanno liquore ambe in ardenna e non sono lontane d amoroso disio l una empie il core chi bee de l altra senza amor rimane e volge tutto in ghiaccio il primo ardore rinaldo gustò d una e amor lo strugge angelica de l altra e l odia e fugge 15

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